Fontana Malata

Inaugurata la fontana in piazza Malatesta. Al posto del fossato originale si è scelto di sminuire il Castel Sismondo con una piscina per il pediluvio.

Come avrete notato, pochi ed affezionati lettori, è da un po’ che non scrivo sulla Città di Rimini. Non lo faccio semplicemente perché affrontare temi politici non porta altro che polemiche inutili, non si aprono vere riflessioni. Si favorisce tuttalpiù un gioco delle parti e si finisce per rimanere inscatolati sotto una bandiera che non ci appartiene.

Sullo scempio che è stato fatto in piazza Malatesta però qualcosa la devo dire. Non che la mia opinione possa essere messa su qualche bilancia, pesa poco, tuttavia una ferita del genere richiede l’unico contributo che sono in grado di dare, la mia testimonianza. Lo devo a me stesso.

Cominciamo da principio. Rimini ha la fortuna di essere colma di tesori storici, cose di cui la maggior parte del turismo che l’attraversa non sa, né si interessa. Tra queste ineguagliabili eredità c’è Castel Sismondo, un castello della metà del 1400. Pare che alla costruzione, voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta, abbia partecipato anche Filippo Brunelleschi.

Per molto tempo si è discusso di come comportarsi con l’edificio che, nella costruzione originale, era dotato di un fossato asciutto. Tra l’altro scoprire il fossato avrebbe rivelato di più del progetto originale, non un semplice fosso, ma “un vuoto definito da un’architettura” (come spiega con ampia letteratura il Prof. Rimondini da Rimini).

L’amministrazione di Rimini, seguendo logiche d’arredamento che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni, ha scelto però di rinunciare a questa unicità e di proporre una versione come dire… più facile da capire per tutti. Prima ha circondato il Castello con un praticello IKEA e poi gli ha inferto un colpo finale con una fontana aquafan. (Non che io abbia qualcosa contro Aquafan, ma li le piscine dove rinfrescarsi i calcagni svolgono una funzione coerente con il luogo.)

Ora. Come da sempre, in tutte le discussioni che riguardano Rimini e il mandato dell’Arredatore, abbiamo a che fare con l’unica superficiale constatazione: “ma è bella”. E qui mi prende lo sconforto…. Però cercherò lo stesso di spiegare un concetto che pare semplice, ma alla riprova dei fatti non lo è.

Avete presente il detto: “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”? Ebbene, questo modo di dire non sta a significare che tutto ciò che ci piace, anche se vittime di lobotomia, è automaticamente giusto. Al contrario sta ad indicare quanto il valore della “bellezza” sia aleatorio.

Ciò che è bello oggi, non lo sarà tra dieci anni, figuriamoci tra cento. E’ per questo che esistono dei canoni di classicità che le soprintendenze dovrebbero difendere. A quanto pare per Rimini questa cosa non vale, come abbiamo già avuto modo di notare per la passerella che hanno aggrappato alle Mura Malatestiane, sfondandole con un centinaio di buchi.

Questa fontana poi, non so se inconsciamente o volontariamente, risponde al desiderio di consumo compulsivo della nostra società e guardate che questa non è una critica al sistema economico in quanto tale. E’ una critica allo svuotamento dei livelli di percezione della realtà. 

Un’opera d’arte, un patrimonio paesaggistico, un’eredità culturale, non sono solo buoni sfondi per i selfie. Sono cose da contemplare, su cui riflettere, in cui coltivare i nostri pensieri. Cose che addirittura provocano stati di confusione, come con la sindrome di Stendhal, ma non lo fanno perché sono semplicemente belle. Bello, di per sé, non vuol dire un cazzo (scusate il francese).

Se guardo il David del Caravaggio mi appassiono alla scena, mi turbo per la violenza, cado nel suo buio, ma non è che mi vien voglia di farci un buco per mettere la mia faccia al posto di quella di Golia e farmi un selfie (magari con il segno storto di vittoria come si usa) . E questo è esattamente quello che fa la “fontana malata” di piazza Malatesta. A chi importa veramente di essere di fronte ad un castello costruito 500 anni fa con il contributo di Brunelleschi ?

Lui sarebbe veramente contento, mi pare di sentirlo. “Ne è valsa la pena. Il mio genio coperto di prato Ikea e gente che inzuppa cani e pannolini mentre si ritrae con alle spalle il famosissimo Castello de Sticazzi. Ne è valsa proprio la pena.”

La gente, manco a dirlo, ha colto al volo l’invito a consumare la cartolina. E il Comune ripara con un regolamento che vieta quello per cui la fontana è stata costruita. Perchè a me non risultano altri motivi per fare una fontana con acqua alla caviglia e spruzzi. A Cattolica, da una vita, ci sono le fontane danzanti. La gente capisce qual è lo scopo. Ci si mette davanti e le guarda, non si butta dentro. Sul lungo mare invece ci sono quelle con gli spruzzi. La gente capisce lo scopo. Ci si mette sopra e si rinfresca le pudenda. A Rimini abbiamo fatto l’unica fontana per rinfrescarsi la uallera da guardare. Però bella eh!

P.S.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

(George Bernard Shaw)

@DadoCardone

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Rimini prima nella classifica del Crimine? Dev’essere un errore.

E niente. Rimini è ancora maglia nera del Crimine. Com’è possibile?

Eppure molto è stato fatto per migliorare questa città. Abbiamo speso più di cento milioni di euro per il TRC e un giorno sapremo anche a cosa serve. Abbiamo di fatto dimostrato che, sostituendo i semafori con rotonde e cartelloni colorati, il traffico non cala. Abbiamo rifatto le fogne costringendo l’acqua a salire verso monte, robe che neanche Mosè. Abbiamo regalato la possibilità di costruire un intero quartiere vista lago alla Conad, per alleviare le sofferenze di Cagnoni e per avere una piscin… no quella ancora no.  Abbiamo trasformato Piazza Malatesta in una piazza IKEA, senza una panchina, ne un cazzo di albero, ma con parcheggi riservati ai dirigenti del Teatro, perché, Vivaddio, abbiamo un teatro! L’abbiamo inaugurato dopo più di 70 anni e presto, forse già l’anno prossimo, toglieremo i posti da dove non si vede una minchia.

E che dire poi dell’innovativa idea di trasformare il centro, tra Fulgor e Castello, in una mostra diffusa dedicata al Maestro Fellini, l’immenso genio del cinema che il 90% dei nostri turisti pare abbia sentito nominare almeno una volta? Non parliamo però solo dell’imminente, parliamo anche di quello che già è stato fatto, come la piccola Venezia nel porto canale. Per godere di questa suggestiva vista non si è badato a spese, né a mura medioevali.

Potrei elencare tante altre iniziative di altrettanto successo, ma la domanda rimane sempre quella. Com’è possibile che una città così attiva, dinamica e protesa verso il bell’arredamento (la riqualificazione è ormai una pratica desueta), sia al primo posto anche di una classifica degradante come quella del Crimine?

Il nostro Primo Cittadino, perfetto rappresentante della Rimini da bere, non perde tempo a rassicurarci. Le rassicurazioni sono roba da mammolette e non servono né ai cortigiani, sempre pronti ad applaudire il  vate dell’apericena, né tanto meno al riminese indifferente, appunto perché non gli interessa. L’unico commento di Andrea Gnassi, allontanando con una manata dai nostri pensieri questa classifica, come fosse forfora da una giacca scura, è che si tratta di un errore proporzionale. Rimini, in estate, cresce enormemente di popolazione e, dunque, i dati sono falsati.

E sia. E’ un errore di proporzioni, anche se il nostro amato Sindaco contribuisce personalmente ad aumentare questa proporzione facendosi denunciare frequentemente (perlomeno più frequentemente di me), per aver mandato a fanculo qualcuno in divisa (n.d.r. “a fanculo” è una figura retorica). Sì, un processo ci sarebbe anche per aver abusato del suo ufficio firmando una lettera di Patronage ad una società aeroportuale sull’orlo del precipizio, ma quelle sono quisquilie. L’ha fatto per il nostro bene e per l’indotto, cosa che ci induce alla clemenza… ma noi non siamo giudici, al limite possiamo perorare la sua causa in un bar, dopo aver letto solo il titolo grosso di un quotidiano. La presbiopia è la brutta bestia di cui nessuno tiene conto, soprattutto quando ci informa.

Ma poi, alla fine, a dispetto degli errori di proporzione, questa classifica ci fa anche un po’ piacere… dai. Nessuno lo dice, ma siamo tutti intimamente convinti che se Milano avesse il mare… sarebbe una piccola Rimini. Che ci frega di un po’ di criminalità, noi eccelliamo. Abbiamo la nostra piccola TAV, il TRC, abbiamo in nostro piccolo caso Alitalia, Aeradria, abbiamo persino la “gente bene” che si sfonda di coca e poi dice che non sapeva fosse reato condividerla con delle amiche. Abbiamo tutto e vogliamo pure il primo posto nella classifica del crimine, anche se fossimo costretti a riempirci di adolescenti che finiscono la serata svenendo nel loro stesso vomito, esche ideali per il malfattore in vacanza. Dovremmo vendere il pacchetto completo nelle agenzie turistiche.

“Questa è un’offerta rivolta a te, amico criminale. Sei stufo di quelle vacanze dove gente sobria sta attenta a tutto quello che fai, rendendoti antipatica la giornata? Da oggi c’è il pacchetto (K)Rimini. Goditi 15 giorni in mezzo a gente ubriaca dalle otto del mattino. Sono tutti fiduciosi, incoscienti, desiderosi di stupefacenti e, in notti particolari, indossano una maglietta rosa per farsi meglio riconoscere. Non sarà più un problema entrare da una finestra aperta, o fregarsi borsa e portafoglio alle coppiette al mare. E se a fine stagione dovesse rimanerti della droga… beh rivolgiti con fiducia alla “gente bene”, per loro è tutto legale! Pacchetto (K)Rimini: più che una vacanza, una stagione lavorativa.”

Io scherzo eh! Con questo non voglio dire che il crimine a Rimini sia favorito dal tipo di turismo che possiamo permetterci, dovendo riempire tante camere a poco prezzo. E non mi si attribuisca nemmeno l’idea che, con tanti posti abbandonati , il criminale trova facilmente ricoveri sicuri. E, dato che ci siamo, non voglio pensiate nemmeno che sostengo che un po’ di crimini li commette anche il caro turista ubriaco e last-minute. Poi non mi ci metto nemmeno a parlare dei crimini da colletto bianco che a Rimini…. Vabbeh,  non importa.

Rimini mi ha adottato da ormai quasi dieci anni, quindi mi sento in dovere di essere fiducioso nel mio Sindaco, perché la città sta cambiando, me lo dicono un sacco di cartelli. Vorrei però essere relativamente menefreghista, perché non è che tutti i cambiamenti mi devono interessare per forza e anche un po’ cortigiano… in fondo anch’io “tengo famiglia”. Non mi resta quindi che dichiarare che Rimini, se non ci fosse l’estate, avrebbe lo stesso tasso di criminalità di Seul.

@DadoCardone

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Rimini, i suoi ponti ed altre mediocrità.

La storia di Rimini è una storia di ponti. Ponti metaforici, le cui sponde sono il passato e il presente, e ponti materiali, costruiti per saltare le bisettrici d’acqua e d’asfalto che la percorrono. Questi ponti dicono molto, se non tutto, sul conto di chi ha amministrato Rimini dal passato al presente.

Il ponte di via Coletti, per esempio. Costruito male, fatto arrivare al limite del crollo, che il Sindaco Andrea Gnassi voleva sostituire con un ponte Bailey, uno di quei pontacci provvisori in ferro tipici della seconda guerra mondiale. Quella volta, fortunatamente, una rivolta popolare guidata dal locale Movimento 5 Stelle, (Requiescat in pace) dentro il Consiglio Comunale, fece cambiare la delibera di Giunta, praticamente già approvata.

Al tempo Gnassi si sentiva provvisorio e provvisori voleva i ponti. Quando, ricevuto il secondo mandato, capì che i Riminesi non riescono proprio a trovare un’alternativa alla sua augusta persona, decise di dar sfogo alla sua… ma che dico enciclopedica… bignamica cultura. Il riassunto dei riassunti: Rimini è nata con Fellini e morirà in un DjSet.

La prima avvisaglia del nuovo corso, anche se molto altro bolliva in pentola, si ebbe con il Ponte di via Roma, altrimenti noto come ponte di Mordor. Certo, un ponte o un sottopassaggio erano necessari in quella posizione, ma perché farlo somigliante ad un disegno di Hans Ruedi Giger (il papà di Alien)? Qualcuno direbbe “De gustibus… “, solo che, nel caso specifico, più che l’opinabile gusto sarebbe stata preferibile la “Congruentia”. Di fatto, a cento metri, riposano i consistenti resti di un anfiteatro romano (con una scuola dentro). Metterli nella stessa prospettiva con il ponte è un po’ come guardare uno di quei film dove i cowboy combattono con gli Alieni. Cinque minuti dopo il naturale interesse che provocano le cose strane, è inevitabile esclamare: “Che cazzata!”. La Soprintendenza, al paesaggio tra le altre cose, non trovò nulla da dire, dunque…

La Soprintendenza all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio trova di rado qualcosa da dire. Lo abbiamo notato, sempre parlando di ponti, nel recente sfregio al Ponte di Tiberio. Per chi non lo sapesse il profilo raro nel mondo, rappresentato da un ponte di 2000 anni, una sponda medioevale e una sponda dell’800, è stato vandalizzato con un passerella in legno e acciaio, che probabilmente tra dieci anni sarà ridotta come il ponte dello Scout.  Per aggrapparla alle Mura sono state aperte finestre con mezzo metro di lato e abbattute porzioni dello stesso manufatto.

Secondo Davide Frisoni, pittore e consigliere comunale per Patto Civico ( Frankenstein secondo Pizzolante), non c’è nulla di male, anzi… bisogna farlo per i disabili. Il pittore noto per la sua visione del mondo tramite gli asfalti bagnati, pare abbia capito che, se vuol prendere il testimone di assessore da Pulini, deve imparare a vedere il mondo tramite la brodaglia PD. Lo andasse a dire agli invalidi senza pubblico trasporto di Via della Lama che la passerella la stan facendo per loro.

Mi sto distraendo… stavamo parlando del metro di giudizio della Soprintendenza. Le mie competenze in fatto di arte e paesaggio non sono sicuramente bastanti per giudicare l’operato tecnico di quest’organo amministrativo. Sono sempre stato convinto però che, per quanto una persona possa essere tecnicamente competente, è il modo di coltivare la sua civiltà che rende questa competenza un servizio per la comunità, piuttosto che un semplice atto di zelo fine a se stesso.

Ho dunque fatto la cosa più semplice che si può fare, oggi  come oggi, per monitorare le idee di una persona. Sono andato a guardarmi la pagina Facebook di uno dei protagonisti dell’affaire Tiberio: Il Funzionario responsabile Vincenzo Napoli. Non avete idea di quello che ho trovato… (leggasi con tono di sconforto)

Il Diario di Vincenzo Napoli è quanto di peggio vorreste mai vedere espresso da un rappresentante di un’istituzione pubblica (salvo che non siate leghisti). Non scrive mai nulla, ma riporta compulsivamente notizie di reati commessi da immigrati, storie sui 35 € dati ai profughi, post contro Islam e moschee. Inoltre ha una particolare attenzione per gente che ha ucciso il ladro in casa e per Laura Boldrini, contro la quale espone una corposa collezione di post.

Ora… io non so se Vincenzo Napoli abbia la tessera di qualche partito, ma se fossi rappresentante della destra xenofoba non perderei l’occasione di offrirgliene una. Quello che mi turba però è l’evidente mediocrità del pensiero, o meglio, m’infastidisce che una persona che legge la realtà in quel modo possa far parte della catena decisionale per le sorti del Ponte di Tiberio. Diciamo che è… un problema mio?

Insomma la povera Rimini, dopo un glorioso passato fatto di Imperatori Romani, Rinascimento, Resistenza e invenzione del turismo moderno, sembra oggi condannata alle decisioni di mediocri amministratori della Res Publica che riempiono i loro programmi con la parola Fellini, ma solo perché è il primo Vip riconosciuto, e autorizzano il massacro di mura medioevali, con la stessa convinzione con cui schifano la Boldrini. Che meraviglia.

P.S.

Non è il male che corre sulla terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava, ma il fatto che suonasse male.  [Ned Rorem]

 

@DadoCardone

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Corsi e ricorsi leghisti.

lega1In queste giornate in Italia s’è fatto un gran sventolare di bandiere tricolore. Avete presente l’Italia, no? Quel posto pieno di storie partigiane e di orgoglio comunista che rivendica ruoli nella storia della Liberazione e nella cultura antifascista, ma poi …. torna al tuo paese negro.

Non è così per tutti, azzarderei  che per molti non lo è, ma alla fine chi si fa sentire di più sono le accezioni negative. Ho ricordi di bambino, alle elementari, non troppo lontano da qui, a Cattolica. Quando mi chiedevano delle mie origini dicevo senza problemi che mio padre era di Napoli, anzi Spaccanapoli, il decumano inferiore della città, la via più importante.  I miei compagni, giustamente, non sapevano che in quel luogo visse e morì Benedetto Croce (suppongo che tutt’ora sia poco importante per loro), ma la notizia era sufficientemente importante per generare un “torna a casa tua terrone” ad ogni litigio. Lì per lì non accusavo molto, ma tornato a casa chiedevo a mio padre quale fosse questa casa, che tutti mi ci volevano mandare. Dopo un po’ cominciai a dichiarare solo il mio luogo di nascita, Milano.

Non erano ancora i tempi della Lega, quel Partito che negli anni 90, con 4% a livello nazionale, ma  un 18,9% in Lombardia, faceva dichiarare a Vito Spimi:

Quando il PCI perde il 6% dei voti, ma l’ex elettore comunista può restarsene a casa, votare per i verdi delle varie articolazioni, o per i cacciatori, o, perfino, per le Leghe, e solo in parte prende la strada del voto per l’altro partito della sinistra, il PSI, avviene un altro fatto da non sottovalutare.

Parlare di 4 o 6% sembra ridicolo, ma negli anni dell’exploit della Lega alle regionali andavano a votare percentuali superiori all’80% degli aventi diritto. Affluenze diverse, stessi meccanismi: da una parte era nell’aria la Tangentopoli che avrebbe annullato PSI e DC, dall’altra il Partito Comunista stava perdendo i vincoli della disciplina di partito e gli anti comunisti potevano  rilassarsi votando altro.

Oggi il PD è un partito che “questione morale” non ne fa, tanto che non si capisce quale sia la differenza con la creatura di Berlusconi…. non di certo le condanne. Forse, ma dico forse, le mignotte. Per trovare invece tracce di sinistra bisogna espatriare e dunque ci si può lasciar andare all’inutilità del voto leghista, come se, per i pochi che ancora votano, la cabina elettorale fosse un modo per levarsi un fastidio e non per darsi un governo.

Il fastidio in questione non sono più i terroni comunemente intesi, ma gli abitanti del sud del mondo, tra i quali ormai siamo anche noi, anche se facciamo finta che non sia vero. L’Italia è il paese Europeo meno sicuro per i minorenni  che totalizzano percentuali altissime (32,3%) di rischio povertà e più di mezzo milione  (723.000) che vive già in povertà assoluta e conclamata. Per il resto ci sono due milioni di Neet, giovani così scoraggiati dalla situazione che non studiano, ne cercano lavoro. Il problema non è solo dei giovani ovviamente, ma certi indici sono chiari indicatori di una situazione devastante.

La differenza con i ricorsi di storia leghista è che mentre dopo il ’94 la Lega si accordò con un Berlusconi amico degli amici e autonomamente strutturato, oggi si contende i resti dell’elettorato con un Movimento 5 Stelle attestato attorno al 20% di media nazionale, che si mantiene tale grazie al quel “non so che”  di Welfare. Cosa sarà più forte? La guerra fra poveri da sempre istigata dalla Lega o l’indirizzo ad  una società più equa?

La chiave di tutto, dalle Comunali alle Nazionali, sta nell’affluenza al voto e nell’abbandono della rete come feedback programmatico. Sebbene i Social siano inimitabili per immediatezza della comunicazione restituiscono informazioni falsate rispondendo solo a logiche virali. Se il Web fosse indice reale di gradimento il Presidente del Consiglio dovrebbe essere un gattino che litiga tutto il giorno con un gomitolo di lana. Esiste un giacimento di voti in quel 60% di aventi diritto che ormai non vota più e per riprenderselo non serve arringare a gruppi Facebook, che contano diecimila iscritti, ma sono tenuti in vita da dieci sparuti individui che litigano fra di loro. Molto più utile rivolgersi direttamente agli  orfani del progressismo con in mano piani certi riguardo ai diritti civili e sociali.

P.S.

Cos’è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un paese è superiore a tutti gli altri per il semplice fatto  che ci siete nati voi?” [George Bernard Show]

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@DadoCardone

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Una Forza Nuova per il Sindaco.

IMG_20150516_171415In questi ultimi mesi il Primo Cittadino di Rimini sta perdendo colpi e questo nonostante si stia entrando nella sua stagione preferita, quella in cui qualche privato si assume la briga di organizzare un paio di feste delle quali poi lui si prende il merito.

