Rimini in svendita – camere a pochi Euro.

Leggendo la cronaca locale di questi giorni si scopre che alcuni alberghi del riminese, e paraggi, praticano prezzi assurdi. Il caso più eclatante e quello della doppia a nove euro a Igea Marina, ma vi sono casi in zone “pregiate” di Rimini che non portano grande differenza in termini di sostenibilità.

Vi saranno sicuramente tutta una serie di motivazioni personali ed economiche che spingono un albergatore ad aprire la sua struttura praticando prezzi imbarazzanti. Quello che però bisognerebbe chiedersi è se questo avrà comunque delle conseguenza, tipo una guerra dei prezzi in una stagione che già parte con un grosso handicap.

Rimini è sottoposta da tempo ad un innegabile fenomeno di impoverimento del suo turismo. Una chiamata al ribasso, cominciata con le varie crisi epocali e proseguita nella cieca adozione di un sistema “del prezzo”. Dieci km e più di costa sono certamente difficili da riempire con turisti a lunga permanenza, intenzionati a lasciare una cospicua rata del proprio risparmio nello svago offerto. Del turista ideale insomma. Chiaro però che se esiste una tendenza da combattere è quella al ribasso.

La promozione del territorio riminese, però, è poco efficace in questo senso. Prima di tutto per una tendenza amministrativa ad auto celebrarsi in una narrazione poco attinente alla realtà. Si incoraggiano eventi da weekend che generano numeri di pernottamento inferiori a quelli dei caselli, concentrati nel periodo in cui la gente (in condizioni normali) ci sarebbe comunque. Riempire Rimini dal 15 di luglio al 15 d’agosto, non è certo un’operazione da illuminati del Turismo. Nello stesso momento si indebita la città con milioni di euro tra teatri, castelli, memorie felliniane e manifesti di Cattelan, raccontando che sono iniziative che faranno crescere e migliorare il nostro turismo.

La questione è che lo farebbero, sì, se poi tutta la promozione turistica, quella che muove i grossi numeri, non fosse nelle mani delle grandi agenzie che, anche in condizioni normali, fanno proposte di prezzo avvilenti. Può essere che i grandi hotel di Marina Centro non ne soffrano, ma Rimini è ben più estesa. Ci sono alberghi che, prima dell’inizio della stagione, sanno già quanto guadagneranno, perché il prezzo sarà anche basso, ma la vendita dei letti “vuoto per pieno” è garantita. Neanche a dirlo poi si lima sui servizi e sulla qualità.

Tutto questo senza considerare nuovi leader del settore come i vari Booking.com che, invece di promuovere le strutture come farebbe un’agenzia classica, spaccano il mercato con il favoloso “prezzo minimo garantito”, creando concorrenza tra le strutture servite nella stessa zona e concorrendo essa stessa per intercettare la ricerca online della struttura.

Tutti questi fenomeni spingono prepotentemente verso il basso il prezzo e agiscono, a catena, sulla qualità dei servizi e sul tipo di turismo catalizzato. Innegabile. In una stagione turistica “normale” la debole promozione turistica in veste amministrativa potrà anche recuperare qualcosa, ma oggi, con la crisi economica post Covid che si agita nervosa sottotraccia, per scoppiare violenta in autunno, praticare prezzi “imbarazzanti” che conseguenze può avere?

Rilanciamo la domanda agli analisti esperti del settore. A noi, da profani, pare che camere a costi così bassi, prezzi che non sostengono la normale spesa corrente (e regolare) di un albergo, avranno il primo effetto di danneggiare chi l’albergo lo vuol tenere aperto offrendo servizi coerenti con la propria categoria. Nelle guerre al ribasso è normale che vinca chi è più bravo a speculare.

@DadoCardone

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Alcune riflessioni sul Futuro – di Raffaella Sensoli.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni sul futuro dell’ex Consigliere Regionale Raffaella Sensoli. Il suo pensiero è declinato non solo alla luce della rappresentanza politica, da poco giunta al termine, ma anche nella sua veste di donna, madre, lavoratrice.

La Redazione.

Qualche nostro nonno ultracentenario ancora forse si ricorda l’ultima pandemia, quella di Influenza Spagnola che fece milioni morti. All’epoca non c’erano ancora a disposizione gli strumenti di cura e ricerca che oggi abbiamo la fortuna di avere e che hanno salvato migliaia di vite in questi 3 mesi.

Ma ci sono fattori che accomunano questa pandemia a quella di cent’anni fa. Si combatte un nemico sconosciuto, che stiamo scoprendo un po’ alla volta ma che non sappiamo ancora fino in fondo come sconfiggere, se non con il distanziamento sociale. Ma l’uomo è un animale sociale per definizione e, anche se in piena emergenza non si poteva fare altro, è anche vero che non si può tenere chiuse in casa le persone troppo a lungo, dovendo scegliere tra la difesa della salute fisica o di quella mentale.

Senza dimenticare la tragedia umana, sociale ed economica che questa pandemia porta con sé, vista l’ineluttabilità della situazione, dovremmo tutti approfittare di questa pausa (ed in molti lo hanno già fatto), di questo shock che ci ha fatti passare dalla frenesia, dalla routine, dallo stress continuo all’ozio totale.

Approfittarne utilizzando questo ozio, certo come abbiamo fatto in tanti, per dedicarci di più alla casa, alla famiglia, alla cucina e all’attività fisica, ma anche approfittare di questo stop per riflettere approfonditamente di ciò che questa società ha sviluppato in maniera errata, di cosa potremmo cambiare o abbiamo già cambiato forzatamente e che potremmo mantenere perché virtuoso, perché socialmente utile, perché ecologicamente valido: troppo spesso sento parlare della “natura” come se fosse altro da noi; dovremmo ricordarci che noi siamo parte della natura e prima di pensare a colonizzare altri pianeti, dovremmo pensare a come mantenere in salute il nostro.

Abbiamo sempre delegato ad altri questo compito: alla politica, alle organizzazioni, alle grandi imprese. Ma se ognuno di noi fa qualcosa nella stessa direzione, quel suo piccolo contributo sarà importante tanto quanto quello dei giocatori istituzionali di questa partita.

Sono mamma e mi viene in mente la scena di “Alla ricerca di Nemo”, dove il pesciolino incita i pesci rimasti catturati nella rete dei pescatori a nuotare in giù: sembra un’impresa impossibile, ma quando tutti iniziano a nuotare nella stessa direzione, l’argano cede ed i pesci tornano liberi!

Noi siamo un po’ come quei pesci nella rete, da anni sappiamo cosa dobbiamo fare, ma, intrappolati dal nostro quotidiano, non abbiamo mai trovato la forza di cambiare direzione. Ora ci è arrivata l’occasione.

Come diceva Einstein “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.”

Cosa possiamo fare noi per il nostro quartiere, la nostra città, per la nostra Regione?

