Alfre D’ – L’intervista.

In questo video un’intervista diversa dal solito. Nel “tinello” di Citizen Rimini accogliamo Alfre D’ per parlare di musica e, precisamente di Rap. Perché? Perché il Rap non è solo quello che sfonda a X-factor, ma è anche la pratica di molti ragazzi e ragazze che compongono versi per passione.

In questo video un’intervista diversa dal solito. Nel “tinello” di Citizen Rimini accogliamo Alfre D’ per parlare di musica e, precisamente, di Rap. Perché? Perché il Rap non è solo quello che sfonda a X-factor, è anche la pratica di molti ragazzi e ragazze che compongono versi per passione. E’ appunto il caso di Alfredo D’Alessandro che ci parla dell’esperienza dei Colpo di Stato Poetico.

@DadoCardone

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Scandalo Tecnopolo – Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini.

Rimini: L’avvocato Roberto Biagini svela il contenuto delle indagini GDF su Tecnopolo e Acquarena.

A qualche anno dalla conclusione delle investigazioni della Guardia di Finanza, a reati già formalizzati, si ha la possibilità di capire i contenuti dell’indagine che ha coinvolto dipendenti del Comune di Rimini, nonché un cospicuo numero di soggetti privati, nelle irregolarità degli appalti di Tecnopolo, Acquarena ed altri tronconi di procedimenti penali conseguenti.

Il mezzo di questa conoscenza, ancora una volta, è l’Avv. Roberto Biagini, l’ex Assessore della prima giunta Gnassi, che si rivolse con un esposto alla magistratura, a causa di un soggetto non meglio identificato che faceva i suoi comodi negli uffici comunali, tale Mirco Ragazzi e che pare essere il perno di un sistema poco chiaro. Contestualmente alla conferenza stampa, da egli stesso convocata, Biagini ha condiviso i contenuti documentali ottenuti. Nel video qui proposto il riassunto degli avvenimenti e il motivo della decisione.

Nel frattempo già le prime reazioni. Quella di Andrea Gnassi in particolare, che accusa il suo ex assessore di aver voluto “ribaltare il tavolo” per non essere stato scelto nelle liste delle successive elezioni. Cosa che, per inciso, è un falso storico, visto che la denuncia di Biagini è dell’agosto 2015, mentre il Partito gli ha chiesto una candidatura nella primavera del 2016.

Fa Specie che il Sindaco di Rimini, pur nel rispetto del garantismo, scelga un atteggiamento così superficiale, senza stigmatizzare quanto successo negli uffici della sua amministrazione che, per quanto il processo debba ancora decretare una verità legale, non è cosa da minimizzare o barile da scaricare.

N.B.

Abbiamo scelto di proporvi il video della conferenza in versione quasi integrale, i tagli sono solo di vuoti o ripetizione nella discussione. Crediamo sia importante per gli interessati formare una propria opinione, senza apporre una nostra selezione dei contenuti. In un secondo momento proporremo un’analisi del contenuto documentale che riassume le indagini della GDF.

Le 4 puntate dell’inchiesta di Citizen sugli appalti di Acquarena e Tecnopolo:

@DadoCardone

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Metodo SGR

Quello che sta succedendo alle Amministratrici del Gruppo Facebook Ubriachi di Gas ha dell’incredibile. Mirella Guzzo e Marisa Grossi, le ideatrici del famoso gruppo di protesta contro il caro bolletta SGR, hanno ricevuto la visita della Polizia Postale. Le abitazioni perquisite, smartphone e personal computer sequestrati. Perché?

Il Pubblico Ministero Paola Bonetti ha ritenuto ci fossero gli estremi della violazione dell’articolo 513 del codice penale, l’altisonante “Turbata libertà dell’industria e del commercio”.  In parole povere, secondo l’ipotesi di reato, Mirella Guzzo e Marisa Grossi, avrebbero ideato un sistema fraudolento in grado di rubare clienti ad SGR e ridistribuirlo ad altri operatori interessati. L’ipotesi si basa sul fatto che le due Amministratrici, una direttamente e l’altra indirettamente, hanno a che fare con aziende del settore. Questo, secondo quanto suggerito da SGR, ha a che fare con l’interesse doloso, più  che con la competenza dimostrata nel rappresentare le esigenze degli iscritti.

Ora… quello che penso veramente non lo dico, perché, vista la “sensibilità” della magistratura rispetto ai problemi di SGR, probabilmente finirei nei guai. Però l’articolo 21 della Costituzione, per gli smemorati quello che permette di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, mi permette di mettere sul tavolo un paio di considerazioni.

La prima è che se Guzzo e Grossi fossero realmente in grado di creare gruppi Facebook da 12 mila persone, con un metodo e se senza intercettare uno scontento reale, dovrebbero immediatamente lasciare il loro lavoro e dedicarsi alla politica. Altro che contratti del gas.

Di seguito mi sento di sottolineare che difficilmente questa linea di condotta di SGR produrrà consenso. La gente, come si intuisce da qualche commento alla notizia, la interpreta, a torto o a ragione, come intimidatoria. Probabilmente alla Società del Gas Riminese e alla sua dirigenza importa poco della popolarità, data la posizione preminente sul mercato, ma se lo scopo è tenersi i clienti lo stanno facendo male.

Faccio un esempio personale, giusto per avere la certezza dell’affermazione. Con la mia compagna, dopo aver letto l’articolo sulla cronaca locale, abbiamo stabilito di passare ad altro operatore per le utenze appena possibile. Anche se il contratto fosse peggiorativo.

La suggestione che lascia nell’aria questa vicenda non produrrà nulla di positivo e, a livello comunicativo, lasciatemelo dire, il reparto di SGR che se ne occupa sembra decisamente inadeguato. Non so se pressati dalla Dirigenza o meno, ma sono passati dall’Excusatio non petita (accusatio manifesta) del bonus da 120 mila euro allo scoppiare della protesta, a propiziare l’arrivo della polizia in casa di chi si permette di organizzare lo scontento. Tra l’altro secondo regole di civiltà e senza fomentare nessun atteggiamento fuori dalle righe.

