Bonaccini ha deciso. Nein! Niente spiaggia per gli Emiliano Romagnoli.

C’è una domanda che da stamane percorre veloce il web e i balconi del confinato popolo della costa emiliano romagnola. “Perché i parchi sì e le spiagge no?”

La domanda sorge spontanea dall’ultima limitazione voluta dal Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini che, estroflettendo il mento volitivo, ha replicato all’ultimo DPCM : No! In spiaggia non si può! Tra l’altro, quando il Sindaco Renata Tosi di Riccione ha chiesto spiegazioni, ci ha tenuto a precisare che lui si deve preoccupare di ben altro e “non ha tempo da perdere”.

Dispiace molto che la Democrazia faccia perdere tutto questo tempo allo Zar delle Romagne, nonché delle Emilie. In ogni caso, quando un Amministratore chiede la logica di una decisione, perché evidentemente la deve in qualche modo giustificare con il territorio di sua competenza, un pochino si dovrebbe sforzare. Ha già tanto da fare, è un periodo brutto, ma non sta certo portando “la croce” da solo. Con i mezzi messi a disposizione dalla Regione può anche trovare qualcuno che risponda a quegli insolenti amministratori al posto suo.

Ad oggi, comunque, la logica non si è proprio capita. Plasmare realtà molto diverse con singoli colpi d’accetta è una cosa che sicuramente funziona in Cina, ma la Democrazia ha un costo. Si traduce nel dover governare la Libertà delle persone, non la loro cieca sottomissione. Ci sono degli inconvenienti, ovviamente. Gente che non è d’accordo, gente che non capisce, addirittura  gente che disubbidisce, ma ognuna di queste persone si assume una responsabilità personale rispetto a come reagisce alle norme. E’ la Democrazia baby.

E poi… e poi c’è il buonsenso. Prendete Rimini per esempio. Rimini ha parchi e spiagge. Dopo quasi sessanta giorni di confinamento (li festeggiamo il 12 maggio) non si può considerare un capriccio passeggiare al parco o in spiaggia e molti lo faranno. Ci andranno, anche se per tutta la vita non gli è mai fregato nulla, semplicemente perché gli è stato impedito per troppo tempo. Allora una cosa è farli andare tutti solo in un parco, un’altra è dividerli tra verde e sabbia. E’ una possibilità che porta vantaggio nell’ottica del distanziamento sociale, non svantaggio. Ci sono posti che non possono permetterselo per la conformazione del territorio? Che lo decidano i loro sindaci, oppure sono tutti degli idioti e l’unico che sa come si fa è Bonaccini?

Attenti a non giudicarla una quisquilia questa spiaggia negata. E’ anzi una questione dirimente, perché la vera domanda è: i dispositivi di protezione e il distanziamento, funzionano oppure no? Perché o funzionano e allora si può andare in spiaggia dove c’è tanto spazio, o non funzionano, e gli stessi problemi che si verificherebbero sull’arenile avranno luogo a maggior ragione nei parchi, negli autobus, nei posti di lavoro, nella visita al congiunto e chi più ne ha più ne metta.

Per quanto mi riguarda, io seguirò le norme come ho (quasi) sempre fatto, ma non potrò far  a meno di guardare con occhio ancora più critico le decisioni di questo Governatore di Regione, eletto la prima volta con un flop storico d’affluenza e la seconda “perché altrimenti va su Salvini”. Il potere ottenuto con risibile rappresentanza reale, chissà come mai,  genera molto spesso decisioni poco condivise.

P.S.

E Andrea Gnassi che fa? Non difende il senso di responsabilità dei suoi concittadini? Non rivendica il diritto di popolare (responsabilmente) il “luoghi dell’anima” (come li chiama lui)? In questo caso non sembra voler battere pugni sul tavolo… non si sa mai che qualcuno smetta di assecondarlo in solido nelle sue “Vision”.

@DadoCardone

Share

Teconopolo: Bonaccini, fai come Gnassi?

