Il Braccio Destro – Di Walter Delogu e Davide Grassi.

Mursia Editore – 223 pagine – 17,00€ prezzo intero della copertina.

A volte lo faccio, ma questa recensione in particolare necessita di una piccola premessa. Uno degli autori del libro, Davide Grassi, è un mio caro amico e ho avuto modo di conoscere anche Walter, che ho trovato molto simpatico. Tra l’altro la copertina del libro è stata realizzata con un mio scatto. Per cui dare peso o meno alla recensione è una scelta che lascio totalmente nelle vostre considerazioni.

Il Braccio Destro, edito da Mursia, è un romanzo particolare. Potrebbe essere considerato, a tutti gli effetti, un prequel del libro scritto da Andrea Delogu, figlia di Walter. La Collina (di cui ho già fatto la recensione qui), si concentrava sulla libera interpretazione delle memorie di Andrea, degli anni passati a San Patrignano con i suoi genitori. Ne “Il braccio destro”, invece, la parola passa a Walter che, grazie al personaggio ideato con l’aiuto di Davide Grassi, ripercorre la genesi criminale che lo avrebbe poi portato più volte in comunità.

Lasciatemi dire che non è mai facile recensire le memorie di un uomo che hai conosciuto, anche se romanzate. E’ inevitabile leggere fra le righe e ricostruire la persona che conosci, seppur superficialmente. Ti sembra quasi di giudicare, ma questo lavoro lo devo fare, perché il libro è bello, sia per quello che racconta apertamente, sia per quello che, con un po’ di attenzione, ci si trova.

Angelo Melis è un ragazzino sedotto dalla Criminalità. A fargli scattare l’esigenza di percorrere quella strada è, tra le altre cose, un padre che lui considera troppo remissivo nei confronti di quello che la vita gli ha tolto. Suo padre non ha nulla che non vada. E’ un lavoratore onesto, con una seria preoccupazione riguardo al futuro del figlio, ma non sa prendere posizione come gli spietati criminali che Angelo ammira. Loro si appropriano di tutto senza chiedere il permesso e anche Angelo desidera questa possibilità.

La criminalità porta con sé anche un’assenza totale di normalità. Angelo vive Milano con altri ritmi, altre paure e altri parametri, rispetto alla popolazione produttiva. Sente forte anche il contrasto sociale con la “Milano bene” e questo porta sempre a un corto circuito quando ne incontra i figli. E’ giovane, troppo giovane per fare la vita da malavitoso e trova sostegno solo nella droga. Eroina, cocaina, a volte tutte e due insieme, e le pistole. Quelle gli piacciono e gli regalano la sicurezza in più che la droga non può offrire.

Angelo Melis scala le organizzazioni a cui si affilia e molto spesso cade in disgrazia a causa dei suoi vizi. Per questo non è mai lui il boss e l’unico ruolo che gli è consentito raggiungere è quello di braccio destro. A lui sta bene così. Ha tanta insofferenza dentro di sé e l’unica cosa che gliela fa dimenticare, oltre alla droga, è un ordine rischioso, da accettare senza discussioni, impartito da uno dei suoi “padri” criminali. E di quelli ne trova. Ne trova uno anche in quella Comunità che, in fin dei conti, lo salva da una vita da tossico. Lì c’è Sergio, un uomo che, senza alcuno scrupolo, vuol realizzare la sua visione e che non si fa pregare per usare le abilità da strada di Angelo.

Questo romanzo l’ho finito in un giorno. Per tutta la lettura sono rimasto sulle spine, cercando di capire se il capitolo successivo mi avrebbe proposto una caduta o una redenzione. Ho apprezzato lo stile da spaccone con cui il protagonista racconta quella che, in sostanza, è una lunga e interminabile caduta verso una vita normale e il desiderio di una famiglia. Angelo Melis, alla fine, è un uomo con un retaggio criminale che trova solo nell’ultima sconfitta il regalo della normalità.

Questo romanzo rappresenta un buon uso delle appassionanti memorie di Walter e un grande lavoro di Davide che, fortunatamente, da avvocato penalista, ha saputo organizzare in forma coerente la grande spinta di una tormentata memoria realmente criminale. Consigliatissimo.

@DadoCardone

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La Collina di Andrea Delogu e Andrea Cedrola – Recensione.

Edito da Fandango Libri – 343 pagine – preso in prestito.

A volte ti capita un bel libro tra le mani ed è proprio lui che trova te.  Ammetto che vedendolo in libreria non me ne sarei interessato, ma solo per un mio limite. Se non conosco l’autore, o non ho sentito parlare del romanzo, mi lascio guidare dalle copertine e il mio gusto in merito è molto noir.

