E riecco il MetroFantasia (anche detto TRC)

Il Trasporto Rapido Costiero, detto anche metro mare quant’è bello ispira tanto sentimento, è il più grande tema della mobilità riminese… e lo è per colpevole eliminazione di tutti gli altri.

Dalla Stazione alla Fiera, è veramente quello il problema?

Quali altri? Beh, per fare un esempio chiaro ed urgente, trovare un’alternativa sostenibile alla (giusta) chiusura del ponte di Tiberio. Ricordo che per il momento la soluzione applicata è trasformare via Ducale in una strada di Bogotà (intendo per il traffico). Servirebbe un’altro ponte, dice qualcuno. Fate un nodo al fazzoletto che ne riparliamo tra un minuto.

Per l’attuale giunta, che per argomento è in perfetta continuità con la precedente, è più facile spendere una barca di milioni e sfondare tutto ciò che si trova sulla strada del secondo stralcio del TRC, piuttosto che operare sul quadro generale. D’altronde stiamo parlando di quelli che hanno concepito i semafori davanti alle rotonde della statale. Non gli si può chiedere più di tanto.

Circa 16 milioni a km.

I milioni di euro sono 69.332.063,02. Sì lo so, nelle notizie di questi giorni avete letto 49 milioni, ma quelli sono denari del PNRR che il Governo ha stanziato nell’ambito dei programmi di trasporto di massa e che la Regione ha redistribuito. Non tirate un sospiro di sollievo, i soldi non nascono dal nulla, ma sempre dalle tasche di qualcuno, magari le vostre se pagate le tasse. E poi la differenza di 20 milioni non fa nemmeno troppi giri per uscire proprio dai vostri contributi.

Il secondo stralcio del TRC sarà lungo 4 km e 200 metri. Per cosa stiamo spendendo più di 16 milioni a chilometro (mezzi compresi)? Il secondo stralcio del trasporto rapido costiero (metro fiera?) ripeterà il perverso schema del primo, ovviamente.Doppierà un servizio già esistente aumentandone il prezzo, sia immediato che a lungo termine. Il TRC già in funzione chiede 2,10€ per 23 minuti di viaggio da un capolinea all’altro, laddove il normale treno ne chiede 1,50€ per fare lo stesso percorso in 9 minuti. Qualcuno potrebbe obbiettare che il TRC serve anche le 15 stazioni intermedie. La linea 11, tutt’ora in funzione, fa altrettanto. Tra l’altro ferrovie dello stato e linea 11 non presentano oltre 90 milioni di euro da ammortizzare.

Due ponti per il TRC.

Il nuovo stralcio del TRC farà lo stesso, perché il normalissimo e già ammortizzato treno impiega 3 minuti per il percorso in oggetto. A parte questo, avete visto il percorso che andrà ad impegnare il nuovo stralcio? Molto più complicato del primo, per il quale ci sono procedimenti ancora aperti. Ricordo che al signor Walter Moretti è stata tirata giù una parte di casa in virtù di un’occupazione provvisoria di cantiere. Per dire.Ci sono anche due corsi d’acqua da attraversare. Il porto canale, per il quale si procederà a rifunzionalizzare il ponte della Ferrovia e il deviatore del Marecchia per cui si dovrà abbattere e ricostruire il ponte già esistente. Vi ricordate il nodo al fazzoletto che vi ho fatto fare all’inizio? Queste “rifunzionalizzazioni” e queste ricostruzioni vengono fuori facilmente quando si tratta di intervenire sul traffico di quante…? Tre, quattro fiere importanti? 30 giorni all’anno?

Tutto per la Fiera, ma il traffico dal Forese?

L’impressione, magari sbagliata per carità, è che quando si tratta di certi poli di potere (tipo la fiera appunto) non ci siano limiti. Non è molto che abbiamo sentito riproporre per l’ennesima volta il terzo casello per agevolare sempre la Fiera.

Questa fretta di accondiscendere alle esigenze della Fiera continua ad avere l’effetto di far ignorare un problema molto più grande di viabilità generale. Queste opere continuano ad insistere su una sola tratta, che rappresenta solo una dimensione del traffico riminese. Il Forese, il solo territorio verso cui Rimini si può oggettivamente espandere, che porta traffico 365 giorni l’anno, continua ad essere mal servito e sottovalutato. Chi ad esempio abita sulla Montescudo ha visto il traffico automobilistico aumentare esponenzialmente negli ultimi 10 anni, anche in virtù del fatto che il mezzo pubblico è rado, scomodo, poco capillare.

