Come il TRC si sta mangiando il futuro della Mobilità Pubblica Riminese.

Il TRC è una patacata. Ora tutti stanno cercando di farselo andare bene e di trovare un modo di sfruttarlo al meglio, dato che ormai c’è. Il fatto contingente però rimane. Non è tanto che un autobus, in corsia protetta, per servire una tratta già coperta, rendendola tra l’altro meno agile, sia un simpatico modo per spendere inutilmente soldi pubblici. Il problema è che il Metromare, o trasporto rapido costiero, o la Melmopolitana, si sta mangiando il futuro della Mobilità.

Ce lo dimostra in questi giorni la diatriba tra START Romagna e i suoi dipendenti, che ha inevitabilmente coinvolto chi usufruisce del trasporto pubblico per muoversi, lavorare e andare a scuola. Avrete letto. I dipendenti protestano perché servirebbe più personale per coprire i turni, senza obbligare tutti a fare gli straordinari. Si parla di circa 10 persone. Come protestano? Ovviamente nell’unico modo che possa causare un disagio, facendo saltare le corse. E’ una protesta, mica una trattativa per che pizzeria prenotare dopo l’aperitivo.

A farne le spese sono anche gli studenti più giovani e così scatta la contro protesta delle mamme, che costringe Start a precettare i lavoratori. Attenzione però. La questione non deve diventare una lotta tra le mamme che, giustamente, vogliono garantito un servizio per minori promesso dal non tanto economico abbonamento, e il personale Start che, altrettanto giustamente, vuole garantito il suo diritto di non essere obbligato agli straordinari. Tra parentesi i nostri legislatori su questo tema sono colpevolmente indietro rispetto alle normative CE.

Il cortocircuito, il nodo da sciogliere, è la disponibilità di risorse che sono state destinate ad altro, mentre serviva che tutta la rete TPL si sviluppasse per le odierne esigenze. Se quei cento milioni di euro fossero stati indirizzati verso un adeguamento capillare e non verso una corsia a senso unico alternato che serve solo una tratta (già servita), forse oggi i lavoratori non dovrebbero lasciare a piedi i ragazzini per farsi ascoltare.

Il guaio, però, non è legato solo a questo periodo. Per gli inizi di Marzo il Comune, socio di Start, ha convocato un tavolo per trovare un accordo e qualche toppa la metteranno, immaginiamo. Sul trasporto pubblico locale incombe, tuttavia, anche l’altro braccio del TRC. E’ quello dalla stazione alla fiera, già servito da Trenitalia, che ruberà altri vent’anni d’investimenti (se ci mettono gli stessi tempi del TRC), per ovviare al drammatico traffico di quei 15 giorni (!) in cui la fiera lavora a pieno ritmo. Già perché gli eventi che ci mettono in crisi sono Ecomondo e Sigep, stop.

Come sottolineato in altre occasioni, su questo piccolo e incasinato pianeta, il Trasporto pubblico locale si sta indirizzando verso soluzioni piccole, modulabili e sostenibili. Navette elettriche, tra un po’ anche senza conducente, da assemblare, accorciare o intensificare a seconda dell’esigenza. Il piano di Rimini invece è lo stesso inaugurato da Bogotà vent’anni fa, solo che quella è una città di 8 milioni di abitanti servita in tutto il territorio. Per noi il futuro è il torpedone in corsia protetta, i trenini di Fiabilandia e la speranza che gli autisti non si stressino a guidare 10 ore al giorno. Auguri.

@DadoCardone

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Il Trasporto Rapido Costiero e l’inconsapevolezza riminese.

Al riminese basta poco, bisogna ammetterlo. E’ come se avesse un buco nel serbatoio della consapevolezza ed allora considera un regalo ogni metro di certezza che riesce a percorrere. La piadina, la passeggiata a Marina, la Molo Street Parade, “la città è piena di cantieri, qualcuno starà pur facendo qualcosa” e poi tra un po’ arrivano le belle giornate e si va in spiaggia. Perché turbare esistenze che hanno bisogno di questo e poco altro?

Questa riflessione nasce ispirata dai commenti sotto gli ultimi video di promozione del TRC, il Trasporto Rapido Costiero, quasi giunto a fine opera. Lasciando correre la categoria “bello”, che è il commento fatto da chi non ha nulla da dire, ma comunque vuol dire la sua, c’è ancora chi chiede: “Cos’è?”. C’è anche chi risponde: “Una metropolitana!”. Sono queste perle che ti fanno perdere voglia di impegnarti in un qualsiasi tipo d’informazione.

Ma come: “cos’è?”. Sono anni che se ne discute, si litiga, si denuncia, si riempiono colonne di quotidiano e bit di testate online. Qualcuno potrebbe addirittura affermare che non è poi così importante saperlo, non fosse che questo TRC è il futuro della mobilità riminese e presuppone lo scarto di qualsiasi soluzione sensata  ai problemi in merito.  Allora lasciate che il caro vecchio Citizen vi rinfreschi la memoria su cos’è il TRC. Senza pretendere che serva qualcosa, per carità!

Il TRC, il Trasporto Rapido Costiero, che qualcuno ha l’ardire di chiamare metropolitana di superficie, è uno spreco di più di cento milioni di Euro. Perché parlo di spreco? Basta distogliere lo sguardo dalle pensiline design e guardare al tracciato. Dieci km di asfalto che corrono paralleli alle rotaie della ferrovia, terra strappata ai cortili, molte volte abbattendo immobili privati, per la meraviglia di una corsia a senso unico alternato al servizio di un autobus che doppia servizi già esistenti.

La linea 11 serve già capillarmente la tratta in questione, lo fa per gli studenti d’inverno e per i turisti d’estate. Cosa dire a chi invece volesse andare direttamente da Rimini a Riccione e viceversa? L’hanno inventato nel 1800, si chiama treno, tra Rimini e Riccione ci sono circa una trentina di corse al giorno,  a cominciare dalle 5.45 della mattina. Tempo di percorrenza: dai 6 ai 12 minuti. Si spende di più? Sì… aspettate di vedere quanto costeranno i biglietti della meraviglia. Tariffe che, tra l’altro, essendo l’obsoleto progetto giustificato con volumi di passeggeri che oggi non esistono, difficilmente potranno coprire il l’impegno di gestione.

Che cos’è dunque il TRC? E’ un atto di cementificazione travestito da riqualificazione, come ogni azione di quest’amministrazione votata agli Dei Palazzinari. Mi sembra di vederlo Andrea Gnassi, prima di andare a dormire, accendere una candela votiva a Francesco Gaetano Caltagirone. Posso dirvi anche cosa non è il TRC: non è la risposta al traffico che sta strozzando la città, nonostante cartelletti colorati e Fila Dritto vari.

Esiste inoltre anche un grave dubbio sul fatto che il TRC possa in effetti sostituire la linea Start a cui vuole fare le scarpe. Anche se nel suo nome appare il sostantivo “Costiero”, il TRC è costretto a seguire la ferrovia e di conseguenza, circa dall’altezza dei bagni 60, devia verso monte, lasciando senza connessione la zona più pregiata del turismo riminese. E’ ovvio che gli albergatori pretenderanno, per la tratta scoperta, una qualche circolare che non costringa i turisti a scarpinare con i trolley, la prole, le carrozzine e chi più ne ha più ne metta. Un altro autobus per colmare i vuoti di quest’opera insulsa.

Il Primo cittadino, però, fa bene a promuoverla e a scatenare i suoi creativi dello storytelling. Ci raccontano addirittura che le nuove pensiline saranno luogo di aggregazione per i ggiovani (la doppia g è per la pronuncia). Fa bene perché questa volta l’Amministrazione non può dire di essere appena arrivata e di aver dovuto rispettare un precedente vincolante accordo. Prima che si cominciassero i lavori, in una delle apposite commissioni, era stato detto che il fondi del CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) non sarebbero stati persi nel caso il progetto fosse stato riconvertito in qualcosa di coerente con il tema della Mobilità. Procedere, dunque, è stata una volontà fin troppo chiara. La volontà di ignorare una vera esigenza, forse sperando di risolvere tutto con qualche rotonda, per attenersi alla linea di partito e agli interessi (legittimi o no, non sta a me dirlo) che l’opera garantiva.

Chiaro ora cos’è il TRC? Un autobus, in corsia protetta, che viaggia su di un senso unico alternato, che doppia servizi esistenti, costato più di cento milioni di euro. Adesso pensate a cosa si poteva fare veramente con cento milioni di euro per la mobilità riminese.

P.S.

“Il vero incantesimo che salva dal tempo e dal dolore è l’inconsapevolezza.” [Erasmo Da Rotterdam ]

 

@DadoCardone

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Quando un Sindaco cementifica a sua insaputa.

Ogni  tanto si dimentica, ma Andrea Gnassi è anche Presidente della Provincia. Questa carica la porta un po’ così… come quelle felpe sdrucite che ti metti per fare i lavori a casa.

Certo la presidenza di uno strumento povero e svuotato, come quello delle Provincie, non ha lo stesso valore di quando c’era Stefano Vitali. Lui poteva sfilare in tacchi alti, facendo finta che in Aeradria fosse tutto risolvibile, magari presentando progetti di finanza creativa (la stessa che poi ha rilevato tutto per due lire, una volta fallito l’aeroporto). Ogni tanto però anche questa carica chiede di essere onorata.

Come in questi giorni per esempio, quando il nuovo rapporto dell’Ispar (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ci fa sapere che la Provincia di Rimini, nell’ultimo anno, non è seconda a nessuno in quanto a cementificazione.

Alcuni si chiederanno: ma come? Sono 7 anni che ci stai frantumando i … hem… sentimenti con ‘sta storia della guerra al cemento e alla fine viene fuori che più cementificati di noi non ce ne sono? Ed ecco che, improvvisamente, la carica di Presidente della Provincia torna utile.

Chi si occupa un po’ di comunicazione sa che anticipare l’obiezione è molto meglio che essere costretti a rincorrerla. Ed ecco quindi che il redivivo intestatario dell’ufficio esce sui giornali, assieme alla notizia stessa del fallimento amministrativo Demokrat che, negli ultimi dieci anni, con l’aiuto della drammatica crisi edilizia in atto, è stato capace di predicare bene e razzolare malissimo.

L’Augusto Gnassi, ovviamente, non può sopportare l’onta della cementificazione e stravolge i dati dell’ultimo rapporto ISPAR dichiarando che Rimini paga per il suo passato, ma che la direzione negli ultimi dieci anni è invertita, perché si è puntato su riqualificazione e riutilizzo. “Tanto più che lo stesso mercato immobiliare ci consegna, da qualche anno a questa parte, il dato di migliaia di appartamenti sfitti.”

Sintesi giornalistica confusa o magistrale arrampicata sugli specchi di SpiderGnass? Per quanto ci riguarda preferiamo stare sui dati certi. E’ certo che in via della Fiera c’è stata una fenomenale speculazione edilizia, avvenuta con la partecipazione dell’Amministrazione, che certamente c’entra poco con la fantomatica guerra al cemento. Ricordiamo benissimo quando, in Consiglio Comunale e sugli organi di informazione, Sindaco, Assessori e Peones vari assortiti, si battevano il petto gridando che Rimini meritava una piscina degna (se per degna si intende una pozza di 25 mt a 100 metri dal Garden, che ne voleva costruire una olimpionica). Oggi chi si era preso carico della realizzazione della piscina è in concordato, però si può far correre lo sguardo su un bel campo di palazzine affacciate sul parco e una Conad gigantesca. Andate a vederla, mette paura. Molto ossigeno per il Pala Cagnoni, che ha venduto tutto alla Conad, veleno per la guerra al cemento, perché cementificare verso l’alto non è riqualificare.

Un’altra cosa che ha poco a che fare con la riqualificazione e in cui il Primo Cittadino ha la sua bella dose di responsabilità, sono i 10 km di cortili cementificati che qualcuno chiama TRC. Un’opera che l’Amministrazione poteva fermare, anche se i finanziamenti erano già stati approvati, ma che ha pensato bene di accelerare, in modo da mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Doveva essere un metrò di costa… è un normalissimo autobus, che doppia servizi esistenti e che viaggia su una corsia a senso unico alternato. Uguale uguale a Friburgo (leggasi con tono sarcastico).

La sua utilità, o meno, sarà dimostrata non prima del 2019, quando si capirà quanto la gente abbia voglia di pagare un biglietto più caro del normale, per usare un autobus che ti permette di guardare nei gabinetti dei condomini, che sfilano a 50 cm dal percorso. Pare che gli stessi promotori abbiano oggi qualche dubbio, da qui la spinta per allungare il percorso fino a Ravenna e Ferrara. Come dire… spartire i debiti e confondere il significato. In ogni caso, per carità, non chiamatela riqualificazione, non si sa mai che le nuove generazioni crescano con questa idea bacata nella testa.

Dal nostro umile blog consiglieremmo all’Augusto Gnassi di smetterla di parlare del passato. Dopo due mandati non si è visto il distacco, né l’intenzione. Siamo solo pieni di cartelloni colorati a giustificare l’ordinaria amministrazione… perché rotonde, ponti e asfalto, lo sono. Tra l’altro gli indici, che Andrea Gnassi pone a confronto con gli altri comuni della Provincia (come se un punto percentuale di un territorio vasto come quello di Rimini fosse paragonabile a quello di comuni con 10.000 abitanti), sono destinati ad aumentare o a costare molto caro. Il Masterplan, come alcuni sostengono da tempo immemore, non è uno strumento urbanistico, ma un atto di indirizzo. Verità certificata proprio in questi giorni dal TAR.

P.S.

La vera riqualificazione sarebbe fare in modo che agli alunni delle elementari non cadessero le finestre in testa. Ah… dimenticato, quella è materia del Comune, non della Provincia.

 

@DadoCardone

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Rimini 2017. Quando una Bestia emerse dalle nebbie della Ragione.

Doveva succedere. Prima o poi l’Ignoranza, ormai assunta a ruolo di principio fondante, doveva prendere forma fisica. La storia dell’uomo è colma di tradizioni, religioni e riti esoterici che invitano l’essere umano al passaggio dallo stato d’ignoranza metafisica a quello di conoscitore della Realtà.

Poi però sono arrivati i social, la politica d’avanspettacolo, amministratori con la conoscenza di un centrifugato di Bignami ed ogni percorso è stato abbandonato. L’Ignoranza, infine, si è fatta materia. Volete vederla da vicino? Venite a Rimini.

C’è un posto in particolare dove la si può vedere, nella sua forma più tragica. E’ un artiglio arrugginito che spunta dalla nebbia e si aggrappa alle Mura Malatestiane, con tutta la forza che può avere un parassita. Perché, sì, l’ignoranza è un parassita. All’inizio non la noti, ti sembra tutt’al più Leggerezza.  Mentre ci si dice: “non si può essere sempre seri e rigorosi”, lei cresce, aumenta il suo peso, si trasforma e te la ritrovi lì, come Godzilla, che esce dal Porto Canale.

Come si è giunti da un Sindaco che confonde il Medioevo con il Rinascimento a una Soprintendenza che autorizza e certifica lo scempio della passerella? Ci saranno stati dei passaggi intermedi, mentre ci facevamo questa solenne dormita.

Qualcuno, comunque, sta dormendo ancora. O perlomeno finge di farlo. Forse gli dà fastidio esser chiamato Gufo, o forse è dominato da un complesso d’inferiorità nei confronti di un sindaco che veste slim fit (anche se, in effetti, non si era mai visto). Fatto sta che alcuni affermano: “ci voleva una ciclabile, che i bastioni son pericolosi in bici”. Una ciclabile? Ma dove l’avete letto che è una ciclabile? C’è scritto ovunque che le bici potranno essere solo condotte a mano. Alla mente non servono significati probanti. Come diceva Aristotele “le persone preferiscono credere che giudicare” ed allora (aggiungo io) meglio affidarsi agli slogan.

“Finalmente una città che si muove!”, come se Rimini, famosa in Italia per la speculazione edilizia, di fosse mai fermata. “Lo facciamo per i disabili!”. Per i disabili?! I disabili devono prima poter uscire di casa e magari attraversare i sottopassaggi “pista nera” del TRC per poter arrivare al Ponte di Tiberio. Sembra che la vacuità di uno scarso bagaglio culturale annulli anche il senso di vergogna, perché un po’ bisognerebbe averne parlando di disabilità a Rimini.

In ogni caso sono tutti discorsi inutili, perché ormai la Bestia si è fatta di legno e Corten. Operai senza il caschetto giallo (a parte quando sono ripresi da News Rimini), le fanno il manicure e lei si arrampica facendo scempio delle mura. La verità? La verità giace, in un angolo del cantiere, sotto un telo di plastica verde. E lì che urla: “ho detto 1751, cazzo!”, ma nessuno l’ascolta. Presto sarà messa in bella mostra, non sul muro che doveva certificare, ma su una passerella dell’epoca dell’Augusto Gnassi e anche la famosa targa, come il resto, sarà costretta a mentire. Quel “1751” lo dovrà dire per un pezzo di ferro arrugginito.

L’ignoranza funziona così, passa sopra a tutto, autocertificandosi. La passerella è una soluzione assurda per un problema inesistente. 150 metri di bastioni si potevano rendere ciclabili senza deturpare le Mura e senza cambiare un profilo storico esclusivo. L’unico intervento necessario era pedonalizzare il Ponte di Tiberio, ma ormai la Bestia ha messo una mano anche sull’altra riva, sulle Mura dell’800. Presto gli amministratori avranno la stessa ottusa soddisfazione del vandalo che ha scritto “Sara ti amo” sulle pareti dell’Arco d’Augusto.

P.S.

“State attenti all’uomo di un solo libro.” [Tommaso D’Aquino]

 

@DadoCardone

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La gassate di Gnassi.

A me Andrea Gnassi politicamente non è mai piaciuto, ma questo si sa, dunque potete leggere le prossime righe pensando che siano frutto di pregiudizio. In effetti, lo sono. Dopo anni in cui vedi ripetere ad una persona gli stessi atteggiamenti, con una dedizione quasi liturgica, ti rompi le scatole e gli appioppi una bella etichetta… anche perché non si possono buttare via tempo e neuroni per capire d’accapo, ogni volta,  cose così semplici.

Ciò premesso, devo (devo!) commentare l’ultimo intervento dell’immarcescibile Primo Cittadino di Rimini, che si erge a professore di partito, dopo lo sbandamento anche dell’ultimo dei carri su cui era saltato. L’avrete letto. Oggi, a stampa riunita, compresa la testata di Zio Melucci, si è espresso sulla situazione del PD.

Dopo un preambolo, nel quale spiega lo scopo per cui era nato il Partito Democratico, ci da una lezione sulla Società e del perché Roma dovrebbe prendere esempio da Rimini. Già nell’introduzione v’è una commistione storica,ma  non del PD, proprio sua.

“Il PD non è nato per sintetizzare le grandi culture politiche provenienti dal passato. […]il Pd nacque al Lingotto con Veltroni per fare un partito del tutto nuovo per identità politica e nuovi pezzi di società.”

E giustappunto il PD non si è comportato come qualsiasi altro partito del passato e lui stesso non è stato Bersan-Letta –Renziano. Bisogna ammettere però che dopo Renzi ha preso la giusta via e, se non un partito, una Maggioranza inedita l’ha esibita. Mi riferisco a quello strano accrocco per cui ora si ritrova in Consiglio, tra i suoi banchetti, gente di destra che incita alle slot-machine.

Questo non è molto interessante però. La parte bella inizia con la sua descrizione della Società come la intenderebbe la vecchia (!) politica, dove gente  “Findus”,  elemento della “società surgelata”, viene scongelata a piacimento dalle parti. Lui non è di quest’avviso, no. Lui la società surgelata la sublima e la fa diventare “Gassosa.

Qui sorgono automaticamente due domande. La prima è: roba congelata e altra troppo gassata … gli sarà andato storto un aperitivo? La seconda è: come la affronta lui questa società senza punti di riferimento politici?

Il metodo è portare il PD nella modernità con progetti che superino il modello dei 70 anni precedenti. Questo si è chiaramente visto con i nuovi modelli di viabilità, tipo le rotonde, adottate in Italia nel 1989, e il TRC un progetto di vent’anni  fa, che ha dovuto realizzare a tutti i costi. Che dire poi della svolta ecologista? Ricordiamoci che la Giunta Gnassi è, come si autodefinisce, “la Giunta delle Fogne”. Un problema affrontato, quando ormai dal centro città si elevavano geyser di materia fecale, adottando un progetto di Hera e senza considerane altri. Progetto, va detto, che tutta la Provincia pagherà nelle sue bollette dell’acqua per decadi.

Mi si permetta una nota a margine. Se la volontà popolare riguardo al Referendum dell’Acqua Pubblica fosse stata rispettata, come chiedeva lo stesso Gnassi in campagna referendaria, l’operazione di carico sulla bolletta sarebbe stata sicuramente più complicata.

Il Sindaco nelle sue lezioni di modernità inserisce anche la variante cemento: “Il cemento per pochi (inclusi) negava il progetto di una città per tanti (esclusi).”. Lo so.. qui si può rimaner un po’ confusi, ma non pensate ai “tanti” che fanno la fila fuori dalle porte dell’Assessore Frisoni (incidentalmente nipote di Maurizio Melucci) e all’unico Cagnoni che si è visto approvare la variante, di una variante, per riempire di condomini il lotto davanti al Palas. Quella è una piscina, ve l’hanno già spiegato, no? Dovreste pensare invece al rifiuto dei Project sul lungomare. Come dite? Il Parco del Mare? Il giorno che capirete di cosa si tratta.. fatemi un fischio..

Il pezzo dell’intervento di Gnassi che trovo assolutamente il più rassicurante, perché riporta la memoria alle indimenticate ciclabili di Friburgo, è senz’altro quello dove lascia la sua provincia e si fa un bel volo pindarico sul Welfare di altri paesi. Ecco che, magicamente, il condominio in periferia diventa “un condominio solidale di periferia, dove si fa la spesa per persone con bisogni speciali, assistendo anziani e madri sole, dividendo le spese”. E tutto questo senza il minimo timore che gli abitanti disabili del condominio in via della Lama, dispersi in mezzo al nulla, senza il beneficio del trasporto pubblico, possano leggere cotanta visione. Un grande.

D’altronde la vision dell’Augusto Gnassi sul Welfare è bella chiara, giacché cita come lodevole il lavoro di Minniti, che nelle azioni è più a destra di Alfano. A Rimini ce ne eravamo accorti che la sua prospettiva era questa, altrimenti non si spiega  per quale motivo il Vicesindaco lanci allarmi di invasioni migranti, a sua insaputa, nel territorio di pertinenza. Inutile dire quanto queste dichiarazioni siano carburante per allarmi sociali.

