Fontana Malata

Inaugurata la fontana in piazza Malatesta. Al posto del fossato originale si è scelto di sminuire il Castel Sismondo con una piscina per il pediluvio.

Come avrete notato, pochi ed affezionati lettori, è da un po’ che non scrivo sulla Città di Rimini. Non lo faccio semplicemente perché affrontare temi politici non porta altro che polemiche inutili, non si aprono vere riflessioni. Si favorisce tuttalpiù un gioco delle parti e si finisce per rimanere inscatolati sotto una bandiera che non ci appartiene.

Sullo scempio che è stato fatto in piazza Malatesta però qualcosa la devo dire. Non che la mia opinione possa essere messa su qualche bilancia, pesa poco, tuttavia una ferita del genere richiede l’unico contributo che sono in grado di dare, la mia testimonianza. Lo devo a me stesso.

Cominciamo da principio. Rimini ha la fortuna di essere colma di tesori storici, cose di cui la maggior parte del turismo che l’attraversa non sa, né si interessa. Tra queste ineguagliabili eredità c’è Castel Sismondo, un castello della metà del 1400. Pare che alla costruzione, voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta, abbia partecipato anche Filippo Brunelleschi.

Per molto tempo si è discusso di come comportarsi con l’edificio che, nella costruzione originale, era dotato di un fossato asciutto. Tra l’altro scoprire il fossato avrebbe rivelato di più del progetto originale, non un semplice fosso, ma “un vuoto definito da un’architettura” (come spiega con ampia letteratura il Prof. Rimondini da Rimini).

L’amministrazione di Rimini, seguendo logiche d’arredamento che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni, ha scelto però di rinunciare a questa unicità e di proporre una versione come dire… più facile da capire per tutti. Prima ha circondato il Castello con un praticello IKEA e poi gli ha inferto un colpo finale con una fontana aquafan. (Non che io abbia qualcosa contro Aquafan, ma li le piscine dove rinfrescarsi i calcagni svolgono una funzione coerente con il luogo.)

Ora. Come da sempre, in tutte le discussioni che riguardano Rimini e il mandato dell’Arredatore, abbiamo a che fare con l’unica superficiale constatazione: “ma è bella”. E qui mi prende lo sconforto…. Però cercherò lo stesso di spiegare un concetto che pare semplice, ma alla riprova dei fatti non lo è.

Avete presente il detto: “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”? Ebbene, questo modo di dire non sta a significare che tutto ciò che ci piace, anche se vittime di lobotomia, è automaticamente giusto. Al contrario sta ad indicare quanto il valore della “bellezza” sia aleatorio.

Ciò che è bello oggi, non lo sarà tra dieci anni, figuriamoci tra cento. E’ per questo che esistono dei canoni di classicità che le soprintendenze dovrebbero difendere. A quanto pare per Rimini questa cosa non vale, come abbiamo già avuto modo di notare per la passerella che hanno aggrappato alle Mura Malatestiane, sfondandole con un centinaio di buchi.

Questa fontana poi, non so se inconsciamente o volontariamente, risponde al desiderio di consumo compulsivo della nostra società e guardate che questa non è una critica al sistema economico in quanto tale. E’ una critica allo svuotamento dei livelli di percezione della realtà. 

Un’opera d’arte, un patrimonio paesaggistico, un’eredità culturale, non sono solo buoni sfondi per i selfie. Sono cose da contemplare, su cui riflettere, in cui coltivare i nostri pensieri. Cose che addirittura provocano stati di confusione, come con la sindrome di Stendhal, ma non lo fanno perché sono semplicemente belle. Bello, di per sé, non vuol dire un cazzo (scusate il francese).

Se guardo il David del Caravaggio mi appassiono alla scena, mi turbo per la violenza, cado nel suo buio, ma non è che mi vien voglia di farci un buco per mettere la mia faccia al posto di quella di Golia e farmi un selfie (magari con il segno storto di vittoria come si usa) . E questo è esattamente quello che fa la “fontana malata” di piazza Malatesta. A chi importa veramente di essere di fronte ad un castello costruito 500 anni fa con il contributo di Brunelleschi ?

