Strange days. Filantropia Fascista.

Strane giornate queste. L’Italia sembra finalmente accorgersi di essere percorsa da un triste sentimento fascista e, senza più Salvini al Ministero degli Interni, il Karma sta scodellando una serie di ironici contrappesi sulle spalle dei camerati.

Il primo e più discusso scherno del destino è l’oscuramento Facebook delle pagine fasciste di CasaPound e Forza Nuova. L’ironia, tuttavia, non è certo scaturita dalla chiusura delle pagine, ma dalla conseguente richiesta di Democrazia da parte degli interessati. Che dire… Democrazia, non puoi vivere con lei, né senza di lei.

Un altro fatto molto divertente è stato il vocale contro l’oscuramento social spedito da un non meglio identificato rapper fascista a una trasmissione di Radio Capital. Il poeta “nero” ha promesso una rivalsa in rima, tra l’altro stilisticamente non male, se non si considera il contenuto. Il poverino però ha avuto la sfortuna che dall’altra parte, a rispondergli in freestyle, ci fosse il Premio Campiello Michela Murgia che, in scioltezza, ha dissato* il malcapitato.

La notizia della settimana che fa più ridere, però, arriva da un protagonista nostrano de le disavventure del piccolo fascista, che prima o poi si renderà conto del motivo per cui non gliene va bene una. Lui è Mirco Ottaviani, il “fascista in camicia bianca”, come ama definirsi e, proprio in questi giorni ha patteggiato 6 mesi e un risarcimento di 500 euro in favore di Giovanni Cutugno, un segretario Fiom-CGIL coinvolto suo malgrado in un tafferuglio a Forlì. Il lato comico? Cutugno ha voluto che il risarcimento fosse accreditato a Mediterranea Saving Humans, quindi, Ottaviani direttamente (non con il conto del suo avvocato) ha bonificato per finanziare la Mar Jonio nella sua azione di salvataggio.

Ora… io lo so che sono troppo romantico, ma mi piacerebbe che uno dei ragazzi salvati, con i soldi di Ottaviani, trovasse l’amore di una bella ragazza bianca della provincia di Rimini e che chiamassero il loro primo figlio Mirco, in onore del benefattore. Chissà…

P.S.

Per dovere di cronaca e sempre in ossequio all’ironia Karmica, mi corre l’obbligo di sottolineare che, mentre Ottaviani patteggiava, nell’aula a fianco andava in scena un altro processo sempre a carico di FN. Quello per il reato di istigazione all’odio contestato a causa al finto funerale messo in scena nella voluta concomitanza di un matrimonio gay. Cesena Today ci informa che due dei 12 imputati si sono ravveduti, sono usciti da Forza Nuova ed hanno dato una mano ad organizzare il Gay Pride. Giorni strani per il fascio.

* Dissing è un termine di slang afroamericano derivante dalla parola disrespecting (mancare di rispetto). L’utilizzo di questa espressione si è diffuso a livello internazionale anche nei paesi di lingua non anglofona, soprattutto in ambito musicale.

@DadoCardone

Share

Quando Gnassi si accorse che il Terzo Reich gli passeggiava sulle spiagge.

E’ proprio vero, quando ti diverti il tempo passa e non ti accorgi di nulla. E’ successo anche all’Augusto Gnassi che, nella sua stagione preferita, si abbuffa di feste e gli sfuggono parecchie cosette. Nelle edizioni meglio riuscite delle sue feste, come da puntuale dichiarazione di ogni anno, non si accorge, per esempio, che i rapinatori arrivano a frotte ed organizzano una specie di Giochi senza Frontiere del Furto.

E’ successo sia nella Notte Rosa, sia alla Molo Street Parade, avete presente, no? La festa dove, tra l’altro, il povero Paesani perde, dice lui, 30.000 euro l’anno. E noi che siamo scesi dalla montagna del sapone, con l’anello al naso e la sveglia al collo, non abbiamo dubbi che sia così.

Non ci crederete, ma questa non è la cosa più grave successa. Quest’anno, nel fine settimana della Notte Rosa, Neo Fascisti italiani e Neo Nazisti Polacchi si sono intruppati alla stazione, per poi scendere al mare a farsi selfie da ronda Nazifascista. Lo scopo? Loro affermano di aver garantito la sicurezza e salvaguardato la virtù delle sprovvedute femmine che si aggiravano nella notte pronte ad essere violentate. La verità è che hanno complicato il lavoro delle Forze dell’Ordine, che già avevano il loro bel da fare.

In tutto questo il Sindaco di Rimini, città medaglia d’oro al valor civile, non ha detto una parola. O meglio… l’ha detta, ma quando ormai persino Ottaviani si era stufato di millantare imprese che manco nel ventennio. Pare (e dico pare) che grazie a lui anche i treni siano arrivati in orario in quel fine settimana.

Cos’ha detto il Primo Cittadino, quando s’è raccapezzato? Una roba che più o meno suonava così: “era tutto sotto controllo, non parlatene troppo sui giornali, questi sono quattro scappati di casa e, comunque, la responsabilità è della Questura”.  C’è da capire il tentativo, tardivo, di minimizzare. Una truppa nazifascista in giro di ronda per le spiagge non è un bel biglietto da visita per il turismo riminese, anzi, a dirla tutta è proprio un bel danno d’immagine. Si è sentita di nuovo gemere la trave dei Tre Martiri sotto il peso delle corde.

Si poteva impedire? Da svegli sì. Infatti, la legge italiana prevede le ronde solo come sussidiare alle polizie municipali e previo apposito addestramento. Per intenderci… l’addestramento non è sostituito dai precedenti per risse e violenze varie. Già qualche giorno prima diverse organizzazioni avevano cominciato a protestare per lo scempio rappresentato da quest’appuntamento in camicia nera, facendo rinunciare anche il primo Hotel che si era prestato ad ospitare il Terzo Reich. Si vede che Gnassi aveva altro da fare.

