VIOLENZA VERBALE – Comunicato stampa del neo consigliere Marco Tonti.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Marco Tonti, nuovo consigliere di maggioranza eletto con la lista Rimini Coraggiosa.

VIOLENZA VERBALE DA PARTE DEL CONSIGLIERE USCENTE LUIGI CAMPORESI NEI CONFRONTI DI RAFFAELLA SENSOLI.

Leggendo le reazioni post elettorali sui social mi è capitato di leggere un commento intollerabile da parte del Consigliere uscente Luigi Camporesi.

Riferendosi alla debacle elettorale del Movimento 5 Stelle dice che ora dovranno trovarsi un lavoro e poi si riferisce all’ex consigliera regionale Raffaella Sensoli in questo modo (CITO TESTUALMENTE):

“Sensoli dimostra che il PD è in grado di trovarne*. Pare sia sufficiente qualche fellatio elettorale.”

L’asterisco richiama ad una meschina spiegazione secondo la quale la “fellatio” avrebbe un senso “figurato”.

A questo proposito mi sento di dire due cose. La prima è che una violenza anche se figurata è sempre una violenza. E poi che mi risulta incredibile che una persona come Camporesi, che ha avuto un ruolo di rappresentanza pubblica, si lasci andare ad una simile bassezza per esprimere il suo disappunto.

In questa campagna elettorale abbiamo speso molte parole contro la violenza di genere e per la dignità delle donne. A quanto pare è già venuto il momento di passare dalla teoria alla pratica e condannare pubblicamente un comportamento inaccettabile.

Raffaella Sensoli difenderà sé stessa nella maniera più adeguata, ma bisogna dire chiaramente che in nessun caso è accettabile usare il sessismo per fare battaglie politiche, in nessuna circostanza, neanche quando lo si ammanti meschinamente come una “battuta” o una “goliardata”.

Invito i nuovi eletti e le nuove elette a prendere posizione contro questi comportamenti indegni sia per l’oggi che per il futuro, a dichiarare fermamente che questa non è la Rimini che rappresenteranno, e che si impegnano a contrastare ovunque e in ogni circostanza queste forme becere di violenza verbale.

Marco Tonti

Rimini Coraggiosa

P.S. della Redazione

A settembre abbiamo assistito a molte iniziative in favore delle donne a cui la coalizione del nuovo sindaco, Jamil Sadegholvaad, ha giustamente dato spazio. Le azioni simboliche sono molto importanti, ma possono essere scambiate per “Pink washing” se poi non seguono i fatti. Siamo tutti molto curiosi di vedere in quanti si dissoceranno da questa brutto comportamento.

Share

Smart working, realtà solo emergenziale?

Ospitiamo sulle pagine di Citizen una riflessione di Raffaella Sensoli, ex Consigliere Regionale, oggi dipendente in regime a metà tra lo Smart Working e la presenza.

In questi giorni si legge sui giornali la diatriba, inevitabile, sullo smart-working.
Una parte di classe politica si dice piuttosto contraria a mantenere questa modalità di lavoro nella pubblica amministrazione, mentre un’altra sta cercando soluzioni per conciliare e rendere strutturale le novità a cui ci ha costretto il Covid-19.

Personalmente credo che chi si scaglia contro lo smart-working, chi lo definisce un riposo retribuito, chi pensa vada bene per il settore privato ma non per il pubblico (francamente queste distinzioni tra le 2 categorie le ho sempre comprese poco), oggi sia la manifestazione di quella parte di Italia refrattaria alle novità, restia al cambiamento, comodamente rassicurata da ciò che resta immutato, anche quando inattuale, per non dire stantio e non più adatto alle esigenze del Paese, dei cittadini e dei lavoratori.

Sono una forte sostenitrice dello smart-working e apprezzo chi sta cercando, assieme ai sindacati, di trovare le giuste modalità per rendere ordinario il lavoro agile.

Ci sono da fare comunque alcune precisazioni, perché nei mesi precedenti lo smart-working è giocoforza coinciso con l’home-working, cioè il lavoro da casa.

Dietro la parola “smart” invece c’è molto di più: non significa solo lavorare da casa, ma avere la possibilità di organizzare il proprio lavoro, non solo nella sede, ma anche negli orari, coordinandosi con i propri responsabili e con i colleghi.
Significa assumersi delle responsabilità tangibili e non essere più legato alle timbrature di cartellino che non possono misurare la produttività di un lavoratore e allo stesso tempo però, in passato, hanno dato dimostrazione di essere il paravento di furbetti e scansafatiche.

Naturalmente la presenza fisica è necessaria, il contatto diretto con l’ambiente di lavoro e con i colleghi non è eliminabile perché nessuna video-call può sostituire la presenza reale e lo spirito di squadra che può creare un rapporto in presenza.
Ma le due modalità sono perfettamente integrabili tra loro e lascerebbero quel margine di libertà al dipendente per poter meglio conciliare le esigenze di vita e di lavoro, specialmente a noi donne ancora troppo spesso messe davanti alla scelta tra carriera e famiglia.

Come scrivevo inizialmente non si tratta solo di home-working e per una donna non deve diventare un impegno ancor più gravoso (molte di noi in questo periodo hanno provato cosa significhi lavorare con un bimbo piccolo che gira per casa), ma un nuovo approccio lavorativo, unito ai fondamentali servizi all’infanzia, potrebbe valorizzare capacità e competenze, e consentirebbe anche una gestione familiare più serena.

Naturalmente ogni ente e ogni azienda declinerà lo smart-working a seconda delle proprie esigenze, fermo restando che alcuni principi devono essere validi per tutti, come ad esempio il diritto alla disconnessione, dato che uno dei risvolti negativi è risultato essere quello di sentirsi al lavoro h24, 7 giorni su 7. Esattamente il contrario di ciò che sostengono coloro che ritengono lo smart-working il paradiso dei fannulloni!

Mi auguro che a stretto giro le interlocuzioni tra le rappresentanze del mondo del lavoro e la politica, diano una ventata di modernità al mondo del lavoro in Italia e nella nostra Regione!

Raffaella Sensoli

Share

Alcune riflessioni sul Futuro – di Raffaella Sensoli.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni sul futuro dell’ex Consigliere Regionale Raffaella Sensoli. Il suo pensiero è declinato non solo alla luce della rappresentanza politica, da poco giunta al termine, ma anche nella sua veste di donna, madre, lavoratrice.

La Redazione.

Qualche nostro nonno ultracentenario ancora forse si ricorda l’ultima pandemia, quella di Influenza Spagnola che fece milioni morti. All’epoca non c’erano ancora a disposizione gli strumenti di cura e ricerca che oggi abbiamo la fortuna di avere e che hanno salvato migliaia di vite in questi 3 mesi.

Ma ci sono fattori che accomunano questa pandemia a quella di cent’anni fa. Si combatte un nemico sconosciuto, che stiamo scoprendo un po’ alla volta ma che non sappiamo ancora fino in fondo come sconfiggere, se non con il distanziamento sociale. Ma l’uomo è un animale sociale per definizione e, anche se in piena emergenza non si poteva fare altro, è anche vero che non si può tenere chiuse in casa le persone troppo a lungo, dovendo scegliere tra la difesa della salute fisica o di quella mentale.

Senza dimenticare la tragedia umana, sociale ed economica che questa pandemia porta con sé, vista l’ineluttabilità della situazione, dovremmo tutti approfittare di questa pausa (ed in molti lo hanno già fatto), di questo shock che ci ha fatti passare dalla frenesia, dalla routine, dallo stress continuo all’ozio totale.

Approfittarne utilizzando questo ozio, certo come abbiamo fatto in tanti, per dedicarci di più alla casa, alla famiglia, alla cucina e all’attività fisica, ma anche approfittare di questo stop per riflettere approfonditamente di ciò che questa società ha sviluppato in maniera errata, di cosa potremmo cambiare o abbiamo già cambiato forzatamente e che potremmo mantenere perché virtuoso, perché socialmente utile, perché ecologicamente valido: troppo spesso sento parlare della “natura” come se fosse altro da noi; dovremmo ricordarci che noi siamo parte della natura e prima di pensare a colonizzare altri pianeti, dovremmo pensare a come mantenere in salute il nostro.

Abbiamo sempre delegato ad altri questo compito: alla politica, alle organizzazioni, alle grandi imprese. Ma se ognuno di noi fa qualcosa nella stessa direzione, quel suo piccolo contributo sarà importante tanto quanto quello dei giocatori istituzionali di questa partita.

Sono mamma e mi viene in mente la scena di “Alla ricerca di Nemo”, dove il pesciolino incita i pesci rimasti catturati nella rete dei pescatori a nuotare in giù: sembra un’impresa impossibile, ma quando tutti iniziano a nuotare nella stessa direzione, l’argano cede ed i pesci tornano liberi!

Noi siamo un po’ come quei pesci nella rete, da anni sappiamo cosa dobbiamo fare, ma, intrappolati dal nostro quotidiano, non abbiamo mai trovato la forza di cambiare direzione. Ora ci è arrivata l’occasione.

Come diceva Einstein “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.”

Cosa possiamo fare noi per il nostro quartiere, la nostra città, per la nostra Regione?

Possiamo innanzitutto non dimenticare quanto l’aria pulita, il silenzio e gli uccellini che nuovamente si sentivano cantare durante il giorno fossero belli; quanto aver più tempo da dedicare a noi stessi e alle nostre famiglie ci riempisse il cuore e allo stesso tempo ci facesse desiderare di tornare al lavoro con un nuovo slancio.Con questo spirito la politica e la società, collaborando, devono ripensare il lavoro, i trasporti,l’economia, il turismo. Andiamo con ordine.

Il lavoro: Si parla tanto di smart work. Questa modalità era attuabile fin dal 2012 ma solo oggi ne apprezziamo i vantaggi. Oltre alla responsabilizzazione dei lavoratori (non vengo valutato in base alle ore che faccio, ma per gli obiettivi che raggiungo e per i compiti che svolgo nelle scadenze prefissate), esistono enormi vantaggi in termini di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, soprattutto per le donne che ancora oggi sono svantaggiate nel mercato del lavoro e che troppo spesso sono costrette a scegliere tra maternità, famiglia e carriera.

Lo smart work non deve essere inteso solo come lavoro da casa, ma come possibilità di organizzare orari e lavoro conciliando le esigenze professionali con quelle familiari, per cui, ad esempio, se si è in ufficio (o a casa) e si deve fare una commissione, andare a prendere il bambino a scuola o portarlo in piscina, o accompagnare un familiare ad una visita medica, non si dovrà chiedere permessi (che possono anche essere negati) o affidarsi a baby-sitter che magari non ci si può permettere di pagare o ai nonni, ma lo si potrà fare, portando comunque avanti il lavoro nel rispetto delle scadenze e dei compiti affidati, passando così da un rapporto meramente subordinato ad uno di collaborazione con i titolari o dirigenti e quindi aumentando il senso di appartenenza all’azienda per cui si lavora. Questa modalità consente anche alle aziende di attuare maggiori controlli sulla produttività del personale, e alle P.A. di eliminare o ridurre notevolmente di avere furbetti del cartellino.

I risparmi che sia pubblico che privato otterranno, potranno essere investiti in progetti utili alla comunità e allo sviluppo delle imprese.

I trasporti: dobbiamo scongiurare la possibilità che le persone abbandonino il trasporto pubblico in favore dell’auto a causa del timore del contagio per mantenere i livelli di inquinamento più bassi possibile. Per chi non può usufruire dello smart working, e comunque nel tempo libero, l’uso di bici e micromobilità elettrica (bici, monopattini e scooter elettrici) dovranno diventare la normalità. In questo modo alleggeriremmo il traffico, avremo meno problemi di parcheggi, e libereremmo posti nel trasporto pubblico a categorie che ne necessitano maggiormente, come anziani, disabili, famiglie con bambini piccoli o abitanti della provincia che lavorano in città. Un ripensamento del piano urbanistico della città con una maggior diffusione dei servizi essenziali, non solo ridurrebbe il traffico, ma riporterebbe Rimini maggiormente a misura d’uomo e recupererebbe il commercio di vicinato fortemente penalizzato negli ultimi anni.

