VIOLENZA VERBALE – Comunicato stampa del neo consigliere Marco Tonti.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Marco Tonti, nuovo consigliere di maggioranza eletto con la lista Rimini Coraggiosa.

VIOLENZA VERBALE DA PARTE DEL CONSIGLIERE USCENTE LUIGI CAMPORESI NEI CONFRONTI DI RAFFAELLA SENSOLI.

Leggendo le reazioni post elettorali sui social mi è capitato di leggere un commento intollerabile da parte del Consigliere uscente Luigi Camporesi.

Riferendosi alla debacle elettorale del Movimento 5 Stelle dice che ora dovranno trovarsi un lavoro e poi si riferisce all’ex consigliera regionale Raffaella Sensoli in questo modo (CITO TESTUALMENTE):

“Sensoli dimostra che il PD è in grado di trovarne*. Pare sia sufficiente qualche fellatio elettorale.”

L’asterisco richiama ad una meschina spiegazione secondo la quale la “fellatio” avrebbe un senso “figurato”.

A questo proposito mi sento di dire due cose. La prima è che una violenza anche se figurata è sempre una violenza. E poi che mi risulta incredibile che una persona come Camporesi, che ha avuto un ruolo di rappresentanza pubblica, si lasci andare ad una simile bassezza per esprimere il suo disappunto.

In questa campagna elettorale abbiamo speso molte parole contro la violenza di genere e per la dignità delle donne. A quanto pare è già venuto il momento di passare dalla teoria alla pratica e condannare pubblicamente un comportamento inaccettabile.

Raffaella Sensoli difenderà sé stessa nella maniera più adeguata, ma bisogna dire chiaramente che in nessun caso è accettabile usare il sessismo per fare battaglie politiche, in nessuna circostanza, neanche quando lo si ammanti meschinamente come una “battuta” o una “goliardata”.

Invito i nuovi eletti e le nuove elette a prendere posizione contro questi comportamenti indegni sia per l’oggi che per il futuro, a dichiarare fermamente che questa non è la Rimini che rappresenteranno, e che si impegnano a contrastare ovunque e in ogni circostanza queste forme becere di violenza verbale.

Marco Tonti

Rimini Coraggiosa

P.S. della Redazione

A settembre abbiamo assistito a molte iniziative in favore delle donne a cui la coalizione del nuovo sindaco, Jamil Sadegholvaad, ha giustamente dato spazio. Le azioni simboliche sono molto importanti, ma possono essere scambiate per “Pink washing” se poi non seguono i fatti. Siamo tutti molto curiosi di vedere in quanti si dissoceranno da questa brutto comportamento.

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Il caso Giulia Sarti è chiuso, ma gli onanisti insistono.

Diciamocelo. Il caso Sarti, giuridicamente ha da dirci ancora poco e umanamente è diventato una cosa da deplorevoli comari. I fatti, ridotti ai minimi termini, sono chiari: la deputata alla soglia delle precedenti politiche non aveva restituito dei soldi, che legalmente sono suoi, ma che politicamente si era impegnata a versare in un fondo per le microimprese. Una volta venuta a galla la questione ha ottemperato al suo impegno.

Costretta a giustificare in qualche modo le sue mancate restituzioni, oltre alle azioni concordate con il fidanzato Bogdan Tibusche, da tutti conosciuto come Andrea De Girolamo, ha forse scoperto anche qualcosa che non sapeva? Oppure si tratta di una recita tra i due? Non lo sappiamo.

Ci sono altre cose che sappiamo per certo. Sappiamo che nella denuncia della Sarti non è stata riconosciuta evidenza di malafede, ma solo elementi penalmente irrilevanti, altrimenti sarebbe stata denunciata d’ufficio per calunnia. Certo Tibusche può sempre ritenere di essere stato offeso nella sua onorabilità, che affermato da uno che va in giro con un nome falso… se è così, che denunci pure e ci risparmi la telenovela che lo porterà dalle Iene ai salotti di Barbara D’Urso, continuando ad aver bisogno di Giulia per essere qualcuno.

Un’altra cosa che possiamo dare quasi per scontata è che Giulia Sarti sia stata mal consigliata. Lo sappiamo, come sappiamo che nel Movimento 5 Stelle nessuno è libero di fare quello che vuole, perlomeno quando la sua visibilità è pari a quella della Riminese. Se la denuncia non fosse stata motivata da vero risentimento nei confronti del fidanzato sleale, pensate forse che il Movimento non sarebbe stato messo a parte della decisione “riparatrice”? E conoscendo le intenzioni, ritenete che i maggiorenti del Partito avrebbero rinunciato a indirizzarle?

Sappiamo per certo che, nel caso fosse una messa in scena, la decisione sarebbe stata molto stupida. Giulia avrebbe potuto restituire e non partecipare alle elezioni, come aveva già annunciato, la memoria dei pesciolini rossi avrebbe fatto il resto. Farla rientrare nella competizione elettorale non è stata certo una decisione sua, tanto è vero che, di fatto, è risultata contumace a tutti gli incontri elettorali organizzati. Il resto, il durevole accanimento delle Iene e quello dei giornalisti, anche riminesi, è solo il risultato dei “peccati originali” del Movimento. Per essere chiari: la lotta senza quartiere contro la stampa e la pretesa di dare il certificato d’onestà.

Pur di farla partecipare a quell’elezione e raccattare i voti che la sua presenza garantiva, perché in verità delle restituzioni frega solo al grillino ortodosso (1% dell’elettorato 5s), hanno innescato una bomba ad orologeria. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: imbarazzo e un brutto ritorno d’immagine. Forse (e dico forse) è per questo che Giulia non molla, perché ha eseguito indicazioni precise e non le va di essere l’unica a rimetterci.

Ricapitolando. Giulia Sarti ha restituito e denunciato. La sua denuncia è stata archiviata. Questo le è costato il posto di Presidente in Commissione Giustizia, forse la permanenza a qualsiasi titolo nel Movimento e, probabilmente, il futuro politico. Su questa base ognuno si può fare la sua idea. E’ lecito che avvenga perché la carica pubblica contiene anche l’accettazione di una sovraesposizione con cui bisogna fare i conti. C’è altro che dobbiamo sapere? Ci sono ulteriori informazioni che ci devono essere restituite in quanto cittadini ed elettori?

Per le Iene e per Tibusche evidentemente sì. Ci manca di verificare e avvalorare la tesi dei film hard di Giulia, perché fa odiens, perché quello che vogliamo non è la Giustizia, ma la pornografia. Tutto deve essere ridotto ai minimi termini per essere consumato e svilito da un’esposizione cruda, senza contesto, per non provare colpa. Esiste la pornografia dei sentimenti, con cui riempiono salottini pomeridiani e gli show della reclusione. Esiste la pornografia delle menzogne quotidiane, che cerca di esporre la bugia, magari peccato veniale per aggiustarsi la giornata. Esiste pure la pornografia della nozione approssimativa, altrimenti detta ignoranza, sbandierata come un fallo invincibile per sfondare le ragioni degli “imparati”. Quando tutto questo coincide poi con la pornografia di un atto fisico, intimo e rubato, beh… non riusciamo a tenerci addosso le mutande.

Ed allora ecco le insinuazioni. Il dico non dico. La voce non confermata che gira. Il servizio delle Iene che annuncia, a più riprese, ma non va in onda. E (pornografia della notizia) perché non va in onda? C’è qualcosa di così grosso che provoca problemi?

Proporrei di smetterla con quest’onanismo mediatico, di porre un freno all’invasione dell’intimità delle persone. Sì, anche se hanno cariche pubbliche e anche se hanno sbagliato. Non è che se un personaggio pubblico merita biasimo, noi acquisiamo automaticamente il diritto di vedergli le budella. Questo è bullismo da reality.

Giulia Sarti ha sbagliato. Giulia ha pagato e probabilmente pagherà ancora. Brave le Iene, bravi i giornalisti, che ce l’hanno fatto sapere. Tutto il resto è da esecrare. Diamo un po’ di speranza al nostro senso del pudore.

P.S.

“Non c’è peggior pornografia di quella sentimentale.” [Ennio Flaiano]

@DadoCardone

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Regalo di San Valentino per Gnassi. La Nuova Questura.

Per anni, anzi per decenni, è stata la considerazione standard da buttare nella mischia, quando si trattava di misurare l’efficienza dell’Amministrazione Riminese. “Ma la Questura?”. La difesa più claudicante è sempre stata quella del problema ereditato, quando, dal dopoguerra ad oggi, non c’è mai stata altra amministrazione. Certo le amministrazioni riminesi con il tempo si sono evolute. Il pugno alzato è stato riempito con un bel negroni da apericena, il pantalone di velluto grosso si è ridotto ad uno slimfit metrosexual e tutta Rimini è stata riempita di cartelli multicolore che ti dicono: “Non guardare quell’intero quartiere abbandonato e allagato, fila dritto fino alla fiera”. L’Amministrazione però è sempre stata la stessa, come sempre la stessa, fino ad oggi, è stata la domanda: “Ma la Questura?”.

Pare che “gli incompetenti”, per usare il termine più gentile usato pubblicamente contro i locali rappresentanti del Governo, siano riusciti a far rispettare il patto, a lungo solo rappresentato, di un finanziamento CIPE da 30 milioni di Euro proprio per la famosa Cittadella della Sicurezza. Ed è buffo perché i “competenti”, con un PD al Governo cittadino e nazionale, non hanno tirato fuori un ragno dal buco. Ragni eh, perché soldi dal buco ne hanno tirati fuori parecchi. Per il TRC, progetto già obsoleto alla prima picconata, condannato dal TAR perché ha usato spazi di cantiere provvisorio per abbattere proprietà private. Per Acquarena, che doveva essere altro, ma è un quartiere della Conad, con un’indagine su chi ha presentato documenti falsi per ottenere l’appalto della piscina. Per il Tecnopolo, per cui, ora si sa, andranno a processo almeno tre dipendenti comunali per gravi reati amministrativi. E vogliamo parlare di Aeradria? No, meglio di no. E’ vero che chi non mangia non fa le briciole, ma qui Lucullo, in quanto a briciole, si fa da parte.

Per la Nuova Questura, “nuova” al tempo in cui Berta filava, non c’è mai stato niente da fare. Soldi non ce n’erano, se non quelli rappresentati dal politico di passaggio, che non si capiva se fosse una mano destra, una mano sinistra, o entrambe le mani che si lavavano l’un con l’altra. Il bello è che la conferma del finanziamento arriva proprio in risposta ad un’interrogazione del PD.

Attenzione però, perché tra le righe si legge anche un riferimento ai tempi per la realizzazione, giudicati troppo “ottimisti”. Il motivo sembra essere quello del reperimento dei fondi necessari. A voler essere maliziosi, tuttavia, si potrebbe anche capire che i tempi siano legati a quanto ci mette l’Augusto Gnassi a fare le valigie e a metterci dentro anche il cappello… quello che continua a mettere sopra a tutto, dicendo che praticamente Rimini l’ha inventata lui. Il Pippo Baudo de noialtri.

A ripensare alla sclerata di Andrea, quando i leghisti sono andati in visita dal Questore, pare se la sentisse che stava arrivando la scoppola. Tra l’altro fa bene a preoccuparsi perché, per certi guai, avere o non avere l’appoggio politico cambia la posta in gioco. Chissà se Zingaretti, la nuova passione, avrà tempo di passare a farsi un paio di foto in maniche di camicia bianca. Magari quest’estate. Vieni Nicò, la granita la offre il Sindaco.

Di seguito il comunicato integrale firmato Croatti, Sarti, Sensoli.

P.S.

A me il governo GialloVerde non piace. Non piace per l’ambiguità dei maggiorenti 5 stelle e perché la Lega al Governo è la più grossa iattura che potesse capitare al nostro Paese. Le cose però bisogna dirle come stanno.

@DadoCardone

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Lavori utili per i detenuti? Provaci ancora Lisi.

Del carcere si sente parlare sempre molto poco. Ci accorgiamo che esiste solo quando diviene sovraffollato, o quando qualcuno tenta di togliersi la vita perché non sopporta le condizioni di permanenza.

Eppure ci fu un tempo, quando il garante dei detenuti era l’avvocato Davide Grassi, in cui molte questioni riuscirono ad arrivare all’attenzione del pubblico. Tanto è vero che i Parlamentari Sarti e Arlotti si sfidavano a colpi d’interrogazione per risolvere i malanni della Casa Circondariale di Rimini.

Il resto della breve storia infelice del garante Grassi, costretto a dimettersi perché privo di strumenti basilari, quali persino una semplice mail, resta all’onore delle cronache a causa di una brutta e imprudente accusa che il Vicesindaco Gloria Lisi aveva presto dovuto rimangiarsi data l’inconsistenza.

Oggi il Vicesindaco Lisi, sempre a proposito di Casa Circondariale, è ancora in cronaca locale per un accordo secondo il quale 5 detenuti saranno individuati e usati per lavori socialmente utili. Rimozione dei graffiti, cura del verde pubblico… insomma, le solite cose.

Perché scrivo che si tratta delle solite cose? In realtà dovrei scrivere che si tratta del solito accordo. Infatti, questa nuova iniziativa, annunciata come fosse rivoluzionaria, è del tutto uguale ad un accordo del 2014 che prospettava le medesime intenzioni, ma che poi non si sa che fine abbia fatto.  Al 2015 si annunciavano come individuati e già attrezzati 3 detenuti. Forse, quella volta sono stati in effetti individuati, ma poi si saranno rifiutati di mettere una pettorina Ci.Vi.Vo per fare un Selfie con il Vicesindaco. Già il carcere è una dura esperienza…

La perplessità di chi vi scrive, in questi casi, risiede sempre nell’impossibilità di stabilire a chi giovano certe iniziative.  Sarebbe bello pensare a strumenti innovativi di effettivo recupero, ma poi si perde sempre tutto nello storytelling di Giunte affamate di visibilità.

In realtà, presso la Casa Circondariale di Rimini, esiste già una sezione sperimentale di minima sorveglianza. E’ la Sezione Andromeda, dove detenuti con un particolare profilo manifestano volontà di recupero, si adeguano ad un ruolo attivo nella vita dell’Istituto e per i quali è prevista anche un’attività lavorativa. Perché non partire da lì, sviluppando un percorso già iniziato?

