Fontana Malata

Inaugurata la fontana in piazza Malatesta. Al posto del fossato originale si è scelto di sminuire il Castel Sismondo con una piscina per il pediluvio.

Come avrete notato, pochi ed affezionati lettori, è da un po’ che non scrivo sulla Città di Rimini. Non lo faccio semplicemente perché affrontare temi politici non porta altro che polemiche inutili, non si aprono vere riflessioni. Si favorisce tuttalpiù un gioco delle parti e si finisce per rimanere inscatolati sotto una bandiera che non ci appartiene.

Sullo scempio che è stato fatto in piazza Malatesta però qualcosa la devo dire. Non che la mia opinione possa essere messa su qualche bilancia, pesa poco, tuttavia una ferita del genere richiede l’unico contributo che sono in grado di dare, la mia testimonianza. Lo devo a me stesso.

Cominciamo da principio. Rimini ha la fortuna di essere colma di tesori storici, cose di cui la maggior parte del turismo che l’attraversa non sa, né si interessa. Tra queste ineguagliabili eredità c’è Castel Sismondo, un castello della metà del 1400. Pare che alla costruzione, voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta, abbia partecipato anche Filippo Brunelleschi.

Per molto tempo si è discusso di come comportarsi con l’edificio che, nella costruzione originale, era dotato di un fossato asciutto. Tra l’altro scoprire il fossato avrebbe rivelato di più del progetto originale, non un semplice fosso, ma “un vuoto definito da un’architettura” (come spiega con ampia letteratura il Prof. Rimondini da Rimini).

L’amministrazione di Rimini, seguendo logiche d’arredamento che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni, ha scelto però di rinunciare a questa unicità e di proporre una versione come dire… più facile da capire per tutti. Prima ha circondato il Castello con un praticello IKEA e poi gli ha inferto un colpo finale con una fontana aquafan. (Non che io abbia qualcosa contro Aquafan, ma li le piscine dove rinfrescarsi i calcagni svolgono una funzione coerente con il luogo.)

Ora. Come da sempre, in tutte le discussioni che riguardano Rimini e il mandato dell’Arredatore, abbiamo a che fare con l’unica superficiale constatazione: “ma è bella”. E qui mi prende lo sconforto…. Però cercherò lo stesso di spiegare un concetto che pare semplice, ma alla riprova dei fatti non lo è.

Avete presente il detto: “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”? Ebbene, questo modo di dire non sta a significare che tutto ciò che ci piace, anche se vittime di lobotomia, è automaticamente giusto. Al contrario sta ad indicare quanto il valore della “bellezza” sia aleatorio.

Ciò che è bello oggi, non lo sarà tra dieci anni, figuriamoci tra cento. E’ per questo che esistono dei canoni di classicità che le soprintendenze dovrebbero difendere. A quanto pare per Rimini questa cosa non vale, come abbiamo già avuto modo di notare per la passerella che hanno aggrappato alle Mura Malatestiane, sfondandole con un centinaio di buchi.

Questa fontana poi, non so se inconsciamente o volontariamente, risponde al desiderio di consumo compulsivo della nostra società e guardate che questa non è una critica al sistema economico in quanto tale. E’ una critica allo svuotamento dei livelli di percezione della realtà. 

Un’opera d’arte, un patrimonio paesaggistico, un’eredità culturale, non sono solo buoni sfondi per i selfie. Sono cose da contemplare, su cui riflettere, in cui coltivare i nostri pensieri. Cose che addirittura provocano stati di confusione, come con la sindrome di Stendhal, ma non lo fanno perché sono semplicemente belle. Bello, di per sé, non vuol dire un cazzo (scusate il francese).

Se guardo il David del Caravaggio mi appassiono alla scena, mi turbo per la violenza, cado nel suo buio, ma non è che mi vien voglia di farci un buco per mettere la mia faccia al posto di quella di Golia e farmi un selfie (magari con il segno storto di vittoria come si usa) . E questo è esattamente quello che fa la “fontana malata” di piazza Malatesta. A chi importa veramente di essere di fronte ad un castello costruito 500 anni fa con il contributo di Brunelleschi ?

Lui sarebbe veramente contento, mi pare di sentirlo. “Ne è valsa la pena. Il mio genio coperto di prato Ikea e gente che inzuppa cani e pannolini mentre si ritrae con alle spalle il famosissimo Castello de Sticazzi. Ne è valsa proprio la pena.”

La gente, manco a dirlo, ha colto al volo l’invito a consumare la cartolina. E il Comune ripara con un regolamento che vieta quello per cui la fontana è stata costruita. Perchè a me non risultano altri motivi per fare una fontana con acqua alla caviglia e spruzzi. A Cattolica, da una vita, ci sono le fontane danzanti. La gente capisce qual è lo scopo. Ci si mette davanti e le guarda, non si butta dentro. Sul lungo mare invece ci sono quelle con gli spruzzi. La gente capisce lo scopo. Ci si mette sopra e si rinfresca le pudenda. A Rimini abbiamo fatto l’unica fontana per rinfrescarsi la uallera da guardare. Però bella eh!

P.S.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

(George Bernard Shaw)

@DadoCardone

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Il Ponte, i Peones e l’ottusità del PD.

Pochi giorni fa, al congresso provinciale PD, un riflessivo Juri Magrini , rivelava all’apparato la causa delle figuracce elettorali : “siamo antipatici”. Questo l’ho letto, non gliel’ho sentito dire, dunque non saprei se l’ha detto compiacendosene o con l’intento di fare una considerazione autocritica. Se è stata una riflessione seria, nessuno l’ha colta e continuano tutti a perseverare nell’atteggiamento “io so io, voialtri..”

Il PD è così. Come la dieta che s’inizia lunedì. Fino a domenica notte massima convinzione, lunedì mattina cappuccino e bombolone alla Nutella. Poco importa se ad ogni appuntamento elettorale perdono migliaia di votanti. Perché governare, per certa gente, è una coincidenza, non una capacità.

La dimostrazione arriva dall’affare Ponte di Tiberio, proprio in questi giorni. Cittadini mai interpellati, perché come dice il Sindaco “l’è fadiga dar retta ma tot”, si fanno venire gravi dubbi sull’opportunità e sulla liceità dei progetti della passerella. La risposta di coloro che dovrebbero rappresentare l’Istituzione? “ E’ solo livore verso  Gnassi”. Come se la gente si studiasse leggi, progetti, assumesse avvocati e chiedesse parere ad esperti per l’unico motivo che gli sta sulle palle il Primo Cittadino. Capisco che interferire con la volontà dell’unica persona che ancora garantisce l’esistenza, per luce riflessa, ai Demokrat riminesi sia quasi un delitto fideistico, ma la gente, anche quella con del robusto livore, si limita nel parlare male al bar. Comodo far finta di credere diversamente.

L’offensiva dialettica (!) prosegue con l’invettiva di, niente popò di meno che, Alberto Vanni Lazzari, segretario comunale del PD (ma dopo aver fatto l’intervento annuale dove lo ripongono?).  In un articolo del Resto del Carlino è rappresentato come un fine retore, che si fa beffe della “santa quanto inedita alleanza votata alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico e storico”. Il riferimento è chiaramente dedicato alle forze politiche (Forza Italia, Fratelli d’Italia, M5S, Verdi e Sinistra Italiana) che si sono presentare alla conferenza stampa di Giovedì 20.

Ora… il sarcasmo bisogna saperlo usare, se no rimbalza male. Con una sola frase Vanni Lazzari si è dato del patacca da solo ben tre volte. La prima quando non ricorda che le inedite alleanze le hanno inaugurate Gnassi e Pizzolante in Consiglio Comunale. La seconda quando scorda l’altro precedente d’inedita alleanza, che li ha disintegrati nel recente Referendum Costituzionale. La terza  quando non capisce che gli unici che non si sono posti nessun problema a proposito del ponte sono i piddini  e, proprio per questo, dall’altra parte c’è il resto del mondo.

Devo ammettere che nutro dei sentimenti contrastanti nei confronti del Partito Democratico di Rimini. A volte mi fa incazzare, ma il più delle volte, vedendo i suoi poveri peones al lavoro, mi nasce un po’ di pena. Costretti a giustificare continuamente cose che non capiscono e di cui non sono informati… deve essere una vitaccia, ma come si dice: lega l’asino dove vuole il padrone.

A proposito di asini legati dove vuole Gnassi; anche il circolo Pd di San Giuliano si è unito alle dichiarazioni del suo segretario, peraltro ripetendole a menadito, alla faccia di chi dice che i piddini sanno solo colorare. Lo so… anch’io non avevo mai sentito parlare del circolo PD di San Giuliano. Sapevo che c’era una specie di comitato per le feste, ma che si occupasse di politica almeno per me è una novità.

Concludendo. Se questo è il risultato dei congressi provinciali del PD mi sento di consigliare loro di sostituire questa pratica con una bella pizzata. Sempre che non si straniscano per l’inedita alleanza tra il pizzaiolo e il cameriere.

 

@DadoCardone

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Politic Badoo – Appuntamento al buio con la Politica Riminese.

34odnrdSe c’era una cosa che si sarebbe dovuta capire, soprattutto dopo le ultime Elezioni Regionali, è quanto la gente sia stanca della politica. I due milioni di votanti persi dal Partito Democratico dovevano essere stimolo per i Dem, ma non meno per gli altri, nel comprendere che qualcosa di profondo si è rotto. Così non è stato. Ora siamo alle soglie di nuove elezioni, con gli stessi vizi e gli stessi cortocircuiti.

Rimini non vive più la politica e questo non si può negare. Per vedere più di cinquanta cittadini, in assemblee dove si discute di Res publica, deve sussistere una condizione che colpisca direttamente le tasche o che retribuisca con crediti di qualche tipo … per tutte le altre questioni c’è l’onanismo di Facebook. E’ normale, se la relazione non è importante ci si sfoga con delle sveltine; tra i Riminesi e la politica non si può pretendere più di cinque minuti, comprese doccia e sigaretta.

Visto che ci sono, se non vi disturba troppo, vorrei proseguire ad usare il termine di paragone di cui sopra e descrivere la relazione tra il cittadino e  le forze politiche in campo usando la metafora dell’appuntamento a scopo di copula. Andiamo dunque a vedere nel sito d’appuntamenti delle Amministrative che genere di appuntamento ci si prospetta.

Movimento 5 Stelle: L’appuntamento virtuale. Sulla rete è bellissima. Ci scambi qualche messaggio e ti accorgi subito che è persino brillante, anche se mette un po’ paura. Quando entri in confidenza, ti fa capire che le piacciono cose che nessuno ti aveva mai prospettato. Non che tu non ne sia attratto… ma ti chiedi se ne sarai all’altezza, almeno fino a quando scopri che il tutto è destinato a rimanere virtuale. Il marito, Gianroberto, sa delle sue passioni virtuali e la lascia sfogare… arriva anche a farle prendere appuntamento, ma poi le impedisce di presentarsi. La vittima del raggiro, di solito, rimane seduto nel locale dell’appuntamento per diverso tempo, mentre gli amici gli bombardano wathsapp con messaggi tipo :”Cosa ti avevo detto? Pirla!”. Poco male, un bidet in più non ha mai fatto male a nessuno.

Partito Democratico. L’appuntamento machiccazzomelohafattofare. L’avevi già vista in giro e non ti aveva fatto una bella impressione. Anzi, per dirla tutta, la consideri bruttina, prepotente e vestita male. All’improvviso però, come succede ogni 5 anni, comincia ad interessarsi a te. Vuole sentire la tua opinione su tutto e si offre di fare un sacco di cose a tuo vantaggio. Quasi quasi, se ti distrai, te la trovi ad imbiancarti la facciata di casa. Così… perché le va. Alla fine cedi e la inviti a cena. Lei arriva tirata da gara, mettendo in risalto doti che non avresti sospettato. Una volta a tavola però comincia a mangiare tutto lei, anche il tuo cibo, per non parlare poi di quello che ruba dal tavolo degli altri non appena si assentano alla toilette. E l’acqua!? Quella poi… il ristorante la dava gratis, ma lei l’ha sequestrata tutta e se hai sete o se ti devi lavare le mani gliela devi pagare. Sembra non saziarsi mai, tra l’altro fuma come un inceneritore. Quando proprio non ne puoi più e cerchi di attirare la sua attenzione, per spiegarle che hai intenzione di andartene, lei ti guarda come se non sapesse nemmeno chi sei ed emana un sonoro rutto. Delle volte conviene dar retta alla prima impressione.

Il Centro Destra (qualsiasi cosa esso sia). L’appuntamento psicopatico. Te l’avevano detto che era affetta da personalità multipla, ma non ci credevi e hai voluto provare. In principio fa dei grandi sorrisoni, che però non riescono a nascondere quanto sia razzista e che vada in giro armata… anche perché se ne vanta. I suoi punti di riferimento nella vita sono Berlusconi, Giovanardi e la famiglia tradizionale, quella cioè che puoi andare con i trans solo se sei sposato, arriverebbero a pagarti per vederti coniugato. Ti confessa che avrebbe voglia di un duo lesbo con quella che si è mangiata tutto nel precedente appuntamento, ma sempre sottolineando quanto siano importanti i valori. E’ convinta che la politica si faccia al ristorante, anche 5 volte al giorno, tanto mette tutto nelle spese. La cosa che però ti fa letteralmente scappare è che non ti dice il nome, o meglio… te ne dice troppi. Paola da Rimini, Franca per Rimini, Susy su Rimini. Per non parlare poi del fatto che ogni volta che ti dice un nome cambia camicia. Ne ha una nera, una verde, una bianca… ha anche una felpa per capire dove cazzo si trova. Per gestire le personalità multiple ci vuole una specializzazione, non basta la buona volontà.

(L)A Sinistra (?). L’appuntamento radical chic. E’ impegnata con un altro, ma, per esibizionismo e noia, vuol uscire con un poveraccio radicale. Ti racconta aneddoti dove si descrive come una persona alla mano. Fa il bagno nuda e coltiva patate, la verità è però che se c’è da sparecchiare non alza un dito. Usualmente, per interesse, esce in coppia con quella dell’appuntamento machiccazzomelhafattofare, comunque sotto elezioni finge di litigarci per non far capire che è della stessa pasta. E’ evidente quanto lo sia, ma non riesce ad essere così spudorata,  dunque millanta disprezzo per il denaro, lotte ambientali, pena per i diseredati, comprensione dell’universo  gay.  In quest’appuntamento l’impresa non è arraparsi… ma rimanere sveglio.

Chi manca nel Politic Badoo Riminese? Manca l’appuntamento che non ti aspetti, quello che ti cambia la vita. Una bellezza autenticamente progressista, in quanto unica modalità che può cambiare veramente le cose. Una che non ha pretese per il ristorante;  l’importante non è ostentare, ma stare insieme. Oltretutto è sinceramente interessata agli ultimi e al bene comune. Dove la si trova ? Purtroppo ancora non si è iscritta al Social Politico de noialtri, ma non si sa mai.

P.S.

Spero mi scusino le donne se ho scelto il loro sesso come protagonista dei pessimi appuntamenti. Il gioco si sarebbe potuto fare anche invertendo i generi, forse sarebbe venuto addirittura meglio, ma ho banalmente ceduto ad un meccanismo di identificazione con la vittima.

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La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

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La Befana del PD

0000024770Quando si dice che “Se la suonano e se la cantano”… abbiamo parlato più volte nei nostri post della distanza tra Partito Democratico e la realtà, fino ad identificare una vera e propria patologia che abbiamo catalogato come Narrazione Politica: la tendenza cioè ad evitare qualsiasi responsabilità inventandosi una realtà parallela, certificata da una lettura bislacca dei dati (quando non autoprodotti) e appoggiata da una stampa affamata di veline, che ha scambiato l’equidistanza per la perdita del senso critico.

Potremmo citare il caso nazionale delle riprese di Matteo Renzi, non altro che “il rimbalzo del gatto morto” in quest’Italia che ha raggiunto i dieci milioni di poveri, ma, finché non ci assumono (corrompendoci) in una testata a più ambia diffusione, preferiamo parlare delle delizie locali.

L’ultima impresa della Selfie Orchestrina è il sondaggio della Befana. Il risultato sostiene addirittura che il Primo Cittadino sarà rieletto al primo turno, senza neanche il ballottaggio. Sondaggio perfetto, per una serie di motivi:

Mezzo: E’ un sondaggio telefonico. Io a casa il telefono non ce l’ho e se ce l’avessi gli toglierei la suoneria per non farmi frantumare i testicoli dall’unica entità che, oggi come oggi, ti chiama al fisso: il competitor della tua compagnia telefonica. Sono un campione rappresentativo? Fra le mie conoscenze sì… ma per saperlo con certezza bisognerebbe fare un sondaggio (senza affidarlo al PD per favore). Chi oggi ha il telefono a casa è un conservatore reazionario, dunque ci sono buone possibilità che voti PD.

Metodo: Un po’ imbarazzante a dire il vero. Era un sondaggio per sapere chi vincerà le prossime Amministrative o cosa? Cos’hanno chiesto al telefono? “Tra Gnassi e qualcun altro, lei chi voterebbe? Se dice Gnassi questa telefonata finisce prima.”. Per fare un sondaggio bisognerebbe dare l’alternativa di scelta e, visto che nessuno ha ancora dichiarato il proprio candidato, non sembra proprio questo il caso.

Tempistica: Non un semplice giorno di festa dove tutti possono leggere il giornale mentre si gingillano al bar o sulle testate online, ma l’Epifania “che tutte le feste si porta via”. L’ultimo giorno ufficiale delle vacanze, che se ‘sta cosa non me la leggo oggi non lo faccio mai più.

Probabilmente l’unico risultato attendibile di questo sondaggio è che se telefoni a 600 persone, che ancora hanno il fisso a casa, e gli chiedi se voteranno Gnassi, al 50% ti risponderà di sì, non avendo altre alternative. Averne di sondaggi così.

La cosa più indicativa rimane però le reazione alla notizia.  Non tanto delle opposizioni, che a dire il vero non hanno nemmeno affondato il colpo più di tanto e si sono accontentate di sottolineare la paura che pervade il Partito qualunquecratico, quanto degli stessi che hanno commissionato il sondaggio a loro favore. Due su tutti.

Gnassi dice di non essere malato di sondaggite, ma non può fare a meno di sottolineare che questo è un sondaggio vero… non come quello del centrodestra. Sarà per questo che è così tranquillo e rilassato.

