E Bonaccini ti aggiusta la campagna. TAAAAC!

Allora. Io sono di sinistra. Lo premetto, altrimenti non si capisce la critica.

Una cosa che non bisognerebbe mai fare, ma proprio mai, è unire Sinistra e imprenditoria. Non capitemi male. Non che non ci possano essere imprenditori di sinistra e nemmeno che un amministratore di sinistra non possa pensare di fornire strumenti adeguati, quando gli sono richiesti e si manifesta l’esigenza.

Il problema sorge quando l’amministratore di Sinistra si mette in testa di poter esibire una mentalità imprenditoriale. Il motivo è semplice. L’amministratore “progressista” dovrebbe, nei limiti del praticabile, pensare contemporaneamente alle esigenze dell’imprenditore e a quelle del lavoratore. E’ un equilibrio delicato e ci vogliono pensieri coltivati per mantenerlo, una cultura che preveda decisioni che non si riducano a semplice utilitarismo o, molto peggio, a incoerenza.

Faccio un esempio pratico. Bonaccini, governatore della Regione Emilia Romagna, in questi giorni afferma: La situazione sotto corona virus ha tolto gli immigrati alle campagne. Ci vada a lavorare chi percepisce il Reddito di Cittadinanza.

In questa sola affermazione si affastellano diversi strati d’ignoranza politica, culturale e imprenditoriale. Questa dichiarazione, che (chissà come mai) è piaciuta molto di più a Destra, fa chiaramente intendere che il pregiato Governatore non ha proprio presente il tema a cui si vuole applicare.

Come noto le campagne sono il fronte più esposto al lavoro nero. Ciò succede perché il circuito delle grandi distribuzioni impone prezzi di vendita che nessun agricoltore potrebbe sostenere con della manodopera in regola. Per questo si riscontrano gravi fenomeni di caporalato, persino qui in Romagna. Pochi giorni fa abbiamo letto la notizia di un giro di lavoratori pakistani sfruttati come schiavi a un euro l’ora. Sarà stato un caso estremo, ma non l’unico, come la stessa Regione (evidentemente a insaputa del suo Governatore) ha denunciato.

Ora Bonaccini dovrebbe fare chiarezza. Quelli che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, in che modo dovrebbero essere inquadrati per questo lavoro? In nero come i Pakistani? O dovrebbero accontentarsi dello stesso reddito (con un massimo di 750€) che già percepiscono? No perché, diversamente, con gente retribuita secondo legge a fare i raccolti, il contadino se le da in faccia le zucchine (per non essere volgari). A venderle farà molta fatica.

A parte tutto questo mi preme sottolineare una cosa che si legge neanche troppo fra le righe. “Chi prende il Reddito di cittadinanza può cominciare ad andare a raccogliere la frutta e la verdura nei campi così restituisce un po’ quello che prende”. E’ palese che questo sedicente uomo di Sinistra considera il Reddito di Cittadinanza, una cifra che basta appena per un affitto, quantomeno un’indebita appropriazione.

Certo lavorare perché nella sua Regione in pochi abbiano effettivamente bisogno del reddito di Cittadinanza è un obiettivo un po’ troppo ambizioso. Per cui suggeriamo di cominciare dalle basi. Tipo farsi spiegare che essere poveri non è una colpa, che una persona difficilmente sarà assunta a fare i raccolti con uno stipendio regolare, che lui non è un imprenditore, ma un amministratore e le soluzioni che gli competono non dovrebbero passare per il fondoschiena dei poracci.

Se glielo chiedevi qualche mese fa, quando per essere rieletto aveva bisogno dei voti delle Sardine, dei Grillini  e della Elly Schlein, l’avrebbe dato anche al caporale dei Pakistani il Reddito di Cittadinanza.

P.S.

Qualcuno dia una zappa a quell’uomo.

@DadoCardone

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Rimini, i suoi ponti ed altre mediocrità.

La storia di Rimini è una storia di ponti. Ponti metaforici, le cui sponde sono il passato e il presente, e ponti materiali, costruiti per saltare le bisettrici d’acqua e d’asfalto che la percorrono. Questi ponti dicono molto, se non tutto, sul conto di chi ha amministrato Rimini dal passato al presente.

Il ponte di via Coletti, per esempio. Costruito male, fatto arrivare al limite del crollo, che il Sindaco Andrea Gnassi voleva sostituire con un ponte Bailey, uno di quei pontacci provvisori in ferro tipici della seconda guerra mondiale. Quella volta, fortunatamente, una rivolta popolare guidata dal locale Movimento 5 Stelle, (Requiescat in pace) dentro il Consiglio Comunale, fece cambiare la delibera di Giunta, praticamente già approvata.

