Un consiglio senza Sinistra.

Un consiglio senza Sinistra.

beatrice lorenzin - patto civico per gnassi - pizzolante-2Più di una persona (due) mi ha intimato di scrivere al più presto un pezzo Citizen sui risultati elettorali di Rimini. Visto che senza i miei due lettori non potrei sopportare la carriera di corsivista amatoriale (vita dura), ho deciso di comporre un articoletto, nonostante il mio coinvolgimento politico-emotivo. Tra l’altro non essendo un giornalista licenziato, né un pubblicista accreditato, me lo posso permettere.

Parto da lontano, da Bologna precisamente. Se a Rimini non si è presentato il Movimento 5 Stelle molti dei ringraziamenti di  Andrea Gnassi dovrebbero essere recapitati a Massimo Bugani che, tramite la sua agente locale, Carla Franchini, ha potuto creare lo sconquasso. Quel minimo di conflitto, quel tanto che basta, per poter anonimamente sostenere che “dove ci sono conflitti non si presenta nessuno”, a meno che non si parli di Bologna ovviamente. Certo che l’uomo cui nessuno può fare ombra, ma che non arriva manco al ballottaggio, è stato enormemente facilitato da alcune incrinature già presenti sul territorio quali: il megafono dell’ex moglie di Grillo, caricata a molla dai suoi complessi d’inferiorità, un assortimento di mignatte vanitose e un gruppo che “stiamo buoni, se no s’incazzano”.

Comunque sia, questo risultato elettorale è figlio dell’assenza del Movimento, dato penso incontestabile. Il problema è che la proditoria eliminazione dell’Yin ha fatto ribaltare lo Yang e, attualmente, il Consiglio Comunale di Rimini si appresta ad essere occupato da un coacervo di entità neoliberiste che mette i brividi e per cui l’unica forma di partecipazione è quella agli utili. Welfare State addio.

La Maggioranza è tenuta in piedi dalla lista di Pizzolante, Patto Civico e Città Metropolitana per Gnassi, che ha piazzato 5 seggi, tra cui non c’è il fido Vincenzo Gallo, il più parziale Presidente del Consiglio Comunale di sempre. Vale a dire che le politiche di Sinistra, se mai fossero destinate ad esserci, dovranno passare per il setaccio dell’Onorevole, per non parlare poi degli Assessori che gli sono dovuti secondo le più classica applicazione del Manuale Cencelli.

La Minoranza invece è completamente privata di qualsiasi espressione non dico di sinistra,  ma manco di centro. Riconfermati: Nicola Marcello (recordman con 1237 preferenze), Gennaro Mauro  e Gioenzo Renzi. Riconfermato anche Luigi Camporesi che dopo aver mollato gli amici (?), insultato il mondo, millantato primati nel Movimento, costruito liste poi accorpate perché vuote, infiltrato liste di disturbo, minacciato denunce, è tornato (come avevo predetto qualche pezzo fa) esattamente dove era partito. Con il vantaggio di non avere più la Franka tra le scatole, ma con lo svantaggio di non avere più Tamburini a coprirgli le spalle. Grosso problema…. Perché il secondo era l’unico a possedere una cultura politica tra i tre e praticare la politica solo per rancore non è mai auspicabile.

Tutto nuovo invece il comparto Pecci, il quale, secondo me, è passato in chiesa ad accendere un cero a San Pinocchio per non essere costretto a dimostrare in che modo si riempie l’Aeroporto Federico Fellini di Milioni (e milioni) di passeggeri in arrivo. Da lui mi aspetto un bel po’ di materiale per raccontare della tragicommedia Consiliare…. Può battere la Franka se s’impegna.

Fuori dal Consiglio in molti, ma non tutti i mali vengono per nuocere, come si suol dire. La prima degli esclusi è la lista Rimini People, che mi asterrò dal commentare in quanto mi troverei in conflitto di interessi, ma che vi invito a seguire nelle sue attività, anche ora che si è fuor di candidatura. Dietro, di poco, la lista dell’Assessore uscente Sara Visintin. Un vero peccato non poter vedere in azione il suo Sindaco della Notte ruolo ideato, pare, da Luca “Tourette” Santarelli (8 voti); come se non bastassero tutti i sindaci che lasciano girare di giorno. Sono anche addolorato di non poter vedere in Consiglio Addolorata, Di Campi, che, con il suo Popolo della Famiglia, ci ha regalato la magia di una piazza gremita da un uomo solo: Mario Adinolfi. Indifferenziabile. Non posso dirmi addolorato invece per il penultimo posto di Ottaviani Prima gli Italiani, anche se non sono riuscito a capire chi caspita è che nel 2016 vota ancora simulacri del fascio, quando sono disponibili così tante alternative scioviniste. Un po’ demodé. Ultima Marina Mascioni con il Fronte Nazionale per l’Italia. Sugli ultimi non s’infierisce.

P.S.

Al Seggio:

Presidente: “ma qui c’è scritto solo Ricci, come facciamo a sapere se è la femmina o il maschio”

Rappresentante di lista Roberto: “è femmina glielo dico io”

Presidente: “ma come fa a dirlo?”

Roberto: ”come faccio? Sono il suo babbo!!”

dado

 

@DadoCardone

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.