Forse (e dico forse) chi ha preteso questa linea in SGR doveva stare un po’ più attento a scuola durante le ore di Storia. Per quanto riguarda questa “storia”, invece, quello che secondo me rimarrà è che: qualcuno ha protestato e gli è arrivata la polizia a casa. I miei complimenti per questo capolavoro didascalico.

Riproponiamo il servizio realizzato tempo fa sull’iniziativa Ubriachi di Gas.

P.S.

Umanamente non posso che sottolineare nuovamente la mia vicinanza a Mirella e Marisa. Per due persone oneste subire una perquisizione e il sequestro di beni personali è sempre uno shock. Coraggio Ragazze.

@DadoCardone

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E il Nautofono fa cilecca.

Oggi, 8 giugno 2019, a Rimini è scesa la nebbia. Erano circa le 12.30, nel cielo c’era il sole e la temperatura era più o meno di 30°, quando all’improvviso si è alzata una nebbia fitta come nei libri di Stephen King.

Cos’è successo? La nebbia è scesa come in un film del terrore nascondendo creature strane, tipo pagliacci assassini e frullatori posseduti? Niente di tutto questo (anche se pare che lo spirito di un tedesco si sia presentato a reclamare una birra al Carnaby Club). E’ successo semplicemente che l’estrema umidità abbia fatto reazione con il caldo.

Un mistero da risolvere però, a ben guardare, ci sarebbe. Vi ricordate la recente inaugurazione del Nautofono, la sirena antinebbia ferma da anni? Quella per cui, durante l’inaugurazione, Gnassi urlava alle barche di passaggio “Finalmente ce l’abbiamo fatta! Sì!” con lo stesso entusiasmo che mostrerebbe se avessero chiuso definitivamente Sharm el-Sheikh deviando tutti i voli a Rimini. Dai, quella che si attiva da sola con la nebbia.

Ebbene, il nautofono non ha mollato un fiato. Muto con un pesce. Poca nebbia? Troppo veloce il passaggio? Non si sa. Però si è verificato lo stesso uno strano fenomeno. Qualcuno ne ha sentito lo stesso il suono, anche se non ha cantato. Sarà stata la nebbia maledetta?

P.S.

Nel video, girato dagli scogli del molo di levante, non si vedono né la ruota, né il grattacielo, tuttavia l’audio originale non riporta alcun suono di sirena antinebbia.

@DadoCardone

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Quando 6 ragazze salvarono il mondo.

Qualcuno lo nega, ma abbiamo un problema. Abbiamo trattato malissimo il nostro pianeta ed ora siamo nei guai, noi più di lui. Nei suoi oltre 4 miliardi di anni è probabile che la terra abbia ricominciato diverse volte, ma la nostra specie non ha tutto questo tempo a disposizione.

Come fare dunque per salvare la nostra casa e noi con essa? In teoria educando le persone al rispetto dell’ecosistema, tuttavia gli adulti sono molto resistenti ai cambiamenti di paradigma. Ed allora, praticamente, ci pensano loro, i ragazzi, i veri intestatari del futuro in questione.

Parlo di Greta Thunberg? No, o perlomeno non solo. Perché Greta è solamente il terminale di una coscienza ecologica già molto diffusa tra i giovanissimi. Me ne sono reso conto una volta di più, mentre stavo a contemplando il mare sul molo di levante, di fronte al Rock Island.

Carlotta, Giulia, Elena, Cecilia, Giorgia e Asia, sei giovani e belle scout erano lì domenica 2 giugno, a salvare il loro pezzo di mondo. Un gesto alla volta, con il sorriso a fior di labbra e la voglia di spiegare a chiunque chiedesse. Tra l’altro è singolare che il giorno della festa della Repubblica, abbia visto solo loro interessarsi veramente alla Res Publica.

E siccome una pratica così bella non poteva rimanere impunita, ho dovuto fare loro questa piccola intervista.

Imitate le ragazze, salvate il mondo.

@DadoCardone

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L’imbarazzo Acquarena (e la finta guerra al cemento)

Esiste, da sempre, un imbarazzante scontro tra la realtà e lo storytelling della politica. La cosa è particolarmente evidente a Rimini dove il Sindaco Andrea Gnassi, tra Fila Dritto, Metromare Steampunk e castelli rinascimentali dedicati a Fellini, vuol spiegarci cosa sogna, ma non riesce a farci capire l’utilità di quello che realizza. Tra l’altro spendendo soldi come se non fossero suoi (e in effetti). La congiuntura diventa ancora più drammatica quando, in mezzo a tutto questo, troviamo le volontà di chi governa veramente le sorti di Rimini, che a lui lascia l’allestimento del circo Barnum. In questo servizio, con i contributi di Roberto Biagini e Gianluca Tamburini, parleremo del grande imbarazzo di Acquarena, tra fallimenti e brutti risvolti giudiziari.

Servizio a cura di Davide Cardone

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Ubriachi di Gas – video intervista.

Rimini: Dopo il clamore sollevato dalla protesta contro il caro bollette di SGR, intervistiamo Marisa Grossi e Mirella Guzzo. Sono le portavoce del gruppo Ubriachi di Gas. L’iniziativa è anche una pagina Facebook che ha totalizzato quasi 11 mila iscritti in 3 settimane. Noi siamo andati a chiedergli quali risultati sono riusciti ad ottenere nella trattativa contro SGR.

Intervista a cura di: Davide Cardone.

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Scandalo Tecnopolo – Video intervista all’Avvocato Roberto Biagini

Rimini: Un’ombra si staglia malevola su diversi appalti della città malatestiana, ma, inspiegabilmente, se ne parla molto poco. La cronaca è avara di dettagli a proposito dei due filoni d’indagine, aperti a Rimini e a Bologna, in relazione agli appalti di Tecnopolo e Acquarena. Tre impiegati comunali sono già passati da indagati ad imputati e continuano le indagini su Mister X, l’uomo che pare sia stato “suggerito” dalla politica, alle aziende appaltatrici e agli uffici pubblici, per “risolvere i problemi”.