La Società, caro Sindaco, non è né liquida, né gassosa, si è pietrificata vedendo trattare la politica come fosse il Cda di una multinazionale e lei in tutto questo ha fatto la sua bella parte con progetti  che, oltre al costo esorbitante, non hanno nulla a che fare con le reali necessità. Quando le rendite avranno finito di fare da paracadute e la Caritas non basterà più, potrà trasformare il suo bel teatro da 25 milioni di euro in uno di quei condomini di cui parla nelle sue visioni.

P.S.

“Io avevo capito solo che la società può essere iper liscia, iper gassosa o gnassarella.” [Moreno Neri]

 

@DadoCardone

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La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

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@DadoCardone

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La Vispa Teresa.

Cattura1La settimana appena trascorsa ci ha regalato il primo vero confronto pubblico tra forze politiche opposte, quasi un’apertura ufficiale di  campagna elettorale. Negli studi di Icaro TV, per la trasmissione “Fuori dall’Aula”, si sono confrontati Gianluca Tamburini ed Enrico Piccari, sul tema “ Piano Strutturale Comunale”.

Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che Enrico Piccari, oltre ad essere un Consigliere Comunale del Partito Democratico è anche il Presidente della Commissione che si occupa di Urbanistica. Commissione passata in questi 4 anni sotto la presidenza di altri due Consiglieri PD,  nell’attesa che il Sindaco riuscisse a conciliare le sue Vision con la realtà normativa degli strumenti urbanistici.

Il Confronto è stato impietoso. Per spiegarvi quanto però mi permetto di evocare un’immagine del nostro atavico patrimonio culturale. Pensate ai matrimoni e più precisamente ai pranzi del dopo cerimonia. Solo entrati nel ristorante e letti i nomi sui tavoli ci si rende conto della vastità dei parentadi. Fra tutti c’è sempre qualche parente alla lontana, tipo cugina di terzo grado, che nella sua genuinità bucolica pensa di avere una figlia (o un figlio) fenomeno del canto o della poesia. Ad un certo punto la cugina chiede l’attenzione degli intervenuti, fa salire l’infante su una sedia facendogli recitare una poesiola. Alla fine il pubblico, guadagnato con coercizione, applaude mormorando oscenità a denti stretti.

Bene. Ora tenete questa immagine con voi ed immaginate un incerto Piccari, sudato come quello che proprio a quei pranzi di cui sopra, nonostante sia vittima di un infarto in corso, continua imperterrito a mangiare, in piedi su una sedia a recitare la Vispa Teresa. Questo è quello che è successo.

Mentre Tamburini si dimostrava padrone dell’argomento, peraltro nemmeno di sua stretta competenza, Piccari continuava a recitare lo standard con cui era stato preparato, lucido e tremolante come un budino alla vaniglia. Unico guizzo uno sciocco tentativo di accusa nei confronti del Movimento che, secondo lui, vorrebbe cementificare la zona della stazione portandoci 5000 nuovi abitanti. Il riferimento è a Rimini Reboot, uno straordinario esempio di riqualificazione tramite architettura tradizionale, l’indicazione di un metodo che il sudaticcio consigliere pensava di capire leggendo una fotocopia che qualche altro sveglione gli avrà passato il giorno prima. Beata Ignoranza. (A proposito per chi se lo fosse perso qui il link al video e qui al progetto.)

Per fortuna del Partito Democratico la competenza non sembra avere particolare importanza nelle valutazioni degli elettori, se ne avesse basterebbe la trasmissione di ieri per far capire come stanno le cose… voglio dire, sarebbe  stata abbastanza  in aggiunta ad un aeroporto annullato, ad un territorio ciecamente devastato dal TRC, all’ennesimo campo di palazzine di fronte al parco della Cava, ai condomini dormitorio, al menefreghismo nei confronti dei teleriscaldati,  alla sudditanza verso Hera eccetera, eccetera, eccetera.

E invece no. All’ultimo anno del mandato molti sono quelli che ancora si lasciano abbagliare dai cantieri elettorali e che plaudono ad un Sindaco altero e distaccato da 4 anni e 6 mesi, ma che ora sta facendo promesse anche al gatto del vicino. Così anche Enrico Piccari, professione Maestro di Golf, può raccogliere l’eredità di famiglia (papà Nando è un fedelissimo) e addirittura trova il coraggio di avventurarsi in un confronto pubblico che non è proprio nelle sue corde.

Se qualcuno si è stufato di queste pantomime alzi la mano, la nostra è in alto da tanto tempo che comincia ad anchilosarsi.

P.S.

“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l’elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L’Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all’Italia?”

[Fabrizio De Andrè]

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@DadoCardone

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Un PD a pezzi.

pdRiminesi, sappiatelo: il PD non può più amministrare Rimini. O meglio.. può farlo, ma non con una maggioranza. La manovra del Renzi Nazionale, quella di ricattare con le elezioni i precari della politica, a Rimini non funziona e a Gnassi tocca far passare le cose che gli interessano con trucchi da regolamento. Ultimamente infatti va molto di moda la doppia convocazione per il Consiglio Comunale perché, se va a buca la prima occasione, nella seconda chiama non servono i numeri di una vera maggioranza.

Trucchetti. Artifici che però non funzionano nelle commissioni dove la Minoranza, nonostante le astensioni strategiche di Galvani, il comunista per dire, è in maggioranza. Oggi 30 settembre, la commissione che si dovrebbe occupare del PSC, dopo un travaglio di 4 anni, è stata sospesa in quanto la minoranza ha chiesto (ed ottenuto a suon di voti) più tempo per esaminare la documentazione. Vi è anche un’altra motivazione per la sospensione e la scopriamo facendo un passo indietro.

Martedì 29, in Consiglio Comunale, è stata votata una sottocommissione che, teoricamente, avrebbe dovuto risolvere i problemi relativi al regolamento delle commissioni, ma che il PD (Partito Derelitto) ha invocato al solo scopo di mettere sotto quello strano e sconosciuto potere che si ottiene con una maggioranza di voto. C’è qualcuno che rimane convinto di averla sempre a proprio favore, per il solo fatto di aver prevalso in una tornata elettorale, per meno di 5 mila voti, in un territorio dove 43 mila persone sono rimaste a casa, su un totale di circa 113 mila aventi diritto . Un vero peccato perché, mettendo mano al regolamento sarebbe stato magari possibile togliere il gettone a quelli che, nelle commissioni,  arrivano tardi e vanno via presto…. lasciando perdere la qualità del contributo apportato (dalle rape il sangue non si cava).

firmeData l’intransigenza il PD (Partito Devastato) si è trovato a votarsi da solo una sottocommissione a cui avrebbero dovuto partecipare anche due membri della minoranza, per riprodurre una proporzionale opposizione ai tre della maggioranza. Da qui la protesta di oggi, per la quale la Minoranza unita ha rinunciato al gettone. Il PD accusa che il costo della commissione è maggiore della rinuncia, ma il gettone comunque non lo molla.

Sinceramente non ho parole per l’ignoranza politica del Partito Democratico di Rimini, ma non per le nuove forme di politica, proprio per quella vecchia, che provano a praticare attivamente. Badate bene non sto parlando delle tipiche false promesse come la ripubblicizzazione dell’Acqua o lo Stop al cemento, sconfessato anche da questo nuovo approccio al PSC. Sto parlando della più antica norma: il Do ut Des.  Piccole concessioni che chi comanda fa alle opposizioni per agevolarsi il cammino. Il PD no. Loro sono refrattari alle piccole licenze, concedono volentieri solo quelle grosse tipo far sventrare il territorio dal TRC o pagare i debiti del Palas con varianti delle varianti.

Per tutti gli altri abitanti della premiata fattoria PD, quel magico posto abitato solo da Gufi e Sciacalli, un avvertimento: o si fa come diciamo noi o non giochiamo più…. e portiamo via la palla che è nostra. Tiè!

Che pena.

P.S.

“L’uomo è l’unica creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il re di tutti gli animali.” [George Orwell – La Fattoria degli Animali]

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@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Povera Rimini

David LaChapelle, The Deluge, 2006
David LaChapelle, The Deluge, 2006

Se Rimini dovesse essere valutata per la classe politica che l’amministra probabilmente sarebbe necessario farla andare in concordato,  come si fa per le aziende in odore di fallimento. Fortunatamente un po’ di rendita storica è stata accumulata, ma quanto durerà?

L’Epoca Romana, il Rinascimento, l’Epopea del Turismo e il molto citato, ma parecchio ignorato, Fellini, hanno messo in cassaforte parecchi crediti. Purtroppo però tutta la potenzialità costruita con il sacrificio di molti è stata sputtanata da due ondate anomale di pessima umanità. Il primo guaio sono stati quasi 70 anni di cattocomunismo dove gli interessi di fascisti, cattolici e comunisti si sono incrociati sotto l’egida di scaltri amministratori, che hanno distribuito poltrone come inno al loro personale potere. Arrivati con il fiato corto a ridosso della globalizzazione e dei calci in culo europei,  con sottofondo di Troika, i tenutari si sono fatti sostituire dal secondo e, se possibile, più pernicioso guaio: I ragazzini.

Una classe politica cresciuta nell’assenza del confronto, che si trova in estremo disagio con i mezzi imposti dalla Democrazia e comunica solo a suon di slogan, ha fatto precipitare Rimini in un incubo di paralisi POP, un conato anni ‘80 sia per quanto riguarda la comunicazione, sia nell’atteggiamento trash di genesi delle idee.

La Rimini dell’accoglienza e di Fellini si è rinchiusa in un sentimento sciovinista per non guardare ai suoi problemi. Degrado, declino, atarassia indotta tramite ipnosi da aperitivo. “Li vedi i colori pop? Stiamo facendo, non ti preoccupare di quello che senti dai gufi, loro si lamentano, ma non fanno proposte. Tu segui i colori pop, magari non arrivi all’illuminazione, ma all’aperitivo ci arrivi di sicuro. Cestino pop, rotonda pop, cantiere pop, fila dritto e… toh! Una festa tutta rosa! Cosa ti avevamo detto?”

Bisognerebbe che i riminesi andassero ad assistere ad un Consiglio Comunale per capire a chi hanno dato in mano i loro destini. Troverebbero una maggioranza che annuisce e alza la mano a comando, senza conoscere nulla di ciò che vota, solo per non attirare la contrarietà di un vanitoso che spende 100 mila euro (dei tuoi) per farsi una foto con Cattelan. Poi però se gli dici qualcosa spalancano gli occhi e gridano “attentato alla cultura!

Cultura?! Ma, la Cultura è conoscenza, è un’offerta dell’uomo ai suoi dei, è un sistema di saperi, è tradizione di conoscenze di una Comunità, cosa ci fa la parola cultura in bocca ad un emulo del Trota, che tempesta la sua vita social di foto di aperitivi e mette le mani avanti ogni due parole quando cerca di esprimere l’opinione del suo padrone. E vogliamo parlare della parola: Politica? Si può fare politica solamente alzando e abbassando una mano a comando? Veramente… dovreste venire in Consiglio Comunale e vedere le scene mute, gli sguardi bassi, come si tormentano le dita, come passano il tempo a pulire quella piccola macchia sul banchetto, o a fare lunghissime ricerche sui loro cellulari. Quando ho cominciato a seguire i Consigli sapevo i loro nomi… me li hanno fatti dimenticare tutti. Ricordo solo quello di quei due ragazzini che abbaiano a comando. Uno si fa salire la pressione e balbetta ogni volta che interviene, l’altro mette dei numeri in ogni discorso nella sua interpretazione di “colui che sa“. Entrambi tifano per l’inconsistenza ben apparecchiata del loro capobastone e parlano solo delle proposte non fatte dal Movimento.. non sono stati attenti neanche in quello, ma quando metti un ragazzo a fare il lavoro di un uomo…

A dire il vero mi ricordo anche un’altro nome. Savio Logorrea Galvani, l’uomo che sussurrava al PD (sussurrava rispettosamente ovviamente). Se mai vi foste chiesti perché la sinistrina totalizzi percentuali elettorali prossime allo zero, dovevate osservare questo esemplare all’opera. Anche se secondo me sarebbe stato più opportuno chiedersi come fa un’entità politica con un consenso elettorale così ridicolo a riservarsi un assessore, un posto nel CDA della Fiera e una poltrona da dirigente all’Acer.

Teleriscaldati, TRC, Acqua Pubblica, Mercato bisettimanale, Centri Sociali, privatizzazioni SGR, tariffe maggiorate Hera per pacchetti chiavi in mano da pagare vita natura durante per la gioia di tutta la Provincia…. non c’è stata una sola battaglia per cui FDS (Federazione delle Sconfitte) e i loro rappresentarti istituzionali non si siano messi a priori dalla parte del PD o non abbiano rappresentato finte opposizioni di comodo. Ah però… non gli parlare di Pizzarotti da Parma che gli girano gli zebedei a vortice.  Anche adesso, che Galvani è stato messo all’opposizione dalla sua stessa ignavia, appoggia senza riserve il PD guadagnandosi sperticate lodi pubbliche dai due ragazzini di cui sopra. Anche perché diversamente la “Maggioranza” non avrebbe i numeri per sopravvivere.

Ma cos’è sta roba? Cioè Rimini deve essere realmente amministrata da un Vanesio, due ragazzini, un paggetto e 14 fantasmi? Vogliamo parlare della Giunta poi? Si è fatto un gran parlare della Spending Review, ma la ricetta era a portata di mano e l’ha indicata proprio la Giunta Gnassi. Due poltrone da Assessore libere e mai più riconsiderate… evidentemente non così utili. Peccato solo essersene accorti dopo 4 anni, visto che costano 40 mila euro all’anno ciascuna. Con quei soldi ci venivano tanti servizi fotografici per il Taglianastri: un anno con Oliviero Toscani, l’anno dopo con David LaChapelle e via così.  A proposito di poltrone inutili…. ma esattamente Irina Imola è Assessore a che cosa? No, perché con i soldini del suo stipendio ci viene un magnifico Andy Gnassi Warhol da mettere al casello di Rimini Nord.

Riminesi riprendetevi la Città, per carità. Questi, quando hanno finito di fare danni, operano la transumanza delle poltrone, ma a voi restano guai grossi (colorati pop). Quando la politica è debole le Mafie prendono il sopravvento… è inevitabile.

P.S.

“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” [Totò]

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Il Coraggio della Giunta Riminese.

IMG_9078I primi giorni di Luglio portano una bella sorpresa agli abitanti del Villino Ricci Pazzaglia. L’Atto Dovuto, quello sbandierato dal Primo Cittadino, durante il famoso Consiglio Comunale degli sgomberi di Casa Madiba, non era poi così dovuto. Il Giudice Sonia Pasini ha infatti rigettato la richiesta di sequestro per la nuova occupazione perché, sebbene sia innegabile si tratti di illecito, è comunque stata aperta una trattativa informale con l’Amministrazione Riminese.
In tempo record l’Assessore Sadegholvaad è uscito con una nota in cui nega qualsiasi trattativa, formale o informale che fosse. Attenzione perché questo è un punto importantissimo ed è necessario fermarsi un attimo per porsi una domanda: come diavolo è possibile che dinnanzi ad una decisione del genere esca una nota immediata dell’Assessore alla Sicurezza del Comune, mentre per la retata del Coconuts non si sia sentito null’altro che un fischiettio imbarazzato? Insomma… da una parte un’azione che tutto sommato fornisce un tetto a diversi indigenti, che in questo modo evitano di occupare le panchine della Notte Rosa, al solo costo di un luogo abbandonato. Dall’altra organizzazioni criminali, cocaina a chili, armi e denaro falso. Forse bisognerebbe dare una registrata alla soglia di tolleranza di questa Amministrazione che dimostra un coraggio da leone contro le occupazioni a scopo abitativo, ma se la fa addosso contro la vera criminalità che insozza la Riviera.

Questione di scelta o di opportunità? Non sta a noi deciderlo, ma a quanto pare mentre la “buriana Coconuts” è passata senza quasi lasciare traccia, se non nella consapevolezza di pochi essere senzienti, per le occupazioni non c’è speranza di ravvedimento nemmeno mediatico. Tutti, ma proprio tutti, compresi Procuratore Capo e Pubblico Ministero, affermano la loro intenzione di continuare nelle indagini… ai tempi del TRC la parola del Giudice per le Indagini Preliminari valeva decisamente di più.

Anche il mondo giornalistico ci mette del suo con il Frustratone (Aka il Pungiglione) di quel che rimane del Carlino che ne ha fatta una questione personale. Lui proprio non può digerire che dei senzatetto non paghino Tari e Tasi…. non gli vogliamo augurare nulla, ma un bel Febbraio di notti alle Colonie Murri, a difendersi da ratti e tossici, svegliandosi con delle cacate di piccione in testa, potrebbero servigli a riconsiderare certe posizioni.

Fa anche molto piacere (leggasi con tono ironico) l’immediata apertura dell’Assessore alle Politiche Sociali Gloria Lisi. Visto che ora l’atto non è poi così dovuto, tesi su cui si basava la presa di posizione della Giunta, avrebbe potuto “cristianamente” smorzare il conflitto e lasciare che i senzatetto continuassero a provare l’ebrezza di un tetto sulla testa. Pare però che analizzando i dati di uno studio partito nel lontano 29 aprile 1863, l’University of Massachusetts abbia stabilito che: al cristiano medio degli ultimi non freghi un beneamato e che dovendo sceglie tra uno stile S. Francesco e uno stile Cardinal Bertone, si buttino con gioia sul secondo. D’altronde quel tale aveva pur detto ”gli ultimi saranno i primi”? Perché rovinare tanti primi posti?

Rminesi non vi preoccupate, è tutto apposto. C’è una Giunta di ferro che vi protegge dai senzatetto e un giornale che conduce una battaglia affinchè anche loro paghino la TASI. Queste sono le cose importanti. Per il resto, criminalità, droga, degrado, politiche economiche e turistiche inesistenti, sono tutte sciocchezze.

P.S.

Non è strano che gli uomini combattano tanto volentieri per una religione e vivano così malvolentieri secondo i suoi precetti? [Georg Lichtenberg]

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@DadoCardone

 

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Rimini Calling – Pulire il cielo con un mocio.

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Foto di Eleonora Della Vittoria

Entro a Villa Manzi che è tardo pomeriggio. Municipale e Questura si sono appena ritirati augurando buon proseguimento. Sulla porta c’è Vera, una bambina bionda di 5 o 6 anni, che punta un mocio verso le nuvole e afferma di voler pulire il cielo. Lei è una delle cose che ricorderò di Rimini Calling e alla domanda “What for?” risponderò: per pulire il cielo con un mocio. Non è sterile romanticheria, è proprio la dimensione dell’impresa.

A Rimini, bisogna ribadirlo onde evitare di prendersi per il culo da soli, la legge non è uguale per tutti. O meglio, lo sarebbe anche, ma bisogna ricordare che è uno strumento e, come tale, può essere usato in maniere diverse a seconda delle convenienze, delle pressioni e delle abilità degli avvocati.

Nella modesta attività di osservatore amatoriale mi è capitato più di una volta di vedere completamente ribaltate situazioni che davano speranza di legittimità a ricorrenti non potenti. Ricordo con particolare fastidio il caso dell’abitazione di Walter Moretti. Il Tar aveva sentenziato che parte della sua proprietà non potesse essere demolita per il fatto di trovarsi in una occupazione di provvisoria di cantiere, ma il GIP ritenne che il firmatario di quella sentenza non voleva dire quello che aveva detto e venne buttato giù tutto per far spazio al TRC. Non sfuggì a nessuno dei coinvolti l’ingiustizia di quell’atto, come pure improvvisamente fu molto chiaro quanto potesse essere prevaricante una pressione politica.

La cronaca ci mette in questi mesi di fronte ad un caso dissimile per dinamiche, ma non meno perplimente. Due fatti in realtà. Entrambi molto noti all’opinione pubblica, anche se poi magicamente invertono il loro valore  nella percezione e nelle somministrazioni di pena. Il Coconuts, la cui soglia ci viene raccontata come approdo di tre diverse organizzazioni criminali e Casa Madiba occupata per esigenze di Emergenza Abitativa. Per il locale notturno un provvedimento elevato chiamando in causa l’articolo 100 del TULP viene dimezzato da 30 a 15 giorni dal TAR, mentre per il Centro Sociale, dopo uno sgombero a tempo record, un mese di presidio di Polizia fino al dissequestro. Fuori dal Coconuts (le indagini chiariranno se anche dentro) un kg e mezzo di cocaina a notte, dentro Casa Madiba assistenza ai senzatetto. Pare solo a me una stortura?

Di sicuro sembra una cosa strana che Gnassi e la sua  Giunta, pronti ad intestarsi anche le giornate di sole, sulla grande operazione antidroga abbiano fatto scena muta. E’ evidente che pur di non mollare l’osso della Molo Street Parade, manifestazione per limitrofi che occupano più la macchina che le stanze d’albergo, si è disposti a sopportare anche l’accostamento al malaffare più pernicioso in assoluto: il Narcotraffico. D’altronde fu lo stesso Primo Cittadino a paragonare Rimini ad una Miami dell’Adriatico… per quanto riguarda il traffico di stupefacenti ha proprio indovinato.

L’impressione è che anche Rimini faccia fatica a scegliere, inibita da un malinteso amor per l’indotto turistico, senza contare che sono proprio questo genere di situazioni ad affossare una Riviera in curva negativa da tempo immemore. Sappiamo per certo, se n’è parlato anche in un apposito Consiglio Comunale Tematico, che vi è una massiccia infiltrazione delle Mafie nel panorama degli  Hotel della costa. Sappiamo anche, proprio grazie all’operazione “Titano“, che la vendita e l’uso di droghe ha superato il livello di guardia e che, probabilmente, questo commercio è finanziato dall’altrettanto visibile sfruttamento della prostituzione. La gente si muove per contare gli stranieri nelle case Erp e poi va a mangiarsi  piada e sardoncini nella piazza dello spaccio, facendo finta di niente.

Ecco perchè l’iniziativa Rimini Calling appare una fatica improba. Intendiamoci, questo non significa che non abbia effetti. Anzi.  L’occupazione di Villa Manzi, meglio definita come TAZ (Zona temporaneamente autonoma), è stata principio di reazioni a catena su più livelli. Molti hanno tentato di leggerla senza peraltro fare la cosa più ovvia, andando in apprensione. Se fossero semplicemente andati ad assistere avrebbero scoperto cose interessanti ed evitato di ipotizzare attentati alla Molo [Tanti Selfie per Gnassi] Parade. Rimini Calling è stato un laboratorio di condivisione, discussione, performance, ma soprattutto una fucina per ragazzi che hanno parlato di lavoro, di scuola, di Europa ed hanno trovato il loro modo produttivo di esprimersi. Questo ovviamente avrà delle conseguenze.

