Grosso guaio a Rimini – che fine ha fatto Acquarena? [Quarta Parte]

Rimini: Ultima puntata dell’inchiesta sugli appalti di Acquarena e Tecnopolo. Che fine ha fatto “la piscina dei Riminesi?”

Ed eccoci, come promesso, alla quarta ed ultima puntata dell’inchiesta sugli appalti riminesi, perlomeno quelli trattati dalle indagini della Guardia di Finanza di Rimini, relative alla figura di Mirco Ragazzi e al suo legame con il Capogabinetto del Sindaco, Sergio Funelli. Quest’ultima parte riguarda l’appalto di Acquarena, quella che doveva essere la “piscina che i riminesi si meritano”, ma che in fin dei conti si è rivelata l’ennesima operazione da Amministrazione “palazzinara”. Questa ultima parte risponderà ad una domanda fondamentale. Perché abbiamo una nuova Conad in centro, ulteriori palazzine, ma, al posto della piscina promessa, una gru abbandonata?

Come la maggior parte dei riminesi saprà, almeno chi presta attenzione a dove vive, nello spazio occupato dall’ex fiera doveva sorgere un auditorium ed un po’ di residenziale. Quella zona era nella disponibilità del Palas, ma, come pensata dalla variante originale, non era appetibile per i grandi investitori. Ai mutui milionari del Palacongressi di Rimini, tuttavia, servivano entrate non garantite da anni di incassi sottoprevisione. Una variazione alla variante originale permise di eliminare l’auditorium e di metterci una bella Conad, gruppo che, contestualmente, fece anche l’investimento delle palazzine. Nulla di illecito. Tutte cose però di cui Rimini non aveva proprio bisogno, ma che all’ente Fiera hanno fruttato più di 16 milioni di euro. Una bella boccata d’ossigeno.

Per giustificare l’operazione edilizia con l’opinione pubblica si usò la foglia di fico di Acquarena, una piscina di 25 metri, tra l’altro a pochissima distanza dal Garden, che ne aveva già una e che aveva in progetto di costruirne un’altra, olimpionica, da 50 metri. Della Conad e delle palazzine si parlò solo quando furono troppo evidenti per essere nascoste. Ma dopo tutto questo, perché non c’è la piscina?

Nel dicembre 2014 la Giunta Comunale di Rimini approvò il preliminare di Acquarena, per una spesa di 8.200.000 €. Più tardi, alla fine dell’iter previsto dalla gara, vennero individuate due raggruppamenti  idonei a presentare un offerta: 1) AR.CO. Soc. Coop. Cons. (capogruppo), con COGEI Italia (mandante) e ESCHILO CONERO S.r.l. (mandante). 2) AXIA S.r.l. (capogruppo), con C.A.R. di Rimini (mandante), Nuova Sportiva S.s.d. a r.l. (mandante) e SAEET Impianti S.r.l. (mandante).

Nella seduta pubblica dell’agosto 2015, all’apertura dei plichi contenenti le offerte, Maurizio Canini, rappresentante del gruppo facente capo all’Axia S.r.l. fece emergere alcuni rilievi circa la compatibilità del raggruppamento AR.CO.. Nello specifico si faceva osservare la partecipazione al raggruppamento della società di Ingegneria MiJic Architects, che aveva partecipato alla redazione del preliminare.

Il rilievo fu giudicato ininfluente ai fini dell’equilibrio dei principi di concorrenza.  In un secondo momento, nella seduta in cui si comunicavano i punteggi, fu la volta di AR.CO. di far emergere rilievi. Chiese infatti che fosse prodotta documentazione che attestasse l’effettiva sostenibilità finanziaria delle offerte proposte, in particolare il coinvolgimento di uno o più istituti finanziari. Dopo una serie di richieste, appelli e soccorsi istruttori, nella seduta pubblica  del novembre 2015 la Commissione (con voto contrario del Responsabile Unico Fabbri) decretò che l’offerta di  AR.CO. non soddisfacesse i requisiti minimi (2 vasche anziché 3) e determinò che AXIA, nonostante la richiesta di documentazione non ancora prodotta, fosse l’unico concorrente rimasto in gara. Nel marzo 2016, a documentazione prodotta e dopo un ricorso al TAR, l’appalto fu definitivamente affidato ad AXIA S.r.l e relativi mandanti.

I documenti che attesterebbero il coinvolgimento degli Istituti finanziari sono due dichiarazioni. Una del 19/08/2015 di una filiale di Modena della Banca Popolare dell’Emilia Romagna e un’altra, del 9/11/2015 attribuita alla filiale modenese della Banca Interprovinciale S.p.a. Come confermato dalle indagini tecniche della GDF, però, i documenti sono stati predisposti ad hoc in data successiva alla richiesta dell’Amministrazione Comunale ed uno di questi addirittura retrodatato. Ed in quest’ultimo caso non si tratterebbe di una svista. Ancora una volta le intercettazioni telefoniche, al solito Mirco Ragazzi, dimostrerebbero la volontà inequivocabile di produrre documenti falsi. Le parole usate non possono essere più esplicite e meno fraintendibili. In una telefonata del novembre del 2015, tra Mirco Ragazzi e un altro indagato, a cui partecipa anche Canini, il referente del gruppo con in testa AXIA S.r.l, si dice di aver individuato una banca di medio credito disponibile a mettere la data di agosto e di un’altra disposta a dichiarare in data odierna (alla telefonata n.d.r.) che il progetto le era stato sottoposto il 2 di Agosto e che era interessata. Canini in persona conclude considerando che non esiste un modello standard per le lettere e che quindi :“bisogna… bisogna crearle… bisogna partorirle, scrivere qualcosa di sensato e… e … e poi sottoporle a chi le dovrà firmare”.

Il telefono di Ragazzi è una miniera inesauribile per gli investigatori. Lo sentono dare istruzioni a responsabili AXIA :”…fare un paio di verbali… farli su carta AXIA […]un paio di verbali dove risulta che il tizio che ha formato, te, M., e due cagate, eccetera eccetera… che in data, ne fai due copie, uno il tal giorno, l’altro data l’altro, si sono si sono verificate le stesure del PEF punto e fine trasmissioni…”. Non solo, in altri passaggi sembra sia chiara anche la consapevolezza diffusa di ciò che si sta facendo. In un’altra intercettazione Ragazzi, sempre in relazione alle lettere che Axia dovrebbe predisporre, riceve il commento :”io firmerò anche, ma sono robe fasulle”.

Già a questo punto ci sarebbero elementi per ipotizzare che il procedimento d’assegnazione sia stato turbato da comportamenti consapevoli e determinati ad attestare il falso, ma non è tutto qui. Ricordate i vari rilievi e ricorsi che i due raggruppamenti hanno sostenuto l’uno contro l’altro? Ebbene, secondo le indagini, almeno per il gruppo guidato da AXIA, non non sarebbe farina del loro sacco. Ancora una volta gli investigatori puntano il dito sull’accoppiata Ragazzi-Funelli e ipotizzano un approccio sistematico, con scambio di informazioni e suggerimenti.

E’ il caso ad esempio di Mijic, il progettista di Acquarena che partecipa anche al gruppo AR.CO., presumibilmente individuato come punto debole della questione. Un’intercettazione ambientale, dalla macchina di Ragazzi, registra delle prese di posizione piuttosto decise sull’argomento.

Ragazzi: “[…] Di importante è che Mijic è fuori dalle palle”

[…]

Funelli:” no è fargli… se ragiono, ragiono per fargli il fossato attorno”

Oltre a questo, sempre da quanto gli investigatori evincono tramite le intercettazioni ambientali a bordo della macchina di Ragazzi, Funelli da consigli sulle questioni dell’offerta e indicazioni, con tanto di promemoria post-it, su un bando che, secondo lui, è stato preparato con il contributo dello stesso Mijic, per evidente interesse personale a parteciparvi. Tutte informazioni utili a preparare un ricorso incidentale idoneo contro l’annullamento dell’esclusione di AR.CO.  Mirco Ragazzi, secondo gli investigatori, è così confidente nell’appoggio di Funelli che si azzarda a chiamare personalmente dipendenti pubblici per chiedere informazioni. Nella notizia di reato si leggono due casi in particolare in cui l’indagato chiede e riceve informazioni da due diversi impiegati, gli stessi che già nell’indagine interna dell’Avv. Roberto Biagini avevano ammesso che Ragazzi fosse stato presentato da Funelli. Nel primo caso la richiesta è di informazioni su un verbale relativo ad una seduta privata della Commissione, per cui ad uso solamente dell’Amministrazione Comunale. Nel secondo caso Ragazzi chiede invece informazioni sul verbale di una seduta pubblica, quella in cui il Presidente di Gara aveva ritenuto insussistenti i motivi dell’esclusione di ARCO per la presenza di Mijic. L’impiegata lo rassicura del fatto che la decisione è del Presidente e che la Commissione ha solo preso atto.

