E riecco il MetroFantasia (anche detto TRC)

Il Trasporto Rapido Costiero, detto anche metro mare quant’è bello ispira tanto sentimento, è il più grande tema della mobilità riminese… e lo è per colpevole eliminazione di tutti gli altri.

Dalla Stazione alla Fiera, è veramente quello il problema?

Quali altri? Beh, per fare un esempio chiaro ed urgente, trovare un’alternativa sostenibile alla (giusta) chiusura del ponte di Tiberio. Ricordo che per il momento la soluzione applicata è trasformare via Ducale in una strada di Bogotà (intendo per il traffico). Servirebbe un’altro ponte, dice qualcuno. Fate un nodo al fazzoletto che ne riparliamo tra un minuto.

Per l’attuale giunta, che per argomento è in perfetta continuità con la precedente, è più facile spendere una barca di milioni e sfondare tutto ciò che si trova sulla strada del secondo stralcio del TRC, piuttosto che operare sul quadro generale. D’altronde stiamo parlando di quelli che hanno concepito i semafori davanti alle rotonde della statale. Non gli si può chiedere più di tanto.

Circa 16 milioni a km.

I milioni di euro sono 69.332.063,02. Sì lo so, nelle notizie di questi giorni avete letto 49 milioni, ma quelli sono denari del PNRR che il Governo ha stanziato nell’ambito dei programmi di trasporto di massa e che la Regione ha redistribuito. Non tirate un sospiro di sollievo, i soldi non nascono dal nulla, ma sempre dalle tasche di qualcuno, magari le vostre se pagate le tasse. E poi la differenza di 20 milioni non fa nemmeno troppi giri per uscire proprio dai vostri contributi.

Il secondo stralcio del TRC sarà lungo 4 km e 200 metri. Per cosa stiamo spendendo più di 16 milioni a chilometro (mezzi compresi)? Il secondo stralcio del trasporto rapido costiero (metro fiera?) ripeterà il perverso schema del primo, ovviamente.Doppierà un servizio già esistente aumentandone il prezzo, sia immediato che a lungo termine. Il TRC già in funzione chiede 2,10€ per 23 minuti di viaggio da un capolinea all’altro, laddove il normale treno ne chiede 1,50€ per fare lo stesso percorso in 9 minuti. Qualcuno potrebbe obbiettare che il TRC serve anche le 15 stazioni intermedie. La linea 11, tutt’ora in funzione, fa altrettanto. Tra l’altro ferrovie dello stato e linea 11 non presentano oltre 90 milioni di euro da ammortizzare.

Due ponti per il TRC.

Il nuovo stralcio del TRC farà lo stesso, perché il normalissimo e già ammortizzato treno impiega 3 minuti per il percorso in oggetto. A parte questo, avete visto il percorso che andrà ad impegnare il nuovo stralcio? Molto più complicato del primo, per il quale ci sono procedimenti ancora aperti. Ricordo che al signor Walter Moretti è stata tirata giù una parte di casa in virtù di un’occupazione provvisoria di cantiere. Per dire.Ci sono anche due corsi d’acqua da attraversare. Il porto canale, per il quale si procederà a rifunzionalizzare il ponte della Ferrovia e il deviatore del Marecchia per cui si dovrà abbattere e ricostruire il ponte già esistente. Vi ricordate il nodo al fazzoletto che vi ho fatto fare all’inizio? Queste “rifunzionalizzazioni” e queste ricostruzioni vengono fuori facilmente quando si tratta di intervenire sul traffico di quante…? Tre, quattro fiere importanti? 30 giorni all’anno?

Tutto per la Fiera, ma il traffico dal Forese?

L’impressione, magari sbagliata per carità, è che quando si tratta di certi poli di potere (tipo la fiera appunto) non ci siano limiti. Non è molto che abbiamo sentito riproporre per l’ennesima volta il terzo casello per agevolare sempre la Fiera.

Questa fretta di accondiscendere alle esigenze della Fiera continua ad avere l’effetto di far ignorare un problema molto più grande di viabilità generale. Queste opere continuano ad insistere su una sola tratta, che rappresenta solo una dimensione del traffico riminese. Il Forese, il solo territorio verso cui Rimini si può oggettivamente espandere, che porta traffico 365 giorni l’anno, continua ad essere mal servito e sottovalutato. Chi ad esempio abita sulla Montescudo ha visto il traffico automobilistico aumentare esponenzialmente negli ultimi 10 anni, anche in virtù del fatto che il mezzo pubblico è rado, scomodo, poco capillare.

I nuovi approcci per una mobilità sostenibile.