La reazione del Segretario Provinciale Magrini invece è più istituzionale. Dall’alto della sua insipienza ci ricorda il grande successo delle Regionali, sì.. proprio quelle in cui il PD perse due milioni di voti. Che sia il caso di ricordargli che il 40% del 20% degli aventi diritto al voto  in realtà non arriva al 10% dei consensi? Sembravano averlo capito tutti quando, all’indomani delle votazioni Regionali, si cospargevano il capo di cenere dichiarando che avrebbero tenuto in seria considerazione il terribile calo dell’affluenza. In realtà però si fregavano le mani, contenti di aver raccattato dal fondo del barile sufficienti consensi per tenere in mano il pallino. E queste dichiarazioni lo dimostrano.

Insomma. Buoni o cattivi la Befana riempie le calze a tutti. A qualcuno con dolci, ad altri con carbone e ad altri ancora con sordaggini delicati, che però provocano ulteriori dissociazioni dalla realtà

P.S.

« E quando qualcuno vi propone di credere a una proposizione voi dovete prima esaminare se essa è accettabile, perché la nostra ragione è stata creata da Dio, e ciò che piace alla nostra ragione non può non piacere alla ragione divina, sulla quale peraltro sappiamo solo quello che, per analogia e spesso per negazione, ne inferiamo dai procedimenti della nostra ragione. » [Guglielmo da Baskerville in: Umberto Eco, Il nome della rosa]

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@DadoCardone

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Pruccoli, Rossi e l’Irritazione da Grillino.

metropolis1Avete sentito? Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi, i segnaposto del Pd Riminese in Regione, sono estremamente frustrati dall’attività grillina. Non riescono a capacitarsi di come, pur essendo membri del partito di Maggioranza, vengano sistematicamente surclassati da un’opposizione composta da sole 5 persone.

Il segreto, ovviamente, sta nel lavoro, ma non ditelo mai ad un piddino.. se no ci rimane male. Loro sono nobiltà politica, come ha avuto modo di constatare il Consigliere Sensoli la quale si è recentemente presa dell’inelegante per aver ribadito, in diverse occasioni, il peso avuto nell’affaire Nova Feltria. Pare (e dico pare) che sia proprio questo il motivo del reiterato astio da parte dell’Assessora mai sostituita e dell’ininfluente Pruccoli.

Ricapitolo brevemente per quelli che si sono persi le precendenti puntate. Con il sistema spartisci debiti, più comunemente noto come Area Vasta, il Partito Democratico (o chi per lui) ha combinato una serie di leggerezze organizzative che stavano portando alla chiusura di diversi presidi fondamentali per la Sanità pubblica, come l’ospedale di NovaFeltria. Bisogna capirli… trovare un posto a tutti i dirigenti è impegnativo, non è che si può pensare anche alle reali esigenze delle persone. In una partita consiliare molto tesa fu proprio Raffaella Sensoli a  mettere all’angolo il PD con l’escamotage del Decreto Balduzzi, che consente a zone particolari di tenere aperto il punto ospedaliero, nonostante ci siano dei dirigenti che devono portare il pane a casa. Il colpo per le figure minori, tra cui appunto Pruccoli e Rossi, fu molto duro perché rivelò la loro condizione di vacuità. Tra l’altro in quel consesso l’ariete Sensoli strappò l’applauso a scena aperta del pubblico rimasto ad ascoltare e l’ammirazione del Presidente Bonaccini direttamente nel discorso di capitolazione.

CatturaTutto ciò è storia, non sarebbe nemmeno da tornarci sopra, ma quando i due sopracitati rappresentanti del PD si prendono un’intera pagina del Corriere per dire che i “grillini” sono irritanti, perché si prendono tutti i meriti , beh… noi di Citizen ci prendiamo anche dell’House Organ pur di sottolineare quanta inadeguatezza i Democrat abbiano mandato in Regione ad occupare non una poltrona…. Ma uno scaldasonno.

Apro una piccola parentesi. Non ce l’ho con il giornalista che si è preso l’ingrato compito di compilare l’articolo. Capisco che dovendo riassumere l’anno di lavoro di Rossi e Pruccoli l’unica cosa che valeva la pena di riportare fosse la loro intolleranza al grillino. Però alla fine dell’articolo poteva almeno mettere l’anamnesi dei pazienti. Se non dispiace a nessuno lo faccio io.

L’irritazione da Grillino si manifesta in età adulta quando ci si accorge di essere politicamente ininfluenti. Usualmente il considerare i grillini tutti stupidi favorisce l’insorgere di un forte prurito alle natiche. Altri fattori che possono favorire e/o aggravare l’insorgere del sintomo sono:

  • le segreterie di partito che ti ricordano come, pur di mandarti in Regione, hanno costruito Fort Knox la dove i Ci.Vi.Vo tenevano due pale e un taglierba.
  • Il Conto della stampa di volantini patinati superlusso, con tanto di profilattico in cellophane, usati durante le elezioni, nonostante tu avessi dichiarato anche al fruttivendolo che stavi facendo tutto in economia (come i grillini).

L’unica cura contro l’irritazione da grillino è smetterla di  atteggiarsi a Marchesi del Grillo ed accettare con serenità i limiti della propria cultura politica. Una nota sui miti e le leggende dell’irritazione da grillino: Gli aggettivi tipo “inelegante” e “irritante” non sono la cura, anzi mettono in evidenza quanto forte sia il prurito.

P.S.

La cosa pi stupida che fa l’invidioso è lodarti senza saperlo.

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@DadoCardone

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Gnassi Bis. Mica te lo volevi far mancare…?

E così, nonostante l’indagine a carico e contrariamente alla pratica delle primarie, Andrea Gnassi si ricandida a Sindaco di Rimini per il PD. Sarebbe carino sapere cosa ne pensa il Partito Democratico, ma bastano i 70 della non altrimenti specificata direzione comunale per decretare che non serve consultazione popolare. Pare che in questa occasione, come in altre future coonvenienze nazionali, si farà a meno dell’unica vera pratica simil democratica che il PD avesse mai usato.

Ai giornali locali è stata rappresentata come una decisione “plebiscitaria”. Così la chiamano loro, infischiandosene del fatto che nel Diritto moderno questo termine viene usato per indicare una volontà popolare. Forse intendevano il plebiscito dell’antico Diritto Romano, dove alcune leggi avevano valore solo sulla plebe e non si fa fatica a credere che il senso sia questo, vista la dichiarata intenzione di spargere per Rimini statue di Imperatori Romani.

Comunque, giusto per non sottolineare la preminenza del reuccio (aka Gnassi) rispetto ai “Tribuni” che si sono plebiscitati addosso, andiamo ad elencare i più importanti:

Tiziano Arlotti, detto anche “il Nuovo che avanza”. C’è sempre stato e sempre ci sarà. Il metodo è semplice, basta essere uomo di partito senza dubbi. Nessun dubbio sull’aeroporto, nessun accenno al TRC, nessuna intromissione nelle partite più stringenti dell’Amministrazione Comunale. Il resto è un 99,99% di presenze in Parlamento, che se rimani buono e zitto si sta al caldo e non ti disturba nessuno. Ovviamente la base elettorale va curata e allora nel weekend si va “in zir par la Rumagna”, soprattutto quella dell’entroterra, a stringere mani e a confidare che “il Ministro mi ha assicurato…”. Il problema di tutto ciò è che si addormentano i riflessi. Amiamo ricordare l’occasione in cui, per star dietro alla Deputata Sarti, uscì prima il titolo di giornale, che annunciava un’interrogazione sui Casetti come fatta, dell’interrogazione stessa che venne protocollata qualche giorno dopo. Voto: 5 e ½ fa il suo, ma non gli chiedere troppo. Modesto.

Emma Petitti, altrimenti conosciuta come: “il miracolo delle poltrone”. Evidentemente il basso profilo tra i Demokrat paga. Non ci sono altre spiegazioni al motivo per cui una persona, che politicamente ha meno da dire di un cartone animato di Peppa Pig, sia passata dal Consiglio Comunale al Parlamento, per poi atterrare su un Assessorato in Regione.. in soli 4 anni. I più cattivi sostengono che tanta fortuna politica sia dovuta alle spinte di Tonino Bernabè, suo compagno, tra i fondatori del PD Riminese e Presidente di Romagna Acque dal Pleistocene. Queste però sono cattiverie… noi preferiamo credere ai miracoli. Voto: 4dimmi quello che devo fare ed io lo faccio”. Milite ignoto.

Juri Magrini e Alberto Vanni Lazzari. Oggetti misteriosi. Sicuramente un segretario PD Provinciale, o Comunale che sia, è un’entità che esiste, lo dimostrano i rari titoli di giornale e qualche seduta spiritica. Se dovessimo giudicarli da quello che conosciamo di loro…. Ma sì facciamolo.  Juri Magrini lo ricordo messo sotto a San Patrignano da una ancora acerba Sensoli, che però non ebbe difficoltà a sbertucciarlo su alcuni slogan pronunciati con troppa sicumera. Lazzari non lo ricordo per nessuna ragione, ma il virgolettato che leggo oggi sui giornali mi suggerisce anche il perché. “Non possiamo essere subalterni alle vicende giudiziarie”, subalterni non è proprio l’aggettivo che avrei usato.  Voto 6 (in due). Se ci sei batti un colpo. Ectoplasmatici.

Nadia Rossi. Se mi chiama un Ci.Vi.Vo ditegli che sono a Bologna. I soldi spesi in casette Civivo cominciano a tornare sotto forma di un Consigliere Regionale, Assessore mai rimpiazzato, che vota in favore di chi l’ha mandato in Regione. Sembra molto più complicato di quello che è, si tratta semplicemente di gratitudine, che in regione si ripaga leggendo in Aula quello che ti scrivono, a casa invece basta alzare la mano e dire: sì. Voto: Boh! Meglio un Ci.Vi.Vo oggi che una gallina domani? Frittatina.

Queste, in sintesi, sono le figure più rappresentative del sedicente plebiscito, vi lascio immaginare gli altri. Se il Partito Democratico stava cercando un modo per allontanarsi ancora di più dalle persone, pare abbia preso la strada giusta, ma, si sa, la qualità più necessaria tra quelle nella disponibilità di un reazionario è l’indifferenza verso la plebe, che ha dato la sua delega, quindi deve tacere. Una delega è per sempre.

P.S.

A corollario della candidatura automatica del Primo Cittadino c’è il cambiamento che avrebbe portato a Rimini. Anche su questo ci permetteremo di esprimere la nostra opinione, ma non basterà un solo post.

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@DadoCardone

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Un PD a pezzi.

pdRiminesi, sappiatelo: il PD non può più amministrare Rimini. O meglio.. può farlo, ma non con una maggioranza. La manovra del Renzi Nazionale, quella di ricattare con le elezioni i precari della politica, a Rimini non funziona e a Gnassi tocca far passare le cose che gli interessano con trucchi da regolamento. Ultimamente infatti va molto di moda la doppia convocazione per il Consiglio Comunale perché, se va a buca la prima occasione, nella seconda chiama non servono i numeri di una vera maggioranza.

Trucchetti. Artifici che però non funzionano nelle commissioni dove la Minoranza, nonostante le astensioni strategiche di Galvani, il comunista per dire, è in maggioranza. Oggi 30 settembre, la commissione che si dovrebbe occupare del PSC, dopo un travaglio di 4 anni, è stata sospesa in quanto la minoranza ha chiesto (ed ottenuto a suon di voti) più tempo per esaminare la documentazione. Vi è anche un’altra motivazione per la sospensione e la scopriamo facendo un passo indietro.

Martedì 29, in Consiglio Comunale, è stata votata una sottocommissione che, teoricamente, avrebbe dovuto risolvere i problemi relativi al regolamento delle commissioni, ma che il PD (Partito Derelitto) ha invocato al solo scopo di mettere sotto quello strano e sconosciuto potere che si ottiene con una maggioranza di voto. C’è qualcuno che rimane convinto di averla sempre a proprio favore, per il solo fatto di aver prevalso in una tornata elettorale, per meno di 5 mila voti, in un territorio dove 43 mila persone sono rimaste a casa, su un totale di circa 113 mila aventi diritto . Un vero peccato perché, mettendo mano al regolamento sarebbe stato magari possibile togliere il gettone a quelli che, nelle commissioni,  arrivano tardi e vanno via presto…. lasciando perdere la qualità del contributo apportato (dalle rape il sangue non si cava).

firmeData l’intransigenza il PD (Partito Devastato) si è trovato a votarsi da solo una sottocommissione a cui avrebbero dovuto partecipare anche due membri della minoranza, per riprodurre una proporzionale opposizione ai tre della maggioranza. Da qui la protesta di oggi, per la quale la Minoranza unita ha rinunciato al gettone. Il PD accusa che il costo della commissione è maggiore della rinuncia, ma il gettone comunque non lo molla.

Sinceramente non ho parole per l’ignoranza politica del Partito Democratico di Rimini, ma non per le nuove forme di politica, proprio per quella vecchia, che provano a praticare attivamente. Badate bene non sto parlando delle tipiche false promesse come la ripubblicizzazione dell’Acqua o lo Stop al cemento, sconfessato anche da questo nuovo approccio al PSC. Sto parlando della più antica norma: il Do ut Des.  Piccole concessioni che chi comanda fa alle opposizioni per agevolarsi il cammino. Il PD no. Loro sono refrattari alle piccole licenze, concedono volentieri solo quelle grosse tipo far sventrare il territorio dal TRC o pagare i debiti del Palas con varianti delle varianti.

Per tutti gli altri abitanti della premiata fattoria PD, quel magico posto abitato solo da Gufi e Sciacalli, un avvertimento: o si fa come diciamo noi o non giochiamo più…. e portiamo via la palla che è nostra. Tiè!

Che pena.

P.S.

“L’uomo è l’unica creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il re di tutti gli animali.” [George Orwell – La Fattoria degli Animali]

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@DadoCardone

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Bücherverbrennungen

Delle volte ci si prova a credere che siano delle persone normali, come te, che non agiscano guidati dalla cattiveria. Poi ti cancellano il murales di casa Madiba alla vecchia caserma dei pompieri e allora ti chiedi cosa vuol dire un’azione del genere.

Vuol dire che sono contro i Murales? Di sicuro no, visto che ne abbiamo di enormi al cantiere del Teatro, a Borgo San Giuliano in memoria di Fellini, lungo il Porto Canale e chi più ne ha più ne metta. Forse vuol dire che nella loro distrazione istituzionale non riconoscano cosa rappresenta un murales e non lo identificano come forma d’arte? Anche questo è poco probabile giacché si stimano di avere un Eron tra i loro concittadini. Che sia perché il murales in oggetto trasmetteva un messaggio sbagliato, magari discriminatorio? Non può essere nemmeno questo, visto che erano rappresentate delle case, un simbolo il cui significato non può essere equivocato nemmeno impegnandosi.

Personalmente un’idea di cosa significa un atto del genere me la sono fatta. Significa che sono proprio stronzi. Dietro la scusa “come prima non va bene, riqualifichiamo e facciamo le cose in regola”, si nasconde il desiderio di cancellare qualsiasi cosa li metta in ombra. E’ evidente.

11863339_873146812766605_4311909976182615834_nNon avrei questa sicurezza se avessero lasciato il murales, ma così è troppo palese. Casa Madiba era una vecchia caserma dimenticata, come innumerevoli altre proprietà del Comune. I ragazzi di Casa Madiba Network l’hanno elevata all’uso per il quale è stata istruita quest’ultima istruttoria …. E tu cosa fai? Cancelli il simbolo della riqualificazione morale di quel luogo? Volevi proprio sterilizzare eh! Volevi mettere in chiaro che a Rimini il business dell’ospitalità è roba tua.

Questo è anche un brutto segno riguardo all’assegnazione dello stabile riqualificato … che poi vorrei proprio capire quali sono queste opere di riqualificazione visto che l’unica cosa vista fin’ora, la mala pittata, ha più che altro squalificato. E’ un brutto segno perché sembra già indizio della forte volontà di cancellare quell’esperienza e non di riassegnare a chi aveva lasciato il segno in quel posto (se no il segno lo lasciavi).

Devo dire che, come al solito, è stata usata scarsa intelligenza politica, ma questo è un fatto usuale per chi è cresciuto politicamente nell’assenza del confronto. Assessore Pulini, lei non dice niente? A quando un bel falò di libri che dicono cose diverse da quello che sostiene il PD?

P.S.

«Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini » [Heinrich Heine]

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GoPDeep – Risucchiati dal Rimining.

Logo-PDMolto spesso, su queste pagine, si è letto di quanto il Partito Demokratiken sia abile a mettere il cappello della propaganda su lavori realizzati da altri o su situazioni preesistenti. Tipico esempio ne è la Notte Rosa posizionata nel primo fine settimana di luglio, una data che si riempirebbe da sola anche se fossimo sotto quarantena, ma colorata di rosa fa menar grandi pacche sulle spalle ai pavidi ministri del divertimento.

Oggi però vogliamo raccontare di chi quel cappello se lo fa mettere in testa e di chi invece no. Per far questo parleremo di artisti,  ma prima ancora un passo indietro, nella cronaca di questi ultimi mesi.

Di recente Andrea Gnassi, Primo Cittadino di Rimini, puntino sull’asse dell’Adriatico, ha parecchio compiaciuto il suo elettorato di estrema destra, sgombrando occupazioni a scopo abitativo con atteggiamento antisommossa. Immaginiamo che Forza Nuova abbia mandato telegrammi di congratulazioni (se non l’hanno fatto sono stati dei maleducati dopo tanto sforzo). C’è però un piccolo dilemma. Il Sindaco in questione sarebbe, sulla carta, un rappresentante del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia) e a seguito dell’uso del manganello più di qualcuno, anche se profondamente affezionato alla poltrona, ha dovuto dissociarsi. Oltre alla naturale emorragia di consensi dovuta ad un leader nazionale seriamente disturbato, si associa localmente una perdita di identità che provoca importanti distinguo. Un bel problema così vicino alle prossime elezioni Amministrative.

A questo punto, come è ovvio che sia per gente che del “fare” ha presente solo la parola negli slogan, è partita l’operazione propaganda per cercare di recuperare un aspetto di sinistra… anche perché, se ti fai cacciare dalle feste dell’Unità, poi la salsiccia te la fanno mangiare solo quelli del Sudtiroler Volkspartei. Oltre all’estenuante lavoro di inauguratore della qualsiasi, pare (e dico pare) che settimana scorsa abbia inaugurato anche delle strisce pedonali, il Taglianastri sembra veramente deciso ad attribuirsi  molto di più che l’ordinaria amministrazione. I suoi soldatini hanno cominciato a parlare di “Democrazia dal Basso” e badate bene che non intendevano quanto bassa sia la loro considerazione della stessa.