Complimenti Sindaco, bella figura.

 

@DadoCardone

Share

Qui, una volta, era tutta campagna… elettorale.

Vi sta piacendo la campagna elettorale più brutta della storia? A ben guardare potevano far di peggio e dunque farci divertire di più, invece si sono limitati a “50 sfumature di  piccineria”. Lo conoscete? E’ un giochino sadomaso dove la parte passiva spetta sempre all’elettore. Già perché tu potrai anche sfoderare il matitone elettorale in tutta la sua Vis democratica, ma poi per il Senato ti trovi a scegliere tra Arlotti, e #seisportiva Franchini (Leggete qui se non conoscete l’ultima Gaffe), dunque quello che gode non sei certo tu.

L’elettorato ne risente e, ovviamente, si assottiglia sempre di più. La cosa triste è che questo  dato nessuno lo vuol guardare. Basta una buona percentuale di ciò che è rimasto, sul fondo del barile elettorale, per intestarsi titoli e responsabilità che tutti hanno già ampiamente dimostrato di non saper portare. Certo il Movimento ancora non ha governato, ma chi è il Movimento? E’ quello dell’attivista Pizzarotti che rimette in carreggiata una stupenda città come Parma o quello che cambia i suoi principi fondanti in corsa pur di comandare? No… perché, nella seconda ipotesi, un PD lo abbiamo già avuto. Grazie.

Non vorrei sembrasse però che si parli sono di PD e Movimento, siamo in par condicio e non è mai stato così facile attenercisi. Il Centro Destra nella sua perenne commistione con il Partito Democristiano (o era Democratico?) si dichiara indisponibile a nuovi Patti del Nazareno; Il che, considerando la negazione dello stesso fino a pochi mesi fa, sembra un bel passo in avanti… quasi da firmarci un patto con gli italiani. Nel frattempo si lasciano i resti del precedente pasto in una bella doggy bag, possono sempre tornare utili, non è che puoi fare la spesa anche domenica sera.

Di questi resti a Rimini abbiamo una bella rappresentanza. Il partito Petaloso di Mandame Lorenzin Curie, la donna che sussurrava (ubriaca) ai delfini, sfodera da queste parti Sergio Pizzolante e il fido Sancho Panza , altrimenti noto come Mario Erbetta. Sancho non ha idea di cosa stia facendo, ma sa che, se gli va bene, può star a guardare “il capo” che si tromba Dulcinea per altri 5 anni a stipendio pieno.

 I loro claim elettorali sono esilaranti . Pizzolante propone l’hashtag #FidatidiSergio, un escutatio non petita che dice molto già da sola, il secondo  ne propone addirittura due: #iostoconMario, come fosse la vittima di qualche discriminazione, e #LErbettaPensieroinParlamento (sì, scritto male come lo leggete).  E’ così che lui chiama i suoi deliri, “Erbetta pensiero”… che assomigliano molto ai pensieri che ti vengono dopo aver fumato proprio l’erbetta. A loro favore bisogna però dire delle cose. Pizzolante riesce a stare serio mentre, a fianco di Gnassi, lo sente dire che ha fatto ribalzare l’ottocento contro il quattrocento (o qualcosa del genere), probabilmente è ben allenato. Ve lo ricordate quando riusciva a stare serio ascoltando Lupi che parlava del salvataggio dell’aeroporto? Erbetta invece… no, su Erbetta non mi viene niente a favore manco per scherzo.

Su questi personaggi ci sarebbe da scrivere molto di più, ma non vorrei rubare qualche riga alla NewEntry di queste elezioni. No, non sto parlando di Ylenja Lucaselli, la Piddina pugliese, residente a Roma, che ha rubato il posto nelle liste di Fratelli d’Italia a Gioenzo Renzi (ma quanto si sentirà premiato?). Non parlo neanche di +Europa, sebbene con lo slogan “il 4 marzo non startene buono #StaiBonino abbiano raggiunto il giusto livello di trash preteso da questa campagna elettorale.

La New entry  è Forza Nuova. Il partito talmente patriottico che a livello nazionale si fa guidare da un ex latitante, sfuggito alla Giustizia Italiana per quasi vent’anni e a livello locale da un tizio che ha dovuto patteggiare in fretta e furia, altrimenti non poteva partecipare alle elezioni. Va detto, per dovere di cronaca, che il tizio in questione, il quale tiene molto a definirsi “fascista in camicia bianca”, nel 2007 è stato fermato durante un tentato assalto incendiario al Centro Sociale Paz. Tentativo che gli è valso un’accusa di terrorismo, caduta in cassazione, e una pena superiore ai due anni di carcere.

Ecco qui. Questo è il listino, peraltro incompleto, dell’Horror Show elettorale 2018. Mancano i leghisti, ma cosa vuoi dire di gente che si affida ad una fakenews antropomorfizzata? Potete scegliere tra il vecchio malamente tenuto o il nuovo pessimamente ispirato. Se non vi bastasse vi sono incroci abominevoli ottenuti in vitro parlamentare e psicopatie che, invece, si riproducono per partenogenesi, poichè non hanno bisogno di essere fecondate da alcuna idea. Buon voto.

P.S.

Se qualcuno si sentisse dimenticato da questo articolo… mi ringrazierà poi. Con calma.

 

@DadoCardone

Share

Quando Rimini esporta il suo disagio.

Finora c’eravamo quasi salvati. L’unico che usciva un po’ dalle pagine della cronaca locale era l’Augusto Gnassi che, con le sue speculazioni pop provincialotte, ci ha fatto diventare la vacanza dei Polacchi, donandoci quel genere d’internazionalità di cui potevamo fare volentieri a meno.