Rimini, anche piena di rotonde e colori pop, non riesce a nascondere i suoi problemi più seri. Soprattutto per quanto riguarda l’emergenza abitativa l’imbellettamento non riesce a nascondere la totale inefficacia di un Sindaco presuppostamente di sinistra. Non bisogna lasciarsi ingannare dai soldi che Gloria Lisi dichiara impegnati in certe iniziative, di fatto per accedere a quelli serve un certo reddito base che chi ha problemi di trovare un tetto, anche provvisorio, proprio non può raggiungere.

Come rilanciare l’immagine del progressista di sinistra benedetto dalla storia partigiana? Una soluzione potrebbe essere andare a celebrare clandestinamente matrimoni gay nella Corea di Kim Jong-un, ma ammetto che sia un po’ scomodo. Per fortuna negli anni a Rimini si è creata una discreta collaborazione tra Forza Nuova e Andrea Gnassi. Nel senso che Forza Nuova , grazie al Primo Cittadino che si va ad intromettere nelle operazioni delle forze dell’ordine, riesce a fare casino con dieci persone e cinque bandiere, mentre in cambio il Taglianastri fa finta di essere antagonista delle forze del male.

Così anche ieri, all’entrata di Piazza Cavour, Gnassi, con la sua leggendaria simpatia e savoir faire, è andato a prendersi a male parole con lo sparuto gruppo di manifestanti. Una provocazione bella e buona che ha complicato il lavoro delle Forze di Polizia, successivamente al confronto, con il Sindaco ancora ansimante per avergliene cantate quattro, un gruppetto di manifestanti ha rotto le fila correndo allegramente verso Piazza Tre Martiri.

Eh sì. Le fiaccolate per i morti in mare non bastano più, soprattutto se ti fai fotografare mentre smessaggi con il cellulare durante la pretesa solidarietà. Una recita, ma non per il cellulare in se stesso (magari gli stavano comunicando l’emozionante notizia che il Titilla avrebbe fatto una festa all’Aeroporto), più che altro perché dove ci sono i vivi di quelle traversate in mare gli si staccano le utenze.

A proposito di manifestazioni, migranti ed emergenza abitativa. Ricordo non troppo tempo fa una bella giornata di sole in cui qualche centinaio persone, tra cui diversi riminesi, anche molto giovani, hanno manifestato proprio per l’emergenza abitativa. Lì il Sindaco non si è nemmeno affacciato, perché va bene essere di sinistra, ma non per davvero. D’altronde il suo pensiero l’ha chiaramente espresso quella volta in Consiglio Comunale nella quale, ad un cittadino, con evidente cadenza del sud Italia, che reclamava il diritto di parola in quanto proprietario di immobile e regolare pagatore di tasse, rispose: “porta rispetto che non sei a casa tua”. Questa frase, presa pari pari, potrebbe essere scritta su uno striscione di Forza Nuova.

P.S.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.” [Nietzsche]

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@DadoCardone

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La Casa di Fango.

fanghissimoLa casa di vetro” dei Cittadini è stata ricoperta di fango. Gesto incivile e grande sdegno dell’Amministrazione tramite dichiarazione dell’Assessore Visintin. Giusto? Sbagliato? L’atto di un imbecille o di un eroe?

Come al solito a noi di Citizen piace guardare le cose da un altro punto di vista. La generosa secchiata di fango, con tanto di didascalica sbombolettata sull’adiacente muro, è un indicatore e non va isolato nel singolo atto. Troppo comodo per alcuni.

Probabilmente il gesto, evidentemente dettato dalla rabbia, è dovuto ad una perdita. Magari, ma è solo un ipotesi, qualcuno che nel recente allagamento ha perso la macchina o che ha passato qualche giorno a spalare dal fango i suoi effetti personali, l’ha ritenuto un giusto richiamo all’attenzione.

Va da sè che se l’allagamento fosse stato un singolo episodio, in questa Rimini dove la vera alluvione è di chiacchiere, probabilmente l’anonimo infangatore sarebbe rimasto tranquillo ed avrebbe aspettato come tutti l’improbabile risarcimento. Il clima al di qua e al di la del Ponte di Tiberio però è ben diverso poiché gli allagamenti sono molteplici (Gaiofana è al quarto in due anni) e nella storia di questa amministrazione, qualsiasi fosse il tema, le istanze dei cittadini sono state tutte sistematicamente disattese.

Quasi a riprova dell’ennesima ciurlata nel manico, intestataria della comunicazione ufficiale Sara Visintin. Che dire… per le credenziali dell’Assessore in forza  a FDS (Siamo per l’acqua pubblica, ma anche no) basta a chiedere ai Teleriscaldati che ancora stanno aspettando la seconda serie dell’appassionante telenovelas “il tavolo  tecnico”, promesso alle soglie delle ultime Elezioni Regionali. La prima serie, abbandonata per disperazione, produsse un emerito nulla, se non la consapevolezza che più di un milione di euro di oneri urbanistici erano stati proditoriamente piazzati nella tariffa del teleriscalmanto.

L’Assessore, tramite stampa, ci fa sapere che il Comune si sta preoccupando di coordinare le iniziative tra Hera, Anthea e Consorzio di Bonifica, dopo un incontro “franco” con la popolazione colpita. Di più. Ci fa sapere anche che lo sta facendo anche se non sarebbe suo compito e responsabilità. Adesso usate pure la vostra fantasia per capire di chi sarebbe compito e responsabilità garantire la sicurezza del territorio usando delle partecipate pubbliche che lo devono manutenere. Come si è permesso l’anonimo  vandalo di assegnare questa responsabilità al Comune e di ritenerla inevasa?

Chi vi scrive, relativamente alla possibilità di comprensione assegnata dai modesti mezzi, è convinto che in una comunità nulla sia isolato, ma tutto sia frutto di coscienza collettiva. L’atto di inciviltà e di rabbia non è slegato dal resto. A Rimini l’interesse, inutile negarlo, è indirizzato verso l’ambizione di pochi che, a volte, finiscono pure indagati. Nel frattempo il degrado cresce e i cittadini si sentono abbandonati, quindi legittimati a iniziative personali. Quando poi queste iniziative escono dai canoni è colpa di chi le ha messe in atto o di chi favorisce lo smarrimento generale? Questa domanda potrebbe aprire un bel dibattito… a volerla considerare.

L’amministratore non è obbligato al ruolo e quando decide di ricoprirlo accetta anche le responsabilità di cose che si possono verificare fuori dal suo controllo. Questo  stile amministrativo adolescenziale, quello per cui la colpa è della pioggia e della crisi, non è proprio quello che ci vuole in questi momenti di pioggia e di crisi. L’affermazione può sembrare contraddittoria, ma solo fino alla comprensione che la pioggia e la crisi sono le uniche due cose che non possiamo controllare e dunque assegnare loro la responsabilità di tutto significa resa incondizionata.

P.S.

A Gaiofana, gente civile, sotto quella scritta vorrebbero metterci un post-it.

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@DadoCardone

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Firmo, quindi sono!

SimoneEsistono battaglie, inutile negarlo, che la nostra indifferenza rende molto più complicate. Molte di loro potrebbero essere addirittura pietre miliari nell’affermazione di un senso del vivere civile che, ultimamente, pare sfuggire e lo fa in maniera subdola, per quanto sottile.

Giovedì a Rimini presso la Sala del Bonarrivo, Simone Parma, in collegamento Skype, ha chiesto appoggio per la sua lotta. L’iniziativa si chiama “Firmo, quindi sono!” e, anche tramite Ivan Innocenti con l’Associazione Luca Coscioni, chiede di sensibilizzare le Istituzioni al problema di quelle disabilità che, pur lasciandoti capace di intendere e di volere, ti tolgono la possibilità apporre la tua firma.

Non ci si pensa, io stesso non vi avevo mai pensato, ma la firma rappresenta la possibilità di autodeterminarsi e negarla a chi non può usare le braccia o le mani equivale a negare un diritto. In seconda battuta rappresenta anche una spesa ulteriore per chi già ne sostiene molte. Le soluzioni sarebbero diverse. Da un sistema di PEC, come quello comunemente usato nella trasmissione di dati amministrativi, ad un sistema di impronta digitale basterebbe scegliere una direzione e seguirla.

Basterebbe… a dire la verità ci sarebbe il passaggio prima, quello dell’interessamento. Due cose colpivano forte allo stomaco in quella conferenza: il coraggio di Simone che pretende di non essere lasciato indietro a causa della disabilità e il vuoto di quella sala. Qualcuno, non dico chi per non assegnare inutili medaglie, c’era, altri hanno manifestato solidarietà in varie forme, ma le sedie vuote erano insopportabili.

Sottolineo tutto ciò non per desiderio di polemica, ma per suggerire una riflessione. Il nostro mondo sarebbe indubbiamente migliore se, una volta tanto, fosse la solidarietà a diventare virale. Quello che Simone desidera per se stesso e per tutti quelli nella sua condizione è di una tale semplicità da rendere ridicolo il non realizzarlo. Mi spingo oltre. Realizzarlo renderebbe un po’ più facile la vita di alcuni, ma immensamente più degno il resto di noi come società.

Dunque per chi si vuol interessare all’iniziativa “Firmo quindi sono!” può trovare le informazioni del caso qui: https://www.facebook.com/groups/firmoquindisono/

P.S.

Non si possono risolvere tutti i problemi che l’uomo procura a se stesso, ma sceglierne uno e fare qualcosa in proposito è un traguardo raggiunto ancor prima di partire.

@DadoCardone

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La campagna elettorale delle primarie vista da un ambientalista

 

Diamo uno sguardo alla campagna elettorale per le primarie.

Il candidato “alternativo” della sinistra per le elezioni 2014 della regione ER, usa l’inceneritore e l’ambiente come leva per la campagna elettorale.
Ma non è una sorpresa per nessuno.

il POST INCENERIMENTO
il POST INCENERIMENTO

Così come hanno fatto i tanti suoi predecessori in altrettante occasioni, sia per il trattamento rifiuti, denunciando le problematiche, promettendo grandi opere e interventi puntuali di cui chiunque ha sotto gli occhi gli esiti, così per il referendum dell’acqua, salendo sul carro del consenso a pochi minuti dalla fine della campagna elettorale del 2011, così per le fognature, idem per qualunque altro problema noto, relativo ai servizi e che ci trasciniamo nel tempo da decenni.

Oggi sarebbe finalmente giunto il momento che qualcuno raccontasse la verità, perlomeno risulta facile dirlo visto che la quasi totalità del mercato dei servizi riconduce alle multiutility dell’Emilia-Romagna, HERA ed IREN. É anche più semplice di così in realtà, visto che il Gruppo HERA è la prima multiutility italiana nel settore ambientale, nell’idrico, nel gas e nell’energia, con oltre 8500 dipendenti in un vasto territorio da Trieste a Modena, fino a Pesaro.
É anche facile saperlo visto che il logo è ovunque, nelle scuole, nelle banche, nei campi sportivi, nella miriade di proprietà sparse in tutto il nostro territorio. Se poi qualcuno fosse anche avvezzo alle quotazioni azionarie avrebbe sicuramente notato una delle società italiane che un bonus di dividendi allettante, anche in periodi come questo.


Capitale sociale azionario di Hera nel 2013
Capitale sociale azionario di Hera nel 2013

Capitale sociale azionario di Hera nel 2014
Capitale sociale azionario di Hera nel 2014

 

Questo colosso, dagli utili interessanti e dividendi remunerativi anche in tempi di crisi come oggi, ha in mano la gestione quasi totale della raccolta rifiuti, del trattamento delle acque, della manutenzione delle tubature di gas, dell’acqua, dei liquami, delle telecomunicazioni terrestri ed aeree, delle fognature, dei forni di incenerimento, delle connessioni internet di banche, enti locali ed amministrazione, chissà cos’altro.
Parte di tutto ciò viene demandata a piccole cooperative o ad istituti territoriali, attraverso bandi specifici. Il grosso rimane quasi tutto in capo a questa società che, importante dirlo, per il 61% è in mano al patto di sindacato dei comuni della regione. Ossia, per capirci bene, la maggioranza percentuale di questa società è stata in mano al PD negli ultimi 15 anni!

Ora, che il candidato regionale alternativo della sinistra venga a fare la morale, o anche solo si permetta di parlare su questi temi, è a dir poco incoerente. Direi immorale se non fosse che non è una sorpresa. Non dimentichiamo che il suo “compagno di partito”, no forse è meglio definirlo “capo politico”, il presidente del consiglio, è colui che ha tacciato di terrorismo una nota oncologa, La Dott.ssa Gentilini di Forlì presidente dell’associazione Medici per l’Ambiente, la cui unica colpa era lo stare informando i cittadini sui danni provocati dalle nano polveri, diossine, furani, PM10, PM2.5, provocati dalla combustione e in netto avanzamento come dimostrato dai dati di tutte le agenzie regionali dell’ambiente d’Italia. La stessa dottoressa che è andata da lui quando era Sindaco di Forlì per avvisarlo del grave danno. Lo stesso sindaco che ha ricevuto la visita dell’ordine dei medici della provincia, chiamati da una raccolta firme del MoVimento, per avvisarlo della gravità della questione. Lo stesso sindaco che, vistosi alle corde, ha costituito il comune parte civile contro la società di cui era socio lui e tutto il suo partito, nonostante come comune ne percepisse i dividendi.
Capito, ci stiamo autodenunciando pur di salvare la poltrona.
Infatti il compagno di partito dopo mesi di preparativi ha appena lanciato un DEF #sbloccaitalia #salvaitalia #sfasciaitalia che propone di riclassificare gli inceneritori come investimenti strategici. Logico no: siamo allo sfacelo, camminiamo su un piede solo e pure malandato, che cosa facciamo per agevolarci? Fumiamo una sigaretta! Certo.
Un altro esempio di civatiano di più fulgida stoffa morale che, come lui, sputerebbe nei 15.000 euro mese in cui mangia, pur avendo contributo al menù.

Ci vuole della coerenza, perlomeno in politica, quella Politica che dovrebbe significare Polis Etica ossia Etica Pubblica, ma oggi pare che invece stiano giocando con il buon senso. Questa non può che essere monotica, neologismo che rappresenta il contrario di politica.
Come puoi continuare a parteggiare per una delle parti, il partes, o il partito, a lavorarvi contemporaneamente dentro? Come puoi esserne capace e parlarmi di etica quando sai per certo [da amministratore non puoi non averlo capito], che è la causa stessa che combatti.
Coerenza signore, coerenza ed etica.
Non mi si venga a dire che può benissimo farlo da dentro. No, non è così.
Per dirla con un termine calcistico, non puoi tifare l’Inter se sei portiere della Juve.
Per fare un altro esempio, non puoi solidarizzare con i magistrati se fai parte della Mafia.
Non puoi. Semplicemente è un conflitto troppo grande, insensato. O sei infiltrato e prima o poi ne esci o contribuisci ai loro crimini.
Ma sappiamo che quella che loro si ostinano a chiamare politica ci ha mostrato anche di peggio.

Non dimentichiamo che questo è il paese dove gli insabbiamenti fanno la loro parte. La memoria del cittadino inconsapevole impegnato a sbarcare il lunario contribuisce a tutto ciò e la disinformazione la fa da padrona.
Per esempio. Hanno tutti dimenticato che fino al 2011 la Famiglia Cosentino era socia al 49,99% con HERA Comm grazie alla società S.C.R. [Società Cosentino Rifiuti], le cui sedi risultano ancora a Caserta. I vari amministratori interpellati sparivano alla minima domanda su questa questione, oppure facevano la parte dell’inconsapevole vittima del sistema. Non dimentichiamo inoltre che a coprire questa società con il segreto fiduciario vi era la Monte dei Paschi Società fiduciaria, altro argomento celato nelle ombre della memoria.

Una questione così grave in un paese non dico solo civile, ma addirittura normale, avrebbe scatenato un putiferio. Oggi siamo talmente abituati agli scandali che una svista del genere è ritenuta comprensibile. Basta questo a farci rendere conto della gravità della situazione?

Dopo fatti del genere parlare d’altro risulta impossibile. Andrebbero attivate delle commissioni, si dovrebbe richiedere l’intervento di tutte le componenti giuridiche del territorio per far si che innanzitutto una cosa del genere non accada più, poi avviare tutte le tutele del caso per difenderci da questi incompetenti che hanno consegnato i sacrifici di 3 generazioni in mano alla malavita organizzata… a tal punto da essere comodamente seduta nel nostro salotto. Come puoi parlare ancora e far finta di niente?

• Non dimentichiamo che il referendum sull’acqua è ancora lontano dall’essere rispettato. Non sorprende. Se poi si legge quanto sopra con un minimo di spirito critico, tutto torna.
• Non dimentichiamo che ci sono intere regioni in Italia che hanno sfruttato i rifiuti come risorsa economica e come occasione di offerta di lavoro, portando la raccolta differenziata a livelli vicini al 91% [Ponte nelle Alpi e il consorzio Priula in Veneto, sono campioni del mondo], mentre da noi si fatica ad arrivare al 60% di riciclaggio, in cui è compreso anche il recupero energetico [incenerimento]. Non sorprendono più le scelte dei nostri amministratori se si guardano attraverso il caleidoscopio dei fatti.
Ora, diamo un’occhiata a ciò che non va intorno a noi, poniamo la mano sul mento o il mento tra le mani e ragioniamo… torna tutto?
Il partito che si candida a queste elezioni con il candidato “alternativo” è lo stesso responsabile che sta provocando questi guai nel nostro territorio. Attenzione quindi a ciò che si considera “responsabile”, almeno prima date un’occhiata ai valori dell’inquinamento del grafico sottostante, in salita in tutta la regione.
Ne denunciano le problematiche proprio perché le conoscono attentamente, sanno bene di essere loro i responsabili.

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[Fonte: stefanomonti.net]

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Time Out

Tra il serio ed il faceto. Grattacieli sì o no? Sì e no.

Di recente a Milano sono stati realizzati in un area ormai centrale tra centro storico e Stazione centrale, alcuni edifici, in particolare dei grattacieli, di altezza superiore ai 10 piani fino a quasi 50 circa.  Un isolato urbano con 7 / 8 edifici, dei quali percepisco favorevolmente il gesto tecnico e in modo differente, l’alto consumo di territorio, l’esagerata speculazione e prima di tutto il disagio per l’incombenza rispetto ad edifici più bassi, la concentrazione di utenti a pieno regime, è come contenere in 4 ettari la popolazione di 2 piccole città tra i 120.000 abitanti ed i 180,000 ab., per me una sproporzione troppo elevata. Le immagini scattate da terra per confrontare 2 periodi diversi nei quali sono stati realizzati dei grattacieli a Milano. Le aree sono vicine e simili.

pirellone
Pirellone

Le prime  immagini  riguardano il famoso Pirellone progettato da Giò Ponti e Pierluigi Nervi dal 1956-1960, Attuale sede della provincia lombarda, dopo essere stata sede della regione oggi trasferita a breve distanza. Le successive La torre Galfa, di Melchiorre Bega dal 196-1959, uno dei grattacieli che più mi affascinano, sia per la relazione con il costruito adiacente che per la percezione di un parallelepipedo sinuoso, con facciate in vetro, ma discreto ed elegante, attualmente vuoto, completamente.

galfa
Torre Galfa

E qui il succo, il grattacielo, per forma, dimensione e densità di utilizzatori è a tutti gli effetti un edificio simbolico, grande vuole essere visto anche a distanza, e in prossimità ti dice chiaramente quali sono le sue dimensioni, ti sovrasta. Anche le emozioni nel frequentarlo sono forti, l’altezza, su tutto, la possibilità di osservare a grande distanza, se sei in alto, il timore dell’altezza, la dimensione della gestione, e all’inizio la dimensione del costo.

Quando resta l’unico edificio alto, diventa punto di riferimento geografico, quotidiano e culturale.

 

Cosa differente è quando invece della vista per la concentrazione elevata ti si erge di fronte l’altro grattacielo, oppure occludi, quindi vieti completamente la vista a chi sventuratamente subisce la costruzione in prossimità del suo piccolo edificio di 5/7 piani. Ed altro ancora quando la forma ed il progetto realizzato è stato realizzato magari in altri due tre luoghi.

Altra riflessione è da farsi sulla sostenibilità, dove l’impiego di energia fossile per la realizzazione e la lavorazione dei materiali, presenta già in fase di ordinazione, uno sbilanciamento energetico, l’energia necessaria a realizzarlo, così elevato e prospetta dei costi di gestione elevati, da renderlo poco ragionevole.

Oltre a questo nella maggior parte dei casi l’operazione è prevalentemente economica e non risponde direttamente alle esigenze, alle necessità ed ai desideri della comunità, sia per l’impatto sull’ambiente sempre molto deciso, sia sull’impatto economico, anch’esso sbilanciato fortemente a favore degli imprenditori più che della città.

Un aspetto che spesso sfugge è la dimensione dell’impatto visivo, economico e sociale, travolto e sovrastato dallo stupore e dall’eccitazione di così “alta” sfida. Per celebrare una capacità tecnica ed economica, oltre che politica e amministrativa pensiamo mai alla illuminante citazione di Frank Llyod Wright : “I medici possono seppellire i loro errori, gli architetti no” ?