E’ successo però che il mio amico Davide Grassi sia in dirittura d’arrivo per la pubblicazione di un romanzo, edito da Mursia, in collaborazione con Walter Delogu e liberamente ispirato alla sua vita. Per chi non lo sapesse Walter è stato autista e uomo di fiducia di Vincenzo Muccioli, il fondatore di San Patrignano. Ho collaborato anch’io in minima parte con la foto di copertina e alcuni book trailers. (Qui di seguito per chi fosse curioso).

https://youtu.be/zI4s59Grb4M
https://youtu.be/VZpsy1ULAeQ
https://youtu.be/feCF7NxyiM4

Avevo dunque necessità di capire la storia che veniva affrontata dal romanzo. Oltre ad essermi guadagnato un pranzo con Walter e le sue memorie da film, Davide mi ha anche prestato da leggere La Collina, scritto da Andrea Delogu, famosa attrice e presentatrice, nonché figlia di Walter, in collaborazione con Andrea Cedrola. Ecco, questa è la storia di come io e questo libro ci siamo incontrati.

La Collina è un romanzo liberamente ispirato alle memorie di Andrea Delogu che, assieme ai suoi genitori, ha passato tutta la sua infanzia, tranne un breve intervallo, nella comunità di San Patrignano. Valentina, l’alter ego romanzato di Andrea, ripercorre tutte le vicissitudini della sua famiglia in comunità che, inevitabilmente, s’intersecano con fatti di cronaca molto noti. Sono gli stessi avvenimenti che hanno portato Vincenzo Muccioli (nel libro Riccardo) a essere uno dei personaggi più controversi degli anni ’90.

Questo romanzo è stato una gratificante lettura sotto diversi aspetti. Prima di tutto l’intreccio narrativo è molto interessante. Sarà anche liberamente ispirato, ma la personalità del “probabile” Muccioli è delineata con una perfezione non solo stilistica. E’ inevitabile pensare che solo chi l’ha conosciuto de visu sappia descriverlo così bene e, di conseguenza, i fatti raccontanti acquistano un sapore estremamente reale.

Il secondo motivo per cui La Collina è un bel romanzo è il suo congegno stilistico. Nella nota biografica di Andrea Cedrola si legge che, usualmente, scrive per il cinema. Questo particolare s’intuisce anche da come il romanzo non venga mai lasciato riposare su se stesso. I passaggi di memoria da Valentia a suo padre Ivan, i dialoghi, le descrizioni piacevolmente contaminate dal mestiere di sceneggiatore, riempiono questo libro di pagine coinvolgenti, mai noiose, concentrate. Per tutto quanto descritto e per la curiosità di capire qualcosa in più della vecchia San Patrignano, consiglio questo libro agli amici che seguono la mia piccola rubrica.

@DadoCardone

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Una Passerella due verità.

Rimini: non finiscono mai le polemiche sulla famosa passerella del Ponte di Tiberio. Il problema sembra essere determinato dall’incongruenza con cui vengono applicate le medesime leggi. In questo servizio si racconta di come alcuni cittadini siano costretti a ricorrere contro provvedimenti che richiamano leggi valide solo per loro, non per altri e soprattutto non per il Comune.

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L’inadeguatezza politica di Gloria Lisi.

LISI DESERTBisogna dirlo, questa Maggioranza di centrodestra si confà alla personalità politica di Gloria Lisi. Non perché sia particolarmente di destra, il potere dell’associazionismo cattolico si nutre ecumenicamente, ma perché un Pizzolante o un Erbetta possono in effetti nascondere il fatto che l’Assessore alle Politiche Sociali.. ha delle uscite ben poco sociali.

Ci sarebbe comunque bisogno di qualcuno che la consigli, o che perlomeno le applichi una cura di Memento mori, visto che politicamente rappresenta un disastro che può funzionare solo nell’arroganza dell’establishment Riminese. Così, a braccio, ricordo in pochi mesi: le accuse a mezzo stampa nei confronti dell’Avvocato Davide Grassi, per le quali ha dovuto restituire pubbliche scuse, la cacciata dei senzatetto da un’occupazione abitativa alle porte dell’inverno, pettorine CI.Vi.Vo per documentare fotograficamente iniziative in odore di “fake” con i rifugiati, l’inaugurazione di un emporio di carità temporanea solo per residenti opportunamente registrati, lo sfratto esecutivo di un progetto per senzatetto che costa spicci e aiuta molto in favore di un altro da centinaia di migliaia di euro che non muove una virgola… etc etc.

