A Rimini la Trasparenza non è cosa per i cittadini. Lettera aperta di Moreno Neri.

Nel corso dell’esistenza di Citizen Rimini abbiamo più volte messo in evidenza un sentimento di alterigia che l’Amministrazione Comunale sembra provare nei confronti dei cittadini, soprattutto quando questi si fanno parte attiva e rifiutano di irregimentarsi.

Nella pubblicazione di oggi proponiamo un fatto emblematico e, secondo noi, molto grave. Moreno Neri, probo e proattivo cittadino riminese, prova a fare chiarezza sull’annosa questione della spiaggia libera e della sua destinazione utilizzando il mezzo che la legge gli mette a disposizione: un accesso agli atti. C’è da ipotizzare che le sue domande siano motivo di imbarazzo per l’Amministrazione, infatti, scaduti i termini, nessuno ha risposto.

Indolenza, panico, o arroganza? Moreno ci consegna le sue perplessità in questa lettera aperta:

Io stesso, da cittadino riminese, mi sento imbarazzato per l’inadempienza del Comune di Rimini in merito all’accesso agli atti relativi alle autorizzazioni delle reiterate occupazioni della spiaggia libera di Piazzale Boscovich nel corso del 2017 e in questo corrente anno.

A poco meno di due anni dall’entrata in vigore del Decreto legislativo del 25 maggio 2016, n. 97 Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, il cui scopo è di avvicinare il più possibile il cittadino all’ente pubblico, posti su un piano di parità e di collaborazione, non voglio pensare che questa mancata risposta a un semplice accesso di atti fornisca, viceversa, una risposta precisa circa la concezione di un’amministrazione comunale che si ritiene legibus soluta. L’idea di essere al di sopra della legge, di poter fare ciò che si vuole, di essere il “sovrano” praticata nei fatti (e non per “problemi caratteriali”) costituisce un modo per incoraggiare l’istintiva anomia del cittadino italiano e riminese legittimandone l’atavica attitudine alle illegalità e insieme per incentivarne il connaturato conformismo, consentendo la sua istintiva inclinazione alla sottomissione a un capo (ora togliattiana, ora renziana e domani chissà).

È un modo di fare che sta provocando nella nostra città guasti profondi col persuadere il cittadino che la legge non è uguale per tutti, che la furbizia paga sempre, che col denaro si può acquistare ogni cosa, che basta essere sodale del potente di turno per riceverne benefici, che ogni cosa compresi i beni pubblici può essere oggetto di mercificazione.

La legge che norma l’accesso agli atti è nata proprio per contrastare queste forme di malcostume tutto italiano e per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. È nata anche, dando a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, con la finalità di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, che non è qualcosa di fastidioso o qualcosa da screditare.

L’accesso alla documentazione sulla spiaggia libera, un accesso che per legge dovrebbe essere libero ed incondizionato, è dunque giustificato dalla sola volontà di capire se e quanto la macchina pubblica funzioni effettivamente nell’interesse del pubblico o se e quanto, invece, si lasci rallentare o guidare da interessi privati che meriterebbero di restare sulla porta della Pubblica Amministrazione e, nel caso specifico, fuori dalla Spiaggia Libera, la cui gestione non può essere pensata come se fosse una proprietà privata e non un bene pubblico.

Negligenza, trascuratezza, scarsa considerazione della cittadinanza, arroganza, desiderio di opacità … non so quali e quanti di questi elementi ci siano alla base di questo ritardo che, senza dubbio, costituisce un danno per l’immagine della Pubblica Amministrazione.

Ci sarà sicuramente qualcuno che protesterà accampando che un mancato accesso agli atti e qualche giorno di ritardo sono piccola cosa e che siamo quelli a cui non va mai bene niente. A questa obiezione rispondo che, come insegnano i saggi, il diavolo si nasconde nei dettagli. Sono i piccoli dettagli di qualcosa che rendono difficile o impegnativo il portare avanti o il portare a compimento questo qualcosa.

Attendo con fiducia che la Responsabile della Trasparenza Laura Chiodarelli ponga rimedio a tale situazione.

Moreno Neri

La lettera pubblicata non necessita di alcuna aggiunta per rappresentare perfettamente lo stato d’animo di un cittadino che si vede ignorato, a dispetto di quanto stabilito da un decreto legge. E’ evidente, sottolineiamo noi, che un atteggiamento del genere può dar adito a pensieri poco edificanti. Che si tratti di superficialità o precisa volontà, una norma di trasparenza è stata violata. In un contesto poi che di trasparenza ne riusciva a comunicare già poca.

 

@DadoCardone

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