Lui sarebbe veramente contento, mi pare di sentirlo. “Ne è valsa la pena. Il mio genio coperto di prato Ikea e gente che inzuppa cani e pannolini mentre si ritrae con alle spalle il famosissimo Castello de Sticazzi. Ne è valsa proprio la pena.”

La gente, manco a dirlo, ha colto al volo l’invito a consumare la cartolina. E il Comune ripara con un regolamento che vieta quello per cui la fontana è stata costruita. Perchè a me non risultano altri motivi per fare una fontana con acqua alla caviglia e spruzzi. A Cattolica, da una vita, ci sono le fontane danzanti. La gente capisce qual è lo scopo. Ci si mette davanti e le guarda, non si butta dentro. Sul lungo mare invece ci sono quelle con gli spruzzi. La gente capisce lo scopo. Ci si mette sopra e si rinfresca le pudenda. A Rimini abbiamo fatto l’unica fontana per rinfrescarsi la uallera da guardare. Però bella eh!

P.S.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

(George Bernard Shaw)

@DadoCardone

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Dodici milioni di euro per consumare anche Fellini.

Rimini è una città con due strategie, che però non sono convergenti. Una è la Rimini permissiva, quella delle feste alcoliche e degli alberghi lowcost, l’ideale per ricoprire le strade di vomito d’adolescente. L’altra è quella chiamata “del Motore culturale”. Cento milioni di euro per sfondare, asfaltare e cambiare significato al patrimonio architettonico, allo scopo di incoraggiare turismo culturale (oggetto misterioso).

Lo slogan potrebbe essere: “Rimini, giocarsi il fegato tra feste e musei”. Questo chiaramente fino a quando non faranno le feste direttamente nei musei, ma tranquilli che ci stiamo arrivando. Nel frattempo stiamo spendendo 12 milioni di euro di finanziamenti pubblici, che vorrei ricordare sono sempre soldi delle nostre tasche, in un astruso progetto di museo diffuso dedicato a Federico Fellini.

Il progetto è composto dal ripristinato Fulgor, che ospita la casa del cinema nello stesso palazzo, Piazza Malatesta trasformata in un circo fake all’aperto e Castel Sismomdo, che sarà sede dei set felliniani. Considerato che Fellini, come da sue dichiarazioni certe, non avrebbe mai voluto essere usato come una tappa turistica, appare singolare questo accanimento.

Al di là dei desideri di Fellini, che con Rimini e i riminesi pare non sia mai andato troppo d’accordo, ha senso investire sulla sua unica figura una somma che si sogna persino l’Istituto Lumière? E’ in grado “il Maestro”, da solo, di cambiare le sorti del turismo riminese?

Se guardiamo alla classifica dei cento musei più visitati al mondo, l’Italia comincia a far capolino in ventesima posizione con la Galleria degli Uffizi. Alcune posizioni più sotto seguono: il Palazzo Ducale di Venezia, la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Castello di Miramare di Trieste, il Palazzo Reale di Milano, Palazzo Strozzi di Firenze, Il Museo Nazionale di Capodimonte, Castel Sant’Angelo di Roma, Palazzo Pitti di Firenze, il Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma, la Reggia di Venaria e Il Museo Nazionale Vittoriano (Altare della Patria). Appare chiaro che, per spostare centinaia di migliaia di visitatori, come nelle presunzioni dell’Augusto Gnassi, sia necessario appoggiarsi a quello che già il mondo conosce molto bene di noi, ossia il Rinascimento.  Ma dove trovare qualcosa di Rinascimentale a Rimini? (Domanda da leggersi in tono ironico/sarcastico).