All’inizio di questa nuovo mandato politico sembrava aver preso una diversa direzione, con tutti i limiti del caso. Nell’affare delle microaree aveva applicato una certo indirizzo welfare, dimenticandosi però di confrontarsi con i cittadini…. Non sono cose che si imparano da un giorno all’altro. In questi giorni però, con uno strano comunicato dallo stile confuso, torna decisamente allo stile iniziale, quello per cui la normalità  è che gli Affari Sociali e la Polizia Municipale abbiano lo stesso dirigente.

Il comunicato, che potete trovare qui, dice sostanzialmente che vi sono minori extracomunitari sul nostro territorio che, approfittando di regole imprecise, ottengono assistenza senza averne il reale bisogno. Ora chiedo a chi ha avuto la bontà di arrivare a questo punto dell’articolo: quanto poco accorta è una dichiarazione del genere?

In un momento di recrudescenza del sentimento sciovinista nel nostro Paese dire che vi sono minori extracomunitari che rubano risorse al comune non è molto intelligente. Il comunicato, a parte ripetere il concetto qui sopra riportato, non da alcuna specifica se non che “ non siamo di fronte ad emergenze umanitarie ma a dinamiche familiari temporanee”. Questa affermazione, per quel che ne sappiamo, potrebbe essere vera, ma senza specificare di cosa stiamo parlando, che lo voglia o no, resta solo un cerino lanciato sulla polveriera del “prima gli italiani”, slogan fascista per eccellenza.

Se vi fosse dolo sarebbe materia della Procura. Se si trattasse di un difetto di norma sarebbero altri i percorsi, non certo quello di vaghe dichiarazioni a mezzo stampa (è un suo comunicato, non uno scoop giornalistico). A questo punto viene da chiedersi che scopo ha questa comunicazione. Farsi perdonare per le microaree? Mettere pressione a qualcuno? Non è dato saperlo. Certo non si può confidare che questo tipo di dichiarazioni, lasciate decantare nella consapevolezza dei cittadini, porti dei buoni risultati.

Personalmente ritengo che l’indirizzo della Lisi sia quello di disimpegnare il comune di Rimini da qualsiasi spesa senza coperture prefinanziate. Per questo vanno bene le microaree, ma non la spesa irrisoria di Casa Gallo. Il che, nel senso matematico dei bilanci potrebbe essere anche lecito, non fosse che non stiamo parlando di Welfare. Lo Stato di Diritto prevede altri approcci, tipo che…. Se un minore è sfruttato suo malgrado ed allontanato dalla famiglia, per ottenere un qualsiasi tipo di agevolazione, ha comunque bisogno di assistenza. Cosa che non si legge nemmeno tra le righe di quel comunicato.

dado

 

@DadoCardone

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Poteva essere ancora meglio.

19 su 20. Per un solo comune il Movimento 5 Stelle non ha realizzato uno storico cappotto contro il sistema delle coalizioni. Questo dato vuol dire molte cose, a cominciare, appunto, dalla reale possibilità di far politica senza dover trovare accordi con entità che sostengono “altro”.

Dalle parti di Rimini però questa supremazia da ballottaggio ha un sapore particolare. Amarognolo, direi. Il Movimento di Rimini, anni di attivismo, un mandato di dura opposizione in consiglio comunale ed un candidato capace di riscuotere consensi trasversali, non si è potuto presentare. La motivazione ufficiale è una millantata spaccatura interna, quella ufficiosa è che lo Staff di Milano e l’erede Casaleggio non hanno le risorse per dirimere questioni tra liste diverse. La realtà è però che l’ex di Grillo (con codazzo di vari meschini personaggi già descritti in altre occasioni) è stata usata per creare una lista di disturbo e mettere Beppe in difficoltà.

Detto fatto. Il Movimento di Rimini, squalificato da due righe senza firma sul sacro Blog, non si è potuto presentare e oggi, alla luce del risultato quasi perfetto dei ballottaggi (tra cui spicca anche la vicina Cattolica, complimenti a Mariano), si può valutare l’esatta entità del danno.

Riportando il dato in prospettiva nazionale risulta chiaro che tutte le situazioni in cui lo Staff (qualsiasi cosa esso sia) è intervenuto proditoriamente, sulle realtà locali, si è generata una vittoria del Partito Democratico. Rimini, nelle modalità già descritte, Bologna, dove si è svolta un mattanza contro i rivali del prediletto Bugani, Milano dove ad una candidata scelta democraticamente è stato “consigliato” il ritiro, Ravenna dove non si è saputo dirimere un altro litigio. Sembra quasi che il PD vinca o perda, non per quello che fa, ma per come il Movimento gestisce se stesso. Unica eccezione Napoli. Anche qui sono stati fatti fuori molti attivisti, per favorire una fazione vicina al deputato Fico (di cognome, non di portamento), ma a raccogliere i frutti della diaspora c’era un tale De Magistris che «tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va» (cit. Pino Daniele) e che non ha fatto bagnare il becco ai Demokrat. Lega Sud in arrivo?

