Rimini, amministrative 2021 – dati sull’affluenza – chi si deve spaventare? (Aggiornato)

Secondo i dati ufficiali del Ministero degli Interni, aggiornati alle 23:46 di domenica 3 ottobre, i cittadini riminesi al voto sono stati 50.687 su 120.330 aventi diritto

Una percentuale del 42,12%

Bassa? Per il momento sì, ma bisogna considerare che il voto è distribuito in due giorni e che non si può nemmeno operare un raffronto con le precedenti votazioni, che si tennero nella sola giornata del 5 giugno 2016.

In quel caso l’affluenza fu del 57,86% (circa il 10% in meno delle precedenti).

Quella volta vinse Andrea Gnassi al primo turno, con una percentuale doppia rispetto al suo primo competitor Marzio Pecci della Lega, candidato per il centro destra unito.

Un’elezione sui generis. Il Movimento, forte di un buon dato nazionale e di un ottimo lavoro sul territorio, venne suicidato da Beppe Grillo in persona che non voleva discutere con l’ex moglie, convinta che oltre al mantenimento le spettasse anche una lista 5 stelle a Rimini.

I voti del Movimento non pervenuto vennero raccolti in parte dall’ex (non di Grillo) Luigi Camporesi che ottenne un 9,53% condannando se stesso e Gnassi ad altri inutili 5 anni di bestemmie tra i denti.  

Dal ritiro del Movimento anche Pecci ottenne qualcosa, perché si sa che i 5 Stelle sono ecumenici. Non abbastanza però. Rimase infatti ben lontano dallo sfiorare il ballottaggio, forse per l’innata passione del centrodestra a candidare sindaci “forestieri” in una Rimini che non sopporta nemmeno i riminesi. Figuriamoci un riccionese o un bellariese.

Tornando alle elezioni odierne e all’attuale bassa affluenza. A chi fa bene e a chi fa male la diserzione delle urne? Gli elettori dei partiti più radicati e strutturati, pur nel calo generale, sono più motivati al voto. Questa potrebbe sembrare una considerazione ovvia, ma è senz’altro una chiave di lettura valida. Storicamente i partiti del cambiamento (vero o supposto che fosse) hanno sempre beneficiato di un’affluenza sopra la media.

Per cui il Partito Democratico, sebbene abbia dato il peggio di se (per il momento) con la solita “guerra tra bande”, è favorito dalla situazione, soprattutto perché radicato amministrativamente e presenta il valore della continuità. La gente, si sa, preferisce il male conosciuto, se le si presenta in alternativa qualcosa di incerto e sconosciuto. In fondo, nonostante il tifo, le promesse della politica rimangono quello che sono: opportunismo che poi si scontra con il vero impegno amministrativo.

Gli altri partiti (o liste, o movimenti, o gruppi di terapia che siano) dovrebbero temere la scarsa affluenza. Il centro destra è sostenuto da un eccellente dato nazionale, ma sembra giocare a perdere, candidando sindaci senza legami con il territorio. Chissà forse hanno visto il conto rimasto sul tavolo e pensano sia meglio pagare il prossimo giro.

Gloria Lisi ha composto un’alleanza funzionale alle elezioni, come un raggruppamento temporaneo d’imprese. Utile solo se si arriva al ballottaggio, ma inutile per fare l’ago della bilancia una volta esclusi dalla competizione. Le liste smarrite si comprano con le caramelle. Bene, tatticamente parlando, l’alleanza con il Movimento, ma lei più di chiunque altro, essendo la “novità”, soffrirà il protrarsi di una scarsa affluenza.

Rimane l’incognita di Rimini Coraggiosa, anche se comunque funzionale a Jamil Sadhegolvaaad. E’ l’unica lista, tra quelle che si candidano per la prima volta alle amministrative, ad avere una storia sul territorio.

Anche se i risultati delle ultime regionali su Rimini non sono stati certo incoraggianti ( 1.555 voti per il 2,25%% delle preferenze), in questa tornata possono vantare il valore aggiunto di Marco Tonti, il primo candidato ufficialmente appartenente alla comunità LGBT nelle amministrative riminesi. Sembra quasi di essere nel 2021, vero?

In ogni caso. Il prossimo aggiornamento sarà di oggi, lunedì 4 ottobre, alle ore 15.00 ed allora potremo meglio considerare il dato dell’affluenza.

AGGIORNAMENTO ORE 15.00

L’affluenza è un po’ risalita, ma il calo è confermato.

Il risultato è del 55,59% contro il 57,86% delle precedenti.

2,27% punti percentuali non sembrano un grande calo, ma confermano il trend in discesa della manifestazione elettorale che dovrebbe essere la più seguita in quanto connessa più direttamente agli interessi dei cittadini. Se poi il dato viene confrontato alle precedenti Regionali (con minaccia Covid più severa) è addirittura avvilente. A quella tornata elettorale avevano partecipato il 63,54% degli aventi diritto… e non era certo un risultato esaltante.

A più tardi con l’analisi del voto.

@DadoCardone.

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Il calo del turismo? E’ colpa della Sensoli.

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita, non sono casi infrequenti. Siete in un posto piccolo, dove c’è molta gente, tipo la sala d’aspetto di un ambulatorio. All’improvviso sentite un fetore che si diffonde da un punto indefinito e avete l’immediata consapevolezza che si tratta un peto. Per la precisione una “loffia”, quel particolare tipo di scorreggia che, per il fatto di averne impedito lo sfogo rumoroso, si manifesta con lo sfiato ad alta pressione di gas pestilenziale.

Tutti cominciano istantaneamente a scrutarsi in uno “Stallo alla Messicana”, tipico delle scene di tensione firmate da Quentin Tarantino. C’è un modo per capire chi è il colpevole? Ebbene sì. Di solito il criminale che ha mollato li, con indifferenza, una dose da guerra di gas nervino è anche quello che s’indigna di più. Lo fa istintivamente per dissimulare, ma la regola è sempre quella: la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.

Cosa c’entra la metafora del peto con Raffaella Sensoli e il turismo riminese? Per capirne il senso bisogna mettere insieme alcune semplici constatazioni. Il turismo riminese è in calo, di nuovo. Dopo la scorsa fortunata stagione, i limiti del nostro particolare tipo di turismo sono nuovamente venuti a galla. I rappresentanti delle categorie e quelli istituzionali debbono in qualche modo una spiegazione ai loro iscritti e al loro elettorato, o perlomeno un’analisi di buon senso,  che permetta una reazione organica.

Non è questo il caso, perché a Rimini “va tutto bene” e guai a dire il contrario perché si fa danno. L’aeroporto? Ci stiamo arrivando, mancano solo una ventina di milioni di euro d’investimenti. La delinquenza? E’ un’aberrazione statistica dovuta all’aumento della popolazione estiva. Lo spaccio di droga? Come dalle altre parti. La gente presa in carico dal pronto soccorso a causa dell’etilismo? Nella norma. La situazione vetusta delle periferie del Turismo (Rimini nord e sud)? E’ colpa del Movimento che non ci fa arrivare i soldi. Il calo dei pernottamenti? Che ci possiamo fare noi se a Sharm el Sheikh non fanno attentati?

Di recente un’interrogazione del Consigliere Regionale Raffaella Sensoli ha sottolineato il fatto che, se le cose non vanno proprio per il verso giusto, in parte potrebbe essere per la carenza di certe “cure”. Non l’avesse mai fatto. Per risponderle sono stati costretti a far pubblicare persino l’interrogazione, che in verità era passata sotto silenzio, dandole l’evidenza che tutti si lamentano che non dovrebbe avere. Riprendendo la metafora della sala d’attesa Raffaella si è stropicciata un po’ il naso chiedendo sottovoce se per caso qualcuno l’avesse mollata. La risposta? Uno strepitio che ha messo in evidenza la cosa anche a chi non ci aveva fatto caso.

Una scorreggia?! Ma come si permette lei con queste fantasticherie! Qui siamo tutta gente che digerisce senza flatulenze. Lo sa lei che lustro portano i nostri deretani a questa sala d’attesa? E così, a forza di urlare, si è venuti a sapere del peto anche in strada.

Perché tutta questa caciara? Corsini, Rinaldis, Indino, con i loro toni pare vogliano coprire l’incapacità strutturale di metabolizzare un cambiamento partito da molto lontano. Parlano d’indotto, investimenti, eccellenze, miglioramenti, ma la domanda vera è: la proposta turistica è ancora in grado di intercettare il mercato di riferimento? Sensoli parla di sicurezza e, leggendo la cronaca di quest’estate, non sembra si sia inventata nulla (come sostiene Corsini), ma è sicuramente possibile allargare la riflessione alle altre criticità.

Per dirla papale papale: che c’azzeccano i milioni di euro investiti nel comparto cultura (ponte, castello, fulgor, teatro) se poi il peso che fa recedere una stagione è il mancato arrivo dei “torpedoni” polacchi? Perché gli investimenti per i maggiori eventi sono concentrati in date in cui la gente ci sarebbe comunque? Perché l’impegno del “pubblico” è sempre concentrato in determinate zone e non si occupa di diffondere le iniziative nei dieci kilometri in cui i turisti soggiornano?

Per concludere. Quando anche quest’anno leggeremo i risultati dell’idea che le istituzioni riminesi e regionali hanno del turismo, non facciamo poi che la colpa è della Sensoli che si è lamentata in un’interrogazione . Sono altri che han regalato alla polemica una quota del tutto diversa e pare proprio l’abbiano fatto per dissimulare una “loffia”.

P.S.

Chi scrive non vuol certo spiegare qualcosa ai maghi del turismo, quelli che sono riusciti a spendere centomila euro per Albano Carrisi. Non mi permetterei mai.  Quando però sento parlare d’indotto mi suona un campanello d’allarme. Sarà perché l’ultima volta che ho sentito magnificare questa giustificazione è fallito malamente un aeroporto?

@DadoCardone

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Candidato infiltrato? Anche no.

Premessa. Scrivo quest’articolo perché stimolato dal caso, prima ispirazione delle mie letture e degli scritti che compongo. Negli ultimi giorni è capitato, spesso, che mi fosse ricordato l’odioso fatto del “Sacco di Rimini”, la convergenza che portò il Movimento 5 Stelle di Rimini a non potersi presentare per le Amministrative.

Furono formulate ipotesi di ogni sorta e molte furono stimolate proprio da chi aveva lavorato contro la presentazione della lista Grilli Pensanti. Le ragioni vere, che nessun giornalista chiese mai e che avrei illustrato volentieri nel dettaglio, sono in realtà molto semplici.

La ragione principale fu che l’ex moglie di Grillo, persona totalmente disinteressata alla politica locale, improvvisamente decise che il gruppo presente nella sua città non avesse la dignità necessaria per rappresentare il Movimento di proprietà del suo ex marito (continuo a citarla in base alla sua ex relazione perché in altro modo non esiste.). Il motivo di questa presa di posizione? Ritengo sia da ricercarsi nell’irresolutezza della persona, in ogni caso, visto che a Rimini si diventa Vip anche solo per contatto, tanto bastò per mettere in moto il processo e per essere citata in ogni edizione dall’Informazione locale.

Certo ci sono state anche altre congiunture, ma è logico, quasi banale, dedurre che in una situazione in cui sono presenti il Movimento e l’ex moglie di Beppe, l’ultima parola può arrivare solo da Genova. Cosa fare? Un appoggio sarebbe stato scandaloso nepotismo (già c’è il figlio di Casaleggio che spadroneggia senza averne titolo, se non ereditario), una ricusazione gli avrebbe probabilmente procurato problemi personali nel rapporto con la madre di due dei suoi figli. La soluzione poteva essere solo togliere l’osso per cui si stava litigando, anche se uno dei due litiganti era solo una lista di disturbo. Così fu fatto, nella maniera più anonima immaginabile. Due righe senza firma, nota a margine di un articolo sulle candidature.

Ragioni ce ne sono state altre, ovviamente, anche se mai definitive come la parola di Grillo. Come detto, una lista di disturbo, formata da: ex assessori con problemi di competitività senile, i loro figli, cubiste pensionate, i “confusi” Vincere per Rimini e gli inutilmente opportunisti Cuore di Rimini. Hanno fatto la loro parte anche i “racconti” della Franka a Bologna, dove risiede la sfera d’influenza più meschina dei 5 stelle (polo allarmato dalla vicinanza di Rimini alla Parma di Pizzarotti). Non mancò nemmeno la spinta di un po’ di Movimentisti ed ex con complessi vari assortiti.

Tutto questo però ha avuto un effetto più visibile nel post-apocalisse, quando tutti si sono prodigati a propagandare la loro versione del disastro ormai compiuto. Tra le cose più pretestuose che si sono dette (non le tratto tutte per limiti di spazio e di noia) troviamo sicuramente le accuse al candidato Davide Grassi.

Alcune sono semplicemente inesatte, affermazioni convinte da leguleia interpretazione del regolamento, anche se tangibilmente smentite dagli iter posti normalmente in essere. Un esempio. Il cavallo di battaglia della Cartomante (sempre l’ex) era che: “nessuna lista, non certificata, può presentare un candidato a nome del Movimento 5 Stelle”. Vero, in parte, se si fa finta di non sapere che ogni lista, anche in attesa di certificazione, ha un suo candidato. E’ normale che sia così ed è normale che faccia dichiarazioni, con sottintesa condizionale, riguardo a quello che farebbe “SE”. Tutti i territori con una sola lista hanno presentato il loro candidato prima della certificazione, basta controllare, i giornali servono anche a quello. Tra le poche eccezioni di questa contestazione Rimini, dove la seconda lista è stata nascosta a tutti, anche se appoggiata dall’ex signora Grillo (con tanto di stalking al marito), e Bologna. All’ombra delle Torri è stata semplicemente espulsa la lista con un altro pretendente, perché il candidato ufficiale era già stato deciso dalla “segreteria” (o Staff che si voglia dire) del Movimento: il Fedelissimo, ma variamente ricompensato, Max Bugani.

Tutto verificabile. Chiaro però che contro fede indefessa e malignità genetica la verifica certo non ha speranza di intaccare i mantra. Sono cose di poco conto, comunque. Ve ne sono altre invece che fanno leva sull’ambiguità. La “voce” che ritengo fosse più perniciosa, quella per cui il caso mi ha costretto a scrivere quest’articolo, è che Davide Grassi in realtà non fosse pro Movimento, ma un infiltrato del nemico piddino. La stessa Franchini (#mailaFrankainParlamento) lo insinuò malignamente in una riunione. A cosa si attacca chi sostiene questa malignità? Le ragioni si possono sommariamente riassumere nel fatto che Davide fosse un candidato atipico e, in effetti, un giovane ed affermato professionista con una sana cultura di Sinistra…. Beh non è il tipico attivista grillino. L‘Avvocato Grassi però era stato proposto e votato proprio perché non rappresentava tipica espressione del percorso grillino. Era, ed è, attivo nel sostenere una cultura antimafia e, a leggere i titoli di questi giorni, ne avremmo proprio bisogno. Al suo attivo vi sono pubblicazioni (San Marino Spa – Rubattino Editore), un’esperienza come Garante dei Detenuti, un ruolo come referente nella rete legale penale SOS Impresa (CONFESERCENTI). Recentemente è stato anche uno dei volti del film documentario E.R. Connection (diretto da Paolo Fiore Angelini). Una persona che, per dire, riceve inviti dal Viminale per manifestazioni che parlano di Antiracket e Antiusura.

Una figura questa che non si adattava al Movimento, come qualcuno ha voluto insinuare, o piuttosto una chiara visione di ciò che era necessario fare per intercettare i votanti indecisi? Proprio in questi giorni mi è capitato sotto gli occhi un articolo del Fatto Quotidiano (ecco il caso) in cui la Palermo 5 Stelle, quella delle firme false, che però è lo stesso (“gli altri fanno peggio”!), ha trovato il suo candidato sindaco in Ugo Forello, giovane avvocato quarantenne  fondatore di “Addio Pizzo”, avvicinatosi al Movimento solo di recente. Il posto se l’è conteso con Igor Gelarda, sindacalista Cosap vicino a Luigi Di Maio, tutt’altro che storico attivista.

Pare ovvio che la soluzione proposta da Rimini per garantire un candidato trasversale, è oggi adottata dai Meetup nei guai, con tanto di benedizione dello Staff, per darsi una rinfrescata e riparare alle numerose defezioni…. senza che per questo i candidati vengano fatti passare come infiltrati di qualcos’altro. Come cambiano le cose eh!?

Poco male. Nel senso che ormai quello che doveva succedere è successo e se ne parla solo per lasciare a futura memoria altro, che non siano le chiacchiere di qualche sciocco vanaglorioso, o di qualche opportunista in cerca di carriera parlamentare.

P.S.

Ho notato che anche le persone che affermano che tutto è già scritto e che non possiamo far nulla per cambiare il destino, si guardano intorno prima di attraversare la strada. [Stephen Hawking]

 

@DadoCardone

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Te la do io l’Europa.

[Come alla fine, proprio il Movimento, ha lavorato contro il vincolo di mandato.]

 

Una delle cose che più soffrivo quando frequentavo il Movimento era la mancanza d’identità. A parole, magari da un palco, sembra quasi avere un senso che vi sia un’identità politica non di destra, ma nemmeno di sinistra. All’atto pratico però la cosa non funziona. Destra e Sinistra non sono solo dei termini o delle posizioni, rappresentano identità e culture che, anche se oggi rese innocue dalle storture economiche, hanno percorsi processi evolutivi che in qualche modo interpretano il mondo. Le persone, anche se negano a suon di slogan, sono di destra o di sinistra (tranne il buon democristiano) e se riunite a prendere decisioni in un gruppo eterogeneo, come quello che si propone di essere il Movimento, sprecherà un numero infinito di ore a definire la propria identità.

Questo, nell’ambito di migliaia di votanti, si risolve nella paralisi totale. Non a caso il Movimento (inteso come i Boss del Movimento) si aggiusta con le fasulle votazioni online. Qualcuno dice addirittura che siano truccate, ma, secondo me, non ce n’è bisogno perché se ti rivolgi alla massa confusa con la formula: “ A è bene, B è male: voti A o voti B?”, quale vuoi che sia il risultato?

Il voto online, nel Movimento 5 Stelle, è la ratifica quasi automatica di decisioni prese da altri che non sono neppure eletti. Pur facendo uno sforzo con l’immaginazione… quello che proprio non sembra è il Governo della Gente.

Un esempio drammatico di quanto sopra affermato si è verificato, proprio in questi giorni, con l’assurda manovra di Grillo riguardo ai gruppi parlamentari europei. La riassumo molto brevemente, perché l’informazione ha già riportato tutto per filo e per segno. Davide Casaleggio Jr. e David Borelli, parlamentare europeo M5S, ma soprattutto triumviro assieme a Max Bugani e al Casaleggio (ereditato) dell’Associazione Rousseau, decidono di superare la questione dell’imminente uscita dell’Ukip dall’EFDD. Cercano di farlo gettando un ponte verso l’ALDE, senza dire niente a nessuno. Niente alla base. Niente ai colleghi EuroDep. Il motivo è fin troppo chiaro. L’ALDE, compagine dove ha pascolato Mario Monti per intenderci, come gruppo è più realista del Re. Della serie dall’Euro non si scappa e viva viva il TTIP! Per questa formazione, ai tempi in cui si decise di entrare nell’EFDD (vuoi: si o si?), fu stilata una lista di punti di incompatibilità, dunque meglio presentare il progetto come fatto compiuto.

Ma compiuto non era. Il giorno dopo la ratifica della rete, quando per tutti i confusi grillini l’Alde era diventata la scelta inevitabile, tanto che in molti avevano imparato a scrivere Verhofstadt tutto d’un fiato, proprio il segretario annuncia che non se ne fa nulla. Il Movimento 5 Stelle è incompatibile con i valori dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Grillo (o chi per lui) cerca di recuperare la brutta figura, almeno con la base, con un post assurdo nel quale dichiara di essere stato bloccato dall’establishment e che hanno fatto tremare l’Europa come non mai… forse erano convulsioni dovute alle risate.

Il dramma però non è solo la figura da peracottari, che in fin dei conti si potrebbe imputare a quei due che hanno fatto tutto senza dire nulla a nessuno. Il dramma del Movimento è quell’identità confusa che non ammette alterità e così il disturbo narcisistico della personalità del Guru viene trasferito simbioticamente alla base. Invece di una sana riflessione sulle modalità per la quale ultimamente si stanno accumulando tutte le brutte figure del Movimento, si scatena il riff “sbagliamo come gli altri, ma noi siamo onesti”.

I pentastellati mirano al meno peggio, ma i danni non finiscono qui. Oltre al danno di credibilità, cominciano a spezzarsi corde tese da molto tempo. Due parlamentari europei lasciano il Movimento. Uno di loro è Marco Affronte di Rimini. Marco già messo in crisi dal trattamento a Pizzarotti e dal famoso “Sacco di Rimini”, con il quale non si è permesso al suo Meetup nativo di presentarsi alle amministrative, non regge quest’ennesima azione sconclusionata. Certamente il fatto che sia stato progettato tutto nel segreto e che alla fine non ci siano nemmeno i colpevoli, pesa, ma la zavorra più grande è il vedere sgretolarsi e disperdersi nel vento dell’insipienza conquiste centellinate, giorno per giorno, in una realtà difficile come il Parlamento Europeo, di cui troppi confondono il funzionamento con quello Italiano.

Il Parlamento Europeo è un grosso e complicato strumento d’indirizzo. Il reale potere è detenuto dalla Commissione Europea, che ascolta l’indirizzo, ma in buona sostanza decide autonomamente. Come fanno 17 persone a modificare tutto ciò? Entrando nel terzo gruppo per numero di sottoscrizioni, anche se basa la sua politica su diversi fondamentali? La risposta è ovviamente no. Quello serve, al limite, per mantenere i fondi di funzionamento. L’unico modo è applicarsi virtuosamente ai percorsi del Parlamento, guadagnare rispetto, creare influenza. Poi se un’idea è buona e risolve, difficilmente rimarrà dov’è, anche se è un atto d’indirizzo.

Questa trasformazione stava già avvenendo, lenta come lo sono le giuste lievitazioni, ma consistente, tanto che era in programma la formazione di un nuovo e diverso gruppo. La velocità dei colpi di mano è senza sostanza e funziona solo se il palcoscenico è sotto il tuo controllo. Non era questo il caso, anzi ultimamente sembra non sia opportuno per nessuno legare la propria azione politica a tattiche improvvisate.

Torniamo a Marco però. Ora che ha lasciato, iscrivendosi da indipendente ai Verdi e forse riuscendo a salvare il lavoro sviluppato in questi anni, sarà lapidato sulla piazza social. I temi che già usano contro di lui sono i classici del fanatismo a 5 stelle: è un traditore perché porta i voti del Movimento altrove ed è un avido perché non si dimette, ma mantiene incarico e soldi, impedendo ad un altro grillino di prendere il suo posto. Poltrona e denaro, la riflessione si riduce a questo e questo è il Movimento 5 Stelle di oggi.

A me sembra che proprio il Movimento sia riuscito a dimostrare in questo frangente, contrariamente all’auspicato, quanto sia utile l’assenza di un vincolo di mandato per un parlamentare. La deriva antidemocratica del Movimento ha obbligato Marco Affronte, che non è Razzi, a smarcarsi per preservare il valore dei voti ricevuti. Magari, avendo la possibilità di esprimere un dissenso interno, avrebbe scelto un’altra strada, ma da quelle parti il pensiero ha la necessità di essere monolitico. La cosa triste è che chi l’ha votato difficilmente lo capirà.

E poi… e poi c’è anche la questione personale, perché si può anche essere stati eletti con i voti del Movimento, ma non si può stare a guardare mentre altri, seguendo linee di pensiero astruse e senza consultarsi con te, fanno scempio del lavoro che tu hai svolto, delle parole che hai speso, delle responsabilità che ti sei preso. Dimettersi e buttare via tutto il patrimonio di strumenti costruiti e relazioni intrecciate? Anche no. Che si dimetta il furbo che ha fatto tutto quel casino e poi ne parliamo.

Intanto Grillo però punisce lui, chiedendogli i 250.000 mila euro di penale ed usando la meschinità di prometterli ai terremotati. A che titolo? Ieri erano per l’interno vincolo di mandato, oggi sono per il danno d’immagine, forse domani si accorgerà che il danno d’immagine se l’è procurato da solo, ma per fortuna non ha firmato nulla.

P.S.

Ritornando sull’identità confusa. Due Euro deputati lasciano il Movimento, uno entra nei Verdi, l’altro Nell’ENF (il gruppo di Salvini e Le Pen). Non è l’inizio di una barzelletta.

 

@DadoCardone

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Ma il Direttorio sapeva dell’indagine sulla Franchini?

Il destino è strano. Prendi oggi per esempio. Apro il giornale e scopro che Carla Franchini, ex Consigliere del Movimento 5 Stelle di Rimini, era indagata per abuso d’ufficio e falso ideologico assieme al Sindaco per cui lavora, Mimma Spinelli del Comune di Coriano.

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Forse non tutti se ne sono accorti, ma in questo c’è un corto circuito, grande come tutta la contraddizione che è capace di portarsi dietro il Movimento. Infatti, nelle righe e tra le righe, possiamo leggere che:

  1. Carla Franchini era indagata.
  2. Carla Franchini, consigliere del Movimento 5 Stelle, lavora per un sindaco di Centro Destra.

Partendo dal secondo punto sarebbe utile considerare che, se Carla Franchini avesse lavorato come donna delle pulizie per un Sindaco del Centro Destra, non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male. La sua condizione però è diversa. Di fatto il provvedimento del Sindaco, oggetto dell’indagine, stabiliva che la Franchini fosse Funzionario, con incarichi organizzativi. La domanda sorge spontanea: se il Sindaco avesse chiesto a colei che ha tutti gli effetti era anche Consigliera del Movimento di fare qualcosa contro il Movimento, o contrario ai principi 5 stelle, cosa avrebbe risposto il funzionario?

