Quando anche a Conte scende la catena.

Durante la più grande crisi mondiale dal Dopoguerra ad oggi, è permessa una sculacciata a reti unificate?

Noi italiani siamo un popolo straordinario. Sì, abbiamo l’arte, il cibo, il paesaggio, eccetera, ma tutto questo è nulla confronto alla nostra capacità di recitare per la nostra personalissima causa. E’ una riflessione inevitabile leggendo questa mattina le reazioni alle dichiarazioni di Giuseppe Conte. Avete presente, no? Parafrasando: Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul MES mentono e lo fanno a discapito del loro Paese.

Ebbene a questa dichiarazione, che tra parentesi risponde al vero, reagisce l’alzata di scudi di una certa parte che, badate bene, non è propriamente identificabile solo con una fazione politica. Un numero discreto d’intervenuti, tra politici, opinionisti, influencer (wanna be), giornalisti, direttori di redazioni e postatori compulsivi, controbattono stigmatizzando l’uso personale che Conte ha fatto delle reti unificate.

Dell’uso personale parlo tra qualche riga. Prima vorrei sottolineare quanto mi stupisce l’innata capacità interpretativa di alcuni, che ritengono appropriato l’uso propagandistico della chiusura dei porti di un Ministro dell’Interno in carica, ma insostenibile l’avvertimento diretto di un Presidente del Consiglio, che sta affrontando la più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Poco istituzionale, dicono, quando lui stesso aveva richiamato al rispetto di quel valore. Vero. Però poi c’è un limite che certo non ha deciso lui si sorpassasse. Mi riferisco allo stillicidio di dichiarazioni contro la gestione Conte. L’azione sistematica secondo cui da una parte si richiama alla responsabilità di un’azione congiunta tra maggioranza e opposizione, dall’altra si tirano palate di letame ad ogni piè sospinto.

Il motivo è più che ovvio, saremmo ingenui a non considerarlo. I soliti sondaggi riportano il gradimento verso l’azione di Conte e l’affossamento delle speranze governative del Centro Destra che, fino ad un giorno prima del Paziente Uno, stava già pensando a che tipo di acqua minerale servire durante il suo imminente primo Consiglio dei Ministri.

E’ il gioco delle parti, si sa. Però esistono momenti in cui questo gioco non si fa. Il momento in cui la capacità di sopravvivenza di un Paese non può e non deve essere affidata agli interessi di parte, perché in ballo c’è troppo. E qui riprendo il concetto dell’uso pro domo sua che Conte avrebbe fatto nella comunicazione di ieri. Non era un uso personale, perché in quella comunicazione rappresentava anche me. Siamo solo in due a pensare che Salvini e Meloni stiano giocando a fare le capriole in una vetreria? Non penso.

A parte le prese di distanza di politici, tifosi, direttori di House Organ travestiti da libera informazione e del solito Matteo Renzi (per carità lui la polemica non la può sentire nemmeno nominare!), non ho capito la dichiarazione di Enrico Mentana. Il direttore del TG la 7, che peraltro stimo, dice :”Se avessimo saputo quello che stava per dire Conte non avremmo mandato in onda quella parte di conferenza.”. E perché? Chicco! E il mio diritto di essere informato? Conte ha detto che Salvini e Meloni mentono. E’ una notizia e io la voglio conoscere. M’interessa molto più questo di Salvini col rosario in mano e quello me lo hai fatto vedere senza troppe remore.

La dichiarazione di Conte di ieri la trovo perfettamente lecita considerando il peso della responsabilità che sta accumulando su di sé e, di contro, il gioco sporco e irresponsabile praticato dagli oppositori. Il Presidente del Consiglio, alla fine di tutto questo, non avrà a disposizione l’Handicap come un giocatore di golf inesperto. A lui saranno addossati morti e perdite economiche, anzi già adesso stiamo qui a dire “In Germania sono più bravi”. A fronte di una responsabilità che nessuno ha mai avuto, penso si possa concedere uno strappo all’etichetta, soprattutto se funzionale ad un chiarimento. Anche perché le cose se non le dici ad alta voce stentano a essere registrate. E poi… scarso rispetto per il ruolo istituzionale. Fossi stato io al suo posto avreste sentito il primo Presidente del Consiglio bestemmiare a reti unificate.

P.S.

Ma ci pensate in una crisi come questa avere Salvini al posto di Conte? Mentre scrivevo questa frase sono svenuto due volte.

@DadoCardone

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Gangs of PD

La politica è la questione esistenziale per eccellenza. Per riuscire a trovare una dimensione nell’odierno caos di chi la pratica bisogna votarsi ad una specie di violentissimo Darwinismo Sociale, dove anche il più forte, se non cambia, muore. Non nascono più gli Andreotti o i Berlusconi, capaci di durare generazioni e, in qualche modo, sopravvivere alla genesi del loro stesso mito. Oggi ci sono i Renzi e i Salvini, fissati nella loro misera epica, tra l’altro fatta solo di bugie e poco più. Uno come il Bomba ha la data di scadenza, 1000 giorni, si legge dietro la cravatta lucida da Man in Black (giusto per dire che non si sa nemmeno istituzionalmente abbigliare).

Questi leader del nulla però non sono solo un danno per se stessi, anzi… quando hanno finito di atteggiarsi a miles gloriosus un posticino in Senato non glielo nega nessuno. Ci sono persone però che passano l’esistenza a difendere le decisioni dei loro “Presidenti”, ma  finché sono solo esclusivamente della razza votante, nessuno chiede loro il conto, se non al bar. Il dramma vero è quando le persone sono braccia e gambe del loro partito, o magari lo rappresentano pubblicamente. In certi ruoli si finisce per sostenere tanti e tali interessi  che, una volta tolto l’ossigeno, si deve continuare a respirare qualsiasi cosa venga fornita. Anche se puzza.

A Rimini, a seguito della recente debacle elettorale del PD, si sta assistendo all’imbarazzante assenza di una (sincera) autocritica interna. Più che altro sui giornali finiscono le scorie delle frizioni tra opposti schieramenti dello stesso Partito Democratico, che non sanno tanto di “te l’avevo detto.”, quanto di “adesso fatti da parte”. Le fazioni sono fondamentalmente due. Una fronda gnassiana, sostenitrice del dopato “Modello Rimini” ed un’altra, di cui l’eminenza grigia sembra essere Maurizio Melucci.

La Gang di Gnassi è arroccata nella posizione per cui è inevitabile riconoscere che il PD ha un problema, ma l’annotazione deve essere solo formale, in quanto nessuno si deve permettere di mettere le mani sul meccanismo che regge il Modello Rimini, anche se prevede l’alleanza con il petaloso Sergio Pizzolante. Non è una questione meramente politica, si parla di enormi movimenti di denari pubblici. Uno dei componenti della Gang di Gnassi è Stefano Giannini, Sindaco di Misano e Segretario Provinciale del PD, che incidentalmente è anche il  Componente di Rimini del Consiglio d’Ambito per Atersir, l’Agenzia che regola i costi del servizio idrico integrato. Per essere chiari: senza passare da quest’agenzia non si poteva privatizzare l’acqua, né aumentare le bollette di tutta la provincia, dei prossimi dieci anni (almeno), per riuscire pagare le famose fogne riminesi, fiore all’occhiello di questa amministrazione.

I denari pubblici movimentati però non dipendono solo da questo meccanismo. Molti soldi arrivano anche dai finanziamenti Europei Por Fesr 2014-2020 e sono quelli che permettono, con il beneplacito  della Sovrintendenza, belle imprese come lo sfondamento delle Mura Malatestiane e la trasformazione di Piazza Malatesta in un’opera Ikea. Per questi finanziamenti è garante la Regione Emilia Romagna, sono dunque importanti figure come Stefano Bonaccini e i gemelli del Comunicato Pruccoli & Rossi.

Le partite, ovviamente, non sono finite qui. Ci sono da mettere in conto anche l’autocrazia di Gloria Lisi sul Welfare e la dittatura dello stesso Gnassi sull’argomento Eventi & Co. Una nota a margine, che magari approfondiremo meglio in un secondo momento. Quest’estate la spiaggia libera sarà occupata dall’evento Beach Arena. Alcune modalità appaiono in contrasto con i regolamenti vigenti, come l’occupazione della spiaggia per quasi sessanta giorni, invece che i 30 stabiliti dalla delibera regionale 226/2003. La cosa che dà più nell’occhio però è un bando che assegna un evento del genere per due anni e che, materialmente, si apre e chiude in 15gg. Chi avrà mai il tempo? Sarò malizioso, sarò sensitivo… ma secondo me la gara la vince Paesani, uno sempre pronto.

La Gang avversaria sembra ricoprire un ruolo minoritario nel PD riminese, ma seguendo la Melucci’s Way, ha i suoi alfieri piazzati in modo da dar stilettate nei momenti cruciali. Proprio in questi giorni il miracolo Petitti, colei che cambia più ruoli istituzionali che scarpe, ha “osato” criticare il “Modello Rimini”, aprendo ufficialmente le danze. Lo fa tirando in causa l’opzione Pizzolante, scelta che dalle parti di Gnassi vorrebbero passasse sotto silenzio.

“Dov’è finito il modello Rimini, sbandierato fino alla sera del marzo per giustificare una candidatura sulla quale parte del PD aveva espresso forti dubbi?”

Giannini, nonché Pruccoli & Rossi, si scagliano contro l’Assessore Regionale Petitti, accusandola sostanzialmente di irresponsabilità. Succede tuttavia che Yuri Magrini, segretario provinciale uscente con polemica, Vanni Lazzari, segretario comunale, alcuni sindaci della Valconca e scontenti vari dei Circoli PD, appoggiano apertamente Emma Petitti nella critica. E Melucci? Lupus in Fabula interviene sempre alla fine, invitando all’unità, ma continuando a disporre pezzi sullo scacchiere.

Ancora una volta la realtà è decisamente esclusa dall’etichetta di partito, ma in politica, si sa,  l’autocritica vera è una cattiva medicina per chi comanda. Molto meglio controllare le cadute… o pensare di saperlo fare. Nel frattempo noi cittadini dobbiamo star a guardare il ringalluzzimento della Lega, un partito che a Rimini non raggiunge il 19% né alla Camera ( 18,87% ) né al Senato ( 18,91% ).

P.S.

“L’autocritica è un mezzo di superare se stessi. L’artista che non analizza e non distrugge continuamente la sua tecnica è un poveretto.” [Cesare Pavese]

@DadoCardone

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Circoscrizione di Rimini: Comune per Comune le preferenze assegnate ai Capolista.

Una domanda: ma il voto di protesta è quello di chi vota Movimento e Lega o quello di chi non vota Pizzolante come rappresentante del Centro Sinistra?

E’ ora che qualcuno cominci a farsela questa domanda perché le Urne hanno parlato e, piaccia o non piaccia, sopra la loro verità non si passa. Una coalizione vince, Centro Destra, una perde, Centro Sinistra  e c’è un Partito da solo, il Movimento 5 Stelle, che rappresenta un terzo dei votanti. Questa è lo stato dei fatti.

Certo nessuna delle realtà vincenti può governare, ma questo succede fondamentalmente a causa di una legge elettorale costruita per impedirlo. Forse perché i due grandi perdenti di queste elezioni, Silvio e Matteo detto il Bomba, un po’ sospettavano che qualcosa potesse non andare per il verso giusto.  Che dire poi del modo di perdere? Si dice che la sconfitta, più che la vittoria, definisca il carattere di un leader. Mentre Silvio si complimenta e pensa alla prossima mossa, l’Enfant (senza prodigio) vuol invece portare via la palla per non far giocare più nessuno.

Dal Nazionale al locale, e viceversa, le ragioni di vittorie e sconfitte si ripetono uguali dando indicazioni molto precise, per chi le vuol vedere. Vi sono ragioni di sistema, come le motivazioni dello scarso appeal di Liberi e Uguali. LeU, teoricamente, doveva raccogliere i voti degli scontenti del PD, che continuano ad essere innumerevoli. Quello che ha fatto nella pratica è stato costituire una Bad Company, come si fa nell’alta finanza. Così facendo ha depositato tutti carichi esausti del PD e anche qualche titolo tossico. Pietro Grasso, Vasco Errani, Massimo D’Alema… no dico, D’A-le-ma!! A Rimini è stato riesumato persino Giuseppe Chicchi (PDS, DS,Ulivo, PD).  Il risultato finale è stato quello di far rieleggere tutti i “tentennatori”, gente che dentro il PD votava qualsiasi cosa usando un non meglio definito senso di responsabilità: Grasso, Bersani, Speranza, Fassina. Ancora 5 anni a tentennare.

Ragioni di sistema, tra tante altre, valgono anche per il PD, che non ha saputo liberarsi delle scorie peggiori… anzi le ha messe in lista. Anomalie nella struttura stessa della politica, che il votante PD in alcuni casi ha addirittura votato e non si sa se ormai si tappa neanche più il naso. Come caspita fa uno che si definisce di sinistra a votare Casini?? Non si sa. Fatto sta che a Bologna Casini passa con una notevole percentuale di preferenze e lo stesso vale a Modena per Madame Lorenzin Curie. Permetteteci una riflessione a margine, ma neanche troppo: quelli del Movimento saranno anche fanatici, ma chi si bea delle foto di Casini nella Casa del Popolo ha problemi anche più gravi.

Per le sconfitte e le vittorie vi sono anche ragioni personali che, nel caso del collegio di Rimini, siamo in grado di analizzare nel dettaglio. Abbiamo raccolto per voi le preferenze personali ottenute in ogni comune, per i collegi uninominali di Camera e Senato, di ogni singolo capolista della circoscrizione di Rimini. Pensiamo che ciò possa definire abbastanza fedelmente il peso reale di coloro che sono stati scelti come campioni. Potrebbe essere un suggerimento per la composizione delle prossime liste, ma a leggere le dichiarazioni di oggi, sulla cronaca locale, pare che tutti gli eroi di questa infausta guerra per la poltrona lascino la trincea per ritirarsi in cooperative e simili.

Ci sono alcune evidenze che saltano all’occhio. Ad esempio, per quanto riguarda il Senato, Antonio Barboni, del Centro Destra, non raccoglie che il terzo posto nelle preferenze a lui direttamente assegnate. Arlotti lo passa di 500 voti e a sua volta viene più che doppiato da Carla Franchini (la Franka©). La stessa cosa, grosso modo, succede anche alla Camera, solo che qui il Centro Sinistra è terzo anche nelle preferenze personali. #FidatidiSergio.

LeU conferma il dato anche in questo tipo di analisi, un quarto posto, appena sopra l’inedia dei partiti che non passano la soglia, ma abbastanza in alto da azionare il meccanismo del paracadute proporzionale per i Big.

Detto questo, ci ritiriamo in buon ordine e lasciamo agli avventori del Bar Italia il resto dell’analisi politica, d’altronde quest’anno non potranno fare i Commissari Tecnici della nazionale di calcio.

