Scandalo Tecnopolo – Video intervista all’Avvocato Roberto Biagini

Rimini: Un’ombra si staglia malevola su diversi appalti della città malatestiana, ma, inspiegabilmente, se ne parla molto poco. La cronaca è avara di dettagli a proposito dei due filoni d’indagine, aperti a Rimini e a Bologna, in relazione agli appalti di Tecnopolo e Acquarena. Tre impiegati comunali sono già passati da indagati ad imputati e continuano le indagini su Mister X, l’uomo che pare sia stato “suggerito” dalla politica, alle aziende appaltatrici e agli uffici pubblici, per “risolvere i problemi”.

Come si è arrivati all’apertura di quest’indagine che, tra le altre cose, mette in campo ipotesi di turbativa d’asta, falso in atto pubblico e truffa? Il merito è di Roberto Biagini, l’Assessore della Prima Giunta Gnassi che, dopo aver saputo della presenza dell’estraneo che si aggirava per gli uffici comunali, ha condotto un’indagine interna, per poi consegnare una relazione alla Procura della Repubblica. Perché Biagini sembra fosse l’unico a non conoscere Mister X? Come ha scoperto della sua esistenza? Cosa c’entra con questa faccenda Sergio Funelli, Capo Gabinetto del Sindaco? Esiste una relazione tra l’azione di Biagini e la sua estromissione dalle liste PD, voluta da Andrea Gnassi in persona e comunicata dal Segretario Regionale Paolo Calvano?

Ce ne parla lo stesso Avvocato Biagini in quest’intervista.

@DadoCardone

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La Gaiofana? Si merita una scuola da terremotati.

 

Il problema della fatiscenza delle scuole in Italia è un problema di risorse o di volontà? Non possiamo parlare delle altre Amministrazioni, ma a Rimini abbiamo dei punti di riferimento piuttosto precisi.

Negli anni siamo stati testimoni di allagamenti “eccezionali”, di pezzi di soffitto e finestre che lasciano autonomamente la loro sede naturale, di ambienti riscaldati con termosifoni elettrici portatili, di spogliatoi delle palestre devastati, di luoghi arrangiati per far posto ad alunni non previsti (nonostante il calo demografico).

Se tutto ciò fosse solo frutto di contingenza, come vetustà delle strutture e mancanza di fondi, logica vorrebbe che, quando si costruiscono nuove strutture, si cerchino di evitare i vecchi problemi. La scuola di Gaiofana, inaugurata nel 2013 ed esibita come uno dei fiori all’occhiello dell’Amministrazione Gnassi, sfugge a questa logica. Costruita in tempi record, non si sa se per fretta di sostituire la vecchia scuola pericolante o se per ansia da inaugurazione, manca di diverse necessità. La palestra, per esempio, prevista nel progetto originale, non è mai stata realizzata. Stessa sorte per la mensa.

Come in qualsiasi vecchia scuola, insomma, panino nello zaino e attività fisica da ospiti, in qualche luogo più fortunato. A tutto ciò si aggiunge scarsa lungimiranza, perché alcuni genitori già lamentano l’insufficienza dello spazio delle aule per il numero di alunni in arrivo. Si poteva prevedere? Certo. Basti pensare che solo il nuovo condominio Acer, inaugurato nel 2011, ospita una cinquantina di famiglie. Si poteva supporre che, prima o poi,  di sezioni ne sarebbero servite almeno due?

Il Consigliere Comunale Nicola Marcello ha tirato fuori la questione giovedì scorso, con un’interrogazione cui ha risposto l’Assessore alla Scuola Mattia Morolli. L’Assessore, il quale pare sia andato di recente a misurare gli spazi della scuola, tanto aveva in mente di cosa si stesse discutendo, ha risposto molto approssimativamente e con i soliti parametri dell’attuale Amministrazione.