Il motivo, mi rispondo da solo, è un’irrimediabile storica carenza in numero del personale penitenziario e non leggo da nessuna parte che, per questo nuovo accordo, sia previsto personale in più. Quindi… che tipo di detenuto ha il profilo adeguato per andarsene in giro da solo? Perché diversamente si sottrarrebbe personale ad un’istituto già fortemente provato.

Staremo a vedere. Bisogna sottolineare che è un peccato, perché è vero, come in parte dichiara la stessa Lisi nel nuovo comunicato, che la pena detentiva ha una recidiva altissima e, per determinate situazioni, sarebbe più congruo e socialmente sostenibile creare istituti di reinserimento, più che di penitenza. Stiamo parlando però di un cambio di sistema, che non si realizza certo in queste operazioni d’immagine dal futuro quanto mai incerto.

P.S.

Ma alla fine i Casetti l’hanno avuto un Direttore a tempo pieno?

 

@DadoCardone

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Circoscrizione di Rimini: Comune per Comune le preferenze assegnate ai Capolista.

Una domanda: ma il voto di protesta è quello di chi vota Movimento e Lega o quello di chi non vota Pizzolante come rappresentante del Centro Sinistra?

E’ ora che qualcuno cominci a farsela questa domanda perché le Urne hanno parlato e, piaccia o non piaccia, sopra la loro verità non si passa. Una coalizione vince, Centro Destra, una perde, Centro Sinistra  e c’è un Partito da solo, il Movimento 5 Stelle, che rappresenta un terzo dei votanti. Questa è lo stato dei fatti.

Certo nessuna delle realtà vincenti può governare, ma questo succede fondamentalmente a causa di una legge elettorale costruita per impedirlo. Forse perché i due grandi perdenti di queste elezioni, Silvio e Matteo detto il Bomba, un po’ sospettavano che qualcosa potesse non andare per il verso giusto.  Che dire poi del modo di perdere? Si dice che la sconfitta, più che la vittoria, definisca il carattere di un leader. Mentre Silvio si complimenta e pensa alla prossima mossa, l’Enfant (senza prodigio) vuol invece portare via la palla per non far giocare più nessuno.

Dal Nazionale al locale, e viceversa, le ragioni di vittorie e sconfitte si ripetono uguali dando indicazioni molto precise, per chi le vuol vedere. Vi sono ragioni di sistema, come le motivazioni dello scarso appeal di Liberi e Uguali. LeU, teoricamente, doveva raccogliere i voti degli scontenti del PD, che continuano ad essere innumerevoli. Quello che ha fatto nella pratica è stato costituire una Bad Company, come si fa nell’alta finanza. Così facendo ha depositato tutti carichi esausti del PD e anche qualche titolo tossico. Pietro Grasso, Vasco Errani, Massimo D’Alema… no dico, D’A-le-ma!! A Rimini è stato riesumato persino Giuseppe Chicchi (PDS, DS,Ulivo, PD).  Il risultato finale è stato quello di far rieleggere tutti i “tentennatori”, gente che dentro il PD votava qualsiasi cosa usando un non meglio definito senso di responsabilità: Grasso, Bersani, Speranza, Fassina. Ancora 5 anni a tentennare.

Ragioni di sistema, tra tante altre, valgono anche per il PD, che non ha saputo liberarsi delle scorie peggiori… anzi le ha messe in lista. Anomalie nella struttura stessa della politica, che il votante PD in alcuni casi ha addirittura votato e non si sa se ormai si tappa neanche più il naso. Come caspita fa uno che si definisce di sinistra a votare Casini?? Non si sa. Fatto sta che a Bologna Casini passa con una notevole percentuale di preferenze e lo stesso vale a Modena per Madame Lorenzin Curie. Permetteteci una riflessione a margine, ma neanche troppo: quelli del Movimento saranno anche fanatici, ma chi si bea delle foto di Casini nella Casa del Popolo ha problemi anche più gravi.

Per le sconfitte e le vittorie vi sono anche ragioni personali che, nel caso del collegio di Rimini, siamo in grado di analizzare nel dettaglio. Abbiamo raccolto per voi le preferenze personali ottenute in ogni comune, per i collegi uninominali di Camera e Senato, di ogni singolo capolista della circoscrizione di Rimini. Pensiamo che ciò possa definire abbastanza fedelmente il peso reale di coloro che sono stati scelti come campioni. Potrebbe essere un suggerimento per la composizione delle prossime liste, ma a leggere le dichiarazioni di oggi, sulla cronaca locale, pare che tutti gli eroi di questa infausta guerra per la poltrona lascino la trincea per ritirarsi in cooperative e simili.

Ci sono alcune evidenze che saltano all’occhio. Ad esempio, per quanto riguarda il Senato, Antonio Barboni, del Centro Destra, non raccoglie che il terzo posto nelle preferenze a lui direttamente assegnate. Arlotti lo passa di 500 voti e a sua volta viene più che doppiato da Carla Franchini (la Franka©). La stessa cosa, grosso modo, succede anche alla Camera, solo che qui il Centro Sinistra è terzo anche nelle preferenze personali. #FidatidiSergio.

LeU conferma il dato anche in questo tipo di analisi, un quarto posto, appena sopra l’inedia dei partiti che non passano la soglia, ma abbastanza in alto da azionare il meccanismo del paracadute proporzionale per i Big.

Detto questo, ci ritiriamo in buon ordine e lasciamo agli avventori del Bar Italia il resto dell’analisi politica, d’altronde quest’anno non potranno fare i Commissari Tecnici della nazionale di calcio.

P.S.

“Se Dio avesse voluto che noi votassimo, ci avrebbe dato dei candidati.”  [Jay Leno]

 

@DadoCardone

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La Franchini corre da sola.

Stamattina sulla cronaca locale si leggeva uno dei tanti attacchi al Movimento 5 Stelle che, motivati o meno, sembrano aver sostituito la “Posta del Cuore” di molte pubblicazioni. In quest’ultimo, precisamente, c’era un richiamo all’iscritto al Grande Oriente d’Italia che non ha ritirato la sua candidatura una volta scoperta l’affiliazione. Mi sono sempre chiesto: ma se una candidata fosse invece la moglie di un massone?

Non so perchè, ma quando pongo questa domanda mi viene in mente Carla Franchini. La conoscete no? Per chi la conosce rappresenta una sicurezza, nel senso che sicuramente è la persona meno attinente in assoluto con il Movimento 5 Stelle e, nonostante questo, ha beneficiato di un recupero in extremis e di una candidatura. Non era passata alla selezione delle Parlamentarie, ma un posticino come capolista all’uninominale gliel’hanno trovato comunque.

Per chi sa qualcosa della recente storia del Movimento di Rimini questa soluzione non provoca stupore, daltronde la Franka (come viene comunemente identificata) pare sia, o perlomeno sia stata, “l’uomo” di Bugani nel territorio riminese, all’insaputa del suo meetup di appartenenza ovviamente. Qualcuno aveva già fatto questa previsione ed anche altre altre, che puntualmente si stanno realizzando.

La più facile da predirre era sicuramente il tentativo di fuga in solitaria della Franchini, che non è mai stata capace di collaborare con gli altri attivisti, nè li hai mai reputari alla sua altezza. (Chi volesse qualche particolare in più può leggere l’articolo : “Ma la Franka ha peccato?”). In ogni caso, dopo un paio di settimane dall’ufficializzazione della sua candidatura, ha cominciato una sua personale campagna stampa fregandosene dei suoi compagni d’avventura.

C’è una convenzione non scritta, ma raccomandata dalle alte sfere, che non vuole si corra uno contro l’altro. Questo anche per una ragione pratica, ossia che il simbolo raccimola senza dubbio più voti dei candidati. La naturale conseguenza (potete controllare in tutte le passate campagne elettorali) è che i comunicati stampa siano a firma congiunta, a meno che non vi sia un’intervista a cui rispondere direttamente.

A Carla Franchini questa cosa non è mai andata bene ed ha sempre ballato da sola, anche nel suo mandato da consigliere comunale. Se chiedeste a Gianluca Tamburini ve ne potrebbe raccontare delle belle su come, più volte, abbia dovuto cambiare un’azione in corsa per non farle fare la figura di quella che non aveva capito nulla. Anche in questa occasione, vedrete, l’ansia di apparire della peggior sgomitatrice del Movimento darà delle “soddisfazioni”, questo perché le risulta faticoso informarsi sul lavoro già fatto da altri che, teoricamente, dovrebbero appartenere allo stesso partito.

La prima chicca pare essere la proposta tramite stampa, in assoluta solitudine, dell’applicazione del Braccialetto elettronico agli Stalker. Sembrerebbe una proposta come un’altra, ma cosa c’è che non va? Semplicemente è contro la linea del suo partito. Di fatto, accedendo alle pubblicazioni dell’organo d’informazione pentastellato del Parlamento (Parlamentari 5 Stelle) si legge una reprimenda nei confronti di questo mezzo dal titolo: Il Braccialetto elettronico è un fallimento.

Le motivazioni, in ordine d’importanza, sembrano essere: che attorno al braccialetto elettronico si sono sviluppati interessi piuttosto pesanti e più volte denunciati dal Movimento, che il costo del braccialetto (100 € al giorno!) sia totalemente a carico del contribuente e che lo strumento sia facilmente eludibile, come dimostratto da recenti e gravissimi fatti di cronaca.

Ancora una volta Carla Franchini dimostra  come per lei il lavoro di chichessia non sia valido nemmeno come premessa ad altre considerazioni. Come detto sopra, chi la conosce non si stupisce… è semplicemente il Franka Controtutti, uno stile consolidato. Non sono certo recenti gli attacchi a mezzo stampa contro Giulia Sarti, altra cosa espressamente vietata dalla Segreteria 5 Stelle.

Poco male. Quest’atteggiamento chiama il “tana libera tutti” e presto potremo avere l’esatta percezione di chi esprime significati perchè ci ha lavorato e chi, come la nostra eroina, si sveglia stotto elezioni e riporta dati generici come li legge, senza approfondimento e… filtandoli, tra l’altro, con una mentalità piuttosto leghista.

#MaiLaFrankaInParlamento

P.S.

“Non possiamo essere tutti star perché qualcuno deve sedersi sul marciapiede e battere le mani quando io passo.” [Sebastian Horsley]

 

@DadoCardone

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Parlamentarie 2018 – La Franka vede allontanarsi il Senato.

Elezioni Politiche 2013

Svelate ieri sera le candidature del Movimento 5 Stelle Nazionale e quindi anche di quello Riminese. Una conferma, Giulia Sarti, una sorpresa, Marco Croatti, ed un candidato sopravvalutato che non ce la fa, Carla Franchini (detta Franka).

Per quanto la candidatura della Sarti fosse scontata, promozioni e bocciature degli altri protagonisti sono state evidentemente dettate dai diversi atteggiamenti sul territorio; nonostante un’immeritata visibilità offerta dai quotidiani locali, Franchini non supera la prova del territorio. Sembra infatti che ben pochi voti siano arrivati da chi ha avuto l’occasione di lavorare assieme all’ex Consigliera. Quanto sia profondo il distacco da Marco Croatti, che invece non si è mai risparmiato sul territorio, ce lo dirà il conteggio dei voti, se mai verrà pubblicato. Per ora ci basti considerare che, con ben tre preferenze a disposizione per ogni votante, la Franka è arrivata prima… dei non eletti.

Perchè il territorio ha abbandonato un’ex Portavoce con ben 5 anni di pratica nel Consiglio Comunale di Rimini? I motivi paiono essere diversi, compreso l’attacco a mezzo stampa verso la sua collega ormai in Parlamento Giulia Sarti. Nel corso del tempo la consigliera Franchini si è fatta notare per un’allergia verso il lavoro di gruppo e per una sostanziale incongruenza verso i valori del Movimento (famoso il tentativo di scalare il Consorzio di Bonifica usando attivisti dei 5 stelle locali). Come se non bastasse tutto ciò, pesa anche il comportamento ambiguo nei confronti della lista di disturbo alla vigilia delle amministrative 2016, per cui la stessa Ex di Grillo la accusò di “tenere i piedi ovunque”.

Il vero interrogativo pare essere non il perchè sia la prima dei non eletti, ma come mai non sia l’ultima. Evidentemente è riuscita a prendere voti dove non la conoscevano. Il pericolo non è ancora passato per il Movimento poiché, nonostante sia al momento fuori dai giochi, se la Senatrice Montevecchi passasse all’uninominale, vincendo, Carla Franchini potrebbe supplirla nel plurinominale[ Aggiornamento: la precedente affermazione è errata. In realtà i supplenti sono soltanto sostituzioni nel caso in fase di candidatura non venga rispettata la quota di genere.]. Lunga vita alla Montevecchi..

#MaiLaFrankaInParlamento

P.S.

“Puoi facilmente giudicare il carattere di una persona da come tratta coloro che non possono far niente per lui.” [Malcom Stevenson Forbes]

 

@DadoCardone

 

 

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Elezioni 2018 – la miseria Riminese

La città di Malatesta, come noto, non ospita solo l’Italia in Miniatura, ma è proprio una metafora ridotta di tutto ciò che accade sul territorio nazionale. Abbiamo il nostro piccolo caso Alitalia, la nostra piccola Tav, i nostri piccoli (mica tanto) speculatori che usano le partecipate pubbliche senza dover spiegare nulla a nessuno, i nostri grandi attentati al patrimonio artistico culturale. Tra le altre innumerevoli similitudini, abbiamo anche il catalogo completo dell’avvilimento politico fatto di personaggi che parlano tanto, concludono poco, ma nel frattempo lavorano molto per mantenere il posto.

Bisognerebbe scrivere un libro per descrivere velleità e idiosincrasie dei politici riminesi, ma poiché non abbiamo né tempo, né voglia, sintetizziamo il racconto dei partecipanti alle prossime politiche con il sistema di Citizen, dando un po’ di voti.