Non serve essere dei fini conoscitori della politica e delle amministrazioni comunali per capire che ci troviamo di fronte ad un bel conflitto d’interessi. Bisogna dire che la Franchini non è mai stata troppo in sintonia con i programmi del Movimento, come quando, ad esempio, ha tentato di scalare il Consorzio di Bonifica contrariamente alle linee guida nazionali. Senza troppo scendere nei particolari però, essere eletti per portare avanti un principio e lavorare organizzandone invece uno diverso… beh non sembra molto corretto neanche da un punto di vista che non sia grillino.

Poi c’è il fatto che fosse indagata. Abbiamo visto come nella galassia a 5 stelle questo sia un grosso problema financo per chi lo dichiara, vedi il Consigliere Regionale Andrea De Franceschi. Sembra essere un problema enorme poi per chi non lo dichiara, vedi Il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, o lo dichiara senza che Di Maio legga la mail (ma questo è un altro discorso).

In capo a tutti i procedimenti di sospensione per non aver comunicato un’indagine, per tutte le varianti del caso, si legge: ”i cittadini devono sapere!”. Voi lo sapevate che Carla Franchini era sottoposta ad indagine? L’ha mai dichiarato pubblicamente? E il Direttorio sapeva? Se sì, perché non l’ha sospesa? Se no, non è una grave forma d’illecito secondo quanto stabilito dal Movimento (o chi per esso)?

Riepilogando: non colpevole riguardo alla legge ordinaria, ma questo conflitto di interessi legato ad una mancata comunicazione di indagine, fa sì che l’ex Consigliera Franchini fosse gravemente mancante riguardo a quanto richiede il Movimento. Tutto questo fa molto pensare, visto che nelle recenti vicissitudini del Meetup di Rimini fu proprio lei a richiamare i Principi del Movimento (mentre metteva amiche sue nella lista di disturbo) e a dichiararsi super partes. A quanto pare quei “principi” valevano per tutti, tranne che per lei.

Passata la festa gabbatu lu Santu? Lei è convinta di sì, viste le foto sorridenti in compagnia di storici nemici di Pizzarotti a Italia 5 Stelle, tipo Max Bugani. Purtroppo per lei però, se dovesse (!) passare lo statuto proposto da Beppe l’Elevato, il nuovo regolamento (qualsiasi cosa esso sia) la metterebbe in difetto retroattivo addirittura di un anno e allora …. Addio Parlamento, addio sogni di gloria.

Certo … se nessuno dice nulla, nessun albero è caduto nella foresta. Bisognerebbe però che il comportamento dell’ex consigliera fosse stato tale da non inimicarsi nessuno. Ok. Qui potete ridere.

P.S.

Intervistatore: […] (Cristo) comunque è morto per i nostri peccati..

Padre Pizzarro: Dici? Secondo me a botta vera è stata la ferita al costato.

[Corrado Guzzanti – Padre Pizzarro]

dado

 

@DadoCardone

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La Franka ha peccato?

Come da comunicato passato per queste pagine, dei Grillini volenterosi stanno cercando di risorgere dalle ceneri della diaspora, che li ha visti protagonisti in questa campagna elettorale riminese. Richiamarsi ai principi, non solo per queste elezioni, ma anche per obbiettivi di più ampio respiro è cosa buona e giusta. Esistono però delle zavorre di cui si dovrebbero liberare per tornare a distinguersi per coerenza.

Se è vero, come è vero, che il dictat dell’ Ayatollah Davide Casaleggio ha distrutto ogni speranza, malamente  tenuta in piedi dal direttorio placebo, è anche vero che il comportamento di alcuni personaggi passati per i Grilli Pensanti ha contribuito a colmare la misura. L’Ecumenicità è la gioia e il dolore del Movimento, si sa, però alcune persone in perenne conflitto di interessi non si sarebbero nemmeno dovute accostare ad un gruppo che vuole cambiare le cose.

Una di queste è ovviamente Carla Franchini, che non perde occasione di dimostrare la sua inadeguatezza alla missione. L’ultimo atto distopico, di quella che in tutta la Regione chiamano ormai Franka, è avvenuto due sabati fa. I Grilli Pensanti, come ogni sabato mattina, hanno aperto il loro gazebo, convinti che la missione fosse continuare in ogni caso a raccogliere le istanze dei cittadini. Va sottolineato che il gazebo in questione occupa uno spazio regolarmente autorizzato dal Comune, per posizione e scopo, con tanto di apposizione di valore bollato.

Nel mezzo dell’attività sono stati letteralmente investiti dalla veemenza della Consigliera Franchini, che struccata come non la si era mai vista (evidentemente per l’urgenza di quello che si era messa in testa), ha vociato e strepitato fino a riuscire nell’intento di far togliere il banchetto. L’accusa era quella di non essere autorizzati a portare il simbolo in piazza, ma il Consigliere Tamburini, Capo Gruppo Consigliare del Movimento era a conoscenza dell’azione, altrettanto il Consigliere Fonti. Che diritto pensava di avere rispetto al simbolo la Franka?

Di diritti nel corso del tempo se n’è intestati parecchi. Per alcuni versi è sembrata parte del drammatico esperimento dell’Università di Stanford coordinato dal Professor Zimbaldo, che ha dimostrato come basti una divisa per far nascere atteggiamenti vessatori in una persona normale. Carla Franchini, ovviamente subito dopo essere stata eletta, non ha tardato nel dimostrarsi avulsa dal gruppo… non solo con l’inesistente partecipazione. Un piccolo elenco dei comandamenti violati in quanto Portavoce.

  • Primo Comandamento: Non lavorerai per altri partiti. Il suo mandato parte in conflitto d’interesse. Infatti appena eletta viene anche assunta dal Comune di Coriano, Giunta di CentroDestra, con atteggiamento che i testimoni giudicano non solo tecnico. Ci sarebbe da andare a verificare di tutte le decisioni che ha preso, o che sono passate per le sue mani, quante siano andate contro i principi del Movimento.
  • Secondo Comandamento: Non danneggerai l’immagine del Movimento. Qui gli esempi da richiamare sarebbero diversi, ma mi piace citarne uno in particolare. La volta in cui attaccò direttamente sulla stampa locale Giulia Sarti, accusandola di non essere presente sul territorio. Ovviamente Giulia non era assente, ma la Franka, non frequentando, non ne aveva idea.
  • Terzo Comandamento: sarai solo un tramite, un portavoce. Nel corso del suo mandato di voci ne ha portate tante la Franka, ma poche del suo Meetup. A parte la proposta di piscine in spiaggia, che andavano addirittura contro il programma depositato durante la competizione elettorale, è rimasta nella storia la delibera sul doposcuola per cui il gruppo, messo di fronte al fatto compiuto, le aveva chiesto di aspettare, ma che il PD le votò all’unanimità. Che strana combinazione.
  • Quarto Comandamento: la linea politica del Movimento arriva dalla Base. Beh.. qui Carla Franchini da il meglio di sé. Il Franka pensiero è venuto fuori in tutto il suo splendore “democratico” in diverse occasioni, mai pubbliche, ma con abbastanza testimoni da confermarne la veridicità. In sintesi il succo è questo: la Democrazia Partecipata è una sciocchezza perché i cittadini non capiscono niente. Lei, dirigente comunale, sa bene che la maggior parte delle cose che vogliono i cittadini sono utopie irrealizzabili, dunque tanto vale che tu, illuminato dotato di simbolo, faccia quello che ritieni giusto, dicendogli però quello che si vogliono sentir dire. Un giorno ti ringrazieranno.
  • Quinto Comandamento: il Movimento vuole abbattere tutte le forme di distribuzione di prebenda statale. Proprio alla fine dello scorso anno, alla rielezione degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica, la Franka aveva escogitato un  piano per scalarlo dall’interno, portando addirittura la proposta di un candidato Presidente chiavi in mano. Aveva cercato di coinvolgere in un certo qual modo gli attivi del Movimento non solo di Rimini, invitandoli a candidarsi. Operazione caduta alla scoperta delle vere intenzioni. Sta di fatto che il Movimento, a livello nazionale, vuole eliminare i Consorzi di Bonifica e non scalarli. Anzi proprio su questo genere di consorzio, che ha più poltrone che operai,  i Deputati membri della Commissione Agricoltura hanno ottenuto dal Ministero l’ammissione della necessità di un controllo sulla reale efficienza dei 121 consorzi di bonifica, che di distribuiscono 300 milioni di euro di fondi UE.
  • Sesto Comandamento: il Movimento ripudia la vecchia politica e i nepotismi. Forse non tutti sanno che, alla decisione di candidare Davide Grassi ( votazione cui partecipò anche Franka), la Franchini ritirò tre sue proposte di attivi, destinate ad entrare nelle liste dei Grilli Pensanti. Le tre “amiche” riapparvero misteriosamente nella seconda lista, quella fantasma, formata da: un numero imprecisato di ex assessori, l’ex moglie di Grillo e con un candidato che alle scorse elezioni, con il Cuore di Rimini, corse contro il Movimento. Inoltre, nel periodo tra la candidatura e la definitiva caduta di ogni speranza, si è data molto da fare per dissociarsi dal suo gruppo, ma non ha speso nemmeno una parola per la Geronto lista, macchiata di nepotismo. Tutto questo per evitare che un candidato a lei sgradito, ma votato praticamente all’unanimità dal suo Meetup, avesse la possibilità di competere.

Lo so.. i comandamenti dovrebbero essere dieci e probabilmente la Franka è riuscita a violare anche quelli che non esistono, ma direi che come quadretto per ora può bastare. Il punto è che, come chiesi anche quando ero militante, se la coerenza deve essere la guida del Movimento di Rimini, o del Meetup che dir si voglia, ci si deve distinguere da persone come Carla Franchini. Molti dei corto circuiti e della inefficacia della difesa, contro chi si voleva intestare titoli non suoi, dipende proprio da questa persona, che non avrebbe potuto entrare in politica se non nel Movimento (nonostante si presentasse regolarmente alle cene del PD, come testimoniato da Andrea Gnassi in pieno consiglio comunale).

P.S.

Mitica l’uscita del Consigliere Fonti che, non essendo riuscito a far parlare Camporesi nell’assemblea degli attivisti, ha mollato il Meetup e con logo farlocco si ripresenta in veste civica… se lo contattano via mail. Ne parleremo.

dado

 

@DadoCardone

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Il resto del Grillino.

Come passeggiare tranquillamente sulle macerie, dopo il  terremoto.

 

Pensate alla vacanza più bella della vostra vita. Pensate al primo giorno dopo essere tornati a casa. Pensate poi a quando, aprendo la porta dell’abitazione, avete sperato di trovarvi ancora di fronte quella spiaggia, quel monte, quel bosco. Riuscite a ricordare come vi siete sentiti, pur sapendo di essere in tutt’altro posto, nell’aprire quella porta e trovandovi di fronte al cane del vicino che, guardandovi di sbieco, fa pipì sul palo della luce, nel frastuono del traffico?

Per il Movimento di Rimini la vacanza è finita. E’ stato un lungo viaggio alla scoperta dei luoghi incontaminati della Democrazia, ma è terminato nel peggiore dei modi… senza nemmeno una casa cui tornare. I fatti sono noti.

Il Meetup dei Grillini Pensanti, dieci anni di vita e molti successi, è stato messo sulla stessa bilancia con lista improvvisata “Onestà e partecipazione”, nome evidentemente scelto a contrasto, per sabotare le Amministrative del 2016. Missione perfettamente riuscita, anzi un esempio per chi volesse boicottare delle liste a cinque stelle. Gli ingredienti: Assessori dell’ancien régime, l’ex di Grillo, un paio di poliziotti a prometter poltrone, figli, sorelle, talpe e un candidato sindaco a caso. Può essere anche balbuziente.. tanto conta poco, perché l’importante non è essere credibili, ma rappresentare un ostacolo.

A quel punto il salomonico Davide Casaleggio (se Grillo si è preoccupato della faccenda lo ha fatto in maniera estremamente distaccata) non taglia a metà il bambino, semplicemente lo termina assieme alle madri, vere o false che siano. Perché? Semplice pragmatismo.

La verità che nessuno vuol dire è che agli Ayatollah Casaleggio dei Comuni non importa nulla. Dalla municipalità, per bene che vada, nascono rompiballe come Pizzarotti, teste pensanti che si specializzano rapidamente ed efficacemente in amministrazione. Meglio, molto meglio, scimmie urlanti che si scatenano all’unisono con le dirette streaming di Di Battista. Partiti e Movimenti che superano il 20% non possono essere fatte d’altro che di massa e la massa si gestisce solo in due modi: addormentandola o savraeccitandola, mai facendola pensare. Otto milioni di persone che hanno realmente consapevolezza di un qualsiasi problema basterebbero per risolverlo. La politica invece non vuole risolvere nulla, vuole solo gestire e il Movimento in questo non è diverso da nessuno. I fatti di Rimini lo dimostrano inequivocabilmente: nessuna risorsa impiegata per risolvere il problema, il brand può sopravvivere a dispetto delle persone e del loro lavoro. Molti si sono chiesti perché non usare gli eletti per sciogliere nodi come quelli nati all’ombra delle mura malatestiane, giacché parlano ogni giorno a nome del Movimento. La risposta è la stessa. Le persone non sono importanti e non lo devono diventare… come gestisci il potere che acquisiscono dei referenti territoriali con un anonimo e sovra impiegato ufficio di Milano? Meglio lasciare fare al brand, la massa segue le bandiere, non i poveracci che le sventolano. Certo ci sono di Di Battista e i Di Maio, ma sono come il Babbo Natale e l’Orso Bianco della Cocacola, con la bevanda non c’entrano nulla.. però sono tanto simpatici.

Quello che la pragmatica di massa però non considera è la devastazione del Principio. Un terremoto del X grado della scala Mercalli che lascia in piedi solo rivalse, odi e meschinità. Basta guardare quello che rimane di Rimini. Legulei con la lingua a penzoloni e poco più. Un nuovo Meetup è stato creato alla fine di Marzo dalla lista Gerovitalizzata, quando ormai la certificazione era spacciata. All’inizio, quando erano in 15, nella foto di copertina spiccava una foto di Grillo e dell’ex, dei tempi di quando ancora non si era ritirata a vita cartomante. Ora che sono in 20, crescita esponenziale secondo quanto dichiara Italo “la Talpa” Carbonara, hanno optato per una più sobria piazza piena di gente. Loro sono quelli che hanno rifiutato la mediazione con il gruppo storico, i Grilli Pensanti, che aveva trattenuto i conati nella speranza di dare una seconda possibilità all’elettorato a 5 Stelle. Niente da fare, il Movimento, dichiarano, sono loro. Il Movimento è dunque Carla “la Franka” Franchini che, per una qualche strana alchimia, riesce ad essere consigliere del Movimento 5 Stelle e, contemporaneamente, a fare gli interessi di una Giunta di Centro Destra. E’ Italo “la Talpa” Carbonara, che chiedeva tempo in assemblea per permettere all’altra lista di trovare un candidato. E’ l’Ex di Grillo, che non sapeva niente della lista fantasma, però la sponsorizzava pesantemente stalkerizzando l’Ex, Milano e il Direttorio di marzapane. Non solo. Sono anche gli Ivan Paolo Bolognesi, candidato rifiutato della prima ora, che sembra l’unico lettore del Carlino, tante sono le volte che riesce a farsi pubblicare con le sue rancorose invettive contro gli eletti. I Luigi Camporesi, che del Movimento non ne vuole sapere più niente, ma va alle riunioni dei comitati presentandosi come ex candidato pentastellato. Sono i Vincenzo Cicchetti che si doveva dimettere, invece no e poi va a finire che a sua insaputa il Meetup di Riccione lancia comunicati contro Rimini….

Basta così. C’è altro, ma per il momento penso di aver dato un’immagine sufficientemente indicativa di quel che Rimane del Grillino a Rimini. Il brand, come previsto dai noleggiatori del marchio, sopravvivrà. Non c’è dubbio che il prezzo sia già stato pagato.

P.S.

“Magari, Critone, la gente fosse capace di fare i mali peggiori! Sarebbe allora capace anche del più gran bene, e sarebbe bello. Ma non sono capaci né dell’una né dell’altra cosa, non sanno far diventare un uomo né saggio né stolto, e si muovono invece come capita.” [Platone – dialogo tra Socrate e Critone]

dado

 

@DadoCardone

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Potevamo prendere Rimini

⇒Come l’invidia del pene e dei personaggi in cerca d’autore possono annullare una Rivoluzione annunciata.

salutiRimini è caduta, viva Rimini. Rimini la ribelle, la pensante, la sperimentale è caduta sotto un unico colpo, la cui propulsione sono state però una serie di pessime peculiarità: invidia, mediocrità, cupidigia, opportunismo, vanità e bieco calcolo. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle ovviamente, ma non solo quello di Rimini, perché questa storia potrebbe avere ripercussioni non da poco. Per ora comunque occupiamoci del colpevole, o meglio dei colpevoli, dello scioglimento di un’idea che aveva messo in serio allarme lo Status Quo Riminese.

Chi sono i colpevoli? Qualcuno ha dato la colpa allo stesso Movimento di Rimini, per la gestione della faccenda, ma se questo gruppo ha una colpa è quella di aver riposto troppa fiducia in una produzione decennale, che alla riprova dei fatti ha pesato  ben poco. Altri, più o meno consapevolmente, hanno fatto di più e saranno oggetto di articoli molto dettagliati (non vi preoccupate). Nel frattempo, come sempre succede quando vogliamo raccontare qualcosa di estremamente complicato, ricorriamo ai “Voti di Citizen!”. Siete pronti? Una sola avvertenza, essendo i voti parametrati alla capacità di far danno saranno tutti alti. Via.

L’Ex di Grillo. La chiamo così perché era conosciuta per quello. Oggi è nota anche per essere lo sponsor ufficiale della lista di disturbo, che ha affossato il Movimento, ma sempre la ex di Grillo rimane. Cosa l’ha spinta a gettarsi nella mischia? L’invidia del pene, sicuramente. Voglio dire, non penso sia facile essere l’ex moglie di un uomo che muove le masse ed avere contemporaneamente aspirazioni alla popolarità così scarsamente realizzabili. C’è però anche un po’ di rancore personale, stimolato da quel titolo di giornale in cui gli attivisti si chiedevano chi fosse. Fino all’ultimo ha finto di non sapere nulla della lista, cucendosi addosso un vestito Superpartes,  che non era cosa sua, e non levandolo nemmeno dopo essere stata vista alla prima riunione (quasi) ufficiale della lista Kamikaze, al bar Nasdaq. Oggi sui giornali, come tutte le cartomanti che si rispettino, dichiara che lei lo aveva previsto. Non spiegatele che in realtà l’ha provocato, se non poi pensa di essere importante. Voto 6: Maga Circe. L’unica magia che le è riuscita è stata quella  di trasformare tutto in un porcaio.

Carla Frachini o Franka (come la chiamano non pochi). Opportunista istintuale, non riesce a concludere nulla di quello che si propone, ma ragazzi… che danni mentre tenta. In 5 anni di Consiglio Comunale ha fatto il contrario della Luisa di Gled Magic Water: arrivava tardi, andava via presto e di solito lasciava un gran casino. Come mai la donna che “bussava alle cene del PD” (cit. Andrea Gnassi) e che lavora  per un’Amministrazione del CentroDestra, fa il consigliere per il Movimento? Non l’ho mai capito, ma, a dispetto  di questa mia tara conclamata, nessuno mi potrà mai accusare di averle manifestato pubblicamente simpatia. Magra consolazione, ma consolazione. La Franka ha passato gli anni della sua missione consigliare a fare due cose precise: stringere rapporti con il polo di potere 5 stelle Bolognese e parlare male del suo gruppo di appartenenza all’ex di Grillo. Alla nascita della seconda lista, trovandosi tra i due fuochi, ha deciso che era meglio essere pubblicamente neutrali, ma nell’ombra rimpolpava l’elenco di disturbo con alcune delle sue conoscenze. Altra cosa che faceva nell’ombra era portare a Bologna i dati per cui il gruppo che l’aveva fatta eleggere non doveva essere certificato. Voto 10: Rosa di Tokio. Pare che abbia deciso di cambiare il suo cognome in Iscariota, meno compromettente.

Massimo Attilio Lugaresi, detto Gerovital. Dicono che se arrivasse la Morte in persona non lo troverebbe, perché nel frattempo avrebbe già cambiato lista. Auto espulsosi due volte dal Movimento di Rimini, giusto per scrivere che era stato cacciato nel suo blog, l’unica pagina sul web che necessita di un assistente sociale per essere capita, alla fine  ha deciso che il Movimento era lui. Cinque mandati e 4 partiti (PCI, DS, Rosa nel Pugno, Lega) non gli bastavano, voleva essere anche la ” rivoluzione”. Per farlo ha percorso molta strada, parecchia per una persona della sua età con tutti quei nipotini da badare. Pare l’abbiano infatti avvistato spesso in mattutine sessioni ginniche nella palestra del Malatesta, assieme a Camporesi e pare anche che abbia frequentato sovente Riccione. La conferma arriva involontariamente dallo stesso Lugaresi, tramite la infuocata invettiva contro Davide Brullo della Voce, colpevole di aver sottolineato l’amichevole relazione con Natale Arcuri detto “Nanà”. Il renziano che lavora per i centrodestra rampanti. Comunque vederlo sorridere raggiante alla (ennesima) presentazione di Vincere per Camporesi , dà molto la sensazione di un cerchio che si chiude. Alcuni si erano chiesti dove volesse arrivare con quella lista di “nani e ballerine”. L’esperienza “secolare” in politica c’è.. non poteva non sapere che avrebbe causato solo un disastro. I futuri schieramenti ci diranno cosa c’era in palio. Nel frattempo voto:  10 (se ha capito cosa ha fatto) e 4 (se non lo ha capito). Augusto Depretis, il trasformismo per non cambiare niente.

Luigi Camporesi, detto Luigi Camporesi. L’uomo che voleva cambiare il Movimento da dentro, ma poi non hanno eletto sua moglie in Regione e allora si è alleato con Forza Italia. Nella sua nuova avventura politica si accompagna a due persone che lui definisce “i fuoriusciti del Movimento”, uno in effetti lo è… all’altro una volta hanno provato a dargli dei volantini da distribuire ed è scappato. Cosa c’entra lui con la storia della lista di disturbo. Beh, come detto, Lugaresi e suoi frequentano le  presentazioni di lista e non pensate sia una cosa facile, visto che Camporesi avoca a se 4 conferenze per ogni cosa che fa. ( Ho perso il conto di quante volte ha annunciato alla stampa di essere uscito dal Movimento). Non c’è solo questo però. La lista più vicina alla sua, Obbiettivo Civico, quella con il logo del Dash, è Vincere per Rimini. Non lo dico io, lo dice la condivisione di banchetto e il fatto che sia anche loro candidato sindaco. Ecco… adesso provate ad indovinare chi riceveva le mail con le quali il collettore della lista di disturbo reclutava e informava sullo stato dei lavori della lista fantasma? Esatto! Vincere per Rimini. Quante coincidenze Eh!? Sembra uno di quei piani che vedi nei telefilm tipo House of Card ed infatti, in un certo qual modo, Camporesi sembra prenderne le mosse. Faccio un piccolo esempio. Perché una persona che dice di essere ligia ai valori fondanti del Movimento sopporta la Franka di cui sopra, la difende in Consiglio Comunale e non gli va contro nemmeno quando il gruppo le chiede di sospendere certe iniziative? Per il semplice fatto che, avendo già deciso la propria strada, è utile lasciare anelli deboli alle spalle, nelle compagini dei probabili futuri avversari. La Franka in questo senso è perfetta, completamente avulsa dal gruppo e facilmente stimolabile al peggio. Questa una breve disamina, ma la domanda che rimane nell’aria è: perché usare tutta questa genialità, se per bene che ti vada passerai altri 5 anni a ringhiare dallo stesso banchetto in opposizione che avevi prima? Solo per non aver a che fare con Grillo? Ci sono tante altre cose da fare nella vita. Voto 10+ Ted Bundy, un politico seriale non ha bisogno di tante motivazioni, gliene basta una da seguire in maniera compulsiva.

Le liste. Tra tutti questi geni della politica ce ne sono alcuni che non vale nemmeno la pena nominare, perciò li rappresenterò genericamente nella loro categoria. Le liste, appunto. Cuore di Rimini. In Gennaio due componenti del cuore di Rimini hanno chiesto il consenso, ai consociati, di candidarsi nella lista fantasma. Permesso accordato, anche perché Paolizzi e gli amici de Core, ancora con il deretano bruciato dallo 0,43% ottenuto alle precedenti amministrative, sto giro l’appoggio a Gnassi lo danno senza fare la fatica elettorale. I due Outsider hanno comunque alzato di livello la compagine partecipando al disastro che ormai tutti ben conosciamo e facendo l’ennesimo favore a Gnassi. L’altra lista come accennato è Vincere per Rimini. Imput aggregatore? Bombe a tempo, nel caso la lista fosse risultata veramente vincente? O cos’altro? Non  è dato saperlo, perché non appena il gioco è stato scoperto sono tornati tra le braccia del mandante. L’unica cosa che sappiamo è che, un paio di loro, hanno avuto l’onore di ascoltare una telefonata in viva voce tra Grillo e la Ex, sulla lista da certificare (giusto perché lei non sapeva niente.) Voto: 5-. Non forniamo identità singole perciò diamo un nome comune. Forchette da brodo (mangiato sotto la pioggia).