Possiamo innanzitutto non dimenticare quanto l’aria pulita, il silenzio e gli uccellini che nuovamente si sentivano cantare durante il giorno fossero belli; quanto aver più tempo da dedicare a noi stessi e alle nostre famiglie ci riempisse il cuore e allo stesso tempo ci facesse desiderare di tornare al lavoro con un nuovo slancio.Con questo spirito la politica e la società, collaborando, devono ripensare il lavoro, i trasporti,l’economia, il turismo. Andiamo con ordine.

Il lavoro: Si parla tanto di smart work. Questa modalità era attuabile fin dal 2012 ma solo oggi ne apprezziamo i vantaggi. Oltre alla responsabilizzazione dei lavoratori (non vengo valutato in base alle ore che faccio, ma per gli obiettivi che raggiungo e per i compiti che svolgo nelle scadenze prefissate), esistono enormi vantaggi in termini di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, soprattutto per le donne che ancora oggi sono svantaggiate nel mercato del lavoro e che troppo spesso sono costrette a scegliere tra maternità, famiglia e carriera.

Lo smart work non deve essere inteso solo come lavoro da casa, ma come possibilità di organizzare orari e lavoro conciliando le esigenze professionali con quelle familiari, per cui, ad esempio, se si è in ufficio (o a casa) e si deve fare una commissione, andare a prendere il bambino a scuola o portarlo in piscina, o accompagnare un familiare ad una visita medica, non si dovrà chiedere permessi (che possono anche essere negati) o affidarsi a baby-sitter che magari non ci si può permettere di pagare o ai nonni, ma lo si potrà fare, portando comunque avanti il lavoro nel rispetto delle scadenze e dei compiti affidati, passando così da un rapporto meramente subordinato ad uno di collaborazione con i titolari o dirigenti e quindi aumentando il senso di appartenenza all’azienda per cui si lavora. Questa modalità consente anche alle aziende di attuare maggiori controlli sulla produttività del personale, e alle P.A. di eliminare o ridurre notevolmente di avere furbetti del cartellino.

I risparmi che sia pubblico che privato otterranno, potranno essere investiti in progetti utili alla comunità e allo sviluppo delle imprese.

I trasporti: dobbiamo scongiurare la possibilità che le persone abbandonino il trasporto pubblico in favore dell’auto a causa del timore del contagio per mantenere i livelli di inquinamento più bassi possibile. Per chi non può usufruire dello smart working, e comunque nel tempo libero, l’uso di bici e micromobilità elettrica (bici, monopattini e scooter elettrici) dovranno diventare la normalità. In questo modo alleggeriremmo il traffico, avremo meno problemi di parcheggi, e libereremmo posti nel trasporto pubblico a categorie che ne necessitano maggiormente, come anziani, disabili, famiglie con bambini piccoli o abitanti della provincia che lavorano in città. Un ripensamento del piano urbanistico della città con una maggior diffusione dei servizi essenziali, non solo ridurrebbe il traffico, ma riporterebbe Rimini maggiormente a misura d’uomo e recupererebbe il commercio di vicinato fortemente penalizzato negli ultimi anni.

L’economia cambierà: si ritornerà ad una visione di maggior autosufficienza e le politiche del chilometro zero e del rapporto umano nel commercio, nell’artigianato e nei servizi potrebbe ridare quel valore aggiunto che negli ultimi decenni si è perso. Studi recenti hanno visto come le persone, in questo lock-down, abbiano riscoperto, assieme al gusto di cucinare, anche il piacere di cibi semplici, poco lavorati e abbiano consumato meno junk food, recandosi ad acquistare prodotti di prima necessità nelle botteghe sotto casa, piuttosto che nei grandi supermercati. Questo ritorno ad una spesa intelligente va preservato, dato che il consumismo sfrenato ha dimostrato tutti i suoi limiti. Certo non vanno abbandonate le grandi imprese che rendono grande il nostro territorio e con le quali bisogna lavorare, ma credo che oggi le tante piccolissime aziende che compongono il tessuto della nostra società possano diventare la linfa di una nuova economia “glocal”.

Turismo: è il grande ferito e la grande sfida del nostro territorio. Va ripensato tutto il comparto ed intavolati lavori con il settore che puntino alla qualità dei servizi offerti. Se possiamo attrarre meno persone, va aumentata la qualità dell’offerta turistica, così da realizzare quella riqualificazione che già a piccoli passi si stava avviando. Naturalmente il nostro non sarà mai un turismo simile a quello della Versilia o Porto Cervo, ma possiamo trasformare il turismo “di massa”, oggi non più remunerativo ad un turismo “popolare” ed esperienziale, dove non contano tanto gli arrivi e le presenze, ma la ricchezza e la capacità di spesa che porta ogni turista, o meglio, ogni ospite sul nostro territorio. A beneficiarne a quel punto non saranno solo hotel e stabilimenti balneari, ma anche il commercio e la filiera di prodotti tipici locali della nostra provincia. E magari si potrà invogliare il turista balneare a tornare in altri momenti dell’anno per visitare la Rimini storico/culturale o le bellezze della nostra provincia.

I temi sarebbero ancora tanti ed il discorso molto lungo, ma credo ci sarà modo ed occasione per approfondire ogni tema.

Raffaella Sensoli

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Il calo del turismo? E’ colpa della Sensoli.

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita, non sono casi infrequenti. Siete in un posto piccolo, dove c’è molta gente, tipo la sala d’aspetto di un ambulatorio. All’improvviso sentite un fetore che si diffonde da un punto indefinito e avete l’immediata consapevolezza che si tratta un peto. Per la precisione una “loffia”, quel particolare tipo di scorreggia che, per il fatto di averne impedito lo sfogo rumoroso, si manifesta con lo sfiato ad alta pressione di gas pestilenziale.

Tutti cominciano istantaneamente a scrutarsi in uno “Stallo alla Messicana”, tipico delle scene di tensione firmate da Quentin Tarantino. C’è un modo per capire chi è il colpevole? Ebbene sì. Di solito il criminale che ha mollato li, con indifferenza, una dose da guerra di gas nervino è anche quello che s’indigna di più. Lo fa istintivamente per dissimulare, ma la regola è sempre quella: la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.

Cosa c’entra la metafora del peto con Raffaella Sensoli e il turismo riminese? Per capirne il senso bisogna mettere insieme alcune semplici constatazioni. Il turismo riminese è in calo, di nuovo. Dopo la scorsa fortunata stagione, i limiti del nostro particolare tipo di turismo sono nuovamente venuti a galla. I rappresentanti delle categorie e quelli istituzionali debbono in qualche modo una spiegazione ai loro iscritti e al loro elettorato, o perlomeno un’analisi di buon senso,  che permetta una reazione organica.

Non è questo il caso, perché a Rimini “va tutto bene” e guai a dire il contrario perché si fa danno. L’aeroporto? Ci stiamo arrivando, mancano solo una ventina di milioni di euro d’investimenti. La delinquenza? E’ un’aberrazione statistica dovuta all’aumento della popolazione estiva. Lo spaccio di droga? Come dalle altre parti. La gente presa in carico dal pronto soccorso a causa dell’etilismo? Nella norma. La situazione vetusta delle periferie del Turismo (Rimini nord e sud)? E’ colpa del Movimento che non ci fa arrivare i soldi. Il calo dei pernottamenti? Che ci possiamo fare noi se a Sharm el Sheikh non fanno attentati?

