Fascio Pass – serve una riflessione meno superficiale.

Catalogare il disagio come semplice stupidità è un alibi pericoloso per chi governa la Società Civile.

I fatti di Roma li conoscete. Una manifestazione NoGreenPass ha provocato diversi disordini tra cui l’assalto ad un pronto soccorso  e a una sede CGIL, quest’ultimo guidato da Roberto Fiore e Giuliano Castellino. Arrestati.

Le reazioni sono state immediate (giusto), ma non foriere di un ragionamento su quello che sta succedendo. Penso che i rappresentanti della cultura italiana, o perlomeno coloro che si definiscono intellettuali, dovrebbero fuggire la tentazione di mettersi nella squadra dei buoni e annullare qualsiasi tipo di riflessione.

Loro fascisti, i cattivi, noi i buoni, i partigiani, nel 2021 non risolve. Non perché Fiore & Company non siano fascisti, anzi. Fa strano che ci si accorga solo ora della loro esistenza. Ricordo ancora con fastidio quando questo ex latitante, condannato in contumacia per banda armata, si è messo a sfilare per il corso d’Augusto a Rimini assieme a una masnada dichiaratamente fascista.

Il fascismo non è un’opinione.

Tutti a dire “che male fanno”, come se il fascismo fosse un’opinione e non un crimine. Che male fanno lo abbiamo visto domenica. Loro certo loschi figuri che si prestano a questo revival da operetta, ma per manifestarsi il sentimento fascista non ha bisogno di indossare camice nere  e sventolare bandiere. Se è ridicolo pensare che il partito fascista possa essere ricreato, il sentimento è in mezzo a noi e non ci ha mai abbandonato, perché si nutre dell’esasperazione e della confusione delle persone.

Come cercava di spiegarci Pasolini, ormai quarant’anni fa, l’antifascismo di maniera è fuori tempo massimo, perché esiste una forma di fascismo più subdola e insidiosa intesa «come normalità, come codificazione del fondo brutalmente egoista di una società». E lo abbiamo visto domenica. Dietro ai fascisti c’erano persone normali, con tanta rabbia. E’ quello stato d’animo che si dovrebbe indagare e cercare di guarire.

Chi sono i NOGreenPass.

Ci sono i No Greenpass, che poi sono dei novax, ma cercano altre definizioni perché essere contro i vaccini nel 2021 è veramente dura per chiunque.  Manifestano la loro idea e a me non da fastidio. Un sondaggio è già stato fatto, l’80% degli italiani ha accettato due dosi, per cui nessun “No” può superare i “Sì” e la Democrazia ha già sentenziato. Se i NO vogliono perdere le domeniche, rinunciare ai luoghi pubblici al chiuso e mettersi addosso lo stigma del lavoratore con un problema, a me come individuo cambia decisamente poco.

Cambia molto però se la politica e la cultura li archiviano come semplici imbecilli. Parliamoci chiaro. Se vattelappesca litiga per il vaccino con un  NOqualsiasi su Facebook, non è niente di più che un litigio tra tifosi. Ma le persone con un peso, un rilievo e un ruolo nella nostra società non possono permettersi di avere un atteggiamento che non sia pedagogico. Se lo fanno, se si mettono anche loro a fare il tifo, ingrossano le fila dei confusi e degli scontenti.

L’origine del disagio.

Ed è proprio qui, se posso esprimere un’opinione, il problema. L’atteggiamento di sospetto verso “la versione ufficiale delle cose” è in campo da molto prima del Covid. Se nessuno se ne fosse accorto accorto, in America Trump ci è diventato Presidente. Di più è rimasto ultra competitivo anche per la seconda campagna elettorale per la Presidenza, che finì con l’invasione del Campidoglio ad opera di “cornuti” in stato d’agitazione, incoraggiati nella convinzione di essere stati defraudati. Non è abbastanza per capire quanto pericoloso sia non occuparsi delle cause di queste nuove dinamiche antropologiche?

Infodemia.

Ci sono cause che riguardano la modernità. L’infodemia è una di queste. Circola una quantità esagerata di informazioni per cui la persona “normale” culturalmente non ha strumenti di vaglio. E bisognerebbe darli fin dalla scuola i mezzi per distinguere le informazioni accreditate, altrimenti la gente finisce per credere che la terra sia piatta, recintata dal ghiaccio e sorvegliata da giganti per conto degli alieni.

La Politica.

C’è poi la sfiducia nella politica come strumento di rappresentanza e nei politici come assuntori di responsabilità. Il 50% delle persone che rimangono a casa per delle elezioni amministrative è un segno pesante di questa sfiducia. Anche il senso comune di “tifoseria” è stato stornato dalla mancanza di un reale senso dell’opportunità politica da parte di chi si candida a rappresentare i cittadini. Sul significato politico della bassa affluenza bisognerebbe aprire un’altra importante riflessione, ma chi ha vinto si sfrega le mani, chi ha perso racconta di essere stato scippato. Per il centro destra c’è stato accanimento della magistratura e Enrico Letta (per fare un autorevole esempio) ci viene a raccontare di aver recuperato “la sintonia” con il Paese.

C’è poi il vizietto della politica di usare la confusione. Non condanna, ammicca, si fa possibilista, non prende posizioni, proprio perché in competizioni elettorali in cui si vince con la metà più uno, della metà di quelli che hanno diritto al voto, anche una palazzina di famiglie può cambiare le sorti. E dunque perché inimicarsi novax o nogreenpass? Perché prendere posizioni ferme e decise contro il sentimento fascista che ci pervade? Perché non andare a stringere alleanze con stati che legiferano contro la libertà d’informazione e contro i diritti? La risposta è facile, quanto drammatica. Il motivo è semplicemente che anche quel sentimento fascista può essere usato elettoralmente, ma non solo dalla destra eh! Da entrambi i poli d’attrazione politica, perché se per la destra sono voti, per la sinistra c’è il nemico da combattere.

Gli intellettuali.