Le Forze dell’ordine. Sì, ci sono anche un paio di loro, ma ne abbiamo già parlato e dunque vi rimando al pezzo originale che si intitola: il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

Il Lato Oscuro del Movimento. Chi pratica il Movimento sa che, soprattutto in Emilia Romagna, c’è una certa costante interferenza da Bologna. Ed è il motivo per cui Pizzarotti di Parma non è un pluridecorato esempio di virtuosa amministrazione per tutti, ma ”il tale” che non ha spento l’inceneritore. Vietato fare ombra. Bologna “la rossa” è stata un terreno fertile per la nascita del Movimento, ma altrettanto prolifica è stata per i giochetti di potere. Anche a Bologna, come a Rimini, le liste erano due. Lì però si presentano. A  sopravvivere è stata la lista benedetta dalla Casaleggio & Associati. Semplice risolvere. E’ bastato cacciare tutti gli avversari di Massimo Bugani, chiudere le liste e riaprirle quando a nessuno verrebbe più in mente di mettersi in gioco. Se c’è un motto che non mi è mai piaciuto del Movimento è “uno vale uno”, però passare a uno vale tutti  è un po’ esagerato. Rimini vincente dopo Parma e Bologna al palo? Troppo per uno a cui fanno presentare qualsiasi festa grillina e che può scrivere direttamente sul Sacro Blog, ma non riesce a sganciarsi da un Consiglio Comunale.  Voto 10: Sniper alla bolognese. Persino sulla raccomandata Equitalia c’è il numero di telefono e il nome di un responsabile, loro evitano.

Grillo e Casaleggio. Ultimi, ma non ultimi, i Capi o, come amano definirsi loro, “I Garanti”. Grillo, come ha confermato lui stesso più volte, non ha più voglia di Movimento. Quando firmava personalmente i famigerati “P.S.” gli arrivavano fin sotto casa a Genova. Perciò ha passato tutto alla premiata ditta Casaleggio e Figlio, eletti dal destino per guidare… come dite? Il Direttorio? Rimini è la prova provata che il Direttorio è addestrato a fornire dei #StaiSereno di Renziana memoria e nulla più. D’altronde a qualcuno la devi far mettere l’empatia, se Grillo è fuori dai giochi. Mica gliela puoi far mettere a Casaleggio; sembra il fantasma del faro nei cartoni animati di Scooby Doo. In ogni caso meglio lasciare Rimini senza rappresentanza, che ricondurre alla ragione un’ex moglie….potere degli alimenti? Voto: N.C.  Smuovere la fede nel cambiamento per poi sabotarla sistematicamente è quasi peggio che lasciare l’Italia in mano al PD.

P.S.

Questo è un assaggio.

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@DadoCardone

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Il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

⇒Le cose non dette sul provvedimento disciplinare ai due poliziotti Riminesi.

Sarà sfuggita a pochi la notizia del procedimento disciplinare aperto nei confronti dei due Agenti in servizio a Rimini. Riassumendo, da quello che si può leggere sulla stampa locale, due agenti, uno in forza alla Digos e l’altro alla Questura, avrebbero convocato un attivista del Movimento 5 Stelle di Rimini per proporre aggiustamenti  necessari alle imminenti elezioni e, addirittura, si sarebbero spinti ad avvicinare Davide Grassi (che nell’occasione era assieme ad un altro attivista), candidato sindaco scelto dal gruppo storico di Rimini. Per chiedergli cosa? Per suggerirgli un passo indietro a favore di Luciano Baglioni, sostituto Commissario della Squadra Mobile di Rimini, prospettando un posto da Vice Sindaco nel caso di positivo esito delle elezioni.

Va detto e sottolineato che Baglioni di questa storia non ne sapeva nulla, ma il suo nome è ugualmente saltato fuori come candidato della lista fantasma, quella della Gerontopolitica in scalata affannosa. Resistete, tra qualche riga sarà più chiaro il perché.

Grassi, avvocato penalista con un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda l’impegno civile contro Mafie e Racket, rimane basito. L’istinto immediato è di segnalare l’accaduto, ma ha un rapporto cordiale con molti esponenti delle Forze dell’Ordine e preferirebbe non mettere in imbarazzo la Questura. Chiede informalmente consiglio ad un conoscente. In un attimo la notizia arriva ai superiori dei due agenti. Dopo questo episodio Grassi e un attivista vengono ascoltati come persone informate sui fatti, i due poliziotti diventano oggetto di un provvedimento disciplinare,  che sembra corrispondere in prima istanza ad un trasferimento.

Questo è quasi tutto quello che la stampa ci riferisce. C’è anche una parte più fumosa, che riguarda un’attività di dossieraggio contro Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, e contro lo stesso Grassi, suo più quotato avversario alle prossime Amministrative. Il Resto del Carlino nomina dei dossier, il Corriere invece  li nega categoricamente, entrambi senza citare la fonte della loro certezza. L’unica cosa certa è che nè Grassi, nè l’attivista ascoltato, hanno mai riferito nulla del genere a chi  si è mosso per ascoltarli.

Ora parliamo però della parte divertente. Alcune persone, perlomeno quelle che leggono gli articoli, oltre ai titoli, si sono chiesti: ma i due agenti … a nome di chi mediavano e proponevano candidature? I giornali, in particolare il Corriere, hanno raccontato quasi tutta la storia, senza fare l’ultimo passo.  Mettere in chiaro il collegamento finale. I due sono descritti come appassionati di politica e in parte è pure vero, infatti l’agente della Digos  si informa senza sosta delle dinamiche politiche locali e l’altro è addirittura attivista in forza al Meetup di San Giovanni. A volte però le passioni degenerano. Facciamo un piccolo passo indietro per capire come.

Cattura3Vi ricordate che poco più sopra abbiamo citato la lista fantasma, quella montata da Massimo Attilio Lugaresi, per scalare il logo del Movimento 5 Stelle? Ebbene, il caso (o la stupidità) ha voluto che uno dei collaboratori dello scalatore, quello completamente impedito con le mail, fosse anche l’incaricato proprio delle comunicazioni. La Talpa, come viene goliardicamente chiamato da chi è informato dei fatti, ha sbagliato più volte a spedire delle mail con le quali aveva missione di relazionare sui lavori di formazione delle lista fantasma e…. indovinate un po’ a chi le ha mandate? Tenetevi la pancia. Le ha spedite anche a un’attivista del Movimento regolare! A parte la dabbenaggine del misero tapino, la cosa importante è che  in una delle mail, quella con l’annuncio del completamento della lista, tra un gruppo ristretto di destinatari si possono leggere i nomi e gli indirizzi mail proprio dei due poliziotti.

Si comincia a capire qualcosina di più? Per quale motivo i due agenti ricevono mail della lista avversaria a quella di Grassi? Oltre alla mail esistono concomitanze che suggeriscono un impegno  oltre il semplice interesse professionale, che magari l’agente Digos avrebbe potuto avere per ordine di servizio. Una di queste, la conoscete già, è proprio la proposta di Baglioni Sindaco e la supposta mediazione a suo nome. La voce di un importante candidato “in divisa” aveva cominciato a girare subito dopo il ritiro del secondo “sindaco fantasma” e il consiglio d’inciucio a Grassi era stato dato poco prima che il Carlino ne bruciasse il senso sulle sue pagine.  Un’altra concomitanza, non da poco, è il fatto che nella lista carbonara di abituali frequentatori del Movimento non ce n’è, tranne per tre eccezioni (oltre alla Talpa): due attivisti di San Giovanni e la sorella di un altro del loro gruppo. Ricordate chi altro è attivista di San Giovanni?

Ricapitolando. Due agenti di polizia, uno dei quali in forza alla Digos, s’interessano del Movimento al punto di collaborare con la lista che vuole scalzare gli attivisti storici e di proporre un papabile candidato sindaco proveniente dal loro ambito professionale. Tutto questo non avrà sicuramente rilevanza penale, ma che debba passare per normale … proprio no.

Esiste una prassi, rivelata dallo stesso Baglioni il giorno dopo essersi letto sui giornali come eventuale candidato, che prevede il trasferimento e l’aspettativa per gli agenti di polizia che vogliano impegnarsi in politica. E’ intuibile che il motivo risieda nel legame che ogni poliziotto ha e deve avere con il luogo dove esercita il proprio mestiere, relazione di cui sarebbe molto facile approfittare. Non sembra sia necessario spiegare il perché.

P.S.

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai? Se ci ascolti per un momento, capirai, lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società di noi ti puoi fidare...” [Edoardo Bennato]

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@DadoCardone

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La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

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@DadoCardone

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Oltre a Qualcuno – di Ernesto Reali

tgruMi chiedo se esista un punto di unione fra una zuppa ed una capriola isterica,o fra una lista fantasma e un girotondo infantile. La cosa certa è che molti opinion leader si sprecano in un virtuosismo del pensiero che vale quanto la lancetta dei secondi: un breve istante. In questo stesso breve istante, così piccolo ed incerto,
lascio che il mio sguardo si trascini come foglia al vento fra il susseguirsi di parole che compongono ipotesi, supposizioni, giudizi, sospetti, diffidenza; mai che in tutto questo si possa incontrare il semplice e costruttivo dubbio. Il dubbio della ragione è quell’esercizio di stile che poche fine menti sanno compiere prima di proferire una sola parola, perché sanno che per muovere dell’aria esistono già i ventilatori; questo è quanto sto cogliendo da tutte le polemiche e critiche che aleggiano – nell’intorno – del Movimento. Perdersi nelle sterili polemiche di liste fantasma, di attivisti uscenti, congedati, autoesclusi o diffidati, fanno parte di eventi pre-elettorali della quale la storia ne è piena a bizzeffe, ma senza che la stessa se ne sia mai presa cura o attenzione; e questo già…. la dice lunga! La cosa che facilmente si dimentica, o diciamo che appositamente la si ignora per interesse particolare, è quanto un gruppo collettivo sia stato capace nelle opere e negli intenti di promuovere in questa città e per questa città: con abnegazione, con sacrificio, al di fuori del palcoscenico lasciato all’ intellighenzia –  riminese. Questo è quanto di vero osservo e oggettivamente vedo :  un bisticcio fra “primedonne” per accaparrarsi il miglior camerino con la più vanitosa stella appiccicata alla porta. Cosa resta di vero e autentico, sono i singoli comportamenti umani, le singole
responsabilità, i singoli atti che ognuno di noi compie con il proprio operato. Qualcuno diceva :- “non giudicare se non vuoi essere giudicato”; questa è la vera gogna dalla quale ognuno di noi deve passare, e credo che pochissimi la potranno evitare senza lasciarci la propria testa. Non mi interessa sapere quante e quali saranno le liste del Movimento, e neppure mi preoccupo delle scelte dei singoli, ognuno dispone di libero arbitrio, ma cosa davvero attendo al divenire sono gli impegni e le responsabilità dei singoli con la propria storia ed il proprio operato, con onestà e serietà di intenti. In tutto questo, credo proprio che il Movimento di Rimini abbia dato lezione a tutti, anche nelle proprie incertezze, anche nei propri errori di
gioventù, di essere autocritico e costruttivo nella giusta misura di sapere chi avesse l’adeguata autorevolezza per essere candidato non a primo cittadino, ma ad ultimo servitore della comunità cittadina. Forse è proprio questo che non è piaciuto e non piace agli opinion leader quanto ai cortigiani della politica : candidarsi ed accettarsi ad essere l’ultimo dei cittadini.

Ernesto Reali

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La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

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@DadoCardone

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La Vispa Teresa.

Cattura1La settimana appena trascorsa ci ha regalato il primo vero confronto pubblico tra forze politiche opposte, quasi un’apertura ufficiale di  campagna elettorale. Negli studi di Icaro TV, per la trasmissione “Fuori dall’Aula”, si sono confrontati Gianluca Tamburini ed Enrico Piccari, sul tema “ Piano Strutturale Comunale”.

Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che Enrico Piccari, oltre ad essere un Consigliere Comunale del Partito Democratico è anche il Presidente della Commissione che si occupa di Urbanistica. Commissione passata in questi 4 anni sotto la presidenza di altri due Consiglieri PD,  nell’attesa che il Sindaco riuscisse a conciliare le sue Vision con la realtà normativa degli strumenti urbanistici.

Il Confronto è stato impietoso. Per spiegarvi quanto però mi permetto di evocare un’immagine del nostro atavico patrimonio culturale. Pensate ai matrimoni e più precisamente ai pranzi del dopo cerimonia. Solo entrati nel ristorante e letti i nomi sui tavoli ci si rende conto della vastità dei parentadi. Fra tutti c’è sempre qualche parente alla lontana, tipo cugina di terzo grado, che nella sua genuinità bucolica pensa di avere una figlia (o un figlio) fenomeno del canto o della poesia. Ad un certo punto la cugina chiede l’attenzione degli intervenuti, fa salire l’infante su una sedia facendogli recitare una poesiola. Alla fine il pubblico, guadagnato con coercizione, applaude mormorando oscenità a denti stretti.

Bene. Ora tenete questa immagine con voi ed immaginate un incerto Piccari, sudato come quello che proprio a quei pranzi di cui sopra, nonostante sia vittima di un infarto in corso, continua imperterrito a mangiare, in piedi su una sedia a recitare la Vispa Teresa. Questo è quello che è successo.

Mentre Tamburini si dimostrava padrone dell’argomento, peraltro nemmeno di sua stretta competenza, Piccari continuava a recitare lo standard con cui era stato preparato, lucido e tremolante come un budino alla vaniglia. Unico guizzo uno sciocco tentativo di accusa nei confronti del Movimento che, secondo lui, vorrebbe cementificare la zona della stazione portandoci 5000 nuovi abitanti. Il riferimento è a Rimini Reboot, uno straordinario esempio di riqualificazione tramite architettura tradizionale, l’indicazione di un metodo che il sudaticcio consigliere pensava di capire leggendo una fotocopia che qualche altro sveglione gli avrà passato il giorno prima. Beata Ignoranza. (A proposito per chi se lo fosse perso qui il link al video e qui al progetto.)

Per fortuna del Partito Democratico la competenza non sembra avere particolare importanza nelle valutazioni degli elettori, se ne avesse basterebbe la trasmissione di ieri per far capire come stanno le cose… voglio dire, sarebbe  stata abbastanza  in aggiunta ad un aeroporto annullato, ad un territorio ciecamente devastato dal TRC, all’ennesimo campo di palazzine di fronte al parco della Cava, ai condomini dormitorio, al menefreghismo nei confronti dei teleriscaldati,  alla sudditanza verso Hera eccetera, eccetera, eccetera.

E invece no. All’ultimo anno del mandato molti sono quelli che ancora si lasciano abbagliare dai cantieri elettorali e che plaudono ad un Sindaco altero e distaccato da 4 anni e 6 mesi, ma che ora sta facendo promesse anche al gatto del vicino. Così anche Enrico Piccari, professione Maestro di Golf, può raccogliere l’eredità di famiglia (papà Nando è un fedelissimo) e addirittura trova il coraggio di avventurarsi in un confronto pubblico che non è proprio nelle sue corde.

Se qualcuno si è stufato di queste pantomime alzi la mano, la nostra è in alto da tanto tempo che comincia ad anchilosarsi.

P.S.

“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l’elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L’Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all’Italia?”

[Fabrizio De Andrè]

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@DadoCardone

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Un buco nell’Acqua (Pubblica)

22032011_006La decisione è presa. Il PD, forse spinto da pressioni che non può o gli frega poco di sostenere, ha deciso di mandare a gara Europea la distribuzione dell’acqua. L’ha fatto nel modo più sciocco: vantandosi di quanto fosse efficace la gestione pubblica per la raccolta, ma dichiarando il pubblico incapace alla distribuzione.

Motivazioni che stonano e che non riescono a spiegare, né a nascondere, una gara tagliata su misura per Hera SPA. Dopo aver presentato uno studio di fattibilità in cui nelle premesse lo stesso redattore, SCOA, non si assume la responsabilità di ciò che ha scritto, il Sindaco Giannini, coordinatore del locale ATERSIR (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), ha elencato le caratteristiche che la gara avrà.

Sarà una gara Europea, come ovvio che sia, ma, affinché a nessuno, oltre ad Hera, venga in mente di partecipare veramente, l’affidamento sarà di soli 8 anni. Volete che non si trovi in Europa un’aziendina disposta a contendere un servizio, alla politicamente appollaiata monopolista locale, investendo cifre superiori a 100 milioni di euro, senza avere il tempo di recuperare nemmeno le spese? Badate bene, non lo dico io che non c’è margine, lo dice lo stesso Giannini (circa al ventesimo minuto del suo intervento in Consiglio Comunale), che fa una valutazione di 20 anni. Quindi pioveranno richieste, perché notoriamente chi ha a disposizione più di cento milioni è un cretino.

Sarà una gara europea anche perché, per scongiurare il fatto che qualcuno potesse proporre di vendere le azioni Hera e con quelle pagarsi la struttura “in House”,  il Comune di Rimini, tramite Rimini Holding, ha aderito al patto di sindacato di primo livello di Hera, secondo il quale le sue azioni non possono essere vendute per almeno tre anni.  Punto, set, partita.

Giacché tutto era stato deciso prima dell’incontro a noi di Citizen non resta dare un po’ di voti ai partecipanti alla nostra maniera.

Stefano Giannini: il Sindaco di Misano chiama in causa la pragmatica per spiegare i motivi secondo i quali il servizio di distribuzione deve essere assegnato con la gara su misura. Vi chiederete: ha citato Aristotele? John Locke? Non proprio. Ha detto (e cito testualmente): “Che sia Franza, che sia Spagna, la tariffa l’è sempre cumpagna”. Non so di chi sia questa perla di saggezza, ma non da proprio l’idea di qualcosa di pragmatico. Oltre che dalla pragmatica si è lasciato tentare anche dal culto dell’Io modello Nietzsche, assegnandosi una medaglia d’oro per il suo ruolo di Signore delle Acque. Non ha annunciato che “Dio è morto”, ma la lingua Italiana, in qualche passaggio stretto dal dialetto, se l’è vista brutta.  Voto: 4. Palmiro Cangini (ma antipatico).

Simone Bertozzi. Aveva già deciso da tempo di astenersi, ma l’unica cosa certa uscita dall’intervento in Consiglio è stata la sua interpretazione dell’astenuto. Pare infatti che,  secondo il giovane Consigliere dei Padulli, si astenga chi ha una posizione perfettamente nel mezzo ed infatti, nei minuti a sua disposizione ha detto tutto e il contrario di tutto. Inopportuno come un tanga da uomo… perfettamente in mezzo, ma c’è roba che avanza. Dobbiamo annotare però che questa volta è l’unico dei playmobil a non rimanere con la mano alzata per dovere di parte. Le vecchie foto sotto la bandiera dell’Acqua l’avranno commosso. Voto: 6 di incoraggiamento. Equilibrista (“Prego, cammini sulla linea”).

Gianluca Tamburini. Quattro anni e sei mesi di Consiglio Comunale l’hanno temprato più delle docce di un carcere. Non si china a raccogliere niente. Porta avanti la battaglia dell’Acqua senza tentennare, rispedendo al mittente ogni ipocrisia e non lasciandosi disturbare dalla Giunta in versione Santanchè. Non perde la calma nemmeno all’ennesima commedia di Savio Logorrea Galvani, che cita Parma più di Pizzarotti. Voto: 8+. Leone. (la potenza non è nulla senza il controllo).

Savio Galvani. Ormai lo chiamano Er Monnezza, perché in Consiglio è capace di parlare solo del trattamento dei rifiuti di Parma (e ora di Livorno). L’unica cosa che abbia mai portato in Consiglio, che non gli sia stata suggerita da qualcun altro, è la mozione che impegnava il Comune di Rimini a lottare contro gli F35… e si sa quanto Rimini conti in questi casi. La battaglia per l’Acqua pubblica, che gli aveva generosamente donato un assessore e un posto a edere nella Sala dell’Aquila, ha ricevuto in cambio un comportamento pavido e, addirittura, il ritiro della firma da un Consiglio Tematico per dare il tempo al PD di presentare qualcosa di più “comodo”. Voto: zero. Gollum pentito (il mio tessoro, il mio tessoro e poi… Sticazzi)

Samuele Zerbini. Ha esordito dicendo che per lui (parafrasando) il Referendum per l’acqua è stato una stronzata e, se avesse anche specificato che il PD non ha la forza politica di opporsi ad Hera, mi sarei  alzato in piedi ad applaudire. Stavolta però il Lato oscuro della Forza, seppur coerente come già lo era stato con il TRC, ha fatto cilecca nelle conclusioni. Il teorema è stato infatti quello secondo il quale quando c’è una gara il migliore vince. Vero… a parte il fatto che in questa gara c’è un unico partecipante. Una fallacia logica di cui ha approfittato Tamburini che glielo ha fatto notare durante l’intervento. Poi un imbarazzante dialogo col sordo che non vuol sentire.

“Partecipa solo uno”

“Certo vince solo uno”

“No! Non vince solo uno: partecipa solo uno!”

E via così. Notevole anche la disputa con Galvani, nel quale a modi sfottò ha invocato la privatizzazione del Grano. Voto 6-, AH! se solo si fosse completamente abbandonato al lato oscuro… Darth Zerbin.

Andrea Gnassi. Un delirio. Una supercazzola indigeribile, in un unico piano sequenza, indirizzata totalmente al Movimento 5 Stelle, nella quale cerca di dimostrare di non essere succube di Hera. Lo fa in una maniera politicamente sempliciotta. Cerca di far intendere che se Hera partecipa ai superpiani, come il PSBO, è merito della caratura di questa Giunta. Arriva anche a citare il “No” del Consiglio di Rimini alla Fusione Hera-Acegas come una tattica per far capire al gestore che la “pagnotta” se la doveva guadagnare. I più attenti ricorderanno che quel “No” fu dato a giochi già fatti, quando Rimini non contava più nulla, giusto per non disturbare. Spiega un sacco di cose, ma non il perché se le fogne le paghiamo col bilancio e con la bolletta, il lavoro lo deve fare per forza Hera. Voto: N.C. Pindaro (“Scusa… mi sono distratto un’ora fa. Dicevi?)

P.S.

Una nota mica tanto a margine. Il Primo Cittadini, cercando di difendere la sedicente posizione anticemento, quasi confessa che il supermercato APE, quello che doveva essere sostituito dal nuovo Conad, rimane dov’è. Parlando del nuovo Conad in via della Fiera dice (testuale): “ […] E’ un centro commerciale di prossimità che andrà a integrare sostituire quello di via Euterpe”. Integrare o sostituire? Sono due cose molto diverse e le conseguenze del primo caso sono piuttosto importanti.

@DadoCardone

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Rimini: La Città che cambia. (Ma anche no.)

1436431416_Maurizio-Cattelan-Saluti-da-Rimini-2Questo post è a tutti gli effetti il proseguimento  del precedente riguardante la candidatura Gnassi Bis. Dopo aver sviscerato la natura delle personalità che hanno decretato l’inutilità delle Primarie PD per Rimini, ora andremo ad analizzare la motivazione: il cambiamento che il Primo Cittadino avrebbe portato sulle rive di questo puntino sull’asse dell’Adriatico.

Cambiamento ce n’è, non lo si può negare. Dopo quattro anni in cui la “Capitale del Turismo”, sotto regime di Salvaguardia, sembrava fosse stata messa in cantina a marcire, nell’ultimo anno è esploso un pot-pourri di cantieri. Sì, è vero, i cartelli sono più grandi delle buche che fanno i lavori, ma bisogna capire un concetto fondamentale. L’Amministrazione Gnassi è stata così attenta a vendersi mediaticamente, che di tempo per idee proprie non ne ha trovato ed è stata costretta a continue mani di colori pop sul niente. Meno male che in questi anni ci sono state le idee degli altri.

Andremo ora a stilare una lista di fonti di approvvigionamento idee, non completa perché non vogliamo approfittare del tempo dei nostri lettori, ma esaustiva per quanto riguarda il concetto.

  • Le cose che ci sono già. L’idea originale fu di Santa Madre Chiesa. Prendere tutte le feste pagane, principalmente solstizi, e brandizzarle con il simbolo della croce. Questo, oltre a dimostrare che il marketing è praticato da millenni, è di grande ispirazione per la politica degli annunci. Così il primo fine settimana di luglio, che si riempirebbe anche se a Rimini scoppiasse la peste, diventa: la Notte Rosa. Allo stesso modo la festa della Marineria diventa Molo Street Parade e i chioschi non sono più roba da sagre e feste di paese, ma Street Food. Tutto molto più trendy e quando dico tutto intendo proprio tutto, anche le panchine e i cestini della mondezza, basta una spruzzata di colori pop.
  • Le cose che decidono gli altri. Diciamo le cose come stanno. Se sei un candidato del Partito Democratico a Rimini non diventi Sindaco se non sei propenso a garantire gli interessi preminenti. Non sto parlando di malaffare, ma dei poteri economici i cui interessi premono forte su qualsiasi Primo Cittadino. In campagna elettorale si possono firmare patti per l’acqua pubblica e promettere moratorie ai teleriscaldati, salvo poi guardare bene chi pesa più sulla bilancia. Teleriscaldati o SGR? Hera o un Comitato? E’ sotto gli occhi di tutti. Puoi anche promettere lo stop al cemento, ma se Cagnoni ha bisogno di ossigeno per il mutuo del Palas appaiono varianti delle varianti che consentono il sorgere di centri commerciali e palazzine sovietiche. Come la volgi a tuo favore? Beh per esempio il “dovere verso Cagnoni” è diventato Acquarena, la piscina che il riminese non aveva. Ma il colpo di genio (tanto di genio da essere stato senz’altro imposto e non pensato) è la liaison con Hera. Un bel pacchetto chiavi in mano per il problema delle Fogne. Hera, attingendo dalle bollette dell’acqua di tutta la Provincia per la prossima decade, si prende carico del lavoro con un bel progetto che le garantisce anche la futura espansione. Il fatto che, nonostante il piccolo particolare della forza di gravità, sia stato raddoppiato il depuratore a monte, invece che quello a mare, la dice lunga. Il risultato? Gnassi, mette mano alle fogne. Le conseguenze sono per chi verrà dopo e sicuramente a discapito della ripubblicizzazione dell’acqua.
  • Le cose già decise. Questa è una fonte particolarmente florida e si basa su determine di enti sovra ordinati, a cui la gente è generalmente poco attenta. Da qui scaturiscono finanziamenti normalmente distribuiti, ma che nelle parole dell’amministratore diventano abili lavori di bilancio etc. Gli esempi sono molti, ma ci piace riportare, per quanto è lampante, il caso del Federalismo Demaniale. Era già stato deciso da tempo che lo Stato affidasse al controllo diretto dei Comuni alcuni beni demaniali. Per Rimini, oltre ad altri, è stato anche il caso del lungomare che tutti dicevano intoccabile perché di pertinenza del Demanio. Cosa buona, cosa già decisa. In fase di definizione però qui a Rimini leggevamo titoloni nella Cronaca Locale, descriventi un agguerrito Primo Cittadino che andava direttamente a Roma per minacciare di conseguenze legali l’ufficio del Demanio, se non gli avessero dato immantinente il lungomare. Capito il giochino?
  • Ultima, ma non ultima, la fonte delle idee… degli altri. Chi segue i Consigli Comunali l’ha visto fare innumerevoli volte. La Minoranza presenta un’idea che viene automaticamente bocciata, per poi essere ripresentata con altro nome, a volte solo per farci un titolo di giornale. Gli esempi sono tantissimi a cominciare dal ponte di Via Coletti, che una delibera di Giunta aveva già deciso essere un pontaccio di Ferro, ma in Consiglio Comunale, di fronte ad un centinaio di cittadini incazzati, si è tramutato miracolosamente nel rendering di un ponte normale. Una fonte di idee particolarmente gradita è il Movimento 5 Stelle, alla faccia della polemica che non lo vorrebbe forza propositiva. Elenchiamo solo i plagi più evidenti. Il Parco giochi per bambini disabili, strumentale in Consiglio, poi diventato atto di civiltà semplicemente cambiando il proponente. Le celeberrime delibere sull’urbanistica, approvate persino dalla Maggioranza, ma sparite per un anno e sei mesi, tornate (almeno nei termini) sui giornali come intuizioni del Sindaco, mentre per i consiglieri che le avevano proposte erano impraticabili. Ultimo “appoggio”, in ordine cronologico, un pezzo del progetto per cui i 5 stelle si erano avvalsi della collaborazione di Ettore Maria Mazzola e il gruppo del suo Master in Urban Design. L’intuizione geniale di quel lavoro era ricucire la città al mare tramite la zona morta della stazione. Gnassi, nonostante non si fosse degnato di presenziare né alla mostra né alla conferenza, pare a causa di un impegno da aperisindaco, non ci ha pensato due volte a fare sua quell’intuizione annunciando una Vision istillatagli dallo Spirito Santo.