Di recente un’interrogazione del Consigliere Regionale Raffaella Sensoli ha sottolineato il fatto che, se le cose non vanno proprio per il verso giusto, in parte potrebbe essere per la carenza di certe “cure”. Non l’avesse mai fatto. Per risponderle sono stati costretti a far pubblicare persino l’interrogazione, che in verità era passata sotto silenzio, dandole l’evidenza che tutti si lamentano che non dovrebbe avere. Riprendendo la metafora della sala d’attesa Raffaella si è stropicciata un po’ il naso chiedendo sottovoce se per caso qualcuno l’avesse mollata. La risposta? Uno strepitio che ha messo in evidenza la cosa anche a chi non ci aveva fatto caso.

Una scorreggia?! Ma come si permette lei con queste fantasticherie! Qui siamo tutta gente che digerisce senza flatulenze. Lo sa lei che lustro portano i nostri deretani a questa sala d’attesa? E così, a forza di urlare, si è venuti a sapere del peto anche in strada.

Perché tutta questa caciara? Corsini, Rinaldis, Indino, con i loro toni pare vogliano coprire l’incapacità strutturale di metabolizzare un cambiamento partito da molto lontano. Parlano d’indotto, investimenti, eccellenze, miglioramenti, ma la domanda vera è: la proposta turistica è ancora in grado di intercettare il mercato di riferimento? Sensoli parla di sicurezza e, leggendo la cronaca di quest’estate, non sembra si sia inventata nulla (come sostiene Corsini), ma è sicuramente possibile allargare la riflessione alle altre criticità.

Per dirla papale papale: che c’azzeccano i milioni di euro investiti nel comparto cultura (ponte, castello, fulgor, teatro) se poi il peso che fa recedere una stagione è il mancato arrivo dei “torpedoni” polacchi? Perché gli investimenti per i maggiori eventi sono concentrati in date in cui la gente ci sarebbe comunque? Perché l’impegno del “pubblico” è sempre concentrato in determinate zone e non si occupa di diffondere le iniziative nei dieci kilometri in cui i turisti soggiornano?

Per concludere. Quando anche quest’anno leggeremo i risultati dell’idea che le istituzioni riminesi e regionali hanno del turismo, non facciamo poi che la colpa è della Sensoli che si è lamentata in un’interrogazione . Sono altri che han regalato alla polemica una quota del tutto diversa e pare proprio l’abbiano fatto per dissimulare una “loffia”.

P.S.

Chi scrive non vuol certo spiegare qualcosa ai maghi del turismo, quelli che sono riusciti a spendere centomila euro per Albano Carrisi. Non mi permetterei mai.  Quando però sento parlare d’indotto mi suona un campanello d’allarme. Sarà perché l’ultima volta che ho sentito magnificare questa giustificazione è fallito malamente un aeroporto?

@DadoCardone

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Il Professor Gnassi sale in cattedra… ma parla rivolto alla lavagna.

Rieccoci. Non ha potuto resistere e dopo il discorso alla nazione bagnante, a pubblifono riuniti, gli è scappata una lectio magistralis sul turismo rivolta agli imprenditori del settore.

Stiamo ovviamente parlando di Gnassi, altrimenti noto come l’Augusto Andrea, e del suo commento del dopo ferragosto diramato proprio oggi. Nel comunicato, in sintesi, il Primo Cittadino si bea dei numeri straordinari ottenuti da questa Rimini così dinamica (per merito suo) e mette in guardia dall’effetto ’79.

Non sforzatevi troppo nel richiamare alla memoria le vostre reminiscenze scolastiche, è roba per amministratori di lungo corso. A noi al massimo è concesso di ricordare gli effetti politici del ’69 e quelli calcistici dell’82.

Il 1979, secondo quanto si legge nel comunicato, è stato un anno straordinario per il turismo Riminese, seguito però da due anni di crisi. Andrea Gnassi, dopo aver usato questo dato come gancio per l’ennesimo Storytelling, parte con il suo panegirico sul turismo Riminese. Ammette di sfuggita i meriti del bel tempo, per poi esaltare i cambiamenti “nelle proposte infrastrutturali e immateriali, riconosciuto a Milano come a Monaco di Baviera o Mosca.” Meno male perché non se ne poteva più di tutte le telefonate da Mosca: “avete cambiato le proposte infrastrutturali e immateriali? Guardate che altrimenti le badanti le mandiamo tutte in Versilia!”.

E’ il solito comunicato/discorso alla Gnassi dove si sfiora appena la realtà per poi tuffarsi nell’elenco di tutte le cose che ha fatto, non si sa mai che a qualcuno sia sfuggito uno dei totem colorati che ormai mettono anche se devono riparare una buca per strada. Poco importa se l’elenco sia inerente al tema, come quando parlando di Mafia in Consiglio Comunale tirava fuori i lavori di via Roma.

La realtà, quella intera, è che l’Italia del turismo estivo (tutta) viaggia su guadagni percentuali a doppia cifra. Il miglioramento è dovuto, come ampiamente riconosciuto, al meteo estremamente stabile, ad una Pasqua più vicina all’estate e ai ponti di giugno, alla squalifica di tutte le destinazioni internazionali per le note problematiche di instabilità politica e terrorismo. Rimini, in tutto questo, è un posto di mare con tanti alberghi, economico e facilmente raggiungibile da ogni dove.

Non ne siete convinti? Allora ditemi che cos’avrebbe Rimini di così diverso dall’anno scorso, o da due anni fa (e via dicendo), per giustificare l’aumento di cui si parla. I famosi eventi, decantati come ineffabile spinta, sono concentrati nelle date in cui la gente comunque verrebbe. I 15 giorni attorno alla prima settimana di luglio e ferragosto non hanno certo bisogno di essere promossi. E’ il resto della stagione che va ancora creata. Se ci si applicasse correttamente alla lettura dei numeri si scoprirebbe che l’estate dura due mesi, che ci sono alberghi che aprono direttamente a luglio, che chi apre prima accetta gruppi che pagano una miseria… e che vengono serviti di conseguenza. A fare confronti tra di noi, con l’anno prima, si rimane in una Comfort zone.  Il famoso “Ferragiugno” di cui si beavano Sindaco e Associazione albergatori nasconde un successivo buco nel piano camere di tutta la provincia, mentre a Gallipoli si affittavano i terrazzi a 12 euro a notte (roba da Rimini nel ’79)

E’ perfettamente lecito ed auspicabile che un Sindaco parli in toni entusiastici di un miglioramento che in effetti c’è stato. La fiducia nel futuro è certamente un valore aggiunto, che però non basta se tra le righe si legge inadeguatezza. Di soldi a Rimini ne sono stati spesi un’enormità, ma in maniera poco accorta, principalmente per far intendere una dinamicità che, in realtà, è una corsa sul posto aspettando che la crisi passi. Un piccolo esempio. Sono stati spesi 6 milioni di euro per Acquarena, doppiando un servizio che già voleva fornire il Garden e che, alla resa dei conti, si è rivelata il cavallo di Troia per una speculazione edilizia senza pari in via della Fiera. Quanti ne sono stati investiti per il turismo?