In particolare, dopo aver inventato il sostantivo “Insoddisfacenza”, ci fa sapere che:

  • La nuova scuola, che si basa sui principi di costruzione post sismica dei comuni di Molinella e Camposanto, è meglio di quella di prima. Giacché quella di prima era (ed è) una struttura fatiscente, ormai non più a norma, che si affaccia solo sulla trafficata Montescudo, beh… esiste un’espressione un po’ volgare per ringraziare, che tutti conoscete e che qui non ripetiamo.
  • Una parete mobile trasforma parte della nuova struttura a volte in palestra, a volte in mensa. Cosa, consideriamo noi, che deve generare molta confusione, perché l’attività fisica si fa comunque alla scuola del Villaggio Primo Maggio e la mensa è usata solo per l’unico rientro obbligatorio nel pomeriggio. Per il resto panini.
  • E’ presto per parlare di aumento degli iscritti, bisogna aspettare un paio di mesi. Certo… un paio di mesi nei quali tutti quelli che non avranno trovato posto s’iscriveranno altrove.

Nicola Marcello, giustamente, si dichiara non soddisfatto e trasforma l’interrogazione in mozione. Anche perché, fa notare il consigliere, la palestra di una scuola, in una frazione popolosa come quella di Gaiofana, può servire anche ad altre attività che decisamente mancano.

Finita qui? Per l’Assessore Mattia “Meglio che Niente” Morolli sarebbe preferibile, ma, se pensa di placare gli animi con una supercazzola, sta certamente sottovalutando la caparbietà delle mamme. Grave errore. Moti carbonari già si agitano tra le chat di Wathsapp e la sua rabberciata risposta sarà utile solo come precedente di maldisposizione nei confronti del problema.

Si ritorna quindi alla domanda iniziale. Problema di risorse o di volontà? Tenuto conto che nello stesso bilancio in cui si stanziava la somma non sufficiente a dare una palestra e una mensa alla scuola di cui si discute, sono stati stanziati 17 milioni di euro per acquisire (non comprare) i diritti di superficie dell’ex seminario (scuole Marvelli) dalla Curia, diremmo che si tratta decisamente di un problema di volontà. Se nei quattro successivi bilanci non si è riusciti ad infilare risorse per completare la scuola, poi, possiamo sicuramente affermare che le priorità sono altre.

P.S.

“Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.” [Piero Calamandrei]

 

@DadoCardone

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Gnassi Bis. Mica te lo volevi far mancare…?

E così, nonostante l’indagine a carico e contrariamente alla pratica delle primarie, Andrea Gnassi si ricandida a Sindaco di Rimini per il PD. Sarebbe carino sapere cosa ne pensa il Partito Democratico, ma bastano i 70 della non altrimenti specificata direzione comunale per decretare che non serve consultazione popolare. Pare che in questa occasione, come in altre future coonvenienze nazionali, si farà a meno dell’unica vera pratica simil democratica che il PD avesse mai usato.

Ai giornali locali è stata rappresentata come una decisione “plebiscitaria”. Così la chiamano loro, infischiandosene del fatto che nel Diritto moderno questo termine viene usato per indicare una volontà popolare. Forse intendevano il plebiscito dell’antico Diritto Romano, dove alcune leggi avevano valore solo sulla plebe e non si fa fatica a credere che il senso sia questo, vista la dichiarata intenzione di spargere per Rimini statue di Imperatori Romani.

Comunque, giusto per non sottolineare la preminenza del reuccio (aka Gnassi) rispetto ai “Tribuni” che si sono plebiscitati addosso, andiamo ad elencare i più importanti:

Tiziano Arlotti, detto anche “il Nuovo che avanza”. C’è sempre stato e sempre ci sarà. Il metodo è semplice, basta essere uomo di partito senza dubbi. Nessun dubbio sull’aeroporto, nessun accenno al TRC, nessuna intromissione nelle partite più stringenti dell’Amministrazione Comunale. Il resto è un 99,99% di presenze in Parlamento, che se rimani buono e zitto si sta al caldo e non ti disturba nessuno. Ovviamente la base elettorale va curata e allora nel weekend si va “in zir par la Rumagna”, soprattutto quella dell’entroterra, a stringere mani e a confidare che “il Ministro mi ha assicurato…”. Il problema di tutto ciò è che si addormentano i riflessi. Amiamo ricordare l’occasione in cui, per star dietro alla Deputata Sarti, uscì prima il titolo di giornale, che annunciava un’interrogazione sui Casetti come fatta, dell’interrogazione stessa che venne protocollata qualche giorno dopo. Voto: 5 e ½ fa il suo, ma non gli chiedere troppo. Modesto.

