Strange days. Filantropia Fascista.

Strane giornate queste. L’Italia sembra finalmente accorgersi di essere percorsa da un triste sentimento fascista e, senza più Salvini al Ministero degli Interni, il Karma sta scodellando una serie di ironici contrappesi sulle spalle dei camerati.

Il primo e più discusso scherno del destino è l’oscuramento Facebook delle pagine fasciste di CasaPound e Forza Nuova. L’ironia, tuttavia, non è certo scaturita dalla chiusura delle pagine, ma dalla conseguente richiesta di Democrazia da parte degli interessati. Che dire… Democrazia, non puoi vivere con lei, né senza di lei.

Un altro fatto molto divertente è stato il vocale contro l’oscuramento social spedito da un non meglio identificato rapper fascista a una trasmissione di Radio Capital. Il poeta “nero” ha promesso una rivalsa in rima, tra l’altro stilisticamente non male, se non si considera il contenuto. Il poverino però ha avuto la sfortuna che dall’altra parte, a rispondergli in freestyle, ci fosse il Premio Campiello Michela Murgia che, in scioltezza, ha dissato* il malcapitato.

La notizia della settimana che fa più ridere, però, arriva da un protagonista nostrano de le disavventure del piccolo fascista, che prima o poi si renderà conto del motivo per cui non gliene va bene una. Lui è Mirco Ottaviani, il “fascista in camicia bianca”, come ama definirsi e, proprio in questi giorni ha patteggiato 6 mesi e un risarcimento di 500 euro in favore di Giovanni Cutugno, un segretario Fiom-CGIL coinvolto suo malgrado in un tafferuglio a Forlì. Il lato comico? Cutugno ha voluto che il risarcimento fosse accreditato a Mediterranea Saving Humans, quindi, Ottaviani direttamente (non con il conto del suo avvocato) ha bonificato per finanziare la Mar Jonio nella sua azione di salvataggio.

Ora… io lo so che sono troppo romantico, ma mi piacerebbe che uno dei ragazzi salvati, con i soldi di Ottaviani, trovasse l’amore di una bella ragazza bianca della provincia di Rimini e che chiamassero il loro primo figlio Mirco, in onore del benefattore. Chissà…

P.S.

Per dovere di cronaca e sempre in ossequio all’ironia Karmica, mi corre l’obbligo di sottolineare che, mentre Ottaviani patteggiava, nell’aula a fianco andava in scena un altro processo sempre a carico di FN. Quello per il reato di istigazione all’odio contestato a causa al finto funerale messo in scena nella voluta concomitanza di un matrimonio gay. Cesena Today ci informa che due dei 12 imputati si sono ravveduti, sono usciti da Forza Nuova ed hanno dato una mano ad organizzare il Gay Pride. Giorni strani per il fascio.

* Dissing è un termine di slang afroamericano derivante dalla parola disrespecting (mancare di rispetto). L’utilizzo di questa espressione si è diffuso a livello internazionale anche nei paesi di lingua non anglofona, soprattutto in ambito musicale.

@DadoCardone

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Ariecco l’uomo nero.

Giovedì 16 maggio, presso la Sala del Bonarrivo a Rimini, Roberto Fiore terrà un comizio elettorale, come segretario di nazionale di Forza Nuova.

E’ soffiato forte il vento del dissenso contro questa decisione, perché il Fiore, sfuggito alla Giustizia Italiana con una lunga latitanza in Inghilterra, per chi non lo sapesse, è il leader di un’organizzazione dichiaratamente Neo Fascista.

A noi di Citizen, suona sempre molto ambigua questa superficialità nei confronti delle manifestazioni fasciste, quasi che qualcuno ritenga di esorcizzarne il sentimento non parlandone. Visto però che l’omertà su queste pagine non è prevista (figuriamoci a pochi giorni dall’anniversario della morte di Peppino Impastato), ecco il nostro invito alla riflessione.

Perché non deve essere concessa la Sala del Bonarrivo per il comizio elettorale di un’organizzazione Neo Fascista?

E’ senz’altro vero che questo sparuto manipolo di esseri impauriti da qualsiasi diversità non riuscirà mai a rifondare il Partito Fascista. E’ altrettanto vero però che il Fascismo non si può ridurre a quel tentativo o, ancor peggio, a semplice opinione. E’ invece un sentimento pericoloso, che si annida anche nella coscienza di chi non va in giro pelato, sventolando bandiere. Fascismo è l’intolleranza della persona “normale” che identifica nello straniero la causa di tutti i suoi guai. Fascismo è il pretendere che tutte le persone della Società si muovano nell’ambito di una cristiana, patriarcale, eterosessualità. Quando non si applicano i principi base del Cristianesimo e, magari, non si è nemmeno tanto convinti della propria sessualità. Fascismo è appellarsi alla “legalità”, per poi non considerare validi i diritti che le persone hanno ottenuto con anni di battaglie civili.

E lo stiamo vedendo da vicino cos’è il Fascismo usato come fosse solo un’opinione, proprio in quest’ultimo anno. La Lega, ha lasciato il suo segno usando l’unica cosa che riesce a stimolare, la paura. Sono finite sotto attacco tutte le conquiste che hanno di fatto allargato l’egida del Diritto. Lasciandoci in una guerra continua per difenderlo. Il Fascismo è un alibi pericoloso che ci impedisce di progredire, in quanto sposta le ragioni del blocco, dalla reale immobilità del Diritto, a presunti attacchi al nostro stile di vita portati da non meglio identificate forze esogene.

Si può essere indifferenti a tutto questo? Se non si può far finta di nulla innanzi a questo sentimento strisciante, non si può nemmeno restare indifferenti di fronte ai catalizzatori di questa eteronomia perniciosa, soprattutto quando non fanno nemmeno finta di essere altro e teorizzano apertamente l’abbattimento del Diritto e Democrazia.

E ancora. E’ senz’altro vero che i risultati elettorali di questi gruppi fascisti hanno poco peso, ma intanto ottengono il loro spazio, la loro visibilità e fanno il loro lavoro travestendo razzismo, xenofobia, omofobia, islamofobia, misoginia, con slogan d’apparente buon senso, facili da ripetere per chi riesce a fare i conti solo con le proprie paure.

L’odio distillato dalle paure fa crescere queste forze anche politicamente. Pensare che per veder prosperare il sentimento fascista in Italia sia necessario passare per un 50% elettorale è da sprovveduti. E’ doveroso ricordare che la Lega, rappresentante fino all’anno scorso solamente di un certo sciovinismo padano, con il massimo a cui avrebbe mai potuto aspirare, un 17%, è oggi forza di Governo, detiene il Ministero degli Iterni, e batte tutta l’Europa in cerca di alleanze di estrema destra. Lo avreste mai detto un anno fa?

Il Fascismo, o chi ne usa il sentimento, prospera nelle nostre incertezze, nelle nostre indifferenze, nei nostri “ma dove vuoi che vadano”. Ce lo insegna la Lega, ma anche la Brexit inglese e l’America di Trump.

Ritornando a Rimini e alle nostre questioni locali. La sala è della Provincia, ma si trova nella Città di Rimini, medaglia D’oro al Valor Civile della Resistenza, che però sembra si sia appisolata all’ombra della sua onorificenza. L’anno scorso è stata permessa addirittura una ronda Nazi-Fascista sulla nostre spiagge, con ospiti polacchi dell’ONR. Quest’anno gli diamo anche la sala del Bonarrivo in Corso D’Augusto? “Non me sta bene che no.” (cit.)

Per questo Citizen Rimini aggiunge il suo (lieve) peso alle associazioni che già hanno espresso il loro dissenso contro la deprecabile evenienza. Che sono:
Anpi Provinciale Rimini, Arci Provinciale Rimini, Arcigay Provincia Rimini, Casa Madiba Network, Casa Don Andrea Gallo Rimini, Non Una Di Meno Rimini, Cgil provincia Rimini, Cordinamento Democrazia Costituzionale provincia Rimini, Federconsumatori Rimini, La Sinistra Provincia Rimini, Libertà e Giustizia Rimini, Manifesto contro l’Odio e l’Ignoranza, Pacha Mama commercio equo Solidale, PCI Rimini, Rimini Umana, Vite in Transito. (Se qualcuno ritiene di essere stato escluso da questo elenco ce lo faccia sapere che lo aggiungiamo volentieri).

P.S.

Siamo stati Hackerati. Hanno inserito uno script nel nostro blog che mette a testa in giù tutte le foto dei fascisti. Strano, no?

@DadoCardone

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Qui, una volta, era tutta campagna… elettorale.

Vi sta piacendo la campagna elettorale più brutta della storia? A ben guardare potevano far di peggio e dunque farci divertire di più, invece si sono limitati a “50 sfumature di  piccineria”. Lo conoscete? E’ un giochino sadomaso dove la parte passiva spetta sempre all’elettore. Già perché tu potrai anche sfoderare il matitone elettorale in tutta la sua Vis democratica, ma poi per il Senato ti trovi a scegliere tra Arlotti, e #seisportiva Franchini (Leggete qui se non conoscete l’ultima Gaffe), dunque quello che gode non sei certo tu.

L’elettorato ne risente e, ovviamente, si assottiglia sempre di più. La cosa triste è che questo  dato nessuno lo vuol guardare. Basta una buona percentuale di ciò che è rimasto, sul fondo del barile elettorale, per intestarsi titoli e responsabilità che tutti hanno già ampiamente dimostrato di non saper portare. Certo il Movimento ancora non ha governato, ma chi è il Movimento? E’ quello dell’attivista Pizzarotti che rimette in carreggiata una stupenda città come Parma o quello che cambia i suoi principi fondanti in corsa pur di comandare? No… perché, nella seconda ipotesi, un PD lo abbiamo già avuto. Grazie.

Non vorrei sembrasse però che si parli sono di PD e Movimento, siamo in par condicio e non è mai stato così facile attenercisi. Il Centro Destra nella sua perenne commistione con il Partito Democristiano (o era Democratico?) si dichiara indisponibile a nuovi Patti del Nazareno; Il che, considerando la negazione dello stesso fino a pochi mesi fa, sembra un bel passo in avanti… quasi da firmarci un patto con gli italiani. Nel frattempo si lasciano i resti del precedente pasto in una bella doggy bag, possono sempre tornare utili, non è che puoi fare la spesa anche domenica sera.

Di questi resti a Rimini abbiamo una bella rappresentanza. Il partito Petaloso di Mandame Lorenzin Curie, la donna che sussurrava (ubriaca) ai delfini, sfodera da queste parti Sergio Pizzolante e il fido Sancho Panza , altrimenti noto come Mario Erbetta. Sancho non ha idea di cosa stia facendo, ma sa che, se gli va bene, può star a guardare “il capo” che si tromba Dulcinea per altri 5 anni a stipendio pieno.

 I loro claim elettorali sono esilaranti . Pizzolante propone l’hashtag #FidatidiSergio, un escutatio non petita che dice molto già da sola, il secondo  ne propone addirittura due: #iostoconMario, come fosse la vittima di qualche discriminazione, e #LErbettaPensieroinParlamento (sì, scritto male come lo leggete).  E’ così che lui chiama i suoi deliri, “Erbetta pensiero”… che assomigliano molto ai pensieri che ti vengono dopo aver fumato proprio l’erbetta. A loro favore bisogna però dire delle cose. Pizzolante riesce a stare serio mentre, a fianco di Gnassi, lo sente dire che ha fatto ribalzare l’ottocento contro il quattrocento (o qualcosa del genere), probabilmente è ben allenato. Ve lo ricordate quando riusciva a stare serio ascoltando Lupi che parlava del salvataggio dell’aeroporto? Erbetta invece… no, su Erbetta non mi viene niente a favore manco per scherzo.

Su questi personaggi ci sarebbe da scrivere molto di più, ma non vorrei rubare qualche riga alla NewEntry di queste elezioni. No, non sto parlando di Ylenja Lucaselli, la Piddina pugliese, residente a Roma, che ha rubato il posto nelle liste di Fratelli d’Italia a Gioenzo Renzi (ma quanto si sentirà premiato?). Non parlo neanche di +Europa, sebbene con lo slogan “il 4 marzo non startene buono #StaiBonino abbiano raggiunto il giusto livello di trash preteso da questa campagna elettorale.