Non mi si venga a parlare del Fulgor, del Teatro, del Castello e della passerella che ha martoriato le Mura Malatestiane, perché nessuna di queste cose interesserà all’adolescente ubriaco con cui si salvano le stagioni turistiche riminesi. Per quello al limite era più utile ampliare il pronto soccorso.

Gli investimenti a Rimini sono coerenti con altro, non certo con la promozione turistica. Per questo motivo poi stona l’invito di Gnassi agli imprenditori che, secondo quanto gli suggerisce la sua partita iva intonsa, non dovrebbero mettere via, ma investire per la prossima stagione. Gli imprenditori, soprattutto quelli di Rimini Sud e Rimini Nord, reinvestiranno sicuramente nella loro attività. Lo esige il mercato e lo pretende la totale assenza d’attenzione nelle loro zone, ma di sicuro non lo faranno perché il Professor Gnassi è salito in cattedra ed  ha fatto un discorso rivolgendosi alla lavagna.

P.S.

Se quest’appello voleva essere diretto agli imprenditori del settore turistico riminese un’espressione del tipo “du vut chi vaga enca st’an…” è fuori luogo, perché ormai una gran parte di loro non ha idea di cosa voglia dire.

 

@DadoCardone

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Bolkestein ed altre idiosincrasie

098Nel fine settimana dall’8 al 10 di ottobre si è svolto un appuntamento fieristico molto importante per Rimini e il Turismo in generale. TTG, SIA Guest e Sun, praticamente turismo, ospitalità e arredamenti da esterno hanno occupato i padiglioni della Fiera. Un appuntamento riservato agli operatori del settore e ai venditori di pentole…. o erano politici? Ora non ricordo.

Citizen, con i suoi potenti mezzi (Cruma), è andato a curiosare ad un evento in particolare, quello organizzato dalla CNA in cui si parlava di Bolkestein. Avremmo potuto partecipare anche agli altri incontri, ma non ce la siamo sentita di ascoltare Gnassi che parla di come ha salvato il turismo Riminese con dei cartelli pop. Ricordo, a beneficio di inventario, che Rimini è andata in negativo nei pernottamenti oltre ai due punti percentuali, nell’estate meno piovosa dell’ultimo quinquennio, con l’aeroporto aperto e con una crisi mondiale in atto che sconsigliava a chiunque di uscire dai confini. Il motivo per cui stava facendo la ruota lo sapeva solo lui.

Francesca Barracciu
Francesca Barracciu

Anche all’evento CNA, comunque, ci siamo dovuti sorbire la nostra bella dose di politici, ma lì era funzionale alla spiegazione che la politica deve a circa 30 mila aziende italiane messe in discussione dalla Bolkestein, o meglio, dall’immobilità della politica italiana nei confronti della Bolkestein.

Il Governo, sostiene il Sottosegretario Francesca Barracciu, ritiene il turismo una priorità. Infatti  manda un’indagata per peculato a sostenere che i problemi li ha provocati chi ha governato l’Italia per vent’anni prima di loro, che loro ce la stanno mettendo tutta, ma il destino dei Balneari è legato ad un paio di richieste del TAR alla Corte Europea e… bisogna aspettare. Il pubblico, come intuibile, non ha reagito molto bene.

L’altro relatore politico di competenza è stato l’Assessore Regionale Corsini, leggero come le due frasi che gli hanno insegnato a ripetere. Ha parafrasato qualcosa di poco convincente rispetto ai segnali di ripresa, al non chiamare il mare d’inverno “destagionalizzazione” (probabilmente perchè difficile da pronunciare) e mi pare che abbia detto anche qualcosa sui russi… ma non ne sono sicuro, stavo contando i punti luce sul soffitto.

Angelo Vaccarezza
Angelo Vaccarezza

Grandi applausi invece per Angelo Vaccarezza, Presidente Commissione Affari Istituzionali e Bilancio Regione Liguria, l’unico che ha soddisfatto le aspettative di un pubblico che non si vuol sentir dire altro che “hai ragione”. Lui le cose le ha messe subito in chiaro con un’unica slide inneggiante ad un “No alle aste” ed ha proseguito con un accorato intervento in difesa della categoria, che ha costruito tanto ed ha investito a costo di grandi sacrifici. Applausi.

Applausi che non sono valsi per lo stesso discorso, ma fatto al contrario, da Marco Affronte del Movimento 5 Stelle. L’Eurodeputato si chiede infatti se sia giusta l’invocata concessione a 30 anni per chi invece fa corrispondere il suo investimento ad una latta di vernice all’anno, o anche meno. Non so dalle altre parti, ma qui in Romagna qualche esempio lo abbiamo. Per questa affermazione il pubblico ha contestato veementemente,

Marco Affronte
Marco Affronte

cosa per cui si era trattenuto ad un’altra affermazione molto più caratterizzante sul doppio binario: all’asta le spiagge rimaste libere da concessioni? Anche no.

Nel complesso un appuntamento inutile in cui la politica ha scaricato su altre contingenze la sua immobilità e dove i balneari hanno fischiato chiunque, tranne chi diceva loro che hanno ragione. Ancora non si sono stufati di chi gli da ragione… contenti loro.

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@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Povera Rimini

David LaChapelle, The Deluge, 2006
David LaChapelle, The Deluge, 2006

Se Rimini dovesse essere valutata per la classe politica che l’amministra probabilmente sarebbe necessario farla andare in concordato,  come si fa per le aziende in odore di fallimento. Fortunatamente un po’ di rendita storica è stata accumulata, ma quanto durerà?

L’Epoca Romana, il Rinascimento, l’Epopea del Turismo e il molto citato, ma parecchio ignorato, Fellini, hanno messo in cassaforte parecchi crediti. Purtroppo però tutta la potenzialità costruita con il sacrificio di molti è stata sputtanata da due ondate anomale di pessima umanità. Il primo guaio sono stati quasi 70 anni di cattocomunismo dove gli interessi di fascisti, cattolici e comunisti si sono incrociati sotto l’egida di scaltri amministratori, che hanno distribuito poltrone come inno al loro personale potere. Arrivati con il fiato corto a ridosso della globalizzazione e dei calci in culo europei,  con sottofondo di Troika, i tenutari si sono fatti sostituire dal secondo e, se possibile, più pernicioso guaio: I ragazzini.

Una classe politica cresciuta nell’assenza del confronto, che si trova in estremo disagio con i mezzi imposti dalla Democrazia e comunica solo a suon di slogan, ha fatto precipitare Rimini in un incubo di paralisi POP, un conato anni ‘80 sia per quanto riguarda la comunicazione, sia nell’atteggiamento trash di genesi delle idee.