Emma Petitti, altrimenti conosciuta come: “il miracolo delle poltrone”. Evidentemente il basso profilo tra i Demokrat paga. Non ci sono altre spiegazioni al motivo per cui una persona, che politicamente ha meno da dire di un cartone animato di Peppa Pig, sia passata dal Consiglio Comunale al Parlamento, per poi atterrare su un Assessorato in Regione.. in soli 4 anni. I più cattivi sostengono che tanta fortuna politica sia dovuta alle spinte di Tonino Bernabè, suo compagno, tra i fondatori del PD Riminese e Presidente di Romagna Acque dal Pleistocene. Queste però sono cattiverie… noi preferiamo credere ai miracoli. Voto: 4dimmi quello che devo fare ed io lo faccio”. Milite ignoto.

Juri Magrini e Alberto Vanni Lazzari. Oggetti misteriosi. Sicuramente un segretario PD Provinciale, o Comunale che sia, è un’entità che esiste, lo dimostrano i rari titoli di giornale e qualche seduta spiritica. Se dovessimo giudicarli da quello che conosciamo di loro…. Ma sì facciamolo.  Juri Magrini lo ricordo messo sotto a San Patrignano da una ancora acerba Sensoli, che però non ebbe difficoltà a sbertucciarlo su alcuni slogan pronunciati con troppa sicumera. Lazzari non lo ricordo per nessuna ragione, ma il virgolettato che leggo oggi sui giornali mi suggerisce anche il perché. “Non possiamo essere subalterni alle vicende giudiziarie”, subalterni non è proprio l’aggettivo che avrei usato.  Voto 6 (in due). Se ci sei batti un colpo. Ectoplasmatici.

Nadia Rossi. Se mi chiama un Ci.Vi.Vo ditegli che sono a Bologna. I soldi spesi in casette Civivo cominciano a tornare sotto forma di un Consigliere Regionale, Assessore mai rimpiazzato, che vota in favore di chi l’ha mandato in Regione. Sembra molto più complicato di quello che è, si tratta semplicemente di gratitudine, che in regione si ripaga leggendo in Aula quello che ti scrivono, a casa invece basta alzare la mano e dire: sì. Voto: Boh! Meglio un Ci.Vi.Vo oggi che una gallina domani? Frittatina.

Queste, in sintesi, sono le figure più rappresentative del sedicente plebiscito, vi lascio immaginare gli altri. Se il Partito Democratico stava cercando un modo per allontanarsi ancora di più dalle persone, pare abbia preso la strada giusta, ma, si sa, la qualità più necessaria tra quelle nella disponibilità di un reazionario è l’indifferenza verso la plebe, che ha dato la sua delega, quindi deve tacere. Una delega è per sempre.

P.S.

A corollario della candidatura automatica del Primo Cittadino c’è il cambiamento che avrebbe portato a Rimini. Anche su questo ci permetteremo di esprimere la nostra opinione, ma non basterà un solo post.

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@DadoCardone

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Un PD a pezzi.

pdRiminesi, sappiatelo: il PD non può più amministrare Rimini. O meglio.. può farlo, ma non con una maggioranza. La manovra del Renzi Nazionale, quella di ricattare con le elezioni i precari della politica, a Rimini non funziona e a Gnassi tocca far passare le cose che gli interessano con trucchi da regolamento. Ultimamente infatti va molto di moda la doppia convocazione per il Consiglio Comunale perché, se va a buca la prima occasione, nella seconda chiama non servono i numeri di una vera maggioranza.