Rimini, però, si sa, è terra di talenti e in questi giorni ci ha pensato la locale filiale di Forza Nuova a farci fare una figura meschina oltre il nostro campanile. Pare siano andati a farsi arrestare fino a Macerata, o perlomeno il loro capobastone locale, Mirco Ottaviani, ex candidato sindaco, novello candidato al Parlamento, ci è riuscito sicuramente.

I fatti di Macerata ormai si conoscono in ogni dettaglio. La povera Pamela, tossicodipendente, è fuggita dalla comunità dove era in ricovero. Sulla sua strada ha trovato diversi mostri. Il primo un italiano che, trovandola sola e senza soldi, ha pensato bene di darle 50 euro in cambio di una prestazione sessuale, per poi lasciarla al suo destino. L’aspettava la morte per overdose e un pusher nigeriano che, volendo  togliersi il problema di quel corpo senza vita, lo ha fatto a pezzi. Mostri. Tutti.

A seguito di questi fatti, Luca Traini, Leghista, Fascista, sociopatico, con un tatuaggio di Terza Posizione sulla fronte, si è legato un tricolore al collo ed ha sparato a qualsiasi persona di colore trovasse sul suo cammino. Questo ha generato, a quanto pare fieramente, il primo vero atto di terrorismo politico sul territorio italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Di seguito abbiamo avuto modo constatare che, sotto elezioni, anche uno psicopatico è degno di solidarietà. La Destra (ma anche molta Sinistra) nicchia, la Lega trova giustificazioni all’atto, l’ultra Destra va personalmente a portare il suo appoggio. Così Roberto Fiore, altro bel personaggio sfuggito alla giustizia italiana grazie ad una lunga latitanza e alla prescrizione, porta i suoi fedeli , una 40ina di forzanovisti, a cercare di farsi manganellare in piazza. Il martire “patriota” ha sempre il suo appeal e in tempo di elezioni non si butta via nulla.

C’è un video dei fatti, pubblicato da Picchio News, che ognuno può interpretare come crede, per cui lo allego qui (video). Io c’ho visto Forze dell’Ordine che mantengono una posizione per impedire ai militanti un percorso che gli era stato espressamente vietato, onde evitare scontri. Le provocazioni di Ottaviani e compagni, (“manganellate, dai! Fatelo!”) non sono state sufficienti per far perdere il controllo agli agenti, che però hanno portato tutti in Questura.

Da qui in poi, sulle pagine degli camerati riminesi, parte un racconto che in confronto la Shoah è una scampagnata (leggasi in tono sarcastico). Dai post Roberto Lo Giudice, segretario riminese, leggiamo (e mi raccomando di farlo in raccolto dolore):

“Devo chiedere scusa…..Si perché anche se non sono assolutamente una persona che normalmente ha paura ieri mi sono trovato per la prima volta in una situazione di pericolo che non sapevo come affrontare. Ed ho capito ! Ho capito che quando sei chiuso in un landrone [ probabilmente un androne N.D.R.] di una scala senza telecamere con tre celerini in cima ,cinque sotto, ed uno di loro di 100 kg vestito da antisommossa con manganello inizia a picchiarti a calci e pugni , calciandoti anche nello sterno , hai due possibilità solamente: reagisci (come il mio istinto da 40 anni mi dice di fare )ma poi ti arriveranno addosso anche gli altri con conseguenze facilmente prevedibili, oppure ti chiudi a riccio e speriamo che allo sbirro passi “la botta ” scatenata dal tuo commento “siete traditori del popolo”!!.Già; lui si è imbestialito per questo ! E ripeteva mentre menava in maniera convulsa “io non sono un traditore, merda. ..”. Ed aveva ragione in fondo….Perché lui è un servitore dello Stato non del popolo e quella sera il suo sporco lavoro lo aveva fatto !! Non aveva tradito lo Stato: ha picchiato dall inizio alla fine come il Questore (rappresentante dello Stato ) aveva chiesto davanti a tutti in piazza.

Devo quindi chiedere umilmente scusa per tutte le volte che ho avuto dei dubbi oppure ho detto “mah….. forse…” ai vari Cucchi, Aldrovandi, Sandri,Giuseppe Uva o Stefano Consiglio e tanti altri uccisi per mano del servitore dello STATO non del Popolo. Già , loro purtroppo quel dubbio probabilmente di come agire l’hanno avuto e sono stati molto molto più sfortunati di me e dei miei militanti. A tutti loro chiedo scusa ; da oggi non avrò più nessun dubbio di come funziona con i servitori dello STATO.”

Comprendete? Ha capito! Poi non ci mostra nessuna foto di questo pestaggio, né nessun segno di ciò che l’ha fatto sentire tanto vicino a Cucchi e ad Aldrovandi. Non dubitate però, lo trova facilmente un camerata che lo riempie di botte per evitare una denuncia per diffamazione. Altrimenti potrebbe usare la catena che già in altra occasione ha esibito con scarsa destrezza.

Non ho molte parole per questa vicenda, se non la considerazione che Rimini coltiva disagio e che è arrivata anche ad esportarlo a piene mani. Le persone protagoniste di quest’ ultima vicenda non sono nuove ad atti che le pongono sotto pregiudizio legale, eppure qui a Rimini sono liberi di fare ronde notturne non autorizzate, con tanto di foto reportage. Forse è ora che questa Comunità cominci a ripensare seriamente a se stessa e alle sue priorità.

P.S.

“Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.” [Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956]

 

@DadoCardone

Share

Rimini e la questione del Fascismo.

La questione del Fascismo in Italia, ma anche in Europa con diverse declinazioni, è tutt’altro che risolta. In molti sottovalutano l’evenienza, forse pensando al volto più evidente di questa iattura, il regime. Purtroppo però quello è il passo finale, è come pensare che l’infarto si manifesti direttamente con un dolore al cuore, mentre in realtà ci sono dei sintomi che lo preannunciano, come la mancanza di fiato, la nausea, lo stordimento etc.

