Le Gnassate.

trafficoLunedì mattina è sempre una giornataccia, anche per leggere i quotidiani. Le redazioni la domenica lavorano a regime ridotto e per riempire le pagine dei quotidiani, il primo giorno della settimana, ci vogliono sempre un sacco di risultati sportivi. Fa molto piacere se Pittolo vince 6 a 2 contro la Folgore, ma non sono certo notizie che ampliano l’orizzonte.

Questo lunedì, però, un articolo importante c’era. Nelle pagine del Resto del Carlino il Primo Cittadino Andrea Gnassi (si quello della Notte Rosa) si esibiva in un’apologia totale per le cappelle dell’ultima settimana. Il Sindaco chiariva che dalla mancata apertura del museo dedicato ad Anna Frank nel Giorno della Memoria al traffico in tilt sulla statale…. Beh non è colpa sua. Qualcuno aveva dubbi?

Lui qualche dubbio pare averlo avuto, se si è sperticato nell’attacco all’ANAS su quotidiano… oppure la quantità di bestemmie accumulate sulla statale in questi giorni ha risvegliato qualcosa di evangelico in lui ed ha dovuto predicare sul peccato originale di Azienda Nazionale Autonoma delle Strade.

Se Anas brilla per assenza strutturale, dall’altra parte per un limitatissimo lavoro di manutenzione irrilevante per la mobilità futura, procede senza neanche preoccuparsi di informare preventivamente Cittadini, Comune, Prefettura. Nella Conferenza dei Servizi, richiesta dal Comune a frittata già fatta (dunque a code chilometriche già formate…), si è intimato ad Anas di terminare l’intervento prima che si aprano quelli di via Tonale e del ponte di via Coletti pena lo stop dei loro interventi, prova ne sia il fatto che è stato deciso di utilizzare il sabato, la domenica e le ore notturne per accelerare i tempi di cantiere e renderli compatibili con quelli che devono partire sul ponte di via Coletti

(fonte Resto del Carlino del 03/02/14)

IMG-20140202-WA0000La situazione è così evidente che non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegazione, ma non si sa mai che qualcuno voglia essere ulteriormente convinto, quindi proponiamo di porre attenzione su due fattori fondamentali. Il Primo ce lo suggerisce l’antico adagio Escusatio non petita, accusatio manifesta, ossia: che bisogno c’è di sottolineare che trattasi di “limitatissimo lavoro di manutenzione irrilevante per la mobilità futura”?

Anticipo che il lavoro non è proprio una sciocchezza per meglio capire il secondo fattore su cui bisogna porre l’attenzione. Se ANAS non avesse avvertito nessuno, come sostenuto dal Sindaco, avrebbe dato fastidio anche a se stessa, perché per bloccare una statale ci vogliono tutta una serie di presupposti che mancando generano caos (come ci ha appena brillantemente dimostrato l’Amministrazione di Rimini).

Su entrambi i punti fa luce il fax spedito dalla sede Bolognese dell’Anas mercoledì 22 di Gennaio, in tempo per qualsiasi intervento di regolamentazione del traffico. Il documento (qui allegato ordinanza_SS16_Rimini_22gen14) annuncia la chiusura di una corsia di marcia della S.S. 16 per il completamento dei lavori per la sistemazione dell’impalcato del ponte sul fiume Marecchia e come si legge dai destinatari, oltre a Comune e Prefettura, sono stati avvertiti soggetti di amministrazione e sicurezza in gran quantità, secondo regolamento.

La situazione ora è più chiara? L’aver aspettato fino al limite del tempo disponibile, per predisporre i lavori al pericolante Coletti, ha determinato l’incrociarsi con altre situazioni di consunzione, come appunto il deterioramento del ponte sul fiume Marecchia. E’ colpa del destino avverso se, il lunedì dopo l’avviso del 22, Anas ha effettivamente cominciato i lavori nella data, nell’ora e nel posto annunciati?

Certo c’è da dire, in difesa della Gnassata, che il Primo Cittadino ha imparato, per esperienza diretta e personale, che i ponti possono durare molto di più di quanto sostiene qualsiasi menagramo cattedratico, dunque perché continuare a disturbargli le vision? Lui deve amministrare la Capitale del Turismo, mica una Venezia qualsiasi… perchè continuare a dargli il tormento con tutti ‘sti ponti.

