Salvini nel covo della Troya

Salvini lancia la campagna del centro destra con una cena al Coconuts, locale in diverse occasioni apparentato con il Rimini Summer Pride. Cosa diranno i suoi elettori?

Come tutto diventa relativo quando si parla di elezioni.

Lo ammetto, scrivendo questo articolo mi sto un po’ trattenendo. Ho trattenuto le risate mentre correvo a scrivere ed ora mi trattengo un po’ da quello che vorrei scrivere veramente. Devo, assolutamente devo, mantenere un certo distacco mentre vi parlo delle strane occasioni che nascono dal relativismo morale della politica.

L’ispirazione mi arriva dal lancio del campagna del CentroDestra unito per le amministrative 2021 nel comune di Rimini. Lunedì sera, questa sera, al Coconuts farà gli onori di casa Matteo Salvini in persona.

Ora. Io sono sicuro che Salvini non ha nulla contro gli omosessuali e men che meno Lucio Paesani. Ah, di lui poi sono proprio più che sicuro, considerato che nel 2016 ha agghindato rainbow tutto il Coconuts e vicino al logo del locale ha apposto quello della Troya, l’istituzione ibizenca, la mamma delle delle feste LGBT friendly.

Ci metto la mano sul fuoco, come si dice. Quello su cui non metto la mano da nessuna parte, ma neanche se vedo un accendino in lontananza, è la tolleranza dell’elettorato di Salvini e del suo schieramento verso il mondo LGBTQIA (per i leghisti in lettura: i frufrù. Se no non ci capiamo).

Cosa ne penserà il (poco) variegato mondo del centro destra di questa commistione? Il popolo leghista sarà contento di “avercelo duro” proprio in quel luogo? I meloniani potranno inorgoglirsi per Dio, Patria e Famiglia, nel covo della Troya? E quelli che “quando c’era Lui i treni arrivano in orario”? Evocheranno il fondamentalismo cristiano?

Ora… prima che qualche coda di paglia cominci a scrivermi qua sotto che è di centro destra, ma ha tanti amici gay, ribadisco: a Salvini non frega niente, ne sono sicuro. La sua è la morale del citofono, ve la ricordate no? Lui può suonare chiedendo se ci sono degli spacciatori in casa, ma nessuno si deve azzardare ad invadere la privacy di chi si fa i fatti suoi, covid o non covid. Per cui non può permettersi categorie troppo rigide.

Se serve elettoralmente, Matteo può tranquillamente cenare in un luogo che ha promosso l’assembramento di persone in una relazione complicata con l’idea di conformità sessuale condivisa nel centro destra. Quello elettoralmente rilevante si intende.

Sono curioso però di sapere come farà a far digerire questo piccolo strappo, o se addirittura avrà bisogno di farlo, perché il suo relativismo (che qualcuno chiama incoerenza) è un fenomeno veramente curioso, è da studiare come il suo “popolo” lo accolga fiducioso.

Sono stato bravo? Di parte certo, ma io una parte la prendo sempre. Un’altro che ha le idee chiare  sulla parte con cui schierarsi e Marco Tonti. Presidente dell’Arcigay di Rimini, promotore del partecipassimo Rimini Summer Pride, nonché capolista candidato con Rimini Coraggiosa. A lui un’opinione l’ho dovuta chiedere per forza.

Marco: ieri Pride, oggi Salvini che lancia campagne del centro destra dallo stesso luogo, che ne pensi?

“Se non stessimo parlando di diritti umani sarebbe divertente al limite del surreale che la campagna elettorale della destra parta proprio dal Coconuts. Va bene che siamo a Rimini e con le vele tocca andare un po’ dove tira il vento, ma ricordo ancora durante il primo Summer Pride di Rimini l’insegna rainbow del Coconuts, il carro del Coconuts carico delle drag queen della Troya di Ibiza che ha fatto tutto il percorso con noi. Possiamo quindi pensare che Ceccarelli, qualora diventasse sindaco, salirebbe sul carro delle drag organizzato dal Coconuts? Sarà alla cena di lancio della campagna il Popolo della famiglia, in quel covo di perdizione? Perché le cose sono due, o il Coconuts si è pentito di aver partecipato a ben tre pride e ora si è convertito alla santità, o vedremo molto imbarazzo stasera.”

P.S.

Ciò che manca a Dio sono le convinzioni, la coerenza. Dovrebbe essere presbiteriano, cattolico o qualcos’altro, non cercare di essere tutto.
(Mark Twain)

@DadoCardone

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@DadoCardone

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