Certo, tutto questo domani sarà dimenticato, soprattutto per merito delle due vittorie più evidenti. Raggi a Roma,  importante per le future strategie del Movimento, e Appendino a Torino. Vittoria quest’ultima molto (ma molto) più importante per la crescita politica dei 5 stelle.. perché non ottenuta sulle macerie di qualcos’altro e perché preceduta da un lavoro più di relazione che mediatico. Poi è anche vero che Fassino si porta una sfiga tremenda e anche un po’ profetica.

Rimini dovrà aspettare. L’attuale Sindaco, il riconfermato Andrea Gnassi (a.k.a. Taglianastri), siede su di una poltrona traballante. Un po’ per le alleanze di centro destra cui è stato costretto a sua volta, da una diatriba interna con Maurizio Melucci, detto anche Lupus in Fabula, ma anche per alcune pendenze legali di cui è oggetto. C’è chi gli dà al massimo un anno e mezzo di sopravvivenza, previsione che potrebbe anche favorire un rientro in gioco del Movimento. Nel diverso caso di un mandato completo invece, si accumulerebbero 5 anni di ininfluenza a 5 stelle…. Un po’ troppi per uscire dal 10/15 % del votatore tatuato Movimento.

P.S.

Personalmente ho preso tutta un’altra strada, di cui sono anche molto contento, ma dato il peso che comunque il Movimento nazionale continua ad acquisire,  mi auguro che tra cinque anni sia qualcosa di diverso dall’identità surrettizia che si è manifestata, anche tramite la maschera del Direttorio. Per Rimini poi, in particolare, spero che s’inneschi un qualche tipo di filtro, per cui perniciose forme di Franchinite non possano contagiare chi ci sarà.

dado

 

@DadoCardone

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Il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

⇒Le cose non dette sul provvedimento disciplinare ai due poliziotti Riminesi.

Sarà sfuggita a pochi la notizia del procedimento disciplinare aperto nei confronti dei due Agenti in servizio a Rimini. Riassumendo, da quello che si può leggere sulla stampa locale, due agenti, uno in forza alla Digos e l’altro alla Questura, avrebbero convocato un attivista del Movimento 5 Stelle di Rimini per proporre aggiustamenti  necessari alle imminenti elezioni e, addirittura, si sarebbero spinti ad avvicinare Davide Grassi (che nell’occasione era assieme ad un altro attivista), candidato sindaco scelto dal gruppo storico di Rimini. Per chiedergli cosa? Per suggerirgli un passo indietro a favore di Luciano Baglioni, sostituto Commissario della Squadra Mobile di Rimini, prospettando un posto da Vice Sindaco nel caso di positivo esito delle elezioni.

Va detto e sottolineato che Baglioni di questa storia non ne sapeva nulla, ma il suo nome è ugualmente saltato fuori come candidato della lista fantasma, quella della Gerontopolitica in scalata affannosa. Resistete, tra qualche riga sarà più chiaro il perché.

Grassi, avvocato penalista con un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda l’impegno civile contro Mafie e Racket, rimane basito. L’istinto immediato è di segnalare l’accaduto, ma ha un rapporto cordiale con molti esponenti delle Forze dell’Ordine e preferirebbe non mettere in imbarazzo la Questura. Chiede informalmente consiglio ad un conoscente. In un attimo la notizia arriva ai superiori dei due agenti. Dopo questo episodio Grassi e un attivista vengono ascoltati come persone informate sui fatti, i due poliziotti diventano oggetto di un provvedimento disciplinare,  che sembra corrispondere in prima istanza ad un trasferimento.

Questo è quasi tutto quello che la stampa ci riferisce. C’è anche una parte più fumosa, che riguarda un’attività di dossieraggio contro Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, e contro lo stesso Grassi, suo più quotato avversario alle prossime Amministrative. Il Resto del Carlino nomina dei dossier, il Corriere invece  li nega categoricamente, entrambi senza citare la fonte della loro certezza. L’unica cosa certa è che nè Grassi, nè l’attivista ascoltato, hanno mai riferito nulla del genere a chi  si è mosso per ascoltarli.