P.S.

Un consiglio personale ad ANAS. Ho letto l’orario di spedizione del fax. 17.32…. un po’ troppo vicino all’aperitivo.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Rilanciare la Cultura del Mare a Rimini

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Riceviamo e Pubblichiamo.

Venerdì 8 novembre, alle ore 21,00, presso la sala Marvelli della Provincia di Rimini, in via D. Campana 64, si svolgerà un incontro per discutere insieme di Cultura del Mare, a Rimini. La cultura legata alla marineria (navigazione e pesca, principalmente) ma anche alle caratteristiche biologiche e naturali del nostro mare.

 Più volte abbiamo sentito dire che Rimini è una città sul mare, ma non una città di mare. Come se Rimini non avesse una cultura marinara, o se la fosse semplicemente dimenticata. La storia marinara di Rimini esiste eccome, ma questo, oggi, è decisamente poco percepito. Difficilmente a Rimini si parla di mare, al di fuori del contesto balneare, che ha la sua fondamentale importanza, e che può essere, non certo sostituito, ma sicuramente affiancato da offerte che integrano e che aggiungono opportunità e percorsi culturali e turistici diversi.

Il turismo balneare è il pilastro su cui si basa l’economia turistica a Rimini; un modello che va forse rivisto e rimodernato, ma anche e soprattutto integrato con altre offerte. Il turismo culturale è un settore che diventa sempre più forte e affermato e che Rimini ha “inseguito” solo sporadicamente, e che potrebbe, si torna a ribadire, non sostituire, ma di certo affiancare la nostra offerta turistica più tradizionale che è quella balneare. (Ad esempio, secondo un rapporto dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo – in Italia, sul totale degli arrivi, quelli per turismo culturale rappresentano: l’80% dei turisti da USA, Spagna e Portogallo; l’85% dei giapponesi; il 52% degli svizzeri e dei francesi; il 60% dei turisti dei Paesi Bassi; il 40% dei belgi e lussemburghesi; il 60% degli scandinavi; il 70% degli indiani.)

logoSarà l’occasione anche per presentare il progetto Rimini Soul Mare, il quale ha due obiettivi. Il primo è individuare i punti, i luoghi, le storie, già presenti nella nostra città, di un ideale percorso che ha come oggetto la cultura del mare, e come risultato l’ideazione dei percorsi didattici, educativi, turistici che consentano di andare alla scoperta dell’anima marinara di Rimini.

Il secondo obiettivo è quello di formulare ulteriori proposte (eventi, idee, progetti e laboratori) che vadano a integrare e ad accrescere l’offerta di contenuti, sempre con il mare come protagonista.

Fra le proposte comprese nel “contenitore” del progetto: l’organizzazione di un Festival del Mare, la proposta di percorsi didattici e laboratori per i bambini e le scuole, la definizione di percorsi turistici legati alla storia marinara di Rimini, la valorizzazione e la riscoperta dei luoghi storici della marineria, la proposta di istituzione di un’area marina protetta nelle nostre acque, e altro ancora…

Lo scopo della serata di venerdì è quello di condividere con la città queste proposte, ma anche e soprattutto di aprire una discussione, raccogliere pareri, suggerimenti e ulteriori proposte, e perché no, realizzare anche sinergie e collaborazioni utili a raggiungere gli obiettivi che il progetto si pone.

Marco Affronte per Rimini Soul Mare

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

13 - 4
La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Credito Fraudolento

matteo_renzi__andra_gnassi_e_stefano_vitaliE’ successo. A forza di buttare sporco sotto il tappeto ora ci si inciampa sopra, la cosa buffa è che ci inciampano proprio i sostenitori della regolarità del metodo.

Stiamo banalmente parlando della notizia del giorno: Gnassi e Vitali indagati per i fatti di Aeradria. Colpevoli, innocenti? A noi di Citizen non interessa. Non capite male però, non è che se venissero riconosciuti colpevoli non sarebbe importante e rilevante, ma, forse, potrebbe essere riduttivo rispetto al vero quadro della situazione.