Trucchetti. Artifici che però non funzionano nelle commissioni dove la Minoranza, nonostante le astensioni strategiche di Galvani, il comunista per dire, è in maggioranza. Oggi 30 settembre, la commissione che si dovrebbe occupare del PSC, dopo un travaglio di 4 anni, è stata sospesa in quanto la minoranza ha chiesto (ed ottenuto a suon di voti) più tempo per esaminare la documentazione. Vi è anche un’altra motivazione per la sospensione e la scopriamo facendo un passo indietro.

Martedì 29, in Consiglio Comunale, è stata votata una sottocommissione che, teoricamente, avrebbe dovuto risolvere i problemi relativi al regolamento delle commissioni, ma che il PD (Partito Derelitto) ha invocato al solo scopo di mettere sotto quello strano e sconosciuto potere che si ottiene con una maggioranza di voto. C’è qualcuno che rimane convinto di averla sempre a proprio favore, per il solo fatto di aver prevalso in una tornata elettorale, per meno di 5 mila voti, in un territorio dove 43 mila persone sono rimaste a casa, su un totale di circa 113 mila aventi diritto . Un vero peccato perché, mettendo mano al regolamento sarebbe stato magari possibile togliere il gettone a quelli che, nelle commissioni,  arrivano tardi e vanno via presto…. lasciando perdere la qualità del contributo apportato (dalle rape il sangue non si cava).

firmeData l’intransigenza il PD (Partito Devastato) si è trovato a votarsi da solo una sottocommissione a cui avrebbero dovuto partecipare anche due membri della minoranza, per riprodurre una proporzionale opposizione ai tre della maggioranza. Da qui la protesta di oggi, per la quale la Minoranza unita ha rinunciato al gettone. Il PD accusa che il costo della commissione è maggiore della rinuncia, ma il gettone comunque non lo molla.

Sinceramente non ho parole per l’ignoranza politica del Partito Democratico di Rimini, ma non per le nuove forme di politica, proprio per quella vecchia, che provano a praticare attivamente. Badate bene non sto parlando delle tipiche false promesse come la ripubblicizzazione dell’Acqua o lo Stop al cemento, sconfessato anche da questo nuovo approccio al PSC. Sto parlando della più antica norma: il Do ut Des.  Piccole concessioni che chi comanda fa alle opposizioni per agevolarsi il cammino. Il PD no. Loro sono refrattari alle piccole licenze, concedono volentieri solo quelle grosse tipo far sventrare il territorio dal TRC o pagare i debiti del Palas con varianti delle varianti.

Per tutti gli altri abitanti della premiata fattoria PD, quel magico posto abitato solo da Gufi e Sciacalli, un avvertimento: o si fa come diciamo noi o non giochiamo più…. e portiamo via la palla che è nostra. Tiè!

Che pena.

P.S.

“L’uomo è l’unica creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il re di tutti gli animali.” [George Orwell – La Fattoria degli Animali]

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@DadoCardone

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Il Gioco di Arlotti.

Premetto che il gioco non è solo di Arlotti, ma anche a noi di Citizen piace giocare con i titoli. In questi giorni di pagine sui carceri abbiamo visto trasformata la mancanza di spugne in sporcizia e la mancanza di un collaudo di una sezione in sovraffollamento, si devono divertire solo gli altri?

Il gioco è del PD Riminese, ma probabilmente anche del Partito Democratico nazionale, per quello che ne sappiamo. Di che gioco si tratta? La caccia al titolo. Le regole sono semplici, basta mantenere rapporti cordiali con i quotidiani e ogni tanto passare qualche velina che puntualmente sarà pubblicata senza essere verificata…. Tanto tra amici…

Lo scopo del gioco è lo stesso della pubblicità della Coca Cola, esserci, perché un orso bianco con una bevanda gasata non centra nulla, ma se la vedi trecento volte al giorno te la ricordi. Qualcuno potrebbe chiedersi se non sia controproducente annunciare molte volte cose che non verranno fatte o attribuirsi meriti che non si hanno. La risposta è no. Ci sono delle modalità da seguire e il resto lo fa la memoria da pesce rosso della popolazione.

