VIOLENZA VERBALE – Comunicato stampa del neo consigliere Marco Tonti.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Marco Tonti, nuovo consigliere di maggioranza eletto con la lista Rimini Coraggiosa.

VIOLENZA VERBALE DA PARTE DEL CONSIGLIERE USCENTE LUIGI CAMPORESI NEI CONFRONTI DI RAFFAELLA SENSOLI.

Leggendo le reazioni post elettorali sui social mi è capitato di leggere un commento intollerabile da parte del Consigliere uscente Luigi Camporesi.

Riferendosi alla debacle elettorale del Movimento 5 Stelle dice che ora dovranno trovarsi un lavoro e poi si riferisce all’ex consigliera regionale Raffaella Sensoli in questo modo (CITO TESTUALMENTE):

“Sensoli dimostra che il PD è in grado di trovarne*. Pare sia sufficiente qualche fellatio elettorale.”

L’asterisco richiama ad una meschina spiegazione secondo la quale la “fellatio” avrebbe un senso “figurato”.

A questo proposito mi sento di dire due cose. La prima è che una violenza anche se figurata è sempre una violenza. E poi che mi risulta incredibile che una persona come Camporesi, che ha avuto un ruolo di rappresentanza pubblica, si lasci andare ad una simile bassezza per esprimere il suo disappunto.

In questa campagna elettorale abbiamo speso molte parole contro la violenza di genere e per la dignità delle donne. A quanto pare è già venuto il momento di passare dalla teoria alla pratica e condannare pubblicamente un comportamento inaccettabile.

Raffaella Sensoli difenderà sé stessa nella maniera più adeguata, ma bisogna dire chiaramente che in nessun caso è accettabile usare il sessismo per fare battaglie politiche, in nessuna circostanza, neanche quando lo si ammanti meschinamente come una “battuta” o una “goliardata”.

Invito i nuovi eletti e le nuove elette a prendere posizione contro questi comportamenti indegni sia per l’oggi che per il futuro, a dichiarare fermamente che questa non è la Rimini che rappresenteranno, e che si impegnano a contrastare ovunque e in ogni circostanza queste forme becere di violenza verbale.

Marco Tonti

Rimini Coraggiosa

P.S. della Redazione

A settembre abbiamo assistito a molte iniziative in favore delle donne a cui la coalizione del nuovo sindaco, Jamil Sadegholvaad, ha giustamente dato spazio. Le azioni simboliche sono molto importanti, ma possono essere scambiate per “Pink washing” se poi non seguono i fatti. Siamo tutti molto curiosi di vedere in quanti si dissoceranno da questa brutto comportamento.

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La Franchini corre da sola.

Stamattina sulla cronaca locale si leggeva uno dei tanti attacchi al Movimento 5 Stelle che, motivati o meno, sembrano aver sostituito la “Posta del Cuore” di molte pubblicazioni. In quest’ultimo, precisamente, c’era un richiamo all’iscritto al Grande Oriente d’Italia che non ha ritirato la sua candidatura una volta scoperta l’affiliazione. Mi sono sempre chiesto: ma se una candidata fosse invece la moglie di un massone?

Non so perchè, ma quando pongo questa domanda mi viene in mente Carla Franchini. La conoscete no? Per chi la conosce rappresenta una sicurezza, nel senso che sicuramente è la persona meno attinente in assoluto con il Movimento 5 Stelle e, nonostante questo, ha beneficiato di un recupero in extremis e di una candidatura. Non era passata alla selezione delle Parlamentarie, ma un posticino come capolista all’uninominale gliel’hanno trovato comunque.

Per chi sa qualcosa della recente storia del Movimento di Rimini questa soluzione non provoca stupore, daltronde la Franka (come viene comunemente identificata) pare sia, o perlomeno sia stata, “l’uomo” di Bugani nel territorio riminese, all’insaputa del suo meetup di appartenenza ovviamente. Qualcuno aveva già fatto questa previsione ed anche altre altre, che puntualmente si stanno realizzando.

La più facile da predirre era sicuramente il tentativo di fuga in solitaria della Franchini, che non è mai stata capace di collaborare con gli altri attivisti, nè li hai mai reputari alla sua altezza. (Chi volesse qualche particolare in più può leggere l’articolo : “Ma la Franka ha peccato?”). In ogni caso, dopo un paio di settimane dall’ufficializzazione della sua candidatura, ha cominciato una sua personale campagna stampa fregandosene dei suoi compagni d’avventura.

C’è una convenzione non scritta, ma raccomandata dalle alte sfere, che non vuole si corra uno contro l’altro. Questo anche per una ragione pratica, ossia che il simbolo raccimola senza dubbio più voti dei candidati. La naturale conseguenza (potete controllare in tutte le passate campagne elettorali) è che i comunicati stampa siano a firma congiunta, a meno che non vi sia un’intervista a cui rispondere direttamente.

A Carla Franchini questa cosa non è mai andata bene ed ha sempre ballato da sola, anche nel suo mandato da consigliere comunale. Se chiedeste a Gianluca Tamburini ve ne potrebbe raccontare delle belle su come, più volte, abbia dovuto cambiare un’azione in corsa per non farle fare la figura di quella che non aveva capito nulla. Anche in questa occasione, vedrete, l’ansia di apparire della peggior sgomitatrice del Movimento darà delle “soddisfazioni”, questo perché le risulta faticoso informarsi sul lavoro già fatto da altri che, teoricamente, dovrebbero appartenere allo stesso partito.

La prima chicca pare essere la proposta tramite stampa, in assoluta solitudine, dell’applicazione del Braccialetto elettronico agli Stalker. Sembrerebbe una proposta come un’altra, ma cosa c’è che non va? Semplicemente è contro la linea del suo partito. Di fatto, accedendo alle pubblicazioni dell’organo d’informazione pentastellato del Parlamento (Parlamentari 5 Stelle) si legge una reprimenda nei confronti di questo mezzo dal titolo: Il Braccialetto elettronico è un fallimento.

Le motivazioni, in ordine d’importanza, sembrano essere: che attorno al braccialetto elettronico si sono sviluppati interessi piuttosto pesanti e più volte denunciati dal Movimento, che il costo del braccialetto (100 € al giorno!) sia totalemente a carico del contribuente e che lo strumento sia facilmente eludibile, come dimostratto da recenti e gravissimi fatti di cronaca.

Ancora una volta Carla Franchini dimostra  come per lei il lavoro di chichessia non sia valido nemmeno come premessa ad altre considerazioni. Come detto sopra, chi la conosce non si stupisce… è semplicemente il Franka Controtutti, uno stile consolidato. Non sono certo recenti gli attacchi a mezzo stampa contro Giulia Sarti, altra cosa espressamente vietata dalla Segreteria 5 Stelle.

Poco male. Quest’atteggiamento chiama il “tana libera tutti” e presto potremo avere l’esatta percezione di chi esprime significati perchè ci ha lavorato e chi, come la nostra eroina, si sveglia stotto elezioni e riporta dati generici come li legge, senza approfondimento e… filtandoli, tra l’altro, con una mentalità piuttosto leghista.

#MaiLaFrankaInParlamento

P.S.

“Non possiamo essere tutti star perché qualcuno deve sedersi sul marciapiede e battere le mani quando io passo.” [Sebastian Horsley]

 

@DadoCardone

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Casa Madiba mette in mora il Comune.

Abbiamo parlato più volte di quest’argomento e qualcuno degli abituali lettori (tutti e due) ci chiede spesso se vi sono state evoluzioni. Il tema è Casa Don Gallo e la questione, perlomeno una delle questioni, sono i denari che il Comune doveva corrispondere all’Associazione Rumori Sinistri per il servizio svolto nella contingenza dell’Emergenza Freddo.

Era il dicembre del 2015. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, gli stessi ponti da cui si sono potuti allontanare i senza tetto, trovando riparo per due inverni consecutivi. Casa Don Gallo, va detto, è tutt’altro che un basico dormitorio dedicato all’Emergenza Freddo, come nelle intenzioni di chi aveva redatto l’Istruttoria di assegnazione. Il luogo è diventato sopra ogni altra cosa un volano progettuale contro le politiche di mutualismo emergenziale.

Quello di cui vi rendiamo conto oggi però è la diffida ufficiale, redatta dall’Avvocato Giordano Varliero, nel persistere a non corrispondere la somma stabilita di 15 mila euro. Un rimborso (non una retribuzione), tra l’altro stabilito unilateralmente, mai pagato per il primo inverno e nemmeno ipotizzato per il secondo. Quando si dice fare i caritatevoli con l’impegno degli altri.