La vicenda di Aeradria, spogliata, di depistamenti, infiorettamenti e proclami è piuttosto semplice: la politica locale si è messa in testa di ottenere prestigio e chissà che altro aumentando le potenzialità di un aeroporto. La cosa poteva avere anche un senso se al posto di professionisti del settore non fossero state usate delle cariche politiche.

La politica, non c’è niente da fare, non è imprenditoria e restituisce tutti i suoi limiti quando al momento di cambiare, per mutate condizioni, si affida invece a proclami vuoti di realtà. Già perché  l’arma principale della politica è la dialettica e una situazione politicamente avversa si può risolvere con un cambio di paradigma. Lo stesso non si può fare però con un’azienda.

Aeradria ne è un esempio lampante. Le continue forzature della politica, dal tentativo di rifinanziare la società nonostante la legge, all’annuncio di fondi Lombardo-Libanesi interessati all’Aeroporto, rappresentano un percorso di incapacità amministrativa il cui emblema sono proprio le lettere di patronage su cui la Procura indaga, non certo per verificarne l’esistenza, quella sembra essere sicura, quanto la conseguenza.

Forzatura o atto legittimo? La risposta scritta del Primo Cittadino ad una interrogazione in Consiglio Comunale di Gennaro Mauro (PDL), che chiedeva conto nel marzo 2013 proprio dell’impegno assunto in quella lettera, sembra (a giudizio di chi scrive) piuttosto imbarazzata. Si parla di un impegno firmato di 730.000 € che non passò per il Consiglio comunale, ne per le mani dei Sindaci Revisori del Comune, perchè il Sindaco non lo riteneva giuridicamente rilevante e non gli era venuto il sospetto che qualcuno, l’Ex Presidente di Aeradria Masini, potesse usarla per chiedere credito presso Carim. Curioso come nella politca possano esserci tanti eventi all’insaputa di chi li commette.

Come detto però all’inizio di questo pezzo quello che conta in questa storia non è la scoperta del se e come un Sindaco e un Presidente di Provincia siano colpevoli. Agli occhi della città di Rimini c’è un danno per cui l’incapacità e il dolo assumono la stessa identica rilevanza. Quello che conta è la domanda fondamentale che affligge la nostra epoca: ma in Italia… dove è finita la responsabilità politica?

Sappiamo, ne abbiamo le prove, che negli USA un Presidente si dimette non già per una fellatio clandestina, ma per aver mentito sul fatto che quella fellatio sia stata in effetti eseguita. Sappiamo che in alcuni paesi dell’Europa del Nord spontaneamente ci si dimette anche per aver confuso le spese personali con quelle della carica che si riveste. E in Italia? Ai politici Italiani pagano mutui e ristrutturazioni a loro insaputa.

Possibile che nessuno si prenda la responsabilità politica di aver ridotto un 80% di partecipazione pubblica ad una misera golden share del 20%? La responsabilità politica non è un moralismo inutile, è, nella realtà dei fatti, l’unico freno possibile ai danni che i politici posso fare, prima dell’Avviso di Garanzia ovviamente.

Aeradria non poteva fare il co-marketing, era una partecipata pubblica. Per ovviare al problema si inventa la partecipata della partecipata: Air. Windjet, uno dei destinatari del co-marketing, fallisce e si porta dietro tutti. La regola per cui una partecipata non può ricorrere ad una tecnica aggressiva come il co-marketing rivela qui il suo senso. La politica però non accetta i sensi e pensa di avere il potere di cambiare i significati; infatti gli abili amministratori si sono così convinti che a Rimini potessero passare un milione di passeggeri da farsi intimare da Enac un adeguamento di struttura per tale traffico, tanto paga Pantalone.

La cosa che non manca  ai partiti però, a parte le velleità imprenditoriali, è la reazionaria difesa dello status ed infatti in men che non si dica ecco le dichiarazioni della coppia Petitti & Arlotti che mettono le mani sul fuoco a garantire l’onestà “personale, amministrativa e intellettuale” di “Andrea e Stefano“. Noi non ci saremmo sbilanciati in così tanti campi, ma i fronti comuni pare si costruiscano così.