Certo è che prendere un castello rinascimentale, su chi si è posata anche la mano del Brunelleschi, mettere ai suoi piedi una piazza Ikea e riempirlo di set Felliniani in pianta stabile, non sembra proprio percorrere i trend di successo dei musei più visitati al mondo. Sarebbe come prendere l’ala del Louvre progettata da Pierre Lescot e dedicarla permanentemente a François Truffaut. Di solito ai grandi maestri del Cinema (persino ad Hitchcock che i musei li usava come Set) si dedicano retrospettive, rassegne, tutt’al più mostre itineranti. Il motivo è semplice: la loro arte sono i film e i film non stanno sei musei.

L’impressione (una forte impressione) è che qualsiasi cosa decida quest’amministrazione serva più a mettere comodo l’ego di Gnassi, un uomo non certo in confidenza con la cultura, il modo in cui  spende i soldi dei contribuenti lo dimostra. A Rimini uomini di cultura cui appoggiarsi ce ne sarebbero molti, solo che quasi tutti “tengono famiglia”. Ve lo dice un ignorante.

P.S.

Non vorrei mettere il dito nella piaga, ma finora a Rimini due cose hanno portato il nome di Fellini: l’aeroporto e la fondazione. Che le loro disavventure siano un’esplicita richiesta di Federico di lasciarlo in pace? Bastava il Fulgor, dai…

 

@DadoCardone

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Gangs of PD

La politica è la questione esistenziale per eccellenza. Per riuscire a trovare una dimensione nell’odierno caos di chi la pratica bisogna votarsi ad una specie di violentissimo Darwinismo Sociale, dove anche il più forte, se non cambia, muore. Non nascono più gli Andreotti o i Berlusconi, capaci di durare generazioni e, in qualche modo, sopravvivere alla genesi del loro stesso mito. Oggi ci sono i Renzi e i Salvini, fissati nella loro misera epica, tra l’altro fatta solo di bugie e poco più. Uno come il Bomba ha la data di scadenza, 1000 giorni, si legge dietro la cravatta lucida da Man in Black (giusto per dire che non si sa nemmeno istituzionalmente abbigliare).

Questi leader del nulla però non sono solo un danno per se stessi, anzi… quando hanno finito di atteggiarsi a miles gloriosus un posticino in Senato non glielo nega nessuno. Ci sono persone però che passano l’esistenza a difendere le decisioni dei loro “Presidenti”, ma  finché sono solo esclusivamente della razza votante, nessuno chiede loro il conto, se non al bar. Il dramma vero è quando le persone sono braccia e gambe del loro partito, o magari lo rappresentano pubblicamente. In certi ruoli si finisce per sostenere tanti e tali interessi  che, una volta tolto l’ossigeno, si deve continuare a respirare qualsiasi cosa venga fornita. Anche se puzza.

A Rimini, a seguito della recente debacle elettorale del PD, si sta assistendo all’imbarazzante assenza di una (sincera) autocritica interna. Più che altro sui giornali finiscono le scorie delle frizioni tra opposti schieramenti dello stesso Partito Democratico, che non sanno tanto di “te l’avevo detto.”, quanto di “adesso fatti da parte”. Le fazioni sono fondamentalmente due. Una fronda gnassiana, sostenitrice del dopato “Modello Rimini” ed un’altra, di cui l’eminenza grigia sembra essere Maurizio Melucci.

La Gang di Gnassi è arroccata nella posizione per cui è inevitabile riconoscere che il PD ha un problema, ma l’annotazione deve essere solo formale, in quanto nessuno si deve permettere di mettere le mani sul meccanismo che regge il Modello Rimini, anche se prevede l’alleanza con il petaloso Sergio Pizzolante. Non è una questione meramente politica, si parla di enormi movimenti di denari pubblici. Uno dei componenti della Gang di Gnassi è Stefano Giannini, Sindaco di Misano e Segretario Provinciale del PD, che incidentalmente è anche il  Componente di Rimini del Consiglio d’Ambito per Atersir, l’Agenzia che regola i costi del servizio idrico integrato. Per essere chiari: senza passare da quest’agenzia non si poteva privatizzare l’acqua, né aumentare le bollette di tutta la provincia, dei prossimi dieci anni (almeno), per riuscire pagare le famose fogne riminesi, fiore all’occhiello di questa amministrazione.

