Tecnopolo: Bonaccini non si costituisce parte civile.

La Regione Emilia Romagna ha deciso di non costituirsi Parte Civile al processo Tecnopolo. Chi deve tutelare l’Interesse Pubblico?

Ne abbiamo scritto più volte. A Rimini, con gli scandali Tecnopolo e Acquarena, ombre lunghe e scure si agitano sull’Amministrazione e sul partito che, sostanzialmente, la guida. Le indagini, venute alla luce grazie all’ex Assessore Roberto Biagini, hanno suscitato reazioni scomposte nel Primo Cittadino e nel PD. Se i dubbi dell’opinione pubblica rimangono, però, è per la posizione poco chiara rispetto all’opportunità di costituirsi Parte Civile nel processo Tecnopolo (attualmente rimandato al 21 gennaio).

Più chiara è la posizione del Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la cui Amministrazione ha messo nero su bianco la volontà di non costituirsi Parte Civile. A rivelarcelo è la risposta a un’interrogazione della Consigliera Regionale Raffaella Sensoli.  In sintesi la risposta a firma Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive, afferma che l’opera è stata finita e consegnata, dunque la Regione non si ritiene danneggiata.

La risposta, che si specifica fornita in accordo con l’Avvocatura della Regione, fa sorridere e non solo per la mancanza d’Opportunità Politica. La Notizia di Reato, che immaginiamo i responsabili della Regione abbiano avuto modo di leggere, ipotizza comportamenti riconducibili al falso ideologico e all’illegittima erogazione di finanziamento pubblico. Scendendo ancor più nel particolare si scopre che gli investigatori della GDF contestano un primo collaudo dell’opera Tecnopolo totalmente illegittimo, non perché mancasse qualche marca da bollo e nemmeno per l’assenza di qualche finitura.

Secondo le parole intercettate dell’allora Responsabile Unico del Procedimento, oggi a processo, l’Ingegner Massimo Totti, mancavano “il 30% dei lavori”. In questo 30%, per quanto approssimativo, è possibile ci fossero cose che ormai non si possono più verificare? Nella notizia di reato qualcuno, sempre intercettato, afferma di aver visto fare un muro senza aver messo malta, l’isolatore sismico, nel giunto verticale. Nell’estrema ipotesi che la struttura non sia adeguata a sopportare un terremoto, in che modo la Regione avrà tutelato l’interesse pubblico? E ancora. L’ipotesi di reato ci racconta che probabilmente uno degli iscritti al gruppo temporaneo d’impresa, realizzatore dell’opera, si è guadagnato la partecipazione tramite accordo con quel tale Mirco Ragazzi, che nulla dovrebbe c’entrare con la gestione pubblica. Alla Regione sta bene che nei cantieri da lei finanziati vi siano sospetti di tangente? Basta che l’opera, in un modo o nell’altro, venga finita?

Ci preme sottolineare che qui non è questione di mancare al Garantismo o di condannare senza processo. Vi sono indizi sufficientemente gravi per istruire un dibattito processuale e, a volte, i procedimenti giudiziari risolvono verità nemmeno ipotizzate nelle indagini (non si sa mai che qualcuno si penta). La costituzione in Parte Civile è solo una tutela, non costituisce un atto d’accusa e, se l’accusa riguarda reati che aggrediscono la Cosa Pubblica, le Istituzioni hanno il dovere di applicare questa garanzia.

Allora la domanda, per coloro i quali non dovessero considerare valide le giustificazioni fin qui ascoltate, è: perché Comune e Regione non vogliono tutelare l’interesse pubblico rispetto a una verità processuale che ancora non conoscono? Fatta la domanda e non ottenuta risposta soddisfacente, ognuno è libero di forgiare la propria opinione sul fuoco dell’arbitrarietà ed è questo il vero pericolo in cui incorrono certe decisioni. Qualcuno potrebbe anche arrivare a pensare che il Partito Democratico, evitando di far costituire Parte Civile le Istituzioni che governa, voglia preservare un proprio sistema. E’ un’ipotesi che bisognerebbe prendere in considerazione in virtù di un principio che si chiamava Opportunità Politica. Un bene di cui non si ha notizia da lungo tempo. Non solo dalle nostre parti.

@DadoCardone

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Teconopolo: Bonaccini, fai come Gnassi?