Personalmente ho molto gradito la performance dei Pippatori con centoni giganti fuori dal Coconuts, un modo efficace per dire che non tutto può passare sotto silenzio o, ancora peggio, sotto la perniciosa stupidità per cui si va a protestare contro l’extracomunitario, ma se ti infarinano la stagione chissenefrega.

P.S.

“Essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione perfino biologica.” [Salvador Allende]

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Parco del Mare: cronaca di un seminario.

mc6Lunedi 18 maggio sono stato alla presentazione del “Parco del Mare”, primo ambito (area dove sono consentiti interventi di sviluppo nel lungomare di Rimini ), di dodici del Piano Strategico (d’ora in poi P.S.).

Due le grandi novità di questo strumento urbanistico, NON ATTUATIVO: la prima è la sdemanializzazione dell’area di proprietà dello stato, dal muretto di separazione dell’arenile alla prima linea di edificato, non ho capito se questa è avvenuta tramite acquisizione o per passaggio diretto. La seconda la possibilità dei privati di intervenire direttamente, contribuendo anche alla realizzazione delle opere di interesse pubblico.

Erano presenti gli Ordini Professionali (Geometri, Ingegneri e Architetti), Il Sindaco, il Presidente del P.S., un rappresentante della Wellness Foundation, un ricercatore universitario di urbanistica, dirigenti del Comune di Rimini del settore Pianificazione del settore accordi territoriali e del SUAP, e docenti dello IUAV di estimo e diritto.

Si inizia con 40 min di ritardo, dopo breve introduzione di un rappresentante degli ordini, si parte con il “breve saluto” del primo cittadino, un’ora e dieci di Marketing puro, tra promozione, propaganda e vendita, durante la quale scopro di essere un “link” in traiettorie di sviluppo trainate da una visione strategica, e che ho la possibilità di passare dal sogno al segno, un puntino sull’Adriatico, per entrare a buon diritto in un nuovo territorio in un epoca post-dubaista befanizzata?????????

Si passa quindi al Marketing del Presidente del P.S. attraverso suggestioni e confronti di luoghi, attività e situazioni affascinanti, ma piuttosto distanti dalla realtà riminese, per bacino d’utenza, dimensioni, morfologia del territorio e soprattutto cultura.

Insieme al rappresentante della Wellness Foundation, il filo conduttore è la prospettiva di un enorme, ma veramente enorme (15 km di spiaggia per 200mt. di larghezza) di spiaggia(arenile) privo di manufatti (condivisibile e auspicabile), tutti trasferiti tra spiaggia e prima linea(più insidioso), se i privati se ne faranno carico di wellness-fitness e good lifestyle center.

Il benessere e un modello di vita verde e sportivo, con buon cibo, concetto principale assolutamente legittimo e condivisibile, promosso dai primi tre relatori, anche se a mio avviso la CIVITAS, è molto di più con i suoi pregi e i suoi difetti. Aspetti positivi molti, aspetti negativi anche, e per obbiettività di cronaca proverò ad individuarne alcuni di entrambi.

Sulla mobilità, la scelta di pedonalizzare il più possibile il lungomare è positiva, così come restituire all’arenile il suo carattere e dotare l’area sopra la spiaggia di servizi.

Aspetti negativi assegnare al TRC ancora non realizzato, un’importanza “strategica”, comprensibile per gli impegni economici adottati, ma debolissima per una mancata riflessione e pianificazione di tutti i flussi pedonali, ciclabili, carrabili pubblici e privati in relazione alle dotazioni esistenti e alle previste, in base alla morfologia del luogo alle caratteristiche del clima e dei flussi storicamente accertati, non solo nell’area costiera, ma su tutto il territorio. Questo dovrebbe essere redatto da ente terzo competente e verificato ogni due anni in base alle mutate condizioni oltre che come verifica dell’esattezza delle previsioni, anche per modifiche e migliorie. Dettaglio inutile tale strumento di pianificazione già dal 1992 per legge sovraordinata dovrebbe essere attuativo.

Esempio come può il TRC affrontare le richieste odierne con previsioni fatte almeno 12 anni fa? E per confronto dotare l’area sopra l’arenile di servizi simili per tutta la costa non aiuta a diversificare e caratterizzare il “Genius Loci”, ma ad appiattirlo in un’unica grandissima area monofunzionale, sarà davvero strategica questa scelta?

Dal punto di vista strettamente urbanistico vedo di buon auspicio la possibilità di realizzare servizi nell’area ex-demaniale, meno la quantità e gli usi previsti troppo monotoni e poco differenziati.

Trovo insidiosa la direzione presa di far realizzare ai privati le dotazioni di servizio da raggiungere, sarà difficile avere un’omogeneità di qualità ed interventi. Così come il sostituire gli attuali parcheggi con altrettanti ma tutti interrati. L’esempio di Riccione ci deve far riflettere sulla necessità di realizzare un’infrastruttura così costosa, i parcheggi interrati, il rischio è quello di fare investimenti importanti con utilizzo inferiore alle capacità.

Non mi piace la creazione di dune artificiali e l’antropizzazione completa con un parco enorme, preferirei la formazione di situazioni urbane con tutti gli usi della vita quotidiana e dotazioni di servizi pubblici, scuole e piccole fasce di residenze sociali e non, per favorire il controllo sociale spontaneo durante tutta la giornata ed in tutte le stagioni e qualche fascia di natura selvaggia, insomma spontanea.

L’identità e il carattere del territorio sono stati dimenticati e per uno sviluppo urbano della costa che sia sostenibile, l’attenzione al passato e riferimenti alle attività storiche come le vele al terzo, l’attività della pesca e degli sport del mare sarebbero da auspicare fortemente.

Il ricompattamento della città e dei costi di gestione avviene con l’applicazione di altri principi e il consumo di suolo nello scenario ipotizzato è totale. La sostenibilità è altro, anche se abbiamo rinunciato fortunatamente ai project financing di Foster, Nouvel e De Smedt e questo va bene.

Così come il recupero di indotti produttivi e artigianali di nicchia a garanzia di una differenziazione e di un’attenzione culturale che superi la modaiola e certamente importante tendenza del benessere e dell’attività fisica.

La mancanza di flessibilità negli usi è coercitiva e pericolosa in relazione alle variazioni dei mercati e alla realizzazione di investimenti forse tardivi ed obsoleti (penso ai parcheggi interrati, quale futuro per le auto private nei prossimi 20 anni? A fronte di concessioni per 99 anni.

Mi sfugge la volontà di creare una città costiera monofunzionale e rinunciare ad una vera città completa.

Qualche dubbio lo sollevo sulla mancata applicazione della legge regionale a tutela delle spiagge libere che significa aree naturali, dovrebbero essere il 20% del totale, ad oggi sono solo il 7%, dopo l’attuazione del “Parco del mare” quanto saranno?

Gli interventi che sono seguiti a quello dell’Urbanista della facoltà di Ferrara, dei dirigenti del Comune sono stati tecnici e hanno illustrato norme e linee di indirizzo previste per l’attuazione del piano. All’interno della monotematica direzione intrapresa, senza alcuna possibilità di dibattito, vi sono anche scelte e proposizioni condivisibili, ma mancano confronti ed esempi a sostegno di una tesi tutta da dimostrare.

Di fronte ad interventi incompleti, quali Novarese, Murri ad esempio, che vanno nella direzione auspicata, quali indicatori abbiamo a sostegno della validità di questo piano? Parlo non di potenzialità ipotetiche, ma di dati certi, arrivi, soggiorni e capacità di spesa dei turisti negli ultimi 10 anni? Quali sono i nostri concorrenti e quale potrebbe essere diciamo nel raggio di 50 km il nostro partenariato, con cui sviluppare sinergie?

Altro aspetto sempre ignorato, quale funzione potrebbe assumere nella città riminese l’applicazione di questo piano, perché suddividere in funzioni così delineate aree che potrebbero esprimersi in molti modi diversi e ricompattare la città con quartieri identitari autosufficienti?

Apprezzabile la scelta di un obbiettivo, ma potrebbero essercene altri, altrettanto vantaggiosi.

Trovo elevato il rischio di ritrovarsi tra 15 anni ad avere un’exposizione di design celebrativo di progettisti e amministrazione, ma completamente avulso dalla cultura riminese e privo di fascino a causa del suo indirizzo monotematico.

Nelle diapositive proiettate, non ho visto alcuna proposta “tradizionale”, solo architetture di design, prive di relazioni e riferimenti alla storia ed al territorio, palme, tante palme, per la gioia del punteruolo rosso, gradonate in listelli di legno e prati all’inglese, insieme al grido di battaglia “Piscine”.

Seaside, Alys beach, Pitiousa, Portgrimaud, sono esempi di pianificazione integrata, la mia riflessione è la seguente ma se voglio perseguire il benessere e uno stile di vita sano, mangiare del buon cibo e praticare attività fisica non posso farlo all’interno di una città completa, non posso farlo nella natura? Ho davvero bisogno di realizzare tanti edifici, simili per funzioni e consumare tutta la costa?

Della mancata possibilità di porre anche solo due domande al mattino e due al pomeriggio, ho già detto. La partecipazione richiede confronto, ascolto e condivisione.

Tra il serio ed il faceto commentavo gli 8 crediti formativi, più vicini ad un bonus filo-governativo che ad una giornata di libera informazione, mi hanno fatto notare che erano gratis e quindi la lamentela era ingiustificata, vero, però ce li siamo sudati tutti.

L’affluenza è stata elevata.

Anyway, ai posteri l’ardua sentenza.

 Fausto A. Battistel Architetto

P.S. da “le città invisibili”

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” [ Italo Calvino]

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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Dieci Piccoli Indiani

5b5c10f7fe06d31e77fe35c202238a79_XLBersani, Bindi e Cuperlo assaggiano un po’ della famosa democrazia del loro Partito. Così come pochi avevano deciso che la loro poltrona in Parlamento doveva essere garantita da un posto da Capolitsta, magari in Calabria, pochissimi decidono (anzi uno solo) che devono momentaneamente togliersi di torno.

Il loro torto? Fare parte dei Dieci Piccoli Indiani, dieci piccoli dissidenti che, improvvisamente, si sono accorti di non essere a  casa loro, all’indomani della cacciata dalla Commissione Affari Costituzionali . Faccio ovviamente riferimento al capolavoro di Agatha  Christie, il cui titolo originale veste ancora meglio la vicenda: …E poi non rimase nessuno.

V’è però una grande differenza con il citato classico del giallo. Nella storia originale i protagonisti cercano di capire chi li uccide uno alla volta, nella sua versione parlamentare l’assassino è noto dall’inizio e sono stati  già tutti fatti fuori da un pezzo. L’unico aspetto thriller è l’attesa di veder spuntare in loro un po’ di amor proprio, che al momento è evidentemente sostituito da altre considerazioni.

Ora la riflessione più appropriata non è capire cosa faranno i dieci piccoli indiani, vista la loro evidente ininfluenza politica. La cosa più importante da chiedersi è cosa dia tutto questo potere a Matteo da Firenze. Finita la luna di miele con i suoi compagni di partito (con gli altri non c’è mai stata) pare evidente a tutti, persino al piddino della strada, che il Premier rispecchia ne più ne meno il comportamento di qualsiasi altro suo predecessore:

  • Quelli prima di noi hanno fatto un casino.
  • Adesso in quattro e quattr’otto metto apposto io.
  • Siete solo capaci di criticare, ma non fate proposte.

Come da manuale. Tra l’altro la sua qualità più caratterizzante (fin dal liceo le sparava così grosse che lo chiamavano “il Bomba”) è stata applicata pari pari a tutta la legislatura, producendo effetti devastanti sull’elettorato di tutti.  Nessuno vota più…. Se non qualche anziano a causa di un riflesso compulsivo a votare qualcosa che almeno nominalmente si dichiari di sinistra. Pare che, data l’età media dei votanti,  per le prossime elezioni stiano organizzando l’Exit poll con il morto.

Cosa caspita lo mantiene dov’è con la convinzione di un Kamikaze che sta picchiando contro una portaerei e con la stessa voglia di trattare? E’ sicuramente vero che questo è un Parlamento di precari e che, mandati alle elezioni, molti farebbero fatica a passare la soglia di qualsiasi sistema elettorale (anche se lo chiamassero Unatantum),  non è che tutti si possono giocare il jolly come Casini.

Chi mai si prende la responsabilità di traghettare i ParlamentarPrecari fino al vitalizio? Civati è troppo indeciso, Cuperlo è troppo gentile, a Bersani sfugge la metafora e Bindi abbaia, ma non morde. D’Alema? A Massimo una cantata sotto il chiaror di luna Ischitana, tra un libro mediocre e una bottiglia di buon vino, ha fatto cambiar idea.

Il Bomba è praticamente senza rivali, ma una guida la deve avere… le mosse sono troppo perfette per essere frutto della mente di uno che vive di atteggiamenti. Prendete Mattarella ad esempio, un uomo che trova sconveniente esprimersi senza leggere e che non ha nulla da obbiettare sulla dipartita dei dieci piccoli indiani, sebbene costituzionalmente si sarebbero potuti rimuovere solo per rinuncia o per passaggio ad altro incarico. Tutto troppo facile.

Nelle ultime pagine di quest’ennesimo giallo della Politica Italiana non ci dovrebbe essere la fine annunciata dei dissidenti per inedia, ma l’identità del genio che si nasconde dietro Matteo da Firenze, questo sì che sarebbe da leggere.

P.S.

Come si fa a distinguere il caos da un piano molto ben congegnato? Nel  vero caos nulla si ripete,  tantomeno  nello stesso effetto. La distruzione del nostro Paese è un piano… e sta riuscendo perfettamente.

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@DadoCardone

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L’idea di Città.

ideaRimini è un cesso. Non fraintendetemi, non lo sarebbe di per sé, ce l’hanno fatta diventare e il degrado che si scorge ovunque ne è la prova.  Il Sistema della rendita non ha retto alle sfide del futuro, il resto l’han fatto politici che si credono imprenditori.

Questo mese è stato presentato il Rapporto sulla Povertà della Caritas. Cifre imbarazzanti per una città di nemmeno 150.000 abitanti. I Poveri a Rimini sono quasi ottomila … un’altra umanità nascosta tra le nostre ombre. Il Rapporto dice che i richiedenti calano, ma le prestazioni richieste aumentano.  Significa che molti degli extracomunitari, da cui ci sentiamo flagellati, hanno ritenuto più confortevole la povertà di casa loro e qui vengono solo a fare la stagione (in spiaggia c’è posto per tutti). Chi rimane a chiedere gli oltre 150.000 pasti preparati da Caritas e mensa dei Frati? Gli Italiani. Un povero su tre è uno di noi e, considerando che per i connazionali esistono ritrosie dovute a cose come la dignità, questi numeri sarebbero anche da aggiustare per difetto.

Sembra però che si sia tutti impegnati a pensare ad altro, anche in maniera piuttosto compulsiva. Lo stesso Sindaco, invitato a parlare nel consesso dove si è presentato il rapporto, era confuso rispetto a come trattare il problema e molto infastidito dalla foto di copertina della conferenza: un senzatetto con il Ponte di Tiberio come sfondo. Pare che abbia parlato di fogne e di come la sua idea di città dovrebbe sconfiggere la povertà … peccato che alle settemila persone, incontrate solo dalla Caritas, mancasse un’idea di stipendio e un’idea di un pasto consumato ad una propria tavola.

Non la vedo questa idea di città. Probabilmente è un limite mio, ma ciò che vedo è un impoverimento costante senza soluzione di continuità. Il Jobs Act ha permesso di falsare i registri, ma i marciapiedi del centro sono  cornice di serrande con un dito di polvere sopra, il resto è un bollettino di guerra. Se vi sentite resistenti alla depressione fatevi un giro sul Portale dei Fallimenti di Rimini scoprirete che esistono  518 procedure concorsuali aperte e, tra queste, scorgerete nomi come Rimini & Rimini S.p.A., Editrice la Voce S.r.l., Ge.CO. S.r.l.,  però non leggerete  l’ansia dei sessanta dipendenti del Mercatone UNO.

Esodati, padri separati, pensionati con la minima, usurati, madri sole, cassaintegrati, imprenditori asfaltati dalla crisi, licenziati troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un lavoro, giovani con formazioni senza valore, extracomunitari che non trovano posto nemmeno al semaforo. Se una Comunità non si occupa prevalentemente di questo, di che altro si dovrebbe occupare? Se la Politica usa le risorse per un’idea di città senza l’ambizione di abbattere le fasce di povertà, che la costringono sul fondo del barile … a che serve?

Il concetto è fondante. Certo Rimini non è l’unica ad aver a che fare con la povertà, ma la povertà è promossa e distribuita a Rimini come nel resto del Paese dalla stessa classe politica. Gente convinta che con uno slogan si possa cambiare la realtà, ma che, nel migliore dei casi, è completamente scollegata dalla stessa … nel peggiore si sta facendo gli affari suoi sulla pelle degli altri.

Prendiamo però proprio Rimini come esempio. Il Sindaco Gnassi, nel suo discorso al convegno Caritas, ha brillantemente sostituito la canna da dare al povero (“Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno, ma per sempre”) con delle reti e così slogan e diritti d’autore sono sistemati. Per il resto dell’intervento ha parlato della sua idea di città contro la povertà, citando le fogne, un po’ come quando al Consiglio Tematico sulle Mafie aveva contrapposto il rifacimento di via Roma alla Criminalità Organizzata.

Monodiscorso Gnassi non ha tutti i torti, nel senso che l’unico modo di sconfiggere la povertà è un filtro culturale. Il problema però è che questo setaccio deve essere un’idea di comunità, non l’idea di città che possa farlo ricordare come il Sindaco che ha pedonalizzato il Ponte di Tiberio e scoperchiato il Teatro Galli. Rimini è piena zeppa di puttanate, costose già in fase progettuale e devastanti in quella gestionale. Facciamo qualche esempio?

  • TRC: una corsia protetta per autobus da cento milioni di Euro (per adesso) che, ancora non finito, ha messo Agenzia Mobilità in una spaventosa situazione debitoria. AM, che come agenzia doveva essere semplicemente un organo di controllo, spinge per fusioni e ed espansioni pur di sopravvivere. La politica appoggia con il Deputato “Piuttost che nient” Arlotti: il TRC prosegue, gliel’ha detto Del Rio. Assolto per non aver compreso il fatto.
  • Palacongressi: un’altra smargiassata da cento milioni di euro che ha bisogno di varianti delle varianti agli accordi di programma, non per giustificare se stessa, ma per sopravvivere al mutuo. Succede così quando i politici cominciano a credere alle sciocchezze che loro stessi raccontano, ma nel caso specifico il destino di un’opera che doppia una struttura già in crisi era scritto … non c’era bisogno di leggerlo nella palla di marmo da un milione di euro. Per dargli respiro, mentre siamo tutti in attesa di questo gran piano per veder ridecollare il “disco volante”, ci ritroviamo una piscina che disturba una fiorente attività poco distante e delle palazzine Soviet.
  • Aeroporto: un buco superiore a 50 milioni di euro e la maggioranza pubblica di una società partecipata dispersi nel vento. Per far credere che fosse un aeroporto da un milione di passeggeri la politica ha fatto qualsiasi cosa, anche far finta di non vedere. Un bene pubblico svenduto in saldo al prezzo di una fidejussione, messa assieme con una ridda di capitali sociali di aziende che non hanno neanche incidentalmente a che fare con la gestione aeroportuale.

Solamente con questi tre esempi abbiamo accumulato 150 milioni di Euro di spreco.  Soldi pubblici, soldi privati, recuperati dal Comune,  dalla Regione, dallo Stato, non importa da dove arriva ciò che è stato buttato , quello che importa è che la Comunità Riminese ha catalizzato su di sé questi capitali e il risultato è quello che tutti possono vedere.

Ora… per una mera speculazione intellettuale provate a pensare se Rimini questa capacità di attrarre denaro l’avesse investita sugli Ultimi. Badate bene, non sto parlando di quell’assistenzialismo che mette persone disagiate a lavorare presso un’azienda, che ne ha poco bisogno, giusto per dare ad una trentina di individui il quarto di uno stipendio basso e mettere l’animo in pace ad un membro Rotary. Avete mai pensato che il ripristino della dignità degli ultimi potrebbe essere un’occasione di lavoro?  Sto pensando ad un’enorme cooperativa sociale in House, ma poi mi viene da pensare anche ai 300 mila euro  buttati nei capanni degli attrezzi Ci.Vi.Vo. ed allora è meglio aspettare che il PD finisca di cannibalizzarsi da solo.

P.S.

L’applicazione di filtri culturali è un lavoro lungo, cui dovrebbe partecipare tutta la Comunità e da cominciare a sperimentare in età scolastica. Il massimo che può fare questo post è stimolare  una riflessione, cioè far riconsiderare qualcosa che si sa già. La tendenza comune, anche se ben mascherata, è quella di percepire una persona finita in stato di povertà come qualcuno che non è stato in grado di affrontare la vita con sufficiente intelligenza e lungimiranza. La verità è che però la vita, spesso, si accanisce contro le persone in modi veramente assurdi. Essere povero non è una colpa, ma un concorso d’inadeguatezze del modello di società che promuoviamo. Consideratelo.

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@DadoCardone

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Forza Rimini

o-GENNY-A-CAROGNA-facebookIl Rimini Calcio torna tra i professionisti. Non dite che è poco. In mezzo ad una Città devastata dai fallimenti, dal degrado e dai “Fila Dritto”, la promozione della squadra del cuore può sembrare un segno del destino … o quantomeno qualcosa sotto cui riunirsi. D’altro canto parteggiare per i colori della propria città è notoriamente un atto di fede, null’altro e non mi riferisco solo ai tifosi.

Chi vi scrive è stato, in un lontano passato, l’addetto stampa di una squadra di serie D. Posso testimoniare senza timore alcuno che chi apre il portafoglio per una squadra, anche solo di quella serie, o è un pazzo o ha sicurezze che solo la fede può infondere. Beh … ci sarebbe anche un terzo caso, il vecchio gioco delle fatture di sponsorizzazione gonfiate a più non posso, ma trattasi di usanza quasi del tutto bonificata dalla crisi. Come la cronaca insegna ormai le aziende edili, quelle sopravvissute ancora in vena di malaffare, tocciano il pane solo nel grasso della politica, vuoi mettere? Un terremoto qua, un Expò di là e alla fine te la vedi con gli stessi che decidono cosa sia un falso in bilancio. Non c’è paragone.

Certo la politica del calcio invece s’interessa. Non solo per il suo ruolo istituzionale di distrattore, ma anche per quello di catalizzatore. L’esempio più eclatante è certamente  il Milan di Berlusconi, ma nelle piccole realtà il politico tifoso è come se fosse a guardia del campanile, senza però lo spiacevole effetto collaterale di dover cacciare dei ROM dalla propria città (che un giorno ti possono sempre servire per le primarie).