Partito Democratico: il PD a Rimini, sebbene abbia tra le fila un Sindaco che riesce a rincoglionire i suoi concittadini, tanto li fa girare per rotonde e respirar marmitte, risente del medesimo enorme calo di consensi nazionale. Tutti sono concordi nell’attribuire ai Demokrat una certa protervia nello svolgimento del ruolo di amministratori, nonché una tendenza all’inciucio di democristiana memoria. Non passa elezione dove non perdano un territorio. Ci sono alcuni capisaldi su cui però si può sempre contare e uno di questi è Pizzolante (ridete pure), di cui parlo dopo perché merita un voto a parte. L’altro è “In zir par la Rumagna” Arlotti. Lui non attinge ad un serbatoio di voti, lui è un serbatoio di voti. Il problema è che non si capisce in base a cosa. Se devo pensare alle sue grandi battaglie in Parlamento e per il territorio… mi vengono in mente le innumerevoli interrogazioni per il Parco museo minerario dello zolfo delle Marche, museo che noi intitoleremmo senz’altro ad Erminio Esticazzi, e l’interessamento personale per il carcere. Interessamento che produce tanto quanto pesa il parlamentare. Zero. Lui però è una sicurezza, una mietitrebbia che tralascia sistematicamente i riminesi metropolitani per puntare all’entroterra. Probabilmente per il maggior numero di anziani affetti da Alzheimer che continuano a votare imperterriti PD. Altro Jiolly da giocare potrebbe essere la polifunzionale Emma Petitti. In una legislatura è capace di passare dal comune, al Parlamento e di finire ad Assessore Regionale senza aver capito neanche lei come ha fatto. In pratica è un Ninja della politica, appare all’improvviso, scompare come non fosse mai esistita e non puoi dimostrare che è c’è stata perché non ha lasciato segno. Voto: 4 —: Goonies, salvati dagli sfigati.

Pizzolante: lo so, non è un partito, ma sotto cosa lo metto? Centro Destra? Centro Sinistra? Partito degli Scambisti? E’ indefinibile, ma lui ci tiene a far sapere che non presentarsi sarebbe un tradimento.. anche se non si capisce verso chi o verso cosa. Forse verso le sue ambizioni. Fatto sta che lui sarebbe l’uomo forte del Centro Destra, ma recentemente ha provato l’ammucchiata con Gnassi e… gli è piaciuta parecchio. Ora, rispecchiando le intenzioni di Civica Popolare, il partito con marchio Conad capitanato da Madame Lorenzin Curie, che vanta novità come Fabrizio Cicchitto, dichiara: destra e sinistra non esistono (soprattutto quando sono definizioni che ti intralciano). Non chiamatelo però “salto della quaglia”, lui lo chiama argine ai volgari populismi. Per questo si mette a disposizione del PD, il partito che regala 80 euri ai poracci, populista, ma chic. A Rimini aveva provato con Arlotti a far credere ai balneari sotto Bolkestein che era tutto a posto, salvo accorgersi, a fine legislatura, che insieme sono la somma della loro inconsistenza in Parlamento.

Voto: 5. Non esiste più né carne né pesce, que viva la Paella!!

Movimento 5 Stelle: A chi scriverà nei commenti che il PD è peggio, rispondo subito: ok, questo è assodato. Con gli altri cosa vogliamo fare? La recente trasformazione “butta su” del movimento dei cittadini consente, al Premier senza congiuntivo e al Principe ereditario, di decidere chi saranno i testa di serie come in un partito qualsiasi. La base? Si sono candidati in 15.000 e, come brava fanteria, saranno buttati a tappare buchi sotto minaccia di penali e lettere scarlatte. Ovvio che, tra parlamentari già rodati, nomi popolari da buttare dentro e fedelissimi, spazio ce ne sarà poco. Si procede comunque alle Parlamentarie, lo vuole l’immagine e non si sa mai che dalla mischia venga fuori qualche campioncino da usare per la quota proporzionale. Rimini personaggi, famosi a prescindere, non ne ha. Ha Giulia Sarti, che in cinque anni ha sicuramente accumulato visibilità monster, ma le altre posizioni? I giornali danno per sicura Carla Franchini, detta Franka (#MaiLaFrancaInParlamento), la persona che ha meno a che fare con il Movimento che io abbia mai conosciuto. Candidati della stessa scuderia alcuni miseri personaggi che hanno rimpolpato la lista di disturbo dell’ex di Grillo, quando si trattava di far ritirare i 5 stelle di Rimini dalle Amministrative e favorire il PD. Non per niente l’unico che offre endorsement a costoro è Massimo Gerovital Lugaresi, uno degli ispiratori della rovinosa malefatta, con il suo blog SalvaPensionato. A mio parere l’unico che si fa notare in qualche modo è Marco Croatti, a torto o a ragione indefesso attivista, che si presenta con uno dei video migliori di tutto il territorio nazionale (Video Candidatura). In ogni caso candidare una Franchini che, dirigente per una giunta di centro destra, che voleva scalare il Consorzio di Bonifica usando il logo del Movimento è troppo, persino per un PD qualsiasi.

Voto: 4 Quando l’allievo supera il maestro e…. il maestro è Tafazzi. Sadomaso politìc.

Centro Destra (Forza Italia, Fratelli D’Italia, Lega, etc.): A livello nazionale dicono di poter superare il 40%. Non si sa mai, ma se c’è un posto dove questo non avverrà è Rimini. Perché? Per il semplice motivo che Rimini ha già il suo Centro Destra e con quello ha anche vinto le ultime amministrative. Il binomio Gnassi-Pizzolante è il massimo per chi si sente a Destra, ma non troppo. Insieme coprono le medie aspirazioni, della rantolante middle class. All’altro Centro Destra riminese, quello che si sbatte tra ruspe e braccio teso, restano solo zingari, immigrati, ghetti afroasiatici, prima gli italiani, no allo Ius Soli e stronzate varie, ma quelli sono temi per Facebook, non per la vita vera. Chi porterà nei possedimenti del Malatesta il verbo della Flat Tax? Si fanno nomi, ma non molto convintamente. Tutti stanno riflettendo seriamente sull’opportunità di questa candidatura. A Rimini c’è posto per uno? Alle ultime amministrative tutto il Centrodx compatto, con il forfait del Movimento, ha totalizzato il 26,38%. Chi rischia?

Voto 2: Coraggio! Silvio vi ha armati con flat tax, pace fiscale, reddito di cittadinanza, rimpatri e vita fino a 125 anni, non vi basta?! Pavidi.

Liberi e Uguali: con LeU (MdP/Art.1, Sinistra Italiana e Possibile) apriamo il capitolo delle seconde file (affermazione da leggere senza sarcasmo). Su scala nazionale si sono affidati a Pietro Grasso, che già sostiene candidati del Partito Democratico seppur a singhiozzo. Si perde il senso originale che aveva riunito “l’altra sinistra” al grido “Mai con PD!” o “Mai con Renzi” se preferite. A Rimini a rappresentare LeU, per quello che mi è dato conoscere, ci sono tre persone rispettabilissime: Benaglia, Stramandinoli e Chicchi. Lo spazio però, dato l’obbiettivo reale, è veramente poco. Per la Romagna la legge elettorale prevede quattro collegi uninominali per la Camera e due per il senato, nei quali vincerà chi prende più voti. Chiaro che questi posti sono prenotati da Movimento, PD e Centrodx. Lo spazio per LeU resta nei collegi plurinominali, quelli con il proporzionale, ossia un unico collegio della Romagna per la Camera e un collegio “gigante” per Romagna, Bologna e Ferrara. Se teniamo conto che in Emilia Romagna, se va bene, Liberi e Uguali otterrà 4 parlamentari, i posti sono già prenotati da Paglia, Errani, Bersani e dalla molto quotata modenese Maria Cecilia Guerra (capogruppo MdP alla Camera). Certo Bersani potrebbe essere speso anche altrove. Si vedrà.

Voto 5-: Avendo più tempo si poteva rinunciare all’ingombro di Grasso, ma la politica, si sa, è compromesso. Provaci ancora Sam.

+Europa con Emma Bonino: Chi vuole cercare di capire questa formazione deve comprendere una singola cosa: nonostante tutto l’elemento estraniante non è Bruno Tabacci, che evita alla Bonino di raccogliere firme. Non lo è nemmeno l’adesione di Zerbini... voglio dire: nel nome c’è Europa, è sponsorizzata da un Democristiano… tana libera a tutti! L’elemento che a Rimini contribuirà ad un risultato sotto le aspettative è Manuela Fabbri. Di recente, inutilmente candidata alla segreteria del circolo storico del PD, ebbe a dire: “La politica è sempre stata un forte richiamo a cui non potevo resistere”. Già… peccato che invece lei, la politica, le abbia resistito benissimo. Qualcuno sussurra che sia a causa della sua scarsa empatia, mancanza che ha palesato subito nei confronti di Samuele Zerbini il quale, senza aver detto manco una parola, si è preso una brutta rimbrottata a mezzo stampa. Secondo me dovrebbero mollare il timone al navigato Samuele, con le buone forchette almeno ci si diverte.

Voto 3: L’amore e la tosse non si possono nascondere… figurati l’ego.

Menzione d’onore: So per certo che a Rimini c’è qualcuno di Potere al Popolo, di Giulietto Chiesa e Ingroia. la Sfida delle firme è enorme, senza i regali tipoTabacci. Dopo, una volta ottenute, c’è una sfida ancora più grande: raggiungere la soglia limite. Però a Citizen Rimini piacciono gli ultimi, per cui niente voto e… In bocca al lupo.

P.S.

“Chi denuncia i limiti intellettuali dei politici dimentica che tali limiti sono la causa dei loro successi.” [Nicolás Gómez Dávila]

 

@DadoCardone

 

 

 

 

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La Commissione Antimafia a Rimini

Oggi lunedì 5 giugno 2017 la parlamentare riminese Giulia Sarti sarà in missione ufficiale a Rimini con la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere.
Le Audizioni tenute dalla Commissione si terranno nel primo pomeriggio presso la Prefettura alla presenza del Prefetto, in carica dal primo marzo, Dott.ssa Gabriella Tramonti. Oltre alla padrona di casa saranno presenti il Questore, Dott. Maurizio Improta, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Capo Centro DIA. Saranno auditi inoltre vari Procuratori distrettuali e circondariali.
Scopi e risultanze saranno resi noti, per la loro parte pubblicabile, nella successiva conferenza stampa. Pare ovvio però che quest’audizione, come l’istituzione di un osservatorio sul territorio riminese, siano riconducibili ad una necessità di mappare fenomeni che a Rimini, negli anni, sono stati presi un po’ sotto gamba.
Tristemente famosa fu l’uscita dell’allora Assessore Regionale Maurizio Melucci, ex vice sindaco di Rimini, ai microfoni della documentarista Michela Monte. La regista, che nel 2014 stava girando “Tre Stelle in contanti”, una ricostruzione giornalistica delle infiltrazioni mafiose nel business del turismo, raccolse la seguente dichiarazione:
“L’immagine che la riviera romagnola sia in mano alla mafia la ritengo una bella barzelletta”. A me non risulta infiltrazione mafiosa, nel senso classico del termine”.
Melucci, in seguito, dovette industriarsi in molte spiegazioni riguardo al suo “senso classico del termine”, ma la barzelletta, come la chiamò, non fece ridere nemmeno i compagni di Partito. Tra loro in special modo l’allora Presidente della Provincia Stefano Vitali, che ventilò di una certa “cultura della rimozione”.
Ora, dopo altre tre anni di crisi, che hanno fiaccato ulteriormente la tenuta etica della comunità, semplicemente aumentando il bisogno, urge maggiore consapevolezza. Rimini è una piazza fin troppo appetitosa per le criminalità organizzate, sia italiane che straniere. Lo suggeriscono le maglie nere nelle statistiche, ma anche le corpose retate come la Maxi operazione tra Rimini e San Marino che, nell’estate del 2015, portò ad elevare 29 misure cautelari e costrinse Maurizio Improta a chiudere il noto locale Coconuts per 30 giorni (poi ridotti a 15), decisione presa sulla base del Tulps per motivi di pubblica sicurezza.
Com’è oggi la situazione a Rimini? Forse l’audizione di domani pomeriggio potrà aggiungere qualche tassello in più alla conoscenza delle criminalità organizzate, perché che le maglie nere riminesi nelle classifiche sulla criminalità siano falsate semplicemente dall’afflusso turistico ci crede solo il Primo Cittadino.

@DadoCardone

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Su Rimini – La presa in giro di Di Maio.

A volte non serve nemmeno andare con lo zoppo per imparare a zoppicare, basta frequentare la stessa Bouvette. Il giovane Luigi Di Maio non sarà un politico di lungo corso, ma ha imparato presto e bene l’arte di dissimulare una situazione imbarazzante. Tipo quella dell’ex moglie di Grillo che si mette di traverso, contro il benvoluto candidato sindaco del Meetup storico di Rimini. Certo non lo fa con un ragionamento che possa almeno sembrare condivisibile, ma con l’autorità che gli deriva dalla sua “predestinazione”.

Mi riferisco alla recente dichiarazione riportata dall’Ansa:

“Noi dobbiamo essere onesti con i cittadini, a Rimini e Ravenna non siamo pronti. Noi non chiediamo ai cittadini un voto per una lista per cui non siamo pronti, continuiamo a lavorare per essere pronti la prossima volta. Abbiamo sempre scoperto che i sindaci degli altri partiti non erano pronti il giorno dopo le elezioni. Noi abbiamo, per coerenza, preferito dirlo prima”.

Eh già, sarebbe proprio il caso di essere sinceri con i cittadini e dire loro chiaramente che il problema fondamentale del Movimento a Rimini deriva da una mancanza di mezzi, ma andiamo con ordine.

Allo spuntare della seconda lista, quella improvvisata usando la visibilità dell’ex di Grillo, i referenti di Rimini si sono ovviamente mossi per spiegare, a chi di competenza, cosa stava succedendo. La situazione è stata presentata nei minimi particolari a tre dei 5 membri del Direttorio: Fico, Di Battista e Di Maio. La faccenda è stata esposta in diverse occasioni da Giulia Sarti, Raffaella Sensoli e Marco Affronte, com’era naturale agire vista la mancanza di feedback da Roma.

Solo più tardi l’amara realtà ha fatto capire a tutti che non ci si doveva riferire a Roma, ma a Milano dove, per carica ereditaria, il figlio di una persona mai eletta può decidere vita e morte di Meetup con dieci anni di storia, facendo apparire due righe non firmate su un Blog, gestito non si sa da chi.