Comunque, concludendo, noi di Citizen non auguriamo colpevolezza a nessuno, ma vorremmo che l’inadeguatezza fosse trattata con la dovuta considerazione… con i mezzi e il personale che le amministrazioni comunali e provinciali hanno a disposizione non è facile fallire. Forse, però, è per questo che Vitali e Gnassi mantengono il loro sorriso intatto, sanno di aver raggiunto in qualche modo un’eccellenza.

P.S.
Ma Masini, quello che annunciava tramite stampa di aver salvato un aeroporto che fine ha fatto?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Escalation.

DSCN6697Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei ricorrenti contro il TRC di Rimini che, questa mattina, si sono visti montare le reti che delimitano l’Occupazione Provvisoria per il lavori del Trasporto Rapido Costiero. Ricordiamo che non più tardi della settimana scorsa (come da nostro post www.citizenrimini.it/trc-le-bugie-hanno-le-gambe-corte-persino-a-rimini/  n.d.r.) il giudice aveva sottolineato, con apposito dispositivo, che nulla doveva essere abbattuto in zona di occupazione provvisoria.

Oggi, dopo l’incredibile reazione a mezzo stampa di AM, che ha negato la verità della sentenza (scaricabile qui Sentenza Ricorso ), quelle reti hanno un aria piuttosto minacciosa anche per chi, come Walter Moretti, vede la sua proprietà e i suoi beni protetti solo da una delimitazione di cantiere, che non fermerà di certo nessun malintenzionato.

Pare che questa mattina anche l‘Ing. Luca Gallini abbia personalmente diffidato Agenzia Mobilità dal tentare di demolire alcunché risieda nell’area di occupazione temporanea. Di seguito il comunicato:

Un raggio di luce.
Dopo anni, nei quali le cose sembravano andare sempre peggio e la macchina del TRC pareva
inarrestabile, finalmente un raggio di luce, una boccata d’ossigeno.
Queste sono state le sensazioni dopo la lettura attenta della sentenza del T.A.R. di Bologna, che si
esprimeva sulle sospensive richieste, nell’ambito dei ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte
alla demolizione di fabbricati o di loro porzioni, anche al di fuori dei limiti del tracciato individuati
in sede di approvazione del progetto, da parte del C.I.P.E.
Dopo una prima fugace lettura era tornato lo sconforto più totale. Infatti, il T.A.R. ha, di fatto, respinto le richieste di sospensiva..Tuttavia la lettura delle motivazioni che giustificano il provvedimento, e dei limiti imposti dal Giudice Amministrativo, lascia poco spazio all’interpretazione.
Il Giudice, infatti, ha motivato il respingimento delle richieste di sospensiva in relazione alle
dichiarazioni che lo stesso legale di Agenzia Mobilità si è visto costretto a rilasciare, cercando di
evitare la disfatta. L’Avvocato Bernardini – e ciò è espressamente richiamato nel dispositivo – infatti, ha dichiarato che non sono previste demolizioni nelle aree oggetto di occupazione temporanea.
La cosa non corrisponde al vero, come ci hanno esaurientemente dimostrato e spiegato i professionisti da noi incaricati, tuttavia, questo è stato il presupposto, sulla base del quale il Giudice ha negato la richiesta di sospensiva, disponendo espressamente, che nelle aree oggetto di occupazione temporanea non avvengano demolizioni totali o parziali.
Nella giornata di sabato 14 Settembre 2013, Agenzia Mobilità, il cui legale aveva dichiarato che
non sarebbero previste demolizioni nelle zone oggetto di occupazione temporanea, interpreta la
sentenza come se fosse una vittoria.
In realtà, per come scritta, la sentenza ci ha molto rasserenato, anche perché traspare come sia stato
accolto uno dei punti fondamentali della tesi sostenuta dal tecnico che, su nostro incarico, ha
operato le valutazioni sulla liceità del progetto e sulla base delle quali il legale ha formulato i
ricorsi. Fin dall’inizio, Egli sostenne, che le demolizioni fuori dai limiti del corridoio individuato dal
C.I.P.E., non erano legittime.
L’auspicio ora è quello che, superando le divisioni che si erano create fra chi ha proseguito sulla
strada dei ricorsi e coloro che, presi dallo sconforto dopo le prime sconfitte, hanno momentaneamente abbandonato il campo di battaglia, ci si possa nuovamente unire.
Spero che anche chi non abbia aderito all’ultimo ricorso contro il progetto esecutivo, in relazione agli esiti dei primi quattro nuovi ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte alla demolizione parziale o totale di fabbricati fuori dai limiti del tracciato, voglia ora ricompattarsi e difendersi contro questa macchina mostruosa.
Se uniamo le forze, possiamo battere e abbattere la corazzata TRC. Pertanto, per tutti quelli che riceveranno un decreto di Occupazione Temporanea che prevede la demolizione anche della parte del fabbricato che sta al di fuori dei limiti di tracciato del TRC e che invece vorrebbero mantenere, è importante impugnare immediatamente il decreto.
Infine, a nome di tutti i ricorrenti, un pubblico “Grazie” all’Avv. Giancarlo Migani, che si è battuto e si sta battendo come un “leone”, anche se, non me ne voglia, il mago della situazione mi è parso l’ing. Luca Gallini, del quale ho potuto apprezzare personalmente la professionalità: è a lui che va attribuita la scoperta dei punti deboli del progetto TRC, sui quali il legale ha successivamente “ruggito” con grande professionalità.
Anche all’Ingegnere quindi, un sentito pubblico “Grazie”.
Sono a disposizione.
Comitato Ricorrenti.
Rimini 16 settembre 2013