Anche il Rimini Calcio suscita questo interesse. All’arrivo di De Meis il prode Vitali proprio non poté fare a meno di esprimere la sua perplessità sull’opportunità che il proprietario del Cocoricò facesse anche il Presidente di una squadra di calcio. Poi forse qualcuno gli ha spiegato che la Papa Giovanni XXIII non aveva la possibilità di includere un’associazione calcio nel suo oggetto sociale ed ha cambiato idea. Se fossi stato in De Meis, data l’evidente scarsa lungimiranza dell’ex Presidente della Provincia, avrei cominciato da subito a festeggiare la promozione in serie C.

Ora però, sempre se fossi nel Presidente, sarei un tantino preoccupato giacché il Rimini è entrato nel mirino delle supercazzole Gnassiane:

650 mila euro per un manto nuovo, un’occasione di crescita comune e … più pilu per tutti.

Vabbeh. L’ultima l’ho aggiunta io, anche se a conti fatti dando una sfoltita al pelo sullo stomaco è la più facile da realizzare, perchè di solito i suoi propositi…. Non mi fraintendete, non sto assolutamente insinuando che l’ex Golden Boy porti sfiga. Solo che, non si riesce a capire come mai, tutto quello che dice in vicinanza di elezioni si realizza al contrario. Pochi esempi: Per il Teleriscaldati doveva essere fatta all’indomani della sua elezione una moratoria, dopo quattro anni sono ancora che girano per tavoli tecnici, l’Acqua doveva assolutamente restare pubblica, si era dimenticato di specificare “Hera permettendo”, il Mercato non si tocca, ma si fa a pezzi.

All’ultimo giorno utile, quello della vittoria inevitabile, lo stadio di Rimini diventa improvvisamente una strada maestra per il rinnovamento, un bel cappello sopra e via. Vi siete mai chiesti perché lo fa? Secondo me è da bocciare la semplice idea che stia cercando di ingraziarsi l’elettorato. Del Primo Cittadino si può dire tutto tranne che gliene importi dell’elettorato, si è capito da come ha disintegrato le aspettative di qualsiasi comitato si sia presentato alla sua porta, fosse anche il comitato “slim fit” per quelli che la giacca deve essere attillata”. TRCV Peep, Astronave che fuma, Rimini Uptown, Santa Giustina, Ponte di Via Coletti … non si faceva nemmeno trovare. Sicuramente i mille abbonati del Rimini non gli fanno ne caldo ne freddo, il meccanismo da capire è che se una cosa è fatta bene… l’ha fatta lui. E’ chiamata anche Sindrome di Pippo Baudo.

Attenzione dunque. Se mai nella vita di questo piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico vi trovaste tra il sogno e il segno mentre fate qualcosa di giusto state allerta: girandovi di scatto potreste trovare un Sindaco che si indica orgogliosamente il petto attribuendosene il merito. Ultimamente pare si vanti di aver inventato nuovi vocaboli equivoci in lingua inglese.

P.S.

Forza Rimini (almeno tu.)

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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Se la politica cade e nessuno la sente.

albero-abbattuto-marina-albereseTra il 1600 e il 1700 la scuola filosofica dell’Empirismo Inglese definì un nuovo ed affascinante concetto, una rivoluzione. Locke, Hume, Hobbes, Berkeley teorizzarono che l’essenza di un oggetto non è una caratteristica dell’oggetto stesso, ma sta nella percezione di chi ne ha esperienza. La mela è verde sempre … o è verde perché chi la guarda identifica in quel colore il riflesso della luce nei suoi pigmenti?

Esiste un “indovinello” filosofico che descrive perfettamente questo concetto: Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente, fa’ rumore? I pochi affezionati che mi fanno il piacere di leggere le derapate sulla mia tastiera si staranno (forse) chiedendo perché parlo di filosofia. Ebbene, anche se non sempre esplicitamente, è quasi impossibile non parlarne poiché essa è la misura della vita.

L’Empirismo, retaggio di ormai passati studi, è molto presente nelle mie riflessioni di questi giorni. Mi trovo in questa foresta, vedo i segni di questo enorme albero caduto, ma nessuno ne da notizia. Non è stato sentito? L’albero è la politica, ma tutti fanno finta che sia ancora in piedi.

La scia del suo abbattimento, sembra più danno da parassita che caduta naturale, si percepisce in ogni cosa che il politico è chiamato ad amministrare. Prendete il recente caso Lupi ad esempio, ma non consideratelo il più eclatante. Un Ministro, tanto evidentemente inadeguato al ruolo che non va bene neppure per il fondo di barile da cui pesca il Governo Renzi, si rivolge al potentissimo (quanto inefficace) Ercole, tecnico del sistema, per un posto di lavoro al figlio. Lì un po’ di rumore qualcuno deve averlo sentito. Gli apici dell’Amministrazione del Paese che mettono a rischio interessi, leciti e illeciti, per cosa? Per trovare posto a un imbecille … almeno è quello che mi è venuto da pensare, considerando  il fatto che non sia capace  di identificarsi da solo come figlio di un Ministro, cosa che gli avrebbe fatto trovare comunque un lavoro (Eddai.)

Forse non tutti sanno che tra le varie indagini, causate dallo scoperchiamento del calderone Incalza, ce n’è anche una che ci riguarda da vicino. Praticamente il giorno dopo la dichiarazione del Primo Cittadino sul TRCla palla è mia e ci gioca solo chi dico io”, sono finiti nel registro degli indagati Attilio Navarra, Luca Navarra e Alessandro Paglia, cioè Italiana Costruzioni, azienda che realizza le opere per  il metrò di costa. Agenzia Mobilità, alle prese con una fusione “salva tutto”, osteggiata però dai Sindaci Revisori, dichiara che ciò non avrà conseguenze sull’appalto del Metrò di Costa. Come non credergli, soprattutto quando il solo incidentalmente zio (Melucci) della Presidente continua a dichiarare, via Facebook, che 100 milioni di euro non potevano essere spesi più strategicamente.

Strategico. Quante volte lo abbiamo sentito usare quest’aggettivo a Rimini. Personalmente lo ritengo eco di quel rumore di caduta che pochi vogliono sentire, perché tutto quello che viene chiamato strategico fallisce o è sulla via del fallimento. Hanno fatto persino un Piano Strategico, come a far intendere che le macerie che ci circondano fanno parte di un piano (sicuramente costoso). Siamo entrati ormai nell’ultimo anno del quinquennio del “fuGolden Boy, colui che ci ha fatto passare dal sogno al segno e sicuramente ha dato segno di aver scambiato gli slogan per  realtà. Ultimamente si attacca anche a quelli degli altri. A Rimini il PD ha regalato 1000 posti di lavoro. Chi vi ricorda? Questo è rumore di caduta ed è pure forte, considerato che nessuno si è fermato neppure per un secondo a pensare che se i posti fossero reali (e non cambi di contratto) si azzererebbe la cassa integrazione.

Il problema però non è che il Taglianastri autoctono non capisca la differenza tra il segno e il sogno, ce ne sono tanti che se seguiti bene conducono un esistenza normale, la complicazione arriva quando altri si atteggiano brindando alla cultura che porterà il recuperato teatro con giardinetto, mentre il fine ultimo è riproporre un cazzo di Festival Bar in piazza Malatesta. Non che te lo deve leggere la zingara sul palmo della mano per capirlo. Basterebbe osservare. Capitan Gnassi in quattro anni di timone, senza scogli che non si sia andato a cercare da solo, è riuscito solamente a fare da airbag per Cagnoni e da apripista per Hera. Come dite? La Notte Rosa … eh beh! Il primo fine settimana di luglio è difficile da Riempire a Rimini, certo.

Il Quinto Anno, quello in cui tutte le Amministrazioni Comunali di questo sistema solare (ma suppongo anche degli altri) si giocano i Jolly, quella di Rimini fa la danza della rotonda, forma tribale di preghiera per propiziare la madre di tutte le rotonde, quella dell’incrocio di Via Montescudo. I ben informati, quelli che partecipano alle commissioni che la maggioranza snobba, ci fanno sapere che la procedura di esproprio si “dovrebbe” concludere in novembre e che solo dopo si potrebbe consegnare il lavoro alla ditta esecutrice …. Questo sempre che ANAS non abbia altre opere in giro delle quali sia già stato depositato il progetto definitivo. Tradotto: difficile che le rotonde appaiano prima della fine della legislatura. Lo sentite l’albero?

In tutto questo c’è un aspetto paradossale. La caduta che nessuno ha sentito, ma di cui si scorgono inequivocabili i segni, è avvenuta non a causa di un ostacolo, ma al contrario per via della troppa corda di cui si sono dotati e con cui si sono impiccati i politici professionisti. Nel Governo del paese, così come in quello di Rimini, è stato completamente esautorato il ruolo dell’opposizione. Così come il Governo ghigliottina e cangura dopo aver chiesto delega e fiducia, nella piccola provincia dai grossi guai, la Maggioranza boccia senza appello e senza merito qualsiasi tipo di emendamento ai suoi interessi, negandosi il “memento mori” che la Costituzione aveva giustamente previsto.

E’ veramente triste vedere ragazzetti, che se non vivono ancora a casa con mamma poco ci manca, affermare di non aver intenzione di farsi tirare per la giacchetta, mentre rimbalzano, senza motivazione senziente, istanze di chi come loro è stato scelto per rappresentare. Vien quasi da chiedersi se a papà abbiano regalato un vestito nuovo.

P.S.

La possibilità che un albero cada in testa ad un sordo è molto alta.

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@DadoCarone

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Rimining.

pinguiniCome ogni anno, ormai da 5 anni, ci stiamo avvicinando al periodo in cui il Taglianastri salta sul banco e grida: Questa la so!! Dopo aver sonnecchiato un inverno tra l’incredibile scoperta delle rotonde, la chiamata in massa ai tribunali e le manovre SalvaCagnoni eccoci giunti all’Estate.

Passare la stagione fredda, secondo l’establishment Riminese è facile, basta cambiare nome alle cose. Non stanno facendo una linea d’autobus da 100 milioni di euro, ma una metropolitana. Non hanno salvato il Palas, ma hanno dato una piscina ai riminesi. Non hanno scoperto, vent’anni dopo la loro invenzione, le rotonde, ma ti fanno filare dritto. Non esistono ettari di strutture abbandonate, ma solo effetti della crisi. Non si è formato un ghetto mussulmano davanti alla stazione, ma abbiamo favorito l’integrazione. Neppure le erbacce non sono più tali, ma erbe erranti.

Poi arriva la primavera. Una primavera particolare quest’anno perché, per la prima volta, Rimini è a rischio di non aprire il suo aeroporto strategico che, se non ve lo ricordate, portava un milione di passeggeri e un miliardo d’indotto. Anche se questi della “finanza creativa”, oramai accomodatisi, riuscissero ad aprire, hanno già dichiarato che più di 350.000 passeggeri in un anno non riescono a fare … meno del Curatore Fallimentare. Quest’anno ci saranno 650 mila passeggeri in meno e un terzo dell’indotto?

Non vi dovete preoccupare, ma non perché i calcoli che si sono sempre fatti siano palesemente sbagliati. Non vi dovete preoccupare perché le menti migliori di Rimini, guidate dalla vision di Gnassi, hanno un piano straordinario per la ripresa della Capitale del Turismo, altrimenti nota come la Miami del Mediterraneo.

Come dite? La Notte Rosa? Beh certo … quella è una grossa fetta del piano. Riempire il primo finesettimana di luglio, come fosse una missione impossibile, dà lustro. Tra l’altro Gnassi ha già prenotato una visita promozionale a Madonna di Campiglio, dove è noto che si nascondono numerosissimi fruitori della Riviera ed ha già dato il suo assenso al manifesto di quest’anno. Una carta da gioco con due pinguini rosa serviti su una pirofila in riva al mare. Ve lo giuro … ho provato con tutte le forze a reprimere la mia diffidenza verso l’aria fritta, ma l’unica cosa che ci ho visto è stato un richiamo alla ludopatia, che a Rimini ti accoglie appena scendi dal treno e una provocazione per il WWF.

Vabbeh. Meno male che il piano non si ferma qui. Quest’anno abbiamo un asso nella manica. Il Rimining. Cos’è? Non cercate su Google per carità, soprattutto se siete minorenni, potrebbero apparirvi delle oscenità. Ve lo spiego io, almeno ci provo. Secondo qualche genio del marketing, probabilmente anche profumatamente retribuito, cambiare nome alle cose paga, tanto vale farlo anche d’estate.  Per cui stare a Rimini diventa un’unica azione, stai Riminizzando …. che in Italiano è brutto e richiama la cementificazione selvaggia, di cui il partito dei signori in questione si è reso protagonista negli anni. Perché non dirlo in inglese? Il perché l’ha spiegato efficacemente un giornalista della Voce di Romagna che ha fatto notare quanto la parola assomigli alla pratica del Rimming, ossia ad infilare la propria lingua dentro un ano. Qual è il problema? In inglese, per chi lo sa parlare, esiste solo una delle due parole, indovinate quale. Tutto ‘sto pasticcio per dare il nome ad un opuscolo con le cose da fare durante le vacanze.

Ho detto opuscolo!? Scusate … non era mia intenzione. In realtà è il catalogo dei sogni e delle emozioni disponibili mentre si fa del Rimining. Un esempio? A mezzogiorno mi riminizzo una piada (uso impropriamente la parola italiana, ma lo faccio perché non vorrei mai qualcuno pensasse che io mi metta  le piade in posti contro natura), oppure mi riminizzo una bicicletta e in questo caso, data la qualità del manto stradale, c’è caso che perlomeno il sellino ci vada a finire dove non deve … anche se lo dico in italiano.

Chi vi scrive non è originario di Rimini, ma ci è arrivato più o meno all’insediamento dell’attuale Primo Cittadino. Dopo quasi 5 anni in cui sono stato ad osservare, posso dire, in coscienza e senza il dubbio di strumentalizzare, di aver assistito alla danza del nulla. Dopo 5 anni di paraventi colorati, fallimenti reiterati e inadeguatezza alla realtà non sono qui a chiedermi chi l’abbia permesso, ma quanti in effetti se ne siano resi conto. Speriamo che siano in numero sufficiente.

P.S.

L’Assessore Regionale Donini alla presentazione del Piano Strategico (ma ancora lo stanno presentando?) ha dichiarato che proprio grazie ad esso gran parte dei 90 milioni di un finanziamento europeo alla Regione saranno destinati a Rimini. A sentire come si spalleggiano vien quasi il dubbio che la raccolta di figurine di Gnassi…. la chieda l’Europa.

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@DadoCardone

 

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Va a finire che è colpa della pioggia.

10968547_10203638980316700_179762982311750524_nNota bene: questo è un post sicuramente controcorrente rispetto alle versioni ufficiali per quanto riguarda gli allagamenti di questi giorni. Perciò se rimanete male quando “papino e mammina litigano”… non leggetelo.

In questi giorni si sono lette sui social molte reazioni di alluvionati e non. Inevitabile il formarsi di due fronti. Quello di chi, avendo subito i danni maggiori,  pretende un sacrificio umano in cambio dei suoi guai e quello di chi sceglie di dare la colpa alla Natura, entità non meglio specificata che comunque risulta molto comoda per chi il proprio dovere non è capace di farlo. Praticamente il “piove Governo ladro” degli amministratori.

Chi vi scrive è da sempre convinto che definire la realtà osservando un singolo fatto è un po’ come spiare dal buco della serratura, con tutti i limiti e i fraintendimenti del caso. Molto più proficuo applicare un grandangolo che permetta di considerare ogni aspetto. Certo una combinazione di vento e acqua come quella di venerdì mattina è difficile da contrastare mentre si sta scatenando ed è per questo che bisognerebbe fare delle cose prima.

Conoscete la Commissione De Marchi? Forse solo pochi dei nostri lettori sanno di cosa si tratta e probabilmente hanno tutti una certa età. Negli anni ’70, all’indomani dell’Alluvione di Firenze, venne istituita una Commissione che predisponesse un piano per la protezione idrogeologica di tutto il Paese.  La Commissione De Marchi appunto. Il dato interessante è che i lavori della Commissione stabilirono che, per mettere in sicurezza l’Italia, ci sarebbe voluto un investimento di quello che attualmente sarebbero 40 miliardi di Euro da distribuire in 15 anni. Sapete quali sono le stime odierne? Le stesse. Sapete com’è la condizione del territorio? Peggiore.

Sembra già un po’ meno colpa della pioggia, ma proseguiamo. Venerdì seguendo la mia amatoriale passione per l’informazione senza filtri, quella che mi posso procurare da solo, ho fatto un giro per il territorio. E’ singolare come in uno dei posti più colpiti, Vergiano, l’acqua non provenisse dal Mavone alle spalle dell’agglomerato urbano, ma dalla Marecchiese. Non so se, come mi ha spifferato qualcuno a mezza bocca, dipenda dal fatto che il fiumiciattolo è stato malamente intubato poco più su delle abitazioni, fatto sta che quel territorio non riceve un paio d’ore di pioggia, per quanto forte. In altre zone mi è stato detto che i fossi interpoderali erano sporchi e che era stato chiesto di pulirli giorni prima dell’evento meteorologico.  La percentuale di colpevolezza della pioggia scende ancora un po’.

A Gaiofana, ormai ribattezzata Gaiofango, questo è il quarto allagamento consecutivo in due anni. Dubbia lungimiranza nell’opera di cementificazione, fossi sporchi, deficit strutturali degli stessi e un quartiere costruito più basso della sede stradale, che ha il vizio di diventare perfetta per il rafting, sono stati gli oggetti di diverse interrogazioni. Al terzo allagamento un dirigente comunale aveva ammesso pubblicamente, con tanto di slide, che vi si poteva porre rimedio con 200.000 euro di lavori comprendenti ristrutturazione dei fossi, canali ed altre cosette. A questo punto il delitto della pioggia comincia a sembrare preterintenzionale.

Questo è quello che si può capire andando un po’ in giro a chiedere. Poi ci sono deduzioni che, pur necessitando di mente un pochino aperta, sono in realtà piuttosto semplici. La prima considerazione è che l’acqua, nonostante quello che millantano con dei cartelloni pop alle rotonde, non va “D’insù”. I liquidi, come tutte le altre cose con un peso specifico su questo pianeta, subiscono l’effetto della forza di gravità. Roba che ti cominciano a spiegare alle elementari… avete presente no? Il tale che gli è caduta la mela in testa… Beh il sistema fognario di Rimini pretende che l’acqua ignori le forze gravitazionali ed infatti è basato interamente su pompe di rilancio e sul fantastico sistema Hera che chiude depuratori  “a mare” per raddoppiarli  “a monte”.  Con situazioni normali la cosa regge, ma non appena succede quello che è successo… ca va sans dire. Sembra quasi che questa pioggia sia vittima di un complotto.

Sarei disonesto se affermassi che, a cose fatte bene, non sarebbe successo niente. La mareggiata, quella sì, ha avuto dimensioni straordinarie. All’altezza di Ravenna dicono  si siano viste onde di quattro metri infrangersi sulla costa. E’ vero che da 30 anni (o più)  ci avvertono che il riscaldamento del Mediterraneo avrebbe portato allo scatenarsi di improvvisi eventi meteorologici di questo tipo, ma ciò riguarda più che altro il comportamento dell’umanità e non della singola amministrazione. Anche se due scogli davanti alla battigia avrebbero forse potuto alleviare il danno nella posizione in cui siamo. A Cattolica, per esempio, non è successo quello che è successo a Rimini.

Ricapitolando. Dissesto idrogeologico certificato da almeno 43 anni e per il quale non si è fatto assolutamente nulla. Cementificazione selvaggia tutt’ora in corso, basti pensare al TRC e alla zona dell’ex Fiera che poteva essere ridonata al verde invece che sacrificata per i bisogni di Cagnoni. Gestione inadatta e cura superficiale delle criticità del territorio. E’ colpa della pioggia? Lo sappiamo tutti che, come affermato dalla solita schiera di pataca via Social, il vento non si può fermare con le mani. A ben guardare però ci sono diverse cose da fare prima che il vento cominci a soffiare e una di queste è far diventare il dissesto idrogeologico una priorità imprescindibile. L’erba inglese sotto le mura è carina, ma non serve a un cazzo.

P.S.

Ai segnaposto comunali che ieri hanno annunciato via Facebook la loro volontà (dalle 13 alle 15) di visitare i luoghi degli allagamenti per (cito) “ vedere cosa è avvenuto – sul posto, non solo su fb – e per capire cosa potrebbe non aver funzionato.” Non so sappiamo se siete stati in qualche altro luogo, ma a Gaiofana avete fatto bene a non farvi vedere. A qualcuno sarebbe potuto venire in mente di fare l’esempio pratico di cosa sia un dissesto.

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@DadoCardone

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Salva Sindaci

Doveva succedere.

E’ una considerazione quasi stupida, ma dalle grandi conseguenze: il potere tende a preservare se stesso (che poi è anche il motivo per cui un terzo del pianeta mangia sulle spalle degli altri due terzi). Potremmo  scomodare  massimi sistemi di applicazione di questa legge universale, ma usciremmo dalla missione di Citizen, che è quella di parlare di Rimini, anche se poi sarà necessario partire da un po’ più in alto.

In questi giorni infatti tra gli emendamenti della legge Madia, legge delega, spunta un nebuloso nuovo comma g-quater, scritto nell’emendamento 13.500, dove in pratica si chiede al Governo di “rafforzare il principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione anche attraverso l’esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l’attività gestionale”.

Che vuol dire sta roba? Tradotto da chi ne sa potrebbe voler dire che in nome dell’autonomia dei dirigenti, i politici non potrebbero essere chiamati in questi casi a rispondere di danno erariale. Tradotto ancora meglio? Un bel salvacondotto per Sindaci e Assessori (e magari Presidenti di Provincia) che potrebbero fare una risata in faccia, magari con effetto retroattivo, alla Corte dei  Conti.

Certo, detta così, viene subito in mente Matteo Renzi, che il 15 luglio prossimo si dovrebbe fare un altro giretto dai magistrati toscani per i fatti relativi alla sua Presidenza della Provincia. Non  occorre però sparare così in alto per scoprire come il compimento di questo emendamento farebbe la gioia di un gran numero di persone, per lo più sindaci.

Eccoci a Rimini. Secondo voi qualcuno potrebbe gioire di questo regalo? Anche noi siamo forniti di Primo cittadino con annessa condanna per danno erariale, la famosa nomina di Funelli con contratto non conforme al profilo del dirigente. Non bisogna però pensare che il gioco si limiti a questo. Qualche migliaio di euro da restituire non sono un gran disturbo per una persona benestante, tanto benestante da non aver mail lavorato (pur esibendo scintillante partiva iva).