P.S.

“Se Dio avesse voluto che noi votassimo, ci avrebbe dato dei candidati.”  [Jay Leno]

 

@DadoCardone

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Destinazione Rimini – Come ti faccio sparire un treno.

“L’augurio è quello di non chiudersi mai nel Palazzo, ma stare in mezzo alla gente in questo Paese meraviglioso”. Citando il Bomba.

Rimini, nel corso del tempo, è stata una delle piazze che ha accolto meglio Matteo Renzi. Lo ricordiamo scherzare amabilmente con il Taglianastri in maniche di camicia davanti al Tempio Malatestiano ed ancora tra le sventolanti bandiere PD, sulla terrazza del Nettuno, con addosso gli sguardi sognanti dei peones riminesi. Che dire poi delle sue sortite al castello, mentre parla agli adoranti nella corte, o ancora meglio, mentre si affaccia dalle mura, affiancato dal mento volitivo di Bonaccini e l’elegante Gnassi che gli spiega il dialogo tra la rocca e il teatro.

Ricordi di un tempo passato. Oggi, il suo, è un treno fantasma, che arriva vuoto (con tutto quello che è costato) e parcheggia su di un binario morto, sperando di non essere notato. Marco Croatti, dell’Associazione Grilli Pensanti, si era presentato fiducioso all’appuntamento… lui e un plotone di poliziotti. Forze dell’Ordine che, invece di essere impiegate contro “il degrado del centro”, denunciato dal destro Erbetta tra banchi della strana maggioranza, mentre invoca vigilanza privata come uno di Forza Nuova, sono lì ad osservare un treno vuoto.

Oggi, dunque, anche l’amica Rimini fa paura all’enfant prodige di Rignano, che per mille giorni è stato in cima al mondo, ma poi ha avuto la malaugurata idea di misurare il suo gradimento con un voto vero. Renzi è arrivato o no? Non si sa, ma, come ci fa notare lo stesso Croatti, poco dopo le 21 il Consiglio Comunale risultava cessato per mancanza di numero legale. Molti avevano un altro impegno.

E’ singolare notare come le notizie politiche che vediamo nei telegiornali, tranne alcuni casi, siano interamente riprodotte tramite i comunicati stampa degli interessati, mentre, guardando da vicino, si osservano movimenti che più che di sinistra appaiono… sinistri.

Sicuro è che oggi Renzi sarà a Misano, dove il neo segretario provinciale del Pd, Giannini, gli ha organizzato un atterraggio più sicuro. “L’ipotesi che si presentino dei Leoni da Tastiera”  – dicono – “è tutta da verificare”.  Certo… lo avete nascosto così bene, altro che “stare in mezzo alla gente”. In ogni caso c’è una notizia buona: nell’immaginario Demokrat i “Gufi” sono diventati “Leoni”. Quando rinunceranno al bestiarium per accorgersi che di fronte hanno quello che dovrebbe essere l’oggetto della loro azione politica, sarà sempre troppo tardi.

Se tornassimo a frequentare la realtà questa gente non avrebbe modo di frequentare la politica e le amministrazioni.

P.S.

E finsero felici e contenti. [alberthofmann72,Twitter]

 

@DadoCardone

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Rimini e i suoi successi turistici.

Non c’è che dire. L’Augusto Gnassi è più longevo di qualsiasi prodotto politico partorito dalla sua generazione. E’ caduto persino il Bomba (aka Matteo Renzi) che, a forza di dire “se non ti sta bene quella è la porta”, gli è rimasta solo quella: la porta… che prossimamente attraverserà anche lui.

I ruoli sono diversi, la protervia è la stessa, ma Renzi è sul viale del tramonto, mentre il Taglianastri guizza come un salmone tra le pagine dei quotidiani annunciando finanziamenti, pacchianate che chiama riqualificazioni e stagioni estive da anni ’80, ovviamente merito suo.

Parliamone di questa stagione. La stagione è andata bene? E’ decisamente andata meglio e chi ci lavora sa bene perché.  I motivi sono: l’assenza totale di precipitazioni, una Pasqua particolarmente a ridosso dell’estate e il resto del mondo squalificato dal terrorismo. Da noi attentati non se ne vedono, sempre che non decidiamo di simularne, tirando petardi in piazza, durante le finali di Champions.

L’analisi dei pernottamenti esteri consegnata alla stampa, redatta dal Primo Cittadino (o chi per lui),  è quasi simile, non fosse che aggiunge motivazioni inesistenti e poi tira conclusioni con la solita matematica da Accademia PD. Leggiamola.

“Dando un’occhiata allo ‘storico’, per quanto di difficile se non arbitraria comparazione, l’ultima volta che i pernottamenti esteri superarono la soglia del 30 per cento fu il 1988, l’anno pre mucillagini, quando l’oscillazione si fermò al 34 per cento. […]Una riflessione va fatta sui motivi di questa crescita dell’estero: la buona stagione, i problemi assortiti di molta concorrenza internazionale certamente, ma un ruolo lo hanno avuto la promozione e il dinamismo delle città della riviera di Rimini, con i progetti di riqualificazione in corso che hanno e avranno una forte attrattiva sul pubblico internazionale. Penso ad esempio al lavoro che Rimini sta facendo sui contenitori culturali, uscendo dalla dominanza balneare e impostando già da tempo un lavoro che vede già ‘funzionare’ i contenitori culturali per mostre, eventi, relazioni mentre sono ormai in avanzatissima fase di riqualificazione.”

Vorrei dire grazie al Sindaco per essersi dato dell’arbitrario da solo, non mi veniva l’aggettivo. Direi che l’analisi delle percentuali è possibile farla solo per interi uguali, bisognerebbe cioè avere gli stessi numeri dell’88 per poter mettere in relazione le due crescite, o perlomeno usare lo strumento della proporzione, ma stiamo parlando di una scuola politica che governa la Regione con l’16% dei voti degli aventi diritto e se ne vanta. Più che la strana matematica PD, tuttavia, ci scuote la riflessione sulle motivazioni di tale risultato.

Chi vi scrive vorrebbe tanto capire, ma non per polemica, che tipo di influenza potrebbero aver mai  avuto i lavori di riqualificazione in corso? Immaginiamo il colloquio di due turisti tedeschi che decidono di venire a Rimini per i lavori di “riqualificazione in corso”.

Franz: Che ne dici Helga, quest’anno andiamo a Rimini?

Helga: Non saprei… cosa c’è di bello a Rimini?

Franz: Ma come? Non lo sai?! Tutti sanno che a Rimini ci sono lavori di riqualificazione in corso! Potremmo vedere mura medioevali come appena bombardate da tuo nonno! E poi l’esterno di un teatro che sembra un condominio di cemento,  ancora con tutte le impalcature e le gru… inoltre non ti vorrai mica perdere il castello con le aiuole anticarro! Sembra che aspettino proprio noi…

Helga: E’ vero! Non ci pensavo più, me ne aveva parlato Anna, la mia cugina polacca che ogni anno pernotta a Rimini a 15€ a notte. Dice che c’è un cantiere che arrivi sul lungo mare per vedere l’orizzonte e… non vedi un cazzo! Me lo giuri che è proprio così Franz?

Franz:  Scheiße se è così, non si vede proprio niente!

Helga: Prenotiamo subito meine Liebe.

Secondo voi è così che i tedeschi scelgono di venire a Rimini? Secondo me se esiste un motivo in più, oltre ai tre elencati, è che Rimini per sopravvivere a questa lunga crisi si è trasformata nella capitale del Lowcost. Come lo fai lavorare un albergo per sei mesi se la stagione ne dura tre stiracchiati? Con i gruppi turistici da pochi euro a notte. Questo, se non vi siete fatti una passeggiata sul lungomare quest’estate, è confermato proprio dalle nazionalità dichiarate in crescita: russi e polacchi. Stimiamoci.

Quelli che genericamente e maliziosamente vengono chiamati Russi sono le popolazioni Balcaniche che approfittano dei prezzi bassi di Rimini per vedere Venezia e Firenze. Sì, qualche giorno lo trascorrono anche da noi sdraiandosi a forza di alcol. La New Entry poi, i giovani polacchi, beh.. a loro frega poco di Venezia e Firenze. Bevono per sette giorni vodka schietta, che si sono portati da casa,vengono cacciati dagli alberghi perché non hanno idea di cosa sia un albergo e, se capita (ed è capitato), si accoltellano fra loro.

Rimini non è tutta così ovviamente, ci sono anche i luoghi che frequenta il Sindaco, tipo Marina Centro. Lì di polacchi ne vedi pochi.

P.S.

Una mezza verità è una bugia intera. [Proverbio Yiddish]

 

@DadoCardone

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La gassate di Gnassi.

A me Andrea Gnassi politicamente non è mai piaciuto, ma questo si sa, dunque potete leggere le prossime righe pensando che siano frutto di pregiudizio. In effetti, lo sono. Dopo anni in cui vedi ripetere ad una persona gli stessi atteggiamenti, con una dedizione quasi liturgica, ti rompi le scatole e gli appioppi una bella etichetta… anche perché non si possono buttare via tempo e neuroni per capire d’accapo, ogni volta,  cose così semplici.

Ciò premesso, devo (devo!) commentare l’ultimo intervento dell’immarcescibile Primo Cittadino di Rimini, che si erge a professore di partito, dopo lo sbandamento anche dell’ultimo dei carri su cui era saltato. L’avrete letto. Oggi, a stampa riunita, compresa la testata di Zio Melucci, si è espresso sulla situazione del PD.

Dopo un preambolo, nel quale spiega lo scopo per cui era nato il Partito Democratico, ci da una lezione sulla Società e del perché Roma dovrebbe prendere esempio da Rimini. Già nell’introduzione v’è una commistione storica,ma  non del PD, proprio sua.

“Il PD non è nato per sintetizzare le grandi culture politiche provenienti dal passato. […]il Pd nacque al Lingotto con Veltroni per fare un partito del tutto nuovo per identità politica e nuovi pezzi di società.”

E giustappunto il PD non si è comportato come qualsiasi altro partito del passato e lui stesso non è stato Bersan-Letta –Renziano. Bisogna ammettere però che dopo Renzi ha preso la giusta via e, se non un partito, una Maggioranza inedita l’ha esibita. Mi riferisco a quello strano accrocco per cui ora si ritrova in Consiglio, tra i suoi banchetti, gente di destra che incita alle slot-machine.

Questo non è molto interessante però. La parte bella inizia con la sua descrizione della Società come la intenderebbe la vecchia (!) politica, dove gente  “Findus”,  elemento della “società surgelata”, viene scongelata a piacimento dalle parti. Lui non è di quest’avviso, no. Lui la società surgelata la sublima e la fa diventare “Gassosa.

Qui sorgono automaticamente due domande. La prima è: roba congelata e altra troppo gassata … gli sarà andato storto un aperitivo? La seconda è: come la affronta lui questa società senza punti di riferimento politici?

Il metodo è portare il PD nella modernità con progetti che superino il modello dei 70 anni precedenti. Questo si è chiaramente visto con i nuovi modelli di viabilità, tipo le rotonde, adottate in Italia nel 1989, e il TRC un progetto di vent’anni  fa, che ha dovuto realizzare a tutti i costi. Che dire poi della svolta ecologista? Ricordiamoci che la Giunta Gnassi è, come si autodefinisce, “la Giunta delle Fogne”. Un problema affrontato, quando ormai dal centro città si elevavano geyser di materia fecale, adottando un progetto di Hera e senza considerane altri. Progetto, va detto, che tutta la Provincia pagherà nelle sue bollette dell’acqua per decadi.

Mi si permetta una nota a margine. Se la volontà popolare riguardo al Referendum dell’Acqua Pubblica fosse stata rispettata, come chiedeva lo stesso Gnassi in campagna referendaria, l’operazione di carico sulla bolletta sarebbe stata sicuramente più complicata.

Il Sindaco nelle sue lezioni di modernità inserisce anche la variante cemento: “Il cemento per pochi (inclusi) negava il progetto di una città per tanti (esclusi).”. Lo so.. qui si può rimaner un po’ confusi, ma non pensate ai “tanti” che fanno la fila fuori dalle porte dell’Assessore Frisoni (incidentalmente nipote di Maurizio Melucci) e all’unico Cagnoni che si è visto approvare la variante, di una variante, per riempire di condomini il lotto davanti al Palas. Quella è una piscina, ve l’hanno già spiegato, no? Dovreste pensare invece al rifiuto dei Project sul lungomare. Come dite? Il Parco del Mare? Il giorno che capirete di cosa si tratta.. fatemi un fischio..

Il pezzo dell’intervento di Gnassi che trovo assolutamente il più rassicurante, perché riporta la memoria alle indimenticate ciclabili di Friburgo, è senz’altro quello dove lascia la sua provincia e si fa un bel volo pindarico sul Welfare di altri paesi. Ecco che, magicamente, il condominio in periferia diventa “un condominio solidale di periferia, dove si fa la spesa per persone con bisogni speciali, assistendo anziani e madri sole, dividendo le spese”. E tutto questo senza il minimo timore che gli abitanti disabili del condominio in via della Lama, dispersi in mezzo al nulla, senza il beneficio del trasporto pubblico, possano leggere cotanta visione. Un grande.

D’altronde la vision dell’Augusto Gnassi sul Welfare è bella chiara, giacché cita come lodevole il lavoro di Minniti, che nelle azioni è più a destra di Alfano. A Rimini ce ne eravamo accorti che la sua prospettiva era questa, altrimenti non si spiega  per quale motivo il Vicesindaco lanci allarmi di invasioni migranti, a sua insaputa, nel territorio di pertinenza. Inutile dire quanto queste dichiarazioni siano carburante per allarmi sociali.

La Società, caro Sindaco, non è né liquida, né gassosa, si è pietrificata vedendo trattare la politica come fosse il Cda di una multinazionale e lei in tutto questo ha fatto la sua bella parte con progetti  che, oltre al costo esorbitante, non hanno nulla a che fare con le reali necessità. Quando le rendite avranno finito di fare da paracadute e la Caritas non basterà più, potrà trasformare il suo bel teatro da 25 milioni di euro in uno di quei condomini di cui parla nelle sue visioni.

P.S.

“Io avevo capito solo che la società può essere iper liscia, iper gassosa o gnassarella.” [Moreno Neri]

 

@DadoCardone

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Renzi a Rimini. Ancora tu..? Non dovevamo vederci più.

Sarà sfuggito a pochi e quei pochi saranno sicuramente stati vittime di un meccanismo di negazione, che a Rimini in questi giorni c’è stato Matteo Renzi. L’Ex Premier, ancora segretario del Partito Democratico, riparte da qui, precisamente da un convegno dedicato agli amministratori locali, e non da un congresso del suo partito.

