Primarie PD – il rimbalzo del gatto morto.

E’ normale che, chi realizza qualcosa, poi la descriva in termini entusiastici. Anche quando tutto va come già previsto che vada. Anche se alla fine è solo il punto d’inizio per raccontare un’altra storia, più che per manifestare una nuova e diversa intenzione.

Agli organizzatori delle Primarie del Partito Democratico deve essere sembrato un miracolo già così. A livello nazionale sono riusciti a pareggiare l’affluenza più bassa della storia delle primarie, ci dicono, ma non si sa se al netto di chi ha votato 11 volte (per dire). Ai gazebo, oltre agli organi di partito, ai dirigenti pubblici e all’anziano che, pur di non ammettere che quella sinistra lì è morta, sostituirebbe la firma pure con un esame della prostata, si è vista anche qualche faccia speranzosa del recupero del buon senso.

Non bisogna sottovalutare il coefficiente democratico di queste Primarie, né ingigantirlo come d’abitudine fanno i Dem. Un milione e mezzo di persone, forse di più, va a capire, hanno dato un’altra possibilità ad un partito esanime. Ricordo che nemmeno 15 giorni fa  solo qualche migliaio ha di fatto sostituito il parlamento per decretare un’immunità. Ora c’è da capire se la possibilità accordata è un atto compulsivo o una richiesta precisa.

Bisogna tristemente sottolineare che, se di richiesta si tratta, i Demokrat non l’hanno colta. Almeno così sembra dalle parole d’ordine lanciate dal nuovo segretario. Lotta a populismi. Questo è il grado di consapevolezza del partito che si propone come guida a Sinistra, lotta ai populismi. Ma cosa sono i populismi, se non la manifestazione della confusione in cui il cittadino italiano è stato precipitato, proprio dal distacco della politica di Centro Sinistra dal mondo reale? E’ ancora non gli è bastato. Di nuovo, dopo che i sopravvissuti hanno spazzato via, a suon di voti, Giacchetti e Martina, eredi di quel linguaggio elitario, si insiste a sottintendere che la gente non capisce e si lascia trascinare suo malgrado come una stupida pecora. Cosa peraltro genericamente vera, ma trattasi di sintomo, non di malattia. La malattia è nel linguaggio stesso.

Lo si fa anche a livello locale. A Rimini, dove l’affluenza ha fatto registrare un ulteriore calo del 15%, addirittura non si sono cambiate nemmeno le facce. Non abbiamo potuto farci illudere da un nostro Zingaretti. Emma Petitti e Andrea Saltacarro Gnassi, delegati all’assemblea nazionale, sono le nostre novità. Gli interessi dello satus quo di taluni personaggi hanno prevalso, aggiungiamo scioccamente, sugli interessi di partito. In queste primarie si sarebbe potuto esprimere il prossimo candidato sindaco di Rimini, magari una faccia nuova, sempre aggregandolo alla scontata opzione vincente, quella appunto di Zingaretti. Molto probabilmente sarebbe stato un bene anche per gli afflussi locali, ma Gnassi Pigliatutto aveva altri programmi.

Oggi, dopo le primarie, gli appelli all’unità sono scontati. Servono a far capire che il risultato è un successo da trattare con cura. Il vero problema però è che l’establishment del Partito Democratico, quello che si è mangiato un patrimonio enorme di voti, non si è fatto per niente da parte, nonostante la necessità di rappresentare qualcosa di nuovo. L’insofferenza delle persone per bene alla discriminazione, ormai prospettata come ricetta per ogni problema, ha fatto sì che domenica non si celebrasse un funerale, anziché un nuovo segretario. Ma la rappresentata conquista è solo un’eco già lontana della manifestazione contro il razzismo di Milano, quella sì di successo, senza bandiere, ne leader da palcoscenico.  Come dice il vecchio proverbio, usato molto negli ambienti della finanza, “Anche un gatto morto rimbalza quando cade da una grande altezza” e il PD non sta dimostrando una gran vitalità.

Ora staremo a vedere se il nuovo segretario cambierà linguaggio, perché la lotta ai populismi, a quanto pare stella polare e seme della rinascita Partito Democratico, non si fa certo usando gli stessi modi di comunicare del nemico celebrato,  né tanto meno usando (ad esempio) personaggi alla Burioni, che riescono ad essere antipatici anche a chi è d’accordo con i vaccini. Se contassimo qualcosa (ma non è il nostro caso) consiglieremmo un salutare bagno d’umiltà perché, ad oggi, il PD fa sembrare il ruolo d’Oppositore un incidente di percorso e non un contrappeso democratico.

P.S.

“Accumula cibo, e il cibo andrà a male; accumula denaro, e marcirai tu; e se si accumula potere, marcirà la nazione” [Il libro di Talbott di Chuck Palahniuk]

N.B: Non perdetevi il servizio di Citizen TV sullo Scandalo del Tecnopolo.

@DadoCarone

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