Di richieste d’incontro per dirimere la questione, come si legge nel comunicato delle associazioni, ce ne sono state diverse e diverse sono state le scuse per non considerare le proposte degli attivisti. La più memorabile delle affermazioni rimane però quella di Gloria Lisi, Vicesindaco e titolare del Welfare, che riportiamo per tramite di testimoni presenti, : “L’inverno scorso non ha fatto neanche così freddo” (disse quella col termosifone e una casa).

In ogni caso, dopo una prima diffida bonaria, è giunta l’ora dei carteggi legali ( Diffida-ad-adempiere) nei quali l’Avv. Verliero da dei riferimenti piuttosto precisi. A noi di Citizen non rimane che sottolineare come questo nuovo incontro tra Davide e Golia non faccia altro mettere in evidenza in brutto rapporto tra la politica e la cittadinanza, tanto più se sinceramente attiva.

Una nota a margine del comunicato, ma neanche troppo, riserva parole dure anche per quelli che dovrebbero essere i rappresentati direttamente eletti dai cittadini, che appoggiano i concetti, ma si dissociano dalle pratiche. Il riferimento è a Luigi Rancoresi e Kristian Gianfreda colti impreparati a parlare di Emergenza Abitativa.  Chi vi scrive la trasmissione l’ha vista e deve osservare che la preparazione sul tema era oscurata dall’eleganza di Camporesi (ho detto tutto).

I ragazzi del Network Casa Madiba, come in altre vicende, si trovano volutamente deformati da retoriche che parlano di anarchia e d’insurrezione, mentre tutto quello che fanno è praticare un futuro migliore. Protesta e Disobbedienza Civile sono mezzi leciti, come dimostrato dalle recenti assoluzioni a formula piena di attivisti proprio del Network. Il problema è che la gente e i politici che corrono dietro alla gente confondono la Legalità, senza tra l’altro considerane i principi evolutivi, con la Giustizia Sociale. Non sono proprio la stessa cosa.

Anyway. La questione è facile. Era stato concordato un rimborso per un lavoro. Di lavoro ne è stato fatto molto di più. Del rimborso neanche l’ombra. Qualsiasi altra considerazione è subalterna a questo semplice assunto.

P.S.

L’atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione.

[Erich Fromm]

 

@DadoCardone

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Un consiglio senza Sinistra.

beatrice lorenzin - patto civico per gnassi - pizzolante-2Più di una persona (due) mi ha intimato di scrivere al più presto un pezzo Citizen sui risultati elettorali di Rimini. Visto che senza i miei due lettori non potrei sopportare la carriera di corsivista amatoriale (vita dura), ho deciso di comporre un articoletto, nonostante il mio coinvolgimento politico-emotivo. Tra l’altro non essendo un giornalista licenziato, né un pubblicista accreditato, me lo posso permettere.

Parto da lontano, da Bologna precisamente. Se a Rimini non si è presentato il Movimento 5 Stelle molti dei ringraziamenti di  Andrea Gnassi dovrebbero essere recapitati a Massimo Bugani che, tramite la sua agente locale, Carla Franchini, ha potuto creare lo sconquasso. Quel minimo di conflitto, quel tanto che basta, per poter anonimamente sostenere che “dove ci sono conflitti non si presenta nessuno”, a meno che non si parli di Bologna ovviamente. Certo che l’uomo cui nessuno può fare ombra, ma che non arriva manco al ballottaggio, è stato enormemente facilitato da alcune incrinature già presenti sul territorio quali: il megafono dell’ex moglie di Grillo, caricata a molla dai suoi complessi d’inferiorità, un assortimento di mignatte vanitose e un gruppo che “stiamo buoni, se no s’incazzano”.

Comunque sia, questo risultato elettorale è figlio dell’assenza del Movimento, dato penso incontestabile. Il problema è che la proditoria eliminazione dell’Yin ha fatto ribaltare lo Yang e, attualmente, il Consiglio Comunale di Rimini si appresta ad essere occupato da un coacervo di entità neoliberiste che mette i brividi e per cui l’unica forma di partecipazione è quella agli utili. Welfare State addio.

La Maggioranza è tenuta in piedi dalla lista di Pizzolante, Patto Civico e Città Metropolitana per Gnassi, che ha piazzato 5 seggi, tra cui non c’è il fido Vincenzo Gallo, il più parziale Presidente del Consiglio Comunale di sempre. Vale a dire che le politiche di Sinistra, se mai fossero destinate ad esserci, dovranno passare per il setaccio dell’Onorevole, per non parlare poi degli Assessori che gli sono dovuti secondo le più classica applicazione del Manuale Cencelli.

La Minoranza invece è completamente privata di qualsiasi espressione non dico di sinistra,  ma manco di centro. Riconfermati: Nicola Marcello (recordman con 1237 preferenze), Gennaro Mauro  e Gioenzo Renzi. Riconfermato anche Luigi Camporesi che dopo aver mollato gli amici (?), insultato il mondo, millantato primati nel Movimento, costruito liste poi accorpate perché vuote, infiltrato liste di disturbo, minacciato denunce, è tornato (come avevo predetto qualche pezzo fa) esattamente dove era partito. Con il vantaggio di non avere più la Franka tra le scatole, ma con lo svantaggio di non avere più Tamburini a coprirgli le spalle. Grosso problema…. Perché il secondo era l’unico a possedere una cultura politica tra i tre e praticare la politica solo per rancore non è mai auspicabile.

Tutto nuovo invece il comparto Pecci, il quale, secondo me, è passato in chiesa ad accendere un cero a San Pinocchio per non essere costretto a dimostrare in che modo si riempie l’Aeroporto Federico Fellini di Milioni (e milioni) di passeggeri in arrivo. Da lui mi aspetto un bel po’ di materiale per raccontare della tragicommedia Consiliare…. Può battere la Franka se s’impegna.

Fuori dal Consiglio in molti, ma non tutti i mali vengono per nuocere, come si suol dire. La prima degli esclusi è la lista Rimini People, che mi asterrò dal commentare in quanto mi troverei in conflitto di interessi, ma che vi invito a seguire nelle sue attività, anche ora che si è fuor di candidatura. Dietro, di poco, la lista dell’Assessore uscente Sara Visintin. Un vero peccato non poter vedere in azione il suo Sindaco della Notte ruolo ideato, pare, da Luca “Tourette” Santarelli (8 voti); come se non bastassero tutti i sindaci che lasciano girare di giorno. Sono anche addolorato di non poter vedere in Consiglio Addolorata, Di Campi, che, con il suo Popolo della Famiglia, ci ha regalato la magia di una piazza gremita da un uomo solo: Mario Adinolfi. Indifferenziabile. Non posso dirmi addolorato invece per il penultimo posto di Ottaviani Prima gli Italiani, anche se non sono riuscito a capire chi caspita è che nel 2016 vota ancora simulacri del fascio, quando sono disponibili così tante alternative scioviniste. Un po’ demodé. Ultima Marina Mascioni con il Fronte Nazionale per l’Italia. Sugli ultimi non s’infierisce.

P.S.

Al Seggio:

Presidente: “ma qui c’è scritto solo Ricci, come facciamo a sapere se è la femmina o il maschio”

Rappresentante di lista Roberto: “è femmina glielo dico io”

Presidente: “ma come fa a dirlo?”

Roberto: ”come faccio? Sono il suo babbo!!”

dado

 

@DadoCardone

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Te lo do io il Sindaco.

manifestopalermo-nonleggerlo2Finalmente è finita, non perché non mi sia piaciuta, ma perché da oggi, con il silenzio elettorale, non sentirò più la tempesta di minchiate che da destra a sinistra si è abbattuta sull’incoscienza degli elettori (e di molti candidati consiglieri). Oggi ricomincio a parlare io, dopo essere stato faticosamente in silenzio al fine di non portare via spazio agli elementi di valore che militano nella lista cui appartengo.

Ah, prima che qualcuno cominci a lamentarsi: ovviamente questo è un commento di parte. Io ho una parte e ci tengo che si sappia.

Dicevamo. La pochezza di questa campagna elettorale è stata un valido indicatore di come, quando il cittadino abbassa completamente la guardia nei confronti della politica, questa diventi inesorabilmente priva di qualsiasi competenza e significato.

Guardando le tribune elettorali su Icaro TV, ma non solo, sembra di assistere ad una farsa, quel genere teatrale che narra di fatti verosimili declinati però in grottesco. Un’interpretazione della politica che farebbe anche ridere, se non fosse per il campo cui si vuole applicare… che poi è la vita delle persone.

