phileas9Questa mattina i funzionari dell’Agenzia Mobilità hanno eseguito l’ennesimo decreto Regio a cui i cittadini di Rimini sono tenuti ad obbedire in quanto sudditi di un non meglio identificato potere, non certo di quello democratico a cui tutti pensiamo di appartenere. Esagerato? Non direi. Guardate queste foto.

Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.
Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.

Nella prima immagine il segno dell’esproprio definitivo, quello dove passerà la Metropolitana di Costa che porterà via garage, cantine, magazzini, balconi dei piani bassi e proprietà di vario genere.

Tra i due segni l'esproprio provvisorio.
Tra i due segni l’esproprio provvisorio.

Nella successiva immagine un secondo tipo di esproprio, un esproprio provvisorio, che poi sarebbe lo spazio per mettere attrezzature, strumenti e macchine per compiere il lavoro. Questo ulteriore esproprio, dicono della durata di 3-4 mesi, entra per ulteriori 4 metri nella proprietà.

Pezzo di scala "provvisoriamente" espropriata.
Il valore di questo esproprio, che nel caso specifico delle foto arriverà fino a metà scala dell’entrata posteriore, non viene calcolato in base all’ulteriore fastidio arrecato, ma con un forfait di circa 125,00 €. Tutto questo è autorizzato da un documento dell’Agenzia Mobilità, in quanto gli espropriati non risiedono nel Comune di Rimini, ma nel feudo della succitata agenzia.
Ora… che  la Metropolitana di Costa sia un’opera inutile è riconosciuto da tutti, anche dai suoi stessi promotori che evitano accuratamente di chiedere il consenso popolare. Che l’opera porterà ulteriori guai finanziari è un calcolo facile da fare perché, dopo aver speso 100 milioni di Euro per sostituire la linea 11, poi bisognerà pure mantenerlo questo  costosissimo senso unico alternato. Però che la democrazia venga demandata ad un consorzio di enti è una cosa molto triste e pericolosa.
Stavolta esagero? Ancora una volta no. L’Agenzia Mobilità ha compilato gli espropri, definitivi e provvisori, secondo le indicazioni dei tecnici e chissà di quante necessità non ha tenuto conto. Un esempio è ancora una volta l’azione di stamattina. Quando  ai funzionari, presentandosi con tanto di Decreto di esproprio (si presumerebbe un documento ufficiale), è stato fatto notare che i segni messi calcolavano la scala d’accesso all’appartamento come uno stupido ingombro, loro hanno proposto di farli più indietro.

Le domande, inevitabili, a questo punto sono: ma allora queste determine, questi decreti in deroga, che ufficialità hanno? In quanti modi possono essere cambiati? Quanti errori sono stati coperti “spostando un segno”? Quanti di quei “segni”, che ricordiamo possono toglierti il balcone, non erano poi così necessari?

P.S.
La sferzata di innovazione portata dalla giovane e brillante manager Roberta Frisoni, presidente imposto dal PD e solo casualmente (!?) nipote di Maurizio Melucci, tarda a farsi vedere anche dal punto del semplice rispetto dei diritti dei cittadini.

Davide Cardone

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