Decisione senza appello, ma non, come si potrebbe pensare, senza motivazione. E’ stato lo stesso Davide Casaleggio ad ammettere (non vi dico con chi) che il Movimento 5 Stelle non ha le risorse per gestire le controversie, sebbene semplici come quella di Rimini. Che risorse? Di due ordini principalmente: risorse finanziarie e risorse umane. Gli ottomila comuni italiani non andranno tutti assieme ad elezioni amministrative, ma anche quando ce ne vanno 1370 la spesa per gestire le candidature online non è indifferente. La soluzione potrebbe essere demandare un po’ di decisioni agli eletti, che a dire il vero ne prendono migliaia all’anno per conto del Movimento. Questo però vorrebbe dire demandare “potere” e per i NON eletti di Milano sono pochi i fedelissimi a cui lasciare libertà in cose del genere.

C’è ad esempio Massimiliano Bugani di Bologna, contestato come (se non più) gli eliminati, ma che, oltre al privilegio di un’investitura dall’alto, ha potuto contare sulla mannaia del Blog, che si è abbattuta sui suoi rivali. Tra l’altro la benedizione e le investiture continuano, visto che oggi Di Maio ha visitato i luoghi delle stragi di Bologna insieme al fedelissimo Max. Ci sarà da ridere se Bugani non dovesse nemmeno arrivare al ballottaggio, com’era ormai destino annunciato per  Candidato Riminese.

Caro Luigi, se senti tutta questa necessità di essere onesto con i cittadini potevi cominciare con Sarti e Sensoli che, un mese prima dell’eliminazione senza appello, erano nel tuo ufficio a Roma a spiegarti per filo e per segno la situazione di Rimini. Potevi sinceramente ammettere che tu in queste decisioni non c’entri niente.. altro che Direttorio.

P.S.

Sempre a Giggino. Se ti va di visitare luoghi di strage passa anche per Parma e Rimini, lì la strage è di voti . A Rimini in particolare l’attentato è alla volontà dei cittadini, che si stanno ancora chiedendo che cosa Diavolo sia successo. Non  meritavano anche questa supercazzola da politicante navigato. Cornuti e mazziati.

dado

 

@DadoCardone

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La Franka ha peccato?

Come da comunicato passato per queste pagine, dei Grillini volenterosi stanno cercando di risorgere dalle ceneri della diaspora, che li ha visti protagonisti in questa campagna elettorale riminese. Richiamarsi ai principi, non solo per queste elezioni, ma anche per obbiettivi di più ampio respiro è cosa buona e giusta. Esistono però delle zavorre di cui si dovrebbero liberare per tornare a distinguersi per coerenza.

Se è vero, come è vero, che il dictat dell’ Ayatollah Davide Casaleggio ha distrutto ogni speranza, malamente  tenuta in piedi dal direttorio placebo, è anche vero che il comportamento di alcuni personaggi passati per i Grilli Pensanti ha contribuito a colmare la misura. L’Ecumenicità è la gioia e il dolore del Movimento, si sa, però alcune persone in perenne conflitto di interessi non si sarebbero nemmeno dovute accostare ad un gruppo che vuole cambiare le cose.

Una di queste è ovviamente Carla Franchini, che non perde occasione di dimostrare la sua inadeguatezza alla missione. L’ultimo atto distopico, di quella che in tutta la Regione chiamano ormai Franka, è avvenuto due sabati fa. I Grilli Pensanti, come ogni sabato mattina, hanno aperto il loro gazebo, convinti che la missione fosse continuare in ogni caso a raccogliere le istanze dei cittadini. Va sottolineato che il gazebo in questione occupa uno spazio regolarmente autorizzato dal Comune, per posizione e scopo, con tanto di apposizione di valore bollato.

Nel mezzo dell’attività sono stati letteralmente investiti dalla veemenza della Consigliera Franchini, che struccata come non la si era mai vista (evidentemente per l’urgenza di quello che si era messa in testa), ha vociato e strepitato fino a riuscire nell’intento di far togliere il banchetto. L’accusa era quella di non essere autorizzati a portare il simbolo in piazza, ma il Consigliere Tamburini, Capo Gruppo Consigliare del Movimento era a conoscenza dell’azione, altrettanto il Consigliere Fonti. Che diritto pensava di avere rispetto al simbolo la Franka?

Di diritti nel corso del tempo se n’è intestati parecchi. Per alcuni versi è sembrata parte del drammatico esperimento dell’Università di Stanford coordinato dal Professor Zimbaldo, che ha dimostrato come basti una divisa per far nascere atteggiamenti vessatori in una persona normale. Carla Franchini, ovviamente subito dopo essere stata eletta, non ha tardato nel dimostrarsi avulsa dal gruppo… non solo con l’inesistente partecipazione. Un piccolo elenco dei comandamenti violati in quanto Portavoce.

  • Primo Comandamento: Non lavorerai per altri partiti. Il suo mandato parte in conflitto d’interesse. Infatti appena eletta viene anche assunta dal Comune di Coriano, Giunta di CentroDestra, con atteggiamento che i testimoni giudicano non solo tecnico. Ci sarebbe da andare a verificare di tutte le decisioni che ha preso, o che sono passate per le sue mani, quante siano andate contro i principi del Movimento.
  • Secondo Comandamento: Non danneggerai l’immagine del Movimento. Qui gli esempi da richiamare sarebbero diversi, ma mi piace citarne uno in particolare. La volta in cui attaccò direttamente sulla stampa locale Giulia Sarti, accusandola di non essere presente sul territorio. Ovviamente Giulia non era assente, ma la Franka, non frequentando, non ne aveva idea.
  • Terzo Comandamento: sarai solo un tramite, un portavoce. Nel corso del suo mandato di voci ne ha portate tante la Franka, ma poche del suo Meetup. A parte la proposta di piscine in spiaggia, che andavano addirittura contro il programma depositato durante la competizione elettorale, è rimasta nella storia la delibera sul doposcuola per cui il gruppo, messo di fronte al fatto compiuto, le aveva chiesto di aspettare, ma che il PD le votò all’unanimità. Che strana combinazione.
  • Quarto Comandamento: la linea politica del Movimento arriva dalla Base. Beh.. qui Carla Franchini da il meglio di sé. Il Franka pensiero è venuto fuori in tutto il suo splendore “democratico” in diverse occasioni, mai pubbliche, ma con abbastanza testimoni da confermarne la veridicità. In sintesi il succo è questo: la Democrazia Partecipata è una sciocchezza perché i cittadini non capiscono niente. Lei, dirigente comunale, sa bene che la maggior parte delle cose che vogliono i cittadini sono utopie irrealizzabili, dunque tanto vale che tu, illuminato dotato di simbolo, faccia quello che ritieni giusto, dicendogli però quello che si vogliono sentir dire. Un giorno ti ringrazieranno.
  • Quinto Comandamento: il Movimento vuole abbattere tutte le forme di distribuzione di prebenda statale. Proprio alla fine dello scorso anno, alla rielezione degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica, la Franka aveva escogitato un  piano per scalarlo dall’interno, portando addirittura la proposta di un candidato Presidente chiavi in mano. Aveva cercato di coinvolgere in un certo qual modo gli attivi del Movimento non solo di Rimini, invitandoli a candidarsi. Operazione caduta alla scoperta delle vere intenzioni. Sta di fatto che il Movimento, a livello nazionale, vuole eliminare i Consorzi di Bonifica e non scalarli. Anzi proprio su questo genere di consorzio, che ha più poltrone che operai,  i Deputati membri della Commissione Agricoltura hanno ottenuto dal Ministero l’ammissione della necessità di un controllo sulla reale efficienza dei 121 consorzi di bonifica, che di distribuiscono 300 milioni di euro di fondi UE.
  • Sesto Comandamento: il Movimento ripudia la vecchia politica e i nepotismi. Forse non tutti sanno che, alla decisione di candidare Davide Grassi ( votazione cui partecipò anche Franka), la Franchini ritirò tre sue proposte di attivi, destinate ad entrare nelle liste dei Grilli Pensanti. Le tre “amiche” riapparvero misteriosamente nella seconda lista, quella fantasma, formata da: un numero imprecisato di ex assessori, l’ex moglie di Grillo e con un candidato che alle scorse elezioni, con il Cuore di Rimini, corse contro il Movimento. Inoltre, nel periodo tra la candidatura e la definitiva caduta di ogni speranza, si è data molto da fare per dissociarsi dal suo gruppo, ma non ha speso nemmeno una parola per la Geronto lista, macchiata di nepotismo. Tutto questo per evitare che un candidato a lei sgradito, ma votato praticamente all’unanimità dal suo Meetup, avesse la possibilità di competere.

Lo so.. i comandamenti dovrebbero essere dieci e probabilmente la Franka è riuscita a violare anche quelli che non esistono, ma direi che come quadretto per ora può bastare. Il punto è che, come chiesi anche quando ero militante, se la coerenza deve essere la guida del Movimento di Rimini, o del Meetup che dir si voglia, ci si deve distinguere da persone come Carla Franchini. Molti dei corto circuiti e della inefficacia della difesa, contro chi si voleva intestare titoli non suoi, dipende proprio da questa persona, che non avrebbe potuto entrare in politica se non nel Movimento (nonostante si presentasse regolarmente alle cene del PD, come testimoniato da Andrea Gnassi in pieno consiglio comunale).

P.S.

Mitica l’uscita del Consigliere Fonti che, non essendo riuscito a far parlare Camporesi nell’assemblea degli attivisti, ha mollato il Meetup e con logo farlocco si ripresenta in veste civica… se lo contattano via mail. Ne parleremo.

dado

 

@DadoCardone

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La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

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@DadoCardone

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La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

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@DadoCardone

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Giulia Sarti – Infiltrazioni Mafiose in Emilia Romagna

Venerdì 30, nel Comune di Parma, si è tenuta una serata in cui si è parlato del sistema delle infiltrazioni Mafiose sul territorio. La Mafia, come ben illustrato nell’appuntamento, è tutt’altro che una barzelletta e l’unico sistema per contrastarle è fare rete.

 

 

 

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Italia 5 Stelle

imola domenica 029 come oggetto avanzato-1Chi ha l’ambizione di raccontare qualcosa, tanto più se fa finta di fare il giornalista, deve necessariamente ostentare un certo distacco dall’oggetto delle sue osservazioni, ne va dell’affidabilità dell’analisi. Esistono però situazioni che impediscono fisicamente  questo distacco. Per me questa volta sono state diverse, però non vorrei cominciare dal male ai piedi.

Il più grande cazzotto nello stomaco l’ho ricevuto dal palco grande, quando hanno parlato i genitori superstiti alla strage ferroviaria di Viareggio. Ci sono voluti pochi secondi per capire che non sono sopravvissuti ad un incidente, ma sono in realtà sopravvissuti ai loro figli. Bruciati vivi. Sul quel palco tutto il loro dolore per quei ragazzi che non ci sono più, ma che continuano a morire ogni giorno nell’indifferenza di un processo infinito, mentre al dirigente FS dell’epoca, Mauro Moretti, viene assegnato un nuovo incarico in Finmeccanica con  uno stipendio anche migliore. La prescrizione farà il resto, lo abbiamo già visto.

Come fai a non farti toccare da quella amarezza? Fortunatamente il mio distacco è stato impedito anche da tante altre cose, perlopiù positive. Ho visto cose che voi piddini non potete nemmeno immaginare. Ho visto un piazzale dove non faceva  in tempo a cadere una sigaretta per terra che subito veniva raccolta e depositata in mini stazioni ecologiche, comprese di addetto che aiutava a differenziare. Ho visto Raffaella con la paura negli occhi diventare una leonessa nella sua prima Agorà. Ho visto comici parlare di cultura e ascoltato Dario Fo ricordare a tutti i politici la “livella” di Totò. Ho visto bandiere del Movimento sventolare in mezzo al fumo di salsiccia nelle aree attrezzate camper. Ho visto Marco ricordare a tutti che il tempo per scherzare con l’ambiente è finito. Ho visto Hippie aggirarsi come fantasmi del passato in questo nuovo incontro suggerito dalla coscienza collettiva. Ho visto giornalisti di Tg a diffusione nazionale cercare qualcuno di importante da intervistare, senza accorgersi che lì erano tutti importanti. Ho visto Di Battista fare tre comizi completi in un percorso di trenta metri e ho constatato che Di Maio non suda veramente, non è una battuta di Grillo. Ho visto sventolare centinaia di stelle. Ho visto anziani alzare le mani al comando rap delle LeGal. Ho visto Giulia, 29 anni, passare dalla Commissione Antimafia a punto di riferimento in mezzo alla gente. Ho visto persone di ogni età sotto la pioggia, che non solo non hanno mollato, ma non hanno nemmeno barcollato. Ho visto la politica trasformarsi in un incontro senza censura per nessuno, nemmeno per chi le parole non le conosce proprio tutte, ma qualcosa da dire ce l’ha. Ho anche sentito…. . Ho sentito per la prima volta l’Autodromo di Imola tremare per un rumore diverso da quello dei motori, erano migliaia di persone che gridavano: “Onestà”.

Non vorrei fare però il Talebano, come si suol dire di chi non vede altro che la propria parte. Sebbene l’incontro sia andato ancora una volta oltre le mie aspettative, ci sono un paio di cose vanno che vanno dette. E’ come quando vai in un ristorante e non fai notare al cuoco che ha sbagliato la cottura, se non glielo fai sapere continuerà a sbagliarla. Gli appunti che devo fare sono due. Per prima cosa: la piada servita nei punti di ristoro era indegna dell’Emilia Romagna. Potrebbe sembrare una cosa di second’ordine, ma è come se facessi un convegno a Napoli servendo pizzette riscaldate dell’Autogrill… non si fa. Il secondo appunto è che due giorni di Max Bugani nel ruolo di presentatore sono inaffrontabili. Come organizzatore avrà pure fatto un buon lavoro, ma farlo notare ad ogni presentazione dal palco dopo un po’ annoia. Il top per me (ognuno ha i suoi gusti) è stato quando ha raccontato di come ha rassicurato Di Maio sul suo operato, usando una frase di Troisi. Dai…

Detto questo è necessario sottolineare che anche se qualche piatto viene insipido ed altri sono troppo salati, il Movimento 5 Stelle è ancora l’unico ristorante dove si può godere di buona compagnia e dove, anche trovandosi in mezzo a migliaia di persone, non provi l’Istinto di portare il portafoglio dalla tasca dei jeans alla tasca interna del Giubbotto. Ho molto apprezzato il clima da Convivio che si respirava a pieni polmoni, come la diminuzione strategica della presenza di Grillo che ha lasciato spazio agli “emergenti”. L’intervento ufficiale di Beppe poi, preceduto da un inquietante Casaleggio che sembrava il guardiano del faro dei cartoni animati di Scooby Doo, è stato molto poco politico, se non nei concetti fondamentali, ed ha preferito molto più scherzare  con la sua enorme famiglia allargata.