Io non sono contrario ai grattacieli o a edifici di grandi dimensioni, ma alla loro densità ed al loro aspetto sì, in fondo la capacità dovrebbe essere anche quella di esprimere la cultura e tradizioni del luogo dove si realizzano questi interventi e rappresentativi della loro popolazione. La consapevolezza dei luoghi ed i benefici per la comunità che li abita potrebbero avere una qualità più “elevata”, che ne dite?

P.s Una cosa è certa questi edifici e queste aree fanno la gioia dei fotografi

Fausto Battistel

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Fatto in Italia

C’è un Italia, resiste, che il Lowcost non potrà mai raggiungere. E’ l’Italia non solo del prestigio della Ferrari, ma anche di un connubio tra imprenditoria, arte, tradizione e innovazione difficilmente imitabili. Recentemente è venuto a mancare un rappresentate molto importante di questa unicità. Ce ne parla il nostro Fausto Battistel.

La Redazione

Fatto in Italia

Tradizione, innovazione e conoscenza.

Pochi giorni  fa è mancato Giovanni Moretti, fondatore con Carlo, il fratello,  della Carlo Moretti che insieme alle storiche  Barovier &Toso e Venini sono l’ultimo baluardo delle vetrerie di Murano.

Giovanni l’ho conosciuto 16 anni fa,  a Venezia, con Alessia mio amor e Sebastiano mio figlio, allora di 3 anni.

Ci accompagnò personalmente in una visita che non scorderò mai.

A Murano dopo avere attraversato gli uffici e una sala espositiva “ una libreria disegnata e realizzata da un giovane Gaetano Pesce”, colma  ricolma e stracolma di opere in vetro, dal bicchiere,   al vaso,  all’oggetto artistico,  o meglio alla scultura in vetro, fino ad arrivare, seguendo  un percorso “antico ma contemporaneo”, accompagnato da aneddoti e racconti sulla storia del luogo e degli oggetti, alla soffieria.

La soffieria, un edificio in mattoni sul retro del canale principale di Murano, dal quale eravamo entrati, a pianta rettangolare con vetrate sui lati e sul fondo tetto a 2 falde e finestroni con vista sulla laguna e sui canali secondari. Arrivati alla fornace,  dove il silicio viene lavorato a 1300°/1500°, il calore già a 3 metri era insopportabile, noi eravamo felici di poter osservare un Maestro vetraio al lavoro, Sebastiano, 3 anni era estasiato, il Mastro su richiesta sussurrata di Giovanni fece alcuni oggetti per dimostrare la tecnica e le infinite possibilità, poi soffiò un vaso, quindi lo raffreddò e lo impacchettò per mio figlio. Era il 1998, l’azienda e il mercato erano attivi e dopo un frugale pasto ci salutammo.

Negli anni successivi, ci siamo incontrati almeno altre 4 o 5 volte, sempre insieme ad Alessia perché tra loro oltre alla parentela esiste un legame di amicizia, rispetto reciproco ed empatia particolare. Ci incontrammo sempre in Laguna, a Venezia o a Murano salvo forse in una o due occasioni e in tutte le circostanze ci dedicò almeno 3 o 4 ore del suo tempo.

Nel 2010 nostra figlia Elettra ci accompagnò e Giovanni,  sempre con estrema signorilità, semplicità e affetto ci accolse ma ahimè Elettra non riuscì a vedere le fornaci funzionanti e i Maestri all’opera;  forse fu per lui  e per la vetreria il periodo più buio,  ricordo la preoccupazione di Giovanni che vedeva vacillare sia a causa di qualche malessere sia a causa dei cambiamenti del mondo la sua vetreria;  intendiamoci non assillato dall’aspetto economico, nella sua vita capacità bravura e fortuna lo avevano supportato, quanto dalla missione di poter lasciare o cedere l’attività a mani, tasche e cuori solidi nelle azioni per tramandare saperi e conoscenze antiche in armonia con le sopravvenute esigenze dei mercati e del gusto.

Quella volta il racconto e la descrizione storica delle scelte fatte, degli oggetti e dei ricordi furono dettagliate, il passaggio da vetreria  di pregio ed eccellenza per la realizzazione di bicchieri a vetreria per realizzare vere e proprie opere d’arte, fu il colpo di genio che Giovanni mente strategica e commerciale dell’azienda (Carlo si occupava della produzione)  ebbe, incontrando e frequentando architetti, artisti e designers, affiancò così alla produzione la realizzazione di pezzi unici “opere d’arte” prove, esperimenti, nel corso degli anni dal principio fino ad oggi con la recente presentazione al fuori Salone, continuò ad allargare la sua personale collezione, quella degli estimatori e collezionisti sempre più numerosi.

Fatto in Italia,  per ringraziare, ricordare e portare ad esempio un significativo prezioso e concreto pezzo di piccola  ma Grande e sapiente Imprenditoria Italiana.

Semplice , ma preziosa capacità di tramandare saperi antichi , modesta ma sagace attenzione a cogliere le opportunità, facile ma complessa salvaguardia delle maestranze, sussurrato ma deciso comando, persuasione e non coercizione,  intuita ma consapevole ricerca di innovazione senza mai abbandonare la strada della memoria e ultimo nella citazione ma primo nelle azioni, un amore grande, cosciente e  generoso verso l’italianità, la cultura, l’arte, la tradizione i luoghi  e le persone; il rispetto per l’identità, l’unicità, la semplicità e la materia.

Un posto d’onore nella storia della creatività Italiana è certamente di diritto, anche della

“Carlo Moretti“ e  vorrei che Giovanni venisse preso come faro, guida ed esempio di eccellenza e capacità perché ne  è stato un protagonista  a tutto tondo.

L’eleganza e la sobria raffinatezza della sua personalità plasmavano allo stesso modo le tante produzioni di pezzi unici e attraverso questo ricordo vorrei salutare la trasparenza ,la brillante e colorata vita di Giovanni, delle sue idee e dell’impronta che ha lasciato negli affetti e nel mondo,

grazie anche all’amore speciale con Roberta sua moglie, amica e  compagna di vita,  alla quale sono dedicati questi  pensieri.

Grazie,

Alessia Gattei e Fausto Battistel

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La Biennale del Disegno

Pubblichiamo la recensione della Biennale del Disegno compilata dal nostro inviato: l’Architetto Fausto Battistel.  Ha visitato per noi i percorsi di un’iniziativa che ci aveva messo un poco in apprensione (incrociare Gnassi e la cultura potrebbe dare inizio all’Armageddon), ma il nostro Architetto preferito è rimasto però piacevolmente stupito e qui sotto ci racconta perché.

La Redazione

Biennale del Disegno.

Così come in altre occasioni sono stato duramente critico e in deciso disaccordo con eventi e manifestazioni organizzati dal Comune di Rimini, credo sia onesto e corretto riconoscere, incentivare e sostenere le iniziative e gli eventi pensati e meritevoli di nota, che danno lustro e dignità alla città e quindi alla comunità intera.

Chapeau per l’Assessore Massimo Pulini !

biendiseg1La Biennale di disegno, mostra diffusa, organizzata e realizzata nel centro storico di Rimini ed in altri paesi della Romagna, va visitata, le opere esposte a Castel Sismondo, soprattutto  quella di Adolfo Coppedè e Antonio Basoli  sono disegni di grande maestria e dotati di creatività, genio e poesia senza epoca, rappresentative entrambe, di un periodo storico e di capacità artistiche da non dimenticare, anzi da divulgare e riscoprire.

Questa Biennale del disegno è un esempio ben riuscito, poco frequentato ancora, ma decisamente indirizzato verso la rivitalizzazione del centro storico, di un utilizzo delle strutture pubbliche aperte a tutti, residenti e turisti.

Un progetto condivisibile e coraggioso, utile alla ricostruzione di un’identità culturale, al coinvolgimento delle attività commerciali e alla fruizione del centro storico non solo in chiave consumistica ma anche con aspetti ludici, ricreativi e culturali di spessore.

Un suggerimento utile potrebbe essere  quello di attuare maggiori sforzi verso  una diffusione più ampia, in aree, quartieri o zone meno pregiate e meno considerate per restituire anche a queste maggiore dignità e far sentire ai cittadini l’interesse dell’amministrazione con pari impegno  ed interesse verso zone dimenticate.

Gli sforzi ed il lavoro svolto, oltre a consentire la conoscenza di artisti e personalità poco note alla maggioranza della popolazione, sono una sorprendente e piacevole novità nel panorama di Rimini, dove esiste una abitudine a favorire eventi ludico-popolari privi di reale spessore, sbilanciati a favorire attività e realtà del territorio, non sempre all’altezza delle aspettative, ma soprattutto veloci a sfruttare a proprio favore situazioni e privilegi con un minimo sforzo, senza restituire vantaggi e possibilità al resto della comunità.

Spesso realtà con qualità e capacità maggiori e di interesse più ampio sono compresse e disdegnate, un desiderio è quello di avere amministratori attenti e consapevoli, capaci di favorire e garantire pari opportunità e maggiori possibilità ad una fascia più ampia della cittadinanza.

Operare e impegnarsi per costruire un’abitudine ed una propensione all’ascolto ed al dialogo consentirebbe una quantità più elevata di questi eventi, e risultati migliori per ottenere consenso e azioni utili al “bene comune”.

La realizzazione di una comunità solidale e unita non passa dalla celebrazione di pochi personaggi ed opere ma dalla consapevolezza di realizzare opere o manifestazioni utili al bene comune, saranno queste a parlare ai posteri.

Quindi ancora complimenti per la Biennale del disegno, che getta le basi per un evento culturale di peso per la città.

biendiseg2Il mio desiderio è suggerire a tutti di visitare le diverse sedi della mostra, al Palazzo Lettimi gli schizzi e le idee di Paolo Rosa, per le mostre multimediali interattive, al museo della città disegni e schizzi di pittori di grande fama dei secoli passati e opere contemporanee di varia levatura ed eseguite con tecniche diverse, ben rappresentanti i tempi odierni.. ed altre ancora da visitare, ed al di là dell’importanza degli artisti, un ottimo motivo per una passeggiata a Santarcangelo, Cesena, Longiano o Rimini, e un buon modo per ispirarsi e disintossicarsi dal mondo dei video, dilagante e ridondante in ogni luogo della nostra vita.

 

Fausto Battistel Architetto

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Corsi e Ricorsi.

Avete presente la teoria dei Corsi e Ricorsi Storici? Quella di Giambattista Vico? Per chi non conoscesse il filosofo napoletano del 1700 la sua teoria elaborava il concetto secondo il quale esistono dei cicli nella storia che si ripetono secondo la volontà della Divina Provvidenza.

Certo il 2014 è molto diverso dal diciottesimo secolo, c’è molta meno Provvidenza e i ricorsi storici sono molto più veloci, lo potete vedere per esempio da quante volte, dagli anni 70 ad oggi, i pantaloni sono diventati a zampa d’elefante per poi tornare a sigaretta. Ai tempi di Giambattista la calzamaglia andava già da 100 anni.

Dunque per limiti epocali la teoria dei Corsi e dei Ricorsi Storici non poteva avere la prospettiva che abbiamo noi oggi. Non che questo ci serva ad imparare, ci mancherebbe! Prendiamo ad esempio il Ricorso Storico della Dolce Vita, ossia il periodo in cui una certa parte della popolazione senza saper fare assolutamente nulla occupa posti di rilievo e ha l’unica preoccupazione di farsi raccontare o fotografare (dipende dal periodo storico ovviamente). Per questa minoranza la Divina Provvidenza è qualcosa di estremamente reale.

Basta avere qualcosa da rappresentare. Come al Marcello Rubini di Felliniana memoria bastava sostenere di avere un libro da finire, per definirsi scrittore, così ai nostri moderni Renzie basta dire di voler “cambiare verso” per essere serviti come grandi statisti. Purtroppo che la gente abbocchi o meno non è dato saperlo fino alla prima verifica diretta… e come il libro non viene completato, così le elezioni vengono allontanate.

L’esempio però, badate bene, non si esaurisce nei massimi sistemi.. anzi sarebbe atto di incuria parlare solo dei mestieranti nazionali. Qualcuno mi saprebbe spiegare ad esempio perché ad Andrea Gnassi e  Stefano Vitali è permesso parlare ancora dell’aeroporto?  Mi devo spiegare meglio?

Uno firma lettere di patronage a sua insaputa, l’altro chiama in causa gruppi lombardo-libanesi  come nelle peggio trame degli anni ’80, mentre l’unica cosa che avrebbero dovuto fare entrambi, come rappresentanti della maggioranza del CDA di Aeradria, sarebbe stato chiedere conto delle perdite e ripulire dalle cariche politiche Consiglio di Amministrazione e poltrone dirigenziali.

Oggi a fallimento conclamato, anche in Cassazione, non solo gli si permette di sparare slogan tramite i quotidiani, ma c’è pure qualcuno che si pregia di fargli eco. Come al solito la discriminante è la realtà, ma quanti ormai la sanno riconoscere in questo periodo di collettive allucinazioni multimediali? Non lo so, ma gli indizi che aiutano a capire ci sono e sono anche belli grossi. Prendete ad esempio le ultime dichiarazioni del magnifico duo:

“Faremo di tutto affinché l’aeroporto non resti chiuso un solo giorno”

Poi arriva al Fellini Riccardo Nencini, vice di Lupi al Ministero per le Infrastrutture, proprio per parlare del da farsi  e non trova a riceverlo ne il Direttore Generale, ne il Curatore Fallimentare. Gnassi e Vitali? Non c’erano, ne sono sicuro, se no avremmo la rete impestata di loro foto col Vice Ministro. Dov’erano? Forse il Primo Cittadino stava finendo di scrivere un GnassiPlan o forse il fax con l’avviso l’avranno mandato al numero sbagliato, come usa fare Anas quando c’è da bloccare la viabilità.

Però c’è da dire che questo non rende la dichiarazione di cui sopra meno veritiera, la rende solo incompleta. La versione integrale dovrebbe essere: Faremo di tutto, tranne quello che serve. Ora il problema è: per quanto dobbiamo continuare con questo stato di cose? Intendiamoci. Io non ho nulla contro i Gagà, presi a piccole dosi sono anche simpatici, ma non è che possiamo pretendere che amministrino qualcosa, non è nella loro natura.  Allora un appello  ai cittadini Riminesi.  Basta, interrompiamo il ricorso storico della Dolce Vita. Liberiamo queste anime sensibili allo spettacolo e destiniamole a palcoscenici più consoni.

P.S.

Onestamente… questi insieme sono meglio di Ric e Gian. Potrebbero essere lo spettacolo di punta  di tutte le feste paesane, dalla Sagra dello Strozzaprete alla Notte Rosa. Liberateli.

Davide Cardone

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Più di Di Battista

Ieri pomeriggio a Riccione, sotto i portici di una delle spese più balorde del PD Riccionese, il Palacongressi, si è tenuta la presentazione del Movimento 5 Stelle della Perla Verde, la lista che si presenterà alle Amministrative di questa primavera.

Madrina e Padrino della presentazione della lista:  Giulia Sarti e Alessandro Di Battista. Le analisi più superficiali potrebbero fermarsi (o spererebbero di potersi fermare) all’evento mediatico in se stesso. Giulia e Alessandro ormai sono due RockStar e fanno il pieno anche se si fermano a prendere una Tigella all’autogrill di Cantagallo, ma considerare solo questo è decisamente una sottostima di quello che accade veramente in queste occasioni.

Esiste anche un’altra posizione, molto praticata dai politicanti locali di entrambe le sponde, che  riconosce a questi ragazzi solamente il merito di saper cavalcare lo scontento. Nel tentativo si spiegare il fenomeno e di assolvere se stessi lo scontento diventa un fenomeno assestante, indipendente dalle cause che l’hanno provocato, quasi fosse il sedimento della normale ed onesta attività politica.

In un certo senso è comprensibile… vedendo questi ragazzi da piazza piena, in jeans e maglietta, abbracciati e baciati da tutti, fa pensare ad una tecnica speciale, qualche abilità da sottomissione delle masse insegnata da Grillo in persona. Perché parliamoci chiaro: la politica fino ad oggi ha fatto tutto quello che doveva fare con onestà e le critiche sono ingiustificate (da leggersi  con tono ironico e sorriso amaro).

Un buon consiglio per i detrattori del Movimento è quello di mischiarsi tra la gente durante questi eventi. Troveranno interessante scoprire come cambiano persino le espressioni delle persone durante lo svolgimento di queste riunioni e, nell’occasione specifica, avrebbero trovato molto  interessante scoprire come l’applauso più fragoroso non l’abbia preso Di Battista, ma Lorena.

IMG_4833Chi è Lorena? Non chiedetelo a Vincenzo Cicchetti, candidato Sindaco di Riccione, se non volete vedere un uomo adulto piangere. Lorena è un’ottuagenaria nelle cui vene risiede la storia di questo Paese.  Lorena è stata ed è tutt’oggi una Partigiana. Oggi Partigiana del pensiero ovviamente, non scambiatela per una secessionista veneta, ma le sue parole lanciate tra la folla sono peggio delle bombe.

Gliel’ho  visto fare in più di un’occasione. Prima ti mette in soggezione parlando della sua azione nella Resistenza e ne parla come un periodo di emozioni  fortissime e di speranza, poi ti porta giù descrivendo con parole schiette e lucide la parabola discendente della politica italiana ed infine ti esalta descrivendo la sua gioia nel ritrovare l’antica speranza nel Movimento.  Dopodichè la gente, semplicemente, piange e lascia partire un applauso che… beh diciamo che nel suo intervento di ieri le pareti di vetro del Paladebit sono state messe a dura prova.

Nel caso qualcuno stesse pensando che anche Lorena sia stata addestrata dallo Staff di Grillo lo invito a ricredersi, Beppe i  piddini li fa incazzare e li spinge mentire, la piccola Partigiana li fa vergognare. Tecniche diverse. Personalmente, se fossi in loro, preferirei trovarmi di fronte Grillo, perché trovarsi al cospetto della  Storia alla quale si millanta di appartenere non deve essere piacevole.

Comunque, in sostanza, grande successo del pomeriggio della Riccione a 5 Stelle e gli ingredienti per prevederlo c’erano tutti. Vi do’ la ricetta:

  1. Prendere un po’ di volontà di cambiare politica dei pentastellati locali (q.b.)

  2. Aggiungere a velo la capacità oratoria di Alessandro Di Battista

  3. Unire mescolando dal basso verso l’alto la precisione delle notizie di Giulia Sarti

  4. Mescolare energicamente con testimonianze della Partigiana Lorena

  5. Dopo circa un paio d’ore, quando un non meglio identificato segretario PD cercherà di ricordarsi la critica che alla riunione di partito gli sembrava tanto giusta, mettere in forno a temperatura elevata giusto per il tempo che si formi uno strato di consapevolezza nella cittadinanza.

P.S.

Stamattina l’immediato assaggio della differenza. Sui quotidiani locali Gnassi da Rimini in udienza dal Papa con i Sindaci dell’Anci. Ormai hanno capito che ridipingere le strisce pedonali sotto le elezioni non basta più… ci vogliono interventi Superiori.

P.P.S.

#DajeBarbara.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Intervista esclusiva: Vi sveliamo il Freeburgher pensiero.

Da quando è uscito “Rimini o no” dei Freeburgher la nostra redazione è stata sommersa di richieste di cittadini che, sapendo che il giornalismo investigativo sta di casa qui, vogliono sapere chi sono in realtà questi misteriosi personaggi. Ebbene ci siamo risciti ed ecco qui per voi l’intervista integrale e non censurata che soddisferà le vostre più morbose curiosità.

Allora… che ne dite di cominciare rivelando al mondo le identità segrete dei Freeburgher?

I Free Burger hanno dei nomi, ma Matteo Munaretto e Max Alberici preferiscono non rivelarli.

Il nome Freeburgher, per chi conosce i fatti di Rimini è inequivocabile, ma come è nata l’idea? 

La nostra filosofia è “Siate liberi e mangiate panini” . Stiamo scherzando naturalmente, ma da sempre Friburgo è la nostra città ideale.In quale altra città puoi trovare piste ciclabili,ruote panoramiche e anelli verdi? 

L’oggetto della vostra ispirazione artistica vi ha mai fatto sapere se gradisce o meno la vostra creatività?

Per ora nè il ponte sul deviatore del Marecchia nè la ruota panoramica ci hanno contattato.

Il vostro è attivismo satirico o solo una sana voglia di prendere un po’ per il culo? 

Non siamo in grado di rispondere a domande con 17 parole escluso il punto interrogativo, ma ci proviamo: in realtà è puro divertimento! 

Le visualizzazioni dei vostri video sono lusinghiere, siete pronti a montarvi la testa e a non salutare più gli amici?

Lo stiamo già facendo da molto tempo, anche le nostre famiglie non ci invitano più ai pranzi di Natale! 

Ho visto che vi siete cimentati anche in una produzione video: è una prova o un vero e proprio progetto?