World business council for sustainable development, un’organizzazione in cui siedono i Ceo di oltre 200 aziende internazionali, impegnate sull’agenda della sostenibilità definisce così la mobilità sostenibile:

“significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro.”

Ammettendo che il TRC serva a risolvere il problema del traffico nella tratta Riccione – Fiera, quanto è sostenibile il fatto che assorba tutte le risorse disponibili alla mobilità? No perché a me, (con le mie misere capacità intellettive s’intende), pare che spendendo i 170 milioni delle due tratte TRC nella mobilità generale si sarebbero ottenuti più risultati che affidarsi a un “torpedone” e risolvere il resto con cartelli colorati “fila dritto”.

Poco ascolto alle vere necessità dei cittadini.

Rimini negli ultimi 10 anni è stata affetta di un grave problema di ridotto ascolto dei cittadini. Si è sostenuto apertamente che se ascolti tutti non fai più niente, il che è praticamente un dato di fatto se non hai meccanismi e funzioni per quell’ascolto. Gli indici di sostenibilità per le smart city del futuro sono già stati codificati già da tempo e le infrastrutture sono valutate secondo 4 punti principali:

Sostenibilità

Resilienza

Accessibilità

Inclusività

L’ultimo parametro per essere chiari stabilisce quanto siano validi i meccanismi di ascolto e i processi partecipati. Lo dico ancora meglio: quanto i cittadini siano stati coinvolti nelle principali scelte urbanistiche. Quanto vi siete sentiti coinvolti in scelte come quella del TRC?

@DadoCardone

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TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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TAR selfservice 24h

Se la notizia sarà confermata, ma pare che lo sia, l’Ordinanza con cui il Sindaco Renata Tosi aveva sospeso il cantiere riccionese del TRC è già stata annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale in tempo record.  L’ordinanza n.68 del 17 giugno, che fermava l’abbattimento dei Pini lungo la ferrovia fino a un incontro già fissato in Regione il 30 dello stesso mese,  è stata resa nulla in neanche due giorni lavorativi … che stacanovisti questi del TAR.

Il Tam Tam social è già partito e la domanda che si propaga a velocità virale è: ma com’è possibile che il TAR, notoriamente sovraccarico di lavoro, in sole 24 ore si pronunci su una questione così complicata? Anche se si fosse considerata la parte più semplice della faccenda, ossia il provvedimento urgente e contingibile del Sindaco, elevato per motivi di pubblica sicurezza, ma trovato illegittimo, quale tipo di canale diretto bisogna possedere per farlo annullare in così breve tempo? Mossa calcolata da tempo o giudice amico?

Non abbiamo elementi per sostenere nessuna delle due tesi, ma se dobbiamo guardare le recenti pronunziazioni  del Tribunale Amministrativo Bolognese un dato certo lo possiamo ricavare: il TAR di Bologna è statisticamente sfavorevole ai comitati cittadini della Provincia Riminese.

Il Comitato contro il Teleriscaldamento, dopo aver costretto il Comune di Rimini a un provvedimento congiunto (se no altro che 24 ore), si vide respinto il ricorso senza che si entrasse nel merito della questione. Secondo la sentenza semplicemente non erano un’entità cui fosse attribuibile un simile atto. Una questione formale che, però, non li esentò dal pagamento di più di 25 mila euro di spese legali.

Prima dell’estate scorsa anche un’altra questione arrivò nelle aule di bologna. Il ricorso del Comitato Riminese contro il TRC, sostenuto da una stringente tesi accusatoria contro Agenzia Mobilità, elaborata dall’Ing. Gallini, fu prima accettata da un giudice e poi bocciata da un altro, per un altro caso, ma tanto bastò.

Anche i cittadini riuniti per la questione del V Peep hanno recentemente ricevuto il dubbio di Erode in risposta al loro ricorso. Il Tar si è infatti dichiarato non competente per la materia in oggetto, come dire … me ne lavo le mani.

Ora il nuovo caso, un’ordinanza contingibile urgente respinta con urgenza, mette ancor di più in ambasce i cittadini che il Sindaco, va detto, rappresenta nella loro totalità e di cui è il primo responsabile per la pubblica sicurezza. Sicuramente l’analisi di queste poche righe si può migliorare, ma il quadro generale restituisce ai cittadini un dubbio preoccupante e per capire quale sia questo dubbio basta leggere i post degli interessati sulle pagine dei social. In molti rilevano disparità, non si sentono garantiti e lo esprimono senza mezzi termini.

Cosa succederà ora? I cittadini di Riccione bloccheranno di nuovo il cantiere? Sempre per amor della statistica: la cosa funziona quando si è veramente in tanti.

P.S.

A volte non basta nemmeno non votarli più per toglierseli di torno.