La New entry  è Forza Nuova. Il partito talmente patriottico che a livello nazionale si fa guidare da un ex latitante, sfuggito alla Giustizia Italiana per quasi vent’anni e a livello locale da un tizio che ha dovuto patteggiare in fretta e furia, altrimenti non poteva partecipare alle elezioni. Va detto, per dovere di cronaca, che il tizio in questione, il quale tiene molto a definirsi “fascista in camicia bianca”, nel 2007 è stato fermato durante un tentato assalto incendiario al Centro Sociale Paz. Tentativo che gli è valso un’accusa di terrorismo, caduta in cassazione, e una pena superiore ai due anni di carcere.

Ecco qui. Questo è il listino, peraltro incompleto, dell’Horror Show elettorale 2018. Mancano i leghisti, ma cosa vuoi dire di gente che si affida ad una fakenews antropomorfizzata? Potete scegliere tra il vecchio malamente tenuto o il nuovo pessimamente ispirato. Se non vi bastasse vi sono incroci abominevoli ottenuti in vitro parlamentare e psicopatie che, invece, si riproducono per partenogenesi, poichè non hanno bisogno di essere fecondate da alcuna idea. Buon voto.

P.S.

Se qualcuno si sentisse dimenticato da questo articolo… mi ringrazierà poi. Con calma.

 

@DadoCardone

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Niente spazi pubblici ai fascisti.

Il Comune di Rimini ha intenzione di portare in Consiglio un cambio del regolamento per i luoghi pubblici. Pare che sostanzialmente si cercherà di vietare l’uso degli spazi pubblici a chi non sottoscrive i valori dell’Antifascimo e della Democrazia. Per chi dovrebbe mai essere un problema accettare una cosa del genere? Non rispondete… era una domanda retorica.

C’è da scommettere che il passaggio non sarà dei più semplici data la vicinanza alle elezioni. In tempo di guerra, si sa, ogni buco è trincea. Anche la composizione dello stesso Consiglio Comunale potrebbe rappresentare una difficoltà, visto che nella stessa maggioranza vi sono storie più affini alla destra che al centrosinistra. Ricordiamo, a titolo esemplificativo, quando Mario Erbetta rispose rassegnato alla proposta di Gioenzo Renzi di impedire l’apertura dei negozi etnici e “deportare” quelli già presenti: “Eeehh Renzi, non è possibile. Io lo so… potrebbe essere anche piacevole, ma di fatto le regole sono quelle per tutti”. 

Siamo sicuri però che il Consigliere con lo strabismo politico s’inchinerà ai voleri del suo partito petaloso. Patto civico è infatti lo specchio locale per Civica Popolare.. l’esperimento nato incrociando un’improbabile Ministro della Sanità e una brutta legge sui vaccini. A ben guardare le difficoltà per il regolamento “Antifascio” saranno più di natura tecnica. Come si sottoscrive la propria adesione ad Antifascismo e Democrazia? Chiedendo il permesso per lo spazio pubblico si giura sulla Costituzione? Oppure valgono i precedenti di chi fa domanda? Nella seconda ipotesi un partito come Forza Nuova (per dire) sarebbe fortemente discriminato e recriminerebbe proprio in questo senso.

Dal comunicato dell’Amministrazione si avverte una qualche insicurezza sul punto tecnico. Leggiamo infatti che  si tratta di un :“atto doveroso, la cui elaborazione tecnica terrà conto di quanto sta emergendo da altri Comuni in Italia e dalle proposte e soluzioni provenienti dal Consiglio comunale”. Come dire: qualcuno sa come si fa?

Intanto arrivano le prime reazioni al comunicato. Qui riportiamo quella del Presidente ArciGay Rimini:

La rimozione dagli spazi pubblici degli spacciatori di odio e di violenza neofascista è un atto doveroso che l’Amministrazione di Rimini si è impegnata a compiere. Ovviamente ora sentiremo i cori lagnosi di chi lamenta la “discriminazione al contrario”, ma si tratta di obiezioni chiaramente infondate. È invece preciso dovere delle istituzioni difendere la cultura e la pratica democratica da chi la strumentalizza e fa propaganda eversiva di ideologie anticostituzionali.
Ci auguriamo che questo regolamento venga approvato quanto prima e che contenga esplicitamente, tra gli esempi di discriminazione, anche l’omo-transfobia perché non possiamo dimenticare le contromanifestazioni al Rimini Summer Pride che hanno offeso la dignità e messo a rischio l’incolumità di ogni partecipante.
Marco Tonti
Presidente Arcigay Rimini “Alan Turing”

Inutile dire che noi di Citizen siamo a favore di questa iniziativa e che speriamo venga affrontata con cognizione di causa, senza fare errori di supponenza. Nel 2018 le ronde fasciste in giro per Rimini non si possono vedere e non si può nemmeno vedere l’ex latitante Roberto Fiore che vorrebbe insegnare nelle nostre piazze cos’è la Patria, dopo averla abbandonata per quasi vent’anni allo scopo di sfuggirne le regole.

P.S.

“[L’Italia] è il Paese che il fascismo lo ha incubato, partorito e regalato al mondo, e come tale dovrebbe farsi qualche controllo periodico.” [Michele Serra]

 

@DadoCardone

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Quando Rimini esporta il suo disagio.

Finora c’eravamo quasi salvati. L’unico che usciva un po’ dalle pagine della cronaca locale era l’Augusto Gnassi che, con le sue speculazioni pop provincialotte, ci ha fatto diventare la vacanza dei Polacchi, donandoci quel genere d’internazionalità di cui potevamo fare volentieri a meno.

Rimini, però, si sa, è terra di talenti e in questi giorni ci ha pensato la locale filiale di Forza Nuova a farci fare una figura meschina oltre il nostro campanile. Pare siano andati a farsi arrestare fino a Macerata, o perlomeno il loro capobastone locale, Mirco Ottaviani, ex candidato sindaco, novello candidato al Parlamento, ci è riuscito sicuramente.

I fatti di Macerata ormai si conoscono in ogni dettaglio. La povera Pamela, tossicodipendente, è fuggita dalla comunità dove era in ricovero. Sulla sua strada ha trovato diversi mostri. Il primo un italiano che, trovandola sola e senza soldi, ha pensato bene di darle 50 euro in cambio di una prestazione sessuale, per poi lasciarla al suo destino. L’aspettava la morte per overdose e un pusher nigeriano che, volendo  togliersi il problema di quel corpo senza vita, lo ha fatto a pezzi. Mostri. Tutti.

A seguito di questi fatti, Luca Traini, Leghista, Fascista, sociopatico, con un tatuaggio di Terza Posizione sulla fronte, si è legato un tricolore al collo ed ha sparato a qualsiasi persona di colore trovasse sul suo cammino. Questo ha generato, a quanto pare fieramente, il primo vero atto di terrorismo politico sul territorio italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Di seguito abbiamo avuto modo constatare che, sotto elezioni, anche uno psicopatico è degno di solidarietà. La Destra (ma anche molta Sinistra) nicchia, la Lega trova giustificazioni all’atto, l’ultra Destra va personalmente a portare il suo appoggio. Così Roberto Fiore, altro bel personaggio sfuggito alla giustizia italiana grazie ad una lunga latitanza e alla prescrizione, porta i suoi fedeli , una 40ina di forzanovisti, a cercare di farsi manganellare in piazza. Il martire “patriota” ha sempre il suo appeal e in tempo di elezioni non si butta via nulla.

C’è un video dei fatti, pubblicato da Picchio News, che ognuno può interpretare come crede, per cui lo allego qui (video). Io c’ho visto Forze dell’Ordine che mantengono una posizione per impedire ai militanti un percorso che gli era stato espressamente vietato, onde evitare scontri. Le provocazioni di Ottaviani e compagni, (“manganellate, dai! Fatelo!”) non sono state sufficienti per far perdere il controllo agli agenti, che però hanno portato tutti in Questura.

Da qui in poi, sulle pagine degli camerati riminesi, parte un racconto che in confronto la Shoah è una scampagnata (leggasi in tono sarcastico). Dai post Roberto Lo Giudice, segretario riminese, leggiamo (e mi raccomando di farlo in raccolto dolore):

“Devo chiedere scusa…..Si perché anche se non sono assolutamente una persona che normalmente ha paura ieri mi sono trovato per la prima volta in una situazione di pericolo che non sapevo come affrontare. Ed ho capito ! Ho capito che quando sei chiuso in un landrone [ probabilmente un androne N.D.R.] di una scala senza telecamere con tre celerini in cima ,cinque sotto, ed uno di loro di 100 kg vestito da antisommossa con manganello inizia a picchiarti a calci e pugni , calciandoti anche nello sterno , hai due possibilità solamente: reagisci (come il mio istinto da 40 anni mi dice di fare )ma poi ti arriveranno addosso anche gli altri con conseguenze facilmente prevedibili, oppure ti chiudi a riccio e speriamo che allo sbirro passi “la botta ” scatenata dal tuo commento “siete traditori del popolo”!!.Già; lui si è imbestialito per questo ! E ripeteva mentre menava in maniera convulsa “io non sono un traditore, merda. ..”. Ed aveva ragione in fondo….Perché lui è un servitore dello Stato non del popolo e quella sera il suo sporco lavoro lo aveva fatto !! Non aveva tradito lo Stato: ha picchiato dall inizio alla fine come il Questore (rappresentante dello Stato ) aveva chiesto davanti a tutti in piazza.

Devo quindi chiedere umilmente scusa per tutte le volte che ho avuto dei dubbi oppure ho detto “mah….. forse…” ai vari Cucchi, Aldrovandi, Sandri,Giuseppe Uva o Stefano Consiglio e tanti altri uccisi per mano del servitore dello STATO non del Popolo. Già , loro purtroppo quel dubbio probabilmente di come agire l’hanno avuto e sono stati molto molto più sfortunati di me e dei miei militanti. A tutti loro chiedo scusa ; da oggi non avrò più nessun dubbio di come funziona con i servitori dello STATO.”

Comprendete? Ha capito! Poi non ci mostra nessuna foto di questo pestaggio, né nessun segno di ciò che l’ha fatto sentire tanto vicino a Cucchi e ad Aldrovandi. Non dubitate però, lo trova facilmente un camerata che lo riempie di botte per evitare una denuncia per diffamazione. Altrimenti potrebbe usare la catena che già in altra occasione ha esibito con scarsa destrezza.

Non ho molte parole per questa vicenda, se non la considerazione che Rimini coltiva disagio e che è arrivata anche ad esportarlo a piene mani. Le persone protagoniste di quest’ ultima vicenda non sono nuove ad atti che le pongono sotto pregiudizio legale, eppure qui a Rimini sono liberi di fare ronde notturne non autorizzate, con tanto di foto reportage. Forse è ora che questa Comunità cominci a ripensare seriamente a se stessa e alle sue priorità.

P.S.

“Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.” [Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956]

 

@DadoCardone

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Citizen VideoMagazine – numero zero –

 Ed ecco la puntata pilota del Video Magazine di Citizen Rimini. Restiamo in attesa dei vostri suggerimenti.

In questo numero:
– Fallimento Cobran
– Ecomondo
– Gnassipedia
– ArciGay contro Forza Nuova
– Errori di quota
– Aforisma

 

 

@DadoCardone

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I frutti del Razzismo travestito da buon senso.

[Quando alimenti la Paura e l’Odio diventa incontrollabile]

 

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 Giobbe Covatta e Francesco Paolantoni  proponevano, in una gag comica, una tribuna politica dove prendevano in giro l’allora nascente Lega. Covatta, nei panni di Carmine Lo Tunno, improbabile presidente della Liga Lombarda, risolveva le discussioni con l’ormai mitico motto : ”Non siamo noi ad essere razzisti, solo loro ad essere Napoletani”.

Ecco. Quello sketch, di oramai 30 anni fa, era così geniale da aver fotografato già in quei tempi un atteggiamento politico mai caduto in disuso e che ancor oggi fa i suoi danni, anzi.. se è possibile ne fa ancora di più. Gli ingredienti sono un politico che si attacca strumentalmente ad un tema razzista e che, contemporaneamente,  fornisce  un alibi a quel razzismo (non siamo noi..).

