Tyll. Il re, il cuoco e il buffone – di Daniel Kehlmann.

Edito da Narratori Feltrinelli – 318 pagine – 18,00 € al momento del mio acquisto.

Vi incuriosisce la letteratura contemporanea tedesca? Daniel Kehlmann parrebbe un buon modo per cominciare, soprattutto per l’ironia con cui descrive il suo popolo e i rapporti con le altre nazioni.

Nell’occasione di questo libro si parla della Germania del Seicento. E’ il teatro della Guerra dei Trentanni, dove i sovrani europei, cattolici e protestanti, combattono al costo della devastazione totale, per allargare la loro influenza.

E’ un’Europa persa nel sonno della ragione, tra peste, superstizione ed eruditi che inventano la loro materia, perché nessuno in realtà sa proprio niente. Nella Germania di quel tempo, dove persino il tedesco è una lingua ancora da definire, nasce la Saga di Tyll Ulenspiegel, il giullare più famoso del suo tempo.

Tramite l’avventurosa e misteriosa vita di Tyll, noto come e quanto i personaggi più celebri della sua epoca, Khelmann scende in profondità nell’ipocrisia del tempo senza risparmiare nessuno, dal gesuita al Re, dal fattore all’ambasciatore. Il suo mezzo è il Buffone che parla da pari a pari con chiunque, ammaliando tutti con abilità che, a volte, hanno un che di sovrannaturale.

Il libro è bello, ben scritto, coinvolgente. Se però devo trovargli un difetto è la fine, che trova correttamente una conclusione al ciclo di ognuno dei personaggi, tranne che per lo stesso Tyll. E’ una scelta precisa dell’autore, che decide di far scappare il suo personaggio anche dalla fine del libro, come per tutto il racconto scampa alla sua morte. Solo che lascia tutto un po’ sospeso.

Comunque consigliato.

@DadoCardone

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