Fascio Pass – serve una riflessione meno superficiale.

Catalogare il disagio come semplice stupidità è un alibi pericoloso per chi governa la Società Civile.

I fatti di Roma li conoscete. Una manifestazione NoGreenPass ha provocato diversi disordini tra cui l’assalto ad un pronto soccorso  e a una sede CGIL, quest’ultimo guidato da Roberto Fiore e Giuliano Castellino. Arrestati.

Le reazioni sono state immediate (giusto), ma non foriere di un ragionamento su quello che sta succedendo. Penso che i rappresentanti della cultura italiana, o perlomeno coloro che si definiscono intellettuali, dovrebbero fuggire la tentazione di mettersi nella squadra dei buoni e annullare qualsiasi tipo di riflessione.

Loro fascisti, i cattivi, noi i buoni, i partigiani, nel 2021 non risolve. Non perché Fiore & Company non siano fascisti, anzi. Fa strano che ci si accorga solo ora della loro esistenza. Ricordo ancora con fastidio quando questo ex latitante, condannato in contumacia per banda armata, si è messo a sfilare per il corso d’Augusto a Rimini assieme a una masnada dichiaratamente fascista.

Il fascismo non è un’opinione.

Tutti a dire “che male fanno”, come se il fascismo fosse un’opinione e non un crimine. Che male fanno lo abbiamo visto domenica. Loro certo loschi figuri che si prestano a questo revival da operetta, ma per manifestarsi il sentimento fascista non ha bisogno di indossare camice nere  e sventolare bandiere. Se è ridicolo pensare che il partito fascista possa essere ricreato, il sentimento è in mezzo a noi e non ci ha mai abbandonato, perché si nutre dell’esasperazione e della confusione delle persone.

Come cercava di spiegarci Pasolini, ormai quarant’anni fa, l’antifascismo di maniera è fuori tempo massimo, perché esiste una forma di fascismo più subdola e insidiosa intesa «come normalità, come codificazione del fondo brutalmente egoista di una società». E lo abbiamo visto domenica. Dietro ai fascisti c’erano persone normali, con tanta rabbia. E’ quello stato d’animo che si dovrebbe indagare e cercare di guarire.

Chi sono i NOGreenPass.

Ci sono i No Greenpass, che poi sono dei novax, ma cercano altre definizioni perché essere contro i vaccini nel 2021 è veramente dura per chiunque.  Manifestano la loro idea e a me non da fastidio. Un sondaggio è già stato fatto, l’80% degli italiani ha accettato due dosi, per cui nessun “No” può superare i “Sì” e la Democrazia ha già sentenziato. Se i NO vogliono perdere le domeniche, rinunciare ai luoghi pubblici al chiuso e mettersi addosso lo stigma del lavoratore con un problema, a me come individuo cambia decisamente poco.

Cambia molto però se la politica e la cultura li archiviano come semplici imbecilli. Parliamoci chiaro. Se vattelappesca litiga per il vaccino con un  NOqualsiasi su Facebook, non è niente di più che un litigio tra tifosi. Ma le persone con un peso, un rilievo e un ruolo nella nostra società non possono permettersi di avere un atteggiamento che non sia pedagogico. Se lo fanno, se si mettono anche loro a fare il tifo, ingrossano le fila dei confusi e degli scontenti.

L’origine del disagio.

Ed è proprio qui, se posso esprimere un’opinione, il problema. L’atteggiamento di sospetto verso “la versione ufficiale delle cose” è in campo da molto prima del Covid. Se nessuno se ne fosse accorto accorto, in America Trump ci è diventato Presidente. Di più è rimasto ultra competitivo anche per la seconda campagna elettorale per la Presidenza, che finì con l’invasione del Campidoglio ad opera di “cornuti” in stato d’agitazione, incoraggiati nella convinzione di essere stati defraudati. Non è abbastanza per capire quanto pericoloso sia non occuparsi delle cause di queste nuove dinamiche antropologiche?

Infodemia.

Ci sono cause che riguardano la modernità. L’infodemia è una di queste. Circola una quantità esagerata di informazioni per cui la persona “normale” culturalmente non ha strumenti di vaglio. E bisognerebbe darli fin dalla scuola i mezzi per distinguere le informazioni accreditate, altrimenti la gente finisce per credere che la terra sia piatta, recintata dal ghiaccio e sorvegliata da giganti per conto degli alieni.

La Politica.

C’è poi la sfiducia nella politica come strumento di rappresentanza e nei politici come assuntori di responsabilità. Il 50% delle persone che rimangono a casa per delle elezioni amministrative è un segno pesante di questa sfiducia. Anche il senso comune di “tifoseria” è stato stornato dalla mancanza di un reale senso dell’opportunità politica da parte di chi si candida a rappresentare i cittadini. Sul significato politico della bassa affluenza bisognerebbe aprire un’altra importante riflessione, ma chi ha vinto si sfrega le mani, chi ha perso racconta di essere stato scippato. Per il centro destra c’è stato accanimento della magistratura e Enrico Letta (per fare un autorevole esempio) ci viene a raccontare di aver recuperato “la sintonia” con il Paese.

C’è poi il vizietto della politica di usare la confusione. Non condanna, ammicca, si fa possibilista, non prende posizioni, proprio perché in competizioni elettorali in cui si vince con la metà più uno, della metà di quelli che hanno diritto al voto, anche una palazzina di famiglie può cambiare le sorti. E dunque perché inimicarsi novax o nogreenpass? Perché prendere posizioni ferme e decise contro il sentimento fascista che ci pervade? Perché non andare a stringere alleanze con stati che legiferano contro la libertà d’informazione e contro i diritti? La risposta è facile, quanto drammatica. Il motivo è semplicemente che anche quel sentimento fascista può essere usato elettoralmente, ma non solo dalla destra eh! Da entrambi i poli d’attrazione politica, perché se per la destra sono voti, per la sinistra c’è il nemico da combattere.

