Quando anche la Cgil si mette a trollare le pagine dei normali utenti Facebook.

Rimini: quando un addetto stampa della CGIL ti viene a trollare sulla pagine FB, ti viene il dubbio che la recente figura di Landini al tavolo di Salvini abbia lasciato una brutta ferita.

Non c’è nulla da fare, la comunicazione è cambiata definitivamente. E’ diventata isterica, a senso unico, traboccante di particolarismo, benaltrismo e, diciamocelo, anche molto approssimativa. Tutte cose che sappiamo già, ma che è bene ribadire nel momento in cui un addetto dell’ufficio stampa di un corpo intermedio dello Stato, seppur territoriale, ti viene a trollare sulla pagina personale e vuol avere pure l’ultima parola.

L’occasione è la visita di Maurizio Landini a Rimini in cui, con un po’ di prosopopea, richiama una “regressione culturale” riferendosi al lavoro stagionale. Il mio commento, buttato lì, perché a volte non si ha animo di fare la guerra, ma una testimonianza è questione esistenziale, è stato il seguente: “Ecco bravo, fai i tavoli di con Salvini, che la risolvi la regressione culturale.”

Il richiamo, lontano dalla pretesa di avere un peso, era alla recente figuraccia di Landini. Ricordate? Quando ha portato la CGIL a un tavolo di consultazione con il Ministro dell’Interno, che in quel momento era Salvini Segretario della Lega, senza invece pretendere di interloquire con il suo punto di riferimento naturale: il Ministero del Lavoro. Ma di più. Al tavolo era presente solo personale politico della Lega, compreso un certo Siri fresco di licenziamento, di cui la cronaca ci ha ben rappresentato le pene che lo rendono politicamente inopportuno.

Un errore? Che lo fosse lo ha capito anche Landini, tanto è vero che il giorno dopo si è affrettato a dichiarare: “Credevamo di partecipare a un incontro governativo. Nessuno ci strumentalizzi”. Forse dobbiamo considerare che dal 2005 a oggi il caro Maurizio non abbia accumulato esperienza necessaria per riconoscere un incontro governativo?

Fatto sta che il suo classico atteggiamento burbero e il suo dito a mezz’aria (nessuno ci strumentalizzi!), non hanno evitato la riflessione su quanta parte della crisi che stiamo vivendo sia anche responsabilità dei corpi intermedi e del loro modo di relazionarsi con chi occupa le Istituzioni. Trovo personalmente valido il sintetico e ficcante commento di Rino Formica, pubblicato sul Manifesto, mica su Libero. “Quando il sindacato non ha un interlocutore istituzionale” – dice l’ex  più volte Ministro, l’inventore della definizione “Nani e Ballerine” – “ma va da chi lo chiama si autodeclassa a corporazione: vado ovunque si discuta dei miei interessi. Allora: non c’è un governo, perché la sua attività è stata espunta; non ci sono i partiti né i sindacati. È la crisi dei corpi dello stato. Si assiste a un deperimento anche delle ultime sentinelle, l’informazione, la magistratura.”

Ma quanto è gradito l’invito a questo tipo di riflessione da parte delle diramazioni territoriali del sindacato? Non ho a disposizione una statistica, per cui posso parlare solo della mia esperienza personale che, nella fattispecie, è quella di un responsabile ufficio stampa della CGIL di Rimini che viene a tentare di avere l’ultima parola su un banale post di Facebook. Un’opinione di cui si erano accorte dieci persone. Quest’aggressività, secondo la mia irrilevante opinione, nasconde un imbarazzo che non è solo per la cappella del leader maximo. Se tutti la considerassero tale avremmo già finito di parlarne da un pezzo.

Molti pensano, ma in pochi lo dicono ad alta voce, che la percentuale degli iscritti alla CGIL che votano Lega è enormemente cresciuta, tanto che il Sindacato da Rosso sta virando al Verde. Non sarà così, ma quel che sembra è che Landini abbia ceduto al “lato politico della Forza”, dimenticandosi di essere il Segretario del più antico sindacato italiano. Sì, poi il giorno dopo puoi dire anche che Salvini ha la mamma mignotta e che ti hanno fregato, ma tu a quel tavolo ti sei seduto, hai aperto la minerale e magari hai pure chiesto se c’erano dei salatini (per dire).