Ora parliamo però della parte divertente. Alcune persone, perlomeno quelle che leggono gli articoli, oltre ai titoli, si sono chiesti: ma i due agenti … a nome di chi mediavano e proponevano candidature? I giornali, in particolare il Corriere, hanno raccontato quasi tutta la storia, senza fare l’ultimo passo.  Mettere in chiaro il collegamento finale. I due sono descritti come appassionati di politica e in parte è pure vero, infatti l’agente della Digos  si informa senza sosta delle dinamiche politiche locali e l’altro è addirittura attivista in forza al Meetup di San Giovanni. A volte però le passioni degenerano. Facciamo un piccolo passo indietro per capire come.

Cattura3Vi ricordate che poco più sopra abbiamo citato la lista fantasma, quella montata da Massimo Attilio Lugaresi, per scalare il logo del Movimento 5 Stelle? Ebbene, il caso (o la stupidità) ha voluto che uno dei collaboratori dello scalatore, quello completamente impedito con le mail, fosse anche l’incaricato proprio delle comunicazioni. La Talpa, come viene goliardicamente chiamato da chi è informato dei fatti, ha sbagliato più volte a spedire delle mail con le quali aveva missione di relazionare sui lavori di formazione delle lista fantasma e…. indovinate un po’ a chi le ha mandate? Tenetevi la pancia. Le ha spedite anche a un’attivista del Movimento regolare! A parte la dabbenaggine del misero tapino, la cosa importante è che  in una delle mail, quella con l’annuncio del completamento della lista, tra un gruppo ristretto di destinatari si possono leggere i nomi e gli indirizzi mail proprio dei due poliziotti.

Si comincia a capire qualcosina di più? Per quale motivo i due agenti ricevono mail della lista avversaria a quella di Grassi? Oltre alla mail esistono concomitanze che suggeriscono un impegno  oltre il semplice interesse professionale, che magari l’agente Digos avrebbe potuto avere per ordine di servizio. Una di queste, la conoscete già, è proprio la proposta di Baglioni Sindaco e la supposta mediazione a suo nome. La voce di un importante candidato “in divisa” aveva cominciato a girare subito dopo il ritiro del secondo “sindaco fantasma” e il consiglio d’inciucio a Grassi era stato dato poco prima che il Carlino ne bruciasse il senso sulle sue pagine.  Un’altra concomitanza, non da poco, è il fatto che nella lista carbonara di abituali frequentatori del Movimento non ce n’è, tranne per tre eccezioni (oltre alla Talpa): due attivisti di San Giovanni e la sorella di un altro del loro gruppo. Ricordate chi altro è attivista di San Giovanni?

Ricapitolando. Due agenti di polizia, uno dei quali in forza alla Digos, s’interessano del Movimento al punto di collaborare con la lista che vuole scalzare gli attivisti storici e di proporre un papabile candidato sindaco proveniente dal loro ambito professionale. Tutto questo non avrà sicuramente rilevanza penale, ma che debba passare per normale … proprio no.

Esiste una prassi, rivelata dallo stesso Baglioni il giorno dopo essersi letto sui giornali come eventuale candidato, che prevede il trasferimento e l’aspettativa per gli agenti di polizia che vogliano impegnarsi in politica. E’ intuibile che il motivo risieda nel legame che ogni poliziotto ha e deve avere con il luogo dove esercita il proprio mestiere, relazione di cui sarebbe molto facile approfittare. Non sembra sia necessario spiegare il perché.

P.S.

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai? Se ci ascolti per un momento, capirai, lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società di noi ti puoi fidare...” [Edoardo Bennato]

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@DadoCardone

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Garante dei detenuti: the winner is… nessuno.

gerusalemme_liberata2Stasera Giovedì 18 Febbraio 2016, dopo oltre 7 mesi dalle dimissioni del precedente, si doveva votare per la scelta del Garante per le persone private della libertà personale. E si è votato. Peccato che la votazione sia stata invalidata dalla mancanza di una maggioranza assoluta.

Si doveva scegliere tra due pretendenti provenienti dall’Associazione Madonna della Carità, ricadente sotto l’egida del Vicesindaco Lisi, ed una che non lo era. Scelta difficile. Il dibattito, un po’ sottotono a dire il vero, ha stancamente preceduto la votazione con qualche piccola schermaglia e un esotismo alla Galvani che ricorre sempre ai massimi sistemi per non dire nulla. Proporre a Rimini il sistema carcerario della Norvegia saltando a piè pari il sistema carcerario italiano, non cambia il fatto che, nella locale Casa Circondariale,  continua ad esserci un direttore a mezzo servizio.