Ecco perché i Riminesi non hanno mai avuto il piacere di farsi una nuotata nella tanto pubblicizzata e mai costruita Acquarena. A carico del raggruppamento AXIA, assegnatario del bando che, a quanto pare, godeva delle consulenze di Mirco Ragazzi, c’è una robusta accusa di “Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.”

Sono fatti che, se dimostrati anche in seno ad un procedimento giuridico, getterebbero un’ombra scura e pesante sul sistema degli appalti pubblici. Non stiamo certo affermando che per ogni appalto il sistema sia quello che la Notizia di Reato indica per i casi Acquarena e Tecnopolo, ma il legittimo dubbio che tutto ciò non nasca dal nulla rimane. A dispetto delle “abilità” personali, possibile mai che un individuo, nemmeno riminese, entri così profondamente e improvvisamente nel sistema degli appalti e degli uffici pubblici?  Possibile che questa domanda non se la faccia il Sindaco per primo, avendo sicuramente a disposizione le stesse informazioni che abbiamo noi?

Non sappiamo che rispondere a queste domande, o meglio, lo dovremmo fare usando ipotesi che sicuramente verrebbero giudicate come illazioni. Vi lasciamo dunque con un’ultima intercettazione che, secondo noi, esprime una tendenza che qualcuno dovrebbe approfondire (e non ci riferiamo certo ai nostri lettori). I protagonisti sono Marco Bellocchi e Michele Sorce, entrambi costruttori, entrambi protagonisti di questa storia in quanto hanno, in qualche modo, subito le manovre e l’influenza di Ragazzi. Leggete cosa si dicono.

Premessa: i nomi puntati sono di persone non indagate, ma molto conosciute a Rimini. Le parti saltate sono inutili o impossibili da capire non potendo fare i nomi per esteso.  I due fanno spesso riferimento a partiti politici e pubblicando la conversazione non intendiamo sostenere che vi sia una qualche tipo di aderenza, ma pensiamo si evinca che i due pensino di dover passare da lì.

Sorce: “come andiamo?”

Bellocchi: “ma andiamo che pensavo mi sbollisseee… l’incazzatura (incomprensibile)… eee… adesso, ho finito adesso di parlare con M.M. della Lega… (lega cooperative N.d.r.)”

Sorce: “mh”

Bellocchi: “non me lo toglie dalla testa… eee… ieri sera ho mandato a cagareee… pesantemente anche il segretario di… del partito (Democratico N.d.R) qui di Rimini.”

Sorce: “eh vabbè, ma…”

Bellocchi: “non… non contate… non contateee… niente nella migliore delle ipotesi… nella peggiore, forse, c’è il vostro zampino anche dietro questa roba qui… perché poi c’è anche chi fa il nome di B. su sta vicenda e quindi B e M.”

Sorce: ah ah

Bellocchi: “eee… a me M. mi  ha parlato di C. che è amico intimooo… di uno dei due soci di quella società… e comunque sia gli ho detto “alla fine della giostra c’è un ragionamento che va fatto, c’è una gara privata indetta dal mondo cooperativo… eh, che vada a finire ad un privato che, veramente, è una roba ridicola…”

Sorce: “che non ha nemmeno la forza, tra l’altro”

Bellocchi:” […] vuol dire che c’è la pazzia che, che staaa… proprio dilagando… a meno che, invece, non sia un disegno preciso… che sia andato lì, perché quando mi parlo con un funzionario del Conad… e che P. non ha avuto neanche il coraggio di parlarmi… quando… quando mi parlano di referenze eccezionali che han fatto la differenza, Michele di cosa stiam parlando…? Chi… chi può fare…”

Sorce:” di niente”

Bellocchi: “Le referenze eccezionali se non arriva dall’Ufficio del Capo di Gabinetto del Sindaco e spero di essere intercettato (bestemmia).”

[…]

Bellocchi: “ah… cioè… ehm… ma… Michele, eee… è un intervento che è stato particolarmente sofferto anche dal punto di vista urbanistico… devi fare un intervento come quello, di quelle dimensioni tra il coso… tra… tra la parte direzionale e commerciale, e le palazzine e… e… e secondo te, se ti arriva la telefonata del Capo Gabinetto del Sindaco, te non stai a sentire quello che ti dice?”

[…]

Bellocchi: “[…] l’unica è… èèè… è fare un’alleanza con la Lega ( Lega cooperative N.d.r.), eh… e, quindi, riavvicinarciii… a quel mondo lì…”

Sorce: “Sì”

Bellocchi: “no? CONSCOOP, il CONSORZIO INTEGRA…”

Sorce:” sì, sì, sì,elasciareee… e lascia… lasciarli morire e basta, a questi…”

Bellocchi: “eee… esatto, esatto, assolutamente… P. adesso stava male… però mi ha detto che appena si riprende, tra lunedì e martedì, ci risentiamo… perché chiederemo un tavolo… chiederemo un tavolo al Partitooo… come Lega, Consorzio e quant’altro… chiederemo spiegazioni ai livelli regionali anche della Lega, di sta gara anche del Conad, perché P. fa “non finisce qui”… non può finire qui, capito… un’impresa come Conad del… del mondo cooperativo della Lega, fa una gara, eh… c’è un’impresa sempre del mondo cooperativo della Lega, che fa un’offerta migliore e questi la danno… a un’altro…?!?”

[dopo aver parlato delle “porcherie” che, secondo loro, hanno fatto tre persone molto influenti a Rimini]

Bellocchi:” e quello che è fatica a scindere quei rapporti lì, è fatica… però, adesso è guerra… adesso è guerra e non guardiamo in faccia a nessuno”

Sorce: “sì, sì, sì, appunto (incomprensibile)”

Bellocchi: “e ci pariamo il culo stringendo alleanze con il sistema cooperativo…”

[…]

Bellocchi: “perché io non mi dimentico che mentre noi siamo lì che non dormiamo la notte, questo (tale P. N.d.r.) faceva gli affari con il capellone (soprannome per Mirco Ragazzi N.d.r.) per la scuola che sta alla XX Settembre…”

[…]

Bellocchi: “Ci siamo resi conto che il Partito è inaffidabile nelle mani di un ragazzino manovrato da un altro.”

Sorce replica :” Marco, se tu vuoi, noi gli facciamo tirar le orecchie”; infatti non serve arrivare a Roma, ma basta arrivare a Pesaro, dove c’è “Il Vicesegretario del Partito (Democratico N.d.r)”.

Bellocchi conclude riferendo che tale G. ha detto che nelle prossime elezioni amministrative (il periodo è ovviamente prima del giugno del 2016) il PD si alleerà con il Nuovo Centro Destra e, pertanto, “le corde le teniamo con P.. Sergio è un amico fraterno” al che Sorce suggerisce di farlo chiamare da “Angelino”.

Ora, quando si parlano al telefono le persone tendono ad esagerare, ma l’impressione è che parlando dei loro interessi preminenti, interessi per cui sono in ballo i loro guadagni e la loro sopravvivenza lavorativa, i due non vedano altra soluzione di recupero che non sia legarsi a qualche partito.  E vien da chiedersi come mai.

[Prima Parte] [Seconda Parte] [Terza Parte]

@DadoCardone

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Scandalo Tecnopolo – Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini.

Rimini: L’avvocato Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini GDF su Tecnopolo e Acquarena.

A qualche anno dalla conclusione delle investigazioni della Guardia di Finanza, a reati già formalizzati, si ha la possibilità di capire i contenuti dell’indagine che ha coinvolto dipendenti del Comune di Rimini, nonché un cospicuo numero di soggetti privati, nelle irregolarità degli appalti di Tecnopolo, Acquarena ed altri tronconi di procedimenti penali conseguenti.

Il mezzo di questa conoscenza, ancora una volta, è l’Avv. Roberto Biagini, l’ex Assessore della prima giunta Gnassi, che si rivolse con un esposto alla magistratura, a causa di un soggetto non meglio identificato che faceva i suoi comodi negli uffici comunali, tale Mirco Ragazzi e che pare essere il perno di un sistema poco chiaro. Contestualmente alla conferenza stampa, da egli stesso convocata, Biagini ha condiviso i contenuti documentali ottenuti. Nel video qui proposto il riassunto degli avvenimenti e il motivo della decisione.

Nel frattempo già le prime reazioni. Quella di Andrea Gnassi in particolare, che accusa il suo ex assessore di aver voluto “ribaltare il tavolo” per non essere stato scelto nelle liste delle successive elezioni. Cosa che, per inciso, è un falso storico, visto che la denuncia di Biagini è dell’agosto 2015, mentre il Partito gli ha chiesto una candidatura nella primavera del 2016.

Fa Specie che il Sindaco di Rimini, pur nel rispetto del garantismo, scelga un atteggiamento così superficiale, senza stigmatizzare quanto successo negli uffici della sua amministrazione che, per quanto il processo debba ancora decretare una verità legale, non è cosa da minimizzare o barile da scaricare.