Davide Cardone

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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L’eredità del Sindaco.

La neoeletta Sindaco di Riccione Renata Tosi, all’indomani della sua elezione, riceve,  come da  bonton, complimenti  trasversali proprio da tutti. Bisogna ammettere che l’impresa c’è stata, 70 anni di dominio di una singola parte assomigliano di più ad una maledizione che ad una continuità politica e la Tosi l’ha spezzata partendo da un lavoro d’opposizione durato anni.

Sono proprio tutti complimenti? No. E’ il caso, neanche a dirlo, dell’amabile Primo Cittadino di Rimini, che non perde neanche un attimo per stizzirsi e mettere in chiaro che Renata non fermerà il TRC e che lui nel 2016 vincerà di nuovo. Un atteggiamento che chi  vi scrive conosce bene, infatti anche il mio gatto si gonfia tutto quando ha paura e di paura, Gnassi, non il gatto, fa bene ad averne. Poche ore dopo le elezioni il nuovo Sindaco di Riccione ha fatto bloccare le motoseghe che si apprestavano ad abbattere i 200 pini sul percorso riccionese del TRC e ha dato indicazioni (secondo quanto dichiarato) agli uffici preposti per fermare tutto.

Una determinazione che la Giunta di Rimini ha già conosciuto con il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli e la questione dell’inceneritore. Ricordo, perché vi ho assistito di persona, una poco ospitale Sara Visentin basita di fronte ad un ordine del giorno che la Sindachessa andò a proporgli fin dentro al Consiglio Comunale. Quella volta, nel caratteristico stile spocchioso dell’Amministrazione riminese, l’Assessore all’ambiente aveva rifiutato di partecipare all’Ordine del Giorno contro l’inceneritore che aggregava i comuni della Provincia. La scusa fu che Rimini ne stava preparando uno suo. Vero. Il documento apparve diverse settimane più tardi, dopo aver superato il controllo di Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco e uomo Hera nel Comune. Ovviamente il documento non presentava nessuna caratteristica che ne giustificasse l’attesa.

Dunque un accerchiamento al femminile. Donne determinate che, qualsiasi sia la loro convinzione politica, hanno poche remore nell’andare contro il sistema.. cosa che non si può dire dell’Establishment Piddino e Riminese in particolare,  in affidamento totale  al potere costituito.

L’unica speranza del Sindaco di Rimini sembra essere quella di rendere inappetibile l’amministrazione della città e bisogna dire che ce la sta mettendo proprio tutta. A meno di uno sprint finale, di quelli che non ti aspetti, i primi tre anni del Mandato Gnassi lasciano un’eredità pesante a chi verrà dopo, sempre che i riminesi non decidano di riconfermarlo per una bella eutanasia di massa.

Chiunque verrà dopo si troverà una Rimini con un aeroporto portato al fallimento da fatti penalmente molto rilevanti. Cospicue quote cittadine buttate al vento per la vanagloria di chi non si è accontentato di una struttura di piccola-media importanza e che ora pare destinata a diventare la porta di servizio del Marconi di Bologna.

Lo sfortunato successore dovrà ereditare anche i patti fatti con il Diavolo. A Rimini infatti anche le cose che sembrano fatte per bene nascondono ombre pesanti. L’unica soluzione considerata per le fogne, ve ne erano altre, è stata quella targata Hera che rifà il look alle strutture, che comunque le resteranno in affidamento per chissà quanti anni, in carico alle bollette dell’acqua di tutta la provincia. Inoltre, considerata la gratitudine che le si dovrà per aver tirato fuori dal cilindro una soluzione compresa di risorse, sicuramente il fidanzamento si sarà arricchito di altri progetti. E’ il metodo Hera: al costo di qualche piccola condanna per sfruttamento di posizione preminente sul mercato lega tutto al suo inarrestabile piano industriale. Un piano per cui, ad esempio, sebbene il territorio si scopre virtuoso nella differenziata non ne ottiene vantaggi in termini tariffari e nemmeno per diminuita massa bruciata. Hera porta immondizia da fuori perché il piano dice che il giocattolo deve girare sempre a pieno carico per un insalubre, ma robusto, guadagno. Per sapere poi quanta parte della nuova struttura fognaria di Rimini andrà a coprire, casualmente, anche le necessità che Hera ha in altri territori della Provincia (o immediatamente adiacenti) ci vorrebbe un giornalista, ma a Rimini…. Solo a me è sembrata strana la chiusura del depuratore a mare per concentrare tutto sul quello da potenziare a monte? Nelle ultime lezioni di Fisica delle Superiori avevo capito che l’acqua tende a scendere per effetto della forza di gravità, che pare essere molto più economica delle pompe di rilancio. Senza contare poi l’enorme disagio procurato agli abitanti di Santa Giustina. Dimmi chi voti e ti dirò se ti puoi lamentare.