Rimini: lo scandalo Tecnopolo ha provocato timide reazioni non solo nel Comune di Rimini, ma anche nella Regione.

Come il Comune di Rimini, anche la Regione Emilia Romagna non sembra manifestare intenzione di costituirsi parte civile al processo Tecnopolo.

Di cosa stiamo parlando? Per chi non lo sapesse i fatti, brevemente, sono questi. Un’indagine della Guardia di Finanza di Rimini, scaturita da una segnalazione alla Procura dell’ex Assessore Roberto Biagini, ha prodotto tre filoni d’inchiesta sull’irregolarità di alcuni appalti pubblici Riminesi.

L’indagine principale riguardava l’irregolare interazione con gli uffici pubblici di tale Mirco Ragazzi, un modenese, la cui influenza su alcuni appalti, secondo le indagini, sembra sia stata favorita dal Capo Gabinetto del Sindaco Sergio Funelli. Il tema lo abbiamo ampiamente trattato su Citizen e potete trovare un indice delle puntate precedenti QUI.

Le indagini si sono concentrate su due dei più noti appalti Riminesi degli ultimi tempi: Acquarena e Teconopolo. Proprio nel troncone Tecnopolo scopriamo coinvolta anche un’altra importante figura del Comune di Rimini, l’Ing. Massimo Totti. Sempre secondo le indagini, ormai note a molti, l’Ing. Totti sarebbe l’ideatore di un falso collaudo, pensato per non perdere 1.500.000 € di finanziamenti regionali.

E’ palese che, se queste vicende dovessero essere confermate anche in tribunale, vi sono due parti gravemente danneggiate. Il Comune e la Regione. Quando la notizia del reato e delle gravi imputazioni a carico di dipendenti comunali è diventata pubblica, il Sindaco Andrea Gnassi ha reagito cercando di far passare l’idea che fosse tutta un’invenzione del denunciante Avv. Roberto Biagini che, secondo lui, avrebbe cercato di “rovesciare il tavolo” per non essere stato incluso alle liste PD nelle amministrative 2016. Il che, per dovere di cronaca, è falso, poiché la denuncia di Biagini è precedente (e non di poco) alla sua esclusione, tra l’altro voluta da Gnassi in persona a ridosso della competizione elettorale.

Possibile che il Primo Cittadino non abbia saputo nulla della consistenza delle indagini? Lo chiediamo perché i casi sono due: o reputa l’opinione pubblica così poco accorta da ignorare un processo a carico di 18 persone (tra cui 3 dipendenti comunali), deviandola con una semplice supercazzola alla Salvini, oppure non si è preso tempo e modo di capire cosa stesse veramente succedendo negli uffici di cui è il primo responsabile.

Nel Consiglio Comunale di Rimini però esiste un’Opposizione che, anche se in maniera un po’ scomposta, ha chiesto al Sindaco perché il Comune non si costituisse parte civile. La risposta del Sindaco è stata enigmatica. Nel senso che, correttamente, identifica la costituzione come parte civile presentabile solo nell’atto del rinvio a giudizio (rimandato a novembre per legittimo impedimento), tuttavia non dice nemmeno che il Comune si costituirà in quel ruolo senza dubbio alcuno.

Una dichiarazione forte in quel senso servirebbe, perché va bene essere garantisti, ma il garantismo non esclude di rappresentare la forte volontà di difendere l’Istituzione, anche con una dichiarazione preliminare che metta le cose in chiaro.  Questo lezioso richiamo alla formalità, non rilevato in altri avvenimenti mediaticamente più impattanti (vedi caso Buguntu), richiama inevitabilmente alla memoria il caso Aeradria, per il cui fallimento milionario il Comune non si è costituito parte civile, sostituendo l’atto con una non altrettanto efficace messa in mora.

Un altro campanello d’allarme lo fa suonare la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli. Ieri ha indirizzato alla Regione un’interrogazione sullo stesso argomento. Non scorgendo alcuna intenzione, ha chiesto formalmente cosa avesse intenzione di fare la Giunta. Anche perché, lo ricordiamo, il finanziamento è stato poi erogato dalla Regione mentre i suoi Uffici avevano consapevolezza di un’indagine in corso e in riscontro a un documento di collaudo con modalità che le indagini della GDF definiscono: sconcertante.

