Dissesto Idrogeologico – comunicato del Sen. Marco Croatti.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti.

DISSESTO IDROGEOLOGICO MARCO CROATTI (M5S): FINANZIATI DA MINISTEROAMBIENTE PRIMI QUATTRO INTERVENTI IN PROVINCIA DI RIMINI. FANNO PARTE DIUN PRIMO LOTTO DI 50 MILIONI A CUI SI AGGIUNGERANNO ALTRI 900 MILIONI DI FINANZIAMENTI PER SOSTENERE PROGETTI SUI TERRITORI.

RIMINI -18 OTTOBRE – “Finanziamenti sbloccati dal Governo del cambiamento con il Ministero dell’Ambiente e dal Ministro dell’Agricoltuta per combattere il dissesto idrogeologico e attuare politiche di risparmio idrico a favore dei nostri agricoltori. Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico il Ministero dell’Ambiente ha sbloccato i primi 50 milioni di un finanziamento che prevederà poi altri 900 milioni.

“I primi quattro interventi nella nostra provincia riguardano interventi in vari comuni:

  • a Rimini lavori di manutenzione dei tratti arginati urbani del fiume Marecchia;
  • a Morciano di Romagna interventi urgenti di ripristino e consolidamento
    dell’opera idraulica (briglia) sul fiume Conca, anche a salvaguardia del ponte su SP18;
  • a Cattolica e Misano (Porto Verde) lavori di manutenzione dei tratti arginati urbani del fiume Conca;
  • a Riccione e Coriano manutenzione dell’alveo e degli argini del torrente Marano nei tratti arginati in località Marano e Ospedaletto.

“Sono i primi interventi sul nostro territorio di una azione integrata del Ministero dell’Agricoltura che ha come obiettivi di medio periodo, oltre alla battaglia contro il dissesto idrogeologico, quella di finanziare interventi per il risparmio idrico a tutela della risorsa acqua pubblica, bene comune, punto del programma M5S e di Governo”, conclude il senatore Croatti.

Nota del redattore: attendiamo la nota stampa di Pippo Baudo Gnassi in cui si chiarisce che Croatti lo ha inventato lui.

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Divieti di Balneazione e l’inutile tutela della Salute Pubblica.

Posizionare il cartello stradale “Curva pericolosa” dopo la curva è, credo siate tutti d’accordo, inutile. Non è la prima volta che dimostro l’inutilità, per come funziona oggi, del controllo microbiologico delle acque di balneazione sulla costa romagnola: nel 2015 la stagione fini con 23 chiusure temporanee, 18 delle quali avvenute quando le acque di balneazione erano già tornate, analisi Arpae alla mano, già idonee.

In alcuni casi, pensate un po’, si chiuse la balneazione “oggi” quando l’acqua era già tornata entro i limiti di legge “ieri”, per poi riaprirla “domani”. Ma da quell’inchiesta giornalistica le sorprese non finirono qui, scoprii pure che a Riccione per 4 volte, nonostante analisi Arpa fuori norma e la conseguente richiesta di chiusura della balneazione da parte dell’ASL, le Ordinanze sindacali a tutela della salute dei bagnanti non vennero mai emesse.

Fatto che portò la Magistratura ad aprire un indagine ancora aperta e che coinvolge l’attuale sindaca Renata Tosi, un assessore, un dirigente comunale e un dirigente dell’Ausl. Rimane il fatto che durante la stagione balneare 2015, quell’inutile tutela si manifestò per il 78% dei casi sforanti i limiti di legge.

Quest’anno che l’apporto di acque piovane raccolte in rete fognaria unica (Modello Varanasi) è stato irrisorio, come sarà andato il servizio pubblico regionale di tutela della salute dei bagnanti sulla costa romagnola? Peggio visto che l’80% è maggiore del 78%. I numeri: Negli specchi d’acqua balneabili dell’intera provincia di Ravenna le chiusure temporanee della balneazione durante l’estate 2017 sono state zero. A Forlì-Cesena una. A Rimini nove. Questi dati, è bene ricordarlo, non includono le decine e decine di misure di gestione preventiva che, durante l’estate fanno automaticamente scattare, all’apertura degli sfioratori fognari, la chiusura della balneazione per 18 ore.

