RECENSIONE PER GLI AMICI – “Il libro di Talbott” di Chuck Palahniuk.

edito da Mondadori. 378 pagine e 20,00 € al momento del mio acquisto.

Palahniuk è matto, ma non un matto qualsiasi. E’ fuori dai canoni come dovrebbe saper essere ogni grande scrittore, cosa tanto più difficile quanto più vivi nell’America delle produzioni editoriali a catena di montaggio. Chuck non si ritrova in quel meccanismo ed infatti si assume la responsabilità di scrivere anche qualche libro “così così”, ma poi, a 23 anni di distanza, se ne viene fuori con un prodotto che ricorda tanto la forza narrativa di Fight Club (sì, prima di Brad Pitt c’era il libro😏).

Il libro di Talbott è un racconto folle, ma anche plausibile in maniera agghiacciante, perché tutto ciò che racconta prende spunto dalle idiosincrasie della nostra società, dal nostro bisogno di superficialità e dal consumo pornografico della bellezza.

Il racconto comincia con un ragazzo che entra in una stazione di polizia per denunciare un complotto che sconvolgerà gli U.S.A.. Il complotto verrà messo in opera da una congrega di persone comuni, guidate da un libro che si intitola “Il Giorno dell’Aggiustamento”. Il tomo è scritto da un tale Talbott e preconizza una nuova società, dove le vecchie Elite saranno abbattute e la nazione sarà data in mano a nuovi leader, che guideranno tre nuovi stati. Le comunità saranno divise secondo le uniche cose che veramente le rendono unite: il colore della pelle e l’orientamento sessuale. Nasceranno così Gaysia, abitata solo da omosessuali, Blacktopia, popolata solo da persone di colore e Caucasia, dove gli abitanti sono ovviamente solo bianchi. Tutta questa rivoluzione prende effettivamente il via con una serie di omicidi di massa, eseguiti secondo la Lista dei più odiati d’America, pubblicata in internet e misteriosamente legata al libro.

Da dove viene il libro? E’ un folle esperimento sociale ordito e messo in atto da un vecchio miliardario, mentre si trova legato in uno scantinato, rapito da uno sbandato che vuol diventare ricco. Bene… penso che solo per queste ultime due righe valga la pena di leggere il libro. No?

Non dico nulla di più per non togliere il gusto della lettura. Aggiungo solo che i personaggi sono tanti. Tutti abbondantemente affrancati dalle trame imposte, come i concetti comuni tipo la contrapposizione tra “bene e male. Ognuno di loro genera una storia coerente con la trama, ma che risulta singolarmente avvincente.

Consigliatissimo.

@DadoCardone

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