Purtroppo l’eredità non sarà solo questa, anche se unita ai costi di gestione dell’autobus più stupido e costoso del mondo basterebbe per preoccuparsi seriamente. I Potentati Riminesi  ormai, anche se giocano piuttosto male, sono sempre lì per portarsi via la palla e non far giocare più nessuno. E’ il caso di SGR che, con l’ing. Bruno Tani al comando, nonostante abbia riempito Rimini dell’obsoleto e costoso (per gli utenti) sistema del Teleriscaldamento, ha comunque avuto in premio, o comunque a prezzo di saldo, il monopolio assoluto delle reti gas Riminesi. E’ anche il caso del sistema fieristico di Lorenzo Cagnoni. In realtà sarebbe più corretto dire che l’azienda è pubblica, ma Tutankagnon, con Acquarena, ha recentemente dimostrato che a Rimini si fa quello che dice lui. Così la millantata lotta al cemento del Sindaco Giovane è stata messa in standby per un bel centro commerciale in via della Fiera, un Armageddon urbanistico.

Proprio l’urbanistica sarà l’eredità più pesante di questo periodo di immobilità, dove le esigenze sono cresciute, ma non le soluzioni. Il regime di Salvaguardia (transizione dal PRG al PSC in cui convivono entrambi i piani regolatori) sembra essere diventato la normalità e nemmeno le slides, che vediamo vorticare dal primo giorno di mandato, restituiscono un’adiacenza  fluida tra la Rimini cara la Sindaco e quelle due inutili appendici che sono Rimini Sud e Rimini Nord. Si potrebbe pensare ad una Amministrazione con la passione per il Centro città, ma del centro fanno parte anche i borghi e Borgo Sant’Andrea è lasciato alla deriva, sempre che non si voglia considerare il parcheggio da 10 posti in via Cignani una soluzione urbanistica. Purtroppo gli abitanti del Borgo, da cui lo stesso Sindaco è migrato, non hanno un ponte da far cadere per attirare sufficiente attenzione.

Una nota particolare merita il turismo. La rendita della Notte Rosa è finita. Il turismo di Rimini, con buona pace di Ermeti e Rinaldis, per prezzi, offerta e clientela è da fondo del barile. Certo che le due/tre feste estive si riempiono e si riempiono anche le spiaggie, da un certo periodo in poi (che comincia sempre più tardi e finisce sempre più presto), ma di cosa? Località non troppo distanti da noi hanno fatto scelte precise. Cesenatico, ma anche Cattolica  hanno scelto di puntare alle famiglie e, perlomeno nelle dichiarazioni, lo ha fatto anche il nuovo Sindaco riccionese che si appresta a dare un giro di vite al Marano. E’ vero che Rimini è più grande da riempire, ma  proprio per questo gli interventi debbono essere di sistema e non di ostentata immagine come piace tanto a chi tiene la stecca oggi. Se su tutte le altre cose nessuno aveva un’idea precisa di cosa aspettarsi da Andrea Gnassi, molti avrebbero scommesso sull’intraprendenza del Ministro del Turismo e avrebbero  perso. Due, tre feste, di cui una praticata da tutta la costa ed un’altra (Molo Street) per cui i pescatori stanno ancora chiedendo i soldi… per il resto siamo quasi una colonia balneare per scuole dell’Est, tranne Rimini sud… quella è una colonia penale.

Si capisce, si è capito, che le intenzioni erano altre. Con la scusa del TRC chiudiamo il lungomare, investiamo sulla zona pregiata di Rimini (il triangolone compreso tra Ponte di Tiberio, Piazzale Fellini e Porto), al centro riapriamo il teatro. Molo del Welness, ristoranti con apparizioni show di Bottura & friends, locali, alloggio e divertimento in zona totalemente pedonabile. Bello… se lo fai a Riccione, o Misano,  o Porto Verde, o Cattolica, ma in una città di 150,000 abitanti lunga 20 km sono in parecchi a rimanere fuori dalla Vision (a voglia di produrre slides per spiegarglielo).

Poi bisogna fare i conti con la realtà e l’eredità è inequivocabile. Partecipate svendute, quando non fallite, una ciclabile soppalcata (cit. Massimo Lugaresi), scelte urbanistiche devastanti, offerta turistica consunta e concentrata su sparute occasioni, politiche ambientali inesistenti, fogne a strozzo, clientele potenti, cittadini scontenti. Fa bene Gnassi ad aver paura, ci vuole incoscienza per essere sereni e lasciare in mano ad altri una situazione del genere, anche se il destinatario del testimone sarà, come dalle manifestate aspettative, egli stesso.