Tra le schermaglie citiamo ad honorem la stilettata che di è inflitto da solo Allegrini. Convintamente in campagna elettorale ha deplorato l’azione di Davide Grassi, ex garante e attuale candidato del gruppo storico del Movimento 5 Stelle di Rimini. Peccato per Allegrini che la sua vis polemica non sia supportata dalla una necessaria solidità di pensiero. L’accusa, di aver abbandonato i detenuti al loro destino, è ritornata come un boomerang sui denti Dem del Consigliere, che poi non ha saputo spiegare come tanta preoccupazione si sia risolta in 7 messi di latitanza nelle scelta del nuovo garante. Tra l’altro il Consigliere Tamburini gli ha anche ricordato che la Garante Regionale, Desi Bruno, citata dallo stesso accusatore, non avesse in realtà gradito il comportamento dell’Amministrazione che aveva portato alle dimissioni Davide Grassi.

Comunque sia… la cosa che la grande preoccupazione di tutti per lo stato dei detenuti non ha portato è stata l’elezione di un nuovo Garante. Tutto rimandato alla prossima votazione.

P.S.

Stasera anche le interrogazioni per chiedere una fermata d’autobus in via Venerin, dove i disabili devono farsi 1 km e 400 metri per un pezzo di pane, se rimangono a piedi. L’Assessore competente non c’era. Ha lasciato detto che risponderà… forse alla domanda dell’anno scorso protocollata dai cittadini.

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@DadoCardone

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La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

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@DadoCardone

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Oltre a Qualcuno – di Ernesto Reali

tgruMi chiedo se esista un punto di unione fra una zuppa ed una capriola isterica,o fra una lista fantasma e un girotondo infantile. La cosa certa è che molti opinion leader si sprecano in un virtuosismo del pensiero che vale quanto la lancetta dei secondi: un breve istante. In questo stesso breve istante, così piccolo ed incerto,
lascio che il mio sguardo si trascini come foglia al vento fra il susseguirsi di parole che compongono ipotesi, supposizioni, giudizi, sospetti, diffidenza; mai che in tutto questo si possa incontrare il semplice e costruttivo dubbio. Il dubbio della ragione è quell’esercizio di stile che poche fine menti sanno compiere prima di proferire una sola parola, perché sanno che per muovere dell’aria esistono già i ventilatori; questo è quanto sto cogliendo da tutte le polemiche e critiche che aleggiano – nell’intorno – del Movimento. Perdersi nelle sterili polemiche di liste fantasma, di attivisti uscenti, congedati, autoesclusi o diffidati, fanno parte di eventi pre-elettorali della quale la storia ne è piena a bizzeffe, ma senza che la stessa se ne sia mai presa cura o attenzione; e questo già…. la dice lunga! La cosa che facilmente si dimentica, o diciamo che appositamente la si ignora per interesse particolare, è quanto un gruppo collettivo sia stato capace nelle opere e negli intenti di promuovere in questa città e per questa città: con abnegazione, con sacrificio, al di fuori del palcoscenico lasciato all’ intellighenzia –  riminese. Questo è quanto di vero osservo e oggettivamente vedo :  un bisticcio fra “primedonne” per accaparrarsi il miglior camerino con la più vanitosa stella appiccicata alla porta. Cosa resta di vero e autentico, sono i singoli comportamenti umani, le singole
responsabilità, i singoli atti che ognuno di noi compie con il proprio operato. Qualcuno diceva :- “non giudicare se non vuoi essere giudicato”; questa è la vera gogna dalla quale ognuno di noi deve passare, e credo che pochissimi la potranno evitare senza lasciarci la propria testa. Non mi interessa sapere quante e quali saranno le liste del Movimento, e neppure mi preoccupo delle scelte dei singoli, ognuno dispone di libero arbitrio, ma cosa davvero attendo al divenire sono gli impegni e le responsabilità dei singoli con la propria storia ed il proprio operato, con onestà e serietà di intenti. In tutto questo, credo proprio che il Movimento di Rimini abbia dato lezione a tutti, anche nelle proprie incertezze, anche nei propri errori di
gioventù, di essere autocritico e costruttivo nella giusta misura di sapere chi avesse l’adeguata autorevolezza per essere candidato non a primo cittadino, ma ad ultimo servitore della comunità cittadina. Forse è proprio questo che non è piaciuto e non piace agli opinion leader quanto ai cortigiani della politica : candidarsi ed accettarsi ad essere l’ultimo dei cittadini.

Ernesto Reali

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Una domanda al Candidato Grassi.

