Quando anche a Conte scende la catena.

Durante la più grande crisi mondiale dal Dopoguerra ad oggi, è permessa una sculacciata a reti unificate?

Noi italiani siamo un popolo straordinario. Sì, abbiamo l’arte, il cibo, il paesaggio, eccetera, ma tutto questo è nulla confronto alla nostra capacità di recitare per la nostra personalissima causa. E’ una riflessione inevitabile leggendo questa mattina le reazioni alle dichiarazioni di Giuseppe Conte. Avete presente, no? Parafrasando: Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul MES mentono e lo fanno a discapito del loro Paese.

Ebbene a questa dichiarazione, che tra parentesi risponde al vero, reagisce l’alzata di scudi di una certa parte che, badate bene, non è propriamente identificabile solo con una fazione politica. Un numero discreto d’intervenuti, tra politici, opinionisti, influencer (wanna be), giornalisti, direttori di redazioni e postatori compulsivi, controbattono stigmatizzando l’uso personale che Conte ha fatto delle reti unificate.

Dell’uso personale parlo tra qualche riga. Prima vorrei sottolineare quanto mi stupisce l’innata capacità interpretativa di alcuni, che ritengono appropriato l’uso propagandistico della chiusura dei porti di un Ministro dell’Interno in carica, ma insostenibile l’avvertimento diretto di un Presidente del Consiglio, che sta affrontando la più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Poco istituzionale, dicono, quando lui stesso aveva richiamato al rispetto di quel valore. Vero. Però poi c’è un limite che certo non ha deciso lui si sorpassasse. Mi riferisco allo stillicidio di dichiarazioni contro la gestione Conte. L’azione sistematica secondo cui da una parte si richiama alla responsabilità di un’azione congiunta tra maggioranza e opposizione, dall’altra si tirano palate di letame ad ogni piè sospinto.

Il motivo è più che ovvio, saremmo ingenui a non considerarlo. I soliti sondaggi riportano il gradimento verso l’azione di Conte e l’affossamento delle speranze governative del Centro Destra che, fino ad un giorno prima del Paziente Uno, stava già pensando a che tipo di acqua minerale servire durante il suo imminente primo Consiglio dei Ministri.

E’ il gioco delle parti, si sa. Però esistono momenti in cui questo gioco non si fa. Il momento in cui la capacità di sopravvivenza di un Paese non può e non deve essere affidata agli interessi di parte, perché in ballo c’è troppo. E qui riprendo il concetto dell’uso pro domo sua che Conte avrebbe fatto nella comunicazione di ieri. Non era un uso personale, perché in quella comunicazione rappresentava anche me. Siamo solo in due a pensare che Salvini e Meloni stiano giocando a fare le capriole in una vetreria? Non penso.

A parte le prese di distanza di politici, tifosi, direttori di House Organ travestiti da libera informazione e del solito Matteo Renzi (per carità lui la polemica non la può sentire nemmeno nominare!), non ho capito la dichiarazione di Enrico Mentana. Il direttore del TG la 7, che peraltro stimo, dice :”Se avessimo saputo quello che stava per dire Conte non avremmo mandato in onda quella parte di conferenza.”. E perché? Chicco! E il mio diritto di essere informato? Conte ha detto che Salvini e Meloni mentono. E’ una notizia e io la voglio conoscere. M’interessa molto più questo di Salvini col rosario in mano e quello me lo hai fatto vedere senza troppe remore.

La dichiarazione di Conte di ieri la trovo perfettamente lecita considerando il peso della responsabilità che sta accumulando su di sé e, di contro, il gioco sporco e irresponsabile praticato dagli oppositori. Il Presidente del Consiglio, alla fine di tutto questo, non avrà a disposizione l’Handicap come un giocatore di golf inesperto. A lui saranno addossati morti e perdite economiche, anzi già adesso stiamo qui a dire “In Germania sono più bravi”. A fronte di una responsabilità che nessuno ha mai avuto, penso si possa concedere uno strappo all’etichetta, soprattutto se funzionale ad un chiarimento. Anche perché le cose se non le dici ad alta voce stentano a essere registrate. E poi… scarso rispetto per il ruolo istituzionale. Fossi stato io al suo posto avreste sentito il primo Presidente del Consiglio bestemmiare a reti unificate.

P.S.

Ma ci pensate in una crisi come questa avere Salvini al posto di Conte? Mentre scrivevo questa frase sono svenuto due volte.