Il Fascismo è un sentimento strisciante che, in una società normale, s’insinua nelle menti particolarmente predisposte d’individui già affetti da diversi problemi psichici, quali razzismo, sessismo, omofobia, xenofobia, islamofobia, antisemitismo e altre amenità. Usualmente persone così non si fanno troppa pubblicità e rimangono confinati alle sparate da bar o alle contese adolescenziali, dove giocare a fare il fascista è quasi lo stesso che giocare a guardie e ladri. Poi l’adolescenza passa e in genere si capisce di aver stronzeggiato un po’ troppo. Succede però che in determinati periodi storici, in cui i problemi socio economici rompono gli argini, un discreto numero di persone, confuse e spaventate, possano dar credito alle affermazioni dei succitati personaggi dalla psiche compromessa. Ecco dunque che la famosa Casalinga di Voghera può pensare che il marito sia senza lavoro a causa di uno straniero, senza considerare che quello straniero, magari, paga materialmente  la pensione di reversibilità della nonna, con la quale mangia tutta la famiglia.

Fatto sta che più persone danno credito alle tesi del fascista convinto, più quello si fa coraggio e, alla fine, esce dall’ombra. V’è anche un altro fattore incubatore ed è la scarsa resistenza di una politica, che ha rinunciato definitivamente ai limiti imposti dall’etica, trovando molto più conveniente sfruttare la paura della gente e tratta in maniera troppo confidenziale recrudescenze di nazionalismo e sciovinismo.

Succede così che i cittadini di Gorino possono offrire il petto al fuoco nemico sulle barricate antistraniero, senza venir presi per l’orecchio da nessun Carabiniere, ma se provi a manifestare per un tuo diritto, tipo un Premier che non ti riempia di cazzate, arrivano manganellate con l’offerta tre per due.  Succede anche che giornali a tiratura nazionale, come “il Giornale”, in chiaro appoggio ad un certo tipo di mentalità, se ne vengano fuori con l’inserto “il libro nero del Comunismo”, come se il Comunismo rappresentasse un qualche tipo di influenza da contrastare. Oggi come oggi se trovi un comunista sincero in Italia e gli fai la foto, te lo pubblicano su National Geographic.

Capita anche, ahinoi, che Roberto Fiore, segretario nazionale di FN, un personaggio con 19 anni di latitanza nel curriculum, scelga Rimini per il rilancio del suo movimento di “cape di provola” (teste rasate n.d.r.). Come mai? Perché un posto dove un “bravo ragazzo” può essere processato e condannato per tentato assalto e tentato incendio a 2 anni  e 5 messi (l’accusa di terrorismo è caduta in cassazione), ma può presentarsi ugualmente come candidato sindaco alle amministrative, è sicuramente da sfruttare.

Oggi veniamo a sapere dalla cronaca che il “candidato” Ottaviani ne avrebbe fatta un’altra delle sue. Con l’aiuto di un camerata avrebbe mandato all’ospedale un inglese, appartenente alla comunità dei Mutoid, colpevole di accompagnarsi ad una giovane riminese. Per non essere tacciati di essere di parte (anche se orgogliosamente lo siamo) riportiamo anche uno stralcio della versione di Ottaviani. Una sola avvertenza… fate pipì prima di leggere:

“Mentre mi trovavo presso un noto bar di Santarcangelo di Romagna venivo raggiunto da quattro individui da me ben conosciuti per la loro assidua frequentazione di ambienti antagonisti […] Dopo avermi provocato e apostrofato con diversi epiteti poco gratificanti decisi di uscire dal locale per fumarmi una sigaretta ma venivo nuovamente raggiunto dai quattro facinorosi e, dopo un primo breve diverbio, uno di loro tentò invano di spaccarmi una bottiglia in testa salvo poi trovarsi una pronta reazione a mia difesa. Senza infierire su nessuno degli altri presenti allora decisi di allontanarmi per evitare ulteriori problemi.”

Plausibile eh! Sembra ieri che si dichiarava filantropo e vittima di un agguato in via Dario Campana. Quella volta era lì con il preciso intento di provocare, ma incassò una sottintesa solidarietà dalla politica e da qualche testata locale, pronta a condannare il vero pericolo di questa società (leggasi con tono ironico), sapete chi? Ve lo dico, ma… mandate al letto i bambini. Siete pronti? I Centri Sociali! Uh mamma, mi sono sentito in pericolo anche mentre lo scrivevo.

Concludiamo seriamente. Rimini è una medaglia d’oro al valor civile conquistata per i meriti durante la Resistenza. So che questo contrasta con il menefreghismo atavico di cui qualcuno arriva addirittura a vantarsi in questa città, ma un conto è pensare solo a se stessi, un altro è permettere che un sentimento pernicioso si faccia veicolo della confusione delle persone in difficoltà. Oggi il male è che un mezzo teppista si senta così accettato da candidarsi sindaco e che apra una sede con gli amici del Fascio il giorno della marcia su Roma. Domani, invece, te la prende Fiore una residenza a Rimini e dopo i conti sono diversi. L’Antifascismo è una pratica quotidiana… sì, anche nel 2016 lo è.

P.S.

“In Italia a fare la dittatura non è tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?”.

[INDRO MONTANELLI]

dado

@DadoCardone

Share

Ma cosa vuoi che sia, solo un po’ di Fascismo!

Cattura2Alla fine ci siamo arrivati. Per non sconsacrare la libertà d’opinione abbiamo lasciato parlare i Fascisti ed ora loro ringraziano organizzando contro-eventi omofobi, in rifiuto del Rimini Pride, a margine dei quali qualcuno consiglia: “Fosforo bianco per via rettale agli adepti di Satana”… ed è una donna.