P.S.

Il prossimo anno il punto ristoro piade va affidato senza meno a Gianluca e ai suoi amici di Camper.

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@DadoCardone

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Air Riminum: Chi controlla il controllore?

CatturaQuesta mattina Giulia Sarti,  Deputata del Movimento 5 Stelle, ha sottoposto in Parlamento, con un’interpellanza urgente, il caso dell’Aeroporto Federico Fellini. Come molti  ormai sapranno questo settembre ha portato con se la notizia che, in aprile, il TAR dell’Emilia Romagna ha giudicato il bando di assegnazione non valido, poiché mancante di una specifica richiesta di requisiti tecnici.

Lo so, abbiamo saputo a settembre una cosa decisa 5 mesi prima, ma pare che le fortune temporali del Dott. Corbucci e la della Dott.ssa Fincato non siano tutte qui. Oltre ai 5 mesi di parto la sentenza, ad oggi, non è stata ancora notificata ad Enac, di conseguenza il bando è ancora valido e in seguito, quando verrà consegnata, si potrà disporre una sospensiva, dato il ricorso al Consiglio di Stato. La legge ne dà facoltà.

Bene. Aspettando che le vie legali facciano il loro lungo e provvidenziale corso, oggi, dopo una miriade di interrogazioni sullo stesso tema bellamente ignorate, il Sottosegretario al Ministero dei Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha risposto a nome del Governo. Avete presente chi è? Se lo cercate su google foto probabilmente lo trovate seduto a fianco di Laura Fincato nella conferenza stampa di Air Riminum, quella con il divieto di far domande, in cui la stessa Fincato leggeva al pubblico presente le scuse di Vito Riggio (Presidente Enac) che non era potuto venire.

Giulia ha ripercorso minuziosamente la storia dell’Aeroporto e del fallimento di Aeradria, facendo ben intendere come le interferenze politiche siano state fatali alla struttura, per poi arrivare all’attuale società e a tutti i dubbi che confondono chi ha interesse ad avere un aeroporto vivo, funzionale e funzionante. Infine ha chiesto (riassumo) cosa intendesse fare il Governo allo scopo di assicurarsi una situazione di legittimità per la struttura, visto che corrisponde ad un grosso pezzo dell’economia di un territorio.

La linea di difesa del Sottosegretario, non posso chiamarla altrimenti, è stata quella di affermare che le certificazioni le dà ENAC in quanto autorità aeroportuale, di conseguenza non possono che essere legittime.

Ma chi è che controlla il controllore? Questa domanda l’ha fatta anche la Sarti in Aula, non mancando di far notare che Laura Fincato non fa nulla per nascondere l’amicizia con il Presidente Enac, ne  la collaborazione con chi proprio in Aula è chiamato a rispondere per il Governo.

A questo punto devo aprire una breve parentesi. Amicizia e rapporti di collaborazione non sono indizi di colpevolezza, ne di malaffare, esiste però un problema di opportunità politica riconosciuto anche tramite regolamento nelle amministrazioni. Anche nel più piccolo dei Consigli Comunali, per esempio, se una persona ha direttamente a che fare con l’oggetto della votazione, per economia o parentela, si alza e non partecipa. Il problema dell’opportunità politica è più che mai presente a Rimini e raggiunge uno dei suoi massimi conflitti proprio sull’aeroporto, dove continuano a parlare, tra gli altri, persino gli indagati del precedente fallimento. Il territorio necessitava di trasparenza e tranquillità, non di ulteriori dubbi.

Il dubbio poi aumenta quando, nella rassegna stampa di oggi, leggo il Dominus dell’affare Air Riminum che fa lo spavaldo, nonostante vi sia una sentenza esecutiva indicante l’illegittimità del bando con cui è stato assegnato l’aeroporto. Corbucci ha  una conoscenza tale delle dinamiche legali che relega qualsiasi addebito a “chiacchere da bar”, nega fino a bisticciare con la stampa che l’aeroporto gli possa venir tolto e, nonostante i risultati peggiori di sempre, dice che l’aeroporto prima era una piadineria e oggi con lui diventa un ristorante “quasi” a cinque stelle. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che ha Rimini ci sono piadinerie che guadagnano molto più dei ristoranti.

Come detto le incertezze, soprattutto dopo atteggiamenti che sembrano tutto tranne che ponderati, sono tante, ma abbiamo anche qualche certezza. L’aver preferito (anche se fosse in maniera legale) una società che non aveva mai avuto a che fare con un aeroporto ha determinato un ritardo nella presa in carico della funzione, che l’annuncio di un  milione di passeggeri (o forse erano due?) non è stato in grado di colmare. Oggi nell’evidenza di un traffico peggiore non solo della “piadineria” da cui si prendono le distanze, ma anche con risultati inferiori del curatore fallimentare della piadineria stessa, i numeri sono molto calati e  si parla di 500 mila passeggeri.. che poi è il traffico fisiologico da sempre e da più parti identificato per lo scalo di Rimini. Non una grande innovazione, ma aspettate che l’aeroporto si trasformi in un Cine – Disco – Casinò e vedrete che risultati.

P.S.

Se il bando fosse stato fatto con una vincolante richiesta d’esperienza gestionale adesso staremmo parlando d’altro, sicuramente di altri numeri. Il calo passeggeri, nell’estate metereologicamente migliore da quattro anni a questa parte, ha sorpreso molto i “creativi della Finanza” che, non avendo mai gestito un aeroporto, avevano fatto piani contando su risultati completamente diversi. A quanto pare AiRiminum SPA dovrà aspettare ancora un po’.

Qui sotto il video integrale dell’Interpellanza e della replica dopo la risposta:

 

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Nessuna garanzia per il Garante.

Doveva succedere. Dopo mesi di tira e molla Davide Grassi, il Garante dei Diritti dei Detenuti, ha dato forfait a causa dell’impossibilità di compiere il suo lavoro.
Nessun rimborso, nessuna ufficio che garantisse la privacy, nessuna mail e nessuna carta intestata. Ora… chi si intende, anche in maniera spicciola, di informatica sa benissimo che assegnare una nuova casella di posta è un’operazione che necessita veramente di pochi minuti, dunque non sarà, ma… quello che sembra è proprio Mobbing.
C’è poi un’accusa, piuttosto personale, che stride. Alla critica del Garante, rispetto all’impossibilità di operare secondo le prerogative del suo ruolo, l’Assessore Gloria Lisi risponde con un’insinuazione di lucro. Infatti, notoriamente, gli avvocati che fanno da Garanti ai diritti dei carcerati, togliendo ore al proprio lavoro, per clienti senza parcella, fanno soldi con la pala. E’ un’accusa stizzosa e cattiva, che tradisce lo stimolo di un nervo scoperto. Qual è? Proviamo a fare qualche ipotesi.
Davide Grassi è stato una scelta inevitabile e largamente condivisa per competenza e contingenza. Questo non vuol dire che fosse anche gradito. L’infantilismo amministrativo Demokrat  (che se non si gioca come dicono loro scappano con la palla in preda ad una crisi isterica) rende indigeste le figure autonome e Grassi autonomo lo è stato fin da subito. Difficilmente il PD poteva perdonargli la visita alla Casa Circondariale con Giulia Sarti che, in fin dei conti, era normale amministrazione. La questione dei Casetti era però intestata al Deputato “piuttost che nientArlotti (almeno nelle fantasie piddine). Scippo di titolo giornalistico: Peccato Mortale.
I carcerati difficilmente votano e alla gente non interessa dei dritti dei reclusi, Infatti l’episodio non è rilevante tanto in sè, quanto per il fatto che diversi interessi ruotano attorno all’assistenza del carcerato. Per essere chiari stiamo parlando della Giovanni XXIII, che sicuramente opera in maniera legittima, ma sulla cui esclusività degli affidamenti, beh …. forse qualcuno potrebbe avere qualcosa da dire. Un Garante indipendente, adeguatamente fornito di strumenti, potrebbe cominciare a raccogliere istanze scomode.
Questa chiaramente è un’ipotesi, ma l’Assessore in questione è un proprio un rappresentante del mondo delle cooperative bianche (che le cronache ci dicono aver poco da invidiare alle rosse in quanto a fantasie gestionali). Gli ostacoli prima e l’attacco personale poi non danno proprio un bel messaggio. Sembra (e dico sembra) che Grassi fosse una scelta troppo congrua da avversare subito e si sia optato per logorare il rapporto poi, o perlomeno di non dargli nessuna possibilità operativa. Modalità del premiato poltronificio PD.
Poco male. O meglio… male per il fatto di aver perso una figura che poteva distinguersi, bene per gli attestati di stima che paiono piovere da ogni dove sull’avvocato , ma non sull’Assessore. Segno che ormai la società civile è talmente satura di imposizioni da riconoscerle a colpo d’occhio, anche senza aver esperito l’argomento. I penosi tentativi di far sembrare gli altri meschini si ritorcono frequentemente contro gli ideatori. Rimane però poco consono che un’Assessore, rappresentante delle Istituzioni, con il potere che ne consegue, si diletti in attacchi di natura diffamatoria per aver mal sopportato una critica collettiva. Sarebbe forse la Lisi a doversi dimettere, ma non siamo così fortunati… bisogna aspettare maggio prossimo quando tutti insieme prenderanno armi, bagagli e cartelli da rotonda per andare a proporre trasporti rapidi costieri a chi non li conosce. Consiglierei il Congo Belga.

P.S.

Chi caca sotto ‘a neve, pure si fa a buca e poi a copre, quanno la neve se scioje la merda viè sempre fori.” [Er Monnezza]

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‘Na birra e un kilo e mezzo di coca.

IMG_20150612_164819_1Edizione straordinaria: a Casa Madiba c’era chi pagava la birra, parola del Pentito dei centri sociali. Chi è costui? Non è dato saperlo, almeno non possono sapere il suo nome i destinatari dell’infamata a mezzo stampa, mentre lo sa ovviamente la Questura che ha preso la denuncia, la redazione di Quel che Rimane del Carlino che l’ha propagata e il denunziante (di questo però nessuno è molto sicuro).

I Fatti. Il 12 giugno mattina le locandine fuori dai giornalai urlano lo scoop. Un non meglio identificato “pentito“, termine che di solito identifica chi tradisce un’organizzazione criminale in cambio di benefici vari ed assortiti, avrebbe denunciato Casa Madiba Network per vari motivi. Violenza privata, ma anche estorsione, perché, sempre secondo il galantuomo che viene definito “ex attivista“, a Casa Madiba o lavoravi gratis, o dovevi pagare 400€ al mese e la birra te la dovevi pagare. Pare che quest’ultimo elemento sia proprio quello che da più credito alla storia. Pagare la birra… inaudito. Posso usare una parola dura? Immorale. Se poi vicino non ti ci mettono almeno dei Tacos se ne dovrebbe occupare direttamente il Tribunale dell’Aja.

Gli attivisti di Casa Madiba rispediscono le accuse al mittente, chiunque esso sia, e organizzando una conferenza stampa dove gli ospiti, i senzatetto, fanno delle dichiarazioni sconvolgenti. Elenchiamo:

  1. Quattrocento euro, tutti insieme, sono anni che non li vedono. E’ più facile che ne abbiano procurati a loro insaputa alle varie associazioni umanitarie ufficiali che, si sa, ottengono rimborsi e accedono a fondi.
  2. Non solo non gli sono mai stati chiesti soldi, ma addirittura gli attivisti ne hanno messi per loro a causa di spese urgenti (tipo permesso di soggiorno). A questi vanno aggiunte le risorse personali di tempo, lavoro e danaro abitualmente messe a disposizione perché questi “con la fissa dell’assistenza” sembra quasi ne facciano una questione di principio. Valli a capire.
  3. Casa Madiba è una grande famiglia… ma se qualcuno li dentro avesse 400 euro al mese da spendere solo per un affitto sarebbe un parente lontano. Un luogo occupato non è che sia proprio un resort.
  4. Dai oh!

Anche l’Avvocato Paola Urbinati è intervenuta alla conferenza sia nel ruolo di difensore, anche se ancora deve capire cosa difendere da chi, sia in quanto portatore di istanza per il suo ambito professionale, elencando i motivi per i quali a dare informazioni sulle denunce prima ai giornali che agli interessati si pratica un’evidente stortura. Non dello stesso parere uno dei rappresentanti della Stampa, la giornalista di Quel che Rimane del Carlino, che ha dapprima tirato in ballo la tutela della fonte poi, stimolata sull’etica del giornalismo e sul diritto di replica, si è appellata al diritto di cronaca, in seguito si è fatta tirare il culo e se ne è andata. Una delle scene più meschine di sempre.

Qualcuno, giuro che non lo conosco, prima che la giornalista se ne andasse ha voluto ricordare che: il diritto di cronaca è il diritto del cittadino di essere informato e non quello del giornalista di dire quel cazzo che gli pare. Scusate la parola giornalista.

C’è da aspettarsi comunque che la professionista, perlomeno delle uscite ad effetto, renderà pan per focaccia agli irrispettosi Madibers. Facile da intuire, ma non per la questione personale, quella semmai faciliterà il compito che il Carlino pare essersi dato nelle ultime settimane. Palesemente contrario alle occupazioni ha condotto una campagna tutta sua a colpi di Pungiglione, rubrica che i più conoscono ormai come il Frustratone, una strana rubrica che pungere non punge, ma ronza forte. Senza alcuna traccia di sagacia, sebbene intrinsecamente promessa dal nome, sono state attaccate le occupazioni e i parlamentari che hanno solidarizzato, ma mai una parola sul kilo e mezzo di “bamba”, a sera, che nevicava sul Coconuts. Non è che il Frustratone ha dei freedrink da utilizzare nel locale di Paesani (quando lo riaprono)? E’ facile intuire che la naturale propensione del Resto del Carlino a dargli addosso agli occupanti e ai loro sodali, con articoli quali “I Grillini difendono Forza Nuova” e “Hannibal Lecter è lo zio di Giulia Sarti“, hanno fatto di quella redazione il veicolo naturale per l’offensiva che ha l’evidente scopo di delegittimare una realtà che sta procurando diversi grattacapi.