L’economia cambierà: si ritornerà ad una visione di maggior autosufficienza e le politiche del chilometro zero e del rapporto umano nel commercio, nell’artigianato e nei servizi potrebbe ridare quel valore aggiunto che negli ultimi decenni si è perso. Studi recenti hanno visto come le persone, in questo lock-down, abbiano riscoperto, assieme al gusto di cucinare, anche il piacere di cibi semplici, poco lavorati e abbiano consumato meno junk food, recandosi ad acquistare prodotti di prima necessità nelle botteghe sotto casa, piuttosto che nei grandi supermercati. Questo ritorno ad una spesa intelligente va preservato, dato che il consumismo sfrenato ha dimostrato tutti i suoi limiti. Certo non vanno abbandonate le grandi imprese che rendono grande il nostro territorio e con le quali bisogna lavorare, ma credo che oggi le tante piccolissime aziende che compongono il tessuto della nostra società possano diventare la linfa di una nuova economia “glocal”.

Turismo: è il grande ferito e la grande sfida del nostro territorio. Va ripensato tutto il comparto ed intavolati lavori con il settore che puntino alla qualità dei servizi offerti. Se possiamo attrarre meno persone, va aumentata la qualità dell’offerta turistica, così da realizzare quella riqualificazione che già a piccoli passi si stava avviando. Naturalmente il nostro non sarà mai un turismo simile a quello della Versilia o Porto Cervo, ma possiamo trasformare il turismo “di massa”, oggi non più remunerativo ad un turismo “popolare” ed esperienziale, dove non contano tanto gli arrivi e le presenze, ma la ricchezza e la capacità di spesa che porta ogni turista, o meglio, ogni ospite sul nostro territorio. A beneficiarne a quel punto non saranno solo hotel e stabilimenti balneari, ma anche il commercio e la filiera di prodotti tipici locali della nostra provincia. E magari si potrà invogliare il turista balneare a tornare in altri momenti dell’anno per visitare la Rimini storico/culturale o le bellezze della nostra provincia.

I temi sarebbero ancora tanti ed il discorso molto lungo, ma credo ci sarà modo ed occasione per approfondire ogni tema.

Raffaella Sensoli

Share

Tecnopolo: Bonaccini non si costituisce parte civile.

La Regione Emilia Romagna ha deciso di non costituirsi Parte Civile al processo Tecnopolo. Chi deve tutelare l’Interesse Pubblico?

Ne abbiamo scritto più volte. A Rimini, con gli scandali Tecnopolo e Acquarena, ombre lunghe e scure si agitano sull’Amministrazione e sul partito che, sostanzialmente, la guida. Le indagini, venute alla luce grazie all’ex Assessore Roberto Biagini, hanno suscitato reazioni scomposte nel Primo Cittadino e nel PD. Se i dubbi dell’opinione pubblica rimangono, però, è per la posizione poco chiara rispetto all’opportunità di costituirsi Parte Civile nel processo Tecnopolo (attualmente rimandato al 21 gennaio).

Più chiara è la posizione del Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la cui Amministrazione ha messo nero su bianco la volontà di non costituirsi Parte Civile. A rivelarcelo è la risposta a un’interrogazione della Consigliera Regionale Raffaella Sensoli.  In sintesi la risposta a firma Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive, afferma che l’opera è stata finita e consegnata, dunque la Regione non si ritiene danneggiata.

La risposta, che si specifica fornita in accordo con l’Avvocatura della Regione, fa sorridere e non solo per la mancanza d’Opportunità Politica. La Notizia di Reato, che immaginiamo i responsabili della Regione abbiano avuto modo di leggere, ipotizza comportamenti riconducibili al falso ideologico e all’illegittima erogazione di finanziamento pubblico. Scendendo ancor più nel particolare si scopre che gli investigatori della GDF contestano un primo collaudo dell’opera Tecnopolo totalmente illegittimo, non perché mancasse qualche marca da bollo e nemmeno per l’assenza di qualche finitura.

Secondo le parole intercettate dell’allora Responsabile Unico del Procedimento, oggi a processo, l’Ingegner Massimo Totti, mancavano “il 30% dei lavori”. In questo 30%, per quanto approssimativo, è possibile ci fossero cose che ormai non si possono più verificare? Nella notizia di reato qualcuno, sempre intercettato, afferma di aver visto fare un muro senza aver messo malta, l’isolatore sismico, nel giunto verticale. Nell’estrema ipotesi che la struttura non sia adeguata a sopportare un terremoto, in che modo la Regione avrà tutelato l’interesse pubblico? E ancora. L’ipotesi di reato ci racconta che probabilmente uno degli iscritti al gruppo temporaneo d’impresa, realizzatore dell’opera, si è guadagnato la partecipazione tramite accordo con quel tale Mirco Ragazzi, che nulla dovrebbe c’entrare con la gestione pubblica. Alla Regione sta bene che nei cantieri da lei finanziati vi siano sospetti di tangente? Basta che l’opera, in un modo o nell’altro, venga finita?

Ci preme sottolineare che qui non è questione di mancare al Garantismo o di condannare senza processo. Vi sono indizi sufficientemente gravi per istruire un dibattito processuale e, a volte, i procedimenti giudiziari risolvono verità nemmeno ipotizzate nelle indagini (non si sa mai che qualcuno si penta). La costituzione in Parte Civile è solo una tutela, non costituisce un atto d’accusa e, se l’accusa riguarda reati che aggrediscono la Cosa Pubblica, le Istituzioni hanno il dovere di applicare questa garanzia.

Allora la domanda, per coloro i quali non dovessero considerare valide le giustificazioni fin qui ascoltate, è: perché Comune e Regione non vogliono tutelare l’interesse pubblico rispetto a una verità processuale che ancora non conoscono? Fatta la domanda e non ottenuta risposta soddisfacente, ognuno è libero di forgiare la propria opinione sul fuoco dell’arbitrarietà ed è questo il vero pericolo in cui incorrono certe decisioni. Qualcuno potrebbe anche arrivare a pensare che il Partito Democratico, evitando di far costituire Parte Civile le Istituzioni che governa, voglia preservare un proprio sistema. E’ un’ipotesi che bisognerebbe prendere in considerazione in virtù di un principio che si chiamava Opportunità Politica. Un bene di cui non si ha notizia da lungo tempo. Non solo dalle nostre parti.

@DadoCardone

Share

Regalo di San Valentino per Gnassi. La Nuova Questura.

Per anni, anzi per decenni, è stata la considerazione standard da buttare nella mischia, quando si trattava di misurare l’efficienza dell’Amministrazione Riminese. “Ma la Questura?”. La difesa più claudicante è sempre stata quella del problema ereditato, quando, dal dopoguerra ad oggi, non c’è mai stata altra amministrazione. Certo le amministrazioni riminesi con il tempo si sono evolute. Il pugno alzato è stato riempito con un bel negroni da apericena, il pantalone di velluto grosso si è ridotto ad uno slimfit metrosexual e tutta Rimini è stata riempita di cartelli multicolore che ti dicono: “Non guardare quell’intero quartiere abbandonato e allagato, fila dritto fino alla fiera”. L’Amministrazione però è sempre stata la stessa, come sempre la stessa, fino ad oggi, è stata la domanda: “Ma la Questura?”.

Pare che “gli incompetenti”, per usare il termine più gentile usato pubblicamente contro i locali rappresentanti del Governo, siano riusciti a far rispettare il patto, a lungo solo rappresentato, di un finanziamento CIPE da 30 milioni di Euro proprio per la famosa Cittadella della Sicurezza. Ed è buffo perché i “competenti”, con un PD al Governo cittadino e nazionale, non hanno tirato fuori un ragno dal buco. Ragni eh, perché soldi dal buco ne hanno tirati fuori parecchi. Per il TRC, progetto già obsoleto alla prima picconata, condannato dal TAR perché ha usato spazi di cantiere provvisorio per abbattere proprietà private. Per Acquarena, che doveva essere altro, ma è un quartiere della Conad, con un’indagine su chi ha presentato documenti falsi per ottenere l’appalto della piscina. Per il Tecnopolo, per cui, ora si sa, andranno a processo almeno tre dipendenti comunali per gravi reati amministrativi. E vogliamo parlare di Aeradria? No, meglio di no. E’ vero che chi non mangia non fa le briciole, ma qui Lucullo, in quanto a briciole, si fa da parte.

Per la Nuova Questura, “nuova” al tempo in cui Berta filava, non c’è mai stato niente da fare. Soldi non ce n’erano, se non quelli rappresentati dal politico di passaggio, che non si capiva se fosse una mano destra, una mano sinistra, o entrambe le mani che si lavavano l’un con l’altra. Il bello è che la conferma del finanziamento arriva proprio in risposta ad un’interrogazione del PD.

Attenzione però, perché tra le righe si legge anche un riferimento ai tempi per la realizzazione, giudicati troppo “ottimisti”. Il motivo sembra essere quello del reperimento dei fondi necessari. A voler essere maliziosi, tuttavia, si potrebbe anche capire che i tempi siano legati a quanto ci mette l’Augusto Gnassi a fare le valigie e a metterci dentro anche il cappello… quello che continua a mettere sopra a tutto, dicendo che praticamente Rimini l’ha inventata lui. Il Pippo Baudo de noialtri.

A ripensare alla sclerata di Andrea, quando i leghisti sono andati in visita dal Questore, pare se la sentisse che stava arrivando la scoppola. Tra l’altro fa bene a preoccuparsi perché, per certi guai, avere o non avere l’appoggio politico cambia la posta in gioco. Chissà se Zingaretti, la nuova passione, avrà tempo di passare a farsi un paio di foto in maniche di camicia bianca. Magari quest’estate. Vieni Nicò, la granita la offre il Sindaco.

Di seguito il comunicato integrale firmato Croatti, Sarti, Sensoli.

P.S.

A me il governo GialloVerde non piace. Non piace per l’ambiguità dei maggiorenti 5 stelle e perché la Lega al Governo è la più grossa iattura che potesse capitare al nostro Paese. Le cose però bisogna dirle come stanno.

@DadoCardone

Share

Le Pruccolate: come trovare NoVax in un bicchier d’acqua.

Premessa: chi scrive è vaccinato, ha fatto tutte le malattie esantematiche e, in età adulta, ha fatto tutti i richiami dell’antitetanica. Questo articolo e il video che segue non hanno nulla a che fare né con l’accusa, né con la difesa dei vaccini. 

Come fa il rappresentate di una maggioranza regionale a darsi un tono (e soprattutto un significato) al capezzale di un partito morente? Il consigliere Giorgio Pruccoli, del Partito Democratico, ha pensato bene di votarsi alla sacra lotta contro i NoVax. Il Savonarola di Verucchio se l’è presa nientepopodimeno che con l’Associazione Culturale “il Delfino”, un laboratorio nella natura per bambini in età prescolare, scambiandolo per un asilo e accusandolo di essere un covo NoVax.

Se fosse solo per la marchiana esibizione di intolleranza ad alzo zero, ce ne saremmo fatti una ragione. Il problema però è che Pruccoli ha scatenato una serie di controlli che, in fin dei conti, mettono in ambasce un’associazione e l’attività economica che la ospita. Questo pur sapendo di agire con motivazioni speciose.

Per questo noi di Citizen siamo andati sul posto per dare il nostro piccolo contributo al diritto di replica a questi oppressi dal Partito Democratico ( democratico è un modo di dire nessuno si offenda). Qui di seguito il video.