I denari pubblici movimentati però non dipendono solo da questo meccanismo. Molti soldi arrivano anche dai finanziamenti Europei Por Fesr 2014-2020 e sono quelli che permettono, con il beneplacito  della Sovrintendenza, belle imprese come lo sfondamento delle Mura Malatestiane e la trasformazione di Piazza Malatesta in un’opera Ikea. Per questi finanziamenti è garante la Regione Emilia Romagna, sono dunque importanti figure come Stefano Bonaccini e i gemelli del Comunicato Pruccoli & Rossi.

Le partite, ovviamente, non sono finite qui. Ci sono da mettere in conto anche l’autocrazia di Gloria Lisi sul Welfare e la dittatura dello stesso Gnassi sull’argomento Eventi & Co. Una nota a margine, che magari approfondiremo meglio in un secondo momento. Quest’estate la spiaggia libera sarà occupata dall’evento Beach Arena. Alcune modalità appaiono in contrasto con i regolamenti vigenti, come l’occupazione della spiaggia per quasi sessanta giorni, invece che i 30 stabiliti dalla delibera regionale 226/2003. La cosa che dà più nell’occhio però è un bando che assegna un evento del genere per due anni e che, materialmente, si apre e chiude in 15gg. Chi avrà mai il tempo? Sarò malizioso, sarò sensitivo… ma secondo me la gara la vince Paesani, uno sempre pronto.

La Gang avversaria sembra ricoprire un ruolo minoritario nel PD riminese, ma seguendo la Melucci’s Way, ha i suoi alfieri piazzati in modo da dar stilettate nei momenti cruciali. Proprio in questi giorni il miracolo Petitti, colei che cambia più ruoli istituzionali che scarpe, ha “osato” criticare il “Modello Rimini”, aprendo ufficialmente le danze. Lo fa tirando in causa l’opzione Pizzolante, scelta che dalle parti di Gnassi vorrebbero passasse sotto silenzio.

“Dov’è finito il modello Rimini, sbandierato fino alla sera del marzo per giustificare una candidatura sulla quale parte del PD aveva espresso forti dubbi?”

Giannini, nonché Pruccoli & Rossi, si scagliano contro l’Assessore Regionale Petitti, accusandola sostanzialmente di irresponsabilità. Succede tuttavia che Yuri Magrini, segretario provinciale uscente con polemica, Vanni Lazzari, segretario comunale, alcuni sindaci della Valconca e scontenti vari dei Circoli PD, appoggiano apertamente Emma Petitti nella critica. E Melucci? Lupus in Fabula interviene sempre alla fine, invitando all’unità, ma continuando a disporre pezzi sullo scacchiere.

Ancora una volta la realtà è decisamente esclusa dall’etichetta di partito, ma in politica, si sa,  l’autocritica vera è una cattiva medicina per chi comanda. Molto meglio controllare le cadute… o pensare di saperlo fare. Nel frattempo noi cittadini dobbiamo star a guardare il ringalluzzimento della Lega, un partito che a Rimini non raggiunge il 19% né alla Camera ( 18,87% ) né al Senato ( 18,91% ).

P.S.

“L’autocritica è un mezzo di superare se stessi. L’artista che non analizza e non distrugge continuamente la sua tecnica è un poveretto.” [Cesare Pavese]

@DadoCardone

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Narciso e l’arte consumata.

Giorni fa giravo fra i canali televisivi, alla ricerca di una scintilla che facesse presumere presenza di cogito in un qualsiasi dibattito politico. Nel mio girovagare sono capitato dalla sempre rossa Lilli Gruber e, per una volta, uno degli ospiti mi ha fornito un interessante spunto di riflessione.