Aticolo a cura di Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Le bugie hanno le gambe corte (persino a Rimini)

PinocchioLe bugie hanno le gambe corte.

Quante volte lo abbiamo sentito dire quando eravamo piccoli dalla mamma o da chi, comunque, si occupava della nostra educazione? Questo insegnamento è un classico della pedagogia fatta in casa ed è anche uno dei più efficaci, in quanto con una singola immagine proietta un futuro di scarso successo per chi mente.

Poi cresciamo e comprendiamo che esistono bugie pietose che servono a non far soffrire le persone e vie di mezzo in cui, anche se proprio non si mente, omettiamo qualcosa, di solito per evitare inutili conflitti. Ciò non toglie che da adulti la menzogna prodotta allo scopo di ottenere vantaggio è universalmente condannata senza appello.

Vi starete chiedendo cosa centra tutto questo con il TRC? Il mistero è presto svelato. Chi ha preso il brutto vizio di leggerci sa che, in un articolo recente, abbiamo parlato di una novella disposizione di un Giudice del Tar di Bologna che inibisce l’abbattimento di qualsiasi struttura che non sia stata totalmente espropriata. La reazione mediatica di Agenzia Mobilità non si è fatta attendere e, ad onor del vero, è apparsa piuttosto scomposta.

Ci ha colpito in particolar modo un’affermazione virgolettata:

AM è “dunque sorpresa nel leggere le dichiarazioni del difensore e del  tecnico dei ricorrenti che deve obbligatoriamente smentire in quanto non vere e non corrispondenti al disposto del Giudice

Il comunicato di Agenzia Mobilità poi, in sintesi, afferma che procederanno regolarmente con i lavori previsti. Ora.. qui ci si propone un bel dilemma perché “non vero” è un modo diverso di chiamare la menzogna e noi di Citizen, su queste “menzogne”, ci abbiamo costruito un pezzo.

Dunque controllare meglio per noi era un obbligo morale e siamo andati a verificare (chiunque può farlo sono atti pubblici) se corrisponde a verità il fatto  che il giudice avesse in effetti inibito la demolizione di costruzioni insistenti su un area temporaneamente occupata. Il risultato è l’ordinanza che potete leggere integralmente nel file PDF qui sotto.

Sentenza Ricorso

Estratto sentenza
Estratto sentenza

Visto? Le parole del dispositivo sono esattamente << – Che pertanto è inibita la demolizione di manufatti o  loro porzioni sull’area temporaneamente occupata>>. Decidete voi chi dice cose “non vere” e, quando l’avrete deciso, cominciate a considerare il motivo per cui si vuole comunque procedere, anche se il Giudice prescrive diversamente e dunque pagando in maniera molto salata il danno arrecato.