Al tempo Gnassi si sentiva provvisorio e provvisori voleva i ponti. Quando, ricevuto il secondo mandato, capì che i Riminesi non riescono proprio a trovare un’alternativa alla sua augusta persona, decise di dar sfogo alla sua… ma che dico enciclopedica… bignamica cultura. Il riassunto dei riassunti: Rimini è nata con Fellini e morirà in un DjSet.

La prima avvisaglia del nuovo corso, anche se molto altro bolliva in pentola, si ebbe con il Ponte di via Roma, altrimenti noto come ponte di Mordor. Certo, un ponte o un sottopassaggio erano necessari in quella posizione, ma perché farlo somigliante ad un disegno di Hans Ruedi Giger (il papà di Alien)? Qualcuno direbbe “De gustibus… “, solo che, nel caso specifico, più che l’opinabile gusto sarebbe stata preferibile la “Congruentia”. Di fatto, a cento metri, riposano i consistenti resti di un anfiteatro romano (con una scuola dentro). Metterli nella stessa prospettiva con il ponte è un po’ come guardare uno di quei film dove i cowboy combattono con gli Alieni. Cinque minuti dopo il naturale interesse che provocano le cose strane, è inevitabile esclamare: “Che cazzata!”. La Soprintendenza, al paesaggio tra le altre cose, non trovò nulla da dire, dunque…

La Soprintendenza all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio trova di rado qualcosa da dire. Lo abbiamo notato, sempre parlando di ponti, nel recente sfregio al Ponte di Tiberio. Per chi non lo sapesse il profilo raro nel mondo, rappresentato da un ponte di 2000 anni, una sponda medioevale e una sponda dell’800, è stato vandalizzato con un passerella in legno e acciaio, che probabilmente tra dieci anni sarà ridotta come il ponte dello Scout.  Per aggrapparla alle Mura sono state aperte finestre con mezzo metro di lato e abbattute porzioni dello stesso manufatto.

Secondo Davide Frisoni, pittore e consigliere comunale per Patto Civico ( Frankenstein secondo Pizzolante), non c’è nulla di male, anzi… bisogna farlo per i disabili. Il pittore noto per la sua visione del mondo tramite gli asfalti bagnati, pare abbia capito che, se vuol prendere il testimone di assessore da Pulini, deve imparare a vedere il mondo tramite la brodaglia PD. Lo andasse a dire agli invalidi senza pubblico trasporto di Via della Lama che la passerella la stan facendo per loro.

Mi sto distraendo… stavamo parlando del metro di giudizio della Soprintendenza. Le mie competenze in fatto di arte e paesaggio non sono sicuramente bastanti per giudicare l’operato tecnico di quest’organo amministrativo. Sono sempre stato convinto però che, per quanto una persona possa essere tecnicamente competente, è il modo di coltivare la sua civiltà che rende questa competenza un servizio per la comunità, piuttosto che un semplice atto di zelo fine a se stesso.

Ho dunque fatto la cosa più semplice che si può fare, oggi  come oggi, per monitorare le idee di una persona. Sono andato a guardarmi la pagina Facebook di uno dei protagonisti dell’affaire Tiberio: Il Funzionario responsabile Vincenzo Napoli. Non avete idea di quello che ho trovato… (leggasi con tono di sconforto)

Il Diario di Vincenzo Napoli è quanto di peggio vorreste mai vedere espresso da un rappresentante di un’istituzione pubblica (salvo che non siate leghisti). Non scrive mai nulla, ma riporta compulsivamente notizie di reati commessi da immigrati, storie sui 35 € dati ai profughi, post contro Islam e moschee. Inoltre ha una particolare attenzione per gente che ha ucciso il ladro in casa e per Laura Boldrini, contro la quale espone una corposa collezione di post.

Ora… io non so se Vincenzo Napoli abbia la tessera di qualche partito, ma se fossi rappresentante della destra xenofoba non perderei l’occasione di offrirgliene una. Quello che mi turba però è l’evidente mediocrità del pensiero, o meglio, m’infastidisce che una persona che legge la realtà in quel modo possa far parte della catena decisionale per le sorti del Ponte di Tiberio. Diciamo che è… un problema mio?