La Rimini dell’accoglienza e di Fellini si è rinchiusa in un sentimento sciovinista per non guardare ai suoi problemi. Degrado, declino, atarassia indotta tramite ipnosi da aperitivo. “Li vedi i colori pop? Stiamo facendo, non ti preoccupare di quello che senti dai gufi, loro si lamentano, ma non fanno proposte. Tu segui i colori pop, magari non arrivi all’illuminazione, ma all’aperitivo ci arrivi di sicuro. Cestino pop, rotonda pop, cantiere pop, fila dritto e… toh! Una festa tutta rosa! Cosa ti avevamo detto?”

Bisognerebbe che i riminesi andassero ad assistere ad un Consiglio Comunale per capire a chi hanno dato in mano i loro destini. Troverebbero una maggioranza che annuisce e alza la mano a comando, senza conoscere nulla di ciò che vota, solo per non attirare la contrarietà di un vanitoso che spende 100 mila euro (dei tuoi) per farsi una foto con Cattelan. Poi però se gli dici qualcosa spalancano gli occhi e gridano “attentato alla cultura!

Cultura?! Ma, la Cultura è conoscenza, è un’offerta dell’uomo ai suoi dei, è un sistema di saperi, è tradizione di conoscenze di una Comunità, cosa ci fa la parola cultura in bocca ad un emulo del Trota, che tempesta la sua vita social di foto di aperitivi e mette le mani avanti ogni due parole quando cerca di esprimere l’opinione del suo padrone. E vogliamo parlare della parola: Politica? Si può fare politica solamente alzando e abbassando una mano a comando? Veramente… dovreste venire in Consiglio Comunale e vedere le scene mute, gli sguardi bassi, come si tormentano le dita, come passano il tempo a pulire quella piccola macchia sul banchetto, o a fare lunghissime ricerche sui loro cellulari. Quando ho cominciato a seguire i Consigli sapevo i loro nomi… me li hanno fatti dimenticare tutti. Ricordo solo quello di quei due ragazzini che abbaiano a comando. Uno si fa salire la pressione e balbetta ogni volta che interviene, l’altro mette dei numeri in ogni discorso nella sua interpretazione di “colui che sa“. Entrambi tifano per l’inconsistenza ben apparecchiata del loro capobastone e parlano solo delle proposte non fatte dal Movimento.. non sono stati attenti neanche in quello, ma quando metti un ragazzo a fare il lavoro di un uomo…

A dire il vero mi ricordo anche un’altro nome. Savio Logorrea Galvani, l’uomo che sussurrava al PD (sussurrava rispettosamente ovviamente). Se mai vi foste chiesti perché la sinistrina totalizzi percentuali elettorali prossime allo zero, dovevate osservare questo esemplare all’opera. Anche se secondo me sarebbe stato più opportuno chiedersi come fa un’entità politica con un consenso elettorale così ridicolo a riservarsi un assessore, un posto nel CDA della Fiera e una poltrona da dirigente all’Acer.

Teleriscaldati, TRC, Acqua Pubblica, Mercato bisettimanale, Centri Sociali, privatizzazioni SGR, tariffe maggiorate Hera per pacchetti chiavi in mano da pagare vita natura durante per la gioia di tutta la Provincia…. non c’è stata una sola battaglia per cui FDS (Federazione delle Sconfitte) e i loro rappresentarti istituzionali non si siano messi a priori dalla parte del PD o non abbiano rappresentato finte opposizioni di comodo. Ah però… non gli parlare di Pizzarotti da Parma che gli girano gli zebedei a vortice.  Anche adesso, che Galvani è stato messo all’opposizione dalla sua stessa ignavia, appoggia senza riserve il PD guadagnandosi sperticate lodi pubbliche dai due ragazzini di cui sopra. Anche perché diversamente la “Maggioranza” non avrebbe i numeri per sopravvivere.

Ma cos’è sta roba? Cioè Rimini deve essere realmente amministrata da un Vanesio, due ragazzini, un paggetto e 14 fantasmi? Vogliamo parlare della Giunta poi? Si è fatto un gran parlare della Spending Review, ma la ricetta era a portata di mano e l’ha indicata proprio la Giunta Gnassi. Due poltrone da Assessore libere e mai più riconsiderate… evidentemente non così utili. Peccato solo essersene accorti dopo 4 anni, visto che costano 40 mila euro all’anno ciascuna. Con quei soldi ci venivano tanti servizi fotografici per il Taglianastri: un anno con Oliviero Toscani, l’anno dopo con David LaChapelle e via così.  A proposito di poltrone inutili…. ma esattamente Irina Imola è Assessore a che cosa? No, perché con i soldini del suo stipendio ci viene un magnifico Andy Gnassi Warhol da mettere al casello di Rimini Nord.

Riminesi riprendetevi la Città, per carità. Questi, quando hanno finito di fare danni, operano la transumanza delle poltrone, ma a voi restano guai grossi (colorati pop). Quando la politica è debole le Mafie prendono il sopravvento… è inevitabile.

P.S.

“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” [Totò]

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Bufala Rosa.

Una delle più grandi lezioni che la religione abbia mai dato alla politica è la sostituzione delle feste pagane con quelle del proprio nuovo corso. Il Natale, ad esempio, è la brillante sostituzione del Solstizio D’Inverno, il Sol Invictus delle religioni pagane e Saturnalia nell’antica Roma.

Il meccanismo è semplice: si sostituisce il nome e il significato di un’abitudine con qualcosa che fa comodo a chi conduce il gioco. Se, sempre per esempio, dovessi fare il capodanno d’estate, non sceglierei una data senza significato come  il 4 di giugno, ma sceglierei sicuramente  il weekend della prima settimana di Luglio, data che storicamente porta milioni di italiani in vacanza con o senza magliette rosa.

Sottolineiamo questo particolare, non di poco conto, per affermare una cosa chiara e semplice: la Notte Rosa è una boiata. Innanzi tutto non è una cosa originale, come le memorie da pesce rosso tendono a ricordare. Bianche  sono le notti che, dagli anni ’90,  servono a stimolare la movida delle più grandi capitali europee e vengono fatte cadere, intelligentemente, in momenti di bassa affluenza. Il primo fine settimana di Luglio nella storia del turismo mondiale non è mai stato considerato bassa stagione, nemmeno i tempi di crisi.

Dunque la lezione del Natale è stata appresa anche da Rimini, che si fa un nome sulla scia di una picchiata di circa il  20% annuo, ma non solo. Sapete anche chi ha eseguito lo sfoggio rosa? Le Bagasce. Venerdì, Sabato e Domenica le prostitute sul lungomare erano tutte di rosa vestite, come a manifestare la perfetta integrazione tra il Comune di Rimini  è il mestiere più antico del mondo. Chissà se hanno praticato anche sconti rosa ai loro affezionati clienti prima di rimandarli a giocare a briscola.