Questo non è l’unico commento di una violenza inaudita che si legge a corollario dell’evento Facebook organizzato da Mirco Ottaviani e non è l’unico compilato da una donna, ma colpisce la precisione del riferimento. Il Fosforo Bianco è un’arma letale, vigliacca ed estremamente dolorosa e allora ti vien da pensare… ma questa persona quanto ha fantasticato sul come procurare dolore?

Va da se che chi ha scritto cose del genere non sta bene, al pari di quelli che hanno promesso spari e coltellate, o del tale che inneggia all’AIDS come difensore della “normalità” (come se l’HIV poi fosse una questione solo degli omosessuali). Bisogna assolutamente sottolineare però come l’ignoranza, la frustrazione e l’acredine di una certa fascia di popolazione abbia trovato il suo naturale contenitore nelle forze neo fasciste.

Una volta se lo dicevano tra i denti sparuti anziani al bar, solo fra di loro, “quando c’era lui..”. Ora invece non c’è più vergogna, i nuovi fascisti non si nascondono, anzi, si presentano alle elezioni amministrative. La Storia non ci parla più e sarebbe ora di mettere in fila le responsabilità.

In tutta evidenza l’Antifascismo è formalmente richiamato come valore in molte occasioni, ma appare più maniera, che significato. Commemoriamo, ma non pratichiamo. Una delle prove sta nel fatto che un pregiudicato per reati violenti, l’Ottaviani di cui sopra, possa tranquillamente dichiarare nelle colonne dei giornali locali: “sono un fascista in camicia bianca”, senza che nessuno si faccia disturbare da questo, né corra in procura a depositare un esposto per apologia di fascismo. Deve essere stato il fatto della camicia bianca a confondere.

Gravi indizi di come i nazionalismi si stiano sedimentando in tutta Europa non mancano e Rimini, nonostante sia medaglia d’oro al valor civile, non si sta certo distinguendo per una reazione. E’ vero che alcuni di questi inviti allo sciovinismo si sono addirittura travestiti da carità, vedi le raccolte “Prima gli Italiani”, ma le azioni violente e l’incitamento alla violenza lasciano pochi dubbi. A proposito… sono proprio curioso di vedere quanti di coloro che hanno condannato senza appello i fatti di Via Dario Campana, giornalisti compresi, saranno altrettanto pronti a condannare le minacce, per niente velate, di Forzanovisti e simpatizzanti del fascio.

Ho il timore di conoscere già la risposta. Ho però un’altra domanda che mi sto facendo da diverso tempo: ma Rimini è fascista o è solo superficiale quel tanto che basta da non capire quanto perniciose siano certe ideologie? Certo è che la Rimini votante, consapevole o meno, ha espresso un Consiglio Comunale dove i valori di Sinistra sono stati sacrificati sull’altare delle speculazioni politiche e l’opposizione è interamente composta da persone che se le chiami fasciste… beh nessuno di loro se ne fa certo un cruccio.

Affidiamo ai prossimi giorni la speranza che la Rimini per bene sappia reagire all’aberrazione di simili tendenze. Bisogna capire e riuscir a spiegare che delle minacce così esplicite non sono una cosa accettabile. Non possono essere considerate solo sfogo, o effetto collaterale di grettezza e ignoranza. Prendere di mira in maniera violenta un diverso modo di sentire, concepire e interpretare la proprie esistenza è caratteristica propria delle visioni totalitarie che avocano a loro tutte le prerogative, i diritti e le esistenze delle persone. Nessuno dovrebbe avere mai il potere, né la malata ambizione di stabilire univocamente cos’è la Normalità.  Purtroppo è proprio quest’intenzione che si legge, neanche troppo tra le righe, nell’evento Facebook: “Vogliono far divenire la normalità motivo di vergogna, e la perversione motivo di orgoglio” (riferito agli omosessuali). Personalmente ritengo molto più perversa una somministrazione rettale di fosforo bianco, piuttosto che un uomo in monochini, ma forse sono io a non essere normale.

P.S.

“Mi è sempre sembrata un po’ inutile la disapprovazione dell’omosessualità. È come disapprovare la pioggia.” [Francis Maude]

dado

 

@DadoCardone

Share

Un consiglio senza Sinistra.

beatrice lorenzin - patto civico per gnassi - pizzolante-2Più di una persona (due) mi ha intimato di scrivere al più presto un pezzo Citizen sui risultati elettorali di Rimini. Visto che senza i miei due lettori non potrei sopportare la carriera di corsivista amatoriale (vita dura), ho deciso di comporre un articoletto, nonostante il mio coinvolgimento politico-emotivo. Tra l’altro non essendo un giornalista licenziato, né un pubblicista accreditato, me lo posso permettere.

Parto da lontano, da Bologna precisamente. Se a Rimini non si è presentato il Movimento 5 Stelle molti dei ringraziamenti di  Andrea Gnassi dovrebbero essere recapitati a Massimo Bugani che, tramite la sua agente locale, Carla Franchini, ha potuto creare lo sconquasso. Quel minimo di conflitto, quel tanto che basta, per poter anonimamente sostenere che “dove ci sono conflitti non si presenta nessuno”, a meno che non si parli di Bologna ovviamente. Certo che l’uomo cui nessuno può fare ombra, ma che non arriva manco al ballottaggio, è stato enormemente facilitato da alcune incrinature già presenti sul territorio quali: il megafono dell’ex moglie di Grillo, caricata a molla dai suoi complessi d’inferiorità, un assortimento di mignatte vanitose e un gruppo che “stiamo buoni, se no s’incazzano”.