A chi vi scrive non resta che ribadire dal suo cantuccio quanto sia triste la sistematica corrosione di tutti i valori istituzionali, dal Senso dello Stato, alla capacità dei corpi intermedi nel farsi organo di prossimità. Poi ognuno può dire che è colpa dell’altro, ma senza principi cui tenersi saldamente è facile finire per raccontarsela e costringere poi dei poveri addetti stampa a raccontarla a loro volta, persino nei piccoli post di Facebook.

@DadoCardone

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Rimini- La Lega? Mamma che flop.

12986921_1599015737081532_2486691132122382583_nNessuno se lo aspettava. Ci si prefigurava anzi che l’onnipresenza di Salvini in TV attirasse un numero sufficiente di curiosi da fa sembrare la calata della Lega una cosa riuscita. Invece Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Uniti si vince, circondati da un cordone della Celere, non riempiono nemmeno uno “scacco” di Piazza Tre Martiri. Se poi ci aggiungiamo i curiosi, gli occasionali e i gruppi che in coro manifestavano scarso affetto (diciamo così), sabato in piazza c’era meno gente di quanta ce n’è di solito per fare le vasche.

Colpa della pioggia? Chi vi scrive vuol dare una speranza all’umanitàflop lega e dunque sostiene la tesi che, la maggior parte delle persone, non prova nemmeno curiosità per il brutto spettacolo offerto da Matteo Salvini e seguaci.

Arriva circondato da un battaglione mobile dei Carabinieri, perché la gente è la sua scorta (video), si fionda sul palco dopo aver dato dei “cinque” a vari personaggi in trasporto quasi sessuale e attacca col repertorio. Extracomunitari a casa, il papà è il papà e la mamma è la mamma, chiudere le frontiere, reinserire il servizio militare per insegnare un po’ di civiltà (!?) ai ragazzi… insomma mancava solo “W la figa”(cit.). L’unica cosa che ha detto di Rimini è anche una gaffe. Signore e signori vi annuncio che la Lega riaprirà l’aeroporto…. Correte ad avvisare Airiminum S.P.A.

Il tutto è durato, fortunatamente, meno di uno spettacolo di Giacobazzi al Bobo di Misano ed ha avuto il potere taumaturgico di  elevare ad estasi il nulla assoluto. Commoventi gli occhi spalancati di alcuni militanti, come dopo “una botta di quella buona”, ma molto più indicativa l’espressione buia di Alan Fabbri, Consigliere Regionale della Lega, che mestamente si aggirava per l’Antica Cafeteria, dietro il palchetto.

Da segnalare:

  • Una protesta recitata del Collettivo PERF, che ha manifestato la voglia di conflitto contro l’annichilimento imposto dalla Lega con una Performance, che ha simbolicamente (ma anche letteralmente) tolto la maschera ai leghisti.
  • L’atteggiamento di una certa informazione che ha voluto ancora una volta contrapporre i “centri sociali”, genericamente citati, alla società civile, altrettanto genericamente rappresentata. “Piazza sfondata”, “Bombe Carta”, cose che non si possono sentire e che evocano inesistenti livelli di tensione. Un’appartenente alle forze dell’ordine, con cui ogni tanto ci si scambia commenti sui fatti di piazza riminese, mi ha scritto “magari le contestazioni fossero sempre così”. A titolo esemplificativo, in questo link  potete vedere cos’è una bomba carta e fare il paragone con i due petardi scoppiati nelle vicinanze della piazza.
  • Il disfacimento del Centro Destra, boccheggiante, ma tenuto in vita dalla morte del Movimento e dalla guerra dei Roses in versione Gnassi contro Melucci.

P.S.

Una domanda a Gioenzo: ma un lavoratore come te cosa centra con ‘ste sceneggiate?

dado

 

@DadoCardone

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Chi ha paura dell’uomo nero?

