TPL – Il Piano del PD [intervista a G. Tamburini]

TPL – Il Piano del PD [intervista a G. Tamburini]

10515319_804716659580288_7256774018352510487_oVenerdì mattina si è tenuta una commissione consiliare sul trasporto pubblico locale piuttosto calda, come mai la temperatura si è alzata tanto?

Una commissione interessante in cui abbiamo approfondito alcune tematiche legate al trasporto pubblico locale, anche in relazione alla nuova ed ennesima azione di gigantismo aziendale, tanto amate dal Partito Democratico. Dopo le fusioni nella Sanità, nei vettori con START, in altre partecipate e multiutility, ecco la fusione delle Agenzie Mobilità di Rimini, Forlì e Ravenna e la scorporazione della ‘bad company‘ riminese PMR (patrimonio mobilità Rimini) con dentro il famigerato TRC. Altra fusione con il solito optional incorporato: la cortina fumogena che impedisce di capire e comprendere molte questioni che destano preoccupazione.
Al solito c’è l’obiettivo, fumoso, sbandierato in ogni sede dagli amministratori, fatto di economie di scala, efficienza, risparmi. E poi c’è quello che interessa realmente alla politica…

– E…Quale sarebbe?

Più il cittadino si ‘avvicina’ alle istituzioni, anche grazie a maggiori obblighi di trasparenza e pubblicizzazione per gli enti pubblici e più la politica tenta di allontanare dai cittadini alcuni importanti centri decisionali. Come appunto quello legato alla sanità, alla gestione dei rifiuti, ai trasporti pubblici.
Il “core” di queste società è sempre più lontano dai territori. Sempre più inaccessibile. Sempre meno trasparente.

– Alla commissione hanno partecipato, oltre all’assessore Brasini, il Presidente di AM Frisoni (solo casualmente nipote di Melucci) e il Direttore AM Dal Prato. Molte parole e molte slide. Considerazioni su quello che è emerso?

Ripeto quello che ho detto intervenendo durante la discussione. Nonostante le parole di Agenzia Mobilità tentassero di dipingere una situazione virtuosa e positiva per la nostra provincia, la realtà pare dire esattamente il contrario. Le parole e le presentazioni in slide contenevano astuzie comparative in grado di creare una sorta di realtà artificiale distorta. Sono stati messi a confronto dati non omogenei e omettendo di menzionare quegli aspetti che penalizzano il servizio di trasporto pubblico riminese rispetto alle altre realtà territoriali regionali. Come ad esempio l’età e la qualità del parco mezzi. Nella nostra provincia girano autobus vecchi, inquinanti, scomodi. Si vedono circolare autobus che sono quasi da museo.
Inoltre abbiamo visto come la realtà turistica riminese porti un vantaggio in termini di redditività dei biglietti. I turisti sono meno indipendenti negli spostamenti ed utilizzano, in media, maggiormente il TPL. Questo fa si che i ricavi della bigliettazione a Rimini siano di 1,34 €veicolokm contro la media regionale di 1,15.
Ma questi maggiori ricavi non vengono scaricati verso i cittadini per portare risultati migliori per i riminesi rispetto alla situazione regionale.

– Cioè rispetto alla media regionale maggiori ricavi, ma servizi peggiori?

Peggio ancora. Maggiori ricavi sui biglietti, ma servizi peggiori, mezzi più vecchi e dulcis in fundo prezzi più alti. Durante la commissione è stata proiettata una tabella in cui si evidenziava come gli abbonamenti per gli studenti costerebbero meno a Rimini rispetto alla media regionale e lo stesso per gli abbonamenti annuali.
Ma i dati erano disomogenei e disegnavano una realtà artificiosa.

– In che modo?
Veniva messo a confronto furbescamente il costo dell’abbonamento studenti che a Rimini è di 10 mesi contro il costo di riferimento regionale che è riferito a 12 mesi. Il costo mensile quindi diventa più alto a Rimini.
Stessa furbizia per gli abbonamenti annuali. Veniva indicato il costo medio regionale che era più alto di quello riminese, che però era riferito ad abbonamenti per over 60. I dati che ho reperito in rete e riferiti ai pensionati indicano costi molto minori in regione rispetto a Rimini.
Questa è la situazione.

– La fusione tra le tre aziende locali in una Agenzia Mobilità Romagna è un obbligo di legge. Da questo punto di vista poco da dire. O no?