Gli intellettuali.

Per ultima, ma non per ultima come causa, metto l’incapacità della Cultura (nel senso più ampio del termine) e dei suoi depositari di saper leggere il presente e affrontarlo in un ottica che li spinga fuori dalla loro comfort-zone. La pratica pedagogica in questo Paese, ma non solo qui, risulta  annichilita da egomaniaci che sacrificano l’approfondimento teoretico, psicologico, didattico e antropologico, al vantaggio personale di qualche passaggio in tv. Il massimo ottenibile oggi.

Perché alla fine della storia se non sei capace di fornire i mezzi a chi ti ascolta per fruire del tuo sapere, tu stesso sarai valutato senza quei mezzi. E diventerai famoso non nel merito di quello che studi e/o insegni, ma perché scrivi libri e fai interventi nei quali prendi prendi in giro chi non ti capisce. A sua volta chi non ti capisce (ma anche chi fa finta di capirti per non sentirsi inadeguato) e ti percepisce asservito a certi interessi,  vede che ti sei guadagnato il tappeto rosso al festival del cinema di Venezia solo perché lo hai deriso. Cosa può generare tutto questo se non una rabbiosa distanza sociale?

Il dissenso.

In una Democrazia reale, applicata, il dissenso c’è sempre, anzi è addirittura vitale e infatti è stato organizzato nelle istituzioni stesse come sistema di contrappesi tramite l’opposizione. Il dissenso civile va compreso, analizzato seriamente. Nel disagio si nascondono necessità reali. Pensare che le persone siano solo stolidi consumatori, che ogni tanto diventano dei rivoltosi solo perché gli va, è un atteggiamento pericoloso per tutti. 

Mi auguro che chi si dichiara intellettuale prenda un po’ più a cuore la questione, perché a me pare che tutto sia trattato con l’estrema superficialità della sola scelta dell’ombra del campanile sotto cui stare. Che poi è anche quello che fanno i NoGreenPass alla fine dei conti, anche se la loro scelta è destinata ad essere minoritaria.

P.S.

Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la ‘cultura’ con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l’ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un’altra cultura.
(Pier Paolo Pasolini)

@DadoCardone

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Covid 19 – Quando la scienza fa cilecca.

Era gennaio la prima volta che sentimmo parlare del Corona virus. Presto abbiamo imparato a chiamarlo Covid 19, il suo nome vero, ma da Gennaio ad oggi è l’unica cosa di cui siamo certi. Neanche i tempi di incubazione sono definiti, per dire.

La scienza ha fallito? La Scienza no. E’ uno strumento, un metodo di indagine, è osservare e comprendere senza pregiudizio. Però la Scienza è praticata dagli uomini e gli uomini non posseggono la stessa onestà del metodo scientifico, soprattutto per quanto riguarda i loro errori.

Ecco perché a metà giugno del 2020, mentre stiamo per entrare nel settimo mese dall’apparizione del Covid, il metodo per combatterlo è lo stesso che usavano i contemporanei di Giovanni Boccaccio alla metà del 1300. State a casa, state lontani, lavatevi le mani, mettetevi qualcosa davanti alla bocca.

La Scienza, nell’applicazione del suo metodo, è virtualmente inattaccabile. Un campo dove anche le geniali intuizioni devono essere sottoposte alla rigorosa analisi logico razionale, per ottenere verità oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Allora viene però da dire che tutti quelli che abbiamo sentito parlare fin’ora, quelli a cui sembra affidata la verità ultima di cosa dobbiamo fare, non sono scienziati, o lo sono stati solo fino al momento in cui è apparso questo Covid. O, meno ingenuamente, fino a che il Covid non è entrato in conflitto con i loro interessi.

Tutti, ma proprio tutti, anche quelli che adesso sono i più rigorosi sostenitori della distanza e delle mascherine, ci dicevano che in Italia il virus non sarebbe circolato. Ricciardi, Capua, Gismondo, Burioni. Lo stesso il Professor Massimo Galli, Primario di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che ogni volta che gli si fa una domanda risponde nel modo più pessimista che trova (anche un po’ schifato per il quesito), diceva: “la malattia da noi difficilmente potrà diffondersi”.

Il problema qual è stato allora? Perché non hanno pensato di applicare quel caspita di metodo scientifico, che ci rinfacciano ad ogni piè sospinto, prima di parlare? Perché uno scienziato non è mai solo uno scienziato e non ha mai solo a che fare con la scienza. E’ anche un uomo, con delle ambizioni , una carriera e un metodo politico (più che scientifico) per farla prosperare. Così loro e così tutti quelli sotto di loro.

E’ anche a questo che bisognerebbe pensare quando si riflette sulle difformità abnormi della situazione italiana. E’ stata affrontata da uomini, non solo da scienziati. Uomini che presuppongono di sapere cose che non sanno, uomini che devono coprire i loro errori, uomini che quando parla un Governatore di Regione riempiono RSA di convalescenti contagiosi. Uomini che mandano infermieri ad ammalarsi, invece di proteggerli come si deve con presidi che costano un’inezia. Ma su questo, pare, che la magistratura sia stata chiamata a dire la sua.

Tutto ciò ha anche un costo aggiuntivo, oltre alle vittime e ai danni economici. Si deve aggiungere una perniciosa confusione indotta, tale da spingere “l’uomo della strada” nella direzione opposta a quella auspicabile. Perché i “complottisti” aumentano in questi periodi? Le persone, anche se non conoscono la materia, avvertono la confusione, l’incertezza, l’incoerenza, le balle. Per capire queste cose non c’è bisogno di un titolo accademico. E’ come una puzza e, come tale, con un po’ d’esperienza di vita la si avverte alzando il naso al vento. E allora si cercano altre risposte, soluzioni non canoniche, visto che quelle ufficiali “puzzano”.