Quello che la gag di “Telemeno”, così si chiamava la trasmissione, non poteva fotografare con la sua satira pungente era la futura migrazione mondiale che ha trasformato, agli occhi di quel tipo di politicanti, la gente del nostro sud un obbiettivo trascurabile rispetto alla confusione e la paura che si può causare usando la gente dell’altro Sud. Il Sud del Mondo, quelli con la pelle ancora più scura.

I fatti che oggi ci scuotono, o perlomeno agitano le coscienze delle persone per bene di Rimini, sono quelli dell’accoltellamento del giovane nigeriano, con un bel antipasto di “torna a casa tua negro di merda” e un bel tentativo di investimento come finale. Risultato: un ragazzo all’ospedale in fin di vita.

Si dirà, si è già detto, che il giovane trentenne riminese era uno sbandato, un poco di buono, uno con dei precedenti, uno non riconducibile a quelli che “negro di merda” lo usano come intercalare politico. Chi  afferma questo ha poca consapevolezza di ciò che accade nella sua città e, se non è contento di ciò che è successo (ce ne sono, ce ne sono), dovrebbe cominciare a preoccuparsene.

A Rimini c’è chi fa presidi solo per Italiani e chiama scimmie le persone di colore che passano. A Rimini c’è chi aspetta appostato in macchina per tirare le uova ad un Ivoriano, magari perché simbolo di un certo tentativo di riscatto morale. A Rimini c’è chi risponde ai post su facebook augurandosi che i gay vengano bruciati con il fosforo bianco. A Rimini c’è chi in Consiglio Comunale grida (sì, grida) che gli zingari bisogna bruciarli.

Chi favorisce tutto questo? Con il forte desiderio di essere smentito affermo: le istituzioni.  E lo fanno in innumerevoli occasioni. L’Apologia del Fascismo, ad esempio, non deve essere mai permessa. E’ inutile che il Primo Cittadino faccia campagna mediatica e si faccia venire le crisi di fronte a bottiglie di vino commemorative, se poi il suo territorio di competenza è così trascurato sotto questo punto di vista da essere ritenuto appetibile da ForzaNovisti, Leghisti, e Neofanatici Cristiani.  E’ un cortocircuito muovere blindati ed elicotteri per inibire cortei di studenti, quando poi si lasciano fare le “passeggiate della sicurezza”, con tanto di Pitbull al piede, a gente che si definisce “fascista in camicia bianca” e si presenta  alle tribune politiche con la croce celtica al collo.

Il trentenne accoltellatore non è riconducibile a nessuno? Chi si apposta e tira le uova ai “negri” non appartiene a nessun gruppo? Possiamo fare tutti i distinguo che vogliamo, ma alla fine tutto è riconducibile ad un clima che si respira ovunque ci troviamo. Bar, palestra, riunioni di condominio, gruppi whatsapp delle mamme, sale di quartiere. Il razzismo è odio alimentato dalla paura.  L’odio è usato dalla politica e quando la politica genera un alibi, lo traveste da buon senso, poi chiunque si sente in diritto di esprimersi nei modi peggiori. Quel “Torna a casa tua” ringhiato contro il nigeriano non ha nulla di diverso da “aiutiamoli a casa loro” è la stessa frase, la stessa intenzione. Allontanare i “negri”, allontanare tutti i “diversi”, perché  ciò che è diverso è una minaccia.

I Senzatetto? Qualcuno se ne occupi, ma non qui. Gli omosessuali? Possono fare quello che vogliono, ma a casa loro. Gli zingari? Il campo va smontato, ma non me ne devono mettere nessuno vicino a casa. I migranti? Solo se scappano dalla guerra, gli altri tutti a casa. Come se una guerra facesse danno solo dove viene combattuta e come se quello che stiamo facendo al mondo non provocherà migrazioni, anche senza guerre, di cui questa è solo una piccola parte.

Questa pretesa che tutta la diversità del mondo sparisca perché nessuno sa come affrontarla senza rimanerne toccato altro non è che razzismo. Diciamocelo francamente. Leghisti, Fascisti, Cristiani impazziti, operano tutto il giorno nel creare alibi che giustificano l’odio. Diciamocelo altrettanto francamente. Che una persona si senta autorizzata a riversare il proprio odio su un altro essere umano, fino alle estreme conseguenze, è frutto di tutto questo. Ammettiamolo e cominciamo a cambiare.

Per Prefetto, Sindaco e Questore un piccolo suggerimento dal basso della mia ignoranza e ininfluenza. Legge 25 giugno 1993, n. 205, qualcuno la chiama legge Mancino, ed è lo strumento con cui si possono perseguire gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Dal Parlamento non sono ancora riusciti ad estenderla ai comportamenti omofobi e trans fobici, ma sarebbe il caso. Non è che poi la “legalità ad ogni costo” la applichiamo solo contro chi per sopravvivere occupa una catapecchia vero?

L’Odio va fermato con ogni mezzo.

P.S.

“Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte; ha riso delle mie perdite, ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione, reso freddi i miei amici, infuocato i miei nemici. E qual è il motivo? Sono un ebreo. Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo, non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un cristiano? Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo? Se ci avvelenate noi non moriamo? E se ci fate un torto, non ci vendicheremo? Se noi siamo come voi in tutto vi assomiglieremo anche in questo. Se un ebreo fa un torto ad un cristiano, qual è la sua umiltà? Vendetta. La cattiveria che tu mi insegni io la metterò in pratica; e sarà duro ma eseguirò meglio le vostre istruzioni.”

[Monologo di Shylock Dal Mercante di Venezia di William Shakespeare]

 

@DadoCardone

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Rimini e la questione del Fascismo.

La questione del Fascismo in Italia, ma anche in Europa con diverse declinazioni, è tutt’altro che risolta. In molti sottovalutano l’evenienza, forse pensando al volto più evidente di questa iattura, il regime. Purtroppo però quello è il passo finale, è come pensare che l’infarto si manifesti direttamente con un dolore al cuore, mentre in realtà ci sono dei sintomi che lo preannunciano, come la mancanza di fiato, la nausea, lo stordimento etc.

Il Fascismo è un sentimento strisciante che, in una società normale, s’insinua nelle menti particolarmente predisposte d’individui già affetti da diversi problemi psichici, quali razzismo, sessismo, omofobia, xenofobia, islamofobia, antisemitismo e altre amenità. Usualmente persone così non si fanno troppa pubblicità e rimangono confinati alle sparate da bar o alle contese adolescenziali, dove giocare a fare il fascista è quasi lo stesso che giocare a guardie e ladri. Poi l’adolescenza passa e in genere si capisce di aver stronzeggiato un po’ troppo. Succede però che in determinati periodi storici, in cui i problemi socio economici rompono gli argini, un discreto numero di persone, confuse e spaventate, possano dar credito alle affermazioni dei succitati personaggi dalla psiche compromessa. Ecco dunque che la famosa Casalinga di Voghera può pensare che il marito sia senza lavoro a causa di uno straniero, senza considerare che quello straniero, magari, paga materialmente  la pensione di reversibilità della nonna, con la quale mangia tutta la famiglia.

Fatto sta che più persone danno credito alle tesi del fascista convinto, più quello si fa coraggio e, alla fine, esce dall’ombra. V’è anche un altro fattore incubatore ed è la scarsa resistenza di una politica, che ha rinunciato definitivamente ai limiti imposti dall’etica, trovando molto più conveniente sfruttare la paura della gente e tratta in maniera troppo confidenziale recrudescenze di nazionalismo e sciovinismo.

Succede così che i cittadini di Gorino possono offrire il petto al fuoco nemico sulle barricate antistraniero, senza venir presi per l’orecchio da nessun Carabiniere, ma se provi a manifestare per un tuo diritto, tipo un Premier che non ti riempia di cazzate, arrivano manganellate con l’offerta tre per due.  Succede anche che giornali a tiratura nazionale, come “il Giornale”, in chiaro appoggio ad un certo tipo di mentalità, se ne vengano fuori con l’inserto “il libro nero del Comunismo”, come se il Comunismo rappresentasse un qualche tipo di influenza da contrastare. Oggi come oggi se trovi un comunista sincero in Italia e gli fai la foto, te lo pubblicano su National Geographic.

Capita anche, ahinoi, che Roberto Fiore, segretario nazionale di FN, un personaggio con 19 anni di latitanza nel curriculum, scelga Rimini per il rilancio del suo movimento di “cape di provola” (teste rasate n.d.r.). Come mai? Perché un posto dove un “bravo ragazzo” può essere processato e condannato per tentato assalto e tentato incendio a 2 anni  e 5 messi (l’accusa di terrorismo è caduta in cassazione), ma può presentarsi ugualmente come candidato sindaco alle amministrative, è sicuramente da sfruttare.

Oggi veniamo a sapere dalla cronaca che il “candidato” Ottaviani ne avrebbe fatta un’altra delle sue. Con l’aiuto di un camerata avrebbe mandato all’ospedale un inglese, appartenente alla comunità dei Mutoid, colpevole di accompagnarsi ad una giovane riminese. Per non essere tacciati di essere di parte (anche se orgogliosamente lo siamo) riportiamo anche uno stralcio della versione di Ottaviani. Una sola avvertenza… fate pipì prima di leggere:

“Mentre mi trovavo presso un noto bar di Santarcangelo di Romagna venivo raggiunto da quattro individui da me ben conosciuti per la loro assidua frequentazione di ambienti antagonisti […] Dopo avermi provocato e apostrofato con diversi epiteti poco gratificanti decisi di uscire dal locale per fumarmi una sigaretta ma venivo nuovamente raggiunto dai quattro facinorosi e, dopo un primo breve diverbio, uno di loro tentò invano di spaccarmi una bottiglia in testa salvo poi trovarsi una pronta reazione a mia difesa. Senza infierire su nessuno degli altri presenti allora decisi di allontanarmi per evitare ulteriori problemi.”

Plausibile eh! Sembra ieri che si dichiarava filantropo e vittima di un agguato in via Dario Campana. Quella volta era lì con il preciso intento di provocare, ma incassò una sottintesa solidarietà dalla politica e da qualche testata locale, pronta a condannare il vero pericolo di questa società (leggasi con tono ironico), sapete chi? Ve lo dico, ma… mandate al letto i bambini. Siete pronti? I Centri Sociali! Uh mamma, mi sono sentito in pericolo anche mentre lo scrivevo.

Concludiamo seriamente. Rimini è una medaglia d’oro al valor civile conquistata per i meriti durante la Resistenza. So che questo contrasta con il menefreghismo atavico di cui qualcuno arriva addirittura a vantarsi in questa città, ma un conto è pensare solo a se stessi, un altro è permettere che un sentimento pernicioso si faccia veicolo della confusione delle persone in difficoltà. Oggi il male è che un mezzo teppista si senta così accettato da candidarsi sindaco e che apra una sede con gli amici del Fascio il giorno della marcia su Roma. Domani, invece, te la prende Fiore una residenza a Rimini e dopo i conti sono diversi. L’Antifascismo è una pratica quotidiana… sì, anche nel 2016 lo è.

P.S.

“In Italia a fare la dittatura non è tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?”.

[INDRO MONTANELLI]

dado

@DadoCardone

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Ma cosa vuoi che sia, solo un po’ di Fascismo!

Cattura2Alla fine ci siamo arrivati. Per non sconsacrare la libertà d’opinione abbiamo lasciato parlare i Fascisti ed ora loro ringraziano organizzando contro-eventi omofobi, in rifiuto del Rimini Pride, a margine dei quali qualcuno consiglia: “Fosforo bianco per via rettale agli adepti di Satana”… ed è una donna.

Questo non è l’unico commento di una violenza inaudita che si legge a corollario dell’evento Facebook organizzato da Mirco Ottaviani e non è l’unico compilato da una donna, ma colpisce la precisione del riferimento. Il Fosforo Bianco è un’arma letale, vigliacca ed estremamente dolorosa e allora ti vien da pensare… ma questa persona quanto ha fantasticato sul come procurare dolore?

Va da se che chi ha scritto cose del genere non sta bene, al pari di quelli che hanno promesso spari e coltellate, o del tale che inneggia all’AIDS come difensore della “normalità” (come se l’HIV poi fosse una questione solo degli omosessuali). Bisogna assolutamente sottolineare però come l’ignoranza, la frustrazione e l’acredine di una certa fascia di popolazione abbia trovato il suo naturale contenitore nelle forze neo fasciste.

