Rimini 2021. Che paura questa campagna elettorale…

Ce lo vogliamo dire chiaro? Non si può fare una campagna elettorale di un mese. Anzi, lo dico meglio. Non si può permettere che una lista elettorale, messa assieme alla bell’e meglio,  si presenti ad un’elezione facendo finta per un mese di capire quello che dice.

E’ una presa in giro. Peggio, è una struttura piramidale studiata per vendere aspirapolvere. Vuoi diventare Consigliere Comunale? Passa per i parenti e portaci una decina di voti, che forse (ma forse) vedi il capolista sedere in Consiglio mentre cerca di far mente locale: “cosa sono venuto a fare qui?” . Di solito realizzano dopo un paio d’anni.

Da che parte stai? C’è una lista per ogni gusto. Noi siamo gli imprenditori (qualsiasi cosa voglia dire questa parola), noi siamo quelli che non vogliono il Green pass, noi siamo i baristi acrobatici. Avanti Azdore e Umarell c’è posto per tutti, per chi sa far bene la piadina e per chi sono 40 anni che guarda  i cantieri, avrà pur capito qualcosa dell’urbanistica, no?

Una lista civica, perchè rappresenti il territorio, ha bisogno di vivere la gente e i problemi, per anni.  E gliene deve pure fregare!!! Non si possono prendere esperienze singole, soggettive, e far finta che contino qualcosa. I problemi di una città sono complessi e le amministrazioni appesantiscono inevitabilmente questa complessità con leggi, burocrazia e vizi dello status quo. Arriva uno (o una) che si è fatto i fatti suoi per 50 anni e diventa l’uomo del cambiamento? E con lui altri 32 che si sono conosciuti una settimana prima? Eddai!

Ho visto cose in questa campagna che voi “scrutatori non votanti” non potreste capire. C’è Jamil che non può fare nemmeno il manifesto da solo. Alle spalle deve avere lupus in fabula, giusto per far capire che quest’uomo l’ha inventato lui e lo parcheggia dove vuole (probabilmente vicino alla sua moto in Comune).

C’è Ceccarelli che vuol preservare il patrimonio della Rimini Romana, ma riaprire il Ponte di Tiberio. Anche lui ha qualcuno alle spalle, però usa meno il fiato sul collo, perché è impegnato a litigare con chiunque, sia via social che fisicamente. 

C’è Gloria Lisi. Tra liste e collegati ha recuperato 144 candidati per fare la “Rivoluzione Gentile”, che, oltre ad essere un’appropriazione indebita del titolo del Docufilm su Franco Grillini e di un suo libro, sembra una rivoluzione senza impegno, soprattutto rappresentata da chi ha fatto per 10 anni in vicesindaco. Ma lei è il frutto tipico della politica gnassiana :”o mi adori o sei fuori”. Ne abbiamo visti un po’.

Oh, ma poi ci sono anche i contorni eh! C’è Erbetta (a proposito di contorni) l’intollerante verso il malaffare, ma solo verso quello. Perché quando prima, da consigliere comunale di maggioranza, si è fatto tagliare la siepe di casa da Anthea, di tolleranza ne aveva. Lui è quello che in 100 giorni ripulisce Rimini (ipse dixit),probabilmente lo farà ispirandosi al suo Lume, Bettino Craxi, ricordato dai più per le mani pulite… o era “Mani Pulite”. Vabbeh, non importa, la cosa più interessante è il suo slogan probabilmente  mutuato direttamente da una categoria di PornHub: La Terza Via.

Non dimentichiamo Sergio Valentini. Brav’uomo, di saldi principi di sinistra, ma inadatto all’epoca dei social. Penso che il profilo instagram della sua lista sia degno della pagina Intrashtenimento. Guardatelo se vi capita e seguitelo mi raccomando. E’ così brutto da essere persino bello.

Non mi dimentico neanche del Sindaco 3V (o è 5G?). Cioè, non è che lo dimentico, non ne voglio proprio parlare.

E questi sono solo i maggiorenti di questa campagna. Poi abbiamo una tale quantità di specchietti per le allodole che le allodole ormai soffrono tutte di gravi crisi isteriche. Per come la vedo io ci sono solo due persone veramente interessanti e degne di essere citate come novità. Mi permetto di sottolinearlo perché la mia opinione notoriamente non sposta nulla, dunque non c’è dolo.

Il primo è il mio amico Marco Tonti. Uno che la politica, quella vera, quella che ha a che fare con l’esistenziale, la fa da sempre. Presidente di Arcigay, una storia personale e di attivista che certifica il suo impegno per i Diritti. 