Nessuna ipotesi sul chi e sul perché, non siamo purtroppo sprovvisti di pentito da Redazione, ma un interrogativo su tutti. Dopo l’articolo su quanto sono bravi i fratelli Paesani, rianimatori delle notti riminesi e portatori di indotto, possiamo aspettarci anche un bel redazionale sulle molte attività di assistenza, a titolo gratuito, offerte dal “Racket” Madiba? Ho un presentimento…. no. Volete sapere da dove arriva il sospetto? Dal semplice fatto che quando nei locali qualcuno suona Maracaibo di Lu Colombo le uniche parole che sanno tutti e che tutti urlano come matti sono: “Rum e Cocaina, Za’ Za‘”. C’è stato un momento in cui si è cantato “We are del World“, ma.. è durato poco.

P.S.

“C’è chi ha parlato di prostituzione intellettuale, ma c’è una differenza tra una prostituta e certi giornalisti: ci sono cose che una prostituta non fa. Per questo esistono le escort” [Daniele Luttazzi]

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Pornopolitik

tiziano-arlotti-in-cameraChe patatrac l’aeroporto.

A volte bisognerebbe fermarsi un attimo e considerare quanta dignità ci sia nel silenzio.  Mostrare a tutti i costi la propria ignoranza, riguardo alla materia che si pretende di trattare, trovo sia equiparabile alla pornografia. Troppo intimo e, seppur ognuno sia pronto a perdonar piccoli accenni di feticismo altrui pur di condonare i propi, questa cosa dello sproloquio Dem a mezzo stampa dovrebbe essere vietata ai minori di 70 anni.

Prendiamo il prode Arlotti. Un uomo rispettato anche fuori dal suo abito, sebbene l’ambito sia così turpe da chiamarsi PD. Che bisogno c’era di dichiarare “Gli atti nel mirino tutti alla luce del sole” quando anche l’ultimo “bocia” della sua compagine sa che non è così? Che sia un bisogno di esibizione? Che sia un’iniziativa autonoma del suo ufficio stampa, come quando, per raggiungere in affanno la Sarti sui carceri, si inventarono un’interrogazione che avrebbe visto luce solo la settimana dopo? Non si azzarderebbero.

Sarà mica invece che vedere dei magistrati che vanno a frugare così indietro mettono in apprensione anche il politico dalla miglior reputazione? Non lo so. Probabilmente non lo voglio nemmeno sapere, ma… lasciatemi intervenire su una banale questione di gusto. Preferirei, se fosse possibile, il caro vecchio “vedo, non vedo” in luogo di queste impudiche dichiarazioni. Sono consapevole del fatto che non v’è più abitudine, ma si può recuperare.

In giro ci sono ancora molti documenti che, al posto di tutta questa intimità esibita, rappresentano erotismo politico. I filmati dell’inimitabile Andreotti per esempio. Lui parlava, parlava, tu non capivi molto, ma alla fine ti aveva fottuto lo stesso. Questo è solo un esempio eh… ognuno è libero di ispirarsi a chi vuole, mica c’era solo Jhon Holmes. Le persone preferiscono ancora avere dei dubbi sulla preparazione dei politici, piuttosto che avere certezza della sua totale assenza. Lasciateci il nostro feticismo da elettori.

P.S.

In molti ci tengono. Gnassi dimettiti (e 4). Ecco, ditemi se poi lo fa.

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@DadoCardone

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Su Grillo, Pizzarotti, Giulia e Belen.

Vorrei partire da un concetto di base,  perché è un fatto da cui non si può prescindere. Il Movimento 5 Stelle è, nell’evidenza dei fatti, l’unica forza politica che non elegge pregiudicati e, ad oggi, è il gruppo parlamentare in assoluto più produttivo. Potete controllare, vi sono siti che con molta professionalità si occupano della faccenda (es. www.Openpolis.it).

Perché è importante partire da qui? Perché è questo che influenza realmente l’azione politica, ma per la collettività corrisponde, a farla grossa, ad un 10% di quello che si vuole da un partito (o movimento) politico. La televisione costruita con le idee di Berlusconi e i soldi di Bontade ha generato una popolazione per cui l’importante è l’apparenza e, in questa bulimia di immagine, si è perso completamente il senso delle cose.

IMG_1222In questi giorni l’indagine Mafia Capitale ha rivelato alle genti senza memoria che Roma,  ancora una volta, è in mano alla criminalità. Molti prima si stupiscono, in fondo è solo da 700 anni prima di Cristo che succede, ma poi ha cose più importanti da considerare,  tipo… cosa ha detto Giulia Sarti  del simbolo. Eh certo! Quello si che è importante, non il fatto che la Capitale del nostro Paese dal 2008 ha bisogno di quasi 600 milioni di euro l’anno per non andare in default è che alla fine ci andata lo stesso esigendo una “stecca” di 850 milioni di euro per non tirare giù la serranda.

4 miliardi di Euro di denaro pubblico (ossia anche tuoi caro lettore) a chi? Il telegiornale sta cercando di dirtelo. Cooperative, Enti pubblici, Trasporto Pubblico, Immondizia, tutto in mano alla belenCrimanilità. Ieri però le notizie erano addosso a Pizzarotti e ai suoi presunti strappi. Colpa dei giornali e dei telegiornali? No. Ho una notizia scioccante da comunicare. Le redazioni di qualsiasi tipo vendono un prodotto e soddisfano una domanda, se la richiesta è sbagliata la risposta non può essere giusta. Più semplicemente… sono impegnati a soddisfare un popolo di impiccioni senza ambizione. Si vede dalla stessa notizia di Roma, dal modo in cui viene trattata, in mezzo alle notizie serie, ad esempio che Buzzi ha pagato mezza campagna elettorale a Marino, bisogna inserire quanti criminali avevano in memoria il numero di Belen. Indovinate un po’ cosa verrà ricordato più facilmente? Un culo vale di più di un sindaco compromesso che non si vuole dimettere, questa è la nostra misura.

Il Movimento cresce. Non nelle preferenze, ma si trasforma, anche in conseguenza degli strappi di Pizzarotti, che poi strappi non sono. Un uomo, non propriamente un meetup, trova il modo di applicare nella pratica di un’amministrazione un significativo pezzo del programma del Movimento 5 Stelle. Attaccato nel merito di quello che fa, crea un’occasione di incontro per spiegare il percorso che sta seguendo. Questa è dissidenza?  Può essere tale solo per qualcuno che per allargare i propri orizzonti ha bisogno di depilarsi le sopracciglia.

Molti pensano che il problema del Movimento sia la comunicazione, che  non riesca a comunicare quello che fa.  Questa era una bella occasione per comunicare un’applicazione  del Movimento alla realtà, ma ci siamo occupati d’altro. Perché? Qui mi dispiace, ma devo dare un’altra notizia scioccante. Il problema del Movimento, non è Beppe, non è Casaleggio, non sono i dissidenti, non è nemmeno (per quanto ce la metta tutta) l’entità con le sopracciglia depilate. Il problema del Movimento è il Movimento. Eh sì perché alla gente, domani, non gliene fregherà nulla di Roma che fa orge criminali con i soldi di tutti, né che Giulia Sarti abbia detto, o non detto, qualcosa sul simbolo. Le persone si daranno di gomito pensando al motivo per cui un criminale dovrebbe avere nei suoi contatti Belen e Mammuccari. Gli unici che continueranno a rilanciare la notizia dell’inesistente spaccatura nel Movimento saranno (saremo) quelli del Movimento… dei famigerati troll ormai non c’è più nemmeno bisogno.

P.S.

So che qualcuno come al solito non resisterà dal dire che il Movimento doveva sporcarsi le mani e allearsi con il PD. Io direi che ora è abbastanza chiaro:  non si sarebbe trattato di alleanza, ma di associazione a delinquere.

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@DadoCardone

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Cotto e mangiato.

Certo che poi delle cose fai fatica a spiegarle. Di solito basta essere mediamente informati per smontare le più comuni obbiezioni, ormai nella testa ho un ipse dixit di tutte le stronzate con cui ci contestano, ma se ti chiedono “perché volete fare fuori Pizzarotti” che gli rispondi?

No… non vogliamo fare fuori Pizzarotti, anzi.  Poi però devi anche spiegare perché c’è un tale che posta sul Blog di Grillo mozioni di sfiducia a titolo personale. Chi cazzo è questo? A nome di chi parla?

Se digiti Giulia Sarti su Google viene fuori la pagina di Wikipedia relativa al personaggio, lo stesso se scrivi Federico Pizzarotti,  ma se compili il campo di ricerca scrivendo Max Bugani, o Massimo Bugani, vengono fuori (ovviamente) pagine sull’attacco a Pizzarotti e una serie di video di scarsa fattura che danno una strana impressione: come da cineasta avanguardista da bar (dopo parecchi caffè corretti).

Ti vien da pensare che sia una specie di mitomane. Secondo me però  è  Facebook che lo ha irretito. Gli ha permesso di aprire un profilo come “personaggio pubblico” e lui si è convinto di esserlo. Certo il fatto che Pizzarotti gli risponda non l’aiuta e non l’aiuta, ne l’insospettisce, nemmeno essere cercato da Sky TG24 per la contro replica, roba non concessa nemmeno a Marino Mastrangeli.

Lo ammetto. Ho un certo pregiudizio nei confronti degli uomini che si depilano le sopracciglia, ma, anche se non ne avessi avuti, vedere sto tale che, dopo la valanga di merda che si gli è rovesciata addosso da tutto il web, va pure in televisione ad atteggiarsi, beh… non me lo mette in una buona luce. La cosa buffa  è che ha parlato come se fosse Pizzarotti a dovergli spiegare qualcosa.

Il Buonsenso vorrebbe che il miles gloriosus confrontando la time line del comune di Parma, bellissima proiezione web dei risultati dell’Amministrazione, con ciò da lui prodotto come Consigliere Comunale di Bologna, si dedicasse alla nobile esperienza del silenzio. Il buonsenso, purtroppo, pare sia pratica in disuso tra chi pensa di essere di più di quello che è. Non fraintendetemi però, non è che costui non abbia nessun talento.

E’ noto come nella storia recente del Movimento, soprattutto nella pertinenza Emiliano Romagnola, ogni volta che qualcuno ha ottenuto evidenza rispetto agli altri si è ritrovato prontamente osteggiato dalla corrente del figuro. Purtroppo il suo talento è un danno per il resto del Movimento e viene il dubbio che sia quasi ispirato dalla  vendetta del Mediocre, una sorta di invidia del pene mediatico.

Il problema, quello che non solo non so spiegare, ma che voglio mi venga spiegato, è come mai questo non altrimenti meglio specificato Consigliere Comunale abbia il potere di auto virgolettarsi sul blog del Movimento e di andare in televisione a peggiorare le sue figuracce senza rendere conto a nessuno.

Sia chiaro. Il mio, come Bugani dice del suo attacco a Pizzarotti, è un pensiero personale, con la sola differenza che il sottoscritto non ha cariche pubbliche, ne tantomeno ha in uso il simbolo del Movimento.

P.S.

Ma uno… dopo aver ricevuto in nemmeno 24 ore 1060 commenti contrari a muso duro, sulla sola pagina Facebook, si renderà conto di aver fatto una cazzata o no?

Davide Cardone

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80€ e un lecca lecca.

Questo pezzo, come tutti gli articoli di Citizen, è un’analisi dalla prospettiva Riminese dei fatti, anche se provengono da situazioni nazionali e sovranazionali.  Il dato nazionale è  chiaro e chi vi scrive, sebbene lo pensasse diverso, è sicuramente meno sorpreso di Renzi. Garantito.

Poi il dato va riportato sul territorio e, pur rispettando le proporzioni, si nota come ci sia qualcuno che si è tolto una bella soddisfazione. Marco Affronte, Attivista del locale Movimento, fa le valige per l’Europa.  L’appagamento  è, ovviamente, per tutto il gruppo di Rimini che  vede le sue possibilità espandersi ulteriormente. Tre Consiglieri Comunali, una Parlamentare e un’Eurodeputato senza promettere 80€ euro, ne leccare niente.

I dati definitivi del Ministero degli Interni parlano chiaro. Un quarto dei Riminesi, dato non comparabile con le Europee del 2009 senza candidati M5S, ha ritenuto che il Movimento li potesse rappresentare in Europa e di questi quasi 4000 persone hanno scelto Marco. Voto di protesta? Se analizziamo la campagna elettorale scopriamo che Affronte ha espresso solo i  valori della sua estrazione e del suo gruppo. Chi lo ha preferito  ha fatto una precisa scelta di professionalità.  Riminese, padre di famiglia, biologo marino e non ha mai affermato di essere oltre Capitan Findus, quindi di protesta non ce n’è.

Altra prova del grandissimo lavoro di Rimini? Con il suo 25,03% è il miglior risultato non solo della sua circoscrizione, ma anche del Nord Italia, se si escludono Genova e Imperia, che comunque hanno la marcia in più di un compaesano piuttosto famoso nel Movimento. A dire il vero se osserviamo anche il centro Italia per trovare qualcuno che abbia fatto più di Rimini bisogna guardare a Roma, che sfodera un 26%. La capitale però ha più’ possibilità di contatto con le nostre teste di serie.

Ieri sera ero sicuramente tra quelli che speravano in un risultato eclatante e, quando non l’ho visto, sono rimasto un po’ perplesso, ma stamattina a mente fredda, per quanto possa esserlo quella che ho in dotazione, mi sono chiesto: ma perché dovevamo vincere? Siamo riusciti a svuotare i serbatoi di voti? Siamo riusciti a rompere le clientele? Siamo riusciti a far capire tangibilmente quanto vantaggio nasca nell’agire  come comunità? La risposta è no a tutte le domande ed allora mi accontento molto volentieri di un 25% a Rimini, 21% su scala nazionale, di gente che ha capito di cosa parliamo, che non si accontenta di 80€ e un lecca lecca.