Le nostre menti non si fermano mai al contrario degli automobilisti sulla statale. L’idea della web serie e della pagina facebook “Vai ad arrivare a Venerdì” è nata dal nostro collega Fabrizio Inti e già più di 70 puntate sono online…Vai ad arrivare a venerdì!!

Ultima domanda. Vi faccio quella che di solito si fa agli appena famosi: chi sono i vostri miti? A chi vi ispirate?

Vogliamo ringraziare le nostre fonti di ispirazione: ” Gli Apericena, i vecchietti dei cantieri, la ghiaia sul nuovo ponte ciclo-pedonale e la piada crudo e squacquerone!

matteo
Matteo Munaretto

max
Max Alberici

Ecco dunque chi sono i FreeBurgher e come la pensano. Siete soddisfatti? Ovviamente ci sono delle cose non dette che però si capiscono lo stesso: ad esempio dall’abbondanza di punti esclamativi si intuisce che il duo lavora in una radio, per la precisione a Radio Icaro dove li potete ascoltare tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.00.

Per quanto riguarda noi di Citizen ci dichiariamo soddisfatti, anche per avervi suggerito l’esistenza di creatività che non dipenda dal Soviet Supremo. Anzi… è in netto contrasto: visto che la piada dichiarata è con lo squacquerone e non con le sarde.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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I Freeburgher colpiscono ancora.

Matteo Muranetto e Max Alberici in arte i FreeBurgher hanno colpito ancora. Dopo “E’ tutta colpa di Gnassi“, il tormentone dell’estate scorsa, rilanciano con “Rimini o no“: un divertente quanto affilato pezzo sul traffico di Rimini. Quanta irriverenza per il povero Taglianastri.

Un altro successo sicuro.

Davide Cardone

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La mossa delle Iene.

IMG-20140324-WA0006Assemblea con finale a sorpresa ieri sera per il Movimento 5 Stelle di Rimini. Gli Attivisti si erano ritrovati nella sala Comunale di Villaggio I Maggio per parlare di Europa con Giulia Sarti e Maria Edera Spadoni, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari e presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (mica la Petitti).

IMG-20140324-WA0002Dopo due chiacchiere in libertà e un aperitivo con alcuni cittadini, curiosi di sapere le novità direttamente dai parlamentari, le due Deputate hanno sviscerato i 7 punti programmatici che il Movimento vuole portare in  Europa. Ossia:

  1. Referendum per la permanenza nell’Euro
  2. Abolizione de Fiscal Compact
  3. Adozione degli Eurobond
  4. Alleanza tra i Paesi Mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all’adozione di un Euro 2
  5. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
  6. Finanziamento per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni
  7. Abolizione del Pareggio di Bilancio

20140323_223456Verso la fine dell’assemblea una telecamera ed un cravattino nero, per quanto in discreta attesa, hanno attirato l’attenzione dei presenti. Chi cercavano le iene?

Nadia Toffa, la celebre biondina della trasmissione, aveva come obbiettivo Maria Edera Spadoni per un’intervista sul gioco d’azzardo e gli scandalosi condoni  ai concessionari del gioco voluti dal Governo di larghi fraintesi PD PDL.

IMG-20140324-WA0000Dopo l’intervista  e una doverosa  foto ricordo con alcuni divertiti attivisti, tra i quali anche Vincenzo Cicchetti, il prossimo Sindaco di Riccione, la iena e il suo operatore sono subito ripartiti per la successiva missione. Pare a Padova.

Davide Cardone

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Sull’abusivismo e i suoi rimedi.

Si avvicina l’estate. I bagnini, altrimenti noti come operatori balneari,  cominciano a sgranchirsi pronti a mettersi all’opera per una nuova estate.  Gli alberghi, sia affittati che gestiti dai proprietari, cominciano a dare aria alle camere.

Intanto al nord  a migliaia di extracomunitari, licenziati dalle grandi fabbriche che falliscono o delocalizzano, viene prospettata un’estate di lavoro a…. Montecarlo? No li no che non li fanno nemmeno scendere dal treno, meglio Rimini, li è già tutto organizzato. Eh si. Chi pensa che i “Vu’ Cumprà” appaiano all’improvviso, si è fatto un bell’inverno di letargo e comincia ad innervosirsi solo nell’imminenza dell’inevitabile.

“Ci vogliono più vigili.”, “Ci vuole sorveglianza privata”, “Bisogna annullare il permesso di soggiorno”.

Tutte sciocchezze, a guardare il mondo attraverso un buco di serratura si perde un bel po’ di prospettiva. E’ così  si considera il problema solo quando l’estate è alle porte,  guardando esclusivamente alla battigia e si pensa a questi poveri Cristi come se potessero rispondere secondo i nostri problemi e le nostre contingenze.

Siamo sinceri, vi va?

Alla maggior parte di queste persone non importa nulla del permesso di soggiorno, perché la loro prima preoccupazione è dare da mangiare alla famiglia, tantomeno gli frega di essere mandati via una volta al giorno da un vigile. Poi ultimamente hanno scoperto di avere un certo peso numerico (li avevate mai visti Senegalesi e Bangladesi sfilare mano nella mano?). L’unica cosa di cui questa gente ha bisogno è di qualcuno che li organizzi, gli trovi da mangiare, da dormire e merce da vendere. A Rimini lo trovano.

Chi glielo dà? I Riminesi ovviamente, chi altri?

Adesso non scandalizzatevi con dei “Chi iooooo?!” sdegnati. Se si vive in una comunità il disinteresse di alcuni è colpa di tutti. Quanta gente gira la testa dall’altra parte perché un migliaio di persone possa arrivare in spiaggia dopo aver dormito, mangiato, ritirato la merce con tanto di distribuzione di postazioni? La spinta ad interessarsi delle cose che colpiscono direttamente il portafoglio e a lasciar perdere tutto il resto è in istinto fortemente radicato. A Rimini sono state perse e si stanno perdendo battaglie di civiltà per disinteresse della Comunità. TRC, Santa Giustina, Rimini UpTown, Teleriscaldati, Centro Storico, A14, Aeroporto, Turismo, Ponte Coletti, debiti delle Partecipate e chi più ne ha più ne metta. Tutti compartimenti stagni con il beneplacito della politica locale che rimarrebbe schiacciata da una comunità solidale.

Discorso astratto?

No, la legalità è un abitudine con effetti reali sulla vita di una comunità, far finta di niente non la favorisce. Rimini attualmente, per chi non se ne fosse reso conto, è flagellata da droga, prostituzione, abusivismo, emarginazione, inquinamento, degrado urbanistico.  Molti ritengono che questi siano problemi che dovrebbero essere risolti da chi Amministra, ma se non hanno eletto Rudolf Giuliani che senso ha questa aspettativa? Cosa ci si aspetta dal Sindaco Rosa? Che si metta in testa ad un dj set viaggiante e come novello pifferaio conduca gli extra comunitari fuori dalla città? Attenzione che sta facendo esattamente il contrario: visti facili e passaggi economici per popolarci di cinesi e indiani…. Basta che alimentino la leggenda dell’Indotto, assoluzione plenaria ai disastri delle partecipate.

Trovo abbastanza inutili anche le convocazioni in certe assemblee cittadine di chi è già intestatario formale del problema. Deputati, Assessori, Consiglieri del PD, Questore e Prefetto, se avessero potuto fare qualcosa l’avrebbero già fatta e se gli fossero utili considerazioni di chi si sveglia a metà marzo le avrebbero già chieste.

P.S.

Il pesce puzza sempre dalla testa.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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C’è Renzi per te!

renzi-amici3Una premessa. Di solito Citizen Rimini cerca di trattare temi  locali e questo per una voluta specializzazione, nonché per un’esigenza di competenza sull’argomento. Oggi però per un cittadino, di qualsiasi zona d’Italia esso sia, pare impossibile non esprimere un parere su ciò che si è appena consumato nel Governo, la cittadinanza italiana sui documenti lo esige.

Detto questo… vi siete accorti che lunedì prossimo, molto probabilmente, in Italia prenderà la Presidenza del Consiglio un candidato eletto in un Talent Show? E’ la prima volta al mondo.

Pur sottolineando che se esiste un primato a cui avremmo tranquillamente potuto rinunciare era proprio questo, bisogna ammettere che il fatto, spogliato delle sue conseguenze politiche, apre scenari di avanguardia a cui neppure Casaleggio avrebbe mai pensato.

Parliamoci chiaro. La rete pretende troppa partecipazione. Bisogna interessarsi, informarsi, prendere decisioni, chi ce lo fa fare? Considerando poi che, una volta arrivati a Roma, fanno comunque quello che vogliono…. Molto meglio un bel Talent dove i politici sono chiamati ad esibirsi in quello che poi gli verrà chiesto di fare: dire cazzate.

Dunque la Televisione, che secondo previsioni di qualche tempo fa doveva essere già morta, fa sentire il tutto il suo peso sostituendo le istituzionali urne con un Talent Show interforze. Da Mediaset alle reti di Cairo è partita una sovraesposizione senza contraddittorio per Matteo Renzi che, simbolicamente, ha esordito proprio nel programma della regina del Talent, Maria De Filippi.

La Televisione è viva ed è più potente che mai. Penso che l’abbiano capito tutti distintamente quando, proprio sul palco di Maria, non è volata nemmeno una pernacchia all’indirizzo di quel tale che, con quella faccia e quel giubbotto, più che Fonzie sembrava un Wurstel.

Da quella volta in poi la strada, lubrificata con l’assenza del contraddittorio, è stata una veloce discesa e tutti coloro che ieri criticavano la scelta di un comico come garante di un Movimento Politico, oggi si trovano ad acclamare un concorrente di quiz Presidente del Consiglio. Come dite? Era il Sindaco di Firenze? Non saprei… io sono mesi che aspetto un qualsiasi Renziano che mi dica cosa a fatto Renzi per Firenze, oltre a concederle l’onore di essere stata usata come trampolino di lancio ovviamente.

Ma questi sono solo scrupoli. Chi vi scrive pensa sia necessario arrendersi, agevolare questo passaggio ed eleggere tutto il Governo così, non solo il Presidente del Consiglio. Ve lo immaginate? Provate a pensare per esempio a Loredana Lupo nello studio di “C’è posta per te”. Si apre la busta e…. Loredana per te c’è Stefano Dambruoso!!

<<Loredana, mi spiace di non essere riuscito a camuffare bene lo sganassone, ma ora sono cambiato e, visto che dovrei diventare Ministro delle Pari Opportunità, mi dovresti perdonare>>.

 Assolto dalla TV, c’è qualcosa di più assoluto? Direi di no, anche perché allo stato dell’arte pare che solo la televisione abbia il potere di portare la gente a votare. Per quale motivo  non lasciarglielo fare dal telecomando? Fidatevi è la soluzione migliore, anche perché una volta che hai fatto provare il televoto nessuno torna più indietro. Prova ne è l’affluenza nella sede storica del PD a Milano per le Primarie Regionali. Ore 10.30 diciotto persone e il più giovane era del ’64.

Certo poi si organizzeranno e, fotocopia dopo fotocopia, si affaticheranno raggiungere un numero di votanti decente, ma perché fare tutta questa fatica? Perché fare alzare dalla poltrona un cittadino, la domenica, e chiedergli anche 2 euro per questi scarsi risultati? Molto meglio chiedere il costo maggiorato di qualche centesimo di un normale sms e fare odiens e denaro a palate il sabato sera. Comunque vada sarà un successo… per loro.

P.S.

Cittadini! Vi piace Renzi? Beh.. fatevelo piacere perchè pare proprio che ve lo meritiate.

Davide Cardone

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Sacra Rota.

ruota panoramicaAperta la stagione del Reato d’opinione, diamo la parola ad un altro fuorilegge e pubblichiamo la lettera di una persona che ha fatto del linguaggio dell’Urbe il suo lavoro: L’architetto Fausto Battistel.

La Redazione

Trovo molto strano, avere tanta attenzione per una ruota sul porto, e tanta sollecitudine, tenendo conto della drammatica situazione dell’edilizia e della città di rimini, che certo non gode di tanta considerazione e di una così veloce risposta dall’amministrazione.

Non è neanche importante definire la contraddittorietà delle leggi statale e regionale, ma l’eccessiva attenzione verso la ruota, che non porta lavoro, non è a norma con le vigenti leggi e viene difesa neanche stessimo parlando del kursaal.

Inoltre con tutti i luoghi e le attrattive turistiche, vendere la ruota come icona del turismo per la Riviera fa sospettare altro, oltre ad una visione miope, nota bene visione non vision,  dato  che il vantaggio pubblico fatico a trovarlo.

Davvero discutibile l’atteggiamento furbesco dell’amministrazione che invece di dare il buon esempio con azioni e  pratiche virtuose, si fa cogliere, con le mani nella marmellata, per qualcosa, che a mio modestissimo parere, non porta alla città alcun giovamento, oltre al caos perenne, in quell’area, desiderosa di migliorie estetiche e funzionali.

L’aspetto più triste e sconcertante è la sufficienza e supponenza mostrata di fronte alle delibere proposte ed approvate a metà Ottobre (17 ottobre 2013 n.d.r.), che darebbero la possibilità di frazionare  gli appartamenti, di grande dimensione, in centro storico, realizzare dei giardini d’inverno su terrazzi maggiori di 30 mq. fino al 20% della superficie, e permettere la riconnessione del tessuto urbano in tutte le aree semi-centrali in cui la costruzione al centro del lotto non produce qualità urbana; e dare davvero un impulso al risparmio di territorio e alla possibilità di una piccola ripresa per le pmi.

Invece l’attenzione è sempre focalizzata su piccole quisquilie. Perché per procedure e norme utili alla ripresa non c’è stata tanta attenzione e celerità d’intervento?

E poi non scherziamo perché parliamo di una ruota, quando siamo di fronte ad un disastro epocale per inquinamento, viabilità e incapacità di dare al territorio qualità e caratteristiche che ne consentano uno sviluppo futuro, sia economico che turistico.

Lo spazio per la formazione di una società civile appare sempre più stretto, se le modalità  per realizzare i progetti sul territorio diventa il permesso di costruire in sanatoria, con passaggio di delibera in consiglio comunale e modifica al Prg (vetusto). Perché invece della ruota, non ci occupiamo di cose serie?

Mi pare davvero un discorso al contrario e dunque mi chiedo, è strategia o incapacità? In entrambi i casi c’è da preoccuparsi.

Se davvero la ruota è così importante per lo sviluppo di Rimini e del turismo, perché dal porto a Riccione non ne costruiamo altre due?

Architetto Fausto Battistel

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Inaugurata la scuola di Gaiofana

Dunque è fatta. Stamattina alle 9.30 è stata inaugurata la nuova scuola di Gaiofana. Beh.. non proprio alle 9.30. I Bambini e le maestre erano li all’orario prestabilito, poco dopo è arrivata l’Assessore Nadia Rossi, alle 10.00 è arrivata il Vicesindaco Gloria Lisi e alle 10.15 e arrivata la Regin… hem.. è arrivato il Sindaco Andrea Gnassi, il perseguitato dall’economia e dalla meteorologia.

Poco male. La scuola doveva essere inaugurata a settembre, tre quarti d’ora di ritardo sono un’inezia. L’importante è che sia finalmente operativa e chi vi scrive preferirebbe il rinnovamento di tutte le scuole di Rimini alla riapertura del teatro Galli.

20131223_095104Tutto bene dunque. C’è solo una piccola ombra, la nuova struttura è attaccata al teleriscaldamento, il che, oltre ad aver prodotto una nuova determina per aumentare le spese preventivate, produrrà delle bollette fenomenali. Oppure no?

A pensarci bene questa scuola costituirà un bel banco di prova per i Teleriscaldati del condominio proprio di fronte perché: o le bollette saranno alte e sarà dimostrato che il teleriscaldamento è un mezzo antieconomico, come sostiene Carboni dell’Acer, oppure le bollette saranno normali e allora sarà la prova che Acer ha costruito (o permesso di costruire) un condominio da terzo mondo non adatto alle temperature invernali di questa latitudine.

Comunque sia, Citizen augura ai nuovi scolari di crescere nel caldo tepore della cultura.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Tutte puttane.

Prostituta e soldato2 ridTi piacerebbe mettere a battere tua madre? Lei per te lo farebbe e molti vogliono che abbia anche la possibilità di farlo.

In quest’ultimo anno nella comunità riminese sono stati lanciati a più riprese appelli per la riapertura delle Case Chiuse e una raccolta firme decisamente fallita. Lo scopo dichiarato non è quello di andare a mignotte in maniera più rilassata e, anche se a qualcuno trombare giovani rumene con la famiglia sequestrata nella scomodità di un’auto crea problemi all’erezione, il titolo di questa iniziativa sembrerebbe essere togliere le puttane dalla strada.

A parere di chi scrive i proponenti di queste soluzioni peccano di poche informazioni o perlomeno di scarsa voglia nel considerare quelle a disposizione di tutti. Stupisce poi come nell’epoca della ricerca spasmodica delle pari opportunità ci siano molte donne a tirare la fuga per questa idea. A loro do un consiglio: una bella marchetta con il peso addosso di un porco sudato, sdentato e affetto da alitosi … non penserete mica che George Cloney vada a puttane vero..?

Dopo questo invito le donne staranno pensando? Io? Mica ho bisogno di battere e anche se ne avessi bisogno non lo farei mai. Il problema in fondo è proprio questo: allontanare dagli occhi il degrado della società, anormalità a cui ci sentiamo di non appartenere e nella quale riteniamo di non poter cadere mai.

Ora però, dato che questo è un concetto troppo profondo per talune persone, passiamo alla trattazione nel merito della teoria propinata.

 Ipotesi: Aprendo le Case Chiuse si sconfigge la prostituzione per le strade.

Tesi: Mettendo le Prostitute in una situazione di legalità, con tanto di trattamento sanitario e previdenza sociale, il cliente abbandonerebbe la ricerca da marciapiede per l’ambiente più confortevole e sicuro delle Case Chiuse.

 Antitesi: Chiedo scusa, ma l’antitesi non possiamo compilarla in maniera superficiale come fatto per la tesi. Al fine di non trattare il degrado sociale come qualcosa che possiamo semplicemente nascondere bisogna partire dai fondamentali con due domande. Chi sono i clienti di una prostituta da marciapiede? Chi si prostituisce per strada?

Per la rubrica forse non tutti sanno che: le case chiuse esistono ed inoltre ci sono numerose professioniste che prestano il loro servizio nell’ambiente confortevole, discreto e protetto di un appartamento. Il cliente della prostituta da marciapiede, che sia donna, ragazzina, trans o preadolescente si arrischia per un unico motivo: il prezzo.

Dunque perché una prestazione al chiuso sia appetibile, per un cliente da strada, dovrebbe essere competitiva a livello di richiesta economica. Lo reputo inutile, ma due conti fateveli lo stesso, ecco la lista della spesa: occupazione dello spazio nella struttura al chiuso, il controllo sanitario obbligatorio, i versamenti previdenziali, il pagamento delle tasse e la giusta valutazione di una prestazione che non è propriamente come un taglio di capelli. Praticamente come competere con un cinese nella manifattura, chi non paga la mano d’opera e tasse pratica prezzi imbattibili.

Una volta superato lo scoglio del prezzo bisognerebbe convincere poi il pappone, gentiluomo per antonomasia, a non abbassare ulteriormente le sue tariffe (nulla di più facile per i motivi di cui sopra) e a convincersi che il terzo business più redditizio del mondo, dopo armi e droga, non è cosa per lui. A me le favole piacciono, ma non quando servono ad addormentare la coscienza civica.

Un’altra considerazione. Nella seria trattazione di un progetto si mettono in evidenza anche le conseguenze indesiderate del proponimento al fine di poterle prevenire, processo completamente assente nei meccanismi mentali dei benpensanti. Così al volo mi vengono in mente un paio di effetti collaterali, tipo…

Persone sulla soglia della disperazione, che normalmente non saprebbero proprio come fare a prostituirsi, avrebbero un comodo accesso a ciò che non vorresti mai per tua mamma o tua sorella. A te non succederebbe mai? Prova a pensare ad un Italia in default. L’azienda per cui lavori chiude, i soldi che hai messo da parte non valgono più nulla, come anche quelli che costituiscono le pensioni dei tuoi genitori. Probabilmente il turismo sessuale si sposterebbe dalla Thailandia all’Italia, (vuoi mettere?). A quel punto il sacrificio per dare da mangiare alle famiglie toccherebbe alle donne… hei ma che problema c’è? Ci sono le Case Chiuse!!! Naturalmente questa è un’estremizzazione, ma nella nostra società esistono molti più casi di disperazione di quanto si pensi e considerarsi immuni dai colpi di mano del destino è piuttosto stupido.

Un consiglio. Chiudete la pagina Facebook, alzate il culo dal divano e andate a parlare con i rappresentanti della legge. Scoprirete un dato singolare. La prostituzione in un Paese cresce in maniera direttamente proporzionale all’aumento della povertà.

Per quanto mi riguarda la soluzione al problema della prostituzione passa per la riconquista della legalità come valore civile, non certo dal girare la testa per non vedere. Volete veramente sconfiggere la prostituzione, formate dei comitati e andatevi a mettere numerosi vicino le prostitute a fare un bell’applauso con tanto di fotografia a chi le carica in macchina. Tempo un mese avrete risolto il problema o perlomeno il business sarà spostato in una zona più tollerante. Certo, ci vogliono le palle per farlo, i Riminesi le hanno?