Non hanno capito bene come si fa, infatti postano foto su Facebook, con scarpe da ginnastica e camicia fuori dai pantaloni, mentre sono tra loro, ma con didascalie tipo “un po’ di sana democrazia dal basso” e l’espressione tipo “speriamo non sia qualcosa che ho toccato“. Per loro fortuna, tra le menti di supporto, vi sono eminenze grigie che hanno ben presente la tecnica dividi et imperam nella versione RazzianaCaro amico fatti li cazzi tua“, pratica che consente di intestarsi addirittura occupazioni “artistiche”. Sembra più complicato di quello che in realtà è, non vi preoccupate, ma per capire bene prima un  altro piccolo flashback.

“[…] Tant’è che procederemo alla messa in sicurezza dell’edificio, per poi poterlo affidare con questi scopi attraverso l’unica possibilità che un comune ha, che è l’Evidenza Pubblica.”

Queste le parole di Gnassi, in Consiglio Comunale parlando dell’ex sede di Casa Madiba Network, l’ex caserma dei Pompieri in via Dario Campana. Parole declinate con una tale decisione che quasi ti convinci dell’inesistenza di altre possibilità… poi però se ci si informa si scopre che esistono altre eventualità, tipo dare l’uso del Molo, o Palata dell’Anima come la chiama lui, ad un privato che non si era accorto di avere sulla soglia del suo locale tre diverse organizzazioni criminali, che facevano il bello e il cattivo tempo, ma soprattutto facevano “nevicare. Questo però è l’esempio più eclatante, andiamo più in profondità. Go deeper.

Andando a curiosare fra le trame del Rimining infatti si scopre l’esistenza di una Compagnia Teatrale che da diverso tempo sa di aver in concessione il redivivo Cinema Astoria per una serie di eventi. Almeno da maggio, secondo il sito ufficiale dei Motus. Chi sono costoro? Sigismondo d’Oro 2007, dalle mani di Ravaioli, e destinatari di quasi 87 mila euro di finanziamenti pubblici tra il 2013 e il 2014 (almeno secondo l’Albo Pretorio del Comune di Rimini), rappresentano il teatro rivoluzionario, ma allineato… una contraddizione in termini? Per qualcuno sì e il workshop di questi giorni, al recuperato Astoria, stride come unghie su una lavagna. Il Progetto, legato al Festival di Santarcangelo e chiamato GoDeep, vorrebbe essere rifondazione artistica e rilettura dello spazio pubblico, una “riscrittura dal basso“, come si legge nei programmi.

Ora. Scusate lo sfogo molto rustico e poco Deep, ma questa “chiamata alla resistenza” nei modi, ne i termini e negli spazi assegnati dal PD, sembra un po’ una presa per il culo. Soprattutto con una Rimini ancora echeggiante di sgombri e manganellate. Il messaggio sembra essere: l’occupazione per necessità è un reato severamente punito, ma se occupate in modo carino poi ci facciamo dei selfie insieme. E insomma… che sono ‘sti indigenti sempre in mezzo alle balle!

Poco male. Fortunatamente c’è una parte di Rimini, autoctona o meno ha poca importanza, che si ricorda di calpestare un suolo realmente rivoluzionario, quello della Notte descritta da Giuseppe Mazzini, dei Tre Martiri, di Andrea Costa e di Fellini. E’ un suolo che provano ad intestarsi in molti pensando che basti parlare di antifascismo, senza considerare che il fascismo è un sentimento sciovinista che si diffonde nel momento in cui vengono meno autentiche pratiche democratiche, come il semplice confronto tra le parti e che non pretende un saluto romano per essere reale.

rimini callingLa parte di Rimini che capisce l’inutilità di raffigurare un progresso solo formalmente, quando poi nella realtà si è addirittura sponsorizzati da chi tiene in piedi il regresso (a manganellate), ha organizzato per il fine settimana della Molo Street Parade, una contro manifestazione che invece di appecorarsi (passatemi il termine), chiama alla reale partecipazione tutta la varietà umana, dall’artista al senzatetto, dallo studente alla casalinga, chiunque voglia rappresentare, interpretare, sperimentare o raffigurare forme di autodeterminazione che veramente siano alternative alle pratiche amministrative fin qui viste.

L’evento si chiama Rimini Calling ed è inutile dire che noi di Citizen lo preferiamo al fighetto GoChic. Rimini Calling – What for? – promette performance interdisciplinari in luoghi e tempi a sorpresa. Per avere gli aggiornamenti del caso basta cercarli sullalla pagina Facebook a questo link: https://www.facebook.com/pages/Rimini-Calling/917422221614158?sk=timeline  e… lasciatevi contaminare.

P.S.

“L’arte e la rivolta non moriranno che con l’ultimo uomo.” [Fedor Dostoevskij]

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Dell’abitare e dell’evolversi.

IMG_9081Dato che Citizen Rimini e Salvarimini, dell’ottimo Lugaresi (più squadra di cecchini) , paiono essere l’ultimo baluardo a difesa della pluralità d’informazione, quando non addirittura l’unica differenza tra una fotocopia e una notizia, tiriamoci su le maniche e facciamo un po’ di chiarezza sull’incontro tra il Vicesindaco e gli attivisti di Casa Madiba Network.
Leggendo gli organi d’informazione, online e non, sembra che Madre Teresa Lisi abbia aperto le braccia accogliendo a se i discoli Madibers, perdonandoli, ma non potendo fare a meno di ricordare loro che ci saranno delle conseguenze. Questo almeno è quello che è venuto fuori dalla conferenza stampa che Gloria (nell’Alto del Comune) ha pensato di fare senza quelli con i quali aveva appena trattato. Sarebbe stata buona norma, stabilito l’inizio di un percorso, comunicarlo insieme, ma forse (e dico forse) i ragazzacci avrebbero avuto qualcosa da ridire sulle dichiarazioni fatte.
Quando il copione è scritto da altri non ci si può permettere variazioni sul tema. E’ stato molto evidente durante il Consiglio Comunale quando, in risposta a Fabio Pazzaglia, Lisi ha letto in modo stentoreo una risposta, che poi è la stessa che sentiamo ripetere da tutto il PD in questi giorni … compreso il Deputato “piuttost che nient” Arlotti.
Cosa dice la risposta Standard?
1. Le risorse sono vincolate dal Patto di Stabilità. Stranamente però il preventivo di ristrutturazione del Villino Pazzaglia Ricci deve essere per forza quello da 700 mila euro del Comune, piuttosto esoso se confrontato col costo zero del volontariato proposto.
2. L’occupazione è illegale denunciarla è un atto dovuto e lo sgombero è inarrestabile. Nulla di più inesatto. Un solo esempio; nella Roma del Piddino Marino ci sono 27 campi d’accoglienza: 7 centri per immigrati, 7 Campi regolari e 13 campi abusivi. In alcune zone, come Tor Sapienza, sono presenti tutte e tre le tipologie di campo e in generale sono formalmente tollerati 8 mila nomadi. Nessun atto dovuto? Certo che sì, ma l’esecuzione passa sempre da un magistrato o dal Comune stesso e, in qualche caso, per gli equilibri di una comunità si possono anche considerare altre strade.
3. Per ottenere l’affidamento di strutture pubbliche serve partecipare un bando. Eventualità sostenuta fino a giovedì, ma caduta venerdì. Il Comune (qualsiasi comune) può infatti tramite un’Istruttoria affidare a soggetti terzi, con finalità di lucro o meno, servizi alla persona o alla comunità per ragioni tecniche, economiche o di opportunità sociale (che pare proprio il nostro caso). L’affidamento tramite procedura ristretta o negoziale è regolata da un decreto legge del 2006… non è che se lo è inventato la Lisi ieri.
Troppi elementi imprescindibili, che in realtà non lo sono, fanno capire che l’Amministrazione non aveva proprio intenzione di aprire questo dialogo. Poi però è successo che l’identità di persone votate alla solidarietà risulta un po’ difficile da schiacciare soprattutto quando si fonde, si contamina e cresce proprio grazie a chi viene aiutato. Cultura.
Hanno voluto conoscere quest’identità da vicino i deputati Paglia e Sarti, quando sono andati a stringere mani e a farsi contaminare da storie di disagio e dignità. Treno perso da Arlotti che, senza controllare, ha preferito affidarsi al copione di partito come nella maggior parte delle occasioni, molte migliaia di euro al mese di paga non valgono  manco lo sforzo di far finta di capire. Lui trova “disdicevole l’occupazione di case”, come se quelli di Casa Madiba Network andassero in giro ad occupare le case della gente e non ruderi abbandonati da decenni, ma evidentemente non trova disdicevole che una ventina di persone non sappia dove andare a dormire nelle notti di questo piovoso maggio. Bontà sua.
Lasciatemi aprire una breve parentesi. “Mi hanno occupato casa” è il furbo slogan lanciato dal Signor Sivieri e subito tutti i benpensanti si sono lanciati in anatemi contro chi, giustificato dal solo bisogno, ti vuol rubare l’abitazione. La realtà è molto diversa. L’occupazione, perlomeno quella praticata dai Madibers, non è uno scopo, ma semplicemente il mezzo per sopperire alla lancinante mancanza della Comunità. Attualmente tutti i luoghi abbandonati di Rimini sono già abitazione per umanità che preferisce non farsi vedere e di cui si preferisce non sapere. Lo era Casa Madiba, lo erano Villa Flo e Villino Ricci Pazzaglia, le occupazioni non hanno violato nessun principio, se non quello del giocare a nascondino con le contingenze della realtà. In un certo senso quei luoghi sono stati riqualificati dalle occupazioni e distrutti dagli sgomberi.
Ora l’attenzione è sull’ultima delle occupazioni. Molti hanno capito che intervenendo col manganello, anche in quest’ occasione, si aprirebbe una brutta stagione per Rimini. Mi domando invece quanti di quelli che scrivono i copioni del partito riescano a comprendere che chi ha più da perdere è proprio il PD. L’apertura dei Madibers è avvertita come solida anche dai più appecorati commentatori, una silenziosa partecipazione al Consiglio Comunale l’ha resa tale. La scelta non è tra i Black bloc e la Giustizia, ma tra gente che cerca un dialogo e la decisione di un’Amministrazione che, comunque, non può sopperire con i mezzi canonici all’Emergenza Abitativa. Neanche se, nei maldestri comunicati stampa, si intesta 10 anni di edilizia popolare … Casa Madiba cosa doveva fare allora? Intestarsi il ’68? E spendeteli due soldi per un professionista.
P.S.
Antonella, giovane senzatetto, cerca di sensibilizzare il vicinato con dei volantini. Una persona, incontrandola la redarguisce.
Quello che fate è sbagliato!
Perché è sbagliato, spiegami …” – chiede Antonella per capire.
Che cosa diresti tu se io rimanessi senza casa e volessi vivere nella tua?
Beh… direi: Vieni.”
E’ così difficile capire che un indigente non vuole la tua casa, ma la tua solidarietà?
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@DadoCardone

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Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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L’idea di Città.

ideaRimini è un cesso. Non fraintendetemi, non lo sarebbe di per sé, ce l’hanno fatta diventare e il degrado che si scorge ovunque ne è la prova.  Il Sistema della rendita non ha retto alle sfide del futuro, il resto l’han fatto politici che si credono imprenditori.

Questo mese è stato presentato il Rapporto sulla Povertà della Caritas. Cifre imbarazzanti per una città di nemmeno 150.000 abitanti. I Poveri a Rimini sono quasi ottomila … un’altra umanità nascosta tra le nostre ombre. Il Rapporto dice che i richiedenti calano, ma le prestazioni richieste aumentano.  Significa che molti degli extracomunitari, da cui ci sentiamo flagellati, hanno ritenuto più confortevole la povertà di casa loro e qui vengono solo a fare la stagione (in spiaggia c’è posto per tutti). Chi rimane a chiedere gli oltre 150.000 pasti preparati da Caritas e mensa dei Frati? Gli Italiani. Un povero su tre è uno di noi e, considerando che per i connazionali esistono ritrosie dovute a cose come la dignità, questi numeri sarebbero anche da aggiustare per difetto.

Sembra però che si sia tutti impegnati a pensare ad altro, anche in maniera piuttosto compulsiva. Lo stesso Sindaco, invitato a parlare nel consesso dove si è presentato il rapporto, era confuso rispetto a come trattare il problema e molto infastidito dalla foto di copertina della conferenza: un senzatetto con il Ponte di Tiberio come sfondo. Pare che abbia parlato di fogne e di come la sua idea di città dovrebbe sconfiggere la povertà … peccato che alle settemila persone, incontrate solo dalla Caritas, mancasse un’idea di stipendio e un’idea di un pasto consumato ad una propria tavola.

Non la vedo questa idea di città. Probabilmente è un limite mio, ma ciò che vedo è un impoverimento costante senza soluzione di continuità. Il Jobs Act ha permesso di falsare i registri, ma i marciapiedi del centro sono  cornice di serrande con un dito di polvere sopra, il resto è un bollettino di guerra. Se vi sentite resistenti alla depressione fatevi un giro sul Portale dei Fallimenti di Rimini scoprirete che esistono  518 procedure concorsuali aperte e, tra queste, scorgerete nomi come Rimini & Rimini S.p.A., Editrice la Voce S.r.l., Ge.CO. S.r.l.,  però non leggerete  l’ansia dei sessanta dipendenti del Mercatone UNO.

Esodati, padri separati, pensionati con la minima, usurati, madri sole, cassaintegrati, imprenditori asfaltati dalla crisi, licenziati troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un lavoro, giovani con formazioni senza valore, extracomunitari che non trovano posto nemmeno al semaforo. Se una Comunità non si occupa prevalentemente di questo, di che altro si dovrebbe occupare? Se la Politica usa le risorse per un’idea di città senza l’ambizione di abbattere le fasce di povertà, che la costringono sul fondo del barile … a che serve?

Il concetto è fondante. Certo Rimini non è l’unica ad aver a che fare con la povertà, ma la povertà è promossa e distribuita a Rimini come nel resto del Paese dalla stessa classe politica. Gente convinta che con uno slogan si possa cambiare la realtà, ma che, nel migliore dei casi, è completamente scollegata dalla stessa … nel peggiore si sta facendo gli affari suoi sulla pelle degli altri.

Prendiamo però proprio Rimini come esempio. Il Sindaco Gnassi, nel suo discorso al convegno Caritas, ha brillantemente sostituito la canna da dare al povero (“Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno, ma per sempre”) con delle reti e così slogan e diritti d’autore sono sistemati. Per il resto dell’intervento ha parlato della sua idea di città contro la povertà, citando le fogne, un po’ come quando al Consiglio Tematico sulle Mafie aveva contrapposto il rifacimento di via Roma alla Criminalità Organizzata.

Monodiscorso Gnassi non ha tutti i torti, nel senso che l’unico modo di sconfiggere la povertà è un filtro culturale. Il problema però è che questo setaccio deve essere un’idea di comunità, non l’idea di città che possa farlo ricordare come il Sindaco che ha pedonalizzato il Ponte di Tiberio e scoperchiato il Teatro Galli. Rimini è piena zeppa di puttanate, costose già in fase progettuale e devastanti in quella gestionale. Facciamo qualche esempio?

  • TRC: una corsia protetta per autobus da cento milioni di Euro (per adesso) che, ancora non finito, ha messo Agenzia Mobilità in una spaventosa situazione debitoria. AM, che come agenzia doveva essere semplicemente un organo di controllo, spinge per fusioni e ed espansioni pur di sopravvivere. La politica appoggia con il Deputato “Piuttost che nient” Arlotti: il TRC prosegue, gliel’ha detto Del Rio. Assolto per non aver compreso il fatto.
  • Palacongressi: un’altra smargiassata da cento milioni di euro che ha bisogno di varianti delle varianti agli accordi di programma, non per giustificare se stessa, ma per sopravvivere al mutuo. Succede così quando i politici cominciano a credere alle sciocchezze che loro stessi raccontano, ma nel caso specifico il destino di un’opera che doppia una struttura già in crisi era scritto … non c’era bisogno di leggerlo nella palla di marmo da un milione di euro. Per dargli respiro, mentre siamo tutti in attesa di questo gran piano per veder ridecollare il “disco volante”, ci ritroviamo una piscina che disturba una fiorente attività poco distante e delle palazzine Soviet.
  • Aeroporto: un buco superiore a 50 milioni di euro e la maggioranza pubblica di una società partecipata dispersi nel vento. Per far credere che fosse un aeroporto da un milione di passeggeri la politica ha fatto qualsiasi cosa, anche far finta di non vedere. Un bene pubblico svenduto in saldo al prezzo di una fidejussione, messa assieme con una ridda di capitali sociali di aziende che non hanno neanche incidentalmente a che fare con la gestione aeroportuale.

Solamente con questi tre esempi abbiamo accumulato 150 milioni di Euro di spreco.  Soldi pubblici, soldi privati, recuperati dal Comune,  dalla Regione, dallo Stato, non importa da dove arriva ciò che è stato buttato , quello che importa è che la Comunità Riminese ha catalizzato su di sé questi capitali e il risultato è quello che tutti possono vedere.

Ora… per una mera speculazione intellettuale provate a pensare se Rimini questa capacità di attrarre denaro l’avesse investita sugli Ultimi. Badate bene, non sto parlando di quell’assistenzialismo che mette persone disagiate a lavorare presso un’azienda, che ne ha poco bisogno, giusto per dare ad una trentina di individui il quarto di uno stipendio basso e mettere l’animo in pace ad un membro Rotary. Avete mai pensato che il ripristino della dignità degli ultimi potrebbe essere un’occasione di lavoro?  Sto pensando ad un’enorme cooperativa sociale in House, ma poi mi viene da pensare anche ai 300 mila euro  buttati nei capanni degli attrezzi Ci.Vi.Vo. ed allora è meglio aspettare che il PD finisca di cannibalizzarsi da solo.

P.S.

L’applicazione di filtri culturali è un lavoro lungo, cui dovrebbe partecipare tutta la Comunità e da cominciare a sperimentare in età scolastica. Il massimo che può fare questo post è stimolare  una riflessione, cioè far riconsiderare qualcosa che si sa già. La tendenza comune, anche se ben mascherata, è quella di percepire una persona finita in stato di povertà come qualcuno che non è stato in grado di affrontare la vita con sufficiente intelligenza e lungimiranza. La verità è che però la vita, spesso, si accanisce contro le persone in modi veramente assurdi. Essere povero non è una colpa, ma un concorso d’inadeguatezze del modello di società che promuoviamo. Consideratelo.