Comunque sia, questo risultato elettorale è figlio dell’assenza del Movimento, dato penso incontestabile. Il problema è che la proditoria eliminazione dell’Yin ha fatto ribaltare lo Yang e, attualmente, il Consiglio Comunale di Rimini si appresta ad essere occupato da un coacervo di entità neoliberiste che mette i brividi e per cui l’unica forma di partecipazione è quella agli utili. Welfare State addio.

La Maggioranza è tenuta in piedi dalla lista di Pizzolante, Patto Civico e Città Metropolitana per Gnassi, che ha piazzato 5 seggi, tra cui non c’è il fido Vincenzo Gallo, il più parziale Presidente del Consiglio Comunale di sempre. Vale a dire che le politiche di Sinistra, se mai fossero destinate ad esserci, dovranno passare per il setaccio dell’Onorevole, per non parlare poi degli Assessori che gli sono dovuti secondo le più classica applicazione del Manuale Cencelli.

La Minoranza invece è completamente privata di qualsiasi espressione non dico di sinistra,  ma manco di centro. Riconfermati: Nicola Marcello (recordman con 1237 preferenze), Gennaro Mauro  e Gioenzo Renzi. Riconfermato anche Luigi Camporesi che dopo aver mollato gli amici (?), insultato il mondo, millantato primati nel Movimento, costruito liste poi accorpate perché vuote, infiltrato liste di disturbo, minacciato denunce, è tornato (come avevo predetto qualche pezzo fa) esattamente dove era partito. Con il vantaggio di non avere più la Franka tra le scatole, ma con lo svantaggio di non avere più Tamburini a coprirgli le spalle. Grosso problema…. Perché il secondo era l’unico a possedere una cultura politica tra i tre e praticare la politica solo per rancore non è mai auspicabile.

Tutto nuovo invece il comparto Pecci, il quale, secondo me, è passato in chiesa ad accendere un cero a San Pinocchio per non essere costretto a dimostrare in che modo si riempie l’Aeroporto Federico Fellini di Milioni (e milioni) di passeggeri in arrivo. Da lui mi aspetto un bel po’ di materiale per raccontare della tragicommedia Consiliare…. Può battere la Franka se s’impegna.

Fuori dal Consiglio in molti, ma non tutti i mali vengono per nuocere, come si suol dire. La prima degli esclusi è la lista Rimini People, che mi asterrò dal commentare in quanto mi troverei in conflitto di interessi, ma che vi invito a seguire nelle sue attività, anche ora che si è fuor di candidatura. Dietro, di poco, la lista dell’Assessore uscente Sara Visintin. Un vero peccato non poter vedere in azione il suo Sindaco della Notte ruolo ideato, pare, da Luca “Tourette” Santarelli (8 voti); come se non bastassero tutti i sindaci che lasciano girare di giorno. Sono anche addolorato di non poter vedere in Consiglio Addolorata, Di Campi, che, con il suo Popolo della Famiglia, ci ha regalato la magia di una piazza gremita da un uomo solo: Mario Adinolfi. Indifferenziabile. Non posso dirmi addolorato invece per il penultimo posto di Ottaviani Prima gli Italiani, anche se non sono riuscito a capire chi caspita è che nel 2016 vota ancora simulacri del fascio, quando sono disponibili così tante alternative scioviniste. Un po’ demodé. Ultima Marina Mascioni con il Fronte Nazionale per l’Italia. Sugli ultimi non s’infierisce.

P.S.

Al Seggio:

Presidente: “ma qui c’è scritto solo Ricci, come facciamo a sapere se è la femmina o il maschio”

Rappresentante di lista Roberto: “è femmina glielo dico io”

Presidente: “ma come fa a dirlo?”

Roberto: ”come faccio? Sono il suo babbo!!”

dado

 

@DadoCardone

Share

Te lo do io il Sindaco.

manifestopalermo-nonleggerlo2Finalmente è finita, non perché non mi sia piaciuta, ma perché da oggi, con il silenzio elettorale, non sentirò più la tempesta di minchiate che da destra a sinistra si è abbattuta sull’incoscienza degli elettori (e di molti candidati consiglieri). Oggi ricomincio a parlare io, dopo essere stato faticosamente in silenzio al fine di non portare via spazio agli elementi di valore che militano nella lista cui appartengo.

Ah, prima che qualcuno cominci a lamentarsi: ovviamente questo è un commento di parte. Io ho una parte e ci tengo che si sappia.

Dicevamo. La pochezza di questa campagna elettorale è stata un valido indicatore di come, quando il cittadino abbassa completamente la guardia nei confronti della politica, questa diventi inesorabilmente priva di qualsiasi competenza e significato.

Guardando le tribune elettorali su Icaro TV, ma non solo, sembra di assistere ad una farsa, quel genere teatrale che narra di fatti verosimili declinati però in grottesco. Un’interpretazione della politica che farebbe anche ridere, se non fosse per il campo cui si vuole applicare… che poi è la vita delle persone.

Non le avete viste? Ve le racconto io. Innanzi tutto i candidati sono tutti convinti di essere eletti. Capisco anche che qualche genio del marketing politico abbia detto loro che la comunicazione assertiva ha la sua importanza, ma da qui a togliere i “se”, ne passa. Parlano tutti di quando saranno sindaci, come fosse solo una questione di tempo, ma il suddetto espertone di comunicazione ha dimenticato di spiegargli che se poi, alla fine, hai bisogno di leggere persino il tuo invito al voto quella falsa sicumera ti si rinfaccia peggio della peperonata alle due di notte.

“Candidato! Perché dovremmo votare la sua lista?”

“Aspetti che controllo”.

Badate bene però che non è solo una questione di etichetta televisiva, è proprio una mancanza politica. Tutti hanno detto (o letto) cosa farebbero se fossero Sindaci, ma a nessuno, tranne che a Mara Marani, è passato per la mente di dichiarare cosa farebbe dovesse toccargli un banchetto di minoranza. Che cultura politica è quella che reputa il ruolo di opposizione indegno di essere considerato? Al di là del potere esecutivo esiste anche un ruolo di garanzia e controllo che va gestito con altrettanto senso del dovere.