L’uomo nero del titolo non è l’uomo di colore, intendiamoci. E’ piuttosto quello con la camicia nera, quello che intercetta l’ignoranza nell’aria e la trasforma in una possibilità di riscatto.. il suo riscatto. Pregiudicati per il reato di eversione, unitevi! C’è ancora spazio; sono briciole lasciate da quelli con la camicia verde (ora felpati), ma ce n’è di che arrivare a sera. Basta gridare “Prima gli Italiani!”.

Roberto Fiore, reduce dalla passeggiata di Corso D’augusto, crede molto in Rimini. Forse perché è uno dei pochi posti dove non si ricordano chi sia. C’è poi il fatto che i suoi accoliti da queste parti hanno scoperto la piacevolezza del martirio in favore del lato nero della politica. Loro… perseguitati perché vogliono il bene degli italiani, ma ci pensate?

Proprio in virtù della persecuzione, che li costringe a girare con le catene sotto i giubbotti, il Leader Maximo non tentenna e, non appena l’avvocato dei Forzisti Riminesi riceve cappio e pallottole via posta, si straccia la camicia e offre il petto. Sparate Comunisti! Sparate! Che vi faccio vedere come si parano i proiettili con le bufale.

“Il 29 marzo, annunciamo alla stampa la nostra intenzione di accedere agli atti relativi all’istruttoria della gara d’appalto di assegnazione dei locali, di proprietà comunale, in uso all’ormai famigerato centro sociale da cui partì la spedizione punitiva contro i nostri militanti .Il 2 aprile rispondiamo con una partecipata manifestazione, in cui si toccava con mano la vicinanza dei riminesi al nostro movimento, e, alcuni giorni dopo, il legale che si occupa della vicenda riceve un’ inquietante minaccia di morte che si ispira ai metodi della mafia”.

[Roberto Fiore – latitante per 19 anni]

Coincidenze?” Io non credo…”, direbbe Adam Kadmon, della trasmissione televisiva Mistero. Poi però è lo stesso avvocato dei FN Boys, Pablo De Luca, a dirci come stanno le cose.

“Ho ricevuto una busta con 3 proiettili lunedì  scorso, il 4 aprile, ma 15-20 giorni prima, – dice il legale – ho risposto ad una telefonata di minacce e il soggetto che parlava aveva accento calabrese. Ho pensato ad uno scherzo, in un primo momento, perché si sentivano delle risate in sottofondo poi  sono arrivati i proiettili, ho raccontato tutto alla polizia che indagherà su entrambe le circostanze”.

Potrebbero non essere stati quelli di casa Madiba a spedire proiettili? La certezza si è trasformata in condizionale troppe volte in questa faccenda e, nel caso specifico, direi che l’abbaglio è clamoroso. Per quanto riguarda la mia personalissima opinione non c’è nulla di più triste del cattivo che vuol fare la vittima. Il lato oscuro della forza ha una sua dignità e Il Male ha senso nell’amoralità coltivata, se no si chiama esaurimento nervoso. Che cosa vorrebbe dire altrimenti vestirsi di nero, portare bandiere nere e avercela con i neri? Invidia del Pene?

P.S.

A Robbè… Casa Madiba è stata assegnata con un’istruttoria, non con una gara d’appalto. C’è differenza. Sarà per il prossimo Komplotto Komunista. A noi!

dado

 

@DadoCardone

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Rimini, la Lega e il rimbalzo del gatto morto.

1976977L’ultima volta che a Rimini si è sentito seriamente parlare della Lega Nord è stato quando Vangelisti, Segretario Provinciale, e Casadei, Consigliere Comunale, si sono dissociati per l’evidente incapacità del Partito di affrancarsi da politiche riguardanti solo il Nord e per la conseguente emorragia di consensi a livello territoriale. Posizione intelligente.

Da allora grazie al Segretario Salvini, che si è comprato l’onnipresenza Tv con i rimborsi elettorali della Lega, i temi su cui il partito si applica hanno decisamente trasceso il solo ambito di Veneto e Lombardia. Il quasi onnipresente, solo al suo posto di lavoro europeo fanno fatica a vederlo, ha scelto la stessa via del suo nemico dichiarato, Il Bomba da Firenze, in gradazione xenofoba.