In quei precisi casi ed in tale lasso di tempo non vengono effettuati i campionamenti di routine visto che la balneazione è già chiusa. A ciò va aggiunto il paradosso che almeno quelle chiusure della balneazione scattano ad inizio fenomeno, quindi mai a fenomeno terminato. È bene ricordare poi che tali sversamenti inquinanti non vengono tenuti in considerazione durante la classificazione della qualità delle acque di balneazione redatta ogni fine stagione dalla regione ed applicata alle varie spiagge l’estate successiva. Pensate ad esempio alle acque dello specchio d’acqua lungo 325 mt denominato Cattolica – Viale Fiume, classificate “Eccellenti” con all’attivo oggi 10 chiusure automatiche della balneazione ma nessun sforamento nelle analisi di routine stagionali.

La sua classificazione nel 2018 continuerà ad essere “Eccellente”. I dati delle analisi programmate raccolti nei 97 specchi d’acqua balneabili dell’intera costa ci confermano, dopo quelli dell’estate 2015, che per l’80% dei casi sforanti i limiti di legge, la balneazione è stata chiusa ad acqua già tornata idonea mentre nel 100% dei casi riaperta tardivamente. Per come funziona oggi tale servizio regionale di tutela della salute delle persone utilizzante, non dimentichiamolo, considerevoli risorse pubbliche (personale qualificato, dirigenti pubblici, laboratori, imbarcazioni ecc.) resta di fatto ancora inutile.

 

Giorgio Venturi

LaVoceRomagnola

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Effimera

effimeraIl Pd perde Roma e Torino. A Bologna e a Napoli la Sinistra tiene con Sindaci che non sono pro Renzi. Posti piccoli, ma con tradizione, interessi e legami di Centro Sinistra, si risvegliano sotto un’altra bandiera (vedi Cattolica). Che cosa sta succedendo?

Succede, non da adesso, che il Partito Democratico sta costruendo la sua sconfitta più dura e lo sta facendo culturalmente. Una volta c’erano l’opposizione e l’alternanza, oggi ci sono solo vittorie e sconfitte, tra l’altro in assenza totale di un vero confronto.

V’è un solo modello di precariato universale da applicare a qualsiasi ambito, non solo nel lavoro. Anche chi si occupa di politica oggi è un precario, sebbene di lusso, che poi è l’unico motivo per cui Matteo Renzi, Presidente non eletto di un Governo nato fuori dalle Urne, è ancora in piedi. Se questo Governo dovesse cadere, in quanti sarebbero sicuri di esserci anche nella prossima legislatura? Un Alfano, per esempio, potrebbe mai più sognarsi di fare il Ministro?

Precariato politico, ma anche Caporalato da Consesso Assembleare. Il modello è quello di Presidente, Sindaco, Preside padrone, mentre tutti gli altri sono seduti sullo strapuntino, dunque è meglio alzare la mano e dire sempre sì. Sì alla gestione privata dell’acqua, sì alla cessione delle reti, sì al finanziamento pubblico di opere che producono solo guadagni privati, sì alla riduzione dei Diritti, sì al sistematico annullamento dei corpi intermedi. Sì a tutto, finché dura, bravi noi e demagoghi gli altri.

Quello che è successo in queste elezioni amministrative è realizzazione, senza ancora sublimazione, di un meccanismo che va avanti da tempo. Alle ultime Regionali in Emilia Romagna l’astensione dal voto è stata paurosa, una congiuntura nella quale il PD ha perso quasi due milioni di votanti ed ha anche fatto finta di dispiacersene. Una recita per nascondere le mani che si sfregavano l’un con l’altra, prima di accarezzare con voluttà i trappoloni delle Aree Vaste, ultimo atto delle politiche liberiste pronte a svendere tutto: Sanità, Trasporti, Camere di Commercio. Un giochino da miliardi, per cui vale la pena di essere il migliore sul fondo del barile.