P.S.

Pruccoli… nel fine settimana, a Rimini, si è tenuta Matrioska Labstore. All’ultimo piano, per far svagare i bambini, c’era il truccambimbi. Mi sbaglierò, ma secondo me non gli hanno chiesto il certificato di vaccinazione. Che facciamo, glielo mandiamo l’esercito?

@DadoCardone

Share

Il calo del turismo? E’ colpa della Sensoli.

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita, non sono casi infrequenti. Siete in un posto piccolo, dove c’è molta gente, tipo la sala d’aspetto di un ambulatorio. All’improvviso sentite un fetore che si diffonde da un punto indefinito e avete l’immediata consapevolezza che si tratta un peto. Per la precisione una “loffia”, quel particolare tipo di scorreggia che, per il fatto di averne impedito lo sfogo rumoroso, si manifesta con lo sfiato ad alta pressione di gas pestilenziale.

Tutti cominciano istantaneamente a scrutarsi in uno “Stallo alla Messicana”, tipico delle scene di tensione firmate da Quentin Tarantino. C’è un modo per capire chi è il colpevole? Ebbene sì. Di solito il criminale che ha mollato li, con indifferenza, una dose da guerra di gas nervino è anche quello che s’indigna di più. Lo fa istintivamente per dissimulare, ma la regola è sempre quella: la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.

Cosa c’entra la metafora del peto con Raffaella Sensoli e il turismo riminese? Per capirne il senso bisogna mettere insieme alcune semplici constatazioni. Il turismo riminese è in calo, di nuovo. Dopo la scorsa fortunata stagione, i limiti del nostro particolare tipo di turismo sono nuovamente venuti a galla. I rappresentanti delle categorie e quelli istituzionali debbono in qualche modo una spiegazione ai loro iscritti e al loro elettorato, o perlomeno un’analisi di buon senso,  che permetta una reazione organica.

Non è questo il caso, perché a Rimini “va tutto bene” e guai a dire il contrario perché si fa danno. L’aeroporto? Ci stiamo arrivando, mancano solo una ventina di milioni di euro d’investimenti. La delinquenza? E’ un’aberrazione statistica dovuta all’aumento della popolazione estiva. Lo spaccio di droga? Come dalle altre parti. La gente presa in carico dal pronto soccorso a causa dell’etilismo? Nella norma. La situazione vetusta delle periferie del Turismo (Rimini nord e sud)? E’ colpa del Movimento che non ci fa arrivare i soldi. Il calo dei pernottamenti? Che ci possiamo fare noi se a Sharm el Sheikh non fanno attentati?

Di recente un’interrogazione del Consigliere Regionale Raffaella Sensoli ha sottolineato il fatto che, se le cose non vanno proprio per il verso giusto, in parte potrebbe essere per la carenza di certe “cure”. Non l’avesse mai fatto. Per risponderle sono stati costretti a far pubblicare persino l’interrogazione, che in verità era passata sotto silenzio, dandole l’evidenza che tutti si lamentano che non dovrebbe avere. Riprendendo la metafora della sala d’attesa Raffaella si è stropicciata un po’ il naso chiedendo sottovoce se per caso qualcuno l’avesse mollata. La risposta? Uno strepitio che ha messo in evidenza la cosa anche a chi non ci aveva fatto caso.

Una scorreggia?! Ma come si permette lei con queste fantasticherie! Qui siamo tutta gente che digerisce senza flatulenze. Lo sa lei che lustro portano i nostri deretani a questa sala d’attesa? E così, a forza di urlare, si è venuti a sapere del peto anche in strada.

Perché tutta questa caciara? Corsini, Rinaldis, Indino, con i loro toni pare vogliano coprire l’incapacità strutturale di metabolizzare un cambiamento partito da molto lontano. Parlano d’indotto, investimenti, eccellenze, miglioramenti, ma la domanda vera è: la proposta turistica è ancora in grado di intercettare il mercato di riferimento? Sensoli parla di sicurezza e, leggendo la cronaca di quest’estate, non sembra si sia inventata nulla (come sostiene Corsini), ma è sicuramente possibile allargare la riflessione alle altre criticità.

Per dirla papale papale: che c’azzeccano i milioni di euro investiti nel comparto cultura (ponte, castello, fulgor, teatro) se poi il peso che fa recedere una stagione è il mancato arrivo dei “torpedoni” polacchi? Perché gli investimenti per i maggiori eventi sono concentrati in date in cui la gente ci sarebbe comunque? Perché l’impegno del “pubblico” è sempre concentrato in determinate zone e non si occupa di diffondere le iniziative nei dieci kilometri in cui i turisti soggiornano?

Per concludere. Quando anche quest’anno leggeremo i risultati dell’idea che le istituzioni riminesi e regionali hanno del turismo, non facciamo poi che la colpa è della Sensoli che si è lamentata in un’interrogazione . Sono altri che han regalato alla polemica una quota del tutto diversa e pare proprio l’abbiano fatto per dissimulare una “loffia”.

P.S.

Chi scrive non vuol certo spiegare qualcosa ai maghi del turismo, quelli che sono riusciti a spendere centomila euro per Albano Carrisi. Non mi permetterei mai.  Quando però sento parlare d’indotto mi suona un campanello d’allarme. Sarà perché l’ultima volta che ho sentito magnificare questa giustificazione è fallito malamente un aeroporto?

@DadoCardone

Share

Giornalismo che fine hai fatto?

accreditostampa

Emilia Romagna: Giornalisti messi nel conto spese a loro insaputa. Analisi della debolezza costituzionale del fu Quarto Potere.

 

Un milione di anni fa (o forse due) facevo l’apprendista presso il Resto del Carlino di Pesaro. Sebbene il Giornalismo, universalmente inteso, non si è certo inventato adesso i suoi vizi e le sue virtù, quella volta v’era un certo prestigio nel praticarlo, anche solamente da apprendista. Ricordo ancora le calorose strette di mano e i cadeaux per la stampa collezionati in quel periodo, sebbene nessuno avesse la minima idea di chi fossi. Non per richieste di qualche tipo, intendiamoci… solo per un tributo dovuto al mestiere.

Una volta, ad una pallosissima conferenza, fui omaggiato di una cartellina di pelle con block notes e stilografica. Avevo fatto fatica a mettere insieme le lire di benzina necessarie per arrivarci a quell’evento e, nel parcheggio, ingranando una retromarcia mi rimase il cambio della 127 in mano.  Capite bene che il regalo, seppur una sciocchezza per le spese dedicate alle pubbliche relazioni a quei tempi, acquisiva un certo peso per uno prendeva saltuariamente 70 mila lire a servizio facendo il cameriere nei catering. Ne fui quasi imbarazzato. Scrissi malissimo della conferenza e, se non ricordo male, non fui nemmeno pubblicato.

Fino ad oggi provavo quasi tenerezza per la mia personale epica giornalistica, ma il fatto che nessuno mi abbia mai messo a mia insaputa come casuale di una fattura per giustificare un rimborso spese… beh, me l’ha fatta rivalutare.

Mi riferisco ovviamente all’articolo del Corriere di Bologna scritto da Anna Budini, quello in cui si descrive il tentativo di Fabio Grassi di coprire illegittimi rimborsi spese. La confessione del capo ufficio stampa, responsabile della comunicazione dell’Apt Servizi, e il conseguente tentativo di mettere tutto a tacere con un paio di bottiglie di vino, avviene come conseguenza di una semplice operazione portata avanti da Raffaella Sensoli in Regione: chiedere un controllo incrociato di spese e causali per gli Educational Tour. Mica i rimborsi Somali di Carmen La Sorella eh, solo soggiorni di lusso per far parlare bene i giornalisti della Riviera.

Una denuncia che, oltre a provocare la minaccia di provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine dei Giornalisti, ha messo in evidenza, come ammette lo stesso Grassi, “una zona grigia” perché “[…]in tutto il mondo funziona così perché le pierre le fai in questo modo. Se i giornalisti li inviti, li devi ospitare. O no?”. Certo.. tutti in hotel di lusso con famiglia a seguito.

Budini scrive l’articolo, Fabio Grassi viene fatto (auto) dimettere, l’Assessore Corsini giura che APT è trasparente e intransigente. E i giornalisti? A parte chi ha scritto l’articolo per ora non si legge di nessuno che condanni apertamente la pratica. Garantismo? Non svegliare il can che dorme? Non saprei. Dall’articolo non ho capito nemmeno se gli altri giornalisti, quelli seduti allo stesso tavolo di Budini e Grassi nel momento della richiesta, hanno accettato le bottiglie oppure no.

Mentre aspettiamo di capire chi, quando, cosa, come e perché, come si usava una volta nel giornalismo, a me, che poi giornalista vero non lo sono mai diventato, non resta che condividere una riflessione. Certamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma trovo che oggi vi siano un po’ troppi campioni di cattivo mestiere, tanti da minare i fondamentali del fu Quarto Potere. Dalle piccole redazioni locali in lotta per la sopravvivenza, ai leccaculo da massimo sistema (tipo l’Unità), passando per i giornalacci come Libero e il Giornale, che giocano a stimolare i peggiori istinti dei loro lettori con titoli vergognosi, finendo per quelli che si fanno pagare lo status raggiunto con soggiorni gratuiti con consorte e figli a seguito: perché un ragazzo oggi come oggi dovrebbe ambire a fare il mestiere del giornalista? Sicuramente professionisti come Travaglio, Gabanelli, Mercalli e Berlinguer risollevano la reputazione generale lottando contro la rimozione sistematica di qualsiasi tema non faccia piacere all’esecutivo, ma le loro esperienze sono riproducibili a livello amatoriale, con mezzi totalmente gratuiti, senza rischiare di essere inconsapevolmente piazzati nel rimborso spese di qualche carrozzone regionale. Chi oggi  parla con onestà di temi contingenti quali ambiente, immigrazione e lavoro? Blogger, dilettanti della notizia magari, ma tutta gente che si è dovuta inventare uno sfogo per fame di verità. Badate bene, non sto parlando di complotto, perché se il prezzo del silenzio sono delle bottiglie di vino va da sé che i disegni sono piuttosto semplici. Sto parlando di ignavia.

Alla politica come guida abbiamo rinunciato da tempo ed ora al giornalismo, che doveva essere il cane da guardia, hanno dato un guinzaglio corto e una ciotola con il Chappy. Il colpevole? Ce n’è più di uno. Da una parte noi, con il nostro voto (o non voto) e le nostre preferenze di lettura. Vorrei sottolineare che se Tassi del QS si è sentito tranquillo nel titolare “Cicciottelle Azzurre” un motivo c’è. L’altro colpevole è il giornalismo che bada a pubblicare solo cose che è sicuro di vendere, rinunciando ad una propria precisa funzione, il ruolo culturale guadagnato con la Storia e perso miseramente in  nome del “teniamo famiglia”. In sintesi: meglio il culo della Minetti che i risultati di Casa Madiba. Cherchez la femme.

‘Sto cane a forza di mordersi la coda è rimasto solo con le gengive.

P.S.

In Italia mancano giornalisti che facciano la seconda domanda. Cosa intendo? Semplice: il giornalista intervista un politico, fa la sua domanda, il politico risponde. A questo punto il giornalista dovrebbe fare la seconda domanda: “scusi, ma lo sa che questa è una stronzata pazzesca!?” Invece la seconda domanda non viene mai fatta, in questo modo i politici sono lasciati liberi di dire tutte le cazzate che vogliono.

(Daniele Luttazzi)

dado

 

@DadoCardone

Share

Su Rimini – La presa in giro di Di Maio.

