Rimini in svendita – camere a pochi Euro.

Leggendo la cronaca locale di questi giorni si scopre che alcuni alberghi del riminese, e paraggi, praticano prezzi assurdi. Il caso più eclatante e quello della doppia a nove euro a Igea Marina, ma vi sono casi in zone “pregiate” di Rimini che non portano grande differenza in termini di sostenibilità.

Vi saranno sicuramente tutta una serie di motivazioni personali ed economiche che spingono un albergatore ad aprire la sua struttura praticando prezzi imbarazzanti. Quello che però bisognerebbe chiedersi è se questo avrà comunque delle conseguenza, tipo una guerra dei prezzi in una stagione che già parte con un grosso handicap.

Rimini è sottoposta da tempo ad un innegabile fenomeno di impoverimento del suo turismo. Una chiamata al ribasso, cominciata con le varie crisi epocali e proseguita nella cieca adozione di un sistema “del prezzo”. Dieci km e più di costa sono certamente difficili da riempire con turisti a lunga permanenza, intenzionati a lasciare una cospicua rata del proprio risparmio nello svago offerto. Del turista ideale insomma. Chiaro però che se esiste una tendenza da combattere è quella al ribasso.

La promozione del territorio riminese, però, è poco efficace in questo senso. Prima di tutto per una tendenza amministrativa ad auto celebrarsi in una narrazione poco attinente alla realtà. Si incoraggiano eventi da weekend che generano numeri di pernottamento inferiori a quelli dei caselli, concentrati nel periodo in cui la gente (in condizioni normali) ci sarebbe comunque. Riempire Rimini dal 15 di luglio al 15 d’agosto, non è certo un’operazione da illuminati del Turismo. Nello stesso momento si indebita la città con milioni di euro tra teatri, castelli, memorie felliniane e manifesti di Cattelan, raccontando che sono iniziative che faranno crescere e migliorare il nostro turismo.

La questione è che lo farebbero, sì, se poi tutta la promozione turistica, quella che muove i grossi numeri, non fosse nelle mani delle grandi agenzie che, anche in condizioni normali, fanno proposte di prezzo avvilenti. Può essere che i grandi hotel di Marina Centro non ne soffrano, ma Rimini è ben più estesa. Ci sono alberghi che, prima dell’inizio della stagione, sanno già quanto guadagneranno, perché il prezzo sarà anche basso, ma la vendita dei letti “vuoto per pieno” è garantita. Neanche a dirlo poi si lima sui servizi e sulla qualità.

Tutto questo senza considerare nuovi leader del settore come i vari Booking.com che, invece di promuovere le strutture come farebbe un’agenzia classica, spaccano il mercato con il favoloso “prezzo minimo garantito”, creando concorrenza tra le strutture servite nella stessa zona e concorrendo essa stessa per intercettare la ricerca online della struttura.

Tutti questi fenomeni spingono prepotentemente verso il basso il prezzo e agiscono, a catena, sulla qualità dei servizi e sul tipo di turismo catalizzato. Innegabile. In una stagione turistica “normale” la debole promozione turistica in veste amministrativa potrà anche recuperare qualcosa, ma oggi, con la crisi economica post Covid che si agita nervosa sottotraccia, per scoppiare violenta in autunno, praticare prezzi “imbarazzanti” che conseguenze può avere?

Rilanciamo la domanda agli analisti esperti del settore. A noi, da profani, pare che camere a costi così bassi, prezzi che non sostengono la normale spesa corrente (e regolare) di un albergo, avranno il primo effetto di danneggiare chi l’albergo lo vuol tenere aperto offrendo servizi coerenti con la propria categoria. Nelle guerre al ribasso è normale che vinca chi è più bravo a speculare.

@DadoCardone

Share

Il Comune di Rimini gioca la carta Barbara D’Urso per impressionarci.

36 giorni confinati e questi ci danno la caccia con i droni.

In tutto il periodo del confinamento a causa del Covid mi sono astenuto da qualsiasi critica verso l’Amministrazione di Rimini. Ho scelto di farlo perché tutti, anche loro, stanno affrontando qualcosa che non è mai successa prima e, allora, i peccati veniali si lasciano correre. Si lascia perdere l’annuncio un po’ troppo roboante, i meriti che qualcuno si attribuisce, ma che dovrebbe dividere, il sindaco che fa le comunicazioni alla cittadinanza con le foto dei bombardamenti e sciocchezze varie.

Poi, però, gli amministratori sono quelli che sono sempre stati e pretendere che una pandemia li possa rendere migliori è pur sempre solo un’ipotesi da dimostrare. Me ne sono accorto oggi con il doppio post del Comune. Uno su Facebook e uno su Youtube, dove, con grande sfoggio di documentazione video, ci fanno vedere quanto sono bravi ed organizzati a inseguire poveri cristi solitari, che cercano ristoro dal confinamento Covid in spiagge e parchi dove per kilometri non si vede nessuno.

Siamo tutti a casa da 12 Marzo, tranne quelli che ovviamente continuano a lavorare con grande sacrificio. Oggi siamo il 17 di aprile. Sono 36 giorni (trentasei) che stiamo  subendo un evento assurdo… e questi cosa fanno se trovano una persona in giro da sola dove non c’è nessuno? Non è che gli si avvicinano discreti e gli dicono :”guarda amico. Lo so che è dura, ma non puoi stare qua. Vai a casa perfavore, altrimenti ti devo multare.”

NO.

Danno la caccia alle persone con i droni e poi fanno entrare in azione le squadre con tanto di ripresa video. Non paghi, ce lo fanno vedere!!. Si vantano. Ci mostrano quanto sono fighi. Lo mostrano a noi che stiamo a casa, in tensione per un futuro quanto mai incerto. E questa incertezza è determinata in gran parte anche sulla poca fiducia che abbiamo nei confronti di questi amministratori che, anche in una situazione del genere, non rinunciano a raccontarci storie, anziché fare i fatti.

Allora sapete che c’è? Stavolta la critica la faccio, perché serve. A qualcuno aiuta a crescere, ad altri da una dimensione, un limite. Perché pubblicizzare con orgoglio la caccia alla gente con i droni, persone che non fanno assolutamente niente di male (di sicuro una persona in 10 km di spiaggia non è un pericolo), non mi fa sentire più sicuro, anzi, mi fa venire in mente una parola. E’ una parola che non posso dire perché verrei denunciato, ma sento forte l’esigenza di ricordare a me stesso che vivo in una Democrazia.

Invece di giocare con i droni la nostra Amministrazione, responsabile per qualunque delle sue parti si sia messa in testa di far vedere quanto è brava a dar la caccia a poveracci, si ricordi che noi siamo a casa da 36 giorni, con i nervi a pezzi e l’angoscia per la marea di problemi che stanno per affacciarsi sul nostro immediato futuro. Sarebbe meglio che, invece di farci innervosire (a leggere i commenti sotto quello stupido post non sono il solo che non poteva crederci), trovassero qualcosa di rassicurante da dirci, tipo come stanno programmando seriamente cosa fare nel “dopo” e che non stanno cercando un’altra storiella da raccontarci.

Quell’uomo steso in spiaggia potrei essere benissimo io. Ancora ce la faccio a non esserlo, ma non so per quanto.

P.S.

Colonnello Krueger: “Badate colonnello, io ho carta bianca.”

Colonnello di Maggio: “E ci si pulisca il culo!”

[Da “I due colonnelli”.]

@DadoCardone

Share