Non le avete viste? Ve le racconto io. Innanzi tutto i candidati sono tutti convinti di essere eletti. Capisco anche che qualche genio del marketing politico abbia detto loro che la comunicazione assertiva ha la sua importanza, ma da qui a togliere i “se”, ne passa. Parlano tutti di quando saranno sindaci, come fosse solo una questione di tempo, ma il suddetto espertone di comunicazione ha dimenticato di spiegargli che se poi, alla fine, hai bisogno di leggere persino il tuo invito al voto quella falsa sicumera ti si rinfaccia peggio della peperonata alle due di notte.

“Candidato! Perché dovremmo votare la sua lista?”

“Aspetti che controllo”.

Badate bene però che non è solo una questione di etichetta televisiva, è proprio una mancanza politica. Tutti hanno detto (o letto) cosa farebbero se fossero Sindaci, ma a nessuno, tranne che a Mara Marani, è passato per la mente di dichiarare cosa farebbe dovesse toccargli un banchetto di minoranza. Che cultura politica è quella che reputa il ruolo di opposizione indegno di essere considerato? Al di là del potere esecutivo esiste anche un ruolo di garanzia e controllo che va gestito con altrettanto senso del dovere.

Questa ignoranza collettiva poi viene magnificata dal carattere dei singoli partecipanti, a cui ora darò il voto nello stile Citizen.

Andrea Gnassi – Riesce ad essere pessimo anche come vincitore annunciato. Qualsiasi domanda gli fai, risponde: Fogne. Una volta il monodiscorso gnassiano era più articolato. C’erano vision, traiettorie, post-dubaismo (qualsiasi cosa esso sia) e pedalate friburghesi, ora solo fogne. Il motivo forse è che ha esaurito la memoria disponibile, dovendosi ricordare le promesse fatte a tutte le liste di cui si è circondato per paura del Movimento, prima, e di Melucci, poi. Una lista per ogni categoria, chissà che divertimento in approvazione di bilancio e che risate quando Pizzolante presenterà il conto. Esiste una pratica erotica che si chiama Ipossifilia e consiste nello strozzarsi da solo, per togliere ossigeno al  cervello e intensificare l’orgasmo… questa campagna elettorale di Gnassi pare seguire gli stessi principi, forse vuole godersi di più l’orgasmo della vittoria. Nel frattempo l’unica evidenza degli 80 mila euro di spesa elettorale dichiarata è stato un camion vela con gigantografia, parcheggiato inesorabilmente nei pressi di ogni evento che attirasse più di sei persone. Voto: 6 – è diventato il cartonato di se stesso.

Marzio Pecci – Vince ad horem la classifica dello spara minchiate. E’ una cazzata persino che sia leghista, lo testimonia inequivocabilmente il fatto che non riesca ad indossare la felpa Rimini.  Con quella addosso ci ha fatto un video e una comparsata con Salvini, ma poi ha deciso di aver dato abbastanza.. in fondo risiede a Pesaro ed esercita a Riccione, così a nord nella Padania non si era mai spinto. E’ un artista della bomba di stile renziano. Alla sua prima registrazione su Icaro è riuscito a dire che avrebbe portato il traffico del Fellini a 47 milioni di passeggeri, praticamente Fiumicino. Sapete cosa… sentivo la mancanza di qualcuno che dicesse sciocchezze sull’aeroporto. Anche sugli altri argomenti la poca conoscenza dei temi riminesi è imbarazzante. A parole, oltre a trasformare il Fellini in Heatrow, ha anche riqualificato tutte le colonie (tutte), risolto il problema dell’abusivismo, della Sicurezza e delle Mafie in Riviera. Praticamente è Batman, miliardario di giorno e paladino della giustizia di notte. Voto 4 – di superficialità ci basta quella che abbiamo.

Luigi Camporesi – Voleva fare il candidato sindaco del Centro Destra, ma essere un ex grillino che ha abbandonato la nave quando (per combinazione) non gli hanno eletto la moglie in regione non è un bel biglietto da visita. La sua voglia di essere a capo di una coalizione però lo ha portato ad inventarsene una che, a suo dire, è piena di grillini (io ne conto sei) e che si ispira alle pratiche Veronesi di Flavio Tosi. Sanno tutti che se Verona avesse il mare sarebbe una piccola Rimini.  Le cose che colpiscono di più però sono: la sua interpretazione della faccia simpatica ne “i clippini di Camporesi”, manco Jack Nicholson in Shining, e l’odio inverecondo per Gnassi. Pare (e dico pare) che una volta il camion vela di Gnassi abbia incontrato il camion vela di Camporesi ad una rotonda e si siano corsi dietro per un’ora. Chi lo conosce comunque sa bene che l’odio non è solo verso il Sindaco uscente, ma verso chiunque lo ostacoli anche solo nella sua immaginazione. Gli altri avranno modo di accorgersene. Per ottenere un risultato degno di nota gli servono i voti del defunto Movimento e per questo usa Marco Fonti, consigliere uscente del M5s. La campagna di Fonti si basa sul fatto che ha un cane (perché alle Comunarie il video con il cane era stato il più visto), passa ore in mezzo al mare (perché è un uomo che si sacrifica?) ed è portatore dei veri principi del Movimento (perché ne ha copiato il simbolo). Riusciranno i due a incanalare i voti dei grillini confusi, a surclassare Marzio er Bomba Pecci ed arrivare al ballottaggio? Non lo so, ma, nel caso, poi ricordatemi di raccontarvi la storia della cassa. Voto 3 – L’empatia è l’unica cosa che non si può simulare.

Sara Visintin – è ancora convinta di essere un Assessore e come tale parla quel linguaggio fatto di parole che significano poco, ma ti fanno perdere tempo e a volte i sensi. Ha avuto il coraggio di intestarsi le battaglie per cui ha fatto il parafanghi di Gnassi. Acqua, teleriscaldamento, rifiuti. Ah! Naturalmente le fogne sono merito suo. Tutte cose che spiega nelle occasioni tv tramite parole come Efficientamento, termine veramente pop. Voto: dovrei dare un voto, ma le devo il favore da quando facevo parte del comitato per il teleriscaldamento, dunque prima dovrò valutare, ponderare, efficientare e aprire un tavolo tecnico.

Mascioni CampiOttaviani: Sono costretto a metterli insieme, non perché il pezzo si stia facendo lungo, ma perché non saprei come valutarne la prestazione. Hanno avuto bisogno di molti appunti per esprimere le loro posizioni e, sinceramente, mi meraviglio di Marina Mascioni che pratica la politica da diverso tempo. E’ stata comunque meglio degli altri due che sembrava recitassero la poesiola: “maestra … la prima volta che la dico posso leggerla?”. Per le prossime che ne dite se facciamo un bel torneo ad eliminazioni? Ci risparmieremmo almeno 15  giorni di sciovinismo alla Ottaviani con tanto di croce celtica in bellavista. Voto N.C. – al confronto persino le trasmissioni del Consorzio Nettuno sembravano Fast and  furious.

P.S.

Manca Mara. Non sarei obbiettivo. Votatela.

dado

 

@DadoCardone

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22 Sfumature di Lista

Qualcuno sa se Rimini è un caso Nazionale? Se non lo è, dovrebbe esserlo. Ventidue liste sono tante e, se la maggior parte sono liste che non esprimono nemmeno un candidato sindaco, sono un po’ troppe.

Le origini del giochino sono da ricercarsi nel vizio reazionario di aggiustare le regole, per continuare a governare. Ad esempio nelle passate amministrative Bertino Astolfi, lo sceriffo in canottiera, non avrebbe potuto presentarsi per l’ennesima volta nella formazione PD ed allora, dato che tra sgradellate e pitturate racimola un sacco di voti, gli è stata costruita una lista su misura. Rimini per Rimini si chiamava e, una volta assolto il compito, è stata malamente abbandonata all’autogrill delle liste ad capocchiam.