La Lega, a voce unica del suo Segretario, parassita ogni disagio sociale fomentando la conclamata guerra tra poveri.  La ricetta è semplice, commentare tutto, a qualsiasi ora, in qualsiasi trasmissione, con un razzismo travestito da buon senso.

Le percentuali della Lega sembrano crescere, ma in realtà rosicchiano resti di un elettorato che a votare non ci va più. Anche un gatto morto rimbalza quando cade da una grande altezza. E’ evidente che chiunque vorrà uscire dalla mischia, senza accontentarsi di esprimere posizioni minoritarie, dovrà esprimere ben altro che simpatia per il Ku Klux Klan, anche se questo modo di condurre la propria propaganda politica dei danni li produce seriamente.

Il terreno è fertile, si sa. Generazioni di Italiani cresciuti davanti alle televisioni di Berlusconi proprio non resistono al selfie con l’imbolsito BraveHeart Bauscia e alcuni provano addirittura ad affidargli le loro battaglie solo per il gusto di sentirsi nominati in TV. Proprio in questi giorni, qui a Rimini, siamo investiti dall’onda lunga della propaganda leghista… solo che mentre in inverno abbiamo il vantaggio di dover sopportare null’altro stupide felpe, d’estate veniamo messi di fronte ad un torso nudo che… non era decisamente pronto alla prova costume. Forma e consistenza di un mozzarella (alla diossina). Qualcuno la chiama “strategia dell’uomo medio“, altri fanno semplicemente dei versi.

I primi a cadere tra le braccia del lato oscuro dell’annuncite (non che ci sia un lato buono, ma al peggio non  c’è mai limite) sono stati alcuni ambulanti Riminesi che, non sentendosi cavalcati con polso fermo e polpacci serrati dalle  opposizioni locali, hanno pensato bene di buttarla in vacca facendo i postulanti alla corte balneare del Matteo da Milano.

Oggi toccherà a Cattolica, con i vongolari ed una delle più grandi bufale che la Lega va raccontando ormai da tempo, ossia che la taglia minima dei 25 millimetri sia un’imposizione Europea. La verità sulla questione ce la rivela Marco Affronte Eurodeputato con il vizio di lavorare veramente: l’imposizione di taglia arriva da una legge Italiana, precisamente dal DPR n. 1639 del 2 ottobre 1968. Controllare per credere.

Dopo anni di prese in giro sarebbe opportuno cominciare a chiedersi se vi sia una differenza tra la realtà delle cose e la sua rappresentazione televisiva. Un altro esempio tipico è la querelle del formaggio in polvere. Nelle trasmissioni televisive non facciamo altro che vedere Matteo Salvini indignato per l’imposizione europea, senza uno stronzo di giornalista in grado di fare il suo mestiere semplicemente documentandosi. Sapete in realtà chi ha scatenato il problema? Proprio un Euro Deputato della Lega, Oreste Rossi di cui riporto integralmente l’interrogazione che ha provocato la procedura d’infrazione.

In Italia la legge 11 aprile 1974 n. 138 vieta la detenzione, la commercializzazione e l’utilizzo del latte in polvere e di latte conservato con qualunque trattamento chimico, o comunque concentrati, per la produzione di latte UHT e dei prodotti lattiero caseari. Tale posizione italiana è stata riconfermata dal decreto legge 175/2011 per il recepimento della direttiva UE 2007/61/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana.

Le aziende produttrici di yogurt (per la cui produzione il latte concentrato è un ingrediente essenziale) in Italia, sono, quindi, obbligate a trasportare una quantità di latte maggiore di quella di cui avrebbero bisogno perché, a causa della citata legge, non possono operare il processo di concentrazione all’origine e poi trasportare il prodotto negli stabilimenti.

Questa normativa crea un ingente danno economico e competitivo alle aziende, essendo un ostacolo all’ottimizzazione dei costi logistici e ad una maggiore efficienza del processo produttivo. Inoltre, in base ai principi di libera circolazione nel mercato interno, si viene a creare una situazione di disparità rispetto ad altri paesi europei, come ad esempio Belgio e Francia, che possono utilizzare latte concentrato per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari.

