Rimini, il Movimento e l’Informazione [di Gianluca Tamburini]

Rimini, il Movimento e l’Informazione [di Gianluca Tamburini]

Giovedì scorso in Consiglio Comunale si è discussa e votata una delibera che regolamenta le unioni civili a Rimini. Il dibattito in consiglio stato lungo, appassionata, interessante. Una discussione in cui il M5S ha avuto un ruolo importante. Tutti e 3 i consiglieri a 5 stelle sono intervenuti. Abbiamo spiegato come la nostra posizione, assolutamente favorevole, sia frutto di un bel percorso partecipato dal basso in cui abbiamo approfondito il tema in rete e culminato con una consultazione a cui hanno partecipato oltre 25.000 iscritti certificati (il 90% era per il si, un risultato inequivocabile).

Abbiamo anche denunciato con forza come il Sindaco non possa andare strumentalmente sui quotidiani a millantare una forte posizione favorevole alle unioni civili quando il suo partito e la sua maggioranza consiliare sono fortemente divisi. Infatti una fetta consistente del PD non ha votato a favore. Tra voti contrari e assenze tattiche. La maggioranza in consiglio sul tema c’è perchè i 3 consiglieri del M5S hanno appoggiato la delibera. Insomma un tema importante in città e informazioni importanti da consegnare ai riminesi.

Questa è la premessa. E veniamo all’informazione.

Il giorno successivo al Consiglio Comunale sul Corriere di Rimini c’era un interessante articolo con i commenti dei consiglieri.

Eccolo:

1Notate qualcosa di strano? Manca qualcuno? Manca qualcosa? Perchè non c’è la posizione del M5S? Era ininfluente? Poco interessante? Da ignorare per qualche ragione? Segnalo, perchè so già che potrebbe arrivare una giustificazione del genere, che non ho avuto chiamate perse…

Il giorno successivo ricevo, però, proprio una chiamata dal Corriere di Rimini. Sanavano una svista (può anche capitare)? Oppure tornano sull’argomento perchè interessati alla nostra posizione? Acqua. Sapete cosa mi è stato chiesto? Se fosse vero che, come qualcuno affermava, il nostro nuovo consigliere comunale Martinini fosse un infiltrato del PD… Esticazzi (cit.). E ho dovuto spiegare e difendere il nuovo consigliere da questa accusa arrivata alle orecchie dei giornalisti.

Infatti ecco l’articolo il giorno dopo:

2

Faccio una digressione sul tema.Non ho alcun problema con i giornalisti del Corriere. Anzi. Quando ho avuto la necessità di evidenziare qualche notizia ho trovato assoluta disponibilità. Questa recente vicenda mi serve solo per approcciare in modo superficiale un ragionamento più ampio sull’informazione in città. E’ solamente un esempio emblematico di una situazione che da sempre noi del Movimento 5 Stelle registriamo in città. Interesse nullo o quasi per quello che facciamo, per le nostre azioni, denunce e proposte e una attenzione quasi maniacale per il gossip politico.

In questo caso interessava molto la storia del nuovo consigliere la cui ironia è stata equivocata (da qui il titolo), ma per nulla la nostra posizione su temi legati ai diritti civili. Su questi temi non ci telefona mai nessuno. O quasi. Mi permetto umilmente di credere che questo non sia un buon servizio ai lettori e nemmeno un buon servizio all’informazione in città. In consiglio comunale non si vedono giornalisti da mesi. In commissione nemmeno. Qualcuno forse guarda qualche passaggio via streaming per i consigli. Ma nessuno che abbia mai verificato cosa facciano e come si comportino i consiglieri ‘al lavoro’. E questo via streaming non si vede.

Sapete che ci sono consiglieri che non vengono mai in consiglio o in commissione? MAI. Solo qualche apparizione di pochi secondi per non decadere dall’incarico. Sapete che a volte ci sono consiglieri che arrivano in commissione, leggono un pò il giornale e poi se ne vanno con il gettone? Sapete che ci sono consiglieri che non ho mai sentito parlare e intervenire? Che non danno mai alcun contributo a parte scaldare la sedia? Queste cose non potrebbero interessare ai cittadini che li hanno votati?

 Fondamentalmente l’informazione legata alla politica in città è frutto delle veline inviate dagli uffici stampa. Ed è logico che prevalga il più ‘forte’. Quello con gli uffici stampa che lavorano a tempo pieno (e a pagamento) per lui. L’informazione politica in città è in gran parte un copia-incolla di notizie ‘di parte’. Senza approfondimenti. Senza indagini, senza inchieste. A parte qualche rarissimo caso. Le veline inviate passano senza controllo alcuno. Ogni menzogna diventa teoricamente realtà per l’opinione pubblica.

A Rimini abbiamo bisogno di buona politica. Abbiamo bisogno di cittadini informati che stiano con il fiato sul collo ai loro rappresentanti nelle istituzioni. E’ anche uno dei primi obiettivi e compiti che ci poniamo come forza politica: trasparenza, informazione, partecipazione. Ma da soli non siamo in grado di raggiungere tutti. I nostri mezzi sono limitati. Per mancanza di risorse economiche e anche umane (se avessimo qualche centinaio di attivisti potremmo fare banchetti in tutta la città più volte alla settimana).

Proprio per questo a Rimini (e più in generale in Italia) abbiamo necessità di una giornalismo che pungoli, sproni, morda, informi. Anche dalla loro azione può arrivare un contributo alla rinascita della nostra città.

P.S.

e comunque… siamo molto contenti che sia passato in consiglio comunale questo regolamento eh… visto che non ce l’ha chiesto nessuno avevo piacere a farlo sapere…

Gianluca Tamburini

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