Il Motivo è chiaro. Non c’è bisogno di leggere troppo tra le righe.. anzi è scritto proprio in grande sul palco del convegno: #energialocale. L’ultima volta che Renzi, da Premier, ha raggiunto il massimo del consenso amava farsi chiamare “il Sindaco d’Italia”. In seguito il suo atteggiamento da Miles gloriosus l’ha riportato ancora più indietro, ad un altro periodo della sua popolarità, quando al liceo lo chiamavano “il Bomba”.

Necessario dunque cambiare qualcosina, per non cambiare niente. Smesso lo slim fit, con cravatta lucida da capodanno, si presenta sul palco di Rimini immarchionnato* (beccati il neologismo Accademia) in un pullover. Il cambiamento, che ci crediate o no, è tutto qui. Certo, vi sono lievi spigolature… ad esempio i Renziani hanno scoperto che chiamare gli altri “Gufi” porta male. Soprattutto perché i Gufi sono tanti e votano.

I sondaggi che riguardano l’elettorato propongono continui testa a testa con il Movimento, ma quello su cui può contare effettivamente il Partito Democratico è la sua rete di amministratori. Renzi (o chi per lui) lo sa bene e, nello scisma tra chi governa il Partito e chi governa i territori, appoggia il cappello sulla squadra dei sindaci, lasciando a D’Alema i discorsi da padre nobile. Si tira su le maniche del maglioncino girocollo e fa.. il solito discorso.

La tecnica è consolidata, ma alla lunga noiosa, dunque la presentiamo nello schema classico di Citizen, con tanto di voti.

  • Qui comando io. Si parte con un benevolo dileggio ai padroni di casa, Ricci e Gnassi, giusto per mettere in chiaro chi sta dando una possibilità a chi. Nei momenti di difficoltà è un attimo che i subalterni si segnino i favori. Voto 10: Vedi che servono i soldi spesi per il corso di PNL?
  • Momento serio, quasi minuto di silenzio. Per creare pathos nella platea nulla di meglio che ricordare le vittime. Essendo il pubblico del PD, ancora meglio ricordare Jessica “giovane democratica che credeva nel cambiamento”, morta a Rigopiano. Voto 4: la discriminazione politica tra le vittime non si può sentire.
  • Non lo dico, ma l’ho fatto. E’ il momento in cui dopo aver ammesso le sue colpe per il referendum, decide lui che è acqua passata, talmente passata che non vuole nemmeno elencare le cose buone che ha fatto nei suoi mille giorni. Poi però le elenca. Voto n.c.: il voto sarebbe negativo, ma ad essere incoerente nello stretto giro di una frase ci vuol talento.
  • Mi prendo un po’ in giro. Per essere parte della “Cumpa di quelli simpa”* non basta tirarsi il pullover al gomito, bisogna scendere anche un po’ dal piedistallo. Fanno a d’uopo un po’ di aneddoti su Renzi che fa la spesa. Certo alleggerisce la seduta Demokrat, ma ricorda agli altri le foto (finte) del suo pretestuoso ritorno alla sua vita normale. Voto 5: di comici in politica ne abbiamo abbastanza.
  • Patto di Comunità. Renzi sa, essendo stato sindaco, che le cose più irritanti per qualsiasi Primo Cittadino sono: il Patto di Stabilità e la Spending Review. Cause principali di molti degli impicci con le partecipate pubbliche. E allora l’idea è il Patto di Comunità, costruire una proposta per liberarsi dei vincoli Europei. Come già dimostrato in passato per Matteo basta lo slogan, il resto è mancia. Voto 5 ½ : Vai… vai in Europa a proporre. Basta che non lo fai in inglese.. perfavore.
  • Pregiudicato Spregiudicato. Renzi spiega che il PD (perlomeno il suo) non elenca i problemi, ma pensa a come risolverli. Certo.. poi però per dare addosso a Grillo non fa altro che elencarne proprio i problemi. Il “Pregiudicato spregiudicato” è l’anima onnipresente del pensiero politico di Matteo. E’ evidente che lo considera l’unica cosa di cui doversi preoccupare. In ogni passaggio dell’intervento c’è un piccolo spazio per il Movimento, tanto da dedicargli le ultime parole del suo discorso: “Le prossime elezioni segneranno la sfida tra chi pensa che fare politica significhi cambiare le cose e chi pensa che fare politica sia soltanto gridare la rabbia e denunciare senza un progetto di cambiamento”(A quanto pare la sfida tra Sinceri e Cazzari rimarrà indisputata.). D’Alema, il nemico ufficiale, quello interno, riceve solo un “stanno a Roma, fanno cose..”. Voto: 2. Chi pecora si fa il lupo se lo mangia.
  • Il 40% è roba nostra. Prima della fine un messaggio di fiducia. Tutto quello che serve sapere della sentenza della Consulta è che si vince con il 40% e il PD è abbonato al 40%. Peccato però che esistano due tipi di risultato inerenti a questa percentuale. Quello in cui i Renziani sperano è quello delle Europee e delle Regionali Emiliano Romagnole, che vuol dire prendere il potere con la preferenza media del 10% degli aventi diritto. Ed è esattamente questo che la politica dovrebbe cambiare: lo schifo che suscita nella gente (per essere chiari). Voto 4: Punti di vista.

Questo, a grandi linee, il discorso del redivivo Matteo Renzi. Considerato che ha avuto due mesi pieni, per elaborarlo e provarlo, mi aspettavo qualcosa di meglio. Sto mentendo.. me lo aspettavo esattamente così.

P.S.

Andrea Gnassi, il padrone di casa, ha fatto un discorso di soli 20 minuti. Ha soltanto accennato alle sue vision classiche…. Che qualcuno gli abbia fatto notare che il suo repertorio è un po’ stantio?

*Immarchionnato: essere costretto dentro un capo di abbigliamento nello stile Marchionne

*Cumpa di quelli simpa: compagnia di quelli simpatici

 

@DadoCardone.

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 Grillo e la Giuria Popolare.

[Perchè anche il successo non indica necessariamente che tu sappia cosa stai facendo]

 

Che bisogno c’è? Il Partito Democratico, l’unico ostacolo tra il Movimento 5 Stelle e il governo, sta facendo qualsiasi cosa per suicidarsi. La sola azione che riesce a fare davanti ad una contingenza, fosse anche un rubinetto che perde, è conferire incarichi agli untori e raccontare (raccontandosi) un sacco di balle. Renzi, il messia dei comunicatori, il Frank Underwood della svicolata, l’uomo ch’era riuscito a convincere se stesso di saper parlare inglese, è attualmente nascosto in un angolo buio, sperando che i votanti si disintossichino dall’overdose di nulla che i renziani hanno cercato di somministrare.

Che bisogno c’è di invocare giurie popolari contro l’informazione?

Sì, ci sono problemi con la Raggi da considerare, ma ad oggi, a quanto pare, i romani la rivoterebbero perché non si sono dimenticati di chi se li è mangiati un boccone alla volta. Il problema, semmai, è che Virginia, oltre a trovarsi nel mezzo di una faida, ha dovuto avvalersi delle persone disponibili, quelle con un minimo di conoscenza della materia, senza avere altra possibilità di scelta. Il motivo è chiaro. Nessuno con un nome spendibile, portatore d’innovazione tecnica o culturale che sia, si legherebbe mai ad una realtà di gente che non sa stare a tavola, guidata da un fomentatore di pance. Non so a quante persone, libere dal mal della tifoseria, sia sfuggito che il massimo esperto pentastellato di amministrazioni inguaiate, Federico Pizzarotti, è stato trattato come un miserabile, mobbizzato fino a provocarne il rigetto. Meglio impacchettare il cervello e contrabbandarlo all’estero, piuttosto che giocarselo nell’arena con chi ancora non ha superato la fase anale.

Queste sono le cose che non permettono al Movimento di crescere e creare una propria cultura politica, perlomeno non fondata sulla rivalsa. Mentana, abbandonando il TG5 di Berlusconi, ha fornito prova di essere reattivo alle pressioni del potere ed oggi, giustamente, rivendica la sua professionalità, assieme a quella dello gruppo che dirige. Querela e rimarca il fatto che, in attesa della “giuria popolare”, ve n’è una istituzionale che serve a difendersi anche da certe affermazioni qualunquiste, nonché diffamatorie.

Il giorno dopo “il verbo”, dal sacro Blog, da una pacca sulla spalla al Direttore: “Non se la prenda direttore, è stato fatto per ‘par condicio’ per non far sfigurare troppo i suoi colleghi”. Mentana non procede, non gli serve, ha già dato una lezione di “mestiere” al più quotato comunicatore oggi in circolazione.

Grillo è veramente un comunicatore? Bisognerebbe mettersi d’accordo sul termine. E’ certamente bravo a far ribollire sentimenti intestinali, ma non tanto a controllare gli effetti dell’agitazione messa in campo. Nel caso specifico, ad esempio, alcuni si sono precipitati a spiegare che la “giuria popolare” era una metaforica contrapposizione al comitato antibufale web, proposto proprio in questi giorni. Siamo proprio sicuri che i supposti dieci milioni di votanti 5 stelle l’abbiano capita così? A me sembra, leggendo qua e là le pagine Facebook dei vari Meetup, che sia stata intesa più come l’ora delle purghe grilline. Come diavolo si fa a contare sul buon senso di un insieme di milioni (che siano 2, 4, 8 o 10) di persone? Non lo si fa, non si può fare ed è per questo che bisognerebbe ponderare, se ci si è presi una certa responsabilità. Della “Giuria Popolare” passa il concetto fascista, così come fascista è pensare di poter vagliare ogni post sui social pretendendo una verità ufficiale.

La comunicazione umana è sempre stata così. Che siano Baruffe Chioggiotte o liti su Facebook, la gente dice e riporta cazzate. Non c’è scampo. Aristotele, uno di cui mi fido, soleva dire: la gente preferisce credere che giudicare. In altre parole… date alle persone uno slogan convincente da ripetere e non si preoccuperà d’altro.

Un filtro a tutto ciò, oltre alla consapevolezza personale? Beh filtri dovrebbero essere l’etica e la deontologia di chi pratica il mestiere dell’informazione, ma il problema non è quello che rileva Grillo, ossia le notizie false. Parliamoci chiaro. Un giornalista non ha bisogno di falsificare niente per far danno, perché gli è sufficiente riportare qualcosa e far finta di non vedere altro. Il problema impellente dell’informazione di oggi, invece, è che deve vendere, dunque si fa suggerire, consapevolmente o meno, il taglio di ciò che scrive. Soldi, sesso e sangue.. il resto viene dopo e, nel caso sia noioso, si mette un po’ di pepe con un bel titolo pruriginoso. Tra le cose che vengono dopo, molto dopo, c’è anche la politica, che se non fa scandalo non interessa manco al gatto (altro che partecipazione). Così si riportano pari pari le veline di partito, stando attenti, magari, a non irritare troppo chi fa parte di quel giro.. che garantisce tutta quella pubblicità … che etc. etc. Certo, se poi c’è una parte politica fuori dai salotti giusti, i Direttori si esibiscono anche in lezioni di savoir vivre.

In sintesi: la stampa in Italia non è libera, deve vendere. La soluzione, forse impraticabile, non sono le liste di proscrizione, ma diventare noi dei lettori (o spettatori) più intelligenti e spostare la nostra attenzione dalla polemica all’informazione puntuale. Mentana in questo eccelle, forse perché la sua carriera e la sua professionalità sono già garanzia di prodotto venduto.

P.S.

L’ultima cattiveria, innescata da questa cosa della giuria popolare, raffigura il Direttore del TG la 7 senza coscienza, come tutti gli “altri”, perché il figlio è entrato nelle liste PD. A parte la stupidità incommetabile della contestazione, questo è proprio il tipo di reazione provocata da chi, ottenuta l’autorità, sputa considerazioni a caso nell’etere, senza considerare le conseguenze. Fateveli 36 anni di mestiere come quelli di Enrico Mentana.

 

@DadoCardone

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Il NO, commentato da un ignorante.

mariLa Politica” – dicono quelli che forse non hanno ben chiaro cosa stiano praticando – “è una cosa complicata.” Forse perché privi di questa consapevolezza, gli ignoranti, intesi come quelli che non capiscono dove sia la complicazione, danno letture più semplici, forse meno fenomenali, che però stranamente coincidono con il risultato finale.

Ciò premesso, sento la necessità di inchiodare questo commento ad una considerazione che, sarà pure banale, ma è anche una delle poche sicurezze di questo voto. A questo Referendum sulla Riforma Costituzionale hanno partecipato 33.243.845 italiani. Che 33 milioni di Italiani abbiano letto i 47 articoli della Costituzione modificati, confrontandoli con la versione originale, è fantascienza. Anche nei confronti pubblici più partecipati si parlava di tre, quattro, articoli e quelli erano sulla bocca (e nelle tastiere) di tutti.

33 milioni di Italiani non hanno votato nel merito, hanno semplicemente detto Sì o No a quello che sentono sia il loro Paese. Il 59,11% ha scelto di dire NO ed è no Sociale.

No alla Buona Scuola, no al Jobs Act, no al Salva Banche, No al Salva Italia, No alla privatizzazione della Sanità, (etc.). Mille giorni di Renzi applicato alla Democrazia hanno dato prova, molto meglio del “merito” di questo Referendum, di quanto quel 59% si aspettasse altro dalla politica. Di certo non una pletora di “io sono io e voialtri […]” così splendidamente rappresentata da Maria Elena al teatro San Carlo, al fianco del Barocco Re De Luca.

Nel corso di questa legislatura, cominciata con una bugia («Voglio passare dalle elezioni e non con giochini di palazzo»), l’Italiano è venuto a conoscenza di strumenti, che non si sapeva nemmeno il Governo possedesse, tutti tesi a svilire la rappresentanza popolare.  “Tagliole”, “Canguri”, decreti buoni che nascondono decreti impopolari, tutti mezzi che sembrano appartenere più al modo di fare della “Finanza Creativa”, con cui Renzi ha tanto feeling, che al mestiere più antico del mondo. Che è il politico e non la puttana.

E ora? Ora attenzione. Perché questa sconfitta ha un padre sicuro, il cacciaballe di Rignano, ma ha troppi vincitori, che possono fare sin da subito un unico grande errore agli occhi di quella maggioranza referendaria: intestarsi la vittoria. Chi lo fa, ascoltate un ignorante, ha capito poco di questo NO. Tra chi ha votato, esprimendo così il suo disagio, puoi trovare chiunque. Puoi trovare Partigiani, che per favorire la nascita di quella Costituzione hanno combattuto, come Fascisti, per limitare l’esistenza dei quali quella Costituzione è stata creata. Questo non è il voto del Movimento, del Centro Destra, della minoranza PD, della Sinistra che cerca il suo significato o della Lega. Questo è il voto della gente che sente di vivere male ed ha dato, prima di chiederlo, un segno forte rispetto a questo malessere. Ed allora la politica sarà pure una cosa complicata, ma se non si occupa direttamente ed immediatamente del disagio sociale così innegabilmente espresso… beh, si sta condannando ad un vuoto teatrino che non rappresenta nessuno e, come ci ha insegnato Renzi, se non rappresenti nessuno, cadi.