A volte non serve nemmeno andare con lo zoppo per imparare a zoppicare, basta frequentare la stessa Bouvette. Il giovane Luigi Di Maio non sarà un politico di lungo corso, ma ha imparato presto e bene l’arte di dissimulare una situazione imbarazzante. Tipo quella dell’ex moglie di Grillo che si mette di traverso, contro il benvoluto candidato sindaco del Meetup storico di Rimini. Certo non lo fa con un ragionamento che possa almeno sembrare condivisibile, ma con l’autorità che gli deriva dalla sua “predestinazione”.

Mi riferisco alla recente dichiarazione riportata dall’Ansa:

“Noi dobbiamo essere onesti con i cittadini, a Rimini e Ravenna non siamo pronti. Noi non chiediamo ai cittadini un voto per una lista per cui non siamo pronti, continuiamo a lavorare per essere pronti la prossima volta. Abbiamo sempre scoperto che i sindaci degli altri partiti non erano pronti il giorno dopo le elezioni. Noi abbiamo, per coerenza, preferito dirlo prima”.

Eh già, sarebbe proprio il caso di essere sinceri con i cittadini e dire loro chiaramente che il problema fondamentale del Movimento a Rimini deriva da una mancanza di mezzi, ma andiamo con ordine.

Allo spuntare della seconda lista, quella improvvisata usando la visibilità dell’ex di Grillo, i referenti di Rimini si sono ovviamente mossi per spiegare, a chi di competenza, cosa stava succedendo. La situazione è stata presentata nei minimi particolari a tre dei 5 membri del Direttorio: Fico, Di Battista e Di Maio. La faccenda è stata esposta in diverse occasioni da Giulia Sarti, Raffaella Sensoli e Marco Affronte, com’era naturale agire vista la mancanza di feedback da Roma.

Solo più tardi l’amara realtà ha fatto capire a tutti che non ci si doveva riferire a Roma, ma a Milano dove, per carica ereditaria, il figlio di una persona mai eletta può decidere vita e morte di Meetup con dieci anni di storia, facendo apparire due righe non firmate su un Blog, gestito non si sa da chi.

Decisione senza appello, ma non, come si potrebbe pensare, senza motivazione. E’ stato lo stesso Davide Casaleggio ad ammettere (non vi dico con chi) che il Movimento 5 Stelle non ha le risorse per gestire le controversie, sebbene semplici come quella di Rimini. Che risorse? Di due ordini principalmente: risorse finanziarie e risorse umane. Gli ottomila comuni italiani non andranno tutti assieme ad elezioni amministrative, ma anche quando ce ne vanno 1370 la spesa per gestire le candidature online non è indifferente. La soluzione potrebbe essere demandare un po’ di decisioni agli eletti, che a dire il vero ne prendono migliaia all’anno per conto del Movimento. Questo però vorrebbe dire demandare “potere” e per i NON eletti di Milano sono pochi i fedelissimi a cui lasciare libertà in cose del genere.

C’è ad esempio Massimiliano Bugani di Bologna, contestato come (se non più) gli eliminati, ma che, oltre al privilegio di un’investitura dall’alto, ha potuto contare sulla mannaia del Blog, che si è abbattuta sui suoi rivali. Tra l’altro la benedizione e le investiture continuano, visto che oggi Di Maio ha visitato i luoghi delle stragi di Bologna insieme al fedelissimo Max. Ci sarà da ridere se Bugani non dovesse nemmeno arrivare al ballottaggio, com’era ormai destino annunciato per  Candidato Riminese.

Caro Luigi, se senti tutta questa necessità di essere onesto con i cittadini potevi cominciare con Sarti e Sensoli che, un mese prima dell’eliminazione senza appello, erano nel tuo ufficio a Roma a spiegarti per filo e per segno la situazione di Rimini. Potevi sinceramente ammettere che tu in queste decisioni non c’entri niente.. altro che Direttorio.

P.S.

Sempre a Giggino. Se ti va di visitare luoghi di strage passa anche per Parma e Rimini, lì la strage è di voti . A Rimini in particolare l’attentato è alla volontà dei cittadini, che si stanno ancora chiedendo che cosa Diavolo sia successo. Non  meritavano anche questa supercazzola da politicante navigato. Cornuti e mazziati.

dado

 

@DadoCardone

Share

La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Pruccoli, Rossi e l’Irritazione da Grillino.

metropolis1Avete sentito? Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi, i segnaposto del Pd Riminese in Regione, sono estremamente frustrati dall’attività grillina. Non riescono a capacitarsi di come, pur essendo membri del partito di Maggioranza, vengano sistematicamente surclassati da un’opposizione composta da sole 5 persone.

Il segreto, ovviamente, sta nel lavoro, ma non ditelo mai ad un piddino.. se no ci rimane male. Loro sono nobiltà politica, come ha avuto modo di constatare il Consigliere Sensoli la quale si è recentemente presa dell’inelegante per aver ribadito, in diverse occasioni, il peso avuto nell’affaire Nova Feltria. Pare (e dico pare) che sia proprio questo il motivo del reiterato astio da parte dell’Assessora mai sostituita e dell’ininfluente Pruccoli.

Ricapitolo brevemente per quelli che si sono persi le precendenti puntate. Con il sistema spartisci debiti, più comunemente noto come Area Vasta, il Partito Democratico (o chi per lui) ha combinato una serie di leggerezze organizzative che stavano portando alla chiusura di diversi presidi fondamentali per la Sanità pubblica, come l’ospedale di NovaFeltria. Bisogna capirli… trovare un posto a tutti i dirigenti è impegnativo, non è che si può pensare anche alle reali esigenze delle persone. In una partita consiliare molto tesa fu proprio Raffaella Sensoli a  mettere all’angolo il PD con l’escamotage del Decreto Balduzzi, che consente a zone particolari di tenere aperto il punto ospedaliero, nonostante ci siano dei dirigenti che devono portare il pane a casa. Il colpo per le figure minori, tra cui appunto Pruccoli e Rossi, fu molto duro perché rivelò la loro condizione di vacuità. Tra l’altro in quel consesso l’ariete Sensoli strappò l’applauso a scena aperta del pubblico rimasto ad ascoltare e l’ammirazione del Presidente Bonaccini direttamente nel discorso di capitolazione.

CatturaTutto ciò è storia, non sarebbe nemmeno da tornarci sopra, ma quando i due sopracitati rappresentanti del PD si prendono un’intera pagina del Corriere per dire che i “grillini” sono irritanti, perché si prendono tutti i meriti , beh… noi di Citizen ci prendiamo anche dell’House Organ pur di sottolineare quanta inadeguatezza i Democrat abbiano mandato in Regione ad occupare non una poltrona…. Ma uno scaldasonno.

Apro una piccola parentesi. Non ce l’ho con il giornalista che si è preso l’ingrato compito di compilare l’articolo. Capisco che dovendo riassumere l’anno di lavoro di Rossi e Pruccoli l’unica cosa che valeva la pena di riportare fosse la loro intolleranza al grillino. Però alla fine dell’articolo poteva almeno mettere l’anamnesi dei pazienti. Se non dispiace a nessuno lo faccio io.

L’irritazione da Grillino si manifesta in età adulta quando ci si accorge di essere politicamente ininfluenti. Usualmente il considerare i grillini tutti stupidi favorisce l’insorgere di un forte prurito alle natiche. Altri fattori che possono favorire e/o aggravare l’insorgere del sintomo sono:

  • le segreterie di partito che ti ricordano come, pur di mandarti in Regione, hanno costruito Fort Knox la dove i Ci.Vi.Vo tenevano due pale e un taglierba.
  • Il Conto della stampa di volantini patinati superlusso, con tanto di profilattico in cellophane, usati durante le elezioni, nonostante tu avessi dichiarato anche al fruttivendolo che stavi facendo tutto in economia (come i grillini).

L’unica cura contro l’irritazione da grillino è smetterla di  atteggiarsi a Marchesi del Grillo ed accettare con serenità i limiti della propria cultura politica. Una nota sui miti e le leggende dell’irritazione da grillino: Gli aggettivi tipo “inelegante” e “irritante” non sono la cura, anzi mettono in evidenza quanto forte sia il prurito.

P.S.

La cosa pi stupida che fa l’invidioso è lodarti senza saperlo.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

 

@DadoCardone

Share

Gnassi Bis. Mica te lo volevi far mancare…?

E così, nonostante l’indagine a carico e contrariamente alla pratica delle primarie, Andrea Gnassi si ricandida a Sindaco di Rimini per il PD. Sarebbe carino sapere cosa ne pensa il Partito Democratico, ma bastano i 70 della non altrimenti specificata direzione comunale per decretare che non serve consultazione popolare. Pare che in questa occasione, come in altre future coonvenienze nazionali, si farà a meno dell’unica vera pratica simil democratica che il PD avesse mai usato.

Ai giornali locali è stata rappresentata come una decisione “plebiscitaria”. Così la chiamano loro, infischiandosene del fatto che nel Diritto moderno questo termine viene usato per indicare una volontà popolare. Forse intendevano il plebiscito dell’antico Diritto Romano, dove alcune leggi avevano valore solo sulla plebe e non si fa fatica a credere che il senso sia questo, vista la dichiarata intenzione di spargere per Rimini statue di Imperatori Romani.

Comunque, giusto per non sottolineare la preminenza del reuccio (aka Gnassi) rispetto ai “Tribuni” che si sono plebiscitati addosso, andiamo ad elencare i più importanti:

Tiziano Arlotti, detto anche “il Nuovo che avanza”. C’è sempre stato e sempre ci sarà. Il metodo è semplice, basta essere uomo di partito senza dubbi. Nessun dubbio sull’aeroporto, nessun accenno al TRC, nessuna intromissione nelle partite più stringenti dell’Amministrazione Comunale. Il resto è un 99,99% di presenze in Parlamento, che se rimani buono e zitto si sta al caldo e non ti disturba nessuno. Ovviamente la base elettorale va curata e allora nel weekend si va “in zir par la Rumagna”, soprattutto quella dell’entroterra, a stringere mani e a confidare che “il Ministro mi ha assicurato…”. Il problema di tutto ciò è che si addormentano i riflessi. Amiamo ricordare l’occasione in cui, per star dietro alla Deputata Sarti, uscì prima il titolo di giornale, che annunciava un’interrogazione sui Casetti come fatta, dell’interrogazione stessa che venne protocollata qualche giorno dopo. Voto: 5 e ½ fa il suo, ma non gli chiedere troppo. Modesto.

Emma Petitti, altrimenti conosciuta come: “il miracolo delle poltrone”. Evidentemente il basso profilo tra i Demokrat paga. Non ci sono altre spiegazioni al motivo per cui una persona, che politicamente ha meno da dire di un cartone animato di Peppa Pig, sia passata dal Consiglio Comunale al Parlamento, per poi atterrare su un Assessorato in Regione.. in soli 4 anni. I più cattivi sostengono che tanta fortuna politica sia dovuta alle spinte di Tonino Bernabè, suo compagno, tra i fondatori del PD Riminese e Presidente di Romagna Acque dal Pleistocene. Queste però sono cattiverie… noi preferiamo credere ai miracoli. Voto: 4dimmi quello che devo fare ed io lo faccio”. Milite ignoto.

Juri Magrini e Alberto Vanni Lazzari. Oggetti misteriosi. Sicuramente un segretario PD Provinciale, o Comunale che sia, è un’entità che esiste, lo dimostrano i rari titoli di giornale e qualche seduta spiritica. Se dovessimo giudicarli da quello che conosciamo di loro…. Ma sì facciamolo.  Juri Magrini lo ricordo messo sotto a San Patrignano da una ancora acerba Sensoli, che però non ebbe difficoltà a sbertucciarlo su alcuni slogan pronunciati con troppa sicumera. Lazzari non lo ricordo per nessuna ragione, ma il virgolettato che leggo oggi sui giornali mi suggerisce anche il perché. “Non possiamo essere subalterni alle vicende giudiziarie”, subalterni non è proprio l’aggettivo che avrei usato.  Voto 6 (in due). Se ci sei batti un colpo. Ectoplasmatici.