Per ultima, ma non per ultima come causa, metto l’incapacità della Cultura (nel senso più ampio del termine) e dei suoi depositari di saper leggere il presente e affrontarlo in un ottica che li spinga fuori dalla loro comfort-zone. La pratica pedagogica in questo Paese, ma non solo qui, risulta  annichilita da egomaniaci che sacrificano l’approfondimento teoretico, psicologico, didattico e antropologico, al vantaggio personale di qualche passaggio in tv. Il massimo ottenibile oggi.

Perché alla fine della storia se non sei capace di fornire i mezzi a chi ti ascolta per fruire del tuo sapere, tu stesso sarai valutato senza quei mezzi. E diventerai famoso non nel merito di quello che studi e/o insegni, ma perché scrivi libri e fai interventi nei quali prendi prendi in giro chi non ti capisce. A sua volta chi non ti capisce (ma anche chi fa finta di capirti per non sentirsi inadeguato) e ti percepisce asservito a certi interessi,  vede che ti sei guadagnato il tappeto rosso al festival del cinema di Venezia solo perché lo hai deriso. Cosa può generare tutto questo se non una rabbiosa distanza sociale?

Il dissenso.

In una Democrazia reale, applicata, il dissenso c’è sempre, anzi è addirittura vitale e infatti è stato organizzato nelle istituzioni stesse come sistema di contrappesi tramite l’opposizione. Il dissenso civile va compreso, analizzato seriamente. Nel disagio si nascondono necessità reali. Pensare che le persone siano solo stolidi consumatori, che ogni tanto diventano dei rivoltosi solo perché gli va, è un atteggiamento pericoloso per tutti. 

Mi auguro che chi si dichiara intellettuale prenda un po’ più a cuore la questione, perché a me pare che tutto sia trattato con l’estrema superficialità della sola scelta dell’ombra del campanile sotto cui stare. Che poi è anche quello che fanno i NoGreenPass alla fine dei conti, anche se la loro scelta è destinata ad essere minoritaria.

P.S.

Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la ‘cultura’ con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l’ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un’altra cultura.
(Pier Paolo Pasolini)

@DadoCardone

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Ariecco l’uomo nero.

Giovedì 16 maggio, presso la Sala del Bonarrivo a Rimini, Roberto Fiore terrà un comizio elettorale, come segretario di nazionale di Forza Nuova.

E’ soffiato forte il vento del dissenso contro questa decisione, perché il Fiore, sfuggito alla Giustizia Italiana con una lunga latitanza in Inghilterra, per chi non lo sapesse, è il leader di un’organizzazione dichiaratamente Neo Fascista.

A noi di Citizen, suona sempre molto ambigua questa superficialità nei confronti delle manifestazioni fasciste, quasi che qualcuno ritenga di esorcizzarne il sentimento non parlandone. Visto però che l’omertà su queste pagine non è prevista (figuriamoci a pochi giorni dall’anniversario della morte di Peppino Impastato), ecco il nostro invito alla riflessione.

Perché non deve essere concessa la Sala del Bonarrivo per il comizio elettorale di un’organizzazione Neo Fascista?

E’ senz’altro vero che questo sparuto manipolo di esseri impauriti da qualsiasi diversità non riuscirà mai a rifondare il Partito Fascista. E’ altrettanto vero però che il Fascismo non si può ridurre a quel tentativo o, ancor peggio, a semplice opinione. E’ invece un sentimento pericoloso, che si annida anche nella coscienza di chi non va in giro pelato, sventolando bandiere. Fascismo è l’intolleranza della persona “normale” che identifica nello straniero la causa di tutti i suoi guai. Fascismo è il pretendere che tutte le persone della Società si muovano nell’ambito di una cristiana, patriarcale, eterosessualità. Quando non si applicano i principi base del Cristianesimo e, magari, non si è nemmeno tanto convinti della propria sessualità. Fascismo è appellarsi alla “legalità”, per poi non considerare validi i diritti che le persone hanno ottenuto con anni di battaglie civili.

E lo stiamo vedendo da vicino cos’è il Fascismo usato come fosse solo un’opinione, proprio in quest’ultimo anno. La Lega, ha lasciato il suo segno usando l’unica cosa che riesce a stimolare, la paura. Sono finite sotto attacco tutte le conquiste che hanno di fatto allargato l’egida del Diritto. Lasciandoci in una guerra continua per difenderlo. Il Fascismo è un alibi pericoloso che ci impedisce di progredire, in quanto sposta le ragioni del blocco, dalla reale immobilità del Diritto, a presunti attacchi al nostro stile di vita portati da non meglio identificate forze esogene.

Si può essere indifferenti a tutto questo? Se non si può far finta di nulla innanzi a questo sentimento strisciante, non si può nemmeno restare indifferenti di fronte ai catalizzatori di questa eteronomia perniciosa, soprattutto quando non fanno nemmeno finta di essere altro e teorizzano apertamente l’abbattimento del Diritto e Democrazia.

E ancora. E’ senz’altro vero che i risultati elettorali di questi gruppi fascisti hanno poco peso, ma intanto ottengono il loro spazio, la loro visibilità e fanno il loro lavoro travestendo razzismo, xenofobia, omofobia, islamofobia, misoginia, con slogan d’apparente buon senso, facili da ripetere per chi riesce a fare i conti solo con le proprie paure.

L’odio distillato dalle paure fa crescere queste forze anche politicamente. Pensare che per veder prosperare il sentimento fascista in Italia sia necessario passare per un 50% elettorale è da sprovveduti. E’ doveroso ricordare che la Lega, rappresentante fino all’anno scorso solamente di un certo sciovinismo padano, con il massimo a cui avrebbe mai potuto aspirare, un 17%, è oggi forza di Governo, detiene il Ministero degli Iterni, e batte tutta l’Europa in cerca di alleanze di estrema destra. Lo avreste mai detto un anno fa?

Il Fascismo, o chi ne usa il sentimento, prospera nelle nostre incertezze, nelle nostre indifferenze, nei nostri “ma dove vuoi che vadano”. Ce lo insegna la Lega, ma anche la Brexit inglese e l’America di Trump.