DSC_0042Non vi sbagliate con le consonanti, che se no poi la Città non cambia. Rivelato il Candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle. Molti gli attestati di stima, ma, perlomeno a noi di Citizen, quello che interessa sono le reazioni del PD. Il Partito Democratico ha su un bel termometro per misurare la paura… non sotto l’ascella.

A parlare sono il Segretario Comunale Alberto Vanni Lazzari, per cui faticano veramente tanto a trovare un uso, e il Capogruppo del PD, l’imberbe Morolli, che si esprime praticamente su tutto senza avere un’idea di quello che dice.  Dopo le infelici uscite di gaudio sui rastrellamenti Homeless e su quanto sia giusto buttare un minorenne senza biglietto giù dall’autobus, ora si ingegna in un improbabile sarcasmo politico. Potrebbe farne a meno, perlomeno per ripagare la clemenza dimostrata nei suoi confronti. Ricordiamo bene quando è andato a recitare la poesia della “Città che cambia” alla Gaiofana e nessuno dei 12 intervenuti (del PD) gli ha fatto notare che stava parlando del Borgo dei Ciliegi.

L’ho sempre detto. E’ sbagliato. Se uno non sa nulla bisogna farglielo notare… se no poi si mette a fare pure il professore. Nel caso specifico si vorrebbe contestare la negazione di Grassi rispetto alla possibilità di essere candidato. Come glielo spieghi all’inutile e all’imberbe che così si è mantenuto l’equilibrio della votazione? Non glielo spieghi.  Anche perché se capissero cos’è una bugia si troverebbero davvero in imbarazzo con chi firma patti per non privatizzare l’acqua, per poi fare gare su misura per Hera, o si dichiara Paladino dell’Anticemento, dopo aver incoraggiato sfregi TRC e campi di palazzine soviet.

L’unico moto che riconosciamo in questi irrilevanti della politica è darsi da soli dei bugiardi “veniali”. Infatti dichiarano la negazione alla Candidatura di Grassi “bugia veniale”, cosa praticata dalla vecchia politica. Considerando chi governa Rimini da sempre… beh è chiaro che stanno parlando di loro stessi. Che non se rendano conto?

Noi preferiamo chiedere al diretto interessato se si sente un bugiardo.

Davide… il PD ti accusa di aver mentito sulla tua candidatura per il Movimento, cosa rispondi?

“Che ieri ho messo i calzini non in tinta con i pantaloni, così gli fornisco altri argomenti per attacchi privi di senso. Il gruppo degli Attivisti di Rimini mi ha chiesto di mantenere l’assoluto riserbo sulle candidature in modo che non ci fossero influenze di sorta sulla votazione, che sarebbe avvenuta di lì a poco ed io ho rispettato la volontà dell’Assemblea. Già senza aver dichiarato nulla hanno riempito tutti gli articoli di spalla con il mio nome, ti immagini cosa sarebbe successo se avessi confermato? Non sarebbe stato giusto nei confronti degli altri candidati, tutte persone con pari diritto.”

Dunque bugia veniale o altro?

“Se io mi nego per rispettare un patto, aggiungo democratico, fatto tra persone per bene non è certo un crimine, poi se qualcuno forza la mano, perché vuol sentirsi confermare a tutti i costi i sospetti, riceve in cambio un’altra forzatura. E’ normale. Non penso si sia offeso nessuno”.

Tutto qui?

“Sì, anzi no. Fammi dire l’ultima cosa. Mi auguro che ora con la stampa si possa creare un rapporto di collaborazione per quanto riguarda il diritto del cittadino di essere informato su programmi e iniziative politiche. Sono sicuro che loro per primi tengano all’equidistanza che deve avere l’informazione, anche se è tristemente innegabile che si venda di più con il gossip.”

P.S.

Consigliere Morolli. Quando un controllore mette per strada un minorenne senza biglietto non agisce coscientemente, per il semplice fatto che non è in grado di riconoscere tutta una serie di patologie che potrebbe avere il minore. Faccio un esempio abbastanza concreto. Ci sono forme di autismo che non possono essere riconosciute da una persona senza esperienza. Chi se la prenderà la responsabilità di un bambino con quei problemi lasciato a piedi in una zona che nemmeno conosce? Il fatto che sia capogruppo consiliare del PD le dà responsabilità in più rispetto a quello che lei pensa di avere. Si faccia consigliare da qualcuno con un po’ di esperienza di vita, dovrebbe averne anche nel suo partito.

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@DadoCardone

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Intervista a Davide Grassi.