Rimini: lo scandalo Tecnopolo ha provocato timide reazioni non solo nel Comune di Rimini, ma anche nella Regione.

Come il Comune di Rimini, anche la Regione Emilia Romagna non sembra manifestare intenzione di costituirsi parte civile al processo Tecnopolo.

Di cosa stiamo parlando? Per chi non lo sapesse i fatti, brevemente, sono questi. Un’indagine della Guardia di Finanza di Rimini, scaturita da una segnalazione alla Procura dell’ex Assessore Roberto Biagini, ha prodotto tre filoni d’inchiesta sull’irregolarità di alcuni appalti pubblici Riminesi.

L’indagine principale riguardava l’irregolare interazione con gli uffici pubblici di tale Mirco Ragazzi, un modenese, la cui influenza su alcuni appalti, secondo le indagini, sembra sia stata favorita dal Capo Gabinetto del Sindaco Sergio Funelli. Il tema lo abbiamo ampiamente trattato su Citizen e potete trovare un indice delle puntate precedenti QUI.

Le indagini si sono concentrate su due dei più noti appalti Riminesi degli ultimi tempi: Acquarena e Teconopolo. Proprio nel troncone Tecnopolo scopriamo coinvolta anche un’altra importante figura del Comune di Rimini, l’Ing. Massimo Totti. Sempre secondo le indagini, ormai note a molti, l’Ing. Totti sarebbe l’ideatore di un falso collaudo, pensato per non perdere 1.500.000 € di finanziamenti regionali.

E’ palese che, se queste vicende dovessero essere confermate anche in tribunale, vi sono due parti gravemente danneggiate. Il Comune e la Regione. Quando la notizia del reato e delle gravi imputazioni a carico di dipendenti comunali è diventata pubblica, il Sindaco Andrea Gnassi ha reagito cercando di far passare l’idea che fosse tutta un’invenzione del denunciante Avv. Roberto Biagini che, secondo lui, avrebbe cercato di “rovesciare il tavolo” per non essere stato incluso alle liste PD nelle amministrative 2016. Il che, per dovere di cronaca, è falso, poiché la denuncia di Biagini è precedente (e non di poco) alla sua esclusione, tra l’altro voluta da Gnassi in persona a ridosso della competizione elettorale.

Possibile che il Primo Cittadino non abbia saputo nulla della consistenza delle indagini? Lo chiediamo perché i casi sono due: o reputa l’opinione pubblica così poco accorta da ignorare un processo a carico di 18 persone (tra cui 3 dipendenti comunali), deviandola con una semplice supercazzola alla Salvini, oppure non si è preso tempo e modo di capire cosa stesse veramente succedendo negli uffici di cui è il primo responsabile.

Nel Consiglio Comunale di Rimini però esiste un’Opposizione che, anche se in maniera un po’ scomposta, ha chiesto al Sindaco perché il Comune non si costituisse parte civile. La risposta del Sindaco è stata enigmatica. Nel senso che, correttamente, identifica la costituzione come parte civile presentabile solo nell’atto del rinvio a giudizio (rimandato a novembre per legittimo impedimento), tuttavia non dice nemmeno che il Comune si costituirà in quel ruolo senza dubbio alcuno.

Una dichiarazione forte in quel senso servirebbe, perché va bene essere garantisti, ma il garantismo non esclude di rappresentare la forte volontà di difendere l’Istituzione, anche con una dichiarazione preliminare che metta le cose in chiaro.  Questo lezioso richiamo alla formalità, non rilevato in altri avvenimenti mediaticamente più impattanti (vedi caso Buguntu), richiama inevitabilmente alla memoria il caso Aeradria, per il cui fallimento milionario il Comune non si è costituito parte civile, sostituendo l’atto con una non altrettanto efficace messa in mora.