Può la Commissione far sapere se ritiene che la permanenza in vigore in Italia della legge 11 aprile 1974 n. 138 e il recepimento della direttiva 2007/61/CE siano in linea con il diritto dell’Unione europea?”

Appare ovvio che il buon (si fa per dire) Deputato si è fatto portatore di qualche interesse industriale che necessita di aggirare la vigente legge Italiana. Ecco servito il nuovo corso della Lega, pronti per una nuova stagione di mutande verdi e diamanti comprati con i vostri soldi?

Ritornando alle questioni territoriali. Rimini governata da un Sindaco Leghista? Non ci credo manco se lo vedo. Certo Pini, Parlamentare Leghista per la circoscrizione dell’Emilia Romagna, ha annusato l’inconsistenza del Centrodestra Riminese e fa pressione per ottenere la leadership dei morti viventi con un candidato sindaco della Lega. C’è gran fermento là… sul fondo del barile.

E il Movimento? Attualmente, senza muovere paglia, il Movimento surclassa tutte le opposizioni, può fare un unico errore per non arrivare a giocarsela veramente: puntare allo stesso rimasuglio elettorale spaventato e confuso dalla minaccia dello “straniero”. Un bacino non sufficiente per tutti e soprattutto non in grado di competere con i grandi portatori di interesse Riminese, anche se sorretti da un Partito Isterico. Tra la Rimini confusa e quella reazionaria, c’è una prateria di voti che potrebbe anche valere una vittoria al ballottaggio con un candidato sindaco affidabile ed un programma di governo progressista, che riporti la Comunità in primo piano.

P.S.

“Mamma che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando  i Napoletani”  [dal pensiero politico di Matteo Salvini]

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@DadoCardone

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Povertà S.P.A.

migranti_ventimiglia_getty_2L’umanità dovrebbe progredire in direzione contraria alla fame, alla povertà e alle guerre, ma sono cose che provoca più di quanto combatte. La Politica dovrebbe garantire, se non l’equità, perlomeno pari opportunità, ma per prima approfitta della sua posizione. La scienza dovrebbe essere in grado di riprodurre la natura e sviluppare forme di sostentamento pulite e rinnovabili, ma si continuano a finanziare soluzioni entropiche.

Esistono due diversi tipi di Povertà. Ve n’è una sana, quella di chi vive con poco perché auto produce ciò si di cui ha bisogno e non cerca cose che non gli servono. Ce n’è un’altra provocata da chi impone stili di vita e poi specula sull’impossibilità di mantenerli. E’ il caso, ad esempio, dei milioni di agricoltori ostaggio degli OGM, quando la speranza di un raccolto migliore diventa brevetto di una multinazionale.

Sul pianeta terra l’essere umano ha creato un ordine mondiale, progettato o meno è difficile non considerarlo tale, che promuove guerre, fame, povertà, diseguaglianza, distruzione dell’ambiente a vantaggio di pochi. Un’oligarchia. Si badi bene, non è teoria del complotto. E’ materia molto reale di cui stiamo vivendo gli effetti tutti i giorni.

La guerra dei poveri è cominciata e il suo fronte più avanzato si chiama Immigrazione. La propaganda di chi la conduce, la fa sembrare una cosa da cui difendersi con il fucile dalla finestra del proprio campanile e ti convince che l’unica arma che puoi opporre è l’affermazione della tua diversità. Nessuno di noi però, essendone parte integrante, può sfuggirle neanche restringendo al massimo la propria realtà. Reazioni come razzismo, sciovinismo e nazionalismo sono comportamenti adottati innumerevoli volte nel corso della  storia e i risultati sono sempre gli stessi. Purtroppo chi vuole tutto ciò confida, istintivamente o meno, su una legge sempre valida: chi ha paura vive il momento e perde la Memoria.