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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Ancòra

Ore 6.00 AM

Il cielo ha deciso di graziarci. Non piove più… o perlomeno non piove abbastanza da far salire il livello dell’acqua. Anzi scende, ma il vento soffia così forte che sembra un ammonimento a non pensare sia tutto passato.

Erano le 5 quando nel dormiveglia ho sentito un campanello suonare. Pensavo avessero suonato al vicino. Poi ho sentito quel grido. ACQUAAAA

Tra lo stordimento del sonno e il rumore della pioggia, per un attimo mi è sembrato di essere sotto coperta in una imbarcazione. Già… ma perché un marinaio dovrebbe gridare “acqua”? Allora realizzo. Alzo le tapparelle e mi trovo di fronte ad un fiume in piena, solo che li dovrebbe esserci la strada.

So esattamente cosa sta succedendo, non è la prima volta. E’ la quarta in due anni. Esco. Incrocio il vicino che rientra e gli chiedo gli stivali di gomma. Non li ho, ma a questo punto li dovrei proprio comprare… quelli e un canotto. Sento l’allarme delle pompe del mio condominio che suona in tutte le scale, ma so che prima del mio garage ce ne uno che sicuramente è già sotto da un pezzo. Attraverso il parcheggio. A tratti l’acqua mi entra persino negli stivali.

Una diga di fortuna, con sacchi di sabbia e fioriere, si appoggia al cancello scorrevole. Di fronte all’improvvisato riparo quattro ragazzi che abitano li. Non sono nemmeno arrabbiati. Affranti, la parola giusta è affranti. “Adesso basta, la vendo ‘sta casa”. Poi le solite cose.  I pompieri? Troppe chiamate. La protezione civile? Adesso arriva. Il Sindaco? Sto giro che si inventa? Cosa si inventerà mai… che è colpa della pioggia.

Non sono passati nemmeno due mesi da quando è stato chiamato un Consiglio Tematico sull’ennesimo allagamento a Gaiofana. Un dirigente comunale ha spiegato cosa ci “sarebbe da fare”, il Primo Cittadino ha cantato aulente e dolente le sue preoccupazioni per i bambini che frequentano i garage di Gaiofana. Infine il Partito Democratico unanime ha  bocciato qualsiasi soluzione proposta, rimandando tutto ad una non meglio specificata azione sul bilancio per trovare i soldi (e magari il cervello) per fare qualcosa.

Già, ma se nel frattempo ripiove? Ha ripiovuto e lo ha fatto molto prima che l’ignavia, saldamente residente nelle teste di cazzo, suggerisse loro di preoccuparsi. A Rimini, si sappia, ci sono delibere di spesa per decine di milioni che passano in una sola settimana dalle Commissioni all’approvazione in Consiglio, senza che nessuno, interessato a capirle, abbia nemmeno il tempo di studiarle. Per spendere 200 mila euro in difesa della cittadinanza però bisogna aspettare il bilancio.

Sono le 6.36 della mattina. L’acqua, tranne che nella piscina del parcheggio, è defluita. Ora arriva anche la Protezione Civile con i sacchi… sto giro hanno i sacchi, almeno.

P.S

Dedicato a tutti coloro che pensano che solo con la magica forza delle supercazzole l’acqua possa scorrere all’insù. Non era una gran pioggia.

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@DadoCardone

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Pornopolitik

tiziano-arlotti-in-cameraChe patatrac l’aeroporto.

A volte bisognerebbe fermarsi un attimo e considerare quanta dignità ci sia nel silenzio.  Mostrare a tutti i costi la propria ignoranza, riguardo alla materia che si pretende di trattare, trovo sia equiparabile alla pornografia. Troppo intimo e, seppur ognuno sia pronto a perdonar piccoli accenni di feticismo altrui pur di condonare i propi, questa cosa dello sproloquio Dem a mezzo stampa dovrebbe essere vietata ai minori di 70 anni.

Prendiamo il prode Arlotti. Un uomo rispettato anche fuori dal suo abito, sebbene l’ambito sia così turpe da chiamarsi PD. Che bisogno c’era di dichiarare “Gli atti nel mirino tutti alla luce del sole” quando anche l’ultimo “bocia” della sua compagine sa che non è così? Che sia un bisogno di esibizione? Che sia un’iniziativa autonoma del suo ufficio stampa, come quando, per raggiungere in affanno la Sarti sui carceri, si inventarono un’interrogazione che avrebbe visto luce solo la settimana dopo? Non si azzarderebbero.

Sarà mica invece che vedere dei magistrati che vanno a frugare così indietro mettono in apprensione anche il politico dalla miglior reputazione? Non lo so. Probabilmente non lo voglio nemmeno sapere, ma… lasciatemi intervenire su una banale questione di gusto. Preferirei, se fosse possibile, il caro vecchio “vedo, non vedo” in luogo di queste impudiche dichiarazioni. Sono consapevole del fatto che non v’è più abitudine, ma si può recuperare.

In giro ci sono ancora molti documenti che, al posto di tutta questa intimità esibita, rappresentano erotismo politico. I filmati dell’inimitabile Andreotti per esempio. Lui parlava, parlava, tu non capivi molto, ma alla fine ti aveva fottuto lo stesso. Questo è solo un esempio eh… ognuno è libero di ispirarsi a chi vuole, mica c’era solo Jhon Holmes. Le persone preferiscono ancora avere dei dubbi sulla preparazione dei politici, piuttosto che avere certezza della sua totale assenza. Lasciateci il nostro feticismo da elettori.

P.S.

In molti ci tengono. Gnassi dimettiti (e 4). Ecco, ditemi se poi lo fa.

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@DadoCardone

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La lezione di Lombardi.

man-vs-foodPer le fotocopie Riminesi non è una notizia abbastanza interessante perciò ve la riportiamo noi. Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle Regionale è l’unico che ha già fatto una proposta ed è anche una di quelle pesanti, una di quelle che viene subito a vedere il bluff infarcito di chiacchiere del nuovo Presidente Bonaccini.

Alle dichiarazioni sulla stampa che inneggiano ai tagli e alle riduzioni di stipendio agli assessori, il gruppo 5S (Girbertoni, Sensoli, Bertani, Sassi, Piccinini) risponde con una risoluzione pronta all’uso: il congelamento delle buone uscite dei Consiglieri accusati di peculato nella precedente legislatura. Questa si che sarebbe discontinuità.

Questione di scontrini? Mica tanto. Nel senso che il danno erariale l’hanno fatto certamente a botte di fatture e scontrini, ma la soluzione del Movimento mette a riparo per un ulteriore danno di 1.5 milioni di Euro. Chiamalo scontrino! Per buona pace dei garantisti non si tratta di una condanna senza appello, ma di uno standby fino a che i gradi di giudizio non abbiano stabilito chi sono gli innocenti e chi i colpevoli.

Gli innocenti non solo dovrebbero appoggiare questa proposta, ma dovrebbero farla propria per certificare l’estraneità dal comportamento contestato. Questo teoricamente, però siamo su Citizen e ci possiamo permettere di non essere troppo ingenui, la maschera dello “scemo per non andare in guerra” la lasciamo ad altri. In questo frangente ci piace sottolineare come in politica il garantismo assomigli sempre di più alla precauzione suggerita dal saggio Confucio: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, nel senso che prima o poi potrebbero restituirti il favore.

All’inizio di questo pezzo c’è una bugia. Non è vero che nessuno ha scritto della risoluzione presentata. Il Corriere l’ha fatto, anche se prima si è preoccupato di sentire l’altra parte in causa, quella degli indagati. Giornalisticamente ineccepibile. Poi però quello che ne è nato è un po’ demenziale.

A far la morale dello scontrino è saltato in cattedra nientepopodimeno che Marco Lombardi, il record man indiscusso  delle mangiate riminesi, l’uomo che ha mangiato (o si è procurato fattura) anche 5 volte in un giorno nello stesso ristorante. Cosa insegna il saggio Lombardi a quegli spocchiosi del Movimento? In ordine:

  1. Fare i furbi attaccando su cose di forte impatto mediatico è #brutto.
  2. Prendersela con i probabilmente ladri invece che spargere concetti a cazzo su Europa, Investimenti futuri e disoccupazione è da #neofiti
  3. Parlare del gelato (o magari del sorbetto a fine pasto) che ha mangiato lui è la causa del #calo di consensi del Movimento.

Come non dargli ragione? Lui di disoccupazione se ne intende, aver mangiato almeno 149 volte al Novecento di Rimini qualche posto di lavoro l’avrà pur salvato. Non siamo però altrettanto certi che possa consigliare qualcosa al livello di calo di consensi visto che la sua Associazione culinar…. (Ops scusate il lapsus!).. visto che il suo Partito a livello di consensi in cabina elettorale sta parecchio sotto i neofiti.

Scusate se mi prendo un attimo di intimità con i miei lettori (tutti e 2), devo spiegare una cosa. Scrivendo questo pezzo ho trovato parecchia difficoltà a prendere in seria considerazione le affermazioni del succitato signore, per cui nutro sentimenti non positivi (mettiamola così). Ho dunque dovuto chiedre l’appoggio di una persona più seria di me per trovare qualcosa di politicamente corretto da dire. Mi ha aiutato il Capogruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Rimini Gianluca Tamburini. Ecco il suo pensiero #neofita:

“Lombardi utilizza la classica tecnica del benaltrismo pro domo sua, però sarebbe bene non sfuggire al tema affermando che per affrontare e risolvere i gravi problemi che cita serve una classe politica che, dopo quello che è successo nella scorsa legislatura, si riguadagni credibilità e fiducia da parte dei cittadini. La nostra proposta va assolutamente in quella direzione.”

Chiaro no? Per me che invece politicamente corretto non sono (è più forte di me) questo è semplicemente l’ennesimo caso di coda di paglia in fiamme. Molto più intelligente l’atteggiamento dell’altro indagato Roberto Piva (PD) che, sicuramente cercato dall’articolista del Corriere, ha preferito non rispondere o non farsi trovare.

P.S.

(E’ un ps che ho già usato, ma ad oggi non ne esiste uno più adeguato): Tanto va la gatta al lardo che… se lo mangia tutto e si fa pure gonfiare la fattura. Salute!

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@DadoCardone

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Il Gioco di Arlotti.

Premetto che il gioco non è solo di Arlotti, ma anche a noi di Citizen piace giocare con i titoli. In questi giorni di pagine sui carceri abbiamo visto trasformata la mancanza di spugne in sporcizia e la mancanza di un collaudo di una sezione in sovraffollamento, si devono divertire solo gli altri?

Il gioco è del PD Riminese, ma probabilmente anche del Partito Democratico nazionale, per quello che ne sappiamo. Di che gioco si tratta? La caccia al titolo. Le regole sono semplici, basta mantenere rapporti cordiali con i quotidiani e ogni tanto passare qualche velina che puntualmente sarà pubblicata senza essere verificata…. Tanto tra amici…

Lo scopo del gioco è lo stesso della pubblicità della Coca Cola, esserci, perché un orso bianco con una bevanda gasata non centra nulla, ma se la vedi trecento volte al giorno te la ricordi. Qualcuno potrebbe chiedersi se non sia controproducente annunciare molte volte cose che non verranno fatte o attribuirsi meriti che non si hanno. La risposta è no. Ci sono delle modalità da seguire e il resto lo fa la memoria da pesce rosso della popolazione.

Scendiamo però nel particolare. Esistono fondamentalmente 3 modalità di annuncio con velina non verificata.

1)      L’annuncio di una cosa già decisa, per assumersene il merito. Possiamo fare l’esempio di Arlotti che ha recentemente annunciato di aver interrogato il Ministro e che stanno arrivando i soldi mancanti per realizzare le rotonde. In realtà andando a frugare tra gli atti parlamentari si scopre che esiste solo un’interrogazione in commissione, per cui la risposta,  già conosciuta, è che si tratta di lavori compensativi della terza corsia e che la spesa trova copertura nelle somme residuali del completamento del lotto in oggetto. In parole povere? Quando ci portano i progetti definitivi predisponiamo istruttoria per pagare secondo i tempi che servono. Capirete che il titolo : “Arlotti interroga il ministro, arrivano 17 milioni per le rotonde” fa un effetto diverso…. Almeno per chi non si ricorda l’ultima presentazione di bilancio, in giro per l’entroterra,  in cui il Taglianastri diceva le stesse cose. A proposito di Gnassi. Anche lui è affezionato a questo metodo. Vi ricordate i titoli in cui minacciava  azioni legali contro il Demanio se non gli dava il lungomare, quando già si sapeva che stava per essere approvato il Federalismo Demaniale?

2)      Il secondo metodo, usato quanto il primo, è l’interrogazione a metà. Molto semplice da praticare. Si compila un’interrogazione, ma se il Ministro risponde una supercazzola non si dice. Citiamo ad esempio sempre Arlotti, non per perseguitarlo, ma solo perché campione molto rappresentativo. Secondo quanto apprendiamo dalla stampa il duo Arlotti – Petitti avrebbe interrogato il Ministro Lupi sul Fellini e avrebbe ottenuto rassicurazioni di un suo interessamento rispetto a legalità e velocità nell’assegnazione del bando Enac. La prima parte è vera, l’interrogazione esiste, la seconda un po’ meno poiché nella risposta (se così la vogliamo chiamare) Lupi fa l’elenco degli iter e degli organi  istituzionali che sorvegliano già sulle cose che i Parlamentari riminesi chiedono. Ossia: la legalità e garantita dalle norme e  il tempo è quello che ci vuole. Brutto da scrivere su un quotidiano locale, meglio salvare solo l’eroica parte dell’interrogazione.

3)      La terza modalità è quella dell’interrogazione “a babbo morto”. Un’interrogazione cioè che, una volta fatta, vale come credito perenne e può essere richiamato sui giornali secondo l’esigenza. Un esempio…? Eh sì. Lo devo fare ancora con Arlotti. Giulia Sarti va in visita al carcere Riminese. Tu parlamentare Demokrat Riminese cosa fai? Le lasci prendere il titolone tutta da sola? Non sia mai. Arlotti ha per i Casetti un’interrogazione “a babbo morto” , precisamente una del 29 maggio 2013. Non importa se superata nei dati ormai obsoleti (addirittura il direttore citato non c’è più), non importa se nessuno gli ha mai risposto, basta chiamare i giornali e dire che ha interrogato il Ministro in proposito. Badate bene… non è una bugia, è solo una mezza verità. Il risultato finale è un posto accanto alla Sarti sul giornale.

Tutto ciò che viene detto in questo articolo è verificabile nei link che mettiamo in calce allo stesso, l’unica cosa di cui non siamo sicuri è la consapevolezza dei Parlamentari citati rispetto al gioco di visibilità che viene fatto con i loro nomi. Non saremmo per nulla sorpresi se l’operazione “Coca Cola” fosse in carico agli addetti stampa del Partito Democratico Riminese. Se qualcuno ha altre ipotesi siamo disposti a recepirle.

P.S.

Tramite mezzi non troppo diretti abbiamo provato anche a far notare l’ incongruenza di stampare  un titolo con un’interrogazione più  vecchia di un anno , ma quando un caporedattore ti risponde che “siamo apposto così perché la Sarti ha avuto abbastanza spazio”, che cosa gli vuoi rispondere? Questo non è giornalismo è salumeria:  un etto e mezzo… che faccio lascio?

Interrogazione rotonde  Interrogazione Fellini  Interrogazione Casetti

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Fabio O’ Pazz

Ieri sera si è consumata l’ennesima sceneggiata consiliare, una di quelle dove i portavoce del Movimento 5 Stelle di Rimini sono puntualmente sottoposti a fuoco incrociato. Ormai il problema non è più difendersi dallo scarso effetto delle sparate della maggioranza, chi assiste sa quanto vacue possano essere le rappresentazioni dei segnaposto sui banchetti PD, ora il fuoco nemico arriva anche dalle spalle.

Fabio Pazzaglia, in teoria facente parte dell’opposizione, nella realtà dei fatti non è altro che un infiltrato, un figliol prodigo che brama di tornare tra le braccia del centro sinistra (qualsiasi cosa esso sia). Dopo un periodo transitorio in cui ha dissimulato un’azione contraria, astenendosi o andandosene al momento opportuno (d’altra parte associarsi apertamente a chi fa shopping con gli F35 fa un certo che a chiunque) ora ha rotto gli indugi arrivando addirittura a molestare e diffamare Tamburini e Camporesi. Per inciso ieri, sulla faccenda Acquarena, è arrivato ad insinuare che il Movimento sia pagato per favorire quelli del Garden e, tra le perle della serata, ha votato anche  contro un tentativo del Consigliere Franchini di ottenere strumentazione per bambini invalidi nei parchi . Ieri sera è riuscito a farsi dare pure del Fascista…. che per uno di SEL è sempre una bella soddisfazione.

A proposito di fascisti. L’azione di Fabio o’Pazz, che chiamiamo così per il cognome e non per somiglianze di genere con Genny a’ Carogna (lui la gente la tiene calma), non si limita ad una guerra consiliare. L’ultima idea è un’azione combinata con il prode Taglianastri e il ciarliero Galvani, che nella sua ansia comunicativa scrive comunicati per tutti… basta associarsi. I tre, Gnassi, O’ Pazz e Galvani hanno proposto un ordine del giorno con cui chiedono al Governo di sciogliere Forza Nuova (un movimento sempre molto grato a Gnassi per l’insperata visibilità). Questa volta, stranamente, tengono molto ad avere la partecipazione autografata del Movimento.

La smargiassata, a 15 giorni dalle elezioni, avrebbe lo scopo di mettere in difficoltà il Movimento Cinque Stelle di Rimini perchè, secondo questi geni incompresi della politica, trattasi di movimento di destra in quanto, in una precedente occasione, non si oppose alla concessione della piazza proprio a FN.

Chi vi scrive non parla per conto del Movimento e dunque può dare solo il suo punto di vista sulla firma richiesta. Ci sono molti motivi per non firmare. Primo fra tutti è che il Movimento, con la sua stessa esistenza, è già di per sé un limite naturale all’esplosione di derive fasciste e razziste. Popolazioni nella nostra situazione, ma senza novità e speranza nella politica hanno espresso la loro frustrazione in veementi manifestazioni di intolleranza. Le forze del male a cui il Primo Cittadino eroicamente offre il petto saranno, come si è visto in precedenti occasioni, si e no sei persone, con dodici bandiere, quando sono tutti e questo è merito del Movimento.

