Un tranquillo Martedì di Procura

Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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