Nadia Rossi. Se mi chiama un Ci.Vi.Vo ditegli che sono a Bologna. I soldi spesi in casette Civivo cominciano a tornare sotto forma di un Consigliere Regionale, Assessore mai rimpiazzato, che vota in favore di chi l’ha mandato in Regione. Sembra molto più complicato di quello che è, si tratta semplicemente di gratitudine, che in regione si ripaga leggendo in Aula quello che ti scrivono, a casa invece basta alzare la mano e dire: sì. Voto: Boh! Meglio un Ci.Vi.Vo oggi che una gallina domani? Frittatina.

Queste, in sintesi, sono le figure più rappresentative del sedicente plebiscito, vi lascio immaginare gli altri. Se il Partito Democratico stava cercando un modo per allontanarsi ancora di più dalle persone, pare abbia preso la strada giusta, ma, si sa, la qualità più necessaria tra quelle nella disponibilità di un reazionario è l’indifferenza verso la plebe, che ha dato la sua delega, quindi deve tacere. Una delega è per sempre.

P.S.

A corollario della candidatura automatica del Primo Cittadino c’è il cambiamento che avrebbe portato a Rimini. Anche su questo ci permetteremo di esprimere la nostra opinione, ma non basterà un solo post.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Italia 5 Stelle

imola domenica 029 come oggetto avanzato-1Chi ha l’ambizione di raccontare qualcosa, tanto più se fa finta di fare il giornalista, deve necessariamente ostentare un certo distacco dall’oggetto delle sue osservazioni, ne va dell’affidabilità dell’analisi. Esistono però situazioni che impediscono fisicamente  questo distacco. Per me questa volta sono state diverse, però non vorrei cominciare dal male ai piedi.

Il più grande cazzotto nello stomaco l’ho ricevuto dal palco grande, quando hanno parlato i genitori superstiti alla strage ferroviaria di Viareggio. Ci sono voluti pochi secondi per capire che non sono sopravvissuti ad un incidente, ma sono in realtà sopravvissuti ai loro figli. Bruciati vivi. Sul quel palco tutto il loro dolore per quei ragazzi che non ci sono più, ma che continuano a morire ogni giorno nell’indifferenza di un processo infinito, mentre al dirigente FS dell’epoca, Mauro Moretti, viene assegnato un nuovo incarico in Finmeccanica con  uno stipendio anche migliore. La prescrizione farà il resto, lo abbiamo già visto.

Come fai a non farti toccare da quella amarezza? Fortunatamente il mio distacco è stato impedito anche da tante altre cose, perlopiù positive. Ho visto cose che voi piddini non potete nemmeno immaginare. Ho visto un piazzale dove non faceva  in tempo a cadere una sigaretta per terra che subito veniva raccolta e depositata in mini stazioni ecologiche, comprese di addetto che aiutava a differenziare. Ho visto Raffaella con la paura negli occhi diventare una leonessa nella sua prima Agorà. Ho visto comici parlare di cultura e ascoltato Dario Fo ricordare a tutti i politici la “livella” di Totò. Ho visto bandiere del Movimento sventolare in mezzo al fumo di salsiccia nelle aree attrezzate camper. Ho visto Marco ricordare a tutti che il tempo per scherzare con l’ambiente è finito. Ho visto Hippie aggirarsi come fantasmi del passato in questo nuovo incontro suggerito dalla coscienza collettiva. Ho visto giornalisti di Tg a diffusione nazionale cercare qualcuno di importante da intervistare, senza accorgersi che lì erano tutti importanti. Ho visto Di Battista fare tre comizi completi in un percorso di trenta metri e ho constatato che Di Maio non suda veramente, non è una battuta di Grillo. Ho visto sventolare centinaia di stelle. Ho visto anziani alzare le mani al comando rap delle LeGal. Ho visto Giulia, 29 anni, passare dalla Commissione Antimafia a punto di riferimento in mezzo alla gente. Ho visto persone di ogni età sotto la pioggia, che non solo non hanno mollato, ma non hanno nemmeno barcollato. Ho visto la politica trasformarsi in un incontro senza censura per nessuno, nemmeno per chi le parole non le conosce proprio tutte, ma qualcosa da dire ce l’ha. Ho anche sentito…. . Ho sentito per la prima volta l’Autodromo di Imola tremare per un rumore diverso da quello dei motori, erano migliaia di persone che gridavano: “Onestà”.

Non vorrei fare però il Talebano, come si suol dire di chi non vede altro che la propria parte. Sebbene l’incontro sia andato ancora una volta oltre le mie aspettative, ci sono un paio di cose vanno che vanno dette. E’ come quando vai in un ristorante e non fai notare al cuoco che ha sbagliato la cottura, se non glielo fai sapere continuerà a sbagliarla. Gli appunti che devo fare sono due. Per prima cosa: la piada servita nei punti di ristoro era indegna dell’Emilia Romagna. Potrebbe sembrare una cosa di second’ordine, ma è come se facessi un convegno a Napoli servendo pizzette riscaldate dell’Autogrill… non si fa. Il secondo appunto è che due giorni di Max Bugani nel ruolo di presentatore sono inaffrontabili. Come organizzatore avrà pure fatto un buon lavoro, ma farlo notare ad ogni presentazione dal palco dopo un po’ annoia. Il top per me (ognuno ha i suoi gusti) è stato quando ha raccontato di come ha rassicurato Di Maio sul suo operato, usando una frase di Troisi. Dai…

Detto questo è necessario sottolineare che anche se qualche piatto viene insipido ed altri sono troppo salati, il Movimento 5 Stelle è ancora l’unico ristorante dove si può godere di buona compagnia e dove, anche trovandosi in mezzo a migliaia di persone, non provi l’Istinto di portare il portafoglio dalla tasca dei jeans alla tasca interna del Giubbotto. Ho molto apprezzato il clima da Convivio che si respirava a pieni polmoni, come la diminuzione strategica della presenza di Grillo che ha lasciato spazio agli “emergenti”. L’intervento ufficiale di Beppe poi, preceduto da un inquietante Casaleggio che sembrava il guardiano del faro dei cartoni animati di Scooby Doo, è stato molto poco politico, se non nei concetti fondamentali, ed ha preferito molto più scherzare  con la sua enorme famiglia allargata.

P.S.

Il prossimo anno il punto ristoro piade va affidato senza meno a Gianluca e ai suoi amici di Camper.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Bonaccini e la sua orchestra.

8490786245_b1b4f24320_oIeri sera, con il grado d’inviato Citizen, ho assistito al concerto per trombone organizzato dal PD, titolo:  la Sanità delle valli. In quel di NovaFeltria, presso il Teatro Sociale, è stato organizzato un bell’incontro senza contraddittorio per il Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

La scaletta della serata è stata la seguente. Ringraziamenti, tanti, troppi. Parola ai vari Comitati che agiscono per tenere aperti gli ospedali, politici locali, Raffaella Sensoli per grazia ricevuta e dopo il quartetto Tonini, Gnassi, Venturi, Bonaccini se l’e’ suonata e se l’è cantata con tutto l’agio possibile. Il Pubblico, al 98% demokrat, ha gradito. Strano.

Come hanno suonato? Sembrava una composizione di Nino Rota, tanto erano bravi gli interpreti. Vi dico subito che la qualità degli artisti era tale che Andrea Gnassi è apparso persino dimesso, tanto che ha rinunciato a sogni, segni e puntini adriatici. Ora però nello stile Citizen daremo un po’ di voti.

Marcello Tonini. Il primo assolo è stato il suo. Ha risposto ad accuse che nessuno gli aveva fatto e si è pure incazzato. Il nuovo Direttore dell’Ausl Romagna si è parecchio risentito perché un rappresentante dei comitati gli ha chiesto di sbottonarsi e parlare chiaro. Tonini, dopo aver più volte mimato l’atto di sbottonarsi (per me gli va dato il premio gag dell’anno), ha parlato molto chiaro, solo che ha sbagliato tema e si è inerpicato nell’apologia di se stesso, rianimatore di ponti radio e mappatore della Valle. Pare che Google stia per lanciare le Tonini Maps, applicazione per le ambulanze che non conoscono le vie della Valmarecchia. Voto 4: Fuori tempo.

Sergio Venturi. Ha difeso la scelta dell’Ausl unica senza se e senza ma, con uno stile decisamente soporifero. Il pubblico era votato alla resistenza ed ha resistito … io no. Tra una pennichella e l’altra mi pare di aver capito che fosse un intervento inutile. Non ha aggiunto, ne tolto, nulla ad un dibattito che tanto non è mai esistito. Unica nota positiva, non ha promesso nulla, almeno lui. Nella Valle ricordano ancora con malinconia quelle sostanziose promesse firmate Piva e Lombardi. Oggi hanno altro di cui preoccuparsi. Voto 5+: Agevola il sonno meglio della melatonina.

Andrea Gnassi. Il discorso non è il solito e nemmeno la verve, forse soffre troppo la presenza del pesce grosso. Bonaccini, nella tornata Regionale, gli aveva promesso un Assessore al Turismo (almeno così diceva Andrea sui quotidiani) e invece gli ha concesso un segnaposto al Bilancio. Senza il suo solito discorso, che ormai è come una coperta di Linus, è parso disorientato. Basti dire che non ha anticipato nulla della pioggia di milioni, per nevone e maltempo, che il Presidente avrebbe annunciato di lì a poco chiedendo testimonianza proprio al Taglianastri. Lui stesso, dopo aver girato a lungo attorno al concetto “#AreaVastaBella”, ha ammesso di non essersi preparato. Voto 3: Il Cane mi ha mangiato i compiti e mia nonna è morta per la terza volta quest’anno.

Stefano Bonaccini. Possiede una somiglianza imbarazzante con Benito Mussolini e mi vien da pensare che chi gli cura l’immagine abbia molto insistito sull’evitare di puntare i pugni ai fianchi. Lui non lo fa, tiene solo una mano in tasca … forse per contare i miliardi che, lui e solo lui, è in grado di far piovere sulla Regione. Dice una serie di cazzate, presupponendo che nessuno sappia niente dei fondi europei (vero) e che i terremotati ancora nelle case di plastica passino inosservati (ancora vero). Di Sanità parla poco, ma ci tiene a ribadire che lui non è li per ricevere applausi, anche se è capacissimo di procurarseli …. Lo dimostra di lì a poco quando si dice non disposto a sopportare che si usi la paura della gente per fini politici. Un’affermazione che stimola, appunto, applausi e un “BRAVO!!” senza ritegno da un fedelissimo in prima fila. Della serie “ti piace vincere facile”. Comunque l’affermazione che tutti aspettavano è arrivata: “nessuno ha mai detto che saranno chiusi degli ospedali”. Un’altra volta vero, saranno semplicemente trasformati in altro. Voto 2: ITALIANI!

Fuori concorso:

Raffaella Sensoli. Non era stata compresa tra i relatori sebbene l’emendamento che ancora da speranza agli ospedali della Valle sia proprio il suo. Dopo un paio di comunicazioni in tralice, con cui ha fatto capire che comunque zitta non sarebbe stata, gli è stato procurato un posticino (sempre fuor di dibattito). Mentre parlava ai piedi del palco, Tonini ha chiesto a Gnassi chi fosse, lui l’ha rassicurato sussurrandogli era solo una del Cinque Stelle. Già … peccato che sia anche il Vice Presidente della Commissione Sanità. Comunque Raffaella ha avuto buon intuito ed essendo in posizione tattica sfavorevole non ha affondato nessun colpo, sebbene ne avesse ben donde.  Voto 7: A Risiko a volte conviene ritirarsi.