Noi, dubbiosi e malfidati, ci siamo fatti una domanda: ma.. non è che per tenere in piedi alcune di queste costruzioni, che si tenta ostinatamente di abbattere, servono dei progetti che costringerebbero a rimettere mano al Progetto Preliminare e dunque inficiare 15 anni di iter procedurale?

Da ignoranti in materia la risposta non la sappiamo dare, ma secondo noi sarebbe utile che per una volta Rimini fosse meno disinteressata ai problemi dei propri concittadini. Lunedi’ mattina Citizen sarà  in prima linea a testimoniare l’adeguamento o meno a quanto disposto dal TAR.

P.S.

Tanto tuonò che piovve.

Davide (demolito) Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Frenata d’emergenza.

puglia_trenitalia_3Come nei migliori thriller la suspance si è sciolta solo all’ultimo secondo e così i ricorrenti hanno saputo, solo dopo aver quasi rinunciato a crederci, che il loro ricorso era stato “in qualche modo” accolto da TAR di Bologna.

Chiariamo che non stiamo parlando del fermo dell’opera totale del Trasporto Rapido Costiero. Per quella immaginiamo che ci sarà poco da fare. Probabilmente tra una decina d’anni i nuovi adulti si chiederanno chi è che ha pensato ad un opera così inutile e così costosa e nuovi amministratori, magari sempre del PD, magari Renziani, diranno “mica vorrete dare la colpa a noi che siamo arrivati adesso!?

Il Golia AM (Agenzia Mobilità) la sassata l’ha presa da coloro che tra gli espropriati avevano contestato la possibilità di buttare giù una proprietà parzialmente espropriata tramite Decreto di Occupazione Provvisoria. Pare che il giudice abbia fatto leva su una dichiarazione di un avvocato di AM che insisteva sul fatto che nessuna demolizione usciva dal corridoio predisposto a suo tempo con delibera CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) e delineato dal Progetto Definitivo. Ribaltando questa semplice dichiarazione il TAR non ha sospeso alcunché, ha solo stabilito che fosse rispettato quanto dichiarato e dunque niente potrà essere abbattuto con il semplice Decreto di Occupazione Provvisoria.

Decisione che arriva in ritardo per Giovanna Fin la quale, se avesse potuto godere della stessa prospettiva, ora avrebbe ancora in uso del garage in cui teneva la rimessa di casa e del negozio.

Cosa succede ora? I telefoni, immaginiamo,  staranno squillando e le mail saranno spedite freneticamente dall’una e dall’altra parte in un Tam Tam multimediale. Pensiamo che soprattutto tra coloro che sono sempre stati contrari al TRC sorga una domanda spontanea: Quante altre azioni di AM possono essere frutto di una così arbitraria interpretazione? Beh… se c’è qualcuno che può scoprirlo è l’Ing. Luca Gallini, che, come professione, carica la fionda agli aspiranti Davide che vogliono cimentarsi contro mostri Imbattibili.

P.S.
In tutto questo saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni, la brillante e giovane manager, senza paga e solo incidentalmente nipote di Melucci.

Davide (incredulo) Cardone

[@DadoCardone]

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Un Venerdì 13 che se lo ricorderanno anche i delfini.

alfaGiovedì sera, come molti sapranno, è cominciata l’operazione di sequestro dei delfini del Delfinario di Rimini che si è conclusa nella serata di  Venerdì 13, poi dicono che non è vero che… L’accusa è di maltrattamento a causa di alcune dosi di ormoni somministrate per evitare l’accoppiamento dei delfini (la pillola) e di inadeguatezza della struttura.

Eliminiamo subito la domanda che, nell’affetto che tutti proviamo per l’amato cetaceo, potrebbe portarci fuori strada nella considerazione di ciò che è veramente successo. E’ giusto che i delfini stiano in un delfinario?
Non ci interessa. Nel senso… umanamente è chiaro che ognuno di noi, a seconda delle informazioni e della cultura che possiede sui delfini, avrà una propria idea in merito; giusto e non giusto sono considerazioni che lasciamo confliggere nelle discussioni degli animalisti, con la loro appassionata lotta, con Monica Fornari, che quei delfini li considera la sua famiglia allargata.