Questa ignoranza collettiva poi viene magnificata dal carattere dei singoli partecipanti, a cui ora darò il voto nello stile Citizen.

Andrea Gnassi – Riesce ad essere pessimo anche come vincitore annunciato. Qualsiasi domanda gli fai, risponde: Fogne. Una volta il monodiscorso gnassiano era più articolato. C’erano vision, traiettorie, post-dubaismo (qualsiasi cosa esso sia) e pedalate friburghesi, ora solo fogne. Il motivo forse è che ha esaurito la memoria disponibile, dovendosi ricordare le promesse fatte a tutte le liste di cui si è circondato per paura del Movimento, prima, e di Melucci, poi. Una lista per ogni categoria, chissà che divertimento in approvazione di bilancio e che risate quando Pizzolante presenterà il conto. Esiste una pratica erotica che si chiama Ipossifilia e consiste nello strozzarsi da solo, per togliere ossigeno al  cervello e intensificare l’orgasmo… questa campagna elettorale di Gnassi pare seguire gli stessi principi, forse vuole godersi di più l’orgasmo della vittoria. Nel frattempo l’unica evidenza degli 80 mila euro di spesa elettorale dichiarata è stato un camion vela con gigantografia, parcheggiato inesorabilmente nei pressi di ogni evento che attirasse più di sei persone. Voto: 6 – è diventato il cartonato di se stesso.

Marzio Pecci – Vince ad horem la classifica dello spara minchiate. E’ una cazzata persino che sia leghista, lo testimonia inequivocabilmente il fatto che non riesca ad indossare la felpa Rimini.  Con quella addosso ci ha fatto un video e una comparsata con Salvini, ma poi ha deciso di aver dato abbastanza.. in fondo risiede a Pesaro ed esercita a Riccione, così a nord nella Padania non si era mai spinto. E’ un artista della bomba di stile renziano. Alla sua prima registrazione su Icaro è riuscito a dire che avrebbe portato il traffico del Fellini a 47 milioni di passeggeri, praticamente Fiumicino. Sapete cosa… sentivo la mancanza di qualcuno che dicesse sciocchezze sull’aeroporto. Anche sugli altri argomenti la poca conoscenza dei temi riminesi è imbarazzante. A parole, oltre a trasformare il Fellini in Heatrow, ha anche riqualificato tutte le colonie (tutte), risolto il problema dell’abusivismo, della Sicurezza e delle Mafie in Riviera. Praticamente è Batman, miliardario di giorno e paladino della giustizia di notte. Voto 4 – di superficialità ci basta quella che abbiamo.

Luigi Camporesi – Voleva fare il candidato sindaco del Centro Destra, ma essere un ex grillino che ha abbandonato la nave quando (per combinazione) non gli hanno eletto la moglie in regione non è un bel biglietto da visita. La sua voglia di essere a capo di una coalizione però lo ha portato ad inventarsene una che, a suo dire, è piena di grillini (io ne conto sei) e che si ispira alle pratiche Veronesi di Flavio Tosi. Sanno tutti che se Verona avesse il mare sarebbe una piccola Rimini.  Le cose che colpiscono di più però sono: la sua interpretazione della faccia simpatica ne “i clippini di Camporesi”, manco Jack Nicholson in Shining, e l’odio inverecondo per Gnassi. Pare (e dico pare) che una volta il camion vela di Gnassi abbia incontrato il camion vela di Camporesi ad una rotonda e si siano corsi dietro per un’ora. Chi lo conosce comunque sa bene che l’odio non è solo verso il Sindaco uscente, ma verso chiunque lo ostacoli anche solo nella sua immaginazione. Gli altri avranno modo di accorgersene. Per ottenere un risultato degno di nota gli servono i voti del defunto Movimento e per questo usa Marco Fonti, consigliere uscente del M5s. La campagna di Fonti si basa sul fatto che ha un cane (perché alle Comunarie il video con il cane era stato il più visto), passa ore in mezzo al mare (perché è un uomo che si sacrifica?) ed è portatore dei veri principi del Movimento (perché ne ha copiato il simbolo). Riusciranno i due a incanalare i voti dei grillini confusi, a surclassare Marzio er Bomba Pecci ed arrivare al ballottaggio? Non lo so, ma, nel caso, poi ricordatemi di raccontarvi la storia della cassa. Voto 3 – L’empatia è l’unica cosa che non si può simulare.

Sara Visintin – è ancora convinta di essere un Assessore e come tale parla quel linguaggio fatto di parole che significano poco, ma ti fanno perdere tempo e a volte i sensi. Ha avuto il coraggio di intestarsi le battaglie per cui ha fatto il parafanghi di Gnassi. Acqua, teleriscaldamento, rifiuti. Ah! Naturalmente le fogne sono merito suo. Tutte cose che spiega nelle occasioni tv tramite parole come Efficientamento, termine veramente pop. Voto: dovrei dare un voto, ma le devo il favore da quando facevo parte del comitato per il teleriscaldamento, dunque prima dovrò valutare, ponderare, efficientare e aprire un tavolo tecnico.

Mascioni CampiOttaviani: Sono costretto a metterli insieme, non perché il pezzo si stia facendo lungo, ma perché non saprei come valutarne la prestazione. Hanno avuto bisogno di molti appunti per esprimere le loro posizioni e, sinceramente, mi meraviglio di Marina Mascioni che pratica la politica da diverso tempo. E’ stata comunque meglio degli altri due che sembrava recitassero la poesiola: “maestra … la prima volta che la dico posso leggerla?”. Per le prossime che ne dite se facciamo un bel torneo ad eliminazioni? Ci risparmieremmo almeno 15  giorni di sciovinismo alla Ottaviani con tanto di croce celtica in bellavista. Voto N.C. – al confronto persino le trasmissioni del Consorzio Nettuno sembravano Fast and  furious.