Chi vuole tutto ciò? Senza bisogno di scomodare il Bidelberg basti pensare a chi ne ha vantaggio. Una guerra è un business. Si vendono armi, si rapinano risorse e si genera traffico di esseri umani. Spinti dalla povertà, dai proiettili vaganti o semplicemente dalla speranza di una vita migliore un’onda anomala di umanità si affida ad organizzazioni che promettono traversate verso la felicità e un disperato paga qualsiasi prezzo per una possibilità, anche remota. Se gli va bene dopo odissee inenarrabili, raggiunge paesi organizzati per accoglierlo, se gli va male muore in mare, ma per alcuni sarebbe meglio pur di non incontrare la seconda parte del business… quello dell’accoglienza.

Organizzazioni criminali, con appoggi istituzionali, hanno in mano il sistema cooperativo che dovrebbe soccorrere ed assistere il terzo dell’umanità, che abbiamo ridotto alla fame con il nostro stile di vita indifferente allo spreco e alla speculazione. Finti seguaci di Cristo e finti servitori del popolo si spartiscono una mungitura che vale più del traffico degli stupefacenti. Quasi 40 euro a persona, finanziati anche dall’Europa delle banche. 40 Euro al giorno, tutti i giorni, per ogni “assistito“, nessun tossico rende con questa regolarità. Poi ovviamente ci sono gli extra come l’avviamento alla prostituzione, il traffico di organi ed ogni altro abominio che l’essere umano a creato per se stesso.

Armi, petrolio, esseri umani, accoglienza, schiavitù, prostituzione, benvenuti nel Franchising della Povertà S.p.A.. Ognuno di questi business è tenuto in pista da un’organizzazione diversa, ma tutte sopravvivono in forza di un annichilimento generale di valori che definiamo inalienabili. Una coscienza collettiva criminale che prospera sull’indifferenza, eccolo qui il Nuovo Ordine Mondiale. Quale italiano, ancorché di cervello limitato e leghista, può dire che questo non riguarda anche lui e che basta chiudere una frontiera per risolvere il problema? Se chi ti amministra si gira sovente dall’altra parte, rinunciando ad organizzarsi in favore di quelle che sono a tutti gli effetti organizzazioni criminali, per quante altre cose lo fa? Il problema è, nell’evidenza dei fatti, è di tutti e non riguarda solo l’Immigrazione.

In tutto questo è stato sacrificato anche il sogno di un’Europa Unita. L’ambizione di persone che non volevano si ripetessero più conflitti come quelli mondiali all’interno del continente, oggi è solo sostegno formale ad una politica economica che non riesce ad affrontare problemi, a meno che  non siano direttamente legati alla proiezione finanziaria del un sistema amministrativo. La dimostrazione sono 50 disperati su una spiaggia a Ventimiglia che l’Italia sgombra dalla stazione e la Francia caccia indietro alla frontiera. E’ questa l’Europa?

La cosa più tragica è che non esiste visione, non esiste ispirazione. Gli abitanti della Democrazia hanno scelto fra i loro pari le persone più mediocri che sono riusciti a trovare ed hanno prodotto pastori che si lasciano guidare dalle paure delle loro pecore, pur di avere un belato di consenso e la realizzazione delle loro meschinità. Lo stesso la Società ha fatto con i suoi docenti, con i suoi poeti, con i suoi cantanti, con i suoi scrittori e con i suoi scienziati. Nessuno ha più ne la forza, ne la volontà, per paura di perdere un privilegio (evidentemente fortunosamente acquisito), di ergersi sopra gli altri e ricordare a tutti che siamo l’Umanità e che le differenze ci sconfiggono.

P.S.