Ritornando a Rimini e alle nostre questioni locali. La sala è della Provincia, ma si trova nella Città di Rimini, medaglia D’oro al Valor Civile della Resistenza, che però sembra si sia appisolata all’ombra della sua onorificenza. L’anno scorso è stata permessa addirittura una ronda Nazi-Fascista sulla nostre spiagge, con ospiti polacchi dell’ONR. Quest’anno gli diamo anche la sala del Bonarrivo in Corso D’Augusto? “Non me sta bene che no.” (cit.)

Per questo Citizen Rimini aggiunge il suo (lieve) peso alle associazioni che già hanno espresso il loro dissenso contro la deprecabile evenienza. Che sono:
Anpi Provinciale Rimini, Arci Provinciale Rimini, Arcigay Provincia Rimini, Casa Madiba Network, Casa Don Andrea Gallo Rimini, Non Una Di Meno Rimini, Cgil provincia Rimini, Cordinamento Democrazia Costituzionale provincia Rimini, Federconsumatori Rimini, La Sinistra Provincia Rimini, Libertà e Giustizia Rimini, Manifesto contro l’Odio e l’Ignoranza, Pacha Mama commercio equo Solidale, PCI Rimini, Rimini Umana, Vite in Transito. (Se qualcuno ritiene di essere stato escluso da questo elenco ce lo faccia sapere che lo aggiungiamo volentieri).

P.S.

Siamo stati Hackerati. Hanno inserito uno script nel nostro blog che mette a testa in giù tutte le foto dei fascisti. Strano, no?

@DadoCardone

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Qui, una volta, era tutta campagna… elettorale.

Vi sta piacendo la campagna elettorale più brutta della storia? A ben guardare potevano far di peggio e dunque farci divertire di più, invece si sono limitati a “50 sfumature di  piccineria”. Lo conoscete? E’ un giochino sadomaso dove la parte passiva spetta sempre all’elettore. Già perché tu potrai anche sfoderare il matitone elettorale in tutta la sua Vis democratica, ma poi per il Senato ti trovi a scegliere tra Arlotti, e #seisportiva Franchini (Leggete qui se non conoscete l’ultima Gaffe), dunque quello che gode non sei certo tu.

L’elettorato ne risente e, ovviamente, si assottiglia sempre di più. La cosa triste è che questo  dato nessuno lo vuol guardare. Basta una buona percentuale di ciò che è rimasto, sul fondo del barile elettorale, per intestarsi titoli e responsabilità che tutti hanno già ampiamente dimostrato di non saper portare. Certo il Movimento ancora non ha governato, ma chi è il Movimento? E’ quello dell’attivista Pizzarotti che rimette in carreggiata una stupenda città come Parma o quello che cambia i suoi principi fondanti in corsa pur di comandare? No… perché, nella seconda ipotesi, un PD lo abbiamo già avuto. Grazie.

Non vorrei sembrasse però che si parli sono di PD e Movimento, siamo in par condicio e non è mai stato così facile attenercisi. Il Centro Destra nella sua perenne commistione con il Partito Democristiano (o era Democratico?) si dichiara indisponibile a nuovi Patti del Nazareno; Il che, considerando la negazione dello stesso fino a pochi mesi fa, sembra un bel passo in avanti… quasi da firmarci un patto con gli italiani. Nel frattempo si lasciano i resti del precedente pasto in una bella doggy bag, possono sempre tornare utili, non è che puoi fare la spesa anche domenica sera.

Di questi resti a Rimini abbiamo una bella rappresentanza. Il partito Petaloso di Mandame Lorenzin Curie, la donna che sussurrava (ubriaca) ai delfini, sfodera da queste parti Sergio Pizzolante e il fido Sancho Panza , altrimenti noto come Mario Erbetta. Sancho non ha idea di cosa stia facendo, ma sa che, se gli va bene, può star a guardare “il capo” che si tromba Dulcinea per altri 5 anni a stipendio pieno.

 I loro claim elettorali sono esilaranti . Pizzolante propone l’hashtag #FidatidiSergio, un escutatio non petita che dice molto già da sola, il secondo  ne propone addirittura due: #iostoconMario, come fosse la vittima di qualche discriminazione, e #LErbettaPensieroinParlamento (sì, scritto male come lo leggete).  E’ così che lui chiama i suoi deliri, “Erbetta pensiero”… che assomigliano molto ai pensieri che ti vengono dopo aver fumato proprio l’erbetta. A loro favore bisogna però dire delle cose. Pizzolante riesce a stare serio mentre, a fianco di Gnassi, lo sente dire che ha fatto ribalzare l’ottocento contro il quattrocento (o qualcosa del genere), probabilmente è ben allenato. Ve lo ricordate quando riusciva a stare serio ascoltando Lupi che parlava del salvataggio dell’aeroporto? Erbetta invece… no, su Erbetta non mi viene niente a favore manco per scherzo.

Su questi personaggi ci sarebbe da scrivere molto di più, ma non vorrei rubare qualche riga alla NewEntry di queste elezioni. No, non sto parlando di Ylenja Lucaselli, la Piddina pugliese, residente a Roma, che ha rubato il posto nelle liste di Fratelli d’Italia a Gioenzo Renzi (ma quanto si sentirà premiato?). Non parlo neanche di +Europa, sebbene con lo slogan “il 4 marzo non startene buono #StaiBonino abbiano raggiunto il giusto livello di trash preteso da questa campagna elettorale.

La New entry  è Forza Nuova. Il partito talmente patriottico che a livello nazionale si fa guidare da un ex latitante, sfuggito alla Giustizia Italiana per quasi vent’anni e a livello locale da un tizio che ha dovuto patteggiare in fretta e furia, altrimenti non poteva partecipare alle elezioni. Va detto, per dovere di cronaca, che il tizio in questione, il quale tiene molto a definirsi “fascista in camicia bianca”, nel 2007 è stato fermato durante un tentato assalto incendiario al Centro Sociale Paz. Tentativo che gli è valso un’accusa di terrorismo, caduta in cassazione, e una pena superiore ai due anni di carcere.