P.S.

Pizzarotti di Parma dopo aver drasticamente ridotto il pauroso debito, non solo per quanto imposto dalla spending, ed aver messo a dieta l’inceneritore, ci ha preso gusto. In questi giorni ha deciso di cominciare il percorso di “Comune Virtuoso”, non facile per un comune di quelle dimensioni. Qualche Parmigiano storce il naso e si dichiara sotto dittatura… forse preferivano essere governati direttamente dalle patrie galere dalla precedente giunta. Vengano a Rimini, qui si balla.

Davide Cardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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Effetto Parlamentare in Visita

Certo.. non sarà come quando Obama o la Regina d’Inghilterra arrivano a Roma, ma anche a Rimini quando arrivano delle personalità un po’ di pulizie si fanno.

Oggi, come qualcuno già saprà e non certo grazie alla stampa locale, in via Serra atterreranno i 12 Parlamentari +1 (Giulia Sarti) del #noncifermatetour. Improvvisamente Agenzia Mobilità (o chi per lei) si è ricordata che di fianco a casa Moretti c’erano ancora le reti dell’occupazione provvisoria, il cui permesso è già scaduto da mesi.

Dunque in fretta e furia dei solerti operatori si sono affrettati a smontarla proprio questa mattina.

P.S.

“Ma con il potere che ha il Diavolo.. si potrebbe anche sprecare a farli due cazzo di coperchi.” (cit. Kazzenger di Crozza)

Davide Cardone

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Nessuna pace per il T.R.C.

Un’altra volta sotto i riflettori. Proprio non c’è pace per il TRC e non si capisce perché, visto che oltre a buttare giù proprietà private, disintegrare viali alberati e segare in due il territorio non fa… che il destino si stia accanendo verso gli scrupolosi patrocinanti dell’autobus più costoso del mondo?

Domani è la volta della marmaglia a 5 Stelle. Gente pericolosa, tanto è vero che è stata sospesa per quasi un mese dal Parlamento e che adesso, per passare il tempo va in giro con un camper a far casino per i paesi. D’altronde per adeguarsi allo stile “supercazzola” del nuovo Presidente del Consiglio bisogna darsi da fare. Mi sembra di sentirli… (da leggersi in fiorentino):

Oh Grulli che si fa domani? Si fa una zingarata e si va tutti a Rimini a scroccare un crodino a casa del Moretti? Suvvia!

Ammetto che l’ho sceneggiata un po’ troppo, mi piace immaginarli come il gruppo di Amici Miei, ma la verità è molto più semplice.  Uno dei due camper del #Noncifermatetour era nei pressi e gli attivisti di Rimini e Riccione hanno pensato bene di invitarli a constatare di persona quello che da tempo è già arrivato in Parlamento sotto forma di documentazione: 100 milioni di Euro spesi per collegare due punti già collegati via bus, via ferrovia, via autostrada, via statale, via lungomare e via parallele interne… senza dimenticare che se ne hai i mezzi te la puoi fare anche via mare. Per i meno informati ribadiamo che il mezzo di collegamento non è una metropolitana, come qualcuno pensa, ma un autobus che ha bisogno di una strada tutta sua.

Dunque domani Giulia Sarti,  assieme ai due Meetup capolinea dell’autobus più inutile e costoso del mondo, farà da Cicerone guidando i suoi colleghi lungo il prodotto del genio dell’Ing. Dal Prato. A proposito dell’Eminenza Grigia del T.R.C.:  lo sapevate che si trova in così grossa difficoltà con i tagli imposti dal Tavolo della Mobilità che ha persino tentato di accusare i Grillini di aver praticato atti assimilabili alla “guerriglia urbana” e di averlo rallentato nei lavori? Buon pro gli faccia.

Comunque il programma della visita pare essere:

  1. Partenza dalla Stazione di Riccione

  2. Via Crucis e ultimo saluto ai viali alberati

  3. Crodino a casa Moretti

  4. Presa in carico dell’Istanza del Territorio

  5. Saluti e baci.

Noi di Citizen, con i nostri potenti mezzi, saremo ovviamente presenti…  in un territorio massacrato come il nostro, nel quale l’unica forma di considerazione è la visita di un Sottosegretario all’Ambiente del governo Renzi (leggasi come inutile), un camper pieno di parlamentari è come la cronaca di un allunaggio.

P.S.