P.S.

Per non rinunciare a parlare di Rimini. Qui il No ha vinto, senza margini notevoli, ma sufficienti ad esprimere una chiara maggioranza assoluta. Gnassi non sarà Senatore (non ancora perlomeno) e non avrà l’immunità che un po’ comodo gli avrebbe  fatto in questo momento. Ora, però, ha un problema più impellente, saprà saltare sul nuovo carro? Finora è stato bravo, anche se per la verità gli si addiceva più lo stile Renziano che quello Lettiano o Bersaniano. Mi auguro per lui che il nuovo Premier ad Interim sia Graziano Del Rio… così potrà esclamare: “Ho sempre seguito la corrente Del Rio” e nessuno potrà smentirlo.

dado

 

@DadoCardone

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Trattare il Referendum nel merito? E perché mai?

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[Su come, all’improvviso, la Politica voglia tutti i cittadini esperti di Diritto Costituzionale.]

 

Parliamoci chiaro, così tante possibilità non le dai nemmeno alle persone che ti vogliono bene, a meno che non si instauri uno di quei rapporti malati in cui ci si intesta una missione infermieristica. Per primo fu lo stesso Matteo Renzi a fare del Referendum Costituzionale una questione di parte: “o vince il sì o me ne vado a casa”, un messaggio non certo per le opposizioni o per i generici sostenitori del NO. La dichiarazione era un avvertimento per tutto il sistema di precari della politica, grazie al quale gli si permette di stare dov’è, continuando a spadroneggiare.

Una Boschi, un Alfano, una Lorenzin, di quale altro Governo potrebbero essere ministri? Persino persone come Padoan, che teoricamente, dovrebbero avere competenze superiori, vengono appiattite ed umiliate cercando di spiegare il nulla di questo esecutivo. E vogliamo parlare dei parlamentari?

Tutta questa gente ha degli interessi di non poco conto da tutelare, oltre alla rendita da parlamentare. Nell’ultimo rimpasto, made in PD, è bastato mettersi dalla parte di uno così ben coperto da prendersi sia la segreteria, che il posto da Primo Ministro. Saltare sui carri è molto più semplice ed economico che affrontate una campagna elettorale nazionale.

Nonostante la direzione del messaggio “il Bomba” Renzi ha dovuto suo malgrado constatare che i suoi avversari sono provvisti delle medesime capacità di comprensione dei suoi pedanti soldatini e allora, improvvisamente, il Referendum va trattato nel merito. Come no, fidati.

Quest’anno, tra le altre cose, è stato caratterizzato dalla pubblicizzazione della teoria dell’analfabetismo funzionale. L’Italia è un Paese in cui una grande maggioranza non è in grado di affrontare anche la più bassa delle incombenze burocratiche, leggere e capire una fattura di consumo telefonico. Come si può pretendere che un elettore si applichi a capire, nel merito, la modifica di più di 40 articoli della Costituzione Italiana e le leggi che poi dovranno rendere pratiche queste trasformazioni?

E’ ovvio e naturale che una modifica Costituzionale così importante e con così poco consenso parlamentare, divenga una questione di giudizio personale su chi sostiene la proposta. Non si può pretendere che improvvisamente la popolazione s’interessi di Costituzione, come non si possono chiedere competenze in campo di economia di Stato, Riforme Sociali o chissà che altro. La collettività capisce solo un parametro: le cose o vanno bene o vanno male. Se vanno bene puoi continuare, se vanno male avanti il prossimo.

Fortunatamente per esprimere un giudizio, ma sfortunatamente per effetti pratici, parametri per valutare il Governo ne abbiamo molti. E già! Perché nonostante non si riesca a governare, senza queste indispensabili modifiche alla Costituzione, loro di danni sono riusciti a farne parecchi. Si sono marchiati da soli con hashtag altisonanti e con la loro supposta capacità di storytelling. La #BuonaScuola e il #Jobsact, sono solo due degli immani disastri in cui si sono adoperati, ma sono molte altre le manovre che, consapevolmente o meno, stanno trasformando l’Italia in una penisola basata sul precariato.

E allora incito i miei lettori (tutti e due) a non farsi venire troppi sensi di colpa. Se avete tempo, energie e capacità, informatevi pure sul merito, malgrado a scuola non vi sia stato offerto nessun percorso civico per comprendere la vostra Costituzione. Al contrario, se non ne avete la possibilità, fregatevene del merito e date il vostro giudizio di Popolo Sovrano a quello che vi hanno fatto vedere fin’ora. Il mio giudizio, non certamente importante quanto quello di un primo ministro che ha partecipato alla Ruota dellaFortuna, sarà un sonoro NO. No alle modifiche costituzionali, No alla Buona scuola, No al ponte sullo stretto, No al Jobs Act, No ai tagli della Sanità, No alle privatizzazioni selvagge, No all’annichilimento della rappresentanza popolare, ma soprattutto NO a Renzi.

P.S.

La politica è la lotta per la felicità di tutti”. [Pepe Mujica]

dado

 

@DadoCardone

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Effimera

effimeraIl Pd perde Roma e Torino. A Bologna e a Napoli la Sinistra tiene con Sindaci che non sono pro Renzi. Posti piccoli, ma con tradizione, interessi e legami di Centro Sinistra, si risvegliano sotto un’altra bandiera (vedi Cattolica). Che cosa sta succedendo?

Succede, non da adesso, che il Partito Democratico sta costruendo la sua sconfitta più dura e lo sta facendo culturalmente. Una volta c’erano l’opposizione e l’alternanza, oggi ci sono solo vittorie e sconfitte, tra l’altro in assenza totale di un vero confronto.

V’è un solo modello di precariato universale da applicare a qualsiasi ambito, non solo nel lavoro. Anche chi si occupa di politica oggi è un precario, sebbene di lusso, che poi è l’unico motivo per cui Matteo Renzi, Presidente non eletto di un Governo nato fuori dalle Urne, è ancora in piedi. Se questo Governo dovesse cadere, in quanti sarebbero sicuri di esserci anche nella prossima legislatura? Un Alfano, per esempio, potrebbe mai più sognarsi di fare il Ministro?

Precariato politico, ma anche Caporalato da Consesso Assembleare. Il modello è quello di Presidente, Sindaco, Preside padrone, mentre tutti gli altri sono seduti sullo strapuntino, dunque è meglio alzare la mano e dire sempre sì. Sì alla gestione privata dell’acqua, sì alla cessione delle reti, sì al finanziamento pubblico di opere che producono solo guadagni privati, sì alla riduzione dei Diritti, sì al sistematico annullamento dei corpi intermedi. Sì a tutto, finché dura, bravi noi e demagoghi gli altri.

Quello che è successo in queste elezioni amministrative è realizzazione, senza ancora sublimazione, di un meccanismo che va avanti da tempo. Alle ultime Regionali in Emilia Romagna l’astensione dal voto è stata paurosa, una congiuntura nella quale il PD ha perso quasi due milioni di votanti ed ha anche fatto finta di dispiacersene. Una recita per nascondere le mani che si sfregavano l’un con l’altra, prima di accarezzare con voluttà i trappoloni delle Aree Vaste, ultimo atto delle politiche liberiste pronte a svendere tutto: Sanità, Trasporti, Camere di Commercio. Un giochino da miliardi, per cui vale la pena di essere il migliore sul fondo del barile.

La politica non si occupa della realtà, la realtà non si occupa della politica, una scissione nucleare tra l’etica e i significati per cui vale tutto e il contrario di tutto. Basta guardare Rimini. Un Sindaco di Centro Sinistra vincitore a tavolino per ritiro dell’avversario che, comunque, per governare ha bisogno d’infiltrati civici del centro destra e altre liste che mal celano l’interesse specifico, dunque le implicite promesse. Se questa nuova stagione durerà più della vita di un’effimera  sarà solo per l’ininfluenza dell’opposizione, anch’essa caduta nel delirio della politica da ammazzacaffè, quando non nel rancore personale. Gente per cui (tranne un paio di eccezioni) Giolitti poteva anche essere stato la quinta delle tartarughe ninja.

Quando poi per chi sta dentro il momento migliore della giornata è: “ve l’abbiamo fatta tappare quella buca”, sugli spalti il clima non può essere migliore. Il disinteresse assume i tratti di un atto di benevolenza, se paragonato all’onanismo dei commentatori politici che si dividono sommariamente tra adoratori di natica e vorrei, ma non posso. A completare il quadro la Sinistrina squalificata, che s’aspettava l’investitura divina, evidentemente meritata per essere stata capace di essere contraria, senza dare troppo fastidio. La discrezione sarà pure un merito, cribbio!

Questo dunque il quadro sia nazionale che locale. Il PD perde male e vince peggio, mentre il Movimento 5 Stelle raccoglie cocci di destre e sinistre, competendo solo a margine con la Lega, baluardo dello sciovinismo, progettata per l’inutilità politica. In tutto questo sistema Italia (ma non solo) è stato messo alle corde. Ciò di cui avremmo bisogno sono nuovi modelli di sviluppo sociale, economico ed energetico, ma la politica si è persa guardandosi allo specchio ed anche la partecipazione si è caricata di troppa retorica.

P.S.

Una mosca effimera nasce alle nove d’una mattina di piena estate, per morire alle cinque di sera; come potrebbe comprendere la parola notte? Datele cinque ore di vita di più, vede e intende che cosa è la notte.

[Stendhal, Il rosso e il nero, 1830]

dado

 

@DadoCardone

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Volevo lanciare un segnale.

coperIn una intervista contenuta nel libro “La felicità al potere”, José Mujica, da molti definito il miglior Presidente del mondo, parla quasi con invidia dei progressi europei nel campo dello Stato di Diritto. In effetti il secolo scorso ha visto partire dalle scuole, dalle fabbriche e dai rappresentanti della cultura europea una serie di rivoluzioni e sommovimenti che hanno prodotto un’idea d’avanguardia rispetto al Welfare. Certo i prodotti di queste lotte sono alquanto eterogenei. Lasciando perdere gli ultimi tentativi di annessione, che non hanno partecipato a questa lunga storia e dove la polizia fa irruzione nelle redazioni dei giornali d’opposizione, la Comunità Europea vanta risultati come quelli della social democratica Svezia, ma anche l’aberrazione del Jobs Act italiano… il sonno della coscienza che sta producendo la Generazione Voucher.

Che fine hanno fatto in Italia le spinte verso l’evoluzione del Diritto? Ieri chi vi scrive è stato messo di fronte al canto del Cigno di quella che fu (siccome immobile, dato il mortal sospiro) la mejo gioventù studentesca italiana. Una ventina di ragazzi misti assortiti, rappresentanti loro malgrado dell’annichilita coscienza studentesca riminese, hanno improvvisato un’assemblea su di un marciapiede, circondati dall’indifferenza degli insegnati/impiegati che guardavano, passavano e non si curavano di loro.

I fatti che hanno portato a questo sono noti. Il Preside del Serpieri, inorgoglito dalla considerazione che #labuonascuola gli vorrebbe assegnare, senza motivo alcuno, perlomeno derivante da un’operazione senziente, ha chiamato nel suo liceo un controllo antidroga con tanto di cani. Risultato.. una canna.

“Volevo lanciare un segnale”, si difende sul Corriere, come a dire: normale amministrazione, nessun tentativo autoritario fine a se stesso ed infatti il giorno dopo nega l’Aula Magna agli studenti che vogliono parlare della questione. Noblesse oblige.

intSi dirà, si è già detto, che l’aula non si poteva assegnare per regolamento, perché c’era gente da fuori, perché un aula magna non si assegna così da un giorno all’altro. Vorrei vedere se ti venisse Renzi in visita cosa faresti da un giorno all’altro. Fatto sta che, nello scoramento generale e nella frustrazione di una giusta istanza, un manipolo di ragazzi intelligenti ha creato sul marciapiede fuori dalla scuola un momento di riflessione sulla realtà. Che poi è quello di cui dovrebbe preoccuparsi la scuola, invece che di lanciare “segnali”.

Badate bene. I discorsi su quel marciapiede, sono stati tutti contro l’uso di sostante psicotrope a scuola, nessuno ha sostenuto che farsi le canne a scuola sia una cosa giusta. Il contraddittorio si è sviluppato invece sui controlli e sul significato di repressione o meno ch’essi rappresentano. Una discussione appassionante, che sarebbe stato giusto incoraggiare e supportare. Al tempo della Post-Democrazia però non c’è spazio per occuparsi del proprio futuro, quello lo hanno già deciso altri.

Venti persone su quante? Un migliaio? Il 20 per mille è la percentuale della voglia di consapevolezza riminese. Zero % è invece la percentuale degli insegnanti che, vedendo quel venti per mille fuori dalla scuola, in lenta maturazione sotto il sole cocente, hanno sentito il dovere/bisogno di comprendere cosa stesse succedendo e capire se potevano dare un contributo da educatori.  Ha da passà ‘a nuttata (cit.)

P.S.

O capitano! Mio capitano!

dado

 

@DadoCardone

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Il mio amico Gnassi.

imageHa detto proprio così: “il mio amico Gnassi”. Supposto che essere identificati come amici da Matteo Renzi sia un pregio e non una iattura politica, una volta si diceva che per considerarsi amici il minimo sindacale era perlomeno aver mangiato della pasta e fagioli insieme. Oggi non serve, soprattutto se sei del PD, il Partito occupato nella narrazione di una realtà che non esiste. Sì.. si vede anche da queste sciocchezze, ma il fenomeno è ovviamente più vasto, con tendenze patologiche alla mitomania. Non solo a livello Nazionale dove il Premier ha la fantasia di definire l’Italicum un “Capolavoro parlamentare”, ma anche nelle mica tanto semplici questioni locali.

Ne abbiamo parlato spesso negli articoli di Citizen, poiché il Primo Cittadino ne ha dato ben donde. Dalle guerre al cemento, che nessuno voleva gittare, passando per le lotte immaginarie atte ad ottenere un Federalismo Demaniale già in programma per tutta Italia e finendo con gli attacchi alla Democrazia portati dai souvenir fascisti delle bancarelle. Ultimamente però la “narrazione” sta pretendendo una frequenza preoccupante. Per citare le più gettonate:

  • Il Parco del Mare che, non so se avete notato, è stato elevato a livello di addobbo natalizio in Piazza Cavour, passa da venti a duecento proposte di adesione in un solo fine settimana. Tra l’altro sarebbe da capire il senso di uno striscione che ripete un nulla di 50 cm per venti/trenta metri.
  • Le Fogne, pagate dal Comune di Rimini col suo bilancio e da tutti i cittadini della Provincia con i prossimi dieci anni di bollette dell’acqua, ma che chiediamo solo ad Hera di riprogettare, ringraziandola poi con la capitolazione sulla distribuzione dell’acqua pubblica.
  • Le classifiche del degrado in cui saliamo inesorabilmente solo per colpa della popolazione turistica, dicono, ma poi la verità è che turismo cala e il degrado aumenta.
  • Il Capodanno più lungo del mondo, che però se guardi il calendario è, come tutti gli altri, composto dai due giorni di fine anno e se un intero albergo di svizzeri, già allegrotti alle 22.00, ti chiede cosa c’e’ da fare il 29 sei costretto a rispondergli: “Che ne dite di andare al cinema Tiberio a vedere in differita Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky che fanno a Londra?”.