Come si è arrivati all’apertura di quest’indagine che, tra le altre cose, mette in campo ipotesi di turbativa d’asta, falso in atto pubblico e truffa? Il merito è di Roberto Biagini, l’Assessore della Prima Giunta Gnassi che, dopo aver saputo della presenza dell’estraneo che si aggirava per gli uffici comunali, ha condotto un’indagine interna, per poi consegnare una relazione alla Procura della Repubblica. Perché Biagini sembra fosse l’unico a non conoscere Mister X? Come ha scoperto della sua esistenza? Cosa c’entra con questa faccenda Sergio Funelli, Capo Gabinetto del Sindaco? Esiste una relazione tra l’azione di Biagini e la sua estromissione dalle liste PD, voluta da Andrea Gnassi in persona e comunicata dal Segretario Regionale Paolo Calvano?

Ce ne parla lo stesso Avvocato Biagini in quest’intervista.

@DadoCardone

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Una Passerella due verità.

Rimini: non finiscono mai le polemiche sulla famosa passerella del Ponte di Tiberio. Il problema sembra essere determinato dall’incongruenza con cui vengono applicate le medesime leggi. In questo servizio si racconta di come alcuni cittadini siano costretti a ricorrere contro provvedimenti che richiamano leggi valide solo per loro, non per altri e soprattutto non per il Comune.

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Casa Don Gallo, una soluzione non emergenziale.

Rimini:  Coloro che si interessano ai destini della propria città avranno sicuramente sentito degli imminenti lavori di ristrutturazione a Casa Don Gallo, il centro nato come riparo per l’emergenza freddo e restituito alla dignità di un percorso di riscatto dall’autogestione di Homeless e associazioni del Network Casa Madiba.

Quello che invece non viene sottolineato è che il progetto di ristrutturazione deriva direttamente dal lavoro degli ospiti di questa struttura che, unitamente ad alcune figure professionali, hanno ripensato al loro spazio, non come a qualcosa di emergenziale, ma come un luogo da cui ripartire. Ce lo raccontano in questo video Manila Ricci, l’Architetto  Bernard Neulichedl e il Dott. Paolo Pecci.

Per chi volesse dare sostegno e spinta alle politiche dell’abitare, l’appuntamento è per il corteo di Sabato 22 dicembre sotto l’Arco D’Augusto. https://www.facebook.com/events/273265293371567/

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Attentato a Strasburgo: le parole del testimone oculare, l’EuroDep. Marco Affronte.

A poche ore dall’ennesimo attentato nel cuore dell’Europa raccogliamo la testimonianza dell’Euro Deputato Marco Affronte, che si trovava nelle immediate vicinanze dell’atto terroristico.

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Le Pruccolate: come trovare NoVax in un bicchier d’acqua.

Premessa: chi scrive è vaccinato, ha fatto tutte le malattie esantematiche e, in età adulta, ha fatto tutti i richiami dell’antitetanica. Questo articolo e il video che segue non hanno nulla a che fare né con l’accusa, né con la difesa dei vaccini. 

Come fa il rappresentate di una maggioranza regionale a darsi un tono (e soprattutto un significato) al capezzale di un partito morente? Il consigliere Giorgio Pruccoli, del Partito Democratico, ha pensato bene di votarsi alla sacra lotta contro i NoVax. Il Savonarola di Verucchio se l’è presa nientepopodimeno che con l’Associazione Culturale “il Delfino”, un laboratorio nella natura per bambini in età prescolare, scambiandolo per un asilo e accusandolo di essere un covo NoVax.

Se fosse solo per la marchiana esibizione di intolleranza ad alzo zero, ce ne saremmo fatti una ragione. Il problema però è che Pruccoli ha scatenato una serie di controlli che, in fin dei conti, mettono in ambasce un’associazione e l’attività economica che la ospita. Questo pur sapendo di agire con motivazioni speciose.

Per questo noi di Citizen siamo andati sul posto per dare il nostro piccolo contributo al diritto di replica a questi oppressi dal Partito Democratico ( democratico è un modo di dire nessuno si offenda). Qui di seguito il video.

P.S.

Pruccoli… nel fine settimana, a Rimini, si è tenuta Matrioska Labstore. All’ultimo piano, per far svagare i bambini, c’era il truccambimbi. Mi sbaglierò, ma secondo me non gli hanno chiesto il certificato di vaccinazione. Che facciamo, glielo mandiamo l’esercito?

@DadoCardone

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Quando il fascista perde il cappello: la versione che non vi hanno raccontato.

Rimini: Nella notte di venerdì 30 novembre 2018, in via Dario Campana, un ragazzo incappa in un gruppo di Neo Fascisti di Forza Nuova e viene aggredito. L’indomani nella cronaca leggiamo che i forzanovisti avevano intenzione di praticare un’azione provocatoria nelle vicinanze del Nework Sociale Casa Madiba, ma ad essere fermati dai carabinieri sono solo due di loro, più il ragazzo che viene accusato provvisoriamente di “rapina di cappello”.  Gli altri sono stati lasciati liberi di portare a compimento l’azione. Come sono andate veramente le cose? Ce lo raccontano due testimoni oculari.

Qui di seguito il comunicato ufficiale di Casa Madiba Network:

Quello che raccontiamo va ben oltre il tema dell’estrema destra, riguarda la possibilità di un mondo diverso e possibile, di una città nuova da costruire che in via Dario campana al civico 59F e in via De Warthema n. 26, il network solidale di Casa Madiba, stiamo provando faticosamente a immaginare. Ma riguarda anche il senso civico e di rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla lotta al nazifascismo e a chi con coraggio li difende ancora quei valori anche nelle strade, praticando la legalità dal basso.

Come direbbe Murubutu, una storia d’altri tempi.

La notte tra il 30 novembre e il primo di dicembre intorno alle 23.30 tre attiviste che erano ancora presenti presso lo spazio sociale dopo una riunione interna, uscendo dallo stabile, hanno sentito delle urla e una forte sgommata davanti ai cancelli all’ingresso del parcheggio di Casa Madiba. 

