Salvateci dall’Erba Errante [di Fausto Battistel]

Salvateci dall’Erba Errante [di Fausto Battistel]

faustoettoreL’importanza di avere un esperto occhio esterno alle questioni ed agli interessi del territorio, ma sensibile e conoscitore dell’impianto delle città che per centinaia di anni hanno soddisfatto e protetto i piccoli territori frammentati della realtà Italica. Una proposta di seria riflessione sul futuro sviluppo dei territori comunali, sulle opportunità, e sui criteri di valutazione da adottare come linee guida per la progettazione. Questa non vuole essere una sfida, ma un regalo alla città di Rimini, che tra “erbe erranti”, che essendo mobili non si possono calpestare, e neanche fumare, edifici tardo modernisti e tessuto urbano monofunzionale non ricorda neanche lontanamente i fasti del passato, ed anzi affanna nello scopiazzare edifici ed impianti contemporanei attinti ad altre realtà, anch’esse prive d’identità.

L’uniformità linguistica degli edifici di una società consumistica ormai in declino, può essere annullata attingendo alla storia ed alla cultura del territorio utilizzando elementi riconosciuti da una quotidianità ed un esperienza millenaria. La riproposizione contemporanea di un abaco riminese, con la possibilità di scrivere nuove opere, con segni riconoscibili e certificati certi. Questo non significa creare dei falsi, né l’incapacità di usare nuovi linguaggi, ma riconoscere, accettare ed utilizzare con sapienza i risultati raggiunti. Il significato delle forme e dei segni si forma in un tempo molto lungo, si sedimenta e chi fruisce spazi ed architetture è rassicurato se comprende ciò che l’occhio percepisce, un po’ meno se per accedere ad un edificio o ad una stanza devo spiegare o indicare quale è l’ingresso o se devo raccontare quale funzione ha l’edificio perché non è comprensibile.

Io non sono reazionario, neanche bigotto od estremista, ma se in tutto il mondo aspirano a venire in Italia per vedere ed ammirare le nostre città, i nostri centri storici, i nostri palazzi, teatri, chiese, casini di caccia e chi più ne ha più ne metta; Un motivo pure ci sarà!

Perché accontentarsi di brutte periferie con insignificanti costruzioni, o deturpare centri storici con costruzioni distoniche rispetto al contesto? Ognuno la pensi come vuole ma a qualsiasi proposta di architettura residenziale modernista io di gran lunga preferisco l’architettura vernacolare dei trulli pugliesi, dei dammusi siciliani, delle case Walser montane, dei borghi toscani, marchigiani, piemontesi , masserie salentine e campane, corti agricole lombarde e piemontesi, palazzi urbani in quasi tutte le città ed i paesi, bagli siciliani, piazze, piazzette, logge, porticati, altane, terrazzi,  e se davvero voglio volare alto tra palazzi rinascimentali, barocchi, neoclassici  o medievali ho un campionario di proporzioni, forme, elementi e materiali a cui attingere, che per altri 2000 anni sarò in grado di realizzare città edifici, parchi, giardini, quartieri, borghi e paesi che potrebbero avere lo stesso fascino ed anche più rispetto ai quartieri odierni. Osservare e rispettare proporzioni, accettare e proporre dimensioni di comprovata qualità, umanesimo e non tecnicismo e presunta perfezione, basta con standard, dimensioni imposte, indici, zonizzazioni, gli esempi e le eccellenze ci sono da mille anni dimostrano la loro qualità, smettetela di farci riempire carta  e abbattere alberi per stampare moduli insulsi. Dizionari disegnati, libri di modelli ammessi per funzioni e aree urbane e non, riproposizione di elementi e artigianalità territoriali, questo ci salverà, non certo grattacieli e priapismi architettonici o semiotici, perché  l’architettura e l’urbanistica non si alimentano a viagra, ma attraverso la fatica dello studio, della cultura e dell’osservazione della realtà e l’ascolto delle esigenze e delle necessità dei cittadini.

Fausto Battistel Architetto

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