Queste ed altre realtà romanzate, con condimento di cantieri elettorali a tutto spiano, sono un pesante debito per una città che rinuncia quotidianamente allo studio di soluzioni vere. Ne cito un’altra poiché si tratta di un tema che deve essere raccontato nella maniera giusta. Pena la perdita di un contatto basilare con il vero significato di una Comunità e del suo rapporto con gli ultimi.

Brevemente. Per togliersi dall’impiccio dei 15 senzatetto, che da questa primavera vengono continuamente tolti alle loro occupazioni abitative e restituiti al marciapiede, l’Amministrazione ha aperto un’istruttoria per affidare un immobile del Comune a chi ne avrebbe fatto un dormitorio. Viene invitata anche l’ Associazione Rumori Sinistri (Casa Madiba) che ottiene l’assegnazione e decide che il progetto non riguarderà un semplice dormitorio, ma una Casa dell’Accoglienza, con le modalità che sperimentate da tempo. Improvvisamente sulla stampa irrompe la “narrazione” che vuole quello come un progetto nelle intenzioni dei gestori del Welfare. Certo, come no. Poi vai a vedere e scopri una situazione che sarebbe puramente emergenziale, se non fosse per i soliti noti che ci mettono un po’ di umanità. Quaranta brande modello Protezione Civile e un boiler elettrico da 80 lt che deve bastare per 40 persone. Più impersonale del cesto di frutta che il Sindaco, con fotografo a seguito, ha voluto portare con sé all’apertura.

Sarebbe forse il caso che la politica e le comunità riconquistassero il senso della realtà. Cercare di raccontare al meglio, tramite artifici di dialettica e marketing, percorsi presi per reazione e non per programma, porta inevitabilmente al regresso. Il senso della realtà è lo stesso principio che ci porta nell’età adulta, contrapponendosi al “voglio tutto ad ogni costo” dell’infanzia. I Costi della narrazione politica stanno cominciando a diventare troppo alti… è ora di una rivoluzione nella Municipalità.

P.S.

Siedo in giardino con un filosofo. Quello dice ripetute volte: “Io so che questo è un albero”, e così dicendo indica un albero nelle nostre vicinanze. Poi qualcuno arriva e sente queste parole, e io gli dico: “Quest’uomo non è pazzo: stiamo solo facendo filosofia”. [On Certainty – Ludwig Wittgenstein]

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@DadoCardone

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Tutto fa brodo, persino il profugo.

volontari-profughi-civivoA Rimini i profughi sono come le banane, sono gialli, per via di una pettorina, ma al posto nel classico bollino blu sono marchiati Ci.Vi.Vo. E’ un’altra delle trovate mediatiche dell’Amministrazione degli Anelli, che di reale fa molto poco, ma per quanto riguarda Selfie, Cartoline e Rendering non si fanno parlare dietro da nessuno.

Qui, in quel piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico [cit.], siamo entrati nel rush finale che si concluderà con le elezioni amministrative della Primavera 2016… e si vede. Se c’è un operaio che chiude una buca in mezzo alla strada viene subito chiamato “Cantiere” e gli mettono sulla schiena un cartellone tutto colorato annunciante che, sì, lì la città cambia, ma finirà di cambiare solo nel 2018, solo se rieleggiamo Gnassi. Nel frattempo sui quotidiani, quasi ogni giorno, vengono pubblicati rendering di ogni tipo, senza che vi sia un solo percorso attraverso uno strumento urbanistico degno di questo nome. Da anni sentiamo parlare di Masterplan Strategico, ma solo adesso scopriamo che, oltre a pagare riccamente la carta delle fotocopie ad Ermeti, serviva a ben poco. Se entro marzo il Comune di Rimini non presenta un Piano Strutturale Comunale (PSC) si esce dal Regime di Salvaguardia e si torna all’antidiluviano Piano regolatore Generale Comunale (PRG). Come ricorda spesso Massimo Lugaresi sul suo Salvarimini, siamo gli unici di tutta la Provincia (o forse del mondo) a non esserci adeguati. Il motivo? Qualcuno allarga le braccia e dice: “le osservazioni dei cittadini”, ma di quelle si è fatto un metaforico rogo appena il Primo Cittadino, ad Agosto di quest’anno (!!), si è sentito pronto a fare le sue. Pigrizia o PSC scomodo? Ognuno tragga le sue conclusioni.

Poco male perchè, come detto, l’immobilismo viene dissimulato con una verve mediatica fuori dal comune, degna del Matteo nazionale, o forse proprio della stessa scuola.. chi lo sa. Certo l’impresa viene resa molto facile da un’informazione che pubblica qualsiasi cosa all’Amministrazione, senza sprecarsi in troppi commenti. Un giorno di questi mi aspetto di vedere su qualche giornale la rubrica “Unisci i puntini”  già completata dal Sindaco. Il Soggetto ovviamente sarebbe un cerchio concentrico (questa la capisce solo chi vive a Rimini).

Ultima, ma non ultima,  trovata è quella del servizio fotografico del Vicesindaco Lisi con quattro Profughi nel giardino della scuola d’Infanzia La Coccinella. L’esperimento di integrazione consisteva nel fargli pulire il giardino, ma non vi preoccupate cari genitori i vostri bambini non sono mai stati in pericolo. I Profughi erano costantemente accompagnati da un volontario dell’Associazione Ardea e sono state scelte razze mansuete, per la precisione una persona del Ghana e 3 del Bangladesh… a proposito.. pare che un bangladese trovandosi vicino ad cespuglio di rose si sia insospettito riguardo al suo compito.

In ogni caso l’esperimento è riuscito, ma non quello dell’integrazione. Grazie a questa (ed altre) iniziative dell’Amministrazione, si è capito che se facciamo dipingere le scuole ai Ci.Vi.Vo. e pulire i giardini a profughi Anthea non serve.

civivoSia chiaro. Non ho nulla contro l’integrazione, chi fa il favore di leggermi ogni tanto lo sa benissimo, ma sono assolutamente contrario alla strumentalizzazione che si fa di un bisogno reale. L’integrazione è sicuramente un bisogno, come lo è sentire l’esigenza di portare decoro della propria comunità con tanti piccoli atti di volontariato. Non ho però fiducia nella capacità di questa Amministrazione di produrre qualcosa di realmente organico in tal senso, qualcosa che possa vivere di vita propria senza essere riesumato alla necessità di fare un Selfie. I Ci.Vi.Vo. sono stati strumentalizzati durante le elezioni regionali, questo è un fatto. Gli sono stati intestati capitoli di spesa senza guardare alle loro reali necessità. Per essere chiari quel bel blocco di cemento da centomila Euro a Miramare è uno spreco assoluto che non penso rispecchi le esigenze di nessuno, tanto meno quella di chi si è approcciato all’associazione con l’intenzione vera di portare un contributo.

Ora tocca ai profughi. Il marchio di qualità ce l’hanno, il servizio fotografico l’hanno fatto, non rimane altro che vedere se diventeranno abbastanza integrati da togliersi quella cazzo di pettorina e andare in giro senza l’assistente sociale o, addirittura (ma questa è fantascienza) facendoli assistere da qualcuno della loro nazionalità normalmente integrato. Non c’è sempre bisogno di stare in equilibrio sulla palla battendo le mani per guadagnarsi il pescetto.

P.S.

A proposito di Selfie elettorali. Non sto vedendo più quelle belle foto del Primo Cittadino al molo, o come lo chiama lui : La Palata dell’Anima. Lo volevo avvertire che nel frattempo è diventata la Palata della Vodafone.

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Meeting, Rimini, Renzi e i dialoghi della Rocca.

renzusconiA Rimini non ci facciamo mancare niente. All’Aquila  gli hanno gridato “Vergogna“, a Pesaro “Buffone“, a Rimini due lacchè hanno intonato un bel: “Forza Renzi non mollare…. Mandaci in pensione“. Tutto questo è avvenuto nella munifica cornice del Meeting CL 2015, senza però dimenticarsi di un veloce passaggio a Castel Sismondo. Come mai?

Beh… sanno tutti che, nell’immaginario collettivo, quel luogo ha superato come fenomeno paranormale i Castello di Azzurrina. Pare infatti che se ti metti nel centro esatto di Piazza Malatesta senti il Teatro dialogare con la Rocca… poteva Matteo non sottolineare il fatto per l’amicissimo Andrea?

Come un perfetto venditore di pentole si è arrampicato con il Primo Cittadino Riminese su una terrazza panoramica per elencare qualità di cui, 5 minuti prima, non sapeva nulla. E’ stato convincente? No, ma poco importa perché se la comparsata si fosse verificata appena un mese prima lo avremmo sentito parlare del meraviglioso prato verde di Piazza Malatesta, per cui sono stati fatti sgombrare i venditori ambulanti. Poco male. I Rendering, come i MasterPlan Gnassiani, sono così… mutevoli. Tanto non è che ci devi fare qualcosa veramente.

Poi, nel colmo della nostra rappresentatività nazionale, l’allegra combriccola, a cui si è aggiunto Neo Presidente (per abbandono) della Regione Bonaccini, si è riversata sui palchi di un avvenimento che ci pregiamo di avere sul nostro territorio. Ahh.. come ci pregiamo.. Grazie al Meeting di Comunione e Liberazione, in un tripudio di sponsorizzazione Finmeccanica e Intesa San Paolo, abbiamo avuto il piacere di farci calpestare il suolo da immense personalità dell’Inciucio come Letta, Formigoni, Lupi e possiamo sentire Ministri della Chiesa Cattolica chiamare “malattia” l’omosessualità. Certo non saranno tutti così, ma delle volte toccherebbe prendere anche le distanze, se no poi le persone, che abitano in questo secolo,  fanno di tutta l’erba una lobby (omofoba  tra le altre cose).

Le distanze le ha prese per bene Mattia Fantinati, del Movimento 5 Stelle, che ha lasciato l’amichevole sorriso sulla sedia dell’invitato per salire sul palco e chiarire che “Non esiste una politica cristiana, Esiste un cristiano che fa politica.“. Frase che hanno capito in dieci e che in dieci hanno applaudito. Per dirla tutta ha anche elencato i politici inquisiti e il perenne conflitto di interessi tra business e fede in cui si muove CL, ma queste sono cose che se non abitate su Kepler saprete già.

Scortese andare a casa degli altri a dire loro in faccia quello che tutti pensano, ma nessuno dice? Direi di no, anzi.. direi che si tratta quasi di un atto d’amore, perché si sa: il contrario dell’amore è l’indifferenza. Fatto sta che dai tempi del fulgore (grigio) di Andreotti ad oggi è la prima volta che succede e questo serve più a CL  che agli altri. Voler rappresentare la più grande convention Cristiana d’Europa facendosi schifare dal Papa e un po’ come se il Premier di un Governo di Centro Sinistra non andasse alla Festa dell’Unità (cinque minuti a farsi una foto vicino al calcio balilla mentre stanno ancora montando gli stand non vale. A scanso di fraintendimenti).

Insomma questo e la dichiarazione in Renzusconi Stylevia Imu e Tasi per tutti“, sono le due cose che rimarranno di questo ennesimo Meeting, mentre è già pronto  il titolo per il 2016. “Tu sei il mio bene“… che sembra tanto una dichiarazione d’intenti verso che poveri disgraziati di volontari i quali, probabilmente per avere un dieci in religione in qualche scuola ultracattolica, si fanno il culo a gratis per una settimana. In questa occasiona hanno  addirittura dovuto frapporre i loro vergini pubi in una catena umana fra Renzi e la folla… che poi è il massimo contatto sessuale concesso ufficialmente da CL prima del matrimonio.

A me invece rimarrà stampato nella memoria per un po’ di tempo il video di Icaro TV dove c’è un Gnassi ancora tutto trafelato ed eccitato per la visita di uno che dice cazzate come lui, ma ce l’ha fatta. Per festeggiare l’incontro dal sapore Karmico ha dovuto (ma proprio dovuto) annunciare: “Il Teatro lavorerà con la Rocca per portare qui un MILIONE di persone da tutto il mondo“. Quando si dice perseverare.

P.S.

“Io non volevo venire al Meeting di Rimini ma non per un fatto ideologico.” [Matteo Renzi]

 

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@DadoCardone

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Rimini e la Fantapolitica

CatturaE’ singolare osservare come in un Partito dinamiche simili portino a comportamenti uguali,  anche se in ambiti totalmente diversi. Se parliamo del Partito Democratico è chiaro che l’appartenenza necessita di chiudere un occhio, tapparsi il naso, essere il peggior sordo (quello che non vuol sentire), parlare meno e fare l’indiano… insomma le tre scimmiette dopo un corso di aggiornamento a Corleone. Questo “filtro culturale” produce lo stesso tipo di persone da Matteo Renzi ad Andrea Gnassi, gente legata mani e piedi ad interessi che, ovviamente, non sono quelli della Comunità che rappresentano. Quali sono questi interessi? Non sta a me prendermi una denuncia per dire qualcosa che è messa in drammatica evidenza nel sistematico tradimento di tutte le promesse elettorali. Il risultato finale è che questi signori non rappresentano altri se non l’inezia delle persone che hanno interesse a mantenerli in piedi, non certo il loro elettorato che, nel migliore dei casi, è composto da anziani confusi e comitati in cerca di favore.

Sebbene il risultati elettorali siano ancora parzialmente garantiti da una drammatica disaffezione al voto, che spinge in cabina solo maniaco compulsivi e serbatoi di voti, la scarsa rappresentatività produce effetti dirompenti nell’operatività. Decisioni che non rappresentano nessuno, oltre a provocare crisi di coscienza in alcuni (ancora troppo pochi), portano a contestazioni gestibili solo con espedienti. Un esempio tipico è quanto capitato proprio a Rimini in questi giorni, dove la maggioranza consiliare deve ricorrere a trucchi meschini per far passare decisioni impopolari. Andiamo con ordine.

11218766_865676446815231_8343994635575801031_nUna delle promesse elettorali del locale Taglianastri era quella di non toccare il mercato. Certo di promesse ne ha fatte tante e  ci sarebbe quasi da ridere guardando i suoi video preelettorali, se poi le conseguenze non fossero quelle che sono. Da Comune palazzo aperto, “chi propone soluzioni non deve essere considerato uno scocciatore”, alla firma sul contratto per mantenere l’acqua pubblica, il Primo Cittadino ha fatto delle sue promesse carta straccia.