In conclusione nel manuale del perfetto amministratore PD, nell’introduzione, potete trovare scritto: che sia un’idea di altri, una cosa che sei costretto a fare, una cosa che c’è già o un regalo dello Stato… cambiagli nome e dì che si tratta di una tua idea (almeno sui giornali). Bisogna capirli. Con tutto il tempo impiegato a far credere di saper fare le cose, dove lo trovi il tempo per farle veramente.

P.S.

Ovviamente, come suggeriscono gli stessi cartelli pop, tutte le buche aperte alla fine di questa legislatura rappresentano un lavoro che si concluderà solo nella prossima, a Gnassi rieletto. Lui ne è sicuro…. Infatti ci ha già intestato mutui per 40 anni.

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@DadoCardone

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Il Movimento, Sonia Toni e il mistero del Candidato Sindaco.

Cattura2nVi rivelo un segreto. Noi di Citizen sappiamo molte delle cose che scriviamo perché abbiamo un “Soffia” nel Movimento 5 Stelle di Rimini. Sapete cos’è un soffia, no..? Un confidente, un delatore, un informatore, una spia insomma.

Quando abbiamo visto ben 4 articoli sul quel che rimane del Carlino e un’eco nazionale della presunta diatriba tra Sonia Toni e il Movimento ci siamo preoccupati. Abbiamo contattato il nostro Soffia per capire se ci aveva nascosto informazioni tanto importanti: Sonia Toni, ex moglie di Grillo Giuseppe, detto Beppe, candidata Sindaco del Movimento di Rimini?

Questo è il resoconto dell’incontro segreto con il delatore. Per non annoiare i lettori è stato un po’ romanzato e dunque mi dovete immaginare con un impermeabile nero, un cappello e una sigaretta perennemente accesa tra le labbra.

Rimini. Domenica notte. Porto. Il Catafalco metallico della Ruota Panoramica, mezza smontata, incombe su di me mentre aspetto. C’è nebbia e se ci fosse il nautofono sembrerebbe un film di spionaggio degli anni 50, o un cartone animato di Scooby Doo (fate voi). Invece il solo disturbo all’atmosfera ovattata sono due gatti che litigano, una prostituta grassa che fa la ruota sotto la ruota e un tale che mi vuol spacciare delle cartoline di seconda mano… dice di chiamarsi Cattelan.

Soffia è in ritardo. Come al solito. Dice che lo fa per aumentare il Pathos, che fa parte del suo mestiere. A me fa girare solo le palle, anche perché ai gatti, alla mignotta e allo spacciatore di cartoline si è aggiunto  un profugo che chiede insistentemente dove ci si imbarca per tornare a casa. Qui c’è troppa delinquenza. Rimini è così… ti bacia facile, ma poi le puzza l’alito.

Inganno il tempo tentando di riprodurre il suono del nautofono con una bottiglia di birra trovata a terra, le soffio nel collo e a momenti non sento il richiamo di chi sto aspettando. A proposito, mi sono dimenticato di dire che lo chiamo Soffia anche perché non sa fischiare, però insiste a farlo e il risultato è quello di uno che soffia forte sulle candeline. Mi accorgo di lui solo quando mi spettina soffiando forte dietro la nuca.

“Hei! Maccheccazz…. Sei tu!? Dicevo che era ancora quel rompimaroni di Cattelan”

“Non hai sentito il fischio?” – mi chiede sorpreso.

“Settimana prossima ti compro un fischietto così la finiamo con sta storia. Senti a me invece. Ma, Sonia Toni si candida Sindaco per il Movimento e non mi dici niente?” – lo riprendo un po’ incazzato – “Mi sa che dobbiamo rivedere il tuo trattamento economico”.

“Trattamento cosa…? Ma, se non mi paghi!”

“Appunto, potrei cominciare a chiederti dei soldi. Ora basta tergiversare. Dimmi quello che sai di questa storia della Sonia Toni” – chiedo prendendolo per il bavero del suo logoro cappotto da marinaio, che usa solo per gli appuntamenti al Porto.

“Sonia chi?”

“Toni”

“Toni chi?”

“L’ex di Grillo”

“Non la conosco”

“Come non la conosci, se si candida per il Movimento non la conosci?” –  incalzo indispettito.

“No, guarda, l’ho letto sui giornali, ma dici che è vero?” – chiede curioso.

“Lo sto chiedendo io a te deficiente” – lo scuoto per le spalle.

“Ascolta.. io sono nel Movimento di Rimini dall’inizio. Abbiamo fatto elezioni Comunali, Nazionali, Europee, Regionali. Abbiamo fatto banchetti informativi ogni fottuto sabato di questi 5 anni. Abbiamo fatto Assemblee aperte ogni lunedì. Abbiamo organizzato eventi, manifestazioni in piazza, catene umane, raccolte di fondi, aperitivi, tombole e pranzi di Natale. Io a questa non l’ho mai vista.” – mi rivela.

“Mai..”

“Mai nemmeno sentita nominare.” – ribadisce stringendosi nelle spalle e scuotendo la testa in senso di diniego.

“Toni Sonia, ex Moglie di Grillo, quella che scrive libri sul perché non c’è più la mezza stagione, quella Sonia Toni lì non si è mai vista. E su che basi afferma che nel Movimento di Rimini non ci sono liste, ne candidati, ne programmi?” – chiedo puntandogli il mio dito inquisitore in direzione del naso.

“Non lo so! Glielo avrà detto la sua cartomante.. oppure.. oppure… e’ un complotto!” – esclama convinto di aver trovato una soluzione che vada bene a tutti  – “ A quanto me li fai i complotti?”

“Stai buono va là! I complotti non valgono più niente sul mercato. Ormai le verità sono davanti agli occhi di tutti, nessuno nasconde più niente perché tutti si sentono impunibili. Cosa può valere un complotto!?” – Ribatto.

“Hai ragione” – conferma sconsolato – “vabbeh… abbiamo finito qui?”

“No, aspetta. Il Nome della Toni non è uscito da solo. A dispetto del fatto che presentare la moglie di Grillo sarebbe un atto di nepotismo mediatico, qualche sciroccato pensa che questa sia una soluzione praticabile.” – Ipotizzo.

“Dunque?”

“Dunque usiamo la tattica de “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo” . Ossia” – comincio a spiegare per interrompere l’espressione interdetta del Soffia” – il primo che sostiene anche privatamente che si possa fare è il colpevole. Chiaro?”

“E se quello lo fa dire ad un altro…?”

“E a chi lo dovrebbe far dire visto che tra di voi non la conosce nessuno? Adesso vai, che non ci devono vedere insieme. Settimana prossima passa al negozio “tutto a 1€” che ti lascio un fischietto pagato”.

Il Soffia fa un passo indietro e sparisce nella nebbia. Alzo il bavero del mio impermeabile e fendo lo stesso muro impenetrabile in direzione della macchina. Durante il tragitto appaiono e scompaiono scene in una dissolvenza quasi cinematografica. I due gatti che litigano sono in realtà un sudamericano e uno slavo che hanno pisciato sullo stesso palo e si sono bagnati reciprocamente i pantaloni per colpa della nebbia. Il tale delle cartoline ha beccato un tizio ben vestito che gli sta ordinando qualsiasi cosa, basta che sia disposto ad ascoltare la sua storia fatta di puntini sull’asse dell’Adriatico e castelli che parlano con teatri. La mignotta che fa la ruota sotto la ruota non la vedo più, ma ho sentito un tonfo nell’acqua. Rimini è così… più ti fa divertire, più ti sta fregando.

N.B.

Questa è una storia inventata, ma qualsiasi riferimento a cose e persone realmente esistenti… è voluto.

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Effetto Parma

Ormai quando si parla di Parma viene in mente automaticamente l’inceneritore e si suppone che non serva altro che spegnerlo. Questo è un errore di fondo poiché, se non supportati da un ottimo sistema di raccolta differenziata o hai l’inceneritore e la discarica, o ti servi dell’inceneritore e della discarica di qualcun altro.

Le discariche sono soluzioni brutte ed inquinanti che nessuno vuole avere vicino a casa sua, l’inceneritore invece ha qualcosa in più. Oltre ad essere brutto ed inquinante è anche legato ad un piano industriale che Stato e Multiutility spingono alla produzione feroce, poco conta quanto il cittadino sia puntiglioso differenziatore.

A Parma, come da qualsiasi altra parte, gli inceneritori sono sponsorizzati direttamente dallo Stato con tanto di articoli di legge. La legge è in impedimento sovraordinato alla decisione di qualsiasi Sindaco e Federico Pizzarotti, non potendo muoversi all’occupazione del Parlamento, ha scelto di concentrarsi sulla differenziata per affamare il mostro.

C’è riuscito? Martedì sera, Gabriele Folli, assessore all’ambiente e alla mobilità di Parma, è stato ospite e relatore a Rimini in una serata del Movimento, nella quale ha spiegato i risultati di quella che è stata a tutti gli effetti l’eliminazione totale del classico bidone dell’immondizia, per un passaggio ad una differenziata porta a porta con tariffazione puntuale. La bontà di questa operazione è stata confermata proprio in questi giorni ad Ecomondo dove Pizzarotti e Folli hanno ritirato il premio di Legambiente per essere, relativamente alle dimensioni, il Comune più riciclone d’Italia. Per un comprensorio di quasi 200 mila abitanti è un caso nazionale.

Come detto il premio è stato ritirato alla Fiera dell’Ecologia, ultima fiera veramente importante rimasta a Rimini e che sia degna di nota, perlomeno riguardo partecipazione, lo rivela il numero di  signorine intente a lasciar biglietti da  visita dei nightclub fuori e dentro i padiglioni allestiti. Comunque sia il Sindaco di Parma, richiestissimo per i selfie dagli operatori del settore, ha colto l’occasione per farsi un’idea di come migliorare ulteriormente le performance del suo Comune da Record.

In Conclusione due giornate per lanciare un messaggio: il Movimento non è solo capace di fare opposizione, laddove amministra, anche se si tratta di comuni con pesanti eredità, non si limita a salvare la baracca, ma ottiene record. Bagheria insegna. Ne prenda nota soprattutto chi pensa che governare voglia dire produrre slogan su quello che si intende fare una volta rieletti.

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Povera Rimini

David LaChapelle, The Deluge, 2006
David LaChapelle, The Deluge, 2006

Se Rimini dovesse essere valutata per la classe politica che l’amministra probabilmente sarebbe necessario farla andare in concordato,  come si fa per le aziende in odore di fallimento. Fortunatamente un po’ di rendita storica è stata accumulata, ma quanto durerà?

L’Epoca Romana, il Rinascimento, l’Epopea del Turismo e il molto citato, ma parecchio ignorato, Fellini, hanno messo in cassaforte parecchi crediti. Purtroppo però tutta la potenzialità costruita con il sacrificio di molti è stata sputtanata da due ondate anomale di pessima umanità. Il primo guaio sono stati quasi 70 anni di cattocomunismo dove gli interessi di fascisti, cattolici e comunisti si sono incrociati sotto l’egida di scaltri amministratori, che hanno distribuito poltrone come inno al loro personale potere. Arrivati con il fiato corto a ridosso della globalizzazione e dei calci in culo europei,  con sottofondo di Troika, i tenutari si sono fatti sostituire dal secondo e, se possibile, più pernicioso guaio: I ragazzini.

Una classe politica cresciuta nell’assenza del confronto, che si trova in estremo disagio con i mezzi imposti dalla Democrazia e comunica solo a suon di slogan, ha fatto precipitare Rimini in un incubo di paralisi POP, un conato anni ‘80 sia per quanto riguarda la comunicazione, sia nell’atteggiamento trash di genesi delle idee.

La Rimini dell’accoglienza e di Fellini si è rinchiusa in un sentimento sciovinista per non guardare ai suoi problemi. Degrado, declino, atarassia indotta tramite ipnosi da aperitivo. “Li vedi i colori pop? Stiamo facendo, non ti preoccupare di quello che senti dai gufi, loro si lamentano, ma non fanno proposte. Tu segui i colori pop, magari non arrivi all’illuminazione, ma all’aperitivo ci arrivi di sicuro. Cestino pop, rotonda pop, cantiere pop, fila dritto e… toh! Una festa tutta rosa! Cosa ti avevamo detto?”

Bisognerebbe che i riminesi andassero ad assistere ad un Consiglio Comunale per capire a chi hanno dato in mano i loro destini. Troverebbero una maggioranza che annuisce e alza la mano a comando, senza conoscere nulla di ciò che vota, solo per non attirare la contrarietà di un vanitoso che spende 100 mila euro (dei tuoi) per farsi una foto con Cattelan. Poi però se gli dici qualcosa spalancano gli occhi e gridano “attentato alla cultura!

Cultura?! Ma, la Cultura è conoscenza, è un’offerta dell’uomo ai suoi dei, è un sistema di saperi, è tradizione di conoscenze di una Comunità, cosa ci fa la parola cultura in bocca ad un emulo del Trota, che tempesta la sua vita social di foto di aperitivi e mette le mani avanti ogni due parole quando cerca di esprimere l’opinione del suo padrone. E vogliamo parlare della parola: Politica? Si può fare politica solamente alzando e abbassando una mano a comando? Veramente… dovreste venire in Consiglio Comunale e vedere le scene mute, gli sguardi bassi, come si tormentano le dita, come passano il tempo a pulire quella piccola macchia sul banchetto, o a fare lunghissime ricerche sui loro cellulari. Quando ho cominciato a seguire i Consigli sapevo i loro nomi… me li hanno fatti dimenticare tutti. Ricordo solo quello di quei due ragazzini che abbaiano a comando. Uno si fa salire la pressione e balbetta ogni volta che interviene, l’altro mette dei numeri in ogni discorso nella sua interpretazione di “colui che sa“. Entrambi tifano per l’inconsistenza ben apparecchiata del loro capobastone e parlano solo delle proposte non fatte dal Movimento.. non sono stati attenti neanche in quello, ma quando metti un ragazzo a fare il lavoro di un uomo…

A dire il vero mi ricordo anche un’altro nome. Savio Logorrea Galvani, l’uomo che sussurrava al PD (sussurrava rispettosamente ovviamente). Se mai vi foste chiesti perché la sinistrina totalizzi percentuali elettorali prossime allo zero, dovevate osservare questo esemplare all’opera. Anche se secondo me sarebbe stato più opportuno chiedersi come fa un’entità politica con un consenso elettorale così ridicolo a riservarsi un assessore, un posto nel CDA della Fiera e una poltrona da dirigente all’Acer.

Teleriscaldati, TRC, Acqua Pubblica, Mercato bisettimanale, Centri Sociali, privatizzazioni SGR, tariffe maggiorate Hera per pacchetti chiavi in mano da pagare vita natura durante per la gioia di tutta la Provincia…. non c’è stata una sola battaglia per cui FDS (Federazione delle Sconfitte) e i loro rappresentarti istituzionali non si siano messi a priori dalla parte del PD o non abbiano rappresentato finte opposizioni di comodo. Ah però… non gli parlare di Pizzarotti da Parma che gli girano gli zebedei a vortice.  Anche adesso, che Galvani è stato messo all’opposizione dalla sua stessa ignavia, appoggia senza riserve il PD guadagnandosi sperticate lodi pubbliche dai due ragazzini di cui sopra. Anche perché diversamente la “Maggioranza” non avrebbe i numeri per sopravvivere.

Ma cos’è sta roba? Cioè Rimini deve essere realmente amministrata da un Vanesio, due ragazzini, un paggetto e 14 fantasmi? Vogliamo parlare della Giunta poi? Si è fatto un gran parlare della Spending Review, ma la ricetta era a portata di mano e l’ha indicata proprio la Giunta Gnassi. Due poltrone da Assessore libere e mai più riconsiderate… evidentemente non così utili. Peccato solo essersene accorti dopo 4 anni, visto che costano 40 mila euro all’anno ciascuna. Con quei soldi ci venivano tanti servizi fotografici per il Taglianastri: un anno con Oliviero Toscani, l’anno dopo con David LaChapelle e via così.  A proposito di poltrone inutili…. ma esattamente Irina Imola è Assessore a che cosa? No, perché con i soldini del suo stipendio ci viene un magnifico Andy Gnassi Warhol da mettere al casello di Rimini Nord.

Riminesi riprendetevi la Città, per carità. Questi, quando hanno finito di fare danni, operano la transumanza delle poltrone, ma a voi restano guai grossi (colorati pop). Quando la politica è debole le Mafie prendono il sopravvento… è inevitabile.

P.S.

“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” [Totò]

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Forze Nuove, solita solfa.

IMG_20150606_095651Questo pezzo non lo volevo scrivere. Mica perchè non ho un’opinione in proposito, ma perchè come diceva il saggio McLuhan, sociologo più noto che conosciuto,  per combattere certi fenomeni “Bisogna staccare la spina“.

Sto parlano nel caso specifico di Forza Nuova che sabato ha fatto volantinaggio in Piazza Tre Martiri mentre (e questo è il loro vero peccato), il Primo Cittadino era distratto e non si è presentato per litigare. Più tardi commenterà una cosa del tipo che lui stava inaugurando una scuola e che si provvederà a “sanzionare“. Cosa voglia dire sanzionare non è dato saperlo, visto che non si capisce nemmeno se la cosa fosse autorizzata o meno, ma per amor della tecnica alla Pippo Baudo (faccio tutto io) ci pregieremo di vedere anche Gnassi Pizzardone.

Dicevo che non mi va di parlarne di questa cosa perchè un’azione di per se scarsamente efficace e comunicativa viene amplificata da quattro somari che pensano bene di farsi “luce con la bolletta degli altri” e sono così politicamente inesistenti che riescono a parassitare persino Forza Nuova…. non parliamo poi dell’ennesima occasione di mettere di mezzo il Movimento 5 Stelle.

Erano non più di una decina, con altrettante bandiere e la scorta di due cellulari, macchina della Polizia, Digos e Carabinieri. Fossero stati quelli di Casa Madiba era d’obbligo l’assetto antisommossa. No perchè a Rimini, per chi non lo avesse capito, funziona così: il vero pericolo sono quelli che solo con la loro esistenza fanno capire alla gente che il PD non è un partito di sinistra. Si percepisce chiaramente. Manganelli e sgombri per persone che si occupano dei senzatetto e “sanzioni” per chi fa dell’Apologia del Fascismo in una piazza dedicata ai Partigiani. Più chiaro di così!

Poi c’è il problema del Movimento 5 Stelle, quello si che mette paura, tanto è vero che l’avanguardia dell’aperitivo spreca un’intera domenica mattina per dargli contro, roba che gli è saltato un brunch. Il Consigliere Bertozzi e il Consigliere Piccari, due politici con una profondità di pensiero pari all’acqua residua delle lenti a contatto dopo l’applicazione, si inerpicano in bambocceschi percorsi dialettici tesi a dimostrare che il Movimento si contraddice. In particolare entra in campo l’Assessore Sadegholvaad che, probabilmente rinunciando a qualche rito metrosexual, tipo la crema per il contorno occhi, usa il suo tempo per insinuare che il Movimento 5 Stelle ha votato in Consiglio perchè FN manifesti in piazza. La realtà è che il M5S si è astenuto dalla possibilità che il Consiglio Comunale possa deliberare chi può manifestare in piazza e chi no, perchè è una questione di pubblica sicurezza di cui si occupa la Questura in base alle informazioni che possiede e perchè potrebbe essere l’ennesima occasione di favorire espressioni politiche a dispetto di altre. Ammetto però che queste sono finezze politiche che chi non sospetta che i cacciatori caccino… fa fatica a capire.

Una nota di colore. L’Assessore si è pure prodigato in una discussione sulle occupazioni, secondo lui non giuste e illegali, chissà se questa considerazione provenga dalla scoperta che diverse prostitute di nazionalità cinese gli occupavano l’appartamento di famiglia da tre anni e mezzo… sono cose che segnano, soprattutto se i condomini, dopo avertelo segnalato, decidono di fare un Esposto in Procura. E questo era il capitolo delle contraddizioni.

C’è poi il capitolo dei “cornuti e mazziati” come il caro Pantaleoni che fa parte di quel Partito… com’è che si chiama? Non ricordo bene, mi sembra “Volemos, ma non Podemos” o una roba del genere. Lui, dopo 4 anni e dispari, con il classico lembo di carta igienica che esce dai pantaloni, vorrebbe un “comunicato di fuoco” da parte dei 5 stelle, dopo averli chiamati indegni, contro Forza Nuova. Ah.. se avesse avuto le stesse pretese nei giorni in cui il suo Assessore e il suo Consigliere facevano finte sull’Acqua Pubblica, che neanche Maradona, forse adesso non sarebbe spoltronato (o lo sarebbe con maggior dignità).

Il Comunicato, su stette Fascisti con otto bandiere, fa comodo ad un sacco di persone, FN compresa. Fa comodo al PD che può alimentare l’ansia che senza di lei sia regime, fa comodo al Sindaco meno di sinistra che Rimini abbia mai avuto, il quale può combattere battaglie che lo fanno sembrare meno reazionario. Fa Comodo a personaggetti come Bertozzi e Piccari che possono saltare sulla sedia e gridare “Questa la so!“, dopo una legislatura ectoplasmatica. Fa comodo ai culi addormentati dalle poltrone, che possono far finta di aver perseguito un senso, mentre invece si sono limitati a scoregge silenti sulla pelle impunturata.

La Comunicazione la faccio io, non per delega, ma per evidenza dei fatti. Il Movimento, soprattutto quello quello di Rimini, è contro ogni forma di Fascismo, ma non lo dimostra allineandosi agli strilloni. Lo dimostra ogni giorno dando voce a chi la chiede, portando e pretendendo onestà, lottando contro le soverchierie del Partito Nazionale e ribadendo ogni giorno che: nessuno deve rimanere indietro. Sparuti individui sponsorizzati dalle recitate ire del Sindaco non meritano attenzione, se non nella evidente disparità di trattamento che rappresentano nei confronti di Casa Madiba.

Non lo volevo scrivere sto pezzo… era pure domenica.

P.S.

“Soltanto i segreti insignificanti hanno bisogno di protezione. Le grandi scoperte sono protette dalla pubblica incredulità.” [HERBERT MARSHALL MCLUHAN]

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@DadoCardone

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Dell’abitare e dell’evolversi.