P.S.

Alle donne che propongono le case chiuse come soluzione. Abbiate rispetto per voi stesse, il fatto che non siate voi la merce in vendita non vuol dire che non siete coinvolte, ma ne riparliamo il giorno in cui vi servirà del credito e, non avendo i parametri adeguati, vi sentirete rispondere :” Signora.. ci sono sempre le case chiuse.”

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Rilanciare la Cultura del Mare a Rimini

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Riceviamo e Pubblichiamo.

Venerdì 8 novembre, alle ore 21,00, presso la sala Marvelli della Provincia di Rimini, in via D. Campana 64, si svolgerà un incontro per discutere insieme di Cultura del Mare, a Rimini. La cultura legata alla marineria (navigazione e pesca, principalmente) ma anche alle caratteristiche biologiche e naturali del nostro mare.

 Più volte abbiamo sentito dire che Rimini è una città sul mare, ma non una città di mare. Come se Rimini non avesse una cultura marinara, o se la fosse semplicemente dimenticata. La storia marinara di Rimini esiste eccome, ma questo, oggi, è decisamente poco percepito. Difficilmente a Rimini si parla di mare, al di fuori del contesto balneare, che ha la sua fondamentale importanza, e che può essere, non certo sostituito, ma sicuramente affiancato da offerte che integrano e che aggiungono opportunità e percorsi culturali e turistici diversi.

Il turismo balneare è il pilastro su cui si basa l’economia turistica a Rimini; un modello che va forse rivisto e rimodernato, ma anche e soprattutto integrato con altre offerte. Il turismo culturale è un settore che diventa sempre più forte e affermato e che Rimini ha “inseguito” solo sporadicamente, e che potrebbe, si torna a ribadire, non sostituire, ma di certo affiancare la nostra offerta turistica più tradizionale che è quella balneare. (Ad esempio, secondo un rapporto dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo – in Italia, sul totale degli arrivi, quelli per turismo culturale rappresentano: l’80% dei turisti da USA, Spagna e Portogallo; l’85% dei giapponesi; il 52% degli svizzeri e dei francesi; il 60% dei turisti dei Paesi Bassi; il 40% dei belgi e lussemburghesi; il 60% degli scandinavi; il 70% degli indiani.)

logoSarà l’occasione anche per presentare il progetto Rimini Soul Mare, il quale ha due obiettivi. Il primo è individuare i punti, i luoghi, le storie, già presenti nella nostra città, di un ideale percorso che ha come oggetto la cultura del mare, e come risultato l’ideazione dei percorsi didattici, educativi, turistici che consentano di andare alla scoperta dell’anima marinara di Rimini.

Il secondo obiettivo è quello di formulare ulteriori proposte (eventi, idee, progetti e laboratori) che vadano a integrare e ad accrescere l’offerta di contenuti, sempre con il mare come protagonista.

Fra le proposte comprese nel “contenitore” del progetto: l’organizzazione di un Festival del Mare, la proposta di percorsi didattici e laboratori per i bambini e le scuole, la definizione di percorsi turistici legati alla storia marinara di Rimini, la valorizzazione e la riscoperta dei luoghi storici della marineria, la proposta di istituzione di un’area marina protetta nelle nostre acque, e altro ancora…

Lo scopo della serata di venerdì è quello di condividere con la città queste proposte, ma anche e soprattutto di aprire una discussione, raccogliere pareri, suggerimenti e ulteriori proposte, e perché no, realizzare anche sinergie e collaborazioni utili a raggiungere gli obiettivi che il progetto si pone.

Marco Affronte per Rimini Soul Mare

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Retrofit

autobus-elettricoCiao essere umano. Sei un po’ stressato? Ti capisco e ti posso spiegare il perché. Il tuo cervello è uguale a quello che avevano i tuoi antenati nella Preistoria, ma l’evoluzione tecnologica non ne tiene conto. Una volta ti davano il tempo di abituarti. 400 mila anni fa hai scoperto il fuoco e ne hai potuti  aspettare altri  370 mila prima di dedicarti alla rivoluzione successiva, la ruota. Nell’ultimo secolo le cose sono andate diversamente. Un momento prima eri contento di aver ricevuto un singolo impulso su di un telegrafo e subito dopo strisciando un dito sul vetro ti possono vedere dall’altra parte dell’oceano…. ma il cervello è sempre quello della ruota, come ci si abitua?

Questo dramma si ripete anche in piccolo nella  vita degli amministratori pubblici. Hanno un’idea (ai tempi in cui Gigi e Andrea giravano “Rimini Rimini“) e solo 25 anni dopo diventa obsoleta, tipo il TRC. Come si affronta questa cosa?

Accorgendosene le cose da fare sono solo due: o ci si tira indietro o si va avanti come se nulla fosse. Se si decide per la seconda via bisogna essere così bravi, a raccontarla, da convincere anche se stessi. Certo a volte nell’impeto si passa un po’ il segno, ce ne accorgiamo quando politici, che da ragazzi avevano in cameretta  il poster di Martinazzoli al posto di quello di David Bowie, si mettono a parlare come fossero posseduti dallo spirito di Gianfranco Miglio (l’ideologo della Lega n.d.r.)

zerbi“[…] i soldi che il Comune mette sono 20 milioni, ed ottiene in cambio 100 milioni. L’obbiezione di Tambug (il Consigliere Comunale Tamburini n.d.r.) non regge: quei soldi, pur provenendo ahinoi sempre dalle tasse, NON provengono da quelle dei Riminesi, ma dalla cosiddetta fiscalità generale, e comunque se non fossero venuti qui, sarebbero andati altrove, e non sarebbero mai tornati nelle nostre tasche.

[ Firmato Samuele Zerbini]

Se qualcuno si stesse chiedendo dove è finito il senso democristiano della misura beh… pare sia tutto nella parola “ahinoi“. Per il resto abbiamo imparato che i Riminesi non contribuiscono alla “cosiddetta fiscalità generale” e che il Consigliere ha un concetto di tasca molto vago, infatti confonde quelle di progettisti e consulenti con le nostre.

Ora che abbiamo capito cosa stressa il cervello dell’Homo Sapiens Administrator e quali strategie mette in atto per difendere quella che pensa (o spera) sia la realtà possiamo  dedicarci un po’ a capire come nel frattempo  sia andato avanti il futuro. Mentre da noi c’è chi difende e chi combatte un torpedone da 100 milioni di Euro in altre parti del mondo si stanno sperimentando soluzioni tecnologicamente avanzate rispetto a mobilità, energia ed eco sostenibilità. La cosa singolare è che lo stanno facendo proprio con il Know How italiano che, non di rado, ha una cadenza emiliano romagnola.

smartcity-malaga2A Playa de la Misericordia (Malaga – Spagna) si sta costruendo un intero quartiere sperimentale con una gestione ottimizzata della rete elettrica, integrata con il sistema informativo. Il Progetto si chiama Smart City ed è costituito da una griglia che gestisce, evitando sprechi, energia, illuminazione ed informazioni. Nulla è isolato nella “griglia intelligente” neanche le piazzole di ricarica veicoli elettrici che, ovviamente, sono mobilità privilegiata nel progetto. Aziende fondamentali nella realizzazione di questo avveniristico quartiere sono Enel e UNPI un’azienda di Cattolica (RN).

03Questo tipo di progetto sarebbe stato già un buon motivo per desiderare altra destinazione per i mutui del Paladebit, ma visto che abbiamo aperto parlando di mobilità è giusto considerare anche un esempio in quel senso. Ci dicono e sicuramente sarà vero che i soldi deliberati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per la mobilità possono essere deviati solo verso la mobilità. Non siamo sicuri se sostituire il ponte di via Coletti, pericolante da almeno 30 anni, si possa considerare mobilità, ma il Retrofit  sicuramente lo è.

820752_10200302836283972_943270945_oIl Deputato Mara Mucci, eletta emiliano-romagnola del Movimento 5 Stelle, sta portando avanti un’idea molto interessante e l’occasione per renderla operativa è nata nella Commissione Congiunta Attività Produttive e Trasporti, in cui si è trattato il caso della vertenza Irisbus.

Una nota a margine per capire meglio: Iribus è il produttore del Civis, la gamma di autobus e filobus a guida ottica, causa di un bel guaio dai risvolti legali per la Giunta Bolognese di Guazzaloca. Un trasporto su gomma da 140 milioni di euro che avrebbe dovuto collegare il centro a San Lazzaro di Savena… vi ricorda niente?

Comunque in commissione congiunta si tratta la cassa integrazione in deroga per  circa 150 operai, che da ieri sono in assemblea permanente, ed è stata votata una risoluzione secondo cui il provvedimento sarà possibile solo tramite un piano di rilancio che reintegri i lavoratori e che, se possibile, contempli un’operazione di Retrofit della flotta, ossia la conversione di veicoli da trazione endotermica a trazione elettrica.

Fantascienza? No. Attualmente in Germania e in Spagna il retrofit è legale anche per i veicoli privati e costa circa 2.500 €. Certo i costi per un autobus sono maggiori, ma si calcola dopo che la “cura” il mezzo pubblico risparmia il 75% di carburante, il 90% di inquinamento e il 50% di manutenzione … ci pare sostenibile. E’ vero che servirebbe una rete di servizio per la ricarica rapida di questi mezzi, è vero anche che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma a volte, per attraversare il mare bastano 100 milioni di Euro.

20130721_223228Di esempi se ne potrebbero fare molti altri e molte altre sono le alternative verso le quali Rimini avrebbe potuto indirizzare le sue spese, ma finché per l’Homo Sapiens Administrator “ecologico” vorrà dire inchiodare due assi di legno a cornice di una ruota panoramica che consuma 8.000 € di elettricità al mese, per magari parcheggiarci sotto delle Ferrari bhe…. Dovremo ancora aspettare parecchio il successivo salto evolutivo.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Meditatevi – La Pratica

ponteE’ arrivato il momento, per chi ha seguito il percorso suggerito da DaGuru, di provare a meditare e vedere se questa può essere un’abitudine da inserire nella propria quotidianità. La meditazione non è pratica per tutti, ma non perché sia riservata ad un’élite o perché sia riservata ad intelligenze particolari, ma per affrontarla con successo è necessario abbandonare la parte di noi stessi che non ci appartiene. 

La Redazione

Eccoci giunti alla pratica vera e propria. E’ solo il primo passo di un cammino lunghissimo, ma già qui si capisce se questa disciplina è nelle nostre corde. [Sei Rilassato, Quieto e Vigile?].

Coltivando l’attenzione rivolta al respiro impareremo un modo diverso di usare la mente.

Rilassato..
Quieto..
Vigile..


[Sia in Tibetano che in Sanscrito la parola “attenzione” significa ricordare. Dunque nella meditazione l’attenzione è richiamare un oggetto alla mente in un flusso ininterrotto.]

Poniamo la nostra attenzione sul respiro. Siate testimoni dell’aria che entra e che esce senza fare considerazioni di alcun tipo. Mantenete il senso di rilassatezza e concentratevi sulla sensazione tattile appena sopra il labbro superiore.

[A causa dell’abitudine i pensieri non potranno fare a meno di intrufolarsi in quello che state facendo. Osservate il pensiero emergere, passarvi davanti e scomparire. Non identificatevi con il pensiero. Siate testimoni del suo passaggio e lasciate che se ne vada con l’espirazione. ]

Di tanto in tanto usate l’introspezione. Non nel senso di  pensare a voi stessi. Fate un  controllo qualità di quello che state facendo. Siete ancora rilassati? [Il vostro viso lo è?] Siete ancora concentrati sul respiro? [O state correndo dietro un suono o un pensiero?]. Diventando bravi riuscirete a suddividere l’attenzione tra il respiro e il controllo qualità.

Sono passati 24 minuti? [Gatika]

Se applicate l’attenzione nel modo corretto, giorno dopo giorno,  potrete notare che l’attenzione si fa più vivida durante la meditazione, ma non solo…

Questo è solo il primo passo, ma già così possiamo aspirare a prenderci una vacanza dal nostro pensiero compulsivo, cosa che migliora  la salute, tonifica il sistema nervoso e dona equilibrio all’umore. Non male Eh!

Intanto allenatevi con questo nuovo modo di usare la Consapevolezza, nel prossimo post faremo un ulteriore passo. [Nel frattempo se volete rendermi partecipe delle vostre esperienze sono qui.]

DaGuru

[@D4Guru]

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Primi passi nella meditazione.

14-fiammetta-cicogna_941-705_resizeEcco un altro lunedì ed ecco un’altro numero della rubrica “Meditatevi”. Lunedì scorso abbiamo saltato perchè pare che DaGuru fosse assorto in un così profondo stato di meditazione da essere convinto fosse ancora sabato. Ora le cose si fanno interessanti e si addentrano in quella che è una vera e propria tecnica meditativa. La raccomandazione è sempre la stessa: nel caso sia la prima volta che leggere la rubrica usate il motore di ricerca interno e ricercate il tag “meditatevi“; è importante leggere anche i post precedenti per percorrere il giusto cammino. OHMMMMMMMMMM

La Redazione

Hai trovato un posto in cui stare tranquillo per 24 minuti? Bene, allora cominciamo a capire come funziona ‘sta cosa della Meditazione.

{Sedetevi.}

La prima cosa che dobbiamo sapere è che il corpo può esprimere delle qualità mentali. Quelle che interessano a noi in questo frangente sono: Rilassamento, Quiete e Vigilanza.

Rilassamento:

Una volta che ti sei seduto a gambe incrociate rilassa le spalle. Non preoccuparti delle braccia a loro ci pensa la forza di gravità. La spina dorsale deve essere dritta, ma non rigida.

Fatto?

Ora rivolgi la tua consapevolezza al viso. Per ora tieni gli occhi socchiusi. Sciogli tutte le tensioni dei muscoli facciali. Non stringere la mascella, allenta le tensioni oculari. Il tuo viso deve essere come quello di un bambino addormentato.

Completa questo primo passo verso il rilassamento con tre profondi respiri dal naso. Lenti. Senza forzare.

{Sei come un vaso d’acqua. Senti l’addome riempirsi ed espandersi lentamente. L’acqua sale, si riempe anche il diaframma e per ultima la parte superiore dei polmoni}

Fai questo tre volte mantenendo la consapevolezza sulle sensazioni che da l’aria ad ogni passaggio delle narici. Cosa senti appena sopra il labbro superiore?

Quiete:

Immaginatevi come una montagna, questo vi aiuterà a far emergere la qualità della Quiete.

E’ importante che il corpo sia più fermo possibile. Grazie alla Quiete l’attenzione rimane focalizzata senza interruzioni.

Vigilanza:

Stai seduto con attenzione. Solleva leggermente lo sterno, mantenendo il ventre morbido e rilassato. Non chinatevi, ne inclinatevi. Questo tipo di postura stimola la qualità della Vigilanza nella vostra mente.

OK.

Nel prossimo Post proveremo una vera meditazione che ci introdurrà al concetto di attenzione non compulsiva.

DaGuru

[@D4Guru]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Meditatevi – attrezzatura per meditare.

meditazione 2La meditazione può avere un reale effetto sulla nostra vita? Lo sapremo presto. Intanto ecco cosa vi serve per meditare. Come al solito ci raccomandiamo di leggere in fila i precedenti post della seria.

La Redazione

 

 

Attrezzatura per Meditare.

Il titolo naturalmente è una provocazione. Per meditare non ti serve niente [Niente arriverà da solo].
Certo che però degli accorgimenti bisogna prenderli. Probabilmente  profondi conoscitori della Meditazione riescono a meditare ovunque [anche nel mezzo di un supermercato.]

Noi no. Noi siamo principianti. Quello che ci serve è un posto. Che posto? [Bella domanda..] diciamo che per iniziare ci serve un posto in cui possiamo non essere disturbati per 24 minuti. Perché 24? [Ma quante domande fai?]. Te lo spiego alla fine.

Quando abitavo vicino al mare andavo sugli scogli. [E’ incredibile quante cose possono rompere le balle sugli scogli.]. In ogni caso all’inizio sarete estremamente sensibili al disturbo ed ogni cosa vi dirà che quello che state facendo è innaturale. [Ma perché devo stare qui a fare la  statuina?]. Per capirci meglio  mare in tempesta che una zanzara.

Quando avrete trovato il posto giusto procuratevi un cuscino se la posizione che volete provare è quella con le gambe incrociate, ma, se avete problemi alla schiena, si può meditare anche da sdraiati.

Riassumendo la nostra attrezzatura sarà:

  1. un posto tranquillo.
  2. un cuscino.
  3. della buona volontà.
  4. Ah! E un qualcosa che conti i 24 minuti per voi!
Già ti devo svelare questo mistero. I 24 minuti {ghatika} sono il tempo a cui  sono giunti yogi cinesi e indiani, indipendentemente gli uni dagli altri. Per i cinesi è il tempo necessario per far si che le energie vitali {Qi} compiano un ciclo completo. Gli indiani invece lo considerano il tempo ideale per un principiante della Meditazione.
Nel prossimo post cominciamo sul serio e vi spiegherò come essere Rilassati, Quieti e Vigili. Insomma il primo passo della Meditazione. [Se ti va eh!]
DaGuru
[@D4Guru]
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La differenziata dei bambini.

ruota degli espostiC’era una volta un sistema facile e comodo per abbandonare un infante ed eventualmente recuperarlo in un secondo momento. Si chiamava “Ruota degli Esposti“, veniva posizionata fuori da ospedali e chiese. Il funzionamento era semplice: si inseriva il trovatello in una specie di cassetto girevole che collegava la strada all’istituto in cui lo si voleva abbandonare.

Vi state chiedendo di quanto tempo fa è questa usanza? Le origini sono medioevali, pare 1100  e intorno alla metà del 1800 una città come Milano riempiva le “ruote” con più di 4000 trovatelli all’anno. L’abolizione completa la si ebbe solo nel 1923 con una legge emanata dal primo governo Mussolini.

ruota esposti1923… una data non così distante dalla nostra attualità vero? In realtà questa usanza è molto più vicina a noi di quanto sembri perché la Ruota degli Esposti esiste ancora oggi. Certo non si chiama più così, la versione odierna è la “Culla Termica” ed è migliorata nel confort, ma il senso è sempre quello: un modo comodo e discreto per abbandonare un bambino.

Ve ne parlo sulle pagine di Citizen perché la cosa da ieri riguarda anche Rimini. Dopo Roma, Milano, Firenze ossia luoghi dove il problema dell’abbandono esiste veramente, in una delle nostre Commissioni Consiliari, PD e PDL hanno esercitato le larghe (e cattoliche) intese per proporre una Culla Termica anche per Rimini.

9403_-_Venezia_-_Calle_della_Pietà_-_Lapide_della_ex_ruota_degli_esposti_-1548-_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_12-Aug-2007La motivazione non è l’abbandono in se stesso, anche perché fortunatamente il nostro territorio non è soggetto per il momento a questo tipo di fenomeno. L’ultimo fatto a memoria d’uomo, notoriamente colpita solo da fenomeni eclatanti, è il caso di Benedetta la neonata abbandonata nell’ottobre del 2009 su di  un marciapiede a Sant’Arcangelo, bambina che tutta la città voleva adottare.

La necessità della Ruota degli Esposti Ottimizzata è, secondo il relatore Samuele Zerbini, il migliaio di aborti annuali nella Provincia Riminese, come dire… se ti dò l’opportunità di abbandonare tuo figlio in un discreto rifugio riscaldato puoi portare avanti per nove mesi la gravidanza indesiderata invece che interromperla immediatamente.

cabinaLa proposta è agghiacciante certo, ma chi sono io per giudicare la creatività di PD e PDL quando lavorano all’unisono? Chi vi scrive dunque rilancia con una sua proposta. Visto che abbandonare un neonato è così facile e confortevole… perché non fare altrettanto con l’adozione? Basta fare una cabina double face: da una parte chi abbandona e dall’altra chi adotta. Tutti sanno che per una differenziata efficiente non ci vuole solo la raccolta, ma anche lo smaltimento.

Ho anche un’altra idea,  si chiama “Cabina dei Suicidi” , ma questa è da proporre in una Commissione dall’odore meno cattolico praticante. La Cabina dei Suicidi potrebbe essere fornita di un comodo scrittoio per lasciare le ultime parole ai propri cari e potrebbe provvedere automaticamente a differenziare il defunto verso l’obitorio, dopo aver lanciato una tweet con foto ai parenti per il riconoscimento on line.

P.S.

Il costo della Cabina dell’Abbandono dovrebbe aggirarsi intorno ai 20.000 €… chissà se diventerà un business… “partecipato“.

Davide Agghiacciato Cardone

[@DadoCardone]

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Sulla Meditazione.

medPuntuale come ogni lunedì ecco “Meditatevi” la rubrica di DaGuru. Oggi il nostro “guru” personale ci introdurrà alla meditazione: vi siete mai chiesti cos’è e quali effettivi vantaggi possa portare alla nostra vita di tutti i giorni? Bene leggetelo per una breve introduzione prima dei post in cui si scenderà più nel dettaglio. Come al solito ci raccomandiamo di non leggere questo post senza aver letto i precedenti (che trovate nella ricerca sotto il tag: meditatevi), poiché si tratta in un unico grande discorso.