Senza alcun percorso partecipato e probabilmente approfittando dei più fronti su cui sono divisi gli ambulanti (c’è sempre qualcuno che pensa di poter strappare qualcosa trattando), è stata calata dall’alto la decisione di smembrare il mercato e sparpagliarlo per il centro, forse per la gioia delle ottantenni che quest’anno si sono iscritte alla Maratona di New york. C’è solo un piccolo problema, per imporre qualcosa bisogna avere i muscoli e, nel caso specifico, bisognerebbe avere i numeri per garantire la realizzazione dell’iter di qualcosa che nessuno condivide.

Il Partito Democratico di Rimini non li ha. Nel primo Consiglio Comunale in cui si è cercato di imporre la delibera in questione il PD è potuto rimanere in aula, in un primo momento, solo per l’appoggio di Savio Galvani (FDS), che evidentemente fa fatica disaffezionarsi alla Maggioranza nonostante le dichiarazioni. Poi l’anello mancante dell’evoluzione dal comunista al baciapile è stato richiamato all’ordine con una telefonata e ha lasciato il campo, consentendo di far cadere il numero legale.

Apro una breve parentesi per coloro che pensano non sia lecito far cadere il numero legale. In un normale rapporto tra maggioranza e opposizione, come vi potrebbe raccontare l’esperto Lugaresi in uno dei suoi post di storia politica, vi è sempre stato un do ut des, o perlomeno un do ut facias. Questo perchè è ovvio che agendo di aritmetica la minoranza non avrebbe mai i numeri per raggiungere i suoi obbiettivi minimi. Se nei percorsi decisionali v’è partecipazione il consenso inevitabilmente si allarga anche alle minoranze, che, ricordo, rappresentano istituzionalmente l’altra parte del voto, quello non ottenuto dalla maggioranza. Se invece si rinuncia al meccanismo di bilanciamento offerto dall’opposizione una delle conseguenze è l’ostruzionismo, di cui fa parte sicuramente il far mancare il numero legale. Sulle decisioni prese d’imperio la maggioranza dovrebbe garantirsi da sola il numero legale, altrimenti dovrebbe abbassare la cresta e trattare.

L’unica opposizione prevista dal PD di Rimini è quella interna, quella di chi sotto bilancio mette il suo prezzo. Purtroppo per i Demokrat  e per la loro tendenza alla reazione isterica, le minoranze, alle soglie di una nuova tornata elettorale, sono perfettamente in grado di far cadere il numero dei consiglieri utili a rendere legale un Consiglio Comunale. Basta che a un Consigliere prenda la cacarella e tutto cade.

Si può governare una città in questi termini? Parrebbe controproducente, persino per Gnassi e la sua banda di mozzarelle light. Il problema però è che le chiavi di casa le ha ancora lui, a dispetto dei disastri fin qui provocati (Aeroporto, TRC, morte del Turismo, degrado della città, uomini con il culo sporco di dentifricio alle rotonde) e le soluzioni che ancora gli sono concesse permettono di perseverare nella caduta libera.

Il pessimo Gallo, Presidente del Consiglio Comunale, il giorno dopo la debacle, convoca via SMS i Consiglieri in un consesso  senza interrogazioni con ragione d’urgenza, senza peraltro specificare quale sia l’urgenza, ne saperla spiegare a chi gliene chiede conto. La chiamata è doppia: una per Sabato e, nel caso non dovesse esserci di nuovo il numero legale, una seconda per domenica. Attenzione a questo passaggio importante. Forse non tutti sanno che in seconda chiamata, sullo stesso argomento, alla maggioranza basta un terzo del totale dei consiglieri per far passare le  sue istanze.

L’intenzione è palese. Sabato, infatti, in Consiglio non si è presentato nessuno della Maggioranza, tranne il Consigliere Brunori che, in rotta da tempo, si siede al suo banco, cosa che non fa Galvani ancora preda ad una improbabile crisi di identità. L’opposizione, quella vera, si presenta, per godersi lo spettacolo della meschinità fatta politica. Tutto rimandato a Domenica, quando,  in virtù del trucchetto del numero legale, Gigi il Bullo avrà l’occasione ancora una volta di dialogare con se stesso, dandosi ragione. Alla faccia dell’educazione democratica e dei cittadini.. sì, anche le  famiglie degli ambulanti lo sono.

Il Partito Deocratico (qualsiasi cosa esso sia), non ha i numeri per decidere questioni troppo importanti per questa Rimini straziata dalla Crisi e dalla Criminalità. Inoltre è riuscita a creare in nuovo filone di fantapolitica, quella della Disney. La trama è questa: dei 12 enni hanno desiderato forte forte di scambiarsi i corpi con dei Consiglieri Comunali e magicamente ci sono riusciti (pensa a chi gli è capitato il corpo di Bertino). Ora governano con il solo metodo che conoscono: sbattere forte i piedi per terra.

P.S.

“La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare”. [Charles Bukowski, Compagno di sbronze, 1972]

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@DadoCardone

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Milano in fiamme.

bruciaUn Expo’, due inaugurazioni. La prima con il Presidente del Consiglio Matteo “il Bomba” Renzi che arringa spavaldo di fronte al risultato del bando “Camouflage”. Un milione e cento mila Euro per nascondere le incompiute. Il Secondo battesimo è quello del fuoco.

Milano brucia. Le Forze dell’Ordine contengono, la Politica condanna, la gente normale si arrabbia per la devastazione, per le macchine in fiamme e, un po’ meno, per le vetrine sfondate delle banche. Domani? Una ramazzata e tutto sarà come prima, perché le Istituzioni assumono solo atteggiamenti congrui e la gente va al bar ad arrabbiarsi, ma nessuno farà niente nemmeno per interrogarsi da dove arriva questa frattura nel vivere civile.

L’oggetto dell’attenzione sarà la macchina di quel povero disgraziato, che magari era andato a dormire con il pensiero di non averla parcheggiata abbastanza sotto la luce e il giorno dopo l’ha trovata ancora fumante. Sia chiaro, dispiace anche a me, ma quello che dobbiamo guardare è altro. I Black Bloc sono solo uno dei sintomi di un limite che stiamo progressivamente raggiungendo, quello del nostro modello di sviluppo, che tra l’altro cerchiamo di esportare nel resto del mondo.

Un po’ di storia per capire meglio. Gli Swarzer Block nascono, negli anni ’80, nella nazione che ha prepotentemente voluto costruirsi un’Europa su misura, la Germania. Protestano contro il nucleare, ma in seguito li ritroviamo anche nelle manifestazioni dell’88 contro il Pentagono e contro la Prima Guerra nel Golfo. Poi ancora a Seattle nel 1999 contro la conferenza ministeriale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), nello stesso anno a Praga per la riunione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, nel 2001 a Genova per il G8 e a Goteborg contro il Consiglio Europeo. Nel 2007 a Quebec dove presero di mira il “muro della vergogna”, reti metalliche poste a protezione del Vertice delle Americhe. Prima di questo Expo’ 2015 circa 500 Black Bloc si unirono alla manifestazione degli Indignados a Roma nel 2001.

Banche, Assicurazioni, Franchising di Multinazionali, Pompe di Benzina, Sedi delle Istituzioni, questi sommariamente gli obbiettivi e, se ci riflettete bene, sono gli stessi del vostro amico Giovanni del Bar del quartiere. “Se li prendessi io tra le mani questi politici”, “Siamo sotto la dittatura delle Banche”, “La Germania e l’Europa ci riducono alla fame”, “Sono tutti ladri e corrotti”, Etc. Molte di queste cose sono anche condivisibili, ma poi Giovanni esce dal Bar e… va a votare PD.

Certamente non vorremmo che il nostro amico diventasse Black Bloc e non possiamo neanche imputargli la colpa della compulsione con cui vota sempre gli stessi che anno dopo anno gli stanno facendo sparire la pensione (se ce l’ha la pensione). Il fatto contingente però è che ai Giovanni dei nostri bar in realtà ritengono assolto il loro ruolo di rivoluzionari sfogandosi contro lo Spritz. Se fate attenzione scoprirete che poi esistono anche altri modi di sfogarsi, fingersi civili e più risolutori del Che. Prendete i social ad esempio, loro sì che sono “un bel cuscino da prendere a pugni”.

Intendiamoci, qualcuno sente anche il bisogno di fare qualcosa di concreto. Rimanendo sempre sui fatti dell’Expo’ è stato lanciato l’Hashtag: #nessunotocchimilano. Pare che oggi migliaia di milanesi, guidati da questa parola d’ordine, siano scesi in piazza per pulire il disastro lasciato dalle orde di Black Bloc. Bello, civile, addirittura nobile, purtroppo inutile, perché curare un sintomo non è curare la malattia. Come direbbe Giovanni: la speculazione finanziaria ormai detta il ritmo dei nostri modelli di sviluppo, gli Stati hanno perso la loro sovranità, la fascia di povertà si sta allargando con indici esponenziali, l’immigrazione senza regole crea innumerevoli situazioni di degrado. Se non fermiamo questo i Black Bloc potrebbero essere sostituiti da qualcosa di peggio …. Per oggi, però, i veri responsabili di tutto questo possono stare tranquilli perché la guerra tra poveri continua.

P.S.

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.” [ José Mujica]

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@DadoCardone

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Beppe Grillo: ancora sotto sequestro.

provaNiente. Grillo ancora non l’hanno liberato.

C’era stato un barlume di speranza giorni fa. Qualcuno, cercando di farlo sembrare di nuovo libero, gli aveva attribuito  le parole di Tao Te Ching:

“Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità tiene i cento cognomi per cani di paglia”

Le stesse parole di un post del 2007. Uno dei post di quando il blog non era ancora “Il Blog”, che a vederlo oggi con zero like e zero tweet ha un non so chè di strano.  Più indietro quasi non potevano andare per farlo sembrare ancora libero, ma poi hanno fatto l’errore di usare una tragedia con 150 morti per criticare Renzi … e allora pensi: “No … Beppe non può essere così coglione … sicuramente non è lui.”

Noi di Citizen lo avevamo già denunciato tempo fa, ma nessuno ci aveva creduto. Beppe Grillo è stato rapito, ormai sono mesi, provate a negarlo adesso. Dite di no? Più di quarant’anni di giri di parole, doppi sensi, controsensi, costruzioni dialettiche capaci di creare in pochi anni un primato storico nella politica italiana, capace addirittura di trovare il giusto posto persino a un Vaffanculo di massa …. tutto dimenticato in un unico post che manco un piddino dopo un acido avrebbe prodotto?

No. Non ci crediamo. I rapitori, poi, per coprire il danno, ne ha fatto uno peggiore, perché l’errore può capitare, ma è l’insistenza che magnifica il  vero imbecille. Sulla parte destra del Blog c’è un richiamo di Tze Tze con la risposta di un utente a Grillo, (perché ovviamente i commenti che pacatamente parlavano di cattivo gusto non erano papabili). La dirimente risposta che ha meritato l’estrazione è quella  di un tale che cita  Bersani che paragonava Berlusconi a Schettino. Secondo il sequestratore dunque il nostro (nostro del Movimento) termine di paragone è Bersani.  Se lo “Smacchiatore” dice una cagata, possiamo anche noi. Bene. Sdoganata la demenza senile.

Aiutateci. Stiamo disperatamente cercando tracce di Beppe. Non sappiamo dove sia, ne chi siano i sequestratori, anche se bisogna ammettere  che quel tale con le sopracciglia depilate che appare in ogni pagina del Blog ci mette una certa inquietudine.  Ne va del lavoro di tantissime persone. Avevamo provato a chiedere di quantificare il riscatto, ma evidentemente Beppe  fa troppo ridere e se lo vogliono tenere prigioniero.

Nell’ipotesti che non venga più restituito alla libertà ci permettiamo di dare un consiglio ai rapitori per una giusta imitazione, poiché se imparate a farlo bene c’è caso che anche noi ne abbiamo vantaggio. Beppe Grillo è un uomo di enorme successo e realizzazione, mentre il post che vi ha fatto scoprire è chiaramente produzione di un ometto frustrato. Se non avete nessuno con la stessa attitudine mentale, non è necessario liberarlo, ma almeno dategli un pezzo di carta e una penna no!? Di cosa avete paura.. che possa segretamente inserire nei post indicazione in codice del luogo in cui è rinchiuso?

P.S.

Volevo citare un cinese anch’io: L’errore non è nel fallimento, ma in uno scopo meschino: nelle grandi imprese, la gloria viene anche dal fallimento. [Bruce Lee]

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Bastava un grillino.

regione13Una piccola premessa. Ho sempre sostenuto che l’approccio del cittadino con le Istituzioni è inibito da una specie di soggezione ereditata dal passato. Una volta, quando la politica era un’ indecifrabile stele che pochi sapevano leggere, questa suggestione aveva anche motivo di esistere. Oggi però le cose sono diverse. Se pensate che, per fare un esempio, il rappresentante medio di un Consiglio Comunale va dalla truffa accaparra gettone al semplice ruolo di segnaposto, capite bene che bisognerebbe riconsiderare la questione.

Ho citato il Consiglio Comunale e mi sovvengono immediatamente eletti (?) del calibro di Bertozzi, Morolli, Galvani, dediti perlopiù all’incespicamento neuronale e , ne converrete, se mai ci fosse stato un sentimento di soggezione passa all’istante.  L’esempio si ripete come in una specie di frattale da Matteo Renzi, con il suo Governo di precari, alla Regione, con Aree Vaste di cui nessuno ha pianificato nulla (se non le poltrone).  Quello che servirebbe dunque è solo un po’ di attenzione in più da parte dei cittadini per i propri interessi.

Nei giorni scorsi la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli, del Movimento 5 Stelle, è stata oggetto di un’inusuale attenzione da parte di diversi utenti social media. Il Consigliere in questione è Vicepresidente della Commissione Regionale sulla Sanità, quella sanità in cui ci vantiamo di essere i migliori, ma che anche qui in Emilia Romagna nasconde dei sostanziosi ossari negli armadi (vedi l’Arcispedale di Cona). Le attenzioni, da Comacchio a Rimini, puntavano, com’era facile leggere tra le righe, alla delegittimazione … a dirla proprio tutta era più che altro un’azione sconclusionata portata avanti da teste di rapa, facile da parare anche per chi è appena entrato nei giochi della politica.

La domanda però, al di là dell’azione sminchiata, resta. Perché tanta attenzione? L’arcano (chiamiamolo così se no poi si deprimono del tutto) era la seduta di ieri mercoledì 25 marzo. All’ordine del giorno tre risoluzioni sulla Sanità. Una della stessa Sensoli, che, secondo la Decreto Balduzzi, vuole l’applicazione delle norme che si applicano alle aree “disagiate” per l’ospedale di Novafeltria, una di Galeazzo Bignami che chiedeva la stessa cosa per l’ospedale Franchini di Santarcangelo e una del PD che vaneggiava di percorsi partecipati e non altrimenti identificate supercazzole. Sugli spalti una delegazione del Comitato nato per protestare contro la chiusura degli ospedali in questione. In Parole povere si parlava di casi specifici che l’Auslona fa fatica a prevedere in quanto malcelato Risiko di poltrone.. per il resto: Sticazzi.