P.S.

Manca Mara. Non sarei obbiettivo. Votatela.

dado

 

@DadoCardone

Share

Gangs of Rimini

⇒Come ti porto Via Dario Campana negli anni ‘70

 

Pezzo difficile questo. Lo devo assolutamente scrivere perché l’informazione online ha già dato prova di essere “leggermente” sbilanciata, visto che ci sono di mezzo i Madibers, figuriamoci quando esce la carta. Necessita però di due premesse. La prima è che chi vi scrive ripudia ogni atto di violenza fisica. La seconda è che una provocazione cosciente è anch’esso un atto di violenza. Bene. Ora possiamo proseguire con la ricostruzione dei fatti.

Nella mattinata del 26 marzo militanti di Forza Nuova, sotto la sigla Solidarietà Nazionale, si sono organizzati per raccogliere derrate alimentari fuori dal Conad di Via Dario Campana, sotto lo slogan “Prima gli Italiani”. Cosa c’è di male?  In generale niente. Solo che a neanche 400 metri ci sono le due strutture affidate ai ragazzi di Casa Madiba, che applicano la loro azione in un welfare di segno opposto, senza distinzioni.

I problemi sono scaturiti proprio da questa vicinanza, sembra infatti  che alcuni ragazzi di nazionalità diversa da quella italiana, nel quartiere per affidarsi ai servizi di sportello sanitario  di Casa Don Gallo, siano stati insultati e siano andati a riferirlo. I Madibers, che in quel momento stavano pulendo uno spazio di Casa Madiba usato per una manifestazione la sera prima, già che avevano in mano scope, secchi e stracci, hanno pensato di andare a manifestare il loro dissenso lavando il marciapiede occupato da Forza Nuova.

421831301_90579Chiaro che, da qui in poi, è abbastanza inutile attribuire diritti d’autore alla prima mossa. Fatto sta che FN, tanto non si aspettava succedesse qualcosa, era già pronta a rispondere con catene e ammennicoli vari. (come si può vedere nella foto).  Poi Polizia e Carabinieri hanno messo tutti in stato di fermo, sciolto già in serata. Attraverso il web hanno cominciato a girare foto e video di due prodi Forzanovisti sorridenti e ostentanti i segni della battaglia. Tra l’altro sembra che la ferita più scenografica e sanguinolenta sia stata in realtà autoprodotta dal proprietario della catena nel tentativo di guadagnarsi il titolo di Bruce Lee de noialtri. Direi che, se è così, l’ha vinto.

Questi i fatti, poi ci sono le considerazioni e le inevitabili domande. Situazione premeditata, agevolata, o semplicemente frutto di leggerezza?

La storia tra Forza Nuova e i Madibers, nelle loro varie declinazioni, non è certo di primo pelo. In particolare è utile ricordare il tentato assalto e il tentato incendio ai danni del Laboratorio Paz nel 2007, con la conseguenza di un processo per il quale Mirco Ottaviani, uno dei 4 “filantropi” coinvolti nella rissa di ieri, ha totalizzato in appello una pena di 2 anni e cinque mesi. Si fa veramente fatica a considerare il Conad di via Dario Campana una scelta casuale, alcune piazze vengono negate per situazioni che producono molta meno tensione. A proposito, ieri non si è visto il presidio dell’onnipresente Digos, almeno prima che si degenerasse.

Le considerazioni però non riguardano solo la sottostima di una situazione potenzialmente pericolosa. C’è da sottolineare anche la reazione dell’Amministrazione, molto pilatesca. Una condanna generica della violenza, che avrebbe un suo senso, non fosse per i precedenti. Non si è visto ne sentito, infatti, Gnassi, noto come il Quarto Martire, che si lancia personalmente all’arma bianca ogni volta che vede una bandiera di Forza Nuova nei pressi di Palazzo Garampi e che chiama in causa niente popò di meno che il Governo se vede un souvenir fascista in una bancarella … non vi dico le dirette con Mentana che vorrebbe ogni volta che gli attaccano un volantino sulle porte del Comune. Vien da pensare che questa generica condanna della violenza, in vista della scadenza dei termini per Casa Don Gallo, faccia un po’ comodo. Magari mi sbaglio, non tarderemo a saperlo.

Termino queste poche righe con un invito ai Madibers. Non raccogliete le provocazioni. Nella Rimini di oggi voi avete un ruolo importantissimo. Con le vostre azioni di solidarietà e mutuo soccorso contribuite ad alleviare un peso sociale, che non può essere più gestito con la canonica redistribuzione dei fondi welfare. Le 40 persone che grazie a voi hanno un tetto e le altre 40 in attesa ne sono la dimostrazione. Questo è un successo che avete ottenuto rompendo gli schemi, ma è anche una grossa responsabilità da difendere sciogliendo altrettanti luoghi comuni, che vi dipingono come non siete.

P.S.

Via Caduti di Nassiriya, 20 –   Viale Amerigo Vespucci, 131 – Via Pintor, 7, –  Via Alessandro Serpieri, 12 – Via Euterpe, 3 – Via Castelfidardo, 15 – Viale Tiberio, 32, –  Via della Fiera, 2 – Via Libero Missirini – Via Marecchiese, 262 – Via Ennio Coletti, 57 – Via Caduti di Marzabotto, 130.

Questi sono dodici indirizzi di Conad alternativi. Poi ci sono Le Coop, i Lidl etc. Per beccare l’unico Conad in 135,71 km² dove poteva succedere qualcosa bisogna essere bravi, per sapere addirittura che sarebbe stata utile una catena bisogna essere dei paragnosta.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share