Un altro campanello d’allarme lo fa suonare la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli. Ieri ha indirizzato alla Regione un’interrogazione sullo stesso argomento. Non scorgendo alcuna intenzione, ha chiesto formalmente cosa avesse intenzione di fare la Giunta. Anche perché, lo ricordiamo, il finanziamento è stato poi erogato dalla Regione mentre i suoi Uffici avevano consapevolezza di un’indagine in corso e in riscontro a un documento di collaudo con modalità che le indagini della GDF definiscono: sconcertante.

Non sarebbe il caso che Stefano Bonaccini la smettesse di fare il timido e dichiarasse chiaro e tondo cos’ha intenzione di fare? La domanda, comunque, gli è stata fatta tramite l’interrogazione della Sensoli. Speriamo non si prenda sessanta giorni per rispondere a un quesito piuttosto semplice e spazzi via con risolutezza qualsiasi dubbio.

P.S.

“Nel paese della bugia la verità è una malattia.” [Gianni Rodari]

@DadoCardone

Share

Bonaccini e la sua orchestra.

8490786245_b1b4f24320_oIeri sera, con il grado d’inviato Citizen, ho assistito al concerto per trombone organizzato dal PD, titolo:  la Sanità delle valli. In quel di NovaFeltria, presso il Teatro Sociale, è stato organizzato un bell’incontro senza contraddittorio per il Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

La scaletta della serata è stata la seguente. Ringraziamenti, tanti, troppi. Parola ai vari Comitati che agiscono per tenere aperti gli ospedali, politici locali, Raffaella Sensoli per grazia ricevuta e dopo il quartetto Tonini, Gnassi, Venturi, Bonaccini se l’e’ suonata e se l’è cantata con tutto l’agio possibile. Il Pubblico, al 98% demokrat, ha gradito. Strano.

Come hanno suonato? Sembrava una composizione di Nino Rota, tanto erano bravi gli interpreti. Vi dico subito che la qualità degli artisti era tale che Andrea Gnassi è apparso persino dimesso, tanto che ha rinunciato a sogni, segni e puntini adriatici. Ora però nello stile Citizen daremo un po’ di voti.

Marcello Tonini. Il primo assolo è stato il suo. Ha risposto ad accuse che nessuno gli aveva fatto e si è pure incazzato. Il nuovo Direttore dell’Ausl Romagna si è parecchio risentito perché un rappresentante dei comitati gli ha chiesto di sbottonarsi e parlare chiaro. Tonini, dopo aver più volte mimato l’atto di sbottonarsi (per me gli va dato il premio gag dell’anno), ha parlato molto chiaro, solo che ha sbagliato tema e si è inerpicato nell’apologia di se stesso, rianimatore di ponti radio e mappatore della Valle. Pare che Google stia per lanciare le Tonini Maps, applicazione per le ambulanze che non conoscono le vie della Valmarecchia. Voto 4: Fuori tempo.

Sergio Venturi. Ha difeso la scelta dell’Ausl unica senza se e senza ma, con uno stile decisamente soporifero. Il pubblico era votato alla resistenza ed ha resistito … io no. Tra una pennichella e l’altra mi pare di aver capito che fosse un intervento inutile. Non ha aggiunto, ne tolto, nulla ad un dibattito che tanto non è mai esistito. Unica nota positiva, non ha promesso nulla, almeno lui. Nella Valle ricordano ancora con malinconia quelle sostanziose promesse firmate Piva e Lombardi. Oggi hanno altro di cui preoccuparsi. Voto 5+: Agevola il sonno meglio della melatonina.

Andrea Gnassi. Il discorso non è il solito e nemmeno la verve, forse soffre troppo la presenza del pesce grosso. Bonaccini, nella tornata Regionale, gli aveva promesso un Assessore al Turismo (almeno così diceva Andrea sui quotidiani) e invece gli ha concesso un segnaposto al Bilancio. Senza il suo solito discorso, che ormai è come una coperta di Linus, è parso disorientato. Basti dire che non ha anticipato nulla della pioggia di milioni, per nevone e maltempo, che il Presidente avrebbe annunciato di lì a poco chiedendo testimonianza proprio al Taglianastri. Lui stesso, dopo aver girato a lungo attorno al concetto “#AreaVastaBella”, ha ammesso di non essersi preparato. Voto 3: Il Cane mi ha mangiato i compiti e mia nonna è morta per la terza volta quest’anno.