Insomma la povera Rimini, dopo un glorioso passato fatto di Imperatori Romani, Rinascimento, Resistenza e invenzione del turismo moderno, sembra oggi condannata alle decisioni di mediocri amministratori della Res Publica che riempiono i loro programmi con la parola Fellini, ma solo perché è il primo Vip riconosciuto, e autorizzano il massacro di mura medioevali, con la stessa convinzione con cui schifano la Boldrini. Che meraviglia.

P.S.

Non è il male che corre sulla terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava, ma il fatto che suonasse male.  [Ned Rorem]

 

@DadoCardone

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Prima gli Italiani – le conseguenze.

Continuano le provocazioni. Bisogna capire però il trauma di Forza Nuova. Lo sciovinismo, quando interviene un consistente cambiamento nella  società, ti fa perdere il contatto con la realtà. Brutto. Soprattutto per chi dedica tutta quella rabbia nel recintarsi in qualcosa che non esiste.

La realtà è crudele e non le importa se hai passato il tempo a stirati la bandierina. Là fuori dalla Conad, ad offendere extracomunitari, i Forzanovisti si sentivano benedetti dallo slogan “Prima gli Italiani”, panacea politica, imbottitura nelle mutande di chi, culturalmente, ha poco da esibire.

Basterebbe leggere i dati Inps del 2015 per capire che se non ci fossero gli stranieri gli Italiani avrebbero possibilità in meno e non sto parlando “banalmente” del fatto che l’80% della frutta e verdura che passa sulle tavole è stata raccolta da uomini di colore, schiavi informali della povertà. Voglio invece sottolineare che tra Inps e Irpef gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità 15 miliardi e se ne sono ripresi, in servizi e previdenza, circa 13. Nella differenza tra le due cifre tutta la miopia di certi atteggiamenti, che mirano a ghettizzare contrapponendosi a percorsi di integrazione.

Loro però,  quelli che “quando c’era lui i treni arrivano in orario”, ci tengono terribilmente allo slogan. Fatto sta che, dopo essersi innocentemente accesi una sigaretta nella polveriera di Via Dario Campana, hanno saltato il fosso e sono andati ad affiggere il loro motto proprio sui muri di Casa Don Gallo. “Prima gli Italiani”. Chissà che spiegazione si sono dati i non pochi  Italiani che, tra gli altri, hanno trovato un tetto quest’inverno proprio nello spazio più importante conquistato da Manila e compagni. Devo chiedere… ma, secondo me, avranno pensato ad una specie di classifica per l’utilizzo delle due docce che si dividono in 40.

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Questa è una delle provocazioni. Ce ne sono state e ce ne saranno altre. D’altronde stiamo parlando di persone il cui inveterato odio, per sinistre ed extracomunitari, ha già portato a pene piuttosto sostanziose in giudicato. Basta leggere le dichiarazioni del Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, per capire che la storia non è finita.

“Saremo a Rimini già da sabato prossimo alle 11.00, probabilmente in piazza Cavour ad insegnare ai coraggiosi del 10 contro uno che il loro tempo è ormai scaduto, al Comune ed al Sindaco che pagheranno in questa campagna elettorale il fatto di aver concesso uno spazio ai delinquentelli del Mandiba e agli extracomunitari, nuove truppe ascare dei centri sociali. Per chi è responsabile di violenza ci sarà l’espulsione a furor di popolo”.

Questa  l’intenzione.. ma la mia parte preferita resta la frase in cui ci insegna che  “l’ignavia del sistema è pericolosa quanto la violenza stessa “. Ho idea che il Questore non gradirà quest’impulso pedagogico. Non bastasse tutto ciò c’è anche un’insistente azione web che crea falsi post (fake in gergo) attribuiti a Casa Madiba Network, tendenti a dimostrare che i Madibers sono niente popò di meno che Brigatisti (!). Sulle pagine di Osservatorio Anticomunista e dalla tastiera di Roberto Lo Giudice (il Bruce Lee della catena) appare il post manipolato che potete vedere negli screenshot. Creativi… poi c’è la diffamazione aggravata, ma quella è un’altra storia.

Falso
Falso

Falso
Falso

Originale
Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora.. sarà la Pasqua, sarà che sotto elezioni anche quelli di Forza Nuova diventano voti per le liste in cerca di una dimensione, ma non sto vedendo una grande reazione politica. Sarebbe utile prendere una posizione prima di Sabato, sapete com’è… “l’espulsione a furor di popolo” non è che sia esattamente prevista dal Trattato di Dublino. Una posizione sembra averla già presa invece la stampa che ha deciso chi sono i colpevoli: Casa Madiba ovviamente. E’ notizia di oggi che sarebbe stato ritrovato l’arsenale “Comunista” nei cassonetti. La notizia vecchia di tre giorni, ossia quella secondo cui sono stati gli stessi ragazzi di Casa Madiba ad indicare ai Carabinieri i cassonetti dove i “Filantropi” avevano buttato le loro catene, non andava bene. Poco coreografica. Oggi i Madibers chiedono replica e indicono una conferenza stampa, per dare la loro versione dei fatti. Chissà se c’è ancora spazio per quella.