La seconda è Chiara Bellini, che vedrei più come Sindaca che come vice. Non la conosco di persona, ma l’ho incrociata qualche volta in pubbliche occasioni. Carriera Accademica, cultura, proprietà di linguaggio sono evidenti, potrei scommettere anche su una certa intelligenza e una capacità nel relazionarsi quasi instantanea. Sono tuttavia giudizi superficiali. Come dicevo in apertura, la campagna è troppo corta per capire il reale valore d’ognuno. Ci vorrebbe più tempo per comprendere qual é il motivo per cui una persona intelligente voglia avere a che fare con il PD. Certo, poi ci sono gli stereotipi, ma di quelli facciamo meno.

P.S.

“Il rinnovamento avverrà quando qualcuno avrà finalmente il coraggio di dire che in politica non tutto è possibile.”

Andrea Camilleri

@DadoCardone

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22 sfumature di Lista – I liberi battitori.

Continuiamo a parlare della grandinata di liste piovuta su Rimini e lo facciamo con quelli che, almeno per il momento, non sono apparentati con nessuno..

Rimini People.

E’ la lista cui appartengo, il mio conflitto di interessi  e, lo dico in tutta sincerità, sono dei pazzi. Non se ne tengono una, non importa quanto scomoda possa essere. Hanno come stella polare una sola cosa: le persone. Dentro ci sono tutti. Commercialisti, dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, politici in pensione, un ex cinque stelle (io) innamorato del motto “nessuno deve rimanere indietro”, movimentisti del sociale, molte esperienze politiche di sinistra, studenti, giovani laureati, novelli italiani diversamente colorati e chi più ne ha più ne metta. Tutti seguono Mara Marani e Mara ha una parola per tutti, ma la cosa più bella è che i Rimini People non hanno bisogno di nessuna posizione di convenienza. Sono contro il razzismo, sono per l’accoglienza, non discriminano nessuno per colore, religione, orientamento sessuale. Mettono in pratica queste convinzioni ogni giorno, fuor dal politichese, perché la politica è vivere degnamente la propria città ogni giorno. Nessun atteggiamento di maniera… anzi, se siete tra quelli che invece amano discriminare e praticare lo sciovinismo, non vi sbagliate, non votateli. Il vostro voto non gli mancherà. Così doveva essere il Movimento.

Fronte Nazionale per l’Italia

Il nome lascia pochi dubbi sull’orientamento, ma, se ciò non bastasse, il candidato sindaco di questa lista è Marina Mascioni . Ex Consigliere Provinciale e pasionaria del centro destra, più destra che centro. Ha fatto parte di An e del PDL, ma alla fine è andata in rotta per le posizioni troppo morbide dei suoi. Oggi scommette sulla famiglia (quella del mulino bianco) e sull’incostituzionalità dell’Islam (?!). Che dire… ognuno ha i suoi obbiettivi.  Resterà sola nella sua corsa al fondamentalismo identitario? Non lo sappiamo, ma all’orizzonte è spuntato qualcuno che sarebbe bene presentargli.

Popolo della Famiglia

Ecco qui l’anima gemella della Mascioni. Questa lista però va spiegata bene. Popolo della famiglia è la lista con la quale Mario Adinolfi si presenta come candidato al Campidoglio. Chi è Adinolfi? Potrebbe bastare  sapere che è il tale che è riuscito a far incazzare Fabio Volo, durante una trasmissione radiofonica, per aver sostenuto che Kung Fu Panda non può avere due papà…. ma si perderebbero alcune sfumature. Nella sua carriera è passato dall’essere Democristiano a Piddino di matrice Renziana. “Bella forza”, direte voi, ma è passato anche per il PPI (Partito Popolare Italiano), per Weltroni e per Franceschini.  Ama la Mamma, la Croce, la donna sottomessa e per lui cose come aborto, eutanasia e matrimonio omosessuale non sono altro che falsi miti della modernità. Come non essere attratti da un quadretto così intrigante? A Rimini non ha potuto resistere Ada Addolorata di Campi, fondatrice dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, recentemente candidata con NCD (qualsiasi cosa sia) per il ruolo di consigliere regionale, occasione in cui incassò gli auguri persino di Gnassi e Nadia “Civivo” Rossi, ma non i voti necessari.