I complottisti non nascono tali, o almeno non tutti. Parecchi rappresentano un effetto collaterale, una reazione a chi ha raggiunto suo malgrado un posto in cui non dovrebbe stare. Come spiega il famoso Principio di Peter: «In una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza». E di incompetenti ne abbiamo visti tanti durante il Covid, aggrappati con le unghie e con i denti alle loro poltroncine TV, nascosti tra le fila di altisonanti task force, a fare gli interessi di un’economia poco interessata ai morti. Forse un giorno ci sarà qualcuno che si prenderà la briga di mettere in fila oggettivamente tutti gli errori che sono stati fatti e da chi. A noi, poco scientificamente, non resta che sperare che nessuno dei somari visti in questa vicenda diventi anche parlamentare (oltre a quelli che lo sono già ovviamente). Sarebbe il colmo doverli pagare, per sentirci dire che dobbiamo tacere, perchè non siamo scienziati e non capiamo un cazzo.

Nel frattempo rimane un grosso dubbio. Le persone, ormai dal 4 di maggio, sono praticamente libere di andare dove vogliono e di incontrare chi gli pare (con la mascherina al gomito). Da quello che si vede in giro dovremmo essere già tutti morti. Il Covid, in Italia, è lo stesso di prima? Il dubbio è che ci abbiano messo così tanto a partorire una burocrazia da virus e che abbiano destinato così tanti soldi alle contromisure per l’evento (con l’ansia di averlo inizialmente sottovalutato), che ora, anche se fosse diventato un pericolo molto più blando, si guarderebbero bene dal rivelarlo e sarebbero capaci di trasformare le scuole in pollai di plexiglas(s).

P.S.

Quanto detto è da intendersi senza nessuna pretesa di analisi scientifica e con il massimo rispetto per chi il Covid l’ha subito nelle estreme conseguenze. Chi scrive non pratica la scienza, ma ha ben presente quanta poca verità produca la politica quando praticata nel mantenimento dello status.

@DadoCardone

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Rimini Summer Pride 2018 – Intervista a Marco Tonti

Rimini: Anche quest’anno il Summer Pride si è svolto tre polemiche e molta partecipazione. Citizen Rimini intervista per un bilancio Marco Tonti, Organizzatore dell’evento e Presidente dell’ArciGay Alan Turing di Rimini. Perché nel 2018 ha senso organizzare i Pride LGBT? Sentiamolo dalla sua voce.

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Che Piovve.

fatimaFinché l’Emergenza Abitativa era un affare di carte e conti che non tornano è stato molto facile tenerla lontana dalla coscienza delle persone normoabitanti. Rimini ha abbastanza castelli fantasma da poter ospitare moltitudini senza dare nell’occhio, se non fino ad agosto quando sulla battigia si abbatte l’onda nera dei Vu Cumprà, con la sfumatura caramello bangladese. A quel punto la gente si agita, ma pochi si chiedono dove dormono quelle centinaia di persone.

Adesso però la questione è diversa. A forza di mettere la polvere sotto il tappeto alla fine ci inciampi, così come è successo. Coloro che coprono le mancanze dell’Amministrazione sono stati costretti a nuove occupazioni per esaudire le richieste d’aiuto, condizione necessaria e sufficiente per far cadere tutti gli asini dal cielo.

Penso che la totalità dei miei lettori, qualsiasi sia il loro credo politico, sebbene siano eterogenei riguardo alle soluzioni, siano d’accordo sul fatto che se a Rimini muore  gente di stenti siamo di fronte ad un grosso problema.  Nonostante questa sembri un’affermazione di senso logico nella realtà dei fatti i sei morti di quest’inverno hanno smosso le coscienze di pochi, se non altro di molti meno rispetto a coloro che si sono incazzati per la violazione di una proprietà privata …. tra cui molti saranno stati  quelli che sfiaccolavano col Sindaco per i morti dei barconi qualche settimana fa.  Capisco comunque che sia più facile dimostrarsi solidali con qualcuno che è morto a mille km da casa tua, se non altro perché il problema si è risolto da solo e nessuno dei trapassati verrà a guardare con cupidigia le nostre porte di casa.

In questo senso, nel parere di chi scrive, l’azione di Casa Madiba Network è stata dirimente e, se pure si possa non essere d’accordo sul metodo, nulla va tolto al merito. Da più di una settimana ormai i riminesi, quelli usciti vivi dalla rianimazione perlomeno, stanno parlando dell’emergenza abitativa, ognuno con la sua sensibilità, credo, grado culturale e convincimento. Ne stanno parlando tanto che anche la politica deve ora tenerne conto.

Già… la politica. Dopo l’occupazione della palazzina dell’Enel, che per una settimana era stata elevata da posto per farsi un buco a ricovero per senzatetto, la politica aveva solo due possibilità di scelta: mediare o reagire. La terza, la più comoda, fare finta di niente, gli era stata tolta. La scelta, ovvia per un’Amministrazione guidata da un Sindaco che deve le sue fortune alle rendite di famiglia, è stata allinearsi ai benpensanti e reagire.

Da dopo lo sgombero dei due immobili in via Dario Campana nessuno può più fare finta nemmeno che la questione non sia politica. Neppure Savio Galvani e Sara Visintin, che in passato con l’Acqua Pubblica hanno ingoiato dei bei rosponi, possono più far finta di essere in forza ad un’amministrazione di sinistra ed infatti oggi, sui quotidiani, si cominciano a fare gli opportuni distinguo. Anche questo è un fatto di notevole importanza. Intendiamoci … non che io creda nella risolutezza di alcuni pavidi rappresentanti della sinistra consiliare, ma questo assieme al fatto che la destra non abbia avuto in sostanza nulla da dire sulle decisioni prese, restituisce un quadro meglio delineato. E’ importante eliminare le zone grigie dal perimetro d’azione, perché sono quelle che più favoriscono la mala politica.