Scendiamo però nel particolare. Esistono fondamentalmente 3 modalità di annuncio con velina non verificata.

1)      L’annuncio di una cosa già decisa, per assumersene il merito. Possiamo fare l’esempio di Arlotti che ha recentemente annunciato di aver interrogato il Ministro e che stanno arrivando i soldi mancanti per realizzare le rotonde. In realtà andando a frugare tra gli atti parlamentari si scopre che esiste solo un’interrogazione in commissione, per cui la risposta,  già conosciuta, è che si tratta di lavori compensativi della terza corsia e che la spesa trova copertura nelle somme residuali del completamento del lotto in oggetto. In parole povere? Quando ci portano i progetti definitivi predisponiamo istruttoria per pagare secondo i tempi che servono. Capirete che il titolo : “Arlotti interroga il ministro, arrivano 17 milioni per le rotonde” fa un effetto diverso…. Almeno per chi non si ricorda l’ultima presentazione di bilancio, in giro per l’entroterra,  in cui il Taglianastri diceva le stesse cose. A proposito di Gnassi. Anche lui è affezionato a questo metodo. Vi ricordate i titoli in cui minacciava  azioni legali contro il Demanio se non gli dava il lungomare, quando già si sapeva che stava per essere approvato il Federalismo Demaniale?

2)      Il secondo metodo, usato quanto il primo, è l’interrogazione a metà. Molto semplice da praticare. Si compila un’interrogazione, ma se il Ministro risponde una supercazzola non si dice. Citiamo ad esempio sempre Arlotti, non per perseguitarlo, ma solo perché campione molto rappresentativo. Secondo quanto apprendiamo dalla stampa il duo Arlotti – Petitti avrebbe interrogato il Ministro Lupi sul Fellini e avrebbe ottenuto rassicurazioni di un suo interessamento rispetto a legalità e velocità nell’assegnazione del bando Enac. La prima parte è vera, l’interrogazione esiste, la seconda un po’ meno poiché nella risposta (se così la vogliamo chiamare) Lupi fa l’elenco degli iter e degli organi  istituzionali che sorvegliano già sulle cose che i Parlamentari riminesi chiedono. Ossia: la legalità e garantita dalle norme e  il tempo è quello che ci vuole. Brutto da scrivere su un quotidiano locale, meglio salvare solo l’eroica parte dell’interrogazione.

3)      La terza modalità è quella dell’interrogazione “a babbo morto”. Un’interrogazione cioè che, una volta fatta, vale come credito perenne e può essere richiamato sui giornali secondo l’esigenza. Un esempio…? Eh sì. Lo devo fare ancora con Arlotti. Giulia Sarti va in visita al carcere Riminese. Tu parlamentare Demokrat Riminese cosa fai? Le lasci prendere il titolone tutta da sola? Non sia mai. Arlotti ha per i Casetti un’interrogazione “a babbo morto” , precisamente una del 29 maggio 2013. Non importa se superata nei dati ormai obsoleti (addirittura il direttore citato non c’è più), non importa se nessuno gli ha mai risposto, basta chiamare i giornali e dire che ha interrogato il Ministro in proposito. Badate bene… non è una bugia, è solo una mezza verità. Il risultato finale è un posto accanto alla Sarti sul giornale.

Tutto ciò che viene detto in questo articolo è verificabile nei link che mettiamo in calce allo stesso, l’unica cosa di cui non siamo sicuri è la consapevolezza dei Parlamentari citati rispetto al gioco di visibilità che viene fatto con i loro nomi. Non saremmo per nulla sorpresi se l’operazione “Coca Cola” fosse in carico agli addetti stampa del Partito Democratico Riminese. Se qualcuno ha altre ipotesi siamo disposti a recepirle.

P.S.

