Il Sindaco di Rimini sta con il Professor Giulio Tarro?

E’ passata solo una settimana dallo sciocco divieto regionale di poter accedere all’arenile, restrizione che non vale per il lungomare. Alcune voci illustri  si erano solertemente alzate in appoggio al divieto. Tra queste quella del Dott. Nardi, Primario di Rianimazione a Rimini che, tra le altre cose, invitava a non andare al mare:

“non dovete ancora uscire, dovete mantenere le disposizioni che vi sono state date, tutti abbiamo voglia di uscire, di andare a correre, di andare al mare, non si può ancora fare.”

Altrettanto preoccupato, anche se con meno contezza scientifica, il comunicato delle associazioni riminesi dei Bagnini (tutte). Un voce all’unisono, che ha fatto storcere il naso quando, immediatamente dopo, si è saputo di un probabile contributo regionale a fondo perduto di 5 milioni di euro per i balneari. Ma vabbeh, coincidenze.

Fatto sta che quell’irrimediabile e ingiustificabile differenza, tra una camminata sul lungomare e una sulla sabbia, è rimasta tale senza che a nessuno degli amministratori riminesi venisse in mente che poteva essere un messaggio negativo verso il prodotto principale della costa: la sabbia.

Non l’ha capito nessuno qui a Rimini, almeno per cinque giorni, ma oggi il Primo Cittadino Andrea Gnassi si è scongelato ed ha parlato. Anzi, con il solito stile sobrio che lo contraddistingue, ha sbottato, perché di troppa prudenza si muore:

“Per andare in spiaggia quest’anno dovremo avere un termometro sotto l’ascella, termoscanner ad ogni angolo, arrivare con un box doccia ambulante e poi infilarci in una cabina di plexiglas? Ci sono banalizzazioni e irresponsabilità che non accettiamo più per un settore con milioni di lavoratori e imprese”.

E dopo aver sostenuto di essere quasi pronti con protocolli di sicurezza e sanificazione, dice anche:

“E’ stato ribadito da medici e scienziati che la spiaggia, con l’acqua di mare salata, la sabbia, il sole, è tra i luoghi naturalmente più sicuri dal punto di vista igienico e, in assoluto, uno dei luoghi dove stare e vivere momenti sereni e con servizi nuovi.”

Premesso che per una volta siamo d’accordo con la “Vision”, nel senso che o i protocolli indicati funzionano per tutto o non funzionano per niente, una particolarità salta agli occhi. L’affermazione che il mare, il sole, la sabbia e la salsedine, diminuiscano l’incidenza del virus è una teoria sostenuta con forza dal Professor Giulio Tarro e, di conseguenza, avversata dal celebre Roberto Burioni.

Considerato che Gnassi sbotta, ma Burioni ha la pervicacia di un gatto attaccato ai maroni: cosa succederà ora? Scontro al vertice del narcisismo mediatico? Ci dobbiamo aspettare bordate dalle seggiole di “Che tempo che fa” contro il Sindaco seguace di Tarro? E tra le trincee di facebook? Ci sarà uno scontro tra i Gnassi Boys e i Ringhios di Burioni? E quelli che sono sia Gnassi Boys che Ringhios che faranno?  Cadranno nel limbo di Tic Toc?

Non prendetela alla leggera perché la battaglia a chi la sa più lunga sul COVID 19 è un conflitto epocale da cui molti usciranno a pezzi. E’ uno scontro di potere non solo tra destre e sinistre, ma anche tra politica e vita reale. In questa battaglia Burioni, dicono grande virologo, ma sicuramente pessimo epidemiologo, è un alfiere mediatico di grande importanza per il Partito Democratico.

Cosa ne penserà poi dell’uscita di Gnassi l’altro personaggio di punta del PD, Kim Jung Bonaccin, il Nemico del Sabbione? Non ci illudiamo, tra piddini si sistema sempre tutto, a meno di non poter dare una definitiva pugnalata alla schiena. Evenienza improbabile per la sciocchezzuola in questione.

Per quanto poco conti l’opinione di CitizenRimini, vogliamo lo stesso dare appoggio alla presa di posizione di Gnassi in difesa del buon nome della Spiaggia, anche se ritardataria. Va considerato che 5 giorni fa c’era il rischio di sembrare in accordo con il Sindaco Tosi di Riccione. Non sia mai.

@DadoCardone

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Io sto con Tarro.

Io sto con Giulio Tarro e vi spiego perché. Se qualcuno si aspetta una spiegazione scientifica, o pseudoscientifica, può tranquillamente abbandonare questo post. Non sono uno scienziato, né di quelli accreditati, né di quelli “fai da te”. L’unica cosa su cui mi applico è la scrittura, madre generosa, ma inflessibile su alcune cose, che esige quotidianamente la pratica dell’osservazione. Di cosa? Di tutto. Dei gesti, degli atteggiamenti, dei significati, di come le frasi vengono messe in fila, di quel qualcosa che rivela le parole non dette, tra le altre cose. Se non vi basta sono anche portiere di notte, a Marebello di Rimini. Non aggiungo altro.