Quello che forse avevano previsto, ma che sicuramente non hanno saputo arginare, è stata proprio la tempra della Sensoli che dalla mattina, alla chiusura dei lavori, ha rintuzzato e delegittimato qualsiasi tentativo di menare il can per l’Aia, alzando i toni, sventolando prove, denunciando le manovre e provocando ovazioni da parte del pubblico intervenuto. Dall’altra parte Pruccoli che cercava correttezza politica nelle crepe del PD e Nadia Rossi che faticava a tenere il segno di quello che le avevano scritto.

A conclusione della giornata, dopo aver denunciato il depotenziamento del San Camillo di Comacchio per coprire lo scandalo di Cona, usato le dichiarazioni del Megadirigente Carradori per dimostrare che non esistono piani di programmazione ospedaliera ed aver battibeccato fuori e dentro i microfoni con Bonaccini, Raffaella è riuscita a farsi votare all’unanimità l’emendamento da lei proposto e a far prendere al Presidente della Regione l’impegno di non permettere la chiusura per gli ospedali della Valmarecchia.

Ecco fatto. Come si diceva, all’inizio di questo pezzo, la soggezione nei confronti di questa classe politica è decisamente malriposta. Cresciuti nell’assenza totale del confronto, fanno il gioco di qualche vecchio marpione che distribuisce poltrone e potere, mentre tutti si limitano ad un dannoso mantenimento dello status. Ogni volta che vengono affrontati si sgretolano, basta un grillino … anche se questa volta era una grillina, che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutto il Parlamento Regionale.

P.S.

#DajeRaffa

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@DadoCardone

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Banane per tutti.

E’ ufficiale. Il virus della Renzite ha varcato i confini di Rimini.

No. Non si tratta di affiliazione politica, ma vera e propria tecnica di annuncio compulsivo, perché, se prima i nostri amministratori si difendevano dissimulando, ora addirittura attaccano slogan in resta.

Non è difficile coglierne i sintomi in giro per le faccende organizzative locali. Si parte dal presupposto che tutto deve essere mostrato sotto una luce positiva e gli altri, quelli che criticano, sono solo dei gufi. Predisposta questa base si fanno annunci su tutto senza timore di sembrare ridicoli, così le erbacce diventano “erbe erranti”, con tanto di cartello ad indicarne la presenza e i parametri spazio temporali si distorcono a piacimento rendendo possibile in soli 18 mesi il rifacimento di Ponte di Tiberio, Castello e Piazza Malatesta. Gli interventi, come dichiarato dal Sindaco, subito dopo una notte tra musica e Drag Queen, riguarderebbero pedonalizzazioni, parcheggi, piazze e Ambulanti incazzati neri, ma non neri come i VuCumprà… se no potevano rimanere.

Possibile? L’annuncio è stato fatto e lui, Gnassi, non è disposto a sopportare oltre che i suoi sogni siano definiti impossibili. Se poi per rispettare i 18 mesi l’unico intervento sarà apporre colori pop dove urina il cane, non è dato saperlo. Noi per sicurezza conserviamo il titolo e la dichiarazione.

La Renzite però non serve solo per il post festa. Dopo un Borgo Party ben riuscito (ne fanno uno così ogni 2000 anni), ma assolutamente inutile per Rimini e i riminesi, è normale che ci si giochi l’onda dell’entusiasmo per rilanciare. Se qualcuno si soffermasse a leggere i titoli piccoli potrebbe scoprire che, secondo Assoturismo-Confesercenti, la riviera è in calo del 3% per gli arrivi e del 6% per fatturato. Allora meglio il titolone grosso con la sparata, arma di distrazione di massa.

Il vero problema con la Renzite è che evita a chiunque di assumersi delle responsabilità, ecco perché nel PD sono diventati tutti immediatamente Renziani, eccezion fatta per chi non ha mai contato nulla e dunque nemmeno ha potuto sbagliare. Prendiamo ad esempio la catastrofe Aeradria. Il Gatto e la Volp…. Hem no, scusate.. volevo dire  Gnassi e Melucci escono in questi giorni con la medesima dichiarazione avendo l’accortezza di usare giornali diversi e date diverse. Concordano sul fatto che Enac ha ricevuto 4 offerte per la gestione dell’aeroporto, dunque l’aeroporto è appetibile, indi per cui sono stati tutti lungimiranti.

Se per fare un aeroporto appetibile ai privati fossero necessari 50 milioni di debiti della cittadinanza ho come l’impressione che gli aerei verrebbero tirati giù a vista con ogive da contraerea al grido di “Spendig Review!!”. Qui a Rimini il solo grido che si è sentito è quello del capogruppo PD Marco Agosta che voleva “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”. E’ stato accontentato.

Qualcuno, dal sottobosco piddino, ci racconta, con aria di quello che la sa lunga, che “governare è una cosa complicata”, a noi pare che, più che altro, sia una cosa che proprio non gli riesce. Ringrazieranno mai abbastanza Renzi per il rincoglionimento generale che ha saputo distribuire? Chi non ha Renzi a ispirar serenate alla luna sa che l’annuncio è meglio farlo durante il proprio mandato e non come promessa elettorale. Lo sta sperimentando il Sindaco Tosi a Riccione i cui Assessori vengono tenuti lontano dai cantieri del TRC manco fossero tagliaborse albanesi in cerca di rame e che, suo malgrado, si trova ad inaugurare cose contro cui, da oppositrice, aveva combattuto: scuole, autisti…

E i Grillini? Incensurati, ecologisti, solidali, di cazzate non ne raccontano, ma la gente vorrebbe  lo facessero perché la realtà delle cose non piace a nessuno e quei rompicoglioni vogliono addirittura che si partecipi alle decisioni. Referendum senza Quorum!? A chi!!?? Noi vogliamo qualcuno cui dare la colpa e in questo i Demokrat sono sempre stati i numeri uno ed è per sempre per lo stesso motivo che si fa fatica a trovarne due non indagati per fare delle finte Primarie.

Lasciamo perciò che ci raccontino che l’estate è andata bene, che stiamo rifacendo tutta Rimini, che il buco tra la gestione provvisoria e l’assegnazione Enac non farà perdere voli in favore di altri aeroporti e che quello di cui abbiamo bisogno è una bella festa.

P.S.

C’è chi indica la luna, chi guarda il dito che indica la luna e chi viene messo sotto mentre cerca di capire chi o cosa deve guardare, perché sarà pur vero che i sogni aiutano a vivere meglio, ma è altrettanto  vero che chi dorme i pesci li piglia in posti inaspettati.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Meeting per l’amicizia tra i furbi.

Rieccoci. Altro giro altra corsa. Anche quest’anno, per il bene dell’indotto riminese (qualsiasi cosa esso sia), i capannoni di Cagnoni si fanno palcoscenico per le genti  di Comunione e Liberazione. Questa volta non chiedo aiuto a Grillo, oramai mi sono rassegnato.

Sebbene io abbia perso ogni speranza di evitarmi l’epifania zombie proprio a Rimini, non posso però esimermi da qualche considerazione. L’anno scorso, in un pezzo che venne ripreso da diverse testate giornalistiche, scrissi che vedere Formigoni, Lupi e Letta sotto lo stesso tetto aveva ridefinito il significato di ecumenico. Più di qualcuno si offese per le mie “insinuazioni” e diversi ebbero a dire che le lobby in diverse parti del mondo sono perfettamente legali …  gli risposi Vedrò ( e Vedrò fu sciolta).

Devo dire la verità, a me non dispiace poi tanto quando i miei interlocutori fanno gli scemi per non andare in guerra perché mi danno modo di ribadire cose che sono sotto gli occhi di tutti e che potrebbero passare per normali se qualcuno, ogni tanto, non desse un pizzicotto.

Fare lobbyng, come si dice, è una pratica piuttosto diffusa. Gruppi di interesse che si riuniscono ed esercitano pressione politica ce ne sono di ogni tipo: sindacati, associazioni studentesche, associazioni di imprenditori, di commercianti ed anche associazioni per i diritti umani. Il problema, determinato anche dall’assenza di normative precise, sorge quando una lobby,  in grado di esercitare una determinata pressione, la usa per ottenere vantaggi che non gli sarebbero ragionevolmente dovuti.

Ritorniamo sul caso di Comunione e Liberazione. A parte qualche esponente illustre caduto in disgrazia, vedi Formigoni, solo nell’ultimo anno si è aperta un’indagine sull’Associazione Meeting di Rimini  per finanziamenti pubblici ottenuti in maniera illecita e, grazie all’intervento di Roberto Fico (M5S) Presidente della Commissione Vigilanza RAI, sono stati tolti alla Kermesse 750.000,00 € di diritti che la Televisione pubblica aveva intenzione di elargire. Un quadretto non proprio edificante.

Annus Horribilis? Forse. Sicuramente nulla che possa intaccare uno dei poteri più radicati. Per il resto assistiamo ed assisteremo sempre alle solite sfilate e alle solite incoerenze. E’ edificante ascoltare le parole di Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa:

Abbiamo bisogno di tutto in Medio Oriente ma soprattutto di credere ancora che è possibile volersi bene. Le testimonianze ci dicono che, nonostante tutto, questa forza vive ancora”.

Sarà curioso poi sentire l’intervento Mauro Moretti  e capire cosa avrà da dire sullo stesso concetto  e come questo si possa applicare ai sistemi d’arma di cui Finmeccanica è leader nel mondo.

P.S.

I volontari ciellini sono certamente dei volenterosi senza alcuna intenzione di dolo, ma non si può certo dire che non facciano danno. Dalle interviste rilasciate pare che quest’anno si siano abbandonati ad una svolta di massa verso Renzi. Dopo Silvio e Alfano, un altro esempio di Carità Cristiana …. Che siano rimasti impressionati dalla volontà di imbottire di armi i Curdi? Fatto sta che dopo aver sdoganato droga e prostituzione tramite PIL, il traffico d’armi per gonfiare un po’ i conti pare una bazzecola.

Davide Cardone

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Ponte Piadinabile

La storia, almeno per chi s’informa, è nota. In concomitanza con Notte Rosa sarà inaugurato un ponte che l’Amministrazione Gnassi è stata costretta a realizzare nella forma in cui oggi lo vediamo: il ponte di via Coletti.

Per chi invece non conosce la storia un breve riassunto. Il Ponte di via Coletti, anche noto come il Ponte Sfiga (citando qualcuno che l’ha visto nascere), è pericolante da un numero incredibile di anni, tanto è vero che pare non avere  nemmeno un nome suo …. magari se gli dai un nome ti affezioni.

Nel corso del tempo gli sono state applicate delle soluzioni per allungarne la vita, per la precisione si tratta di quelle strutture metalliche che si trovavano sotto ogni arcata e che, comunque, erano solo un rimedio provvisiorio. Quel ponte doveva cadere, le amministrazioni degli ultimi 20 anni lo hanno sempre saputo ed infatti la struttura era monitorata da personale docente dell’Università Politecnica delle Marche, nella persona dell’Ing. Fabrizio Davì, lo stesso che, nel luglio dell’anno scorso, considerò che il ponte fosse da chiudere perché troppo pericoloso continuare ad usarlo.

Il fatto che il   Responsabile Scientifico del Laboratorio Ufficiale Prove Materiali e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche considerasse la vita del ponte finita e che, contestualmente, rifiutasse di prendersi qualsiasi responsabilità per quello che sarebbe successo dopo, fu una notizia che l’Amministrazione cercò di far passare come di poco conto  nell’apposita commissione, prova ne è il fatto che i Consiglieri del Movimento 5 Stelle furono costretti a richiedere la documentazione, non fornita nella citata sessione. Il Ponte Sfiga fu chiuso solo 8 mesi dopo e, comunque, solo dopo che il Movimento 5 Stelle di Rimini rese noti i fatti in una conferenza stampa.

Risolto? Non proprio. Non essendo l’innominabile Ponte Sfiga oggetto di interesse per la lobby della ristorazione e dell’intrattenimento, costruita attorno alla figura del Giovane Gnassi, si pensò di sostituirlo con un provvisorio ponte Bailey, uno di quei pontacci in ferro e travi di legno buoni per farci passare i carri armati, a patto che non ci mettano troppo. Ancora una volta il Movimento 5 Stelle, sollecitato da cittadini preoccupati, consapevoli di non avere migliaia di piadine da offrire in sacrificio al Signore della Notte Rosa, si prese l’onere e l’onore di difendere la cittadinanza convocando un Consiglio Tematico (si uno di quelli che la maggioranza chiama palcoscenico elettorale).

L’intervento in massa dei cittadini trasformò il provvisorio Bailey, già deliberato, in un bruttino, ma definitivo, ponte con tanto di campate. Il Costo è chiaramente maggiore, ma c’è da presumere che le rate leasing saranno a carico del prossimo Sindaco il quale, se Oscar Farinetti ci farà il miracolo, non sarà il prode Taglianastri ormai aggregato alla banda della fuffa di Renzi (quello nazionale).

Questa la storia pregressa, ma, nonostante l’Amministrazione sia stata praticamente costretta a fare quello che in definitiva è solo normale mantenimento dell’operatività di un comune, si sta già stirando il nastro per una fiera inaugurazione di un altro successo in “questo piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico” (cit. Andrea Monodiscorso Gnassi). E’ lo stile comunicativo che va per la maggiore, quello dei giovani sindaci, quello di chi è consapevole che deretani ormai affezionati alla propria poltrona non vengono mai  a vedere i bluff e così si può inaugurare anche una pista di biglie dichiarando che da li partirà la rinascita di Rimini Nord. Tanto … chi controlla il controllore?

P.S.

I miei personali complimenti alle fotocopie locali per la marchetta delle 200.000 persone per la Molo. Mi stavo chiedendo …  fa parte del pacchetto del milione di passeggeri?

Davide Cardone

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80€ e un lecca lecca.

Questo pezzo, come tutti gli articoli di Citizen, è un’analisi dalla prospettiva Riminese dei fatti, anche se provengono da situazioni nazionali e sovranazionali.  Il dato nazionale è  chiaro e chi vi scrive, sebbene lo pensasse diverso, è sicuramente meno sorpreso di Renzi. Garantito.

Poi il dato va riportato sul territorio e, pur rispettando le proporzioni, si nota come ci sia qualcuno che si è tolto una bella soddisfazione. Marco Affronte, Attivista del locale Movimento, fa le valige per l’Europa.  L’appagamento  è, ovviamente, per tutto il gruppo di Rimini che  vede le sue possibilità espandersi ulteriormente. Tre Consiglieri Comunali, una Parlamentare e un’Eurodeputato senza promettere 80€ euro, ne leccare niente.