La politica non si occupa della realtà, la realtà non si occupa della politica, una scissione nucleare tra l’etica e i significati per cui vale tutto e il contrario di tutto. Basta guardare Rimini. Un Sindaco di Centro Sinistra vincitore a tavolino per ritiro dell’avversario che, comunque, per governare ha bisogno d’infiltrati civici del centro destra e altre liste che mal celano l’interesse specifico, dunque le implicite promesse. Se questa nuova stagione durerà più della vita di un’effimera  sarà solo per l’ininfluenza dell’opposizione, anch’essa caduta nel delirio della politica da ammazzacaffè, quando non nel rancore personale. Gente per cui (tranne un paio di eccezioni) Giolitti poteva anche essere stato la quinta delle tartarughe ninja.

Quando poi per chi sta dentro il momento migliore della giornata è: “ve l’abbiamo fatta tappare quella buca”, sugli spalti il clima non può essere migliore. Il disinteresse assume i tratti di un atto di benevolenza, se paragonato all’onanismo dei commentatori politici che si dividono sommariamente tra adoratori di natica e vorrei, ma non posso. A completare il quadro la Sinistrina squalificata, che s’aspettava l’investitura divina, evidentemente meritata per essere stata capace di essere contraria, senza dare troppo fastidio. La discrezione sarà pure un merito, cribbio!

Questo dunque il quadro sia nazionale che locale. Il PD perde male e vince peggio, mentre il Movimento 5 Stelle raccoglie cocci di destre e sinistre, competendo solo a margine con la Lega, baluardo dello sciovinismo, progettata per l’inutilità politica. In tutto questo sistema Italia (ma non solo) è stato messo alle corde. Ciò di cui avremmo bisogno sono nuovi modelli di sviluppo sociale, economico ed energetico, ma la politica si è persa guardandosi allo specchio ed anche la partecipazione si è caricata di troppa retorica.

P.S.

Una mosca effimera nasce alle nove d’una mattina di piena estate, per morire alle cinque di sera; come potrebbe comprendere la parola notte? Datele cinque ore di vita di più, vede e intende che cosa è la notte.

[Stendhal, Il rosso e il nero, 1830]

dado

 

@DadoCardone

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Poteva essere ancora meglio.

19 su 20. Per un solo comune il Movimento 5 Stelle non ha realizzato uno storico cappotto contro il sistema delle coalizioni. Questo dato vuol dire molte cose, a cominciare, appunto, dalla reale possibilità di far politica senza dover trovare accordi con entità che sostengono “altro”.

Dalle parti di Rimini però questa supremazia da ballottaggio ha un sapore particolare. Amarognolo, direi. Il Movimento di Rimini, anni di attivismo, un mandato di dura opposizione in consiglio comunale ed un candidato capace di riscuotere consensi trasversali, non si è potuto presentare. La motivazione ufficiale è una millantata spaccatura interna, quella ufficiosa è che lo Staff di Milano e l’erede Casaleggio non hanno le risorse per dirimere questioni tra liste diverse. La realtà è però che l’ex di Grillo (con codazzo di vari meschini personaggi già descritti in altre occasioni) è stata usata per creare una lista di disturbo e mettere Beppe in difficoltà.

Detto fatto. Il Movimento di Rimini, squalificato da due righe senza firma sul sacro Blog, non si è potuto presentare e oggi, alla luce del risultato quasi perfetto dei ballottaggi (tra cui spicca anche la vicina Cattolica, complimenti a Mariano), si può valutare l’esatta entità del danno.

Riportando il dato in prospettiva nazionale risulta chiaro che tutte le situazioni in cui lo Staff (qualsiasi cosa esso sia) è intervenuto proditoriamente, sulle realtà locali, si è generata una vittoria del Partito Democratico. Rimini, nelle modalità già descritte, Bologna, dove si è svolta un mattanza contro i rivali del prediletto Bugani, Milano dove ad una candidata scelta democraticamente è stato “consigliato” il ritiro, Ravenna dove non si è saputo dirimere un altro litigio. Sembra quasi che il PD vinca o perda, non per quello che fa, ma per come il Movimento gestisce se stesso. Unica eccezione Napoli. Anche qui sono stati fatti fuori molti attivisti, per favorire una fazione vicina al deputato Fico (di cognome, non di portamento), ma a raccogliere i frutti della diaspora c’era un tale De Magistris che «tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va» (cit. Pino Daniele) e che non ha fatto bagnare il becco ai Demokrat. Lega Sud in arrivo?

