Il Professor Gnassi sale in cattedra… ma parla rivolto alla lavagna.

Rieccoci. Non ha potuto resistere e dopo il discorso alla nazione bagnante, a pubblifono riuniti, gli è scappata una lectio magistralis sul turismo rivolta agli imprenditori del settore.

Stiamo ovviamente parlando di Gnassi, altrimenti noto come l’Augusto Andrea, e del suo commento del dopo ferragosto diramato proprio oggi. Nel comunicato, in sintesi, il Primo Cittadino si bea dei numeri straordinari ottenuti da questa Rimini così dinamica (per merito suo) e mette in guardia dall’effetto ’79.

Non sforzatevi troppo nel richiamare alla memoria le vostre reminiscenze scolastiche, è roba per amministratori di lungo corso. A noi al massimo è concesso di ricordare gli effetti politici del ’69 e quelli calcistici dell’82.

Il 1979, secondo quanto si legge nel comunicato, è stato un anno straordinario per il turismo Riminese, seguito però da due anni di crisi. Andrea Gnassi, dopo aver usato questo dato come gancio per l’ennesimo Storytelling, parte con il suo panegirico sul turismo Riminese. Ammette di sfuggita i meriti del bel tempo, per poi esaltare i cambiamenti “nelle proposte infrastrutturali e immateriali, riconosciuto a Milano come a Monaco di Baviera o Mosca.” Meno male perché non se ne poteva più di tutte le telefonate da Mosca: “avete cambiato le proposte infrastrutturali e immateriali? Guardate che altrimenti le badanti le mandiamo tutte in Versilia!”.

E’ il solito comunicato/discorso alla Gnassi dove si sfiora appena la realtà per poi tuffarsi nell’elenco di tutte le cose che ha fatto, non si sa mai che a qualcuno sia sfuggito uno dei totem colorati che ormai mettono anche se devono riparare una buca per strada. Poco importa se l’elenco sia inerente al tema, come quando parlando di Mafia in Consiglio Comunale tirava fuori i lavori di via Roma.

La realtà, quella intera, è che l’Italia del turismo estivo (tutta) viaggia su guadagni percentuali a doppia cifra. Il miglioramento è dovuto, come ampiamente riconosciuto, al meteo estremamente stabile, ad una Pasqua più vicina all’estate e ai ponti di giugno, alla squalifica di tutte le destinazioni internazionali per le note problematiche di instabilità politica e terrorismo. Rimini, in tutto questo, è un posto di mare con tanti alberghi, economico e facilmente raggiungibile da ogni dove.

Non ne siete convinti? Allora ditemi che cos’avrebbe Rimini di così diverso dall’anno scorso, o da due anni fa (e via dicendo), per giustificare l’aumento di cui si parla. I famosi eventi, decantati come ineffabile spinta, sono concentrati nelle date in cui la gente comunque verrebbe. I 15 giorni attorno alla prima settimana di luglio e ferragosto non hanno certo bisogno di essere promossi. E’ il resto della stagione che va ancora creata. Se ci si applicasse correttamente alla lettura dei numeri si scoprirebbe che l’estate dura due mesi, che ci sono alberghi che aprono direttamente a luglio, che chi apre prima accetta gruppi che pagano una miseria… e che vengono serviti di conseguenza. A fare confronti tra di noi, con l’anno prima, si rimane in una Comfort zone.  Il famoso “Ferragiugno” di cui si beavano Sindaco e Associazione albergatori nasconde un successivo buco nel piano camere di tutta la provincia, mentre a Gallipoli si affittavano i terrazzi a 12 euro a notte (roba da Rimini nel ’79)

E’ perfettamente lecito ed auspicabile che un Sindaco parli in toni entusiastici di un miglioramento che in effetti c’è stato. La fiducia nel futuro è certamente un valore aggiunto, che però non basta se tra le righe si legge inadeguatezza. Di soldi a Rimini ne sono stati spesi un’enormità, ma in maniera poco accorta, principalmente per far intendere una dinamicità che, in realtà, è una corsa sul posto aspettando che la crisi passi. Un piccolo esempio. Sono stati spesi 6 milioni di euro per Acquarena, doppiando un servizio che già voleva fornire il Garden e che, alla resa dei conti, si è rivelata il cavallo di Troia per una speculazione edilizia senza pari in via della Fiera. Quanti ne sono stati investiti per il turismo?

Non mi si venga a parlare del Fulgor, del Teatro, del Castello e della passerella che ha martoriato le Mura Malatestiane, perché nessuna di queste cose interesserà all’adolescente ubriaco con cui si salvano le stagioni turistiche riminesi. Per quello al limite era più utile ampliare il pronto soccorso.

Gli investimenti a Rimini sono coerenti con altro, non certo con la promozione turistica. Per questo motivo poi stona l’invito di Gnassi agli imprenditori che, secondo quanto gli suggerisce la sua partita iva intonsa, non dovrebbero mettere via, ma investire per la prossima stagione. Gli imprenditori, soprattutto quelli di Rimini Sud e Rimini Nord, reinvestiranno sicuramente nella loro attività. Lo esige il mercato e lo pretende la totale assenza d’attenzione nelle loro zone, ma di sicuro non lo faranno perché il Professor Gnassi è salito in cattedra ed  ha fatto un discorso rivolgendosi alla lavagna.

P.S.

Se quest’appello voleva essere diretto agli imprenditori del settore turistico riminese un’espressione del tipo “du vut chi vaga enca st’an…” è fuori luogo, perché ormai una gran parte di loro non ha idea di cosa voglia dire.

 

@DadoCardone

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