Ma…  Gnassi che parla del suo piano di riqualificazione di Rimini e Masterplan vari non puzza un po’ di repertorio stantio? Da renziano dovrebbe muoversi come un rullo compressore: entro Maggio un milione di passeggeri per il Fellini, entro Giugno pronti i ponti, a Luglio il decollo del Palas e poi nei 15 giorni buoni di Agosto risolviamo Mignotte & Vu’Cumprà. E’ questo lo stile che vuole oggi il popolo piddino.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Esproprio si, Esproprio no, la Terra dei Cachi.

20140113_103751Per essere sinceri… dopo la vicenda Moretti  nulla di quello che possono fare Agenzia Mobilità e il suo braccio meccanico Italiana Costruzioni ci può stupire. Siamo però affetti da una sorta di sadismo che ci obbliga ad elencare gli atti con cui il TRC viene perentoriamente portato avanti, a dispetto del suo futuro da emorragia di bilancio.

Gli ultimi ad aver sacrificato il loro diritto al preminente interesse pubblico sono i Fratelli Brolli. Oggi infatti, in via Galvani, sono stati abbattuti 4 garage e una lavanderia  per fare spazio all’autobus più caro del mondo. Mario Renzo Brolli e Maria Grazia Brolli da oggi dovranno parcheggiare le loro macchine in strada, ma non nella via di casa perché è soggetta a divieto di sosta su entrambi i lati.

Succede. Un’opera pubblica di quelle dimensioni è raro che non passi sugli alluci di qualcuno. Si fanno dei progetti Preliminari, poi si fanno i Definitivi, si mandano gli espropri e ora dei progetti Esecutivi i cittadini si saranno organizzati diversamente. Tutto secondo norma. Invece no.

20140109_114127Mario Renzo Brolli, il proprietario di metà dell’immobile abbattuto (abbiamo controllato) non ha mai ricevuto un esproprio. L’indispensabile documento è stato spedito intestato alla madre. Per quanto riguarda la sorella l’esproprio non è stato consegnato  a lei personalmente, ne a nessuno della sua famiglia, ma ad un suo impiegato che, poco ma sicuro, non rappresenta uno dei possibili delegati al ritiro di certe notifiche.

Questo tipo di irregolarità sono sufficienti per rendere nullo l’atto, basta rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, come i fratelli Brolli hanno in effetti fatto. La discussione del ricorso ci sarà il 16 corrente mese, ma AM, come da tattica consolidata, si è affrettata a tirare giù tutto qualche giorno prima. Oggi appunto.

Per chi non avesse seguito i precedenti avvenimenti ricordiamo che l’esproprio  darebbe diritto ad abbattere solo parte degli immobili, incombenza non prevista nel progetto definitivo e che AM risolve con un’ occupazione temporanea, di solito usata per occupare spazio utile al cantiere, durante la quale tira giù tutto quello che le da fastidio.

20140113_103957Sembrerebbe inevitabile, secondo quanto affermano i capoccioni di Agenzia Mobilità, ma proprio oggi un abuso edilizio ha dimostrato il contrario. Un paio di numeri civici più in là un vicino dei Brolli ha separato autonomamente la parte espropriata da quella che sarebbe dovuta venire giù con l’occupazione temporanea e così AM non ha potuto abbattere il resto.

E’ evidente che il residente in questione ha fatto quello che i Geni del TRC dovrebbero fare in ogni occasione, ma che non fanno perché corrisponderebbe ad una serie di operazioni non previste nei progetti. Dunque chissenefrega. Esprorprio si, esproprio no… siamo o non siamo la Terra dei Cachi come cantava Elio? Dunque si tira giù tutto e poi ci penseranno i tribunali ad attribuire le responsabilità.

P.S.

Apparentemente è tutto senza conseguenze, ma le ultime rilevazioni (http://www.iprmarketing.it/sites/default/files/Governance%20Poll%202013%20-%20I%20sindaci.pdf) danno il consenso del Sindaco in calo di più di trenta posizioni rispetto all’anno scorso, precisamente dal 31° al 63° posto. Questi saranno solo sondaggi, ma chi vi scrive questa mattina era sul cantiere oggetto dell’articolo e ha sentito delle esternazioni nei suoi confronti che non erano propriamente degli inviti a cena.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – L’incertezza del Diritto.

13 - 1 (2)Ci sono molte cose che provocano sentimenti di paura nell’essere umano, ma le situazioni che provocano vero e proprio terrore hanno tutte a che fare con l’insicurezza. Ci sono avvenimenti, come il lutto, che tolgono qualsiasi certezza su quella che pensavi fosse la vita e ce ne sono altre, come l‘incertezza del Diritto, che ti espongo a forze superiori, non preventivate, per subire abuso, violenza.