N.B.

Abbiamo scelto di proporvi il video della conferenza in versione quasi integrale, i tagli sono solo di vuoti o ripetizione nella discussione. Crediamo sia importante per gli interessati formare una propria opinione, senza apporre una nostra selezione dei contenuti. In un secondo momento proporremo un’analisi del contenuto documentale che riassume le indagini della GDF.

Le 4 puntate dell’inchiesta di Citizen sugli appalti di Acquarena e Tecnopolo:

@DadoCardone

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Scandalo Tecnopolo – Video intervista all’Avvocato Roberto Biagini

Rimini: Un’ombra si staglia malevola su diversi appalti della città malatestiana, ma, inspiegabilmente, se ne parla molto poco. La cronaca è avara di dettagli a proposito dei due filoni d’indagine, aperti a Rimini e a Bologna, in relazione agli appalti di Tecnopolo e Acquarena. Tre impiegati comunali sono già passati da indagati ad imputati e continuano le indagini su Mister X, l’uomo che pare sia stato “suggerito” dalla politica, alle aziende appaltatrici e agli uffici pubblici, per “risolvere i problemi”.

Come si è arrivati all’apertura di quest’indagine che, tra le altre cose, mette in campo ipotesi di turbativa d’asta, falso in atto pubblico e truffa? Il merito è di Roberto Biagini, l’Assessore della Prima Giunta Gnassi che, dopo aver saputo della presenza dell’estraneo che si aggirava per gli uffici comunali, ha condotto un’indagine interna, per poi consegnare una relazione alla Procura della Repubblica. Perché Biagini sembra fosse l’unico a non conoscere Mister X? Come ha scoperto della sua esistenza? Cosa c’entra con questa faccenda Sergio Funelli, Capo Gabinetto del Sindaco? Esiste una relazione tra l’azione di Biagini e la sua estromissione dalle liste PD, voluta da Andrea Gnassi in persona e comunicata dal Segretario Regionale Paolo Calvano?

Ce ne parla lo stesso Avvocato Biagini in quest’intervista.

@DadoCardone

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Rimini: La Città che cambia. (Ma anche no.)

1436431416_Maurizio-Cattelan-Saluti-da-Rimini-2Questo post è a tutti gli effetti il proseguimento  del precedente riguardante la candidatura Gnassi Bis. Dopo aver sviscerato la natura delle personalità che hanno decretato l’inutilità delle Primarie PD per Rimini, ora andremo ad analizzare la motivazione: il cambiamento che il Primo Cittadino avrebbe portato sulle rive di questo puntino sull’asse dell’Adriatico.

Cambiamento ce n’è, non lo si può negare. Dopo quattro anni in cui la “Capitale del Turismo”, sotto regime di Salvaguardia, sembrava fosse stata messa in cantina a marcire, nell’ultimo anno è esploso un pot-pourri di cantieri. Sì, è vero, i cartelli sono più grandi delle buche che fanno i lavori, ma bisogna capire un concetto fondamentale. L’Amministrazione Gnassi è stata così attenta a vendersi mediaticamente, che di tempo per idee proprie non ne ha trovato ed è stata costretta a continue mani di colori pop sul niente. Meno male che in questi anni ci sono state le idee degli altri.

Andremo ora a stilare una lista di fonti di approvvigionamento idee, non completa perché non vogliamo approfittare del tempo dei nostri lettori, ma esaustiva per quanto riguarda il concetto.

  • Le cose che ci sono già. L’idea originale fu di Santa Madre Chiesa. Prendere tutte le feste pagane, principalmente solstizi, e brandizzarle con il simbolo della croce. Questo, oltre a dimostrare che il marketing è praticato da millenni, è di grande ispirazione per la politica degli annunci. Così il primo fine settimana di luglio, che si riempirebbe anche se a Rimini scoppiasse la peste, diventa: la Notte Rosa. Allo stesso modo la festa della Marineria diventa Molo Street Parade e i chioschi non sono più roba da sagre e feste di paese, ma Street Food. Tutto molto più trendy e quando dico tutto intendo proprio tutto, anche le panchine e i cestini della mondezza, basta una spruzzata di colori pop.
  • Le cose che decidono gli altri. Diciamo le cose come stanno. Se sei un candidato del Partito Democratico a Rimini non diventi Sindaco se non sei propenso a garantire gli interessi preminenti. Non sto parlando di malaffare, ma dei poteri economici i cui interessi premono forte su qualsiasi Primo Cittadino. In campagna elettorale si possono firmare patti per l’acqua pubblica e promettere moratorie ai teleriscaldati, salvo poi guardare bene chi pesa più sulla bilancia. Teleriscaldati o SGR? Hera o un Comitato? E’ sotto gli occhi di tutti. Puoi anche promettere lo stop al cemento, ma se Cagnoni ha bisogno di ossigeno per il mutuo del Palas appaiono varianti delle varianti che consentono il sorgere di centri commerciali e palazzine sovietiche. Come la volgi a tuo favore? Beh per esempio il “dovere verso Cagnoni” è diventato Acquarena, la piscina che il riminese non aveva. Ma il colpo di genio (tanto di genio da essere stato senz’altro imposto e non pensato) è la liaison con Hera. Un bel pacchetto chiavi in mano per il problema delle Fogne. Hera, attingendo dalle bollette dell’acqua di tutta la Provincia per la prossima decade, si prende carico del lavoro con un bel progetto che le garantisce anche la futura espansione. Il fatto che, nonostante il piccolo particolare della forza di gravità, sia stato raddoppiato il depuratore a monte, invece che quello a mare, la dice lunga. Il risultato? Gnassi, mette mano alle fogne. Le conseguenze sono per chi verrà dopo e sicuramente a discapito della ripubblicizzazione dell’acqua.
  • Le cose già decise. Questa è una fonte particolarmente florida e si basa su determine di enti sovra ordinati, a cui la gente è generalmente poco attenta. Da qui scaturiscono finanziamenti normalmente distribuiti, ma che nelle parole dell’amministratore diventano abili lavori di bilancio etc. Gli esempi sono molti, ma ci piace riportare, per quanto è lampante, il caso del Federalismo Demaniale. Era già stato deciso da tempo che lo Stato affidasse al controllo diretto dei Comuni alcuni beni demaniali. Per Rimini, oltre ad altri, è stato anche il caso del lungomare che tutti dicevano intoccabile perché di pertinenza del Demanio. Cosa buona, cosa già decisa. In fase di definizione però qui a Rimini leggevamo titoloni nella Cronaca Locale, descriventi un agguerrito Primo Cittadino che andava direttamente a Roma per minacciare di conseguenze legali l’ufficio del Demanio, se non gli avessero dato immantinente il lungomare. Capito il giochino?
  • Ultima, ma non ultima, la fonte delle idee… degli altri. Chi segue i Consigli Comunali l’ha visto fare innumerevoli volte. La Minoranza presenta un’idea che viene automaticamente bocciata, per poi essere ripresentata con altro nome, a volte solo per farci un titolo di giornale. Gli esempi sono tantissimi a cominciare dal ponte di Via Coletti, che una delibera di Giunta aveva già deciso essere un pontaccio di Ferro, ma in Consiglio Comunale, di fronte ad un centinaio di cittadini incazzati, si è tramutato miracolosamente nel rendering di un ponte normale. Una fonte di idee particolarmente gradita è il Movimento 5 Stelle, alla faccia della polemica che non lo vorrebbe forza propositiva. Elenchiamo solo i plagi più evidenti. Il Parco giochi per bambini disabili, strumentale in Consiglio, poi diventato atto di civiltà semplicemente cambiando il proponente. Le celeberrime delibere sull’urbanistica, approvate persino dalla Maggioranza, ma sparite per un anno e sei mesi, tornate (almeno nei termini) sui giornali come intuizioni del Sindaco, mentre per i consiglieri che le avevano proposte erano impraticabili. Ultimo “appoggio”, in ordine cronologico, un pezzo del progetto per cui i 5 stelle si erano avvalsi della collaborazione di Ettore Maria Mazzola e il gruppo del suo Master in Urban Design. L’intuizione geniale di quel lavoro era ricucire la città al mare tramite la zona morta della stazione. Gnassi, nonostante non si fosse degnato di presenziare né alla mostra né alla conferenza, pare a causa di un impegno da aperisindaco, non ci ha pensato due volte a fare sua quell’intuizione annunciando una Vision istillatagli dallo Spirito Santo.

In conclusione nel manuale del perfetto amministratore PD, nell’introduzione, potete trovare scritto: che sia un’idea di altri, una cosa che sei costretto a fare, una cosa che c’è già o un regalo dello Stato… cambiagli nome e dì che si tratta di una tua idea (almeno sui giornali). Bisogna capirli. Con tutto il tempo impiegato a far credere di saper fare le cose, dove lo trovi il tempo per farle veramente.

P.S.