Piero Rocchini, Psichiatra ed esperto di Psicologia della Politica, per nove anni psicoterapeuta alla Camera dei Deputati, ha tratteggiato un’interessante distinzione tra il narcisismo motivato al successo e quello orientato al potere. Il potere, dice Rocchini prendendo ad esempio Andreotti, crea struttura e sviluppi a lungo termine. In Politica il narcisismo motivato al successo cerca invece un pubblico, più che un elettorato. Da qui l’atteggiamento dei leader “moderni” che preferiscono parlare alle pance, piuttosto che curare territori e radicare processi.

Di questi monologhisti siamo pieni e, quasi banale dirlo, qui a Rimini risiede un campione con una buona quota di questo narcisismo orientato al successo: Andrea Gnassi. Per chi cade dalle nuvole pensi a quale ricordo gli sovviene più nitido: se Sindaco in Consiglio Comunale o dietro una consolle.

La conseguente riflessione non può però che estendersi al pubblico, l’oggetto stesso di questo tipo di narcisismo. Se è vero che il politico con una tendenza narcisistica orientata al successo ha bisogno di un pubblico… è pur vero che un qualche tipo di odiens ormai risponde numerosa, obbedendo a stimoli basici, manco fosse composta da sorcetti bianchi da labirinto.

Rimanendo all’ombra del nostro campanile, una buona parte di riminesi da l’impressione di rimanere affascinata dall’ordinaria amministrazione, camuffata con rumorosi cartelli multicolore. E che dire del consenso per quella straordinaria? Devastazione del patrimonio culturale (vedi mura Malatestiane), con insofferenza conclamata verso i limiti imposti dalle tutele esistenti. Ogni luogo deve essere palcoscenico di un possibile evento circense, perché il bene artistico va consumato e non contemplato, come facciamo con il resto della nostra vita.

Per un altro esempio di patrimonio malamente sacrificato al successo si guardi al mito di Federico Fellini. Al Regista Rimini non piaceva poi tanto, il fatto che il 90% dei Riminesi lo ignori fa capire quanto si tenga a questo illustre concittadino. Il sentimento è reciproco e ci sono altri indizi. Ad esempio le difficoltà della Fondazione Fellini, che certo non rispecchiano la pretesa attenzione verso il “Maestro”. Anch’egli però va consumato ed oggi si compie l’ennesimo atto irrispettoso, cercando di far divenire l’uomo una tappa turistica, cosa che aborriva, come si legge in diverse dichiarazioni. Fulgor, Castello con set Felliniani e un percorso tra i due, con chissà quali castronate ad indicarlo. FelliniTown  già la chiama Franceschini, pessimo Ministro della Cultura, che si da di gomito con Gnassi, la proverbiale cicala. Parlano di milioni, ammiccano, ma ha tutto l’aspetto dell’ennesima operazione effimera. Ci sono esempi di brand ben più risonanti, con investimenti ancora maggiori che hanno fatto una brutta fine. Viene in mente Cinecittà World. Una Disneyland degli studios italiani voluta da Luigi Abete, Diego Della Valle e Aurelio De Laurentis. Un Flop milionario. Cultura o Narcisismo? Questa è la domanda, se qualcuno se la volesse mai fare.

Il dubbio, comunque, pare smuovere pochi. Qui a Rimini poi Gnassi (o chi per lui), ha un metodo tutto suo per metterti di fronte al fatto compiuto. Prendiamo ad esempio Piazza Malatesta. In questi anni abbiamo visto i solerti quotidiani locali pubblicare rendering, parecchio particolareggiati, in cui la piazza è apparsa in ogni modo. Con il fosso, senza fosso, tutta lastricata, con l’erbetta, ma nessuna rappresentazione distribuita dal Comune ha mai avuto l’aspetto del risultato finale. L’opera finita (a mio parere piuttosto ordinaria) viene oggi festeggiata sui giornali come “la piazza più bella d’Italia”. Vien da ridere solo a pensare agli accostamenti possibili. Ci sono però delle lucette, come in ogni altra recente reinterpretazione pubblica, e qui sta uno dei  trucchi di questa Amministrazione. Basta illuminare e i più sono convinti di trovarsi davanti alla sempiterna gioia di un albero di Natale.