Magari ai suoi assessori scoccia un po’ di più l’esborso, ma a Rimini ci sono in gioco partite molto piùpericolose, come il TRC e l’aeroporto, che nel migliore dei casi sono incubatrici di enorme danno erariale. Se per il TRC si è mossa la magica macchina dell’Area Vasta, che tutto ingloba e tutto perdona, a costo di portare a termine il campo da bocce più lungo d’Europa, non si può dire altrettanto per Aeradria. La patata bollente, che continua ad essere passata nelle mani ormai ustionate di un sacco di autorità, prima o poi dovrà cadere a terra e qualcuno dovrà spiegare in che conto si mette la perdita di milioni di euro di proprietà pubblica di una struttura “strategica per il territorio” (cit.), mica il Palas.

L’emendamento, va detto, è così fumoso che probabilmente i decreti attuativi potrebbero persino migliorarlo, ma è chiara l’intenzione di rafforzare il principio già in uso della “esimente politica”, ossia quello che ammorbidisce la responsabilità dell’Amministratore per scelte che sono frutto diretto del ruolo. Che una cosa del genere venisse fuori da una compagine guidata da chi si considera una specie di Sindaco d’Italia era abbastanza prevedibile. Ciò però non vuol dire che non sia preoccupante, anche in considerazione dell’ormai abitudine politica di assumere un improprio ruolo imprenditoriale, senza peraltro subire le limitazioni e le conseguenze di chi imprenditore lo è veramente.

P.S.

Pare (e dico pare) che dalle parti di Air Riminum  siano partite denunce nei confronti di chi ha ipotizzato comportamenti non conformi ad una regolare acquisizione dell’Aeroporto. Sicuramente  sarà  tutto regolare, ma io l’aeroporto continuo a vederlo chiuso, nonostante tante rassicurazioni in senso contrario. Ci vorrebbe l’invenzione della “esimente cittadina” per cui lo stimolo, anche provocatorio,  non fosse punibile in quanto un cittadino difficilmente può abbandonare la sua condizione di permanente incertezza quando si parla di decisioni politiche.

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@DadoCardone

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Il Segreto di Pulcinella.

Aeroporto_Rimini-MiramareAeroporto. Sembra che il sistema Rimini stia per cadere in testa a chi l’ha creato, ma non diamoli per vinti. La legge si è presa il suo tempo perché quel casino di Aeradria sembra il vaso di Pandora, più ci guardi dentro e più ci trovi guai. Evidentemente oltre a quello che è stato detto, cose che sappiamo già, è spuntato fuori altro, qualcosa che si deve ancora decidere come trattare. Non a caso la maggior parte degli articolisti ha concluso con “non sono escluse ulteriori sorprese” ed io dubito parecchio della coscienza collettiva giornalistica.

Chi conduce le indagini ha dunque chiamato, plausibilmente con l’inchiesta, il reato grosso, quello che ti fa ottenere altri sei mesi. Parliamoci chiaro … sembra improbabile che non sappiano tutto quello che c’è da sapere sull’aeroporto. Chi è stato messo alle strette se l’è sicuramente cantata come un tenore professionista, nessuno in questa storia ha la tempra di un criminale vero (e anche quelli alla fine parlano). Forse qualche sentiero è sbucato lontano dall’aeroporto.

Quelli che guardano a Rimini senza l’illusione di trovarsi di fronte alla terra promessa, sanno benissimo cosa sia ipotizzabile. La commistione tra politica e imprenditoria ha creato Partecipate mostro, con la promessa che i soldi pubblici non dovessero  finire mai. Badate bene che non stiamo parlando solo dell’Aeroporto. La Fiera, Il Palas, Il TRC , l’Aeroporto e molti alti progetti si basano tutti sul miraggio della “Destagionalizzazione” di Cagnoni. Questo piano, che vorrebbe Rimini tutto l’anno con un’utenza simile a quella estiva, non è più valido nemmeno d’estate, poiché anche il turismo sembra ormai in metastasi avanzata da politica.

Ritornando all’aeroporto, metafora più che efficace di questo malinteso senso dell’imprenditorialità, possiamo sicuramente affermare che la sua tara esatta erano 500 mila passeggeri l’anno e ne siamo sicuri per via del periodo in il curatore fallimentare Santini ha diretto la struttura. Con quel numero di passeggeri, fisiologicamente reale, l’aeroporto finisce anche per guadagnarci. La politica di Rimini però, quella per cui  4 amici al bar decidono tutto, voleva altro, voleva almeno un milione di passeggeri con cui riempire Palas vuoti, alberghi degli anni ’50 e stupidi trasporti costieri (tutto l’anno). Si scrive indotto, ma si legge volo pindarico.

L’unico modo per riuscirci era il comarketing, tattica aggressiva e per questo vietata a norma di legge. A Rimini però, come detto, comanda l’incesto politico-imprenditoriale quello che: se vicino a “indotto” ci metti l’aggettivo “strategico” può realizzarsi qualsiasi cosa … pure che se strofini lo spritz esce il genio della lampada. Così ci si inventò Air, la partecipata della partecipata, lei sì che poteva staccare biglietti con il comarketing. In un attimo 500 mila poltroncine volanti in più, anche se vuote.

Da questo fondamentale errore che affonda le sue radici nel distacco dalla realtà e nella supponenza, si è scatenata una spirale di sbagli, per coprirne altri, un po’ somiglianti alla palla di neve dei cartoni animati, quella che rotolando diventa gigante. Ma quelli che ci hanno indicato i titoli di giornale sono colpevoli o no? Sicuramente di stupidità e inadeguatezza. Nessuno mi potrà mai convincere che chi causa un buco di 54 milioni di euro sia intelligente e a scavare questo buco hanno partecipato tutti, anche convintamente.

Il problema principale  (non che il Fellini non sia un problema vero) è che Rimini funziona tutta così, proprio come quell’aeroporto.  Forse non tutti se ne sono accorti, ma sui giornali di domenica c’era un vero e proprio identikit del sistema Rimini. Basta ridimensionare al loro vero ruolo pedine come Masini, aggiungere un Melucci e un paio di banche, ecco come funziona Rimini. Praticamente il segreto di Pulcinella, anche se preferiamo non vederlo lasciandoci distrarre da Sindaci che impiantano ruote abusive (che nei selfie vengono meglio della casa di  Rosa e Olindo).

P.S.

Air Riminum non vende le quote manco con i saldi della Befana, Gnassi improvvisamente si accontenta dello scalo di Bologna, Enac non certifica per via dei ricorsi, i lavoratori di Aeradria non possono nemmeno ritirare il modulo della cassa integrazione …. Tranquilli … l’Urp mi ha confidato che con il treno possono arrivare anche 5 milioni di passeggeri.

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@DadoCardone

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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EatRiminy

“E’ meglio avere 10 idee al giorno, di cui 7 sbagliate, che due giuste”.

A parte l’ovvia considerazione che, nel primo caso, le idee giuste sono tre e, notoriamente, tre è meglio di due, scommetto che vi state chiedendo di chi è questa perla di saggezza. Mao? Lao Tse? Tonino Guerra?

Anche mettendo un grande nome vicino a questa frase rimane  una banalità e dunque è inutile che  vi tenga in sospeso. Il pensatore in questione è Oscar Farinetti, in pratica la versione commerciale di Carlo Petrini.

A questo punto, giacché noi di Citizen trattiamo temi prevalentemente del territorio, vi devo spiegare anche cosa ha a che fare Farinetti con Rimini. Presto detto. Voci non confermate lasciano pensare che il prode Taglianastri si stia allisciando l’imprenditore, primo sponsor  e consigliere ufficiosamente accreditato di Matteo “il Bomba” Renzi. Il motivo dell’alliscio, sempre secondo i mormorii, sarebbe un posto al sole per il “nostro” Andrea, magari uno di quelli in cui ci sia meno da dare conto alla gente (che qui stiamo cominciando a scocciarlo). La speranza è legittima se si pensa che la nuova “cricca” in capo al PD è capace di spedirti una come la Mogherini  sulla poltrona di Alto Rappresentante per la politica estera Europea.

A parte le voci, Oscar ultimamente si è visto spesso da queste parti. Almeni, Rimini Street Food e servizi fotografici del’URP (Ufficio Reclame ProGnassi) ne danno prova. Rimini d’altronde è una piazza interessante perché, dopo Bologna, se esiste un posto dove il PD può imporre quello che vuole è proprio questo. A Bologna Farinetti si è già dato da fare con il mega progetto di Fico Eataly World, la cittadella del Cibo, con cui le coop si sono spartite un appalto di 40 milioni di euro. Va detto che dopo una vibrante protesta il 10% è stato lasciato anche a un consorzio di pmi artigiane dell’edilizia.., giusto per non fare indigestione.

E’ probabile che finora ci siamo salvati perché Rimini a forza di patacate, tra Paladebit, Aeradria e TRC, non riesce recuperare denari come Bologna la Rossa (‘na volta), che ci ha messo anche un patrimonio immobiliare di altrettanti 55 milioni, il Caab (Centro Agro Alimentare Bolognese). Ovviamente stiamo parlando di grandi numeri che noi a Rimini non possiamo pareggiare, se non mettendo insieme tutti i debiti di Cagnoni.

Quello che Rimini può mettere a disposizione è l’evento, specialità della casa, o qualche boutique gentilmente offerta dal Consorzio del Porto, dove far andare a male il cibo…. Lo voglio proprio vedere il Riminese che spende 30€ per una porzione di polipo con le patate “a portar via” (per dire).

A questo punto stabilito cosa Farinetti ha da offrire a Rimini e con cosa Rimini può contraccambiare è d’obbligo chiedersi se questo matrimonio s’ha da fare. Finora il fidanzamento è stato discreto… la conoscenza con gli amici comuni (Bottura),  una serata al circo (Almeni), un giro in moto (Rimini Street Food), ma poi questo è  uno che i matrimoni li fa in pompa magna e, a quel punto, son soldoni da spendere.

Oscar Farinetti è, in accordo con i risultati ottenuti, un grande imprenditore, il punto è che questa qualifica non si può negare nemmeno a uno come Silvio Berlusconi  e non per questo è per forza un guadagno se ci hai a che fare (per info rivolgersi agli Aquilani). Se dovessi comporre la carta d’identità di questo nuovo personaggio lo descriverei come un imprenditore intrallazzato con il PD, un furbo, uno che è riuscito a trovare la formula di massificare i prodotti di nicchia, azzeccandogli uno slogan e industrializzandoli.

precariDunque no, non lo vorrei a Rimini, perché qui di teste di “nicchia” ce ne sono già abbastanza. Porta lavoro? A se stesso di sicuro, ma poi in giro leggo che, per esempio, a Firenze ha prodotto una sessantina di precari, che stazionano fuori dal suo negozio assieme ai Cobas. Rimane comunque il fatto che questo tipo d’imprenditori non crea nulla, ma modifica quello che già esiste a colpi di marchio registrato. Se c’è una cosa positiva, portata da questa brutta crisi economica, è una rinnovata attenzione nei confronti del cibo, perché le persone hanno scoperto che saltando la grande distribuzione si può mangiare in maniera più sana ed economica. Cito ad esempio il grandissimo lavoro che hanno fatto quelli del Rigas di Grottarossa, uno dei gruppi di acquisto solidale più fortunati d’Italia per numero di iscritti e per la qualità dei prodotti distribuiti. Di questo abbiamo bisogno, non di uno che individua trend, gli  incolla un brand, lo atteggia a bio e poi lo vende al triplo di quello che vale… anche il prezzo fa parte del percorso etico. Detto questo il prodotto artigianale è artigianale (punto), se lo voglio vado dall’artigiano e lo acquisto, senza pagare il pizzo a nessuno.

P.S.

Le cose scritte in questo pezzo sono considerazioni personali e influenzeranno solo lievemente le due o tre persone che fanno il favore di leggermi…. Perciò Dott. Farinetti non me ne voglia se ora le chiedo anche un favore. Potrebbe, che  il matrimonio con Rimini si faccia o meno, portarsi via comunque il Sindaco? Non c’è bisogno proprio di un posto da Ministro, ma un sottosegretariato ai DJ set non si nega a nessuno.

Davide Cardone

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Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

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TAR selfservice 24h

Se la notizia sarà confermata, ma pare che lo sia, l’Ordinanza con cui il Sindaco Renata Tosi aveva sospeso il cantiere riccionese del TRC è già stata annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale in tempo record.  L’ordinanza n.68 del 17 giugno, che fermava l’abbattimento dei Pini lungo la ferrovia fino a un incontro già fissato in Regione il 30 dello stesso mese,  è stata resa nulla in neanche due giorni lavorativi … che stacanovisti questi del TAR.

Il Tam Tam social è già partito e la domanda che si propaga a velocità virale è: ma com’è possibile che il TAR, notoriamente sovraccarico di lavoro, in sole 24 ore si pronunci su una questione così complicata? Anche se si fosse considerata la parte più semplice della faccenda, ossia il provvedimento urgente e contingibile del Sindaco, elevato per motivi di pubblica sicurezza, ma trovato illegittimo, quale tipo di canale diretto bisogna possedere per farlo annullare in così breve tempo? Mossa calcolata da tempo o giudice amico?

Non abbiamo elementi per sostenere nessuna delle due tesi, ma se dobbiamo guardare le recenti pronunziazioni  del Tribunale Amministrativo Bolognese un dato certo lo possiamo ricavare: il TAR di Bologna è statisticamente sfavorevole ai comitati cittadini della Provincia Riminese.

Il Comitato contro il Teleriscaldamento, dopo aver costretto il Comune di Rimini a un provvedimento congiunto (se no altro che 24 ore), si vide respinto il ricorso senza che si entrasse nel merito della questione. Secondo la sentenza semplicemente non erano un’entità cui fosse attribuibile un simile atto. Una questione formale che, però, non li esentò dal pagamento di più di 25 mila euro di spese legali.

Prima dell’estate scorsa anche un’altra questione arrivò nelle aule di bologna. Il ricorso del Comitato Riminese contro il TRC, sostenuto da una stringente tesi accusatoria contro Agenzia Mobilità, elaborata dall’Ing. Gallini, fu prima accettata da un giudice e poi bocciata da un altro, per un altro caso, ma tanto bastò.

Anche i cittadini riuniti per la questione del V Peep hanno recentemente ricevuto il dubbio di Erode in risposta al loro ricorso. Il Tar si è infatti dichiarato non competente per la materia in oggetto, come dire … me ne lavo le mani.

Ora il nuovo caso, un’ordinanza contingibile urgente respinta con urgenza, mette ancor di più in ambasce i cittadini che il Sindaco, va detto, rappresenta nella loro totalità e di cui è il primo responsabile per la pubblica sicurezza. Sicuramente l’analisi di queste poche righe si può migliorare, ma il quadro generale restituisce ai cittadini un dubbio preoccupante e per capire quale sia questo dubbio basta leggere i post degli interessati sulle pagine dei social. In molti rilevano disparità, non si sentono garantiti e lo esprimono senza mezzi termini.

Cosa succederà ora? I cittadini di Riccione bloccheranno di nuovo il cantiere? Sempre per amor della statistica: la cosa funziona quando si è veramente in tanti.

P.S.

A volte non basta nemmeno non votarli più per toglierseli di torno.

Davide Cardone

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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L’eredità del Sindaco.

La neoeletta Sindaco di Riccione Renata Tosi, all’indomani della sua elezione, riceve,  come da  bonton, complimenti  trasversali proprio da tutti. Bisogna ammettere che l’impresa c’è stata, 70 anni di dominio di una singola parte assomigliano di più ad una maledizione che ad una continuità politica e la Tosi l’ha spezzata partendo da un lavoro d’opposizione durato anni.

Sono proprio tutti complimenti? No. E’ il caso, neanche a dirlo, dell’amabile Primo Cittadino di Rimini, che non perde neanche un attimo per stizzirsi e mettere in chiaro che Renata non fermerà il TRC e che lui nel 2016 vincerà di nuovo. Un atteggiamento che chi  vi scrive conosce bene, infatti anche il mio gatto si gonfia tutto quando ha paura e di paura, Gnassi, non il gatto, fa bene ad averne. Poche ore dopo le elezioni il nuovo Sindaco di Riccione ha fatto bloccare le motoseghe che si apprestavano ad abbattere i 200 pini sul percorso riccionese del TRC e ha dato indicazioni (secondo quanto dichiarato) agli uffici preposti per fermare tutto.

Una determinazione che la Giunta di Rimini ha già conosciuto con il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli e la questione dell’inceneritore. Ricordo, perché vi ho assistito di persona, una poco ospitale Sara Visentin basita di fronte ad un ordine del giorno che la Sindachessa andò a proporgli fin dentro al Consiglio Comunale. Quella volta, nel caratteristico stile spocchioso dell’Amministrazione riminese, l’Assessore all’ambiente aveva rifiutato di partecipare all’Ordine del Giorno contro l’inceneritore che aggregava i comuni della Provincia. La scusa fu che Rimini ne stava preparando uno suo. Vero. Il documento apparve diverse settimane più tardi, dopo aver superato il controllo di Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco e uomo Hera nel Comune. Ovviamente il documento non presentava nessuna caratteristica che ne giustificasse l’attesa.

Dunque un accerchiamento al femminile. Donne determinate che, qualsiasi sia la loro convinzione politica, hanno poche remore nell’andare contro il sistema.. cosa che non si può dire dell’Establishment Piddino e Riminese in particolare,  in affidamento totale  al potere costituito.

L’unica speranza del Sindaco di Rimini sembra essere quella di rendere inappetibile l’amministrazione della città e bisogna dire che ce la sta mettendo proprio tutta. A meno di uno sprint finale, di quelli che non ti aspetti, i primi tre anni del Mandato Gnassi lasciano un’eredità pesante a chi verrà dopo, sempre che i riminesi non decidano di riconfermarlo per una bella eutanasia di massa.

Chiunque verrà dopo si troverà una Rimini con un aeroporto portato al fallimento da fatti penalmente molto rilevanti. Cospicue quote cittadine buttate al vento per la vanagloria di chi non si è accontentato di una struttura di piccola-media importanza e che ora pare destinata a diventare la porta di servizio del Marconi di Bologna.

Lo sfortunato successore dovrà ereditare anche i patti fatti con il Diavolo. A Rimini infatti anche le cose che sembrano fatte per bene nascondono ombre pesanti. L’unica soluzione considerata per le fogne, ve ne erano altre, è stata quella targata Hera che rifà il look alle strutture, che comunque le resteranno in affidamento per chissà quanti anni, in carico alle bollette dell’acqua di tutta la provincia. Inoltre, considerata la gratitudine che le si dovrà per aver tirato fuori dal cilindro una soluzione compresa di risorse, sicuramente il fidanzamento si sarà arricchito di altri progetti. E’ il metodo Hera: al costo di qualche piccola condanna per sfruttamento di posizione preminente sul mercato lega tutto al suo inarrestabile piano industriale. Un piano per cui, ad esempio, sebbene il territorio si scopre virtuoso nella differenziata non ne ottiene vantaggi in termini tariffari e nemmeno per diminuita massa bruciata. Hera porta immondizia da fuori perché il piano dice che il giocattolo deve girare sempre a pieno carico per un insalubre, ma robusto, guadagno. Per sapere poi quanta parte della nuova struttura fognaria di Rimini andrà a coprire, casualmente, anche le necessità che Hera ha in altri territori della Provincia (o immediatamente adiacenti) ci vorrebbe un giornalista, ma a Rimini…. Solo a me è sembrata strana la chiusura del depuratore a mare per concentrare tutto sul quello da potenziare a monte? Nelle ultime lezioni di Fisica delle Superiori avevo capito che l’acqua tende a scendere per effetto della forza di gravità, che pare essere molto più economica delle pompe di rilancio. Senza contare poi l’enorme disagio procurato agli abitanti di Santa Giustina. Dimmi chi voti e ti dirò se ti puoi lamentare.

Purtroppo l’eredità non sarà solo questa, anche se unita ai costi di gestione dell’autobus più stupido e costoso del mondo basterebbe per preoccuparsi seriamente. I Potentati Riminesi  ormai, anche se giocano piuttosto male, sono sempre lì per portarsi via la palla e non far giocare più nessuno. E’ il caso di SGR che, con l’ing. Bruno Tani al comando, nonostante abbia riempito Rimini dell’obsoleto e costoso (per gli utenti) sistema del Teleriscaldamento, ha comunque avuto in premio, o comunque a prezzo di saldo, il monopolio assoluto delle reti gas Riminesi. E’ anche il caso del sistema fieristico di Lorenzo Cagnoni. In realtà sarebbe più corretto dire che l’azienda è pubblica, ma Tutankagnon, con Acquarena, ha recentemente dimostrato che a Rimini si fa quello che dice lui. Così la millantata lotta al cemento del Sindaco Giovane è stata messa in standby per un bel centro commerciale in via della Fiera, un Armageddon urbanistico.

Proprio l’urbanistica sarà l’eredità più pesante di questo periodo di immobilità, dove le esigenze sono cresciute, ma non le soluzioni. Il regime di Salvaguardia (transizione dal PRG al PSC in cui convivono entrambi i piani regolatori) sembra essere diventato la normalità e nemmeno le slides, che vediamo vorticare dal primo giorno di mandato, restituiscono un’adiacenza  fluida tra la Rimini cara la Sindaco e quelle due inutili appendici che sono Rimini Sud e Rimini Nord. Si potrebbe pensare ad una Amministrazione con la passione per il Centro città, ma del centro fanno parte anche i borghi e Borgo Sant’Andrea è lasciato alla deriva, sempre che non si voglia considerare il parcheggio da 10 posti in via Cignani una soluzione urbanistica. Purtroppo gli abitanti del Borgo, da cui lo stesso Sindaco è migrato, non hanno un ponte da far cadere per attirare sufficiente attenzione.

Una nota particolare merita il turismo. La rendita della Notte Rosa è finita. Il turismo di Rimini, con buona pace di Ermeti e Rinaldis, per prezzi, offerta e clientela è da fondo del barile. Certo che le due/tre feste estive si riempiono e si riempiono anche le spiaggie, da un certo periodo in poi (che comincia sempre più tardi e finisce sempre più presto), ma di cosa? Località non troppo distanti da noi hanno fatto scelte precise. Cesenatico, ma anche Cattolica  hanno scelto di puntare alle famiglie e, perlomeno nelle dichiarazioni, lo ha fatto anche il nuovo Sindaco riccionese che si appresta a dare un giro di vite al Marano. E’ vero che Rimini è più grande da riempire, ma  proprio per questo gli interventi debbono essere di sistema e non di ostentata immagine come piace tanto a chi tiene la stecca oggi. Se su tutte le altre cose nessuno aveva un’idea precisa di cosa aspettarsi da Andrea Gnassi, molti avrebbero scommesso sull’intraprendenza del Ministro del Turismo e avrebbero  perso. Due, tre feste, di cui una praticata da tutta la costa ed un’altra (Molo Street) per cui i pescatori stanno ancora chiedendo i soldi… per il resto siamo quasi una colonia balneare per scuole dell’Est, tranne Rimini sud… quella è una colonia penale.