Ovviamente, come suggeriscono gli stessi cartelli pop, tutte le buche aperte alla fine di questa legislatura rappresentano un lavoro che si concluderà solo nella prossima, a Gnassi rieletto. Lui ne è sicuro…. Infatti ci ha già intestato mutui per 40 anni.

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@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Coniglio.

20150522_3168Dopo il mancato recapito del materasso nella Casa Comunale l’affare di Casa Madiba finisce in Consiglio. Presenti per l’occasione una  discreta quantità di Forze dell’Ordine, gli Attivisti sgomberati e una Giunta al gran completo con la sola eccezione dell’Assessore Sara Visintin, anello debole dell’Amministrazione che riesce a far sembrare persino Gennaro Mauro un uomo di sinistra.

Immancabili le interrogazioni sui fatti di questi giorni, come non sono mancate le reazioni scomposte del Sindaco, d’altronde ha un pubblico da accontentare. Ormai si sa l’odiens si accontenta di poco, basta che sia una scenetta semplice e soventemente ripetuta, un po’ come quelle sitcom delle quali sai esattamente  dove vanno a parare le battute, ma per abitudine ridi lo stesso. Se c’è una cosa di cui puoi essere sicuro è che Gnassi, sotto stress, offende chiunque gli capiti a tiro in maniera piuttosto infantile.

20150522_3216Questa volta è toccato me. Dopo che il Consigliere Tamburini ha letto in Aula il pezzo “Tanto Tuonò”, il Primo Cittadino non ha potuto fare a meno di chiamarmi Coniglio. Lo ammetto … non sono stato abbastanza pronto da fargli uno “specchio riflesso” o qualsiasi altra cosa si usa all’asilo, ma a mia parziale discolpa bisogna sicuramente considerare il fatto che, appunto, era dall’infanzia che non mi si affrontava in maniera tanto puerile.  A parte che anche “affrontare” è un parola grossa considerato che  l’aggettivo è stato pronunciato a mezza bocca, dallo scranno di Sindaco, in pieno Consiglio Comunale e subito ritrattato al “come?” di Tamburini.

Dunque si arricchisce il repertorio dell’ex Golden Boy. Dopo “la palla è mia”, “ho firmato a mia insaputa”, “la corte dei conti non conta”, “mamma ho perso l’aereo” e “porta rispetto che non sei a casa tua”, aggiungiamo anche “non ho detto coglione, stavo tossendo”. Una hit di successi e noi di Citizen non ce ne siamo persi nemmeno uno (che culo).

Bz51iRYoIEVuljASrSueFfNAGRkNdvfS96jiuQbMGCIAltra chicca del repertorio Gnassiano è il numero del “miracolo consiliare”. Forse non tutti sanno che le porte del Consiglio Comunale sono un varco spazio dimensionale dove la realtà spesso cambia. Lì dentro abbiamo assistito, per esempio, al “Miracolo del ponte Coletti”, che da pontaccio di ferro già deliberato si è trasformato in ponte normale. Qualcuno ricorderà anche la “prima dichiarazione di guerra al cemento” dove il veto di un semplice cambio di destinazione venne impunemente spacciato per la pietra miliare della traiettoria sindacale: da questo puntino sull’asse dell’Adriatico, voleva combattere milioni di metri cubi che nessuno aveva più i soldi per costruire…. Meno male che Acquarena e le sue palazzine Soviet hanno restituito l’immagine vera della supposto cimento al cemento.

20150522_3181Ieri, ancora una volta, i “confini della realtà” hanno fatto il loro dovere. Improvvisamente Gnassi, dopo aver sostenuto che la Corte dei Conti è un “teatrino all’italiana”, dopo essere stato per lungo tempo la ragione per cui il CDA della fallita Aeradria non cadeva, dopo aver condonato ruote panoramiche abusive…. Dopo tutto ciò (e altro ancora) si è dichiarato ligio alle regole e impotente di fronte ad atti dovuti della Procura contro di Casa Madiba Network. Ha solo tralasciato che l’evidenza dell’atto dovuto è stata procurata dai suoi uffici.

rf8o6wwxdsrsGwmwHZbjc2czfNXv2_nVBVTNJLdZcNkConcludo con due righe di cronaca. Ieri, alle interrogazioni sull’emergenza per i 15 senzatetto provocata dagli sgomberi, risposte non ne sono state date. E’ probabile che, secondo quanto dichiarato dal Vice Sceriffo Gloria Lisi, l’immobile in via Dario Campana verrà usato per la stessa funzione, ma assegnato a mezzo bando, magari uno di quelli a procedura ristretta, solo con gli invitati che piacciono all’Amministrazione. Il prode Gnassi, dopo essere stato duramente contestato da Fabio Pazzaglia  e dagli attivisti di Casa Madiba, è uscito dal Comune per continuare a discutere, tra una cornice di Celerini, più numerosi dei cristiani.Comunque ha trovato solo persone con ancora la voglia di ragionare a dispetto delle sue supercazzole. La tattica del “martire sputazzato” alla Salvini non ha potuto avere luogo.

P.S.

Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale.” [George Bernard Shaw]

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Rimining.

pinguiniCome ogni anno, ormai da 5 anni, ci stiamo avvicinando al periodo in cui il Taglianastri salta sul banco e grida: Questa la so!! Dopo aver sonnecchiato un inverno tra l’incredibile scoperta delle rotonde, la chiamata in massa ai tribunali e le manovre SalvaCagnoni eccoci giunti all’Estate.

Passare la stagione fredda, secondo l’establishment Riminese è facile, basta cambiare nome alle cose. Non stanno facendo una linea d’autobus da 100 milioni di euro, ma una metropolitana. Non hanno salvato il Palas, ma hanno dato una piscina ai riminesi. Non hanno scoperto, vent’anni dopo la loro invenzione, le rotonde, ma ti fanno filare dritto. Non esistono ettari di strutture abbandonate, ma solo effetti della crisi. Non si è formato un ghetto mussulmano davanti alla stazione, ma abbiamo favorito l’integrazione. Neppure le erbacce non sono più tali, ma erbe erranti.

Poi arriva la primavera. Una primavera particolare quest’anno perché, per la prima volta, Rimini è a rischio di non aprire il suo aeroporto strategico che, se non ve lo ricordate, portava un milione di passeggeri e un miliardo d’indotto. Anche se questi della “finanza creativa”, oramai accomodatisi, riuscissero ad aprire, hanno già dichiarato che più di 350.000 passeggeri in un anno non riescono a fare … meno del Curatore Fallimentare. Quest’anno ci saranno 650 mila passeggeri in meno e un terzo dell’indotto?

Non vi dovete preoccupare, ma non perché i calcoli che si sono sempre fatti siano palesemente sbagliati. Non vi dovete preoccupare perché le menti migliori di Rimini, guidate dalla vision di Gnassi, hanno un piano straordinario per la ripresa della Capitale del Turismo, altrimenti nota come la Miami del Mediterraneo.

Come dite? La Notte Rosa? Beh certo … quella è una grossa fetta del piano. Riempire il primo finesettimana di luglio, come fosse una missione impossibile, dà lustro. Tra l’altro Gnassi ha già prenotato una visita promozionale a Madonna di Campiglio, dove è noto che si nascondono numerosissimi fruitori della Riviera ed ha già dato il suo assenso al manifesto di quest’anno. Una carta da gioco con due pinguini rosa serviti su una pirofila in riva al mare. Ve lo giuro … ho provato con tutte le forze a reprimere la mia diffidenza verso l’aria fritta, ma l’unica cosa che ci ho visto è stato un richiamo alla ludopatia, che a Rimini ti accoglie appena scendi dal treno e una provocazione per il WWF.

Vabbeh. Meno male che il piano non si ferma qui. Quest’anno abbiamo un asso nella manica. Il Rimining. Cos’è? Non cercate su Google per carità, soprattutto se siete minorenni, potrebbero apparirvi delle oscenità. Ve lo spiego io, almeno ci provo. Secondo qualche genio del marketing, probabilmente anche profumatamente retribuito, cambiare nome alle cose paga, tanto vale farlo anche d’estate.  Per cui stare a Rimini diventa un’unica azione, stai Riminizzando …. che in Italiano è brutto e richiama la cementificazione selvaggia, di cui il partito dei signori in questione si è reso protagonista negli anni. Perché non dirlo in inglese? Il perché l’ha spiegato efficacemente un giornalista della Voce di Romagna che ha fatto notare quanto la parola assomigli alla pratica del Rimming, ossia ad infilare la propria lingua dentro un ano. Qual è il problema? In inglese, per chi lo sa parlare, esiste solo una delle due parole, indovinate quale. Tutto ‘sto pasticcio per dare il nome ad un opuscolo con le cose da fare durante le vacanze.