Tramite mezzi non troppo diretti abbiamo provato anche a far notare l’ incongruenza di stampare  un titolo con un’interrogazione più  vecchia di un anno , ma quando un caporedattore ti risponde che “siamo apposto così perché la Sarti ha avuto abbastanza spazio”, che cosa gli vuoi rispondere? Questo non è giornalismo è salumeria:  un etto e mezzo… che faccio lascio?

Interrogazione rotonde  Interrogazione Fellini  Interrogazione Casetti

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Venezia non vale un Fascio.

Noi di Citizen in questi giorni ci siamo stupiti (bugiardo che sono) del silenzio del PD locale sulle gravi scoperte a proposito del MOSE di Venezia. Lo stupore (finto) è dovuto al fatto che, dopo essersi strappati le vesti per far approvare l’inutile ordine del giorno contro Forza Nuova, il partito inventato dal fotografo di Gnassi, ci si aspettava una forte reazione alla corruzione, che pare essere vizio pernicioso anche nel PD del nuovo corso Renziano.

E’ singolare notare come l’Antifascismo, strumento di prevenzione nostalgica più che medicina, sia qualcosa di estremamente importante, ma questione morale e corruzione siano per i componenti PD qualcosa di trascurabile. Ve lo immaginate se avessero trovato Pizzarotti con le mani nella marmellata fino ai gomiti? Probabilmente Savio Galvani si sarebbe incatenato al risciò dei Grillini minacciando di farsi saltare in aria.

Per sfizio siamo andati a curiosare sulle pagine social dei fieri “Partigiani “ Riminesi per capire se, oltre che alla rinascita del Fascio, si interessano anche della bella prova di rettitudine dei compagni di partito. D’altronde quale posto migliore dell’agorà social di Facebook per lanciare qualche bella frecciatina e far capire ai propri elettori che sopra a certe cose non si passa?

Cominciamo dal capofila Andrea Gnassi. Sulle pagine del Sindaco, personali e istituzionali, l’ultima affermazione politica è un messaggio sul successo elettorale del PD, che sembra lasciato in segreteria da Renzi, perché quando si salta su un carro lo si deve far per bene. Non una parola su Venezia.

Per quanto riguarda la pagina del reggente della Provincia Stefano Vitali, o dell’Ultimo Presidente, com’egli stesso si definisce, l’unica cosa che restituisce è un malinconico Selfie in riva al mare. Oddio… ci sarebbe anche il tentativo di una foto profilo in cui è immortalata l’entrata de “la dimora del Pataca”, ma non ci avventuriamo in nessuna interpretazione.

Samuele Zerbini, il Renziano dell’era postatomica, non c’è. Sono a Londra sia lui che la sua pagina, su cui si possono cogliere solo scorci anglosassoni.

Arriviamo poi alla bassa manovalanza, quelli che fanno il lavoro sporco. Il Plotone antifascista formato da Bertozzi, Morolli, Mazzocchi, Piccari e Giorgetti (chi?), quelli della lettera alla Voce sui “grillini neofascisti”, tace. Bertozzi preferisce dedicarsi agli errori di Prandelli che a quelli del Sindaco di Venezia e gli altri sono tutti fermi ai post in cui si dicevano convinti che tra il Movimento 5 Stelle e Forza Nuova ci fosse inciucio. Piccari poi, evidentemente coinvolto dalla sacra crociata familiare contro Giulia Sarti, anche Nando non perde occasione, se la gioca sull’incoerenza delle affermazioni europee della Parlamentare stellata, non cogliendo l’incoerenza del suo  silenzio su temi ben più gravi.

Una citazione la merita anche Fabio Pazzaglia, Talpa infiltrata tra le fila della minoranza, che, come un bravo agente segreto, dissimula la sua vera missione e chiede un passo indietro di Orsoni (Primo Cittadino di Venezia). Se le sue siano o meno considerazioni convinte lo potremmo sapere solo nel momento in cui succedesse qualcosa al PD di Rimini, ma…. ad un gruppo così ligio alle regole cosa vuoi che succeda… Intanto oggi (Giovedi sera n.d.r.) ha votato nuovamente con la maggioranza sul caso Funelli. Così, per dire.