Si capisce, si è capito, che le intenzioni erano altre. Con la scusa del TRC chiudiamo il lungomare, investiamo sulla zona pregiata di Rimini (il triangolone compreso tra Ponte di Tiberio, Piazzale Fellini e Porto), al centro riapriamo il teatro. Molo del Welness, ristoranti con apparizioni show di Bottura & friends, locali, alloggio e divertimento in zona totalemente pedonabile. Bello… se lo fai a Riccione, o Misano,  o Porto Verde, o Cattolica, ma in una città di 150,000 abitanti lunga 20 km sono in parecchi a rimanere fuori dalla Vision (a voglia di produrre slides per spiegarglielo).

Poi bisogna fare i conti con la realtà e l’eredità è inequivocabile. Partecipate svendute, quando non fallite, una ciclabile soppalcata (cit. Massimo Lugaresi), scelte urbanistiche devastanti, offerta turistica consunta e concentrata su sparute occasioni, politiche ambientali inesistenti, fogne a strozzo, clientele potenti, cittadini scontenti. Fa bene Gnassi ad aver paura, ci vuole incoscienza per essere sereni e lasciare in mano ad altri una situazione del genere, anche se il destinatario del testimone sarà, come dalle manifestate aspettative, egli stesso.

P.S.

Pizzarotti di Parma dopo aver drasticamente ridotto il pauroso debito, non solo per quanto imposto dalla spending, ed aver messo a dieta l’inceneritore, ci ha preso gusto. In questi giorni ha deciso di cominciare il percorso di “Comune Virtuoso”, non facile per un comune di quelle dimensioni. Qualche Parmigiano storce il naso e si dichiara sotto dittatura… forse preferivano essere governati direttamente dalle patrie galere dalla precedente giunta. Vengano a Rimini, qui si balla.

Davide Cardone

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Riccione è fuori dal TRC

Non sappiamo se sono nodi, ma qualcosa al pettine c’è arrivato. A Riccione Renata Tosi sbanca il tavolo e stronca sul nascere le ambizioni di Fabio Bretella Ubaldi.

La vittoria, inoppugnabile, si può leggere in diversi modi. C’è chi la vedrà dal punto di vista dell’affluenza, minore del primo turno, ma non bassa come in altre località, c’è chi la analizzerà unicamente come sconfitta PD e c’è chi, come noi di Citizen, preferirà sottolineare l’effetto domino.

Quello di Riccione è semplicemente un voto di alternanza o una vera e propria scelta di rottura? Ricordiamo che il voto a Renata Tosi ha due destinazioni: una sono le liste apparentate Forza Italia e Fratelli d’Italia, notoriamente praticanti delle larghe intese, l’altra è Tosi stessa che, con Noi Riccionesi, si è proposta con una scelta di discontinuità.

Cosa può fare un nuovo Sindaco per dimostrare di essere differente da un qualsiasi segnaposto PD (sebbene provvisto di bretelle)? Tanto per cominciare potrebbe rispettare le promesse elettorali e noi, chissà come mai, ne ricordiamo solo una: con Renata, Sindaco, Riccione esce dal TRC a costo di appiopparsi 50 milioni di euro di rimessa. Si lo sappiamo …. Successive dichiarazioni della stessa Tosi definiscono la volontà di appiopparsi il debito una boutade, ma non fanno lo stesso con l’opera del TRC.

Dunque partendo dal presupposto che il Neo Sindaco di Riccione, colei che ha rotto  più di 60 anni di dominio della sinistra, non voglia come primo atto disattendere l’unica promessa elettorale che la gente in effetti ricorda, possiamo senza alcun dubbio annunciare:

Riccione è ufficialmente uscita dal TRC.

Così il percorso dell’autobus più stupido e costoso del mondo viene meno di qualche Km… per non parlare poi del senso e dell’utilità. Già prima collegava due stazioni già collegate e nessun altro punto strategico (so che vi piace quando uso questo termine), ora neanche quelle. Cento milioni di euro spesi per collegare il niente. Poco male perché secondo le convinzioni del Consigliere Comunale di Rimini Enrico Piccari (PD) il TRC “è servito per fare i sottopassi”. Meno male.

Paradossalmente un sospiro di sollievo dovrebbe tirarlo  l’Ing. Dal Prato di Agenzia Mobilità. Di recente era stata imposta alle spese una cura dimagrante di circa dieci milioni di euro, in modo che Riccione non si potesse lamentare di soldi che non poteva spendere. La “dieta”, imposta dall’alto, aveva reso le cose difficili in un modo che nemmeno la nuova Presidente, giovane e brillante manager solo casualmente nipote di Melucci, avrebbe potuto risolvere (l’ultimo periodo è da leggere in tono ironico ovviamente). Adesso, a quanto ne sappiamo, Riccione in ogni caso non ci sta e dunque che senso hanno le strette di cinghia?

P.S.

Il Movimento 5 Stelle di Riccione ha lasciato libertà di coscienza nel voto al ballottaggio e, a quanto pare, quei voti liberi hanno scelto di dare fiducia alle promesse di Renata Tosi. In campagna elettorale si è discusso a lungo sulla paternità della battaglia NO TRC, ora si vedrà se oltre alle magliette verranno stampate anche un po’ di risoluzioni in carta bollata.

Davide Cardone

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Consiglio Prostituito.

Dunque. Per fare in modo che questo articolo sia efficace, cari lettori affezionati, ho bisogno della vostra collaborazione (si di tutti e due). Queste poche righe farebbero sicuramente la fine del Consiglio Tematico sulla Prostituzione di ieri sera se non fossero in grado, come è appunto successo nell’occasione, di individuare un livello di discussione condivisibile su più piani. Ieri ognuno parlava di cose diverse, probabilmente senza neanche rendersene conto.

La collaborazione che vi chiedo è semplicemente l’uso dell’immaginazione. Fate un respiro profondo, rilassatevi e immaginate quello che vi sto per descrivere. Siete in un quartiere residenziale. Non uno di quelli con i condomini, un bel quartiere di villette singole come se ne vedono tante nei telefilm d’oltre oceano. Le strade sono pulite e incorniciate da alberi, ogni casa ha il suo giardino verde, con l’erba ben tagliata ed un sacco di fiori profumati. Ci sono molti bambini che giocano tranquillamente sia nei giardini che nei marciapiedi. Le mamme si intrattengono sorseggiando Tè sotto le verande ben curate e chiacchierano tra di loro per nulla in apprensione, sanno che i figli sono al sicuro. Le macchine dei mariti che tornano dal lavoro tengono il passo d’uomo. Se proseguite per uno qualsiasi di quei viali arriverete ad una piazza nel cui centro sta una magnifica fontana. Ci sono persone che entrano ed escono da tutti i negozi che contornano la piazza salutandosi cortesemente ogni volta che incrociano i percorsi, anche se si incontrano più volte, sempre con il medesimo sorriso. Intorno alla fontana ed ai suoi giardini ci sono giovani fidanzati che mangiano un gelato, amiche del cuore che si raccontano segreti e adolescenti che, non trovando il coraggio del primo passo, si scambiano sguardi e rossori.

Lo vedete? Bene… adesso in mezzo a tutto questo piazzateci una Prostituta che mette in mostra la “merce” e ammicca ad ogni passante. Stona? Riuscirebbe mai ad agganciare un singolo cliente? Quanto durerebbe?

E’ chiaro che per esercitare la prostituzione in un posto così bisognerebbe usare un altro approccio, magari più discreto, magari bisognerebbe che lo sapessero solo gli interessati. Il nostro problema è che, usando l’immaginazione, nell’idilliaco quartiere abbiamo messo l’unico tipo di lucciola che conoscevamo, quella autoctona di Rimini.

A questo punto però viene spontaneo chiedersi: perché a Rimini non stona? Voglio dire.. forse qualche 15enne potrebbe sentirsi emozionato e confuso nel capire quale sia il mestiere di tutte quelle ragazze ai bordi delle strade, ma il resto di noi prende nota e passa avanti, tanto che sarebbe più da raccontare l’aver visto un uomo a cavallo.

Il fatto che una prostituta non faccia né caldo né freddo, fino a che non viene ad abbassarci il valore della zona dove abbiamo comprato casa, dovrebbe farci pensare a che tipo di anestetico ci devono aver fatto ingoiare per farci andar bene un degrado come quello di Rimini. Droga, Mafie, Corruzione, Cementificazione, Abusivismo, Inquinamento, Emarginazione, Indifferenza, Crisi economica e di valori… molti sono convinti di essere immuni dalla Rimini Fantasma che inghiotte tutto e tutti, ma non è così.

Dunque la parola magica è Degrado. Questo è il livello che unisce la prostituzione a tutti gli altri mali di Rimini, non che la nostra sia l’unica località contagiata, ma qui è particolarmente agevole vedere chi favorisce una situazione del genere. Un cittadino anestetizzato, quello che vorrebbe chiudere tutte le prostitute in una casa chiusa per non pensarci più, fa comodo ai mediocri che possono guidare la Società senza essere considerati tali ed allora ecco: inutili autobus che sventrano il territorio e che giovano solo a chi li ha progettati, Manager che fanno buchi da 100 milioni di Euro per poi chiedere disinvoltamente pezze di cemento che danneggiano la comunità, Aziende che si comprano il Monopolio di un servizio a prezzo di saldo, la Mano Pubblica che disintegra un aeroporto e poi si indigna se la Procura ne chiede il fallimento, un Sindaco che in due anni e mezzo di legislatura si vanta di aver prodotto delle slide colorate, mentre il turismo, primo bene della sua città, chiede una camera, tre pasti e una gita a 20 euro.

Potremmo continuare, ma ci fermiamo qui. Ieri sera c’era un Consiglio Tematico che voleva mettere un ulteriore freno al Degrado con idee certamente non risolutive (niente potrebbe esserlo proprio per il ragionamento fatto fin qui), ma di segno pratico, una bandiera nella terra di nessuno. Di cittadini, sebbene il problema sia di molti, ce ne erano pochi… la maggior parte sognava una casa dove chiudere tutti i problemi.

P.S.

Usare un divieto di fermata come dissuasore di contrattazione è stato giudicato dagli esperti di prostitute impraticabile. La motivazione (giuro): non si può distinguere uno che sta chiedendo un’informazione da uno che cerca sesso a pagamento. Beata ipocrisia e sogni d’oro.

Davide Cardone

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Ma… la lotta al cemento?

E’ bastato aspettare un anno o poco più sulla riva del fiume ed ecco il cadavere del nemico passare davanti al Movimento 5 Stelle di Rimini che, a dire la verità, ha dovuto pure operare una cernita. Quando la politica è portata avanti solo con i proclami c’è un “morto” ad ogni riprova dei fatti. Nel caso particolare il cadavere avvistato è quello della millantata lotta al cemento.

 Era fine marzo 2013 quando il Primo Cittadino si autoproclamò paladino del territorio pronto a qualsiasi cosa pur di impedirne in consumo. Nella realtà dei fatti la guerra santa era solo rappresentata, come in molti avevano intuito e, per questo, i Consiglieri del Movimento avevano scelto di non partecipare alle votazioni di quei giorni, per ribadire l’estraneità a dei processi che apparivano piuttosto ambigui.

Ci fu un accusa e un grande spreco di proclami sui quotidiani e sui social network. I Pentastellati vennero accusati di essere il partito del cemento, per non aver appoggiato i tagli di Gnassi, e di essersi nascosti nel bagno, per non aver partecipato alla votazione. Oggi, con la variante Aquarena, un centro commerciale travestito da piscinetta, cade l’ultimo velo che nascondeva le cose non dette in quei giorni.

Il Palas, imposto in via della Fiera da Cagnoni, dopo che la Fiera era stata spostata da quella posizione per ragioni urbanistiche, rivela il suo limite di struttura doppia e mal posizionata. Il problema degli errori di questo tipo è che poi però sono i cittadini a pagarli e non chi ha scelto prepotentemente di sbagliare. In perfetta linea con gli ideali del Partito Democratico invece di rimuovere il responsabile si sceglie oggi di agevolarlo ancora una volta con la manovra “Salvapalas”, anche se pubblicamente la si vorrebbe spacciare per piscina comunale.

I terreni dell’EX auditorium, di proprietà della Fiera, devono essere venduti per pagare le rate ad Unicredit, mutuo impossibile da pagare con la gestione fallimentare di cui Rimini è testimone. Ovviamente, perché quel terreno sia interessante per qualcuno, bisogna che sia possibile costruirci sopra  in barba a qualsiasi dichiarazione fin qui fatta e, mentre  appena un anno fa si faceva appello alla Santa Inquisizione per un semplice cambio di destinazione d’uso, oggi i mattoni sono parte integrante nel futuro del famoso anello verde (qualsiasi cosa esso sia).

Inutile dire che l’importante non è quello che questa Giunta fa, ma come il nostro Sindaco appare e, a copertura di questa ennesima contraddizione, si tentano giustificazioni prettamente mediatiche. Così la manovra Salvapalas è semplicemente una piscina da 25 metri e l’attenzione viene spostata su Borgo San Giuliano con nuove ed entusiasmanti slide che pare (e dico pare) Gnassi abbia colorato personalmente con i suoi pennarelli rossi e verdi.

E’ singolare come Cagnoni sia tanto riservato quando il Movimento gli chiede i compensi dei Manager, ma contemporaneamente  così pronto a condividere quando la cittadinanza deve sottoporsi ad una bella colata da centro commerciale per trovare riparo ai suoi passi falsi. Comunque ieri mattina, nella commissione che avrebbe dovuto precedere l’immediato passaggio in Consiglio Comunale, il Primo Cittadino ha evitato di farsi vedere e non è stato neanche chiamato come Luigi Camporesi ha ufficialmente chiesto. Un’assenza che non deve aver fatto troppo bene al maldipancia della Maggioranza, tanto è vero che la delibera è stata rimandata (forse fino al giorno in cui tutti si sentiranno di fare una figuraccia)

P.S.

A proposito di passi falsi… il presidente di Convention Bureau, i geniali gestori del Palas, oggi dichiara sui giornali che per salvare la struttura stanno pensando, con il Comune e Agenzia Mobilità, di potenziare la linea 11. Ma…. Il TRC non era già dovuto a questo? Aspettate un attimo che guardo se sono avanzati 100 milioni di Euro per una ovovia che colleghi le fiere (potrò progettarla anch’io una stronzata o solo gli altri si possono divertire?).

Davide Cardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

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Mi ero preparato sull’Egitto…

Ognuno di noi, ne converrete, ha avuto almeno un compagno di classe che, durante tutto il ciclo scolastico,  era famoso per essersi preparato su un solo argomento. Io ce l’avevo e l’unica cosa che avesse mai studiato erano gli egiziani. Ovviamente gli egiziani venivano insinuati  qualsiasi fosse l’argomento d’interrogazione, persino la Rivoluzione Francese. Gli bastava un piccolo gancio tipo che Napoleone era andato a bersagliare a cannonate il naso della Sfinge (falso storico) e alè.. diventava un trattato sugli egiziani.

Il mio compagno egittologo mi è venuto in mente proprio stamani perché leggendo i giornali, in questo primo rodaggio estivo offerto dalla Pasqua, mi sono accorto che il nostro Primo Cittadino è saltato in piedi sul banco gridando: QUESTA LA SO!

Dopo l’ennesimo inverno passato al focolare del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia) è tornata la sua stagione e si è ringalluzzito. La sua “traiettoria”, parola che ripete ossessivamente da quando qualcuno (probabilmente l’azienda di soggiorno di Friburgo) gli ha impedito di nominare la località teutonica, lo porta dalle ordinanze contro l’affollamento  delle abitazioni a proposte di legge sui canoni demaniali personalmente inviate a Roma, saltando malamente i suoi parlamentari di riferimento.  Pare che stia addirittura cercando di “deombrellonizzare” la Riviera… o forse usando termini del genere sta solo cercando di attirare l’attenzione di Crozza.

Per inciso: il mio compagno di scuola non è diventato un egittologo e non vedo perché uno che ha studiato solo la Notte Rosa debba fare il sindaco. Nella Rimini destagionalizzata i problemi durano tutto l’anno, avere un Primo Cittadino che praticamente fa la stagione è un bel controsenso, lo dimostrano la paralisi sulle questioni importantissime di Rimini (leggasi mobilità) e la scarsa incisività su partite come lo sfacelo portato dalla difesa dei soliti interessi Riminesi. Le folli spese di Aeradria, Palas, TRC, sono li a suscitare un : Cui Prodest?

Chi vi scrive una certa idea se l’è fatta, ma, onde evitare denunce, si limita a constatare i fatti e ad esercitare il suo costituzionale diritto di critica. Che il Sindaco e il Presidente della Provincia siano indagati per aver malinteso la portata dei loro poteri (vedi lettere di comarketing) è un fatto, ma non è il solo indicante gestione grossolana della cosa pubblica, se dopo questa sia causata da imperizia, disinteresse, o altre volontà non sono io a doverlo stabilire. Fatto stà che  l’atteggiamento alla “va la che va ben” potrebbe aver lanciato messaggi sbagliati.

Un esempio su tutti. Avete presente Massimo Masini? Il Presidente di Aeradria, nonché responsabile formale della sua fine? Dai… quello che nonostante sia stato sfiduciato dal Consiglio Comunale di Rimini è rimasto al suo posto per due concordati fino a conclamato fallimento? Esatto lui. Bene… costui si voleva far mettere tra i creditori di Aeradria per  109.783,96 € (anche i centesimi ci ha messo).

Ma non è mica il solo eh! Tra pretese individuali e societarie, fra cui anche istituti di credito,  c’è da fare interessanti scoperte. E’ il caso di Deloitte & Touche Spa, revisore dei conti, che i conti li dovrà fare senza gli 89.433,38 €  di parcella richiesti perché, secondo il curatore fallimentare, si è limitata a rilevare solo in parte le gravi carenze dei bilanci non ottemperando al compito assunto.

Lo stesso vale per l’intero collegio sindacale: Giuseppe Selvaggi (1.656,30€), Roberto Serrentino (31.858,12€), Fabio Faternali (87.426,97), Giovanni Aurigemma (22.842,78€) e Giovanni Benaglia (108.267,80€). Nessuno, per il Dott. Renato Santini, deve avere niente, perché tutti colpevoli di varie omissioni, tra cui l’adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale.

A chiedere soldi ci hanno provato un po’ tutti, anche chi era palesemente meglio che non lo facesse e per cifre anche molto più alte. Anche Riviera di Rimini Tour e Air, le due società che avevano fatto esclamare al Procuratore Capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, “Ormai è una specie di farsa. Che Air e RdR fossero un  tutt’uno con Aeradria è noto.” , erano in fila rispettivamente per 8.168.114,00€ e 332.371,86€. Salute. Tra le già fallite ci  prova anche WindJet con 17.046.378,22€, ma non ci riesce nemmeno lei.

Che dire poi degli istituti di Credito? A parte Carim che non avrà i suoi 8.765.959,36€, perché ritenuta corresponsabile del dissesto, si leggono vere e proprie meraviglie di magia creditizia come quella di Banca Carige che, per il Curatore, non deve avere 1.396.194,55€, perché la richiesta manca della prova dell’avvenuta erogazione. Come sia possibile non lo voglio nemmeno sapere.

Tutto ciò, secondo chi scrive, rivela l’esistenza di una cultura secondo cui, anche se non si è capaci di fare il proprio lavoro o non si è voluto farlo nella maniera corretta, non si è disposti a mollare l’osso neanche dopo le estreme conseguenze. I fatti ci parlano di questo. Ritornando alla metafora iniziale se pure a scuola l’alunno monoargomento poteva risultare simpatico e addirittura trovare la comprensione di qualche insegnante misericordioso, poi nella società civile non si può permettere che uno, preparato solo sugli egiziani, decida  per milioni di euro… sarà un disastro annunciato.

P.S.

Oggi interroghiamo….. Gnassi venga lei, ma l’avverto non mi parli della Notte Rosa, se no le metto 4.

Davide Cardone

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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Effetto Parlamentare in Visita

Certo.. non sarà come quando Obama o la Regina d’Inghilterra arrivano a Roma, ma anche a Rimini quando arrivano delle personalità un po’ di pulizie si fanno.

Oggi, come qualcuno già saprà e non certo grazie alla stampa locale, in via Serra atterreranno i 12 Parlamentari +1 (Giulia Sarti) del #noncifermatetour. Improvvisamente Agenzia Mobilità (o chi per lei) si è ricordata che di fianco a casa Moretti c’erano ancora le reti dell’occupazione provvisoria, il cui permesso è già scaduto da mesi.

Dunque in fretta e furia dei solerti operatori si sono affrettati a smontarla proprio questa mattina.

P.S.

“Ma con il potere che ha il Diavolo.. si potrebbe anche sprecare a farli due cazzo di coperchi.” (cit. Kazzenger di Crozza)

Davide Cardone

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Sull’abusivismo e i suoi rimedi.

Si avvicina l’estate. I bagnini, altrimenti noti come operatori balneari,  cominciano a sgranchirsi pronti a mettersi all’opera per una nuova estate.  Gli alberghi, sia affittati che gestiti dai proprietari, cominciano a dare aria alle camere.

Intanto al nord  a migliaia di extracomunitari, licenziati dalle grandi fabbriche che falliscono o delocalizzano, viene prospettata un’estate di lavoro a…. Montecarlo? No li no che non li fanno nemmeno scendere dal treno, meglio Rimini, li è già tutto organizzato. Eh si. Chi pensa che i “Vu’ Cumprà” appaiano all’improvviso, si è fatto un bell’inverno di letargo e comincia ad innervosirsi solo nell’imminenza dell’inevitabile.

“Ci vogliono più vigili.”, “Ci vuole sorveglianza privata”, “Bisogna annullare il permesso di soggiorno”.

Tutte sciocchezze, a guardare il mondo attraverso un buco di serratura si perde un bel po’ di prospettiva. E’ così  si considera il problema solo quando l’estate è alle porte,  guardando esclusivamente alla battigia e si pensa a questi poveri Cristi come se potessero rispondere secondo i nostri problemi e le nostre contingenze.

Siamo sinceri, vi va?

Alla maggior parte di queste persone non importa nulla del permesso di soggiorno, perché la loro prima preoccupazione è dare da mangiare alla famiglia, tantomeno gli frega di essere mandati via una volta al giorno da un vigile. Poi ultimamente hanno scoperto di avere un certo peso numerico (li avevate mai visti Senegalesi e Bangladesi sfilare mano nella mano?). L’unica cosa di cui questa gente ha bisogno è di qualcuno che li organizzi, gli trovi da mangiare, da dormire e merce da vendere. A Rimini lo trovano.

Chi glielo dà? I Riminesi ovviamente, chi altri?