Ho detto opuscolo!? Scusate … non era mia intenzione. In realtà è il catalogo dei sogni e delle emozioni disponibili mentre si fa del Rimining. Un esempio? A mezzogiorno mi riminizzo una piada (uso impropriamente la parola italiana, ma lo faccio perché non vorrei mai qualcuno pensasse che io mi metta  le piade in posti contro natura), oppure mi riminizzo una bicicletta e in questo caso, data la qualità del manto stradale, c’è caso che perlomeno il sellino ci vada a finire dove non deve … anche se lo dico in italiano.

Chi vi scrive non è originario di Rimini, ma ci è arrivato più o meno all’insediamento dell’attuale Primo Cittadino. Dopo quasi 5 anni in cui sono stato ad osservare, posso dire, in coscienza e senza il dubbio di strumentalizzare, di aver assistito alla danza del nulla. Dopo 5 anni di paraventi colorati, fallimenti reiterati e inadeguatezza alla realtà non sono qui a chiedermi chi l’abbia permesso, ma quanti in effetti se ne siano resi conto. Speriamo che siano in numero sufficiente.

P.S.

L’Assessore Regionale Donini alla presentazione del Piano Strategico (ma ancora lo stanno presentando?) ha dichiarato che proprio grazie ad esso gran parte dei 90 milioni di un finanziamento europeo alla Regione saranno destinati a Rimini. A sentire come si spalleggiano vien quasi il dubbio che la raccolta di figurine di Gnassi…. la chieda l’Europa.

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@DadoCardone

 

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L’eredità del Sindaco.

La neoeletta Sindaco di Riccione Renata Tosi, all’indomani della sua elezione, riceve,  come da  bonton, complimenti  trasversali proprio da tutti. Bisogna ammettere che l’impresa c’è stata, 70 anni di dominio di una singola parte assomigliano di più ad una maledizione che ad una continuità politica e la Tosi l’ha spezzata partendo da un lavoro d’opposizione durato anni.

Sono proprio tutti complimenti? No. E’ il caso, neanche a dirlo, dell’amabile Primo Cittadino di Rimini, che non perde neanche un attimo per stizzirsi e mettere in chiaro che Renata non fermerà il TRC e che lui nel 2016 vincerà di nuovo. Un atteggiamento che chi  vi scrive conosce bene, infatti anche il mio gatto si gonfia tutto quando ha paura e di paura, Gnassi, non il gatto, fa bene ad averne. Poche ore dopo le elezioni il nuovo Sindaco di Riccione ha fatto bloccare le motoseghe che si apprestavano ad abbattere i 200 pini sul percorso riccionese del TRC e ha dato indicazioni (secondo quanto dichiarato) agli uffici preposti per fermare tutto.

Una determinazione che la Giunta di Rimini ha già conosciuto con il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli e la questione dell’inceneritore. Ricordo, perché vi ho assistito di persona, una poco ospitale Sara Visentin basita di fronte ad un ordine del giorno che la Sindachessa andò a proporgli fin dentro al Consiglio Comunale. Quella volta, nel caratteristico stile spocchioso dell’Amministrazione riminese, l’Assessore all’ambiente aveva rifiutato di partecipare all’Ordine del Giorno contro l’inceneritore che aggregava i comuni della Provincia. La scusa fu che Rimini ne stava preparando uno suo. Vero. Il documento apparve diverse settimane più tardi, dopo aver superato il controllo di Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco e uomo Hera nel Comune. Ovviamente il documento non presentava nessuna caratteristica che ne giustificasse l’attesa.

Dunque un accerchiamento al femminile. Donne determinate che, qualsiasi sia la loro convinzione politica, hanno poche remore nell’andare contro il sistema.. cosa che non si può dire dell’Establishment Piddino e Riminese in particolare,  in affidamento totale  al potere costituito.

L’unica speranza del Sindaco di Rimini sembra essere quella di rendere inappetibile l’amministrazione della città e bisogna dire che ce la sta mettendo proprio tutta. A meno di uno sprint finale, di quelli che non ti aspetti, i primi tre anni del Mandato Gnassi lasciano un’eredità pesante a chi verrà dopo, sempre che i riminesi non decidano di riconfermarlo per una bella eutanasia di massa.

Chiunque verrà dopo si troverà una Rimini con un aeroporto portato al fallimento da fatti penalmente molto rilevanti. Cospicue quote cittadine buttate al vento per la vanagloria di chi non si è accontentato di una struttura di piccola-media importanza e che ora pare destinata a diventare la porta di servizio del Marconi di Bologna.

Lo sfortunato successore dovrà ereditare anche i patti fatti con il Diavolo. A Rimini infatti anche le cose che sembrano fatte per bene nascondono ombre pesanti. L’unica soluzione considerata per le fogne, ve ne erano altre, è stata quella targata Hera che rifà il look alle strutture, che comunque le resteranno in affidamento per chissà quanti anni, in carico alle bollette dell’acqua di tutta la provincia. Inoltre, considerata la gratitudine che le si dovrà per aver tirato fuori dal cilindro una soluzione compresa di risorse, sicuramente il fidanzamento si sarà arricchito di altri progetti. E’ il metodo Hera: al costo di qualche piccola condanna per sfruttamento di posizione preminente sul mercato lega tutto al suo inarrestabile piano industriale. Un piano per cui, ad esempio, sebbene il territorio si scopre virtuoso nella differenziata non ne ottiene vantaggi in termini tariffari e nemmeno per diminuita massa bruciata. Hera porta immondizia da fuori perché il piano dice che il giocattolo deve girare sempre a pieno carico per un insalubre, ma robusto, guadagno. Per sapere poi quanta parte della nuova struttura fognaria di Rimini andrà a coprire, casualmente, anche le necessità che Hera ha in altri territori della Provincia (o immediatamente adiacenti) ci vorrebbe un giornalista, ma a Rimini…. Solo a me è sembrata strana la chiusura del depuratore a mare per concentrare tutto sul quello da potenziare a monte? Nelle ultime lezioni di Fisica delle Superiori avevo capito che l’acqua tende a scendere per effetto della forza di gravità, che pare essere molto più economica delle pompe di rilancio. Senza contare poi l’enorme disagio procurato agli abitanti di Santa Giustina. Dimmi chi voti e ti dirò se ti puoi lamentare.

Purtroppo l’eredità non sarà solo questa, anche se unita ai costi di gestione dell’autobus più stupido e costoso del mondo basterebbe per preoccuparsi seriamente. I Potentati Riminesi  ormai, anche se giocano piuttosto male, sono sempre lì per portarsi via la palla e non far giocare più nessuno. E’ il caso di SGR che, con l’ing. Bruno Tani al comando, nonostante abbia riempito Rimini dell’obsoleto e costoso (per gli utenti) sistema del Teleriscaldamento, ha comunque avuto in premio, o comunque a prezzo di saldo, il monopolio assoluto delle reti gas Riminesi. E’ anche il caso del sistema fieristico di Lorenzo Cagnoni. In realtà sarebbe più corretto dire che l’azienda è pubblica, ma Tutankagnon, con Acquarena, ha recentemente dimostrato che a Rimini si fa quello che dice lui. Così la millantata lotta al cemento del Sindaco Giovane è stata messa in standby per un bel centro commerciale in via della Fiera, un Armageddon urbanistico.

Proprio l’urbanistica sarà l’eredità più pesante di questo periodo di immobilità, dove le esigenze sono cresciute, ma non le soluzioni. Il regime di Salvaguardia (transizione dal PRG al PSC in cui convivono entrambi i piani regolatori) sembra essere diventato la normalità e nemmeno le slides, che vediamo vorticare dal primo giorno di mandato, restituiscono un’adiacenza  fluida tra la Rimini cara la Sindaco e quelle due inutili appendici che sono Rimini Sud e Rimini Nord. Si potrebbe pensare ad una Amministrazione con la passione per il Centro città, ma del centro fanno parte anche i borghi e Borgo Sant’Andrea è lasciato alla deriva, sempre che non si voglia considerare il parcheggio da 10 posti in via Cignani una soluzione urbanistica. Purtroppo gli abitanti del Borgo, da cui lo stesso Sindaco è migrato, non hanno un ponte da far cadere per attirare sufficiente attenzione.

Una nota particolare merita il turismo. La rendita della Notte Rosa è finita. Il turismo di Rimini, con buona pace di Ermeti e Rinaldis, per prezzi, offerta e clientela è da fondo del barile. Certo che le due/tre feste estive si riempiono e si riempiono anche le spiaggie, da un certo periodo in poi (che comincia sempre più tardi e finisce sempre più presto), ma di cosa? Località non troppo distanti da noi hanno fatto scelte precise. Cesenatico, ma anche Cattolica  hanno scelto di puntare alle famiglie e, perlomeno nelle dichiarazioni, lo ha fatto anche il nuovo Sindaco riccionese che si appresta a dare un giro di vite al Marano. E’ vero che Rimini è più grande da riempire, ma  proprio per questo gli interventi debbono essere di sistema e non di ostentata immagine come piace tanto a chi tiene la stecca oggi. Se su tutte le altre cose nessuno aveva un’idea precisa di cosa aspettarsi da Andrea Gnassi, molti avrebbero scommesso sull’intraprendenza del Ministro del Turismo e avrebbero  perso. Due, tre feste, di cui una praticata da tutta la costa ed un’altra (Molo Street) per cui i pescatori stanno ancora chiedendo i soldi… per il resto siamo quasi una colonia balneare per scuole dell’Est, tranne Rimini sud… quella è una colonia penale.