La Redazione

 

Ti sei mai chiesto perché con le pene degli altri siamo degli esperti, mentre con le nostre ci capiamo così poco? [Fallo adesso].

Ti piacerebbe comprendere i lutti degli altri, ma essere anche un esperto della Tua vita? [Un bel vantaggio..]

Bisognerebbe che le tue pene non ti toccassero sul personale [ti pare possibile?] e che tu potessi guardare quello che ti succede da fuori, come in un film o meglio… come se tu fossi il regista del tuo film. [finirebbe sempre bene!]

Difficile dici? Certo che lo è. [Difficilissimo.]. Questa era la notizia cattiva… quella buona è che esiste un mezzo per farlo, si chiama:Meditazione.

Sicuramente, ammesso che tu non la pratichi già, ne hai già sentito parlare [magari hai fatto anche qualche tentativo]. Ci sono molti modi per chiamarla e per praticarla. Se sei fortunato potresti anche trovarti in una palestra in mezzo ad un gruppo di donne di mezza età che urlano come degli ossessi e agitano gli arti. [Ognuno ha la sua via.].

Ogni metodo sviluppa un aspetto particolare della Meditazione, ma tutti partono da una base comune. La Meditazione è la ricerca della consapevolezza. [ Tranquillo.. non è che poi ti illumini, ti vesti da fricchettone e rispondi in modo vago ad ogni domanda che ti fanno.].

La disciplina della Meditazione è una ginnastica che allena il cervello all’attenzione [non quella compulsiva] e ti rende consapevole di quello che succede dentro e fuori di te. [Ohmmmmmmmmmm].

Puoi anche non credermi e non posso certo chiederti di provare una volta [non otterresti nulla], ma la consapevolezza ti cambia la vita e ti strappa al dominio compulsivo dei sentimenti [e delle Sub-personalità]. Ti faccio però un esempio. Aspetta qualcosa che ti fa  incazzare [non incazzarti solo per fare una prova mi raccomando]. Mentre si svolge il tutto soffermati seriamente sulla tua “forma” da incazzato:

  • Come respiri?
  • Come tieni le mani?
  • Come tieni le spalle?
  • Guarda allo specchio l’espressione del tuo viso.
Poi cambia tutto ciò che hai constatato:
  • Respira profondamente.
  • Apri le mani.
  • Lascia cadere le spalle.
  • Cambia l’espressione che vedi allo specchio [magari sorridi].
Se ci sei riuscito ti sei appena estraniato dal tuo sentimento e la rabbia si è dissolta. Sarai d’accordo che far “evaporare” ogni sentimento negativo della tua vita nel momento in cui nasce sarebbe una bella liberazione.
Nei prossimi post scenderò nei particolari della pratica meditativa [almeno di quella che conosco.]
DaGuru
[@D4Guru]
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Il Tempo.

Time-Management11Hei ragazzi… mica vi sarete dimenticati che oggi è lunedì vero!? Ecco come di consueto la rubrica Meditatevi. Oggi DaGuru ci dirà cosa pensa del tempo, un post bellissimo e il momento giusto per leggerlo è…. adesso!

La Redazione

 

 

Il Tempo.

Cos’è il tempo?

Un concetto? Una serie di convenzioni?

Qualsiasi cosa sia il tempo è comunemente diviso in Passato,Presente e Futuro. Però l’unica cosa che esiste veramente è ilPresente [Puoi dire il contrario?].

No. Non è un’affermazione fatalistica, ne una pretesa illuminazione. E’ proprio così anche convenzionalmente: il Passato è stato, il Futuro sarà.. solo il presente E’.

Ora proviamo a cambiare leggermente punto di vista [bel gioco..]. Il passato sono Ricordi, il futuro sono Progetti e il presente è….Adesso [la Vita]. Tu dove vivi? In un tempo che è stato, in un tempo che sarà [o potrebbe essere] o adesso?

Potrebbe sembrare una posizione puramente dialettica, ma, nella logica della Consapevolezza, bisogna fare attenzione al tempo verso il quale si decide di indirizzare le proprie energie. [Ci sono dei pericoli].

Passato.

Il Passato è quello che è successo fino a… {adesso!}

Ciò che abbiamo vissuto fino ad ora è l’esperienza e non intendo certo affermare che l’esperienza non sia importante, anzi… l’esperienza è così importante che è assolutamente inutile richiamarla alla memoria. Se una lezione l’abbiamo veramente compresa essa fa parte di noi. [So che una pentola sul fuoco scotta senza richiamare alla memoria tutte le volte che mi sono scottato.] Se, al contrario, non ho imparato dalla mia esperienza continuerò a sbagliare [o a fregarmene di fare lo stesso errore].

Attenzione poi perché il Passato è uno dei luoghi preferiti delle Sub-personalità che lo usano in due modi:

  1. Cambiano il passato: avete mai fatto caso che quando un uomo e una donna litigano ricordano cose diametralmente opposte o addirittura uno dei due ricorda cose che per l’altro non sono mai avvenute?
  2. Il meccanismo più subdolo però è quello di cambiare i nostri ricordi sapendo di farlo. Nei nostri personalissimi film i finali sono sempre quelli giusti. Non ci siamo lasciati scappare le occasioni e abbiamo preso a calci nel culo un sacco di cattivi.
In che modo cambiare il passato cambia anche il nostro presente? [Mica abbiamo fatto un viaggio nel tempo!]. Il pericolo si annida costantemente nella nostra psiche. Cambiando, consapevolmente o meno, il nostro passato ci assolviamo dai nostri fallimenti e non impariamo nessuna lezione, senza contare poi che tutte le nostre zavorre rimangono li dove sono. [Wow.. questo si che è brutto].
Come difendersi? La strada suprema è la Meditazione, ma se non ti sei mai avvicinato a questa pratica il modo più immediato di fare i conti con il passato è fermare certi pensieri.[ Lo so.. non è facile]. Ogni volta che  cominciare un ricordo con un “SE”.. bhe.. terminate immediatamente e fate in modo che diventi un abitudine. Sarà molto salutare.
Futuro.
Il modo in cui ci relazioniamo con il futuro a sua volta non è privo di complicazioni. Ci sono modi utili e modi inutili di considerare ciò che deve ancora accadere.
Hai un piano per il futuro? E’ un piano che ha a che fare con chi sei veramente? Pensaci [fallo adesso], ma pensaci bene perché è l’unico modo in cui si potrà realizzare.
Anche nel modo in cui consideriamo il futuro si nascondono i tranelli delle Sub-personalità. Come te ne accorgi? Ogni qualvolta cominci a fantasticare di imprese che non hanno niente a che fare con chi sei  veramente suona pure l’allarme. Desiderare per il nostro futuro qualcosa di grandioso è lecito, ma siamo in grado di immaginare realisticamente tutti i passaggi intermedi che ci porteranno a ciò che abbiamo progettato?
Presente.
Come si vive il presente?
  • Prenditi la responsabilità della tua vita.
  • Decidi consapevolmente.
  • Agisci senza aspettative.
  • Accetta il risultato con serenità.
Se sei in grado di fare questo per il tuo presente le cose verranno a te, ma non per quella cagata della legge d’attrazione. No. Semplicemente perché con questa “disciplina” si sconfigge la Paura e si è pronti a identificare e cogliere le occasioni giuste per noi.
Chi non ha paura può permettersi di fallire innumerevoli volte prima di cogliere il successo.
DaGuru
[@D4Guru]
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Cheese! – I casi della vita.

Obama-a-scuola_main_image_objectSe c’è una cosa che non si può imputare al Primo Cittadino di Rimini è la ritrosia nel farsi fotografare. Aiutato da una naturale fotogenia, sembra preferire affidare le sue risposte politiche più alle foto che hai comunicati stampa, anche perché (gusto personale di chi scrive) i comunicati sono decisamente poco incisivi nello stile e nell’efficacia.

Di recente il Movimento 5 Stelle di Rimini ha arrecato un grave “danno” di immagine all’Assessore Gloria Lisi e, di conseguenza, al suo Sindaco, andando impunemente a verificare le condizioni delle scuole. La necessità era sorta come proseguo di un’attività di controllo che aveva visto alcune scuole materne molto colpite dall’evento meteorologico di Giugno. Alcune strutture sono state trovate in preoccupante ritardo rispetto alla prevista data di apertura dell’anno scolastico.

Dunque con un’operazione in grande stile, che ricorda molto il vizio di Obama dell’incursione scolastica, oggi l’ufficio stampa di Andrea Gnassi ha diffuso delle sue amabili foto circondato da infanti nell’inaugurazione di un felice anno scolastico.

Vi dico subito che queste sono le mie preferite dell’intera produzione. Mi piacciono ancora di più di quelle dove imponeva una mano su una cabina W.C. abbattuta in spiaggia con la didascalia che recitava : da qui parte la ricostruzione di Rimini Nord (non so ancora se l’ho sognata o se l’ho vista veramente). Questa produzione è migliore perché risulta molto più sciolto in mezzo ai bambini sui banchi delle elementari. Per essere chiari NON sto insinuando che lui e la Lisi sono più adatti banchi delle elementari che a quelli del Consiglio Comunale. Lo specifico perché a Rimini è un attimo essere fraintesi.

Atto di propaganda riuscito come quelli del collega oltreoceano? (Alla parola collega è concesso ridere). Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che le accuse di strumentalizzazione di Gloria Lisi, all’indomani del comunicato stampa del Movimento, appaiono ridicole oggi perché queste foto: o contengono una svista epica o la mossa di un genio del male, volete sapere qual’è? Bene… tenetevi la pancia.

Uno dei bambini ritratto nelle foto dell’abile propaganda dell’Obama de Noialtri è nientepopodimeno che… Il figlio del Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Gianluca Tamburini, lo stesso che ha “ispezionato” le scuole e, probabilmente, lo stesso che in questo momento starà controllando se la liberatoria per la privacy, genericamente firmata al dirigente scolastico per foto di feste e affini, vale anche per la propaganda di un sindaco in recupero di immagine.

P.S.

Voci di corridoio ci informano che l’Assessore Lisi sapeva bene che il figlio di Tamburini andava in quella scuola perché, in altra occasione, si erano incontrati proprio in quella scuola. Per l’occasione se ne sarà dimenticata?

Davide (se me lo raccontavano non ci credevo) Cardone

[@DadoCardone]

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Meditatevi – Etichette

uomo-in-scatolaNuova puntata della Rubrica Meditatevi. Oggi DaGuru ci farà conoscere quello che pensa a proposito delle etichette e di quanto sono limitanti per la nostra conoscenza. L’unica avvertenza è di non leggere il post di oggi senza aver letto i precedenti. Buona lettura.

La Redazione

 

 

Etichette.

Hai mai riflettuto sul fatto che le cose che non conosci sono le uniche che dovrebbero interessarti? [Fallo adesso].

Esiste però un meccanismo subdolo che inibisce la conoscenza del nuovo, ce lo fa etichettare e considerare malevolo per la nostra vita: si chiama Giudizio.

Quante volte l’abbiamo fatto senza accorgercene?


“Lui ha l’amante.. è sicuro!”
“Per avere successo l’ha data..”
“Non parla con nessuno, deve avere qualcosa da nascondere..”
“E’ Finocchio..”
“Negro..”
“E’ venuto a rubarci il lavoro..”
“Violentata? Bhe.. era vestita come una zoccola…”


E’ facile pensare che in tutto questo non ci sia nulla di male. [Non le penso veramente quelle cose, ma almeno mi sono sfogato]. Voglio però farti notare un pericolo.

Al tuo vero IO [alla tua essenza] non interessano questo tipo di cose. Il Giudizio viene espresso dalle tue Sub-personalità [L’Io non parla, l’Io fa.]. E’ probabile che la maggior parte dei pregiudizi risolti della tua esistenza lo siano stati perché non li hai ascoltati.

Ma che vantaggio ottengono le Sub-personalità dal Giudizio? E’ sempre la Paura che ti fa abbandonare il timone a favore delle Sub-personalità. Loro [le Vocine] sembra che sappiano sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ti accorgi di quanto velocemente mettano un etichetta a tutto ciò di cui non hai vera esperienza?

Il Giudizio limita l’azione del tuo vero IO.

Attenzione perché questo non è un meccanismo arcano di cui pochi eletti sono a conoscenza. Al contrario. Mettendo a tacere la tua consapevolezza ti trasformano in pecora tra le pecore [pronta per essere tosata].

Pensaci seriamente. I Giornali, le Trasmissioni Televisive, le Soap, la Politica… tutto incentrato sul pettegolezzo. Tutto studiato per eleggerti Giudice nel niente. Tu giudichi, pensi di aver esaurito così il tuo compito e  non fai nulla di reale per migliorare la tua situazione.

Chi conosce questo meccanismo [non pochi] fa quello che vuole delle tue tasche e della tua coscienza.

Nutri e cresci il tuo IO… non giudicare.

DaGuru

[@D4Guru]

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Un Venerdì 13 che se lo ricorderanno anche i delfini.

alfaGiovedì sera, come molti sapranno, è cominciata l’operazione di sequestro dei delfini del Delfinario di Rimini che si è conclusa nella serata di  Venerdì 13, poi dicono che non è vero che… L’accusa è di maltrattamento a causa di alcune dosi di ormoni somministrate per evitare l’accoppiamento dei delfini (la pillola) e di inadeguatezza della struttura.

Eliminiamo subito la domanda che, nell’affetto che tutti proviamo per l’amato cetaceo, potrebbe portarci fuori strada nella considerazione di ciò che è veramente successo. E’ giusto che i delfini stiano in un delfinario?
Non ci interessa. Nel senso… umanamente è chiaro che ognuno di noi, a seconda delle informazioni e della cultura che possiede sui delfini, avrà una propria idea in merito; giusto e non giusto sono considerazioni che lasciamo confliggere nelle discussioni degli animalisti, con la loro appassionata lotta, con Monica Fornari, che quei delfini li considera la sua famiglia allargata.

Questo, ovviamente, non riguarda la legge che, quando ravvisa reato agisce secondo dettami di pragmaticità operativa. Noi di Citizen non contestiamo nulla, ma ci chiediamo ed è questa la vera domanda: c’era bisogno del sequestro lampo? I Delfini, visto che si parlava della loro salute, non meritavano una programmazione di tempi diversa prima di essere allontanati dalla loro, ci dicono inadeguata, casa?

Questo è un dubbio, ma non è il solo. Tutto nasce dall’inadeguatezza della struttura a cui però, a quanto pare, non è stato permesso di adeguarsi. Stampa e televisione paiono aver chiara la colpevolezza dei gestori, ma noi abbiamo sentito la necessità di riportare anche la voce di Monica Fornari in modo che, perlomeno i nostri lettori, conoscano entrambe le campane.

Racconta un po’ Monica…

” Noi siamo nati negli anni ’60 come attività, quando non esisteva una normativa e quando i delfini ce li portavano perchè se no i pescherecci li ammazzavano. Siamo nati come S.o.S. cetacei, anche se la gente a volte non vuole sentirlo dire, ma per noi è nata così questa storia.
Negli anni ’90 ,quando la ricerca era assolutamente non concepita, abbiamo abbiamo iniziato a costruire un’intensa attività, al punto da produrre eccellenza nel sostentamento dei delfini. Le nostre scoperte le abbiamo sempre diffuse gratuitamente senza chiedere una lira e le nostre ricerche le abbiamo pagate di tasca nostra. Ad esempio il nostro metodo per ottenere il DNA dei delfini senza incisioni lo abbiamo regalato al mondo. Abbiamo collaborato con 13 università, con la CNR e, questa piccola e brutta struttura degli anni ’60, è considerata un’eccellenza europera per la riproduzione e per il benessere animale in quanto la loro longevità lo testimonia. I delfini vivono circa 28 anni, Speedy è morto a 56 anni… Alfa ha 46 anni ed è ancora viva e vegeta.. speriamo che non l’ammazzino adesso.”

Quando è nato il problema della vasca?

“Negli anni ’90, 93 o 94, sarò più precisa quando ti invierò il documento, parte la mia esigenza, ripeto mia perchè la legge sarebbe uscita solo 8 anni dopo, di chiedere al Comune una vasca di separazione, perchè noi capivamo benissimo che se un delfino stava male era necessario separarlo dagli altri per curarlo meglio. Abbiamo chiesto vasche amovibili, vasche staccate, vasche sopraelevate… abbiamo chiesto ogni cosa al Comune che ci ha sempre chiuso la porta in faccia. Per tutte le richieste abbiamo subito negazioni, umiliazioni, inammissibilità o rimpalli. Rimpalli dal Demanio, alla sopraintendenza, alla Provincia, all’Urbanistica, all’Ambiente, sempre rimpallati ovunque senza avere mai una risposta.”

L’ultima richiesta?

“Per l’ultimo progetto, che è stato protoccolato circa un mese e mezzo fa, abbiamo chiesto urgenza sia perchè insistiamo dagli anni ’90, sia perchè risposte venivano sollecitate dal Ministero.”

Come hanno risposto?

“Dopo aver letto sui giornali “lottiamo per salvare il delfinario” ci siamo sentiti abbracciati da questo Sindaco… invece ieri è uscita la notizia sulla Voce e sul Resto del Carlino che l’Amministrazione non ci dava la vasca, dopo 8 mesi che io chiedo di essere ricevuta. Questo non è bastato. Nella giornata di ieri, nel pomeriggio, i miei collaboratori mi hanno telefonato avvisandomi che mi stavano sequestrando i delfini. Tutte le ispezioni dal 31 luglio ad oggi 17 settembre, sono avvenute senza avvisare e, devo dire, con una certa arroganza perchè ci hanno fatti sentire delle merde. In 15 giorni hanno abbattuto un’attività di 50 anni di vita, onorata carriera, che non solo non ha fatto male a nessuno, ma che ha dato anche indotto turistico e lavoro alla gente.. che dire?”

Rispondi direttamente alle accuse che ti sono state mosse, ti va? La vasca.

“La vasca non c’è, lo so che non c’è, questa è la causa principe. Riguardo alla vasca noi abbiamo una famiglia e la legge ci impone di non farli procreare in quanto la consanguineità può causare dei danni e quindi noi abbiamo dato la pillola, la pillola anticoncezionale che prendono milioni di donne nel mondo.”

Altri medicinali?

“L’altro medicinale è il Diazepan o Valium che, nella dose in cui veniva somministrato quando era il caso al delfino, veniva usato per stimolare l’appetito. Questa era la prescrizione di quello che era il nostro veterinario, tolto di mezzo anche lui. Manuel Hartmann, presidente dei veterinari d’Europa, con il difetto di essere tedesco, dico difetto perchè in questo caso la libera circolazione nella Comunità Economica non vale. E’ ammessa per tutti: abusivi, per le prostitute, ma per il mio veterinario, eminenza nel suo campo, non è possibile esercitare in Italia.. insomma non hanno accettato che lui fosse il mio veterinario e quindi hanno invalidato tutte le sue prestazioni ed io è come se fossi senza veterinario per loro.
La verità è che noi tutti i giorni gli mandavamo file con report, siamo nell’era digitale. I nostri delfini stanno bene, quando c’è stato Lapo che è stato male lui è corso giù, anzi.. ogni volta che si presentava una necessità con l’aereo faceva prima che uno da Modena a venire giù.
Queste sono le accuse e per queste accuse carenza di una vasca, la pillola anticoncezionale che mi impone la legge, la vasca che il Ministero mi chiede e il Comune non mi dà il mio legale rappresentante (ma arriverà anche a me) ha addosso una denuncia per maltrattamento e il sequestro cautelativo dei 4 delfini.”

Insomma tutto parte dalla vasca.

“Tutto parte dalla vasca. Il resto sono tutti corollari di questa vasca che non c’è. Non c’è la vasca, non si possono riprodurre ed io non li posso separare…”

A questo punto la gru della Cooperativa Facchini ha cominciato a portare fuori il primo delfino e l’intervista si è interrotta. Con la promessa comunque di inviarmi i documenti che contestualizzano le sue richieste della vasca nel tempo.

Questa è dunque la campana di Monica Fornari, quella dell’Amministrazione l’abbiamo sentita forte e chiara e, più o meno, diceva che si, il Delfinario è una realtà strategica importantissima per Rimini, ma che no, non si poteva fare niente per salvarla. Non è che si può sempre pretendere che il Primo Cittadino faccia la voce grossa con il Demanio e anche quando la fa l’unica testimonianza proviene dal suo Ufficio Stampa.
Il Gioco deve valere la candela tipo… il bel piano mostrato al mondo nel dicembre del 2012 quando, presso la sala dell’Apt in piazzale Fellini, è stato presentato il progetto di riqualificazione dell’area Porto. Gli Architetti Ferrini, Morganti, Giacobbi e Venturini, per conto del Consorzio del Porto, hanno illustrato una proposta che, da quanto si è appreso dai giornali, è molto gradita all’amministrazione per quanto insiste nel “percorso” del Piano Strategico. Il Progetto prevede una “piastra” sotto la quale si sviluppano parcheggi sotterranei e sopra la quale potremo avere verde, spazi ricreativi e nessun Delfinario.