Ecco qui. Questo è il listino, peraltro incompleto, dell’Horror Show elettorale 2018. Mancano i leghisti, ma cosa vuoi dire di gente che si affida ad una fakenews antropomorfizzata? Potete scegliere tra il vecchio malamente tenuto o il nuovo pessimamente ispirato. Se non vi bastasse vi sono incroci abominevoli ottenuti in vitro parlamentare e psicopatie che, invece, si riproducono per partenogenesi, poichè non hanno bisogno di essere fecondate da alcuna idea. Buon voto.

P.S.

Se qualcuno si sentisse dimenticato da questo articolo… mi ringrazierà poi. Con calma.

 

@DadoCardone

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Niente spazi pubblici ai fascisti.

Il Comune di Rimini ha intenzione di portare in Consiglio un cambio del regolamento per i luoghi pubblici. Pare che sostanzialmente si cercherà di vietare l’uso degli spazi pubblici a chi non sottoscrive i valori dell’Antifascimo e della Democrazia. Per chi dovrebbe mai essere un problema accettare una cosa del genere? Non rispondete… era una domanda retorica.

C’è da scommettere che il passaggio non sarà dei più semplici data la vicinanza alle elezioni. In tempo di guerra, si sa, ogni buco è trincea. Anche la composizione dello stesso Consiglio Comunale potrebbe rappresentare una difficoltà, visto che nella stessa maggioranza vi sono storie più affini alla destra che al centrosinistra. Ricordiamo, a titolo esemplificativo, quando Mario Erbetta rispose rassegnato alla proposta di Gioenzo Renzi di impedire l’apertura dei negozi etnici e “deportare” quelli già presenti: “Eeehh Renzi, non è possibile. Io lo so… potrebbe essere anche piacevole, ma di fatto le regole sono quelle per tutti”. 

Siamo sicuri però che il Consigliere con lo strabismo politico s’inchinerà ai voleri del suo partito petaloso. Patto civico è infatti lo specchio locale per Civica Popolare.. l’esperimento nato incrociando un’improbabile Ministro della Sanità e una brutta legge sui vaccini. A ben guardare le difficoltà per il regolamento “Antifascio” saranno più di natura tecnica. Come si sottoscrive la propria adesione ad Antifascismo e Democrazia? Chiedendo il permesso per lo spazio pubblico si giura sulla Costituzione? Oppure valgono i precedenti di chi fa domanda? Nella seconda ipotesi un partito come Forza Nuova (per dire) sarebbe fortemente discriminato e recriminerebbe proprio in questo senso.

Dal comunicato dell’Amministrazione si avverte una qualche insicurezza sul punto tecnico. Leggiamo infatti che  si tratta di un :“atto doveroso, la cui elaborazione tecnica terrà conto di quanto sta emergendo da altri Comuni in Italia e dalle proposte e soluzioni provenienti dal Consiglio comunale”. Come dire: qualcuno sa come si fa?

Intanto arrivano le prime reazioni al comunicato. Qui riportiamo quella del Presidente ArciGay Rimini:

La rimozione dagli spazi pubblici degli spacciatori di odio e di violenza neofascista è un atto doveroso che l’Amministrazione di Rimini si è impegnata a compiere. Ovviamente ora sentiremo i cori lagnosi di chi lamenta la “discriminazione al contrario”, ma si tratta di obiezioni chiaramente infondate. È invece preciso dovere delle istituzioni difendere la cultura e la pratica democratica da chi la strumentalizza e fa propaganda eversiva di ideologie anticostituzionali.
Ci auguriamo che questo regolamento venga approvato quanto prima e che contenga esplicitamente, tra gli esempi di discriminazione, anche l’omo-transfobia perché non possiamo dimenticare le contromanifestazioni al Rimini Summer Pride che hanno offeso la dignità e messo a rischio l’incolumità di ogni partecipante.
Marco Tonti
Presidente Arcigay Rimini “Alan Turing”

Inutile dire che noi di Citizen siamo a favore di questa iniziativa e che speriamo venga affrontata con cognizione di causa, senza fare errori di supponenza. Nel 2018 le ronde fasciste in giro per Rimini non si possono vedere e non si può nemmeno vedere l’ex latitante Roberto Fiore che vorrebbe insegnare nelle nostre piazze cos’è la Patria, dopo averla abbandonata per quasi vent’anni allo scopo di sfuggirne le regole.

P.S.

“[L’Italia] è il Paese che il fascismo lo ha incubato, partorito e regalato al mondo, e come tale dovrebbe farsi qualche controllo periodico.” [Michele Serra]

 

@DadoCardone

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Quando Rimini esporta il suo disagio.

Finora c’eravamo quasi salvati. L’unico che usciva un po’ dalle pagine della cronaca locale era l’Augusto Gnassi che, con le sue speculazioni pop provincialotte, ci ha fatto diventare la vacanza dei Polacchi, donandoci quel genere d’internazionalità di cui potevamo fare volentieri a meno.

Rimini, però, si sa, è terra di talenti e in questi giorni ci ha pensato la locale filiale di Forza Nuova a farci fare una figura meschina oltre il nostro campanile. Pare siano andati a farsi arrestare fino a Macerata, o perlomeno il loro capobastone locale, Mirco Ottaviani, ex candidato sindaco, novello candidato al Parlamento, ci è riuscito sicuramente.

I fatti di Macerata ormai si conoscono in ogni dettaglio. La povera Pamela, tossicodipendente, è fuggita dalla comunità dove era in ricovero. Sulla sua strada ha trovato diversi mostri. Il primo un italiano che, trovandola sola e senza soldi, ha pensato bene di darle 50 euro in cambio di una prestazione sessuale, per poi lasciarla al suo destino. L’aspettava la morte per overdose e un pusher nigeriano che, volendo  togliersi il problema di quel corpo senza vita, lo ha fatto a pezzi. Mostri. Tutti.