Oggi Gnassi dichiara che il fossato era impossibile da recuperare. Per scoprirlo ci sono voluti 300 mila euro di Bonus Art erogati da SGR (Società Gas Rimini) e spesi in scavi archeologici. Non vi preoccupate per la società mecenate che, secondo la legge di stabilità del 2016, riceverà il 65% di agevolazioni fiscali per quanto speso. Preoccupatevi piuttosto del fatto che 300 mila euro sembrano spesi, più che in un restauro, nella certificazione che questo fossato “non s’ha da fare”.

Nessun problema. Il pubblico dell’Augusto Gnassi plaude. Si è passati dal “sogno al segno”, come dice il Primo Cittadino, ma, ad indicare che non sempre questo passaggio è qualcosa di positivo, tutto quello che si riesce a dire di quella piazza è: “Meglio di un parcheggio”, tralasciando il fatto che tutto è meglio di un parcheggio.

P.S.

“Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità.” [Ennio Flaiano]

 

@DadoCardone

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Me lo ha detto Brigitte.

fantasyAspetta un attimo. Mi sembra… non lo sentite anche voi? Sembra proprio… beh come potrebbe non essere la puzza di aria fritta che si percepisce distintamente ad ogni fine stagione?

Il fatto è che, al quarto anno di gestione Gnassi, nella stagione meteorologica più bella che si sia vista da diversi anni a questa parte, la nostra città ha fatto segnare un segno meno nei pernottamenti. Lo spiego meglio: l’anno scorso, con l’aeroporto in gestione commissariata e minacce di denuncia che partivano alla volta di quel fetentone di Meteo.it, che faceva sempre piovere, si è fermata più gente.

Questa è una dura verità, soprattutto in considerazione del fatto che rileva l’assenza di una vera programmazione, che non sia lo sforzo verso la coltura intensiva dell’immagine Gnassiana. Come si reagisce ad un colpo così? In un solo modo: dissimulando.

Questa volta la sponda viene fornita dal mensile tedesco Brigitte che, dopo un tour pagato da APT, frequentato a maggio da una sua giornalista, si prende la responsabilità di dichiarare: “Rimini è tornata”. Per intenderci sul target, Brigitte non è certo Capital, o Der Spiegel. Anzi leggendo rubriche come ” wie bekomme ich eine orgasmus” (come faccio ad avere un orgasmo) mi viene in mente “Cioè“, ma non voglio essere cattivo in maniera gratuita e diciamo che si avvicina al nostro “Amica“. Tra l’altro curiosando sul web si scopre di più  anche sulla qualità dei suoi lettori. Nel 2010 aveva cercato di promuovere una linea editoriale senza modelle professioniste ed ha rischiato di chiudere i battenti, perché “se spendo 2,60€ per un giornale pieno di cose che conosco già voglio che a raccontarmelo siano almeno donne a cui voglio somigliare.. non come me.”

Ringraziamo la giornalista per la marchet…. hem… per fiducia  e per la pubblicità, ma forse avrebbe dovuto fermarsi oltre maggio per capire che il “ritorno” a cui fa riferimento, non è neanche lontanamente paragonabile a quando i tedeschi ci venivano davvero in Riviera. Soprattutto avrebbe capito che la Stagione, in questa Rimini che il suo Sindaco si affanna a rappresentare come rinnovata, non comincia prima del primo fine settimana di luglio.