Ci sono anche altri motivi, non ultimo l’inutilità di un’azione senza alcun effetto pratico, se non farsi luce con la bolletta del Movimento. Verificarlo è molto facile: basta andare a sfogliare gli atti del Parlamento per accorgersi che esiste già un’interrogazione scritta, firmata Petitti (PD) – Arlotti (PD) – Paglia (SEL), del maggio 2013, in cui si chiede al Ministro dell’Interno che cosa abbia intenzione di fare con Forza Nuova. Ora… con tutta la buona volontà, se tre parlamentari non hanno ottenuto risposta in un’interrogazione diretta al Ministro, non vedo proprio come il Taglianastri, O’ Pazz e Logorrea possano ottenere qualcosa con un ordinicchio del giorno nel Consiglio dei non pervenuti. Non per essere maliziosi, ma somiglia molto ai titoloni locali dove Gnassi diceva di aver strappato proprietà al Demanio con le minacce, mentre erano trasferimenti semplicemente previsti dal Federalismo Demaniale.

Comunque, a parte tutto ciò, o forse proprio per queste motivazioni, il Movimento sembra sentire prepotente il desiderio di non voler associare il proprio nome a gruppi di interesse, questi sì da sciogliere, che, consapevolmente o meno, stanno riempiendo di guai il futuro di Rimini, dopo averlo già fatto con il passato. Insomma sarebbe bene che invece di regalare visibilità a Forza Nuova i Cheguevara de Noiantri si dedicassero a quello che chiedono i cittadini, onde evitare l’unica sindrome che sta realmente nascendo: quella PoliticoFobica.

P.S.

Apprendiamo dai giornali che il Sindaco e il Prefetto stanno sconfiggendo la Mafia in Riviera. Devono averli terrorizzati con le foto in caschetto di Gnassi sul cantiere del Ponte Coletti…. in un paesone in  cui la povera Elena si vede giocare contro una briscolata dai suoi clienti più affezionati è tutto possibile.

Davide Cardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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A momenti la sconfiggevamo…

Cosa centrano le fogne di Rimini con la Mafia? Nulla ovviamente, ma andate voi a spiegarlo ad un Sindaco in così grave tracollo di gradimento da essere costretto a dire che pure il completamento di via Roma è lotta alla Criminalità Organizzata.

Questo il tenore del Consiglio Tematico sulle Mafie che NON doveva essere una sfilata del PD. Parliamoci chiaro, la sfilata in effetti non c’è stata, non tanto per gli ottimi interventi del Sostituto Procuratore di Palermo Daniele Paci e del rappresentate dell’Associazione Pio La Torre, quanto per i discorsi senza passione e senza cognizione di causa dei nostri rappresentanti locali.

Chi ha passione per questo tema si incendia parlandone. Prendete Giulia Sarti ad esempio (l’illustre esclusa dalla serata), fatele una domanda sulla mafia e state a vedere come prende fuoco. Invece , agli intervenuti, è toccato ascoltare un balbettante Stefano Vitali, Presidente della Provincia, mentre leggeva un discorso che, evidentemente, non era stato preparato a dovere e sapeva tanto di rimediato… figuratevi che verve. Se gli avversari della Mafia sono un Sindaco che parla di quanto è bravo e un Presidente della Provincia che non sa che dire, siamo in una botte di ferro.

Personalmente ho trovato incolore anche gli interventi del Prefetto e del Procuratore Capo di Rimini, ma, probabilmente, ciò è dovuto solo all’istintivo confronto con il combattente di prima linea Daniele Paci.

In sostanza questa serata è servita? Dipende dai punti di vista. Come detto la sfilata non è riuscita visto anche il Consiglio deserto già al discorso del Primo Cittadino (qualcuno doveva aver messo tutti in guardia sulla “Spippola”). Se invece doveva servire a far capire la differenza tra gente veramente impegnata nella battaglia e quella vagamente impegnata a rappresentare un “qualcosa”… beh, missione compiuta. Io non ho frequentazioni mafiose e non ho idea di come la pensino su queste cose, ma se fossi stato in loro non mi sarei spaventato un granchè.

Diverso sarebbe stato ufficializzare l’esistenza di una Riminese che mette anima e passione nella lotta alle Mafie, ma queste sono finezze. Speriamo che almeno il boccheggiare dei consiglieri e i loro discorsi composti con Wikipedia (alcuni di loro hanno citato anche le stesse parole di Borsellino sull’istruzione) abbiano contribuito a dare il giusto risalto ai ragazzi dell’Associazione Pio La Torre. Per il resto chi ci consegna il conto alla fine è la Realtà, un “Oste” che non si fa ingannare dalle promesse poco sentite.

P.S.

Ieri ho sentito il discorso più brutto di Andrea Gnassi da quando mi pregio di ascoltarlo. Questa volta la sua traiettoria, parola ripetuta almeno una decina di volte, non si è adattata all’argomento. Frase Epica: “In Italia c’è la Mafia, dunque c’è anche a Rimini”.

Davide Cardone

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Bufale al pascolo.

Nell’ultimo mese a tenere il banco delle discussioni politiche Riminesi è stata la Guerra dei Consigli. Un’infinita querelle che, sebbene veda il Partito Democratico avere sistematicamente la peggio, non si placa proprio per le inopportune decisioni delle Sinistre. Certo… accorgersi di perdere settimana dopo settimana appeal e consensi può fare uno strano effetto e il suicidio politico pare essere uno di questi. Lo si evince proprio dalla cronaca recente.

Un breve riassunto, giusto per non perdere di vista la collocazione di tutti gli eventi. La Maggioranza (o chiunque rappresentino quei tali in Consiglio Comunale) non ci sta a dover spiegare pubblicamente che intenzioni ha con i debiti del Palas, l’inutile astronave di Cagnoni miseramente oberata di debiti che non riesce a pagare.

Alla convocazione di un Consiglio Comunale Tematico sull’argomento PD, FDS e Rimini per Astolfi (o qualcosa del genere) non si presentano. La scusa? La Minoranza usa i Consigli Tematici come palcoscenico di propaganda e dunque la Maggioranza non presenzierà più a nessuno di quelli chiamati dall’Opposizione. Tenete ben a mente questo punto.

La settimana dopo viene convocato un Consiglio Tematico sul Turismo. C’è una delibera di Giunta (lo sfondamento di via Tonale) da votare assolutamente, perciò la Maggioranza non può fermarsi all’aperitivo e deve presenziare. Votata la delibera tutti si allontanano dalla loro posizione e fanno cadere nuovamente il numero legale, inficiando anche questo nuovo Tematico. La scusa? Gli ordini del giorno sono tutti stupidi. Ovviamente non è vero e tra le proposte del Movimento ce ne sono alcune veramente innovative.

Dopo il secondo Consiglio saltato consecutivamente la Minoranza fa sapere che è pronta a chiedere l’intervento del Prefetto e che, dato che i Consigli sono stati tutti riconvocati, per il secondo round il numero legale  scende tanto che potrebbe non essere necessaria la presenza dei disertori.

A questo punto il PD e stampelle varie, compreso Pazzaglia (Sel), che ormai fa comunicati congiunti con Galvani (FDS), si trova con due consigli disertati, ma entrambi riconvocati. La nuova mossa? Con la complicità della faziosissima Presidente del Consiglio Donatella Turci i due tematici vengono convocati in un unica sessione e, sebbene fosse il primo ad essere saltato, il Consiglio Tematico riguardante il Palas parte dal 18° punto, precisamente alle 1.15 di notte. Niente sospensioni e niente testimoni per un Consiglio Tematico finito alle 3.15 del mattino tra le russate dei presenti.

Bufera finita? Non proprio. Ricordate la prima scusa elevata? L’opposizione usa il Consiglio per fare propaganda? Bene. In programma c’è un altro Consiglio Tematico chiesto da Pazzaglia, l’uomo riserva della Maggioranza. Il Consiglio è sulle Mafie e  Gianluca Tamburini (M5S) propone come relatore Giulia Sarti che, si, è una Parlamentare del Movimento, ma è anche un’attivista di vecchia data tra le associazioni nate a contrasto delle Mafie e, nel suo ruolo di Parlamentare, occupa un posto nella Commissione Giustizia e nella Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Mafie.

Ovviamente la Maggioranza, colei che accusa l’Opposizione di usare i Tematici a fini propagandistici, non ci pensa nemmeno ad appoggiare una soluzione del genere e fa cadere la proposta nel vuoto. Nel loro vuoto, perchè per i Cittadini del Movimento la faccenda tocca terra piuttosto presto e piuttosto rumorosamente.

Alle osservazioni fatte sui quotidiani, sui social e sulle mail delle cariche istituzionali l’Amministrazione risponde con una serie di bufale epiche. Mettiamole in fila.

 

  1. Giulia Sarti è stata invitata ad Assistere come tutti gli altri Parlamentari”, la Proposta di Giulia come relatore non era in quanto parlamentare, ma per le sue qualifiche sul tema.
  2. la decisione di chi avere come relatore è stata condivisa con tutti”. In realtà più che condivisa è stata comunicata in una seconda riunione dei capogruppo. Infatti ad una prima riunione la proposta era stata valutata positivamente da quattro gruppi e avversata da nessuno… almeno apertamente, poi è chiaro che è stata negata in altre sedi.
  3. Si è scelto di affrontare la cosa con attori di livello locale”. Questo è semplicemente falso perchè uno dei relatori è Paci, Riminese, ma Sostituto Procuratore di Palermo da diversi anni. (intendiamoci niente contro Paci, anzi ce ne fossero di più, ma la sua presenza fa cadere anche questa bufala).
  4. La Sarti si fa sentire solo per la passerella, ma per il territorio non fa nulla”. Doppia Bufala targata Galvani-Pazzaglia. Non solo il raggio d’azione della Sarti avendo come target l’Italia coinvolge inevitabilmente anche Rimini, ma la sua azione è molto spesso anche sul campo Riminese. Due esempi su tutti: le azioni sul TRC e l’interrogazione sullo scioglimento della Squadra di Polizia Postale di Rimini.

La terza bufala è particolarmente indicativa, poiché sottintende ad una mancata visione d’insieme che, infondo, è proprio la causa della scadente amministrazione della Città. Quando si parla di Mafie Rimini può dare una sua risposta locale che prescinda da quella Nazionale? Direi di no. Qui a Rimini a forza di considerare tutto una tipicità si fallisce per molto meno, vedi abusivismo.

P.S.

Perdonatemi se ho voluto metter i puntini sulle “O” (Cit. BjÖrn Borg)

Davide Cardone

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Occhio non vede, ma… qualcosa duole.

Come tutti sanno il problema di chi mette la testa sotto la sabbia è l’esposizione di ciò che rimane fuori e proprio di quella parte, che il PD ha lasciato esposta, ha brutalmente approfittato il Movimento 5 stelle di Rimini. Oggi tutti i quotidiani, con vario grado di coraggio, hanno dedicato spazio a due comunicati che sono la fotografia impietosa della situazione di immobilismo politico di Rimini.

Il primo comunicato riguarda  tre delibere, presentate dal Movimento e votate dal Consiglio Comunale, sparite nei meandri della scrivania del Sindaco Andrea Gnassi. I più attenti osservatori della politica locale sanno che quelle delibere sono passate proprio perchè il promotore della Sardella delle Dolomiti era assente (che strano) e i maldipancia della Maggioranza hanno potuto sfogarsi liberamente.

 Le tre delibere, sparite sulla via di Damasco, erano  semplici soluzioni urbanistiche che avrebbero portato stimolo ad una ripresa del lavoro edile, senza peraltro implementare il consumo del territorio con cementificazioni e Conad a pioggia in centro, in stile Piddino. Per intenderci una di queste soluzioni era l’agevolazione al frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni in centro.

Le delibere in questione  sono soprattutto un grosso problema perchè rappresentano la demolizione del Dogma: “Siamo appena arrivati, c’è la crisi, i guai li hanno fatti gli altri e la burocrazia ci blocca”. Infatti le soluzioni 5 Stelle trovano una via nel complicato Regime di Salvaguardia, zona di passaggio tra due strumenti di determinazione urbanistica (PRG e PSC), usato troppo spesso come foglia di fico da questa Amministrazione.

Dunque dopo due anni e mezzo di mandato, in cui Rimini è stata ridotta ad una città bloccata, inquinata e indebitata, accettare soluzioni di altri sarebbe un po’ come confermare la propria sconfitta… meglio organizzare feste danzanti e prenderla un po’ come viene.

A proposito di prenderla un po’ come viene… il secondo comunicato del Movimento mette ancor più in evidenza, se possibile, ìl mostro creato dalla totale assenza di contenuti del Partito Democratico di Rimini (& soci) e della ricerca spasmodica del solo consenso mediatico per mascherare il vuoto pneumatico. La Deputata Giulia Sarti, Riminese DOC e, seppur giovane, figura di rilievo istituzionale nel campo della lotta alle Mafie, non viene invitata al Consiglio Tematico di Rimini il cui tema è proprio la Criminalità Organizzata e questo non certo per dimenticanza. Secondo Donatella Turci (PD), Presidente del Consiglio Comunale, la Sarti non è sufficientemente qualificata.

Ricordate che nelle settimane scorse si diceva che il Consigli Tematici erano solo un palco per la propaganda delle Minoranze? Ecco un lampante esempio di come sia vero il contrario. Che dire… in questa occasione Citizen si sente di fare eco all’appello del Movimento 5 Stelle di Rimini: ossia far arrivare la propria opinione (possibilmente con educazione) alle caselle email delle figure istituzionali responsabili di questa mancanza: sindaco@comune.rimini.it donatella.turci@comune.rimini.it

P.S.

Consiglio di Frate Indovino: se proprio sotto la sabbia il capo volete interrare, mutande robuste dovete indossare.

Davide Cardone

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Imposizioni Consiliari.

Avvertenze per la lettura: questo non è un post politicamente corretto, tanto per non perdere tempo ad accusare di cose delle quali a nessuno importa.

Mentre l’apparato traffico circolatorio della vecchia Rimini, malamente imbellettata, sfiora ogni giorno il collasso i suoi Amministratori fanno i gradassi in Consiglio Comunale e sfruttano un vantaggio istituzionale per darsi di gomito e credersi dei fenomeni . Questa è la realtà delle cose.

Due Consigli Tematici, i due a cui la Maggioranza si era rifiutata di partecipare, sono stati concentrati in una sola sessione finita alle alle 3.15 della mattina. Ovviamente la parte riguardante Fiera e Palas è stata spostata dopo mezzanotte, come si conviene ad ogni spettacolo pornografico… non dimentichiamo che il Consiglio si può vedere in streaming ed è bene che i bambini siano a letto prima di trasmettere certe cose.

Il primo dei due Tematici, quello sul Turismo per intenderci, si è svolto in assenza del Primo Cittadino, Andrea Gnassi, e senza la presenza dell’Assessore al Turismo, sempre Andrea Gnassi. Dov’era? A Cortina o forse a Mosca per recuperare voli da destinare all’Aeroporto fallito a sua insaputa. Si poteva fare in un’altra data? No. Secondo Donatella Turci, complicemente Presidente del Consiglio Comunale, si possono convocare fuori dal Giovedì solo i Consigli Punitivi. Tipo quando la Maggioranza è andata sotto sul bilancio.

Comunque il Consiglio si è idealmente aperto con l’accettazione da parte di Marco Agosta, capogruppo del PD, della resa incondizionata della Minoranza. Ovviamente la resa non era stata proposta ne rappresentata da nessuno, ma si vede che in streaming c’era sua moglie che cercava di capire dov’era stato durante gli altri due Consigli Comunali. La mia è solo un’ipotesi eh! Ma  sorge spontanea visto che si complimentava con l’Opposizione per essere finalmente venuta, quando chi mancava le altre volte era lui. Vai a capire.

Il seguito, se vi interessate un po’ di tecniche di Piddine di Democrazia applicata, lo conoscete bene: l’opposizione fa le sue stupide proposte (in realtà la maggior parte erano di Brunori della Maggioranza) e il PD le boccia senza appello. Anche perché poi, se le approvasse,  si troverebbe nell’imbarazzo di doverle realizzare; come è successo per le tre  Delibere del Movimento 5 Stelle sull’edilizia, approvate il 17 di Ottobre, ma ancora ferme con le 4 frecce  sulla scrivania di Gnassi (l’avevo detto io che era meglio dargli qualcosa da colorare).

Nel mezzo di tutto ciò la Minoranza che mette i puntini sulle i e una Maggioranza zero proposte, non sia mai che qualcuno muova qualcosa sul Turismo che Gnassi non voglia: sai i Consigli di Punizione che gli fa fare di Sabato sera?!  Zerbini il solo picco fuori scala. Prova a dire che quando si parla di Turismo ci vorrebbe la presenza di chi ne ha le deleghe, ma poi non può fare a meno di tornare a segnare il posto. Ne soffre e si vede. Infatti per dissimulare  fa tanto il simpatico da beccarsi  gli ammiccamenti dell’Assessore “Parafango” Visintin.

Dopo la finta discussione sul turismo (per discutere ci vorrebbero due parti, ma la votazione di una era già decisa dal padrone dell’asino) si entra nella fascia d’orario vietata ai cittadini, minorenni o maggiorenni che siano. Si puniscono da soli costringendosi ad ascoltare fino a tarda notte cose sulla Fiera e sul Palas che la notte, nei loro letti, continuano a ripetersi che non sono vere. Giocano con i cellulari, dormicchiano, non dicono nulla fino al momento in cui possono bocciare tutto e andare a casa.

Beh non proprio tutto. I Consiglieri di Rimini Nord non possono bocciare l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiede di considerare una piscina nella zona Nord della Città, invece che intasare, più di quanto già sia, una zona che ne ha già due di piscine. Così escono e non votano. Complimenti a voi gente del Nord  per la scelta dei Consiglieri Cuor di Leone.

Cosa resta di questo doppio Consiglio? Rimane l’immagine di un PD a pezzi che cerca di far finta di nulla mostrando muscoli che non ha. Sono passati dal rifiuto di presentarsi ai Consigli al volerli fare tutti insieme,  spostando a notte fonda le cose che la gente non deve sapere. Forse i più esperti tra loro sono confortati dalla falsa consapevolezza che la popolazione dimentichi sempre tutto, altrimenti non si spiegherebbe il loro comportamento, ne il fatto Astolfi (Ercolino sempre in piedi) minacci il pubblico di passare a metodi più materiali per spiegare i suoi concetti.

P.S.