P.S.

Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!

[Don Andrea Gallo]

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@DadoCardone

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Occupare o non Occupare.

N.B. tutto ciò che scrivo in quest’articolo è mia opinione personale e non rappresenta il pensiero di nessun partito, movimento, associazione a cui sono appartenuto, appartengo o apparterrò.

Questo è un post particolarmente difficile, non per me scriverlo, ma per molti leggerlo. L’argomento è l’Occupazione di Villa Florentina ed Eva di Rimini, altrimenti nota come palazzina dell’Enel.

diorPrima di parlare della cronaca bisogna fare un passo indietro e fissare alcuni punti basilari. La differenza tra l’essere nati in un posto nel quale bisogna scegliere se ammalarsi di malaria o morire di sete e un altro, in cui si posso buttare via 50 litri d’acqua per una doccia di dieci minuti, è il Caso. Penso che su questo, a meno che qualcuno non si ritenga particolarmente abile a nascere dove vuole, siamo tutti d’accordo.

L’acqua, per molti, non è il solo svantaggio. Ve ne sono altri molto indicativi e ne cito alcuni: contendersi il cibo con le mosche, non poter andare a scuola, svegliarsi di mattina in mezzo ad una guerra,  essere parte di una società annichilita da centinaia d’anni di sfruttamento coloniale. Penso che anche riguardo a questi esempi saremo tutti abbastanza d’accordo sul fatto che possano creare grave handicap al conseguimento di una vita serena passata nei propri pascoli.

Ovviamente sto parlando di quella parte del mondo riconosciuta come povera. Sono circa due terzi della popolazione mondiale, ma il totale disinteresse sta facendo in modo che anche il restante terzo stia cominciando a sperimentare le conseguenze di una società che non mette tra i propri cardini il diritto ad una vita dignitosa.

IMG_7915Ieri, a Villa Florentina ed Eva (così l’hanno ribattezzata gli occupanti), ho assistito ad un confronto che poteva essere filmato e riproposto come documentario dell’incontro tra gli ultimi e i primi, tra chi ha tutto e chi non ha niente, o più niente. Un attrito che nella nostra società sta crescendo e porterà a ben altro che ad un’occupazione. Parentesi: se è vera la storia del Karma qualcuno dell’incontro di ieri deve prepararsi per la prossima vita a produrre parecchio Humus.

A Rimini c’è una crisi abitativa che fa anche morti per le strade. Morti silenziose perché appartengono a quella fascia della società che non vogliamo vedere. Tra i pochi che si occupano di questo problema ci sono i ragazzi di Casa Madiba Network che, nella sera del 13 maggio, hanno deciso di occupare la palazzina dell’Enel, proprietà privata, attualmente rifugio di eroinomani. I proprietari sono intervenuti facendo il diavolo a quattro e (mi hanno riferito) armati di oggetti contundenti hanno spaccato un po’ di cose, tra cui i sanitari, per scoraggiare gli invasori a stabilirsi nel loro “castello abbandonato”. Sono volate anche parole grosse riguardo a mazzette ed esponenti politici che, non essendo stato presente al fatto, non posso riferire, ma se siete curiosi andate a visitare Villa FLorentina … qualche testimone lo trovate.

IMG_7983E’ giusto occupare una proprietà privata? La domanda è sbagliata, nel senso che è ovvio che non lo sia, ma sarebbe utile chiedersi altro. La domanda giusta è perché a Rimini c’è gente, italiani o stranieri che siano, magari con figli piccoli, che non sa dove andare a dormire e cosa intendiamo fare per impedirlo. La responsabilità è sicuramente della politica che ha ricevuto delega ad amministrare, ma è altrettanto nostra se non la richiamiamo alle sue responsabilità. Domanda provocatoria: pensate che negli uffici e presso i rappresentanti della maggioranza si presentino più illustri cittadini a chiedere un tetto per chi non ce l’ha o siano più i probi componenti della Comunità che chiedono di inserire i propri interessi nel futuro PSC (Piano Strutturale Comunale)?