Si capisce, si è capito, che le intenzioni erano altre. Con la scusa del TRC chiudiamo il lungomare, investiamo sulla zona pregiata di Rimini (il triangolone compreso tra Ponte di Tiberio, Piazzale Fellini e Porto), al centro riapriamo il teatro. Molo del Welness, ristoranti con apparizioni show di Bottura & friends, locali, alloggio e divertimento in zona totalemente pedonabile. Bello… se lo fai a Riccione, o Misano,  o Porto Verde, o Cattolica, ma in una città di 150,000 abitanti lunga 20 km sono in parecchi a rimanere fuori dalla Vision (a voglia di produrre slides per spiegarglielo).

Poi bisogna fare i conti con la realtà e l’eredità è inequivocabile. Partecipate svendute, quando non fallite, una ciclabile soppalcata (cit. Massimo Lugaresi), scelte urbanistiche devastanti, offerta turistica consunta e concentrata su sparute occasioni, politiche ambientali inesistenti, fogne a strozzo, clientele potenti, cittadini scontenti. Fa bene Gnassi ad aver paura, ci vuole incoscienza per essere sereni e lasciare in mano ad altri una situazione del genere, anche se il destinatario del testimone sarà, come dalle manifestate aspettative, egli stesso.

P.S.

Pizzarotti di Parma dopo aver drasticamente ridotto il pauroso debito, non solo per quanto imposto dalla spending, ed aver messo a dieta l’inceneritore, ci ha preso gusto. In questi giorni ha deciso di cominciare il percorso di “Comune Virtuoso”, non facile per un comune di quelle dimensioni. Qualche Parmigiano storce il naso e si dichiara sotto dittatura… forse preferivano essere governati direttamente dalle patrie galere dalla precedente giunta. Vengano a Rimini, qui si balla.

Davide Cardone

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Ho visto cose…

Ho visto cose che voi Riminesi non potete neanche immaginare, ma che dovreste assolutamente vedere.

Ho visto Consiglieri Comunali lottare con tutte le loro forze per trovare una ragione a quello che gli s’imponeva di votare. Ho visto Consiglieri eletti, con promesse di sinistra, discriminare tra i lavoratori. Ho visto un gruppo di Forza Nuova sedere tra il pubblico del Consiglio e ascoltare in silenzio tutta la sessione fino all’una di notte, mentre altri, che si vantano di essere antifascisti, dedicare tutto il loro secondo intervento a cercare di prevaricare sui concetti espressi da altri, distorcendoli a proprio uso. Ho visto un Segretario Generale con la paura di dire un nome a microfono aperto. Ho visto un Sindaco che …. Vabbeh, quello potete vederlo anche voi, tanto il discorso è sempre quello per ogni occasione.

Dove ho visto tutte queste cose? Non ero in compagnia di un Cyborg delle Colonie Extramondo e non ero nella Los Angeles di Blade Runner, sebbene, ci si può scommettere, se il PD continua ad amministrare, nel 2019 Rimini sarà altrettanto distopica.

Tutto questo l’ho visto ieri sera in Consiglio Comunale ed è stato molto triste costatare come la maggioranza (+1) si sbattesse per non dispiacere a Lorenzo Cagnoni. La recita di ieri, chi segue lo sa, era per variare una variante che salvasse, momentaneamente, il Palacongressi di Rimini.

La nuova impostazione prevede che il Palas faccia passare i suoi debiti Unicredit, per le casse di una Conad un pelo più grande dell’Ipercoop del Malatesta. L’unica differenza è che, per mascherare il tutto, ormai da mesi, si parla solo di Acquarena …. la piscina da 25 metri che, secondo Pazzaglia (SEL), Rimini attende da 30 anni. Chi si accontenta gode.

Le risultanze di questa manovra, presentata senza alcun dato certo, se non quello della direzione che si è obbligati a  prendere, sono state ben spiegate ieri sera da chi si era veramente informato. Concorrenza al Garden che, dopo anni di gestioni fallimentari, si stava riprendendo. Problemi d’ordine urbanistico (gli stessi che avevano indotto la Fiera a spostarsi da li), un impatto ambientale negativo e problemi ai commercianti della zona. Tutto ciò senza un piano per far riprendere al Palas la parvenza di qualcosa di praticabile.

La variante, inevitabilmente, è passata. Non poteva essere diversamente nonostante il donchisciottesco tentativo di Samuele Zerbini (PD) di emendarla, stralciare la piscina, proponendo al suo posto un’area verde attrezzata per lo sport e consegnando ai segnaposto del suo Partito l’opportunità di uscirne con un senso. Occasione rifiutata in malo modo.

Posto d’onore della serata l’abile presa per i fondelli da parte dei Consiglieri del Movimento, i quali, consci di non poter prevalere su di un sistema di potere tanto radicato, si sono divertiti perlomeno a leggere il terrore negli occhi e nelle parole del Segretario Generale. Dopo aver citato la legge che impone ai Dirigenti Comunali  di dichiarare spontaneamente qual’ora vi sia un conflitto di interessi negli atti che vanno ad approvare, Luigi Camporesi (M5S) ha fatto notare come del Direttore delle Risorse Finanziarie ci fosse solo una sigla, ma non il timbro. Il gelo è calato sulla Sala dell’Aquila in cui, improvvisamente, sono sembrati tutti polli. Nonostante i ripetuti stimoli nessuno ha fatto il nome del misterioso dirigente forse perché pare (e dico pare) si tratti della legittima consorte di Lorenzo Cagnoni. Chi ha delle conclusioni da trarre si accomodi.

P.S.

Scripta manent, non mi sento di poter dire la stessa cosa per il PD.

Davide Cardone

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Orrori Riminesi

Questa volta sperimentiamo un articolo un po’ diverso dagli altri, ma i temi sono sempre quelli di Citizen. Dunque PopCorn, allacciarsi le cinture e si parte per la Rimini Horror 😉

La Redazione

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Acquarena: Ma di cosa stiamo Parlando?

L’attuale attenzione mediatica a Rimini è accesa sulla questione Piscina, Supermercato, Terziario e residenze. Questa certamente non è la sede per affrontare la situazione su 1000 mq in più o in meno di costruito, in una città che di territorio ne ha consumato a iosa, con bassa qualità.

Le riflessioni di seguito elencate sono diverse ed esulano da stumentalizzazioni politiche, ma sono solo osservazioni della realtà.

1)      Un progetto ed una convenzione del 2005 a distanza di nove anni vanno riviste perché i tempi e le esigenze sono sicuramente cambiate. Se vi era in essere un accordo con il Garden questo va rispettato od almeno ridiscusso. Se nella convenzione originaria era previsto un auditorium, perché ora dobbiamo fare i concerti in una piscina? Se c’è la piscina del Garden e quella del Flaminio, obsoleta, ma migliorabile a pochi metri di distanza, costerebbe certamente meno una riqualificazione dell’esistente che una nuova.

2)       La seconda questione è urbanistica riguarda la cementificazione del territorio. Se il territorio riminese fosse stato utilizzato con coerenza e senza sprechi, questo scritto non avrebbe ragione di essere. Ma questo territorio ha subito forzature(stupri), gli strumenti di pianificazione e le categorie urbanistiche utilizzate per descriverlo e per realizzare interventi, sono obsolete, velleitarie e di difficile comprensione, non solo per i tecnici e la popolazione, ma per gli stessi che le hanno redatte, i tempi per ottenere i permessi incerti ed i progetti ammissibili hanno categorie di giudizio variabili. Per cui semplificando molto: la densificazione del territorio urbanizzato e la presenza di più funzioni è assolutamente condivisibile, ma allora perché non utilizzare come contenitori per realizzare Piscina, e terziario quelli nuovi già presenti del palacongressi, che sono utilizzati rispetto alle previsioni forse al 30% della potenzialità? Questo si sarebbe risparmio del territorio e delle risorse.  Tutta questa pantomima e polemica proveniente a torto e a ragione da tutte le  parti, raggiunge l’obbiettivo di distrarre la popolazione, gli amministratori e chiunque affronti il problema dalle reali necessità e possibilità.

3)      Serve una Piscina nel territorio laddove ve ne sono altre due a 300/400 mt di distanza (6 minuti a piedi)? Serve un altro supermercato in una città dove vi sono 3 Ipermercati ( befane, malatesta e iperrubicone)? Ricordo che l’Ipermercato ha un bacino di utenza di circa 200.000 utenti, e non a caso richiede permessi provinciali (qualsiasi cosa voglia dire oggi). Inoltre a Rimini vi sono penny, ldil, conad e coop e almeno altri 6/7 discount di vicinanza, quindi potenzialmente in grado di soddisfare un bacino d’utenza di almeno 6/700.000 persone, il doppio dei residenti in provincia. Senza affrontare il tema del commercio al dettaglio.