A seguito di questi fatti, Luca Traini, Leghista, Fascista, sociopatico, con un tatuaggio di Terza Posizione sulla fronte, si è legato un tricolore al collo ed ha sparato a qualsiasi persona di colore trovasse sul suo cammino. Questo ha generato, a quanto pare fieramente, il primo vero atto di terrorismo politico sul territorio italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Di seguito abbiamo avuto modo constatare che, sotto elezioni, anche uno psicopatico è degno di solidarietà. La Destra (ma anche molta Sinistra) nicchia, la Lega trova giustificazioni all’atto, l’ultra Destra va personalmente a portare il suo appoggio. Così Roberto Fiore, altro bel personaggio sfuggito alla giustizia italiana grazie ad una lunga latitanza e alla prescrizione, porta i suoi fedeli , una 40ina di forzanovisti, a cercare di farsi manganellare in piazza. Il martire “patriota” ha sempre il suo appeal e in tempo di elezioni non si butta via nulla.

C’è un video dei fatti, pubblicato da Picchio News, che ognuno può interpretare come crede, per cui lo allego qui (video). Io c’ho visto Forze dell’Ordine che mantengono una posizione per impedire ai militanti un percorso che gli era stato espressamente vietato, onde evitare scontri. Le provocazioni di Ottaviani e compagni, (“manganellate, dai! Fatelo!”) non sono state sufficienti per far perdere il controllo agli agenti, che però hanno portato tutti in Questura.

Da qui in poi, sulle pagine degli camerati riminesi, parte un racconto che in confronto la Shoah è una scampagnata (leggasi in tono sarcastico). Dai post Roberto Lo Giudice, segretario riminese, leggiamo (e mi raccomando di farlo in raccolto dolore):

“Devo chiedere scusa…..Si perché anche se non sono assolutamente una persona che normalmente ha paura ieri mi sono trovato per la prima volta in una situazione di pericolo che non sapevo come affrontare. Ed ho capito ! Ho capito che quando sei chiuso in un landrone [ probabilmente un androne N.D.R.] di una scala senza telecamere con tre celerini in cima ,cinque sotto, ed uno di loro di 100 kg vestito da antisommossa con manganello inizia a picchiarti a calci e pugni , calciandoti anche nello sterno , hai due possibilità solamente: reagisci (come il mio istinto da 40 anni mi dice di fare )ma poi ti arriveranno addosso anche gli altri con conseguenze facilmente prevedibili, oppure ti chiudi a riccio e speriamo che allo sbirro passi “la botta ” scatenata dal tuo commento “siete traditori del popolo”!!.Già; lui si è imbestialito per questo ! E ripeteva mentre menava in maniera convulsa “io non sono un traditore, merda. ..”. Ed aveva ragione in fondo….Perché lui è un servitore dello Stato non del popolo e quella sera il suo sporco lavoro lo aveva fatto !! Non aveva tradito lo Stato: ha picchiato dall inizio alla fine come il Questore (rappresentante dello Stato ) aveva chiesto davanti a tutti in piazza.

Devo quindi chiedere umilmente scusa per tutte le volte che ho avuto dei dubbi oppure ho detto “mah….. forse…” ai vari Cucchi, Aldrovandi, Sandri,Giuseppe Uva o Stefano Consiglio e tanti altri uccisi per mano del servitore dello STATO non del Popolo. Già , loro purtroppo quel dubbio probabilmente di come agire l’hanno avuto e sono stati molto molto più sfortunati di me e dei miei militanti. A tutti loro chiedo scusa ; da oggi non avrò più nessun dubbio di come funziona con i servitori dello STATO.”

Comprendete? Ha capito! Poi non ci mostra nessuna foto di questo pestaggio, né nessun segno di ciò che l’ha fatto sentire tanto vicino a Cucchi e ad Aldrovandi. Non dubitate però, lo trova facilmente un camerata che lo riempie di botte per evitare una denuncia per diffamazione. Altrimenti potrebbe usare la catena che già in altra occasione ha esibito con scarsa destrezza.

Non ho molte parole per questa vicenda, se non la considerazione che Rimini coltiva disagio e che è arrivata anche ad esportarlo a piene mani. Le persone protagoniste di quest’ ultima vicenda non sono nuove ad atti che le pongono sotto pregiudizio legale, eppure qui a Rimini sono liberi di fare ronde notturne non autorizzate, con tanto di foto reportage. Forse è ora che questa Comunità cominci a ripensare seriamente a se stessa e alle sue priorità.

P.S.

“Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.” [Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956]

 

@DadoCardone

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Il Fascismo non è un’opinione, è un sentimento.

Mario Capelli, Luigi Nicolò ed Adelio Pagliarani, i Tre Martiri di Rimini.

La nostra epoca è così. Disgraziata, senza personalità capaci di essere un fermo punto di riferimento. Gli eroi della rottamazione, spogliati dello slogan, si rivelano bugiardi compulsivi e si sciolgono in mille giorni pur avendo il supporto di chiunque. Quelli della rivoluzione invece si scoprono conformi e perfettamente funzionali allo status quo.  Alle persone normali, quelle che vorrebbero affidare una delega a qualcuno, perché oberate dagli impegni  quotidiani, non resta che tifare. Tifare è facile. Il pacchetto è preconfezionato, ti danno: una maglia, una bandiera, qualcosa da cantare, un senso di appartenenza. La sensazione di far parte di qualcosa è sempre più forte della volontà di coltivare la propria mente critica e, nell’economia della vita, meno dispendioso.

Tifiamo tutto. Dalla Politica ai Reality, non disdegnando nemmeno la fazione di quelli che “la vera piadina è solo quella di Rimini” . Il problema dell’essere tifosi seriali però è che, per facilità di ragionamento, si creano gruppi di significato spurio, pretenziosi legami tra quello che si vuol sostenere e significati già predigeriti dalla comunità.

