Qualcuno volò sul nido di Masini.

Qualcuno volò sul nido di Masini.

wind_jet_big-2Tutto apposto. I 52 milioni di debito di Aeradria non sono più tali. 19 milioni di Euro di crediti saranno convertiti in azioni, verrà assunto l’impegno di destinare ulteriori 29 milioni, ricavati dagli utili futuri,  ai creditori  e la raccolta di altri 5.2 milioni verrà da sponsor vari: capofila (con l’acquolina in bocca) Carim per 3 milioni, Asset Banca con 1 milione, Repubblica di San Marino con un altro milioncino, Italcamel con 200 mila Euro, Confindustria con 100 mila Euro e la Zdora Maria con 1000 Euro. Ci si perdoni l’ironia, ma i Centomila Euro della Confidustria paiono spiccioli confronto alle cifre di cui stiamo parlando, ma comunque bastano per pagare lo stipendio di Marcella Bondoni ,  così multitasking  da poter passare per una mancata poltrona di Sindaco PD di Bellaria a  consulente del Marketing per Aeradria. Quando si dice che non bisogna mai arrendersi alle sconfitte eh!?
Ma non divaghiamo. Dicevamo, tutto apposto. E invece no. Ci si mette la PM Gemma Gualdi che guarda Massimo Masini sorpresa e gli chiede: ” Ma non si doveva dimettere?”. Il Pubblico Ministero non ha saputo che Rimini, seguendo il modello nazionale, ha eliminato questa cosa noiosa delle responsabilità e Masini potrà proseguire nel suo ruolo fino ad ottobre o forse, dipende dai progressi della medicina, fino al 2050, data di scadenza della concessione del Fellini ad Aeradria S.p.a.
L’ombra sul nido di Masini però non è dell’intonsa lettera di dimissioni, è di un’altro tipo di carta, si chiamano fatture e sembrano non trovare corrispondenza con quelle dell’ex compare WindJet. A quanto pare il 1° agosto 2012, prima del suo fallimento, WindJet chiede la risoluzione del contratto ad Aeradria e il pagamento di 18 milioni di Euro. Successivamente la Compagnia Aerea fallisce, tutti i voli vengono cancellati, Rimini ovviamente compresa e Aeradria chiede 25 milioni di Euro di danni a WindJet. Nel bilancio presentato in tribunale però sono stati accantonati solo 165 mila Euro come eventuale riconoscimento del danno, almeno così ci dice unanime la cronaca locale. Dunque la Procura, che ha già contestato la sproporzione tra il debito e la soluzione proposta, non intende ritirare la già sollevata istanza di fallimento anche per questa “ombra” che necessita ulteriori approfondimenti.
Che dire… c’è da diventare matti ed è per questo che ci siamo permessi di parodiare nel titolo il Film di Forman. La società che gestisce un aeroporto con un milione di passeggeri e che porta un miliardo di Euro di indotto è anche la stessa che prova per la seconda volta a farsi accettare un concordato in tribunale e rischia di essere commissariata. Non è follia? C’è solo da individuare chi sono i matti e se erano già tali, oppure se lo sono diventati grazie al trattamento della “clinica”.
Davide Cardone
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