Mafia. Un fenomeno strisciante presente anche in Riviera e che proprio qui usa uno dei suoi più grandi vantaggi sul campo, quello di essere sottovalutata. Fortunatamente, oltre al lavoro sul campo della Direzione Investigativa Antimafia, alcune persone della società civile si sono mobilitati per fare informazione sulla questione. Questa è la prima della interviste con le quali Citizen cerca di identificare i profili di questi punti di riferimento. La prima delle interviste è stata fatta a Davide Grassi, avvocato riminese, autore di un libro indagine sulle Mafie in Riviera.

La Redazione

 

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Nessuna garanzia per il Garante.

Doveva succedere. Dopo mesi di tira e molla Davide Grassi, il Garante dei Diritti dei Detenuti, ha dato forfait a causa dell’impossibilità di compiere il suo lavoro.
Nessun rimborso, nessuna ufficio che garantisse la privacy, nessuna mail e nessuna carta intestata. Ora… chi si intende, anche in maniera spicciola, di informatica sa benissimo che assegnare una nuova casella di posta è un’operazione che necessita veramente di pochi minuti, dunque non sarà, ma… quello che sembra è proprio Mobbing.
C’è poi un’accusa, piuttosto personale, che stride. Alla critica del Garante, rispetto all’impossibilità di operare secondo le prerogative del suo ruolo, l’Assessore Gloria Lisi risponde con un’insinuazione di lucro. Infatti, notoriamente, gli avvocati che fanno da Garanti ai diritti dei carcerati, togliendo ore al proprio lavoro, per clienti senza parcella, fanno soldi con la pala. E’ un’accusa stizzosa e cattiva, che tradisce lo stimolo di un nervo scoperto. Qual è? Proviamo a fare qualche ipotesi.
Davide Grassi è stato una scelta inevitabile e largamente condivisa per competenza e contingenza. Questo non vuol dire che fosse anche gradito. L’infantilismo amministrativo Demokrat  (che se non si gioca come dicono loro scappano con la palla in preda ad una crisi isterica) rende indigeste le figure autonome e Grassi autonomo lo è stato fin da subito. Difficilmente il PD poteva perdonargli la visita alla Casa Circondariale con Giulia Sarti che, in fin dei conti, era normale amministrazione. La questione dei Casetti era però intestata al Deputato “piuttost che nientArlotti (almeno nelle fantasie piddine). Scippo di titolo giornalistico: Peccato Mortale.
I carcerati difficilmente votano e alla gente non interessa dei dritti dei reclusi, Infatti l’episodio non è rilevante tanto in sè, quanto per il fatto che diversi interessi ruotano attorno all’assistenza del carcerato. Per essere chiari stiamo parlando della Giovanni XXIII, che sicuramente opera in maniera legittima, ma sulla cui esclusività degli affidamenti, beh …. forse qualcuno potrebbe avere qualcosa da dire. Un Garante indipendente, adeguatamente fornito di strumenti, potrebbe cominciare a raccogliere istanze scomode.
Questa chiaramente è un’ipotesi, ma l’Assessore in questione è un proprio un rappresentante del mondo delle cooperative bianche (che le cronache ci dicono aver poco da invidiare alle rosse in quanto a fantasie gestionali). Gli ostacoli prima e l’attacco personale poi non danno proprio un bel messaggio. Sembra (e dico sembra) che Grassi fosse una scelta troppo congrua da avversare subito e si sia optato per logorare il rapporto poi, o perlomeno di non dargli nessuna possibilità operativa. Modalità del premiato poltronificio PD.
Poco male. O meglio… male per il fatto di aver perso una figura che poteva distinguersi, bene per gli attestati di stima che paiono piovere da ogni dove sull’avvocato , ma non sull’Assessore. Segno che ormai la società civile è talmente satura di imposizioni da riconoscerle a colpo d’occhio, anche senza aver esperito l’argomento. I penosi tentativi di far sembrare gli altri meschini si ritorcono frequentemente contro gli ideatori. Rimane però poco consono che un’Assessore, rappresentante delle Istituzioni, con il potere che ne consegue, si diletti in attacchi di natura diffamatoria per aver mal sopportato una critica collettiva. Sarebbe forse la Lisi a doversi dimettere, ma non siamo così fortunati… bisogna aspettare maggio prossimo quando tutti insieme prenderanno armi, bagagli e cartelli da rotonda per andare a proporre trasporti rapidi costieri a chi non li conosce. Consiglierei il Congo Belga.

P.S.

Chi caca sotto ‘a neve, pure si fa a buca e poi a copre, quanno la neve se scioje la merda viè sempre fori.” [Er Monnezza]

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@DadoCardone

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