Rimini prima nella classifica del Crimine? Dev’essere un errore.

E niente. Rimini è ancora maglia nera del Crimine. Com’è possibile?

Eppure molto è stato fatto per migliorare questa città. Abbiamo speso più di cento milioni di euro per il TRC e un giorno sapremo anche a cosa serve. Abbiamo di fatto dimostrato che, sostituendo i semafori con rotonde e cartelloni colorati, il traffico non cala. Abbiamo rifatto le fogne costringendo l’acqua a salire verso monte, robe che neanche Mosè. Abbiamo regalato la possibilità di costruire un intero quartiere vista lago alla Conad, per alleviare le sofferenze di Cagnoni e per avere una piscin… no quella ancora no.  Abbiamo trasformato Piazza Malatesta in una piazza IKEA, senza una panchina, ne un cazzo di albero, ma con parcheggi riservati ai dirigenti del Teatro, perché, Vivaddio, abbiamo un teatro! L’abbiamo inaugurato dopo più di 70 anni e presto, forse già l’anno prossimo, toglieremo i posti da dove non si vede una minchia.

E che dire poi dell’innovativa idea di trasformare il centro, tra Fulgor e Castello, in una mostra diffusa dedicata al Maestro Fellini, l’immenso genio del cinema che il 90% dei nostri turisti pare abbia sentito nominare almeno una volta? Non parliamo però solo dell’imminente, parliamo anche di quello che già è stato fatto, come la piccola Venezia nel porto canale. Per godere di questa suggestiva vista non si è badato a spese, né a mura medioevali.

Potrei elencare tante altre iniziative di altrettanto successo, ma la domanda rimane sempre quella. Com’è possibile che una città così attiva, dinamica e protesa verso il bell’arredamento (la riqualificazione è ormai una pratica desueta), sia al primo posto anche di una classifica degradante come quella del Crimine?

Il nostro Primo Cittadino, perfetto rappresentante della Rimini da bere, non perde tempo a rassicurarci. Le rassicurazioni sono roba da mammolette e non servono né ai cortigiani, sempre pronti ad applaudire il  vate dell’apericena, né tanto meno al riminese indifferente, appunto perché non gli interessa. L’unico commento di Andrea Gnassi, allontanando con una manata dai nostri pensieri questa classifica, come fosse forfora da una giacca scura, è che si tratta di un errore proporzionale. Rimini, in estate, cresce enormemente di popolazione e, dunque, i dati sono falsati.

E sia. E’ un errore di proporzioni, anche se il nostro amato Sindaco contribuisce personalmente ad aumentare questa proporzione facendosi denunciare frequentemente (perlomeno più frequentemente di me), per aver mandato a fanculo qualcuno in divisa (n.d.r. “a fanculo” è una figura retorica). Sì, un processo ci sarebbe anche per aver abusato del suo ufficio firmando una lettera di Patronage ad una società aeroportuale sull’orlo del precipizio, ma quelle sono quisquilie. L’ha fatto per il nostro bene e per l’indotto, cosa che ci induce alla clemenza… ma noi non siamo giudici, al limite possiamo perorare la sua causa in un bar, dopo aver letto solo il titolo grosso di un quotidiano. La presbiopia è la brutta bestia di cui nessuno tiene conto, soprattutto quando ci informa.

Ma poi, alla fine, a dispetto degli errori di proporzione, questa classifica ci fa anche un po’ piacere… dai. Nessuno lo dice, ma siamo tutti intimamente convinti che se Milano avesse il mare… sarebbe una piccola Rimini. Che ci frega di un po’ di criminalità, noi eccelliamo. Abbiamo la nostra piccola TAV, il TRC, abbiamo in nostro piccolo caso Alitalia, Aeradria, abbiamo persino la “gente bene” che si sfonda di coca e poi dice che non sapeva fosse reato condividerla con delle amiche. Abbiamo tutto e vogliamo pure il primo posto nella classifica del crimine, anche se fossimo costretti a riempirci di adolescenti che finiscono la serata svenendo nel loro stesso vomito, esche ideali per il malfattore in vacanza. Dovremmo vendere il pacchetto completo nelle agenzie turistiche.

“Questa è un’offerta rivolta a te, amico criminale. Sei stufo di quelle vacanze dove gente sobria sta attenta a tutto quello che fai, rendendoti antipatica la giornata? Da oggi c’è il pacchetto (K)Rimini. Goditi 15 giorni in mezzo a gente ubriaca dalle otto del mattino. Sono tutti fiduciosi, incoscienti, desiderosi di stupefacenti e, in notti particolari, indossano una maglietta rosa per farsi meglio riconoscere. Non sarà più un problema entrare da una finestra aperta, o fregarsi borsa e portafoglio alle coppiette al mare. E se a fine stagione dovesse rimanerti della droga… beh rivolgiti con fiducia alla “gente bene”, per loro è tutto legale! Pacchetto (K)Rimini: più che una vacanza, una stagione lavorativa.”

Io scherzo eh! Con questo non voglio dire che il crimine a Rimini sia favorito dal tipo di turismo che possiamo permetterci, dovendo riempire tante camere a poco prezzo. E non mi si attribuisca nemmeno l’idea che, con tanti posti abbandonati , il criminale trova facilmente ricoveri sicuri. E, dato che ci siamo, non voglio pensiate nemmeno che sostengo che un po’ di crimini li commette anche il caro turista ubriaco e last-minute. Poi non mi ci metto nemmeno a parlare dei crimini da colletto bianco che a Rimini…. Vabbeh,  non importa.

Rimini mi ha adottato da ormai quasi dieci anni, quindi mi sento in dovere di essere fiducioso nel mio Sindaco, perché la città sta cambiando, me lo dicono un sacco di cartelli. Vorrei però essere relativamente menefreghista, perché non è che tutti i cambiamenti mi devono interessare per forza e anche un po’ cortigiano… in fondo anch’io “tengo famiglia”. Non mi resta quindi che dichiarare che Rimini, se non ci fosse l’estate, avrebbe lo stesso tasso di criminalità di Seul.

@DadoCardone

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