Fare lo scemo per non andare in guerra è sempre una buona tattica di sopravvivenza … basta riuscire a sopportare il lieve effetto collaterale di essere considerato tale.

Davide Cardone

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Il Potere delle Parole.

La Potenza delle parole è qualcosa di magico e ineguagliabile. Scritte o pronunciate  finiscono sempre per dare la misura della realtà, indipendentemente da chi le usa e dal suo scopo. Solo chi ne conosce la forza e la pericolosità sta ben attento a quello che dice, perché sa quello che può succedere.

Prendiamo un esempio terra terra, giusto per capirci, un riferimento facile: Andrea Gnassi, il Primo Cittadino di Rimini. Un politico che voleva “rompere i ponti con il passato” e in effetti i ponti di Rimini se la stanno vedendo brutta. Un giovane Sindaco che voleva “far sparire il vecchio PD”, senza ricordarsi poi di far apparire altro. Un Candidato che voleva “rendere trasparente la Casa Comunale”.

Che dire… anche questo ultimo desiderio si è realizzato e per diversi motivi. Il primo fra tutti è che i piani dell’Amministrazione finiscono sempre per venir rilevati.  Certo, la causa è la dabbenaggine degli occultamenti e la voglia dei cittadini di informarsi, ma comunque sempre di trasparenza si tratta.

Tutti sanno che il Palas è una smargiassata fabbrica debiti e tutti, dopo l’annuncio di Acquarena, hanno capito  che, nonostante le dichiarazioni di guerra al cemento, sta per arrivare una robusta colata nel cuore di Rimini per  mettere una pezza alle ambizioni del Signor Cagnoni. Non è un mistero, ma non è proprio l’esempio di trasparenza di cui ci faremmo vanto.

E’ così. Le parole si avverano. Un’altra cosa che voleva sconfiggere Gnassi  era il “Grillismo“, lo ha pure dichiarato in televisione. Udite udite, non sa nemmeno lui come ha fatto, ma c’è riuscito. Il “Grillismo”, parola che dato il suffisso “ismo” racchiude il Movimento 5 Stelle in un atteggiamento più che in una consapevolezza, è stato eliminato, perlomeno a Rimini. Il motivo è che il disfacimento del locale centro sinistra ha prodotto la ricerca, da parte dei cittadini, di qualcosa di più solido. Così, anche grazie al Gnassismo, il Movimento non è più una protesta, ma una necessità.

Non si è capito poi se faceva parte dei piani del Sindaco anche la trasparenza della sua maggioranza, ma, se era nei piani, ha sicuramente  ottenuto molto di più di quanto abbia ipotizzato. Pur di non parlare del Palas i banchetti alla sinistra del Primo Cittadino non sono più occupati, se non per il tempo necessario a votare le delibere di Giunta, poi tornano vuoti. Questo Giovedì ci sarà un nuovo Consiglio Comunale dove sono stati accumulati ben tre Consigli Tematici, probabilmente preceduti dal voto sul Bilancio Consuntivo.

Da notare come la fastidiosa discussione sul Palas sia stata spostata al 18° posto, sebbene il suo Tematico, caduto per assenza ingiustificata della maggioranza, fosse precedente a tutti i 17 punti all’ordine del giorno che lo precedono. Che dire… un’altra mossa trasparente, per quanto stupida. (Qui il link ai punti del consiglio 20 marzo )

Concludendo. State attenti a quello che dite poiché potrebbe realizzarsi in un modo che non avevate considerato, ma soprattutto speriamo che le dichiarazioni del Primo Cittadino, che vi vogliono tutti in bicicletta, non si realizzino solo per sopravvenuta povertà della popolazione.

P.S.

Non vi preoccupate per la cosa sulla povertà che ho scritto… Gnassi è andato a cercare i turisti della Rimini futura in Cina e in India. Male che vada ci insegneranno a sopravvivere con una ciotola di riso.

Davide Cardone

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Là…. dove rotolano le balle.

Una domanda…

Ma dove sono finite le trame della politica? Quei disegni diabolici che da Giolitti a Berlusconi hanno cambiato stile, ma non complessità, che fine hanno fatto? Siamo diventati esseri così semplici che basta l’agitarsi di una mano per essere scippati con l’altra?

Lo so. Sono tre domande, ma complementari e ultimamente ricorrono spesso nelle giornate di alcuni, non ottenendo incidenza probatoria. No, non sto parlando della situazione nazionale, sebbene Renzie, che promette 1000 euro se lo voti alle europee, sia la rivisitazione in chiave semplicistica del “se mi voti ti trovo il lavoro” (e ti regalo un pesciolino rosso). La riflessione riguarda la politica locale.

Da quando ho cominciato ad osservare da vicino l’operato degli Amministratori di Rimini ho avuto modo di scorgere, in diverse occasioni, uno strano gioco: le tre carte scoperte. Della serie “puoi indovinare quante volte vuoi che tanto non pago”. Attenzione però, non sto parlando di imposizione di puro autoritarismo , mi riferisco invece a quell’atteggiamento adolescenziale per cui, anche scoperti, si continua a negare l’evidenza.

Strano  associare l’adolescenza ad una Maggioranza eletta, ma si fatica a cogliere un riferimento più adeguato. Il continuo addossare le proprie responsabilità agli altri, il rifiuto del confronto, se non con regole proprie decise al momento secondo convenienza e balle, tante balle, perché essendo poco precise hanno bisogno di correzioni continue, in una catena senza fine.

Un esempio recente.

Il PD Riminese ha una lunga storia senza soluzione di continuità, normale in un paesone che gioca a fare la città. In questo percorso i suoi leader, sia di facciata che di vero potere, hanno preso molte decisioni e molte sono state sbagliate. Una di queste è il Palas. Inutile, costoso ed espressione di un desiderio di prestigio sganciato dalla realtà. Proprio le motivazioni per cui è stata decisa la fattibilità di quest’opera hanno in questi giorni restituito tutti i loro limiti, mettendo in evidenza un debito non pagabile con il normale esercizio.

Il Partito Democratico (e derivazioni varie) che deve sfuggire al confronto cosa fa? Nega la richiesta di Consiglio Tematico non presentandosi. La scusa  che la Minoranza abusa dei Consigli Tematici è ovviamente una balla, ma il problema è che, come da tradizione, ha le gambe corte.. come si rimedia? Se ne racconta un’altra, che  copre la prima, nel successivo Consiglio Comunale e si scappa anche da quello. “E’ la minoranza che con le sue assenze non garantisce il numero legale”, meno male che ci sono video e foto che provano il contrario, perché la storiella è raccontata con tale naturalezza che potrebbe sembrare vera.

Ad incaricarsi di far rotolare le balle, Marco Agosta (capogruppo PD) che non interviene spesso, ma quando lo fa si può stare certi che le dichiarazioni si rinfacceranno al suo Partito peggio di una peperonata mangiata all’una di notte. Personalmente dei suoi interventi , con la tenerezza che si deve alle grandi figuracce, ne ricordo quattro.

  1. Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”: un inno quasi gridato in Consiglio Comunale finito con il fallimento di Aeradria.
  2. Per questo voteremo no”: parlando del voto al Prelievo congiunto con i Teleriscaldati al TAR, famoso perché dopo il suo discorso votarono tutti a favore.
  3. Con il nuovo presidente della Commissione Urbanistica il PSC sarà risolto entro un mese”: era il 17 Ottobre 2013.
  4. Per quella rotonda avremo prestissimo delle novità importanti”: in una riunione del Comitato di Santa Giustina prima di Natale. Molti pensarono che  per novità intendesse l’informarsi del tema di cui stava parlando, ma il successivo Consiglio Tematico dimostrò che si trattava di speranze vane.

Intendiamoci, la colpa non è sua. Lui è solo uno dei Frontman  senza talento che il Partito Democratico oppone agli inevitabili nodi che arrivano al pettine. Il dato più preoccupante, lo ribadiamo, è la gestione adolescenziale della cosa pubblica. Ai cittadini comunque non sfuggono certe inadeguatezze tanto è vero che proprio i consigli tematici, che ci si affanna a negare,  sono  banchi di pubblica verifica dove il PD rivela una dispersione emorragica di consensi.

P.S.

Il fatto di non voler trattare i Consigli Tematici della Minoranza non li annulla poiché la loro richiesta, a dispetto di quanto affermato, è lecita e sono stati anche tutti ripresentati. Siamo in attesa della nuova geniale balla per  evitare i prossimi … o si decideranno a fare i compiti?

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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HARAKIRI.

A Rimini c’è un buco nella Democrazia e, se guardi bene, si vede che è a forma di PD.

Le indiscrezioni della settimana scorsa si sono tramutate in realtà, le voci che volevano il Partito Democratico come sabotatore del Consiglio Comunale (di nuovo) si sono realizzate e ieri sera tra i fischi, sdegno e pernacchie i sedicenti Democratici hanno abbandonato l’aula. La cosa più triste è che, qualcuno, aveva in faccia l’espressione “ve l’abbiamo fatta”, senza comprendere  appieno il gesto che stava compiendo.

I fatti.

Dopo un  precedente annullamento, quello del Consiglio Tematico sul Palas, ieri sera si sarebbe dovuto parlare di Turismo in Consiglio Comunale. La seduta si è aperta irritualmente poiché, come dichiarato in un’altra occasione dalla Presidente Donatella Turci, le sessioni tematiche non possono comprendere altri argomenti che non siano quelli “in tema”. Inutile sottolineare che vi sono regolamenti per la Maggioranza e altri regolamenti per l’Opposizione. Mentre la richiesta di Carla Franchini, che voleva trattare con urgenza la svendita delle reti gas, non poteva assolutamente essere presa in considerazione, ieri sera si è permesso di trattare abbondantemente e con gran dispendio di discorsi dello sfondamento di via Tonale.

Alla conclusione  del primo punto, entrando in trattazione il vero e proprio Consiglio Tematico, si sono verificati degli avvenimenti soprannaturali. Pare infatti, e dico pare, che la particolare forma a triangolo del Consiglio Comunale favorisca l’apparizione di un buco nella Democrazia attraverso il quale vengono risucchiati tutti gli appartenenti di: Federazione delle Sinistre, Rimini per Rimini (o per Astolfi), SEL e Partito Democratico ( un giorno qualcuno ci spiegherà perché lo chiamano così).

Così tutta la maggioranza, escluso Brunori (IDV), ma compreso Pazzaglia, la talpa della minoranza, è sparita. Il Sindaco, neanche a dirlo, ha fatto la stessa fine, ma dato che le ambiziose giacche a scacchi sbattono un po’ con il Triangolo del Consiglio delle Bermuda,  può darsi che sia riapparso sul lago di Loch Ness e che ora si stia dichiarando inventore della Notte Rosa in un Gay Bar Scozzese.

L’unico rimasto sul campo, come dopo l’esplosione di una bomba (anche l’espressione era quella) il Capogruppo del PD, Marco Agosta che, facendo sfoggio di una inesistente intelligenza politica, ha dichiarato:

Siamo in due e saremmo sufficienti a garantire il numero legale, se nella Minoranza non ci fossero delle assenze.

Chiaro cittadini Riminesi: Ne avete votati 18, diciotto si abbuffano di gettoni in Consigli e Commissioni, ma ne bastavano due, uno dei quali nemmeno ci vuole stare in maggioranza.

La reazione della Minoranza, colei che secondo un contorto pensiero del  PD dovrebbe sostenere Giunta e Consigli Comunali, è stata veemente. Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che si rivolgerà al Prefetto e al Ministero degli Interni per chiedere che il Consiglio venga sciolto. Anche gli spettatori ci sono rimasti parecchio male… avevano sopportato a lungo i discorsi di Gnassi e Galvani solo per sentire parlare di turismo, si sono fatti sanguinare il naso per niente.

La domanda è: il gioco vale la candela? Nel senso… se l’unica soluzione è un suicidio politico cosa caspita hanno da nascondere? Sarebbe il caso di tranquillizzarli perché se fosse l’incapacità che non ci vogliono far notare, beh… per quella non c’è più nulla da fare.

P.S.

A neanche 3 anni di mandato il Sindaco Andrea Gnassi non ha più una maggioranza in grado di consentire un regolare svolgimento dei lavori. Uno scioglimento coatto sarebbe un atto di grazia.

Davide Allibito Cardone

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La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

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Acchiappa la Talpa.

acchiappa la talpa!Ieri sera nel Consiglio Comunale di Rimini è venuto a mancare, ancora una volta, il numero legale e la seduta è stata sospesa.  La minoranza accortasi che la maggioranza non poteva garantire il numero legale l’ha chiamato e… “Per un punto Martin perse la cappa”.

Si per un solo voto e indovinate qual’era la testa mancante? Che domande, quella del Sindaco! La sua presenza, più il saldo presidio di Fabio Pazzaglia di Sel, che, nonostante le continue lamentele proprio sul numero legale, non può fare a meno di proteggere la “costa natia”, avrebbero risparmiato alla maggioranza l’ennesima debacle.

Peccato, perché si discuteva del bilancio di Rimini Holding, lo scatolone delle partecipate riminesi, e perché forse si poteva capire qualcosa in più del premiato Poltronificio Riminese. Poco male. Vorrà dire che ci dovremo accontentare del  lavoro dell’instancabile Magistrato Gemma Gualdi, a noi non resta che commentare la sufficienza con cui la maggioranza partecipa ai lavori Consiliari … anche se vien da dire che, visto  il comportamento del PD nazionale, sembra quasi che i mezzi istituzionali siano ormai poco più che una formale conferma a decisioni già prese.

Avete mai visto al Luna Park (e dicendo Luna Park so di fare un esempio gradito al Primo Cittadino) quel gioco delle talpe? C’è un rettangolo con dei buchi da cui escono a caso delle teste di talpa, che bisogna centrare con un martello. Ecco.. i banchi della maggioranza, passata una certa ora, sembrano proprio quel gioco, perché tutti assieme i Consiglieri non li vedi mai.

E’ notizia certa che Fabio Pazzaglia, in ragione dei fatti di ieri, abbia ritirato la sua firma dalla richiesta di Consiglio Tematico, chiamato per far chiarezza sullo stato del Paladebit…  ops! Scusate del Palas. Sembra quasi che venti fiorentini lo stiano definitivamente spingendo tra le braccia della maggioranza anche se la richiesta ufficiale recita:

“Come preannunciato non sosterro’ piu’ con la mia frma alcuna richiesta di Mozioni, Ordini del
giorno, Interrogazioni e Consigli Tematici che provenga dai banchi dei gruppi consiliari che ieri hanno fatto saltare il numero legale, mi vedo quindi costretto a ritirare la firma per il Consiglio tematico in oggetto. “

Pare (e dico pare) che la minoranza se ne farà una ragione, visto il centellinato appoggio ricevuto fin’ora. In ogni caso il dato contingente è che per l’attuale maggioranza, se non v’è interesse elettorale, il Consiglio e le Commissioni sono posti frequentati malvolentieri e abbandonati alla prima occasione. E’ anche vero che ci stiamo avvicinando alla Primavera, il periodo delle gite e quando c’è da scorazzare ai Casetti e alla Gambalunga nessuno si tira indietro.

P.S.

Consiglio personale dello scrivente. Le giornate sono più lunghe e più calde oramai… sarebbe ora di organizzare una bella commissione sul gelato a Poggibonsi.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Televendita.

CatturaIeri sera, su richiesta della minoranza, si è svolto il Consiglio Tematico sulla tragica situazione della frazione di Santa Giustina. Lo so, non ho cominciato bene. “Consiglio Tematico”, “tragica situazione”, non sono cose che incoraggiano la lettura, ma aspettate prima di arrendervi, perché ieri sera è stato riproposto il miracolo del Ponte, sottoforma di tangenziale.

Breve riassunto delle puntate precedenti: sono anni, sicuramente da prima di questa legislatura, che gli abitanti di Santa Giustina chiedono una tangenziale per sottrarre traffico alla congestionata via Emilia. Ultimamente, con il raddoppio del depuratore e la costruzione della centrale Biogas Avegreen, il traffico si è arricchito di centinaia di mezzi pesanti e si è riversato nella stretta via Carpinello, rendendo impossibile la vita dei residenti. A seguito di diverse disattese promesse si è giunti al Consiglio Tematico di ieri sera per costringere la politica ad impegnarsi formalmente. Risultato? Una Televendita.

Non uso questo termine a caso perché tra le fila dei tanti cittadini intervenuti il commento più comune alla spippola* numero uno del Primo Cittadino era: “ma che cosa ci sta vendendo questo…? Delle pentole?!

Bisognava essere li per capire quanto questa definizione fosse azzeccata. Una volta costretto a rendere conto delle proprie intenzioni in un appuntamento istituzionale, al cospetto di una folla piuttosto nervosa, il Sindaco si è quasi meravigliato della scarsa fiducia presente in quella sala e, come già successo con il ponte di via Coletti, ha fatto intendere che le soluzioni ci sono e sono allo studio della sua squadra da anni.

Con la sola imposizione delle mani sull’Ing. Totti sono apparsi 5 diversi progetti e, per le prime 20 telefonate, 3 soluzioni provvisorie per il passaggio dei camion. Ci si aspettava che da un momento all’altro consegnasse un omaggio a scelta tra una lavatrice e una coperta in lana merinos.

Intendiamoci. Tutte le persone presenti al Consiglio Tematico erano estremamente informate sui fatti e sapevano benissimo che  le soluzioni proposte sono quelle scartate nel tempo, perché troppo onerose o impraticabili, come sapevano delle soluzioni provvisorie che, per essere chiari, sono in discussione da tempo tra residenti e associazioni ambientaliste. Lo show era forse per gli addetti ai lavori, gli unici che il giovedì sera si soffermano a guardare in TV o in streaming un Consiglio Comunale.

Comunque il gioco è questo: Non ci avete portati voi qui, ma siamo venuti noi ora che siamo pronti, abbiamo i soldi (10 milioni di euro) e possiamo riprendere la tangenziale già deliberata, ma sospesa con decisione informale (qualsiasi cosa essa sia). Se tutto va bene, cioè se VOI non ci mettete i bastoni fra le ruote, i lavori cominceranno nel 2016. Ops! Fine legislatura.