La regione ha fortemente indirizzato queste scelte stabilendo obblighi di fusione. Tuttavia il mancato rispetto di tale obbligo non è sanzionato.  Piacenza, Parma, Modena, Bologna, Ferrara non hanno in corso alcun processo di fusione. Modena e Ferrara addirittura osteggiano il processo di accorpamento.
Non dipingiamo questa operazione come se l’unica cosa possibile fosse allargare le braccia.
Ci si deve fermare per capire bene. E chiarire alcuni punti ora piuttosto opachi. Ad esempio come si sorreggerà la nuova azienda PMR? Come pagherà i debiti? Chi garantirà per lei in caso di mutui? E l’aspetto occupazionale?
Senza considerare altri aspetti di programmazione e approfondimento.

– Ad esempio?

Come è possibile parlare di TPL se non si attua una seria politica di progettazione della mobilità? Questa andrebbe affrontata con un piano intercomunale di visione complessiva per affrontare il tema della mobilità. Mobilità carrabile privata, pubblica, pedonale, ciclabile e su strada ferrata obbligata. Se queste tipologie sono poste all’interno di un piano complessivo, forniranno risposte specifiche per i gruppi d’interesse e sarà possibile ipotizzare prima e in seguito verificare le ipotesi di spesa ed i costi effettivamente sostenuti.

– La commissione è stata convocata con l’invito a partecipare a tutti i Sindaci della provincia e pare che questa cosa non sia stata molto gradita. Come mai?

Personalmente ho ringraziato i sindaci presenti perchè hanno portato al Consiglio Comunale di Rimini la loro visione sul trasporto pubblico locale. E quelle che sono le criticità che riscontrano sui loro territori. Che piacciano o meno, visti i continui accorpamenti, si deve ragionare sempre più in termini territoriali allargati. E per i consiglieri di Rimini è importante, ritengo, conoscere la realtà provinciale e romagnola con cui dobbiamo condividere alcuni progetti su servizi essenziali.

– Non tutti l’hanno vista in questo modo. Il PD ha criticato e polemizzato per la partecipazione di alcuni sindaci.

Per il PD è insopportabile la presenza di voci scomode e non allineate, in particolare in appuntamenti istituzionali. Soprattutto quando l’oggetto della discussione riguarda temi su cui vorrebbero meno ‘casino‘ possibile. Ecco perché, ad esempio, impedisce ed osteggia la partecipazione di soggetti esterni in Consiglio Comunale. Che siano cittadini (hanno ad esempio bocciato la mia delibera di question time del cittadino) o loro rappresentanti, come successo ultimamente con il rifiuto a far intervenire le parti sociali durante il consiglio tematico sul Jobs Act. Sopire, mantenere sottotraccia, non disturbare il manovratore.

-Lunedì mattina non tutti i Sindaci hanno raccolto l’invito.

Erano presenti solo i sindaci non di area PD. I Sindaci del centro sinistra non sono intervenuti e non hanno mandato nemmeno un loro delegato. Erano ordini arrivati da Rimini? Boicottare la commissione? Sembra chiaro.
Peccato. Sarebbe stato interessante conoscere anche la loro posizione sul trasporto pubblico locale. Avrei ascoltato volentieri, ad esempio, i sindaci di Santarcangelo, Cattolica, Misano.
Ordini di scuderia lo hanno evidentemente impedito. Cosa avrebbero potuto dire di scomodo?

– E quelli che  sono intervenuti, come i Sindaci di Coriano, Riccione e Bellaria come si sono espressi?

Interventi puntuali e interessanti non senza qualche passaggio polemico. Interventi che hanno fatto mugugnare parecchio la maggioranza. Che ha trovato insopportabile che Sindaci non PD criticassero in quel modo. Mugugnare fuori dai microfoni: ecco l’unica cosa che la maggioranza ha fatto in tutta la mattinata. Al solito. Atteggiamento che si ripete continuamente. Nessun contributo e silenzio totale. Da bravi soldatini. Si vota quando è ora e se qualcuno osa dire qualcosa di disallineato viene attaccato e sgridato davanti a tutto il consiglio. E’ accaduto anche durante l’ultimo consiglio comunale sul jobs act. Davvero democratici.

Intervista a Gianluca Tamburini a cura di @DadoCardone

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