Il perché la maggioranza abbia scelto  Renzi è persino banale e nell’azione del Movimento lo si vede ogni giorno. Quando un cittadino ha un problema la parrocchia del Movimento è l’ultima a cui va a bussare,  sa bene che poi  li non ci saranno compromessi e il problema si dovrà affrontare.  Questo comportamento equivale alla falsa speranza di opzionare più vie d’uscita, ma poi si scontra sempre contro lo scarso potere contrattuale del cittadino.  La missione del Movimento oggi come oggi è proprio quella di abbattere questa concezione della politica. Come? Ce lo spiega Giulia Sarti:

Rimini è il fiore all’occhiello della Regione. È l’incastro perfetto. Quando hai 3 Consiglieri Comunali che spulciano  carte e vanno avanti a colpi di esposti in procura, battaglie e proposte serie, quando hai gruppo di Attivisti che ogni sabato istituiscono banchetti  informativi, ogni Giovedì partecipano al Consiglio Comunale, ogni settimana organizzano riunioni ed eventi… insomma quando hai un gruppo di persone che “stanno sul pezzo” senza mai prendersi troppo sul serio, che sanno lavorare, fare sacrifici senza mai montarsi la testa, che presidiano la rete e il territorio confrontandosi sia con l’anziano signore di 70 anni sia con il diciottenne ..ecco, quando hai tutto questo hai anche il motivo per cui la gente ti da il voto, secondo me . La serietà, la credibilità, la capacità di coinvolgere tutti e di essere una comunità, la partecipazione costante, la sana autocritica e tanto tanto fiato sul collo.”

P.S.

Ai miei Fratelli della Costa. Il 21% è ciò a cui apparteniamo, il 25% è dove eccelliamo ed è tutto nostro. Questa volta ne siamo sicuri. Non è voto di protesta, ne voto di pancia, è il nostro coraggio che da i suoi risultati. Le nostre vele sono gonfie  e la bandiera a 5 stelle sventola che è un piacere, alla via così.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Più di Di Battista

Ieri pomeriggio a Riccione, sotto i portici di una delle spese più balorde del PD Riccionese, il Palacongressi, si è tenuta la presentazione del Movimento 5 Stelle della Perla Verde, la lista che si presenterà alle Amministrative di questa primavera.

Madrina e Padrino della presentazione della lista:  Giulia Sarti e Alessandro Di Battista. Le analisi più superficiali potrebbero fermarsi (o spererebbero di potersi fermare) all’evento mediatico in se stesso. Giulia e Alessandro ormai sono due RockStar e fanno il pieno anche se si fermano a prendere una Tigella all’autogrill di Cantagallo, ma considerare solo questo è decisamente una sottostima di quello che accade veramente in queste occasioni.

Esiste anche un’altra posizione, molto praticata dai politicanti locali di entrambe le sponde, che  riconosce a questi ragazzi solamente il merito di saper cavalcare lo scontento. Nel tentativo si spiegare il fenomeno e di assolvere se stessi lo scontento diventa un fenomeno assestante, indipendente dalle cause che l’hanno provocato, quasi fosse il sedimento della normale ed onesta attività politica.

In un certo senso è comprensibile… vedendo questi ragazzi da piazza piena, in jeans e maglietta, abbracciati e baciati da tutti, fa pensare ad una tecnica speciale, qualche abilità da sottomissione delle masse insegnata da Grillo in persona. Perché parliamoci chiaro: la politica fino ad oggi ha fatto tutto quello che doveva fare con onestà e le critiche sono ingiustificate (da leggersi  con tono ironico e sorriso amaro).

Un buon consiglio per i detrattori del Movimento è quello di mischiarsi tra la gente durante questi eventi. Troveranno interessante scoprire come cambiano persino le espressioni delle persone durante lo svolgimento di queste riunioni e, nell’occasione specifica, avrebbero trovato molto  interessante scoprire come l’applauso più fragoroso non l’abbia preso Di Battista, ma Lorena.

IMG_4833Chi è Lorena? Non chiedetelo a Vincenzo Cicchetti, candidato Sindaco di Riccione, se non volete vedere un uomo adulto piangere. Lorena è un’ottuagenaria nelle cui vene risiede la storia di questo Paese.  Lorena è stata ed è tutt’oggi una Partigiana. Oggi Partigiana del pensiero ovviamente, non scambiatela per una secessionista veneta, ma le sue parole lanciate tra la folla sono peggio delle bombe.

Gliel’ho  visto fare in più di un’occasione. Prima ti mette in soggezione parlando della sua azione nella Resistenza e ne parla come un periodo di emozioni  fortissime e di speranza, poi ti porta giù descrivendo con parole schiette e lucide la parabola discendente della politica italiana ed infine ti esalta descrivendo la sua gioia nel ritrovare l’antica speranza nel Movimento.  Dopodichè la gente, semplicemente, piange e lascia partire un applauso che… beh diciamo che nel suo intervento di ieri le pareti di vetro del Paladebit sono state messe a dura prova.

Nel caso qualcuno stesse pensando che anche Lorena sia stata addestrata dallo Staff di Grillo lo invito a ricredersi, Beppe i  piddini li fa incazzare e li spinge mentire, la piccola Partigiana li fa vergognare. Tecniche diverse. Personalmente, se fossi in loro, preferirei trovarmi di fronte Grillo, perché trovarsi al cospetto della  Storia alla quale si millanta di appartenere non deve essere piacevole.

Comunque, in sostanza, grande successo del pomeriggio della Riccione a 5 Stelle e gli ingredienti per prevederlo c’erano tutti. Vi do’ la ricetta:

  1. Prendere un po’ di volontà di cambiare politica dei pentastellati locali (q.b.)

  2. Aggiungere a velo la capacità oratoria di Alessandro Di Battista

  3. Unire mescolando dal basso verso l’alto la precisione delle notizie di Giulia Sarti

  4. Mescolare energicamente con testimonianze della Partigiana Lorena

  5. Dopo circa un paio d’ore, quando un non meglio identificato segretario PD cercherà di ricordarsi la critica che alla riunione di partito gli sembrava tanto giusta, mettere in forno a temperatura elevata giusto per il tempo che si formi uno strato di consapevolezza nella cittadinanza.

P.S.

Stamattina l’immediato assaggio della differenza. Sui quotidiani locali Gnassi da Rimini in udienza dal Papa con i Sindaci dell’Anci. Ormai hanno capito che ridipingere le strisce pedonali sotto le elezioni non basta più… ci vogliono interventi Superiori.

P.P.S.

#DajeBarbara.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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A momenti la sconfiggevamo…

Cosa centrano le fogne di Rimini con la Mafia? Nulla ovviamente, ma andate voi a spiegarlo ad un Sindaco in così grave tracollo di gradimento da essere costretto a dire che pure il completamento di via Roma è lotta alla Criminalità Organizzata.

Questo il tenore del Consiglio Tematico sulle Mafie che NON doveva essere una sfilata del PD. Parliamoci chiaro, la sfilata in effetti non c’è stata, non tanto per gli ottimi interventi del Sostituto Procuratore di Palermo Daniele Paci e del rappresentate dell’Associazione Pio La Torre, quanto per i discorsi senza passione e senza cognizione di causa dei nostri rappresentanti locali.

Chi ha passione per questo tema si incendia parlandone. Prendete Giulia Sarti ad esempio (l’illustre esclusa dalla serata), fatele una domanda sulla mafia e state a vedere come prende fuoco. Invece , agli intervenuti, è toccato ascoltare un balbettante Stefano Vitali, Presidente della Provincia, mentre leggeva un discorso che, evidentemente, non era stato preparato a dovere e sapeva tanto di rimediato… figuratevi che verve. Se gli avversari della Mafia sono un Sindaco che parla di quanto è bravo e un Presidente della Provincia che non sa che dire, siamo in una botte di ferro.

Personalmente ho trovato incolore anche gli interventi del Prefetto e del Procuratore Capo di Rimini, ma, probabilmente, ciò è dovuto solo all’istintivo confronto con il combattente di prima linea Daniele Paci.

In sostanza questa serata è servita? Dipende dai punti di vista. Come detto la sfilata non è riuscita visto anche il Consiglio deserto già al discorso del Primo Cittadino (qualcuno doveva aver messo tutti in guardia sulla “Spippola”). Se invece doveva servire a far capire la differenza tra gente veramente impegnata nella battaglia e quella vagamente impegnata a rappresentare un “qualcosa”… beh, missione compiuta. Io non ho frequentazioni mafiose e non ho idea di come la pensino su queste cose, ma se fossi stato in loro non mi sarei spaventato un granchè.

Diverso sarebbe stato ufficializzare l’esistenza di una Riminese che mette anima e passione nella lotta alle Mafie, ma queste sono finezze. Speriamo che almeno il boccheggiare dei consiglieri e i loro discorsi composti con Wikipedia (alcuni di loro hanno citato anche le stesse parole di Borsellino sull’istruzione) abbiano contribuito a dare il giusto risalto ai ragazzi dell’Associazione Pio La Torre. Per il resto chi ci consegna il conto alla fine è la Realtà, un “Oste” che non si fa ingannare dalle promesse poco sentite.

P.S.

Ieri ho sentito il discorso più brutto di Andrea Gnassi da quando mi pregio di ascoltarlo. Questa volta la sua traiettoria, parola ripetuta almeno una decina di volte, non si è adattata all’argomento. Frase Epica: “In Italia c’è la Mafia, dunque c’è anche a Rimini”.

Davide Cardone

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Bufale al pascolo.

Nell’ultimo mese a tenere il banco delle discussioni politiche Riminesi è stata la Guerra dei Consigli. Un’infinita querelle che, sebbene veda il Partito Democratico avere sistematicamente la peggio, non si placa proprio per le inopportune decisioni delle Sinistre. Certo… accorgersi di perdere settimana dopo settimana appeal e consensi può fare uno strano effetto e il suicidio politico pare essere uno di questi. Lo si evince proprio dalla cronaca recente.

Un breve riassunto, giusto per non perdere di vista la collocazione di tutti gli eventi. La Maggioranza (o chiunque rappresentino quei tali in Consiglio Comunale) non ci sta a dover spiegare pubblicamente che intenzioni ha con i debiti del Palas, l’inutile astronave di Cagnoni miseramente oberata di debiti che non riesce a pagare.

Alla convocazione di un Consiglio Comunale Tematico sull’argomento PD, FDS e Rimini per Astolfi (o qualcosa del genere) non si presentano. La scusa? La Minoranza usa i Consigli Tematici come palcoscenico di propaganda e dunque la Maggioranza non presenzierà più a nessuno di quelli chiamati dall’Opposizione. Tenete ben a mente questo punto.

La settimana dopo viene convocato un Consiglio Tematico sul Turismo. C’è una delibera di Giunta (lo sfondamento di via Tonale) da votare assolutamente, perciò la Maggioranza non può fermarsi all’aperitivo e deve presenziare. Votata la delibera tutti si allontanano dalla loro posizione e fanno cadere nuovamente il numero legale, inficiando anche questo nuovo Tematico. La scusa? Gli ordini del giorno sono tutti stupidi. Ovviamente non è vero e tra le proposte del Movimento ce ne sono alcune veramente innovative.

Dopo il secondo Consiglio saltato consecutivamente la Minoranza fa sapere che è pronta a chiedere l’intervento del Prefetto e che, dato che i Consigli sono stati tutti riconvocati, per il secondo round il numero legale  scende tanto che potrebbe non essere necessaria la presenza dei disertori.

A questo punto il PD e stampelle varie, compreso Pazzaglia (Sel), che ormai fa comunicati congiunti con Galvani (FDS), si trova con due consigli disertati, ma entrambi riconvocati. La nuova mossa? Con la complicità della faziosissima Presidente del Consiglio Donatella Turci i due tematici vengono convocati in un unica sessione e, sebbene fosse il primo ad essere saltato, il Consiglio Tematico riguardante il Palas parte dal 18° punto, precisamente alle 1.15 di notte. Niente sospensioni e niente testimoni per un Consiglio Tematico finito alle 3.15 del mattino tra le russate dei presenti.

Bufera finita? Non proprio. Ricordate la prima scusa elevata? L’opposizione usa il Consiglio per fare propaganda? Bene. In programma c’è un altro Consiglio Tematico chiesto da Pazzaglia, l’uomo riserva della Maggioranza. Il Consiglio è sulle Mafie e  Gianluca Tamburini (M5S) propone come relatore Giulia Sarti che, si, è una Parlamentare del Movimento, ma è anche un’attivista di vecchia data tra le associazioni nate a contrasto delle Mafie e, nel suo ruolo di Parlamentare, occupa un posto nella Commissione Giustizia e nella Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Mafie.

Ovviamente la Maggioranza, colei che accusa l’Opposizione di usare i Tematici a fini propagandistici, non ci pensa nemmeno ad appoggiare una soluzione del genere e fa cadere la proposta nel vuoto. Nel loro vuoto, perchè per i Cittadini del Movimento la faccenda tocca terra piuttosto presto e piuttosto rumorosamente.

Alle osservazioni fatte sui quotidiani, sui social e sulle mail delle cariche istituzionali l’Amministrazione risponde con una serie di bufale epiche. Mettiamole in fila.

 

  1. Giulia Sarti è stata invitata ad Assistere come tutti gli altri Parlamentari”, la Proposta di Giulia come relatore non era in quanto parlamentare, ma per le sue qualifiche sul tema.
  2. la decisione di chi avere come relatore è stata condivisa con tutti”. In realtà più che condivisa è stata comunicata in una seconda riunione dei capogruppo. Infatti ad una prima riunione la proposta era stata valutata positivamente da quattro gruppi e avversata da nessuno… almeno apertamente, poi è chiaro che è stata negata in altre sedi.
  3. Si è scelto di affrontare la cosa con attori di livello locale”. Questo è semplicemente falso perchè uno dei relatori è Paci, Riminese, ma Sostituto Procuratore di Palermo da diversi anni. (intendiamoci niente contro Paci, anzi ce ne fossero di più, ma la sua presenza fa cadere anche questa bufala).
  4. La Sarti si fa sentire solo per la passerella, ma per il territorio non fa nulla”. Doppia Bufala targata Galvani-Pazzaglia. Non solo il raggio d’azione della Sarti avendo come target l’Italia coinvolge inevitabilmente anche Rimini, ma la sua azione è molto spesso anche sul campo Riminese. Due esempi su tutti: le azioni sul TRC e l’interrogazione sullo scioglimento della Squadra di Polizia Postale di Rimini.