Detto questo per me Tarro può essere anche matto come Caligola e andare in giro con le mutande sopra i pantaloni. Non m’interessa, perché non è lui che osservo, ma come reagiscono gli altri alla sua persona e alle sue dichiarazioni. Per cui non mi venite a contestare i Nobel, la papaya e la memoria dell’acqua, siete fuori tema.

In questi giorni Tarro è diventato il nemico numero due della Salute del Paese, secondo solo al Covid 19. Perché? C’è questo matto che si è comprato crediti per dare più volume al suo lavoro e che si è attribuito un’inesistente candidatura al premio Nobel. Come mai il medico copertina, il Dottor Roberto Burioni, gli si è accanito contro e, oggi, addirittura la Società degli Immunologi Italiani ha provveduto a ri – esiliarlo (visto che dicono di averlo già fatto in passato)? Tra l’altro ci hanno tenuto a dissociarsi con un comunicato che, ad occhi smaliziati, sembrerebbe essere prodotto da chi fa comunicazione per lavoro ad un certo livello.

Perché si mette in campo tutto questo per rispondere a un cazzaro? Perché si tiene tanto a mettere in chiaro che Tarro sarebbe una specie di Mago Otelma, quando per un Otelma qualsiasi non si perderebbe tempo a elaborare smentite? Ma soprattutto, e questa è la domanda decisiva che ognuno di noi si dovrebbe fare, perché non gli si contesta il merito di quello che dice, ma si cerca di screditarlo attaccando la sua professionalità e il suo passato?

Il Professor Tarro, Primario Emerito o pazzo scatenato che sia, è stato il primo a dire che il fenomeno si sarebbe attenuato durante i mesi estivi. Cosa di cui ancora non abbiamo prova, ma che hanno cominciato a ripetere anche altri, tra cui lo stesso Burioni. Poi, sempre il folle, ha sostenuto che in uno studio Olandese del 2008 si era dimostrata la teoria di un’epidemia da pneumococco e da meningococco attivata dal virus dell’influenza e dal virus respiratorio sinciziale. Suggerendo poi di indagare se un simile meccanismo sia occorso a Bergamo, visto che nel periodo sospetto c’è stata una richiesta di ben 185.000 dosi di vaccino antinfluenzale e, in concomitanza, si è verificata un’endemia da meningococco per cui sono state richieste 34.000 dosi.

E’ giusto? E’ sbagliato? Che cazzo ne so io? Mica sono uno scienziato. So solo che, se lo fossi, verificherei la solidità della teoria olandese, o controllerei l’effettiva richiesta di quei vaccini e le possibili correlazioni. E’ una teoria, si contesta con dati, rilevazioni, misurazioni, statistiche, mica dicendo al tale che “Se lui è stato candidato al Nobel, io sono stato a Miss Italia”.

L’idea che mi sono fatto io, osservando le reazioni scomposte all’indirizzo del Dott. Tarro, è che non sia stato contestato tanto per quello che ha detto, quando perché ha osato rompere la versione ufficiale di ciò che è successo con il Covid fin qui. E il fatto che se ne incarichi Burioni, la velina del Partito DemoKratico, non fa altro che confortare la tesi. Si è annusata nell’aria una certa incompetenza (certo non solo dell’Italia) riguardo al modo di confrontarsi con il Covid e per sostenerlo non c’è bisogno di nozioni scientifiche. Il ritardo del lockdown in marzo, quando da gennaio si sapeva della circolazione del Corona, I morti nelle RSA, la gente abbandonata  a se stessa a casa, la cura e i tamponi solo dei casi conclamati, il fatto che ancor oggi non riusciamo a distinguere tra decessi per Corona Virus e decessi con Corona Virus, i medici morti perché sprovvisti dei mezzi necessari, ci dicono molto.

E’ chiaro che se un “matto” comincia a piantare il seme del dubbio con dichiarazioni sommariamente verificabili che non siano “è tutto nuovo, non ce lo aspettavamo.”, l’Establishment se la prende a male. Oh ragazzi, poi questa è una mia personalissima opinione eh! L’opinione di un altro matto, uno che ritiene che le energie dello Status quo siano impegnate prevalentemente a difendere se stesso, soprattutto in caso di madornali cappelle, e che ogni tanto sia utile ribaltarlo, altrimenti saremmo ancora allo Ius primae noctis.

Quindi, se devo scegliere tra un accreditato Burioni e un folle Tarro, scelgo il secondo tutta la vita. Non per quello che dice, per come i legulei gli reagiscono.

P.S.

“In Italia il rischio è Zero. Il virus non circola. Questo non avviene per caso: avviene perché si stanno prendendo delle precauzioni” [Eminentissimo Dott. Roberto Burioni – 2 febbraio 2020 a Che tempo che fa su Rai due.]

@DadoCardone

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