I dati definitivi del Ministero degli Interni parlano chiaro. Un quarto dei Riminesi, dato non comparabile con le Europee del 2009 senza candidati M5S, ha ritenuto che il Movimento li potesse rappresentare in Europa e di questi quasi 4000 persone hanno scelto Marco. Voto di protesta? Se analizziamo la campagna elettorale scopriamo che Affronte ha espresso solo i  valori della sua estrazione e del suo gruppo. Chi lo ha preferito  ha fatto una precisa scelta di professionalità.  Riminese, padre di famiglia, biologo marino e non ha mai affermato di essere oltre Capitan Findus, quindi di protesta non ce n’è.

Altra prova del grandissimo lavoro di Rimini? Con il suo 25,03% è il miglior risultato non solo della sua circoscrizione, ma anche del Nord Italia, se si escludono Genova e Imperia, che comunque hanno la marcia in più di un compaesano piuttosto famoso nel Movimento. A dire il vero se osserviamo anche il centro Italia per trovare qualcuno che abbia fatto più di Rimini bisogna guardare a Roma, che sfodera un 26%. La capitale però ha più’ possibilità di contatto con le nostre teste di serie.

Ieri sera ero sicuramente tra quelli che speravano in un risultato eclatante e, quando non l’ho visto, sono rimasto un po’ perplesso, ma stamattina a mente fredda, per quanto possa esserlo quella che ho in dotazione, mi sono chiesto: ma perché dovevamo vincere? Siamo riusciti a svuotare i serbatoi di voti? Siamo riusciti a rompere le clientele? Siamo riusciti a far capire tangibilmente quanto vantaggio nasca nell’agire  come comunità? La risposta è no a tutte le domande ed allora mi accontento molto volentieri di un 25% a Rimini, 21% su scala nazionale, di gente che ha capito di cosa parliamo, che non si accontenta di 80€ e un lecca lecca.

Il perché la maggioranza abbia scelto  Renzi è persino banale e nell’azione del Movimento lo si vede ogni giorno. Quando un cittadino ha un problema la parrocchia del Movimento è l’ultima a cui va a bussare,  sa bene che poi  li non ci saranno compromessi e il problema si dovrà affrontare.  Questo comportamento equivale alla falsa speranza di opzionare più vie d’uscita, ma poi si scontra sempre contro lo scarso potere contrattuale del cittadino.  La missione del Movimento oggi come oggi è proprio quella di abbattere questa concezione della politica. Come? Ce lo spiega Giulia Sarti:

Rimini è il fiore all’occhiello della Regione. È l’incastro perfetto. Quando hai 3 Consiglieri Comunali che spulciano  carte e vanno avanti a colpi di esposti in procura, battaglie e proposte serie, quando hai gruppo di Attivisti che ogni sabato istituiscono banchetti  informativi, ogni Giovedì partecipano al Consiglio Comunale, ogni settimana organizzano riunioni ed eventi… insomma quando hai un gruppo di persone che “stanno sul pezzo” senza mai prendersi troppo sul serio, che sanno lavorare, fare sacrifici senza mai montarsi la testa, che presidiano la rete e il territorio confrontandosi sia con l’anziano signore di 70 anni sia con il diciottenne ..ecco, quando hai tutto questo hai anche il motivo per cui la gente ti da il voto, secondo me . La serietà, la credibilità, la capacità di coinvolgere tutti e di essere una comunità, la partecipazione costante, la sana autocritica e tanto tanto fiato sul collo.”

P.S.

Ai miei Fratelli della Costa. Il 21% è ciò a cui apparteniamo, il 25% è dove eccelliamo ed è tutto nostro. Questa volta ne siamo sicuri. Non è voto di protesta, ne voto di pancia, è il nostro coraggio che da i suoi risultati. Le nostre vele sono gonfie  e la bandiera a 5 stelle sventola che è un piacere, alla via così.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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C’è Renzi per te!

renzi-amici3Una premessa. Di solito Citizen Rimini cerca di trattare temi  locali e questo per una voluta specializzazione, nonché per un’esigenza di competenza sull’argomento. Oggi però per un cittadino, di qualsiasi zona d’Italia esso sia, pare impossibile non esprimere un parere su ciò che si è appena consumato nel Governo, la cittadinanza italiana sui documenti lo esige.

Detto questo… vi siete accorti che lunedì prossimo, molto probabilmente, in Italia prenderà la Presidenza del Consiglio un candidato eletto in un Talent Show? E’ la prima volta al mondo.

Pur sottolineando che se esiste un primato a cui avremmo tranquillamente potuto rinunciare era proprio questo, bisogna ammettere che il fatto, spogliato delle sue conseguenze politiche, apre scenari di avanguardia a cui neppure Casaleggio avrebbe mai pensato.

Parliamoci chiaro. La rete pretende troppa partecipazione. Bisogna interessarsi, informarsi, prendere decisioni, chi ce lo fa fare? Considerando poi che, una volta arrivati a Roma, fanno comunque quello che vogliono…. Molto meglio un bel Talent dove i politici sono chiamati ad esibirsi in quello che poi gli verrà chiesto di fare: dire cazzate.

Dunque la Televisione, che secondo previsioni di qualche tempo fa doveva essere già morta, fa sentire il tutto il suo peso sostituendo le istituzionali urne con un Talent Show interforze. Da Mediaset alle reti di Cairo è partita una sovraesposizione senza contraddittorio per Matteo Renzi che, simbolicamente, ha esordito proprio nel programma della regina del Talent, Maria De Filippi.

La Televisione è viva ed è più potente che mai. Penso che l’abbiano capito tutti distintamente quando, proprio sul palco di Maria, non è volata nemmeno una pernacchia all’indirizzo di quel tale che, con quella faccia e quel giubbotto, più che Fonzie sembrava un Wurstel.

Da quella volta in poi la strada, lubrificata con l’assenza del contraddittorio, è stata una veloce discesa e tutti coloro che ieri criticavano la scelta di un comico come garante di un Movimento Politico, oggi si trovano ad acclamare un concorrente di quiz Presidente del Consiglio. Come dite? Era il Sindaco di Firenze? Non saprei… io sono mesi che aspetto un qualsiasi Renziano che mi dica cosa a fatto Renzi per Firenze, oltre a concederle l’onore di essere stata usata come trampolino di lancio ovviamente.

Ma questi sono solo scrupoli. Chi vi scrive pensa sia necessario arrendersi, agevolare questo passaggio ed eleggere tutto il Governo così, non solo il Presidente del Consiglio. Ve lo immaginate? Provate a pensare per esempio a Loredana Lupo nello studio di “C’è posta per te”. Si apre la busta e…. Loredana per te c’è Stefano Dambruoso!!

<<Loredana, mi spiace di non essere riuscito a camuffare bene lo sganassone, ma ora sono cambiato e, visto che dovrei diventare Ministro delle Pari Opportunità, mi dovresti perdonare>>.

 Assolto dalla TV, c’è qualcosa di più assoluto? Direi di no, anche perché allo stato dell’arte pare che solo la televisione abbia il potere di portare la gente a votare. Per quale motivo  non lasciarglielo fare dal telecomando? Fidatevi è la soluzione migliore, anche perché una volta che hai fatto provare il televoto nessuno torna più indietro. Prova ne è l’affluenza nella sede storica del PD a Milano per le Primarie Regionali. Ore 10.30 diciotto persone e il più giovane era del ’64.

Certo poi si organizzeranno e, fotocopia dopo fotocopia, si affaticheranno raggiungere un numero di votanti decente, ma perché fare tutta questa fatica? Perché fare alzare dalla poltrona un cittadino, la domenica, e chiedergli anche 2 euro per questi scarsi risultati? Molto meglio chiedere il costo maggiorato di qualche centesimo di un normale sms e fare odiens e denaro a palate il sabato sera. Comunque vada sarà un successo… per loro.

P.S.

Cittadini! Vi piace Renzi? Beh.. fatevelo piacere perchè pare proprio che ve lo meritiate.

Davide Cardone

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Ritorno al Futuro.

perfume_wantedSiete pronti per la Primavera Democrat? Si, lo sappiamo che è quasi autunno, ma la nostra non era una considerazione sulle mezze stagioni, che si dice in giro non esistano più. No, la domanda si riferisce alla rinascita del PD Nazionale, ma anche e soprattutto di quello Riminese.

Non è un mistero che Samuele Zerbini e Mattia Morolli abbiano da tempo sposato la causa del Sindaco di Firenze, ma più si avvicina il 9 di settembre e più ci sono adepti che fanno outing… chissà come mai. E’ il caso dell’incisivo On. Tiziano Arlotti, ormai un pezzo da novanta (anzi da 18mila), che, dopo essere stato primo firmatario della proposta di legge sulla trasformazione in museo di una miniera di zolfo, ha deciso di lasciare definitivamente il segno annunciando che, si, lui sta con Renzi.

Cosa lo ha spinto finalmente a togliersi il peso e a dichiarare le sue inclinazioni? Ci riferiamo ad inclinazioni politiche non capite male… Sicuramente le ragioni saranno diverse e complesse, ma a lui piace citare l’intervista “di un ragazzo al Meeting, che ha indicato in Letta e in Renzi un chiaro segno di rinnovamento.” Non sappiamo se il ragazzo in questione fosse un 33enne con barba e tunica, fatto sta che  “l’annuncio” ha avuto il suo effetto.

In verità, in verità vi dico… avere Arlotti tra le proprie fila piace molto al Consigliere Comunale Mattia Morolli che, in una serie di Tweet, brandisce il suo no alle “larghe intese territoriali” (si vede che quelle nazionali ancora le può sopportare), dichiara che D’Alema è peggio dei Maya e da il benvenuto al Parlamentare Riminese. Le parole esatte sono state:

mattia morolli@mattiamorolli

@Markollen@matteorenzi@CitizenRimini@DadoCardone:@TizianoArlotti benvenuto ! Porta idee e #stasulpezzo per Rimini e i suoi bisogni

Da qui in poi abbiamo usato la tecnica del “minimo stimolo” e siamo venuti a conoscenza anche di altri pensieri. Di seguito la conversazione:

Citizen: ma smettila!! W i giovani, eh??

Morolli: A Rimini abbiam messo un 20enne segretario poi sparito; se è così allora viva il vintage

Citizen: e vabbè li avete sbagliato Vision 😉

Morolli: … è peggio lasciare questa situazione per quasi 2 anni; più che vision è horror

Dunque alle Renziadi pare ci sia poco spazio per le Visions. Noi di Citizen, che professiamo l’hobby dell’osservazione addirittura dalla Prima Repubblica, ci siamo convinti che nell’espressione il “nuovo che avanza” vi sia un fraintendimento semantico della parola “Avanza”. Il vero significato è che il nuovo ce l’hanno proposto così abbondantemente che qualcosa è sicuramente avanzato.

Renzi il Rottamatore iscritto alla fondazione VeDrò e le sue Aragoste di rappresentanza paiono il ritorno ad un “futuro” che abbiamo già visto troppe volte, ma sembra che in giro ci siano persone a cui basta sentire il sostantivo cambiamento per vederlo realizzato.

P.S.

Arlotti lo avrà già comprato il giubbotto di Fonzie?

Davide Cardone

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Il Nido dell’Inciucio.

enrico_letta_meeting_clLa legge elettorale entro l’autunno, la rinascita dell’Europa nel 2014 e un governo che prosegua il suo percorso. Nipote Letta non è andato in vacanza ma al Meeting, il Nido dell’Inciucio, dal palco una volta più rappresentativo della politica estiva, frequentato dagli sponsor Bersani ed Errani, tenta di tracciare come un petulante Tom Tom la road map delle cose da fare. Praticamente tutte. La ripresa seconda l’ultima previsione arriva nel 2014, ci sono ancora cinque mesi abbondanti per fallire, licenziare e…suicidarsi. I Due Gemelli per Renzi hanno rincorso per i padiglioni, fortunatamente, vuoti il Premier, avevano una busta contenente una lettera con tre mila richieste, la più urgente riguardava la possibilità di organizzare una Street Parade Governativa. Il tracciato era il solito: partenza da Paesani arrivo da..Lucio. Clima sereno, caldo fino a ieri notte, poi gli undici sversatori di merda quasi inoperosi questa estate hanno iniziato a fare il loro dovere. Verranno affissi minuscoli bigliettini annuncianti il divieto di..balneazione. Chi deve farlo rispettare? Il Prefetto, in persona, era presente sull’arenile per organizzare i vigilantes. Non si capisce chi stia vincendo la partita mai giocata sul serio in questi anni. ancora si continua a colpire l’effetto finale e non usare la famosa intelligence di Zucchi. Quando un Bertino Astolfi rilascia una intervista il segnale di avere toccato il fondo della politica riminese è alto. Non sembra più nemmeno soddisfatto del tendone sul suo parco, non abbiamo capito cosa vuole. Gnassi lo conosce da sempre come noi, cosa sperava, quali accordi aveva stabilito? Sono queste le domande che un normale giornalista dovrebbe fare allo suocero perchè genero ed i tre cittadini che leggono, con l’alibi del tutto gratuito come la Fiera, riescano a capire qualcosa. Acquisterebbe cento vigili urbani, dieci in meno della Franchini se fosse lei la Comandante, per fare cosa, mountain bike su sabbia con gli incentivi? Gnassi comanda e voi obbedite, lo strano è questo. Baschetti ancora bestemmia per averti chiesto di entrare in lista, avere preso più preferenze di Melucci non è un grande palmares. La presidente del Meeting Emilia Guarnieri è più esplicita: questo governo è l’unica soluzione in grado di garantire una possibilità di benessere per il paese, ha la grande possibilità emendativa di andare a confessarsi in una delle duecento cabine allestite, vista la mole dei peccati mortali commessi da ..Formigoni. La giornata del presidente del Consiglio comincia con la messa ma finisce con Lupi e Mauro. La prima volta da premier, l’ennesima visita da amico del Meeting e del popolo di don Giussani(?). Delle ultime edizioni non ne ha mancata una, nella prossima avrà la stupenda casacca rossa dei volontari a pagamento. Firma un appello per i cristiani perseguitati e per i milioni di italiani licenziati e cassintegrati, incontra l’Ad delle Ferrovie personaggio sopravvissuto a nove governi e qualche disastro, a testimonianza di una abilità sconosciuta a tanti. Si apre con un video messaggio di N….., la presenza questa volta sarebbe davvero troppo ingombrante. Nel frattempo sembra che i Due Gemelli siano riusciti a consegnare la missiva tenuta nelle mani come una pista in concordato. NipoteLetta ha chiesto loro se era vero si fossero iscritti alla mailing list di Renzi. Abbiamo visto la busta volare in alto fino ai pannelli fotovoltaici della Fiera, montati dalla pregiata Ditta…..

Maximus Attilius Lugaresi

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