Il fallo però non è della giornalista, che sicuramente ha raccontato quello che le hanno rappresentato nel tour primaverile organizzato da APT.  Insopportabile e pericoloso è invece l’atteggiamento di chi dovrebbe amministrare e che, invece di rendersi conto del problema, coglie l’occasione per decantare i propri successi a Fantasilandia. Mi riferisco al Primo Cittadino che ha il coraggio di parlare di un successo dovuto ad un territorio rinnovato e all’Assessore al Turismo Regionale Corsini che illustra efficaci azioni di promozione.

A questo punto la domanda la devo fare, ammetto la possibilità di essere prevenuto e di non essere obbiettivo. Chiunque legga questo post mi può cortesemente indicare in cosa consiste questo rinnovamento? Giuro che non lo vedo.  In 4 anni e passa ho visto tanti rendering, quelli sì. Ho visto persino rendering che rinnovano rendering (che fine a fatto l’erbetta di Piazza Malatesta?), ho visto tentativi di spacciare l’ordinaria amministrazione per idea innovativa, ma di innovazioni vere, magari perché no sbagliando, non ne ho viste. Vogliamo parlare poi della promozione Regionale? Rimini e la Riviera si reggono ancora su imprenditori che lavorano una clientela costruita in decadi di trincea turistica e che  sono costretti a tappare gli enormi buchi con contratti d’agenzia. Tra parentesi le agenzie, oltre ad ottenere prezzi stracciati, portano clienti che piuttosto di spendere per una bevanda dal bar dell’albergo fingono di svenire per farsi buttare dell’acqua in faccia.

Per l’essere umano e per tutte le sue attività il primo passo verso il cambiamento è ammettere la realtà, senza la consapevolezza non si va da nessuna parte. Mi pare si possa affermare senza troppi patemi che chi fa riferimento agli anni’80 parlando della Rimini di oggi o è matto o prende per il culo. Negli anni ’80 se volevi venire in vacanza o anche solo fare la stagione a Rimini dovevi preoccuparti per Aprile, perché già a maggio non si trovava più nulla. Oggi Rimini deve fare i conti onestamente con quello che ha, altrimenti ripartire diventa una chimera. Abbiamo visto nel corso degli anni dove sono andate a finire le innovative intenzioni di tutti i faraoni che sono passati per Palazzo Garampi. Guardiamo al lungomare per esempio. Project della Madonna di Dubai, Rendering così belli che sembrano il lungomare di Misano (ma più grosso) e alla fine in 50 anni siamo riusciti a dipingere 4 panchine e fare una striscia di pittura da 600 mila euro per terra.. con la pretesa di chiamarla ciclabile.

P.S.

Giusto perché se no poi parlano di lamentele senza proposte. Un lungomare normale, ma nuovo. Più sicurezza. Eventi meno costosi, ma più numerosi e diffusi. Niente tasse a chi rinnova completamente. Bolkestein come opportunità per attirare investitori stranieri. Spazio alle idee, anche di chi non appartiene al Consorzio del Porto. E ognuno si paghi i suoi selfie con Cattelan.

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@DadoCardone

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Banane per tutti.

E’ ufficiale. Il virus della Renzite ha varcato i confini di Rimini.

No. Non si tratta di affiliazione politica, ma vera e propria tecnica di annuncio compulsivo, perché, se prima i nostri amministratori si difendevano dissimulando, ora addirittura attaccano slogan in resta.

Non è difficile coglierne i sintomi in giro per le faccende organizzative locali. Si parte dal presupposto che tutto deve essere mostrato sotto una luce positiva e gli altri, quelli che criticano, sono solo dei gufi. Predisposta questa base si fanno annunci su tutto senza timore di sembrare ridicoli, così le erbacce diventano “erbe erranti”, con tanto di cartello ad indicarne la presenza e i parametri spazio temporali si distorcono a piacimento rendendo possibile in soli 18 mesi il rifacimento di Ponte di Tiberio, Castello e Piazza Malatesta. Gli interventi, come dichiarato dal Sindaco, subito dopo una notte tra musica e Drag Queen, riguarderebbero pedonalizzazioni, parcheggi, piazze e Ambulanti incazzati neri, ma non neri come i VuCumprà… se no potevano rimanere.