Questo, ovviamente, non riguarda la legge che, quando ravvisa reato agisce secondo dettami di pragmaticità operativa. Noi di Citizen non contestiamo nulla, ma ci chiediamo ed è questa la vera domanda: c’era bisogno del sequestro lampo? I Delfini, visto che si parlava della loro salute, non meritavano una programmazione di tempi diversa prima di essere allontanati dalla loro, ci dicono inadeguata, casa?

Questo è un dubbio, ma non è il solo. Tutto nasce dall’inadeguatezza della struttura a cui però, a quanto pare, non è stato permesso di adeguarsi. Stampa e televisione paiono aver chiara la colpevolezza dei gestori, ma noi abbiamo sentito la necessità di riportare anche la voce di Monica Fornari in modo che, perlomeno i nostri lettori, conoscano entrambe le campane.

Racconta un po’ Monica…

” Noi siamo nati negli anni ’60 come attività, quando non esisteva una normativa e quando i delfini ce li portavano perchè se no i pescherecci li ammazzavano. Siamo nati come S.o.S. cetacei, anche se la gente a volte non vuole sentirlo dire, ma per noi è nata così questa storia.
Negli anni ’90 ,quando la ricerca era assolutamente non concepita, abbiamo abbiamo iniziato a costruire un’intensa attività, al punto da produrre eccellenza nel sostentamento dei delfini. Le nostre scoperte le abbiamo sempre diffuse gratuitamente senza chiedere una lira e le nostre ricerche le abbiamo pagate di tasca nostra. Ad esempio il nostro metodo per ottenere il DNA dei delfini senza incisioni lo abbiamo regalato al mondo. Abbiamo collaborato con 13 università, con la CNR e, questa piccola e brutta struttura degli anni ’60, è considerata un’eccellenza europera per la riproduzione e per il benessere animale in quanto la loro longevità lo testimonia. I delfini vivono circa 28 anni, Speedy è morto a 56 anni… Alfa ha 46 anni ed è ancora viva e vegeta.. speriamo che non l’ammazzino adesso.”

Quando è nato il problema della vasca?

“Negli anni ’90, 93 o 94, sarò più precisa quando ti invierò il documento, parte la mia esigenza, ripeto mia perchè la legge sarebbe uscita solo 8 anni dopo, di chiedere al Comune una vasca di separazione, perchè noi capivamo benissimo che se un delfino stava male era necessario separarlo dagli altri per curarlo meglio. Abbiamo chiesto vasche amovibili, vasche staccate, vasche sopraelevate… abbiamo chiesto ogni cosa al Comune che ci ha sempre chiuso la porta in faccia. Per tutte le richieste abbiamo subito negazioni, umiliazioni, inammissibilità o rimpalli. Rimpalli dal Demanio, alla sopraintendenza, alla Provincia, all’Urbanistica, all’Ambiente, sempre rimpallati ovunque senza avere mai una risposta.”

L’ultima richiesta?

“Per l’ultimo progetto, che è stato protoccolato circa un mese e mezzo fa, abbiamo chiesto urgenza sia perchè insistiamo dagli anni ’90, sia perchè risposte venivano sollecitate dal Ministero.”

Come hanno risposto?

“Dopo aver letto sui giornali “lottiamo per salvare il delfinario” ci siamo sentiti abbracciati da questo Sindaco… invece ieri è uscita la notizia sulla Voce e sul Resto del Carlino che l’Amministrazione non ci dava la vasca, dopo 8 mesi che io chiedo di essere ricevuta. Questo non è bastato. Nella giornata di ieri, nel pomeriggio, i miei collaboratori mi hanno telefonato avvisandomi che mi stavano sequestrando i delfini. Tutte le ispezioni dal 31 luglio ad oggi 17 settembre, sono avvenute senza avvisare e, devo dire, con una certa arroganza perchè ci hanno fatti sentire delle merde. In 15 giorni hanno abbattuto un’attività di 50 anni di vita, onorata carriera, che non solo non ha fatto male a nessuno, ma che ha dato anche indotto turistico e lavoro alla gente.. che dire?”