IMG_7934I ragazzi di Casa Madiba Network, giusta o no la loro occupazione, hanno il merito di riportare il tema al centro del dibattito, assieme all’evidenza dell’insufficiente azione amministrativa. L’argomento, volenti , nolenti o indifferenti, riguarda tutti noi e i nostri alibi. Fino a che il prossimo ha la pelle, la religione e la cultura diverse dalla nostra è molto facile smarcarsi, è la sua diversità che lo fa per noi. Ultimamente la prossimità dell’indigente però si sta riducendo e in molti casi quelli che non possiamo aiutare stanno diventando i parenti (se non vi risulta siete proprio nella fascia di quelli che non hanno idea di ciò che sta accadendo). Ieri, nel tardo pomeriggio del primo giorno di occupazione, nel giardino di Villa Florentina ed Eva, si è svolta un’assemblea in cui tutti hanno tirato fuori le loro ragioni, proprietari compresi.  Alcune persone (devo specificare se fossero stranieri o meno?) hanno parlato dei loro momenti di disperazione, altri hanno discusso sul senso che vorrebbero fosse dato a quest’azione e i proprietari hanno rivendicato il diritto a non affidare la loro proprietà a chi ha un bisogno, seppur in emergenza.

IMG_7962Anche la proprietà privata è un diritto e, come ho letto in molti post originati proprio da quest’occupazione, fa molta paura che il semplice fatto di avere necessità giustifichi nel soddisfarsi a scapito di altri. La paura però non sembra abbastanza da fare qualcosa, perché l’essere umano ha la curiosa abilità di produrre discrimine e fasci d’erba a seconda della sua posizione. Così “gli italiani sono più meritevoli di soccorso perché sono a casa loro” (discrimine) e “non è che tutti quelli che hanno bisogno di qualcosa possono venire a sottrarti la proprietà privata” (fascio d’erba).  La mediazione è sempre una bella teoria da enunciare, ma, nel momento in cui bisognerebbe trasporla nella realtà, tutti si attaccano alle questioni di principio, per non perdere neanche virtualmente ciò che la lotteria del diritto di nascita ha concesso loro, sebbene nella mediazione (anche quella dialettica) entrambe le parti accettino di perdere qualcosa per arrivare ad una sintesi comune. Passi che non lo accettino i due proprietari della catapecchia, in fondo è loro il diritto toccato, anche se da persone che hanno accumulato tali fortune sarebbe auspicabile la capacità di capire certe congiunture. Fanno ridere invece quelli che, leggendo dei fatti di questi giorni, vanno subito a rappresentarsi nel loro piccolo mondo di locatore, magari perché ottengono reddito da un affitto, e si barricano dietro il principio di proprietà privata per l’orrore che venga anche solo  ipoteticamente toccato qualcosa di loro. “E’ il principio che conta!”

IMG_7924Per dovere d’informazione e perché i politici (o aspiranti tali) che istigano alla protezione del proprio campanile sono già alla riscossa, bisogna sottolineare che la sera del 13 chi aveva urgente bisogno di un tetto erano una madre con due bambini e che proprio grazie all’azione di occupare la palazzina, di cui il quartiere si vergogna, hanno trovato una sistemazione per una decina di giorni. Azione meritoria o deprecabile? Per il quartiere, che ritiene da sempre il luogo  occupato una minaccia alla sicurezza per le frequentazioni abituali, pare che sia meritoria visto che oggi, nel secondo giorno di occupazione, diversi sono andati a manifestare solidarietà e a portare qualcosa da mangiare.

A questo punto dovrei concludere rassicurando sul fatto che la proprietà privata non è assolutamente minacciata e questi ragazzi cercano solo di fare del bene, anche se non sempre in maniera convenzionale. Invece mi sento di rilanciare e di consigliare di cominciare a sentirla veramente questa paura e non solo di usarla come atteggiamento. La Povertà è alle porte e bussa con insistenza, sempre più forte. Quello che chiamiamo terzo mondo ha intrapreso una migrazione inarrestabile, fugge da fame e da guerre cui noi stessi abbiamo contribuito. Contemporaneamente la speculazione al ribasso, contro la quale mai ci siamo opposti veramente, ha cominciato a mangiarci dal basso.  Quella che sta arrivando è una violentissima guerra tra poveri e l’unica cosa che ha il potere di impedirla si chiama Solidarietà. Il resto, bombardamenti di barconi, sgominare gli schiavisti sulle coste del Nord Africa, i cambi di contratto che simulano l’occupazione e riprese economiche dello 0.3% sono puttanate per allocchi.

P.S.

Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.” [Gianni Rodari]

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@DadoCardone

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