10361319_10202518038651715_5384309366304682318_nL’unica cosa che non è rosea  in questi giorni è però la situazione. Se qualcuno si prendesse la briga di chiedere ai clienti un po’ più grandicelli e non solo ai simpatici goliardi alticci in parrucca rosa, scoprirebbe delle cose interessanti.  Se chiedi giudizio ad uno che era già ubriaco dalle dieci di sera è difficile che ti dica che è stata una brutta nottata, anche perché ha sostituito i fumi dell’alcol con ricordi divertentisimi. Se invece chiedi ai padri di famiglia ti dicono che sono rientrati presto perché c’era molta confusione e che quello che hanno trovato la mattina dopo in spiaggia sembrava il risultato dello sbarco in Normandia.

L’ubriaco rosa e il padre di famiglia sono entrambi clienti. L’unico problema è la loro coesistenza. La verità è che, a fronte di una costante diminuzione d’afflusso, vi è anche una sostituzione di clientela che, se non la scegli tu, si sceglie da sola con la legge del più adattabile e il turismo alcolico ha bisogno di una sola facilitazione … l’alcol.

Si dirà, si è già detto, che Rimini, la Capitale del Turismo, risente della crisi e che le iniziative sono tante. In questa affermazione ci sono elementi depistanti ed altri palesemente falsi. Il primo dato contestabile è che Rimini sia la Capitale del Turismo. Anche se fossero veri i numeri sparati dalle fotocopie locali, ci sono località che, in merito al flusso turistico surclasserebbero Rimini lo stesso e  senza sforzo, facciamo l’esempio del Lago di Garda con milioni di visite vere, servizi e clientela di un certo tipo . Va detto che, per quanto riguarda il nostro territorio, abbiamo diversi dubbi sui dati trasmessi dai quotidiani locali perché sono incoerenti con quanto registrato nel glorioso passato della costa Romagnola.  Lo stimato Massimo Lugaresi ci ha fatto un interessante racconto di quando l’affluenza si quantificava con il calcolo del consumo del sale, un sistema molto pratico che registrava numeri molto più bassi di quanto millantato in questi giorni di “crisi”.

Il dato che depista invece sono le innumerevoli iniziative. E’ vero che ci sono, ma è altrettanto vero che, a ben guardare, fanno il bene dei soliti noti.

Dunque, in conclusione, abbiamo un evento spacciato per miracoloso che non fa altro che coprire una data già fortunata. Non sarebbe neanche un male se non fosse che questi eventi “baracca” stanno cambiando anno dopo anno la clientela di Rimini e stanno accorciando le stagioni.

P.S.

Aspettiamo di vedere la Notte Rosa trasferita al Primo di Giugno per dar un vero avvio alla stagione, se invece vi piace vincere facile suggeriamo di fare un evento il 15 di Agosto…. Sarà un successo.

Davide Cardone

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Imposizioni Consiliari.

Avvertenze per la lettura: questo non è un post politicamente corretto, tanto per non perdere tempo ad accusare di cose delle quali a nessuno importa.

Mentre l’apparato traffico circolatorio della vecchia Rimini, malamente imbellettata, sfiora ogni giorno il collasso i suoi Amministratori fanno i gradassi in Consiglio Comunale e sfruttano un vantaggio istituzionale per darsi di gomito e credersi dei fenomeni . Questa è la realtà delle cose.

Due Consigli Tematici, i due a cui la Maggioranza si era rifiutata di partecipare, sono stati concentrati in una sola sessione finita alle alle 3.15 della mattina. Ovviamente la parte riguardante Fiera e Palas è stata spostata dopo mezzanotte, come si conviene ad ogni spettacolo pornografico… non dimentichiamo che il Consiglio si può vedere in streaming ed è bene che i bambini siano a letto prima di trasmettere certe cose.

Il primo dei due Tematici, quello sul Turismo per intenderci, si è svolto in assenza del Primo Cittadino, Andrea Gnassi, e senza la presenza dell’Assessore al Turismo, sempre Andrea Gnassi. Dov’era? A Cortina o forse a Mosca per recuperare voli da destinare all’Aeroporto fallito a sua insaputa. Si poteva fare in un’altra data? No. Secondo Donatella Turci, complicemente Presidente del Consiglio Comunale, si possono convocare fuori dal Giovedì solo i Consigli Punitivi. Tipo quando la Maggioranza è andata sotto sul bilancio.

Comunque il Consiglio si è idealmente aperto con l’accettazione da parte di Marco Agosta, capogruppo del PD, della resa incondizionata della Minoranza. Ovviamente la resa non era stata proposta ne rappresentata da nessuno, ma si vede che in streaming c’era sua moglie che cercava di capire dov’era stato durante gli altri due Consigli Comunali. La mia è solo un’ipotesi eh! Ma  sorge spontanea visto che si complimentava con l’Opposizione per essere finalmente venuta, quando chi mancava le altre volte era lui. Vai a capire.

Il seguito, se vi interessate un po’ di tecniche di Piddine di Democrazia applicata, lo conoscete bene: l’opposizione fa le sue stupide proposte (in realtà la maggior parte erano di Brunori della Maggioranza) e il PD le boccia senza appello. Anche perché poi, se le approvasse,  si troverebbe nell’imbarazzo di doverle realizzare; come è successo per le tre  Delibere del Movimento 5 Stelle sull’edilizia, approvate il 17 di Ottobre, ma ancora ferme con le 4 frecce  sulla scrivania di Gnassi (l’avevo detto io che era meglio dargli qualcosa da colorare).

Nel mezzo di tutto ciò la Minoranza che mette i puntini sulle i e una Maggioranza zero proposte, non sia mai che qualcuno muova qualcosa sul Turismo che Gnassi non voglia: sai i Consigli di Punizione che gli fa fare di Sabato sera?!  Zerbini il solo picco fuori scala. Prova a dire che quando si parla di Turismo ci vorrebbe la presenza di chi ne ha le deleghe, ma poi non può fare a meno di tornare a segnare il posto. Ne soffre e si vede. Infatti per dissimulare  fa tanto il simpatico da beccarsi  gli ammiccamenti dell’Assessore “Parafango” Visintin.

Dopo la finta discussione sul turismo (per discutere ci vorrebbero due parti, ma la votazione di una era già decisa dal padrone dell’asino) si entra nella fascia d’orario vietata ai cittadini, minorenni o maggiorenni che siano. Si puniscono da soli costringendosi ad ascoltare fino a tarda notte cose sulla Fiera e sul Palas che la notte, nei loro letti, continuano a ripetersi che non sono vere. Giocano con i cellulari, dormicchiano, non dicono nulla fino al momento in cui possono bocciare tutto e andare a casa.

Beh non proprio tutto. I Consiglieri di Rimini Nord non possono bocciare l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiede di considerare una piscina nella zona Nord della Città, invece che intasare, più di quanto già sia, una zona che ne ha già due di piscine. Così escono e non votano. Complimenti a voi gente del Nord  per la scelta dei Consiglieri Cuor di Leone.