Una volta se lo dicevano tra i denti sparuti anziani al bar, solo fra di loro, “quando c’era lui..”. Ora invece non c’è più vergogna, i nuovi fascisti non si nascondono, anzi, si presentano alle elezioni amministrative. La Storia non ci parla più e sarebbe ora di mettere in fila le responsabilità.

In tutta evidenza l’Antifascismo è formalmente richiamato come valore in molte occasioni, ma appare più maniera, che significato. Commemoriamo, ma non pratichiamo. Una delle prove sta nel fatto che un pregiudicato per reati violenti, l’Ottaviani di cui sopra, possa tranquillamente dichiarare nelle colonne dei giornali locali: “sono un fascista in camicia bianca”, senza che nessuno si faccia disturbare da questo, né corra in procura a depositare un esposto per apologia di fascismo. Deve essere stato il fatto della camicia bianca a confondere.

Gravi indizi di come i nazionalismi si stiano sedimentando in tutta Europa non mancano e Rimini, nonostante sia medaglia d’oro al valor civile, non si sta certo distinguendo per una reazione. E’ vero che alcuni di questi inviti allo sciovinismo si sono addirittura travestiti da carità, vedi le raccolte “Prima gli Italiani”, ma le azioni violente e l’incitamento alla violenza lasciano pochi dubbi. A proposito… sono proprio curioso di vedere quanti di coloro che hanno condannato senza appello i fatti di Via Dario Campana, giornalisti compresi, saranno altrettanto pronti a condannare le minacce, per niente velate, di Forzanovisti e simpatizzanti del fascio.

Ho il timore di conoscere già la risposta. Ho però un’altra domanda che mi sto facendo da diverso tempo: ma Rimini è fascista o è solo superficiale quel tanto che basta da non capire quanto perniciose siano certe ideologie? Certo è che la Rimini votante, consapevole o meno, ha espresso un Consiglio Comunale dove i valori di Sinistra sono stati sacrificati sull’altare delle speculazioni politiche e l’opposizione è interamente composta da persone che se le chiami fasciste… beh nessuno di loro se ne fa certo un cruccio.

Affidiamo ai prossimi giorni la speranza che la Rimini per bene sappia reagire all’aberrazione di simili tendenze. Bisogna capire e riuscir a spiegare che delle minacce così esplicite non sono una cosa accettabile. Non possono essere considerate solo sfogo, o effetto collaterale di grettezza e ignoranza. Prendere di mira in maniera violenta un diverso modo di sentire, concepire e interpretare la proprie esistenza è caratteristica propria delle visioni totalitarie che avocano a loro tutte le prerogative, i diritti e le esistenze delle persone. Nessuno dovrebbe avere mai il potere, né la malata ambizione di stabilire univocamente cos’è la Normalità.  Purtroppo è proprio quest’intenzione che si legge, neanche troppo tra le righe, nell’evento Facebook: “Vogliono far divenire la normalità motivo di vergogna, e la perversione motivo di orgoglio” (riferito agli omosessuali). Personalmente ritengo molto più perversa una somministrazione rettale di fosforo bianco, piuttosto che un uomo in monochini, ma forse sono io a non essere normale.

P.S.

“Mi è sempre sembrata un po’ inutile la disapprovazione dell’omosessualità. È come disapprovare la pioggia.” [Francis Maude]

dado

 

@DadoCardone

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22 sfumature di Lista – I liberi battitori.

Continuiamo a parlare della grandinata di liste piovuta su Rimini e lo facciamo con quelli che, almeno per il momento, non sono apparentati con nessuno..

Rimini People.

E’ la lista cui appartengo, il mio conflitto di interessi  e, lo dico in tutta sincerità, sono dei pazzi. Non se ne tengono una, non importa quanto scomoda possa essere. Hanno come stella polare una sola cosa: le persone. Dentro ci sono tutti. Commercialisti, dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, politici in pensione, un ex cinque stelle (io) innamorato del motto “nessuno deve rimanere indietro”, movimentisti del sociale, molte esperienze politiche di sinistra, studenti, giovani laureati, novelli italiani diversamente colorati e chi più ne ha più ne metta. Tutti seguono Mara Marani e Mara ha una parola per tutti, ma la cosa più bella è che i Rimini People non hanno bisogno di nessuna posizione di convenienza. Sono contro il razzismo, sono per l’accoglienza, non discriminano nessuno per colore, religione, orientamento sessuale. Mettono in pratica queste convinzioni ogni giorno, fuor dal politichese, perché la politica è vivere degnamente la propria città ogni giorno. Nessun atteggiamento di maniera… anzi, se siete tra quelli che invece amano discriminare e praticare lo sciovinismo, non vi sbagliate, non votateli. Il vostro voto non gli mancherà. Così doveva essere il Movimento.

Fronte Nazionale per l’Italia

Il nome lascia pochi dubbi sull’orientamento, ma, se ciò non bastasse, il candidato sindaco di questa lista è Marina Mascioni . Ex Consigliere Provinciale e pasionaria del centro destra, più destra che centro. Ha fatto parte di An e del PDL, ma alla fine è andata in rotta per le posizioni troppo morbide dei suoi. Oggi scommette sulla famiglia (quella del mulino bianco) e sull’incostituzionalità dell’Islam (?!). Che dire… ognuno ha i suoi obbiettivi.  Resterà sola nella sua corsa al fondamentalismo identitario? Non lo sappiamo, ma all’orizzonte è spuntato qualcuno che sarebbe bene presentargli.

Popolo della Famiglia

Ecco qui l’anima gemella della Mascioni. Questa lista però va spiegata bene. Popolo della famiglia è la lista con la quale Mario Adinolfi si presenta come candidato al Campidoglio. Chi è Adinolfi? Potrebbe bastare  sapere che è il tale che è riuscito a far incazzare Fabio Volo, durante una trasmissione radiofonica, per aver sostenuto che Kung Fu Panda non può avere due papà…. ma si perderebbero alcune sfumature. Nella sua carriera è passato dall’essere Democristiano a Piddino di matrice Renziana. “Bella forza”, direte voi, ma è passato anche per il PPI (Partito Popolare Italiano), per Weltroni e per Franceschini.  Ama la Mamma, la Croce, la donna sottomessa e per lui cose come aborto, eutanasia e matrimonio omosessuale non sono altro che falsi miti della modernità. Come non essere attratti da un quadretto così intrigante? A Rimini non ha potuto resistere Ada Addolorata di Campi, fondatrice dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, recentemente candidata con NCD (qualsiasi cosa sia) per il ruolo di consigliere regionale, occasione in cui incassò gli auguri persino di Gnassi e Nadia “Civivo” Rossi, ma non i voti necessari.

Forza Nuova

Ahahahahahahah

Rimini in Comune

Rimini in Comune è praticamente la lista di Rifondazione. Tra le sue fila troviamo due delle più grosse stampelle di Gnassi: Savio “logorrea” Galvani, l’uomo che con un solo discorso ti condanna all’epistassi, e Sara “Parafango” Visintin. Non capite male, “parafango” non è riferito al suo aspetto fisico che, al contrario, è grazioso e minuto, ma al compito che ha avuto per 4 anni e sei mesi del mandato Gnassi. Tutti i Comitati che si sono fatti portatori di una qualsiasi istanza la conoscono bene, visto che dove il Sindaco non sapeva che pesci pigliare veniva messa  lei a perdere tempo, con la formula magica “Stiamo ponderando e valutando”.  Se volete saperne di più chiedete  informazioni al Comitato per il Teleriscaldamento, o anche, se volete, al suo stesso comitato di provenienza, il Comitato dell’Acqua, che ha visto Sara e Savio in barriera per conto del Sindaco, fino al giorno prima di dimettersi dalla maggioranza… per sopraggiunta morte della credibilità. Incredibile fu il ritiro della firma di Galvani dal consiglio tematico sull’Acqua Pubblica, per dare modo e tempo al PD di farsi i fatti suoi. Sui banchetti consiliari ci sono ancora i segni delle mascelle cadute a diversi componenti dell’Opposizione.

Con queste 5 liste siamo arrivati a 11. Coraggio, ancora una decina e siamo quasi fuori dal tunnel (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

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La Rimini che … fascista.

benito mussolini-2Rimini, medaglia d’oro al valor civile, per meriti conseguiti durante la Resistenza, doveva vedere anche questo. Mi sto riferendo ovviamente alla manifestazione di Forza Nuova di sabato, ma non alla sfilata in quanto tale. Pragmaticamente… un raduno nazionale che conta un centinaio di elementi, si poteva fare anche con il club di quelli che portano solo la scarpa destra. Quello che mi ha impressionato è stato l’atteggiamento della politica riminese nei confronti dell’avvenimento, che si è attestato tra un chissenefrega e un “stiamo zitti che son sempre voti”. Tutti pronti ad etichettare come populismo cose come il Reddito di Cittadinanza, ma nessuna reazione ad una solidarietà solo per Italiani.

Era dai tempi di Ponzio Pilato che non si vedevano mani così pulite. L’unico che ha preso una posizione netta rispetto alla faccenda, bisogna dirlo, è stato Giovanni Benaglia di Possibile. Per tutti gli altri permettere a Roberto Fiore, segretario nazionale di FN, di passare l’arco di Augusto e arringare ai curiosi, è stato esercizio di Democrazia. Ma Rimini, sempre quella della medaglia d’oro al valor civile, lo sa chi è Roberto Fiore? Nel caso qualcuno non lo sapesse, o facesse finta di non ricordarlo, ecco un promemoria.

La storia di Fiore è fatta di militanza in gruppi di estrema destra, tra i quali Terza Posizione, associazione sciolta per l’accusa di neo fascismo. Negli anni ’80 la sua azione politica s’intreccia pericolosamente con il terrorismo nero e con i fatti della strage di Bologna. Inconfutabile però è che, dopo vari rapporti di denuncia da parte della Digos di Roma, recepiti dalla Procura della Repubblica di Bologna, viene spiccato un mandato di cattura a carico di Roberto Fiore. La Procura scrive:

 “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”

 Nel 1985 viene condannato in contumacia per “Banda Armata (in associazione con i Nar) e associazione sovversiva”, ma il ricercato è già in Inghilterra dove comincia i suoi 19 anni di latitanza, finiti con la prescrizione dei reati ascritti.

Ci sarebbero molte altre cose da dire su quella latitanza. Queste poche righe però bastano già per capire verso chi la politica ha fatto finta di niente, quando non ha addirittura manifestato appoggio, come visto in diversi post sui social. Lo scarso spessore dei politicanti riminesi, alcuni anche di lunghissimo corso, da destra a sinistra, si misura proprio su questi fatti. La politica non è riuscire a vendersi come validi amministratori di “condominio”, per quanto di bravi ancora non ne abbiamo visti, ma è coltivare idee; perché la cultura è l’unica cosa che in certe materie può fornire un valido punto di vista.

La nostra dovrebbe essere una cultura antifascista. Fino a che qualcuno fa il nostalgico da bar si può anche fare finta di niente, ma quando gente vestita di nero marcia per le strade della Città, arrogandosi il diritto di stabilire cosa sia caritatevole o meno,  e tutti giocano a fare Don Abbondio.. beh quella cultura muore e non rimane altro che contare gli spicci.

A proposito di cultura. Sta per arrivare anche Salvini, il più bravo di tutti a sfruttare la pochezza della politica e le nevrosi della gente confusa. Viene a bearsi della voragine lasciata dal Movimento e di una Destra ridotta ai minimi termini, da una Sinistra che occupa il suo posto. Povera Rimini, sistematicamente spogliata di tutte le sue garanzie. Qualcuno s’inventi un’opposizione presto!

P.S.

“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo… Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna… […]”     [Leonardo Sciascia]

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@DadoCardone

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II^ Conferenza stampa – Difesa Madiba

Proponiamo in questo post la conferenza del 1° Aprile in versione integrale, con il solo taglio degli spazi vuoti, in modo che chiunque si possa fare una sua idea su quanto detto senza essere in nessun modo distratto dalla sintesi.

Non possiamo però esimerci da un commento, soprattutto dopo aver letto su alcune bacheche Facebook della piazza riminese che la Xenofobia sarebbe “un’opinione” e non una nevrosi che affligge la psiche. Il desiderio di dargli addosso al “Comunista” ha generato un processo mediatico, con tanto di colpevoli già confezionati. Bisogna mettere dunque qualche puntino sulle “i”.