Schermata 05-2457149 alle 15.01.06Emma Petitti. Come fa una donna a cambiare più poltrone della Minetti senza avere la stessa presenza scenica? Semplice: sta zitta e si fa i fatti suoi. L’unico sfogo che si concede è il Tag compulsivo con cui ha fatto vibrare gli smartphone di tutte le prime file (cosa che a qualcuno piace e ad altri no, dipende da dove tengono il telefono). Eppure qualcosa da dire l’avrebbe avuta giacché comunque la sua delega al bilancio era compatibile con qualsiasi discorso fatto. Voto: Non classificabile. Dovrebbe lavorare per Frau S.p.A.

Concludendo; trovo commovente come il PD continui a tranquillizzarsi da solo, ma non meno dell’atteggiamento apolitico dei comitati, formalmente giusto, ma inefficace nel risultato. Chiedere una soluzione a chi ti ha messo nella situazione contro la quale lotti è una evidente minchiata, perché presuppone l’assenza di altri interessi che non siano il bene dei cittadini. Quello è un altro pianeta.

P.S.

Vede signorina … la precedenza è un po’ come la patata, ogni tanto toccherebbe darla.” [Giuseppe Giacobazzi – dopo un incidente in Apecar]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La lezione di Lombardi.

man-vs-foodPer le fotocopie Riminesi non è una notizia abbastanza interessante perciò ve la riportiamo noi. Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle Regionale è l’unico che ha già fatto una proposta ed è anche una di quelle pesanti, una di quelle che viene subito a vedere il bluff infarcito di chiacchiere del nuovo Presidente Bonaccini.

Alle dichiarazioni sulla stampa che inneggiano ai tagli e alle riduzioni di stipendio agli assessori, il gruppo 5S (Girbertoni, Sensoli, Bertani, Sassi, Piccinini) risponde con una risoluzione pronta all’uso: il congelamento delle buone uscite dei Consiglieri accusati di peculato nella precedente legislatura. Questa si che sarebbe discontinuità.

Questione di scontrini? Mica tanto. Nel senso che il danno erariale l’hanno fatto certamente a botte di fatture e scontrini, ma la soluzione del Movimento mette a riparo per un ulteriore danno di 1.5 milioni di Euro. Chiamalo scontrino! Per buona pace dei garantisti non si tratta di una condanna senza appello, ma di uno standby fino a che i gradi di giudizio non abbiano stabilito chi sono gli innocenti e chi i colpevoli.

Gli innocenti non solo dovrebbero appoggiare questa proposta, ma dovrebbero farla propria per certificare l’estraneità dal comportamento contestato. Questo teoricamente, però siamo su Citizen e ci possiamo permettere di non essere troppo ingenui, la maschera dello “scemo per non andare in guerra” la lasciamo ad altri. In questo frangente ci piace sottolineare come in politica il garantismo assomigli sempre di più alla precauzione suggerita dal saggio Confucio: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, nel senso che prima o poi potrebbero restituirti il favore.

All’inizio di questo pezzo c’è una bugia. Non è vero che nessuno ha scritto della risoluzione presentata. Il Corriere l’ha fatto, anche se prima si è preoccupato di sentire l’altra parte in causa, quella degli indagati. Giornalisticamente ineccepibile. Poi però quello che ne è nato è un po’ demenziale.

A far la morale dello scontrino è saltato in cattedra nientepopodimeno che Marco Lombardi, il record man indiscusso  delle mangiate riminesi, l’uomo che ha mangiato (o si è procurato fattura) anche 5 volte in un giorno nello stesso ristorante. Cosa insegna il saggio Lombardi a quegli spocchiosi del Movimento? In ordine:

  1. Fare i furbi attaccando su cose di forte impatto mediatico è #brutto.
  2. Prendersela con i probabilmente ladri invece che spargere concetti a cazzo su Europa, Investimenti futuri e disoccupazione è da #neofiti
  3. Parlare del gelato (o magari del sorbetto a fine pasto) che ha mangiato lui è la causa del #calo di consensi del Movimento.

Come non dargli ragione? Lui di disoccupazione se ne intende, aver mangiato almeno 149 volte al Novecento di Rimini qualche posto di lavoro l’avrà pur salvato. Non siamo però altrettanto certi che possa consigliare qualcosa al livello di calo di consensi visto che la sua Associazione culinar…. (Ops scusate il lapsus!).. visto che il suo Partito a livello di consensi in cabina elettorale sta parecchio sotto i neofiti.

Scusate se mi prendo un attimo di intimità con i miei lettori (tutti e 2), devo spiegare una cosa. Scrivendo questo pezzo ho trovato parecchia difficoltà a prendere in seria considerazione le affermazioni del succitato signore, per cui nutro sentimenti non positivi (mettiamola così). Ho dunque dovuto chiedre l’appoggio di una persona più seria di me per trovare qualcosa di politicamente corretto da dire. Mi ha aiutato il Capogruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Rimini Gianluca Tamburini. Ecco il suo pensiero #neofita:

“Lombardi utilizza la classica tecnica del benaltrismo pro domo sua, però sarebbe bene non sfuggire al tema affermando che per affrontare e risolvere i gravi problemi che cita serve una classe politica che, dopo quello che è successo nella scorsa legislatura, si riguadagni credibilità e fiducia da parte dei cittadini. La nostra proposta va assolutamente in quella direzione.”

Chiaro no? Per me che invece politicamente corretto non sono (è più forte di me) questo è semplicemente l’ennesimo caso di coda di paglia in fiamme. Molto più intelligente l’atteggiamento dell’altro indagato Roberto Piva (PD) che, sicuramente cercato dall’articolista del Corriere, ha preferito non rispondere o non farsi trovare.

P.S.

(E’ un ps che ho già usato, ma ad oggi non ne esiste uno più adeguato): Tanto va la gatta al lardo che… se lo mangia tutto e si fa pure gonfiare la fattura. Salute!

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Le gioie dell’astensionismo.

IMG_1700Non è un mistero. Chi vi scrive ha sempre fatto fatica a considerare l’astensionismo una forma di protesta. Il massimo della concessione che può essere fatta è quella della rassegnazione. Nei giorni del voto ho girato un po’, anche per i seggi del centro e ho visto gente, tanta gente, interessata all’aperitivo e non certo a far partire un messaggio di esasperazione.

E’ vero che il contrario dell’amore è l’indifferenza, questo si, ma una protesta per essere tale deve essere progettata e portata avanti con certi crismi. Sto dicendo che se proprio non si voleva votare scheda bianca, o addirittura andare al seggio per far mettere a verbale il proprio non voto, si sarebbero potuti organizzare dei sitin fuori dai seggi senza entrare a votare. Questo, magari, avrebbe lasciato un segno.

Fregarsene è la contestazione che si porta avanti durante l’età dell’adolescenza e, infatti, questa astensione ha avuto il medesimo risultato del capriccio di un sedicenne brufoloso. Sarò più specifico.

Oggi sono andato ad assistere  in Regione all’insediamento di quelli che dovevano aver recepito questo portento di messaggio, quelli cioè che per la prossima legislatura decideranno come spendere 10 miliardi di tutti. Eh si.. perché le tasse sono di tutti, sia di chi ha votato, sia di chi non lo ha fatto, anche se in ultima analisi chi decide la spesa rappresenta il 18% della popolazione della Regione (fatevi i conti).

Devo deludere gli speranzosi, quelli che ancor oggi riescono a trovare una ragione nel PD, spiacente. Come Presidente dell’Assemblea è stata votata, compattamente, Simonetta Saliera, vice di Errani nella scorsa legislatura. Salute!

Ovviamente il nuovo Presidente Bonaccini ci ha tenuto a ringraziare Errani, giusto per far capire quale sarà lo stile, non prima però di aver eletto un ufficio di Presidenza completamente privo di Movimento 5 Stelle. Pochi voti? Proprio no, considerato che una poltroncina è spettata a Foti (Fratelli d’Italia), rappresentante di un partito del 2% (di niente). Allora perché? Atteggiamento ostruzionista dei Pentastellati? A parte che fare ostruzione in 5 la vedo dura, poi c’è stata la richiesta esplicita di un ruolo di garanzia, non una presidenza, non una vicepresidenza, magari un posto da Questore…. davano indietro  anche l’indennità aggiuntiva, ma in Regione sono ricchi, cosa vuoi che gliene freghi di due spiccioli.

Eccoci dunque daccapo. L’incidente di percorso del PD è stato brillantemente superato e dalle facce, nonché dalle dichiarazioni, vi posso assicurare la “paurona” dell’astensionismo non ha lasciato grandi tracce. La prossima protesta:  consiglierei di farla da uomini e non da Caporali.

P.S.

Nessuno mi rappresenta è una cazzata. E’ un po’ come “nessuno mi vuole bene”. Credere che mani di altri possano essere responsabili della nostra felicità non ha mai cambiato nulla di ciò che non piace, soprattutto quando quelle mani, in questo preciso momento, stanno stappando delle belle bottiglie alla faccia nostra.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La Morte del Cigno.

mortedelcigno31Luigi Camporesi si è dimesso. Raffaella Sensoli prima nelle preferenze tra i candidati a 5 Stelle. Ogni elezione spezza degli equilibri, anche una in cui non va a votare nessuno.

I dati, nella loro povertà sono chiari. Sono andati  a votare la metà  degli aventi diritto rispetto alle precedenti regionali.  Poco più del 30%, roba che se succede per un’amministrazione di condominio bisogna prepararsi a un anno  di coltellate.

Chi si è spartito la miseria? Il Re dei poveracci è il PD. Il Premiato Poltronificio si è assicurato il 40%, ma non del totale, del 30%. Ha raccattato nella provincia di Rimini 33 mila voti che si sono spartiti i due eletti Pruccoli e Rossi alla modica spesa di una campagna “volantino extralusso” per il primo e di 300 mila euro in casette CI.Vi.Vo per la seconda.

Medaglia d’argento del Riminese, tenetevi la pancia, la Lega con il 17,85%  e nessun eletto, anche perché chi è la Lega? Non lo sappiamo. L’unica cosa che ci è dato sapere è che a Rimini basta che prometti di cacciare lo Straniero e qualche voto lo raccatti, anche se poi non c’è nessuno a rappresentare. Il voto è sacro, anche quello di un razzista.

Terza forza, al 17,24%, 504 voti di differenza, il Movimento 5 Stelle. Hanno scoperto le malefatte sull’aeroporto, sono stati vicini agli abitanti del ponte di via Coletti, hanno sostenuto gli ambulanti, hanno dato modo a tutti i comitati della città di avere voce, hanno portato parlamentari sul tracciato del TRC (etc), ma l’unica cosa che dovevano fare era dare fuoco a un campo ROM, perché Grillo non deve dire le parolacce, ma se fosse un po’ più razzista….. Qui l’eletto c’è. E’ Raffaella Sensoli, classe ’81, grintosa e determinata. Di contro però viene perso Luigi Camporesi che, giustamente, avrà pensato che sia inutile buttare risorse personali se questo risultato è il ringraziamento. La Rimini del 2016 ha perso un prestigioso competitor, chissà che nella palestra spartana del Movimento di Rimini non ne nasca un altro. E’ già il momento di pensarci.

Una nota. Impietoso il confronto con la Bologna dei veleni, da dove partono tutte le diatribe del Movimento. Il coordinamento delle attività elettorali, Il maggior radicamento e la possibilità di avere un Grillo a sorpresa (nemmeno troppo), hanno prodotto un 13,18%. In un bacino elettorale con il 10% in più dei votanti, a Bologna ha votato il 40% degli aventi diritto, pare punire le manovre ormai mal sopportate dalla base.