Stefano Bonaccini. Possiede una somiglianza imbarazzante con Benito Mussolini e mi vien da pensare che chi gli cura l’immagine abbia molto insistito sull’evitare di puntare i pugni ai fianchi. Lui non lo fa, tiene solo una mano in tasca … forse per contare i miliardi che, lui e solo lui, è in grado di far piovere sulla Regione. Dice una serie di cazzate, presupponendo che nessuno sappia niente dei fondi europei (vero) e che i terremotati ancora nelle case di plastica passino inosservati (ancora vero). Di Sanità parla poco, ma ci tiene a ribadire che lui non è li per ricevere applausi, anche se è capacissimo di procurarseli …. Lo dimostra di lì a poco quando si dice non disposto a sopportare che si usi la paura della gente per fini politici. Un’affermazione che stimola, appunto, applausi e un “BRAVO!!” senza ritegno da un fedelissimo in prima fila. Della serie “ti piace vincere facile”. Comunque l’affermazione che tutti aspettavano è arrivata: “nessuno ha mai detto che saranno chiusi degli ospedali”. Un’altra volta vero, saranno semplicemente trasformati in altro. Voto 2: ITALIANI!

Fuori concorso:

Raffaella Sensoli. Non era stata compresa tra i relatori sebbene l’emendamento che ancora da speranza agli ospedali della Valle sia proprio il suo. Dopo un paio di comunicazioni in tralice, con cui ha fatto capire che comunque zitta non sarebbe stata, gli è stato procurato un posticino (sempre fuor di dibattito). Mentre parlava ai piedi del palco, Tonini ha chiesto a Gnassi chi fosse, lui l’ha rassicurato sussurrandogli era solo una del Cinque Stelle. Già … peccato che sia anche il Vice Presidente della Commissione Sanità. Comunque Raffaella ha avuto buon intuito ed essendo in posizione tattica sfavorevole non ha affondato nessun colpo, sebbene ne avesse ben donde.  Voto 7: A Risiko a volte conviene ritirarsi.

Schermata 05-2457149 alle 15.01.06Emma Petitti. Come fa una donna a cambiare più poltrone della Minetti senza avere la stessa presenza scenica? Semplice: sta zitta e si fa i fatti suoi. L’unico sfogo che si concede è il Tag compulsivo con cui ha fatto vibrare gli smartphone di tutte le prime file (cosa che a qualcuno piace e ad altri no, dipende da dove tengono il telefono). Eppure qualcosa da dire l’avrebbe avuta giacché comunque la sua delega al bilancio era compatibile con qualsiasi discorso fatto. Voto: Non classificabile. Dovrebbe lavorare per Frau S.p.A.

Concludendo; trovo commovente come il PD continui a tranquillizzarsi da solo, ma non meno dell’atteggiamento apolitico dei comitati, formalmente giusto, ma inefficace nel risultato. Chiedere una soluzione a chi ti ha messo nella situazione contro la quale lotti è una evidente minchiata, perché presuppone l’assenza di altri interessi che non siano il bene dei cittadini. Quello è un altro pianeta.

P.S.

Vede signorina … la precedenza è un po’ come la patata, ogni tanto toccherebbe darla.” [Giuseppe Giacobazzi – dopo un incidente in Apecar]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La Macro Passerella Adriatico Ionica.

IMG-20141210-WA0001Ieri ho assistito, mio malgrado, a quello che odio di più della politica. L’uso di un tema politico importante ad uso passerella.