“L’umanità deve vivere in un mondo unito, dove si mescolino le razze, le lingue, i costumi e i sogni di tutti gli uomini. Il nazionalismo ripugna alla ragione. In nulla beneficia i popoli. Serve solo affinché in suo nome si commettano i peggiori abusi.”  [Isabel Allende – D’amore e ombra]

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@DadoCardone

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Regionali 2015: Personaggetti

Siete confusi dal recente voto regionale? Non sapete leggere i dati che i telegiornali sparano da due giorni e i commenti, tutti di parte, vi danno sui nervi? Niente paura, ci pensa Citizen.
affluenza alle urneDunque … per leggere il risultato di queste elezioni il dato più importante è l’affluenza che, secondo i dati del Ministero dell’Interno, totalizza il 53,90%. Altrettanto importante è confrontarlo con la precedente affluenza che si è attestata al 64,13%, quindi in calo del 10%. Non sono conti della serva, non si mischiano pere con mele, stesso tipo di elezioni, stesso tipo di votante.
Perché è importante identificare la percentuale di affluenza? Per un vecchio vizio della politica, quello di considerare la percentuale di votanti come l’intero, il che ha senso solo per la propaganda, ma non se per lavoro vendi idee e ricevi in pagamento consenso. Se un’azienda qualsiasi cercasse solo legittimazione, ma non l’introito, sarebbe destinata fallire come in effetti sta facendo la politica Italiana con un PD in calo di due milioni di voti.
zaiaA chi si pregia di percentuali miracolose bisognerebbe ricordare che il ruolo conquistato è di rappresentanza, di conseguenza minore è l’affluenza, maggiore è il fallimento di tutti. Facciamo un esempio pratico. La percentuale più alta di queste Regionali è il 50,08% della lista che ha portato alla Presidenza Luca Zaia e i votanti sono stati il 57,15% degli aventi diritto. Non voglio rendere noioso il post con troppi passaggi di calcolo, ma, se vi fidate, Zaia rappresenta circa il 28% degli aventi diritto, ossia il 70% non è rappresentato.
La situazione più drammatica è in Liguria con Giovanni Toti che rappresenta poco più del 17%. Se non è chiaro si può fare un esempio con un altro ordine di misura. In Campania Vincenzo De Luca è stato eletto Presidente toticon  il supporto di un listone che ha raccolto 987.651 voti. Secondo l’Istat solo la città di Napoli (il che non vuol dire tutta l’area metropolitana) al 30 gennaio 2015 contava 989.845 abitanti, indi per cui i restanti 5 milioni distribuiti in 5 provincie hanno ritenuto inutile votare e non sono attualmente rappresentati. Anche se a dirla tutta, a causa di un impiccio chiamato Legge Severino, potrebbero essere poco rappresentati anche quelli che hanno votato l’impresentabile De Luca.
Il dato, anche per queste Regionali, è purtroppo molto chiaro. I Partiti, o Movimenti che siano, si stanno litigando le briciole di quello che era una volta la politica, pur con i suoi enormi difetti. Alleandosi in innumerevoli declinazioni il messaggio che passa è sempre lo stesso: non votare che delucatanto nessuno ti rappresenta. Anche l’ultimo sfogo offerto, quello razzista della Lega, che va cogliendo le stupidità più ataviche degli Italiani, non è uno stimolo così potente come sembra e ruba solo nella miseria di voti rimasta. Il giorno in cui non voteranno neppure più gli sciovinisti potremmo dichiarare il paziente, attualmente in coma, finalmente defunto.
E il Movimento? Sebbene aumenti il numero dei suoi rappresentanti nelle istituzioni e si confermi singolarmente la seconda forza nazionale non aiuta il quadro generale a risollevarsi. Molti identificano l’appiattimento nella mancanza di alleanze, ma come illustrato, l’alleanza non fa altro che ridistribuire una tendenza negativa. Secondo il modestissimo parere di chi scrive, prendetelo per un esercizio di opinione, per uscire dal loop negativo, lo stesso di tutti gli altri, il Movimento 5 Stelle dovrebbe recuperare il germe rivoluzionario delle origini, inteso come la voglia di fare opinione e non di seguirla. I temi in cui applicarsi sono molteplici: immigrazione, emergenza abitativa, lavoro, tasse, welfare, tutto lasciato scoperto dalla politica o trattato con una superficialità devastante.
Concludendo. Vincitori a ben guardare non ce ne sono, ma i vinti sono quasi 60 milioni.
P.S.
Se i porci potessero votare, l’uomo con secchio della brodaglia sarebbe eletto capoporcile ogni volta, non importa quante macellazioni compia sul posto.” [Orson Scott Card]
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@DadoCardone

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