Possibile? L’annuncio è stato fatto e lui, Gnassi, non è disposto a sopportare oltre che i suoi sogni siano definiti impossibili. Se poi per rispettare i 18 mesi l’unico intervento sarà apporre colori pop dove urina il cane, non è dato saperlo. Noi per sicurezza conserviamo il titolo e la dichiarazione.

La Renzite però non serve solo per il post festa. Dopo un Borgo Party ben riuscito (ne fanno uno così ogni 2000 anni), ma assolutamente inutile per Rimini e i riminesi, è normale che ci si giochi l’onda dell’entusiasmo per rilanciare. Se qualcuno si soffermasse a leggere i titoli piccoli potrebbe scoprire che, secondo Assoturismo-Confesercenti, la riviera è in calo del 3% per gli arrivi e del 6% per fatturato. Allora meglio il titolone grosso con la sparata, arma di distrazione di massa.

Il vero problema con la Renzite è che evita a chiunque di assumersi delle responsabilità, ecco perché nel PD sono diventati tutti immediatamente Renziani, eccezion fatta per chi non ha mai contato nulla e dunque nemmeno ha potuto sbagliare. Prendiamo ad esempio la catastrofe Aeradria. Il Gatto e la Volp…. Hem no, scusate.. volevo dire  Gnassi e Melucci escono in questi giorni con la medesima dichiarazione avendo l’accortezza di usare giornali diversi e date diverse. Concordano sul fatto che Enac ha ricevuto 4 offerte per la gestione dell’aeroporto, dunque l’aeroporto è appetibile, indi per cui sono stati tutti lungimiranti.

Se per fare un aeroporto appetibile ai privati fossero necessari 50 milioni di debiti della cittadinanza ho come l’impressione che gli aerei verrebbero tirati giù a vista con ogive da contraerea al grido di “Spendig Review!!”. Qui a Rimini il solo grido che si è sentito è quello del capogruppo PD Marco Agosta che voleva “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”. E’ stato accontentato.

Qualcuno, dal sottobosco piddino, ci racconta, con aria di quello che la sa lunga, che “governare è una cosa complicata”, a noi pare che, più che altro, sia una cosa che proprio non gli riesce. Ringrazieranno mai abbastanza Renzi per il rincoglionimento generale che ha saputo distribuire? Chi non ha Renzi a ispirar serenate alla luna sa che l’annuncio è meglio farlo durante il proprio mandato e non come promessa elettorale. Lo sta sperimentando il Sindaco Tosi a Riccione i cui Assessori vengono tenuti lontano dai cantieri del TRC manco fossero tagliaborse albanesi in cerca di rame e che, suo malgrado, si trova ad inaugurare cose contro cui, da oppositrice, aveva combattuto: scuole, autisti…

E i Grillini? Incensurati, ecologisti, solidali, di cazzate non ne raccontano, ma la gente vorrebbe  lo facessero perché la realtà delle cose non piace a nessuno e quei rompicoglioni vogliono addirittura che si partecipi alle decisioni. Referendum senza Quorum!? A chi!!?? Noi vogliamo qualcuno cui dare la colpa e in questo i Demokrat sono sempre stati i numeri uno ed è per sempre per lo stesso motivo che si fa fatica a trovarne due non indagati per fare delle finte Primarie.

Lasciamo perciò che ci raccontino che l’estate è andata bene, che stiamo rifacendo tutta Rimini, che il buco tra la gestione provvisoria e l’assegnazione Enac non farà perdere voli in favore di altri aeroporti e che quello di cui abbiamo bisogno è una bella festa.

P.S.

C’è chi indica la luna, chi guarda il dito che indica la luna e chi viene messo sotto mentre cerca di capire chi o cosa deve guardare, perché sarà pur vero che i sogni aiutano a vivere meglio, ma è altrettanto  vero che chi dorme i pesci li piglia in posti inaspettati.

Davide Cardone

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