Rimini Amministrative 2021 – Jamil Sindaco al primo turno. Risultati delle liste e seggi assegnati.

Come previsto nel precedente articolo la scarsa affluenza ha favorito il partito di sistema, piuttosto che le “novità”. Jamil Sadhegolvaad, al primo turno, è il nuovo sindaco di Rimini.

Con il 51,32% dei voti non ha bisogno di cimentarsi nel ballottaggio. L’analisi del dato è impietosa per i suoi avversari, non perchè si tratti di un risultato eclatante, ma perché al suo immediato inseguitore, Enzo Ceccarelli, bastavano circa 2000 voti per una seconda manche in cui le regole d’ingaggio sono decisamente diverse.

I voti c’erano, ma sono rimasti a casa. Con un’affluenza del 55, 59% hanno disertato le urne esattamente 53.433 aventi diritto. Persino il partito degli anti vaccinisti ha trovato un 4%, chi è mancato all’appuntamento?

Nella coalizione di centro destra Fratelli d’Italia (13,77%) super di poco la Lega (13,46%) e insieme sconfessano il dato nazionale dei sondaggi. Tra gli altri, lasciando perdere inutilità come il Popolo della Famiglie e Rinascimento Sgarbi, chi ha fatto un grosso buco nell’acqua è Lucio Paesani. Considerate le risorse messe in campo e l’impegno profuso, pare che siano mancati proprio lì i voti di accesso al ballottaggio.

Con 1.082 preferenze ha ottenuto meno di Erbetta, il consigliere che si faceva tagliare la siepe da Anthea e che in questi giorni girava per i seggi travestito da Craxi, con tanto di Garofano.

L’altra grande sconfitta è Gloria Lisi (8,93%), che ottiene un consigliere di consolazione.

Era lecito per lei sognare il ballottaggio? Le analisi politiche, più o meno autorevoli, scommettevano di no. Anche qui però qualcuno ha mancato l’appuntamento. Il Movimento a Rimini, con due parlamentari in campo e il King delle Milf Giuseppe Conte che scorrazza per il centro, vale 1509 voti (2,45%).

Appena poche ore fa Beppe Grillo esclamava in un post:

Più che il punto esclamativo doveva metterci una bella emoticon rassegnata. Il Movimento è un ormai un oggetto politicamente inerte. Gli unici che hanno tenuto duro sono gli eletti con responsabilità amministrative. Raggi a Roma saluta con un onorevole 20% e Gennari a Cattolica ottiene il ballottaggio. A Bologna, seppur in coalizione con il PD racimola un 3,37%.

Ma torniamo a Rimini. Tra le new entry c’è Rimini Coraggiosa.

Migliora, anche se di poco, il dato delle regionali e fa entrare Marco Tonti in Consiglio Comunale. Segnatevi la data. Rimini nell’ottobre del 2021 ha ottenuto il primo consigliere ufficialmente LGBT nella storia del Comune. E, per quanto ci riguarda, questa è l’unica novità degna di nota in questa brutta campagna elettorale dove i candidati hanno saputo discutere solo di parcheggi e telecamere.

Le sfide dell’imminente futuro sono molto difficili. Riempire il Consiglio Comunale di gente che fa fatica a capire il presente non è salutare. Bisognerà parlare di Diritti, di transizione ecologica e digitalizzazione. Per cui tenetevelo caro il Tonti, visto che sarà l’unico capace di mettere in fila un discorso che non sia tratto dal Manuale delle Giovani Marmotte.

@DadoCardone

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22 sfumature di Lista – I liberi battitori.

Continuiamo a parlare della grandinata di liste piovuta su Rimini e lo facciamo con quelli che, almeno per il momento, non sono apparentati con nessuno..

Rimini People.