La legge è uguale per tutti, ti insegnano. Tu pensi che non è proprio così, ma che, se conduci una vita onesta, poche saranno le cose che potranno veramente inibire il tuo diritto e, se ti succederà, sarà opera di delinquenti… invece…

Quello che è successo oggi in via Serra, sul cantiere del TRC, ha dell’incredibile e ha lasciato molte persone prive di sicurezza di fronte all’incertezza del Diritto. Una sentenza di un Giudice di un Tribunale Amministrativo è una di quelle cose che non ti verrebbe mai in mente potesse essere presa per “acqua fresca” e, dicendo questo, cito una persona che, anche se non direttamente interessata, ho visto allontanarsi molto triste da quel cantiere.

A questo punto però serve un riassunto delle puntate precedenti. A Rimini è in avanzato stato di completamento un’opera chiamata TRC (Trasporto Rapido Costiero). Che cos’è? Nonostante sia reduce da un iter di quasi vent’anni alcuni hanno scoperto solo ora che non si tratta di una metropolitana, ma di un filobus bisognoso di una sede tutta sua da percorrere, questa sede è a senso unico alternato. (Quando dico che certe persone l’hanno scoperto solo adesso, mi riferisco anche a dirigenti amministrativi di vario livello, non unicamente a cittadini.)

13 - 1 (5)Questo autobus da 100 milioni di Euro, chiamiamolo con il suo nome, non collega fiere ad aeroporti e magari a Palacongressi. Collega il niente con il nulla, limitandosi a percorrere pochi km parallelamente alla ferrovia, nemmeno lato mare.
Nel corso degli anni molte persone hanno lottato contro l’inutilità del progetto, tanto più che per realizzarlo è stata tirata una linea retta secante realtà molto popolose. Oggi sappiamo che quella traiettoria è stata scelta in maniera piuttosto approssimativa contando su “aggiustatine” successive. Tutto fattibile se non fosse che le aggiustatine ledono il diritto di diverse persone e, come sembrano aver scoperto le indagini dell‘Ing. Gallini, costringono il Piano Esecutivo a prendersi delle libertà nei confronti del Piano Regolatore Generale assolutamente non previste.

13 - 1 (4)Ovviamente tutto ciò non è regolare, ma il trucco sembrerebbe essere abbattere ciò che da fastidio, con un’occupazione provvisoria al di la di quelli che sono i confini stabiliti in prima istanza. E’ successo al garage in muratura di Giovanna Fin e non sappiamo quante altre volte sia già successo, ma oggi stava per succedere alla casa di Walter Moretti. Eh si.. perché anche questa volta non si trattava di un magazzino in lamiera, una tettoia o un capanno, era una casetta in piena regola con trenta metri di piano, trenta metri di cantina, allacciamenti luce e gas, pavimenti, cucina, lavandino e quadri alle pareti. Un pezzo di casa.

sentIl Proprietario, nella traballante certezza del suo Diritto ha opposto una sentenza del T.A.R. a ciò che stava accadendo, per scoprire poi che quello che sospettava era vero: Ci sono poteri nei confronti dei quali il cittadino non ha diritto ed allora è dovuto salire sul tetto di ciò che gli volevano tirare giù, per ristabilire gli equilibri.

Non avete capito male. Siamo a Rimini, la capitale del turismo, si suppone un luogo civilizzato del nord est italiano. Un cittadino è dovuto salire su un tetto ed opporre resistenza passiva, in quanto nemmeno la sentenza di un giudice amministrativo non gli garantiva la certezza del suo Diritto.

La sentenza del Giudice TAR è semplice, cosa rara e da apprezzare. In sintesi : dato che l’Avvocato Bernardini di AM ha dichiarato  non essere prevista in esecuzione degli atti impugnati (ossia quelli dell’occupazione provvisoria) nessun abbattimento eccedente a ciò che è stato espropriato nel 2007, è inibita la demolizione di manufatti o loro porzioni sull’area temporaneamente occupata. Come dire (l parafrasi in libertà): Avvocà.. se non hai dichiarato il falso non avrai nessuna difficoltà a far rispettare quello che tu stesso hai detto.

