Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone – Recensione.

Narratori Feltrinelli – 297 pagine – 16,50 € al momento del mio acquisto.

Quando ho cominciato a leggere  questo libro, non mi piaceva, ma non capivo perché. Ho persino comprato un altro libro per metterlo in pausa, perché non riuscivo ad andare avanti, eppure l’autore (non sono certo io a concederglielo) scrive molto bene. Marone è un vero scrittore, fluido, padrone della metafora e costruisce una narrazione solida.

Dopo aver ripreso il libro in mano, forzandomi nel proseguire, ho anche capito cos’era che mi disturbava e non era certo colpa dell’autore. Il mio problema era che il romanzo basa la sua narrazione su un meccanismo psicologico tra i più classici, di cui io stesso ho subito l’influenza. Il rancore verso la figura del padre, che finisce per sovrapporsi al Super-Io giudicante, è superabile solo con il perdono. Cosa che riesce molto difficile quando riconosci la tua identità formatasi in quel diabolico miscuglio tra reazione, blocchi ipnotici e somiglianza.

Andrea Scotto è un insoddisfatto e irrisolto fotografo di moda quarantenne, costretto dagli impegni della sorella minore a tenere compagnia al padre malato terminale di cancro. Andrea non va d’accordo con il padre, perché lo ritiene colpevole di aver riempito la sua infanzia di severità e di aver trascurato la madre portandola al suicidio. Accetta controvoglia, pensando di dover passare il fine settimana a casa con la persona più indigesta che conosce e il suo bassotto un po’ carogna. Papà Scotto, ex comandante di navi, ha però piani differenti e convince il figlio nel farsi portare da Napoli alla nativa Procida. Andrea, riportato nei luoghi mai più rivisitati della sua infanzia, cade in un mondo di ricordi, rivelazioni e comprensioni che gli cambieranno la vita.

Lorenzo Marone è, dunque, uno scrittore così bravo da riuscire a farmi provare fastidio per il blocco nella vita del protagonista, semplicemente perché mi sembrava di rivivere un ostacolo già superato, non senza fatica. Quando l’ho capito le pagine sono volate tra le mie mani, mi sono goduto il percorso del protagonista e le “istantanee” di un’infanzia passata in una delle isole più caratteristiche del Tirreno.

Lo consiglio? Sicuramente agli amici che non sono rimasti incastrati con i loro padri nel passato.

@DadoCardone

Share

Nella Notte – di Concita De Gregorio. Recensione.

Edito da Narratori Feltrinelli. 236 pagine. 16,50 euro al momento del mio acquisto.

Nella Notte, di Concita De Gregorio, è un romanzo dalle molteplici qualità. La lettura è densa e veloce. Il tema, l’uso che il Potere fa dell’Informazione, è trattato con competenza e, infine, non sono assenti richiami alla riflessione etica e deontologica.

Tutte le qualità di questo libro sono stretta conseguenza della storia personale dell’autrice, una giornalista con trent’anni di cronca politica all’attivo, che ha costatato sulla sua pelle il prezzo della corretta informazione.

La storia è quella di Nora che, nella sua tesi di dottorato, ricostruisce i fatti politici che portano alla mancata elezione di un Presidente della Repubblica Italiana. La sua tesi, da cui le viene imposto di togliere un decesso che solleva parecchi dubbi, attira l’attenzione di chi, a Roma, gestisce il flusso delle Notizie, a volte inquinandole, a volte usandole come leva per interessi personali. Un gioco in cui tutti sembrano essere, contemporaneamente, sia vittime che colpevoli e dal quale la protagonista cercherà di prendere le distanze con crescente convinzione.

Concita De Gregorio poggia questo suo libro su una straordinaria analisi dei metodi di chi influenza le notizie, servendosi anche della falsa libertà della Rete, ormai strumento nelle mani di chi ha meno scrupoli.

I personaggi sono gli stessi della nostra quotidianità informativa. E’ facile riconoscere Renzi, Berlusconi e i vari faccendieri che si adoperano alternatamente nelle fila del Partito dei Giusti (PD), o in quello delle Vestaglie (Polo delle Libertà). Non è nemmeno tanto difficile capire che il Presidente non eletto sia in realtà Romano Prodi. Nonostante tutto appaia in qualche modo familiare, l’impietoso quadro che Concita dipinge della politica italiana lascia talvolta esterefatti mentre, al contempo, non si riesce a negarne la plausibilità.

Ha anche un po’ il sapore di rivalsa questo libro, forse per il tempo che la De Gregorio ha dovuto passare senza occuparsi di politica, ma questo non intacca l’analisi puntuale di come l’opinione non qualificata sia stata elevata al rango di fatto oggettivo. Una confusione incoraggiata da chi, dietro le quinte, gestisce la “verità“.

Questo libro pare essere nelle sue conclusioni un appello e un monito. Una sollecitazione a chi fa il lavoro dell’Informazione, un invito a reagire per sfuggire a certe logiche. E’ anche un’avvertimento per chi, ingenuamente, identifica il visibile della notizia come qualcosa in divenire e non come il risultato di qualcosa già avvenuto. Magari deciso “Nella Notte”.

Lo consiglio con convinzione e mi sento di suggerire che, per molti, questa lettura potrebbe essere addirittura formativa.

@DadoCardone

Share