All’imbocco del parcheggio che conduce allo spazio sociale, dalla parte opposta della strada, una volante dei carabinieri aveva fermato un gruppo di persone, di cui uno con il giacchetto strappato e alcuni segni rossi sul viso e sul collo che era piegato intento a raccogliere i pezzi del suo cellulare con acconto un cartone di pizza e ad una bicicletta e altri, una decina, da cui velocemente si staccavano 2 con uno striscione tra le mani.

L’evidenza di quello che era successo non ha lasciato spazio a grandi dubbi. Per i carabinieri che erano presenti (scortavano i neofascisti?) no.

Un giovane precario riminese che tornava a casa dal lavoro in un locale della zona, ha incrociato lungo la strada un manipolo di attivisti di estrema destra che provavano a fare un’azione squadrista nei pressi di Casa Madiba.

Questo ragazzo non è un attivista dello spazio sociale, ma  un riminese e un antifascista, che in una dinamica palese e evidente, non ha voltato lo sguardo dall’altra parte, non ha fatto finta di niente e ha chiesto semplicemente cosa stesse succedendo, ritrovandosi poi inseguito da due persone bardate con la volante dei carabinieri già presente sul posto (ripetiamo, li scortavano?).

Lo stesso intervento delle forze dell’ordine ha poi sortito solo l’effetto di decontestualizzare l’accaduto, portando via il ragazzo in bicicletta e soltanto due dei dieci neofascisti che continuavano a inveire verso di lui.

Riteniamo molto grave che un evidente atto di offesa e provocazione verso uno spazio di attivazione sociale all’interno del quale è presente uno spazio di accoglienza come Casa Don Gallo che ha dato ospitalità dal 24 dicembre 2015 ad oggi a 128 persone senza fissa dimora e che un’evidente aggressione di stampo squadrista che colpisce un ragazzo che nulla ha fatto se non difendere la Costituzione, se non riconoscere un pericolo per la sicurezza pubblica nell’azione del gruppo dichiaratamente fascista, sia stato derubricato addirittura a rapina, in una dinamica abbastanza ridicola di “furto di un cappellino”, una querela fatta dai due aggressori evidentemente ben istruiti. Di questo avremmo voluto leggere sulla stampa. Di come mai sia consentita piena agibilità a questi soggetti a ridosso del centro storico e di quattro spazi sociali e di attivazione  nel quartiere (Casa dell’Intercultura, Centro anziani parco Marecchia, Casa Madiba, Casa Don Gallo).

Riconosciamo in queste dinamiche il solito tentativo di creare una narrazione delle diverse fazioni e opposti estremismi, dove anche una stampa complice racconta i fatti in maniera distorta e colpevole, perché tutto si riduca allo scontro ideologico, loro contro gli altri, facendo apparire chi, ogni giorno, da precario in un locale o da attivista di uno spazio sociale con le pratiche che mette in atto crea attivazione e socialità, dei semplici ”rissosi”, senza però soffermarsi su come mai, di 10 persone, solo 2 venissero portate via, lasciando poi completamente scoperto il territorio e la completa agibilità ai restanti neofascisti di continuare ad aggirarsi nei dintorni del Network sociale e di riprovare, e poi miseramente fallire, l’azione per la quale si trovavano in via Dario campana, la strada principale di un quartiere che ha definitivamente detto no alle pseudo raccolte solidali per soli italiani che gli stessi promuovevano davanti alla Conad di zona.

La questione in gioco allora non è solo antifascismo e fascismo, centri sociali e gruppi neofascisti come vorrebbero farci credere ma una visione di società e di mondo da costruire, di risposte da dare alle sfide epocali che abbiamo davanti, l’emergenza climatica, le migrazioni, la povertà e le diseguaglianze. Quale città vogliamo abitare? come possiamo immaginare un diritto alla città per tutti e tutte?

Per questo al posto del ragazzo aggredito potevamo esserci tutti e tutte noi. Potevano esserci tutti e tutte coloro che non sono indifferenti, che non si girano dall’altra parte, tutti e tutte coloro che provano a costruire nella precarietà delle loro esistenze uno spazio completamente e radicalmente alternativo a questo potere autoritario, maschilista, devastatore, di prefigurazione di altri mondi possibili. Su questo dobbiamo impegnarci in tanti affinché sia agita la verità ad ogni livello così come la solidarietà nei confronti del ragazzo aggredito.

In questi tempi di sopraffazione, dove le linee di cosa è giusto o sbagliato sbiadiscono, non possiamo che ringraziare persone comuni, che nonostante tutto ci ricordano che siamo umani, tracciando le linee ben chiare su chi sono i buoni e chi i cattivi, su cosa sia la sicurezza sociale e chi la infrange, su cosa sia legale e cosa illegale. Dovremmo sentirci tutti e tutte colpiti per quanto accaduto Venerdì 30 novembre in via Dario Campana e reagire.

#SiamoConTe #NonAbbiamoPaura #RiminixNoi

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Ponte di Tiberio: la differenza tra arredare e riqualificare.

Rimini: I comparti “riqualificati” del Ponte di Tiberio sono tutti sott’acqua al primo Garbino. E’ per questo che si sono spesi una marea di soldi pubblici?

Video Servizio a cura di Davide Cardone.

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Rimini Summer Pride 2018 – Intervista a Marco Tonti

Rimini: Anche quest’anno il Summer Pride si è svolto tre polemiche e molta partecipazione. Citizen Rimini intervista per un bilancio Marco Tonti, Organizzatore dell’evento e Presidente dell’ArciGay Alan Turing di Rimini. Perché nel 2018 ha senso organizzare i Pride LGBT? Sentiamolo dalla sua voce.

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Citizen Rimini Video Magazine – Volume Uno

Primo Volume ufficiale di Citizen Rimini Video Magazine.
In Questo Numero:
– Qualità della vita: la classifica più efficace
– Criminalità: vittima e aggressore nello stesso palazzo
– Consiglio Comunale: Gloria Lisi Show
– Iniziative: Legami di Latte
– Saluti

Classifica Sole 24 Ore

Classifica Italia Oggi – Sapienza

 

 

 

@DadoCardone

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Citizen VideoMagazine – numero zero –

 Ed ecco la puntata pilota del Video Magazine di Citizen Rimini. Restiamo in attesa dei vostri suggerimenti.