Oggi AM ha fatto una brutta figura e, non essendo stati presenti,  non avete idea di quanto. Ci sarebbero molte cose da dire e da raccontare, compresa l’espressione di disprezzo che ho letto in viso al dirigente AM Amadesi nei confronti di Moretti e suo figlio che difendevano la loro proprietà… solo una mia impressione? Il dato più esemplificativo però è la risposta stessa di Agenzia Mobilità. Dopo essersi dichiarata sorpresa che qualcuno legga sentenze TAR con la propria testa parla anche di:

” una ordinanza più recente, datata 10 ottobre 2013, con cui il Giudice del TAR respinge la richiesta di sospensiva, con analogo oggetto, relativa ad un’altra proprietà.” Ma NON quella di Moretti ce lo vogliamo aggiungere o no? E se poi c’era tutta questa sicurezza  come mai Dal Prato ha passato un mese a farsi offrire limoncini a casa degli espropriati per cercare accordi? Ed ancora come mai si è scelta la strada dell’inganno con il blitz di cui molti sono stati testimoni oggi? E’ strano che chi usa con tanta confidenza i colpi di mano possa farsi sorprendere da un’interpretazione di una sentenza diversa dalla propria.. no?

13 - 1 (3)
Luigi Camporesi e Luca Gallini

Mentre il Consigliere Luigi Camporesi difendeva sul campo quello che riteneva essere un Diritto, dal Parlamento Giulia Sarti procedeva con esposti alla Procura, alla Prefettura, ai Carabinieri e al Ministero delle Infrastrutture. L’opinione di chi scrive, modesta quanto si vuole, ma qui rappresentata, è che siano proprio queste autorità chiamate in causa a dover ristabilire la certezza del Diritto, perché non c’è nulla di più brutto che pensare di essere in balia di entità che non subiscono l’influenza della legge.

 

P.S.

Ma la nipote di Melucci, assodato che non si tratta di un caso poltrona assistita, che cosa aspetta ad esprimersi nel merito della questione? (Almeno politicamente). Forse preferisce che se la veda l’esperto in mosse repentine Dal Prato?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Libera Repubblica del TRC.

phileas9Questa mattina i funzionari dell’Agenzia Mobilità hanno eseguito l’ennesimo decreto Regio a cui i cittadini di Rimini sono tenuti ad obbedire in quanto sudditi di un non meglio identificato potere, non certo di quello democratico a cui tutti pensiamo di appartenere. Esagerato? Non direi. Guardate queste foto.

Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.
Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.

Nella prima immagine il segno dell’esproprio definitivo, quello dove passerà la Metropolitana di Costa che porterà via garage, cantine, magazzini, balconi dei piani bassi e proprietà di vario genere.

Tra i due segni l'esproprio provvisorio.
Tra i due segni l’esproprio provvisorio.

Nella successiva immagine un secondo tipo di esproprio, un esproprio provvisorio, che poi sarebbe lo spazio per mettere attrezzature, strumenti e macchine per compiere il lavoro. Questo ulteriore esproprio, dicono della durata di 3-4 mesi, entra per ulteriori 4 metri nella proprietà.

Pezzo di scala "provvisoriamente" espropriata.
Il valore di questo esproprio, che nel caso specifico delle foto arriverà fino a metà scala dell’entrata posteriore, non viene calcolato in base all’ulteriore fastidio arrecato, ma con un forfait di circa 125,00 €. Tutto questo è autorizzato da un documento dell’Agenzia Mobilità, in quanto gli espropriati non risiedono nel Comune di Rimini, ma nel feudo della succitata agenzia.
Ora… che  la Metropolitana di Costa sia un’opera inutile è riconosciuto da tutti, anche dai suoi stessi promotori che evitano accuratamente di chiedere il consenso popolare. Che l’opera porterà ulteriori guai finanziari è un calcolo facile da fare perché, dopo aver speso 100 milioni di Euro per sostituire la linea 11, poi bisognerà pure mantenerlo questo  costosissimo senso unico alternato. Però che la democrazia venga demandata ad un consorzio di enti è una cosa molto triste e pericolosa.
Stavolta esagero? Ancora una volta no. L’Agenzia Mobilità ha compilato gli espropri, definitivi e provvisori, secondo le indicazioni dei tecnici e chissà di quante necessità non ha tenuto conto. Un esempio è ancora una volta l’azione di stamattina. Quando  ai funzionari, presentandosi con tanto di Decreto di esproprio (si presumerebbe un documento ufficiale), è stato fatto notare che i segni messi calcolavano la scala d’accesso all’appartamento come uno stupido ingombro, loro hanno proposto di farli più indietro.

Le domande, inevitabili, a questo punto sono: ma allora queste determine, questi decreti in deroga, che ufficialità hanno? In quanti modi possono essere cambiati? Quanti errori sono stati coperti “spostando un segno”? Quanti di quei “segni”, che ricordiamo possono toglierti il balcone, non erano poi così necessari?

P.S.
La sferzata di innovazione portata dalla giovane e brillante manager Roberta Frisoni, presidente imposto dal PD e solo casualmente (!?) nipote di Maurizio Melucci, tarda a farsi vedere anche dal punto del semplice rispetto dei diritti dei cittadini.

Davide Cardone

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