Ricapitolando. A Rimini l’Emergenza Abitativa fa morti per le strade, i ragazzi di Casa Madiba occupano per soddisfare la richiesta inevasa d’aiuto, il Sindaco di Rimini (con abile storno alla Procura) affronta la questione facendo chiudere vecchie e nuove occupazioni. Ora c’è più gente per strada. In mezzo potete metterci tutti i perché, i forse, i però e i se che volete, ma Rimini oggi è peggiore di ieri.

La domanda a questo punto è: visto che il problema non affonderà, scomparendo come fanno ogni tanto i barconi degli indesiderati, e dunque potrà solo crescere d’intensità, cosa intendiamo fare? Prima di fantasticare di confini armati a difesa delle proprietà private consiglierei a tutti di considerare quanto tempo libero hanno per montare Cavalli di Frisia. L’unico muro che quest’Amministrazione riesce ad alzare è quello del TRC.

P.S.

Quelli che sostengono che se i ragazzi di Casa Madiba ci tengono tanto ai senzatetto se li possono portare a casa, sappiano che l’hanno fatto.  Adesso, se volete, parliamo di coerenza.

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@DadoCardone

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Bonaccini e la sua orchestra.

8490786245_b1b4f24320_oIeri sera, con il grado d’inviato Citizen, ho assistito al concerto per trombone organizzato dal PD, titolo:  la Sanità delle valli. In quel di NovaFeltria, presso il Teatro Sociale, è stato organizzato un bell’incontro senza contraddittorio per il Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

La scaletta della serata è stata la seguente. Ringraziamenti, tanti, troppi. Parola ai vari Comitati che agiscono per tenere aperti gli ospedali, politici locali, Raffaella Sensoli per grazia ricevuta e dopo il quartetto Tonini, Gnassi, Venturi, Bonaccini se l’e’ suonata e se l’è cantata con tutto l’agio possibile. Il Pubblico, al 98% demokrat, ha gradito. Strano.

Come hanno suonato? Sembrava una composizione di Nino Rota, tanto erano bravi gli interpreti. Vi dico subito che la qualità degli artisti era tale che Andrea Gnassi è apparso persino dimesso, tanto che ha rinunciato a sogni, segni e puntini adriatici. Ora però nello stile Citizen daremo un po’ di voti.

Marcello Tonini. Il primo assolo è stato il suo. Ha risposto ad accuse che nessuno gli aveva fatto e si è pure incazzato. Il nuovo Direttore dell’Ausl Romagna si è parecchio risentito perché un rappresentante dei comitati gli ha chiesto di sbottonarsi e parlare chiaro. Tonini, dopo aver più volte mimato l’atto di sbottonarsi (per me gli va dato il premio gag dell’anno), ha parlato molto chiaro, solo che ha sbagliato tema e si è inerpicato nell’apologia di se stesso, rianimatore di ponti radio e mappatore della Valle. Pare che Google stia per lanciare le Tonini Maps, applicazione per le ambulanze che non conoscono le vie della Valmarecchia. Voto 4: Fuori tempo.

Sergio Venturi. Ha difeso la scelta dell’Ausl unica senza se e senza ma, con uno stile decisamente soporifero. Il pubblico era votato alla resistenza ed ha resistito … io no. Tra una pennichella e l’altra mi pare di aver capito che fosse un intervento inutile. Non ha aggiunto, ne tolto, nulla ad un dibattito che tanto non è mai esistito. Unica nota positiva, non ha promesso nulla, almeno lui. Nella Valle ricordano ancora con malinconia quelle sostanziose promesse firmate Piva e Lombardi. Oggi hanno altro di cui preoccuparsi. Voto 5+: Agevola il sonno meglio della melatonina.

Andrea Gnassi. Il discorso non è il solito e nemmeno la verve, forse soffre troppo la presenza del pesce grosso. Bonaccini, nella tornata Regionale, gli aveva promesso un Assessore al Turismo (almeno così diceva Andrea sui quotidiani) e invece gli ha concesso un segnaposto al Bilancio. Senza il suo solito discorso, che ormai è come una coperta di Linus, è parso disorientato. Basti dire che non ha anticipato nulla della pioggia di milioni, per nevone e maltempo, che il Presidente avrebbe annunciato di lì a poco chiedendo testimonianza proprio al Taglianastri. Lui stesso, dopo aver girato a lungo attorno al concetto “#AreaVastaBella”, ha ammesso di non essersi preparato. Voto 3: Il Cane mi ha mangiato i compiti e mia nonna è morta per la terza volta quest’anno.

Stefano Bonaccini. Possiede una somiglianza imbarazzante con Benito Mussolini e mi vien da pensare che chi gli cura l’immagine abbia molto insistito sull’evitare di puntare i pugni ai fianchi. Lui non lo fa, tiene solo una mano in tasca … forse per contare i miliardi che, lui e solo lui, è in grado di far piovere sulla Regione. Dice una serie di cazzate, presupponendo che nessuno sappia niente dei fondi europei (vero) e che i terremotati ancora nelle case di plastica passino inosservati (ancora vero). Di Sanità parla poco, ma ci tiene a ribadire che lui non è li per ricevere applausi, anche se è capacissimo di procurarseli …. Lo dimostra di lì a poco quando si dice non disposto a sopportare che si usi la paura della gente per fini politici. Un’affermazione che stimola, appunto, applausi e un “BRAVO!!” senza ritegno da un fedelissimo in prima fila. Della serie “ti piace vincere facile”. Comunque l’affermazione che tutti aspettavano è arrivata: “nessuno ha mai detto che saranno chiusi degli ospedali”. Un’altra volta vero, saranno semplicemente trasformati in altro. Voto 2: ITALIANI!