I nuovi approcci per una mobilità sostenibile.

World business council for sustainable development, un’organizzazione in cui siedono i Ceo di oltre 200 aziende internazionali, impegnate sull’agenda della sostenibilità definisce così la mobilità sostenibile:

“significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro.”

Ammettendo che il TRC serva a risolvere il problema del traffico nella tratta Riccione – Fiera, quanto è sostenibile il fatto che assorba tutte le risorse disponibili alla mobilità? No perché a me, (con le mie misere capacità intellettive s’intende), pare che spendendo i 170 milioni delle due tratte TRC nella mobilità generale si sarebbero ottenuti più risultati che affidarsi a un “torpedone” e risolvere il resto con cartelli colorati “fila dritto”.

Poco ascolto alle vere necessità dei cittadini.

Rimini negli ultimi 10 anni è stata affetta di un grave problema di ridotto ascolto dei cittadini. Si è sostenuto apertamente che se ascolti tutti non fai più niente, il che è praticamente un dato di fatto se non hai meccanismi e funzioni per quell’ascolto. Gli indici di sostenibilità per le smart city del futuro sono già stati codificati già da tempo e le infrastrutture sono valutate secondo 4 punti principali:

Sostenibilità

Resilienza

Accessibilità

Inclusività

L’ultimo parametro per essere chiari stabilisce quanto siano validi i meccanismi di ascolto e i processi partecipati. Lo dico ancora meglio: quanto i cittadini siano stati coinvolti nelle principali scelte urbanistiche. Quanto vi siete sentiti coinvolti in scelte come quella del TRC?

@DadoCardone

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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Evento atmosferico [Stra]Ordinario.

Qualcuno ricorderà la bomba d’acqua dell’anno scorso e sicuramente il temporale di ieri pomeriggio avrà contribuito a rinfrescare la memoria ai più. Rimini, la Serenissima, era finita sott’acqua con molti danni collaterali e una persona deceduta.

Qualcuno disse che si era aspettato troppo ad aprire gli sforatori  a mare, forse per non riempirlo di defecatio turistica. Si disse anche che la risposta d’emergenza fu molto fiacca e si scoprì, tra l’altro, che Rimini era l’unico Capoluogo di Provincia  dell’Emilia Romagna senza un Piano Delle Emergenza a norma di legge …. Tanto cosa volete che succeda da queste parti.

La difesa dell’Amministrazione fu, come da manuale,  “Trattasi di evento atmosferico straordinario ed imprevedibile”. Come dire: noi cosa possiamo fare contro le forze della natura? Giusto. E’ noto che contro la forza della natura non si può fare nulla, come pure contro l’imbecillità umana.

L’aggettivo “imprevedibile” è però un’arma a doppio taglio. Il fatto che una cosa non sia prevedibile non la rende meno probabile e, infatti, da un po’ di anni a questa parte il meteo scatena tempeste perfette su tutto il territorio italiano. Inutile dire che i meno danneggiati sono i più preparati a dispetto dell’imprevedibilità dell’evento.

Apriamo una piccola parentesi per sottolineare il rapporto particolare che la provincia di Rimini intrattiene con il Meteo: imprevedibile per le Amministrazioni e da class action per gli albergatori. Meno male che non siamo un territorio preda dei Monsoni.

Riprendendo il filo del discorso ieri pomeriggio si è ripetuto uno di questi imprevedibili ma, a quanto pare, molto probabili eventi atmosferici che, se proprio non ha eguagliato la bomba dell’anno scorso, ha fatto i suoi bei danni, tra i  quali annoveriamo:  una frana a Covignano, Via Santa Maria in Cerreto trasformata nel Gange, i “Casetti” allagati, come allagate Rivazzurra e Miramare (quest’ultima dicono con un sano e robusto aroma di merda). Anche diversi sottopassi sono stati chiusi per un po’, ma sicuramente stime più precise le avremo domani quando Gnassi si farà fotografare, sulla scena di qualche disastro, con le maniche di una sua camicia slim fit arrotolate fino ai gomiti. Ho già il titolo:” Da qui parte la ricostruzione di Rimini” (e 20).

A noi pare che, più che straordinari gli eventi atmosferici, siano straordinari i danni che riescono a fare su un territorio massacrato dalla cementificazione. Sarebbe ora di capire come ogni centimetro quadrato di territorio che si cementifica o che di contro, avendone la possibilità, non si restituisce al verde, causa ineluttabili crisi di rigetto a ogni pioggia … ordinaria o straordinaria che sia.