La condizione non è certo avversata da una Politica ignorante e isterica che corre sempre dietro alla notizia dell’ultima ora. Una gara di visibilità che ha veramente poco a che fare con una pratica etica del mestiere più antico del mondo (che per inciso è il politico e non la mignotta).

In tutto questo generalizzare e banalizzare sempre più spesso però restano  compresi significati molto pericolosi.  Ad esempio per la sindrome da tifoso, infatti, chi pratica l’Antifascimo è automaticamente di sinistra, mentre chi è di destra è naturale che applichi un atteggiamento tollerante. Queste associazioni e semplificazioni estrapolano il concetto dal suo significato reale e ne fanno una questione di parte, camuffandolo da semplice opinione.

Oggi come oggi interventi importanti a proposito del Fascismo parlano proprio di questo, della libertà di opinione. Enrico Mentana, non una voce qualunque del giornalismo italiano, dice che “Mettere fuorilegge un’idea battuta dalla storia vuol dire averne ancora paura” e si dice convinto  che la forza della ragione sia sempre maggioritaria soprattutto in paesi come i nostri, che hanno conosciuto i totalitarismi.

Il problema è forse proprio questo. Il nostro Paese ne ha veramente memoria? Immediatamente dopo la caduta del Regime persino Togliatti chiedeva tolleranza, tutti sapevano di cosa si stesse parlando. Oggi il Fascismo cresce e lo fa in fasce della popolazione che non si possono definire propriamente nostalgiche, per quanto definire nostalgico uno che non ha almeno 80 anni non ha molto senso. Sono al contrario giovani, con una media d’età che fa fatica a superare i 40 anni. Sono arrabbiati per una realtà nella quale non riescono ad intervenire ed hanno un’idea della storia “fai da te”. Loro non propagandano un’opinione, ma un sentimento sciovinista che, la cronaca ci insegna, molte volte portano fino alle estreme conseguenze. Questi gruppi, che siano di Casa Pound  o di Forza Nuova, attraggono sempre più consensi anche in virtù del fatto che in Italia la cultura Antifascista è ormai solo un eco tanto affievolito, appunto, da considerare il Fascismo un’opinione come le altre. A Rimini, nelle ultime elezioni amministrative, la locale sezione di Forza Nuova ha candidato un pregiudicato facendogli ottenere 910 preferenze. Poche? Fino a 10 anni fa sarebbero state solo le 20 degli iscritti.

Oggi viviamo giorni molto fecondi per certe recrudescenze ed è imprudente trattarle come fossero semplice goliardia. Non sto parlando delle bottiglie di vino con la faccia del Duce. Penso siamo tutti in grado di comprendere la differenza tra un souvenir e un atteggiamento apologetico. La necessità di una ferma presa di posizione contro il Fascismo anche a livello legislativo dipende da altro, e più precisamente dall’esigenza di non far apparire la più grande iattura del ‘900 qualcosa di opinabile. Un ottuagenario nostalgico che al bar sentenzia “si stava meglio quando c’era lui” è tollerabile… Roberto Fiore, condannato in contumacia per banda armata e associazione sovversiva, latitante per 19 anni fino alla prescrizione dei reati, che sfila per strade di Rimini (Medaglia d’oro al Valor Civile per meriti conseguiti durante la Resistenza) proprio no.

Un tema serio, quanto mai attuale, che in Parlamento si traduce (al solito) in uno sterile litigio a causa dello scarsa coscienza  istituzionale dei contendenti. Quello che bisognerebbe risolvere è il conflitto di costituzionalità della legge Scelba, imposto dalla Cassazione ormai 60 anni fa; il nodo che non permette di sanzionare alcun comportamento fino a che non si realizzi in banda armata. Prima di quell’evenienza però c’è molto altro, compreso il presentarsi bara in spalla ad un unione civile. E questa è violenza.

Il PD sanziona i souvenir (per quanto personalmente vivrei bene anche senza busti del Duce in giro), il Movimento non coglie l’occasione per rilanciare, ma parla di legge liberticida senza dare la giusta forza a quello che avrebbero in alternativa proposto i suoi deputanti, anzi. Il giorno dopo, nella solita modalità ambigua, Grillo (o chi per lui) pubblica un articolo in cui si sostiene che Mussolini non ha alcuna responsabilità nella morte di Matteotti. Non proprio un aiuto per gli iscritti ai Meetup, che stavano cercando di spiegare che loro no, non sono fascisti.

Salvini? Lui gongola. Ha una frasetta facile facile da far ripetere ai suoi “le idee non sono processabili”… facendo passare così l’idea che costruire uno stabilimento balneare a tema fascista, come quello che si legge nella cronaca di Chioggia in questi giorni, sia come aprire un circolo dello sport. Sciovinismo per sciovinismo vorrei vederlo alle prese con uno stabilimento che  sventola bandiere nere inneggianti alla Jihad.

Il tema è già destinato a diventare una farsa, precipitando tra i colpi dei like da tifoseria social. Scegli una parte, tira su una bandiera e comincia a postare compulsivamente link che confermino l’idea precotta. Tanto chi non ha coscienza del suo passato ne ha ancor meno nel suo futuro e dimentica che la lotta al Fascismo non è questione di parte.

Per dirimere la questione è utile ricorrere al pensiero di chi quel momento storico l’ha vissuto veramente, anziché affidarsi a quello che ha capito della storia un disoccupato represso convinto che una volta i treni arrivassero in orario (una delle bufale più vintage che ci sia).

“Ricordo noi straccioni affamati entrare in Piazza Maggiore il 25 aprile. Quel giorno abbiamo deposto le armi e consegnato un’Italia libera dai Nazisti alle generazioni future. In Piazza c’erano tutti, c’erano anche i Monarchici, ma non importava quello in cui credevi, gli unici nemici erano i Fascisti e i Nazisti”.

Queste sono le parole di Lorena Armaroli, residente a Riccione, altrimenti nota come la Piccola Partigiana, molto cercata durante le commemorazioni della Resistenza, ma poco ascoltata durante il resto dell’anno. Una frase che nella sua drammatica semplicità ricorda: il Fascismo non è un’opinione, ma un male di cui l’Italia si è liberata a fatica con un costo altissimo in termini di vite. La condizione naturale fu superare divisioni e appartenenze.