Fuori concorso:

Raffaella Sensoli. Non era stata compresa tra i relatori sebbene l’emendamento che ancora da speranza agli ospedali della Valle sia proprio il suo. Dopo un paio di comunicazioni in tralice, con cui ha fatto capire che comunque zitta non sarebbe stata, gli è stato procurato un posticino (sempre fuor di dibattito). Mentre parlava ai piedi del palco, Tonini ha chiesto a Gnassi chi fosse, lui l’ha rassicurato sussurrandogli era solo una del Cinque Stelle. Già … peccato che sia anche il Vice Presidente della Commissione Sanità. Comunque Raffaella ha avuto buon intuito ed essendo in posizione tattica sfavorevole non ha affondato nessun colpo, sebbene ne avesse ben donde.  Voto 7: A Risiko a volte conviene ritirarsi.

Schermata 05-2457149 alle 15.01.06Emma Petitti. Come fa una donna a cambiare più poltrone della Minetti senza avere la stessa presenza scenica? Semplice: sta zitta e si fa i fatti suoi. L’unico sfogo che si concede è il Tag compulsivo con cui ha fatto vibrare gli smartphone di tutte le prime file (cosa che a qualcuno piace e ad altri no, dipende da dove tengono il telefono). Eppure qualcosa da dire l’avrebbe avuta giacché comunque la sua delega al bilancio era compatibile con qualsiasi discorso fatto. Voto: Non classificabile. Dovrebbe lavorare per Frau S.p.A.

Concludendo; trovo commovente come il PD continui a tranquillizzarsi da solo, ma non meno dell’atteggiamento apolitico dei comitati, formalmente giusto, ma inefficace nel risultato. Chiedere una soluzione a chi ti ha messo nella situazione contro la quale lotti è una evidente minchiata, perché presuppone l’assenza di altri interessi che non siano il bene dei cittadini. Quello è un altro pianeta.

P.S.

Vede signorina … la precedenza è un po’ come la patata, ogni tanto toccherebbe darla.” [Giuseppe Giacobazzi – dopo un incidente in Apecar]

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@DadoCardone

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Suona e scappa.

suona e scappaLo dico subito. Intendo fare pressione sulla Giunta perché sia garantito il diritto delle nonne di fare la maglia al parco. Come dite? Ovvio che si può?! Eh no, con l’attuale Primo Cittadino, dovreste saperlo, le cose ovvie sono solo quelle che lui ratifica.

Mi riferisco alla lettera agli Amministratori di Condominio con cui si modifica (?) il Regolamento della Polizia Municipale, per fare in modo che i bambini possano usare i cortili dei condomini per giocare. E’ un’altra Gnassata o il povero Andrea è stato un bambino infelice e non ha mai saputo che dall’Antica Roma i bambini fanno un po’ come cazzo gli pare.

La ragione più ovvia a questa lettera è la figura barbina, votata di recente in Consiglio Comunale, con cui attualmente ci dovrebbero essere degli agenti della Municipale che chiedono i documenti a bambini che giocano a palla, per capire se hanno l’età per farlo o meno. Per inciso: una cappella elettorale di dimensioni enormi.

Potrebbe anche essere però che il Sindaco non abbia vissuto la sua infanzia in maniera adeguata e il suo percorso di vita (suo e dell’Assessore Sadegholvaad) non l’abbia portato a relazionarsi con degli infanti. Giacché chi vi scrive ha vissuto una bella infanzia con ginocchia sanguinanti ed anziani sequestratori di palloni, proverà ora in poche righe a spiegare quel periodo di vita ai dispersi nello slogan.

I bambini, tutti i bambini, se non soverchiati dalla prepotenza degli adulti educatori, sono dei fuorilegge. Non temono i richiami dei loro genitori, le massime autorità per quanto ne sanno, figuriamoci se hanno in mente cose come regolamenti condominiali o comunali. Nel loro mondo la relatività comanda, oggi possono essere guardie, domani ladri, con la costante di essere sempre degli eroi. E’ normale che sia così … v’è un’energia spettacolare che nasce dalle loro menti: si chiama fantasia e li porta continuamente a truffare la realtà adulta. Anche le bambine più composte e leziose sono in realtà delle millantatrici che si spacciano per principesse, dame del te’ e grandi cuoche.

I bambini sono anche drogati di adrenalina. Più un anziano (che per loro sono semplicemente tutti quelli che non giocano più) si dimostra astioso e vendicativo, più gli vanno a suonare il campanello, per il brivido di una fuga rocambolesca e questo  si fa che sia vietato in un regolamento o meno. Quanto dura quest’età? Il limite è l’inizio dell’epopea dell’innamoramento, quel periodo cioè in cui il demone ormone li guiderà verso i più grandi problemi dell’esistenza comunemente intesa. Allora palloni, finestre rotte e campanelli perderanno il loro fascino e le divise acquisteranno importanza solo per quello che nascondono nelle tasche.

Capisco che gli Amministratori di questa città facciano molta fatica a capire quanto sia incontenibile la fantasia, semplicemente perché ci hanno poco a che fare, ma, anche ammesso che un regolamento simile sia inteso come protezione dell’infanzia, non esiste niente che possa normare l’uso di un cortile o l’attrattiva di un’arrampicata pericolosa.

Ammesso e non concesso che questi abbozzi siano un tentativo di dare una città migliore ai bambini riminesi anche stavolta, come tutte le altre, si sta guardando nella direzione sbagliata. Per salvaguardare l’infanzia bisogna eliminare il degrado … il che non significa più rotonde per tutti.

P.S.

Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido.”  [Pinocchio – Carlo Collodi]

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@DadoCardone

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Dieci Piccoli Indiani

5b5c10f7fe06d31e77fe35c202238a79_XLBersani, Bindi e Cuperlo assaggiano un po’ della famosa democrazia del loro Partito. Così come pochi avevano deciso che la loro poltrona in Parlamento doveva essere garantita da un posto da Capolitsta, magari in Calabria, pochissimi decidono (anzi uno solo) che devono momentaneamente togliersi di torno.

Il loro torto? Fare parte dei Dieci Piccoli Indiani, dieci piccoli dissidenti che, improvvisamente, si sono accorti di non essere a  casa loro, all’indomani della cacciata dalla Commissione Affari Costituzionali . Faccio ovviamente riferimento al capolavoro di Agatha  Christie, il cui titolo originale veste ancora meglio la vicenda: …E poi non rimase nessuno.

V’è però una grande differenza con il citato classico del giallo. Nella storia originale i protagonisti cercano di capire chi li uccide uno alla volta, nella sua versione parlamentare l’assassino è noto dall’inizio e sono stati  già tutti fatti fuori da un pezzo. L’unico aspetto thriller è l’attesa di veder spuntare in loro un po’ di amor proprio, che al momento è evidentemente sostituito da altre considerazioni.

Ora la riflessione più appropriata non è capire cosa faranno i dieci piccoli indiani, vista la loro evidente ininfluenza politica. La cosa più importante da chiedersi è cosa dia tutto questo potere a Matteo da Firenze. Finita la luna di miele con i suoi compagni di partito (con gli altri non c’è mai stata) pare evidente a tutti, persino al piddino della strada, che il Premier rispecchia ne più ne meno il comportamento di qualsiasi altro suo predecessore:

  • Quelli prima di noi hanno fatto un casino.
  • Adesso in quattro e quattr’otto metto apposto io.
  • Siete solo capaci di criticare, ma non fate proposte.

Come da manuale. Tra l’altro la sua qualità più caratterizzante (fin dal liceo le sparava così grosse che lo chiamavano “il Bomba”) è stata applicata pari pari a tutta la legislatura, producendo effetti devastanti sull’elettorato di tutti.  Nessuno vota più…. Se non qualche anziano a causa di un riflesso compulsivo a votare qualcosa che almeno nominalmente si dichiari di sinistra. Pare che, data l’età media dei votanti,  per le prossime elezioni stiano organizzando l’Exit poll con il morto.

Cosa caspita lo mantiene dov’è con la convinzione di un Kamikaze che sta picchiando contro una portaerei e con la stessa voglia di trattare? E’ sicuramente vero che questo è un Parlamento di precari e che, mandati alle elezioni, molti farebbero fatica a passare la soglia di qualsiasi sistema elettorale (anche se lo chiamassero Unatantum),  non è che tutti si possono giocare il jolly come Casini.

Chi mai si prende la responsabilità di traghettare i ParlamentarPrecari fino al vitalizio? Civati è troppo indeciso, Cuperlo è troppo gentile, a Bersani sfugge la metafora e Bindi abbaia, ma non morde. D’Alema? A Massimo una cantata sotto il chiaror di luna Ischitana, tra un libro mediocre e una bottiglia di buon vino, ha fatto cambiar idea.

Il Bomba è praticamente senza rivali, ma una guida la deve avere… le mosse sono troppo perfette per essere frutto della mente di uno che vive di atteggiamenti. Prendete Mattarella ad esempio, un uomo che trova sconveniente esprimersi senza leggere e che non ha nulla da obbiettare sulla dipartita dei dieci piccoli indiani, sebbene costituzionalmente si sarebbero potuti rimuovere solo per rinuncia o per passaggio ad altro incarico. Tutto troppo facile.

Nelle ultime pagine di quest’ennesimo giallo della Politica Italiana non ci dovrebbe essere la fine annunciata dei dissidenti per inedia, ma l’identità del genio che si nasconde dietro Matteo da Firenze, questo sì che sarebbe da leggere.

P.S.

Come si fa a distinguere il caos da un piano molto ben congegnato? Nel  vero caos nulla si ripete,  tantomeno  nello stesso effetto. La distruzione del nostro Paese è un piano… e sta riuscendo perfettamente.

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@DadoCardone

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Le gioie dell’astensionismo.

IMG_1700Non è un mistero. Chi vi scrive ha sempre fatto fatica a considerare l’astensionismo una forma di protesta. Il massimo della concessione che può essere fatta è quella della rassegnazione. Nei giorni del voto ho girato un po’, anche per i seggi del centro e ho visto gente, tanta gente, interessata all’aperitivo e non certo a far partire un messaggio di esasperazione.

E’ vero che il contrario dell’amore è l’indifferenza, questo si, ma una protesta per essere tale deve essere progettata e portata avanti con certi crismi. Sto dicendo che se proprio non si voleva votare scheda bianca, o addirittura andare al seggio per far mettere a verbale il proprio non voto, si sarebbero potuti organizzare dei sitin fuori dai seggi senza entrare a votare. Questo, magari, avrebbe lasciato un segno.

Fregarsene è la contestazione che si porta avanti durante l’età dell’adolescenza e, infatti, questa astensione ha avuto il medesimo risultato del capriccio di un sedicenne brufoloso. Sarò più specifico.

Oggi sono andato ad assistere  in Regione all’insediamento di quelli che dovevano aver recepito questo portento di messaggio, quelli cioè che per la prossima legislatura decideranno come spendere 10 miliardi di tutti. Eh si.. perché le tasse sono di tutti, sia di chi ha votato, sia di chi non lo ha fatto, anche se in ultima analisi chi decide la spesa rappresenta il 18% della popolazione della Regione (fatevi i conti).