IMG_9081Dato che Citizen Rimini e Salvarimini, dell’ottimo Lugaresi (più squadra di cecchini) , paiono essere l’ultimo baluardo a difesa della pluralità d’informazione, quando non addirittura l’unica differenza tra una fotocopia e una notizia, tiriamoci su le maniche e facciamo un po’ di chiarezza sull’incontro tra il Vicesindaco e gli attivisti di Casa Madiba Network.
Leggendo gli organi d’informazione, online e non, sembra che Madre Teresa Lisi abbia aperto le braccia accogliendo a se i discoli Madibers, perdonandoli, ma non potendo fare a meno di ricordare loro che ci saranno delle conseguenze. Questo almeno è quello che è venuto fuori dalla conferenza stampa che Gloria (nell’Alto del Comune) ha pensato di fare senza quelli con i quali aveva appena trattato. Sarebbe stata buona norma, stabilito l’inizio di un percorso, comunicarlo insieme, ma forse (e dico forse) i ragazzacci avrebbero avuto qualcosa da ridire sulle dichiarazioni fatte.
Quando il copione è scritto da altri non ci si può permettere variazioni sul tema. E’ stato molto evidente durante il Consiglio Comunale quando, in risposta a Fabio Pazzaglia, Lisi ha letto in modo stentoreo una risposta, che poi è la stessa che sentiamo ripetere da tutto il PD in questi giorni … compreso il Deputato “piuttost che nient” Arlotti.
Cosa dice la risposta Standard?
1. Le risorse sono vincolate dal Patto di Stabilità. Stranamente però il preventivo di ristrutturazione del Villino Pazzaglia Ricci deve essere per forza quello da 700 mila euro del Comune, piuttosto esoso se confrontato col costo zero del volontariato proposto.
2. L’occupazione è illegale denunciarla è un atto dovuto e lo sgombero è inarrestabile. Nulla di più inesatto. Un solo esempio; nella Roma del Piddino Marino ci sono 27 campi d’accoglienza: 7 centri per immigrati, 7 Campi regolari e 13 campi abusivi. In alcune zone, come Tor Sapienza, sono presenti tutte e tre le tipologie di campo e in generale sono formalmente tollerati 8 mila nomadi. Nessun atto dovuto? Certo che sì, ma l’esecuzione passa sempre da un magistrato o dal Comune stesso e, in qualche caso, per gli equilibri di una comunità si possono anche considerare altre strade.
3. Per ottenere l’affidamento di strutture pubbliche serve partecipare un bando. Eventualità sostenuta fino a giovedì, ma caduta venerdì. Il Comune (qualsiasi comune) può infatti tramite un’Istruttoria affidare a soggetti terzi, con finalità di lucro o meno, servizi alla persona o alla comunità per ragioni tecniche, economiche o di opportunità sociale (che pare proprio il nostro caso). L’affidamento tramite procedura ristretta o negoziale è regolata da un decreto legge del 2006… non è che se lo è inventato la Lisi ieri.
Troppi elementi imprescindibili, che in realtà non lo sono, fanno capire che l’Amministrazione non aveva proprio intenzione di aprire questo dialogo. Poi però è successo che l’identità di persone votate alla solidarietà risulta un po’ difficile da schiacciare soprattutto quando si fonde, si contamina e cresce proprio grazie a chi viene aiutato. Cultura.
Hanno voluto conoscere quest’identità da vicino i deputati Paglia e Sarti, quando sono andati a stringere mani e a farsi contaminare da storie di disagio e dignità. Treno perso da Arlotti che, senza controllare, ha preferito affidarsi al copione di partito come nella maggior parte delle occasioni, molte migliaia di euro al mese di paga non valgono  manco lo sforzo di far finta di capire. Lui trova “disdicevole l’occupazione di case”, come se quelli di Casa Madiba Network andassero in giro ad occupare le case della gente e non ruderi abbandonati da decenni, ma evidentemente non trova disdicevole che una ventina di persone non sappia dove andare a dormire nelle notti di questo piovoso maggio. Bontà sua.
Lasciatemi aprire una breve parentesi. “Mi hanno occupato casa” è il furbo slogan lanciato dal Signor Sivieri e subito tutti i benpensanti si sono lanciati in anatemi contro chi, giustificato dal solo bisogno, ti vuol rubare l’abitazione. La realtà è molto diversa. L’occupazione, perlomeno quella praticata dai Madibers, non è uno scopo, ma semplicemente il mezzo per sopperire alla lancinante mancanza della Comunità. Attualmente tutti i luoghi abbandonati di Rimini sono già abitazione per umanità che preferisce non farsi vedere e di cui si preferisce non sapere. Lo era Casa Madiba, lo erano Villa Flo e Villino Ricci Pazzaglia, le occupazioni non hanno violato nessun principio, se non quello del giocare a nascondino con le contingenze della realtà. In un certo senso quei luoghi sono stati riqualificati dalle occupazioni e distrutti dagli sgomberi.
Ora l’attenzione è sull’ultima delle occupazioni. Molti hanno capito che intervenendo col manganello, anche in quest’ occasione, si aprirebbe una brutta stagione per Rimini. Mi domando invece quanti di quelli che scrivono i copioni del partito riescano a comprendere che chi ha più da perdere è proprio il PD. L’apertura dei Madibers è avvertita come solida anche dai più appecorati commentatori, una silenziosa partecipazione al Consiglio Comunale l’ha resa tale. La scelta non è tra i Black bloc e la Giustizia, ma tra gente che cerca un dialogo e la decisione di un’Amministrazione che, comunque, non può sopperire con i mezzi canonici all’Emergenza Abitativa. Neanche se, nei maldestri comunicati stampa, si intesta 10 anni di edilizia popolare … Casa Madiba cosa doveva fare allora? Intestarsi il ’68? E spendeteli due soldi per un professionista.
P.S.
Antonella, giovane senzatetto, cerca di sensibilizzare il vicinato con dei volantini. Una persona, incontrandola la redarguisce.
Quello che fate è sbagliato!
Perché è sbagliato, spiegami …” – chiede Antonella per capire.
Che cosa diresti tu se io rimanessi senza casa e volessi vivere nella tua?
Beh… direi: Vieni.”
E’ così difficile capire che un indigente non vuole la tua casa, ma la tua solidarietà?
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Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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Bastava un grillino.

regione13Una piccola premessa. Ho sempre sostenuto che l’approccio del cittadino con le Istituzioni è inibito da una specie di soggezione ereditata dal passato. Una volta, quando la politica era un’ indecifrabile stele che pochi sapevano leggere, questa suggestione aveva anche motivo di esistere. Oggi però le cose sono diverse. Se pensate che, per fare un esempio, il rappresentante medio di un Consiglio Comunale va dalla truffa accaparra gettone al semplice ruolo di segnaposto, capite bene che bisognerebbe riconsiderare la questione.

Ho citato il Consiglio Comunale e mi sovvengono immediatamente eletti (?) del calibro di Bertozzi, Morolli, Galvani, dediti perlopiù all’incespicamento neuronale e , ne converrete, se mai ci fosse stato un sentimento di soggezione passa all’istante.  L’esempio si ripete come in una specie di frattale da Matteo Renzi, con il suo Governo di precari, alla Regione, con Aree Vaste di cui nessuno ha pianificato nulla (se non le poltrone).  Quello che servirebbe dunque è solo un po’ di attenzione in più da parte dei cittadini per i propri interessi.

Nei giorni scorsi la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli, del Movimento 5 Stelle, è stata oggetto di un’inusuale attenzione da parte di diversi utenti social media. Il Consigliere in questione è Vicepresidente della Commissione Regionale sulla Sanità, quella sanità in cui ci vantiamo di essere i migliori, ma che anche qui in Emilia Romagna nasconde dei sostanziosi ossari negli armadi (vedi l’Arcispedale di Cona). Le attenzioni, da Comacchio a Rimini, puntavano, com’era facile leggere tra le righe, alla delegittimazione … a dirla proprio tutta era più che altro un’azione sconclusionata portata avanti da teste di rapa, facile da parare anche per chi è appena entrato nei giochi della politica.

La domanda però, al di là dell’azione sminchiata, resta. Perché tanta attenzione? L’arcano (chiamiamolo così se no poi si deprimono del tutto) era la seduta di ieri mercoledì 25 marzo. All’ordine del giorno tre risoluzioni sulla Sanità. Una della stessa Sensoli, che, secondo la Decreto Balduzzi, vuole l’applicazione delle norme che si applicano alle aree “disagiate” per l’ospedale di Novafeltria, una di Galeazzo Bignami che chiedeva la stessa cosa per l’ospedale Franchini di Santarcangelo e una del PD che vaneggiava di percorsi partecipati e non altrimenti identificate supercazzole. Sugli spalti una delegazione del Comitato nato per protestare contro la chiusura degli ospedali in questione. In Parole povere si parlava di casi specifici che l’Auslona fa fatica a prevedere in quanto malcelato Risiko di poltrone.. per il resto: Sticazzi.

Quello che forse avevano previsto, ma che sicuramente non hanno saputo arginare, è stata proprio la tempra della Sensoli che dalla mattina, alla chiusura dei lavori, ha rintuzzato e delegittimato qualsiasi tentativo di menare il can per l’Aia, alzando i toni, sventolando prove, denunciando le manovre e provocando ovazioni da parte del pubblico intervenuto. Dall’altra parte Pruccoli che cercava correttezza politica nelle crepe del PD e Nadia Rossi che faticava a tenere il segno di quello che le avevano scritto.

A conclusione della giornata, dopo aver denunciato il depotenziamento del San Camillo di Comacchio per coprire lo scandalo di Cona, usato le dichiarazioni del Megadirigente Carradori per dimostrare che non esistono piani di programmazione ospedaliera ed aver battibeccato fuori e dentro i microfoni con Bonaccini, Raffaella è riuscita a farsi votare all’unanimità l’emendamento da lei proposto e a far prendere al Presidente della Regione l’impegno di non permettere la chiusura per gli ospedali della Valmarecchia.

Ecco fatto. Come si diceva, all’inizio di questo pezzo, la soggezione nei confronti di questa classe politica è decisamente malriposta. Cresciuti nell’assenza totale del confronto, fanno il gioco di qualche vecchio marpione che distribuisce poltrone e potere, mentre tutti si limitano ad un dannoso mantenimento dello status. Ogni volta che vengono affrontati si sgretolano, basta un grillino … anche se questa volta era una grillina, che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutto il Parlamento Regionale.

P.S.

#DajeRaffa

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@DadoCardone

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Le gioie dell’astensionismo.

IMG_1700Non è un mistero. Chi vi scrive ha sempre fatto fatica a considerare l’astensionismo una forma di protesta. Il massimo della concessione che può essere fatta è quella della rassegnazione. Nei giorni del voto ho girato un po’, anche per i seggi del centro e ho visto gente, tanta gente, interessata all’aperitivo e non certo a far partire un messaggio di esasperazione.

E’ vero che il contrario dell’amore è l’indifferenza, questo si, ma una protesta per essere tale deve essere progettata e portata avanti con certi crismi. Sto dicendo che se proprio non si voleva votare scheda bianca, o addirittura andare al seggio per far mettere a verbale il proprio non voto, si sarebbero potuti organizzare dei sitin fuori dai seggi senza entrare a votare. Questo, magari, avrebbe lasciato un segno.

Fregarsene è la contestazione che si porta avanti durante l’età dell’adolescenza e, infatti, questa astensione ha avuto il medesimo risultato del capriccio di un sedicenne brufoloso. Sarò più specifico.

Oggi sono andato ad assistere  in Regione all’insediamento di quelli che dovevano aver recepito questo portento di messaggio, quelli cioè che per la prossima legislatura decideranno come spendere 10 miliardi di tutti. Eh si.. perché le tasse sono di tutti, sia di chi ha votato, sia di chi non lo ha fatto, anche se in ultima analisi chi decide la spesa rappresenta il 18% della popolazione della Regione (fatevi i conti).

Devo deludere gli speranzosi, quelli che ancor oggi riescono a trovare una ragione nel PD, spiacente. Come Presidente dell’Assemblea è stata votata, compattamente, Simonetta Saliera, vice di Errani nella scorsa legislatura. Salute!

Ovviamente il nuovo Presidente Bonaccini ci ha tenuto a ringraziare Errani, giusto per far capire quale sarà lo stile, non prima però di aver eletto un ufficio di Presidenza completamente privo di Movimento 5 Stelle. Pochi voti? Proprio no, considerato che una poltroncina è spettata a Foti (Fratelli d’Italia), rappresentante di un partito del 2% (di niente). Allora perché? Atteggiamento ostruzionista dei Pentastellati? A parte che fare ostruzione in 5 la vedo dura, poi c’è stata la richiesta esplicita di un ruolo di garanzia, non una presidenza, non una vicepresidenza, magari un posto da Questore…. davano indietro  anche l’indennità aggiuntiva, ma in Regione sono ricchi, cosa vuoi che gliene freghi di due spiccioli.

Eccoci dunque daccapo. L’incidente di percorso del PD è stato brillantemente superato e dalle facce, nonché dalle dichiarazioni, vi posso assicurare la “paurona” dell’astensionismo non ha lasciato grandi tracce. La prossima protesta:  consiglierei di farla da uomini e non da Caporali.

P.S.

Nessuno mi rappresenta è una cazzata. E’ un po’ come “nessuno mi vuole bene”. Credere che mani di altri possano essere responsabili della nostra felicità non ha mai cambiato nulla di ciò che non piace, soprattutto quando quelle mani, in questo preciso momento, stanno stappando delle belle bottiglie alla faccia nostra.

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@DadoCardone

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Pagellone Tematico

IMG_1597Ieri durante il Consiglio Tematico sul quartiere di Gaiofana si è consumata un’altra delle vergognose recite a cui, purtroppo, il PD ci ha ormai abituato. Un breve riassunto dei fatti.

Il 3 dicembre una precipitazione di modesta entità, se paragonata al famoso evento “Bomba d’acqua”, ha causato l’allagamento del quartiere Gaiofana,  culminato nel metro e settanta di acqua nel garage del condominio in via Don Milani. Un evento eccezionale? Se considerate eccezionale che si sia ripetuto per la terza volta in due anni, sì.

La minoranza consiliare, sentiti i cittadini interessati, ha convocato un Consiglio Tematico e ha presentato ordini del giorno allo scopo di impegnare la Giunta a: indire una Commissione di Indagine, risarcire i danneggiati e a relazionare i cittadini, direttamente nei luoghi del danno, sulle colpe e sulle iniziative intraprese.

Prima di far bocciare senza appello dalla maggioranza tutti gli Ordini del Giorno presentati, la Giunta si è premurata di far sapere ai cittadini, intervenuti in numero discreto, che:

  1. Il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente.
  2. Non è vero che potevano fare di più, ma adesso alzano dossi e allargano fossi.
  3. Il fatto che ci fossero cittadini in Consiglio rappresenta solo una strumentalizzazione politica.

Non è facile relazionare sull’intero Consiglio perché, a tratti, più di qualcuno si è quasi convinto di trovarsi “Ai confini della realtà”, dunque in puro stile Citizen ci limiteremo a fornire le pagelle dei protagonisti.

Minoranze: Hanno resistito il più possibile dallo strumentalizzare, qualcosa è scappato, ma era difficile non schiacciare palle così ben alzate. Hanno combattuto sapendo già di dover perdere, qualche soddisfazione se la dovevano togliere.  Voto: 8 . Spartani.

Maggioranza: Incitati da Gigi il Bullo (aka Gnassi) si sono sforzati di dire qualcosa, ma era meglio se non lo facevano. Dallo sforzo creativo  è venuto fuori che: non c’è più la mezza stagione, dobbiamo preoccuparci del buco nell’ozono e le cose brutte succedono anche a Parma. Voto: 2. Segnaposto Natalizi.

La Giunta: Sembrava uno di quei film americani da adolescenti dove, in mensa,  il ristretto gruppo di eletti guarda male tutti gli altri. Voto 0. Sfigati.

Assessore Sadegholvaad:  Ha parlato due volte dicendo la stessa cosa, evidentemente ne era molto convinto. Grazie a lui abbiamo scoperto che il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente perché il quartiere Ina Casa è salvo… si  lo so… Anche dopo che il Consigliere Tamburini gli ha rammentato come nel piano esistano delle incombenze anche prima dell’avvenuto disastro, l’Assessore ha continuato a darsi pacche sulle spalle da solo per l’ottimo lavoro. Voto:3. Imbarazzante.

Assessore Biagini: per qualche strana congiuntura, che non riusciamo a comprendere, si ostina a stare seduto in questa Giunta. E’ stato l’unico che non ha guardato con malcelato disprezzo i cittadini e che ha capito quanto fosse inutile difendersi dopo aver ammesso che, sì, al terzo allagamento ci sono dei provvedimenti da prendere. Voto:6. Infiltrato.

Assessore Visintin: qualche istanza era rivolta anche a lei, ma pare che ad un certo punto della serata si sia ricordata  di avere altro da fare ed è scomparsa: Voto: Non pervenuta. Ritirata strategica.

Capogruppo Morolli: bisogna ammetterlo è perfettamente addestrato. Quando il suo Sindaco gli da ordine di difendere l’indifendibile reagisce puntando le zampe dietro, pronto a scattare non appena lampeggia il microfono. Peccato che poi non sappia esattamente cosa dire e dilapidi il suo scatto in metafore proto-calcistiche di ossa e calcificazione. Voto: 3. Sizt!

Il Sindaco Andrea Gnassi: Diciamo subito che il voto è 10. Superlativo. Ormai abbiamo imparato a giudicarlo per il peggio che sa dare di se stesso. Rimini brucia e lui continua a suonare la lira… anche se sarebbe più efficace il paragone con Caligola che ha fatto senatore il suo Morolli, o era un cavallo? Durante il Consiglio Tematico ha sfoderato il suo repertorio migliore. Ha mentito, si è vantato di cose che non dipendono da lui, ha urlato, interrotto, menato il can per l’aia, guardato male tutti ed infine ha pure intimato ad un cittadino non originario di Rimini di portare rispetto visto che era ospite. Andrea Gnassi: un nome, una garanzia… di sentire delle imprecazioni se lo fai a Rimini.

Gianluca Tamburini: mi viene in mente il vecchio spot della Pirelli (anche se poi la citazione è di Ghoete), “la potenza è nulla senza il controllo”.  Ha messo in fila, in maniera compassata, tutte le incertezze dell’Amministrazione, rintuzzando tutte le minchiate che si sentiva rispondere. Ha fatto notare a Sadegholvaad che la supposta  “Defcon 2” (scusate la citazione wargames ho una certa età) a Ina Casa, mentre a Gaiofana succedeva il finimondo, non è stata avvertita nemmeno dal clochard sotto il ponte e che il piano delle emergenze comprendeva anche la prevenzione. Infine ha scatenato il suo ringhio contro il Sindaco che mentiva a favore di telecamera. Voto: 9. Gattuso.

Cittadini:  quando vedo persone che sopravvivono alla Spippola di Gnassi e non tornano il giorno dopo con una cintura esplosiva a far saltare il Comune, mi dico che c’è ancora un futuro per l’umanità. Ora ne sanno di più e speriamo che questa consapevolezza li porti ad interessarsi , invece che ad arrendersi. Voto:10+. Martiri.

In conclusione il Consiglio Tematico è servito molto di più per il raggiungimento della consapevolezza, che del risarcimento. Un tecnico dirigente del comune  ha detto che si possono fare cose per evitare l’allagamento (al terzo allagamento è una buona notizia), altri  hanno detto che metteranno i soldi, altri ancora che verranno trovati i responsabili, ma… alla fine si è votato  contro tutto, anche contro le cose ammesse. L’unica cosa che si è capita è che la politica ha previsto tempi tali da far decadere qualsiasi azione legale, se non subito attivata.

Voto alla politica: -10. Distante, troppo distante.

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@DadoCardone

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Il Movimento di Rimini? Cronache da un altro pianeta.

Il Movimento? Non esiste.

Siamo di fronte ad una incoerenza spazio-temporale, sicuramente. E’ da questa mattina che diverse persone si stanno chiedendo come sia possibile che un Consigliere Comunale, dunque nemmeno uno stipendiato, per di più della minoranza, quindi neanche in grado di trarre vantaggio dal suo peso politico, possa anche solo pensare di rimettere la sua carica nelle mani della base solamente perchè sua moglie, “forse”, avrà la possibilità non già di essere eletta, ma di presentarsi alle elezioni Regionali.

La dichiarazione di Luigi Camporesi in merito alla candidatura di Elena Cipolletta, sua coniuge, sembra provenire da un altro pianeta. La portata di questa cosa però è ancora da capire poichè la mano di Camporesi è stata forzata, dalla solita ricerca di clamore a tutti i costi. Come si legge dalla sua dichiarazione non aveva ancora rimesso le sue dimissioni alla base per non procurare ingiusto vantaggio alla moglie… ma vi rendete conto? No vero….? Figurarsi, viviamo nel mondo dove i partiti regalano 7 miliardi alle banche e la notizia del giorno è uno scontrino.

Qui sotto la dichiarazione di Luigi Camporesi e, a seguire le candidature di tre nuovi militanti del Movimento 5 Stelle della Provincia per le Regionali: Simona Benedetti di Morciano, Lorenzo Conti di Riccione, Massimo Galli di San Giovanni e Fabrizio Bologna dalla Valmarecchia.

P.S.

Un messaggio da questo pianeta a chi dovrebbe fare informazione su quell’altro: i ragazzi del Movimento non sono “nominati”, sono “candidati”, la differenza non è nemmeno poi così sottile ed il fatto che chiunque voglia si può candidare dovrebbe essere un bell’indizio.

Davide Cardone

Dichiarazione Camporesi:

Elena Cipolletta, mia moglie, si è candidata alle primarie del MoVimento 5 Stelle per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna. Evito ogni genere di considerazione di merito, che risulterebbe in una promozione espressamente vietata dalle regole delle primarie stesse. Come era ovvio aspettarsi, sono partite le allusioni, le dicerie, l’assimilazione pretestuosa ed inconsistente del MoVimento ai partiti maggiori di sinistra e di destra. Mi vedo quindi costretto ad intervenire immediatamente a tutela dell’immagine e dell’onorabilità del MoVimento di Rimini pronunciandomi in merito, rompendo il doveroso silenzio pre-voto online. E’ per queste ragioni che, fin da ora, rimetto le mie dimissioni dalla mia carica di Consigliere Comunale alle decisioni della base.

Luigi Camporesi

Candidati alle Regionali dell’Emilia Romagna per il Movimento 5 Stelle della Provincia di Rimini:

 

 

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Solo i Ci.Vi.Vo contro le macerie scolastiche?

Non più tardi di un anno fa, anzi proprio 12 mesi fa, il Consigliere comunale Gianluca Tamburini, allertato da alcune segnalazioni, cominciò ad indagare su gravi incurie di cui le scuole elementari di Rimini erano vittima. Il risultato fu che vennero trovate strutture duramente colpite dall’alluvione del precedente luglio, non ancora sistemate alle soglie dell’apertura dell’anno scolastico e, tra le altre cose,  venne denunciato anche l’uso di stufette elettriche per scaldare le lezioni invernali dei pargoli.

Il tutto fu documentato fotograficamente e i social network  fecero il resto. Mormorii di popolo cui noi assolutamente non crediamo (o forse si), narrano di un’Assessore all’Istruzione, Gloria Lisi, che sgridò  telefonicamente tutti i dirigenti scolastici per aver permesso al consigliere di entrare e indagare.

Oggi, 4 settembre 2014, sui giornali leggiamo entusiastiche descrizioni di come i Ci.Vi.Vo abbiamo contribuito a sanare, con vernice e pennelli, la naturale consunzione estiva che si appoggia lieve sulle scuole durante il periodo di chiusura (leggasi con tono ironico). Le fotocopie riminesi e l’URP (Ufficio Reclame Prognassi) diffondono foto su foto di anziani strappati alla contemplazione dei cantieri e di muri perfettamente pittati.

10406626_1555430358011882_8100100192811971297_nBene. Come ormai i nostri affezionati lettori hanno capito, Citizen Rimini è qui per rivelarvi quello che gli altri… beh… non è che proprio non  sanno… è solo che fanno fatica a dirvelo. Un po’ perché non si sputa nel piatto dove si mangia, un po’ perché per due euro di articolo non ci si sbatte e un po’ perché qualcuno crede veramente che quest’ Amministrazione sia una “svolta” e non “un’inversione a U”, un pezzetto di informazione viene sempre a mancare.

10628235_1555430328011885_3615375054256705627_nL’antipasto di ciò che non viene detto è, ovviamente, che la scuola, l’ambiente in cui dei bambini devono passare tutto l’inverno, dovrebbe essere la prima preoccupazione di un Comune e non una cosa da demandare a improvvisate squadre irregolari di volenterosi. Intendiamoci, l’opera è meritoria, ma non rispetta la programmazione regolare che un Comune dovrebbe avere nei confronti di un argomento così importante.

10405237_1555430384678546_5338795556407438453_nIl limite di tutto questo è rappresentato con evidenza devastante dalle foto, sempre di questi giorni, che invece riguardano la scuola di Via Pescara a Miramare.  Postate ieri 3 settembre le immagini mostrano una classe chiusa, una biblioteca inagibile e pioggia che cola dal soffitto. Che facciamo? Chiamiamo la squadra speciale Ci.Vi.Vo oppure chiediamo ad Anthea di fare il suo lavoro?

10659406_1555430418011876_4160205899372909805_nCome al solito l’istruzione è considerata alla stregua di un accessorio e se non fosse per la meritoria opera di tanti insegnanti, che lavorano in situazioni disastrose, i bambini comincerebbero a schifarla fin dall’asilo. Chi vi scrive potrà anche sembrarvi un pazzo, ma i milioni di euro che si vogliono spendere nel Teatro Galli li metterebbe tutti nella scuola, sia per creare strutture all’avanguardia sia per potenziare corsi di studio, degni di quella che si vuol spacciare per la capitale del turismo. Fin qui abbiamo parlato di scuole elementari, ma se andate a farvi un giro all’Alberghiero (per esempio) scoprireste un fantastico mondo di macerie scolastiche.

P.S.

Prima di pitturare un muro vecchio bisogna passare l’antimuffa, altrimenti dopo poco si è punto a capo. Questo è l’articolo di un anno fa: Avanguardia Pedagogica Riminese

Davide Cardone

@DadoCardone

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Badi bene che mi denuncio!

Una volta ci si costituiva e si confessava affidandosi alla clemenza della Corte. Oggi no. Ci si denuncia, non si sa mai che alla fine si possa scendere a patti con se stessi.

Potrebbe sembrare il paradosso di una trama alla Pirandello, ma la realtà odierna, perlomeno quella politica, ha dei confini molto labili. Se esiste una lezione che Renzi ha dato ai nuovi Democristiani (PD & Co.) è che ti puoi giocare la faccia tutte le volte che vuoi, tanto nessuno se la viene a prendere.

E’ il caso, neanche a dirlo, del PD Riminese e di una delle più brutte figure che l’incompetenza politica, quella delle poltrone ad capocchiam, ha saputo generare: Aeradria. La cronaca locale ci avverte “Comune e Camera di Commercio, in qualità di soci di Aeradria Spa, hanno dato mandato alla Provincia di conferire un incarico ad un esperto legale per valutare la possibilità di esperire l’azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Detta così potrebbe suonare strana solo ai più informati, ma, districandola un po’, dovrebbe aver  senso anche  per coloro che non si sono mai interessati alla vicenda. Proviamoci: Il Comune, ossia l’Amministrazione, ossia la maggioranza che in Consiglio Comunale imponeva rifinanziamenti per Aeradria al motto del suo capogruppoINDEBITARSI, INDEBITARSI, INDEBITARSI”,  assieme alla Camera di Commercio,  hanno incaricato la Provincia, socia della società in oggetto, di trovare un legale per denunciare i vertici sempre della stessa società.