Ora però la tecnica ha trasceso se stessa ed è diventata una vera e propria raccolta di figurine. L’esegeta del teorema “più liste più voti” è Luigi Camporesi, che, a guardare i bollini,  dovrebbe essere alla guida di circa 200 persone, ma in realtà la gente nelle foto è sempre quella ed è sempre pochina. Ecco l’inventario:

  • Vincere per Rimini: all’inizio gli prestavano il banchetto e contemporaneamente partecipavano alla formazione della lista farlocca del Movimento, per poi calare le scialuppe al momento opportuno. Lisi e Zilli sono stati addirittura ospiti di casa Ex moglie di Grillo (ha anche un cognome suo, ma non lo ricordo).
  • Obbiettivo Civico: Camporesi, quando si è sentito pronto ad allontanarsi (di pochi cm) dal banchetto di cui sopra, si è fatto il suo logo… anche se i fustini del Dash avrebbero qualcosa da ridire in proposito. Non solo, si è fatto anche un video di presentazione. Vi confesso che non ho mai ascoltato cosa dice, è troppo divertente guardarlo senza audio… sembra il trailer di uno andato al porto per fare a botte. Tra social e stampa si descrive come il  rappresentante dei veri principi del Movimento, tipo quello di allearsi di Forza Italia (?!), e dice di aver portato molti Grillini con se. Solo che… io li conosco tutti e nelle foto di “Grillini” ne vedo sempre e solo due o tre.
  • Movimento Libero Rimini: nel punto sopra ho detto una bugia… i Grillini sono 4. Ora c’è anche il Consigliere Marco Fonti. Certo, sempre si possa definire grillino uno che si è dissociato da Grillo il suo primo giorno di Consiglio Comunale e che vorrebbe una legge per poter sparare impunemente a chiunque gli entra in casa. Fatto sta che, dopo aver fallito nell’impresa di portare il Meetup Grilli Pensanti tra le braccia di capo, ha mollato tutto (tranne il posto di Consigliere) e sia lui che la sua mail hanno fondato una nuova lista, con tanto di simbolo taroccato del Movimento.
  • Noi per la Romagna: non so se sia la stessa lista rappresentata da Marco Casadei, una volta uscito dalla Lega, in Consiglio Comunale, ma viene venduta come creatura dell’Ammiraglio Aleardo Cingolani. Il suo scopo è scindere la Romagna dal resto del mondo, ma soprattutto dall’Emilia.
  • Insieme per Rimini: nonostante il nome banale e i miseri 54 like sulla pagina Facebook è in realtà la sola cosa interessante della “corazzata” Camporesi. Infatti, oltre alla presenza dello scafato Eraldo Giudici, pare vanti tra le sue fila Daniela Montagnoli. Presidente per Rimini di Confabitare , la Montagnoli è anche la portavoce ufficiale del Comitato V Peep, raggruppamento di centinaia di cittadini in rotta con il Comune, per maggiori oneri di esproprio che sono loro stati chiesti. Insomma, mica un Pistillo.
  • Fare!: (il punto esclamativo non l’ho messo io perché sono contento che si sono presentati eh!) Questo è il Fare! di Flavio Tosi da Verona, una lista così in voga che se scrivi Fare! sui social viene ancora fuori Fare per fermare il declino di Oscar Giannino. Che cosa ci fa a Rimini una lista di uno di Verona che si è rotto le balle della Lega? Non lo so, però è un bollino che non si era mai visto, tanto basta a Luigi che sta per finire l’album, anzi… ha un sacco di doppie se volete fare “ a scambio”.

Sono già sei e sono solo quelle di Camporesi, poi ce ne sono parecchie di sciolte e anche quelle dell’attuale Primo Cittadino, ma di queste e delle altre vi racconto nella seconda puntata. (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

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Il resto del Grillino.

Come passeggiare tranquillamente sulle macerie, dopo il  terremoto.

 

Pensate alla vacanza più bella della vostra vita. Pensate al primo giorno dopo essere tornati a casa. Pensate poi a quando, aprendo la porta dell’abitazione, avete sperato di trovarvi ancora di fronte quella spiaggia, quel monte, quel bosco. Riuscite a ricordare come vi siete sentiti, pur sapendo di essere in tutt’altro posto, nell’aprire quella porta e trovandovi di fronte al cane del vicino che, guardandovi di sbieco, fa pipì sul palo della luce, nel frastuono del traffico?

Per il Movimento di Rimini la vacanza è finita. E’ stato un lungo viaggio alla scoperta dei luoghi incontaminati della Democrazia, ma è terminato nel peggiore dei modi… senza nemmeno una casa cui tornare. I fatti sono noti.

Il Meetup dei Grillini Pensanti, dieci anni di vita e molti successi, è stato messo sulla stessa bilancia con lista improvvisata “Onestà e partecipazione”, nome evidentemente scelto a contrasto, per sabotare le Amministrative del 2016. Missione perfettamente riuscita, anzi un esempio per chi volesse boicottare delle liste a cinque stelle. Gli ingredienti: Assessori dell’ancien régime, l’ex di Grillo, un paio di poliziotti a prometter poltrone, figli, sorelle, talpe e un candidato sindaco a caso. Può essere anche balbuziente.. tanto conta poco, perché l’importante non è essere credibili, ma rappresentare un ostacolo.

A quel punto il salomonico Davide Casaleggio (se Grillo si è preoccupato della faccenda lo ha fatto in maniera estremamente distaccata) non taglia a metà il bambino, semplicemente lo termina assieme alle madri, vere o false che siano. Perché? Semplice pragmatismo.

La verità che nessuno vuol dire è che agli Ayatollah Casaleggio dei Comuni non importa nulla. Dalla municipalità, per bene che vada, nascono rompiballe come Pizzarotti, teste pensanti che si specializzano rapidamente ed efficacemente in amministrazione. Meglio, molto meglio, scimmie urlanti che si scatenano all’unisono con le dirette streaming di Di Battista. Partiti e Movimenti che superano il 20% non possono essere fatte d’altro che di massa e la massa si gestisce solo in due modi: addormentandola o savraeccitandola, mai facendola pensare. Otto milioni di persone che hanno realmente consapevolezza di un qualsiasi problema basterebbero per risolverlo. La politica invece non vuole risolvere nulla, vuole solo gestire e il Movimento in questo non è diverso da nessuno. I fatti di Rimini lo dimostrano inequivocabilmente: nessuna risorsa impiegata per risolvere il problema, il brand può sopravvivere a dispetto delle persone e del loro lavoro. Molti si sono chiesti perché non usare gli eletti per sciogliere nodi come quelli nati all’ombra delle mura malatestiane, giacché parlano ogni giorno a nome del Movimento. La risposta è la stessa. Le persone non sono importanti e non lo devono diventare… come gestisci il potere che acquisiscono dei referenti territoriali con un anonimo e sovra impiegato ufficio di Milano? Meglio lasciare fare al brand, la massa segue le bandiere, non i poveracci che le sventolano. Certo ci sono di Di Battista e i Di Maio, ma sono come il Babbo Natale e l’Orso Bianco della Cocacola, con la bevanda non c’entrano nulla.. però sono tanto simpatici.

Quello che la pragmatica di massa però non considera è la devastazione del Principio. Un terremoto del X grado della scala Mercalli che lascia in piedi solo rivalse, odi e meschinità. Basta guardare quello che rimane di Rimini. Legulei con la lingua a penzoloni e poco più. Un nuovo Meetup è stato creato alla fine di Marzo dalla lista Gerovitalizzata, quando ormai la certificazione era spacciata. All’inizio, quando erano in 15, nella foto di copertina spiccava una foto di Grillo e dell’ex, dei tempi di quando ancora non si era ritirata a vita cartomante. Ora che sono in 20, crescita esponenziale secondo quanto dichiara Italo “la Talpa” Carbonara, hanno optato per una più sobria piazza piena di gente. Loro sono quelli che hanno rifiutato la mediazione con il gruppo storico, i Grilli Pensanti, che aveva trattenuto i conati nella speranza di dare una seconda possibilità all’elettorato a 5 Stelle. Niente da fare, il Movimento, dichiarano, sono loro. Il Movimento è dunque Carla “la Franka” Franchini che, per una qualche strana alchimia, riesce ad essere consigliere del Movimento 5 Stelle e, contemporaneamente, a fare gli interessi di una Giunta di Centro Destra. E’ Italo “la Talpa” Carbonara, che chiedeva tempo in assemblea per permettere all’altra lista di trovare un candidato. E’ l’Ex di Grillo, che non sapeva niente della lista fantasma, però la sponsorizzava pesantemente stalkerizzando l’Ex, Milano e il Direttorio di marzapane. Non solo. Sono anche gli Ivan Paolo Bolognesi, candidato rifiutato della prima ora, che sembra l’unico lettore del Carlino, tante sono le volte che riesce a farsi pubblicare con le sue rancorose invettive contro gli eletti. I Luigi Camporesi, che del Movimento non ne vuole sapere più niente, ma va alle riunioni dei comitati presentandosi come ex candidato pentastellato. Sono i Vincenzo Cicchetti che si doveva dimettere, invece no e poi va a finire che a sua insaputa il Meetup di Riccione lancia comunicati contro Rimini….

Basta così. C’è altro, ma per il momento penso di aver dato un’immagine sufficientemente indicativa di quel che Rimane del Grillino a Rimini. Il brand, come previsto dai noleggiatori del marchio, sopravvivrà. Non c’è dubbio che il prezzo sia già stato pagato.

P.S.