La partenza era stata che 30 estremisti di sinistra, colpevoli di pensare solo agli stranieri, per evidenti scopi eversivi, avevano aggredito 2 filantropi, leggermente di destra in missione per conto di Dio e degli Italiani. Per farlo era stato usato un arsenale, prontamente nascosto nei cassonetti, nonostante si trovassero a 400 metri dalla base operativa, Casa Madiba.

L’arrivo ancora non c’è. Gli Inquirenti, fa sapere la stampa, arriveranno ad una rapida conclusione. Nel frattempo un po’ di cose si sono chiarite da sole.

  • I 30 picchiatori sono ridotti a sei indagati, uno dei quali è Loris, il trapiantato di Fegato che ha preso le prime tre catenate (perché i filantropi notoriamente girano con la catena sotto il giubbotto) e che, a sua volta, ha sporto denuncia.
  • “L’arsenale” era composto da un manico di Mocio. Catene, mazze o spranghe non ne facevano parte. Le uniche catene, come detto, erano dei filantropi e sono stati gli stessi Madibers ad indicare ai Carabinieri il cassonetto dove trovarle.
  • 12896259_10209341843008841_749825450_o (1)Tanto ai Madibers, quanto ai Forzanovisti, sono stati sequestrati i cellulari per ottenere ulteriori elementi d’indagine. Qualcuno sostiene che quelli di FN li hanno consegnati spontaneamente, altri, sempre di Forza Nuova (salvo che non fossero comunisti travestiti), sostengono il contrario.

Ci sono poi altre cose meno chiare. Tipo: chi ha concesso il permesso ad una formazione di estrema destra, palesemente ispirata ai principi Fascisti, di mettersi fuori da un supermercato a 400 metri da un luogo di ricovero e assistenza, tra gli altri, anche di extracomunitari? Il Comune nega di aver mai ricevuto richiesta di un permesso del genere, tantomeno di averlo concesso.  L’ha fatto la Questura? Se sì, perché il luogo non era presidiato? E ancora… il Segretario Nazionale di FN Roberto Fiore, già condannato per Banda Armata e associazione sovversiva, chiama l’adunata a Rimini per “espulsione a furor di popolo” … Prefetto, Questore e Sindaco intendono concedere spazio a questo tipo di manifestazioni? E infine, fatti i dovuti distinguo e ripudiato l’atto di violenza, la politica Riminese dove è finita?

Il politico che ostenta Antifascismo di maniera è come il pescatore che si vanta di quanto era grosso il pesce che gli è scappato.

P.S.

Casa Madiba risponde all’adunata di Forza Nuova con “Open Day”, una giornata per spiegare le attività solidali messe in campo ogni giorno, ma anche una festa con grigliate, mercatini e musica dal vivo. Cedere ad una provocazione xenofoba e razzista può succedere a chiunque, riscattarsi mostrando la vera natura della solidarietà, invece, non è cosa comune.

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@DadoCardone

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Conferenza Stampa: Casa Madiba risponde alle accuse.

A seguito dell’accusa di aggressione premeditata, nei confronti dei Militanti di Forza Nuova, Manila Ricci e i ragazzi di Casa Madiba dicono la loro sulla provocazione, sulle armi e sulle prossime iniziative contro le spinte fasciste e leghiste.

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Prima gli Italiani – le conseguenze.

Continuano le provocazioni. Bisogna capire però il trauma di Forza Nuova. Lo sciovinismo, quando interviene un consistente cambiamento nella  società, ti fa perdere il contatto con la realtà. Brutto. Soprattutto per chi dedica tutta quella rabbia nel recintarsi in qualcosa che non esiste.

La realtà è crudele e non le importa se hai passato il tempo a stirati la bandierina. Là fuori dalla Conad, ad offendere extracomunitari, i Forzanovisti si sentivano benedetti dallo slogan “Prima gli Italiani”, panacea politica, imbottitura nelle mutande di chi, culturalmente, ha poco da esibire.

Basterebbe leggere i dati Inps del 2015 per capire che se non ci fossero gli stranieri gli Italiani avrebbero possibilità in meno e non sto parlando “banalmente” del fatto che l’80% della frutta e verdura che passa sulle tavole è stata raccolta da uomini di colore, schiavi informali della povertà. Voglio invece sottolineare che tra Inps e Irpef gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità 15 miliardi e se ne sono ripresi, in servizi e previdenza, circa 13. Nella differenza tra le due cifre tutta la miopia di certi atteggiamenti, che mirano a ghettizzare contrapponendosi a percorsi di integrazione.

Loro però,  quelli che “quando c’era lui i treni arrivano in orario”, ci tengono terribilmente allo slogan. Fatto sta che, dopo essersi innocentemente accesi una sigaretta nella polveriera di Via Dario Campana, hanno saltato il fosso e sono andati ad affiggere il loro motto proprio sui muri di Casa Don Gallo. “Prima gli Italiani”. Chissà che spiegazione si sono dati i non pochi  Italiani che, tra gli altri, hanno trovato un tetto quest’inverno proprio nello spazio più importante conquistato da Manila e compagni. Devo chiedere… ma, secondo me, avranno pensato ad una specie di classifica per l’utilizzo delle due docce che si dividono in 40.

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Questa è una delle provocazioni. Ce ne sono state e ce ne saranno altre. D’altronde stiamo parlando di persone il cui inveterato odio, per sinistre ed extracomunitari, ha già portato a pene piuttosto sostanziose in giudicato. Basta leggere le dichiarazioni del Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, per capire che la storia non è finita.

“Saremo a Rimini già da sabato prossimo alle 11.00, probabilmente in piazza Cavour ad insegnare ai coraggiosi del 10 contro uno che il loro tempo è ormai scaduto, al Comune ed al Sindaco che pagheranno in questa campagna elettorale il fatto di aver concesso uno spazio ai delinquentelli del Mandiba e agli extracomunitari, nuove truppe ascare dei centri sociali. Per chi è responsabile di violenza ci sarà l’espulsione a furor di popolo”.

Questa  l’intenzione.. ma la mia parte preferita resta la frase in cui ci insegna che  “l’ignavia del sistema è pericolosa quanto la violenza stessa “. Ho idea che il Questore non gradirà quest’impulso pedagogico. Non bastasse tutto ciò c’è anche un’insistente azione web che crea falsi post (fake in gergo) attribuiti a Casa Madiba Network, tendenti a dimostrare che i Madibers sono niente popò di meno che Brigatisti (!). Sulle pagine di Osservatorio Anticomunista e dalla tastiera di Roberto Lo Giudice (il Bruce Lee della catena) appare il post manipolato che potete vedere negli screenshot. Creativi… poi c’è la diffamazione aggravata, ma quella è un’altra storia.

Falso
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Falso
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Originale
Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora.. sarà la Pasqua, sarà che sotto elezioni anche quelli di Forza Nuova diventano voti per le liste in cerca di una dimensione, ma non sto vedendo una grande reazione politica. Sarebbe utile prendere una posizione prima di Sabato, sapete com’è… “l’espulsione a furor di popolo” non è che sia esattamente prevista dal Trattato di Dublino. Una posizione sembra averla già presa invece la stampa che ha deciso chi sono i colpevoli: Casa Madiba ovviamente. E’ notizia di oggi che sarebbe stato ritrovato l’arsenale “Comunista” nei cassonetti. La notizia vecchia di tre giorni, ossia quella secondo cui sono stati gli stessi ragazzi di Casa Madiba ad indicare ai Carabinieri i cassonetti dove i “Filantropi” avevano buttato le loro catene, non andava bene. Poco coreografica. Oggi i Madibers chiedono replica e indicono una conferenza stampa, per dare la loro versione dei fatti. Chissà se c’è ancora spazio per quella.

P.S.

Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!

[Don Andrea Gallo]

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@DadoCardone

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Gangs of Rimini

⇒Come ti porto Via Dario Campana negli anni ‘70

 

Pezzo difficile questo. Lo devo assolutamente scrivere perché l’informazione online ha già dato prova di essere “leggermente” sbilanciata, visto che ci sono di mezzo i Madibers, figuriamoci quando esce la carta. Necessita però di due premesse. La prima è che chi vi scrive ripudia ogni atto di violenza fisica. La seconda è che una provocazione cosciente è anch’esso un atto di violenza. Bene. Ora possiamo proseguire con la ricostruzione dei fatti.

Nella mattinata del 26 marzo militanti di Forza Nuova, sotto la sigla Solidarietà Nazionale, si sono organizzati per raccogliere derrate alimentari fuori dal Conad di Via Dario Campana, sotto lo slogan “Prima gli Italiani”. Cosa c’è di male?  In generale niente. Solo che a neanche 400 metri ci sono le due strutture affidate ai ragazzi di Casa Madiba, che applicano la loro azione in un welfare di segno opposto, senza distinzioni.

I problemi sono scaturiti proprio da questa vicinanza, sembra infatti  che alcuni ragazzi di nazionalità diversa da quella italiana, nel quartiere per affidarsi ai servizi di sportello sanitario  di Casa Don Gallo, siano stati insultati e siano andati a riferirlo. I Madibers, che in quel momento stavano pulendo uno spazio di Casa Madiba usato per una manifestazione la sera prima, già che avevano in mano scope, secchi e stracci, hanno pensato di andare a manifestare il loro dissenso lavando il marciapiede occupato da Forza Nuova.

421831301_90579Chiaro che, da qui in poi, è abbastanza inutile attribuire diritti d’autore alla prima mossa. Fatto sta che FN, tanto non si aspettava succedesse qualcosa, era già pronta a rispondere con catene e ammennicoli vari. (come si può vedere nella foto).  Poi Polizia e Carabinieri hanno messo tutti in stato di fermo, sciolto già in serata. Attraverso il web hanno cominciato a girare foto e video di due prodi Forzanovisti sorridenti e ostentanti i segni della battaglia. Tra l’altro sembra che la ferita più scenografica e sanguinolenta sia stata in realtà autoprodotta dal proprietario della catena nel tentativo di guadagnarsi il titolo di Bruce Lee de noialtri. Direi che, se è così, l’ha vinto.

Questi i fatti, poi ci sono le considerazioni e le inevitabili domande. Situazione premeditata, agevolata, o semplicemente frutto di leggerezza?

La storia tra Forza Nuova e i Madibers, nelle loro varie declinazioni, non è certo di primo pelo. In particolare è utile ricordare il tentato assalto e il tentato incendio ai danni del Laboratorio Paz nel 2007, con la conseguenza di un processo per il quale Mirco Ottaviani, uno dei 4 “filantropi” coinvolti nella rissa di ieri, ha totalizzato in appello una pena di 2 anni e cinque mesi. Si fa veramente fatica a considerare il Conad di via Dario Campana una scelta casuale, alcune piazze vengono negate per situazioni che producono molta meno tensione. A proposito, ieri non si è visto il presidio dell’onnipresente Digos, almeno prima che si degenerasse.

Le considerazioni però non riguardano solo la sottostima di una situazione potenzialmente pericolosa. C’è da sottolineare anche la reazione dell’Amministrazione, molto pilatesca. Una condanna generica della violenza, che avrebbe un suo senso, non fosse per i precedenti. Non si è visto ne sentito, infatti, Gnassi, noto come il Quarto Martire, che si lancia personalmente all’arma bianca ogni volta che vede una bandiera di Forza Nuova nei pressi di Palazzo Garampi e che chiama in causa niente popò di meno che il Governo se vede un souvenir fascista in una bancarella … non vi dico le dirette con Mentana che vorrebbe ogni volta che gli attaccano un volantino sulle porte del Comune. Vien da pensare che questa generica condanna della violenza, in vista della scadenza dei termini per Casa Don Gallo, faccia un po’ comodo. Magari mi sbaglio, non tarderemo a saperlo.

Termino queste poche righe con un invito ai Madibers. Non raccogliete le provocazioni. Nella Rimini di oggi voi avete un ruolo importantissimo. Con le vostre azioni di solidarietà e mutuo soccorso contribuite ad alleviare un peso sociale, che non può essere più gestito con la canonica redistribuzione dei fondi welfare. Le 40 persone che grazie a voi hanno un tetto e le altre 40 in attesa ne sono la dimostrazione. Questo è un successo che avete ottenuto rompendo gli schemi, ma è anche una grossa responsabilità da difendere sciogliendo altrettanti luoghi comuni, che vi dipingono come non siete.