 

4)      Le vere priorità della città e dei comuni limitrofi sono:

  • Viabilità di tutti i generi, carrabile privata e pubblica, ciclabile, pedonale, marittima  ed aerea
  • Fognature quindi trattamento delle acque di ogni genere che sversano nel mare
  • Pianificazione condivisa della città con uno strumento urbanistico (carente in tutta Italia) che tuteli la salvaguardia e lo sviluppo del suolo agricolo, urbano e fluviale, quindi rispetti la morfologia ed i cambiamenti del territorio dovuti a fattori climatici e naturali. Rispetti le categorie linguistiche dell’urbanistica, lotti, isolati urbani quartieri, strade e piazze. Edifici Simbolici, pubblici, religiosi, fabbriche(ma ormai sarebbe più corretto parlare di laboratori), residenze luoghi di svago, palestre etc…… ed eliminare quelle introdotte dalla pianificazione bidimensionale espressa con retini, e sigle medicinali come b1, b2, b3, zep zp3 e via discorrendo. Il territorio, la città e gli edifici sono frutto di uno sviluppo storico che ci rappresenta, rappresentano  la storia, la cultura l’intelligenza e le nostre capacità ed i nostri errori allo stesso modo. Per cui osservare l’esistente con tranquilla obbiettività, darebbe risposte alle domande.

Il mio modesto e semplice pensiero, da Architetto Umanista, ed anche il mio cane centenario lo ha confermato, con un sintetico “Bau-bau”, è la “sinistrata” realtà della città, con situazioni e realizzazioni apparentemente proiettate al futuro ma fortemente compromesse (a caso, Palacongressi, Fiera  e Aeroporto) che richiedono nuova linfa sia come idee, che come utilizzo, condividendo con la città il futuro impiego, nell’interesse comune, ed una integrazione che ad oggi sia per l’ubicazione sia per la forma, sia per la ibrida proprietà manca completamente.

Per finire, una curiosità, l’improprio abuso di merito del termine “riminizzazione”, con la differenza che quando l’insoddisfazione per i distruttivi interventi modernisti nelle città storiche si cristallizzano nella protesta pubblica, le amministrazioni cambiano in alcuni casi direzione.

A Bruxelles a partire dal 1959, il costruttore Charles Depauw ed il politico locale Paul  Vanden Boeynants cominciano un processo di grandi demolizioni nello storico quartier Nord, con l’intenzione di sostituire al quartiere tradizionale isolati di torri corbuseriane e superstrade. Il piano è ampiamente condannato ed il termine “Bruxellizzazione” diventa il simbolo, del movimento per la conservazione urbana, e alla fine come per gli inglesi con il Covent Garden(1968) la spunteranno, al contrario qui talvolta ci si vanta, di aver inserito il termine riminizzazione nel vocabolario.

Negli insediamenti tradizionali, sono gli stessi edifici a definire la strada ed essi non sono posti al centro del lotto, né si sviluppano al centro di un territorio urbano edifici con ampi spazi verdi, il motivo di questo insediamento compatto è l’alto valore dei suoli, a breve distanza dal centro città. Valore che scende con l’allontanarsi dal centro, facendo scendere l’interesse delle categorie e degli investitori.

Al di là delle considerazioni sugli strumenti urbanistici confusi e bizantini in essere ed in approvazione (forse, speriamo di no), il sistema inappropriato dello sviluppo suburbano convenzionale, verrebbe in questo modo applicato a sfavore dei quartieri esterni già costruiti che resterebbero sprovvisti di servizi e accessibilità, ingolfando di nuove funzioni, peraltro già esistenti a breve distanza, un’area sprovvista di un’adeguata ed equilibrata rete di accesso e deflusso, aumentando il carico di percorrenze automobilistiche mentre se ne riduce se non ho visto male, la dotazione in parcheggi.

La realizzazione di una zonizzazione per lo sport ed il congressuale (sempre meno necessario, avendo la possibilità di reti a banda larga che consentono il confronto senza inutili e costosi spostamenti) acuirebbero il problema del consumo di territorio (sprawl) al contrario, dotando di servizi un’area già carica e continuando a dimenticare quartieri esterni che invece ne sono sprovvisti ma meritano pari dignità.

Altro argomento è osservare i risultati di uno sviluppo inadeguato, fare finta di nulla e continuare per la stessa strada considerando l’opinione degli altri, sempre alla stregua di sciocchezze, sicuramente nei libri di storia gli ultimi trent’anni di urbanistica riminese diventeranno un modello da prendere ad esempio, o no?

Voi che ne dite?

P.s. Quale sarà il valore dei contenitori della vecchia fiera da abbattere? E… sarà possibile dentro ad alcuni piazzarci una bella piscina non omologata per le gare? Un intervento Jacuzzi-style ci manca?

Fausto Battistel Architetto

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Fabio O’ Pazz

Ieri sera si è consumata l’ennesima sceneggiata consiliare, una di quelle dove i portavoce del Movimento 5 Stelle di Rimini sono puntualmente sottoposti a fuoco incrociato. Ormai il problema non è più difendersi dallo scarso effetto delle sparate della maggioranza, chi assiste sa quanto vacue possano essere le rappresentazioni dei segnaposto sui banchetti PD, ora il fuoco nemico arriva anche dalle spalle.

Fabio Pazzaglia, in teoria facente parte dell’opposizione, nella realtà dei fatti non è altro che un infiltrato, un figliol prodigo che brama di tornare tra le braccia del centro sinistra (qualsiasi cosa esso sia). Dopo un periodo transitorio in cui ha dissimulato un’azione contraria, astenendosi o andandosene al momento opportuno (d’altra parte associarsi apertamente a chi fa shopping con gli F35 fa un certo che a chiunque) ora ha rotto gli indugi arrivando addirittura a molestare e diffamare Tamburini e Camporesi. Per inciso ieri, sulla faccenda Acquarena, è arrivato ad insinuare che il Movimento sia pagato per favorire quelli del Garden e, tra le perle della serata, ha votato anche  contro un tentativo del Consigliere Franchini di ottenere strumentazione per bambini invalidi nei parchi . Ieri sera è riuscito a farsi dare pure del Fascista…. che per uno di SEL è sempre una bella soddisfazione.

A proposito di fascisti. L’azione di Fabio o’Pazz, che chiamiamo così per il cognome e non per somiglianze di genere con Genny a’ Carogna (lui la gente la tiene calma), non si limita ad una guerra consiliare. L’ultima idea è un’azione combinata con il prode Taglianastri e il ciarliero Galvani, che nella sua ansia comunicativa scrive comunicati per tutti… basta associarsi. I tre, Gnassi, O’ Pazz e Galvani hanno proposto un ordine del giorno con cui chiedono al Governo di sciogliere Forza Nuova (un movimento sempre molto grato a Gnassi per l’insperata visibilità). Questa volta, stranamente, tengono molto ad avere la partecipazione autografata del Movimento.

La smargiassata, a 15 giorni dalle elezioni, avrebbe lo scopo di mettere in difficoltà il Movimento Cinque Stelle di Rimini perchè, secondo questi geni incompresi della politica, trattasi di movimento di destra in quanto, in una precedente occasione, non si oppose alla concessione della piazza proprio a FN.

Chi vi scrive non parla per conto del Movimento e dunque può dare solo il suo punto di vista sulla firma richiesta. Ci sono molti motivi per non firmare. Primo fra tutti è che il Movimento, con la sua stessa esistenza, è già di per sé un limite naturale all’esplosione di derive fasciste e razziste. Popolazioni nella nostra situazione, ma senza novità e speranza nella politica hanno espresso la loro frustrazione in veementi manifestazioni di intolleranza. Le forze del male a cui il Primo Cittadino eroicamente offre il petto saranno, come si è visto in precedenti occasioni, si e no sei persone, con dodici bandiere, quando sono tutti e questo è merito del Movimento.

Ci sono anche altri motivi, non ultimo l’inutilità di un’azione senza alcun effetto pratico, se non farsi luce con la bolletta del Movimento. Verificarlo è molto facile: basta andare a sfogliare gli atti del Parlamento per accorgersi che esiste già un’interrogazione scritta, firmata Petitti (PD) – Arlotti (PD) – Paglia (SEL), del maggio 2013, in cui si chiede al Ministro dell’Interno che cosa abbia intenzione di fare con Forza Nuova. Ora… con tutta la buona volontà, se tre parlamentari non hanno ottenuto risposta in un’interrogazione diretta al Ministro, non vedo proprio come il Taglianastri, O’ Pazz e Logorrea possano ottenere qualcosa con un ordinicchio del giorno nel Consiglio dei non pervenuti. Non per essere maliziosi, ma somiglia molto ai titoloni locali dove Gnassi diceva di aver strappato proprietà al Demanio con le minacce, mentre erano trasferimenti semplicemente previsti dal Federalismo Demaniale.