Forza Nuova

Ahahahahahahah

Rimini in Comune

Rimini in Comune è praticamente la lista di Rifondazione. Tra le sue fila troviamo due delle più grosse stampelle di Gnassi: Savio “logorrea” Galvani, l’uomo che con un solo discorso ti condanna all’epistassi, e Sara “Parafango” Visintin. Non capite male, “parafango” non è riferito al suo aspetto fisico che, al contrario, è grazioso e minuto, ma al compito che ha avuto per 4 anni e sei mesi del mandato Gnassi. Tutti i Comitati che si sono fatti portatori di una qualsiasi istanza la conoscono bene, visto che dove il Sindaco non sapeva che pesci pigliare veniva messa  lei a perdere tempo, con la formula magica “Stiamo ponderando e valutando”.  Se volete saperne di più chiedete  informazioni al Comitato per il Teleriscaldamento, o anche, se volete, al suo stesso comitato di provenienza, il Comitato dell’Acqua, che ha visto Sara e Savio in barriera per conto del Sindaco, fino al giorno prima di dimettersi dalla maggioranza… per sopraggiunta morte della credibilità. Incredibile fu il ritiro della firma di Galvani dal consiglio tematico sull’Acqua Pubblica, per dare modo e tempo al PD di farsi i fatti suoi. Sui banchetti consiliari ci sono ancora i segni delle mascelle cadute a diversi componenti dell’Opposizione.

Con queste 5 liste siamo arrivati a 11. Coraggio, ancora una decina e siamo quasi fuori dal tunnel (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

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Comunicato Stampa M5S Valmarecchia

Il 25 Maggio prossimo , in concomitanza con le Europee si voterà il rinnovo dell’amministrazione a Sant’Agata Feltria. A “confrontarsi” in quella tenzone elettorale ci sarà…una sola lista. Avremo dunque una formazione politica che se la canta e se la suona in solitudine. All’apparenza si tratta di una lista civica, nella sostanza è un piccolo inciucio in salsa feltresca, tra PD e Lega ,che non a caso vede candidato a primo cittadino l’ex sindaco PD Cerbara. Insomma qui in valle, con agilità felina il PD è passato dai giaguari,quelli da smacchiare,che hanno procurato tanti dolori, direttamente ai più docili e affidabili gattopardi, che sono sempre una garanzia per quelli che a parole dicono di voler cambiare, ma che in realtà vogliono che tutto resti come prima. Ci chiediamo con quali argomenti questa lista civica potrà sfidare le leggi della matematica e pervenire al 51% dei consensi necessario , posto che il 40 % degli elettori o vota altro o non si reca più ai seggi, mentre un altro 30% è schierato con una forza politica come il M5S che esclude ogni possibile alleanza con la vecchia politica gattopardesca. Il M5S i suoi argomenti li ha e sono quelli contenuti nella “Carta di Firenze”. La Carta riassume in 12 punti una visione totalmente innovativa riguardo la gestione della cosa pubblica e gli obiettivi che ogni amministrazione locale dovrebbe perseguire. Solo per fare un esempio: obbiettivo rifiuti zero, acqua pubblica, connettività gratuita per i residenti nel comune. In ogni caso la disaffezione dei cittadini della nostra vallata verso l’impegno politico è certamente dovuta alle continue delusioni che la politica dei vecchi partiti ha procurato a chi negli anni vi ha creduto e vi si è impegnato in buona fede. Ormai il danno è fatto, ha lasciato un solco profondo tra i cittadini e le istituzioni, anche quelle a livello locale, per questo nei piccoli centri è diventato difficile trovare il numero necessario di canditati adeguati e credibili per formare le liste. Sotto questo aspetto, è utile ricordare che a maggior tutela dei cittadini, il criterio di selezione dei candidati per il M5S è molto più severo di quanto avviene nelle altre forze politiche. Nelle nostre liste non possono entrare persone in conflitto di interesse e persone che hanno avuto problemi con la giustizia. Fatto questo, le liste che si presentano a nome del Movimento devono poi anche ottenere una certificazione dallo staff nazionale. In questa ottica diventa secondo noi evidente che la via dell’accorpamento dei piccoli comuni rappresenta una soluzione che offre un duplice vantaggio, da un lato consente di selezionare i candidati alle amministrazioni locali su una platea più vasta di cittadini e dunque di spostare verso l’alto il livello qualitativo degli stessi. Dall’altro favorisce i tipici risparmi che ogni eliminazione di doppioni produce e rende possibile l’accesso a quei finanziamenti e agevolazioni che già la legge prevede per i processi di accorpamento. Ma non vogliamo che sia una imposizione che cali dall’alto, come è successo per l’unione dei Comuni, dove i cittadini non hanno avuto voce in capitolo. Come tutte le proposte del M5S , anche questa verrà condivisa con gli abitanti, trovando le soluzioni adeguate a garantire le specificità dei singoli paesi,fermo restando che si faccia piazza pulita, una volta per tutte, della gestione clientelare che nelle nostre realtà di 1000-2000 abitanti, è stata fino ad oggi la prassi politica largamente adottata.

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