“Magari, Critone, la gente fosse capace di fare i mali peggiori! Sarebbe allora capace anche del più gran bene, e sarebbe bello. Ma non sono capaci né dell’una né dell’altra cosa, non sanno far diventare un uomo né saggio né stolto, e si muovono invece come capita.” [Platone – dialogo tra Socrate e Critone]

dado

 

@DadoCardone

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Potevamo prendere Rimini

⇒Come l’invidia del pene e dei personaggi in cerca d’autore possono annullare una Rivoluzione annunciata.

salutiRimini è caduta, viva Rimini. Rimini la ribelle, la pensante, la sperimentale è caduta sotto un unico colpo, la cui propulsione sono state però una serie di pessime peculiarità: invidia, mediocrità, cupidigia, opportunismo, vanità e bieco calcolo. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle ovviamente, ma non solo quello di Rimini, perché questa storia potrebbe avere ripercussioni non da poco. Per ora comunque occupiamoci del colpevole, o meglio dei colpevoli, dello scioglimento di un’idea che aveva messo in serio allarme lo Status Quo Riminese.

Chi sono i colpevoli? Qualcuno ha dato la colpa allo stesso Movimento di Rimini, per la gestione della faccenda, ma se questo gruppo ha una colpa è quella di aver riposto troppa fiducia in una produzione decennale, che alla riprova dei fatti ha pesato  ben poco. Altri, più o meno consapevolmente, hanno fatto di più e saranno oggetto di articoli molto dettagliati (non vi preoccupate). Nel frattempo, come sempre succede quando vogliamo raccontare qualcosa di estremamente complicato, ricorriamo ai “Voti di Citizen!”. Siete pronti? Una sola avvertenza, essendo i voti parametrati alla capacità di far danno saranno tutti alti. Via.

L’Ex di Grillo. La chiamo così perché era conosciuta per quello. Oggi è nota anche per essere lo sponsor ufficiale della lista di disturbo, che ha affossato il Movimento, ma sempre la ex di Grillo rimane. Cosa l’ha spinta a gettarsi nella mischia? L’invidia del pene, sicuramente. Voglio dire, non penso sia facile essere l’ex moglie di un uomo che muove le masse ed avere contemporaneamente aspirazioni alla popolarità così scarsamente realizzabili. C’è però anche un po’ di rancore personale, stimolato da quel titolo di giornale in cui gli attivisti si chiedevano chi fosse. Fino all’ultimo ha finto di non sapere nulla della lista, cucendosi addosso un vestito Superpartes,  che non era cosa sua, e non levandolo nemmeno dopo essere stata vista alla prima riunione (quasi) ufficiale della lista Kamikaze, al bar Nasdaq. Oggi sui giornali, come tutte le cartomanti che si rispettino, dichiara che lei lo aveva previsto. Non spiegatele che in realtà l’ha provocato, se non poi pensa di essere importante. Voto 6: Maga Circe. L’unica magia che le è riuscita è stata quella  di trasformare tutto in un porcaio.

Carla Frachini o Franka (come la chiamano non pochi). Opportunista istintuale, non riesce a concludere nulla di quello che si propone, ma ragazzi… che danni mentre tenta. In 5 anni di Consiglio Comunale ha fatto il contrario della Luisa di Gled Magic Water: arrivava tardi, andava via presto e di solito lasciava un gran casino. Come mai la donna che “bussava alle cene del PD” (cit. Andrea Gnassi) e che lavora  per un’Amministrazione del CentroDestra, fa il consigliere per il Movimento? Non l’ho mai capito, ma, a dispetto  di questa mia tara conclamata, nessuno mi potrà mai accusare di averle manifestato pubblicamente simpatia. Magra consolazione, ma consolazione. La Franka ha passato gli anni della sua missione consigliare a fare due cose precise: stringere rapporti con il polo di potere 5 stelle Bolognese e parlare male del suo gruppo di appartenenza all’ex di Grillo. Alla nascita della seconda lista, trovandosi tra i due fuochi, ha deciso che era meglio essere pubblicamente neutrali, ma nell’ombra rimpolpava l’elenco di disturbo con alcune delle sue conoscenze. Altra cosa che faceva nell’ombra era portare a Bologna i dati per cui il gruppo che l’aveva fatta eleggere non doveva essere certificato. Voto 10: Rosa di Tokio. Pare che abbia deciso di cambiare il suo cognome in Iscariota, meno compromettente.

Massimo Attilio Lugaresi, detto Gerovital. Dicono che se arrivasse la Morte in persona non lo troverebbe, perché nel frattempo avrebbe già cambiato lista. Auto espulsosi due volte dal Movimento di Rimini, giusto per scrivere che era stato cacciato nel suo blog, l’unica pagina sul web che necessita di un assistente sociale per essere capita, alla fine  ha deciso che il Movimento era lui. Cinque mandati e 4 partiti (PCI, DS, Rosa nel Pugno, Lega) non gli bastavano, voleva essere anche la ” rivoluzione”. Per farlo ha percorso molta strada, parecchia per una persona della sua età con tutti quei nipotini da badare. Pare l’abbiano infatti avvistato spesso in mattutine sessioni ginniche nella palestra del Malatesta, assieme a Camporesi e pare anche che abbia frequentato sovente Riccione. La conferma arriva involontariamente dallo stesso Lugaresi, tramite la infuocata invettiva contro Davide Brullo della Voce, colpevole di aver sottolineato l’amichevole relazione con Natale Arcuri detto “Nanà”. Il renziano che lavora per i centrodestra rampanti. Comunque vederlo sorridere raggiante alla (ennesima) presentazione di Vincere per Camporesi , dà molto la sensazione di un cerchio che si chiude. Alcuni si erano chiesti dove volesse arrivare con quella lista di “nani e ballerine”. L’esperienza “secolare” in politica c’è.. non poteva non sapere che avrebbe causato solo un disastro. I futuri schieramenti ci diranno cosa c’era in palio. Nel frattempo voto:  10 (se ha capito cosa ha fatto) e 4 (se non lo ha capito). Augusto Depretis, il trasformismo per non cambiare niente.

Luigi Camporesi, detto Luigi Camporesi. L’uomo che voleva cambiare il Movimento da dentro, ma poi non hanno eletto sua moglie in Regione e allora si è alleato con Forza Italia. Nella sua nuova avventura politica si accompagna a due persone che lui definisce “i fuoriusciti del Movimento”, uno in effetti lo è… all’altro una volta hanno provato a dargli dei volantini da distribuire ed è scappato. Cosa c’entra lui con la storia della lista di disturbo. Beh, come detto, Lugaresi e suoi frequentano le  presentazioni di lista e non pensate sia una cosa facile, visto che Camporesi avoca a se 4 conferenze per ogni cosa che fa. ( Ho perso il conto di quante volte ha annunciato alla stampa di essere uscito dal Movimento). Non c’è solo questo però. La lista più vicina alla sua, Obbiettivo Civico, quella con il logo del Dash, è Vincere per Rimini. Non lo dico io, lo dice la condivisione di banchetto e il fatto che sia anche loro candidato sindaco. Ecco… adesso provate ad indovinare chi riceveva le mail con le quali il collettore della lista di disturbo reclutava e informava sullo stato dei lavori della lista fantasma? Esatto! Vincere per Rimini. Quante coincidenze Eh!? Sembra uno di quei piani che vedi nei telefilm tipo House of Card ed infatti, in un certo qual modo, Camporesi sembra prenderne le mosse. Faccio un piccolo esempio. Perché una persona che dice di essere ligia ai valori fondanti del Movimento sopporta la Franka di cui sopra, la difende in Consiglio Comunale e non gli va contro nemmeno quando il gruppo le chiede di sospendere certe iniziative? Per il semplice fatto che, avendo già deciso la propria strada, è utile lasciare anelli deboli alle spalle, nelle compagini dei probabili futuri avversari. La Franka in questo senso è perfetta, completamente avulsa dal gruppo e facilmente stimolabile al peggio. Questa una breve disamina, ma la domanda che rimane nell’aria è: perché usare tutta questa genialità, se per bene che ti vada passerai altri 5 anni a ringhiare dallo stesso banchetto in opposizione che avevi prima? Solo per non aver a che fare con Grillo? Ci sono tante altre cose da fare nella vita. Voto 10+ Ted Bundy, un politico seriale non ha bisogno di tante motivazioni, gliene basta una da seguire in maniera compulsiva.