La terza bufala è particolarmente indicativa, poiché sottintende ad una mancata visione d’insieme che, infondo, è proprio la causa della scadente amministrazione della Città. Quando si parla di Mafie Rimini può dare una sua risposta locale che prescinda da quella Nazionale? Direi di no. Qui a Rimini a forza di considerare tutto una tipicità si fallisce per molto meno, vedi abusivismo.

P.S.

Perdonatemi se ho voluto metter i puntini sulle “O” (Cit. BjÖrn Borg)

Davide Cardone

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La Voce… dei dilettanti.

giornOk, siamo in campagna elettorale, è chiaro. La caccia al Grillino è stata ufficialmente aperta e l’arma, come usanza, è la stampa. Ora mi si dirà che scrivo questo perchè sono del Movimento 5 Stelle. Verità ineludibile, ma è altrettanto vero che c’è più giornalismo nel comando Ctrl+C della mia tastiera che negli articoli di cui vi parlo oggi. 

Sono partito un po’ duro, lo so, ma leggete cos’ho da raccontarvi. Sono giorni ormai, esattamente dall’elezione di Renzie, che tra un editoriale, una lettera al Direttore , un articolo di spalla e un articolo intero i giornali locali (ma non solo) gli danno addosso al Grillino. Il motivo è semplice da capire, Renzie non sarà certo colui che toglierà i finanziamenti pubblici a cotanto professionismo e dunque, visto che gli altri sono tutti bolliti, meglio dargli addosso al Movimento.

Entriamo nel vivo. Dopo aver risposto con una nota personale su Facebook al Carlino, per aver usato la lettera di un ignorante (nel senso che ignorava la materia di cui stava scrivendo) allo scopo di addossare i mali di Rimini a Giulia Sarti e al Movimento, scopro un interessante articoletto sulla Voce di Romagna.

sarti spiaggie - voce E’ piccolo, discreto, se ne sta da una parte, ma dice cose ambigue. Dice che Pizzolante ha infilato nel Decreto del Fare (qualsiasi cosa esso sia) un emendamento a favore della Lobby dei Balneari e che il Movimento 5 Stelle ha fatto altrettanto con un emendamento a firma Giulia Sarti. “Strano”, mi dico. Giulia siede in Giustizia e Antimafia, quando ci sono cose che ci riguardano ci sentiamo sempre. Per sicurezza scartabello il sito della Camera e OpenParlamento (http://www.openpolis.it/), ma non trovo nulla. Poi le mando un messaggio come prova del Nove. Mi risponde di essere allettata con la febbre e che nei giorni precedenti era a Reggio Calabria in Commissione Antimafia. Della serie: i Pianisti li conosciamo, ma i Telepati? Il mistero è presto risolto con un minimo di ricerca. E’ un errore dell’Agenzia di stampa Dire. Hanno invertito due numeri, succede e Giulia non ha firmato nessun emendamento sui balneari.

Sciocchezze. Sarà materiale per le portinaie di regime e gli verrà smontato in faccia. Neanche avessi avuto una premonizione il fido Consigliere Simone Bertozzi (PD) rilancia un post del Consigliere Allegrini (PD) che entusiasta di aver smascherato i Grillini conclude con ben tre punti esclamativi.

Parliamoci chiaro. Io oggi avevo da fare, non potevo scrivere questo pezzo, mica mangio con la politica come i Piccari, uno a leggere il giornale nelle commissioni e l’altro a presidiare Chiamami Papà (o era CNA) contro la minaccia grillina. Però oggi apro la Voce e che ci trovo? Ottusa insistenza.

I Grillini fanno un regalo anche al Twinga di Briatore – Sel e Verdi contro l’emendamento del M5S sui balneari”

voceCaspita! Esclamo interiormente. Quando Giulia era qui a Rimini, sul cantiere del TRC, a parlare con i cittadini in difesa di un’ordinanza Tar e di un cittadino a cui stava per essere buttata giù illegittimamente la casa, non abbiamo avuto l’onore di un titolo così grosso ed evidente… vuoi vedere che sto giro ci hanno scoperto?

Nell’articolo si dice che un emendamento a firma Carla Ruocco (M5S) regala un anno di affitto ai balneari con annesso condono di morosità a chi non avesse pagato i canoni. La voce riportata in maniera così sensazionale è quella di tre deputati di Sel che, nel mare di nefandezze del Decreto del Fare, stanno più concentrati sul Movimento che sul Partito Unico, di cui evidentemente fanno parte. Ma cosa dice questo emendamento? (vedete come si perdono le mattinate?)

Ancora una volta, non per gloria ne per denaro, mi rimetto in moto e faccio quello che qualsiasi pirla di giornalista con una connessione internet e un telefono dovrebbe essere in grado di fare. Informarsi. La ricerca è stata un po’ complicata perché quando si parla di emendamenti di solito sono correzioni di decreti legge che sostituiscono frasi di altri decreti, successivamente trasformati, a loro volta, in legge.

L’emendamento in oggetto è il seguente:

Dopo il comma 183, aggiungere i seguenti:

  183-bis.Il comma 5-bis dell’articolo 19 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, è sostituito dal seguente:
«5-bis. Nelle more dell’approvazione di una normativa chiara e congrua volta a stabilire gli importi dei canoni da applicare alle concessioni demaniali marittime, fino alla data del 30 settembre 2014 sono sospesi i pagamenti dei canoni per le concessioni demaniali marittime indicate all’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, anche qualora i relativi importi siano stati iscritti al ruolo esattoriale e siano state emesse cartelle di pagamento da parte degli agenti incaricati alla riscossione».
183-ter. Fino alla stessa data del 30 settembre 2014 sono sospesi i procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti, e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.Conseguentemente, al comma 524 aggiungere, in fine, le parole: ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

e l’articolo 5-bis a cui fa riferimento dice questo:

5-bis. Fino alla data del 15 settembre 2013 sono sospesi ipagamenti dei canoni per le concessioni demaniali marittime indicate all’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, anche qualora i relativi importi siano stati iscritti al ruolo esattoriale e siano state emesse cartelle di pagamento da parte degli agenti incaricati alla riscossione. Fino alla stessa data del 15 settembre 2013 sono sospesi i procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi, relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dal medesimo articolo 03 del decreto-legge n. 400 del 1993. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le amministrazioni competenti provvedono a trasmettere all’agente della riscossione l’elenco dei codici tributo interessati dalla sospensione.

Lo so. Numeri, date, leggi…. resistete, riassumo io per voi se vi fidate. L’originario 5-bis sospendeva i citati pagamenti (sospendeva, non condonava ne affitti ne multe) fino alla data del 15 settembre. L’emendamento Ruocco cambia la data al 30 settembre. Perchè 15 giorni in più? La soluzione del mistero è nell’emendamento stesso:

“Nelle more dell’approvazione di una normativa chiara e congrua volta a stabilire gli importi dei canoni da applicare alle concessioni demaniali marittime…”

Tradotto: se non sai quanto e a chi devi fare pagare conviene che aspetti qualche giorno in più fino a che le cose non sono chiare.

Sinceramente… Questo non era certo un pezzo di giornalismo investigativo. Cosa mi si vuol opporre a questa mia semplice ricostruzione? Che il giornalismo è un lavoro difficile? Che non si è pagati abbastanza per fare un lavoro decente? La mia domanda è: se articoli del genere non valgono la pena del lavoro di verifica…. che cosa li scrivete a fare?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – L’incertezza del Diritto.

13 - 1 (2)Ci sono molte cose che provocano sentimenti di paura nell’essere umano, ma le situazioni che provocano vero e proprio terrore hanno tutte a che fare con l’insicurezza. Ci sono avvenimenti, come il lutto, che tolgono qualsiasi certezza su quella che pensavi fosse la vita e ce ne sono altre, come l‘incertezza del Diritto, che ti espongo a forze superiori, non preventivate, per subire abuso, violenza.

La legge è uguale per tutti, ti insegnano. Tu pensi che non è proprio così, ma che, se conduci una vita onesta, poche saranno le cose che potranno veramente inibire il tuo diritto e, se ti succederà, sarà opera di delinquenti… invece…

Quello che è successo oggi in via Serra, sul cantiere del TRC, ha dell’incredibile e ha lasciato molte persone prive di sicurezza di fronte all’incertezza del Diritto. Una sentenza di un Giudice di un Tribunale Amministrativo è una di quelle cose che non ti verrebbe mai in mente potesse essere presa per “acqua fresca” e, dicendo questo, cito una persona che, anche se non direttamente interessata, ho visto allontanarsi molto triste da quel cantiere.

A questo punto però serve un riassunto delle puntate precedenti. A Rimini è in avanzato stato di completamento un’opera chiamata TRC (Trasporto Rapido Costiero). Che cos’è? Nonostante sia reduce da un iter di quasi vent’anni alcuni hanno scoperto solo ora che non si tratta di una metropolitana, ma di un filobus bisognoso di una sede tutta sua da percorrere, questa sede è a senso unico alternato. (Quando dico che certe persone l’hanno scoperto solo adesso, mi riferisco anche a dirigenti amministrativi di vario livello, non unicamente a cittadini.)

13 - 1 (5)Questo autobus da 100 milioni di Euro, chiamiamolo con il suo nome, non collega fiere ad aeroporti e magari a Palacongressi. Collega il niente con il nulla, limitandosi a percorrere pochi km parallelamente alla ferrovia, nemmeno lato mare.
Nel corso degli anni molte persone hanno lottato contro l’inutilità del progetto, tanto più che per realizzarlo è stata tirata una linea retta secante realtà molto popolose. Oggi sappiamo che quella traiettoria è stata scelta in maniera piuttosto approssimativa contando su “aggiustatine” successive. Tutto fattibile se non fosse che le aggiustatine ledono il diritto di diverse persone e, come sembrano aver scoperto le indagini dell‘Ing. Gallini, costringono il Piano Esecutivo a prendersi delle libertà nei confronti del Piano Regolatore Generale assolutamente non previste.

13 - 1 (4)Ovviamente tutto ciò non è regolare, ma il trucco sembrerebbe essere abbattere ciò che da fastidio, con un’occupazione provvisoria al di la di quelli che sono i confini stabiliti in prima istanza. E’ successo al garage in muratura di Giovanna Fin e non sappiamo quante altre volte sia già successo, ma oggi stava per succedere alla casa di Walter Moretti. Eh si.. perché anche questa volta non si trattava di un magazzino in lamiera, una tettoia o un capanno, era una casetta in piena regola con trenta metri di piano, trenta metri di cantina, allacciamenti luce e gas, pavimenti, cucina, lavandino e quadri alle pareti. Un pezzo di casa.

sentIl Proprietario, nella traballante certezza del suo Diritto ha opposto una sentenza del T.A.R. a ciò che stava accadendo, per scoprire poi che quello che sospettava era vero: Ci sono poteri nei confronti dei quali il cittadino non ha diritto ed allora è dovuto salire sul tetto di ciò che gli volevano tirare giù, per ristabilire gli equilibri.

Non avete capito male. Siamo a Rimini, la capitale del turismo, si suppone un luogo civilizzato del nord est italiano. Un cittadino è dovuto salire su un tetto ed opporre resistenza passiva, in quanto nemmeno la sentenza di un giudice amministrativo non gli garantiva la certezza del suo Diritto.

La sentenza del Giudice TAR è semplice, cosa rara e da apprezzare. In sintesi : dato che l’Avvocato Bernardini di AM ha dichiarato  non essere prevista in esecuzione degli atti impugnati (ossia quelli dell’occupazione provvisoria) nessun abbattimento eccedente a ciò che è stato espropriato nel 2007, è inibita la demolizione di manufatti o loro porzioni sull’area temporaneamente occupata. Come dire (l parafrasi in libertà): Avvocà.. se non hai dichiarato il falso non avrai nessuna difficoltà a far rispettare quello che tu stesso hai detto.

Oggi AM ha fatto una brutta figura e, non essendo stati presenti,  non avete idea di quanto. Ci sarebbero molte cose da dire e da raccontare, compresa l’espressione di disprezzo che ho letto in viso al dirigente AM Amadesi nei confronti di Moretti e suo figlio che difendevano la loro proprietà… solo una mia impressione? Il dato più esemplificativo però è la risposta stessa di Agenzia Mobilità. Dopo essersi dichiarata sorpresa che qualcuno legga sentenze TAR con la propria testa parla anche di:

” una ordinanza più recente, datata 10 ottobre 2013, con cui il Giudice del TAR respinge la richiesta di sospensiva, con analogo oggetto, relativa ad un’altra proprietà.” Ma NON quella di Moretti ce lo vogliamo aggiungere o no? E se poi c’era tutta questa sicurezza  come mai Dal Prato ha passato un mese a farsi offrire limoncini a casa degli espropriati per cercare accordi? Ed ancora come mai si è scelta la strada dell’inganno con il blitz di cui molti sono stati testimoni oggi? E’ strano che chi usa con tanta confidenza i colpi di mano possa farsi sorprendere da un’interpretazione di una sentenza diversa dalla propria.. no?

13 - 1 (3)
Luigi Camporesi e Luca Gallini

Mentre il Consigliere Luigi Camporesi difendeva sul campo quello che riteneva essere un Diritto, dal Parlamento Giulia Sarti procedeva con esposti alla Procura, alla Prefettura, ai Carabinieri e al Ministero delle Infrastrutture. L’opinione di chi scrive, modesta quanto si vuole, ma qui rappresentata, è che siano proprio queste autorità chiamate in causa a dover ristabilire la certezza del Diritto, perché non c’è nulla di più brutto che pensare di essere in balia di entità che non subiscono l’influenza della legge.

 

P.S.

Ma la nipote di Melucci, assodato che non si tratta di un caso poltrona assistita, che cosa aspetta ad esprimersi nel merito della questione? (Almeno politicamente). Forse preferisce che se la veda l’esperto in mosse repentine Dal Prato?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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