P.S.

Se fossimo un complottisti penseremmo che, scientemente, si stia speculando al ribasso sul territorio, ammazzando il turismo e indebolendo la piccola media impresa in modo che prima o poi qualcuno arrivi, con una manciata di euro e Bolkestein, per radere al suolo tutto ricostruendo la Las Vegas del Mediterraneo. Poi però guardiamo ai nostri Amministratori e cambiamo idea (perlomeno sulla parola “scientemente“).

Davide Dubbioso Cardone

[@DadoCardone]

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Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

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Apetitivo all”O.K. Corral (che però è la Iole, ma fa lo stesso)

_mg_9499_stefano_1_550x367Io vivo a Rimini, sono impegnato politicamente, e condivido con i Riminesi i problemi di questa strana e contraddittoria città. Ieri sera mi sono imbattuto in un bel controsenso per esempio. Prima di raccontarvelo devo premettere che  quest’ultimo anno, anche per via della nuova avventura di Citizen, ho fatto domande a sconosciuti, mi sono intromesso in manifestazioni di Senegalesi incazzati, ho messo in evidenza i punti deboli di molte delle iniziative di un’Amministrazione senza soluzione di continuità con il passato e me la sono presa anche con CL.

Devo sottolineare però che non sono stato mai infastidito da sconosciuti, ne da extracomunitari, ne da lobbies segrete, ne da tossici e sinceramente nemmeno da nessun esponente della microcriminalità, che ha fatto ben notare la sua presenza questa estate. Niente di tutto questo. Sapete a cosa devo stare attento io quando vado a prendermi un aperitivo di sera? Al fratello del Sindaco.

Ieri sera, dopo aver finito di dare informazioni sull’articolo 138 al Porto, io e altri 3 attivisti siamo andati dalla Iole per concederci un aperitivo. Dopo aver pagato la mia birra piccola, che alcuni ritengono immorale, ma che a ben vedere permette di mantenere il controllo, ero pronto ad andarmene quando un individuo mi si è parato davanti.

<<Coniglio>> – mi dice.

Io, li per li, dopo tutta la gente strana che passa nell’estate di Rimini, penso ad un drogato. Lo so che sembra strano, ma mi sono detto che magari era uno così fatto da scambiarmi per un coniglio. Ma lui tra un coniglio e l’altro mi spiega chi è “sono Sergio Gnassi, il fratello del Sindaco”, ci tiene a precisare e mi invita a seguirlo. Io lo seguo pensando che voglia discutere verbalmente, pratica a cui raramente mi sottraggo.

Verbalmente. Non era la stessa cosa che lui aveva in mente. Aveva pensato di più di fare a spintoni come mi pare di ricordare si usasse a 15 anni. Vi risparmio la descrizione di questa fase perché oltre a non essere interessante e stata pure parecchio patetica.

Preferisco spiegarvi da dove arriva questa storia. L’inverno passato passò per Facebook, su un account di cui non conosco il proprietario, una foto della macchina del suddetto personaggio, su uno spazio di sosta a righe gialle. Non vi racconto i commenti, credo possiate immaginarli. In mezzo a tutti c’era anche il mio che pare aver avuto un successo tale da farmi attribuire non solo un offesa alla “Sagrada Famiglia”, ma anche la paternità della foto. Un po’ di tempo dopo mi arrivò un messaggio privato con l’invettiva che potete vedere nella foto allegata.

minaccia gnassino

Comunque visto che essere il fratello del Sindaco non frena questo individuo dal minacciare, ne dal cercare di portare a compimento le sue minacce, ho provveduto a formalizzare una denuncia. Servirà a qualcosa? Non lo so. Una cosa è sicura: le foto e i post su Facebook non servono a nulla considerato com’era parcheggiata la macchina ieri sera.

 

Davide (sempre più Basito) Cardone

[@DadoCardone]

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Meditatevi – Impara.

podyplAnche questo lunedì D4Guru ci propone un nuovo inserto di Meditatevi. Oggi si parla di Super Io e dell’importanza di imparare come mezzo evolutivo. Non preoccupatevi, tutto sarà spiegato semplicemente nel solito stile del nostro personale Guru 😉

La Redazione

 

Hai mai sentito parlare del Super Io? [Non è un supereroe..]

 E’ un meccanismo [fastidioso e necessario]. Ora te lo spiego ridotto all’osso:
Quando siamo nell’utero materno siamo Es [puro istinto]. Poi nasciamo. Il mondo, le carezze, i vestiti, il vento..  tutto ci dice che siamo chiusi dentro qualcosa [Pelle? Campo elettromagnetico?]. Così nasce l’Io.
Fino a qui tutto bene. Sono Io, sono Es, mi diverto, esploro e imparo. Non esiste un altro periodo della vita [comunemente intesa] in cui imparo di più. Ma non sarà sempre così, non sarò sempre un infante protetto e guidato. Serve qualcosa che mi addestri alle contrarietà della vita [diventare adulti]. Ci vorrebbe….
Nasce così il SuperIO.
Immagina di essere un’arancia [o un cocomero se ti aggrada]. Es è la polpa, Io è la buccia, SuperIo è un tassello che dal mondo esterno penetra Io ed arriva fino al cuore di  Es.  Nel momento in cui succede questo Superio si investe della carica di Giudice Supremo e qualsiasi cosa tu faccia lui ti rende noto che la farebbe meglio e/o in modo diverso [Stai pensando a tuo padre?].
Come si limita l’influenza del SuperIo nella tua vita?
   IMPARA.
Impara più cose possibili. Studia, leggi, informati, fai pratica di cose  manuali [non quello che diventi cieco..]. Devi saper fare più cose di quante ne saprà mai fare tuo padre e di quante ne sapranno mai fare tutte le persone che hai preso come riferimento nella tua vita.
Impara.. imparare è un ottimo strumento per essere felici nella vita.
DaGuru
[@D4Guru]
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L’Avvenire (dal mare).

forzaImmaginate la scena.

Rimini. Porto. Tramonto. La brezza dal mare ti fa sentire che si, è ancora estate, ma non proprio. Nell’aria l’odore è un misto di salsedine e pizzette. I rumori sono tipici dell’aperitivo. Voci, palette che fanno cascare il ghiaccio nei bicchieri e sedie che si spostano sulla pedana di legno del Souvenir.

Vi è venuta in mente l’atmosfera? E’ piacevole? Bene, ora pensate pensate alla cosa più odiosa che potrebbe succedere per rovinare tutto. Io fino ad oggi non avrei saputo cosa pensare o forse avrei pensato a qualcosa di esagerato, come un’onda anomala. Stasera però, mentre mi godevo l’atmosfera poco sopra descritta, ho sentito un inno a 1000 Watt che ha distrutto ogni pretesa di tranquillità e che faceva più o meno così:

e Forza Italia
è tempo di credere
dai Forza Italia
che siamo tantissimi
e abbiamo tutti
un fuoco dentro al cuore
un cuore grande che
sincero e libero
batte forte per te

Forza Italia con noi !

Mi giro verso il porto e vedo, ammantata dalla luce rossastra del tramonto, la motonave Bella Rimini assurta a Nave Azzurra che sta attraccando. Le bandiere di Forza Italia sventolano al vento dell’avvenire sia a prua che a poppa. Praticamente una visione.

Sono controluce e mi avvicino per riprendere lo sbarco degli eletti. Sono soprattutto anziani, ma quello che si nota di più è che sono pochi, si vede che sto giro non davano la merendina. Una volta assicurata la motonave con le cime al molo le bandiere vengono ammainate velocemente e i passeggeri scendono in fretta.

<< Cazzo fotografi!? Cazzo c’avrai da fotografare>> – mi fa un anzianotto che un po’ barcolla.

ok.. la merendina non c’era, ma probabilmente un po’ di vinello si. Comunque rimango male, io mi ero prestato con le migliori intenzioni a riprendere il redivivo partito che già una volta aveva salvato l’Italia e mi ritrovo davanti a sparuti abitanti di “Villa Arzilla” che si dileguano come dopo un furto con destrezza e mi insultano. Che delusione.

L’apparizione della Nave Azzurra per un po’ mi aveva fatto dimenticare una cosa. Io stesso ero li al porto impegnato in un’azione di pubblicità politica, per il Movimento 5 Stelle… solo che io ero con un risciò e due bandiere.

Me lo ha ricordato una signora che riprendendomi con il telefonino, mi sorride e mi dice: << La sto riprendendo per testimoniare la differenza.. è una cosa che va assolutamente documentata.>>

Davide (Basito) Cardone

[@DadoCardone]

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La Posta del Fegato – Le due Italie.

Angelo-VassalloSono sempre più convinto che ci siano due Italie in questo strano Paese. Ce n’è una preoccupata, attenta, interessata ai problemi di un farabutto pregiudicato. Preoccupata di tenere in vita un Governo senza senso. E’ l’Italia che non vuole cambiare, oppure che vuole cambiare a parole. Ma al momento della verità si rende conto che non si sta poi così male come si dice. Allora “la Rivoluzione oggi no,domani forse ma dopo domani sicuramente” (cit. Giorgio Gaber).

Poi c’è un’altra Italia. Quella bella, pulita, vera. L’Italia con le Palle. Quella che mette la propria vita davanti a tutto il resto. Quella che mi fa scendere le lacrime durante l’Inno di Mameli. Di questa Italia fanno parte molti Eroi. Famosi (Falcone,Borsellino e gli uomini della scorta) oppure non famosi (il piccolo imprenditore che si spacca la schiena per tirare avanti o il disoccupato che fa di tutto per portare il pane a tavola).

Tra queste persone ne vorrei ricordare una. Si chiamava Angelo Vassallo. E’ stato sindaco di Pollica (SA) per tre mandati. Venne rieletto per il quarto mandato nel 2010 con il 100% dei voti. . Faceva il pescatore e la sera quando saliva sul peschereccio era solito portarsi una decina di giornali sotto braccio. I suoi colleghi gli chiedevano sempre “ Angelo ma cosa leggi,quei giornali sono vecchi ormai” e lui rispondeva “Per quello che c’è scritto possono essere anche di tre mesi fa“. Era uno che voleva poca acqua nel vino.

Era un sindaco Ambientalista, che metteva l’amore per il suo mare, per la sua terra per la sua gente prima di ogni altra cosa. E questo la camorra non lo ha mai sopportato. Il 5 settembre 2010 intorno alle 22.15 mentre rincasava alla guida della sua automobile, Vassallo è stato ucciso da uno o più attentatori allo stato ignoti; contro di lui sono stati esplosi nove proiettili calibro 9, sette dei quali a segno. Oggi i giornali sono tutti preoccupati del video di B. o della festa del PD a Genova con il “nuovo” Renzi. Oggi io ricordo una di quelle persone che,nonostante tutto, mi rende ancora orgoglioso di essere Italiano.

Tommaso Della Motta – Rimini

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Meditatevi – Nosce te Ipsum

nello_specchioVi siete accorti che oggi è il primo lunedì di Settembre? Tra un po’ cadono le foglie… noi intanto vediamo di non farci cadere i capelli e sottrarci al dominio della Paura. Per qualcuno potrebbero essere utili i consigli di D4Guru, anche se lui preferisce chiamarli punti di vista.

La Redazione

 

 

Nosce Te Ipsum

Avvertenza: non leggere questo post senza aver compreso il precedente.

Sei riuscito a capire chi sei? [chi sei veramente?]


Alla luce della tua scoperta rispondi a questa domanda: Sei sincero con te stesso?

Di solito a questa domanda tutti rispondo di si senza nemmeno pensarci. [Che bisogno c’è di pensarci..]. E’ possibile mentirsi? E’ una questione di punti di vista: se non vedi la differenza tra te e le tue sub-personalità non menti a nessuno [formalmente]. Se invece conosci la differenza sai che molte volte sono altre le parti di te che ti sostituiscono.

La Paura comanda. La Paura di ciò che non conosci ti fa diventare razzista, sciovinista, campanilista. La Paura di non essere adeguato ti fa mostrare agli altri come non sei. La Paura ti fa perdere il senso di te e menti. La Paura fa scattare il meccanismo di emergenza, il pilota automatico e lasci il controllo alle sub-personalità.

Riuscire a capire chi è e come si comporta il nostro vero Io [non mentire a se stessi] è di fondamentale importanza per una vita senza Paura.

@D4Guru

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Ariminum – 2013 d.C. – Romani vs Elleni

1244073_546873168695562_485509763_oL’aria è più fresca questa sera di fine agosto, il vento ha spazzato i nuvoloni che minacciavano la serata. L’ incontro fra romani e elleni non ha avuto problemi, l’anfiteatro romano rivive per una sera ancora.

Ora finalmente illuminato sembra respirare per la gente accorsa, i mattoni e le pietre diventano ancora una volta teatro di rivisitazione storica grazie all’associazione Legio XIII Gemina Rubico Rimini,  rivive così insieme al pubblico le antiche tecniche di combattimento, armi e vestiario compresi.

No, non è un errore storico, come molti penseranno, siamo nel 2013 e per una sera possiamo far incontrare due degli eserciti che hanno dominato per secoli la culla della nostra civiltà, grazie anche all’associazione Simmachia Ellenon di Fano, giunti come ospiti con i loro moderni carri e cavalli.

1276806_546873572028855_241845283_oDopo una breve introduzione sulla storia e i nomi corretti, iniziano a scaldare la scena e i muscoli, sfilando e incitandosi proprio come una battaglia vera, i romani seguiti dalle loro fedeli Sagitariae (arcieri) e gli elleni con i loro scudi rotondi e con effigi diverse, si perché non avevano un esercito di professionisti come i romani, ma partecipavano all’occorrenza i cittadini normalmente impegnati in altre attività. (quindi le tattiche e i comandi sono molto più semplificati). Ecco ora dai lati opposti del campo di battaglia, si sfidano e in un attimo partono all’attacco, le frecce anticipano lo scontro che avviene in un fragore di armi e scudi, il pubblico sussulta, i bambini accompagnati gridano felici, come a voler partecipare.Uno si loro in effetti  è in scena che ruota vorticosamente una fionda per colpire e distrarre i soldati (il Fromboliere), poi passando tra uno scudo e un morto, colpisce con una piccola daga qualche soldato, sembra poco, ma risolve una battaglia, applaudito dal pubblico divertito.

1146394_546873548695524_403363586_oPausa poi si ricomincia anche invertendo le posizioni, ma ora la battaglia si fa più ardua, i tonfi delle lance e degli scudi riecheggiano nell’anfiteatro, a tratti non sembra più neanche una simulazione da tanta foga, si susseguono gli applausi, scontro dopo scontro, non importa chi ha vinto alla fine, anzi hanno vinto tutti, i greci, i romani e il pubblico, grazie anche all’impegno e lo studio di questi ragazzi.

Cultura e azione, cos’altro mancava?

D.G. Jackal

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Meditatevi – La Consapevolezza

850_Salgado-1536Lunedì. Oggi DaGuru ha un messaggio molto importante da comunicarci. E’ arrivato il momento di capire come la verità possa essere una cosa molto semplice, forse lo sono meno le implicazioni.

La Redazione

Chi sei tu? Te lo sei mai chiesto? [Te lo sei mai chiesto veramente?]

 

Senza scomodare significati metafisici [bisogna essere pronti per quelli] un essere umano è:

corpo + mente

Il corpo è di facile identificazione [un confine che conosciamo]. Abbiamo un altezza, un peso, dei colori e dei sensi che delimitano i nostri margini estremi.

La mente è un contenitore affollato di Sub-personalità.

Quante volte, subito dopo aver preso una decisione, ti vengono in mente una miriade di ragioni per non rispettarla? Quante volte dopo aver deciso che una cosa è sbagliata ti ritrovi a tentarti da solo? [“Chi se ne accorge..?”.” Se lo merita!”.” L’ultima volta e poi smetto..”.]

Quante personalità diverse riesci ad isolare nella tua mente? [Pensaci]. Ci sono Sub-personalità [Vocine] socievoli, altre fiduciose, rancorose, contestatrici, dubbiose, affabili, sincere, iraconde, pigre, amorevoli, speranzose… sicuramente una per ogni sentimento che puoi provare e a volte nello stesso momento anche contrastanti tra loro [Uff!].

Tu in mezzo a questa confusione chi sei? Sei la somma, la differenza o la media? Difficile da dire. Fatto sta che in tutte le tradizioni di meditazione da 4000 anni a questa parte [e chissà da quanto prima..] uno dei mezzi per arrivare alla consapevolezza è far tacere le vocine nella testa.

Se non sei esperto di meditazione, ma vuoi prendere decisioni consapevoli non influenzate [da paura e confusione], allenati a distinguerti dalle sub-personalità [io non sono loro].

Con il prossimo esercizio per un istante potrai capire chi sei veramente tu senza andare a meditare una vita in Tibet. Eseguilo con attenzione e rimarrà dentro di te.

  • Trova un luogo dove almeno per due minuti non ci sia nessuno che ti cerca e nessun rumore molesto.
  • Siediti.
  • Non chiudere gli occhi devi leggere.
  • Respira con il naso profondamente. Non farlo fare ai polmoni, ma alza e abbassa il plesso solare in modo che i polmoni si riempiano e si svuotino.
  • L’aria entra..
  • L’aria esce..
  • Fallo fino a che non ti senti rilassato.
  • L’aria entra…
  • FERMATI  trattieni il respiro..
Lo sai chi sei tu? Tu sei quello che ha fermato il respiro. [il vero io non parla, fa.]
Rimani consapevole.
@D4Guru
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Meditatevi – Cambiamenti.

3^ puntata della rubrica del Lunedì che ormai è diventata un punto fermo delle nostre pubblicazioni. Oggi DaGuru ci parla dei cambiamenti. Volete cambiare? Ecco il modo.

La Redazione.

Cambiamenti.

Come ti sentiresti nel tentativo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra?

[Non rispondere, lascia che la domanda entri dentro di te]

156921_priroda_cvety_babochka_gusenica_1920x1200_(www.GdeFon.ru)Potrebbe [quasi] sembrare un’affermazione mistica, ma la [tua] vita è esattamente come tu pensi che sia. La realtà è la tua ombra. Se vuoi cambiare la realtà che vivi cerca di cambiare la tua forma, non la sua.

Un po’ di frasi che abbiamo sentito spesso:
Gli uomini (o le donne) sono tutti (o tutte) uguali
Mi innamoro sempre dello stesso tipo di persona
Non riesco a tenere un lavoro per più di […]
Ogni volta che mi fido di qualcuno […]

Scomodiamo il Karma? La fisica quantistica?

Cambia… e le cose cambieranno. In meglio o magari in peggio, sicuramente saranno diverse.

Il mondo è come tu pensi che sia [inevitabile]. Se questa è la verità {la conoscevi già}.

Twitter : @D4Guru

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Ignis Vestae e Campo Marzio.

1150419_540136539369225_134995634_n13 Agosto. Lontano dalla Rimini dello sballo e delle Street Parade ci sono altri divertimenti, meno pubblicizzati, ma molto più interessanti. Ce lo racconta il nostro inviato Jackal.

La Redazione.

Alle 9 di sera dopo una calda giornata di sole, le pietre dell’anfiteatro sono ancora calde. E’ il 13 agosto, tutti posti a sedere sono occupati, le luci illuminano le rovine solitamente dimenticate dalla maggior parte dei cittadini, ma non questa sera, grazie all’associazione di rievocazione storica Legio XIII Gemina.

Entrano in scena bardati e corazzati, echeggiano ordini in latino mentre uno speaker descrive le varie azioni, simulano gli addestramenti della legione stanziata in una delle più grandi città romane del nord, grazie ad una ricerca storica degna di nota.
999870_540140899368789_1829768729_nLo scintillio delle armi e il clangore metallico riportano il pubblico indietro nel tempo, poi l’ingresso solenne con le fiaccole in mano delle vestali: sembrano danzare, anzi danzano proprio, onorando il fuoco sacro al centro della scena, il pubblico rimane estasiato per le giovani dedite al culto della Dea Vesta, rappresentate dal gruppo Ignis Vestae dalla scuola di danza Bab Nour, grazie all’insegnante Angela Zavatta (in arte Leyla Nur).
Infine il Pontefice Massimo enuncia il rito di iniziazione con la Captio Virginis, la “presa” di una giovane vergine che diventerà Vestale.  Inizia la vestizione, il taglio dei capelli, poi la capigliatura viene divisa in sei trecce di capelli posticci, cui si attorcigliano nastri di lana rossa (le sacerdotesse la portavano tutta la vita) , viene vestita con una tunica bianca, affrancata tramite una fibula. Le altre Vestali preparano poi su un altare, seguendo il rito, la Mola Salsa,  una focaccia di farro salata in superficie.
602054_540138462702366_2071634800_nLa sua preparazione, esclusivamente concessa alla Vestali, seguiva un rituale particolarmente rigoroso. Il farro doveva essere raccolto, a giorni alterni, nel periodo compreso tra le none e le Idi di Maius, mese sacro alla Dea Maia, protettrice dei raccolti e della vegetazione. Il raccolto era portato alla casa delle Vestali, le quali provvedevano a sgranare le spighe, tostare i grani e macinarli finemente. La farina così ottenuta, veniva impastata con acqua di fonte perenne e manualmente formata in tondi schiacciati da mettere a cuocere nel forno del Tempio di Vesta.
Un amico accanto a me ricorda un’altra rappresentazione,  ce ne sono ogni martedì da luglio ad agosto, in cui la nostra Legione si era scontrata con i Barbari, giunti da Modena per l’occasione, quella volta nessuno si è risparmiato in slanci di battaglia.
998584_540134506036095_1240011281_nAlla fine della serata incontro uno dei legionari, Alessandro Di Leva, che aiuto nella svestizione, e da vicino noto con stupore che le bardature sono in acciaio pieno e, anche se protetti nelle parti giuste, il peso è notevole, in questo non si sono risparmiati, regalandoci un’altra serata di emozioni, spettacolo e cultura, una rarità in una città come questa che vive solo di brandine, pizza e notte rosa.
Il prossimo appuntamento è per il 27 agosto quando lo scontro sarà contro i Greci, sarà dura perché anche loro hanno un esercito preparato alle battaglie, ma noi giochiamo in casa.
D.G. Jackal

 

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Meditatevi – Il Re non si lamenta.

