Tutto fa brodo, persino il profugo.

Tutto fa brodo, persino il profugo.

volontari-profughi-civivoA Rimini i profughi sono come le banane, sono gialli, per via di una pettorina, ma al posto nel classico bollino blu sono marchiati Ci.Vi.Vo. E’ un’altra delle trovate mediatiche dell’Amministrazione degli Anelli, che di reale fa molto poco, ma per quanto riguarda Selfie, Cartoline e Rendering non si fanno parlare dietro da nessuno.

Qui, in quel piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico [cit.], siamo entrati nel rush finale che si concluderà con le elezioni amministrative della Primavera 2016… e si vede. Se c’è un operaio che chiude una buca in mezzo alla strada viene subito chiamato “Cantiere” e gli mettono sulla schiena un cartellone tutto colorato annunciante che, sì, lì la città cambia, ma finirà di cambiare solo nel 2018, solo se rieleggiamo Gnassi. Nel frattempo sui quotidiani, quasi ogni giorno, vengono pubblicati rendering di ogni tipo, senza che vi sia un solo percorso attraverso uno strumento urbanistico degno di questo nome. Da anni sentiamo parlare di Masterplan Strategico, ma solo adesso scopriamo che, oltre a pagare riccamente la carta delle fotocopie ad Ermeti, serviva a ben poco. Se entro marzo il Comune di Rimini non presenta un Piano Strutturale Comunale (PSC) si esce dal Regime di Salvaguardia e si torna all’antidiluviano Piano regolatore Generale Comunale (PRG). Come ricorda spesso Massimo Lugaresi sul suo Salvarimini, siamo gli unici di tutta la Provincia (o forse del mondo) a non esserci adeguati. Il motivo? Qualcuno allarga le braccia e dice: “le osservazioni dei cittadini”, ma di quelle si è fatto un metaforico rogo appena il Primo Cittadino, ad Agosto di quest’anno (!!), si è sentito pronto a fare le sue. Pigrizia o PSC scomodo? Ognuno tragga le sue conclusioni.

Poco male perchè, come detto, l’immobilismo viene dissimulato con una verve mediatica fuori dal comune, degna del Matteo nazionale, o forse proprio della stessa scuola.. chi lo sa. Certo l’impresa viene resa molto facile da un’informazione che pubblica qualsiasi cosa all’Amministrazione, senza sprecarsi in troppi commenti. Un giorno di questi mi aspetto di vedere su qualche giornale la rubrica “Unisci i puntini”  già completata dal Sindaco. Il Soggetto ovviamente sarebbe un cerchio concentrico (questa la capisce solo chi vive a Rimini).

Ultima, ma non ultima,  trovata è quella del servizio fotografico del Vicesindaco Lisi con quattro Profughi nel giardino della scuola d’Infanzia La Coccinella. L’esperimento di integrazione consisteva nel fargli pulire il giardino, ma non vi preoccupate cari genitori i vostri bambini non sono mai stati in pericolo. I Profughi erano costantemente accompagnati da un volontario dell’Associazione Ardea e sono state scelte razze mansuete, per la precisione una persona del Ghana e 3 del Bangladesh… a proposito.. pare che un bangladese trovandosi vicino ad cespuglio di rose si sia insospettito riguardo al suo compito.

In ogni caso l’esperimento è riuscito, ma non quello dell’integrazione. Grazie a questa (ed altre) iniziative dell’Amministrazione, si è capito che se facciamo dipingere le scuole ai Ci.Vi.Vo. e pulire i giardini a profughi Anthea non serve.

civivoSia chiaro. Non ho nulla contro l’integrazione, chi fa il favore di leggermi ogni tanto lo sa benissimo, ma sono assolutamente contrario alla strumentalizzazione che si fa di un bisogno reale. L’integrazione è sicuramente un bisogno, come lo è sentire l’esigenza di portare decoro della propria comunità con tanti piccoli atti di volontariato. Non ho però fiducia nella capacità di questa Amministrazione di produrre qualcosa di realmente organico in tal senso, qualcosa che possa vivere di vita propria senza essere riesumato alla necessità di fare un Selfie. I Ci.Vi.Vo. sono stati strumentalizzati durante le elezioni regionali, questo è un fatto. Gli sono stati intestati capitoli di spesa senza guardare alle loro reali necessità. Per essere chiari quel bel blocco di cemento da centomila Euro a Miramare è uno spreco assoluto che non penso rispecchi le esigenze di nessuno, tanto meno quella di chi si è approcciato all’associazione con l’intenzione vera di portare un contributo.

Ora tocca ai profughi. Il marchio di qualità ce l’hanno, il servizio fotografico l’hanno fatto, non rimane altro che vedere se diventeranno abbastanza integrati da togliersi quella cazzo di pettorina e andare in giro senza l’assistente sociale o, addirittura (ma questa è fantascienza) facendoli assistere da qualcuno della loro nazionalità normalmente integrato. Non c’è sempre bisogno di stare in equilibrio sulla palla battendo le mani per guadagnarsi il pescetto.

P.S.

A proposito di Selfie elettorali. Non sto vedendo più quelle belle foto del Primo Cittadino al molo, o come lo chiama lui : La Palata dell’Anima. Lo volevo avvertire che nel frattempo è diventata la Palata della Vodafone.

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@DadoCardone

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