Si capisce? Non tanto vero? Proviamo in un altro modo. Gnassi, indagato per fatti che riguardano il fallimento di Aeradria, e la Camera di Commercio chiedono a Vitali, indagato per i medesimi reati, di trovare un esperto avvocato allo scopo di iniziare un’azione di responsabilità contro le cariche politiche schiaffate sulle poltrone della società aeroportuale dal loro stesso partito. Ci vuole un buon avvocato o un grande psichiatra?

Nel frattempo, mentre più di qualcuno rimane interdetto, il Movimento 5 Stelle di Rimini prova ad ormeggiare a terra i fatti con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio:

“Il M5S, già nella seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto 2012, rappresentava al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, apposita richiesta di avvio dell’azione di responsabilità1 nei confronti degli amministratori di Aeradria, precisando che secondo la Corte di Cassazione, in presenza di atti dannosi di cattiva gestione della società, l’Ente locale socio ha l’obbligo di proporre l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 2393 c.c. e sottolineando che tale decisione non è frutto di una scelta discrezionale, ma risponde a precisi obblighi di tutela del patrimonio sussistenti in capo all’Ente socio. Anche questa proposta, al pari di quella del rinnovo dell’intero cda di Aeradria formulata già nel luglio 2011, rimase inascoltata. Nel frattempo Aeradria, dopo aver collezionato ulteriori perdite, è fallita.Ora, a fallimento dichiarato – che forse all’epoca poteva essere evitato o quantomeno contenuto accogliendo la proposta del M5S – l’azione di responsabilità da parte dei soci non è più possibile per legge, spettando al curatore fallimentare. L’art. 2394 bis del codice civile in merito all’azione di responsabilità nelle procedure concorsuali stabilisce che: “In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario.” E’ quindi giuridicamente inspiegabile la decisione di emanare oggi un bando – con dispendio di ulteriori risorse dei cittadini – per valutare l’ipotesi di azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Già denunciare altri per fatti di cui probabilmente si verrà dichiarati corresponsabili non pare una mossa vincente, farlo poi  quando  i termini di legge sono scaduti a che serve? Forse, come stavano facendo con le rotonde di Rimini, l’intenzione era quella di “fluidificare l’asse mediano” delle pessime figure di questa Amministrazione.

P.S.

Ha fatto molto scalpore il servizio del TG2 sugli sfratti riminesi. Gloria Lisi, in tutta la sua innocenza e probabilmente nell’emozione per cotante telecamere, confessava candidamente di avere lo Sportello Sociale del Comune assediato da gente con mazzi di bollette in mano … un vanto per Rimini. Capisco che a qualcuno bisogna pur ispirarsi, ma proprio alla Gelmini no eh!?

Davide Cardone

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Venezia non vale un Fascio.

Noi di Citizen in questi giorni ci siamo stupiti (bugiardo che sono) del silenzio del PD locale sulle gravi scoperte a proposito del MOSE di Venezia. Lo stupore (finto) è dovuto al fatto che, dopo essersi strappati le vesti per far approvare l’inutile ordine del giorno contro Forza Nuova, il partito inventato dal fotografo di Gnassi, ci si aspettava una forte reazione alla corruzione, che pare essere vizio pernicioso anche nel PD del nuovo corso Renziano.

E’ singolare notare come l’Antifascismo, strumento di prevenzione nostalgica più che medicina, sia qualcosa di estremamente importante, ma questione morale e corruzione siano per i componenti PD qualcosa di trascurabile. Ve lo immaginate se avessero trovato Pizzarotti con le mani nella marmellata fino ai gomiti? Probabilmente Savio Galvani si sarebbe incatenato al risciò dei Grillini minacciando di farsi saltare in aria.

Per sfizio siamo andati a curiosare sulle pagine social dei fieri “Partigiani “ Riminesi per capire se, oltre che alla rinascita del Fascio, si interessano anche della bella prova di rettitudine dei compagni di partito. D’altronde quale posto migliore dell’agorà social di Facebook per lanciare qualche bella frecciatina e far capire ai propri elettori che sopra a certe cose non si passa?

Cominciamo dal capofila Andrea Gnassi. Sulle pagine del Sindaco, personali e istituzionali, l’ultima affermazione politica è un messaggio sul successo elettorale del PD, che sembra lasciato in segreteria da Renzi, perché quando si salta su un carro lo si deve far per bene. Non una parola su Venezia.

Per quanto riguarda la pagina del reggente della Provincia Stefano Vitali, o dell’Ultimo Presidente, com’egli stesso si definisce, l’unica cosa che restituisce è un malinconico Selfie in riva al mare. Oddio… ci sarebbe anche il tentativo di una foto profilo in cui è immortalata l’entrata de “la dimora del Pataca”, ma non ci avventuriamo in nessuna interpretazione.

Samuele Zerbini, il Renziano dell’era postatomica, non c’è. Sono a Londra sia lui che la sua pagina, su cui si possono cogliere solo scorci anglosassoni.

Arriviamo poi alla bassa manovalanza, quelli che fanno il lavoro sporco. Il Plotone antifascista formato da Bertozzi, Morolli, Mazzocchi, Piccari e Giorgetti (chi?), quelli della lettera alla Voce sui “grillini neofascisti”, tace. Bertozzi preferisce dedicarsi agli errori di Prandelli che a quelli del Sindaco di Venezia e gli altri sono tutti fermi ai post in cui si dicevano convinti che tra il Movimento 5 Stelle e Forza Nuova ci fosse inciucio. Piccari poi, evidentemente coinvolto dalla sacra crociata familiare contro Giulia Sarti, anche Nando non perde occasione, se la gioca sull’incoerenza delle affermazioni europee della Parlamentare stellata, non cogliendo l’incoerenza del suo  silenzio su temi ben più gravi.

Una citazione la merita anche Fabio Pazzaglia, Talpa infiltrata tra le fila della minoranza, che, come un bravo agente segreto, dissimula la sua vera missione e chiede un passo indietro di Orsoni (Primo Cittadino di Venezia). Se le sue siano o meno considerazioni convinte lo potremmo sapere solo nel momento in cui succedesse qualcosa al PD di Rimini, ma…. ad un gruppo così ligio alle regole cosa vuoi che succeda… Intanto oggi (Giovedi sera n.d.r.) ha votato nuovamente con la maggioranza sul caso Funelli. Così, per dire.

Questo è il riassunto delle posizioni. Ricapitolando. La questione è d’impellenza morale solo se riguarda le aspirazioni di qualche sparuto residuato bellico, mentre, se il riguardo è nei confronti degli arresti PD è meglio parlare di Prandelli. Semplificazione? La si usa quando la situazione è semplice.

P.S.

Qualcuno si chiede se gli stessi arresti prima delle elezioni ne avrebbero modificato l’esito. Secondo chi scrive se il Compagno G., ancora vivo e vegeto, non ha impressionato nessuno neanche i nuovi fatti di Venezia avrebbero modificato nulla.

Davide Cardone

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Consiglio Blasfemo

Non c’è alcun dubbio, è un precursore.

Nella storia recente, o perlomeno nella recente memoria digitale di Google, non c’è traccia di un Sindaco che bestemmia in pieno Consiglio Comunale. Altri lo hanno fatto. Presidenti di ConsiglioConsiglieri Comunali, ma, a quanto risulta, mai un Primo Cittadino.

Nel 2013 Nilo MartinConsigliere Comunale di Pravisdomini, provincia di Pordenone, tira un moccolo quasi inconsapevole. Da quelle parti si sa, è quasi un intercalare. Fatto sta che, quando si rende conto di quello che ha detto, si scusa e consegna immediate ed irrevocabili dimissioni.

Non altrettanto spontaneo l’allontanamento di Andrea Alzetta che, nel 2010, è stato espulso dal Consiglio Comunale di Roma per oltraggio all’Aula. La sua colpa è stata quella di voler enfatizzare un “vergognatevi” con una bestemmia urlata.

Per dovere di cronaca e par condicio politica citiamo anche la blasfemia impunita del Leghista Mario Rosset, che si è fatto notare nel Consiglio Comunale di Treviso (2006) e la bestemmia educata di Francesco RubinoPresidente del Consiglio Comunale di Sassuolo, che, dopo aver capito di essere finito su Youtube, si scusa affranto (2011).

 Peccato veniale o reato? Secondo il vigente articolo di legge la bestemmia pubblica è un reato ed è punibile con un’ammenda dalle 50 alle 300 Euro, probabilmente l’ammontare dipende dalla convinzione, la legge non specifica. Per le caratteristiche di punibilità c’è invece una certa precisione, infatti per violare il Decreto Legislativo 507 le condizioni sono:

  • l’autore della bestemmia può essere chiunque, anche un ateo;
  • si concretizza nella sua semplice attuazione, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore;
  • il fatto che sia diventata una consuetudine, o che lo sia in certi ambienti, è irrilevante;
  • devono essere chiaramente individuate le parole profferite;
  • deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; non è illecito quindi bestemmiare nella propria abitazione;
  • devono essere presenti almeno due persone;
  • non rientrano nella fattispecie le rappresentazioni figurate, i gesti, gli atti offensivi.

Tornado al nostro primatista locale. Pare che la bestemmia fosse indirizzata alla sua stessa maggioranza per l’incapacità di gestire lo strumentale Ordine del Giorno contro Forza Nuova, fatto passare davanti a tutto, nonostante la sua palese inutilità. Ricordiamo infatti che contro il Movimento Politico in oggetto, ormai un anno fa, Emma Petitti aveva interrogato senza risultato il Ministero dell’Interno e che l’inutile recente Ordine del Giorno, presentato da Pazzaglia (SEL) e Galvani (FDS), aveva l’unico scopo di alleggerire la coscienza dall’ipermercato appena approvato in via della Fiera.

Comunque sia, il Primo Cittadino bolla come falsità le accuse che gli sono state rivolte, ma, dal confronto delle testimonianze, appaiono evidenti alcune incoerenze. La maggioranza (qualsiasi cosa essa sia) dice di non aver sentito nulla e Gnassi sostiene di aver detto solo “Ziopo’”, ma l’Assessore Lisi dice di aver sentito distintamente il nome dell’Altissimo (che non è Zio n.d.r.) e il Consigliere Bertino Astolfi la seconda parte. 1+1=…

 Noi di Citizen non eravamo presenti, ma se proprio dobbiamo scegliere tra la testimonianze di Camporesi e Tamburini e le affermazioni di uno che firma lettere di comarketing a sua insaputa… beh la decisione è piuttosto semplice.

P.S.

Quest’oggi unendo gli sforzi e le menti di 5 ectoplasmi della maggioranza, roba da 6 interrogazioni all’anno se li sommi, hanno prodotto una lettera da far pubblicare alla Voce, tra l’altro senza identificarsi come consiglieri di maggioranza. Bertozzi, Morolli, Giorgetti (chi?), Piccari e Mazzocchi in un bricolage di luoghi comuni hanno accusato il Movimento di strizzare l’occhio a Forza Nuova. Se il Movimento di Rimini fosse tanto disperato da far qualsiasi cosa per avere l’appoggio di 6 persone in più, tanti sono quelli di FN, gli sarebbe bastato far vedere il report operativo dei firmatari della lettera a sei dei loro elettori.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Affronte Dixit

In questa tornata Europea Rimini dei 5 Stelle è riuscita a mandare un suo rappresentate in Europa. E’ Marco Affronte, Riminese, Biologo Marino. Avrete tempo di conoscerlo, non vi preoccupate. Nel frattempo tre domande a caldo per capire come reagisce a questa nuova prospettiva.

D: Allora Marco, da subito ti trovi a combattere con una serie di stati d’animo. C’è la grande gioia di essere Eurodeputato per il Movimento, ma anche un po’ di delusione per il risultato nazionale. Ce ne parli?

Stamattina, a botta fresca, riguardo al risultato del M5S a livello nazionale, ho scritto che abbiamo preso una bella legnata. Non farò voli acrobatici per fare finta di avere vinto, o di “non avere perso”. Abbiamo messo l’asticella molto in alto e siamo arrivati corti. Non ci aspettavamo uno scarto del genere col PD, poche storie. Lasciamo stare che l’hanno preso anche con i voti della destra (e questo la dice lunga su quanto forte sia il loro legame morboso), o che li hanno presi con un venditore di pentole che è andato a scuola da Berlusconi e ha imparato bene.

Però, adesso che la botta si è raffreddata ci restano 5.800.000 voti. Il 21% nazionale. Due anni fa avremmo firmato col sangue per questo risultato. Adesso abbiamo una base, uno zoccolo duro. Pensavo fosse del 15% a cui si aggiungevano via via i voti di protesta e di indignazione. Beh, magari lo zoccolo è più ampio, e si consolida. Abbiamo il 21%, 160 parlamentari, consiglieri comunali un po’ ovunque, consiglieri regionali e adesso anche 17 europarlamentari. E siamo nati nel 2009. Cinque anni fa. Ce n’è di che stare calmi, e fiduciosi. E consapevoli del lavoro, tanto, che ancora c’è da fare.

D: E Rimini?

In Provincia di Rimini abbiamo preso il 25%, e spiccioli.  A Rimini città il 23,5%. E sono ottimi risultati, perché sul territorio, quando il lavoro è buono, i risultati ci sono. E tengono nel tempo.

Leggo poi simpatici commenti, da parte di consiglieri di maggioranza riminesi, che il dato molto buono del PD confermerebbe il buon lavoro di Gnassi & C. Per carità. Quelli sono voti di Renzi, poche storie. Il traino nazionale ha funzionato anche sul locale, ma non esiste che a Rimini il 47% dei cittadini è soddisfatto del lavoro della giunta Gnassi. E spero che il sindaco abbia la decenza di non appropriarsi di questo risultato, che davvero non è farina del suo sacco. Vedremo alle prossime amministrative. Intanto i nostri tre consiglieri continuano con la loro opposizione, l’unica vera. Qui nessuno retrocede di un passo.

D: ti dico un numero, dimmi la prima cosa che ti viene in mente :18.349

Questo è il numero che mi è apparso stamattina sullo schermo del pc, al risveglio (sì, ho dormito stanotte). E sono le preferenze che ho preso per la mia elezione al Parlamento Europeo. Diciottomilatrecentoquarantanove persone hanno deciso di scrivere Affronte sulla scheda elettorale. Sono tantissime e mi hanno consentito di arrivare secondo nella circoscrizione nord-est e dunque di essere eletto. Dovrei ringraziarli uno ad uno, ma soprattutto ringrazio gli attivisti di Rimini e di tutti i Meetup della Romagna, per lo sforzo che hanno dedicato a questa impresa. Gli attivisti sono la vera forza: appassionati, disponibili, generosi, instancabili; ne ho conosciuti a centinaia e sono contento di far parte di questo gruppo.

Adesso mi aspetta un’avventura tutto nuova, sul quale è difficile dire qualunque cosa. Ci metterò il mio impegno, la mia dedizione, le mie competenze e anche un po’ della mia pacatezza così poco… grillina.

A cura di @DadoCardone

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80€ e un lecca lecca.

Questo pezzo, come tutti gli articoli di Citizen, è un’analisi dalla prospettiva Riminese dei fatti, anche se provengono da situazioni nazionali e sovranazionali.  Il dato nazionale è  chiaro e chi vi scrive, sebbene lo pensasse diverso, è sicuramente meno sorpreso di Renzi. Garantito.

Poi il dato va riportato sul territorio e, pur rispettando le proporzioni, si nota come ci sia qualcuno che si è tolto una bella soddisfazione. Marco Affronte, Attivista del locale Movimento, fa le valige per l’Europa.  L’appagamento  è, ovviamente, per tutto il gruppo di Rimini che  vede le sue possibilità espandersi ulteriormente. Tre Consiglieri Comunali, una Parlamentare e un’Eurodeputato senza promettere 80€ euro, ne leccare niente.

I dati definitivi del Ministero degli Interni parlano chiaro. Un quarto dei Riminesi, dato non comparabile con le Europee del 2009 senza candidati M5S, ha ritenuto che il Movimento li potesse rappresentare in Europa e di questi quasi 4000 persone hanno scelto Marco. Voto di protesta? Se analizziamo la campagna elettorale scopriamo che Affronte ha espresso solo i  valori della sua estrazione e del suo gruppo. Chi lo ha preferito  ha fatto una precisa scelta di professionalità.  Riminese, padre di famiglia, biologo marino e non ha mai affermato di essere oltre Capitan Findus, quindi di protesta non ce n’è.

Altra prova del grandissimo lavoro di Rimini? Con il suo 25,03% è il miglior risultato non solo della sua circoscrizione, ma anche del Nord Italia, se si escludono Genova e Imperia, che comunque hanno la marcia in più di un compaesano piuttosto famoso nel Movimento. A dire il vero se osserviamo anche il centro Italia per trovare qualcuno che abbia fatto più di Rimini bisogna guardare a Roma, che sfodera un 26%. La capitale però ha più’ possibilità di contatto con le nostre teste di serie.

Ieri sera ero sicuramente tra quelli che speravano in un risultato eclatante e, quando non l’ho visto, sono rimasto un po’ perplesso, ma stamattina a mente fredda, per quanto possa esserlo quella che ho in dotazione, mi sono chiesto: ma perché dovevamo vincere? Siamo riusciti a svuotare i serbatoi di voti? Siamo riusciti a rompere le clientele? Siamo riusciti a far capire tangibilmente quanto vantaggio nasca nell’agire  come comunità? La risposta è no a tutte le domande ed allora mi accontento molto volentieri di un 25% a Rimini, 21% su scala nazionale, di gente che ha capito di cosa parliamo, che non si accontenta di 80€ e un lecca lecca.

Il perché la maggioranza abbia scelto  Renzi è persino banale e nell’azione del Movimento lo si vede ogni giorno. Quando un cittadino ha un problema la parrocchia del Movimento è l’ultima a cui va a bussare,  sa bene che poi  li non ci saranno compromessi e il problema si dovrà affrontare.  Questo comportamento equivale alla falsa speranza di opzionare più vie d’uscita, ma poi si scontra sempre contro lo scarso potere contrattuale del cittadino.  La missione del Movimento oggi come oggi è proprio quella di abbattere questa concezione della politica. Come? Ce lo spiega Giulia Sarti:

Rimini è il fiore all’occhiello della Regione. È l’incastro perfetto. Quando hai 3 Consiglieri Comunali che spulciano  carte e vanno avanti a colpi di esposti in procura, battaglie e proposte serie, quando hai gruppo di Attivisti che ogni sabato istituiscono banchetti  informativi, ogni Giovedì partecipano al Consiglio Comunale, ogni settimana organizzano riunioni ed eventi… insomma quando hai un gruppo di persone che “stanno sul pezzo” senza mai prendersi troppo sul serio, che sanno lavorare, fare sacrifici senza mai montarsi la testa, che presidiano la rete e il territorio confrontandosi sia con l’anziano signore di 70 anni sia con il diciottenne ..ecco, quando hai tutto questo hai anche il motivo per cui la gente ti da il voto, secondo me . La serietà, la credibilità, la capacità di coinvolgere tutti e di essere una comunità, la partecipazione costante, la sana autocritica e tanto tanto fiato sul collo.”

P.S.

Ai miei Fratelli della Costa. Il 21% è ciò a cui apparteniamo, il 25% è dove eccelliamo ed è tutto nostro. Questa volta ne siamo sicuri. Non è voto di protesta, ne voto di pancia, è il nostro coraggio che da i suoi risultati. Le nostre vele sono gonfie  e la bandiera a 5 stelle sventola che è un piacere, alla via così.

Davide Cardone

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Fabio O’ Pazz

Ieri sera si è consumata l’ennesima sceneggiata consiliare, una di quelle dove i portavoce del Movimento 5 Stelle di Rimini sono puntualmente sottoposti a fuoco incrociato. Ormai il problema non è più difendersi dallo scarso effetto delle sparate della maggioranza, chi assiste sa quanto vacue possano essere le rappresentazioni dei segnaposto sui banchetti PD, ora il fuoco nemico arriva anche dalle spalle.

Fabio Pazzaglia, in teoria facente parte dell’opposizione, nella realtà dei fatti non è altro che un infiltrato, un figliol prodigo che brama di tornare tra le braccia del centro sinistra (qualsiasi cosa esso sia). Dopo un periodo transitorio in cui ha dissimulato un’azione contraria, astenendosi o andandosene al momento opportuno (d’altra parte associarsi apertamente a chi fa shopping con gli F35 fa un certo che a chiunque) ora ha rotto gli indugi arrivando addirittura a molestare e diffamare Tamburini e Camporesi. Per inciso ieri, sulla faccenda Acquarena, è arrivato ad insinuare che il Movimento sia pagato per favorire quelli del Garden e, tra le perle della serata, ha votato anche  contro un tentativo del Consigliere Franchini di ottenere strumentazione per bambini invalidi nei parchi . Ieri sera è riuscito a farsi dare pure del Fascista…. che per uno di SEL è sempre una bella soddisfazione.

A proposito di fascisti. L’azione di Fabio o’Pazz, che chiamiamo così per il cognome e non per somiglianze di genere con Genny a’ Carogna (lui la gente la tiene calma), non si limita ad una guerra consiliare. L’ultima idea è un’azione combinata con il prode Taglianastri e il ciarliero Galvani, che nella sua ansia comunicativa scrive comunicati per tutti… basta associarsi. I tre, Gnassi, O’ Pazz e Galvani hanno proposto un ordine del giorno con cui chiedono al Governo di sciogliere Forza Nuova (un movimento sempre molto grato a Gnassi per l’insperata visibilità). Questa volta, stranamente, tengono molto ad avere la partecipazione autografata del Movimento.

La smargiassata, a 15 giorni dalle elezioni, avrebbe lo scopo di mettere in difficoltà il Movimento Cinque Stelle di Rimini perchè, secondo questi geni incompresi della politica, trattasi di movimento di destra in quanto, in una precedente occasione, non si oppose alla concessione della piazza proprio a FN.

Chi vi scrive non parla per conto del Movimento e dunque può dare solo il suo punto di vista sulla firma richiesta. Ci sono molti motivi per non firmare. Primo fra tutti è che il Movimento, con la sua stessa esistenza, è già di per sé un limite naturale all’esplosione di derive fasciste e razziste. Popolazioni nella nostra situazione, ma senza novità e speranza nella politica hanno espresso la loro frustrazione in veementi manifestazioni di intolleranza. Le forze del male a cui il Primo Cittadino eroicamente offre il petto saranno, come si è visto in precedenti occasioni, si e no sei persone, con dodici bandiere, quando sono tutti e questo è merito del Movimento.

Ci sono anche altri motivi, non ultimo l’inutilità di un’azione senza alcun effetto pratico, se non farsi luce con la bolletta del Movimento. Verificarlo è molto facile: basta andare a sfogliare gli atti del Parlamento per accorgersi che esiste già un’interrogazione scritta, firmata Petitti (PD) – Arlotti (PD) – Paglia (SEL), del maggio 2013, in cui si chiede al Ministro dell’Interno che cosa abbia intenzione di fare con Forza Nuova. Ora… con tutta la buona volontà, se tre parlamentari non hanno ottenuto risposta in un’interrogazione diretta al Ministro, non vedo proprio come il Taglianastri, O’ Pazz e Logorrea possano ottenere qualcosa con un ordinicchio del giorno nel Consiglio dei non pervenuti. Non per essere maliziosi, ma somiglia molto ai titoloni locali dove Gnassi diceva di aver strappato proprietà al Demanio con le minacce, mentre erano trasferimenti semplicemente previsti dal Federalismo Demaniale.

Comunque, a parte tutto ciò, o forse proprio per queste motivazioni, il Movimento sembra sentire prepotente il desiderio di non voler associare il proprio nome a gruppi di interesse, questi sì da sciogliere, che, consapevolmente o meno, stanno riempiendo di guai il futuro di Rimini, dopo averlo già fatto con il passato. Insomma sarebbe bene che invece di regalare visibilità a Forza Nuova i Cheguevara de Noiantri si dedicassero a quello che chiedono i cittadini, onde evitare l’unica sindrome che sta realmente nascendo: quella PoliticoFobica.

P.S.

Apprendiamo dai giornali che il Sindaco e il Prefetto stanno sconfiggendo la Mafia in Riviera. Devono averli terrorizzati con le foto in caschetto di Gnassi sul cantiere del Ponte Coletti…. in un paesone in  cui la povera Elena si vede giocare contro una briscolata dai suoi clienti più affezionati è tutto possibile.

Davide Cardone

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Ma… la lotta al cemento?

E’ bastato aspettare un anno o poco più sulla riva del fiume ed ecco il cadavere del nemico passare davanti al Movimento 5 Stelle di Rimini che, a dire la verità, ha dovuto pure operare una cernita. Quando la politica è portata avanti solo con i proclami c’è un “morto” ad ogni riprova dei fatti. Nel caso particolare il cadavere avvistato è quello della millantata lotta al cemento.

 Era fine marzo 2013 quando il Primo Cittadino si autoproclamò paladino del territorio pronto a qualsiasi cosa pur di impedirne in consumo. Nella realtà dei fatti la guerra santa era solo rappresentata, come in molti avevano intuito e, per questo, i Consiglieri del Movimento avevano scelto di non partecipare alle votazioni di quei giorni, per ribadire l’estraneità a dei processi che apparivano piuttosto ambigui.

Ci fu un accusa e un grande spreco di proclami sui quotidiani e sui social network. I Pentastellati vennero accusati di essere il partito del cemento, per non aver appoggiato i tagli di Gnassi, e di essersi nascosti nel bagno, per non aver partecipato alla votazione. Oggi, con la variante Aquarena, un centro commerciale travestito da piscinetta, cade l’ultimo velo che nascondeva le cose non dette in quei giorni.

Il Palas, imposto in via della Fiera da Cagnoni, dopo che la Fiera era stata spostata da quella posizione per ragioni urbanistiche, rivela il suo limite di struttura doppia e mal posizionata. Il problema degli errori di questo tipo è che poi però sono i cittadini a pagarli e non chi ha scelto prepotentemente di sbagliare. In perfetta linea con gli ideali del Partito Democratico invece di rimuovere il responsabile si sceglie oggi di agevolarlo ancora una volta con la manovra “Salvapalas”, anche se pubblicamente la si vorrebbe spacciare per piscina comunale.