PK_Wallpaper_KingEd eccoci al secondo appuntamento con la Rubrica del lunedì. Un alleggerimento perchè anche se sei in ferie lunedì è sempre lunedì. Quale sarà oggi la rivelazione di DaGuru?

La Redazione.

 

 

Il Re non si lamenta.

I Re [quelli veri] non si lamentano mai. Lo sai perché? Perché se un Re si lamentasse ammetterebbe l’esistenza di qualcosa [o qualcuno] al di sopra della sua volontà.

Chiediti ora: “Sono io il Re della mia vita?”

Se sei tu che decidi della tua vita sappi che tutto quello che succede nella tua esistenza è tua Responsabilità [anche se piove].

Hai letto? Hai capito bene la parola? Responsabilità.. non confonderla con la parola Colpa.

C’e’ la crisi? Il raccolto è andato distrutto? Non entri più nei tuoi jeans preferiti?

Per come la vedo io hai due scelte:
1) Ti fermi, ti compatisci, ti lamenti e aspetti che [un ipotetico] qualcuno faccia [un ipotetico] qualcosa.
2) Accetti il fatto che la {tua} vita sia una tua responsabilità e decidi la mossa successiva.

Questa [ovviamente] è solo la mia opinione.. non negherei a nessuno il diritto di lamentarsi. Sono però certo di una cosa: tutte le lamentele di tutti gli scontenti del Pianeta non producono abbastanza energia da spostare una piuma… figuriamoci se una singola lamentela può modificare il Destino [o la volontà del tuo Dio].

@DaGuru

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Una proposta seria per risolvere il problema degli abusivi.

394853_144566698988965_142851009160534_182793_408988462_nQuesta è l’estate degli abusivi, oramai in questi tempi di crisi a dettare le mode non sono più i futili tormentoni estivi di un tempo (dagli zanza ai click-clack) ma i ben più pressanti problemi di integrazione di migliaia di disperati che invadono le nostre spiagge e i nostri territori con paccottaglia che fa concorrenza alle corsie di “tutto ad un euro” dei nostri Ipermercati.

Eppure una soluzione ci potrebbe essere e parte dalla loro istruzione che sicuramente ha una buona base visto che parlano tutti due se non tre lingue, ma che va rinforzata con gli opportuni aggiornamenti educativi.

Abbiamo l’expertise, abbiamo i case studies, abbiamo i masters, abbiamo i counselor di comprovata e approfondita capacità insomma per tradurre in italiano dal Gnassi Style abbiamo l’esperienza, i casi pratici, i maestri e i consulenti opportuni e quindi partiamo da un ipotetico piano di studi da sottoporre a questi extra-comunitari poco acculturati.

A) Come far commissariare/fallire 3 banche su 5 del territorio, con la specializzazione di come far evaporare duecento milioni di euro dalla cassa e mettere in ginocchio l’intero credito bancario di un territorio.

B) Come far perdere 50 milioni ad un aeroporto con piani di espansione commerciale evanescenti e ciononostante mantenere la poltrona e gridare alla vittoria quando non si riesce più a pagare i fornitori e si mette con le spalle al muro una banca.

C) Come costruire due Pala Congressi a 8 km di distanza tutti a debito pubblico

D) Come costruire una fiera a debito pubblico

E) Come autorizzare milioni di mq3 di occupazione del territorio, lasciando marcire altrettanti milioni di mq3 di architettura di pregio esistente e facendo fallire un intero comparto fondamentale per l’economia (per approfondimenti guardare i video su questo canale youtube:

http://www.youtube.com/playlist?list=PL0481D4D952369A0F)
F) Come costruire sensi unici alternati chiamandoli Trasporti Rapidi

G) Come scudare milioni di euro ed assumere importanti incarichi istituzionali

H) Come addestrare quattro fotocopie locali a far credere che i problemi veri siano le stupidate (ovvero tecniche di ricerca del capro espiatorio)

I) Tecnica dei prestanome per: truffe, inserimenti mafie varie, destabilizzazione di interi comparti commerciali e mercati

L) Tecnica delle promessa reiterata ovvero più una promessa viene ripetuta più il cittadino medio è portato a crederci. Attenzione pur sembrando semplice la tecnica è molto sofisticata, esempio: da fognature a piano delle fogne a piano salvaguardia balneazione a piano salvaguardia balneazione ottimizzato a piano salvaguardia balneazione ottimizzato e perequato (ovviamente non significa niente ma dà l’idea della novità nella continuità del nulla di fatto).

E adesso diamo un’occhiata ai vantaggi di questa soluzione educativa:

1) Il cittadino non si allarma per i venditori abusivi sul bagnasciuga, verrà strozzato con migliaia di mini-gabelle imposte dalla sua banca, comune, stato ma questo non è un  problema sentito diciamocelo !!

2) L’extracomunitario acquisisce un’espertise (esperienza) che gli verrà molto utile al suo rientro in patria per far fallire il suo paese d’origine in un prossimo futuro. Il vantaggio competitivo si tradurrebbe anche in una mancata concorrenza futura, ad esempio se per tempo avessimo istruito cinesi ed indiani in questo modo adesso non rappresenterebbero un problema, con le loro dimensioni sarebbero già falliti
inesorabilmente.

Manca solo il nome del corso: Impara come far fallire il tuo paese, cerca un capro espiatorio e guadagna milioni di euro fottendo allocchi.

@Esticazzi

estcazzi

 

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Meditatevi – nuova rubrica del Lunedì.

20130729_085708Odio il Lunedì“. Lo cantava Vasco e lo ripete un sacco di gente ogni inizio di settimana, se il periodo è estivo poi…. Da oggi inauguriamo una nuova rubrica per lenire gli stati mentali del lunedì, a curarla è il nostro @DaGuru. Dove abbia appreso le cose che sa è un mistero… pare che abbia passato 7 anni in Tibet fuori da un monastero, ma che non lo abbiano fatto entrare. Non chiedetevi chi è, tutto quello che dovete sapere è che non vi chiederà 500€ a seduta, le sue perle di saggezza sono gratuite e dunque rilassatevi che male non vi può fare.  Ci raccomandiamo di non prenderlo troppo sul serio, neanche lui lo fa con se stesso e se avete qualche domanda non trattenetevi. Intanto ecco il suo biglietto da visita.

La Redazione

Denaro, successo, fortuna.
 
Se stai leggendo questo post hai già cominciato il tuo percorso verso il cambiamento.
[Cazzate.]
Leggendo questo post scoprirai come attirare  verso di te Denaro, Successo e Fortuna..
[Ma  sono queste le cose che vuoi? Veramente?]
Grazie ai miei consigli e agli esercizi che ti darò riuscirai a sviluppare i poteri della mente e a dominare i segreti della fisica quantistica..
[Impressionati? Io si.. che caspita ci dovete fare?]
{Penso che la verità sia semplice. Penso che la gente cambi quando ha veramente voglia di farlo. Penso che denaro, successo e fortuna possano essere al massimo degli attributi e non degli obbiettivi.}
@DaGuru
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Nice to Green you! Attenzione all’aria fritta.

20130721_223228A nessuno frega più niente della luna, sono tutti in fissa per il dito, questo è certo. Non si può spiegare altrimenti il silenzio sotto cui passano certe iniziative in bilico tra operazioni immagine e occasioni mancate. E’ il problema dell’aria fritta, l’odore è buono, ma da mangiare non c’è nulla.
Un vivido esempio ne è il Wheel CAmpus, il villaggio ecologico, quello spuntato sotto al ruota in Piazzale Boscovich. Che cos’è? Uno spunto, un abbozzo, un vorrei, ma…? 
 
Lasciando perdere le supercazzole del Sindaco che l’ha definito “una piazza  di incontro nel luogo dell’anima che è la palata del lungomare“, le presentazioni ufficiali parlavano di risparmio energetico, innovazione ed efficienza. Un’area caratterizzata da materiali sostenibili, riciclabili, naturali ed un concept architettonico in armonia con la natura, che mira a diventare, grazie anche ad un’opera di riqualificazione, un punto di riferimento per la città e un luogo di ritrovo durante i mesi estivi. 
 
Dopo aver visto la struttura realizzata è indispensabile che ognuno passi dal proprio bagnino per dirgli che anche lui è il proprietario di un concept architettonico in armonia con la natura e che, se non ci crede, può fare un paragone con le cabine di piazzale Boschovich.
 
Un operazione di frittura ben riuscita? Non lo sono mai e questo non perché con le parole giuste non la si possa dare da bere a chiunque, ma per le conseguenze ultime. In sintesi: puoi anche approntare una pensilina stazione di rifornimento fotovoltaico per auto elettriche  ma se poi, oltre a non collegarla alla rete, ci fai parcheggiare sotto il furgone diesel di quello dello zucchero filato, beh…
 
Il problema fondamentale dell’Aria Fritta è però il cogitum interruptus, magari l’idea era anche buona, ma interrotta da un’ansia di prestazione non risulta soddisfacente per coloro ai quali viene diretta. Un villaggio ecologico sotto il catafalco della ruota poteva essere un ottimo contenitore, ma se il contenuto deve essere un noleggio Ferrari, un negozio di cover per telefonini con un enorme sponsor 3  e un negozio di abbigliamento , per quanto ecologico, la risposta è no grazie.
 
Bastava veramente poco. Era sufficiente promuovere un concorso di idee tra i cittadini e concedere lo spazio alle pensate migliori, magari con premiazione e assegnazione in una manifestazione ad hoc in quel “luogo dell’anima“. Ci pensate si poteva tagliare un nastro per ogni cabina… 4 nastri… a volte si perdono delle occasioni veramente per poco. 
 
Il rischio maggiore di tutti è però il fraintendimento. La concessione dell’area del Wheel Campus  costa 914,89 € più 45,00 € di tassa regionale (dati dall’Albo Pretorio del Comune), come hanno fatto gli espositori che occupano le “cabine” ad aggiudicarsi il posto? Viene chiesto loro un affitto? Se si, quanto? Se no perché?  Quelli che affittano spazi espositivi, senza la possibilità di vendita, nei corridoi delle Befane a 5.000,00 € al mese potrebbero avere da ridire. Ulteriore fraintendimento potrebbe generarsi sempre dal fatto che queste iniziative sono sempre sotto l’egida del  Consorzio del Porto, il quale sembra avere una libertà di manovra nei confronti del Comune non concessa a nessun altro.
 
Noi, come sostenitori di questa Giunta e dei suoi obbiettivi, mettiamo in luce questi gap in modo che tutti possano spiegarsi al meglio e possano correggersi nel caso ce ne fosse bisogno. Non pensiamo che qualcuno ci abbia messo malafede, nonostante il persistente odore di frittura.
 
P.S.
Abbiamo aspettato il 24 di luglio per fare questa domanda, ma… per le hostess che ti salutano dicendo “Nice to Green You!” bisogna aspettare ancora molto?
Davide Cardone
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Rimini Comix, toccasana Nerd.

20130721_200655Avete mai provato a costruirvi da soli un arco con dei rami trovati a terra nelle vostre vacanze in montagna? Avete mai servito del tè alle vostre bambole nei noiosi pomeriggi invernali? C’è stato un momento, nella nostra infanzia, in cui tutti siamo stati dei Nerd.
 
Poi ce lo dimentichiamo e quando vediamo persone adulte giocare a sofisticate versioni di “guardia e ladri” li chiamiamo disadattati, ma a visitare il Rimini Comix si direbbe il contrario, ossia che c’è gente in giro con una superiore forma di adattamento. Vedere tutti quei Cosplayers travestiti da Manga, Eroi del cinema fantasy e del fumetto d’autore fa simpatia e rende queste iniziative decisamente preferibili a quelle del “popolo dello sballo“.
 
Queste manifestazioni  sono sicuramente consigliabili anche al cospetto della parola magica, croce e delizia del riminese, sua maestà l’Indotto. Lo Sballone da Parade arriva già bello “marinato“, non ha bisogno di un albergo perché nella sua condizione non fa differenza e il cibo che ingerisce probabilmente non lascerà il comune, che venga restituito in un bagno chimico o in spiaggia è altrettanto indifferente. Senza contare poi il fatto che l’appassionato di eventi Street consuma parecchio  in risorse dedicate alla sicurezza e impegna molto gli ambulanzieri nel Gioco dello Struzzo, quel giochino simpatico in cui gli infermieri passano tutta la notte a togliere teste dalla sabbia di coloro che cadono a faccia in avanti in spiaggia.
 
Il Cosplayer invece si ferma a lungo. La manifestazione, che è contemporaneamente mostra mercato del fumetto e convention, dura dal 4 al 28 luglio con mostre, spettacoli, cinema, concorsi e molte altre cose. Gli amanti di queste manifestazioni non sono pochi, basta fare un giretto da quelle parti per rendersene conto, e difficilmente indulgono in atti criminali per passare il tempo, ne li trovi ad esibire una pisciata  in pieno giorno contro il baracchino delle caramelle in Piazzale Boscovich. Sopra tutto ciò non bisogna dimenticare che il motore della manifestazione, il fumetto, è un’arte universalmente riconosciuta. Insomma… tra il popolo dello sballo e i Cosplayers non sembra ci siano molti dubbi sul chi attribuire l’etichetta di disadattato.
 
La naturale ritrosia dell’essere umano verso le cose che, magari un po’, sono da capire porta a pensare che il Nerd sia uno che si rifugia nella fantasia per scappare dalla realtà, ma se provate a considerare che magari il suo scopo è portare un po’ di immaginazione nella vita quotidiana forse potrete comprendere come mai la manifestazione sia arrivata alla sua nona edizione (a Rimini, da altre parti c’è dagli anni ’70).
 
Dunque, viva i Nerd! Sono tanti, portano indotto, non fanno danni, non favoriscono la criminalità, dispongono di un loro DJ set (lo sottolineo per i benpensanti) e se state pensando a ciccioni brufolosi che ruttano cocacola, bhè….. non avete visto la Donna Gatto!
Davide Cardone
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How About Carnival Street Parade?

 
Brazil Carnival 2011 028Perdonate la domanda in Inglese, ma è una questione di adeguamento, non è che possiamo chiamare l’evento 2013 : Parata di Carnevale per Strada. Già… avete ragione. Sarebbe meglio chiamarlo evento 2014 perché è cosa nota che per quest’anno non se ne fa niente. Come mai? Per capirlo riportiamo gli estratti più significativi delle dichiarazioni del Primo Cittadino di Rimini, Andrea Gnassi.
“L’idea di Carnival Street Parade, a cui si era pensato nell’inverno scorso, è stata un’utile suggestione per indicare un punto di arrivo molto più ambizioso e in linea con le aspettative di tutti gli osservatori. “
 
e ancora:
“…stiamo pensando da qualche tempo di completare un ideale calendario che rappresenti la punteggiatura di alcune eccellenze dell’estate riminese: dopo la Molo, il Cheerleading, la Notte Rosa e Sportdance, un quinto evento di eguale impatto e capacità di mobilitazione, che abbiamo immaginato fondarsi intorno alla suggestione del ritmo come antidoto all’aria stagnante della crisi, della danza come invito alla bellezza del movimento.”
 
Insomma la motivazione dovrebbe essere: “non bruciarsi un’idea così forte senza la programmazione e la promozione necessaria”
 
Sarebbe da capire chi sono questi osservatori e soprattutto come la Carnival avrebbe potuto avere ancora meno impatto dell’evento di Cheerleading, anche se la vera perla di queste dichiarazioni è la definizione di danza che fa sembrare il tutto una bella supercazzola prematurata, ma magari è solo l’ansia di non riuscir a comunicare significati profondi.
Non è per fare sempre i maliziosi, ma  sembra che la mancanza di organizzazione e promozione sia debole come motivo in quanto cercando nell’Album Pretorio del Comune di Rimini si trova un progetto molto ben definito. Se poi vogliamo parlare di promozione la Carnival Street Parade era finito in quel circuito virale chiamato anche passaparola. Non esiste niente di più efficace ed economico. Guardando sempre gli stessi documenti si capisce poi che il progetto della Carnival era stato presentato in un sol pezzo unitamente a quello della Molo Street Parade e, come tale, aveva ricevuto un’approvazione con conseguente determina di un contributo pari a 50.000 Euro (più 10.000 € della Camera di Commercio).
Un domanda. Premesso che il progetto per le due feste, denominato Rimini Street Parade,  è stato presentato dall’entità privata Consorzio del Porto e considerato che i 50.000 Euro sarebbero dovuti essere, secondo quel che si legge sui documenti on line, il corrispettivo per la gestione artistica, logistica e promozionale di entrambi gli eventi… non sarebbe il caso che il referente del Consorzio, Lucio Paesani, dicesse qualcosa in più sui motivi della rinuncia? Magari qualcosa che non fosse ripetere le stesse identiche parole del Sindaco? Eppure nei giorni successivi alla riuscita della Molo Street Parade non sembrava di indole così abbottonata
.
Una delle regole più produttive della storia del giornalismo è “Follow the Money“, se vuoi capire come stanno veramente le cose, soprattutto quelle che sembrano non avere senso, segui i soldi. Noi però, che siamo “open” giornalisti, figli di una tastiera minore, non seguiremo la regola in quanto pare già esserci l’interesse del M5S di Rimini riguardo al succitato impegno di spesa.
Ci accontentiamo del modesto sfizio di un suggerimento. La prossima volta sarebbe meglio coinvolgere, anziché inibire, gli inventori della 9 Bar, visto il loro spiccato talento organizzativo. Pare che ad altri faccia difetto.
Davide Cardone
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Sul Ponte sventola(va) Bandiera Gialla.

remember-bandiera-gialla-rimini-summer_sgCoda per entrare, coda per uscire. Niente male il successo del reopening del Bandiera Gialla.

Il bisogno di leggerezza è andato in scena ieri sera nel remake di uno dei locali che ha fatto la storia del divertimentificio  riminese. Una fiumana di gente incredibile che ha generato attese per qualsiasi cosa, anche per un posto in pista, se non ci si era organizzati prima.

Ma chi era questa gente…? Ovviamente chi scrive non ha la pretesa statistica di conoscere la rappresentanza media di quella folla, ma alcuni significativi indizi si potevano cogliere. Già dal fondo della coda  in entrata l’alta percentuale di teste lucide era rivelatrice della massiccia presenza di un età in cui la sconfitta tricologica è molto probabile. Anche la notevole presenza di ”uomo con bermuda e borsello” era molto indicativa, discorso che non si può fare per le donne che salvano sempre il decoro presentandosi al meglio qualsiasi sia l’età. .. d’altronde c’è una competizione calzaturiera da portare avanti, non si scherza su certe cose.

Ipotizzata un età media di  40 anni si può azzardare una teoria sulla ragione della transumanza. Il motivo,  per cui ho chiesto ed ottenuto conferma da diversi convenuti, era il tentare di portare fasti del passato nella triste realtà odierna.

Intento rispettato? Nello  stesso modo in cui una foto sbiadita scalda il cuore con un’emozione, diversa dalla gioia, che si chiama malinconia. Certi bei ricordi sono tali per contingenze come momento storico, età e leggerezza d’animo, se per riviverli bastasse un posto e la stessa musica che si ascoltava quella volta ieri sera non avrei visto tutti quegli scoordinati tentativi di divertirsi. Vai e “balla come se nessuno ti stesse guardando“, ma anche no, grazie!

La mia personale serata Bandiera Gialla è finita una mezzora  dopo l’una. Esattamente  quando il vocalist (si chiama così quel rompicoglioni che parla sopra tutte le canzoni no?) ha presentato  Enzo Persueder, padre riconosciuto dei DJ italiani, per capire l’età, come la persona più famosa dopo, testuale, “quella troia di Heidi“. Li ho capito che seppur la leggerezza il sabato sera sia un quasi un diritto c’è chi la confonde con cose che mi provocano tristezza e così ho girato la schiena agli uomini col borsello, ai danzatori epilettici e alle donne con le loro bellissime scarpe per rimettermi in fila, questa volta per allontanarmi dalla sgualcita Bandiera Gialla.

Davide Cardone

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