10514733_10204122282199034_2979302939906633378_nIl TRC, oltre ad essere la frattura di un territorio già segnato dall’invalicabile ferrovia, equivale anche a 10 km di cortili, giardinetti e pertinenze condominiali ora impermeabili all’acqua. Per chi ritenesse questa un’esagerazione può andare a fare sci nautico al Muro del Pianto di Riccione. Lo stesso vale per l’ultimo fantastico centro commerciale, con tanto di piscina e palazzine soviet,  approvato dal Consiglio Comunale di Rimini. Un’occasione persa per risanare una zona cementificata e magari per intestarsi una battaglia meritevole invece della crociata contro Tavecchi, il quale ha molto più da temere dalla propria lingua che dalle smargiassate di un Taglianastri in cerca di  titolo estivo. Un’estate senza FN non se la meritava.

P.S.

Messaggio personale all’Acer di Rimini. Già in altre occasioni ho rilevato quanto il condominio di Gaiofana, nonostante i pochi anni di vita, sia affetto da un invecchiamento precoce. In quest’occasione mi piacerebbe sapere a che cosa servono delle pompe automatiche di emergenza che, in caso di emergenza, bisogna attivare a mano. Di 11 sto giro ne ha funzionato una, la Protezione Civile ringrazia perché ieri avevano veramente poco da fare.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

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TRC e il Metodo AM

1385921_246362158850113_1964939497_nE’ finita, la taverna della famiglia Moretti è stata abbattuta. E’ cominciato tutto poco dopo l’una del pomeriggio ed è finita che la sera era scesa da poco. Alla fine una pioggia leggera si è posata sulle macerie come un sudario.

La zona era abbondantemente presidiata. Presenti Digos, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, vicino ad uno degli ingressi del cantiere un reparto operativo della Mobile pronti contro la sommossa e nei pressi della demolizione un agente della scientifica che filmava il tutto. L’impressionante dispiegamento di forze è stato messo in campo non per dei violenti facinorosi, non per dei black block, ma per un onestuomo e un po’ di Grillini armati di cellulare e telecamera. Sarà anche meglio stare sul sicuro, però…

Come l’hanno presa i protagonisti di questa storia? Intendiamoci, nessuno ha mai creduto che quella proprietà rimanesse in piedi. Sebbene inutile il TRC è un’opera da 100 milioni di Euro e chi doveva prendere la sua parte dei soldi di Rimini, che il suo lavoro fosse indispensabile o no, li ha già presi, ora però restano da spendere i quasi 50 milioni del CIPE per i quali tutti si affannano a dire che non sono destinabili ad altro. Falso. Possono essere spesi in mobilità.

sentUna piccola speranza, fioca come una candela in un tornado, l’aveva accesa un giudice del Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna a cui era stato dichiarato dal legale di AM che: nulla di insistente su occupazione provvisoria sarebbe stato abbattuto. Oggi un Giudice per le Indagini Preliminari, attivato dalla Procura, per via della pioggia di esposti della settimana scorsa, ritiene ( quando lo fa un GIP il ritenuto di chiama Ordinanza) che nel dispositivo TAR vi sia un errore di scrittura.

Tutto apposto dunque non stiamo parlando di un errore di interpretazione, come asserivano Agenzia Mobilità e l’Avv. Bernardini, ma addirittura si tratta di un errore di scrittura. Non siate maliziosi, non dovete pensare a niente di strano, ora vi spiego come il Gip è portato a ritenere ciò. (ordinanza GIP)

Gli elementi sono fondamentalmente due e tra questi, purtroppo, non c’è la dichiarazione dell’estensore della sentenza incriminata, nessun meaculpa, ma presumiamo arriverà . Il primo è che, secondo il GIP il decreto di esproprio n.10 del 2007 prevedeva l’intera demolizione del manufatto di Moretti. Il Secondo elemento è che in una sentenza successiva avente lo stesso oggetto il Tar si era espresso diversamente.

esproprioLe cose stanno effettivamente così? Leggere i documenti legali che sono stati prodotti è un grosso aiuto alla comprensione. Un documento soprattutto è fondamentale, il famoso decreto di esprorprio n.10 . Il Decreto di Esproprio, datato luglio 2007, identifica come assoggettata ad esproprio una superficie di 34 mq  calpestabile e 8 mq di manufatto accessorio. E’ necessario notare che nel documento: gli articoli di legge indicati sono il 33 e il 38 del D.P.R. 327/2001 che identificano proprio la demolizione parziale (sottolineiamo parziale) di un bene legittimamente edificato. Dunque in questo documento non si parla dell’intero manufatto che consta in circa 60 mq tra cantina e piano terra.