Le liste. Tra tutti questi geni della politica ce ne sono alcuni che non vale nemmeno la pena nominare, perciò li rappresenterò genericamente nella loro categoria. Le liste, appunto. Cuore di Rimini. In Gennaio due componenti del cuore di Rimini hanno chiesto il consenso, ai consociati, di candidarsi nella lista fantasma. Permesso accordato, anche perché Paolizzi e gli amici de Core, ancora con il deretano bruciato dallo 0,43% ottenuto alle precedenti amministrative, sto giro l’appoggio a Gnassi lo danno senza fare la fatica elettorale. I due Outsider hanno comunque alzato di livello la compagine partecipando al disastro che ormai tutti ben conosciamo e facendo l’ennesimo favore a Gnassi. L’altra lista come accennato è Vincere per Rimini. Imput aggregatore? Bombe a tempo, nel caso la lista fosse risultata veramente vincente? O cos’altro? Non  è dato saperlo, perché non appena il gioco è stato scoperto sono tornati tra le braccia del mandante. L’unica cosa che sappiamo è che, un paio di loro, hanno avuto l’onore di ascoltare una telefonata in viva voce tra Grillo e la Ex, sulla lista da certificare (giusto perché lei non sapeva niente.) Voto: 5-. Non forniamo identità singole perciò diamo un nome comune. Forchette da brodo (mangiato sotto la pioggia).

Le Forze dell’ordine. Sì, ci sono anche un paio di loro, ma ne abbiamo già parlato e dunque vi rimando al pezzo originale che si intitola: il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

Il Lato Oscuro del Movimento. Chi pratica il Movimento sa che, soprattutto in Emilia Romagna, c’è una certa costante interferenza da Bologna. Ed è il motivo per cui Pizzarotti di Parma non è un pluridecorato esempio di virtuosa amministrazione per tutti, ma ”il tale” che non ha spento l’inceneritore. Vietato fare ombra. Bologna “la rossa” è stata un terreno fertile per la nascita del Movimento, ma altrettanto prolifica è stata per i giochetti di potere. Anche a Bologna, come a Rimini, le liste erano due. Lì però si presentano. A  sopravvivere è stata la lista benedetta dalla Casaleggio & Associati. Semplice risolvere. E’ bastato cacciare tutti gli avversari di Massimo Bugani, chiudere le liste e riaprirle quando a nessuno verrebbe più in mente di mettersi in gioco. Se c’è un motto che non mi è mai piaciuto del Movimento è “uno vale uno”, però passare a uno vale tutti  è un po’ esagerato. Rimini vincente dopo Parma e Bologna al palo? Troppo per uno a cui fanno presentare qualsiasi festa grillina e che può scrivere direttamente sul Sacro Blog, ma non riesce a sganciarsi da un Consiglio Comunale.  Voto 10: Sniper alla bolognese. Persino sulla raccomandata Equitalia c’è il numero di telefono e il nome di un responsabile, loro evitano.

Grillo e Casaleggio. Ultimi, ma non ultimi, i Capi o, come amano definirsi loro, “I Garanti”. Grillo, come ha confermato lui stesso più volte, non ha più voglia di Movimento. Quando firmava personalmente i famigerati “P.S.” gli arrivavano fin sotto casa a Genova. Perciò ha passato tutto alla premiata ditta Casaleggio e Figlio, eletti dal destino per guidare… come dite? Il Direttorio? Rimini è la prova provata che il Direttorio è addestrato a fornire dei #StaiSereno di Renziana memoria e nulla più. D’altronde a qualcuno la devi far mettere l’empatia, se Grillo è fuori dai giochi. Mica gliela puoi far mettere a Casaleggio; sembra il fantasma del faro nei cartoni animati di Scooby Doo. In ogni caso meglio lasciare Rimini senza rappresentanza, che ricondurre alla ragione un’ex moglie….potere degli alimenti? Voto: N.C.  Smuovere la fede nel cambiamento per poi sabotarla sistematicamente è quasi peggio che lasciare l’Italia in mano al PD.

P.S.

Questo è un assaggio.

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@DadoCardone

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Il Movimento di Rimini? Cronache da un altro pianeta.

Il Movimento? Non esiste.

Siamo di fronte ad una incoerenza spazio-temporale, sicuramente. E’ da questa mattina che diverse persone si stanno chiedendo come sia possibile che un Consigliere Comunale, dunque nemmeno uno stipendiato, per di più della minoranza, quindi neanche in grado di trarre vantaggio dal suo peso politico, possa anche solo pensare di rimettere la sua carica nelle mani della base solamente perchè sua moglie, “forse”, avrà la possibilità non già di essere eletta, ma di presentarsi alle elezioni Regionali.

La dichiarazione di Luigi Camporesi in merito alla candidatura di Elena Cipolletta, sua coniuge, sembra provenire da un altro pianeta. La portata di questa cosa però è ancora da capire poichè la mano di Camporesi è stata forzata, dalla solita ricerca di clamore a tutti i costi. Come si legge dalla sua dichiarazione non aveva ancora rimesso le sue dimissioni alla base per non procurare ingiusto vantaggio alla moglie… ma vi rendete conto? No vero….? Figurarsi, viviamo nel mondo dove i partiti regalano 7 miliardi alle banche e la notizia del giorno è uno scontrino.

Qui sotto la dichiarazione di Luigi Camporesi e, a seguire le candidature di tre nuovi militanti del Movimento 5 Stelle della Provincia per le Regionali: Simona Benedetti di Morciano, Lorenzo Conti di Riccione, Massimo Galli di San Giovanni e Fabrizio Bologna dalla Valmarecchia.

P.S.

Un messaggio da questo pianeta a chi dovrebbe fare informazione su quell’altro: i ragazzi del Movimento non sono “nominati”, sono “candidati”, la differenza non è nemmeno poi così sottile ed il fatto che chiunque voglia si può candidare dovrebbe essere un bell’indizio.

Davide Cardone

Dichiarazione Camporesi:

Elena Cipolletta, mia moglie, si è candidata alle primarie del MoVimento 5 Stelle per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna. Evito ogni genere di considerazione di merito, che risulterebbe in una promozione espressamente vietata dalle regole delle primarie stesse. Come era ovvio aspettarsi, sono partite le allusioni, le dicerie, l’assimilazione pretestuosa ed inconsistente del MoVimento ai partiti maggiori di sinistra e di destra. Mi vedo quindi costretto ad intervenire immediatamente a tutela dell’immagine e dell’onorabilità del MoVimento di Rimini pronunciandomi in merito, rompendo il doveroso silenzio pre-voto online. E’ per queste ragioni che, fin da ora, rimetto le mie dimissioni dalla mia carica di Consigliere Comunale alle decisioni della base.

Luigi Camporesi

Candidati alle Regionali dell’Emilia Romagna per il Movimento 5 Stelle della Provincia di Rimini:

 

 

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Nessuna pace per il T.R.C.

Un’altra volta sotto i riflettori. Proprio non c’è pace per il TRC e non si capisce perché, visto che oltre a buttare giù proprietà private, disintegrare viali alberati e segare in due il territorio non fa… che il destino si stia accanendo verso gli scrupolosi patrocinanti dell’autobus più costoso del mondo?

Domani è la volta della marmaglia a 5 Stelle. Gente pericolosa, tanto è vero che è stata sospesa per quasi un mese dal Parlamento e che adesso, per passare il tempo va in giro con un camper a far casino per i paesi. D’altronde per adeguarsi allo stile “supercazzola” del nuovo Presidente del Consiglio bisogna darsi da fare. Mi sembra di sentirli… (da leggersi in fiorentino):

Oh Grulli che si fa domani? Si fa una zingarata e si va tutti a Rimini a scroccare un crodino a casa del Moretti? Suvvia!

Ammetto che l’ho sceneggiata un po’ troppo, mi piace immaginarli come il gruppo di Amici Miei, ma la verità è molto più semplice.  Uno dei due camper del #Noncifermatetour era nei pressi e gli attivisti di Rimini e Riccione hanno pensato bene di invitarli a constatare di persona quello che da tempo è già arrivato in Parlamento sotto forma di documentazione: 100 milioni di Euro spesi per collegare due punti già collegati via bus, via ferrovia, via autostrada, via statale, via lungomare e via parallele interne… senza dimenticare che se ne hai i mezzi te la puoi fare anche via mare. Per i meno informati ribadiamo che il mezzo di collegamento non è una metropolitana, come qualcuno pensa, ma un autobus che ha bisogno di una strada tutta sua.

Dunque domani Giulia Sarti,  assieme ai due Meetup capolinea dell’autobus più inutile e costoso del mondo, farà da Cicerone guidando i suoi colleghi lungo il prodotto del genio dell’Ing. Dal Prato. A proposito dell’Eminenza Grigia del T.R.C.:  lo sapevate che si trova in così grossa difficoltà con i tagli imposti dal Tavolo della Mobilità che ha persino tentato di accusare i Grillini di aver praticato atti assimilabili alla “guerriglia urbana” e di averlo rallentato nei lavori? Buon pro gli faccia.