E gli altri? Tutti i simboli in gara hanno ottenuto risultati variabili  dal 3 al 4%, a parte Forza Italia che si attesta a un prestigioso 7% (pare che abbiano contribuito molto i ristoratori). Personale soddisfazione dello scrivente è il 2,68% preso da simbolo di Pazzaglia, il quale dopo aver abbandonato il suo mandato con la velleità di prendersene un altro, ha basato la sua campagna elettorale nel dare contro allo stesso PD di cui ha appoggiato le più grandi vaccate in Consiglio Comunale. Sarà un piacere rivederlo in un posto dove non vuole stare.

E il cigno del titolo dove è finito? Quello era la politica. Nobile per aspirazione è morta intossicata dai rimborsi spese,  dalle collusioni con il mondo degli affari e dalla lontananza dalla gente. Qualcuno rifletterà, altri penseranno che ancora una volta gli è andata bene, ma il dato è preoccupante perché all’estraneo prima o poi si cerca di eliminarlo, Lega docet.

P.S.

Pensavate di esservi astenuti per protesta ed invece avete praticamente votato PD. Bel risultato, spero almeno che l’aperitivo domenicale fosse preparato bene.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Metti un pomeriggio a San Patrignano. [di DadoCardone]

Martedì 18, in qualità di inviato Citizen, mi è toccato di assistere ad un confronto pubblico elettorale.  Di solito li evito perché la mia mente reagisce alla fuffa politica come un epilettico a una luce stroboscopica, mi si blocca tutto e finisco a terra. A volte bestemmio.

Presenti all’incontro: Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia, Juri Magrini del PD (qualsiasi cosa esso sia), Raffaella Sensoli  del Movimento, una tizia che mi è passata tanto inosservata che non ho idea di che partito rappresentasse e Alessandro  Rondoni di NCD-UDC.

L’Auditorium, vuoto in maniera imbarazzante, ma comunque più pieno di quanto mi aspettassi, ha rappresentato l’esatto interesse che può avere un cittadino “con altri cazzi” rispetto a queste elezioni Regionali. A chiarire il concetto “disinteresse” anche le 4 domande finali: una spontanea, due fatte da un supporter di Gioenzo e l’ultima di un tale che voleva sapere cosa fosse mai un inceneritore.

Lo so, voi diversamente interessati volete sapere come è andato il confronto. Ebbene bando alle ciance ed eccovi la pagella.

Tipa che non ricordo: l’unico momento degno di nota è stato quando ha voluto rendere noto a dei ragazzi di una Comunità di recupero per tossicodipendenti che lo shopping compulsivo è una dipendenza. Impalpabile. Voto: non pervenuta.

Gioenzo Renzi: Non posso negarlo. Gioenzo mi è simpatico, se non altro per la caparbietà con cui persegue i suoi obbiettivi. Dopo un primo assolo d’eccezione, nel quale ha ricordato che Herrani (Errani) è stato sbattuto fuori  su suo impulso iniziale, è però caduto sui temi classici dei Fratelli d’Italia, ossia quanto è bella la famiglia tradizionale, quella senza i gay. Se avesse sperimentato di più da giovane sarebbe stato perfetto. Mastino. Voto: 6-

Raffaella Sensoli: Simpatica, spontanea e incazzata al punto giusto. Non ne ha tenuta mezza e ha ribattuto colpo su colpo all’infido piddino posizionato al suo fianco. Tra l’altro ha dimostrato di saperne di più di Sanità del Segretario del Segretario Provinciale del Partito che ha deciso l’Ausl Unica. Stivali da cavallerizza e spirito indomito. Selvaggia. Voto: 8

Alessandro Rondoni:  Posseduto dallo spirito di Formigoni citava un ministro ad ogni domanda, il che è anche indicativo del rapporto inversamente proporzionale tra la rappresentatività di NCD e il numero di ministri posseduti.  Tra i campioni citati Lorenzin, Alfano, Lupi come dire… non ascoltare le minchiate che dico, ma renditi conto di chi frequento. Il problema è che i ragazzi se ne sono proprio resi conto. Roba da Confindustria, per San Patrignano proprio no. Gagà. Voto: 4

Juri Magrini: ma a San Patrignano ce l’hanno la televisione? Sinceramente per presentarsi a un confronto pubblico con le notizie di questa settimana ci vuole coraggio … o incoscienza.  Durante il confronto mi sono convinto che la qualità fosse proprio l’incoscienza e questo  non per il linguaggio del corpo, sebbene tradisse poca tensione, ma più per l’invito diretto al Movimento di “sporcarsi le mani”. Date le ultime notizie di Report e Regione forse voleva proporre un’associazione a delinquere.  Comunque ha fatto schifo anche come sacco delle botte e nessuno ha infierito più di tanto, anche per la manifesta ignoranza sugli argomenti proposti. Piddino (non c’è altro aggettivo). Voto: 2 di incoraggiamento.

P.S.

Tanto va il Piddino al lardo…. che se lo mangia 4 volte al giorno e poi scarica la fattura.

Buon Voto a tutti per il 23 novembre.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Ausl Unica: Si può fare? [di Raffaella Sensoli]

its_alivebannerPuò la Politica avere altro scopo che non sia la soddisfazione della necessità dei cittadini? A leggere i quotidiani sembrerebbe proprio che le alternative a questo semplice compito siano parecchie. Anche oggi, dopo aver assistito per giorni al conto alla rovescia per l’ineluttabile chiusura dell’aeroporto, mi è capitata tra le pagine una notizia che lascerebbe increduli, se non fosse poi che il sentimento predominante è l’indignazione.

Il contestato e controverso Decreto Poletti, quello che dovrebbe rappresentare, secondo i titoli, una disposizione urgente per il rilancio dell’occupazione, ha decretato che vi fosse un’impedimento al rinnovo per ben 86 dei 113 contratti di lavoro a termine dell’Ausl. Buon Natale.

Se un cittadino volesse poi fare dei collegamenti interessanti potrebbe recuperare tutte le rassicurazioni spese a piene mani dai dirigenti della Nuova Ausl, che garantivano un passaggio indolore per i posti di lavori. A dire la verità il Direttore Generale alla Sanità in Regione, Dott. Tiziano Corradori, e Direttore Generale del Personale, Dott. Lorenzo Broccoli, ancora le danno queste rassicurazioni.

La domanda che sorge spontanea è: ma questi lavoratori servivano o no? Perché è vero che il contratto era a termine, ma eliminarne il 70% non è proprio una piccola messa a punto. Sbaglierò, ma mi sembra di ricordare che l’Area Vasta doveva servire per diminuire i dirigenti, non i lavoratori. Come al solito i meno garantiti sono quelli che la politica dovrebbe proteggere. Poi dice che non vota più nessuno.

Raffaella Sensoli

Candidata al Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna

Share

Nuova Ausl, vecchi guai [di Raffaella Sensoli]

2014_02_11_01La nuova Ausl Unica non nasce certo sotto i migliori auspici. Ancora non è stato redatto l’atto aziendale che ne definirà gli assetti e già gli uffici di Ravenna, Forlì e Rimini hanno ricevuto diverse visite delle forze dell’ordine.

Forse al nuovo Direttore Generale, Dr. Des Dorides, hanno detto che oggi se non sei al centro di un’idagine non sei nessuno.

E’ in atto infatti già da diversi mesi una maxi-inchiesta che riguarda sia le nomine e le retribuzioni di alcuni dirigenti sia la pesante zavorra che la nuova “Auslona” si trascina dalla fusione delle 4 aziende locali

Infatti, nonostante la nuova Ausl abbia meno di un anno di vita, ha già un passivo di circa 20 milioni di euro. Passivo che pare provenga in gran parte dalla Ausl di Ravenna. Proprio quella di cui era Direttore Des Dorides prima di assumere il nuovo incarico nella Ausl Unica.

Altrettanto curioso come ancora non si abbiano notizie certe su quale sarà la nuova realtà che migliaia di cittadini si troveranno davanti, mentre invece le cariche dirigenziali siano state assegnate già da diversi mesi.

Martedì 21 u.s. si è svolto a Rimini un incontro tra i Direttori Generale, Sanitario ed Amministrativo e gli amministratori locali.

Un seminario in cui si sono spese tante belle parole riguardo l’attenzione e la preservazione dei diritti fondamentali dei cittadini, dei dipendenti e la gestione doviziosa delle risorse che verranno reinvestite nei reparti che ne hanno maggior necessità; peccato che quando è arrivato il momento delle domande da parte dei consiglieri presenti, i relatori non siano stati in grado di fornire indicazioni precise. Ad esempio è stato chiesto quale sarà il destino degli ospedali di Santarcangelo e Novafeltria, oppure quale sia appunto lo stato dell’inchiesta in corso.

Ma nulla. Si è ottenuto un vago rimando all’atto aziendale ancora in fase di compilazione e un dribbling sull’inchiesta della quale, stranamente il Dr. Des Dorides dice di sapere poco o nulla.

Oggi sui giornali si legge parte di una missiva mandata dal Direttore Generale alla Conferenza Socio Sanitaria Territoriale in cui si rassicura i Sindaci dei Comuni appartenenti alla nuova Ausl che non vi sono motivi di preoccupazione. Se loro sono tranquilli forse è il caso che cominciamo a preoccuparci noi.

Raffaella Sensoli

Candidata alle Elezioni Regionali dell’Emilia Romagna

Share

Elezioni Regionali – Rimini porta 4 Candidati del Movimento.

Chiamatele Primarie, chiamatele Regionalie, chiamatela selezione interna, fatto sta che il Movimento 5 Stelle di Rimini ne piazza 4. Raffaella Sensoli, Elena Cipolletta, Stefano Monti e Fausto Battistel. Tutti appartenenti all’attivismo riminese e tutti con ruolo di referente nel loro gruppo di lavoro, segno evidente che l’impegno profuso sul territorio non passa inosservato.

Citizen Rimini a questo proposito ha fatto una domanda ai candidati: l’attivismo paga? Ecco le risposte:

Raffaella Sensoli a fianco del Consigliere Gianluca Tamburini durante un'assemblea pubblica.
Raffaella Sensoli a fianco del Consigliere Gianluca Tamburini durante un’assemblea pubblica.

Raffaella Sensoli:  Cosa rispondere a questa domanda: direi di si. I 4 candidati Riminesi scelti sono tra coloro che da più anni e con maggior dedizione si spendono per il MoVimento. Ore e ore spese in assemblee, incontri, partecipazione a consigli comunali, più tutte le restanti impiegate a casa nello studiare documenti ed elaborare proposte. Sono orgogliosa di essere stata ritenuta degna di poter partecipare alla “gara elettorale”, anche se di gara non si tratta.Chiunque dei nostri ragazzi andrà a Bologna, gode di tutta la mia stima e sono sicura sarà un ottimo portavoce.

 

172330_1631411580202_6952802_o
Stefano Monti relatore ad un convegno sulla Rete.

Stefano MontiL’attivismo paga o non paga? Bella domanda. Sicuramente si, per il semplice fatto che in pochi anni si sono viste interessanti modifiche all’etica pubblica dei nostri amministratori. Per citarne uno a caso, anche se non propriamente esemplificativo dal lato delle soluzioni, Matteo Renzi è stato costretto ad usare i temi del MoVimento 5 Stelle per fare le sue promesse di intervento, poi è caduto sugli 80 euro, ma la lotta agli sprechi l’ha promessa, ha cercato di ridurre il numero di indagati candidati, ha voluto fortemente copiare i nostri temi, anche se poi nel decreto Sblocca Italia ha dato un bellissima pacca nel sedere a tutti coloro i quali investono le loro risorse  contro inquinamento.

Fausto Battistel relatore ad un incontro pubblico del Movimento di Rimini.