@DadoCardone

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Il Ministero dei Selfie

Quando Giuseppe Conte parla, lo vedi che è preoccupato. Era riuscito in qualche modo a districarsi dalla morsa Movimento-Lega e l’aveva fatto mantenendo un certo aplomb. Ora no. Sta affrontando una cosa che non è successa a nessuno dei suoi predecessori dal dopoguerra a oggi e si vede, a cominciare dalle nuove rughe della fronte. E’ giusto che si veda, perché, al di là dell’efficacia delle sue azioni, se una persona dovesse mantenere la stessa espressione imperturbabile, di fronte ai morti e al disastro economico, sarebbe sicuramente uno psicopatico.

A proposito. Ve lo ricordate Luigi Di Maio? Aveva passato un brutto momento da Ministro del Lavoro e Capo Politico del (Fu)Movimento 5 Stelle. Lui, però, più che preoccupato sembrava infastidito. Tutti quegli attivisti che gli chiedevano conto della guida fallimentare, come fosse un normale eletto. E la gente? La gente che non si accontentava degli stessi slogan che sono sempre andati bene ai Movimentisti e voleva che addirittura si risolvessero i problemi! Ve lo ricordate il Professor Marescotti ai tempi dell’Ilva? “Ministro mi guardi negli occhi.”, come fosse tornato al liceo.

Accortosi che non bastava urlare sciocchezze dai balconi, nel Governo Conte Bis non ha rivoluto la poltrona da Ministro del Lavoro, se n’è disfatto in fretta. L’ha lasciata a una sodale del Movimento, non sia mai che qualcuno tentasse di mettere a punto il Reddito di Cittadinanza. Per se stesso ha tenuto qualcosa di meno stressante, il Ministero degli Esteri. Nessuno può sapere che ragionamento l’abbia portato (o spinto) lì, ma… se lo stesso ragionamento l’ha fatto pure Angelino Alfano, non doveva essere qualcosa di particolarmente trascendentale.

Ora non ha più quella faccia infastidita, anzi, sembra divertito. Lo siamo un po’ anche noi, aspettando un bel discorso in inglese, lingua che ha il vantaggio di considerare obsoleto il congiuntivo. Per adesso ci accontentiamo che dica “ Corona Vairus” e ridiamo pensando che probabilmente, nell’intimità, si avventura anche in qualche “Vagiaina”. Il fatto è che se Di Maio sta da parte, gioca con i selfie e non tocca niente, rilassa anche noi. Non solo se stesso. Qualcuno si chiederà: “ma più che ridistribuire a Lega e PD il patrimonio elettorale del Movimento, che altro può combinare?”

Meglio non rischiare. Ve lo dice uno che ha avuto a che fare con un padre napoletano per tutta la vita. I campani hanno il motto della Nike stampato nel DNA: “Just do it”. Che poi tradotto sarebbe : “fa siempre chello ca’ te dicè a capa”. Dunque lasciatelo al suo onanismo da selfie, almeno si fa l’album dei ricordi per questo momento irripetibile.

Qui sotto metto i miei due selfie preferiti. Voi quale scegliereste? Di Maio versione Armageddon o “Se avessi l’età potrei essere Presidente”?

P.S.

“Chi si colloca al centro del mondo cade sulla propria frontiera.” [Alda Merini]

@DadoCardone

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Salvini a casa (ringraziando la Madonna).

Si direbbe il canto del cigno, ma, data la forma fisica e l’espressione perennemente come di chi ha appena esagerato con la merenda, forse bisognerebbe cambiare animale. Il senso però rimane quello ed è l’addio alla poltrona di Matteo Salvini.

Ieri Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, rimettendo il suo mandato al Presidente della Repubblica ha definitivamente messo fine alla triste alleanza tra il Partito di Di Maio ( inutile ormai chiamarlo 5 Stelle) e il pazzo che, a forza di giocare “il doppio o niente”, era quasi diventato Premier con un partito di razzisti omofobi del 17%.

Sì 17%, perché una cosa è una preferenza rilasciata al sondaggista, un’altra è il voto che esprimi in cabina e la Lega aveva preso il 17%, posizionandosi dietro il PD di Renzi, Boschi, Lotti etc. Abbiamo corso un bel pericolo comunque. Il Bauscia del Papete stava per infilare un’altra delle sue scommesse assurde andando al voto contro una serie di partiti tra l’inutile e il convalescente. In un’Italia con una forte astensione quel 39% dei sondaggi avrebbe potuto rivelarsi una triste profezia.