P.S.

“Noi non conoscevamo nulla della politica, sapevamo solo di avere un nemico” [Lorena Armaroli]

 

 

@DadoCardone

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Chi ha paura dell’uomo nero?

L’uomo nero del titolo non è l’uomo di colore, intendiamoci. E’ piuttosto quello con la camicia nera, quello che intercetta l’ignoranza nell’aria e la trasforma in una possibilità di riscatto.. il suo riscatto. Pregiudicati per il reato di eversione, unitevi! C’è ancora spazio; sono briciole lasciate da quelli con la camicia verde (ora felpati), ma ce n’è di che arrivare a sera. Basta gridare “Prima gli Italiani!”.

Roberto Fiore, reduce dalla passeggiata di Corso D’augusto, crede molto in Rimini. Forse perché è uno dei pochi posti dove non si ricordano chi sia. C’è poi il fatto che i suoi accoliti da queste parti hanno scoperto la piacevolezza del martirio in favore del lato nero della politica. Loro… perseguitati perché vogliono il bene degli italiani, ma ci pensate?

Proprio in virtù della persecuzione, che li costringe a girare con le catene sotto i giubbotti, il Leader Maximo non tentenna e, non appena l’avvocato dei Forzisti Riminesi riceve cappio e pallottole via posta, si straccia la camicia e offre il petto. Sparate Comunisti! Sparate! Che vi faccio vedere come si parano i proiettili con le bufale.

“Il 29 marzo, annunciamo alla stampa la nostra intenzione di accedere agli atti relativi all’istruttoria della gara d’appalto di assegnazione dei locali, di proprietà comunale, in uso all’ormai famigerato centro sociale da cui partì la spedizione punitiva contro i nostri militanti .Il 2 aprile rispondiamo con una partecipata manifestazione, in cui si toccava con mano la vicinanza dei riminesi al nostro movimento, e, alcuni giorni dopo, il legale che si occupa della vicenda riceve un’ inquietante minaccia di morte che si ispira ai metodi della mafia”.

[Roberto Fiore – latitante per 19 anni]

Coincidenze?” Io non credo…”, direbbe Adam Kadmon, della trasmissione televisiva Mistero. Poi però è lo stesso avvocato dei FN Boys, Pablo De Luca, a dirci come stanno le cose.

“Ho ricevuto una busta con 3 proiettili lunedì  scorso, il 4 aprile, ma 15-20 giorni prima, – dice il legale – ho risposto ad una telefonata di minacce e il soggetto che parlava aveva accento calabrese. Ho pensato ad uno scherzo, in un primo momento, perché si sentivano delle risate in sottofondo poi  sono arrivati i proiettili, ho raccontato tutto alla polizia che indagherà su entrambe le circostanze”.

Potrebbero non essere stati quelli di casa Madiba a spedire proiettili? La certezza si è trasformata in condizionale troppe volte in questa faccenda e, nel caso specifico, direi che l’abbaglio è clamoroso. Per quanto riguarda la mia personalissima opinione non c’è nulla di più triste del cattivo che vuol fare la vittima. Il lato oscuro della forza ha una sua dignità e Il Male ha senso nell’amoralità coltivata, se no si chiama esaurimento nervoso. Che cosa vorrebbe dire altrimenti vestirsi di nero, portare bandiere nere e avercela con i neri? Invidia del Pene?

P.S.

A Robbè… Casa Madiba è stata assegnata con un’istruttoria, non con una gara d’appalto. C’è differenza. Sarà per il prossimo Komplotto Komunista. A noi!

dado

 

@DadoCardone

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La Rimini che … fascista.

benito mussolini-2Rimini, medaglia d’oro al valor civile, per meriti conseguiti durante la Resistenza, doveva vedere anche questo. Mi sto riferendo ovviamente alla manifestazione di Forza Nuova di sabato, ma non alla sfilata in quanto tale. Pragmaticamente… un raduno nazionale che conta un centinaio di elementi, si poteva fare anche con il club di quelli che portano solo la scarpa destra. Quello che mi ha impressionato è stato l’atteggiamento della politica riminese nei confronti dell’avvenimento, che si è attestato tra un chissenefrega e un “stiamo zitti che son sempre voti”. Tutti pronti ad etichettare come populismo cose come il Reddito di Cittadinanza, ma nessuna reazione ad una solidarietà solo per Italiani.

Era dai tempi di Ponzio Pilato che non si vedevano mani così pulite. L’unico che ha preso una posizione netta rispetto alla faccenda, bisogna dirlo, è stato Giovanni Benaglia di Possibile. Per tutti gli altri permettere a Roberto Fiore, segretario nazionale di FN, di passare l’arco di Augusto e arringare ai curiosi, è stato esercizio di Democrazia. Ma Rimini, sempre quella della medaglia d’oro al valor civile, lo sa chi è Roberto Fiore? Nel caso qualcuno non lo sapesse, o facesse finta di non ricordarlo, ecco un promemoria.

La storia di Fiore è fatta di militanza in gruppi di estrema destra, tra i quali Terza Posizione, associazione sciolta per l’accusa di neo fascismo. Negli anni ’80 la sua azione politica s’intreccia pericolosamente con il terrorismo nero e con i fatti della strage di Bologna. Inconfutabile però è che, dopo vari rapporti di denuncia da parte della Digos di Roma, recepiti dalla Procura della Repubblica di Bologna, viene spiccato un mandato di cattura a carico di Roberto Fiore. La Procura scrive:

 “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”

 Nel 1985 viene condannato in contumacia per “Banda Armata (in associazione con i Nar) e associazione sovversiva”, ma il ricercato è già in Inghilterra dove comincia i suoi 19 anni di latitanza, finiti con la prescrizione dei reati ascritti.