In questo numero:
– Fallimento Cobran
– Ecomondo
– Gnassipedia
– ArciGay contro Forza Nuova
– Errori di quota
– Aforisma

 

 

@DadoCardone

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Nasce Citizen Video Magazine

Citizen Rimini si arricchisce di un nuovo mezzo di comunicazione: è Citizen Video Magazine, il formato video che andrà ad affiancare il Blog nel dare una visione differente degli eventi riminesi. Tutto nello stile di Citizen, ossia senza ossequi, nè timori reverenziali, con una buona dose di politically incorrect. Ecco la dichiarazione di intenti.

 

@DadoCardone

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Rimini Summer Pride – la sfilata dei record.

Il Rimini Summer Pride 2017 è un successo certificato dai numeri. Raddoppiate le presenze rispetto a quelle dell’anno precedente. Parallelamente alcune proteste contro la manifestazione LGBT, come quella del Comitato Beata Scopelli che organizza processioni di riparazione. In questa intervista Marco Tonti, Presidente dell’ArciGay Alan Turing di Rimini, spiega il perché del successo, perché sono necessari i Pride e quali saranno le evoluzioni rispetto a questa manifestazione che si appresta a diventare anche un appuntamento dalla valenza turistica.

 

@DadoCardone

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II^ Conferenza stampa – Difesa Madiba

Proponiamo in questo post la conferenza del 1° Aprile in versione integrale, con il solo taglio degli spazi vuoti, in modo che chiunque si possa fare una sua idea su quanto detto senza essere in nessun modo distratto dalla sintesi.

Non possiamo però esimerci da un commento, soprattutto dopo aver letto su alcune bacheche Facebook della piazza riminese che la Xenofobia sarebbe “un’opinione” e non una nevrosi che affligge la psiche. Il desiderio di dargli addosso al “Comunista” ha generato un processo mediatico, con tanto di colpevoli già confezionati. Bisogna mettere dunque qualche puntino sulle “i”.

La partenza era stata che 30 estremisti di sinistra, colpevoli di pensare solo agli stranieri, per evidenti scopi eversivi, avevano aggredito 2 filantropi, leggermente di destra in missione per conto di Dio e degli Italiani. Per farlo era stato usato un arsenale, prontamente nascosto nei cassonetti, nonostante si trovassero a 400 metri dalla base operativa, Casa Madiba.

L’arrivo ancora non c’è. Gli Inquirenti, fa sapere la stampa, arriveranno ad una rapida conclusione. Nel frattempo un po’ di cose si sono chiarite da sole.

  • I 30 picchiatori sono ridotti a sei indagati, uno dei quali è Loris, il trapiantato di Fegato che ha preso le prime tre catenate (perché i filantropi notoriamente girano con la catena sotto il giubbotto) e che, a sua volta, ha sporto denuncia.
  • “L’arsenale” era composto da un manico di Mocio. Catene, mazze o spranghe non ne facevano parte. Le uniche catene, come detto, erano dei filantropi e sono stati gli stessi Madibers ad indicare ai Carabinieri il cassonetto dove trovarle.
  • 12896259_10209341843008841_749825450_o (1)Tanto ai Madibers, quanto ai Forzanovisti, sono stati sequestrati i cellulari per ottenere ulteriori elementi d’indagine. Qualcuno sostiene che quelli di FN li hanno consegnati spontaneamente, altri, sempre di Forza Nuova (salvo che non fossero comunisti travestiti), sostengono il contrario.

Ci sono poi altre cose meno chiare. Tipo: chi ha concesso il permesso ad una formazione di estrema destra, palesemente ispirata ai principi Fascisti, di mettersi fuori da un supermercato a 400 metri da un luogo di ricovero e assistenza, tra gli altri, anche di extracomunitari? Il Comune nega di aver mai ricevuto richiesta di un permesso del genere, tantomeno di averlo concesso.  L’ha fatto la Questura? Se sì, perché il luogo non era presidiato? E ancora… il Segretario Nazionale di FN Roberto Fiore, già condannato per Banda Armata e associazione sovversiva, chiama l’adunata a Rimini per “espulsione a furor di popolo” … Prefetto, Questore e Sindaco intendono concedere spazio a questo tipo di manifestazioni? E infine, fatti i dovuti distinguo e ripudiato l’atto di violenza, la politica Riminese dove è finita?

Il politico che ostenta Antifascismo di maniera è come il pescatore che si vanta di quanto era grosso il pesce che gli è scappato.

P.S.

Casa Madiba risponde all’adunata di Forza Nuova con “Open Day”, una giornata per spiegare le attività solidali messe in campo ogni giorno, ma anche una festa con grigliate, mercatini e musica dal vivo. Cedere ad una provocazione xenofoba e razzista può succedere a chiunque, riscattarsi mostrando la vera natura della solidarietà, invece, non è cosa comune.

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@DadoCardone

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Giulietto Chiesa – Dal muro di Berlino a Erdogan.

Rimini, 19 marzo 2016
Giulietto Chiesa, Giornalista e Direttore di Pandora TV, parla a Rimini della situazione lungo i confini dell’Europa. Una serata in formula Talk Show con la partecipazione di Franco Fregni (Rimini 2.0), Davide Brullo (la Voce) e Andrea Rossini (Corriere).

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Focolaio di Degrado

Nuova Questura. Migliaia di metri cubi abbandonati, che si prestano efficacemente al degrado che inquina la nostra città. Nel parcheggio, dove tutti i lampioni sono stati appositamente rotti, si consuma il dramma dell’Eroina e chi porta i cani a spasso deve stare attento che non mastichino profilattici, che tappezzano l’asfalto. Non è una zona depressa del sud italia, di quelle che lo Stato ha abbandonato, ma è Rimini: La Capitale del Turismo, La Città che cambia. E’ il duro scontro con la realtà.