Cosa resta di questo doppio Consiglio? Rimane l’immagine di un PD a pezzi che cerca di far finta di nulla mostrando muscoli che non ha. Sono passati dal rifiuto di presentarsi ai Consigli al volerli fare tutti insieme,  spostando a notte fonda le cose che la gente non deve sapere. Forse i più esperti tra loro sono confortati dalla falsa consapevolezza che la popolazione dimentichi sempre tutto, altrimenti non si spiegherebbe il loro comportamento, ne il fatto Astolfi (Ercolino sempre in piedi) minacci il pubblico di passare a metodi più materiali per spiegare i suoi concetti.

P.S.

Fare lo scemo per non andare in guerra è sempre una buona tattica di sopravvivenza … basta riuscire a sopportare il lieve effetto collaterale di essere considerato tale.

Davide Cardone

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Sull’abusivismo e i suoi rimedi.

Si avvicina l’estate. I bagnini, altrimenti noti come operatori balneari,  cominciano a sgranchirsi pronti a mettersi all’opera per una nuova estate.  Gli alberghi, sia affittati che gestiti dai proprietari, cominciano a dare aria alle camere.

Intanto al nord  a migliaia di extracomunitari, licenziati dalle grandi fabbriche che falliscono o delocalizzano, viene prospettata un’estate di lavoro a…. Montecarlo? No li no che non li fanno nemmeno scendere dal treno, meglio Rimini, li è già tutto organizzato. Eh si. Chi pensa che i “Vu’ Cumprà” appaiano all’improvviso, si è fatto un bell’inverno di letargo e comincia ad innervosirsi solo nell’imminenza dell’inevitabile.

“Ci vogliono più vigili.”, “Ci vuole sorveglianza privata”, “Bisogna annullare il permesso di soggiorno”.

Tutte sciocchezze, a guardare il mondo attraverso un buco di serratura si perde un bel po’ di prospettiva. E’ così  si considera il problema solo quando l’estate è alle porte,  guardando esclusivamente alla battigia e si pensa a questi poveri Cristi come se potessero rispondere secondo i nostri problemi e le nostre contingenze.

Siamo sinceri, vi va?

Alla maggior parte di queste persone non importa nulla del permesso di soggiorno, perché la loro prima preoccupazione è dare da mangiare alla famiglia, tantomeno gli frega di essere mandati via una volta al giorno da un vigile. Poi ultimamente hanno scoperto di avere un certo peso numerico (li avevate mai visti Senegalesi e Bangladesi sfilare mano nella mano?). L’unica cosa di cui questa gente ha bisogno è di qualcuno che li organizzi, gli trovi da mangiare, da dormire e merce da vendere. A Rimini lo trovano.

Chi glielo dà? I Riminesi ovviamente, chi altri?

Adesso non scandalizzatevi con dei “Chi iooooo?!” sdegnati. Se si vive in una comunità il disinteresse di alcuni è colpa di tutti. Quanta gente gira la testa dall’altra parte perché un migliaio di persone possa arrivare in spiaggia dopo aver dormito, mangiato, ritirato la merce con tanto di distribuzione di postazioni? La spinta ad interessarsi delle cose che colpiscono direttamente il portafoglio e a lasciar perdere tutto il resto è in istinto fortemente radicato. A Rimini sono state perse e si stanno perdendo battaglie di civiltà per disinteresse della Comunità. TRC, Santa Giustina, Rimini UpTown, Teleriscaldati, Centro Storico, A14, Aeroporto, Turismo, Ponte Coletti, debiti delle Partecipate e chi più ne ha più ne metta. Tutti compartimenti stagni con il beneplacito della politica locale che rimarrebbe schiacciata da una comunità solidale.

Discorso astratto?

No, la legalità è un abitudine con effetti reali sulla vita di una comunità, far finta di niente non la favorisce. Rimini attualmente, per chi non se ne fosse reso conto, è flagellata da droga, prostituzione, abusivismo, emarginazione, inquinamento, degrado urbanistico.  Molti ritengono che questi siano problemi che dovrebbero essere risolti da chi Amministra, ma se non hanno eletto Rudolf Giuliani che senso ha questa aspettativa? Cosa ci si aspetta dal Sindaco Rosa? Che si metta in testa ad un dj set viaggiante e come novello pifferaio conduca gli extra comunitari fuori dalla città? Attenzione che sta facendo esattamente il contrario: visti facili e passaggi economici per popolarci di cinesi e indiani…. Basta che alimentino la leggenda dell’Indotto, assoluzione plenaria ai disastri delle partecipate.

Trovo abbastanza inutili anche le convocazioni in certe assemblee cittadine di chi è già intestatario formale del problema. Deputati, Assessori, Consiglieri del PD, Questore e Prefetto, se avessero potuto fare qualcosa l’avrebbero già fatta e se gli fossero utili considerazioni di chi si sveglia a metà marzo le avrebbero già chieste.

P.S.

Il pesce puzza sempre dalla testa.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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HARAKIRI.

A Rimini c’è un buco nella Democrazia e, se guardi bene, si vede che è a forma di PD.

Le indiscrezioni della settimana scorsa si sono tramutate in realtà, le voci che volevano il Partito Democratico come sabotatore del Consiglio Comunale (di nuovo) si sono realizzate e ieri sera tra i fischi, sdegno e pernacchie i sedicenti Democratici hanno abbandonato l’aula. La cosa più triste è che, qualcuno, aveva in faccia l’espressione “ve l’abbiamo fatta”, senza comprendere  appieno il gesto che stava compiendo.

I fatti.

Dopo un  precedente annullamento, quello del Consiglio Tematico sul Palas, ieri sera si sarebbe dovuto parlare di Turismo in Consiglio Comunale. La seduta si è aperta irritualmente poiché, come dichiarato in un’altra occasione dalla Presidente Donatella Turci, le sessioni tematiche non possono comprendere altri argomenti che non siano quelli “in tema”. Inutile sottolineare che vi sono regolamenti per la Maggioranza e altri regolamenti per l’Opposizione. Mentre la richiesta di Carla Franchini, che voleva trattare con urgenza la svendita delle reti gas, non poteva assolutamente essere presa in considerazione, ieri sera si è permesso di trattare abbondantemente e con gran dispendio di discorsi dello sfondamento di via Tonale.

Alla conclusione  del primo punto, entrando in trattazione il vero e proprio Consiglio Tematico, si sono verificati degli avvenimenti soprannaturali. Pare infatti, e dico pare, che la particolare forma a triangolo del Consiglio Comunale favorisca l’apparizione di un buco nella Democrazia attraverso il quale vengono risucchiati tutti gli appartenenti di: Federazione delle Sinistre, Rimini per Rimini (o per Astolfi), SEL e Partito Democratico ( un giorno qualcuno ci spiegherà perché lo chiamano così).

