Follia – di Patrick McGrath – Recensione

Edito da Adelphi – 296 pagine – 13,00€ al momento del mio acquisto.

Chiedo scusa alle 4 gentili persone stranamente interessate all’inutile rubrica, è un po’ che vi lascio senza un libro, ma in questo periodo ho un pochino da fare. Oggi vi propongo un romanzo particolare.

Follia è la storia di un adulterio. Come in ogni storia di sesso e amore che si rispetti il minimo sindacale dei protagonisti è due, solo che Stella ed Edgar non sono persone comuni. Edgar è un uxoricida paranoico, uno che ha decapitato la moglie, e Stella è la consorte dello psichiatra che lo ha in cura nel manicomio criminale in cui è rinchiuso.

Questa è la storia di una caduta senza rimedio in una passione fuori da ogni logica, ma proprio per questo fortissima, alimentata dai lati più oscuri della mente. Una passione che consuma e distrugge tutto, non solo i protagonisti, ma anche chi è al loro fianco… o cerca di restarci.

La particolarità di questo romanzo è che, pur raccontando fatti che sfuggono alla ragione, lo fa attraverso l’investigazione psichiatrica del medico che ha in cura entrambi i protagonisti, ma senza perdere una certa tensione di fondo, anche perché egli stesso sarà coinvolto personalmente.

Lo consiglio? Sì per la storia, sì per lo stile. Attenzione però, è una storia triste. Dall’inizio alla fine.

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Assenze e Ritorni – di Edda Valentini. Recensione.

Dopo la recente recensione allo scrittore esperto Missiroli, mi sento in dovere di usare Citizen anche per la recensione di una scrittrice al suo esordio, non letterario, ma di pubblicazione.

Assenze e Ritorni, di Edda Valentini, Kanaga Edizioni, è una raccolta di racconti con cui la scrittrice, classe ’53, pubblica il suo piccolo sogno letterario. La prima cosa che viene in mente leggendo le pagine di Edda è che si tratta di una scrittrice gentile. Però non fraintendetemi, non nel senso di sentimenti diluiti e parole politicamente corrette per non offendere nessuno. “Gentile” è proprio una qualità della sua penna, tramite la quale riesce ad affrontare con poesia anche fatti gravi, come una morte o un maltrattamento.

I suoi racconti sono tutti di qualità, da quello di sole cento parole, a quelli più lunghi, che s’intuiscono pensati per essere dedicati al cinema. Soprattutto v’è un’impronta precisa, che però non limita una grande quantità di situazioni. Dal racconto “Felliniano”, fra nebbie e nazionali senza filtro, a quello che parla di sociale, d’immigrazione, gli spunti dei racconti sono tutti validi per romanzi veri, non c’è dubbio. Anzi… personalmente sarei molto contento se un racconto in particolare, “Nero su Bianco”, diventasse un romanzo. E’ la vicenda di una famiglia Ivoriana, che vive in Italia e che si trova in grossa difficoltà a causa della salute del capofamiglia gravemente ammalato. Un altro potenziale romanzo è “Il lungo viaggio di Samir”, attraversamento del Mediterraneo di una madre con tre bambini piccoli.

In ogni caso, mentre Edda scioglie le sue riserve e si prepara a scrivere il suo primo romanzo, vi consiglio di procurarvi “Assenze e Ritorni” e vi do anche un altro consiglio. Leggete i suoi racconti “Felliniani” ascoltando delle suite per pianoforte tipo Schubert o Debussy, s’intonano perfettamente.

@DadoCardone

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Recensione: Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

atti1Nota Bene: Non ho la licenza di critico, dunque abbiate pazienza se la recensione non seguirà i normali canoni.

Il libro mi è capitato tra le mani in un momento particolare. Mi stavo giustappunto chiedendo da quanto non leggevo più niente ed è arrivato il mio amico Tommy con un sacchettino rosso contenente il lavoro di uno dei suoi migliori amici, tale Marco Missiroli. Di questo scrittore riminese non ho mai letto nulla, se non una recensione che etichettava lui e i suoi libri come superficiali. Combinazioni, amicizie e critiche contro. Capite bene che non si poteva certo evitare di leggere queste pagine, ne di farne una recensione (amatoriale).

Il titolo ha senso, cosa non scontata, ma per la mia recensione lo devo cambiare in: Le Pugnette del giovane Werther. Questo, anche se difficile da interpretare, è un complimento, ma non vi preoccupate che ora mi spiego meglio.

E’ una cosa in cui ho sempre creduto e la trama di questo libro mi conforta nella tesi. Se il personaggio di Ghoete avesse padroneggiato l’arte dell’onanismo, come il protagonista di Missiroli, probabilmente avrebbe evitato quella fine odiosa. Libero Marsell scopre la masturbazione quando ancora non è in grado di portarla a compimento e con quella assorbe tutti i traumi della sua vita, la mamma scoperta mentre si adopera in una fellatio con l’amante, la scoperta della sessualità, la morte del padre, l’abbandono, la solitudine auto inflitta e la rivelazione del valore della normalità. Esattamente come ognuno di noi, personaggi della vita “reale”, tutti con il nostro atto osceno a rompere il rumore bianco di sottofondo. La Pugnetta, volgarmente detta, è fuor di metafora un atto di meditazione nell’accezione del contatto con il proprio Io, certo può diventare vizio e compulsione. Un atto osceno perde la sua definizione se condotto in luogo privato, non potendo offendere il senso del pudore di nessuno diventa normalità, ma le Grand Liberò non ha il supporto di Youporn. Il materiale masturbatorio è fornito direttamente dalla ricerca di un utero forte e indipendente come quello della madre, trasformandosi così in vita.

Tutt’altro che superficiale; questa etichetta non gli si addice. Per scendere nella profondità delle cose non è obbligatorio parlare di tragedie sovraumane e qui sta la bellezza del libro. Ho trovato la lettura molto piacevole appunto per la gestione della normalità, che comunque nasconde enormi rivoluzioni. Il nostro personale Sturm und Drang è sempre in agguato con conquiste, morti, nascite, tradimenti, disgrazie e colpi di culo. Libero Marsell ha in più la guida karmica dei libri che le persone care della sua vita gli suggeriscono con la delicatezza di chi ti ama tanto che ti lascia scegliere da solo e come palcoscenico le strade di due città, Parigi e Milano, diverse, come diverse sono le stagioni della vita.

Non dirò di più sui personaggi che costellano l’esistenza del protagonista, perché secondo me è un libro che vale la pena di essere letto e non vorrei turbare la loro essenza con le mie interpretazioni. Mi limito a fare un complimento a Marco per il finale …. Io e Goethe avremmo fatto morire Libero come suo padre.

P.S.

Si eseguono per conto terzi anche recensioni di Comunioni, Matrimoni e Funerali.

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@DadoCardone

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