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Villino Ricci – l’altra versione

Rimini: l’Emergenza Abitativa continua a rimanere il tema su cui la narrazione politica si scontra con la realtà. Questo breve documentario parte dall’occupazione abitativa del Villino Ricci, o meglio dal suo sgombero, per raccontare la storia di chi combatte l’emarginazione e non si arrende all’ineluttabilità della strada.

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Patrick Wild – Intervista.

Prosegue il nostro spazio dedicato alle persone, della Società Civile, che si occupano dei temi inerenti alla lotta alle Mafie. L’intervistato di questa puntata è Patrick Wild, giovane avvocato, Vice Presidente del GAP (Gruppo Antimafia Pio La Torre). Buona Visione.

La Redazione

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Intervista a Davide Grassi.

Mafia. Un fenomeno strisciante presente anche in Riviera e che proprio qui usa uno dei suoi più grandi vantaggi sul campo, quello di essere sottovalutata. Fortunatamente, oltre al lavoro sul campo della Direzione Investigativa Antimafia, alcune persone della società civile si sono mobilitati per fare informazione sulla questione. Questa è la prima della interviste con le quali Citizen cerca di identificare i profili di questi punti di riferimento. La prima delle interviste è stata fatta a Davide Grassi, avvocato riminese, autore di un libro indagine sulle Mafie in Riviera.

La Redazione

 

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Effetto Parma

Ormai quando si parla di Parma viene in mente automaticamente l’inceneritore e si suppone che non serva altro che spegnerlo. Questo è un errore di fondo poiché, se non supportati da un ottimo sistema di raccolta differenziata o hai l’inceneritore e la discarica, o ti servi dell’inceneritore e della discarica di qualcun altro.

Le discariche sono soluzioni brutte ed inquinanti che nessuno vuole avere vicino a casa sua, l’inceneritore invece ha qualcosa in più. Oltre ad essere brutto ed inquinante è anche legato ad un piano industriale che Stato e Multiutility spingono alla produzione feroce, poco conta quanto il cittadino sia puntiglioso differenziatore.

A Parma, come da qualsiasi altra parte, gli inceneritori sono sponsorizzati direttamente dallo Stato con tanto di articoli di legge. La legge è in impedimento sovraordinato alla decisione di qualsiasi Sindaco e Federico Pizzarotti, non potendo muoversi all’occupazione del Parlamento, ha scelto di concentrarsi sulla differenziata per affamare il mostro.

C’è riuscito? Martedì sera, Gabriele Folli, assessore all’ambiente e alla mobilità di Parma, è stato ospite e relatore a Rimini in una serata del Movimento, nella quale ha spiegato i risultati di quella che è stata a tutti gli effetti l’eliminazione totale del classico bidone dell’immondizia, per un passaggio ad una differenziata porta a porta con tariffazione puntuale. La bontà di questa operazione è stata confermata proprio in questi giorni ad Ecomondo dove Pizzarotti e Folli hanno ritirato il premio di Legambiente per essere, relativamente alle dimensioni, il Comune più riciclone d’Italia. Per un comprensorio di quasi 200 mila abitanti è un caso nazionale.

Come detto il premio è stato ritirato alla Fiera dell’Ecologia, ultima fiera veramente importante rimasta a Rimini e che sia degna di nota, perlomeno riguardo partecipazione, lo rivela il numero di  signorine intente a lasciar biglietti da  visita dei nightclub fuori e dentro i padiglioni allestiti. Comunque sia il Sindaco di Parma, richiestissimo per i selfie dagli operatori del settore, ha colto l’occasione per farsi un’idea di come migliorare ulteriormente le performance del suo Comune da Record.

In Conclusione due giornate per lanciare un messaggio: il Movimento non è solo capace di fare opposizione, laddove amministra, anche se si tratta di comuni con pesanti eredità, non si limita a salvare la baracca, ma ottiene record. Bagheria insegna. Ne prenda nota soprattutto chi pensa che governare voglia dire produrre slogan su quello che si intende fare una volta rieletti.

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@DadoCardone

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Giulia Sarti – Infiltrazioni Mafiose in Emilia Romagna

Venerdì 30, nel Comune di Parma, si è tenuta una serata in cui si è parlato del sistema delle infiltrazioni Mafiose sul territorio. La Mafia, come ben illustrato nell’appuntamento, è tutt’altro che una barzelletta e l’unico sistema per contrastarle è fare rete.

 

 

 

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SOS Adriatico

Mentre il PD dell’Emilia Romagna si ritira vergognosamente dal Referendum contro le Trivelle molti altri si muovono per divulgare le informazioni colpevolmente omesse. Venerdì 23 nelle sale del Palazzo Podestà in Piazza Cavour, una serata per fare il quadro della situazione. Relatori: l’Euro Parlamentare Marco Affronte e il Ricercatore Dott. Leonardo Setti.

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Ritorno al Passato.

Nei giorni in cui in Italia si torna a discutere animatamente del diritto di legittima difesa, a Rimini torna in auge Casa Madiba Network, che si occupa di chi una difesa non ce l’ha contro nulla, nemmeno contro la negazione dei più elementari diritti. L’Ex Caserma dei Pompieri abbandonata in Via Dario Campana viene riassegnata, o meglio riconsegnata, a chi ne aveva fatto un faro nella nebbia per molti.

Forse non tutti ricorderanno che, in piena emergenza abitativa, con Rimini prima in Italia nella classifica degli sfratti, erano state sgombrate due occupazioni a fine abitativo, mettendo 17 persone in mezzo alla strada senza altra alternativa che una nuova occupazione, quella del Villino Ricci.

Il tema della legalità, o meno, di un’occupazione, anche se a fini abitativi, scosse la coscienza di molti Riminesi, fino ad allora inconsapevoli che gli immobili abbandonati della loro città erano comunque abitati dall’umanità invisibile, quella che si preferisce non vedere.

Se proprio vogliamo dirla tutta (e noi di Citizen abbiamo questo vizio) esistono anche dei precedenti giudiziari che smontano, a determinate condizioni, l’illegalità di un’occupazione. Ad esempio la sentenza n. 35580  del 26 settembre 2007, in Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione a Roma, proprio per un caso di occupazione abusiva ha decretato che:

«Rientrano nel concetto di danno grave alla persona non solo la lesione della vita o dell’integrità fisica ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona: pertanto, rientrano in tale previsione anche quelle situazioni che minacciano solo indirettamente l’integrità fisica in quanto si riferiscono alla sfera dei beni primari collegati alla personalità, tra i quali deve essere ricompreso il diritto all’abitazione in quanto l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona».