P.S.

Via Caduti di Nassiriya, 20 –   Viale Amerigo Vespucci, 131 – Via Pintor, 7, –  Via Alessandro Serpieri, 12 – Via Euterpe, 3 – Via Castelfidardo, 15 – Viale Tiberio, 32, –  Via della Fiera, 2 – Via Libero Missirini – Via Marecchiese, 262 – Via Ennio Coletti, 57 – Via Caduti di Marzabotto, 130.

Questi sono dodici indirizzi di Conad alternativi. Poi ci sono Le Coop, i Lidl etc. Per beccare l’unico Conad in 135,71 km² dove poteva succedere qualcosa bisogna essere bravi, per sapere addirittura che sarebbe stata utile una catena bisogna essere dei paragnosta.

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@DadoCardone

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GoPDeep – Risucchiati dal Rimining.

Logo-PDMolto spesso, su queste pagine, si è letto di quanto il Partito Demokratiken sia abile a mettere il cappello della propaganda su lavori realizzati da altri o su situazioni preesistenti. Tipico esempio ne è la Notte Rosa posizionata nel primo fine settimana di luglio, una data che si riempirebbe da sola anche se fossimo sotto quarantena, ma colorata di rosa fa menar grandi pacche sulle spalle ai pavidi ministri del divertimento.

Oggi però vogliamo raccontare di chi quel cappello se lo fa mettere in testa e di chi invece no. Per far questo parleremo di artisti,  ma prima ancora un passo indietro, nella cronaca di questi ultimi mesi.

Di recente Andrea Gnassi, Primo Cittadino di Rimini, puntino sull’asse dell’Adriatico, ha parecchio compiaciuto il suo elettorato di estrema destra, sgombrando occupazioni a scopo abitativo con atteggiamento antisommossa. Immaginiamo che Forza Nuova abbia mandato telegrammi di congratulazioni (se non l’hanno fatto sono stati dei maleducati dopo tanto sforzo). C’è però un piccolo dilemma. Il Sindaco in questione sarebbe, sulla carta, un rappresentante del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia) e a seguito dell’uso del manganello più di qualcuno, anche se profondamente affezionato alla poltrona, ha dovuto dissociarsi. Oltre alla naturale emorragia di consensi dovuta ad un leader nazionale seriamente disturbato, si associa localmente una perdita di identità che provoca importanti distinguo. Un bel problema così vicino alle prossime elezioni Amministrative.

A questo punto, come è ovvio che sia per gente che del “fare” ha presente solo la parola negli slogan, è partita l’operazione propaganda per cercare di recuperare un aspetto di sinistra… anche perché, se ti fai cacciare dalle feste dell’Unità, poi la salsiccia te la fanno mangiare solo quelli del Sudtiroler Volkspartei. Oltre all’estenuante lavoro di inauguratore della qualsiasi, pare (e dico pare) che settimana scorsa abbia inaugurato anche delle strisce pedonali, il Taglianastri sembra veramente deciso ad attribuirsi  molto di più che l’ordinaria amministrazione. I suoi soldatini hanno cominciato a parlare di “Democrazia dal Basso” e badate bene che non intendevano quanto bassa sia la loro considerazione della stessa.

Non hanno capito bene come si fa, infatti postano foto su Facebook, con scarpe da ginnastica e camicia fuori dai pantaloni, mentre sono tra loro, ma con didascalie tipo “un po’ di sana democrazia dal basso” e l’espressione tipo “speriamo non sia qualcosa che ho toccato“. Per loro fortuna, tra le menti di supporto, vi sono eminenze grigie che hanno ben presente la tecnica dividi et imperam nella versione RazzianaCaro amico fatti li cazzi tua“, pratica che consente di intestarsi addirittura occupazioni “artistiche”. Sembra più complicato di quello che in realtà è, non vi preoccupate, ma per capire bene prima un  altro piccolo flashback.

“[…] Tant’è che procederemo alla messa in sicurezza dell’edificio, per poi poterlo affidare con questi scopi attraverso l’unica possibilità che un comune ha, che è l’Evidenza Pubblica.”

Queste le parole di Gnassi, in Consiglio Comunale parlando dell’ex sede di Casa Madiba Network, l’ex caserma dei Pompieri in via Dario Campana. Parole declinate con una tale decisione che quasi ti convinci dell’inesistenza di altre possibilità… poi però se ci si informa si scopre che esistono altre eventualità, tipo dare l’uso del Molo, o Palata dell’Anima come la chiama lui, ad un privato che non si era accorto di avere sulla soglia del suo locale tre diverse organizzazioni criminali, che facevano il bello e il cattivo tempo, ma soprattutto facevano “nevicare. Questo però è l’esempio più eclatante, andiamo più in profondità. Go deeper.

Andando a curiosare fra le trame del Rimining infatti si scopre l’esistenza di una Compagnia Teatrale che da diverso tempo sa di aver in concessione il redivivo Cinema Astoria per una serie di eventi. Almeno da maggio, secondo il sito ufficiale dei Motus. Chi sono costoro? Sigismondo d’Oro 2007, dalle mani di Ravaioli, e destinatari di quasi 87 mila euro di finanziamenti pubblici tra il 2013 e il 2014 (almeno secondo l’Albo Pretorio del Comune di Rimini), rappresentano il teatro rivoluzionario, ma allineato… una contraddizione in termini? Per qualcuno sì e il workshop di questi giorni, al recuperato Astoria, stride come unghie su una lavagna. Il Progetto, legato al Festival di Santarcangelo e chiamato GoDeep, vorrebbe essere rifondazione artistica e rilettura dello spazio pubblico, una “riscrittura dal basso“, come si legge nei programmi.

Ora. Scusate lo sfogo molto rustico e poco Deep, ma questa “chiamata alla resistenza” nei modi, ne i termini e negli spazi assegnati dal PD, sembra un po’ una presa per il culo. Soprattutto con una Rimini ancora echeggiante di sgombri e manganellate. Il messaggio sembra essere: l’occupazione per necessità è un reato severamente punito, ma se occupate in modo carino poi ci facciamo dei selfie insieme. E insomma… che sono ‘sti indigenti sempre in mezzo alle balle!

Poco male. Fortunatamente c’è una parte di Rimini, autoctona o meno ha poca importanza, che si ricorda di calpestare un suolo realmente rivoluzionario, quello della Notte descritta da Giuseppe Mazzini, dei Tre Martiri, di Andrea Costa e di Fellini. E’ un suolo che provano ad intestarsi in molti pensando che basti parlare di antifascismo, senza considerare che il fascismo è un sentimento sciovinista che si diffonde nel momento in cui vengono meno autentiche pratiche democratiche, come il semplice confronto tra le parti e che non pretende un saluto romano per essere reale.

rimini callingLa parte di Rimini che capisce l’inutilità di raffigurare un progresso solo formalmente, quando poi nella realtà si è addirittura sponsorizzati da chi tiene in piedi il regresso (a manganellate), ha organizzato per il fine settimana della Molo Street Parade, una contro manifestazione che invece di appecorarsi (passatemi il termine), chiama alla reale partecipazione tutta la varietà umana, dall’artista al senzatetto, dallo studente alla casalinga, chiunque voglia rappresentare, interpretare, sperimentare o raffigurare forme di autodeterminazione che veramente siano alternative alle pratiche amministrative fin qui viste.

L’evento si chiama Rimini Calling ed è inutile dire che noi di Citizen lo preferiamo al fighetto GoChic. Rimini Calling – What for? – promette performance interdisciplinari in luoghi e tempi a sorpresa. Per avere gli aggiornamenti del caso basta cercarli sullalla pagina Facebook a questo link: https://www.facebook.com/pages/Rimini-Calling/917422221614158?sk=timeline  e… lasciatevi contaminare.

P.S.

“L’arte e la rivolta non moriranno che con l’ultimo uomo.” [Fedor Dostoevskij]

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@DadoCardone

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Forze Nuove, solita solfa.

IMG_20150606_095651Questo pezzo non lo volevo scrivere. Mica perchè non ho un’opinione in proposito, ma perchè come diceva il saggio McLuhan, sociologo più noto che conosciuto,  per combattere certi fenomeni “Bisogna staccare la spina“.

Sto parlano nel caso specifico di Forza Nuova che sabato ha fatto volantinaggio in Piazza Tre Martiri mentre (e questo è il loro vero peccato), il Primo Cittadino era distratto e non si è presentato per litigare. Più tardi commenterà una cosa del tipo che lui stava inaugurando una scuola e che si provvederà a “sanzionare“. Cosa voglia dire sanzionare non è dato saperlo, visto che non si capisce nemmeno se la cosa fosse autorizzata o meno, ma per amor della tecnica alla Pippo Baudo (faccio tutto io) ci pregieremo di vedere anche Gnassi Pizzardone.

Dicevo che non mi va di parlarne di questa cosa perchè un’azione di per se scarsamente efficace e comunicativa viene amplificata da quattro somari che pensano bene di farsi “luce con la bolletta degli altri” e sono così politicamente inesistenti che riescono a parassitare persino Forza Nuova…. non parliamo poi dell’ennesima occasione di mettere di mezzo il Movimento 5 Stelle.

Erano non più di una decina, con altrettante bandiere e la scorta di due cellulari, macchina della Polizia, Digos e Carabinieri. Fossero stati quelli di Casa Madiba era d’obbligo l’assetto antisommossa. No perchè a Rimini, per chi non lo avesse capito, funziona così: il vero pericolo sono quelli che solo con la loro esistenza fanno capire alla gente che il PD non è un partito di sinistra. Si percepisce chiaramente. Manganelli e sgombri per persone che si occupano dei senzatetto e “sanzioni” per chi fa dell’Apologia del Fascismo in una piazza dedicata ai Partigiani. Più chiaro di così!

Poi c’è il problema del Movimento 5 Stelle, quello si che mette paura, tanto è vero che l’avanguardia dell’aperitivo spreca un’intera domenica mattina per dargli contro, roba che gli è saltato un brunch. Il Consigliere Bertozzi e il Consigliere Piccari, due politici con una profondità di pensiero pari all’acqua residua delle lenti a contatto dopo l’applicazione, si inerpicano in bambocceschi percorsi dialettici tesi a dimostrare che il Movimento si contraddice. In particolare entra in campo l’Assessore Sadegholvaad che, probabilmente rinunciando a qualche rito metrosexual, tipo la crema per il contorno occhi, usa il suo tempo per insinuare che il Movimento 5 Stelle ha votato in Consiglio perchè FN manifesti in piazza. La realtà è che il M5S si è astenuto dalla possibilità che il Consiglio Comunale possa deliberare chi può manifestare in piazza e chi no, perchè è una questione di pubblica sicurezza di cui si occupa la Questura in base alle informazioni che possiede e perchè potrebbe essere l’ennesima occasione di favorire espressioni politiche a dispetto di altre. Ammetto però che queste sono finezze politiche che chi non sospetta che i cacciatori caccino… fa fatica a capire.

Una nota di colore. L’Assessore si è pure prodigato in una discussione sulle occupazioni, secondo lui non giuste e illegali, chissà se questa considerazione provenga dalla scoperta che diverse prostitute di nazionalità cinese gli occupavano l’appartamento di famiglia da tre anni e mezzo… sono cose che segnano, soprattutto se i condomini, dopo avertelo segnalato, decidono di fare un Esposto in Procura. E questo era il capitolo delle contraddizioni.

C’è poi il capitolo dei “cornuti e mazziati” come il caro Pantaleoni che fa parte di quel Partito… com’è che si chiama? Non ricordo bene, mi sembra “Volemos, ma non Podemos” o una roba del genere. Lui, dopo 4 anni e dispari, con il classico lembo di carta igienica che esce dai pantaloni, vorrebbe un “comunicato di fuoco” da parte dei 5 stelle, dopo averli chiamati indegni, contro Forza Nuova. Ah.. se avesse avuto le stesse pretese nei giorni in cui il suo Assessore e il suo Consigliere facevano finte sull’Acqua Pubblica, che neanche Maradona, forse adesso non sarebbe spoltronato (o lo sarebbe con maggior dignità).