I terreni dell’EX auditorium, di proprietà della Fiera, devono essere venduti per pagare le rate ad Unicredit, mutuo impossibile da pagare con la gestione fallimentare di cui Rimini è testimone. Ovviamente, perché quel terreno sia interessante per qualcuno, bisogna che sia possibile costruirci sopra  in barba a qualsiasi dichiarazione fin qui fatta e, mentre  appena un anno fa si faceva appello alla Santa Inquisizione per un semplice cambio di destinazione d’uso, oggi i mattoni sono parte integrante nel futuro del famoso anello verde (qualsiasi cosa esso sia).

Inutile dire che l’importante non è quello che questa Giunta fa, ma come il nostro Sindaco appare e, a copertura di questa ennesima contraddizione, si tentano giustificazioni prettamente mediatiche. Così la manovra Salvapalas è semplicemente una piscina da 25 metri e l’attenzione viene spostata su Borgo San Giuliano con nuove ed entusiasmanti slide che pare (e dico pare) Gnassi abbia colorato personalmente con i suoi pennarelli rossi e verdi.

E’ singolare come Cagnoni sia tanto riservato quando il Movimento gli chiede i compensi dei Manager, ma contemporaneamente  così pronto a condividere quando la cittadinanza deve sottoporsi ad una bella colata da centro commerciale per trovare riparo ai suoi passi falsi. Comunque ieri mattina, nella commissione che avrebbe dovuto precedere l’immediato passaggio in Consiglio Comunale, il Primo Cittadino ha evitato di farsi vedere e non è stato neanche chiamato come Luigi Camporesi ha ufficialmente chiesto. Un’assenza che non deve aver fatto troppo bene al maldipancia della Maggioranza, tanto è vero che la delibera è stata rimandata (forse fino al giorno in cui tutti si sentiranno di fare una figuraccia)

P.S.

A proposito di passi falsi… il presidente di Convention Bureau, i geniali gestori del Palas, oggi dichiara sui giornali che per salvare la struttura stanno pensando, con il Comune e Agenzia Mobilità, di potenziare la linea 11. Ma…. Il TRC non era già dovuto a questo? Aspettate un attimo che guardo se sono avanzati 100 milioni di Euro per una ovovia che colleghi le fiere (potrò progettarla anch’io una stronzata o solo gli altri si possono divertire?).

Davide Cardone

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Il giorno che Hera tremò per un cartello.

Non c’è nulla da fare: più grossi sono e più casino fanno quando inciampano.

Avete notato che stamattina Hera è uscita su tutto lo stampabile riminese con un comunicato che magnificava l’indotto sulla provincia? Era ovunque.. per un attimo ho avuto paura di trovarlo anche dietro la bustina dello zucchero al bar.

Secondo lo squillo di trombe l’indotto che il gruppo Hera porterebbe alla Provincia di Rimini sarebbe 89,1 milioni di euro…. I più attenti osservatori, ma anche quelli che di tanto in tanto ci leggono e sanno cosa ne pensiamo del metafisico valore chiamato indotto, si staranno chiedendo: ma perché non 90 dato che c’erano?

La risposta è facile. 90 è la paura, concetto con cui non volevano associarsi, ma che comunque hanno ben espresso scatenando un’inaudita potenza di fuoco propagandistico. Il Bersaglio? Il bersaglio è un piccolo cartello esposto a Morciano nell’occasione di un banchetto informativo del Movimento 5 Stelle. Un insignificante esposizione (Gnassi da Rimini la definirebbe sciatta) che però riporta in modo molto semplice la differenza tra l’approccio Hera e quello di un piccolo e famoso Comune del Nord Italia: Ponte Nelle Alpi (BL).

Ovviamente il cartello è quello che banalmente definiremmo la punta di un iceberg, perché oramai da tempo c’è un movimento nel Movimento (l’ho sempre voluto dire) che si sta occupando di soluzioni alternative  ai piani industriali di Hera.

20140316_172828I dati acquisiti ad oggi sono rivelatori e permettono, appunto, di fare un confronto tra due comuni di dimensioni quasi simili. Ponte nelle Alpi con i suoi 8533 abitanti, 1545 in più di Morciano, paga di meno per il costo del servizio, ha più addetti assunti, differenzia di più, smaltisce di meno, è gestita in House (azienda pubblica), ma, soprattutto, non ha un inceneritore che, per recente ammissione del PD locale, fa male alla salute.

 Il messaggio è chiaro: se per voi la minaccia alla salute è un concetto troppo astratto e indimostrabile che ne dite di risparmiare dei soldi? Questo si che, a quanto pare, deve aver preoccupato gli “alti papaveri”.

P.S.

Di solito se nella copertina di un libro il nome dell’autore è scritto più grosso del titolo, non lo compro. 4 quotidiani per un cartellino mi sembra esagerato.

Davide Cardone

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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Effetto Parlamentare in Visita

Certo.. non sarà come quando Obama o la Regina d’Inghilterra arrivano a Roma, ma anche a Rimini quando arrivano delle personalità un po’ di pulizie si fanno.

Oggi, come qualcuno già saprà e non certo grazie alla stampa locale, in via Serra atterreranno i 12 Parlamentari +1 (Giulia Sarti) del #noncifermatetour. Improvvisamente Agenzia Mobilità (o chi per lei) si è ricordata che di fianco a casa Moretti c’erano ancora le reti dell’occupazione provvisoria, il cui permesso è già scaduto da mesi.

Dunque in fretta e furia dei solerti operatori si sono affrettati a smontarla proprio questa mattina.

P.S.

“Ma con il potere che ha il Diavolo.. si potrebbe anche sprecare a farli due cazzo di coperchi.” (cit. Kazzenger di Crozza)

Davide Cardone

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Nessuna pace per il T.R.C.

Un’altra volta sotto i riflettori. Proprio non c’è pace per il TRC e non si capisce perché, visto che oltre a buttare giù proprietà private, disintegrare viali alberati e segare in due il territorio non fa… che il destino si stia accanendo verso gli scrupolosi patrocinanti dell’autobus più costoso del mondo?

Domani è la volta della marmaglia a 5 Stelle. Gente pericolosa, tanto è vero che è stata sospesa per quasi un mese dal Parlamento e che adesso, per passare il tempo va in giro con un camper a far casino per i paesi. D’altronde per adeguarsi allo stile “supercazzola” del nuovo Presidente del Consiglio bisogna darsi da fare. Mi sembra di sentirli… (da leggersi in fiorentino):

Oh Grulli che si fa domani? Si fa una zingarata e si va tutti a Rimini a scroccare un crodino a casa del Moretti? Suvvia!

Ammetto che l’ho sceneggiata un po’ troppo, mi piace immaginarli come il gruppo di Amici Miei, ma la verità è molto più semplice.  Uno dei due camper del #Noncifermatetour era nei pressi e gli attivisti di Rimini e Riccione hanno pensato bene di invitarli a constatare di persona quello che da tempo è già arrivato in Parlamento sotto forma di documentazione: 100 milioni di Euro spesi per collegare due punti già collegati via bus, via ferrovia, via autostrada, via statale, via lungomare e via parallele interne… senza dimenticare che se ne hai i mezzi te la puoi fare anche via mare. Per i meno informati ribadiamo che il mezzo di collegamento non è una metropolitana, come qualcuno pensa, ma un autobus che ha bisogno di una strada tutta sua.

Dunque domani Giulia Sarti,  assieme ai due Meetup capolinea dell’autobus più inutile e costoso del mondo, farà da Cicerone guidando i suoi colleghi lungo il prodotto del genio dell’Ing. Dal Prato. A proposito dell’Eminenza Grigia del T.R.C.:  lo sapevate che si trova in così grossa difficoltà con i tagli imposti dal Tavolo della Mobilità che ha persino tentato di accusare i Grillini di aver praticato atti assimilabili alla “guerriglia urbana” e di averlo rallentato nei lavori? Buon pro gli faccia.

Comunque il programma della visita pare essere:

  1. Partenza dalla Stazione di Riccione

  2. Via Crucis e ultimo saluto ai viali alberati

  3. Crodino a casa Moretti

  4. Presa in carico dell’Istanza del Territorio

  5. Saluti e baci.

Noi di Citizen, con i nostri potenti mezzi, saremo ovviamente presenti…  in un territorio massacrato come il nostro, nel quale l’unica forma di considerazione è la visita di un Sottosegretario all’Ambiente del governo Renzi (leggasi come inutile), un camper pieno di parlamentari è come la cronaca di un allunaggio.

P.S.

Ma…  Gnassi che parla del suo piano di riqualificazione di Rimini e Masterplan vari non puzza un po’ di repertorio stantio? Da renziano dovrebbe muoversi come un rullo compressore: entro Maggio un milione di passeggeri per il Fellini, entro Giugno pronti i ponti, a Luglio il decollo del Palas e poi nei 15 giorni buoni di Agosto risolviamo Mignotte & Vu’Cumprà. E’ questo lo stile che vuole oggi il popolo piddino.

Davide Cardone

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A momenti la sconfiggevamo…

Cosa centrano le fogne di Rimini con la Mafia? Nulla ovviamente, ma andate voi a spiegarlo ad un Sindaco in così grave tracollo di gradimento da essere costretto a dire che pure il completamento di via Roma è lotta alla Criminalità Organizzata.

Questo il tenore del Consiglio Tematico sulle Mafie che NON doveva essere una sfilata del PD. Parliamoci chiaro, la sfilata in effetti non c’è stata, non tanto per gli ottimi interventi del Sostituto Procuratore di Palermo Daniele Paci e del rappresentate dell’Associazione Pio La Torre, quanto per i discorsi senza passione e senza cognizione di causa dei nostri rappresentanti locali.

Chi ha passione per questo tema si incendia parlandone. Prendete Giulia Sarti ad esempio (l’illustre esclusa dalla serata), fatele una domanda sulla mafia e state a vedere come prende fuoco. Invece , agli intervenuti, è toccato ascoltare un balbettante Stefano Vitali, Presidente della Provincia, mentre leggeva un discorso che, evidentemente, non era stato preparato a dovere e sapeva tanto di rimediato… figuratevi che verve. Se gli avversari della Mafia sono un Sindaco che parla di quanto è bravo e un Presidente della Provincia che non sa che dire, siamo in una botte di ferro.

Personalmente ho trovato incolore anche gli interventi del Prefetto e del Procuratore Capo di Rimini, ma, probabilmente, ciò è dovuto solo all’istintivo confronto con il combattente di prima linea Daniele Paci.

In sostanza questa serata è servita? Dipende dai punti di vista. Come detto la sfilata non è riuscita visto anche il Consiglio deserto già al discorso del Primo Cittadino (qualcuno doveva aver messo tutti in guardia sulla “Spippola”). Se invece doveva servire a far capire la differenza tra gente veramente impegnata nella battaglia e quella vagamente impegnata a rappresentare un “qualcosa”… beh, missione compiuta. Io non ho frequentazioni mafiose e non ho idea di come la pensino su queste cose, ma se fossi stato in loro non mi sarei spaventato un granchè.

Diverso sarebbe stato ufficializzare l’esistenza di una Riminese che mette anima e passione nella lotta alle Mafie, ma queste sono finezze. Speriamo che almeno il boccheggiare dei consiglieri e i loro discorsi composti con Wikipedia (alcuni di loro hanno citato anche le stesse parole di Borsellino sull’istruzione) abbiano contribuito a dare il giusto risalto ai ragazzi dell’Associazione Pio La Torre. Per il resto chi ci consegna il conto alla fine è la Realtà, un “Oste” che non si fa ingannare dalle promesse poco sentite.

P.S.

Ieri ho sentito il discorso più brutto di Andrea Gnassi da quando mi pregio di ascoltarlo. Questa volta la sua traiettoria, parola ripetuta almeno una decina di volte, non si è adattata all’argomento. Frase Epica: “In Italia c’è la Mafia, dunque c’è anche a Rimini”.

Davide Cardone

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Bufale al pascolo.

Nell’ultimo mese a tenere il banco delle discussioni politiche Riminesi è stata la Guerra dei Consigli. Un’infinita querelle che, sebbene veda il Partito Democratico avere sistematicamente la peggio, non si placa proprio per le inopportune decisioni delle Sinistre. Certo… accorgersi di perdere settimana dopo settimana appeal e consensi può fare uno strano effetto e il suicidio politico pare essere uno di questi. Lo si evince proprio dalla cronaca recente.

Un breve riassunto, giusto per non perdere di vista la collocazione di tutti gli eventi. La Maggioranza (o chiunque rappresentino quei tali in Consiglio Comunale) non ci sta a dover spiegare pubblicamente che intenzioni ha con i debiti del Palas, l’inutile astronave di Cagnoni miseramente oberata di debiti che non riesce a pagare.

Alla convocazione di un Consiglio Comunale Tematico sull’argomento PD, FDS e Rimini per Astolfi (o qualcosa del genere) non si presentano. La scusa? La Minoranza usa i Consigli Tematici come palcoscenico di propaganda e dunque la Maggioranza non presenzierà più a nessuno di quelli chiamati dall’Opposizione. Tenete ben a mente questo punto.

La settimana dopo viene convocato un Consiglio Tematico sul Turismo. C’è una delibera di Giunta (lo sfondamento di via Tonale) da votare assolutamente, perciò la Maggioranza non può fermarsi all’aperitivo e deve presenziare. Votata la delibera tutti si allontanano dalla loro posizione e fanno cadere nuovamente il numero legale, inficiando anche questo nuovo Tematico. La scusa? Gli ordini del giorno sono tutti stupidi. Ovviamente non è vero e tra le proposte del Movimento ce ne sono alcune veramente innovative.

Dopo il secondo Consiglio saltato consecutivamente la Minoranza fa sapere che è pronta a chiedere l’intervento del Prefetto e che, dato che i Consigli sono stati tutti riconvocati, per il secondo round il numero legale  scende tanto che potrebbe non essere necessaria la presenza dei disertori.

A questo punto il PD e stampelle varie, compreso Pazzaglia (Sel), che ormai fa comunicati congiunti con Galvani (FDS), si trova con due consigli disertati, ma entrambi riconvocati. La nuova mossa? Con la complicità della faziosissima Presidente del Consiglio Donatella Turci i due tematici vengono convocati in un unica sessione e, sebbene fosse il primo ad essere saltato, il Consiglio Tematico riguardante il Palas parte dal 18° punto, precisamente alle 1.15 di notte. Niente sospensioni e niente testimoni per un Consiglio Tematico finito alle 3.15 del mattino tra le russate dei presenti.

Bufera finita? Non proprio. Ricordate la prima scusa elevata? L’opposizione usa il Consiglio per fare propaganda? Bene. In programma c’è un altro Consiglio Tematico chiesto da Pazzaglia, l’uomo riserva della Maggioranza. Il Consiglio è sulle Mafie e  Gianluca Tamburini (M5S) propone come relatore Giulia Sarti che, si, è una Parlamentare del Movimento, ma è anche un’attivista di vecchia data tra le associazioni nate a contrasto delle Mafie e, nel suo ruolo di Parlamentare, occupa un posto nella Commissione Giustizia e nella Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Mafie.

Ovviamente la Maggioranza, colei che accusa l’Opposizione di usare i Tematici a fini propagandistici, non ci pensa nemmeno ad appoggiare una soluzione del genere e fa cadere la proposta nel vuoto. Nel loro vuoto, perchè per i Cittadini del Movimento la faccenda tocca terra piuttosto presto e piuttosto rumorosamente.

Alle osservazioni fatte sui quotidiani, sui social e sulle mail delle cariche istituzionali l’Amministrazione risponde con una serie di bufale epiche. Mettiamole in fila.

 

  1. Giulia Sarti è stata invitata ad Assistere come tutti gli altri Parlamentari”, la Proposta di Giulia come relatore non era in quanto parlamentare, ma per le sue qualifiche sul tema.
  2. la decisione di chi avere come relatore è stata condivisa con tutti”. In realtà più che condivisa è stata comunicata in una seconda riunione dei capogruppo. Infatti ad una prima riunione la proposta era stata valutata positivamente da quattro gruppi e avversata da nessuno… almeno apertamente, poi è chiaro che è stata negata in altre sedi.
  3. Si è scelto di affrontare la cosa con attori di livello locale”. Questo è semplicemente falso perchè uno dei relatori è Paci, Riminese, ma Sostituto Procuratore di Palermo da diversi anni. (intendiamoci niente contro Paci, anzi ce ne fossero di più, ma la sua presenza fa cadere anche questa bufala).
  4. La Sarti si fa sentire solo per la passerella, ma per il territorio non fa nulla”. Doppia Bufala targata Galvani-Pazzaglia. Non solo il raggio d’azione della Sarti avendo come target l’Italia coinvolge inevitabilmente anche Rimini, ma la sua azione è molto spesso anche sul campo Riminese. Due esempi su tutti: le azioni sul TRC e l’interrogazione sullo scioglimento della Squadra di Polizia Postale di Rimini.

La terza bufala è particolarmente indicativa, poiché sottintende ad una mancata visione d’insieme che, infondo, è proprio la causa della scadente amministrazione della Città. Quando si parla di Mafie Rimini può dare una sua risposta locale che prescinda da quella Nazionale? Direi di no. Qui a Rimini a forza di considerare tutto una tipicità si fallisce per molto meno, vedi abusivismo.

P.S.

Perdonatemi se ho voluto metter i puntini sulle “O” (Cit. BjÖrn Borg)

Davide Cardone

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Occhio non vede, ma… qualcosa duole.

Come tutti sanno il problema di chi mette la testa sotto la sabbia è l’esposizione di ciò che rimane fuori e proprio di quella parte, che il PD ha lasciato esposta, ha brutalmente approfittato il Movimento 5 stelle di Rimini. Oggi tutti i quotidiani, con vario grado di coraggio, hanno dedicato spazio a due comunicati che sono la fotografia impietosa della situazione di immobilismo politico di Rimini.

Il primo comunicato riguarda  tre delibere, presentate dal Movimento e votate dal Consiglio Comunale, sparite nei meandri della scrivania del Sindaco Andrea Gnassi. I più attenti osservatori della politica locale sanno che quelle delibere sono passate proprio perchè il promotore della Sardella delle Dolomiti era assente (che strano) e i maldipancia della Maggioranza hanno potuto sfogarsi liberamente.

 Le tre delibere, sparite sulla via di Damasco, erano  semplici soluzioni urbanistiche che avrebbero portato stimolo ad una ripresa del lavoro edile, senza peraltro implementare il consumo del territorio con cementificazioni e Conad a pioggia in centro, in stile Piddino. Per intenderci una di queste soluzioni era l’agevolazione al frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni in centro.

Le delibere in questione  sono soprattutto un grosso problema perchè rappresentano la demolizione del Dogma: “Siamo appena arrivati, c’è la crisi, i guai li hanno fatti gli altri e la burocrazia ci blocca”. Infatti le soluzioni 5 Stelle trovano una via nel complicato Regime di Salvaguardia, zona di passaggio tra due strumenti di determinazione urbanistica (PRG e PSC), usato troppo spesso come foglia di fico da questa Amministrazione.

Dunque dopo due anni e mezzo di mandato, in cui Rimini è stata ridotta ad una città bloccata, inquinata e indebitata, accettare soluzioni di altri sarebbe un po’ come confermare la propria sconfitta… meglio organizzare feste danzanti e prenderla un po’ come viene.

A proposito di prenderla un po’ come viene… il secondo comunicato del Movimento mette ancor più in evidenza, se possibile, ìl mostro creato dalla totale assenza di contenuti del Partito Democratico di Rimini (& soci) e della ricerca spasmodica del solo consenso mediatico per mascherare il vuoto pneumatico. La Deputata Giulia Sarti, Riminese DOC e, seppur giovane, figura di rilievo istituzionale nel campo della lotta alle Mafie, non viene invitata al Consiglio Tematico di Rimini il cui tema è proprio la Criminalità Organizzata e questo non certo per dimenticanza. Secondo Donatella Turci (PD), Presidente del Consiglio Comunale, la Sarti non è sufficientemente qualificata.

Ricordate che nelle settimane scorse si diceva che il Consigli Tematici erano solo un palco per la propaganda delle Minoranze? Ecco un lampante esempio di come sia vero il contrario. Che dire… in questa occasione Citizen si sente di fare eco all’appello del Movimento 5 Stelle di Rimini: ossia far arrivare la propria opinione (possibilmente con educazione) alle caselle email delle figure istituzionali responsabili di questa mancanza: sindaco@comune.rimini.it donatella.turci@comune.rimini.it

P.S.

Consiglio di Frate Indovino: se proprio sotto la sabbia il capo volete interrare, mutande robuste dovete indossare.

Davide Cardone

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Vengo anch’io: no tu no!!

Riceviamo e pubblichiamo:

LA SFILATA SULLA MAFIA.

Il fatto che la politica sia in grado di usare ogni tema a proprio uso e consumo è cosa ormai risaputa, ma alcune volte riusciamo a stupirci di come il “pelo sullo stomaco” sia folto e rigoglioso. Ci si aspetterebbe infatti che di fronte ad un tema come quello delle Mafie in Riviera cadessero le differenze in nome di un fronte unico da opporre al più grande male della nostra società.

Questo pare non essere un problema per il Partito Democratico di Rimini che, dopo aver accusato nelle settimane passate le Minoranze di usare i Consigli Tematici come palco propagandistico, organizza una bella sfilata in Consiglio Comunale in cui vale tutto basta che sia PD.

Vi è infatti una Riminese, famosa in Italia per il suo impegno sul tema, cassata senza appello per un suo grandissimo difetto… anzi sono due: perchè non solo non è del PD, ma è pure del Movimento 5 Stelle.

 

Stiamo parlando di Giulia Sarti e del fatto che nonostante sia membro della Commissione Giustizia alla Camera, Membro della Commissione d’inchiesta su mafia e criminalità del Parlamento, prima di entrare in parlamento fosse attiva nel Movimento Agende Rosse fondato da Salvatore Borsellino e nella Associazione Casa della legalità e della cultura, nonostante stia promuovendo il documentario del Gruppo Antimafia Pio La Torre (a Faenza il 1 marzo e  Roma il 21 marzo con Enzo Ciconte), pare proprio non sia sufficientemente qualificata e che tutto ciò non sia neppure garanzia di neutralità per quanto riguarda il tema.

Alla richiesta di inclusione della Sarti da parte dei nostri Consiglieri è stato risposto con un secco “no” da parte del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci. La motivazione? La discriminante sarebbe una non meglio identificata esperienza sul territorio dei relatori… che si riferisse ai contatti di Stefano Vitali con i fantomatici gruppi che volevano, secondo lui, acquistare l’aeroporto?

Noi crediamo che Giulia in virtù del suo impegno ed in virtù delle sue qualifiche possa essere un invitato istituzionale d’eccezione, indipendentemente dalla sua appartenenza al Movimento 5 Stelle. L’unico impedimento che riusciamo ad individuare è semplicemente un fastidio dei Democrat nei riguardi di qualsiasi cosa possa loro rubare la scena.

Ricordando che la lotta alla Mafia non è appannaggio di nessuno, ma una battaglia da condividere con tutti, invitiamo la cittadinanza a far conoscere il proprio parere al Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci e al Sindaco alle mail: sindaco@comune.rimini.it ,donatella.turci@comune.rimini.it

Movimento 5 Stelle Rimini

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Imposizioni Consiliari.

Avvertenze per la lettura: questo non è un post politicamente corretto, tanto per non perdere tempo ad accusare di cose delle quali a nessuno importa.

Mentre l’apparato traffico circolatorio della vecchia Rimini, malamente imbellettata, sfiora ogni giorno il collasso i suoi Amministratori fanno i gradassi in Consiglio Comunale e sfruttano un vantaggio istituzionale per darsi di gomito e credersi dei fenomeni . Questa è la realtà delle cose.

Due Consigli Tematici, i due a cui la Maggioranza si era rifiutata di partecipare, sono stati concentrati in una sola sessione finita alle alle 3.15 della mattina. Ovviamente la parte riguardante Fiera e Palas è stata spostata dopo mezzanotte, come si conviene ad ogni spettacolo pornografico… non dimentichiamo che il Consiglio si può vedere in streaming ed è bene che i bambini siano a letto prima di trasmettere certe cose.

Il primo dei due Tematici, quello sul Turismo per intenderci, si è svolto in assenza del Primo Cittadino, Andrea Gnassi, e senza la presenza dell’Assessore al Turismo, sempre Andrea Gnassi. Dov’era? A Cortina o forse a Mosca per recuperare voli da destinare all’Aeroporto fallito a sua insaputa. Si poteva fare in un’altra data? No. Secondo Donatella Turci, complicemente Presidente del Consiglio Comunale, si possono convocare fuori dal Giovedì solo i Consigli Punitivi. Tipo quando la Maggioranza è andata sotto sul bilancio.

Comunque il Consiglio si è idealmente aperto con l’accettazione da parte di Marco Agosta, capogruppo del PD, della resa incondizionata della Minoranza. Ovviamente la resa non era stata proposta ne rappresentata da nessuno, ma si vede che in streaming c’era sua moglie che cercava di capire dov’era stato durante gli altri due Consigli Comunali. La mia è solo un’ipotesi eh! Ma  sorge spontanea visto che si complimentava con l’Opposizione per essere finalmente venuta, quando chi mancava le altre volte era lui. Vai a capire.

Il seguito, se vi interessate un po’ di tecniche di Piddine di Democrazia applicata, lo conoscete bene: l’opposizione fa le sue stupide proposte (in realtà la maggior parte erano di Brunori della Maggioranza) e il PD le boccia senza appello. Anche perché poi, se le approvasse,  si troverebbe nell’imbarazzo di doverle realizzare; come è successo per le tre  Delibere del Movimento 5 Stelle sull’edilizia, approvate il 17 di Ottobre, ma ancora ferme con le 4 frecce  sulla scrivania di Gnassi (l’avevo detto io che era meglio dargli qualcosa da colorare).