Ci sarebbero molte altre cose da dire su quella latitanza. Queste poche righe però bastano già per capire verso chi la politica ha fatto finta di niente, quando non ha addirittura manifestato appoggio, come visto in diversi post sui social. Lo scarso spessore dei politicanti riminesi, alcuni anche di lunghissimo corso, da destra a sinistra, si misura proprio su questi fatti. La politica non è riuscire a vendersi come validi amministratori di “condominio”, per quanto di bravi ancora non ne abbiamo visti, ma è coltivare idee; perché la cultura è l’unica cosa che in certe materie può fornire un valido punto di vista.

La nostra dovrebbe essere una cultura antifascista. Fino a che qualcuno fa il nostalgico da bar si può anche fare finta di niente, ma quando gente vestita di nero marcia per le strade della Città, arrogandosi il diritto di stabilire cosa sia caritatevole o meno,  e tutti giocano a fare Don Abbondio.. beh quella cultura muore e non rimane altro che contare gli spicci.

A proposito di cultura. Sta per arrivare anche Salvini, il più bravo di tutti a sfruttare la pochezza della politica e le nevrosi della gente confusa. Viene a bearsi della voragine lasciata dal Movimento e di una Destra ridotta ai minimi termini, da una Sinistra che occupa il suo posto. Povera Rimini, sistematicamente spogliata di tutte le sue garanzie. Qualcuno s’inventi un’opposizione presto!

P.S.

“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo… Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna… […]”     [Leonardo Sciascia]

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@DadoCardone

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Prima gli Italiani – le conseguenze.

Continuano le provocazioni. Bisogna capire però il trauma di Forza Nuova. Lo sciovinismo, quando interviene un consistente cambiamento nella  società, ti fa perdere il contatto con la realtà. Brutto. Soprattutto per chi dedica tutta quella rabbia nel recintarsi in qualcosa che non esiste.

La realtà è crudele e non le importa se hai passato il tempo a stirati la bandierina. Là fuori dalla Conad, ad offendere extracomunitari, i Forzanovisti si sentivano benedetti dallo slogan “Prima gli Italiani”, panacea politica, imbottitura nelle mutande di chi, culturalmente, ha poco da esibire.

Basterebbe leggere i dati Inps del 2015 per capire che se non ci fossero gli stranieri gli Italiani avrebbero possibilità in meno e non sto parlando “banalmente” del fatto che l’80% della frutta e verdura che passa sulle tavole è stata raccolta da uomini di colore, schiavi informali della povertà. Voglio invece sottolineare che tra Inps e Irpef gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità 15 miliardi e se ne sono ripresi, in servizi e previdenza, circa 13. Nella differenza tra le due cifre tutta la miopia di certi atteggiamenti, che mirano a ghettizzare contrapponendosi a percorsi di integrazione.

Loro però,  quelli che “quando c’era lui i treni arrivano in orario”, ci tengono terribilmente allo slogan. Fatto sta che, dopo essersi innocentemente accesi una sigaretta nella polveriera di Via Dario Campana, hanno saltato il fosso e sono andati ad affiggere il loro motto proprio sui muri di Casa Don Gallo. “Prima gli Italiani”. Chissà che spiegazione si sono dati i non pochi  Italiani che, tra gli altri, hanno trovato un tetto quest’inverno proprio nello spazio più importante conquistato da Manila e compagni. Devo chiedere… ma, secondo me, avranno pensato ad una specie di classifica per l’utilizzo delle due docce che si dividono in 40.

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Questa è una delle provocazioni. Ce ne sono state e ce ne saranno altre. D’altronde stiamo parlando di persone il cui inveterato odio, per sinistre ed extracomunitari, ha già portato a pene piuttosto sostanziose in giudicato. Basta leggere le dichiarazioni del Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, per capire che la storia non è finita.

“Saremo a Rimini già da sabato prossimo alle 11.00, probabilmente in piazza Cavour ad insegnare ai coraggiosi del 10 contro uno che il loro tempo è ormai scaduto, al Comune ed al Sindaco che pagheranno in questa campagna elettorale il fatto di aver concesso uno spazio ai delinquentelli del Mandiba e agli extracomunitari, nuove truppe ascare dei centri sociali. Per chi è responsabile di violenza ci sarà l’espulsione a furor di popolo”.

Questa  l’intenzione.. ma la mia parte preferita resta la frase in cui ci insegna che  “l’ignavia del sistema è pericolosa quanto la violenza stessa “. Ho idea che il Questore non gradirà quest’impulso pedagogico. Non bastasse tutto ciò c’è anche un’insistente azione web che crea falsi post (fake in gergo) attribuiti a Casa Madiba Network, tendenti a dimostrare che i Madibers sono niente popò di meno che Brigatisti (!). Sulle pagine di Osservatorio Anticomunista e dalla tastiera di Roberto Lo Giudice (il Bruce Lee della catena) appare il post manipolato che potete vedere negli screenshot. Creativi… poi c’è la diffamazione aggravata, ma quella è un’altra storia.

Falso
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Falso
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Originale
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Ora.. sarà la Pasqua, sarà che sotto elezioni anche quelli di Forza Nuova diventano voti per le liste in cerca di una dimensione, ma non sto vedendo una grande reazione politica. Sarebbe utile prendere una posizione prima di Sabato, sapete com’è… “l’espulsione a furor di popolo” non è che sia esattamente prevista dal Trattato di Dublino. Una posizione sembra averla già presa invece la stampa che ha deciso chi sono i colpevoli: Casa Madiba ovviamente. E’ notizia di oggi che sarebbe stato ritrovato l’arsenale “Comunista” nei cassonetti. La notizia vecchia di tre giorni, ossia quella secondo cui sono stati gli stessi ragazzi di Casa Madiba ad indicare ai Carabinieri i cassonetti dove i “Filantropi” avevano buttato le loro catene, non andava bene. Poco coreografica. Oggi i Madibers chiedono replica e indicono una conferenza stampa, per dare la loro versione dei fatti. Chissà se c’è ancora spazio per quella.

P.S.

Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!

[Don Andrea Gallo]

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@DadoCardone

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