Rispondi direttamente alle accuse che ti sono state mosse, ti va? La vasca.

“La vasca non c’è, lo so che non c’è, questa è la causa principe. Riguardo alla vasca noi abbiamo una famiglia e la legge ci impone di non farli procreare in quanto la consanguineità può causare dei danni e quindi noi abbiamo dato la pillola, la pillola anticoncezionale che prendono milioni di donne nel mondo.”

Altri medicinali?

“L’altro medicinale è il Diazepan o Valium che, nella dose in cui veniva somministrato quando era il caso al delfino, veniva usato per stimolare l’appetito. Questa era la prescrizione di quello che era il nostro veterinario, tolto di mezzo anche lui. Manuel Hartmann, presidente dei veterinari d’Europa, con il difetto di essere tedesco, dico difetto perchè in questo caso la libera circolazione nella Comunità Economica non vale. E’ ammessa per tutti: abusivi, per le prostitute, ma per il mio veterinario, eminenza nel suo campo, non è possibile esercitare in Italia.. insomma non hanno accettato che lui fosse il mio veterinario e quindi hanno invalidato tutte le sue prestazioni ed io è come se fossi senza veterinario per loro.
La verità è che noi tutti i giorni gli mandavamo file con report, siamo nell’era digitale. I nostri delfini stanno bene, quando c’è stato Lapo che è stato male lui è corso giù, anzi.. ogni volta che si presentava una necessità con l’aereo faceva prima che uno da Modena a venire giù.
Queste sono le accuse e per queste accuse carenza di una vasca, la pillola anticoncezionale che mi impone la legge, la vasca che il Ministero mi chiede e il Comune non mi dà il mio legale rappresentante (ma arriverà anche a me) ha addosso una denuncia per maltrattamento e il sequestro cautelativo dei 4 delfini.”

Insomma tutto parte dalla vasca.

“Tutto parte dalla vasca. Il resto sono tutti corollari di questa vasca che non c’è. Non c’è la vasca, non si possono riprodurre ed io non li posso separare…”

A questo punto la gru della Cooperativa Facchini ha cominciato a portare fuori il primo delfino e l’intervista si è interrotta. Con la promessa comunque di inviarmi i documenti che contestualizzano le sue richieste della vasca nel tempo.

Questa è dunque la campana di Monica Fornari, quella dell’Amministrazione l’abbiamo sentita forte e chiara e, più o meno, diceva che si, il Delfinario è una realtà strategica importantissima per Rimini, ma che no, non si poteva fare niente per salvarla. Non è che si può sempre pretendere che il Primo Cittadino faccia la voce grossa con il Demanio e anche quando la fa l’unica testimonianza proviene dal suo Ufficio Stampa.
Il Gioco deve valere la candela tipo… il bel piano mostrato al mondo nel dicembre del 2012 quando, presso la sala dell’Apt in piazzale Fellini, è stato presentato il progetto di riqualificazione dell’area Porto. Gli Architetti Ferrini, Morganti, Giacobbi e Venturini, per conto del Consorzio del Porto, hanno illustrato una proposta che, da quanto si è appreso dai giornali, è molto gradita all’amministrazione per quanto insiste nel “percorso” del Piano Strategico. Il Progetto prevede una “piastra” sotto la quale si sviluppano parcheggi sotterranei e sopra la quale potremo avere verde, spazi ricreativi e nessun Delfinario.

P.S.

Se fossimo un complottisti penseremmo che, scientemente, si stia speculando al ribasso sul territorio, ammazzando il turismo e indebolendo la piccola media impresa in modo che prima o poi qualcuno arrivi, con una manciata di euro e Bolkestein, per radere al suolo tutto ricostruendo la Las Vegas del Mediterraneo. Poi però guardiamo ai nostri Amministratori e cambiamo idea (perlomeno sulla parola “scientemente“).

Davide Dubbioso Cardone

[@DadoCardone]

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