Il secondo punto su cui il GIP basa la sua deduzione è che ci sia una sentenza successiva la numero 719 (Sentenza Ricorso Occ-Temp Tamburini N. 00719_2013) del 2013 che, partendo dagli stessi presupposti, arriva a conclusione diversa negando la sospensiva. Per l’esattezza si dice che:

“Ritenuto, ad un primo, sommario esame della causa, che il provvedimento impugnato sia immune dai vizi di legittimità rassegnati in ricorso, specie in riferimento alla ritenuta insussistenza della violazione degli articoli […], attesta l’esclusione delle aree dei ricorrenti in contestazione, tra quelle oggetto di espropriazione nell’atto di approvazione del del progetto definivo del T.R.C.”

Errori di scrittura? Sia questa sentenza, la 719, che quella specifica per Walter Moretti, rigettano la sospensione in quanto partono dal presupposto che l’Avvocato Bernardini dichiari cosa esatta dicendo che nulla di insistente in superficie temporaneamente occupata verrà abbattuto. Nella realtà dei fatti questo avviene e dunque il presupposto salta.

Vi ho allegato un sacco di roba da leggere e mi è toccato annoiarvi con una pappardella di sentenze, dunque vi meritate un po’ di gossip. La fretta di abbattere la proprietà Moretti era tanta che nessuno si è accorto che una parte della demolizione avrebbe potuto cadere in una adiacente pertinenza del vicino condominio. Una volta fatta la scoperta si è provveduto in tutta fretta ad aumentare il perimetro del cantiere da quella parte. Già…. peccato che non si potesse fare perché sulla pertinenza insisteva un decreto di occupazione provvisoria scaduta, dunque, durante quello che molti sospettano sia stato un abuso edilizio, probabilmente ne è stato commesso un altro (che un dirigente della Municipale ha detto verrà notificato all’amministratore del condominio). Un po’ come un incidente a catena.

P.S.
Pare che il manufatto di Moretti, essendo in regola con le più severe norme antisismiche, sia stato particolarmente difficile da demolire. Pare anche che in quei 60 mq sia stato trovato più ferro che nelle strutture portanti del Palacongressi. (leggasi come finale satirico).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Bastardi senza Gloria.

TrinceaIl TRC è un problema tale che non si esauriscono mai i punti di vista da cui trattarlo. Fin’ora lo abbiamo affrontato dal punto di vista tecnico, dal punto di vista delle persone che lo subiscono, dal punto di vista dell’opportunità politica, ma non è mai abbastanza perché in questi giorni ho letto affermazioni di Pubblici Amministratori che esternano senza sapere nulla della faccenda.

Ho scoperto addirittura che la posizione di chi si dovrà intestare la difesa dei 10 km d’oro perché governa, o perché convinto che prima o poi toccherà a lui governare, è: Moretti…? Si lamenta perché gli hanno toccato il suo di giardino, il TRC è un’opera che porterà pregio al mercato immobiliare della zona.

sentA parte che Moretti si lamenta solo in ragione una sentenza del TAR che vieta di abbattergli 60mq in luogo degli 8 espropriati, a parte che qualcuno mi dovrebbe spiegare come un autobus che ti passa a 50 cm dalle finestre possa aumentarti il valore dell’immobile, a parte tutto questo… voglio parlare di altro e voglio farlo perché sono consapevole che il modo più efficace di rappresentare un avvenimento è permettere alle persone di entrare in empatia con chi sta vivendo il problema. Dunque ecco la cronaca di una giornata in trincea.

Rimini 28 ottobre 2013 – via Renato Serra 4

625592_245626298923699_1831540182_nA me piace il caldo, più del freddo, ma quando non è coerente con la data scritta sul calendario mi dà una strana sensazione… come di attesa, come se qualcosa dovesse accadere. Questo era lo stato d’animo con cui questa mattina mi sono diretto verso il cantiere TRC.