Certo, tutto questo domani sarà dimenticato, soprattutto per merito delle due vittorie più evidenti. Raggi a Roma,  importante per le future strategie del Movimento, e Appendino a Torino. Vittoria quest’ultima molto (ma molto) più importante per la crescita politica dei 5 stelle.. perché non ottenuta sulle macerie di qualcos’altro e perché preceduta da un lavoro più di relazione che mediatico. Poi è anche vero che Fassino si porta una sfiga tremenda e anche un po’ profetica.

Rimini dovrà aspettare. L’attuale Sindaco, il riconfermato Andrea Gnassi (a.k.a. Taglianastri), siede su di una poltrona traballante. Un po’ per le alleanze di centro destra cui è stato costretto a sua volta, da una diatriba interna con Maurizio Melucci, detto anche Lupus in Fabula, ma anche per alcune pendenze legali di cui è oggetto. C’è chi gli dà al massimo un anno e mezzo di sopravvivenza, previsione che potrebbe anche favorire un rientro in gioco del Movimento. Nel diverso caso di un mandato completo invece, si accumulerebbero 5 anni di ininfluenza a 5 stelle…. Un po’ troppi per uscire dal 10/15 % del votatore tatuato Movimento.

P.S.

Personalmente ho preso tutta un’altra strada, di cui sono anche molto contento, ma dato il peso che comunque il Movimento nazionale continua ad acquisire,  mi auguro che tra cinque anni sia qualcosa di diverso dall’identità surrettizia che si è manifestata, anche tramite la maschera del Direttorio. Per Rimini poi, in particolare, spero che s’inneschi un qualche tipo di filtro, per cui perniciose forme di Franchinite non possano contagiare chi ci sarà.

dado

 

@DadoCardone

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Rimini, la Lega e il rimbalzo del gatto morto.

1976977L’ultima volta che a Rimini si è sentito seriamente parlare della Lega Nord è stato quando Vangelisti, Segretario Provinciale, e Casadei, Consigliere Comunale, si sono dissociati per l’evidente incapacità del Partito di affrancarsi da politiche riguardanti solo il Nord e per la conseguente emorragia di consensi a livello territoriale. Posizione intelligente.

Da allora grazie al Segretario Salvini, che si è comprato l’onnipresenza Tv con i rimborsi elettorali della Lega, i temi su cui il partito si applica hanno decisamente trasceso il solo ambito di Veneto e Lombardia. Il quasi onnipresente, solo al suo posto di lavoro europeo fanno fatica a vederlo, ha scelto la stessa via del suo nemico dichiarato, Il Bomba da Firenze, in gradazione xenofoba.

La Lega, a voce unica del suo Segretario, parassita ogni disagio sociale fomentando la conclamata guerra tra poveri.  La ricetta è semplice, commentare tutto, a qualsiasi ora, in qualsiasi trasmissione, con un razzismo travestito da buon senso.

Le percentuali della Lega sembrano crescere, ma in realtà rosicchiano resti di un elettorato che a votare non ci va più. Anche un gatto morto rimbalza quando cade da una grande altezza. E’ evidente che chiunque vorrà uscire dalla mischia, senza accontentarsi di esprimere posizioni minoritarie, dovrà esprimere ben altro che simpatia per il Ku Klux Klan, anche se questo modo di condurre la propria propaganda politica dei danni li produce seriamente.

Il terreno è fertile, si sa. Generazioni di Italiani cresciuti davanti alle televisioni di Berlusconi proprio non resistono al selfie con l’imbolsito BraveHeart Bauscia e alcuni provano addirittura ad affidargli le loro battaglie solo per il gusto di sentirsi nominati in TV. Proprio in questi giorni, qui a Rimini, siamo investiti dall’onda lunga della propaganda leghista… solo che mentre in inverno abbiamo il vantaggio di dover sopportare null’altro stupide felpe, d’estate veniamo messi di fronte ad un torso nudo che… non era decisamente pronto alla prova costume. Forma e consistenza di un mozzarella (alla diossina). Qualcuno la chiama “strategia dell’uomo medio“, altri fanno semplicemente dei versi.

I primi a cadere tra le braccia del lato oscuro dell’annuncite (non che ci sia un lato buono, ma al peggio non  c’è mai limite) sono stati alcuni ambulanti Riminesi che, non sentendosi cavalcati con polso fermo e polpacci serrati dalle  opposizioni locali, hanno pensato bene di buttarla in vacca facendo i postulanti alla corte balneare del Matteo da Milano.