Potete ben immaginare cosa abbia scatenato un simile atteggiamento nel pubblico e nelle forze di minoranza. In particolare vi consiglio di ascoltare l’intervento del Consigliere Casadei  (sul magnetofono al minuto 2:23:40 http://www.comune.rimini.it/servizi/consiglio/streaming_consiglio/). Attraverso lo strumento del Magnetofono si può anche notare come la verve Mastrotiana del Sindaco sia inversamente proporzionale alla vitalità della sua maggioranza che è intervenuta scompostamente, con brutti interventi, il più delle volte fuori luogo. Citiamo ad esempio il Consigliere Allegrini il quale, nonostante sia il Presidente della III^ Commissione, quella Urbanistica per l’appunto, non ha trovato niente di meglio da rappresentare se non il fatto che fosse in possesso di foto compromettenti sull’evidenza che non solo il PD diserti le commissioni. [Una nota personale: Allegrini… un adulto, un Consigliere, un Presidente di Commissione non  dovrebbe farsi frustrare così tanto dallo scarso successo su Facebook e dai pochi “mi piace”.]

Ci sono cose però che il Magnetofono non può mostrare, come l’ingente presidio di forze dell’ordine. Carabinieri, Esercito e Polizia Municipale forse avevano qualcosa di più utile da fare piuttosto che contenere l’inesistente pericolosità di un Comitato composto solo da famiglie. Se si arriva ad aver paura di persone normalissime forse non si è fatto proprio tutto come si doveva.

Altra cosa che lo streaming in consiglio fa fatica a testimoniare sono i malumori del pubblico, il quale non ha mancato di sottolineare i passaggi più meschini, ma anche i colpi bassi del Sindaco che, oltre a comportarsi da disturbatore contro ogni intervento sensato, non ha rinunciato nemmeno questa volta all’offesa personale accusando la Consigliera Carla Franchini di un non meglio identificato passato da elemosinatrice presso il PD. Insomma un maestro d’etichetta.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere sulla televendita di ieri sera, ma vi voglio lasciare con l’essenziale. Il nuovo corso del Partito Democratico così simile a quello passato che potrebbe andare bene per il gioco della settimana enigmistica “Scopri le differenze”, un Sindaco imbonitore che, dato lo scarso spessore della sua maggioranza, deve far cadere dal cielo qualsiasi cosa, anche se si tratta semplicemente del suo dovere e la gente sempre più schifata dalla politica. Questo il quadro.

P.S.

Alza la cornetta il Mondial Gnassi ti aspetta…..

*Spippola: Nel gergo dei Consiglieri Comunali tedioso discorso del Sindaco pieno di vision e prese di distanza dalle responsabilità.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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La Voce… dei dilettanti.

giornOk, siamo in campagna elettorale, è chiaro. La caccia al Grillino è stata ufficialmente aperta e l’arma, come usanza, è la stampa. Ora mi si dirà che scrivo questo perchè sono del Movimento 5 Stelle. Verità ineludibile, ma è altrettanto vero che c’è più giornalismo nel comando Ctrl+C della mia tastiera che negli articoli di cui vi parlo oggi. 

Sono partito un po’ duro, lo so, ma leggete cos’ho da raccontarvi. Sono giorni ormai, esattamente dall’elezione di Renzie, che tra un editoriale, una lettera al Direttore , un articolo di spalla e un articolo intero i giornali locali (ma non solo) gli danno addosso al Grillino. Il motivo è semplice da capire, Renzie non sarà certo colui che toglierà i finanziamenti pubblici a cotanto professionismo e dunque, visto che gli altri sono tutti bolliti, meglio dargli addosso al Movimento.

Entriamo nel vivo. Dopo aver risposto con una nota personale su Facebook al Carlino, per aver usato la lettera di un ignorante (nel senso che ignorava la materia di cui stava scrivendo) allo scopo di addossare i mali di Rimini a Giulia Sarti e al Movimento, scopro un interessante articoletto sulla Voce di Romagna.

sarti spiaggie - voce E’ piccolo, discreto, se ne sta da una parte, ma dice cose ambigue. Dice che Pizzolante ha infilato nel Decreto del Fare (qualsiasi cosa esso sia) un emendamento a favore della Lobby dei Balneari e che il Movimento 5 Stelle ha fatto altrettanto con un emendamento a firma Giulia Sarti. “Strano”, mi dico. Giulia siede in Giustizia e Antimafia, quando ci sono cose che ci riguardano ci sentiamo sempre. Per sicurezza scartabello il sito della Camera e OpenParlamento (http://www.openpolis.it/), ma non trovo nulla. Poi le mando un messaggio come prova del Nove. Mi risponde di essere allettata con la febbre e che nei giorni precedenti era a Reggio Calabria in Commissione Antimafia. Della serie: i Pianisti li conosciamo, ma i Telepati? Il mistero è presto risolto con un minimo di ricerca. E’ un errore dell’Agenzia di stampa Dire. Hanno invertito due numeri, succede e Giulia non ha firmato nessun emendamento sui balneari.

Sciocchezze. Sarà materiale per le portinaie di regime e gli verrà smontato in faccia. Neanche avessi avuto una premonizione il fido Consigliere Simone Bertozzi (PD) rilancia un post del Consigliere Allegrini (PD) che entusiasta di aver smascherato i Grillini conclude con ben tre punti esclamativi.

Parliamoci chiaro. Io oggi avevo da fare, non potevo scrivere questo pezzo, mica mangio con la politica come i Piccari, uno a leggere il giornale nelle commissioni e l’altro a presidiare Chiamami Papà (o era CNA) contro la minaccia grillina. Però oggi apro la Voce e che ci trovo? Ottusa insistenza.

I Grillini fanno un regalo anche al Twinga di Briatore – Sel e Verdi contro l’emendamento del M5S sui balneari”

voceCaspita! Esclamo interiormente. Quando Giulia era qui a Rimini, sul cantiere del TRC, a parlare con i cittadini in difesa di un’ordinanza Tar e di un cittadino a cui stava per essere buttata giù illegittimamente la casa, non abbiamo avuto l’onore di un titolo così grosso ed evidente… vuoi vedere che sto giro ci hanno scoperto?

Nell’articolo si dice che un emendamento a firma Carla Ruocco (M5S) regala un anno di affitto ai balneari con annesso condono di morosità a chi non avesse pagato i canoni. La voce riportata in maniera così sensazionale è quella di tre deputati di Sel che, nel mare di nefandezze del Decreto del Fare, stanno più concentrati sul Movimento che sul Partito Unico, di cui evidentemente fanno parte. Ma cosa dice questo emendamento? (vedete come si perdono le mattinate?)

Ancora una volta, non per gloria ne per denaro, mi rimetto in moto e faccio quello che qualsiasi pirla di giornalista con una connessione internet e un telefono dovrebbe essere in grado di fare. Informarsi. La ricerca è stata un po’ complicata perché quando si parla di emendamenti di solito sono correzioni di decreti legge che sostituiscono frasi di altri decreti, successivamente trasformati, a loro volta, in legge.

L’emendamento in oggetto è il seguente:

Dopo il comma 183, aggiungere i seguenti:

  183-bis.Il comma 5-bis dell’articolo 19 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, è sostituito dal seguente:
«5-bis. Nelle more dell’approvazione di una normativa chiara e congrua volta a stabilire gli importi dei canoni da applicare alle concessioni demaniali marittime, fino alla data del 30 settembre 2014 sono sospesi i pagamenti dei canoni per le concessioni demaniali marittime indicate all’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, anche qualora i relativi importi siano stati iscritti al ruolo esattoriale e siano state emesse cartelle di pagamento da parte degli agenti incaricati alla riscossione».
183-ter. Fino alla stessa data del 30 settembre 2014 sono sospesi i procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti, e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.Conseguentemente, al comma 524 aggiungere, in fine, le parole: ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

e l’articolo 5-bis a cui fa riferimento dice questo:

5-bis. Fino alla data del 15 settembre 2013 sono sospesi ipagamenti dei canoni per le concessioni demaniali marittime indicate all’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, anche qualora i relativi importi siano stati iscritti al ruolo esattoriale e siano state emesse cartelle di pagamento da parte degli agenti incaricati alla riscossione. Fino alla stessa data del 15 settembre 2013 sono sospesi i procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi, relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dal medesimo articolo 03 del decreto-legge n. 400 del 1993. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le amministrazioni competenti provvedono a trasmettere all’agente della riscossione l’elenco dei codici tributo interessati dalla sospensione.

Lo so. Numeri, date, leggi…. resistete, riassumo io per voi se vi fidate. L’originario 5-bis sospendeva i citati pagamenti (sospendeva, non condonava ne affitti ne multe) fino alla data del 15 settembre. L’emendamento Ruocco cambia la data al 30 settembre. Perchè 15 giorni in più? La soluzione del mistero è nell’emendamento stesso:

“Nelle more dell’approvazione di una normativa chiara e congrua volta a stabilire gli importi dei canoni da applicare alle concessioni demaniali marittime…”

Tradotto: se non sai quanto e a chi devi fare pagare conviene che aspetti qualche giorno in più fino a che le cose non sono chiare.

Sinceramente… Questo non era certo un pezzo di giornalismo investigativo. Cosa mi si vuol opporre a questa mia semplice ricostruzione? Che il giornalismo è un lavoro difficile? Che non si è pagati abbastanza per fare un lavoro decente? La mia domanda è: se articoli del genere non valgono la pena del lavoro di verifica…. che cosa li scrivete a fare?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Grosso guaio a S.Giustina Town

biogasPrendete una strada di grande comunicazione congestionata, aggiungete una Centrale a Biogas che Parma non ha voluto e un Depuratore da ampliare. Fatto? Bene, ora popoliamola con centinaia di camion che devono passare necessariamente per una strada larga tre metri, per portare il materiale alla centrale, per toglierlo da Depuratore e per portare il calcestruzzo dove va fatto l’ampliamento.

Benvenuti a Santa Giustina, il posto dove, se la gente vive normalmente il proprio territorio, il traffico di blocca. Sì perché la famosa protesta che l’Amministrazione tenta di impedire, a suon di chiacchiere, non è altro che un leggero accentuare l’uso della loro frazione. Chiaro che poi più si arrabbiano e più accentuano.

Motivi per arrabbiarsi ne hanno diversi. Il primo è una strada che in un giorno qualsiasi di Maggio, senza fiere ne feste, riesce a totalizzare il passaggio di più di ventimila veicoli, ma ce ne sono altri, altrettanto gravi, come l’aver previsto una centrale Biogas e l’ampliamento di un depuratore senza prima prima pensare alle strade di servizio. Cosa comporta tutto ciò? Provate a dire ad un abitante di Santa Giustina che fumare fa male e state a vedere le risate che si fa.

Le soluzioni ci sarebbero e sono state indicate, ancora una volta, dagli stessi abitanti che ieri sera, in un’assemblea aperta, hanno goduto della sorpresa di una folta partecipazione di consiglieri comunali. Presenti, oltre agli abituè del Movimento 5 Stelle, Renzi (Fratelli di Italia), Allegrini (PD), Pironi (PD), Galvani (FDS), Mauro (Pdl.), Agosta (PD), Marcello (Pdl), Gallo (PD), Giorgetti (PD), Mancini (PD), Mazzocchi (PD).

L’assembramento di eletti va spiegato, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che per garantire il numero legale alla maggioranza convenga fare i Consigli Comunali a Santa Giustina. Il motivo della mobilitazione sono stati i soliti Grillini che tramando nell’ombra, come loro uso, hanno ordito per convocare l’ennesimo Consiglio Tematico, questa volta proprio su Santa Giustina. Il Partito Democratico sembra aver imparato che ad ogni convocazione tematica corrisponde un afflusso in overbooking al Consiglio e una perdita esagerata di voti per manifesta impreparazione.

Ieri sera dunque, dopo un’opportuna riunione di maggioranza, i Piddini si sono riversati in massa in quel di Santa Giustina. A guidarli Marco Agosta, il protagonista della Hit Parade delle figuracce Aeradria, reduce dal suo successo : “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi!!“. A coadiuvarlo Allegrini nel suo nuovo ruolo di Predidente della III^ Commisione Territorio, Ambiente e Mobilità, anche lui reduce da un successo: il suo “Entro un mese avremo il PSC” (roba per intenditori di urbanistica).

Chi vi scrive non ha idea di cosa si siano detti nella riunione di maggioranza, l’unica cosa sicura è che gli hanno spiegato come trovare la sala dove si sarebbe tenuta l’assemblea. Per il resto mi sono sembrati un po’ vaghi, anche nelle motivazioni per le quali hanno richiesto di spostare il consiglio tematico a Gennaio, infatti le spiegazioni sono andate da “sotto le feste pare brutto” (sembra che a Babbo Natale non piacciano i Consigli Tematici), a “dobbiamo controllare i valori del Cromo per avere dati certi” (qualsiasi cosa esso sia).

Il Comitato ha accettato trattenendo tra le labbra un sorriso amaro, lo stesso che non hanno saputo nascondere ascoltando il repertorio di Allegrini ed Agosta, gemelli diversi, ma non nello stile di arrampicata su specchio. Il Primo è andato brutalmente fuori tema spiegando quanto sia importante il Depuratore per la realtà turistica di Rimini, realtà di cui sicuramente vivrà anche qualche abitante di Santa Giustina. Il Secondo ha addirittura sostenuto che uno dei lavori promessi, in un precedente incontro ravvicinato con l’Amministrazione, non era stato ancora incanalato nel giusto percorso per la mancanza dei permessi Anas, ma che grazie al loro intervento si sarebbero ottenuti in un paio di settimane.

Dobbiamo necessariamente sottolineare che, se fosse vera la documentazione che il Presidente del Comitato ha garbatamente  illustrato, ma non abbiamo nessun motivo di ritenere che non lo sia, il progetto quelle autorizzazione le aveva già ottenute. Dunque la mossa sarebbe: dare per certamente in arrivo qualcosa che si ha già, ma non si è voluto usare. No comment.

In sintesi ieri sera abbiamo assistito all’ennesima manovra di disimpegno dei maggiorenti di questa martoriata Rimini o almeno ci è sembrata tale ed avremmo un immenso piacere nel venire smentiti. Purtroppo l’impressione è che la modalità di soluzione dei guai sia sempre quella, impressione che ci pare condividere con i pluridelusi abitanti di Santa Giustina a cui hanno, per l’ennesima volta, chiesto di sospendere le proteste senza dare nulla in cambio, se non l’impacciata presenza di qualche consigliere.

Chiediamo scusa al comitato per non aver raccontato nel dettaglio il loro problema, ci saranno altre occasioni, per oggi abbiamo preferito evidenziare quello che, secondo noi, è un comportamento inconcludente ed improduttivo, ma che viene applicato ad ogni guaio di Rimini.

P.S.
Ieri sera presentazione ufficiale di un’altra composizione di Agosta :”Parto dalla Premessa“. Siamo sicuri che sarà una delle Hit di Natale.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Il Ponte dei Miracoli.

20090910180656!Lisbonnes_Saint_Antoine_Sé-Patriarcal_082006Avete mai sentito parlare di Sindaci Messianici? A Rimini ne abbiamo uno. Vi spiego meglio.

Il Ponte di via Coletti, come noto, deve essere abbattuto. Il fatto che si sappia però è incidentale poiché l’Amministrazione l’aveva solo timidamente ammesso in una commissione scarsamente documentata. L’intenzione era di procedere, discretamente, con il primo dei miracoli: L’apparizione del semaforo del senso alternato.

Da un giorno all’altro i cittadini, ma a questo punto è meglio chiamarli i fedeli, si sarebbero dovuti trovare un bel semaforo a disciplinare i sensi di marcia, per non appesantire il povero ponte che, secondo una relazione dell’Università di Ancona, avrebbe dovuto chiudere già in Luglio. Quello che muove i ragionamenti di questa Giunta dev’essere il fatto che i miracoli non bisogna spiegarli e forse è per questo che altre correnti di pensiero si sono preoccupate dell’informazione mancante.

Fatto sta, innegabile, che il Ponte va giù. Che sia morte naturale o eutanasia non conta perchè il risultato è lo stesso. Come dovrebbe fare allora un povero Sindaco, avversato dalla crisi, a mantenere in piedi gli interessi della Rimini che conta veramente e contemporaneamente restituire un ponte alla Rimini di serie B? Operando il secondo miracolo: il Prodigio del Ponte Militare.

trovacinema-repubbblica143478Con la delibera di Giunta 244 del 26 settembre, roba che non passa per il Consiglio Comunale, si stabilisce che, spaccando il porcellino, il Ponte di via Coletti può essere degnamente sostituito con un ponte Bailey. Sapete cos’è? Avete presente il “Ponte sul fiume Kwai”? Esatto, un ponte militare.

Il problema è che a Rimini nord non si sta girando un film sulla seconda guerra mondiale e quando i fedeli lo vengono a sapere, seppur grati del miracolo, ritengono il ponte non congruo con il sacrificio di rimanere almeno 5 mesi senza una naturale via di comunicazione. I credenti sono così, non è egoismo, è che quando vedono che un miracolo tira l’altro si ingolosiscono e si radunano al tempio per chiedere di più.

Ieri sera al Consiglio Tematico per il Ponte di Via Coletti solo posti in piedi. Non è stata una sorpresa. La riuscita la si poteva intuire da diversi segni premonitori, come assemblee del insideMovimento 5 Stelle affollate e una pagina Facebook che ha raccolto quasi 400 utenti in una settimana (utenti veri non comprati come quelli delle pagine che 9 ore dopo la loro nascita hanno un milione di utenti) con portata virale di 9000 persone in crescita. Non è stato però l’assembramento, sebbene propiziatorio, il miracolo della serata, i presenti hanno infatti assistito alla: Trasmutazione della Delibera.

Tutti i Consiglieri, comprese “Queste Teste…” (cit. Marco Agosta) di maggioranza, sono arrivati in Consiglio Comunale convinti che si parlasse della delibera 244, ma la stessa, sotto gli allibiti occhi di tutti, si era trasformata in un nuovo progetto: non più un ponte militare provvisorio, ma un ponte modulare a tre campate della durata di 50 anni. Glorificamus.

Ora per favore non mettetevi a spaccare il capello in quattro. E’ vero che nulla è stato deliberato, è vero che nessuno sapeva niente, è vero che ai fedeli non è stato mostrato neanche uno scarabocchio , ma è anche vero che nella nuova gara (nella prima l’unico partecipante non aveva considerato i sottoservizi) sono stati messi a compenso 2.650.000  Euro chiavi in mano. Dunque fanatici della simulazione bellica fatevene una ragione, sarà un pontaccio, ma non militare. Rimettete la mimetica in naftalina.