La mia sensazione mi ha preceduto è l’ho ritrovata li, nel posto in cui da giorni vado per vedere se posso essere almeno uno dei testimoni di quello che sta accadendo. C’era attesa. La famiglia Moretti attendeva, i Carabinieri attendevano, la Polizia attendeva e i 5 Stelle attendevano. C’era caldo e nessun segno di caschi gialli (Italiana Costruzioni) o bianchi (AM).

Una trincea è un luogo strano. C’è tensione, amalgamata a rassegnazione, stemperata dalla continua ricerca di una battuta… anche per distrarre Walter dal perenne riassunto della questione. Quando ti rubano la realtà combatti l’assurdo riepilogando le puntate precedenti… da qualche parte dovrà pur essere l’errore e, c’è da giurarci, sarà così enorme che basterà solo citarlo perché tutti rinsaviscano.

Purtroppo non è così, almeno in questa trincea. Qui l’imperativo è resistere e il problema è: da dove arriverà l’attacco? Ogni tanto ti azzardi a buttare uno sguardo oltre le recinzioni e… parliamoci chiaro in questa trincea nessuno ti spara addosso, ma se malauguratamente fossi tu a vedere il nemico che si avvicina avresti la responsabilità di dare l’allarme e di fare qualcosa. Si, ma che cosa…? Forse potrei….

La mattina se ne va così e i Bastardi senza Gloria (trovo molto adeguato quel film a questa situazione) non debbono fare nulla. Si torna verso casa sollevati a metà, oggi non è successo niente, ma domani? Problema risolto nel pomeriggio, non c’è da aspettare domani, la ruspa è già li. Messaggi rimbalzano su tutti i mezzi di comunicazione di cui dispongo. L’ordine è ricompattare il fronte. Signorsì.

558833_245704578915871_448472313_nArrivo, di nuovo. Fa sempre più caldo. C’è il doppio della tensione del mattino. Walter rimbalza come una pallina da ping pong per tutta casa. Le vedette sono sul tracciato ed hanno individuato il nemico molto vicino alla Linea Maginot, dunque è guerra.

Qualcuno studia piani, altri le sparano grosse, ma quello che continua a sovrastare tutto, anche l’emergenza, è l’attesa. La ruspa è appostata poco distante, ma non arriva, perché non vengono? La stanno montando? Manca un pezzo? No è li pronta, ma non arriva.

 

576557_245718292247833_1034851352_nDopo un lasso si tempo avvertito come infinità  la vedetta Sciacallo (nome in codice) segnala: la stanno smontando. Veramente? Si veramente, c’è anche il camion per portarsela via. Corro a vedere, non è che non mi fido, però certe cose le devi vedere con i tuoi occhi e così mentre gli addetti eseguono le operazioni per rimettere il cingolato a riposo l’attesa si sgonfia lentamente, molto lentamente.

E’ un trucco? C’è un’altra ruspa da un’altra parte? No. Se ne sono andati. Appena mi concedo di credere che per oggi sia finita, un leggero cerchio alla testa mi incorona. E’ lecito, non mi da nemmeno fastidio e mi sembra il minimo dopo un’altra giornata in trincea.

P.S.
Walter Moretti non difende con egoismo il proprio giardino. Difende la parte della sua casa che non gli è stata espropriata e fa l’interesse di tutti lottando per la certezza del Diritto.. una cosa senza la quale, se ci pensate bene, è proprio impossibile campare.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC: Così parlò Maurizio Melucci.

maxresdefaultLunedì 27 ottobre sarà una giornata difficile per Walter “Wallace” Moretti. La Procura, oltre all’atto dovuto dell’apertura di un fascicolo, non ha dato segni di vita per quanto riguarda la richiesta di sequestro preventivo del cantiere.

Agenzia Mobilità e i suoi Bravi hanno già predisposto paratie propedeutiche ad impedire che i Moretti occupino il tetto e, probabilmente, il prossimo intervento sarà scortato dalla Polizia. Di sottofondo a tutto ciò la politica e la consapevolezza delle persone. Molta politica e poca consapevolezza.

Intendiamoci non stiamo parlando della politica per come era stata pensata, ma della politica per quello che è diventata, non un modo per interpretare e gestire le necessità degli abitanti della polis, ma solo opportunità da scambiarsi tra momentanei compagni di interessi…. perché come dice un grande personaggio e modello nei nostri tempi:

[…] fatti un po’ i cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti. Così anche te ti manca un anno e poi entra il vitalizio. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico, te lo dico da amico, che questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina nemmeno.”

antonio_razziMolti avranno capito che stiamo citando l’Onorevole Antonio Razzi. Cose del Parlamento? Lontane da noi? Neanche per idea. Razzi ha avuto solo la sfortuna di essere registrato. Oddio sfortuna.. è ancora li ed è Segretario della Commissione Esteri con tanto di missioni in Corea del Nord, come dire: ha fatto pure carriera. Lo sapete perché quello che ha detto Razzi non conta nulla ed è rimasto impunito? Per il semplice motivo che la storia la scrivono i vincitori. Quante volte lo avete sentito dire? Sarebbe ora che cominciaste a controllare.

