Quando anche la Cgil si mette a trollare le pagine dei normali utenti Facebook.

Quando anche la Cgil si mette a trollare le pagine dei normali utenti Facebook.

Non c’è nulla da fare, la comunicazione è cambiata definitivamente. E’ diventata isterica, a senso unico, traboccante di particolarismo, benaltrismo e, diciamocelo, anche molto approssimativa. Tutte cose che sappiamo già, ma che è bene ribadire nel momento in cui un addetto dell’ufficio stampa di un corpo intermedio dello Stato, seppur territoriale, ti viene a trollare sulla pagina personale e vuol avere pure l’ultima parola.

L’occasione è la visita di Maurizio Landini a Rimini in cui, con un po’ di prosopopea, richiama una “regressione culturale” riferendosi al lavoro stagionale. Il mio commento, buttato lì, perché a volte non si ha animo di fare la guerra, ma una testimonianza è questione esistenziale, è stato il seguente: “Ecco bravo, fai i tavoli di con Salvini, che la risolvi la regressione culturale.”

Il richiamo, lontano dalla pretesa di avere un peso, era alla recente figuraccia di Landini. Ricordate? Quando ha portato la CGIL a un tavolo di consultazione con il Ministro dell’Interno, che in quel momento era Salvini Segretario della Lega, senza invece pretendere di interloquire con il suo punto di riferimento naturale: il Ministero del Lavoro. Ma di più. Al tavolo era presente solo personale politico della Lega, compreso un certo Siri fresco di licenziamento, di cui la cronaca ci ha ben rappresentato le pene che lo rendono politicamente inopportuno.

Un errore? Che lo fosse lo ha capito anche Landini, tanto è vero che il giorno dopo si è affrettato a dichiarare: “Credevamo di partecipare a un incontro governativo. Nessuno ci strumentalizzi”. Forse dobbiamo considerare che dal 2005 a oggi il caro Maurizio non abbia accumulato esperienza necessaria per riconoscere un incontro governativo?

Fatto sta che il suo classico atteggiamento burbero e il suo dito a mezz’aria (nessuno ci strumentalizzi!), non hanno evitato la riflessione su quanta parte della crisi che stiamo vivendo sia anche responsabilità dei corpi intermedi e del loro modo di relazionarsi con chi occupa le Istituzioni. Trovo personalmente valido il sintetico e ficcante commento di Rino Formica, pubblicato sul Manifesto, mica su Libero. “Quando il sindacato non ha un interlocutore istituzionale” – dice l’ex  più volte Ministro, l’inventore della definizione “Nani e Ballerine” – “ma va da chi lo chiama si autodeclassa a corporazione: vado ovunque si discuta dei miei interessi. Allora: non c’è un governo, perché la sua attività è stata espunta; non ci sono i partiti né i sindacati. È la crisi dei corpi dello stato. Si assiste a un deperimento anche delle ultime sentinelle, l’informazione, la magistratura.”

Ma quanto è gradito l’invito a questo tipo di riflessione da parte delle diramazioni territoriali del sindacato? Non ho a disposizione una statistica, per cui posso parlare solo della mia esperienza personale che, nella fattispecie, è quella di un responsabile ufficio stampa della CGIL di Rimini che viene a tentare di avere l’ultima parola su un banale post di Facebook. Un’opinione di cui si erano accorte dieci persone. Quest’aggressività, secondo la mia irrilevante opinione, nasconde un imbarazzo che non è solo per la cappella del leader maximo. Se tutti la considerassero tale avremmo già finito di parlarne da un pezzo.

Molti pensano, ma in pochi lo dicono ad alta voce, che la percentuale degli iscritti alla CGIL che votano Lega è enormemente cresciuta, tanto che il Sindacato da Rosso sta virando al Verde. Non sarà così, ma quel che sembra è che Landini abbia ceduto al “lato politico della Forza”, dimenticandosi di essere il Segretario del più antico sindacato italiano. Sì, poi il giorno dopo puoi dire anche che Salvini ha la mamma mignotta e che ti hanno fregato, ma tu a quel tavolo ti sei seduto, hai aperto la minerale e magari hai pure chiesto se c’erano dei salatini (per dire).

A chi vi scrive non resta che ribadire dal suo cantuccio quanto sia triste la sistematica corrosione di tutti i valori istituzionali, dal Senso dello Stato, alla capacità dei corpi intermedi nel farsi organo di prossimità. Poi ognuno può dire che è colpa dell’altro, ma senza principi cui tenersi saldamente è facile finire per raccontarsela e costringere poi dei poveri addetti stampa a raccontarla a loro volta, persino nei piccoli post di Facebook.

@DadoCardone

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2 thoughts on “Quando anche la Cgil si mette a trollare le pagine dei normali utenti Facebook.

  1. per amor di verità va detto che nessuno ha trollato nessuno. Davide Cardone che scrive per Citizen Rimini è “amico” su Facebook di Maria Teresa Zangara che è anche addetto stampa della CGIL di Rimini. Davide Cardone ha aperto una discussione che riguardava la CGIL e il Segretario Landini. Maria Teresa Zangara (chi scrive)ha osato rispondere argomentando di volta in volta in uno scambio di post. Nessuno ha trollato nessuno. Eravamo amici consenzienti su Facebook, ci occupiamo entrambi di informazione, abbiamo idee diverse. Niente vittimismo per favore.

  2. Amor di verità dovrebbe applicarlo alle sue argomentazioni. Nel momento in cui ha un ruolo nella Gcil, dovrebbe capire anche che quello che scrive ha un peso diverso. Sono io che ho “osato” mettere in discussione il leader maximo ed allora si è accanita per avere l’ultima parola. Ha trollato, appunto. Poco consono rispetto al ruolo che ricopre, ma mi rendo conto che “il poco consono” o inopportuno che dir si voglia oggi non è più un problema per nessuno. L’articolo non ha nulla a che fare con il vittimismo, ma con una esposizione chiara e definitiva del mio punto di vista, visto che interessava così tanto alla Cgil.

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