Fausto Battistel: Sono contento del riscontro avuto dalla provincia. Molti attivisti di altri paesi avrebbero meritato per l’impegno e la dedizione dimostrati. L’intento di ciascuno di noi è quello di informare, far conoscere e rendere consapevoli i cittadini della forza della partecipazione e dell’intelligenza collettiva. I nostri attivisti hanno scelto 4 nomi perché questo era il limite della provincia, ma molti  lo meritano quanto noi. Oggi abbiamo ricevuto una dimostrazione di fiducia, affetto e riconoscimento per l’impegno ed il cuore che ci abbiamo messo. Ognuno dei candidati se sarà eletto porterà in regione un po’ della vostra speranza, del vostro lavoro, del vostro impegno, della vostra onestà e del vostro coraggio. Dopo 60 anni di amministrazioni discutibili, visti i risultati, chiediamo a tutti i cittadini di credere nel 5 stelle, nella partecipazione, nella responsabilità e nella consapevolezza che la politica puo essere davvero utile ed equa. Solo se saremo una comunità.  Onestà,  solidarietà, impegno, equità e bellezza sono possibili se anche voi ci credete. Sarò soddisfatto per chiunque di noi andrà a Bologna grazie a tutti. Una nuova società è possibile!

Elena Cipolletta a fianco di Dario Fo'
Elena Cipolletta a fianco di Dario Fo’

Elena CipollettaSe la scelta della mia persona è stata fatta in base al mio operato, ma ne ho la certezza per via dei giornalieri riscontri,  direi che si l’attivismo paga. Ora tocca a noi, chiunque riesca a entrare nell’arena ha la possibilità di dimostrare che la decisione è stata quella giusta.

Ora ai Grilli Pensanti , così sembra amino  definirsi, spetterebbe la seconda sfida, quella di misurarsi con gli elettori della Regione. Prima però un dilemma, esprimere un proprio candidato presidente oppure no? I Video dei candidati del territorio riminese hanno ottenuto una media di 200 visualizzazioni che, ovviamente, non necessariamente si traducono in voti, ma che comunque sottolineano un certo interesse da parte di chi è certificato per il voto sul portale del Blog. Non bisogna poi tralasciare il fatto che, per questa occasione, non v’è stato alcun tipo di campagna elettorale.

Cosa succederà ora? Finora la stampa locale si è interessata ai candidati grillini, tranne qualche eccezione, più per il gossip di Elena Cipolletta e della remissione del mandato nelle mani della base di Luigi Camporesi. Sapranno superare il dolore di non appartenere alla redazione di Novella 2000 e interessarsi a cosa hanno da dire queste persone? Lo scopriremo…. o forse lo scoprirà il criceto leggendo il fondo della sua gabbia. Nel frattempo restate sintonizzati che qualcosina ve la diciamo noi.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Il Movimento di Rimini? Cronache da un altro pianeta.

Il Movimento? Non esiste.

Siamo di fronte ad una incoerenza spazio-temporale, sicuramente. E’ da questa mattina che diverse persone si stanno chiedendo come sia possibile che un Consigliere Comunale, dunque nemmeno uno stipendiato, per di più della minoranza, quindi neanche in grado di trarre vantaggio dal suo peso politico, possa anche solo pensare di rimettere la sua carica nelle mani della base solamente perchè sua moglie, “forse”, avrà la possibilità non già di essere eletta, ma di presentarsi alle elezioni Regionali.

La dichiarazione di Luigi Camporesi in merito alla candidatura di Elena Cipolletta, sua coniuge, sembra provenire da un altro pianeta. La portata di questa cosa però è ancora da capire poichè la mano di Camporesi è stata forzata, dalla solita ricerca di clamore a tutti i costi. Come si legge dalla sua dichiarazione non aveva ancora rimesso le sue dimissioni alla base per non procurare ingiusto vantaggio alla moglie… ma vi rendete conto? No vero….? Figurarsi, viviamo nel mondo dove i partiti regalano 7 miliardi alle banche e la notizia del giorno è uno scontrino.

Qui sotto la dichiarazione di Luigi Camporesi e, a seguire le candidature di tre nuovi militanti del Movimento 5 Stelle della Provincia per le Regionali: Simona Benedetti di Morciano, Lorenzo Conti di Riccione, Massimo Galli di San Giovanni e Fabrizio Bologna dalla Valmarecchia.

P.S.

Un messaggio da questo pianeta a chi dovrebbe fare informazione su quell’altro: i ragazzi del Movimento non sono “nominati”, sono “candidati”, la differenza non è nemmeno poi così sottile ed il fatto che chiunque voglia si può candidare dovrebbe essere un bell’indizio.

Davide Cardone

Dichiarazione Camporesi:

Elena Cipolletta, mia moglie, si è candidata alle primarie del MoVimento 5 Stelle per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna. Evito ogni genere di considerazione di merito, che risulterebbe in una promozione espressamente vietata dalle regole delle primarie stesse. Come era ovvio aspettarsi, sono partite le allusioni, le dicerie, l’assimilazione pretestuosa ed inconsistente del MoVimento ai partiti maggiori di sinistra e di destra. Mi vedo quindi costretto ad intervenire immediatamente a tutela dell’immagine e dell’onorabilità del MoVimento di Rimini pronunciandomi in merito, rompendo il doveroso silenzio pre-voto online. E’ per queste ragioni che, fin da ora, rimetto le mie dimissioni dalla mia carica di Consigliere Comunale alle decisioni della base.

Luigi Camporesi

Candidati alle Regionali dell’Emilia Romagna per il Movimento 5 Stelle della Provincia di Rimini:

 

 

Share

Ecco i candidati M5S per le elezioni Regionali.

Svelati i candidati Riminesi espressione del gruppo Rimini 5 Stelle. Sono Raffaella Sensoli, dal Gruppo di Lavoro Sanità e Sociale, Elena Cipolletta dal Gruppo di Lavoro Amministrazione e Bilanci , Andrea Brunelli dal Gruppo di lavoro Turismo e Attività Produttive, Fausto Battistel dal Gruppo di Lavoro Urbanistica e Territorio, Stefano Monti del Meetup di Riccione esperto in tematiche ambientali e Davide Varotti del Meetup di Cattolica esperto in Pratiche Amministrative. Qui di seguito i loro video di presentazione.

La Redazione.

 

 

 

Share

Strana io o strani gli altri?

Oggi Laura Boldrini, Presidente della Camera, è passata per Rimini. Accolta con tutti gli onori in un’assemblea per sole donne  riminesi ha potuto constatare di persona come da queste parti le “vere” Quote Rosa non hanno bisogno di essere imposte per legge o regolamento. A farglielo notare ci ha pensato Raffaella, nostra inviata speciale per l’occasione. Qui sotto il suo resoconto.

La Redazione

Strana io o strani gli altri?

Da dove partire…ecco…da una prima impressione. Oggi ho vissuto una di quelle situazioni in cui non riesci a capire se sei strana tu, o sono strani tutti gli altri.

La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ci ha onorate della sua presenza per parlare di politiche di genere (io parlerei piuttosto di che genere di politica abbiamo in Italia, ma sono punti di vista…), pari opportunità, violenza sulle donne e affini.

Mi sono ritrovata nella sala della giunta comunale assieme ad una nutrita rappresentanza femminile riminese.

Perché non ci sono uomini? Da subito la sensazione di essere in una sorta di riserva indiana si impadroniva di me. Insomma, un gineceo.

Attendendo la Presidente, che aveva appena appena un’ora e mezzo di ritardo, ho ascoltato i discorsi tra le presenti, ed era tutto un “ma quanto siamo brave, ma quanto siamo belle, come noi donne non c’è nessuno, povere noi che non veniamo apprezzate, povere noi vittime sacrificali, se comandassimo noi sconfiggeremmo la fame nel mondo e la guerra”.

Finalmente arriva la Boldrini.

Primo giro di valzer con adulazioni varie. “Grazie per essere qui. E’ un onore averla tra noi. Siamo lusingate dalla sua presenza, ecc ecc.” Qualcuno sicuramente oggi soffrirà di secchezza delle fauci dopo cotante lusinghe.

E tra me e me consideravo che non ritengo sia una concessione la sua, ma semplicemente il suo dovere. Se rappresenti lo Stato fa parte del tuo lavoro essere in mezzo ai cittadini, cosa c’è di strano? O forse la prossima volta che vedo Giulia Sarti, invece di dirle “Ciao Giulia, come stai?”, la devo accogliere con una riverenza, mostrandole tutta la mia gratitudine?

Strana io o strani gli altri?

Secondo giro di valzer. Alcune delle presenti intervengono evidenziando quanto la donna sia vittima di una società ancor troppo maschilista e di come vada tutelata, lei, povera indifesa Biancaneve dei nostri tempi.

Finché non arriva qualcuno (io) a rompere gli schemi. Questo più o meno quello che ho detto:

Credo fermamente che nel momento stesso in cui si parli di politiche di genere, avvenga già la prima discriminazione. Ho sempre considerato questa modalità una sorta di politica da wwf. E francamente credo che la donna sia tutto, tranne che una specie da proteggere alla stregua dei panda cinesi.

Ferma restando la giusta lotta alla violenza che comunque deve avvenire a 360° (la violenza è violenza da chiunque e verso chiunque venga perpetrata), vorrei essere una voce fuori dal coro, dicendo che le pari opportunità non si creano con le quote rosa (non ce ne facciamo nulla di una percentuale fissa di donne nelle istituzioni, se poi nei consigli regionali ci troviamo le affidatarie delle nipoti di Mubarak), ma si creano cambiando la cultura, a partire dalla politica. Finché la politica non darà per prima l’esempio, non possiamo pretendere che cambi il sentimento comune e, mi permetta, Presidente, nell’episodio accaduto all’On. Lupo, sarebbe stato opportuno da parte sua adottare provvedimenti che mostrassero maggiore polso.

Così come non si può liquidare con un Decreto Legge dove solo 5 articoli su 12 riguardano la violenza sulle donne, un argomento così articolato che merita senza ombra di dubbio tutto il

percorso parlamentare

Stana io o strani gli altri?

Da qui, si sono rotti gli argini e francamente è stato bello vedere come le altre signore si siano accodate a questi discorsi, uscendo finalmente dalla retorica banale e scontata della donna vista come povera creatura da difendere dall’uomo nero.

E’ stato stimolante percepire come il livello del dibattito si sia innalzato ed incentrato sul cambiamento culturale necessario e sul rispetto.

Rispetto verso chiunque a prescindere dal sesso, etnia, religione o cultura. Concetto ben espresso nella nostra Costituzione, ma purtroppo ben poco attuato.

Finalmente si sono chieste azioni concrete. Completamento della legge antiviolenza, aumento dei posti negli asili, estensione degli orari scolastici, politiche del lavoro concrete, strutture di sostegno agli anziani. Addirittura la proposta di eliminare la dicitura “politiche di genere” sostituendola con quella di “politiche familiari e sociali”. A quel punto la donna non avrebbe bisogno di essere tutelata. Si sa benissimo difendere da sola

Non so cosa aspettassero tutte queste donne per esprimere queste idee.

Strana io o strani gli altri?

La Presidente Boldrini non ha potuto far altro che condividere tutto quello che è stato detto durante l’incontro.

Tante belle, bellissime parole che parlano della dignità umana, di come il sistema economico e sociale possa solo trarre vantaggio dal contributo femminile e del fondamentale ruolo delle istituzioni che devono gestire le risorse da destinare alla parità dei diritti e delle opportunità. Commovente.

Ora, cara Presidente Boldrini, mi aspetto che l’acquisto degli f35 venga revocato, che le indennità parlamentari vengano dimezzate così come il numero di deputati e senatori e già avremmo circa 400 milioni di euro da poter investire in tutto quel che si è citato poco sopra.

L’elenco delle cose (vere) da fare non sarebbe certo finito qui, ma credo di essermi già dilungata a sufficienza.

Inoltre, ora mi dovrete scusare, ma devo fare la sfoglia, che ho gente a cena.

Strana io o strani gli altri?

Raffaella Sensoli

Share