Oggi toccherà a Cattolica, con i vongolari ed una delle più grandi bufale che la Lega va raccontando ormai da tempo, ossia che la taglia minima dei 25 millimetri sia un’imposizione Europea. La verità sulla questione ce la rivela Marco Affronte Eurodeputato con il vizio di lavorare veramente: l’imposizione di taglia arriva da una legge Italiana, precisamente dal DPR n. 1639 del 2 ottobre 1968. Controllare per credere.

Dopo anni di prese in giro sarebbe opportuno cominciare a chiedersi se vi sia una differenza tra la realtà delle cose e la sua rappresentazione televisiva. Un altro esempio tipico è la querelle del formaggio in polvere. Nelle trasmissioni televisive non facciamo altro che vedere Matteo Salvini indignato per l’imposizione europea, senza uno stronzo di giornalista in grado di fare il suo mestiere semplicemente documentandosi. Sapete in realtà chi ha scatenato il problema? Proprio un Euro Deputato della Lega, Oreste Rossi di cui riporto integralmente l’interrogazione che ha provocato la procedura d’infrazione.

In Italia la legge 11 aprile 1974 n. 138 vieta la detenzione, la commercializzazione e l’utilizzo del latte in polvere e di latte conservato con qualunque trattamento chimico, o comunque concentrati, per la produzione di latte UHT e dei prodotti lattiero caseari. Tale posizione italiana è stata riconfermata dal decreto legge 175/2011 per il recepimento della direttiva UE 2007/61/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana.

Le aziende produttrici di yogurt (per la cui produzione il latte concentrato è un ingrediente essenziale) in Italia, sono, quindi, obbligate a trasportare una quantità di latte maggiore di quella di cui avrebbero bisogno perché, a causa della citata legge, non possono operare il processo di concentrazione all’origine e poi trasportare il prodotto negli stabilimenti.

Questa normativa crea un ingente danno economico e competitivo alle aziende, essendo un ostacolo all’ottimizzazione dei costi logistici e ad una maggiore efficienza del processo produttivo. Inoltre, in base ai principi di libera circolazione nel mercato interno, si viene a creare una situazione di disparità rispetto ad altri paesi europei, come ad esempio Belgio e Francia, che possono utilizzare latte concentrato per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari.

Può la Commissione far sapere se ritiene che la permanenza in vigore in Italia della legge 11 aprile 1974 n. 138 e il recepimento della direttiva 2007/61/CE siano in linea con il diritto dell’Unione europea?”

Appare ovvio che il buon (si fa per dire) Deputato si è fatto portatore di qualche interesse industriale che necessita di aggirare la vigente legge Italiana. Ecco servito il nuovo corso della Lega, pronti per una nuova stagione di mutande verdi e diamanti comprati con i vostri soldi?

Ritornando alle questioni territoriali. Rimini governata da un Sindaco Leghista? Non ci credo manco se lo vedo. Certo Pini, Parlamentare Leghista per la circoscrizione dell’Emilia Romagna, ha annusato l’inconsistenza del Centrodestra Riminese e fa pressione per ottenere la leadership dei morti viventi con un candidato sindaco della Lega. C’è gran fermento là… sul fondo del barile.

E il Movimento? Attualmente, senza muovere paglia, il Movimento surclassa tutte le opposizioni, può fare un unico errore per non arrivare a giocarsela veramente: puntare allo stesso rimasuglio elettorale spaventato e confuso dalla minaccia dello “straniero”. Un bacino non sufficiente per tutti e soprattutto non in grado di competere con i grandi portatori di interesse Riminese, anche se sorretti da un Partito Isterico. Tra la Rimini confusa e quella reazionaria, c’è una prateria di voti che potrebbe anche valere una vittoria al ballottaggio con un candidato sindaco affidabile ed un programma di governo progressista, che riporti la Comunità in primo piano.

P.S.

“Mamma che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando  i Napoletani”  [dal pensiero politico di Matteo Salvini]

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@DadoCardone

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TRC o Mongolfiera?