Nel mezzo di tutto ciò la Minoranza che mette i puntini sulle i e una Maggioranza zero proposte, non sia mai che qualcuno muova qualcosa sul Turismo che Gnassi non voglia: sai i Consigli di Punizione che gli fa fare di Sabato sera?!  Zerbini il solo picco fuori scala. Prova a dire che quando si parla di Turismo ci vorrebbe la presenza di chi ne ha le deleghe, ma poi non può fare a meno di tornare a segnare il posto. Ne soffre e si vede. Infatti per dissimulare  fa tanto il simpatico da beccarsi  gli ammiccamenti dell’Assessore “Parafango” Visintin.

Dopo la finta discussione sul turismo (per discutere ci vorrebbero due parti, ma la votazione di una era già decisa dal padrone dell’asino) si entra nella fascia d’orario vietata ai cittadini, minorenni o maggiorenni che siano. Si puniscono da soli costringendosi ad ascoltare fino a tarda notte cose sulla Fiera e sul Palas che la notte, nei loro letti, continuano a ripetersi che non sono vere. Giocano con i cellulari, dormicchiano, non dicono nulla fino al momento in cui possono bocciare tutto e andare a casa.

Beh non proprio tutto. I Consiglieri di Rimini Nord non possono bocciare l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiede di considerare una piscina nella zona Nord della Città, invece che intasare, più di quanto già sia, una zona che ne ha già due di piscine. Così escono e non votano. Complimenti a voi gente del Nord  per la scelta dei Consiglieri Cuor di Leone.

Cosa resta di questo doppio Consiglio? Rimane l’immagine di un PD a pezzi che cerca di far finta di nulla mostrando muscoli che non ha. Sono passati dal rifiuto di presentarsi ai Consigli al volerli fare tutti insieme,  spostando a notte fonda le cose che la gente non deve sapere. Forse i più esperti tra loro sono confortati dalla falsa consapevolezza che la popolazione dimentichi sempre tutto, altrimenti non si spiegherebbe il loro comportamento, ne il fatto Astolfi (Ercolino sempre in piedi) minacci il pubblico di passare a metodi più materiali per spiegare i suoi concetti.

P.S.

Fare lo scemo per non andare in guerra è sempre una buona tattica di sopravvivenza … basta riuscire a sopportare il lieve effetto collaterale di essere considerato tale.

Davide Cardone

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Là…. dove rotolano le balle.

Una domanda…

Ma dove sono finite le trame della politica? Quei disegni diabolici che da Giolitti a Berlusconi hanno cambiato stile, ma non complessità, che fine hanno fatto? Siamo diventati esseri così semplici che basta l’agitarsi di una mano per essere scippati con l’altra?

Lo so. Sono tre domande, ma complementari e ultimamente ricorrono spesso nelle giornate di alcuni, non ottenendo incidenza probatoria. No, non sto parlando della situazione nazionale, sebbene Renzie, che promette 1000 euro se lo voti alle europee, sia la rivisitazione in chiave semplicistica del “se mi voti ti trovo il lavoro” (e ti regalo un pesciolino rosso). La riflessione riguarda la politica locale.

Da quando ho cominciato ad osservare da vicino l’operato degli Amministratori di Rimini ho avuto modo di scorgere, in diverse occasioni, uno strano gioco: le tre carte scoperte. Della serie “puoi indovinare quante volte vuoi che tanto non pago”. Attenzione però, non sto parlando di imposizione di puro autoritarismo , mi riferisco invece a quell’atteggiamento adolescenziale per cui, anche scoperti, si continua a negare l’evidenza.

Strano  associare l’adolescenza ad una Maggioranza eletta, ma si fatica a cogliere un riferimento più adeguato. Il continuo addossare le proprie responsabilità agli altri, il rifiuto del confronto, se non con regole proprie decise al momento secondo convenienza e balle, tante balle, perché essendo poco precise hanno bisogno di correzioni continue, in una catena senza fine.

Un esempio recente.

Il PD Riminese ha una lunga storia senza soluzione di continuità, normale in un paesone che gioca a fare la città. In questo percorso i suoi leader, sia di facciata che di vero potere, hanno preso molte decisioni e molte sono state sbagliate. Una di queste è il Palas. Inutile, costoso ed espressione di un desiderio di prestigio sganciato dalla realtà. Proprio le motivazioni per cui è stata decisa la fattibilità di quest’opera hanno in questi giorni restituito tutti i loro limiti, mettendo in evidenza un debito non pagabile con il normale esercizio.

Il Partito Democratico (e derivazioni varie) che deve sfuggire al confronto cosa fa? Nega la richiesta di Consiglio Tematico non presentandosi. La scusa  che la Minoranza abusa dei Consigli Tematici è ovviamente una balla, ma il problema è che, come da tradizione, ha le gambe corte.. come si rimedia? Se ne racconta un’altra, che  copre la prima, nel successivo Consiglio Comunale e si scappa anche da quello. “E’ la minoranza che con le sue assenze non garantisce il numero legale”, meno male che ci sono video e foto che provano il contrario, perché la storiella è raccontata con tale naturalezza che potrebbe sembrare vera.

Ad incaricarsi di far rotolare le balle, Marco Agosta (capogruppo PD) che non interviene spesso, ma quando lo fa si può stare certi che le dichiarazioni si rinfacceranno al suo Partito peggio di una peperonata mangiata all’una di notte. Personalmente dei suoi interventi , con la tenerezza che si deve alle grandi figuracce, ne ricordo quattro.

  1. Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”: un inno quasi gridato in Consiglio Comunale finito con il fallimento di Aeradria.
  2. Per questo voteremo no”: parlando del voto al Prelievo congiunto con i Teleriscaldati al TAR, famoso perché dopo il suo discorso votarono tutti a favore.
  3. Con il nuovo presidente della Commissione Urbanistica il PSC sarà risolto entro un mese”: era il 17 Ottobre 2013.
  4. Per quella rotonda avremo prestissimo delle novità importanti”: in una riunione del Comitato di Santa Giustina prima di Natale. Molti pensarono che  per novità intendesse l’informarsi del tema di cui stava parlando, ma il successivo Consiglio Tematico dimostrò che si trattava di speranze vane.

Intendiamoci, la colpa non è sua. Lui è solo uno dei Frontman  senza talento che il Partito Democratico oppone agli inevitabili nodi che arrivano al pettine. Il dato più preoccupante, lo ribadiamo, è la gestione adolescenziale della cosa pubblica. Ai cittadini comunque non sfuggono certe inadeguatezze tanto è vero che proprio i consigli tematici, che ci si affanna a negare,  sono  banchi di pubblica verifica dove il PD rivela una dispersione emorragica di consensi.

P.S.

Il fatto di non voler trattare i Consigli Tematici della Minoranza non li annulla poiché la loro richiesta, a dispetto di quanto affermato, è lecita e sono stati anche tutti ripresentati. Siamo in attesa della nuova geniale balla per  evitare i prossimi … o si decideranno a fare i compiti?

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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HARAKIRI.

A Rimini c’è un buco nella Democrazia e, se guardi bene, si vede che è a forma di PD.

Le indiscrezioni della settimana scorsa si sono tramutate in realtà, le voci che volevano il Partito Democratico come sabotatore del Consiglio Comunale (di nuovo) si sono realizzate e ieri sera tra i fischi, sdegno e pernacchie i sedicenti Democratici hanno abbandonato l’aula. La cosa più triste è che, qualcuno, aveva in faccia l’espressione “ve l’abbiamo fatta”, senza comprendere  appieno il gesto che stava compiendo.

I fatti.

Dopo un  precedente annullamento, quello del Consiglio Tematico sul Palas, ieri sera si sarebbe dovuto parlare di Turismo in Consiglio Comunale. La seduta si è aperta irritualmente poiché, come dichiarato in un’altra occasione dalla Presidente Donatella Turci, le sessioni tematiche non possono comprendere altri argomenti che non siano quelli “in tema”. Inutile sottolineare che vi sono regolamenti per la Maggioranza e altri regolamenti per l’Opposizione. Mentre la richiesta di Carla Franchini, che voleva trattare con urgenza la svendita delle reti gas, non poteva assolutamente essere presa in considerazione, ieri sera si è permesso di trattare abbondantemente e con gran dispendio di discorsi dello sfondamento di via Tonale.

Alla conclusione  del primo punto, entrando in trattazione il vero e proprio Consiglio Tematico, si sono verificati degli avvenimenti soprannaturali. Pare infatti, e dico pare, che la particolare forma a triangolo del Consiglio Comunale favorisca l’apparizione di un buco nella Democrazia attraverso il quale vengono risucchiati tutti gli appartenenti di: Federazione delle Sinistre, Rimini per Rimini (o per Astolfi), SEL e Partito Democratico ( un giorno qualcuno ci spiegherà perché lo chiamano così).

Così tutta la maggioranza, escluso Brunori (IDV), ma compreso Pazzaglia, la talpa della minoranza, è sparita. Il Sindaco, neanche a dirlo, ha fatto la stessa fine, ma dato che le ambiziose giacche a scacchi sbattono un po’ con il Triangolo del Consiglio delle Bermuda,  può darsi che sia riapparso sul lago di Loch Ness e che ora si stia dichiarando inventore della Notte Rosa in un Gay Bar Scozzese.

L’unico rimasto sul campo, come dopo l’esplosione di una bomba (anche l’espressione era quella) il Capogruppo del PD, Marco Agosta che, facendo sfoggio di una inesistente intelligenza politica, ha dichiarato:

Siamo in due e saremmo sufficienti a garantire il numero legale, se nella Minoranza non ci fossero delle assenze.

Chiaro cittadini Riminesi: Ne avete votati 18, diciotto si abbuffano di gettoni in Consigli e Commissioni, ma ne bastavano due, uno dei quali nemmeno ci vuole stare in maggioranza.

La reazione della Minoranza, colei che secondo un contorto pensiero del  PD dovrebbe sostenere Giunta e Consigli Comunali, è stata veemente. Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che si rivolgerà al Prefetto e al Ministero degli Interni per chiedere che il Consiglio venga sciolto. Anche gli spettatori ci sono rimasti parecchio male… avevano sopportato a lungo i discorsi di Gnassi e Galvani solo per sentire parlare di turismo, si sono fatti sanguinare il naso per niente.

La domanda è: il gioco vale la candela? Nel senso… se l’unica soluzione è un suicidio politico cosa caspita hanno da nascondere? Sarebbe il caso di tranquillizzarli perché se fosse l’incapacità che non ci vogliono far notare, beh… per quella non c’è più nulla da fare.

P.S.

A neanche 3 anni di mandato il Sindaco Andrea Gnassi non ha più una maggioranza in grado di consentire un regolare svolgimento dei lavori. Uno scioglimento coatto sarebbe un atto di grazia.

Davide Allibito Cardone

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Dal Prato e il TRC: prima ti abbatto e poi ti denuncio

13 - 1 (2)Molti sono convinti che preparazione, capacità, impegno e intelligenza siano le condizioni senza le quali non si possa ottenere successo nella vita. Forse in alcuni casi è anche vero, ma  chi vi scrive si è convinto che nulla possa più dell’occasione.

Quale occasione? Ce ne sono tante e pare che quelle meglio funzionanti abbiano a che fare l’introduzione in un certo ambiente. Se sei ben introdotto, o se ti hanno ben introdotto, puoi fare delle belle carriere senza poi sprecarci troppa intelligenza. 

Un esempio su tutti: il TRC. Conoscete un modo più stupido di spendere 100 milioni di Euro? Qualcuno dirà: “Si, il Palas“, ma a ben guardare è un prodotto dello stesso ambiente di “ben introdotti“. Comunque, ritornando al TRC, andate fuori dalla mensa della Caritas e chiedete a una persona a caso cosa farebbe con 100 milioni di Euro per la mobilità e vi renderete conto di quanto contino le occasioni nella vita. Di sicuro nessuno vi risponderà: un autobus.

Andiamo ora sulla riva opposta della vita, quella che dovrebbe essere occupata solo da gente intelligente e competente, ma poi ti butta giù un pezzo di casa perché deve far passare l’autobus. Oltre a sostenere sulle barricate la bislacca idea che un autobus su gomma, con quel costo, sia il futuro, completano il quadro con delle azioni che…. lascio giudicare a voi.

La recente cura dimagrante fatta per far accettare anche a Riccione l’autobus più insulso del mondo, forse una decina di milioni di euro, ha messo in difficoltà Agenzia Mobilità che si trova ora nel problema di dover giustificare le maggiori spese. A quanto ammonta il pasticcio lo sanno solo loro.

Dunque l’Ing. Dal Prato, il vero “conduttore” di AM (dubitiamo che la fresca Presidente, oltre ad essere incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, abbia qualche ruolo operativo), ha deciso di dare la colpa al tempo che gli hanno fatto perdere Walter Moretti e i Grillini interrompendo il cantiere. Vedrete che arriveranno a dire che i Grillini, nei giorni in questione, hanno fatto uso di Guerriglia Urbana in stile NoTav, perchè la fantasia di chi ci governa è quello che è.

Dunque felicitazioni cari Riminesi da oggi siete gli orgogliosi destinatari del metodo “prima ti abbatto poi ti denuncio“. La sensazione è che questi abili dirigenti non capiscano quale sia il limite che l’immagine di un’azienda, proprio perché pubblica, esige.

Sappiamo per certo che l’esposto è stato realmente depositato, che però si decida di procedere è un altro paio di maniche. Il dato reale è che l’Estabilishment riminese è di un’inadeguatezza unica e non si capisce per quali meriti sia stato messo dov’è. Il TRC è un’idea stupida ed è anche gestita male. Come sono state e continuano ad essere gestite male situazioni come Fiera, Palas e Aeroporto. Vogliamo veramente che il futuro di Rimini sia gestito da chi spende 100 milioni di Euro dallo Stato Italiano per realizzare una corsia per autobus di neanche 10 km?

P.S.

L’umanità si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

                                                                                                                     Woody Allen
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Davide Cardone
[@DadoCardone]

 

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Sacra Rota.

ruota panoramicaAperta la stagione del Reato d’opinione, diamo la parola ad un altro fuorilegge e pubblichiamo la lettera di una persona che ha fatto del linguaggio dell’Urbe il suo lavoro: L’architetto Fausto Battistel.

La Redazione

Trovo molto strano, avere tanta attenzione per una ruota sul porto, e tanta sollecitudine, tenendo conto della drammatica situazione dell’edilizia e della città di rimini, che certo non gode di tanta considerazione e di una così veloce risposta dall’amministrazione.

Non è neanche importante definire la contraddittorietà delle leggi statale e regionale, ma l’eccessiva attenzione verso la ruota, che non porta lavoro, non è a norma con le vigenti leggi e viene difesa neanche stessimo parlando del kursaal.

Inoltre con tutti i luoghi e le attrattive turistiche, vendere la ruota come icona del turismo per la Riviera fa sospettare altro, oltre ad una visione miope, nota bene visione non vision,  dato  che il vantaggio pubblico fatico a trovarlo.

Davvero discutibile l’atteggiamento furbesco dell’amministrazione che invece di dare il buon esempio con azioni e  pratiche virtuose, si fa cogliere, con le mani nella marmellata, per qualcosa, che a mio modestissimo parere, non porta alla città alcun giovamento, oltre al caos perenne, in quell’area, desiderosa di migliorie estetiche e funzionali.

L’aspetto più triste e sconcertante è la sufficienza e supponenza mostrata di fronte alle delibere proposte ed approvate a metà Ottobre (17 ottobre 2013 n.d.r.), che darebbero la possibilità di frazionare  gli appartamenti, di grande dimensione, in centro storico, realizzare dei giardini d’inverno su terrazzi maggiori di 30 mq. fino al 20% della superficie, e permettere la riconnessione del tessuto urbano in tutte le aree semi-centrali in cui la costruzione al centro del lotto non produce qualità urbana; e dare davvero un impulso al risparmio di territorio e alla possibilità di una piccola ripresa per le pmi.

Invece l’attenzione è sempre focalizzata su piccole quisquilie. Perché per procedure e norme utili alla ripresa non c’è stata tanta attenzione e celerità d’intervento?

E poi non scherziamo perché parliamo di una ruota, quando siamo di fronte ad un disastro epocale per inquinamento, viabilità e incapacità di dare al territorio qualità e caratteristiche che ne consentano uno sviluppo futuro, sia economico che turistico.

Lo spazio per la formazione di una società civile appare sempre più stretto, se le modalità  per realizzare i progetti sul territorio diventa il permesso di costruire in sanatoria, con passaggio di delibera in consiglio comunale e modifica al Prg (vetusto). Perché invece della ruota, non ci occupiamo di cose serie?

Mi pare davvero un discorso al contrario e dunque mi chiedo, è strategia o incapacità? In entrambi i casi c’è da preoccuparsi.

Se davvero la ruota è così importante per lo sviluppo di Rimini e del turismo, perché dal porto a Riccione non ne costruiamo altre due?

Architetto Fausto Battistel

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Comunisti, bugie e videotape.

vlcsnap2011111217h06m34Forse non tutti sanno che ieri sera a Rimini è andata in onda la piece teatrale dal titolo “M’avite fatt scoppià o’ core ‘n coppa a sto Consiglio Comunale”. Tragicomica rappresentazione dell’atavica battaglia tra destra e sinistra, con sottofondo di larghe intese.

L’origine della deflagrazione  di metateatro (gli spettatori non sapevano di essere protagonisti) è stata il banchetto del Consigliere Fabio Pazzaglia e il suo desiderio di non appartenere a questa minoranza. Il candidato figliol prodigo ha infatti criticato a suon di offese i colleghi colpevoli di voler dare il suo stesso voto ad una delibera che, evidentemente, egli considerava di sua esclusiva pertinenza.

Ma andiamo con ordine. La delibera, mi si scusi la semplificazione, suggeriva di assegnare un appartamento di 45 mq sequestrato alla mafia ad un indigente.  Dopo la presentazione dell’Assessore Gloria Lisi i consiglieri hanno impostato i loro interventi sul favore alla delibera, ma indicando anche, a loro parere, quale tipo di bisognoso dovesse occupare il suddetto immobile. Ad esempio la Consigliera Moretti  ha voluto sottolineare il fatto che, magari, tra gli indigenti, ci potesse essere qualche mamma o qualche papà con un minore a carico e dunque più bisognoso di un singolo senzatetto.

 Da  qui in poi, prima con  microfono e poi come sottofondo, è partito il mantra di Pazzaglia: “Cultura fascista” (con microfono), “fascisti di merda” (senza microfono). L’intervento del Consigliere Gennaro Mauro, il quale si aspettava che la maggioranza stigmatizzasse il comportamento, senza nemmeno svegliarli prima, fa partire la bagarre. Sospensioni , appelli nominali, urla e schiamazzi consiliari. Tutto registrato in video sullo streaming del Comune.

Segnaliamo al minuto 03:02:35 Il Presidente Turci: “Noo ma non si può andare avanti così, ma che gente c’è qui..?” e al minuto  3:18:53 sempre la Turci: “Se sta male si arrangia.. cosa devo fare io?” rivolto ad un supporter della destra con un infarto in corso.

 Si, avete capito bene un infarto… il tale, dopo aver inveito contro la Presidente del Consiglio Comunale e aver chiesto all’Assessore Brasini di non fare il coglione (minuto 03:17:44), con un urlo che ha frantumato tutti i record del magnetofono, non ha preso bene l’intervento dei vigili e si è accasciato, piuttosto comodamente, al suolo gridando: “Presidente!!!! Io ho un infarto in corso ma non me ne vado, resto qui!!!!

Che il malore fosse vero o simulato non si sa, ma è stato chiamato il 118 che, intervenendo prontamente, ha spostato Mario Merola nelle salette consiliari. Intervento sufficiente visto che l’ambulanza è ripartita vuota.

 Una volta calmati gli animi la delibera viene votata unanimemente da maggioranza, Sel e Movimento 5 Stelle, ma non dal resto della minoranza che, offesa, lascia il Consiglio. Ecco le dichiarazioni di un testimone oculare, tale Esticazzi (possiamo usare solo il suo  pseudonimo):

 Turci ha il santo potere di moltiplicare lo stato dell’esagitazione generale” – e poi –  “4 ore sprecate su una delibera dove non c’era nulla da discutere, animi esagitati per guerre ideologiche di inizio secolo scorso, sceneggiata napoletana di complemento e compimento. Mi sono divertito, ma poi penso… come cazzo si farà a sistemare questo Paese con delle teste del genere?

 Ci associamo sicuramente all’opinione del Signor Esticazzi rispetto all’arretratezza di simili conflitti, ma non possiamo fare a meno di considerare il punto di vista artistico ed invitare i cittadini tutti ad assistere agli spettacoli del Consiglio Comunale. Vedrete Don Camillo e Peppone con la regia di Steven Soderberg e la sceneggiatura di Mario Merola…. In incubo per alcuni, il paradiso per altri.

 P.S.

Felicissima sera, a tutti questi signori incravattati a questa comitiva così allegra, di uomini eleganti e donne truccate. Questa è una festa da ballo. Tutti con il frac questi signori. Ed io che sono sceso dalla carrozza,senza chiedere permesso, ballo anch’io.

 (O’ Zappatore)

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Bastardi senza Gloria.

TrinceaIl TRC è un problema tale che non si esauriscono mai i punti di vista da cui trattarlo. Fin’ora lo abbiamo affrontato dal punto di vista tecnico, dal punto di vista delle persone che lo subiscono, dal punto di vista dell’opportunità politica, ma non è mai abbastanza perché in questi giorni ho letto affermazioni di Pubblici Amministratori che esternano senza sapere nulla della faccenda.

Ho scoperto addirittura che la posizione di chi si dovrà intestare la difesa dei 10 km d’oro perché governa, o perché convinto che prima o poi toccherà a lui governare, è: Moretti…? Si lamenta perché gli hanno toccato il suo di giardino, il TRC è un’opera che porterà pregio al mercato immobiliare della zona.

sentA parte che Moretti si lamenta solo in ragione una sentenza del TAR che vieta di abbattergli 60mq in luogo degli 8 espropriati, a parte che qualcuno mi dovrebbe spiegare come un autobus che ti passa a 50 cm dalle finestre possa aumentarti il valore dell’immobile, a parte tutto questo… voglio parlare di altro e voglio farlo perché sono consapevole che il modo più efficace di rappresentare un avvenimento è permettere alle persone di entrare in empatia con chi sta vivendo il problema. Dunque ecco la cronaca di una giornata in trincea.

Rimini 28 ottobre 2013 – via Renato Serra 4

625592_245626298923699_1831540182_nA me piace il caldo, più del freddo, ma quando non è coerente con la data scritta sul calendario mi dà una strana sensazione… come di attesa, come se qualcosa dovesse accadere. Questo era lo stato d’animo con cui questa mattina mi sono diretto verso il cantiere TRC.

La mia sensazione mi ha preceduto è l’ho ritrovata li, nel posto in cui da giorni vado per vedere se posso essere almeno uno dei testimoni di quello che sta accadendo. C’era attesa. La famiglia Moretti attendeva, i Carabinieri attendevano, la Polizia attendeva e i 5 Stelle attendevano. C’era caldo e nessun segno di caschi gialli (Italiana Costruzioni) o bianchi (AM).

Una trincea è un luogo strano. C’è tensione, amalgamata a rassegnazione, stemperata dalla continua ricerca di una battuta… anche per distrarre Walter dal perenne riassunto della questione. Quando ti rubano la realtà combatti l’assurdo riepilogando le puntate precedenti… da qualche parte dovrà pur essere l’errore e, c’è da giurarci, sarà così enorme che basterà solo citarlo perché tutti rinsaviscano.

Purtroppo non è così, almeno in questa trincea. Qui l’imperativo è resistere e il problema è: da dove arriverà l’attacco? Ogni tanto ti azzardi a buttare uno sguardo oltre le recinzioni e… parliamoci chiaro in questa trincea nessuno ti spara addosso, ma se malauguratamente fossi tu a vedere il nemico che si avvicina avresti la responsabilità di dare l’allarme e di fare qualcosa. Si, ma che cosa…? Forse potrei….

La mattina se ne va così e i Bastardi senza Gloria (trovo molto adeguato quel film a questa situazione) non debbono fare nulla. Si torna verso casa sollevati a metà, oggi non è successo niente, ma domani? Problema risolto nel pomeriggio, non c’è da aspettare domani, la ruspa è già li. Messaggi rimbalzano su tutti i mezzi di comunicazione di cui dispongo. L’ordine è ricompattare il fronte. Signorsì.

558833_245704578915871_448472313_nArrivo, di nuovo. Fa sempre più caldo. C’è il doppio della tensione del mattino. Walter rimbalza come una pallina da ping pong per tutta casa. Le vedette sono sul tracciato ed hanno individuato il nemico molto vicino alla Linea Maginot, dunque è guerra.

Qualcuno studia piani, altri le sparano grosse, ma quello che continua a sovrastare tutto, anche l’emergenza, è l’attesa. La ruspa è appostata poco distante, ma non arriva, perché non vengono? La stanno montando? Manca un pezzo? No è li pronta, ma non arriva.

 

576557_245718292247833_1034851352_nDopo un lasso si tempo avvertito come infinità  la vedetta Sciacallo (nome in codice) segnala: la stanno smontando. Veramente? Si veramente, c’è anche il camion per portarsela via. Corro a vedere, non è che non mi fido, però certe cose le devi vedere con i tuoi occhi e così mentre gli addetti eseguono le operazioni per rimettere il cingolato a riposo l’attesa si sgonfia lentamente, molto lentamente.

E’ un trucco? C’è un’altra ruspa da un’altra parte? No. Se ne sono andati. Appena mi concedo di credere che per oggi sia finita, un leggero cerchio alla testa mi incorona. E’ lecito, non mi da nemmeno fastidio e mi sembra il minimo dopo un’altra giornata in trincea.

P.S.
Walter Moretti non difende con egoismo il proprio giardino. Difende la parte della sua casa che non gli è stata espropriata e fa l’interesse di tutti lottando per la certezza del Diritto.. una cosa senza la quale, se ci pensate bene, è proprio impossibile campare.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

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La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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