Il Comunicato, su stette Fascisti con otto bandiere, fa comodo ad un sacco di persone, FN compresa. Fa comodo al PD che può alimentare l’ansia che senza di lei sia regime, fa comodo al Sindaco meno di sinistra che Rimini abbia mai avuto, il quale può combattere battaglie che lo fanno sembrare meno reazionario. Fa Comodo a personaggetti come Bertozzi e Piccari che possono saltare sulla sedia e gridare “Questa la so!“, dopo una legislatura ectoplasmatica. Fa comodo ai culi addormentati dalle poltrone, che possono far finta di aver perseguito un senso, mentre invece si sono limitati a scoregge silenti sulla pelle impunturata.

La Comunicazione la faccio io, non per delega, ma per evidenza dei fatti. Il Movimento, soprattutto quello quello di Rimini, è contro ogni forma di Fascismo, ma non lo dimostra allineandosi agli strilloni. Lo dimostra ogni giorno dando voce a chi la chiede, portando e pretendendo onestà, lottando contro le soverchierie del Partito Nazionale e ribadendo ogni giorno che: nessuno deve rimanere indietro. Sparuti individui sponsorizzati dalle recitate ire del Sindaco non meritano attenzione, se non nella evidente disparità di trattamento che rappresentano nei confronti di Casa Madiba.

Non lo volevo scrivere sto pezzo… era pure domenica.

P.S.

“Soltanto i segreti insignificanti hanno bisogno di protezione. Le grandi scoperte sono protette dalla pubblica incredulità.” [HERBERT MARSHALL MCLUHAN]

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@DadoCardone

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Una Forza Nuova per il Sindaco.

IMG_20150516_171415In questi ultimi mesi il Primo Cittadino di Rimini sta perdendo colpi e questo nonostante si stia entrando nella sua stagione preferita, quella in cui qualche privato si assume la briga di organizzare un paio di feste delle quali poi lui si prende il merito.

Rimini, anche piena di rotonde e colori pop, non riesce a nascondere i suoi problemi più seri. Soprattutto per quanto riguarda l’emergenza abitativa l’imbellettamento non riesce a nascondere la totale inefficacia di un Sindaco presuppostamente di sinistra. Non bisogna lasciarsi ingannare dai soldi che Gloria Lisi dichiara impegnati in certe iniziative, di fatto per accedere a quelli serve un certo reddito base che chi ha problemi di trovare un tetto, anche provvisorio, proprio non può raggiungere.

Come rilanciare l’immagine del progressista di sinistra benedetto dalla storia partigiana? Una soluzione potrebbe essere andare a celebrare clandestinamente matrimoni gay nella Corea di Kim Jong-un, ma ammetto che sia un po’ scomodo. Per fortuna negli anni a Rimini si è creata una discreta collaborazione tra Forza Nuova e Andrea Gnassi. Nel senso che Forza Nuova , grazie al Primo Cittadino che si va ad intromettere nelle operazioni delle forze dell’ordine, riesce a fare casino con dieci persone e cinque bandiere, mentre in cambio il Taglianastri fa finta di essere antagonista delle forze del male.

Così anche ieri, all’entrata di Piazza Cavour, Gnassi, con la sua leggendaria simpatia e savoir faire, è andato a prendersi a male parole con lo sparuto gruppo di manifestanti. Una provocazione bella e buona che ha complicato il lavoro delle Forze di Polizia, successivamente al confronto, con il Sindaco ancora ansimante per avergliene cantate quattro, un gruppetto di manifestanti ha rotto le fila correndo allegramente verso Piazza Tre Martiri.

Eh sì. Le fiaccolate per i morti in mare non bastano più, soprattutto se ti fai fotografare mentre smessaggi con il cellulare durante la pretesa solidarietà. Una recita, ma non per il cellulare in se stesso (magari gli stavano comunicando l’emozionante notizia che il Titilla avrebbe fatto una festa all’Aeroporto), più che altro perché dove ci sono i vivi di quelle traversate in mare gli si staccano le utenze.

A proposito di manifestazioni, migranti ed emergenza abitativa. Ricordo non troppo tempo fa una bella giornata di sole in cui qualche centinaio persone, tra cui diversi riminesi, anche molto giovani, hanno manifestato proprio per l’emergenza abitativa. Lì il Sindaco non si è nemmeno affacciato, perché va bene essere di sinistra, ma non per davvero. D’altronde il suo pensiero l’ha chiaramente espresso quella volta in Consiglio Comunale nella quale, ad un cittadino, con evidente cadenza del sud Italia, che reclamava il diritto di parola in quanto proprietario di immobile e regolare pagatore di tasse, rispose: “porta rispetto che non sei a casa tua”. Questa frase, presa pari pari, potrebbe essere scritta su uno striscione di Forza Nuova.

P.S.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.” [Nietzsche]

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@DadoCardone

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Il Mitomane.

Senza nomeCi sono delle volte che potremmo anche lasciar perdere. Che ci vuole, basta contare fino a dieci e poi lasciar passare la giornata. Se però il giorno dopo i giornali sono in preda a una tempesta di marchette, rispetto alla cosa che si voleva lasciar perdere… beh.. allora qualcosina bisogna pur dirla.

Il tema è la “guerra la cemento” di Andrea Gnassi, che nella letteratura classica riposa sullo stesso scaffale delle avventure di Harry Potter. In questi giorni è saltata fuori a causa delle disavventure di Isabella Conti, Sindaco di San Lazzaro in Savena, minacciata per aver osato bloccare, ad una coop rossa, un compartone edile grande quasi come quello della San Giovanni di Funelli (li la guerra al cemento non vale).

A denuncia consegnata ai carabinieri, con subitaneo appoggio del Premier Renzi, è scattato l’allarme della nostra Giovanna D’arco (lo so Giovanna era femmina, ma nella mia limitata cultura cristiana non ho trovato altri che fossero mistici e martiri contemporaneamente). Dopo una legislatura dedicata a offrire il petto ai fascisti di Forza Nuova, con supremo sprezzo del pericolo, si è ricordato anche di aver subito minacce, analoghe alla collega Sindaco, all’epoca della sua prima crociata al cemento. Che poi fossero richieste di commissario ad acta e non minacce poco importa.

A beneficio d’archivio per il lettore ricordo che gli unici indici di edificabilità salvati dal Taglianastri furono quelli poi destinati alla magnifica manovra Salvapalas, ossia quella che, per salvare il Palas di Cagnoni, ha condannato via della Fiera a un ipermercato, con cornice di palazzine soviet, travestito da piscinetta. Tra l’altro il tema del consumo del territorio è stato bellamente brutalizzato in quanto gli indici negati alle Celle erano solo un cambio di destinazione, trasformati poi in cemento vero in quello che dovrebbe essere il mitologico anello verde. Gioe del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Non vorrei però che tutto ciò fosse semplicemente scambiato per una manovra di autolegittimazione. Sotto c’è di più. Questo bisogno di Pathos, questo recitato eroismo eco-partigian-sostenibile, secondo la modesta opinione di chi scrive, stanno ad indicare una qualche sindrome da carenza d’affetto. Certo , se fosse vero, il pensiero che regalandogli un semplice orsacchiotto ci saremmo potuti evitare cotanto Sindaco è quasi insopportabile.

P.S.

Posso anche comprendere la mancanza di informazione da parte di un cittadino normale. Da parte di un giornalista no. Oggi gran parte della stampa ha fatto finta di niente sia sulla vera natura della “guerra al cemento“, sia sul fatto che se Gnassi avesse ricevuto delle lettere di minaccia ci avrebbe fatto delle magliette da indossare in parata.

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@DadoCardone

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Chi Ben Comincia…

Avvertenze per il lettore: Attenzione, questo è un post impopolare. In questo pezzo non si parlerà di speranza e di quanto portino bene le mutande rosse a Capodanno, ma di come i problemi siano sempre gli stessi anche se hai mangiato un bel piatto di lenticchie. Se vuoi rimanere confuso e felice abbandonalo subito.

L’ho già detto in altre occasioni e non mi stancherò mai di ribadirlo, l’atteggiamento di perenne slogan del Primo Cittadino Riminese è fortemente indicativo di una cultura politica che ha demandato completamente i fatti alle parole e che, ormai, è caduta nella  compulsione per la quale tutto ciò che si dice è da considerarsi fatto.

Prendiamo ad esempio “il Capodanno più lungo del mondo”. Sembra  chiaro che quando si parla della sua lunghezza lo si faccia più in considerazione di quanto la fanno lunga nei giorni a venire, che rispetto al resto. Dalle pagine dell’URP (Ufficio Propaganda Pro Gnassi) che inneggiano a “Rimini Padrona della Festa Italiana”, alle dirette dichiarazioni del Sindaco: “Siamo i primi in Italia”, pare di trovarsi di fronte al miracolo del tutto esaurito, quasi che Rimini, con metà degli alberghi chiusi, potesse fare le scarpe  magari a Napoli, o magari a Roma, posti che totalizzano  dai 6 ai 12 milioni di turisti l’anno. (Tra l’altro il Mapping proiettato sul Castel dell’Ovo ha un appeal devisamente diverso, l’acqua calda è stata scoperta da un pezzo.)

Sono assolutamente convinto che lasciare perdere certe sparate sia un atteggiamento tutt’altro che innocuo, soprattutto quando su queste si basa il curricula amministrativo. E’ passato un mese esatto da quando Rimini è andata allagata e i suoi cittadini, con quasi due metri di acqua nel garage, si sono sentiti dire che le soluzioni, al futuro quarto allagamento, le avranno forse al prossimo bilancio previsionale e non alla prossima pioggia. Un po’ come gli abitanti di Santa Giustina a cui un anno fa è stata imposta la salvezza di un  crono programma ,  soluzione che nemmeno  gradivano, ma che comunque non è stata rispettata.  Se dovessimo fare qui la lista delle incompiute dovremmo scrivere un libro in numerosi  capitoli e confrontandolo con le dichiarazioni ufficiali, dove tutto è a posto e tutto prosegue secondo il piano, potremmo quasi capire quanto è grave l’imbarazzo che spinge alla distrazione di massa.

Siamo sinceri… se non riempi quel che rimane di Rimini a Capodanno sei proprio da primato. Siamo entrati in un periodo decisivo, quello che porterà al termine naturale di questa legislatura riminese, un rush finale per cui questa Amministrazione dovrà tirare fuori le sue carte migliori, o perlomeno quelle che il Sindaco pensa si possano rappresentare come tali. Il problema è proprio questo: le parole in luogo della realtà . L’uomo del Destino deve avere le mani libere per fare in modo che la sua azione sia efficace, altrimenti ci limitiamo alle figure allegoriche,  come questi rantoli di turismo 4 volte all’anno. Rosa, Molo, Ferragosto (fino a che non gli cambiano nome) e Capodanno, per il resto solo finte guerre al cemento e ridicoli frontali con Forza Nuova, aspettando che la Società Autostrade si decida a pagare quelle due annunciatissime  rotonde. Le Fogne no, quelle ce le paghiamo in bolletta da soli ed Hera ringrazia sentitamente per la realizzazione del suo Masterplan fognario.

P.S.

Cagnoni fa le pentole, ma non i coperchi. Sua l’invenzione del patronage più lungo del mondo.

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Venezia non vale un Fascio.

Noi di Citizen in questi giorni ci siamo stupiti (bugiardo che sono) del silenzio del PD locale sulle gravi scoperte a proposito del MOSE di Venezia. Lo stupore (finto) è dovuto al fatto che, dopo essersi strappati le vesti per far approvare l’inutile ordine del giorno contro Forza Nuova, il partito inventato dal fotografo di Gnassi, ci si aspettava una forte reazione alla corruzione, che pare essere vizio pernicioso anche nel PD del nuovo corso Renziano.

E’ singolare notare come l’Antifascismo, strumento di prevenzione nostalgica più che medicina, sia qualcosa di estremamente importante, ma questione morale e corruzione siano per i componenti PD qualcosa di trascurabile. Ve lo immaginate se avessero trovato Pizzarotti con le mani nella marmellata fino ai gomiti? Probabilmente Savio Galvani si sarebbe incatenato al risciò dei Grillini minacciando di farsi saltare in aria.

Per sfizio siamo andati a curiosare sulle pagine social dei fieri “Partigiani “ Riminesi per capire se, oltre che alla rinascita del Fascio, si interessano anche della bella prova di rettitudine dei compagni di partito. D’altronde quale posto migliore dell’agorà social di Facebook per lanciare qualche bella frecciatina e far capire ai propri elettori che sopra a certe cose non si passa?