Così tutta la maggioranza, escluso Brunori (IDV), ma compreso Pazzaglia, la talpa della minoranza, è sparita. Il Sindaco, neanche a dirlo, ha fatto la stessa fine, ma dato che le ambiziose giacche a scacchi sbattono un po’ con il Triangolo del Consiglio delle Bermuda,  può darsi che sia riapparso sul lago di Loch Ness e che ora si stia dichiarando inventore della Notte Rosa in un Gay Bar Scozzese.

L’unico rimasto sul campo, come dopo l’esplosione di una bomba (anche l’espressione era quella) il Capogruppo del PD, Marco Agosta che, facendo sfoggio di una inesistente intelligenza politica, ha dichiarato:

Siamo in due e saremmo sufficienti a garantire il numero legale, se nella Minoranza non ci fossero delle assenze.

Chiaro cittadini Riminesi: Ne avete votati 18, diciotto si abbuffano di gettoni in Consigli e Commissioni, ma ne bastavano due, uno dei quali nemmeno ci vuole stare in maggioranza.

La reazione della Minoranza, colei che secondo un contorto pensiero del  PD dovrebbe sostenere Giunta e Consigli Comunali, è stata veemente. Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che si rivolgerà al Prefetto e al Ministero degli Interni per chiedere che il Consiglio venga sciolto. Anche gli spettatori ci sono rimasti parecchio male… avevano sopportato a lungo i discorsi di Gnassi e Galvani solo per sentire parlare di turismo, si sono fatti sanguinare il naso per niente.

La domanda è: il gioco vale la candela? Nel senso… se l’unica soluzione è un suicidio politico cosa caspita hanno da nascondere? Sarebbe il caso di tranquillizzarli perché se fosse l’incapacità che non ci vogliono far notare, beh… per quella non c’è più nulla da fare.

P.S.

A neanche 3 anni di mandato il Sindaco Andrea Gnassi non ha più una maggioranza in grado di consentire un regolare svolgimento dei lavori. Uno scioglimento coatto sarebbe un atto di grazia.

Davide Allibito Cardone

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[@DadoCardone]

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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How About Carnival Street Parade?

 
Brazil Carnival 2011 028Perdonate la domanda in Inglese, ma è una questione di adeguamento, non è che possiamo chiamare l’evento 2013 : Parata di Carnevale per Strada. Già… avete ragione. Sarebbe meglio chiamarlo evento 2014 perché è cosa nota che per quest’anno non se ne fa niente. Come mai? Per capirlo riportiamo gli estratti più significativi delle dichiarazioni del Primo Cittadino di Rimini, Andrea Gnassi.
“L’idea di Carnival Street Parade, a cui si era pensato nell’inverno scorso, è stata un’utile suggestione per indicare un punto di arrivo molto più ambizioso e in linea con le aspettative di tutti gli osservatori. “
 
e ancora:
“…stiamo pensando da qualche tempo di completare un ideale calendario che rappresenti la punteggiatura di alcune eccellenze dell’estate riminese: dopo la Molo, il Cheerleading, la Notte Rosa e Sportdance, un quinto evento di eguale impatto e capacità di mobilitazione, che abbiamo immaginato fondarsi intorno alla suggestione del ritmo come antidoto all’aria stagnante della crisi, della danza come invito alla bellezza del movimento.”
 
Insomma la motivazione dovrebbe essere: “non bruciarsi un’idea così forte senza la programmazione e la promozione necessaria”
 
Sarebbe da capire chi sono questi osservatori e soprattutto come la Carnival avrebbe potuto avere ancora meno impatto dell’evento di Cheerleading, anche se la vera perla di queste dichiarazioni è la definizione di danza che fa sembrare il tutto una bella supercazzola prematurata, ma magari è solo l’ansia di non riuscir a comunicare significati profondi.
Non è per fare sempre i maliziosi, ma  sembra che la mancanza di organizzazione e promozione sia debole come motivo in quanto cercando nell’Album Pretorio del Comune di Rimini si trova un progetto molto ben definito. Se poi vogliamo parlare di promozione la Carnival Street Parade era finito in quel circuito virale chiamato anche passaparola. Non esiste niente di più efficace ed economico. Guardando sempre gli stessi documenti si capisce poi che il progetto della Carnival era stato presentato in un sol pezzo unitamente a quello della Molo Street Parade e, come tale, aveva ricevuto un’approvazione con conseguente determina di un contributo pari a 50.000 Euro (più 10.000 € della Camera di Commercio).
Un domanda. Premesso che il progetto per le due feste, denominato Rimini Street Parade,  è stato presentato dall’entità privata Consorzio del Porto e considerato che i 50.000 Euro sarebbero dovuti essere, secondo quel che si legge sui documenti on line, il corrispettivo per la gestione artistica, logistica e promozionale di entrambi gli eventi… non sarebbe il caso che il referente del Consorzio, Lucio Paesani, dicesse qualcosa in più sui motivi della rinuncia? Magari qualcosa che non fosse ripetere le stesse identiche parole del Sindaco? Eppure nei giorni successivi alla riuscita della Molo Street Parade non sembrava di indole così abbottonata
.
Una delle regole più produttive della storia del giornalismo è “Follow the Money“, se vuoi capire come stanno veramente le cose, soprattutto quelle che sembrano non avere senso, segui i soldi. Noi però, che siamo “open” giornalisti, figli di una tastiera minore, non seguiremo la regola in quanto pare già esserci l’interesse del M5S di Rimini riguardo al succitato impegno di spesa.
Ci accontentiamo del modesto sfizio di un suggerimento. La prossima volta sarebbe meglio coinvolgere, anziché inibire, gli inventori della 9 Bar, visto il loro spiccato talento organizzativo. Pare che ad altri faccia difetto.
Davide Cardone
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operatori telefonici: lealtà verso i consumatori

Non solo il turismo ha rallentato ad agosto, anche le compagnie telefoniche hanno ridotto la velocità.

Negli ultimi giorni di luglio H3G Italia ( Tre ) ha installato una rete di limitatori nei ripetitori di segnale del nostro territorio, come in molte altre città Italiane.
Invece di investire su nuove linee ( non gli vengono concesse dal governo e il Wi-FI è stato bannato ), per forza di cose questo ha prodotto un nuovo approccio dell’operatore H3G che ha dovuto investire sulla rete attuale e, visto l’alto numero di clienti raccolto con le loro offerte vantaggiose, hanno per forza dovuto limitare la banda di navigazione… già molto ridotta peraltro.

Il problema lo segnalo per H3G perché è cosa recente di luglio/agosto, ma gli altri operatori Wind in testa, Vodafone e TIM, hanno già adottato questo sistema da alcuni anni. H3G era rimasta l’unica fuori da queste politiche di mercato truffaldine e vessatorie e, purtroppo, ci è entrata nel modo peggiore: limitando la velocità di contratti preesistenti senza il minimo preavviso.

Insomma, cosa è successo: semplice, consumi troppa banda mobile? Te la riducono!
Così i fornitori di telefonia risolvono il problema delle loro reti sotto dimensionate, restringendo la banda a chi fa troppo traffico.
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