Comunque il programma della visita pare essere:

  1. Partenza dalla Stazione di Riccione

  2. Via Crucis e ultimo saluto ai viali alberati

  3. Crodino a casa Moretti

  4. Presa in carico dell’Istanza del Territorio

  5. Saluti e baci.

Noi di Citizen, con i nostri potenti mezzi, saremo ovviamente presenti…  in un territorio massacrato come il nostro, nel quale l’unica forma di considerazione è la visita di un Sottosegretario all’Ambiente del governo Renzi (leggasi come inutile), un camper pieno di parlamentari è come la cronaca di un allunaggio.

P.S.

Ma…  Gnassi che parla del suo piano di riqualificazione di Rimini e Masterplan vari non puzza un po’ di repertorio stantio? Da renziano dovrebbe muoversi come un rullo compressore: entro Maggio un milione di passeggeri per il Fellini, entro Giugno pronti i ponti, a Luglio il decollo del Palas e poi nei 15 giorni buoni di Agosto risolviamo Mignotte & Vu’Cumprà. E’ questo lo stile che vuole oggi il popolo piddino.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Il Ponte dei Miracoli.

20090910180656!Lisbonnes_Saint_Antoine_Sé-Patriarcal_082006Avete mai sentito parlare di Sindaci Messianici? A Rimini ne abbiamo uno. Vi spiego meglio.

Il Ponte di via Coletti, come noto, deve essere abbattuto. Il fatto che si sappia però è incidentale poiché l’Amministrazione l’aveva solo timidamente ammesso in una commissione scarsamente documentata. L’intenzione era di procedere, discretamente, con il primo dei miracoli: L’apparizione del semaforo del senso alternato.

Da un giorno all’altro i cittadini, ma a questo punto è meglio chiamarli i fedeli, si sarebbero dovuti trovare un bel semaforo a disciplinare i sensi di marcia, per non appesantire il povero ponte che, secondo una relazione dell’Università di Ancona, avrebbe dovuto chiudere già in Luglio. Quello che muove i ragionamenti di questa Giunta dev’essere il fatto che i miracoli non bisogna spiegarli e forse è per questo che altre correnti di pensiero si sono preoccupate dell’informazione mancante.

Fatto sta, innegabile, che il Ponte va giù. Che sia morte naturale o eutanasia non conta perchè il risultato è lo stesso. Come dovrebbe fare allora un povero Sindaco, avversato dalla crisi, a mantenere in piedi gli interessi della Rimini che conta veramente e contemporaneamente restituire un ponte alla Rimini di serie B? Operando il secondo miracolo: il Prodigio del Ponte Militare.

trovacinema-repubbblica143478Con la delibera di Giunta 244 del 26 settembre, roba che non passa per il Consiglio Comunale, si stabilisce che, spaccando il porcellino, il Ponte di via Coletti può essere degnamente sostituito con un ponte Bailey. Sapete cos’è? Avete presente il “Ponte sul fiume Kwai”? Esatto, un ponte militare.

Il problema è che a Rimini nord non si sta girando un film sulla seconda guerra mondiale e quando i fedeli lo vengono a sapere, seppur grati del miracolo, ritengono il ponte non congruo con il sacrificio di rimanere almeno 5 mesi senza una naturale via di comunicazione. I credenti sono così, non è egoismo, è che quando vedono che un miracolo tira l’altro si ingolosiscono e si radunano al tempio per chiedere di più.

Ieri sera al Consiglio Tematico per il Ponte di Via Coletti solo posti in piedi. Non è stata una sorpresa. La riuscita la si poteva intuire da diversi segni premonitori, come assemblee del insideMovimento 5 Stelle affollate e una pagina Facebook che ha raccolto quasi 400 utenti in una settimana (utenti veri non comprati come quelli delle pagine che 9 ore dopo la loro nascita hanno un milione di utenti) con portata virale di 9000 persone in crescita. Non è stato però l’assembramento, sebbene propiziatorio, il miracolo della serata, i presenti hanno infatti assistito alla: Trasmutazione della Delibera.

Tutti i Consiglieri, comprese “Queste Teste…” (cit. Marco Agosta) di maggioranza, sono arrivati in Consiglio Comunale convinti che si parlasse della delibera 244, ma la stessa, sotto gli allibiti occhi di tutti, si era trasformata in un nuovo progetto: non più un ponte militare provvisorio, ma un ponte modulare a tre campate della durata di 50 anni. Glorificamus.

Ora per favore non mettetevi a spaccare il capello in quattro. E’ vero che nulla è stato deliberato, è vero che nessuno sapeva niente, è vero che ai fedeli non è stato mostrato neanche uno scarabocchio , ma è anche vero che nella nuova gara (nella prima l’unico partecipante non aveva considerato i sottoservizi) sono stati messi a compenso 2.650.000  Euro chiavi in mano. Dunque fanatici della simulazione bellica fatevene una ragione, sarà un pontaccio, ma non militare. Rimettete la mimetica in naftalina.

Rinvenuti dallo shock della trasmutazione i Consiglieri hanno finito i loro origami con la delibera 244 e hanno fatto le loro proposte. Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) e Gianluca Tamburini (M5S) hanno sostenuto che per non bloccare la circolazione ci voleva un ponte provvisorio, di fianco o sopra, nell’attesa del termine dei lavori. Altri come Luigi Camporesi (M5S) hanno fatto notare come gli studi tecnici mandano da 10 anni i loro progetti al Comune e che nei cassetti  di Palazzo Garampi si possono trovare studi per tutti i costi e per tutte le stagioni. Altri ancora, come il fido Pazzaglia (SEL), si sono rifugiati nell’apologia delle rotonde come fluidificante di fascia… “a Cattolica ne hanno fatte tante e non mi risulta che abbiano grandi spazi“. Infatti Consigliere alcune rotonde di Cattolica sono dei bollini delle Banana Ciquita che nessuno a mai raccolto.

Tutti gli ordini del giorno sono stati bocciati, tranne quelli di Sara Donati (PD), ottimo aspetto, buon tentativo, ma pessima scelta di partito, che ha ottenuto un passaggio ciclopedonabile, ventilato da qualcuno come già in programma con richiesta al genio pontieri di non ho capito dove…. forse di Addis Abeba, ma forse ho capito male influenzato dal trattamento da terzo mondo.

Predica ai pesciLa materia dei ponti è molto complicata, anche per il carico simbolico che posseggono, ma questa volta chi vi scrive, a costo di sembrare fuoriluogo, vorrebbe accostare la sua proposta a quella già santificata. Esiste un progetto, in realtà pensato per un altro ponte, ideato dal Designer Giuseppe Mazzotti: Il Ponte dei Miracoli. Il Progetto replica nel disegno il miracolo della predica di Sant’Antonio ai pesci. La proposta ebbe anche il placet di Tonino Guerra che lanciò un accorato appello autografo: “Sant’Antonio hai smesso di parlare ai pesci e mi dispiace. Vi prego fatelo parlare ancora.”

Tonino… se mi senti da lassù, ieri sera ho visto uno che magari non era esattamente Sant’Antonio, ma che fosse sicuro di parlare con i pesci è garantito. Eh già, perché se un Sindaco ti viene a dire che la scelta del ponte Bailey era stata fatta per via dell’emergenza e non c’era tempo di scegliere, deve poi anche spiegare per quale altro miracolo l’emergenza cala con il passare del tempo. Sarebbe più di questa terra la decisione contraria: volevo fare un ponte decente, ma è passato troppo tempo e per garantire sicurezza e viabilità ho dovuto chiedere un ponte brutto, ma rapido. C’è anche da dire però che di fronte ai miracoli non bisognerebbe farsi troppe domande.

P.S.
Ieri sera ho visto il Primo Cittadino rosicchiarsi le unghie fino alla prima falange e litigare con il pubblico. Forse quando si passa dal sogno al segno il passaggio non è sempre dolce, soprattutto se a darti la sveglia è gente con un problema reale.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

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La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Scivolata Camporesi…. e invece no

con-stampa-camporesi-grillo-marzo-2011-002Non più tardi di ieri la totalità delle fotoc.. hem… delle testate riminesi certificavano, con differenti enfasi, la “scivolata Camporesi“. Si proprio lui, l’Ingegnere che ha fatto della precisione e del Civismo le sue due bandiere, aveva sbagliato chiedendo se corrispondeva a verità il fatto che il nuovo presidente di Aeradria, Maurizio Tucci, è destinatario di uno stipendio di 200.000 € annui.
Chiedere è lecito, ma non a Rimini ed infatti lancia in resta si è precipitato sul campo di battaglia Gian Luca Brasini, Assessore al “Sogno che deve diventare Segno (ma i calcoli te li fai te)”, per affermare che “Avrebbe dovuto informarsi meglio o da fonti più attendibili. Ma l’obbiettivo, in tal caso, pare più quella di spararla grossa per ottenere visibilità“. Assodato, certificato, provato, controfirmato e timbrato: Camporesi è in errore. E invece no.