Cominciamo dal capofila Andrea Gnassi. Sulle pagine del Sindaco, personali e istituzionali, l’ultima affermazione politica è un messaggio sul successo elettorale del PD, che sembra lasciato in segreteria da Renzi, perché quando si salta su un carro lo si deve far per bene. Non una parola su Venezia.

Per quanto riguarda la pagina del reggente della Provincia Stefano Vitali, o dell’Ultimo Presidente, com’egli stesso si definisce, l’unica cosa che restituisce è un malinconico Selfie in riva al mare. Oddio… ci sarebbe anche il tentativo di una foto profilo in cui è immortalata l’entrata de “la dimora del Pataca”, ma non ci avventuriamo in nessuna interpretazione.

Samuele Zerbini, il Renziano dell’era postatomica, non c’è. Sono a Londra sia lui che la sua pagina, su cui si possono cogliere solo scorci anglosassoni.

Arriviamo poi alla bassa manovalanza, quelli che fanno il lavoro sporco. Il Plotone antifascista formato da Bertozzi, Morolli, Mazzocchi, Piccari e Giorgetti (chi?), quelli della lettera alla Voce sui “grillini neofascisti”, tace. Bertozzi preferisce dedicarsi agli errori di Prandelli che a quelli del Sindaco di Venezia e gli altri sono tutti fermi ai post in cui si dicevano convinti che tra il Movimento 5 Stelle e Forza Nuova ci fosse inciucio. Piccari poi, evidentemente coinvolto dalla sacra crociata familiare contro Giulia Sarti, anche Nando non perde occasione, se la gioca sull’incoerenza delle affermazioni europee della Parlamentare stellata, non cogliendo l’incoerenza del suo  silenzio su temi ben più gravi.

Una citazione la merita anche Fabio Pazzaglia, Talpa infiltrata tra le fila della minoranza, che, come un bravo agente segreto, dissimula la sua vera missione e chiede un passo indietro di Orsoni (Primo Cittadino di Venezia). Se le sue siano o meno considerazioni convinte lo potremmo sapere solo nel momento in cui succedesse qualcosa al PD di Rimini, ma…. ad un gruppo così ligio alle regole cosa vuoi che succeda… Intanto oggi (Giovedi sera n.d.r.) ha votato nuovamente con la maggioranza sul caso Funelli. Così, per dire.

Questo è il riassunto delle posizioni. Ricapitolando. La questione è d’impellenza morale solo se riguarda le aspirazioni di qualche sparuto residuato bellico, mentre, se il riguardo è nei confronti degli arresti PD è meglio parlare di Prandelli. Semplificazione? La si usa quando la situazione è semplice.

P.S.

Qualcuno si chiede se gli stessi arresti prima delle elezioni ne avrebbero modificato l’esito. Secondo chi scrive se il Compagno G., ancora vivo e vegeto, non ha impressionato nessuno neanche i nuovi fatti di Venezia avrebbero modificato nulla.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

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Consiglio Blasfemo

Non c’è alcun dubbio, è un precursore.

Nella storia recente, o perlomeno nella recente memoria digitale di Google, non c’è traccia di un Sindaco che bestemmia in pieno Consiglio Comunale. Altri lo hanno fatto. Presidenti di ConsiglioConsiglieri Comunali, ma, a quanto risulta, mai un Primo Cittadino.

Nel 2013 Nilo MartinConsigliere Comunale di Pravisdomini, provincia di Pordenone, tira un moccolo quasi inconsapevole. Da quelle parti si sa, è quasi un intercalare. Fatto sta che, quando si rende conto di quello che ha detto, si scusa e consegna immediate ed irrevocabili dimissioni.

Non altrettanto spontaneo l’allontanamento di Andrea Alzetta che, nel 2010, è stato espulso dal Consiglio Comunale di Roma per oltraggio all’Aula. La sua colpa è stata quella di voler enfatizzare un “vergognatevi” con una bestemmia urlata.

Per dovere di cronaca e par condicio politica citiamo anche la blasfemia impunita del Leghista Mario Rosset, che si è fatto notare nel Consiglio Comunale di Treviso (2006) e la bestemmia educata di Francesco RubinoPresidente del Consiglio Comunale di Sassuolo, che, dopo aver capito di essere finito su Youtube, si scusa affranto (2011).

 Peccato veniale o reato? Secondo il vigente articolo di legge la bestemmia pubblica è un reato ed è punibile con un’ammenda dalle 50 alle 300 Euro, probabilmente l’ammontare dipende dalla convinzione, la legge non specifica. Per le caratteristiche di punibilità c’è invece una certa precisione, infatti per violare il Decreto Legislativo 507 le condizioni sono:

  • l’autore della bestemmia può essere chiunque, anche un ateo;
  • si concretizza nella sua semplice attuazione, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore;
  • il fatto che sia diventata una consuetudine, o che lo sia in certi ambienti, è irrilevante;
  • devono essere chiaramente individuate le parole profferite;
  • deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; non è illecito quindi bestemmiare nella propria abitazione;
  • devono essere presenti almeno due persone;
  • non rientrano nella fattispecie le rappresentazioni figurate, i gesti, gli atti offensivi.

Tornado al nostro primatista locale. Pare che la bestemmia fosse indirizzata alla sua stessa maggioranza per l’incapacità di gestire lo strumentale Ordine del Giorno contro Forza Nuova, fatto passare davanti a tutto, nonostante la sua palese inutilità. Ricordiamo infatti che contro il Movimento Politico in oggetto, ormai un anno fa, Emma Petitti aveva interrogato senza risultato il Ministero dell’Interno e che l’inutile recente Ordine del Giorno, presentato da Pazzaglia (SEL) e Galvani (FDS), aveva l’unico scopo di alleggerire la coscienza dall’ipermercato appena approvato in via della Fiera.

Comunque sia, il Primo Cittadino bolla come falsità le accuse che gli sono state rivolte, ma, dal confronto delle testimonianze, appaiono evidenti alcune incoerenze. La maggioranza (qualsiasi cosa essa sia) dice di non aver sentito nulla e Gnassi sostiene di aver detto solo “Ziopo’”, ma l’Assessore Lisi dice di aver sentito distintamente il nome dell’Altissimo (che non è Zio n.d.r.) e il Consigliere Bertino Astolfi la seconda parte. 1+1=…

 Noi di Citizen non eravamo presenti, ma se proprio dobbiamo scegliere tra la testimonianze di Camporesi e Tamburini e le affermazioni di uno che firma lettere di comarketing a sua insaputa… beh la decisione è piuttosto semplice.

P.S.

Quest’oggi unendo gli sforzi e le menti di 5 ectoplasmi della maggioranza, roba da 6 interrogazioni all’anno se li sommi, hanno prodotto una lettera da far pubblicare alla Voce, tra l’altro senza identificarsi come consiglieri di maggioranza. Bertozzi, Morolli, Giorgetti (chi?), Piccari e Mazzocchi in un bricolage di luoghi comuni hanno accusato il Movimento di strizzare l’occhio a Forza Nuova. Se il Movimento di Rimini fosse tanto disperato da far qualsiasi cosa per avere l’appoggio di 6 persone in più, tanti sono quelli di FN, gli sarebbe bastato far vedere il report operativo dei firmatari della lettera a sei dei loro elettori.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Fabio O’ Pazz

Ieri sera si è consumata l’ennesima sceneggiata consiliare, una di quelle dove i portavoce del Movimento 5 Stelle di Rimini sono puntualmente sottoposti a fuoco incrociato. Ormai il problema non è più difendersi dallo scarso effetto delle sparate della maggioranza, chi assiste sa quanto vacue possano essere le rappresentazioni dei segnaposto sui banchetti PD, ora il fuoco nemico arriva anche dalle spalle.

Fabio Pazzaglia, in teoria facente parte dell’opposizione, nella realtà dei fatti non è altro che un infiltrato, un figliol prodigo che brama di tornare tra le braccia del centro sinistra (qualsiasi cosa esso sia). Dopo un periodo transitorio in cui ha dissimulato un’azione contraria, astenendosi o andandosene al momento opportuno (d’altra parte associarsi apertamente a chi fa shopping con gli F35 fa un certo che a chiunque) ora ha rotto gli indugi arrivando addirittura a molestare e diffamare Tamburini e Camporesi. Per inciso ieri, sulla faccenda Acquarena, è arrivato ad insinuare che il Movimento sia pagato per favorire quelli del Garden e, tra le perle della serata, ha votato anche  contro un tentativo del Consigliere Franchini di ottenere strumentazione per bambini invalidi nei parchi . Ieri sera è riuscito a farsi dare pure del Fascista…. che per uno di SEL è sempre una bella soddisfazione.

A proposito di fascisti. L’azione di Fabio o’Pazz, che chiamiamo così per il cognome e non per somiglianze di genere con Genny a’ Carogna (lui la gente la tiene calma), non si limita ad una guerra consiliare. L’ultima idea è un’azione combinata con il prode Taglianastri e il ciarliero Galvani, che nella sua ansia comunicativa scrive comunicati per tutti… basta associarsi. I tre, Gnassi, O’ Pazz e Galvani hanno proposto un ordine del giorno con cui chiedono al Governo di sciogliere Forza Nuova (un movimento sempre molto grato a Gnassi per l’insperata visibilità). Questa volta, stranamente, tengono molto ad avere la partecipazione autografata del Movimento.

La smargiassata, a 15 giorni dalle elezioni, avrebbe lo scopo di mettere in difficoltà il Movimento Cinque Stelle di Rimini perchè, secondo questi geni incompresi della politica, trattasi di movimento di destra in quanto, in una precedente occasione, non si oppose alla concessione della piazza proprio a FN.

Chi vi scrive non parla per conto del Movimento e dunque può dare solo il suo punto di vista sulla firma richiesta. Ci sono molti motivi per non firmare. Primo fra tutti è che il Movimento, con la sua stessa esistenza, è già di per sé un limite naturale all’esplosione di derive fasciste e razziste. Popolazioni nella nostra situazione, ma senza novità e speranza nella politica hanno espresso la loro frustrazione in veementi manifestazioni di intolleranza. Le forze del male a cui il Primo Cittadino eroicamente offre il petto saranno, come si è visto in precedenti occasioni, si e no sei persone, con dodici bandiere, quando sono tutti e questo è merito del Movimento.

Ci sono anche altri motivi, non ultimo l’inutilità di un’azione senza alcun effetto pratico, se non farsi luce con la bolletta del Movimento. Verificarlo è molto facile: basta andare a sfogliare gli atti del Parlamento per accorgersi che esiste già un’interrogazione scritta, firmata Petitti (PD) – Arlotti (PD) – Paglia (SEL), del maggio 2013, in cui si chiede al Ministro dell’Interno che cosa abbia intenzione di fare con Forza Nuova. Ora… con tutta la buona volontà, se tre parlamentari non hanno ottenuto risposta in un’interrogazione diretta al Ministro, non vedo proprio come il Taglianastri, O’ Pazz e Logorrea possano ottenere qualcosa con un ordinicchio del giorno nel Consiglio dei non pervenuti. Non per essere maliziosi, ma somiglia molto ai titoloni locali dove Gnassi diceva di aver strappato proprietà al Demanio con le minacce, mentre erano trasferimenti semplicemente previsti dal Federalismo Demaniale.

Comunque, a parte tutto ciò, o forse proprio per queste motivazioni, il Movimento sembra sentire prepotente il desiderio di non voler associare il proprio nome a gruppi di interesse, questi sì da sciogliere, che, consapevolmente o meno, stanno riempiendo di guai il futuro di Rimini, dopo averlo già fatto con il passato. Insomma sarebbe bene che invece di regalare visibilità a Forza Nuova i Cheguevara de Noiantri si dedicassero a quello che chiedono i cittadini, onde evitare l’unica sindrome che sta realmente nascendo: quella PoliticoFobica.

P.S.

Apprendiamo dai giornali che il Sindaco e il Prefetto stanno sconfiggendo la Mafia in Riviera. Devono averli terrorizzati con le foto in caschetto di Gnassi sul cantiere del Ponte Coletti…. in un paesone in  cui la povera Elena si vede giocare contro una briscolata dai suoi clienti più affezionati è tutto possibile.

Davide Cardone

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