Riportiamo la discussione a casa nostra e vedrete che non è dissimile dal punto appena analizzato. Che il TRC sia giusto o sbagliato non è certo la questione che i politici, da Rimini a Riccione, si stanno ponendo. La vera domanda è: chi si prende la responsabilità di fermare una cosa del genere? Le cose stanno così e non lo dico io, non lo dice nemmeno l’On. Razzi.

A dirlo è nientepopodimeno ché Maurizio Melucci, uno dei più antichi sostenitori della Metropolitana di Costa. Non lo chiamiamo Assessore, come prevedrebbe l’attuale carica, solo perché sarebbe riduttivo. In una recente e pubblica chat su Facebook ammette candidamente:

MelucciTutti coloro che vogliono fermare il Trc ritengono che lo si possa bloccare senza tanti rischi finanziari. Il problema è un altro. Quella delibera di revoca dell’accordo di programma la debbono votare i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Se io fossi uno di loro, al di la delle mie personali convinzioni non la voterei. La ragione è semplice. Una volta votata quella delibera di revoca i contenziosi con l’impresa e le considerazione della corte dei conti avvengono in sedi diverse da questa. Nei tribunali! E sinceramente se fossi un consigliere comunale eviterei.

petittaQuesto, che ci piaccia o no, è il punto di vista della politica (o almeno della politica che ci siamo cresciuti). Dunque se sentite l’On. Emma Petitti (PD) che, davanti al Bar degli aperitivi in piazza Cavour, location più rilassante che casa Moretti, si fa intervistare parlando di riqualificanti realtà strategiche, bhe… è inutile che aspettiate il momento in cui comincerà a parlare di quello che sta succedendo.

Il TRC è un’opera di importanza strategica che partirà da Ravenna per arrivare a Cattolica. Questo sentirete dire ripetutamente, quasi fosse un mantra. Esistono anche diversi siti web che parlano dei fasti della linea Ravenna – Cattolica e le pagine in questione, ovviamente ,sono tutte di Rimini. Abbiamo cercato a Cervia, Ravenna e Cattolica tracce perlomeno dell’imminente approvazione del magnifico progetto, ma l’unica cosa che abbiamo trovato è stata una risposta scritta, del 2005, dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mascanzoni di Cervia che asseriva (interpellanza) :

“L’Amministrazione comunale, al fine di potenziare l’accessibilità alle nostre località, ritiene strategica la realizzazione del TRC in un quadro che non produca criticità irrisolvibili sulla viabilità esistente.”

In realtà questa è una citazione un po’ maliziosa da parte nostra perché basta accedere all’abbondante documentazione in rete per capire che l’unica cosa approvata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è il tratto Rimini – Riccione e visto che ci sono voluti 15 anni per arrivare fino a qui…. Per chi volesse conoscere l’iter dell’approvazione ecco la documentazione della camera: www.camera.it/temiap/2011scheda[102].pdf

Gnassi-12Poco importa per la casa di Walter perché la storia, come già detto, la scrive chi vince e l’importante per ora è non prendersene la responsabilità. Così se in Consiglio Comunale qualcuno chiede al Primo Cittadino cosa ne pensa del caso e specificatamente del sopruso, lui risponde altro. Per la precisione dice che hanno testé deciso di chiedere (siamo curiosi di sentire la risposta) ad Agenzia Mobilità ti tornare all’accordo di spesa del 2008 (92.05 Milioni di Euro). Sottotitolo: così Riccione non si lamenta più e si va avanti.
Indignatevi se volete, ma non perdete tempo a meravigliarvi. La politica è compromesso e non troverete nessuno che faccia politica “canonica” senza compromettersi.

P.S.
Domani mattina è tutto pronto per disperdere anche le ultime certezze sul Diritto rimaste a Walter Wallace Moretti e noi, come lui, vogliamo sapere: ma se non basta nemmeno la sentenza di un TAR ai Cittadini chi li difende?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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