Sempre parlando di legge e legalità poi il 2 luglio scorso veniva rigettata la richiesta di sequestro del Villino Ricci in quanto la Dottoressa Sonia Pasini, lungimirante Giudice per le Indagini Preliminari, considerò gli occupanti in effettiva trattativa con l’Amministrazione. Il che vuol evidentemente dire che, pur riconoscendo il fumus delicti, esistono contingenze per cui la legge prevede alternative a se stessa. Se lo segni chi fa finta di non saperlo.

Chi ha fatto molto finta di non sapere le cose è stato il prode Primo Cittadino che ha allargato le braccia in Consiglio Comunale affermando di non poter far nulla per assegnare l’immobile a chi ne aveva bisogno, dopo che la sua amministrazione ne aveva incoraggiato il defenestramento. Improvvisamente si è persino preoccupato della Corte dei Conti, entità di cui non sembrava curarsi prima di redigere la lettera di comarketing per Aeradria o di assegnare il generoso contratto C a Sergio Funelli, capogabinetto senza laurea. Situazione per cui proferì la sibillina frase:

“teatrino in cui rispettare la legge non garantisce che non la si violi”

Per il caso della Caserma in via Dario Campana, si diceva, in prima istanza fu ritenuto necessario persino un bando.. cosa che avrebbe fatto diventare Rimini detentrice di un primato: la prima città al mondo dove dei disgraziati senza una casa, ne la possibilità di affittarne una,  hanno partecipato ad un bando (magari europeo) per riprendersi l’occupazione abusiva da cui erano stati cacciati. Della serie ho visto cose che vuoi umani….

Fortunatamente una robusta pressione politica da parte della Minoranza ha ricondotto l’Assessorato competente a più miti consigli. E’ stata infatti predisposta un’Istruttoria a cui hanno potuto partecipare anche i ragazzi di Casa Madiba Network, tramite l’associazione Rumori Sinistri. Sempre per dirla tutta: l’intenzione non era proprio di riassegnarla ai precedenti occupanti, infatti al primo turno dell’istruttoria si sono presentate tutte le associazione “allineate” di Rimini e provincia. Che poi, una volta capito che il progetto oltre a presentarlo bisognava autofinanziarselo, siano spariti tutti… beh di sicuro non sembrava essere nelle speranze dell’Assessore Lisi.

Nel pomeriggio del 21 settembre, alla vigilia dei 30 anni di Ritorno al Futuro, Casa Madiba Network, legittimata dalla legge oltre che dal cuore, ha ripreso possesso del suo passato. Senza nemmeno dover indossare una pettorina CIVIVO.

P.S.

Una nota a margine. Noi di Citizen eravamo presenti alla consegna delle chiavi e abbiamo fatto un giro per i locali. Se i 50 mila euro li avessero dati a chi si è sempre occupato della caserma forse si sarebbero visti di più. Una pitturata, un impianto elettrico a norma e un dispendioso impianto a condizionatori d’aria, senza predisposizione per fonte rinnovabile, sembrano serviti più che altro a dissimulare la confusione procurata.

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@DadoCardone

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Il PD, le trivelle e il ricatto occupazionale.

Siete pronti ad entrare nell’Era del Petrolio? Dopo essere stati la Miami del Turismo, ad aeroporti falliti, abbiamo virato verso le estrazioni petrolifere e siamo una delle pochissime Regioni che non hanno deliberato per il Referendum contro le trivelle.

Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania, Molise hanno condiviso la delibera con cui sottoporranno la richiesta di Referendum alla Corte Costituzionale.  Sicilia, Calabria, Lazio e Toscana sono invece le Regioni che si disinteressano alla questione per ragioni varie, non ultime quelle che fanno votare un personaggio come De Luca a Governatore di una Regione.

Di certo a guidare chi si è astenuto non c’è una ragione economica, o meglio non ce n’è una che rappresenti il bene di tutti. Il falso mito del  Texas di casa nostra, la Basilicata, dovrebbe farci riflettere su cosa comporta l’apertura a questo tipo di attività. Quali i vantaggi, quali i rischi?

In Regione Emilia Romagna, soprattutto dalla zona di Ravenna, si innalzano le lodi al petrolio. Gianni Bessi, Consigliere Regionale in quota PD, cita su Corriere Imprese l’autorevole voce di Renzo Righetti, niente popò di meno che il Presidente dell‘Offshore Mediterranean Conference, nonchè titolare di un’azienda leader nel campo dell’estrazione in mare. Anche Giannantonio Mingozzi, vice sindaco di Ravenna, si è fatto sentire in merito ed entrambi prediligono la tipica linea PD da ricatto occupazionale. Chi blocca le trivelle blocca lo sviluppo e sottrae posti di lavoro: è in effetti così oppure sotto questa petroliofilia  c’è il business delle royalties, almeno per i pochi che riusciranno a metterci le mani sopra?

Come detto la Basilicata dovrebbe farci riflettere molto seriamente sulla prospettiva di essere colonizzati dai petrolieri. Prima  di dare il via a quella che era stata definita una nuova Era, per i lucani e il mezzogiorno d’Italia, si erano sprecate tante parole. La benzina costerà meno come le bollette della luce e del gas, con le Royalties si costruiranno strade e ferrovie. Per non parlare poi dei posti di lavoro. Mancava solo dicessero ci sarebbe stato 3 volte Natale e festa tutto il giorno (scusa Lucio).

Il circuito virtuoso prospettato non si è mai messo in moto. Il lavoro manca adesso come allora, non c’è nessun incentivo all’investimento, neanche a quello straniero e…. non auguro a nessuno di dover raggiungere Potenza in treno. In compenso c’è una gran puzza; persino nel miele prodotto nella Val D’agri sono stati trovati  valori altissimi di benzeni e alcoli. Tutto questo passando per monitoraggi ambientali ridicoli. In Emilia Romagna, magari in mare aperto, lontano dagli occhi, pensate che la faccenda sarebbe diversa?