Comunque, a parte tutto ciò, o forse proprio per queste motivazioni, il Movimento sembra sentire prepotente il desiderio di non voler associare il proprio nome a gruppi di interesse, questi sì da sciogliere, che, consapevolmente o meno, stanno riempiendo di guai il futuro di Rimini, dopo averlo già fatto con il passato. Insomma sarebbe bene che invece di regalare visibilità a Forza Nuova i Cheguevara de Noiantri si dedicassero a quello che chiedono i cittadini, onde evitare l’unica sindrome che sta realmente nascendo: quella PoliticoFobica.

P.S.

Apprendiamo dai giornali che il Sindaco e il Prefetto stanno sconfiggendo la Mafia in Riviera. Devono averli terrorizzati con le foto in caschetto di Gnassi sul cantiere del Ponte Coletti…. in un paesone in  cui la povera Elena si vede giocare contro una briscolata dai suoi clienti più affezionati è tutto possibile.

Davide Cardone

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Ma… la lotta al cemento?

E’ bastato aspettare un anno o poco più sulla riva del fiume ed ecco il cadavere del nemico passare davanti al Movimento 5 Stelle di Rimini che, a dire la verità, ha dovuto pure operare una cernita. Quando la politica è portata avanti solo con i proclami c’è un “morto” ad ogni riprova dei fatti. Nel caso particolare il cadavere avvistato è quello della millantata lotta al cemento.

 Era fine marzo 2013 quando il Primo Cittadino si autoproclamò paladino del territorio pronto a qualsiasi cosa pur di impedirne in consumo. Nella realtà dei fatti la guerra santa era solo rappresentata, come in molti avevano intuito e, per questo, i Consiglieri del Movimento avevano scelto di non partecipare alle votazioni di quei giorni, per ribadire l’estraneità a dei processi che apparivano piuttosto ambigui.

Ci fu un accusa e un grande spreco di proclami sui quotidiani e sui social network. I Pentastellati vennero accusati di essere il partito del cemento, per non aver appoggiato i tagli di Gnassi, e di essersi nascosti nel bagno, per non aver partecipato alla votazione. Oggi, con la variante Aquarena, un centro commerciale travestito da piscinetta, cade l’ultimo velo che nascondeva le cose non dette in quei giorni.

Il Palas, imposto in via della Fiera da Cagnoni, dopo che la Fiera era stata spostata da quella posizione per ragioni urbanistiche, rivela il suo limite di struttura doppia e mal posizionata. Il problema degli errori di questo tipo è che poi però sono i cittadini a pagarli e non chi ha scelto prepotentemente di sbagliare. In perfetta linea con gli ideali del Partito Democratico invece di rimuovere il responsabile si sceglie oggi di agevolarlo ancora una volta con la manovra “Salvapalas”, anche se pubblicamente la si vorrebbe spacciare per piscina comunale.

I terreni dell’EX auditorium, di proprietà della Fiera, devono essere venduti per pagare le rate ad Unicredit, mutuo impossibile da pagare con la gestione fallimentare di cui Rimini è testimone. Ovviamente, perché quel terreno sia interessante per qualcuno, bisogna che sia possibile costruirci sopra  in barba a qualsiasi dichiarazione fin qui fatta e, mentre  appena un anno fa si faceva appello alla Santa Inquisizione per un semplice cambio di destinazione d’uso, oggi i mattoni sono parte integrante nel futuro del famoso anello verde (qualsiasi cosa esso sia).

Inutile dire che l’importante non è quello che questa Giunta fa, ma come il nostro Sindaco appare e, a copertura di questa ennesima contraddizione, si tentano giustificazioni prettamente mediatiche. Così la manovra Salvapalas è semplicemente una piscina da 25 metri e l’attenzione viene spostata su Borgo San Giuliano con nuove ed entusiasmanti slide che pare (e dico pare) Gnassi abbia colorato personalmente con i suoi pennarelli rossi e verdi.

E’ singolare come Cagnoni sia tanto riservato quando il Movimento gli chiede i compensi dei Manager, ma contemporaneamente  così pronto a condividere quando la cittadinanza deve sottoporsi ad una bella colata da centro commerciale per trovare riparo ai suoi passi falsi. Comunque ieri mattina, nella commissione che avrebbe dovuto precedere l’immediato passaggio in Consiglio Comunale, il Primo Cittadino ha evitato di farsi vedere e non è stato neanche chiamato come Luigi Camporesi ha ufficialmente chiesto. Un’assenza che non deve aver fatto troppo bene al maldipancia della Maggioranza, tanto è vero che la delibera è stata rimandata (forse fino al giorno in cui tutti si sentiranno di fare una figuraccia)

P.S.

A proposito di passi falsi… il presidente di Convention Bureau, i geniali gestori del Palas, oggi dichiara sui giornali che per salvare la struttura stanno pensando, con il Comune e Agenzia Mobilità, di potenziare la linea 11. Ma…. Il TRC non era già dovuto a questo? Aspettate un attimo che guardo se sono avanzati 100 milioni di Euro per una ovovia che colleghi le fiere (potrò progettarla anch’io una stronzata o solo gli altri si possono divertire?).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Il Potere delle Parole.

La Potenza delle parole è qualcosa di magico e ineguagliabile. Scritte o pronunciate  finiscono sempre per dare la misura della realtà, indipendentemente da chi le usa e dal suo scopo. Solo chi ne conosce la forza e la pericolosità sta ben attento a quello che dice, perché sa quello che può succedere.

Prendiamo un esempio terra terra, giusto per capirci, un riferimento facile: Andrea Gnassi, il Primo Cittadino di Rimini. Un politico che voleva “rompere i ponti con il passato” e in effetti i ponti di Rimini se la stanno vedendo brutta. Un giovane Sindaco che voleva “far sparire il vecchio PD”, senza ricordarsi poi di far apparire altro. Un Candidato che voleva “rendere trasparente la Casa Comunale”.

Che dire… anche questo ultimo desiderio si è realizzato e per diversi motivi. Il primo fra tutti è che i piani dell’Amministrazione finiscono sempre per venir rilevati.  Certo, la causa è la dabbenaggine degli occultamenti e la voglia dei cittadini di informarsi, ma comunque sempre di trasparenza si tratta.

Tutti sanno che il Palas è una smargiassata fabbrica debiti e tutti, dopo l’annuncio di Acquarena, hanno capito  che, nonostante le dichiarazioni di guerra al cemento, sta per arrivare una robusta colata nel cuore di Rimini per  mettere una pezza alle ambizioni del Signor Cagnoni. Non è un mistero, ma non è proprio l’esempio di trasparenza di cui ci faremmo vanto.

E’ così. Le parole si avverano. Un’altra cosa che voleva sconfiggere Gnassi  era il “Grillismo“, lo ha pure dichiarato in televisione. Udite udite, non sa nemmeno lui come ha fatto, ma c’è riuscito. Il “Grillismo”, parola che dato il suffisso “ismo” racchiude il Movimento 5 Stelle in un atteggiamento più che in una consapevolezza, è stato eliminato, perlomeno a Rimini. Il motivo è che il disfacimento del locale centro sinistra ha prodotto la ricerca, da parte dei cittadini, di qualcosa di più solido. Così, anche grazie al Gnassismo, il Movimento non è più una protesta, ma una necessità.

Non si è capito poi se faceva parte dei piani del Sindaco anche la trasparenza della sua maggioranza, ma, se era nei piani, ha sicuramente  ottenuto molto di più di quanto abbia ipotizzato. Pur di non parlare del Palas i banchetti alla sinistra del Primo Cittadino non sono più occupati, se non per il tempo necessario a votare le delibere di Giunta, poi tornano vuoti. Questo Giovedì ci sarà un nuovo Consiglio Comunale dove sono stati accumulati ben tre Consigli Tematici, probabilmente preceduti dal voto sul Bilancio Consuntivo.

Da notare come la fastidiosa discussione sul Palas sia stata spostata al 18° posto, sebbene il suo Tematico, caduto per assenza ingiustificata della maggioranza, fosse precedente a tutti i 17 punti all’ordine del giorno che lo precedono. Che dire… un’altra mossa trasparente, per quanto stupida. (Qui il link ai punti del consiglio 20 marzo )

Concludendo. State attenti a quello che dite poiché potrebbe realizzarsi in un modo che non avevate considerato, ma soprattutto speriamo che le dichiarazioni del Primo Cittadino, che vi vogliono tutti in bicicletta, non si realizzino solo per sopravvenuta povertà della popolazione.

P.S.

Non vi preoccupate per la cosa sulla povertà che ho scritto… Gnassi è andato a cercare i turisti della Rimini futura in Cina e in India. Male che vada ci insegneranno a sopravvivere con una ciotola di riso.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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