La “scivolata“, che altri chiamano domanda, aveva la giusta direzione ed infatti oggi, grazie a Fabio Pazzaglia (Sel-Fare Comune), si viene a sapere che questi 200 mila Euro esistono e sarebbero destinati non a Tucci, come si paventava, ma al nuovo Direttore che, pare, sarà eletto proprio questo sabato: Paolo Trapani. Il Nuovo Cda non conferma, ne smentisce, ma lascia trasparire che, comunque, lo stipendio a 5 zeri sarebbe legato ad un obbiettivo… immaginiamo che questo obbiettivo, dopo essere appena usciti dalla seconda proposta consecutiva di concordato in Tribunale, sia di restare aperti.

Ma torniamo all’Assessore che deve fare i conti per questo “puntino sull’asse dell’Adriatico“. Le mani non erano nella marmellata, ma nella cioccolata… la differenza? Ci preme ricordare che nonostante la disastrosa gestione dei precedenti soci di maggioranza, Provincia e Comune, sono rimaste ancora delle azioni a testimonianza della partecipazione pubblica. Se proprio nessuno si vuole prendere la responsabilità politica di quello che è successo, sarebbe perlomeno auspicabile abbandonare il comportamento privo di trasparenza che ha portato fino a qui.

Approfittiamo dell’occasione di questo articolo per dare un consiglio al nuovo assunto Paolo Trapani: quale che sia lo stipendio se lo faccia anticipare che, a quanto risulta, c’è parecchia gente che deve ancora avere il saldo del credito.

P.S.
Direttore…Se le vengono a dire che ci sono dei fondi libico-milanesi che vogliono investire ci avverta che li stiamo aspettando dalla primavera scorsa, non vorremmo che gli fosse successo qualcosa.

Davide Cardone
[@DadoCardone]

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Intervista a Luigi Camporesi su Bomba d’acqua, PSBO e Amministrazione.

con-stampa-Camporesi-Grillo-marzo-2011-076Ing. Camporesi giovedì in Consiglio Comunale si è parlato della “Bomba d’acqua” e di quali siano le responsabilità di questa Amministrazione. Straordinariamente, non era mai successo, non è colpa di nessuno. Lei, sentendo le spiegazioni e guardando la documentazione che le hanno fornito, ha maturato qualche ulteriore convinzione riguardo a quello che è successo e alle responsabilità da attribuire? O meglio… l’hanno convinta?


No, non sono per nulla convinto. Dalle interrogazioni, dalle mancate risposte e dai silenzi, sono emerse alcune evidenze incontestabili. La Giunta ed il Sindaco hanno omesso di redarre entro i termini di legge il Piano di Emergenza Comunale. La dovuta realizzazione di questo importante strumento avrebbe permesso di codificare specifiche procedure per mitigare gli effetti di piogge torrenziali rare, ma possibili, come quella del 24 giugno scorso. Si sarebbero così potuti prevedere interventi di emergenza, come l’apertura preventiva delle paratie degli sfioratori, che avrebbero ridotto al minimo possibile gli effetti degli allagamenti. Va notato che anche pochi minuti di ritardo nell’apertura possono determinare la differenza fra la vita e la morte, fra un danno ad una attività economica enorme ed uno limitato. Non spetta a me fare certe valutazioni, ma l’ombra dell’omissione in atti d’ufficio e delle responsabilità per disastro colposo pare essere calata sulla Giunta e sul Sindaco in particolare.La gestione della Protezione Civile Comunale poi è a dir poco scandalosa. Poche migliaia di euro anno sono state dedicate all’organizzazione della struttura che è anch’essa obbligatoria per legge, e d’altro lato passano sotto gli occhi veri e propri sfregi all’interesse pubblico come la delibera di finanziamento del PalaBertino per 250.000 euro, con un evidente ritorno in termini di consenso e di continuità della maggioranza. Si preferisce garantire la sopravvivenza di una Giunta e di un Sindaco ormai palesemente non all’altezza, sacrificando la sicurezza dei cittadini. Semplicemente scandaloso.
Arthur Schopenhauer, nel suo “Arte di ottenere ragione”, riprende la teoria di Seneca su come sia più facile credere che giudicare. E’ per questo che in genere a sostegno delle proprie tesi si producono grandi quantità di dati non immediatamente verificabili. Ieri sera sono state citati dati ottenuti dal rilevamento Radar di Arpa e diversi dati pluviometrici per dimostrare che la causa di tutto è solo l’eccezionalità dell’evento meteorologico. Ha trovato questi dati in contrasto con quelli presentati da lei, nel recente passato, per dimostrare la tesi contraria?
I dati presentati a sostegno della tesi per allontanare le responsabilità, presi nella loro singolarità sono corretti. Tuttavia non spostano di un millimetro il peso delle responsabilità oggettive. La legge prescrive che il Sindaco prenda conoscenza delle vulnerabilità del Comune e prepari dei Piani di Emergenza anche in modo informale, se necessario. Gnassi non lo ha fatto. Al contrario, non ha dato risposta alle numerose sollecitazioni scritte dei responsabili della Protezione Civile, sollecitazioni che lo mettevano a conoscenza del fatto della situazione lacunosa e grave. Detta molto prosaicamente, l’Assessore Visintin si esibisce puntualmente nella costruzione di supercazzole atte a distrarre e confondere gli interlocutori. Un po’ di numeri, qualche citazione, e chiunque non abbia competenze tecniche settoriali non è in grado di afferrare le stupidaggini che dice. Con il MoVimento 5 Stelle è però caduta male, molto male. I soli tre consiglieri possiedono un pacchetto di competenze multidisciplinare che probabilmente supera quello dell’intera maggioranza, senza poi contare quello degli attivisti che seguono i lavori fra il pubblico.
Ieri sera si è parlato anche di PSBO, il Piano di Salvaguardia della Balneazione ottimizzato, praticamente il sequel della prima emozionante uscita del PSB. Almeno in questa ottimizzazione l’hanno convinta?
Quello che penso l’ho detto credo chiaramente ieri sera. Nessuna prova è stata fornita circa il rapporto costi/benefici dell’opera che è stata lanciata per la soluzione dei problemi legati agli impianti fognari. Per quello che abbiamo visto negli ultimi due anni, per risolvere i tre principali problemi, ossia Salvaguardia della Balneazione, Salvaguardia Idraulica, e Portata Depurativa, potrebbe essere possibile anche spendere la metà. Nessun progetto concorrente è stato presentato, nessuna comparazione di progetti alternativi comprensivi di costi di finanziamento e di gestione, nulla. Solo l’affermazione dell’Ingegner Minarelli di Hera due anni fa: “Dovete fidarvi” ha detto. La maggioranza prosegue con il suo atteggiamento irresponsabile e arrogante che impegna centinaia di milioni di euro dei cittadini senza fornire alcuna prova circa la bontà degli investimenti. Come accaduto per l’aeroporto, quando noi si evidenziava la situazione fallimentare due anni fa, questa manica di irresponsabili incapaci, per bocca del Capogruppo Agosta affermava: “Indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi”. Affermazioni che solo per l’arroganza ed il disprezzo delle risorse pubbliche andrebbero censurate.
Concludiamo con una domanda che in realtà è una mia curiosità. Ho assistito a diversi Consigli Comunali ed ho sempre avuto l’impressione che i consiglieri della maggioranza, più che dalla coscienza di quello che votano, siano guidati da una specie di sindrome del gregge. Almeno ieri sera qualcuno di loro un dubbio se lo è fatto venire?
Ancora non è stata resa disponibile commercialmente una macchina che consenta di leggere nel pensiero, quindi è difficile rispondere a questa domanda. Tuttavia, non proprio tutti i membri della maggioranza lasciano a casa il cervello quando si recano in Consiglio Comunale. Alcuni, pochi, qualche dubbio se lo fanno venire, lo si capisce frequentando assiduamente le sedute ed osservando certe reazioni ed atteggiamenti. Tutti gli altri rimangono in silenzio oppure si esibiscono in contorsioni dialettiche e retoriche da fare rabbrividire.

Intervista del 26/07/2013 a cura di Davide Cardone

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