Non sarebbe il caso che Stefano Bonaccini la smettesse di fare il timido e dichiarasse chiaro e tondo cos’ha intenzione di fare? La domanda, comunque, gli è stata fatta tramite l’interrogazione della Sensoli. Speriamo non si prenda sessanta giorni per rispondere a un quesito piuttosto semplice e spazzi via con risolutezza qualsiasi dubbio.

P.S.

“Nel paese della bugia la verità è una malattia.” [Gianni Rodari]

@DadoCardone

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Scandalo Tecnopolo – Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini.

Rimini: L’avvocato Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini GDF su Tecnopolo e Acquarena.

A qualche anno dalla conclusione delle investigazioni della Guardia di Finanza, a reati già formalizzati, si ha la possibilità di capire i contenuti dell’indagine che ha coinvolto dipendenti del Comune di Rimini, nonché un cospicuo numero di soggetti privati, nelle irregolarità degli appalti di Tecnopolo, Acquarena ed altri tronconi di procedimenti penali conseguenti.

Il mezzo di questa conoscenza, ancora una volta, è l’Avv. Roberto Biagini, l’ex Assessore della prima giunta Gnassi, che si rivolse con un esposto alla magistratura, a causa di un soggetto non meglio identificato che faceva i suoi comodi negli uffici comunali, tale Mirco Ragazzi e che pare essere il perno di un sistema poco chiaro. Contestualmente alla conferenza stampa, da egli stesso convocata, Biagini ha condiviso i contenuti documentali ottenuti. Nel video qui proposto il riassunto degli avvenimenti e il motivo della decisione.

Nel frattempo già le prime reazioni. Quella di Andrea Gnassi in particolare, che accusa il suo ex assessore di aver voluto “ribaltare il tavolo” per non essere stato scelto nelle liste delle successive elezioni. Cosa che, per inciso, è un falso storico, visto che la denuncia di Biagini è dell’agosto 2015, mentre il Partito gli ha chiesto una candidatura nella primavera del 2016.

Fa Specie che il Sindaco di Rimini, pur nel rispetto del garantismo, scelga un atteggiamento così superficiale, senza stigmatizzare quanto successo negli uffici della sua amministrazione che, per quanto il processo debba ancora decretare una verità legale, non è cosa da minimizzare o barile da scaricare.

N.B.

Abbiamo scelto di proporvi il video della conferenza in versione quasi integrale, i tagli sono solo di vuoti o ripetizione nella discussione. Crediamo sia importante per gli interessati formare una propria opinione, senza apporre una nostra selezione dei contenuti. In un secondo momento proporremo un’analisi del contenuto documentale che riassume le indagini della GDF.

Le 4 puntate dell’inchiesta di Citizen sugli appalti di Acquarena e Tecnopolo:

@DadoCardone

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Scandalo Tecnopolo – Video intervista all’Avvocato Roberto Biagini

Rimini: Un’ombra si staglia malevola su diversi appalti della città malatestiana, ma, inspiegabilmente, se ne parla molto poco. La cronaca è avara di dettagli a proposito dei due filoni d’indagine, aperti a Rimini e a Bologna, in relazione agli appalti di Tecnopolo e Acquarena. Tre impiegati comunali sono già passati da indagati ad imputati e continuano le indagini su Mister X, l’uomo che pare sia stato “suggerito” dalla politica, alle aziende appaltatrici e agli uffici pubblici, per “risolvere i problemi”.

Come si è arrivati all’apertura di quest’indagine che, tra le altre cose, mette in campo ipotesi di turbativa d’asta, falso in atto pubblico e truffa? Il merito è di Roberto Biagini, l’Assessore della Prima Giunta Gnassi che, dopo aver saputo della presenza dell’estraneo che si aggirava per gli uffici comunali, ha condotto un’indagine interna, per poi consegnare una relazione alla Procura della Repubblica. Perché Biagini sembra fosse l’unico a non conoscere Mister X? Come ha scoperto della sua esistenza? Cosa c’entra con questa faccenda Sergio Funelli, Capo Gabinetto del Sindaco? Esiste una relazione tra l’azione di Biagini e la sua estromissione dalle liste PD, voluta da Andrea Gnassi in persona e comunicata dal Segretario Regionale Paolo Calvano?

Ce ne parla lo stesso Avvocato Biagini in quest’intervista.

@DadoCardone

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