Chi ci ha salvato? Il Partito di Di Maio che si è accorto del pericolo? Proprio no. Giggino ancora si sta chiedendo cosa sia successo. Conte con le sue dimissioni? Quasi. L’elegante Giuseppe una mossa l’ha azzeccata: rivolgersi a Mattarella. Il Quirinale ha riportato tutto nell’ambito della Democrazia Parlamentare, sottraendo le decisioni per il Paese a rosari della Madonna Incoronata e like su Social. Conte, portando la crisi in Parlamento, si è sottratto a tutto questo, mentre il socio di maggioranza era in stato confusionale, ed ha spento Salvini con le regole. Non per niente ha cazziato l’atteggiamento della sua intera maggioranza e ringraziato il Presidente della Repubblica per i suoi consigli.

Come l’ha presa Matteo Salvini? Male, molto male. La sua ultima linea di difesa è stucchevole quanto la sua abitudine di menar rosari per aria. Sostiene che PD e M5S erano già d’accordo da mesi e che era già tutto deciso per farlo fuori. Fosse così, sarebbe anche lui complice del complotto contro se stesso, visto che ha fatto tutto da solo. Ma, si sa, ognuno si rivolge al suo pubblico, come d’altronde fa l’altro Matteo, il Renzi. Lui sputa su tutto, perché il suo obiettivo non è la responsabilità di cui parla, ma fare fuori Zingaretti portandolo al voto contro Salvini e vedere poi se i tempi sono maturi per il suo nuovo Partito. In tutto quello che dice però accenna, forse per la prima volta nella sua vita, ad una grande verità. Consiglia infatti a Salvini di non affidarsi troppo ai sondaggi e ai cortigiani che ti osannano, perché poi, quando perdi, spariscono tutti. Lui lo sa. Amen.

Cosa si profila all’orizzonte? Votazioni, no. Le vogliono solo Salvini e Renzi. Governi di scopo su pochi punti e breve durata non se ne parla. L’unica soluzione che ha senso portare avanti è un accordo di Governo serio tra il Partito di Di Maio, il PD e magari LeU. Conte resterà? Un Conte-bis non andrebbe bene ai nuovi azionisti, l’hanno già detto, ma un posticino per lui lo trovano sicuro, magari in Europa come è già successo ad illustri precedenti. La cosa più interessante, secondo chi scrive ovviamente, sarà constatare se Di Maio, dopo la figura da caciotta appesa ad affumicare, sarà ancora Capo Politico o lascerà spazio ai naturali interlocutori del PD (Fico per dirne uno). Sicuramente gli sarà negata la possibilità di intestarsi più posizioni di quante ne possa sostenere, sempre ammesso che anche una sola non sia già troppo gravosa. “Son ragazzi meravigliosi”, come dice Beppe, ma forse è meglio che, prima di avventurarsi in altro, qualcuno gli faccia fare un bagnetto d’umiltà. E’ stato veramente triste sentire dire a Patuanelli, Capogruppo al Senato per il Mov, dopo tutto quello che è successo, “noi siamo il Movimento 5 Stelle e non abbiamo paura di niente. “. Il non avere paura a volte è dato dal coraggio, il più delle occasioni però è determinato dall’incoscienza. Forse una riflessione su questo bisognava farla.

In ogni caso Salvini è disattivato e questo già cambia le prospettive. Certo non sparirà, come a un certo punto fa persino la peperonata che ti è rimasta sullo stomaco alle 3 di notte, ma il fatto che da oggi i rosari in Calabria, per la gioia dell’  Ndrangheta, li alzi solo a suo nome e non a nome del Ministero dell’Interno è una bella consolazione.

Contestualmente ci sentiamo di consigliare un nuovo utilizzo per “la Bestia”, l’armata social di Salvini. Che la usino per le recensioni ai ristoranti, magari riescono a continuare a mangiare gratis (o a farsi accettare pagamenti in Rubli.)

Era un bel giorno per morire Matteo?

P.S.

Neanche a farlo a posta nello stesso momento i naufraghi raccolti da Open Arms venivano fatti sbarcare. Come dire… ogni volta che cade un Salvini si apre un porto.

@DadoCardone

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