Rinvenuti dallo shock della trasmutazione i Consiglieri hanno finito i loro origami con la delibera 244 e hanno fatto le loro proposte. Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) e Gianluca Tamburini (M5S) hanno sostenuto che per non bloccare la circolazione ci voleva un ponte provvisorio, di fianco o sopra, nell’attesa del termine dei lavori. Altri come Luigi Camporesi (M5S) hanno fatto notare come gli studi tecnici mandano da 10 anni i loro progetti al Comune e che nei cassetti  di Palazzo Garampi si possono trovare studi per tutti i costi e per tutte le stagioni. Altri ancora, come il fido Pazzaglia (SEL), si sono rifugiati nell’apologia delle rotonde come fluidificante di fascia… “a Cattolica ne hanno fatte tante e non mi risulta che abbiano grandi spazi“. Infatti Consigliere alcune rotonde di Cattolica sono dei bollini delle Banana Ciquita che nessuno a mai raccolto.

Tutti gli ordini del giorno sono stati bocciati, tranne quelli di Sara Donati (PD), ottimo aspetto, buon tentativo, ma pessima scelta di partito, che ha ottenuto un passaggio ciclopedonabile, ventilato da qualcuno come già in programma con richiesta al genio pontieri di non ho capito dove…. forse di Addis Abeba, ma forse ho capito male influenzato dal trattamento da terzo mondo.

Predica ai pesciLa materia dei ponti è molto complicata, anche per il carico simbolico che posseggono, ma questa volta chi vi scrive, a costo di sembrare fuoriluogo, vorrebbe accostare la sua proposta a quella già santificata. Esiste un progetto, in realtà pensato per un altro ponte, ideato dal Designer Giuseppe Mazzotti: Il Ponte dei Miracoli. Il Progetto replica nel disegno il miracolo della predica di Sant’Antonio ai pesci. La proposta ebbe anche il placet di Tonino Guerra che lanciò un accorato appello autografo: “Sant’Antonio hai smesso di parlare ai pesci e mi dispiace. Vi prego fatelo parlare ancora.”

Tonino… se mi senti da lassù, ieri sera ho visto uno che magari non era esattamente Sant’Antonio, ma che fosse sicuro di parlare con i pesci è garantito. Eh già, perché se un Sindaco ti viene a dire che la scelta del ponte Bailey era stata fatta per via dell’emergenza e non c’era tempo di scegliere, deve poi anche spiegare per quale altro miracolo l’emergenza cala con il passare del tempo. Sarebbe più di questa terra la decisione contraria: volevo fare un ponte decente, ma è passato troppo tempo e per garantire sicurezza e viabilità ho dovuto chiedere un ponte brutto, ma rapido. C’è anche da dire però che di fronte ai miracoli non bisognerebbe farsi troppe domande.

P.S.
Ieri sera ho visto il Primo Cittadino rosicchiarsi le unghie fino alla prima falange e litigare con il pubblico. Forse quando si passa dal sogno al segno il passaggio non è sempre dolce, soprattutto se a darti la sveglia è gente con un problema reale.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

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La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Gaiofango – come ti consumo un territorio.

13 - 17Ci sono delle definizioni che entrano prepotentemente nella vita delle Comunità ed assurgono immediatamente a vere e proprie rivoluzioni culturali. Il Wellness, la decrescita felice, le energie rinnovabili… tutti concetti che sembrano indicare con sicurezza quale sarà il nostro futuro.

Esistono però parole di cui si abusa e diventano vere e proprie tendenze da infilare in ogni discorso, con tutto il carico di alibi che si portano dietro. Una di queste parole è Bio. La vediamo applicata a qualsiasi cosa, anche a prodotti che concimano con i derivati del petrolio, non parliamo poi di Eco. Anche due assi di compensato sotto una ruota panoramica che consuma 8000 Euro di elettricità al mese posso diventare eco, anche se poi ci parcheggiano  delle Ferrari.

Fra i modi di dire più fraintesi nel senso c’è : Consumo del territorio.

Cosa vuol dire? Che bisogna camminare poco sul territorio in modo che duri? No. Vuol dire che bisogna costruire il meno possibile e, se proprio si deve fare, bisogna farlo in modo da non implementare lo squilibrio socio-economico-ambientale. Chi intende o presenta lo stop al consumo del territorio come ritiro delle concessioni edilizie ai privati lo fa in maniera decisamente incompleta,  oppure furba,  o anche ignorante. Facciamo però degli esempi pratici, altrimenti il concetto potrebbe sfuggire.

Mercoledì 1 dicembre 2010, nel discorso che rimase famoso come “Il discorso del Bar da Gigi”, secondo in gradimento solo a “I have a dream” di Martin Luther King, Tiziano Arlotti parlò ai cittadini di Gaiofana. Ecco un estratto del suo toccante discorso:

“ […]Non esiste un centro senza la sua periferia; non esiste una periferia senza il suo centro. Rimini non può vivere senza il suo entroterra tanto quanto senza il suo mare. Abbiamo bisogno di un progetto comune, di un patto fra comunità, cittadini e formazioni sociali per valorizzare un ecosistema di persone in rapporto col proprio territorio, troppo spesso consumato indebitamente. Dobbiamo sostenere i giovani che vogliono competere, fare impresa e arricchire il nostro entroterra riacquistando la volontà e il senso di lavorare la terra e goderne dei frutti quale parte qualificante della nostra cultura e strumento educativo fondamentale. Possiamo e dobbiamo usufruire delle potenzialità del nostro territorio, perché sia terreno fertile di imprese giovani e dinamiche, un luogo in cui il contadino diventi imprenditore agricolo di sé stesso e custode del paesaggio.  Possiamo sempre più valorizzarne i prodotti, tramite progetti di filiera. Dobbiamo riqualificare l’entroterra per chi lo voglia abitare, con la creazione di servizi necessari alle famiglie e maggiore disponibilità ad ampliare gli edifici abitativi e riqualificarne di vecchi, privilegiando l’utilizzo di tecniche di edilizia compatibile con l’ambiente e promuovendo l’impiego di energie da fonti rinnovabili […]” 

Letto che parole? Vi sentite toccati? Persone in rapporto con il proprio territorio consumato indebitamente.. custodi del paesaggio. A pochi metri, ma proprio pochi, stava nascendo Gaiofana in tutto il suo splendore: un quartiere dormitorio.

Un quartiere dormitorio, per chi non lo sapesse, è un agglomerato di case dove la gente dorme solamente, ma poi per socializzare, lavorare, istruirsi, fare la spesa e sbrigare le pratiche amministrative deve prendere la macchina e recarsi verso il primo centro urbano degno di questo nome. Questo è proprio consumo del territorio. E’ costruire nuovi caseggiati dove la gente in effetti non può abitare nel senso più completo del termine ed è costretta ad ingrossare le fila del traffico cittadino contribuendo a colmare le misure del PM10. A Gaiofana poi anche se qualcuno volesse usare i mezzi pubblici viene  inibito da un servizio ridicolo.

Chiariamo. Questo errore edilizio, in termini di consumo del territorio, non è opera di privati, ma di Acer (Azienda Casa Emilia Romagna), la cui titolarità è conferita alla Provincia e al Comune. Allora le domande sono: come è possibile che, contemporaneamente ai discorsi illuminati di Arlotti, il Partito che stava per candidare sindaco il Paladino Antimattone permette così languidamente la costruzione dell’ennesimo quartiere dormitorio? Ed ancora … non esiste nessuna legge e/o regolamento che impedisce di costruire dei quartieri come quello sopra descritto?

13 - 5Senza scomodare della noiosa documentazione vi posso dire che il quartiere di Gaiofana non era stato presentato (o forse è meglio dire venduto?) così. Nei progetti ancora disponibili in rete si può notare come si prevedesse: un centro polifunzionale, un campo da calcio, un parchetto con piantumazione di alberi tipici della zona, una scuola e addirittura, non sto scherzando, un anfiteatro per le riunioni dei cittadini. (Progetto)  Cosa è successo a tutte queste facilitazioni che avrebbero reso il quartiere più comunità e meno parcheggio incustodito?

13 - 6La scuola l’hanno dovuta costruire, visto che comunque quella preesistente  è già stata messa in sicurezza una volta nel 2010, ma il resto dell’elenco? … beh … si dirà, come si è già detto, che manca questo o quel permesso, che si è iniziato un certo percorso burocratico, che sono cambiate delle condizioni. Forse un giorno qualcuno saprà spiegare com’è  però  che queste difficoltà non riguardano mai, neanche in questo caso,  la parte immobiliare. In due anni hanno tirato su un intero quartiere, più veloci di un Inuit che deve costruire un igloo mentre si sta avvicinando una tempesta di ghiaccio.

Gli abitanti di Gaiofana non hanno prove per stabilire se i buoni progetti ,con cui si è ottenuto il permesso di costruire, fossero solo una rappresentazione per ottenere un risultato. Però in questi giorni si è notato che la scuola, attualmente in costruzione, era così vagamente prevista che dei presunti dirigenti si aggirano tra i parcheggi dei condomini per capire dove dovrebbe arrivare l’autobus scolastico e come fare per evitate il caos delle mamme in recupero dei pargoli, visto che i posti auto sembrano non bastare nemmeno ai residenti.

13 - 4Una nota di colore. Chi vi scrive guardando la documentazione, per capire come fosse fatto l’affascinante quartiere di Gaiofana, aveva scorto nelle carte qualcosa che sembrava un laghetto. Però  – ho pensato – un laghetto per gli abitanti di un quartiere periferico è una bella forma di attenzione.. quasi da Milano 2 di berlusconiana realizzazione. Recatomi sul posto ho scoperto appoggiata così, con indifferenza, tra due palazzi, una vasca di laminazione. Per carità è opportunamente recintata e dunque non costituisce un pericolo, ma non è proprio il paesaggio che vorresti vedere dalle tue finestre di casa. Non vorresti vedere neanche le pantegane che si aggirano in mezzo all’erba che supera in altezza i giochi dei bambini, ma niente paura quella a settembre l’hanno tagliata e hanno messo dei bei trappoloni.

13 - 23P.S.

Come si legge sul sito web di Arlotti “le passioni danno una marcia in più”, ora, aggiungiamo noi, resta da scoprire cosa si ottiene praticando la corrispondenza tra quello che si dice e quello che si fa.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Frenata d’emergenza.

puglia_trenitalia_3Come nei migliori thriller la suspance si è sciolta solo all’ultimo secondo e così i ricorrenti hanno saputo, solo dopo aver quasi rinunciato a crederci, che il loro ricorso era stato “in qualche modo” accolto da TAR di Bologna.

Chiariamo che non stiamo parlando del fermo dell’opera totale del Trasporto Rapido Costiero. Per quella immaginiamo che ci sarà poco da fare. Probabilmente tra una decina d’anni i nuovi adulti si chiederanno chi è che ha pensato ad un opera così inutile e così costosa e nuovi amministratori, magari sempre del PD, magari Renziani, diranno “mica vorrete dare la colpa a noi che siamo arrivati adesso!?

Il Golia AM (Agenzia Mobilità) la sassata l’ha presa da coloro che tra gli espropriati avevano contestato la possibilità di buttare giù una proprietà parzialmente espropriata tramite Decreto di Occupazione Provvisoria. Pare che il giudice abbia fatto leva su una dichiarazione di un avvocato di AM che insisteva sul fatto che nessuna demolizione usciva dal corridoio predisposto a suo tempo con delibera CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) e delineato dal Progetto Definitivo. Ribaltando questa semplice dichiarazione il TAR non ha sospeso alcunché, ha solo stabilito che fosse rispettato quanto dichiarato e dunque niente potrà essere abbattuto con il semplice Decreto di Occupazione Provvisoria.

Decisione che arriva in ritardo per Giovanna Fin la quale, se avesse potuto godere della stessa prospettiva, ora avrebbe ancora in uso del garage in cui teneva la rimessa di casa e del negozio.

Cosa succede ora? I telefoni, immaginiamo,  staranno squillando e le mail saranno spedite freneticamente dall’una e dall’altra parte in un Tam Tam multimediale. Pensiamo che soprattutto tra coloro che sono sempre stati contrari al TRC sorga una domanda spontanea: Quante altre azioni di AM possono essere frutto di una così arbitraria interpretazione? Beh… se c’è qualcuno che può scoprirlo è l’Ing. Luca Gallini, che, come professione, carica la fionda agli aspiranti Davide che vogliono cimentarsi contro mostri Imbattibili.

P.S.
In tutto questo saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni, la brillante e giovane manager, senza paga e solo incidentalmente nipote di Melucci.

Davide (incredulo) Cardone

[@DadoCardone]

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Ritorno al Futuro.

perfume_wantedSiete pronti per la Primavera Democrat? Si, lo sappiamo che è quasi autunno, ma la nostra non era una considerazione sulle mezze stagioni, che si dice in giro non esistano più. No, la domanda si riferisce alla rinascita del PD Nazionale, ma anche e soprattutto di quello Riminese.

Non è un mistero che Samuele Zerbini e Mattia Morolli abbiano da tempo sposato la causa del Sindaco di Firenze, ma più si avvicina il 9 di settembre e più ci sono adepti che fanno outing… chissà come mai. E’ il caso dell’incisivo On. Tiziano Arlotti, ormai un pezzo da novanta (anzi da 18mila), che, dopo essere stato primo firmatario della proposta di legge sulla trasformazione in museo di una miniera di zolfo, ha deciso di lasciare definitivamente il segno annunciando che, si, lui sta con Renzi.

Cosa lo ha spinto finalmente a togliersi il peso e a dichiarare le sue inclinazioni? Ci riferiamo ad inclinazioni politiche non capite male… Sicuramente le ragioni saranno diverse e complesse, ma a lui piace citare l’intervista “di un ragazzo al Meeting, che ha indicato in Letta e in Renzi un chiaro segno di rinnovamento.” Non sappiamo se il ragazzo in questione fosse un 33enne con barba e tunica, fatto sta che  “l’annuncio” ha avuto il suo effetto.

In verità, in verità vi dico… avere Arlotti tra le proprie fila piace molto al Consigliere Comunale Mattia Morolli che, in una serie di Tweet, brandisce il suo no alle “larghe intese territoriali” (si vede che quelle nazionali ancora le può sopportare), dichiara che D’Alema è peggio dei Maya e da il benvenuto al Parlamentare Riminese. Le parole esatte sono state:

mattia morolli@mattiamorolli

@Markollen@matteorenzi@CitizenRimini@DadoCardone:@TizianoArlotti benvenuto ! Porta idee e #stasulpezzo per Rimini e i suoi bisogni

Da qui in poi abbiamo usato la tecnica del “minimo stimolo” e siamo venuti a conoscenza anche di altri pensieri. Di seguito la conversazione:

Citizen: ma smettila!! W i giovani, eh??

Morolli: A Rimini abbiam messo un 20enne segretario poi sparito; se è così allora viva il vintage

Citizen: e vabbè li avete sbagliato Vision 😉

Morolli: … è peggio lasciare questa situazione per quasi 2 anni; più che vision è horror

Dunque alle Renziadi pare ci sia poco spazio per le Visions. Noi di Citizen, che professiamo l’hobby dell’osservazione addirittura dalla Prima Repubblica, ci siamo convinti che nell’espressione il “nuovo che avanza” vi sia un fraintendimento semantico della parola “Avanza”. Il vero significato è che il nuovo ce l’hanno proposto così abbondantemente che qualcosa è sicuramente avanzato.

Renzi il Rottamatore iscritto alla fondazione VeDrò e le sue Aragoste di rappresentanza paiono il ritorno ad un “futuro” che abbiamo già visto troppe volte, ma sembra che in giro ci siano persone a cui basta sentire il sostantivo cambiamento per vederlo realizzato.

P.S.

Arlotti lo avrà già comprato il giubbotto di Fonzie?

Davide Cardone

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Luglio col bene che ti voglio… (Post da ombrellone.)

maxresdefaultCosa sta succedendo al PD?
 
No, non quello nazionale, quello ormai abbiamo capito che è solo un invenzione di Matrix per farci credere che le nostre sorti non siano già predestinate, come in effetti sono. Parliamo del PD Riminese.
 
Si sa che d’estate anche i fidanzamenti più solidi si lasciano tentare da avventure al sapore di sale, ma  in politica è permesso? Poi si può tornare indietro? Non lo sappiamo, ma è certo che nel PD de noantri c’è qualcosa che non va.
 
Piccoli segni in principio, tipo una maggioranza che va sotto due volte consecutivamente, una in Commissione e una in Consiglio , nel numero legale per il voto sul Bilancio Provvisorio. Chiaro che la maggioranza è composta di entità politiche diverse, ma se è vero che Astolfi lo puoi mettere a tacere con un Pala Bertino, Zerbini che fa tardi al voto perché non trovava parcheggio…. vabbè, ma questo non è un grave indizio di infedeltà.
 
1073869_573570542706000_1754189283_oPiù grave nella valutazione dell’attaccamento al proprio partito è il fatto che nessuno voglia pagare le sedi, soprattutto quando la pigione è di 160,00 € (centosessanta Euro) al mese. In Fondo Petitti e Arlotti con i loro 18 mila Euro di paghetta mensile non dovrebbero fare fatica a risolvere la situazione. Ok, neanche questo è un indizio così grave e poi, se proprio la dobbiamo dire tutta, trovandosi al posto di Arlotti, in 7 ad una riunione del PD di Miramare, chi  pagherebbe una sede così affollata con i suoi soldi? L’Assessore Biagini no di sicuro, visto che ha già annunciato a mezzo stampa di voler stracciare la tessera.
 
Più grave, come indizio, è l’uscita sui giornali di Samuele Zerbini che dice basta ad un Sindaco che chiama a raccolta i Consiglieri Comunali solo per votare. “Basta trattarci in questo modo” – sbotta Samuele – “chiamarci solo per votare questa o quella delibera, senza mai interpellarci prima. D’ora in poi non mi presterò più a questo modo di fare della Giunta.”
 
La dichiarazione, sinceramente, non ci stupisce. Da tempo i 5 Stelle denunciano i campionati di “voto sincronizzato” in Consiglio e molti dei Consiglieri pare gradiscano questa soluzione assicurata (nel senso che sono protetti da una bella assicurazione per le loro non decisioni) e senza impegno, ma i nomi di Biagini e Zerbini tornano spesso nelle contestazioni in momenti più o meno delicati. 
 
Menti pensanti o arditi amanti? Non abbiamo abbastanza indizi per capire, ma abbiamo sicuramente un bel gossip da leggere avidamente sotto l’ombrellone mentre la Pubblifono canticchia profetica :” Luglio mi ha fatto una promessa l’amore porterà ai ai aiiiii…
 
P.S.
Non perdetevi il prossimo numero di Politica 2000 con il pezzo in esclusiva: “Agosto PD non ti conosco“.
Davide Cardone
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