Devo deludere gli speranzosi, quelli che ancor oggi riescono a trovare una ragione nel PD, spiacente. Come Presidente dell’Assemblea è stata votata, compattamente, Simonetta Saliera, vice di Errani nella scorsa legislatura. Salute!

Ovviamente il nuovo Presidente Bonaccini ci ha tenuto a ringraziare Errani, giusto per far capire quale sarà lo stile, non prima però di aver eletto un ufficio di Presidenza completamente privo di Movimento 5 Stelle. Pochi voti? Proprio no, considerato che una poltroncina è spettata a Foti (Fratelli d’Italia), rappresentante di un partito del 2% (di niente). Allora perché? Atteggiamento ostruzionista dei Pentastellati? A parte che fare ostruzione in 5 la vedo dura, poi c’è stata la richiesta esplicita di un ruolo di garanzia, non una presidenza, non una vicepresidenza, magari un posto da Questore…. davano indietro  anche l’indennità aggiuntiva, ma in Regione sono ricchi, cosa vuoi che gliene freghi di due spiccioli.

Eccoci dunque daccapo. L’incidente di percorso del PD è stato brillantemente superato e dalle facce, nonché dalle dichiarazioni, vi posso assicurare la “paurona” dell’astensionismo non ha lasciato grandi tracce. La prossima protesta:  consiglierei di farla da uomini e non da Caporali.

P.S.

Nessuno mi rappresenta è una cazzata. E’ un po’ come “nessuno mi vuole bene”. Credere che mani di altri possano essere responsabili della nostra felicità non ha mai cambiato nulla di ciò che non piace, soprattutto quando quelle mani, in questo preciso momento, stanno stappando delle belle bottiglie alla faccia nostra.

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@DadoCardone

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A momenti la sconfiggevamo…

Cosa centrano le fogne di Rimini con la Mafia? Nulla ovviamente, ma andate voi a spiegarlo ad un Sindaco in così grave tracollo di gradimento da essere costretto a dire che pure il completamento di via Roma è lotta alla Criminalità Organizzata.

Questo il tenore del Consiglio Tematico sulle Mafie che NON doveva essere una sfilata del PD. Parliamoci chiaro, la sfilata in effetti non c’è stata, non tanto per gli ottimi interventi del Sostituto Procuratore di Palermo Daniele Paci e del rappresentate dell’Associazione Pio La Torre, quanto per i discorsi senza passione e senza cognizione di causa dei nostri rappresentanti locali.

Chi ha passione per questo tema si incendia parlandone. Prendete Giulia Sarti ad esempio (l’illustre esclusa dalla serata), fatele una domanda sulla mafia e state a vedere come prende fuoco. Invece , agli intervenuti, è toccato ascoltare un balbettante Stefano Vitali, Presidente della Provincia, mentre leggeva un discorso che, evidentemente, non era stato preparato a dovere e sapeva tanto di rimediato… figuratevi che verve. Se gli avversari della Mafia sono un Sindaco che parla di quanto è bravo e un Presidente della Provincia che non sa che dire, siamo in una botte di ferro.

Personalmente ho trovato incolore anche gli interventi del Prefetto e del Procuratore Capo di Rimini, ma, probabilmente, ciò è dovuto solo all’istintivo confronto con il combattente di prima linea Daniele Paci.

In sostanza questa serata è servita? Dipende dai punti di vista. Come detto la sfilata non è riuscita visto anche il Consiglio deserto già al discorso del Primo Cittadino (qualcuno doveva aver messo tutti in guardia sulla “Spippola”). Se invece doveva servire a far capire la differenza tra gente veramente impegnata nella battaglia e quella vagamente impegnata a rappresentare un “qualcosa”… beh, missione compiuta. Io non ho frequentazioni mafiose e non ho idea di come la pensino su queste cose, ma se fossi stato in loro non mi sarei spaventato un granchè.

Diverso sarebbe stato ufficializzare l’esistenza di una Riminese che mette anima e passione nella lotta alle Mafie, ma queste sono finezze. Speriamo che almeno il boccheggiare dei consiglieri e i loro discorsi composti con Wikipedia (alcuni di loro hanno citato anche le stesse parole di Borsellino sull’istruzione) abbiano contribuito a dare il giusto risalto ai ragazzi dell’Associazione Pio La Torre. Per il resto chi ci consegna il conto alla fine è la Realtà, un “Oste” che non si fa ingannare dalle promesse poco sentite.

P.S.

Ieri ho sentito il discorso più brutto di Andrea Gnassi da quando mi pregio di ascoltarlo. Questa volta la sua traiettoria, parola ripetuta almeno una decina di volte, non si è adattata all’argomento. Frase Epica: “In Italia c’è la Mafia, dunque c’è anche a Rimini”.

Davide Cardone

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Democrazia?

logo-forza-gnocca-ciclo-dell-arteMi sembra di averlo già scritto in passato, ma va da sé che lo sto già riscrivendo…
Se veramente erano democratici non lo scrivevano nel nome del partito. Così come quelli della libertà, che poi occupano le scale dei tribunali in nome della loro tanto sbandierata democrazia. Ci sono altri che parlano di libertà ed anche di ecologia, ma sono troppo piccoli e poi menzionano il partes, la parte, la sinistra, che già così appunto si mette in una posizione di parte, non rappresenta pertanto la totalità e quindi nulla a che fare con la democrazia.
Come quelli che invece si scrivono nel nome MoVimento ⭐⭐⭐⭐⭐, per evidenziare effettivamente quei 5 punti che mancano alla Costituzione: acqua pubblica, no al nucleare si alle energie rinnovabili, sviluppo, progresso, diritto all’informatizzazione e soprattutto all’informazione libera, ma di democrazia ne devono mangiare ancora tantissima, a pranzo e cena.

