Spiaggia Libera? Occupata.

Le parole sono importanti. Prendete il nome Spiaggia Libera. Sono abbastanza sicuro che quando l’hanno chiamata “spiaggia libera” intendevano che bisognasse lasciarla com’era, senza aggiungere altro. Nella definizione delle norme nazionali le spiagge libere , anche se attrezzate, devono rimanere ad uso prioritario del pubblico. Persino le leggi Regionali dell’Emilia Romagna intervengono sullo stesso concetto, auspicando una maggiore percentuale di arenili liberamente accessibili.

E a Rimini? Nella Repubblica (Im)Popolare Riminese, ultimo avamposto PD nell’occidente civilizzato, il Presidentissimo Gnao Tse Tung ovviamente se ne frega di quisquilie come il prioritario uso collettivo e, di fatto, privatizza la spiaggia libera. Se vi state chiedendo come si possa fare, è presto detto.

L’idea si chiama Beach Arena. Un palco (10mx20m), cinque chioschi (4mx4m), cinquanta giorni  di occupazione (più montaggio e smontaggio) con un non meglio identificato contenuto di sport e spettacolo. Già questa informazione da sola contravverrebbe a quanto stabilito dalla Legge Regionale, che stabilisce un massimo di 30 giorni di occupazione, e da quanto recepito nel Piano dell’Arenile. Ci sono però anche altri particolari da mettere in evidenza.

Durata del Bando.

Come rileva Raffaella Sensoli nella sua interrogazione al Consiglio Regionale,  il bando che assegna tutto sto popò di roba si apre e si chiude in venti giorni. Come dire che tutti gli interessati a gestire uno spazio pubblico in piena stagione estiva (dal 10 luglio al 30 agosto!) con 50 giorni di sport e spettacolo, per tre stagioni + una (non si sa mai che Gnao Tse Tung venga rieletto) devono organizzare una proposta credibile in venti giorni. E’ chiaro che l’interesse preminente non è stato quello di individuare la proposta migliore, magari quella di una delle tante agenzie che organizzano eventi a livello europeo. Non dico che lo sia, ma quello che sembra e che ormai si dice in giro, non è bello. Vox populi, vox Dei.

Cambio d’uso del bene pubblico. E’ chiaro che, di fatto, privatizzando la stagione estiva della spiaggia libera se ne cambia anche l’uso e il senso. Una zona che, anche nell’intenzione del legislatore, andava tutelata, diventa l’ennesima occasione di consumo di un bene pubblico. Come fanno notare Marco Affronte e le associazioni (Italia Nostra, Comitato Spiagge Libere Rimini, One Labour Party),  che hanno formalmente diffidato il Sindaco dal proseguire su questa strada. Nei dieci km di litorale riminese non mancano certo le spiagge attrezzate, né l’occasione di organizzare feste. Quello che in sostanza viene a mancare è l’opportunità, per chi predilige un ambiente naturale, di vivere la spiaggia senza l’invasione di palchi, ciringuito e 50 giorni di qualsiasi cosa vogliano farci. Di fatto si discrimina un preciso tipo di turismo, che pure ha un suo senso per molti cittadini europei.

Sicurezza. Rimini, si sa, durante l’estate aumenta esponenzialmente la sua popolazione non solo turistica. Dove c’è tanta gente, ci sono anche molti che vogliono approfittare illecitamente di questo traffico. La cronaca di ogni estate ci restituisce racconti di vere e proprie scorribande notturne dove, predoni cammellati, razziano coppiette manco si trovassero accampate nel Sahara. Una delle condizioni che agevola questo stato di cose sono i posti dove nascondersi. Rimini, tra colonie e altri luoghi abbandonati, di nascondigli ne offre molti, senza bisogno di aggiungere un palco permanente e strutture varie. Che questo sia il destino di Beach Arena non è tirare ad indovinare, infatti la lunga permanenza del palco è stata già sperimentata nel 2017 e i racconti di operatori balneari e forze dell’ordine non lasciano nulla alla fantasia.

Disabili. Ultima, ma non ultima, la questione della disabilità. Ricordate le dichiarazioni, dei vari rappresentanti dell’Amministrazione, secondo i quali una delle ragioni della passerella aggrappata alle mura Malatestiane era che così finalmente i disabili si possono godere il Ponte di Tiberio? Bene. Che i disabili lo sappiano. Nel loro futuro c’è solo archeologia, niente bagni in mare. Fino al 2016, dalla strada, una passerella per disabili, con punto d’ombra, consentiva anche alle persone con varie disabilità di raggiungere la battigia in carrozzina. Dall’anno scorso è finita la pacchia. Quest’anno poi, con il montaggio delle strutture pro Beach Arena, certe fantasie i disabili se le devono far passare per tre anni (+1). Non si può avere tutto, che gli basti contemplare i ponte di Tiberio. Quando l’ipocrisia è così concentrata la si può quasi toccare.

Ricapitolando.  Gnao Tse Tung, della Repubblica (Im)popolare Riminese, si appropria anche della spiaggia libera. Lo stile è quello classico del PD, mea culpa non troppo convinti e poi via ad azioni che non c’entrano nulla con la parte politica che millantano di rappresentare. Un bando che sembra costruito per un solo vincitore, discriminazione per turisti e disabili, miopia da consumo e privatizzazione di un luogo pubblico. Potete anche indignarvi se volete, tanto se ne fregano.

P.S.

“Il capitalismo? Libera volpe in libero pollaio.” [Che Guevara]

 

@DadoCardone

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