Ne sembra convinto il Presidente della Regione Bonaccini che sceglie la strada dell’indifferenza al Referendum e dichiara di voler far cambiare l’articolo 38 direttamente trattando con il  Governo, perchè la consultazione popolare è il metodo sbagliato. Forse qualcuno gli ha detto che la nostra sveglia al collo non suonerà ancora per un pezzo, perchè qui non si tratta di dare un sì decisivo, ma di dare un indirizzo politico. Dieci Regioni hanno già detto di sì, ne bastavano 5, dunque se formulato in maniera ammissibile il Referendum si farà. La questione era dire no alle trivelle e, conseguentemente, impegnarsi anche economicamente alla pubblicizzazione dei quesiti. A Stefano però girà bene, il suo amico Renzi gli sta lucidando la poltroncina in Senato e state certi che lui non se lascerà scappare… dovesse riempirsi l’Adriatico di bitume.

Sono quasi convincenti tutti questi politici di lungo, medio e breve corso che parlano di posti di lavoro riferendosi al petrolio. Come ci fa notare Marco Affronte, in una sua risposta proprio al Consigliere Bessi, Legambiente ha individuato 17,5 miliardi di euro tra sussidi diretti e indiretti, esenzioni dall’accisa e finanziamenti erogati all’industria del fossile, in Italia. Prendete questi due spiccioli, investiteli in ricerca e sviluppo per le tecnologie che sfruttano le rinnovabili, poi fatevi due risate pensando a quanti posti di lavoro avrebbe dato il petrolio. Purtroppo però questa scommessa non verrà accettata perchè l’interesse della popolazione viene ancora una volta impedito e non esiste modo più diretto di farlo che negare un Referendum.

P.S.

“Dire che l’Italia è ricca di idrocarburi è come dire che il nostro paese è il paese degli elefanti perché ce ne sono due allo zoo di Pistoia e altri tre o quattro sparsi per i circhi.” [Luca Pardi]

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@DadoCardone

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Bolkestein ed altre idiosincrasie

098Nel fine settimana dall’8 al 10 di ottobre si è svolto un appuntamento fieristico molto importante per Rimini e il Turismo in generale. TTG, SIA Guest e Sun, praticamente turismo, ospitalità e arredamenti da esterno hanno occupato i padiglioni della Fiera. Un appuntamento riservato agli operatori del settore e ai venditori di pentole…. o erano politici? Ora non ricordo.

Citizen, con i suoi potenti mezzi (Cruma), è andato a curiosare ad un evento in particolare, quello organizzato dalla CNA in cui si parlava di Bolkestein. Avremmo potuto partecipare anche agli altri incontri, ma non ce la siamo sentita di ascoltare Gnassi che parla di come ha salvato il turismo Riminese con dei cartelli pop. Ricordo, a beneficio di inventario, che Rimini è andata in negativo nei pernottamenti oltre ai due punti percentuali, nell’estate meno piovosa dell’ultimo quinquennio, con l’aeroporto aperto e con una crisi mondiale in atto che sconsigliava a chiunque di uscire dai confini. Il motivo per cui stava facendo la ruota lo sapeva solo lui.

Francesca Barracciu
Francesca Barracciu

Anche all’evento CNA, comunque, ci siamo dovuti sorbire la nostra bella dose di politici, ma lì era funzionale alla spiegazione che la politica deve a circa 30 mila aziende italiane messe in discussione dalla Bolkestein, o meglio, dall’immobilità della politica italiana nei confronti della Bolkestein.

Il Governo, sostiene il Sottosegretario Francesca Barracciu, ritiene il turismo una priorità. Infatti  manda un’indagata per peculato a sostenere che i problemi li ha provocati chi ha governato l’Italia per vent’anni prima di loro, che loro ce la stanno mettendo tutta, ma il destino dei Balneari è legato ad un paio di richieste del TAR alla Corte Europea e… bisogna aspettare. Il pubblico, come intuibile, non ha reagito molto bene.

L’altro relatore politico di competenza è stato l’Assessore Regionale Corsini, leggero come le due frasi che gli hanno insegnato a ripetere. Ha parafrasato qualcosa di poco convincente rispetto ai segnali di ripresa, al non chiamare il mare d’inverno “destagionalizzazione” (probabilmente perchè difficile da pronunciare) e mi pare che abbia detto anche qualcosa sui russi… ma non ne sono sicuro, stavo contando i punti luce sul soffitto.

Angelo Vaccarezza
Angelo Vaccarezza

Grandi applausi invece per Angelo Vaccarezza, Presidente Commissione Affari Istituzionali e Bilancio Regione Liguria, l’unico che ha soddisfatto le aspettative di un pubblico che non si vuol sentir dire altro che “hai ragione”. Lui le cose le ha messe subito in chiaro con un’unica slide inneggiante ad un “No alle aste” ed ha proseguito con un accorato intervento in difesa della categoria, che ha costruito tanto ed ha investito a costo di grandi sacrifici. Applausi.

Applausi che non sono valsi per lo stesso discorso, ma fatto al contrario, da Marco Affronte del Movimento 5 Stelle. L’Eurodeputato si chiede infatti se sia giusta l’invocata concessione a 30 anni per chi invece fa corrispondere il suo investimento ad una latta di vernice all’anno, o anche meno. Non so dalle altre parti, ma qui in Romagna qualche esempio lo abbiamo. Per questa affermazione il pubblico ha contestato veementemente,

Marco Affronte
Marco Affronte

cosa per cui si era trattenuto ad un’altra affermazione molto più caratterizzante sul doppio binario: all’asta le spiagge rimaste libere da concessioni? Anche no.

Nel complesso un appuntamento inutile in cui la politica ha scaricato su altre contingenze la sua immobilità e dove i balneari hanno fischiato chiunque, tranne chi diceva loro che hanno ragione. Ancora non si sono stufati di chi gli da ragione… contenti loro.

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@DadoCardone

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