Ieri sera in un’apposita Commissione presso il Comune di Cattolica Ermete Dal Prato e  la solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, pare si chiami Frisoni o qualcosa del genere, hanno parlato di TRC. Per noi l’Architetto Fausto Battistel in veste di inviato.

La Redazione

TRC o Mongolfiera?

Ieri sera al comune di Cattolica si è svolta una commissione specifica, informativa, sulle reali opportunità degli amministratori cattolichini, riflettere e proseguire o meno sulla scelta eseguita anni fa, con la firma dell’accordo di programma per la realizzazione dell’opera, tra regione, provincia, enti locali ed agenzia mobilità.

Oltre agli amministratori comunali, le opposizioni e un folto gruppo di pubblico, al quale bisogna riconoscere è stata data la possibilità di fare domande specifiche sul progetto, erano presenti l’Ing. Dal Prato e la Presidente di Agenzia Mobilità dott.essa Frisoni.

Una buona parte dei presenti, ha potuto constatare, con perplessità, la leggerezza degli argomenti e dei dati portati a sostegno della tesi della strategicità dell’opera tra Riccione e Cattolica. Per stessa ammissione della Presidente e dell’Ingegnere, ad oggi non c’è uno studio di fattibilità concreto, che indichi ipotesi di flussi degli utenti, costi dell’opera, percorsi certi e punto di arrivo.

Pertanto la prima domanda che sorge spontanea è: come può essere definito strategico un progetto del quale non si conoscono gli obbiettivi minimi principali, arrivo, numero di utenti trasportati, percorsi e costi?

La seconda è: come possono gli amministratori ed i cittadini scegliere di salire su un “Phileas”, questo il nome del bus, se non conoscono l’entità complessiva dell’opera, diciamo un grande numero, la tempistica, e ipotizzare se le risorse richieste per l’esecuzione sono proporzionate e tollerabili per le comunità interessate?

La terza è: di quali infrastrutture necessita il “Phileas” per poter circolare e quale è l’impatto complessivo sull’ambiente per avere questo trasporto, quale è la sua flessibilità e la sua durata? Quali saranno i disagi per i cittadini? Quanti dovranno subire l’orizzonte del trc, che scorre davanti alle loro abitazioni, creando una barriera visiva e fisica?

Appare anomalo, che il progetto del TRC sia realizzato in assenza, per Rimini, del Piano Urbano del Traffico PUT, e  vista la continuità delle costruzioni e il consumo di territorio, considerando area urbanizzata continua il territorio da Cesena a Rimini, non vi sia un piano intercomunale, ed un progetto di più ampio respiro con indicazioni precise sulle finalità da raggiungere, al quale partecipino tutti i portatori d’interesse dei trasporti, comprese le Ferrovie e gli aereoporti, per lavorare in sinergia con il trasporto privato, il Trasporto pubblico Locale e gli enti dotati di sempre minori risorse, da destinare ai servizi.

Infrastrutture troppo costose e specifiche non garantiscono la flessibilità, l’economicità e la durabilità nel tempo. La mobilità delle popolazioni e la rapidità dei flussi migratori, insieme ad una situazione socio politica complessa, non permettono valutazioni credibili sulle necessità e sulle esigenze degli spostamenti del prossimo futuro.

In realtà da quanto ho capito l’uscita dal progetto deve essere consensuale e quindi tutti i comuni devono essere d’accordo, basta solo che uno sia favorevole a continuare che gli altri lo devono seguire anche se le necessità di trasporto tra Rimini e Riccione sono diverse di quelle tra Misano e Cattolica.

Il lungomare, il trasporto di costa, per togliere le auto dal lungomare, intanto resta sguarnito.

Phileas Fogg (il protagonista del “giro del mondo in 80 giorni”) suggerisce la mongolfiera da Rimini a Cattolica, in 20 min, con vento a favore oppure a Ravenna, TRC, Trasporto random costiero, per un turismo lento, casuale, ma almeno quando non usi il mezzo resta il paesaggio… e soprattutto non devi espropriare, abbattere costruzioni per cui hai rilasciato autorizzazioni e creare infrastrutture degne dei faraoni o degli imperatori, una mongolfiera per una signoria è più che sufficiente.

P.s. Beh di certo Phileas Fogg, se avesse scelto il trc, avrebbe perso la sua scommessa.

Architetto Fausto Battistel

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