E’ la lista cui appartengo, il mio conflitto di interessi  e, lo dico in tutta sincerità, sono dei pazzi. Non se ne tengono una, non importa quanto scomoda possa essere. Hanno come stella polare una sola cosa: le persone. Dentro ci sono tutti. Commercialisti, dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, politici in pensione, un ex cinque stelle (io) innamorato del motto “nessuno deve rimanere indietro”, movimentisti del sociale, molte esperienze politiche di sinistra, studenti, giovani laureati, novelli italiani diversamente colorati e chi più ne ha più ne metta. Tutti seguono Mara Marani e Mara ha una parola per tutti, ma la cosa più bella è che i Rimini People non hanno bisogno di nessuna posizione di convenienza. Sono contro il razzismo, sono per l’accoglienza, non discriminano nessuno per colore, religione, orientamento sessuale. Mettono in pratica queste convinzioni ogni giorno, fuor dal politichese, perché la politica è vivere degnamente la propria città ogni giorno. Nessun atteggiamento di maniera… anzi, se siete tra quelli che invece amano discriminare e praticare lo sciovinismo, non vi sbagliate, non votateli. Il vostro voto non gli mancherà. Così doveva essere il Movimento.

Fronte Nazionale per l’Italia

Il nome lascia pochi dubbi sull’orientamento, ma, se ciò non bastasse, il candidato sindaco di questa lista è Marina Mascioni . Ex Consigliere Provinciale e pasionaria del centro destra, più destra che centro. Ha fatto parte di An e del PDL, ma alla fine è andata in rotta per le posizioni troppo morbide dei suoi. Oggi scommette sulla famiglia (quella del mulino bianco) e sull’incostituzionalità dell’Islam (?!). Che dire… ognuno ha i suoi obbiettivi.  Resterà sola nella sua corsa al fondamentalismo identitario? Non lo sappiamo, ma all’orizzonte è spuntato qualcuno che sarebbe bene presentargli.

Popolo della Famiglia

Ecco qui l’anima gemella della Mascioni. Questa lista però va spiegata bene. Popolo della famiglia è la lista con la quale Mario Adinolfi si presenta come candidato al Campidoglio. Chi è Adinolfi? Potrebbe bastare  sapere che è il tale che è riuscito a far incazzare Fabio Volo, durante una trasmissione radiofonica, per aver sostenuto che Kung Fu Panda non può avere due papà…. ma si perderebbero alcune sfumature. Nella sua carriera è passato dall’essere Democristiano a Piddino di matrice Renziana. “Bella forza”, direte voi, ma è passato anche per il PPI (Partito Popolare Italiano), per Weltroni e per Franceschini.  Ama la Mamma, la Croce, la donna sottomessa e per lui cose come aborto, eutanasia e matrimonio omosessuale non sono altro che falsi miti della modernità. Come non essere attratti da un quadretto così intrigante? A Rimini non ha potuto resistere Ada Addolorata di Campi, fondatrice dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, recentemente candidata con NCD (qualsiasi cosa sia) per il ruolo di consigliere regionale, occasione in cui incassò gli auguri persino di Gnassi e Nadia “Civivo” Rossi, ma non i voti necessari.

Forza Nuova

Ahahahahahahah

Rimini in Comune

Rimini in Comune è praticamente la lista di Rifondazione. Tra le sue fila troviamo due delle più grosse stampelle di Gnassi: Savio “logorrea” Galvani, l’uomo che con un solo discorso ti condanna all’epistassi, e Sara “Parafango” Visintin. Non capite male, “parafango” non è riferito al suo aspetto fisico che, al contrario, è grazioso e minuto, ma al compito che ha avuto per 4 anni e sei mesi del mandato Gnassi. Tutti i Comitati che si sono fatti portatori di una qualsiasi istanza la conoscono bene, visto che dove il Sindaco non sapeva che pesci pigliare veniva messa  lei a perdere tempo, con la formula magica “Stiamo ponderando e valutando”.  Se volete saperne di più chiedete  informazioni al Comitato per il Teleriscaldamento, o anche, se volete, al suo stesso comitato di provenienza, il Comitato dell’Acqua, che ha visto Sara e Savio in barriera per conto del Sindaco, fino al giorno prima di dimettersi dalla maggioranza… per sopraggiunta morte della credibilità. Incredibile fu il ritiro della firma di Galvani dal consiglio tematico sull’Acqua Pubblica, per dare modo e tempo al PD di farsi i fatti suoi. Sui banchetti consiliari ci sono ancora i segni delle mascelle cadute a diversi componenti dell’Opposizione.

Con queste 5 liste siamo arrivati a 11. Coraggio, ancora una decina e siamo quasi fuori dal tunnel (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

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