Adesso non scandalizzatevi con dei “Chi iooooo?!” sdegnati. Se si vive in una comunità il disinteresse di alcuni è colpa di tutti. Quanta gente gira la testa dall’altra parte perché un migliaio di persone possa arrivare in spiaggia dopo aver dormito, mangiato, ritirato la merce con tanto di distribuzione di postazioni? La spinta ad interessarsi delle cose che colpiscono direttamente il portafoglio e a lasciar perdere tutto il resto è in istinto fortemente radicato. A Rimini sono state perse e si stanno perdendo battaglie di civiltà per disinteresse della Comunità. TRC, Santa Giustina, Rimini UpTown, Teleriscaldati, Centro Storico, A14, Aeroporto, Turismo, Ponte Coletti, debiti delle Partecipate e chi più ne ha più ne metta. Tutti compartimenti stagni con il beneplacito della politica locale che rimarrebbe schiacciata da una comunità solidale.

Discorso astratto?

No, la legalità è un abitudine con effetti reali sulla vita di una comunità, far finta di niente non la favorisce. Rimini attualmente, per chi non se ne fosse reso conto, è flagellata da droga, prostituzione, abusivismo, emarginazione, inquinamento, degrado urbanistico.  Molti ritengono che questi siano problemi che dovrebbero essere risolti da chi Amministra, ma se non hanno eletto Rudolf Giuliani che senso ha questa aspettativa? Cosa ci si aspetta dal Sindaco Rosa? Che si metta in testa ad un dj set viaggiante e come novello pifferaio conduca gli extra comunitari fuori dalla città? Attenzione che sta facendo esattamente il contrario: visti facili e passaggi economici per popolarci di cinesi e indiani…. Basta che alimentino la leggenda dell’Indotto, assoluzione plenaria ai disastri delle partecipate.

Trovo abbastanza inutili anche le convocazioni in certe assemblee cittadine di chi è già intestatario formale del problema. Deputati, Assessori, Consiglieri del PD, Questore e Prefetto, se avessero potuto fare qualcosa l’avrebbero già fatta e se gli fossero utili considerazioni di chi si sveglia a metà marzo le avrebbero già chieste.

P.S.

Il pesce puzza sempre dalla testa.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Esproprio si, Esproprio no, la Terra dei Cachi.

20140113_103751Per essere sinceri… dopo la vicenda Moretti  nulla di quello che possono fare Agenzia Mobilità e il suo braccio meccanico Italiana Costruzioni ci può stupire. Siamo però affetti da una sorta di sadismo che ci obbliga ad elencare gli atti con cui il TRC viene perentoriamente portato avanti, a dispetto del suo futuro da emorragia di bilancio.

Gli ultimi ad aver sacrificato il loro diritto al preminente interesse pubblico sono i Fratelli Brolli. Oggi infatti, in via Galvani, sono stati abbattuti 4 garage e una lavanderia  per fare spazio all’autobus più caro del mondo. Mario Renzo Brolli e Maria Grazia Brolli da oggi dovranno parcheggiare le loro macchine in strada, ma non nella via di casa perché è soggetta a divieto di sosta su entrambi i lati.

Succede. Un’opera pubblica di quelle dimensioni è raro che non passi sugli alluci di qualcuno. Si fanno dei progetti Preliminari, poi si fanno i Definitivi, si mandano gli espropri e ora dei progetti Esecutivi i cittadini si saranno organizzati diversamente. Tutto secondo norma. Invece no.

20140109_114127Mario Renzo Brolli, il proprietario di metà dell’immobile abbattuto (abbiamo controllato) non ha mai ricevuto un esproprio. L’indispensabile documento è stato spedito intestato alla madre. Per quanto riguarda la sorella l’esproprio non è stato consegnato  a lei personalmente, ne a nessuno della sua famiglia, ma ad un suo impiegato che, poco ma sicuro, non rappresenta uno dei possibili delegati al ritiro di certe notifiche.

Questo tipo di irregolarità sono sufficienti per rendere nullo l’atto, basta rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, come i fratelli Brolli hanno in effetti fatto. La discussione del ricorso ci sarà il 16 corrente mese, ma AM, come da tattica consolidata, si è affrettata a tirare giù tutto qualche giorno prima. Oggi appunto.

Per chi non avesse seguito i precedenti avvenimenti ricordiamo che l’esproprio  darebbe diritto ad abbattere solo parte degli immobili, incombenza non prevista nel progetto definitivo e che AM risolve con un’ occupazione temporanea, di solito usata per occupare spazio utile al cantiere, durante la quale tira giù tutto quello che le da fastidio.

20140113_103957Sembrerebbe inevitabile, secondo quanto affermano i capoccioni di Agenzia Mobilità, ma proprio oggi un abuso edilizio ha dimostrato il contrario. Un paio di numeri civici più in là un vicino dei Brolli ha separato autonomamente la parte espropriata da quella che sarebbe dovuta venire giù con l’occupazione temporanea e così AM non ha potuto abbattere il resto.

E’ evidente che il residente in questione ha fatto quello che i Geni del TRC dovrebbero fare in ogni occasione, ma che non fanno perché corrisponderebbe ad una serie di operazioni non previste nei progetti. Dunque chissenefrega. Esprorprio si, esproprio no… siamo o non siamo la Terra dei Cachi come cantava Elio? Dunque si tira giù tutto e poi ci penseranno i tribunali ad attribuire le responsabilità.

P.S.

Apparentemente è tutto senza conseguenze, ma le ultime rilevazioni (http://www.iprmarketing.it/sites/default/files/Governance%20Poll%202013%20-%20I%20sindaci.pdf) danno il consenso del Sindaco in calo di più di trenta posizioni rispetto all’anno scorso, precisamente dal 31° al 63° posto. Questi saranno solo sondaggi, ma chi vi scrive questa mattina era sul cantiere oggetto dell’articolo e ha sentito delle esternazioni nei suoi confronti che non erano propriamente degli inviti a cena.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Alla Fiera dell’Est, per due soldi, la Nipote di Melucci sul Trc parlò.

trfrisoniDunque ce l’ha fatta.  La settimana appena trascorsa è stata testimone della prima uscita pubblica del nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni (solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci) il manager a cui sono dovute solo le spese per essere tale.

Il debutto è stato ad Ecomondo, in uno splendido stand a forma di tram, da dove ha spiegato, con il supporto del Presidente del Piano Strategico Maurizio Ermeti, il senso di un autobus da 100 milioni di euro…. milione più, milione meno.

20131108_151520Il senso per la verità lo spiegava già una installazione, a forma di tubo Pringles, sulla quale si sviluppava il progetto di un Trc che collega tutta la bassa Romagna, da Ravenna in giù.  Mentre i miseri mortali, che non vedono oltre il loro naso, si limitano a considerazioni del tipo :”ma non c’era già l’11?!”, la leadership cresciuta a piada e strategia imbastisce il futuro su cartone e compensato. Poco importa che non vi siano delibere, determine o piani regolatori funzionanti. Loro la chiamano…. Vision.
Il Trc è solo il primo passo di un nuovo tipo di trasporto totale e poco sposta se per 10km ci sono voluti 20 anni e 100 milioni poiché è propedeutico alla chiusura del lungomare, che, parlando con Ermeti, sembra essere il vero obiettivo.
Chiudere il lungomare per fare cosa? Per rivoluzionarlo danzando fra Bolkestein e Federalismo Demaniale… ok, troppe informazioni, bisogna fare un passo indietro.

diffidaRicordate quando fino a non molto tempo fa il Primo Cittadino minacciava (sui giornali locali) interventi legali contro il Demanio se non avesse consegnato nelle sue mani il lungomare di Rimini? Bene. Era una smargiassata in quanto trattasi di intervento già previsto da tempo. Si chiama Federalismo Demaniale ed è promulgato in tutta Italia… non solo per quelli che parlano di Friburgo dalla Gruber.

20131108_152857Il Federalismo Demaniale consente a Rimini, nella fattispecie, di poter operare modifiche sostanziali al lungomare prima intoccabile. Ad esempio si potrebbe trasformarlo nel ”Parco del Mare” come previsto dal Piano Strategico. Non l’avete mai visto il progetto? È un incrocio tra il lungomare di Misano e quello di Riccione, verde con parcheggi interrati, ma più figo perché prevede una spiaggia riportata alla natura con le utilità degli operatori (bagnini, chioschisti e albergatori) nell’armonia di un unico progetto.

So che a questo punto vi starete chiedendo: e i soldi? Secondo quanto convintamente esternato da Ermeti allo stand (e secondo quanto rappresentato dall’intellighenzia politica negli ultimi tempi) i soldi li dovrebbero mettere i privati. Per i bagnini certo c’è il problema della Bolkestein che rende incerto il futuro, ma la promessa è di far insistere i loro investimenti preminenti sulla zona soggetta a federalismo e cose di poco conto sulla parte di spiaggia minacciata dalla ghigliottina europea.

Ci siete fino a qui? In parole povere albergatori, chioschisti e bagnini si dovrebbero mettere d’accordo, dal Porto a Miramare, per aderire all’unanimità e correre tutti insieme appassionatamente in banca a chiedere finanziamenti.  Perché le banche dovrebbero concederli? Proprio per il fatto di trovarsi di fronte ad una volontà comune.. o almeno così viene spiegato.
Ora… io, lo confesso, non sono originario di Rimini e dunque chiedo a voi: quanto scommettereste sulla probabilità che così tanti riminesi possano mettersi d’accordo su qualcosa? Ermeti giura che gli incontri sono già stati intavolati. Ho chiesto in giro, nessuno sa niente, ma è anche vero che ho dovuto agire per campionamento.

20131108_152939Sapete una cosa però…? Non importa,  perché uno stralcio dell’idea rappresentata si potrà comunque realizzare.  Esiste infatti un’organizzazione, il Consorzio del Porto, che è stata la prima ispiratrice del progetto e che sembra già sufficientemente strutturata per potarne a compimento la parte che la riguarda. Anche ad Ecomondo, a margine di progetti piuttosto generici, spiccano plus come: ”Il Molo del Welness” e il “Parco Fellini

La linea che a tutti gli effetti della deduzione sembra potersi realizzare è la rappresentazione di un grande progetto per il quale non ci si sofferma troppo nell’effettiva e totale realizzazione, perché l’importante ne è una piccola parte. Il Trc resterà solo in quei dieci km? Non importa perché il suo scopo è far chiudere il lungomare. Bagnini, chioschisti e albergatori non si metteranno d’accordo al fine di ottenere finanziamenti per il Parco del Mare? Non importa perché per la parte più importante di Rimini è già tutto pronto, senza nemmeno tappi a forma di delfinario.

Ovviamente chi  scrive deduce ed ipotizza, non fa nulla di più, ma se la strada fosse quella che mi è parso di intravvedere ci sarebbe un problema di non trascurabile importanza. Certo nessuno può asserire che pedonalizzare il lungomare sia un danno e non si può neanche affermare che rifare trucco e parrucco alla cara vecchia Rimini sia da escludere,  ma….
Concentrare le risorse del trasporto pubblico solo su 10 km di costa significa escludere il miglioramento verso le zone dell’entroterra che si vanno sempre di più popolando. Creare una zona privilegiata significa affossare ancor di più le altre, che attualmente stanno lottando con serie forme di degrado. Gli anelli visti più volte nelle rappresentazioni del Masterplan Strategico avrebbero poi il loro baricentro nel porto e si potrebbero intitolare Rimini di serie A, di serie B, di serie C e oltre. Già si comincia a vedere come nelle delibere di Giunta si parli apertamente di realtà non  più strategiche (vedi ponte di via Coletti).

P.S.
Nel titolo vi avevo ingolosito con le dichiarazioni della nipote prodiga. Se ne ho parlato poco è perché, per me, sono di poco conto rispetto a quelle dei veri attori della trama riminese e, leggendole sui giornali, fanno quasi tenerezza. Un esempio. Quando le domandano se sia stato fatto qualche errore dichiara che AM è stata pessima nella comunicazione. Il suo primo esempio di comunicazione corretta? Alla domanda su che cosa pensa dei problemi avuti con i proprietari espropriati risponde: sono cose che succedono.

Davide Holmes Cardone

[@DadoCardone]

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Retrofit

autobus-elettricoCiao essere umano. Sei un po’ stressato? Ti capisco e ti posso spiegare il perché. Il tuo cervello è uguale a quello che avevano i tuoi antenati nella Preistoria, ma l’evoluzione tecnologica non ne tiene conto. Una volta ti davano il tempo di abituarti. 400 mila anni fa hai scoperto il fuoco e ne hai potuti  aspettare altri  370 mila prima di dedicarti alla rivoluzione successiva, la ruota. Nell’ultimo secolo le cose sono andate diversamente. Un momento prima eri contento di aver ricevuto un singolo impulso su di un telegrafo e subito dopo strisciando un dito sul vetro ti possono vedere dall’altra parte dell’oceano…. ma il cervello è sempre quello della ruota, come ci si abitua?

Questo dramma si ripete anche in piccolo nella  vita degli amministratori pubblici. Hanno un’idea (ai tempi in cui Gigi e Andrea giravano “Rimini Rimini“) e solo 25 anni dopo diventa obsoleta, tipo il TRC. Come si affronta questa cosa?

Accorgendosene le cose da fare sono solo due: o ci si tira indietro o si va avanti come se nulla fosse. Se si decide per la seconda via bisogna essere così bravi, a raccontarla, da convincere anche se stessi. Certo a volte nell’impeto si passa un po’ il segno, ce ne accorgiamo quando politici, che da ragazzi avevano in cameretta  il poster di Martinazzoli al posto di quello di David Bowie, si mettono a parlare come fossero posseduti dallo spirito di Gianfranco Miglio (l’ideologo della Lega n.d.r.)

zerbi“[…] i soldi che il Comune mette sono 20 milioni, ed ottiene in cambio 100 milioni. L’obbiezione di Tambug (il Consigliere Comunale Tamburini n.d.r.) non regge: quei soldi, pur provenendo ahinoi sempre dalle tasse, NON provengono da quelle dei Riminesi, ma dalla cosiddetta fiscalità generale, e comunque se non fossero venuti qui, sarebbero andati altrove, e non sarebbero mai tornati nelle nostre tasche.

[ Firmato Samuele Zerbini]

Se qualcuno si stesse chiedendo dove è finito il senso democristiano della misura beh… pare sia tutto nella parola “ahinoi“. Per il resto abbiamo imparato che i Riminesi non contribuiscono alla “cosiddetta fiscalità generale” e che il Consigliere ha un concetto di tasca molto vago, infatti confonde quelle di progettisti e consulenti con le nostre.

Ora che abbiamo capito cosa stressa il cervello dell’Homo Sapiens Administrator e quali strategie mette in atto per difendere quella che pensa (o spera) sia la realtà possiamo  dedicarci un po’ a capire come nel frattempo  sia andato avanti il futuro. Mentre da noi c’è chi difende e chi combatte un torpedone da 100 milioni di Euro in altre parti del mondo si stanno sperimentando soluzioni tecnologicamente avanzate rispetto a mobilità, energia ed eco sostenibilità. La cosa singolare è che lo stanno facendo proprio con il Know How italiano che, non di rado, ha una cadenza emiliano romagnola.

smartcity-malaga2A Playa de la Misericordia (Malaga – Spagna) si sta costruendo un intero quartiere sperimentale con una gestione ottimizzata della rete elettrica, integrata con il sistema informativo. Il Progetto si chiama Smart City ed è costituito da una griglia che gestisce, evitando sprechi, energia, illuminazione ed informazioni. Nulla è isolato nella “griglia intelligente” neanche le piazzole di ricarica veicoli elettrici che, ovviamente, sono mobilità privilegiata nel progetto. Aziende fondamentali nella realizzazione di questo avveniristico quartiere sono Enel e UNPI un’azienda di Cattolica (RN).

03Questo tipo di progetto sarebbe stato già un buon motivo per desiderare altra destinazione per i mutui del Paladebit, ma visto che abbiamo aperto parlando di mobilità è giusto considerare anche un esempio in quel senso. Ci dicono e sicuramente sarà vero che i soldi deliberati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per la mobilità possono essere deviati solo verso la mobilità. Non siamo sicuri se sostituire il ponte di via Coletti, pericolante da almeno 30 anni, si possa considerare mobilità, ma il Retrofit  sicuramente lo è.

820752_10200302836283972_943270945_oIl Deputato Mara Mucci, eletta emiliano-romagnola del Movimento 5 Stelle, sta portando avanti un’idea molto interessante e l’occasione per renderla operativa è nata nella Commissione Congiunta Attività Produttive e Trasporti, in cui si è trattato il caso della vertenza Irisbus.

Una nota a margine per capire meglio: Iribus è il produttore del Civis, la gamma di autobus e filobus a guida ottica, causa di un bel guaio dai risvolti legali per la Giunta Bolognese di Guazzaloca. Un trasporto su gomma da 140 milioni di euro che avrebbe dovuto collegare il centro a San Lazzaro di Savena… vi ricorda niente?

Comunque in commissione congiunta si tratta la cassa integrazione in deroga per  circa 150 operai, che da ieri sono in assemblea permanente, ed è stata votata una risoluzione secondo cui il provvedimento sarà possibile solo tramite un piano di rilancio che reintegri i lavoratori e che, se possibile, contempli un’operazione di Retrofit della flotta, ossia la conversione di veicoli da trazione endotermica a trazione elettrica.

Fantascienza? No. Attualmente in Germania e in Spagna il retrofit è legale anche per i veicoli privati e costa circa 2.500 €. Certo i costi per un autobus sono maggiori, ma si calcola dopo che la “cura” il mezzo pubblico risparmia il 75% di carburante, il 90% di inquinamento e il 50% di manutenzione … ci pare sostenibile. E’ vero che servirebbe una rete di servizio per la ricarica rapida di questi mezzi, è vero anche che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma a volte, per attraversare il mare bastano 100 milioni di Euro.

20130721_223228Di esempi se ne potrebbero fare molti altri e molte altre sono le alternative verso le quali Rimini avrebbe potuto indirizzare le sue spese, ma finché per l’Homo Sapiens Administrator “ecologico” vorrà dire inchiodare due assi di legno a cornice di una ruota panoramica che consuma 8.000 € di elettricità al mese, per magari parcheggiarci sotto delle Ferrari bhe…. Dovremo ancora aspettare parecchio il successivo salto evolutivo.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC e il Metodo AM

1385921_246362158850113_1964939497_nE’ finita, la taverna della famiglia Moretti è stata abbattuta. E’ cominciato tutto poco dopo l’una del pomeriggio ed è finita che la sera era scesa da poco. Alla fine una pioggia leggera si è posata sulle macerie come un sudario.

La zona era abbondantemente presidiata. Presenti Digos, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, vicino ad uno degli ingressi del cantiere un reparto operativo della Mobile pronti contro la sommossa e nei pressi della demolizione un agente della scientifica che filmava il tutto. L’impressionante dispiegamento di forze è stato messo in campo non per dei violenti facinorosi, non per dei black block, ma per un onestuomo e un po’ di Grillini armati di cellulare e telecamera. Sarà anche meglio stare sul sicuro, però…

Come l’hanno presa i protagonisti di questa storia? Intendiamoci, nessuno ha mai creduto che quella proprietà rimanesse in piedi. Sebbene inutile il TRC è un’opera da 100 milioni di Euro e chi doveva prendere la sua parte dei soldi di Rimini, che il suo lavoro fosse indispensabile o no, li ha già presi, ora però restano da spendere i quasi 50 milioni del CIPE per i quali tutti si affannano a dire che non sono destinabili ad altro. Falso. Possono essere spesi in mobilità.

sentUna piccola speranza, fioca come una candela in un tornado, l’aveva accesa un giudice del Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna a cui era stato dichiarato dal legale di AM che: nulla di insistente su occupazione provvisoria sarebbe stato abbattuto. Oggi un Giudice per le Indagini Preliminari, attivato dalla Procura, per via della pioggia di esposti della settimana scorsa, ritiene ( quando lo fa un GIP il ritenuto di chiama Ordinanza) che nel dispositivo TAR vi sia un errore di scrittura.

Tutto apposto dunque non stiamo parlando di un errore di interpretazione, come asserivano Agenzia Mobilità e l’Avv. Bernardini, ma addirittura si tratta di un errore di scrittura. Non siate maliziosi, non dovete pensare a niente di strano, ora vi spiego come il Gip è portato a ritenere ciò. (ordinanza GIP)

Gli elementi sono fondamentalmente due e tra questi, purtroppo, non c’è la dichiarazione dell’estensore della sentenza incriminata, nessun meaculpa, ma presumiamo arriverà . Il primo è che, secondo il GIP il decreto di esproprio n.10 del 2007 prevedeva l’intera demolizione del manufatto di Moretti. Il Secondo elemento è che in una sentenza successiva avente lo stesso oggetto il Tar si era espresso diversamente.

esproprioLe cose stanno effettivamente così? Leggere i documenti legali che sono stati prodotti è un grosso aiuto alla comprensione. Un documento soprattutto è fondamentale, il famoso decreto di esprorprio n.10 . Il Decreto di Esproprio, datato luglio 2007, identifica come assoggettata ad esproprio una superficie di 34 mq  calpestabile e 8 mq di manufatto accessorio. E’ necessario notare che nel documento: gli articoli di legge indicati sono il 33 e il 38 del D.P.R. 327/2001 che identificano proprio la demolizione parziale (sottolineiamo parziale) di un bene legittimamente edificato. Dunque in questo documento non si parla dell’intero manufatto che consta in circa 60 mq tra cantina e piano terra.

Il secondo punto su cui il GIP basa la sua deduzione è che ci sia una sentenza successiva la numero 719 (Sentenza Ricorso Occ-Temp Tamburini N. 00719_2013) del 2013 che, partendo dagli stessi presupposti, arriva a conclusione diversa negando la sospensiva. Per l’esattezza si dice che:

“Ritenuto, ad un primo, sommario esame della causa, che il provvedimento impugnato sia immune dai vizi di legittimità rassegnati in ricorso, specie in riferimento alla ritenuta insussistenza della violazione degli articoli […], attesta l’esclusione delle aree dei ricorrenti in contestazione, tra quelle oggetto di espropriazione nell’atto di approvazione del del progetto definivo del T.R.C.”

Errori di scrittura? Sia questa sentenza, la 719, che quella specifica per Walter Moretti, rigettano la sospensione in quanto partono dal presupposto che l’Avvocato Bernardini dichiari cosa esatta dicendo che nulla di insistente in superficie temporaneamente occupata verrà abbattuto. Nella realtà dei fatti questo avviene e dunque il presupposto salta.