democrazia_voltaire

Per quanto mi riguarda il PDL è il cancro di questa società, insieme alla lorda Lega. Certo, ma hanno capito in molti che per estirpare il cancro devi combattere la muffa e i funghi che lo sostengono: il PD con tutto il suo apparato di conniventi alla Mafia, alla Camorra e all’Andrangheta, oltre alla Corruzione, al Clientelismo, al Nepotismo, all’annullamento dei diritti e della coscienza civile.
Non è possibile che per oltre 10 anni il PD ( il PCI, il DS, il PdS, la Margherita, l’Ulivo e tutti i cazzo di funghetti del bosco ), dalla regione, alle province, fino ai singoli comuni, siano convissuti con la Camorra in HERA, la Mafia in MPS, l’Andrangheta/Mafia/Camorra insieme nelle Cooperative.
Questo solo per fare alcuni esempi sul locale e senza spingersi troppo in là, ma se vogliamo possiamo anche parlare delle frequenze televisive, degli affari di speculazione taciuti in FIAT o Parmalat ad esempio, delle varie scalate alle azioni bancarie, degli affaracci sporchi di Lottomatica e Mondadori…
no-gods,-no-masters!Con tutti i cazzo di ex-sindaci, ex-consiglieri, ex politici, tutti quanti allegramente seduti nei consigli di amministrazione, nelle stanze dei bottoni come nei vari tribunali, lautamente stipendiati per controllare e combattere ciò che pensavamo di aver vinto nell’immediato dopoguerra… ebbene, questi non è possibile che non potessero sapere. Non è ammissibile!
Vogliamo poi parlare di decine di anni di cementificazione selvaggia per favorire il riciclaggio del denaro?
Chi sostiene il PD pertanto non è meno colpevole di ciò che ha combattuto.
Tutti responsabili dal primo all’ultimo e tutti da condannare.

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una piccola soddisfazione politica – denuncia per responsabilità dell’attuale collasso economico.

Oggi mi sono tolto un’enorme soddisfazione, un cumulo di nodi slegati, la matassa che cercavo di dipanare da tempo.

Quando Beppe Grillo ha affermato che gli attuali corrotti della Repubblica dovranno essere processati per i loro atti malsani, avevo già realizzato da tempo la questione, avendo provato in passato ad immaginare, ed annotarmi un poco alla volta, in quale modo si sarebbero potuti catalogare ed attribuire tutti i reati di questi personaggi, realizzando subito che non era un’opera da comune mortale.
Non avevo mai trovato nessuna proposta inerente nel programma, quindi mi mancava un punto di origine, una guida, sul come far pagare l’enorme disastro provocato a questa nazione dai politici corrotti degli ultimi 20 anni.
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la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
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vi siete mangiati tutto, anche la fiducia

Oliver Cromwell, nel 1653, fece irruzione nel palazzo del Parlamento inglese e pronunciò queste parole.
Mai accezioni come queste furono più realistiche ed anacronistiche:
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la critica non è ironia, non è satira, fare critica non è fare, la critica è critica

criticare1

fare critica non è fare
fare critica è molto più comodo che fare qualcosa
far qualcosa richiede impegno
documentazione
verifica delle fonti
attuazione
e qui sto già parlando del lavoro di mesi se non anni
collaborazioni e fallimenti
rinascite e perdite di tempo
soldi e tempo e nessun rimborso
ma andiamo oltre
per fare critica basta guardare
quindi criticare
ma se la critica non è costruttiva è puramente fine a se stessa
quindi sterile
inutile

CRITICA Destruc
se poi chi critica non mette in atto la sua controproposta passa proprio da idiota
da divaneggiatore ( pardon il neologismo )
da esperto delle 3P
che non è un partito politico o loggia massonica
ma Politica Pallone Pubblicità
le 3P appunto 3 cose di cui ogni italiano si sente in diritto di parlare
in special modo il tipo criticone
ti riconosci?
oltretutto criticando non si è soggetti alla critica del fare
ma solo alla critica della critica
che seppur brucia code è pur sempre vuoto a rendere
quindi
lo chiedo con parsimonia ma anzi no
lo chiedo con accentuata spinta al volersi dare una mossa
per una volta
la prima e l’ultima
poi non dico più nulla a questo proposito
giuro ( al massimo riporto un link a questo post )
e non mi riferisco sicuramente a chi sta già facendo

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lo vogliamo cambiare questo paese?
vogliamo che cambi?
cambiamolo!
ci sta bene così?
bene
zitti

intellettuale_fondo-magazine

per chi crede che sia necessario un cambiamento
i progetti ci sono
i gruppi anche
stiamo girando praticamente casa per casa
le iniziative fioccano e mancano solo collaborazioni ( se proprio non siete in grado di portare un’idea vostra )
lasciamo perdere le critiche a quelli che fanno
tanto per fare qualcosa
non t’è mai venuto il dubbio che lo puoi criticare proprio perché fa?
bene
ma che siano critiche che producono qualcosa
altrimenti
ripeto
zitto
fai anche tu e verrai criticato…
sei pronto a questo grande danno morale?

ego

pfiuuu ora respiro
tutta in un botto
fa male
lo so
mi fanno male le dita
ma faceva male anche prima a me vedere sempre la stessa solfa

però ti riconosco un merito
almeno la critica sgonfia è sempre qualcosa di più del silenzio assenso

lavoratori

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TRC e altre nefandezze

Delusione e amarezza. Se è vero che ora è troppo tardi per parlare di TRC e che bisogna assolutamente farlo per mettere mano su quei soldi ( perché mi par di capire che altro motivo reale non c’è ), ci si rende anche perfettamente conto che i nostri dipendenti nel consiglio comunale non hanno il minimo interesse ad ascoltare cittadini che pongono semplici e giuste obiezioni.

Leggi tutto “TRC e altre nefandezze”

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