Per la rubrica “forse non tutti sanno che”, sta per consolidarsi il progetto di una Macroregione Adriatico Ionica, ossia la progettazione comune, sostenuta da fondi europei, dei paesi e delle regioni che affacciano sull’Adriatico e sullo Ionio. Questo progetto non è esclusivamente indirizzato ai membri europei, ma anche agli Extra UE, in quanto l’obbiettivo dichiarato è l’inclusione  di Paesi che non sono attualmente nella Comunità Europea.

Bello. O almeno sarebbe bello se in mezzo a tutto ciò non ci fossero i politici italiani. So poco di quelli Albanesi, Croati e Montenegrini, ma se c’è una cosa di cui sono sicuro è che i rappresentanti della politica italiana, prima di arrivare al fine ultimo dei progetti, antepongono tutto quello che possono accaparrare, si trattasse anche solo di visibilità. Un chiaro e distinto esempio se n’è avuto ieri.

La famosa conferenza sulle Macroregioni, quella a cui tutti i giornali hanno dato ampio spazio sia prima che dopo, quella che doveva durare quasi tutto il giorno, è in realtà durata un’oretta. Non che nel resto della giornata non ci sia stato qualcuno che parlava al Paladebit, inutile cornice del nulla, ma una volta esibitesi le personalità politiche nel famoso numero “diciamo la stessa cosa con toni diversi così sembra altro”, le sedute della sala si sono rarefatte come se qualcuno avesse tirato una fialetta puzzolente.

Discorso di Gnassi, discorso di Bonaccini, discorso di  Sandro Gozzi (detto anche Er Zeppola), discorso del Sottosegretario All’ambiente Silvia Velo, discorso degli ospiti stranieri, foto, ripresa di mamma Rai, coffe break e addio.

Non che in tutto ciò non ci sia stato nulla di divertente. Per esempio (so che questa la capiranno in pochi) il sottosegretario Velo dovrebbe pronunciare in maniera meno incerta il titolo Blu Job.. in inglese è un attimo essere fraintesi. A proposito di inglese. E’ stato anche molto simpatico osservare le facce sconcertate della platea quando l’inviato Albanese ha fatto il suo discorso in inglese.  Le reazioni sono andate dall’epistassi alla spudorata lettura della Gazzetta dello Sport (che tanto non capisco). Il bello è che Gentian Elezi, Vice Ministro per l’Integrazione Europea dell’Albania, parlava anche un perfetto Italiano avendo studiato a Milano, ma avrà pensato fosse veramente un’occasione europea.

Una citazione a parte la merita il solito Gnassi che continua imperterrito a fare lo stesso discorso riadattandolo ad ogni singola occasione.  Sto giro si è risparmiato il “puntino sull’Adriatico”, ma ho visto il rappresentante serbo scrutare il cielo, per cercare ispirazione, quando in cuffia gli parlavano di campanili, via Emilia, via Popilia … giurerei  si stesse  chiedendo se il Sindaco a Rimini fosse anche il capo dei Pizzardoni. So strani ‘sti italiani. Perlomeno ha concluso in perfetto stile turistico invitando tutti a visitare Rimini. Tutti tranne Bonaccini che ha negato di aver promesso un assessorato a Rimini. Eppure io l’avevo letto il titolone… qualcuno ha raccontato una cazzata.

Sparite le personalità ho pensato che finalmente fosse giunto il momento di parlare concretamente della Macroregione, ma sono stato posto di fronte a delle linee così generali che… l’unico richiamo Adriatico che ho sentito distintamente è stato il mal di mare.

Dunque alla resta dei conti la Strategia UE era quella di dare occasione di un bel set fotografico e menar in gruppo quel povero cane per l’aia. L’effetto più paradossale di tutto ciò sarà quando chi non ha idea di che cosa si stia parlando reclamerà per se ruoli principali in questo progetto, a dispetto di chi se lo cura da anni, come  Mario Spacca, il Presidente della Regione Marche.

P.S.

Chi di teatrino colpisce…

 

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share