Vi ho allegato un sacco di roba da leggere e mi è toccato annoiarvi con una pappardella di sentenze, dunque vi meritate un po’ di gossip. La fretta di abbattere la proprietà Moretti era tanta che nessuno si è accorto che una parte della demolizione avrebbe potuto cadere in una adiacente pertinenza del vicino condominio. Una volta fatta la scoperta si è provveduto in tutta fretta ad aumentare il perimetro del cantiere da quella parte. Già…. peccato che non si potesse fare perché sulla pertinenza insisteva un decreto di occupazione provvisoria scaduta, dunque, durante quello che molti sospettano sia stato un abuso edilizio, probabilmente ne è stato commesso un altro (che un dirigente della Municipale ha detto verrà notificato all’amministratore del condominio). Un po’ come un incidente a catena.

P.S.
Pare che il manufatto di Moretti, essendo in regola con le più severe norme antisismiche, sia stato particolarmente difficile da demolire. Pare anche che in quei 60 mq sia stato trovato più ferro che nelle strutture portanti del Palacongressi. (leggasi come finale satirico).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC : le Donne e lo Stalker

20131003_stalking-ombreLa conoscete la Maria Pia? Dovreste. E’ il prototipo della persona per bene. La gentilezza d’animo la riconosci subito e, in questo caso, alberga in una donna minuta, dagli occhi buoni, che sarebbe capace di offrire dell’acqua per dissetare l’operaio che le sta abbattendo casa.

La conoscete Giovanna? E’ una madre di famiglia, una donna forte, una commerciante, una di quelle che difende il suo focolare con le unghie e con i denti.

La conoscete Anna Paola? E’ un’insegnante, un’appassionata di letteratura, così appassionata che riesce a trovare riferimenti letterari anche mentre vive le disavventure di cui parliamo in questo articolo.

Chi sono queste donne? Potrebbero essere le abitanti di una via qualsiasi di Rimini e in effetti lo sono, ma cosa hanno in comune oltre che la stessa via di residenza? Condividono un uguale modo di sentirsi. Andate in via Renato Serra e chiedete loro come vivono da un po’ di tempo. Fatelo separatamente, se volete, o magari in momenti diversi della giornata, vi risponderanno tutte che dormono male, che provano ansia, che sentono qualcosa che incombe costantemente, qualcosa che può piovere addosso all’improvviso e da cui non si possono difendere… anche a causa dell’indifferenza degli altri. Vi sembra di riconoscere in loro vittime di stalking? Se è così è perché in effetti lo sono.

20130807_114842Per la precisione a Giovanna è già successo qualcosa di irreparabile. Agenzia Mobilità, lo stalker, le ha abbattuto un garage in muratura, senza nemmeno essersi presa il fastidio di espropriarlo completamente. A Giovanna l’angoscia di quei giorni di agosto è rimasta addosso come qualcosa di unto, anche se lo Stalker oggi ha cambiato obbiettivo… perché quella brutta sensazione di essere stata lasciata sola non l’abbandona nemmeno dopo mesi.

20130808_102009Non è una trovata letteraria parlare di stalking, credetemi o, se non credete a me, domandate a loro, le donne di via Renato Serra. Si sentono perseguitate. Si svegliano la mattina, presto, di soprassalto, magari per qualche rumore inconsulto, corrono alla finestra per vedere se il loro persecutore è già li e se sta facendo qualcosa di brutto nel loro giardino. Tutto il giorno, durante le loro incombenze quotidiane, escono e tornano a casa più volte, sempre attente agli angoli della via.. magari proprio li.. prima del sottopasso… dove AM riunisce le sue truppe prima di venirti a buttare giù tutto. E la sera? Si coricano nel loro letto sapendo già che il pensiero delle angosce della giornata successiva le farà dormire male.

sentCome le vittime dello stalking canonico si sono rivolte alla Legge, che le ha ignorate. La Polizia serve per la sicurezza, quella pubblica, non la loro. La Municipale serve solo per constatare e  i Carabinieri… beh… non è loro competenza (non si sono più ripresi da quando hanno arrestato Pinocchio). Non importa se persino un giudice ha deciso che non le si deve importunare, perchè allo stalker non frega niente .Glielo puoi agitare sotto il naso quel pezzo di carta che dice che deve starti lontano, ma ti guarda negli occhi con il suo ghigno di disprezzo e ti dice che a lui non importa.. che lui può fare quello che vuole.

Lo stalker, probabilmente, riuscirà nel suo intento di demolizione. Demolirà i mattoni e le persone, perché nessuno lo fermerà. A parole sono tutti solidali con Maria Pia, Giovanna e Anna Paola, ma nella realtà dei fatti sono tutti spettatori occasionali.

Quando la mattina, al bar, sorseggiando un caffè, leggono dell’ennesima persona tormentata fino ai limiti estremi, dispiace veramente? Formalmente si e se qualcuno chiedesse loro un’opinione esprimerebbero solidarietà, magari rabbia, ma per quanto tempo quello che hanno provato li accompagnerebbe? Poco… perché non li riguarda e in fondo pensano che a loro non succederà mai.

Maria Pia, Giovanna e Anna Paola però sono persone normali, non sono diverse da altre migliaia di donne che abitano Rimini. Sono donne oneste, non cercano guai, ne sono colpevoli di un azzardo, solo che un giorno una variabile non prevedibile nella loro normale vita le ha rese vittime. Se succedesse a voi vorreste che la solidarietà degli altri durasse un caffè?

P.S.
Avrei potuto scrivere tante cose sul TRC. Portare prove, evidenziare dati, spiegare le tattiche evasive di chi è chiamato a dare spiegazioni e mettere in luce il comportamento di chi ha deciso di lavarsene le mani. L’ho fatto, lo farò. Questa volta però mi premeva di fare conoscere persone vere, che potrebbero essere (o che forse sono) persone che conoscete e non dei generici espropriati. Forse è troppo tardi perché in questo caso la solidarietà risolva qualcosa, ma può darsi che un po’ di appoggio faccia sentire queste donne un po’ meno sole in mezzo a 150 mila concittadini.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – L’incertezza del Diritto.

13 - 1 (2)Ci sono molte cose che provocano sentimenti di paura nell’essere umano, ma le situazioni che provocano vero e proprio terrore hanno tutte a che fare con l’insicurezza. Ci sono avvenimenti, come il lutto, che tolgono qualsiasi certezza su quella che pensavi fosse la vita e ce ne sono altre, come l‘incertezza del Diritto, che ti espongo a forze superiori, non preventivate, per subire abuso, violenza.

La legge è uguale per tutti, ti insegnano. Tu pensi che non è proprio così, ma che, se conduci una vita onesta, poche saranno le cose che potranno veramente inibire il tuo diritto e, se ti succederà, sarà opera di delinquenti… invece…

Quello che è successo oggi in via Serra, sul cantiere del TRC, ha dell’incredibile e ha lasciato molte persone prive di sicurezza di fronte all’incertezza del Diritto. Una sentenza di un Giudice di un Tribunale Amministrativo è una di quelle cose che non ti verrebbe mai in mente potesse essere presa per “acqua fresca” e, dicendo questo, cito una persona che, anche se non direttamente interessata, ho visto allontanarsi molto triste da quel cantiere.

A questo punto però serve un riassunto delle puntate precedenti. A Rimini è in avanzato stato di completamento un’opera chiamata TRC (Trasporto Rapido Costiero). Che cos’è? Nonostante sia reduce da un iter di quasi vent’anni alcuni hanno scoperto solo ora che non si tratta di una metropolitana, ma di un filobus bisognoso di una sede tutta sua da percorrere, questa sede è a senso unico alternato. (Quando dico che certe persone l’hanno scoperto solo adesso, mi riferisco anche a dirigenti amministrativi di vario livello, non unicamente a cittadini.)

13 - 1 (5)Questo autobus da 100 milioni di Euro, chiamiamolo con il suo nome, non collega fiere ad aeroporti e magari a Palacongressi. Collega il niente con il nulla, limitandosi a percorrere pochi km parallelamente alla ferrovia, nemmeno lato mare.
Nel corso degli anni molte persone hanno lottato contro l’inutilità del progetto, tanto più che per realizzarlo è stata tirata una linea retta secante realtà molto popolose. Oggi sappiamo che quella traiettoria è stata scelta in maniera piuttosto approssimativa contando su “aggiustatine” successive. Tutto fattibile se non fosse che le aggiustatine ledono il diritto di diverse persone e, come sembrano aver scoperto le indagini dell‘Ing. Gallini, costringono il Piano Esecutivo a prendersi delle libertà nei confronti del Piano Regolatore Generale assolutamente non previste.

13 - 1 (4)Ovviamente tutto ciò non è regolare, ma il trucco sembrerebbe essere abbattere ciò che da fastidio, con un’occupazione provvisoria al di la di quelli che sono i confini stabiliti in prima istanza. E’ successo al garage in muratura di Giovanna Fin e non sappiamo quante altre volte sia già successo, ma oggi stava per succedere alla casa di Walter Moretti. Eh si.. perché anche questa volta non si trattava di un magazzino in lamiera, una tettoia o un capanno, era una casetta in piena regola con trenta metri di piano, trenta metri di cantina, allacciamenti luce e gas, pavimenti, cucina, lavandino e quadri alle pareti. Un pezzo di casa.

sentIl Proprietario, nella traballante certezza del suo Diritto ha opposto una sentenza del T.A.R. a ciò che stava accadendo, per scoprire poi che quello che sospettava era vero: Ci sono poteri nei confronti dei quali il cittadino non ha diritto ed allora è dovuto salire sul tetto di ciò che gli volevano tirare giù, per ristabilire gli equilibri.

Non avete capito male. Siamo a Rimini, la capitale del turismo, si suppone un luogo civilizzato del nord est italiano. Un cittadino è dovuto salire su un tetto ed opporre resistenza passiva, in quanto nemmeno la sentenza di un giudice amministrativo non gli garantiva la certezza del suo Diritto.

La sentenza del Giudice TAR è semplice, cosa rara e da apprezzare. In sintesi : dato che l’Avvocato Bernardini di AM ha dichiarato  non essere prevista in esecuzione degli atti impugnati (ossia quelli dell’occupazione provvisoria) nessun abbattimento eccedente a ciò che è stato espropriato nel 2007, è inibita la demolizione di manufatti o loro porzioni sull’area temporaneamente occupata. Come dire (l parafrasi in libertà): Avvocà.. se non hai dichiarato il falso non avrai nessuna difficoltà a far rispettare quello che tu stesso hai detto.

Oggi AM ha fatto una brutta figura e, non essendo stati presenti,  non avete idea di quanto. Ci sarebbero molte cose da dire e da raccontare, compresa l’espressione di disprezzo che ho letto in viso al dirigente AM Amadesi nei confronti di Moretti e suo figlio che difendevano la loro proprietà… solo una mia impressione? Il dato più esemplificativo però è la risposta stessa di Agenzia Mobilità. Dopo essersi dichiarata sorpresa che qualcuno legga sentenze TAR con la propria testa parla anche di:

” una ordinanza più recente, datata 10 ottobre 2013, con cui il Giudice del TAR respinge la richiesta di sospensiva, con analogo oggetto, relativa ad un’altra proprietà.” Ma NON quella di Moretti ce lo vogliamo aggiungere o no? E se poi c’era tutta questa sicurezza  come mai Dal Prato ha passato un mese a farsi offrire limoncini a casa degli espropriati per cercare accordi? Ed ancora come mai si è scelta la strada dell’inganno con il blitz di cui molti sono stati testimoni oggi? E’ strano che chi usa con tanta confidenza i colpi di mano possa farsi sorprendere da un’interpretazione di una sentenza diversa dalla propria.. no?

13 - 1 (3)
Luigi Camporesi e Luca Gallini

Mentre il Consigliere Luigi Camporesi difendeva sul campo quello che riteneva essere un Diritto, dal Parlamento Giulia Sarti procedeva con esposti alla Procura, alla Prefettura, ai Carabinieri e al Ministero delle Infrastrutture. L’opinione di chi scrive, modesta quanto si vuole, ma qui rappresentata, è che siano proprio queste autorità chiamate in causa a dover ristabilire la certezza del Diritto, perché non c’è nulla di più brutto che pensare di essere in balia di entità che non subiscono l’influenza della legge.

 

P.S.

Ma la nipote di Melucci, assodato che non si tratta di un caso poltrona assistita, che cosa aspetta ad esprimersi nel merito della questione? (Almeno politicamente). Forse preferisce che se la veda l’esperto in mosse repentine Dal Prato?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Escalation.

DSCN6697Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei ricorrenti contro il TRC di Rimini che, questa mattina, si sono visti montare le reti che delimitano l’Occupazione Provvisoria per il lavori del Trasporto Rapido Costiero. Ricordiamo che non più tardi della settimana scorsa (come da nostro post www.citizenrimini.it/trc-le-bugie-hanno-le-gambe-corte-persino-a-rimini/  n.d.r.) il giudice aveva sottolineato, con apposito dispositivo, che nulla doveva essere abbattuto in zona di occupazione provvisoria.

Oggi, dopo l’incredibile reazione a mezzo stampa di AM, che ha negato la verità della sentenza (scaricabile qui Sentenza Ricorso ), quelle reti hanno un aria piuttosto minacciosa anche per chi, come Walter Moretti, vede la sua proprietà e i suoi beni protetti solo da una delimitazione di cantiere, che non fermerà di certo nessun malintenzionato.

Pare che questa mattina anche l‘Ing. Luca Gallini abbia personalmente diffidato Agenzia Mobilità dal tentare di demolire alcunché risieda nell’area di occupazione temporanea. Di seguito il comunicato:

Un raggio di luce.
Dopo anni, nei quali le cose sembravano andare sempre peggio e la macchina del TRC pareva
inarrestabile, finalmente un raggio di luce, una boccata d’ossigeno.
Queste sono state le sensazioni dopo la lettura attenta della sentenza del T.A.R. di Bologna, che si
esprimeva sulle sospensive richieste, nell’ambito dei ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte
alla demolizione di fabbricati o di loro porzioni, anche al di fuori dei limiti del tracciato individuati
in sede di approvazione del progetto, da parte del C.I.P.E.
Dopo una prima fugace lettura era tornato lo sconforto più totale. Infatti, il T.A.R. ha, di fatto, respinto le richieste di sospensiva..Tuttavia la lettura delle motivazioni che giustificano il provvedimento, e dei limiti imposti dal Giudice Amministrativo, lascia poco spazio all’interpretazione.
Il Giudice, infatti, ha motivato il respingimento delle richieste di sospensiva in relazione alle
dichiarazioni che lo stesso legale di Agenzia Mobilità si è visto costretto a rilasciare, cercando di
evitare la disfatta. L’Avvocato Bernardini – e ciò è espressamente richiamato nel dispositivo – infatti, ha dichiarato che non sono previste demolizioni nelle aree oggetto di occupazione temporanea.
La cosa non corrisponde al vero, come ci hanno esaurientemente dimostrato e spiegato i professionisti da noi incaricati, tuttavia, questo è stato il presupposto, sulla base del quale il Giudice ha negato la richiesta di sospensiva, disponendo espressamente, che nelle aree oggetto di occupazione temporanea non avvengano demolizioni totali o parziali.
Nella giornata di sabato 14 Settembre 2013, Agenzia Mobilità, il cui legale aveva dichiarato che
non sarebbero previste demolizioni nelle zone oggetto di occupazione temporanea, interpreta la
sentenza come se fosse una vittoria.
In realtà, per come scritta, la sentenza ci ha molto rasserenato, anche perché traspare come sia stato
accolto uno dei punti fondamentali della tesi sostenuta dal tecnico che, su nostro incarico, ha
operato le valutazioni sulla liceità del progetto e sulla base delle quali il legale ha formulato i
ricorsi. Fin dall’inizio, Egli sostenne, che le demolizioni fuori dai limiti del corridoio individuato dal
C.I.P.E., non erano legittime.
L’auspicio ora è quello che, superando le divisioni che si erano create fra chi ha proseguito sulla
strada dei ricorsi e coloro che, presi dallo sconforto dopo le prime sconfitte, hanno momentaneamente abbandonato il campo di battaglia, ci si possa nuovamente unire.
Spero che anche chi non abbia aderito all’ultimo ricorso contro il progetto esecutivo, in relazione agli esiti dei primi quattro nuovi ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte alla demolizione parziale o totale di fabbricati fuori dai limiti del tracciato, voglia ora ricompattarsi e difendersi contro questa macchina mostruosa.
Se uniamo le forze, possiamo battere e abbattere la corazzata TRC. Pertanto, per tutti quelli che riceveranno un decreto di Occupazione Temporanea che prevede la demolizione anche della parte del fabbricato che sta al di fuori dei limiti di tracciato del TRC e che invece vorrebbero mantenere, è importante impugnare immediatamente il decreto.
Infine, a nome di tutti i ricorrenti, un pubblico “Grazie” all’Avv. Giancarlo Migani, che si è battuto e si sta battendo come un “leone”, anche se, non me ne voglia, il mago della situazione mi è parso l’ing. Luca Gallini, del quale ho potuto apprezzare personalmente la professionalità: è a lui che va attribuita la scoperta dei punti deboli del progetto TRC, sui quali il legale ha successivamente “ruggito” con grande professionalità.
Anche all’Ingegnere quindi, un sentito pubblico “Grazie”.
Sono a disposizione.
Comitato Ricorrenti.
Rimini 16 settembre 2013

Aticolo a cura di Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Le bugie hanno le gambe corte (persino a Rimini)

PinocchioLe bugie hanno le gambe corte.

Quante volte lo abbiamo sentito dire quando eravamo piccoli dalla mamma o da chi, comunque, si occupava della nostra educazione? Questo insegnamento è un classico della pedagogia fatta in casa ed è anche uno dei più efficaci, in quanto con una singola immagine proietta un futuro di scarso successo per chi mente.

Poi cresciamo e comprendiamo che esistono bugie pietose che servono a non far soffrire le persone e vie di mezzo in cui, anche se proprio non si mente, omettiamo qualcosa, di solito per evitare inutili conflitti. Ciò non toglie che da adulti la menzogna prodotta allo scopo di ottenere vantaggio è universalmente condannata senza appello.

Vi starete chiedendo cosa centra tutto questo con il TRC? Il mistero è presto svelato. Chi ha preso il brutto vizio di leggerci sa che, in un articolo recente, abbiamo parlato di una novella disposizione di un Giudice del Tar di Bologna che inibisce l’abbattimento di qualsiasi struttura che non sia stata totalmente espropriata. La reazione mediatica di Agenzia Mobilità non si è fatta attendere e, ad onor del vero, è apparsa piuttosto scomposta.

Ci ha colpito in particolar modo un’affermazione virgolettata:

AM è “dunque sorpresa nel leggere le dichiarazioni del difensore e del  tecnico dei ricorrenti che deve obbligatoriamente smentire in quanto non vere e non corrispondenti al disposto del Giudice

Il comunicato di Agenzia Mobilità poi, in sintesi, afferma che procederanno regolarmente con i lavori previsti. Ora.. qui ci si propone un bel dilemma perché “non vero” è un modo diverso di chiamare la menzogna e noi di Citizen, su queste “menzogne”, ci abbiamo costruito un pezzo.

Dunque controllare meglio per noi era un obbligo morale e siamo andati a verificare (chiunque può farlo sono atti pubblici) se corrisponde a verità il fatto  che il giudice avesse in effetti inibito la demolizione di costruzioni insistenti su un area temporaneamente occupata. Il risultato è l’ordinanza che potete leggere integralmente nel file PDF qui sotto.

Sentenza Ricorso

Estratto sentenza
Estratto sentenza

Visto? Le parole del dispositivo sono esattamente << – Che pertanto è inibita la demolizione di manufatti o  loro porzioni sull’area temporaneamente occupata>>. Decidete voi chi dice cose “non vere” e, quando l’avrete deciso, cominciate a considerare il motivo per cui si vuole comunque procedere, anche se il Giudice prescrive diversamente e dunque pagando in maniera molto salata il danno arrecato.

Noi, dubbiosi e malfidati, ci siamo fatti una domanda: ma.. non è che per tenere in piedi alcune di queste costruzioni, che si tenta ostinatamente di abbattere, servono dei progetti che costringerebbero a rimettere mano al Progetto Preliminare e dunque inficiare 15 anni di iter procedurale?

Da ignoranti in materia la risposta non la sappiamo dare, ma secondo noi sarebbe utile che per una volta Rimini fosse meno disinteressata ai problemi dei propri concittadini. Lunedi’ mattina Citizen sarà  in prima linea a testimoniare l’adeguamento o meno a quanto disposto dal TAR.

P.S.

Tanto tuonò che piovve.

Davide (demolito) Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Frenata d’emergenza.

puglia_trenitalia_3Come nei migliori thriller la suspance si è sciolta solo all’ultimo secondo e così i ricorrenti hanno saputo, solo dopo aver quasi rinunciato a crederci, che il loro ricorso era stato “in qualche modo” accolto da TAR di Bologna.

Chiariamo che non stiamo parlando del fermo dell’opera totale del Trasporto Rapido Costiero. Per quella immaginiamo che ci sarà poco da fare. Probabilmente tra una decina d’anni i nuovi adulti si chiederanno chi è che ha pensato ad un opera così inutile e così costosa e nuovi amministratori, magari sempre del PD, magari Renziani, diranno “mica vorrete dare la colpa a noi che siamo arrivati adesso!?

Il Golia AM (Agenzia Mobilità) la sassata l’ha presa da coloro che tra gli espropriati avevano contestato la possibilità di buttare giù una proprietà parzialmente espropriata tramite Decreto di Occupazione Provvisoria. Pare che il giudice abbia fatto leva su una dichiarazione di un avvocato di AM che insisteva sul fatto che nessuna demolizione usciva dal corridoio predisposto a suo tempo con delibera CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) e delineato dal Progetto Definitivo. Ribaltando questa semplice dichiarazione il TAR non ha sospeso alcunché, ha solo stabilito che fosse rispettato quanto dichiarato e dunque niente potrà essere abbattuto con il semplice Decreto di Occupazione Provvisoria.

Decisione che arriva in ritardo per Giovanna Fin la quale, se avesse potuto godere della stessa prospettiva, ora avrebbe ancora in uso del garage in cui teneva la rimessa di casa e del negozio.

Cosa succede ora? I telefoni, immaginiamo,  staranno squillando e le mail saranno spedite freneticamente dall’una e dall’altra parte in un Tam Tam multimediale. Pensiamo che soprattutto tra coloro che sono sempre stati contrari al TRC sorga una domanda spontanea: Quante altre azioni di AM possono essere frutto di una così arbitraria interpretazione? Beh… se c’è qualcuno che può scoprirlo è l’Ing. Luca Gallini, che, come professione, carica la fionda agli aspiranti Davide che vogliono cimentarsi contro mostri Imbattibili.

P.S.
In tutto questo saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni, la brillante e giovane manager, senza paga e solo incidentalmente nipote di Melucci.

Davide (incredulo) Cardone

[@DadoCardone]

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Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

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