Questo è il riassunto delle posizioni. Ricapitolando. La questione è d’impellenza morale solo se riguarda le aspirazioni di qualche sparuto residuato bellico, mentre, se il riguardo è nei confronti degli arresti PD è meglio parlare di Prandelli. Semplificazione? La si usa quando la situazione è semplice.

P.S.

Qualcuno si chiede se gli stessi arresti prima delle elezioni ne avrebbero modificato l’esito. Secondo chi scrive se il Compagno G., ancora vivo e vegeto, non ha impressionato nessuno neanche i nuovi fatti di Venezia avrebbero modificato nulla.

Davide Cardone

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Luglio col bene che ti voglio… (Post da ombrellone.)

maxresdefaultCosa sta succedendo al PD?
 
No, non quello nazionale, quello ormai abbiamo capito che è solo un invenzione di Matrix per farci credere che le nostre sorti non siano già predestinate, come in effetti sono. Parliamo del PD Riminese.
 
Si sa che d’estate anche i fidanzamenti più solidi si lasciano tentare da avventure al sapore di sale, ma  in politica è permesso? Poi si può tornare indietro? Non lo sappiamo, ma è certo che nel PD de noantri c’è qualcosa che non va.
 
Piccoli segni in principio, tipo una maggioranza che va sotto due volte consecutivamente, una in Commissione e una in Consiglio , nel numero legale per il voto sul Bilancio Provvisorio. Chiaro che la maggioranza è composta di entità politiche diverse, ma se è vero che Astolfi lo puoi mettere a tacere con un Pala Bertino, Zerbini che fa tardi al voto perché non trovava parcheggio…. vabbè, ma questo non è un grave indizio di infedeltà.
 
1073869_573570542706000_1754189283_oPiù grave nella valutazione dell’attaccamento al proprio partito è il fatto che nessuno voglia pagare le sedi, soprattutto quando la pigione è di 160,00 € (centosessanta Euro) al mese. In Fondo Petitti e Arlotti con i loro 18 mila Euro di paghetta mensile non dovrebbero fare fatica a risolvere la situazione. Ok, neanche questo è un indizio così grave e poi, se proprio la dobbiamo dire tutta, trovandosi al posto di Arlotti, in 7 ad una riunione del PD di Miramare, chi  pagherebbe una sede così affollata con i suoi soldi? L’Assessore Biagini no di sicuro, visto che ha già annunciato a mezzo stampa di voler stracciare la tessera.
 
Più grave, come indizio, è l’uscita sui giornali di Samuele Zerbini che dice basta ad un Sindaco che chiama a raccolta i Consiglieri Comunali solo per votare. “Basta trattarci in questo modo” – sbotta Samuele – “chiamarci solo per votare questa o quella delibera, senza mai interpellarci prima. D’ora in poi non mi presterò più a questo modo di fare della Giunta.”
 
La dichiarazione, sinceramente, non ci stupisce. Da tempo i 5 Stelle denunciano i campionati di “voto sincronizzato” in Consiglio e molti dei Consiglieri pare gradiscano questa soluzione assicurata (nel senso che sono protetti da una bella assicurazione per le loro non decisioni) e senza impegno, ma i nomi di Biagini e Zerbini tornano spesso nelle contestazioni in momenti più o meno delicati. 
 
Menti pensanti o arditi amanti? Non abbiamo abbastanza indizi per capire, ma abbiamo sicuramente un bel gossip da leggere avidamente sotto l’ombrellone mentre la Pubblifono canticchia profetica :” Luglio mi ha fatto una promessa l’amore porterà ai ai aiiiii…
 
P.S.
Non perdetevi il prossimo numero di Politica 2000 con il pezzo in esclusiva: “Agosto PD non ti conosco“.
Davide Cardone
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